La nuova convenzione UNIPOLSAI

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Caro/a Collega,

 

La Fondazione, nell’ambito delle iniziative assunte a favore degli Architetti e Ingegneri liberi professionisti, ha sottoscritto la nuova convenzione, con la compagnia assicurativa UNIPOLSAI, rivolta ai propri soci, valida dal 1° agosto per il biennio 2016-2018. 

 

Questo servizio permette agli Architetti e Ingegneri liberi professionisti, singoli o associati, iscritti alla Fondazione Inarcassa e ai familiari conviventi, di sottoscrivere prodotti assicurativi a condizioni economiche particolarmente vantaggiose rispetto al mercato, dietro esibizione della tessera d’iscrizione alla Fondazione, valida per l’anno solare in corso.

 

Per maggiori informazioni e per prendere visione delle nuove condizioni potrai consultare il nostro portale internet, all’indirizzo: www.fondazionearching.it, nell’apposita area “CONVENZIONI”.

 

 

Ti aspettiamo!

La Fondazione.

Newsletter Sportello Pronto Europa - Luglio 2016

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NEWSLETTER SPORTELLO PRONTO EUROPA

Luglio 2016

 

 

● Progetti Innovativi KIC InnoEnergy 2016-2 nel settore delle Energie Rinnovabili – Scadenza per la presentazione dei progetti: 11 Ottobre 2016

La “KIC InnoEnergy” è un’organizzazione europea che promuove innovazione, imprenditoria e formazione nel campo dell’energia sostenibile, coinvolgendo università, centri di ricerca e imprese. Il bando ha la finalità di promuovere e supportare finanziariamente progetti meritevoli, della durata massima di tre anni. I progetti dovrebbero mirare a perfezionare un prodotto o servizio innovativo che si trova già ad un buon livello di sviluppo (TRL5) e che dovrebbe essere pronto ad essere lanciato sul mercato nell’arco di cinque anni. I campi trematici sono: Tecnologie Gas e carbone pulite; Deposito di energia; Edifici e città Smart; Energie rinnovabili; Efficientamento energetico; Energia da combustibili chimici; Reti energetiche Smart.

Devono presentare le proposte progettuali consorzi di almeno tre e massimo sette soggetti provenienti da almeno due diversi Paesi europei ed appartenenti sia al mondo della ricerca sia al mondo dell’industria/impresa (associazioni di categoria, organismi di ricerca, enti locali e pubblica amministrazione, grandi imprese, PMI, Startup). Almeno un’impresa del consorzio dovrebbe occuparsi della commercializzazione del prodotto o servizio.

Ogni progetto parte con il WP0 che corrisponde ad uno studio di fattibilità. Il budget per lo svolgimento del WP0, nel caso in cui il progetto venga approvato, è pari a 50.000 euro. Al termine del WP0 sarà possibile accedere ad altri fondi (le dimensioni dei progetti variano da 100.000 euro a 4-5 milioni di euro, con cofinanziamento dal 20% al 80%).

Link: https://cip.kic-innoenergy.com/ 

 

Programma di Cooperazione Interreg V-A Italia Svizzera – Aperti i termini per la presentazione delle Manifestazioni di Interesse, scadenza 15 Settembre 2016

Entro metà settembre è possibile presentare proposte progettuali attraverso una Manifestazione di Interesse (MdI), che costituirà la prima fase per poter realizzare progetti di cooperazione finanziati dal Programma, per progetti da realizzarsi entro 18 mesi oppure entro 36 mesi. L’avvio del Programma, infatti, prevede 3 Fasi alle quali è obbligatorio partecipare per poter presentare un progetto: Manifestazione di Interesse (al termine del quale i progetti non saranno sottoposti a valutazione), Laboratori per la progettualità (previsti in autunno 2016), Bando (previsto nel mese di dicembre 2016).

Le tematiche progettuali dovranno rientrare fra quelle seguenti: Asse 1. Competitività delle imprese; Asse 2. Valorizzazione del patrimonio naturale e culturale; Asse 3. Mobilità integrata e sostenibile; Asse 4. Servizi per l’integrazione delle comunità (servizi socio-sanitari e socio-educativi); Asse 5. Rafforzamento della governance transfrontaliera; Asse 6. Assistenza tecnica.

Può presentare idee-progetto un partenariato composto da almeno due soggetti (uno italiano e uno svizzero). Essi devono essere soggetti pubblici e privati localizzati nell’area di cooperazione ammissibile al Programma: per la Svizzera i cantoni Vallese, Ticino e Grigioni; per l’Italia le Regioni Lombardia (Como, Sondrio, Lecco e Varese), Piemonte (Biella, Novara, Verbano Cusio Ossola, Vercelli), Valle D’Aosta, la Provincia Autonoma di Bolzano.

Per i soggetti pubblici di parte italiana il contributo previsto è fino al 100% del costo totale di progetto, per i soggetti privati fino ad un massimo dell’85%.

Link: http://interreg-italiasvizzera.eu/   

 

● Settima Edizione dell’Evento di Cooperazione sulle Scienze Tecnologiche e l’Innovazione fra Europa e India – 21/22 Settembre 2016, Istituto Nazionale di Oceanografia (NIO), Goa, India

L’evento è focalizzato sulle tematiche della bioeconomia, inclusa la ricerca marina, al fine di massimizzare la collaborazione futura scientifica e di business in quest’area.

Le varie sessioni in programma verteranno sulle seguenti tematiche: Sicurezza alimentare sostenibile (ricerca e innovazione durante tutta la catena alimentare, dalla produzione delle materie prime, alle diete e al processo alimentare per i cibi salutari e sicuri); Crescita blu (test, dimostrazioni, incremento di scala, immissione sul mercato di tecnologie marine e marittime innovative, prodotti e servizi, così come l’esplorazione delle interazioni tra oceani e salute umana e il rafforzamento della capacità di osservare e mappare oceani e bacini marini); Rinascita rurale (innovazione come guida per lo sviluppo rurale con particolare enfasi sulle condizioni di sviluppo a contorno per innovazione e nuovi modelli di business adattati al contesto rurale, e supporto per sviluppo di capacità nelle comunità rurali); Innovazione a base biologica per beni e servizi sostenibili (assicurare l’approvvigionamento di biomassa sostenibile per beni e servizi a base biologica e il futuro sviluppo per mercati basati sul bio, ad esempio attraverso l’impegno promozionale degli stakeholder).

Aziende, ricercatori e professionisti hanno la possibilità di scoprire nuove opportunità di collaborazione con l’India partecipando all’Open House, nell’ambito del quale agenzie finanziatrici europee e indiane, ambasciate ed altre iniziative di supporto della cooperazione in ricerca e innovazione saranno a disposizione per presentare nuovi ambiti di sviluppo. Sarà anche possibile incontrare nuovi partner commerciali. E’ necessario registrarsi entro il 15 Settembre 2016.

Link: https://sticoopdays2016.splashthat.com/ 

 

● Sesta Edizione del Forum Italiano sulle Biotecnologie Industriali e la Bioeconomia (IFIB 2016), Vicenza, 22-23 Settembre 2016

Il Forum Italiano sulle Biotecnologie Industriali e la Bioeconomia 2016 è uno workshop organizzato da Assobiotec - l’Associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie – insieme a Innovhub-SSI (Azienda Speciale della Camera di Commercio di Milano, che svolge attività di ricerca applicata, consulenza tecnico-scientifica e testing industriale) e CUOA Business School. L’evento ha lo scopo di censire i progetti di ricerca nel settore della biotecnologia industriale, al fine di rafforzare la rete di collaborazione nell’area mediterranea e di promuovere partenariati fra industria e università.

Nell’ambito di questo, la rete EEN organizza il Biotech and Bioeconomy Partnering Event il quale offre l’opportunità ai partecipanti alla conferenza di organizzare incontri bilaterali professionali, di trovare potenziali partner e di stabilire nuove opportunità di cooperazione nella ricerca, trasferimento di tecnologie e business. Per partecipare agli incontri bilaterali con altre aziende/università/centri di ricerca pubblici e privati è necessario registrarsi entro il 21 Settembre 2016 sull’apposito sito.

Link al Forum: 

http://assobiotec.federchimica.it/eventi/eventi-associativi/2016/09/22/default-calendar/italian-forum-on-industrial-biotechnology-and-bioeconomy-(ifib-2016) 

Link al Partnering Event: https://www.b2match.eu/ifib2016 

 

Rubrica di aggiornamento legislativo e giurisprudenziale del 22 luglio 2016

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Cassazione civile, sez. II, 12/11/2015, n. 23120: nessun automatismo fra condanna penale e cancellazione dall’albo professionale

Da tempo la giurisprudenza costituzionale si è occupata delle conseguenze delle sentenze penali di condanna che, per disposizione di legge, importino di diritto effetti destituivi, quali la cancellazione dall’albo, incidenti sullo status del professionista, pubblico o privato che sia. 

Tale iter giurisprudenziale, che si è svolto tenendo in considerazione sia il profilo sanzionatorio – disciplinare sia la decadenza dall'esercizio di determinate attività pubbliche o sottoposte a controllo pubblico, converge costantemente nel negare ogni automatismo tra condanna penale ed effetti ablativi di un’investitura professionale. Ne è derivato il principio di diritto, ormai acquisito nell’ordinamento, in base al quale “L'effetto destitutivo, comunque denominato e qualificato, da un impiego o da una professione quale conseguenza di una condanna penale, deve essere in ogni caso mediato dalla duplice garanzia del procedimento disciplinare e del conseguente giudizio sulla gravità dell'addebito ascritto all'incolpato, restando escluso che la condanna penale importi di diritto l'applicazione di una sanzione disciplinare di carattere espulsivo” (Cass. civ., sez. II, 12/11/15, n. 23120). 

La Suprema Corte ha precisato che tale principio è valido anche rispetto alle professioni di architettura e ingegneria. In particolare, l’art. 20, R.D. n. 2537/1925, sul regolamento delle predette professioni, prevede la cancellazione dall'albo nel caso di condanna costituente impedimento all'iscrizione. Detto impedimento, ai sensi dell’art. 7, comma 2, del decreto citato, è dato dall’essere incorso il professionista in una delle condanne di cui all’art. 28, L. n. 1938/1874 (Legge sull’esercizio della professione di Avvocato e di Procuratore). Poiché tale normativa non è più in vigore, il rinvio operato dall’art. 20, R.D. n. 2537/1925 all’art. 28, L. n. 1938/1874 deve ritenersi di natura solamente formale, con la conseguenza che il provvedimento di cancellazione dall'albo non ha più natura vincolata e deve essere adottato con le garanzie del procedimento disciplinare.

avv. Riccardo Rotigliano

rrotigliano@scozzarirotigliano.com

www.scozzarirotigliano.com

 

 

Appalti sotto soglia – L’affidamento dei servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria alla luce delle linee guida Anac, attuative del nuovo Codice Appalti. 

L’art. 36, comma 7, d. lgs.vo n. 50/2016 demanda alle linee guida dell’Anac la definizione delle modalità di dettaglio per supportare le stazioni appaltanti nelle attività relative ai contratti di importo inferiore alla soglia UE e migliorare la qualità delle procedure, delle indagini di mercato nonché la formazione e la gestione degli elenchi degli operatori economici. 

Le Linee guida in questione, la cui bozza è stata posta in consultazione fino al 16/05/2016, sono state licenziate nel loro testo definitivo dall’ANAC il 28/06/2016.

Come precisato dall’Anac, ai sensi dell’art. 157, comma 2, del nuovo Codice, gli incarichi di progettazione, di coordinamento della sicurezza in fase di progettazione, di direzione dei lavori, di coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione e di collaudo di importo superiore a 40.000 e inferiore a 100.000 euro possono essere affidati dalle stazioni appaltanti, a cura del responsabile del procedimento, nel rispetto dei principi di non discriminazione, parità di trattamento, proporzionalità e trasparenza, secondo la procedura negoziata prevista dall’art. 36, comma 2, lett. b) del Codice.

Ai sensi di tale norma l’amministrazione deve procedere all’invito di almeno cinque operatori economici, individuati sulla base di indagini di mercato o tramite elenchi di operatori economici, nel rispetto di un criterio di rotazione degli inviti. 

A tal proposito, l’Anac ha precisato che “si ritiene necessario che l’istituzione dell’elenco avvenga nel rispetto del principio di trasparenza, dandone adeguata pubblicità, e, quindi, fermo restando quanto specificato nelle citate linee guida, mediante un avviso contenente criteri e requisiti per la formazione dell’elenco stesso, quali, a titolo esemplificativo:

• il divieto di partecipazione del professionista singolarmente e come componente di un raggruppamento di professionisti, nonché la contemporanea partecipazione a più di un raggruppamento;

• il principio della predeterminazione di criteri oggettivi, non discriminatori e proporzionati per la

formazione della lista dei professionisti invitati, in ogni caso, in modo da assicurare anche la rotazione;

• il divieto di cumulo degli incarichi al di sopra di un certo importo totale;

• la correlazione dell’esperienza pregressa richiesta al professionista con le tipologie progettuali previste dall’amministrazione, così come individuate in sede di programmazione, in modo che le professionalità richieste rispondano concretamente alle classi e categorie dei lavori da realizzare”.

Ne deriva che nell’avviso di selezione dovranno essere indicati i requisiti minimi richiesti dalla stazione appaltante che consentano al professionista – tramite un elenco delle prestazioni effettuate negli anni precedenti − la dimostrazione del possesso di un’esperienza professionale adeguata alla tipologia e all’importo dell’incarico. 

avv. Riccardo Rotigliano

rrotigliano@scozzarirotigliano.com

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Cassazione Civile, Sez. II, sentenza n. 17881 del 10/09/2015: impossibilità di individuare una prestazione intermedia tra progetto di massima ed esecutivo ai fini della determinazione del corrispettivo.

Con la sentenza in commento la Corte di Cassazione ha espresso un principio di diritto a lume del quale "la tariffa professionale degli ingegneri ed architetti non consente di configurare una prestazione intermedia tra il progetto esecutivo e quello di massima, per cui il giudice non può, ai fini della liquidazione del compenso, qualificare un progetto come parzialmente esecutivo, ma, procedendo alla verifica dei dati e delle caratteristiche del progetto medesimo nella sua globalità e facendo ricorso - se necessario - al criterio della prevalenza, deve qualificarlo di massima, se esso esprime le linee essenziali e le direttive fondamentali e generali dell'opera nel momento della ideazione e rappresentazione, anche se in concreto sia provvisto di elementi che superano gli stretti limiti del progetto di massima, ovvero esecutivo, se contiene lo sviluppo completo e particolareggiato dell'opera, con tutti i dati e gli elementi necessari alla sua concreta attuazione, pur se presenti marginali insufficienze o lacune e manchi di qualche particolare attinente all'esecuzione dell'opera".

Da tale statuizione discende che, nel caso in cui il compenso del professionista non sia ab origine pattuito tra le parti, il giudice, nel pronunciarsi sul quantum spettante dovrà prendere in considerazione le effettive caratteristiche possedute dal progetto e, a tal punto, qualificarlo o di massima o esecutivo, essendogli fatto divieto di individuare una terza species intermedia. 

Pertanto, il compenso che verrà liquidato al professionista sarà strettamente ancorato all'effettiva prestazione svolta, ciò che, di fatto, risulta essere un presidio posto a garanzia del professionista stesso. Tale principio di diritto, infatti, riduce notevolmente la discrezionalità del giudice, il quale, nell'operare la propria valutazione, dovrà attenersi a rigidi elementi tecnico-fattuali, riconoscendo il compenso per l’attività di progettazione esecutiva ancorché per tali aspetti marginali non sia completa.

avv. Riccardo Rotigliano

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Consiglio di Stato, Sez. V, sentenza n. 776 del 25/02/2016: collaborazione dell'ingegnere "junior".

Il Consiglio di Stato ha ricordato che l’articolo 46 del d.p.r. n. 328/2001 prevede che gli ingegneri junior, con laurea triennale e iscritti nella sezione "B" dell’albo, possono collaborare con gli ingegneri della sezione "A", cioè con quelli che hanno completato il ciclo di studi, ma solo nel settore delle opere edili.  Gli ingegneri junior hanno competenze proprie solo in materia di edilizia privata.

 La progettazione di opere per la difesa del suolo, le depurazioni e gli impianti civili per l’ambiente e il territorio sono, invece, di esclusiva competenza degli ingegneri iscritti nella sezione "A". Per queste attività, in base all’articolo 45 del d.p.r. n.  328/2001, non è prevista alcuna attività di collaborazione o concorso.

Nel caso preso in esame dal Consiglio di Stato, un Comune aveva aggiudicato dei lavori di completamento ed adeguamento della rete fognaria e dell'impianto di depurazione ad una società che si era fatta redigere gli elaborati dell’offerta tecnica da un ingegnere junior

Secondo il Consiglio, infatti, "sarebbe stata violata la lex specialis, che prevedeva, pena l’esclusione, che gli elaborati dell’offerta tecnica fossero sottoscritti da un progettista abilitato alla progettazione, ai sensi della normativa vigente; nel caso di specie gli elaborati suddetti erano stati redatti e sottoscritti unicamente da un ingegnere “junior”, e quindi non abilitato, sicché la controinteressata avrebbe dovuto essere esclusa dalla gara. L’art. 46, comma 3, lettera a), n. 1), del d.P.R. n. 328 del 2001 stabilisce che gli ingegneri “junior” con laurea triennale possano svolgere attività basate sull’applicazione delle scienze, con mera attività di concorso e collaborazione rispetto all’attività degli ingegneri della sezione “A” e solo nel settore delle opere edili; solo in materia di edilizia privata gli ingegneri “junior” avrebbero competenze proprie, nei casi regolati dal comma 3, lettera a) n. 2 di detto art. 46. Nel caso di specie quelle da progettare non sarebbero nemmeno state opere edili, ma opere per la difesa del suolo, per il disinquinamento e per le depurazioni, nonché sistemi ed impianti civili per l’ambiente ed il territorio, che, ex art. 45 comma 1, lettera a), del citato d.P.R., sarebbero di esclusiva competenza di ingegneri iscritti nella sezione “A” e per le quali non sarebbe prevista alcuna attività di concorso o collaborazione".

Pertanto, in tutti quei casi in cui non si verta in materia di costruzioni civili semplici, l'ingegnere "junior" può partecipare a titolo di mero concorso e collaborazione, restando preminente la sottoposizione alla direzione ed al controllo da parte di un ingegnere iscritto alla sezione "A", al precipuo scopo di evitare che nella fase di progettazione possano essere commessi errori tali da potere incidere negativamente sulla progettazione.

avv. Riccardo Rotigliano

rrotigliano@scozzarirotigliano.com

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Sintesi di monitoraggio legislativo 1°-15 luglio 2016

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NOTA POLITICA

 

Il Governo è deciso a continuare sulla strada della riduzione della pressione fiscale. Lo conferma il Ministro dell’economia fornendo dati rassicuranti su pressione fiscale e disoccupazione, che stanno calando, e sostenendo la necessità di proseguire sulla strada delle riforme.

Anche il Ministro Delrio punta a dare fiducia ai mercati dicendosi d’accordo con la proposta, lanciata dall’ANCE, di dare avvio a un piano industriale di sviluppo che potenzi i lavori pubblici e sulla maggiore flessibilità per gli investimenti. Accolta anche l’dea di convocare subito un tavolo di confronto per affrontare la fase transitoria del nuovo Codice degli appalti. 

Ma nonostante gli annunci i dati dell’ISTAT sulla povertà e la crisi bancaria in atto non fornisco per ora prospettive positive per l’economia.

Prosegue infatti la trattativa in corso a Bruxelles per trovare la quadra con la Commissione europea per una soluzione sulle banche italiane; se si è d’accordo sulla protezione delle famiglie e dei risparmiatori il governo italiano cerca di trattare anche sul ruolo degli investitori istituzionali nell’eventuale salvataggio del Monte dei Paschi.

 

 

SINTESI DI MONITORAGGIO LEGISLATIVO E REGOLATORIO

 

 

LAVORI PUBBLICI & EDILIZIA

 

Pubblicati in Gazzetta Ufficiale due decreti attuativi della riforma PA

Sulla Gazzetta Ufficiale di mercoledì 13 luglio sono stati pubblicati due provvedimenti di attuazione della legge di delega al Governo per la riforma della pubblicazione amministrazione (cd. riforma Madia).

I decreti entreranno in vigore il 28 luglio.

Di seguito i link ai testi:

- Attuazione della delega in materia di segnalazione certificata di inizio attivita' (SCIA), a norma dell'articolo 5 della legge 7 agosto 2015, n. 124

- Norme per il riordino della disciplina in materia di conferenza di servizi, in attuazione dell'articolo 2 della legge 7 agosto 2015, n. 124.

 

 

La relazione annuale ANAC al Parlamento

Giovedì 14 luglio il Presidente Raffaele Cantone ha illustrato in Senato la relazione annuale al Parlamento dell’Autorità Nazionale Anticorruzione per l’anno 2015.

Presentazione del Presidente Cantone 

Relazione

 

 

ANAC ha pubblicato le proposte di linee guida attuative del nuovo codice appalti sul sottosoglia

Il Consiglio dell’Autorità ha deliberato le Linee Guida “Procedure per l’affidamento dei contratti pubblici di importo inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria, indagini di mercato e formazione e gestione degli elenchi di operatori economici”.

Prima dell’approvazione del documento definitivo, l’atto è stato inviato per un parere al Consiglio di Stato e alle Commissioni Lavori pubblici di Camera e Senato.

 


Consiglio dei ministri – esame definitivo Dpr terre e rocce da scavo

Il Consiglio dei ministri ha approvato, in esame definitivo, un decreto del Presidente della Repubblica che semplifica la disciplina di gestione delle terre e rocce da scavo, ai sensi dell’articolo 8 del decreto-legge 12 settembre 2014, n.133, convertito, con modifiche, dalla legge 11 novembre 2014, n.164.

Nello specifico, il provvedimento definisce un quadro normativo di riferimento completo, chiaro e coerente con la disciplina nazionale e comunitaria, assorbendo in un testo unico le numerose disposizioni oggi vigenti che disciplinano la gestione e l’utilizzo delle terre e rocce da scavo.

Il decreto ha per oggetto:

•    la gestione delle terre e rocce da scavo qualificate come sottoprodotti provenienti da cantieri di piccole e grandi dimensioni;

•    la disciplina del deposito temporaneo delle terre e rocce da scavo;

•    l’utilizzo nel sito di produzione delle terre e rocce da scavo escluse dalla disciplina dei rifiuti;

•    la gestione delle terre e rocce da scavo nei siti oggetto di bonifica.

Il testo è stato ulteriormente integrato nel tempo con il ricorso a una consultazione pubblica rivolta a cittadini, associazioni e stakeholder del settore, oltre che sulla base del parere espresso dalla Conferenza Unificata.

Tra le principali peculiarità del provvedimento:

•    la semplificazione delle procedure e la fissazione di termini certi per concludere le stesse, anche con meccanismi in grado di superare eventuali situazioni di inerzia da parte degli uffici pubblici. Si evitano così i lunghi tempi di attesa da parte degli operatori per la preventiva approvazione del piano di utilizzo delle terre e rocce da parte delle autorità competenti;

•    procedure più veloci per attestare che le terre e rocce da scavo soddisfano i requisiti stabiliti dalle norme europee e nazionali per essere qualificate come sottoprodotti e non come rifiuti;

•    una definizione puntuale delle condizioni di utilizzo delle terre e rocce all’interno del sito oggetto di bonifica, con l’individuazione di procedure uniche per gli scavi e la caratterizzazione dei terreni generati dalle opere da realizzare nei siti oggetto di bonifica;

•    il rafforzamento del sistema dei controlli.

Si tratta dunque di un provvedimento che, rispondendo alle criticità riscontrate nel tempo sia dagli operatori che dai soggetti istituzionali preposti ai controlli, consente di rafforzare la tutela ambientale e insieme la competitività delle imprese.

Il decreto, che risponde pienamente ai principi e agli obiettivi del processo verso un modello economico di tipo “circolare”, consente inoltre di recepire le richieste formali della Commissione europea ed evitare così che l’Eu-Pilot 5554/13/ENVI aperto su questo tema evolva in una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia.

 

 

La legge europea in Gazzetta. Cade l'obbligo di sede legale in Italia per le Soa

Anche le società di attestazione con base all'estero potranno rilasciare i certificati ai costruttori italiani purché mantengano almeno una sede operativa in Italia.

È quanto dispone la legge 122/2016, la cosiddetta legge europea, pubblicata in Gazzetta Ufficiale l'8 luglio e in vigore a partire dal 23 luglio. Qui il testo.

L'obbligo della collocazione in Italia della sede legale delle Soa era stato oggetto di una procedura di infrazione e di una pronuncia della Corte di Giustizia Ue che ha giudicato incompatibile con le regole europee sulla «libertà di circolazione e di stabilimento» l'obbligo di avere una sede legale in Italia per le Soa fissato dal vecchio regolamento appalti (in questa parte ancora in vigore fino all'arrivo delle nuove linee guida Anac sulla qualificazione).

Un'altra novità è contenuta all'articolo 30 delle legge che riformula l'art. 29, comma 3, del Dlgs 10 settembre 2003, n. 276, secondo cui l'acquisizione, a seguito di subentro di un nuovo appaltatore ed in forza di legge, di contratto collettivo nazionale di lavoro o di clausola del contratto d'appalto, del personale già impiegato nell'appalto non costituisce trasferimento d'azienda o di parte d'azienda. Con la nuova disciplina si specifica che l'esclusione della natura di trasferimento d'azienda (o di parte d'azienda) è subordinata alla sussistenza di elementi di discontinuità che determinino una specifica identità di impresa ed alla condizione che il nuovo appaltatore sia dotato di propria struttura organizzativa ed operativa.

 

 

La Conferenza Unificata Stato-Regioni del 7 luglio scorso ha dato parere positivo all’autorizzazione paesaggistica semplificata

Il decreto individua gli interventi ritenuti di lieve entità da sottoporre ad autorizzazione paesaggistica semplificata e quelli per i quali l’autorizzazione non sarà più richiesta.

L’allegato A del decreto individua i 31 piccoli interventi esclusi dall’autorizzazione paesaggistica tra cui gli interventi (che non comportino modifiche sostanziali) volti a migliorare l’efficienza energetica e il consolidamento statico e le opere indispensabili per il superamento delle barriere architettoniche.

L’allegato B esplicita le 42 tipologie di interventi considerati ad impatto lieve sul territorio come interventi antisismici e di miglioramento energetico che comportino innovazioni nelle caratteristiche morfologiche dell’edificio e la realizzazione di tettoie e porticati.

La procedura prevista per gli interventi di lieve entità viene inoltre coordinata con i decreti attuativi della riforma Madia in materia di silenzio assenso e di Conferenze di Servizi, e viene facilitata la procedura per le istanze di rinnovo di autorizzazioni paesaggistiche.

Secondo le Regioni il decreto dovrebbe eliminare circa un terzo del carico di lavoro agli uffici degli enti preposti alla gestione del vincolo paesaggistico.

Per semplificare ulteriormente i processi autorizzativi le Regioni hanno proposto l’eliminazione “del parere del Soprintendente per la parte inerente la realizzazione e l'adeguamento della viabilità forestale”. 

Tra le richieste espresse dalla Regione Friuli Venezia Giulia ha trovato accoglimento anche quella relativa al mantenimento della validità degli accordi di semplificazione paesaggistica già sottoscritti dalla Regione FVG e dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT).

La Regione ha inoltre espresso parere favorevole anche in considerazione del fatto che molte modifiche e semplificazioni sono attese da anni e che le raccomandazioni poste dalle Regioni nel documento esaminato e integrato congiuntamente al MiBACT dovrebbero attivare, come è stato assicurato, un Tavolo per monitorare eventuali difficoltà applicative della nuova disciplina.

Anche l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (Anci) ha espresso soddisfazione per l’intesa sancita. Il Sindaco di Catania ha dichiarato: “A causa dei vincoli paesaggistici molti cittadini non potevano apportare alle proprie abitazioni la minima modifica poiché vincolata ad un parere della sovrintendenza di turno. La decisione di oggi modifica le procedure e, per quegli interventi edilizi di lieve entità indicati nello schema di regolamento approvato già in via preliminare del Consiglio dei Ministri, si potrà procedere alle modifiche scaduti i termini dell’invio della domanda che variano dai 30 ai sessanta giorni. Questo semplificherà e velocizzerà le procedure e migliorerà la vita dei cittadini”.

 

 

Il decreto sui livelli di progettazione slitta a dopo l’estate

Il decreto sui livelli di progettazione, attuativo del nuovo Codice Appalti, sarà pronto probabilmente dopo l’estate. E’ quanto affermato da Angelo Domenico Perrini, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Bari e componente della Commissione che si sta occupando di redigere il testo all’interno del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.

Sebbene il decreto sembrava in procinto di essere pubblicato in Gazzetta ufficiale, con tutta probabilità slitterà dopo la pausa estiva.

Uno dei capisaldi del provvedimento, ha ricordato Perrini a margine del convegno “Il nuovo Codice Appalti e i servizi di ingegneria e architettura: novità e criticità” organizzato a Bari, è il rafforzamento del progetto di fattibilità, che ingloba tutta una serie di verifiche che in precedenza venivano rimandate alla fase del progetto definitivo ed esecutivo. Si tratta delle indagini geologiche e geognostiche, le verifiche preventive dell'interesse archeologico e gli studi preliminari sull’impatto ambientale delle opere da realizzare. Nel progetto si dovrà anche indicare se si intende suddividere l’opera in lotti funzionali ed eventualmente avviare le procedure espropriative necessarie. Al progetto bisognerà allegare gli schemi grafici per l'individuazione delle caratteristiche dimensionali, volumetriche, tipologiche, funzionali e tecnologiche dei lavori da realizzare.

Una parte della commissione che sta lavorando al decreto nel CSLP, ha riferito Perrini, proponeva di semplificare le procedure per la redazione del progetto di fattibilità inerente alle opere semplici e ripetitive “come l’adeguamento a norma di una scuola, dove gli interventi sono già predeterminati”.

La volontà di semplificazione si è però scontrata con un dato di fatto: nel Codice Appalti manca la differenziazione tra opere complesse e opere semplici. L’introduzione di procedure semplificate richiederebbe quindi una serie di modifiche al Codice Appalti. Il CNI sta già lavorando in questo senso con una serie di proposte da far confluire nel primo correttivo, che sarebbe già in gestazione.

Un’altra implicazione del decreto sui livelli di progettazione è la definizione dei compensi dei professionisti a base di gara. II compensi - secondo Perrini - dovranno essere rivisti, dal momento che il professionista che redige il progetto di fattibilità dovranno essere rivisti dal momento che il professionista che redige il progetto di fattibilità deve effettuare indagini e attività aggiuntive prima non previste.

Il decreto per il calcolo degli importi messo a punto dal Ministero della Giustizia ripropone invece i contenuti del DM 143/2013, quindi i meccanismi della vecchia normativa in base alla quale il progetto preliminare richiedeva meno incombenze.

Questa problematica si somma ai dubbi che ruotano intorno al nuovo Decreto Parametri. Secondo il Ministero della Giustizia e secondo le prescrizioni del Codice, le indicazioni del decreto sono facoltative.

La pensa diversamente l’Anac, che nelle linee guida sull’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura ha ribadito l’obbligo di utilizzare il DM Parametri per la definizione degli importi.  

 

 

Assemblea nazionale ANCE

Giovedì 14 luglio si è tenuta a Roma l’Assemblea nazionale dell’Ance.

Dopo una prima parte, nella quale sono intervenuti il sociologo Giuseppe Roma e il Direttore del Centro studi di Confindustria, Luca Paolazzi, dedicata all’analisi dei dati relativi al settore e alle prospettive di crescita del comparto, volano per l’intera economia del Paese, il Presidente De Albertis ha preso la parola per illustrare, in una dettagliata e ampia relazione, le priorità necessarie per tornare a crescere. In particolare, il presidente Ance ha richiamato la necessità di “un grande Piano di sviluppo industriale e infrastrutturale capace di innovare in profondità tutto il Paese”.

Cinque le linee d’azione per raggiungere questo obiettivo: manutenzione e miglioramento delle infrastrutture esistenti; accelerazione e ampliamento del piano di riqualificazione degli edifici scolastici; assegnazione delle risorse necessarie per la riduzione del rischio idrogeologico; investimento sui beni culturali e sul turismo, soprattutto nel Mezzogiorno, e recupero e risanamento infrastrutturale e sociale delle periferie.

De Albertis non ha mancato poi di richiamare il tema del codice degli appalti definito “una vera e propria rivoluzione", ma che come ogni processo innovativo necessita di “un periodo di assestamento per poter essere assimilato”. Di qui la richiesta avanzata al Governo di “varare una moratoria che fino al 31 dicembre consenta alle amministrazioni di bandire le gare già pronte basate su progetti definitivi “. 

Immediata la risposta del Ministro Delrio che si è detto favorevole alla proposta del Presidente De Albertis di un Piano industriale di sviluppo del settore e poi successivamente, in una nota diramata dal Ministero delle infrastrutture, ha annunciato “l’apertura di un tavolo di confronto rispetto alla fase transitoria per affrontare con Ance e Enti locali la fase transitoria e l’andamento del mercato delle opere pubbliche, con componente prevalente dell’edilizia, cha ha comunque visto tra gennaio e giugno un aumento di 4 miliardi rispetto all’anno scorso”.

Sintesi relazione presidente De Albertis docx 53,4 Kb 

Relazione del Presidente pdf 483,9 Kb 

Centro Studi per Assemblea 2016 pdf 821 Kb 

 

 

 

Lavori pubblici, bandi in calo anche a giugno: il numero dei bandi scende del 27%: il nuovo codice rallenta il mercato

Per il secondo mese consecutivo il numero di bandi pubblicati si attesta su oltre un quarto in meno rispetto allo stesso mese dello scorso anno: -26% a maggio e -27,8% a giugno. A maggio c'era stato anche un crollo negli importi, -85%, mentre a giugno gli avvisi Infratel sulla banda larga (1,4 miliardi di euro) risollevano i valori a +50%. Ma si tratta di lavori iperspecialistici, la OS19, per i quali non sono molte le imprese di costruzione qualificate, e le gare potrebbero essere vinte direttamente dai gestori di Tlc. Senza Infratel gli importi di giugno sarebbero di nuovo in calo, -37%.

I cali più consistenti si registrano in tre soggetti chiave: Comuni (-58% negli importi a maggio, -79% a giugno), Anas (-30% in due mesi), ferrovie (-30%, -88% al netto del bando Cociv). L'Anas pubblicherà a luglio il bando per l'accordo quadro sulle progettazioni, per portare in pochi mesi all'esecutivo tutti i progetti, ma ammettono: «I bandi per le nuove opere non ripartiranno prima di fine anno, inizio del 2017». (si veda il servizio)

Nella lettura dei dati sui bandi è entrato anche il Ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio. «Dai 18,1 miliardi del 2013 - scrive in una nota - siamo passati a 30,4 mld nel 2015 con un aumento di oltre il 60%».

Vero. Anche se i 18,1 miliardi del 2013 sono il dato più negativo degli ultimi 15 anni, frutto della stretta di Monti nel 2012. Comunque i 30 miliardi del 2015 sono effettivamente un dato elevato, che ha riportato lo scorso anno i bandi al livello medio pre-crisi (2002-2008).

«Se veniamo al 2016 (gennaio-maggio) - prosegue Delrio - troviamo un aumento rispetto al dato già ottimo del 2015: 11.6 rispetto a 8.4 miliardi». I dati Cresme dicono una cosa diversa: valori a -17,5% da gennaio a maggio e -8% da gennaio a giugno, che diventerebbero -22% togliendo gli "anomali" bandi Infratel per la banda ultralarga.

«Certo - prosegue il Ministro - l'entrata in vigore del nuovo Codice ha determinato una caduta nel mese di maggio, ma solo per poter adattarsi a nuove regole che consentono di fare finalmente i lavori pubblici con costi e tempi certi e senza corruzione. Visto che i lavori di un'opera iniziano solo con il progetto esecutivo, il problema non è che venga fatto prima del bando, come da nuovo Codice, o dopo. Il problema è che opere da 50 milioni non impieghino 10 anni, come accade oggi, per essere realizzate. E per fare questo bisogna avere buoni progetti esecutivi a gara».

Non c'è dubbio che qualche critica di queste settimana, dagli operatori o anche interna al Pd, ha approfittato delle difficoltà iniziali per criticare alcune novità del Codice (l'appalto su esecutivo, l'offerta più vantaggiosa, le commissioni esterne e la vigilanza Anac). Ma proprio per il peso delle novità introdotte resta poco contestabile che il governo abbia sottovalutato la "fase transitoria", riducendosi al'ultimo minuto (18 aprile) con il testo definitivo del Dlgs, senza dare neppure qualche mese alle stazioni appaltanti per adeguarsi.

Le difficotà sono nei numeri delle principali amministrazioni, nei primi mesi del codice, maggio e giugno. Anas -67% nel numero di bandi e -30% negli importi rispetto allo stesso bimestre del 2015; Rfi -31% nei bandi e -88% negli importi (-31% le ferrovie grazie al bando Cociv); i Comuni -25% nel numero e -69% negli importi.

L'intervista ad Adriano Palmigiano, direttrice Appalti dell'Anas (si veda altro servizio) , conferma che ci vorranno ancora mesi per fare i progetti esecutivi, e i bandi per nuove opere ripartiranno a regime solo da inizio 2017. E anche Rfi aveva anunciato subito che ci sarebbe voluto qualche mese per ripartire.

Dopodiché ha ragione Delrio: «La cura non va distinta dalla malattia». I lavori pubblici ripartiranno, perché le risorse in bilancio ci sono (+9,2% nel 2016 per le infrastrutture statali, 17 miliardi per le ferrovie negli Addendum Rfi 2015 e 2016, da spendere nei prossimi anni, 6,8 miliardi per l'Anas tra 2016 e 2020) e la legge di Stabilità 2016 ha eliminato il Patto di stabilità per i Comuni. Probabile dunque che la ripartenza dei lavori pubblici sia solo rimandata di sei mesi. Resta solo il rammarico per un rallentamento che si poteva evitare.

 

 

 

 

PROFESSIONI

 

 

Jobs act degli autonomi

Proseguono in Senato i lavori della Commissione Lavoro e previdenza sul Jobs act degli autonomi.

In particolare, il relatore del provvedimento, Sen. Sacconi, in seguito ai pareri espressi dalla Commissione Bilancio e Affari Costituzionali ha presentato alcuni nuovi emendamenti.

Si segnalano, in particolare, la proposta volta a delegare il Governo per la disciplina in materia di atti pubblici rimessi alle professioni ordinistiche nonché in tema di semplificazione della normativa di salute e sicurezza degli studi professionali.

 

Interrogazione per l’inserimento degli indirizzi PEC dei professionisti nell’indice nazionale

Con riferimento al Codice dell'amministrazione digitale, che prevede l'istituzione dell'Indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata (INI-PEC), gli Onorevoli Gebhard e Abrignani (Misto) si sono rivolti, con una interrogazione presentata alla Camera, al Ministro dell'economia per invitarlo ad attivarsi con la massima sollecitudine al fine di favorire un accordo tra tributaristi e Equitalia, sull'esempio di quello vigente tra Agenzia delle entrate e tributaristi stessi, affinché anche gli indirizzi PEC dei professionisti di cui alla legge 14 gennaio 2013, n. 4 vengano inclusi nell'elenco denominato indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata (INI-PEC). 

Infatti, la recente introduzione del sistema di notifica degli atti di riscossione tramite posta elettronica certificata, pone la categoria professionale dei tributaristi ex lege n. 4/2013 in una posizione di diseguaglianza rispetto ai professionisti iscritti in albi o elenchi. 

 

 

Riforma delle professioni, consultazione UE fino al 19 agosto

La Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica per raccogliere pareri e opinioni sui Piani nazionali di Riforma (PNR) delle professioni presentati dagli Stati membri.

I PNR illustrano le azioni che gli Stati membri hanno intrapreso o che intendono intraprendere per garantire una migliore regolamentazione delle professioni, nell’interesse dei professionisti e dei consumatori. I PNR sono il risultato finale dell’esercizio di trasparenza avviato nel 2014 attraverso il quale è stata condotta un'analisi sulla regolamentazione delle professioni, per verificare che le disposizioni normative nazionali fossero proporzionate e giustificate da un interesse pubblico, senza creare oneri aggiuntivi per i professionisti.

La consultazione è rivolta a tutti: amministrazioni pubbliche, categorie di professionisti e cittadini.

L'intenzione è quella di conoscere l'opinione sulle specifiche modifiche proposte da ciascuno Stato membro:

- se si pensa che siano necessarie altre modifiche non proposte dallo Stato membro,

- se lo Stato membro ha condotto un'adeguata analisi della regolamentazione e dei suoi effetti nella elaborazione del Piano nazionale di riforma.

Le osservazioni possono riferirsi ad uno qualsiasi dei Piani, non necessariamente a quello adottato dal proprio Stato membro, ed anzi, lo scopo della "valutazione reciproca" è proprio questo.

Inoltre, nel mese di ottobre 2015, la Commissione europea ha adottato una Strategia per il mercato unico dei beni e servizi, prevedendo delle azioni per il miglioramento della regolamentazione dei servizi professionali. Una delle iniziative annunciate è l'introduzione di un quadro analitico di valutazione per la regolamentazione di ausilio per gli Stati membri in fase di revisione della regolamentazione, al fine di garantire la proporzionalità delle misure adottate ai rischi che si vogliono difendere.

Su questa seconda iniziativa la Commissione ha progettato due diversi questionari: uno per le autorità competenti che si occupano della regolamentazione delle professioni e uno rivolto a tutti gli altri.

Chi partecipa alla consultazione può esprimere la propria opinione circa:

- la validità dell'applicazione di una simile analisi alla regolamentazione delle professioni;

- il valore aggiunto di tale analisi e il suo impatto sul quadro normativo generale delle professioni.

La consultazione è aperta sino al 19 agosto 2016.

Per maggiori informazioni:

http://ec.europa.eu/growth/tools-databases/newsroom/cf/itemdetail.cfm?item_id=8827

Per partecipare alla consultazione:

https://ec.europa.eu/eusurvey/runner/RegProfConsultation2016?surveylanguage=IT

 

 

Proposta di legge regione Lazio: fondi regionali ed europei aperti ai professionisti

Le Partite Iva nel Lazio potranno accedere ai contributi regionali ed europei per le piccole e medie imprese. A mettere nero su bianco una regola già scritta, ma spesso inapplicata, è stata una proposta di legge approvata dalla Giunta Regionale, passata ora in Consiglio per il varo definitivo.

L’articolo 15 del testo stabilisce infatti che nel rispetto di quanto stabilito dalla normativa europea e statale in materia, tutte le disposizioni regionali che prevedono la concessione di contributi finanziati con risorse regionali e fondi europei per lo sviluppo delle micro, piccole e medie imprese “si intendono estese anche ai lavoratori autonomi titolari di partita Iva”.

A livello italiano l’equiparazione tra professionisti e imprese nell’accesso ai fondi europei e ad altre risorse regionali è avvenuto con la Legge di Stabilità per il 2016. I professionisti, infatti, sono considerati esercenti attività economica a prescindere dalla forma giuridica rivestita.

La legge ha accolto i contenuti della  raccomandazione della Commissione Europea 2013/361/CE, del Regolamento europeo 1303/2013 e delle linee d’azione per le libere professioni del piano imprenditorialità 2020.

Nel 2014 Antonio Tajani, che rivestiva la carica di vicepresidente della Commissione Europea, ha chiarito che sarebbero stati disponibili anche per i professionisti i fondi strutturali gestiti a livello nazionale o regionale, gli 80 miliardi di fondi Horizon 2020 per la ricerca e l’innovazione e i 2,4 miliardi di fondi Cosme, studiati per la competitività e la crescita economica. L’Unione Europea, che prima non permetteva ai professionisti di accedere alle agevolazioni per le imprese, ha infatti deciso di correggere il tiro valorizzando il giro d’affari creato dai professionisti.

Dopo gli entusiasmi iniziali, era stata sottolineata la necessità che le Regioni, cioè gli enti che materialmente gestiscono l’erogazione di questi fondi, si adeguassero scrivendo bandi chiari ed esplicitamente aperti ai liberi professionisti.

La proposta di legge del Lazio sembra andare in questo senso. Adesso bisogna attendere l’iter per la sua approvazione.

 

 

Osservatorio sulle partite Iva: sintesi dei dati di maggio 2016. Sono state aperte oltre 47mila nuove posizioni 

Sono quasi 34mila le persone che hanno aperto in maggio una partita Iva. Rappresentano quasi il 72% dell’ammontare registrato in maggio, pari a oltre 47mila nuove attività avviate. Di queste, i titolari del 22,6% sono società di capitali e quasi il 5% sono società di persone. Il totale si completa con uno 0,7% rappresentato da “non residenti” e/o da altre forme giuridiche.

Rispetto al maggio 2015, si osserva un incremento di avviamenti per le società di capitali (+15,2%) e le società di persone (+1,7%), mentre si registra un calo di aperture per le persone fisiche (-7,8%). Sul totale, quindi, una leggera flessione, pari a -3,1 per cento.

I numeri più alti sono segnalati al Nord, dove sono localizzate il 40% delle nuove attività.
Di poco inferiore la percentuale al Sud e Isole, pari al 37,6% del totale nazionale, mentre il restante 22,4% è stato contato nelle regioni del Centro Italia.

Incrementi molto consistenti in Basilicata (+49,6%), Molise (+26,7%) e Sardegna (+13,8%). Mentre in Calabria (-38%), Puglia (-25,9%) e Campania (-4,2%) permangono dati in regressione. 
Questi sono parte dei numeri contenuti nella sintesi, fornita dall’Osservatorio delle partite Iva, dei dati diffusi oggi dal Mef, relativi al mese di maggio 2016.

La pagina del sito Mef, dedicata alla navigazione dinamica dellOsservatorio delle partite Iva, consente di analizzare gli stessi dati con diverse chiavi di lettura.

Ad esempio, in base alla classificazione per settore produttivo, il commercio continua a registrare il maggior numero di aperture di partite Iva (21,7% del totale), seguito dall’agricoltura (15,8%) e dalle attività professionali (12,4%).

Messi a confronto, i dati di quest’anno con le aperture di maggio 2015, si sono verificati incrementi significativi nelle attività immobiliari (+27,6%), nell’istruzione (+16,3%) e nelle attività artistico-sportive (+15,1%).
Diversamente, si segnalano invece cali di avviamento nell’agricoltura (-23,8%), nella sanità (-7,2%) e nei

servizi alle imprese (-6,1%).

Relativamente alle persone fisiche, infine, la ripartizione per sesso è sostanzialmente stabile: il 38% dei titolari delle partite Iva aperte sono donne.

Il 45,5% degli avviamenti è riferito a giovani fino a 35 anni e il 34,2% alla fascia tra 36 e 50 anni.
Rispetto allo scorso anno, la distribuzione per classi di età evidenzia un consistente calo di aperture per quella più anziana (-47,2%), mentre per la classe più giovane la diminuzione è solo dello 0,7%. 
I dati ci dicono ancora che il 16,7% di coloro che a maggio hanno aperto una partita Iva risulta nato all’estero e che risultano aver aderito al regime agevolato forfetario oltre 15mila nuovi imprenditori/professionisti, pari a circa il 32% del totale delle aperture di posizione, con un aumento del 17,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. 

 

 

FISCO

 

In Gazzetta il decreto per la compensazione crediti PA-cartelle esattoriali per l'anno 2016

Nella Gazzetta Ufficiale del 12 luglio 2016 è stato pubblicato il decreto 27 giugno 2016 in materia di “Compensazione, nell'anno 2016, delle cartelle esattoriali in favore di imprese e professionisti titolari di crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, nei confronti della pubblica amministrazione”. 

In vigore a partire dallo stesso giorno della sua pubblicazione in G.U., il provvedimento stabilisce che le disposizioni previste dal decreto del 2014, recante «Compensazione, nell'anno 2014, delle cartelle esattoriali in favore di imprese e professionisti titolari di crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, nei confronti della pubblica amministrazione», si applicano, con le medesime modalità, anche per l'anno 2016, con riferimento alle cartelle esattoriali notificate entro il 31 dicembre 2015.

I crediti delle imprese e dei professionisti devono essere non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati nei confronti delle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165/2001, e certificati secondo le modalità previste dai decreti del Ministro dell'economia e delle finanze 22 maggio 2012 e 25 giugno 2012.

Ai fini della compensazione, la somma iscritta a ruolo deve essere inferiore o pari al credito vantato.

La compensazione può essere effettuata, a richiesta del creditore, in conformità a quanto previsto dall'articolo 28-quater del decreto del decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 29 settembre 1973.

Le modalità per la compensazione sono quelle previste dal decreto del Ministro dell'economia e delle finanze del 25 giugno 2012 e dal decreto del Ministro dell'economia e delle finanze del 19 ottobre 2012.

Per le somme iscritte a ruolo che non rientrano nell'ambito di applicazione del decreto, restano ferme le modalità previste dai decreti di cui al comma 2, come modificate dall'articolo 9, comma 02, del decreto legge n. 35/2013 (convertito, con modificazioni, dalla legge n. 64/2013).

Una volta ottenuta la certificazione, il titolare del credito la presenta all'agente competente della riscossione. L'agente, in base al ruolo emesso, può procedere alla riscossione coattiva qualora l'ente (Regione, ente del Servizio sanitario nazionale, ente locale) non gli versa, entro 60 giorni dal termine indicato, l'importo certificato.

 

Per Caf e professionisti abilitati il software di controllo del 73C

(fiscooggi.it)

 

La deduzione di spese professionali non può essere discriminante

(fiscooggi.it)

 

Agenzia entrate: Fatturazione elettronica, web application 

È disponibile, sul sito istituzionale dell'Agenzia, la prima versione del servizio web gratuito grazie al quale i contribuenti possono generare, trasmettere e conservare le fatture elettroniche (Dlgs 127/2015). L'applicazione è rivolta a tutte le imprese, gli artigiani e i professionisti sia per le fatture b2b che per quelle rivolte alla Pa. E’ possibile generare, trasmettere e conservare documenti fiscali dematerializzati in modo semplice e gratuito. Il servizio è utilizzabile anche per le operazioni tra privati

(fiscooggi.it)  Fatturazione elettronica: online la web application delle Entrate

 

Agenzia entrate: Patent box, chiarimenti

Con l'obiettivo di non pregiudicare l'accesso al regime del patent box, l'Agenzia chiarisce che, in relazione alle istanze presentate a dicembre 2015, il termine di 150 giorni entro cui inviare o integrare la documentazione decorre dall'ultimo giorno di quel mese e non dalla data di presentazione dell'istanza. Una precisazione indispensabile per coloro hanno chiesto di aderire all'istituto nel periodo di prima applicazione, con le difficoltà di chi esplora un mondo ancora sconosciuto (provvedimento 27 giugno 2016)

(fiscooggi.it)  Patent box: la conta dei 150 giorni per le istanze inoltrate a dicembre

 

Noleggio a lungo termine, nuova convenzione

Inviato da admin il

Caro/a Collega,                                                                            

 

desidero informarTi che la Fondazione, nell’ambito delle iniziative assunte a favore degli Architetti e Ingegneri liberi professionisti, ha sottoscritto una nuova convenzione, rivolta ai propri soci, con la Società Automotive Service Group, partner di ALD Automotive, gruppo leader nel settore del noleggio a lungo termine, valida fino a giugno 2017. 

 

Questo servizio riserverà agli Architetti e Ingegneri liberi professionisti, singoli o associati, iscritti alla Fondazione Inarcassa e ai familiari conviventi, servizi di noleggio a lungo termine (auto, moto e furgoni nuovi di qualsiasi marca e modello, anche di lusso), per 12-24-36-48 mesi comprensivi di immatricolazione, assicurazione, manutenzione, tassa di proprietà, assistenza stradale H24 ecc., con applicazione di uno sconto sulle tariffe previste per i non convenzionati e/o pubblico in generale, collegandosi al sito www.automotivesg.com e inserendo il codice promozionale FONDAZIONEINARCASSA.

Nel portale Automotive Service Group è possibile trovare solo alcuni esempi di quotazioni scontate. Per richiedere preventivi personalizzati, è possibile contattare:

Stefano Fiorentino

s.fiorentino@automotivesg.com

345 6325761

All’atto della sottoscrizione dell’accordo verrà richiesto di esibire la tessera d’iscrizione alla Fondazione valida per l’anno solare in corso, scaricabile nell’area profilo del portale della Fondazione.

Ti ricordo che in base alla normativa di riferimento IVA è, peraltro, possibile per i liberi professionisti fruire delle detrazioni previste.

Ti invito ad approfondire le specifiche della convenzione alla pagina CONVENZIONI: 

 

http://fondazionearching.it/-/convenzio-1

 

Scegli i numerosi vantaggi di un Noleggio a Lungo termine.

 

Ti aspettiamo!

La Fondazione         

                                        

 

 

AUTOMOTIVE SERVICE GROUP E FONDAZIONE INARCASSA

IL NOLEGGIO A LUNGO TERMINE

UNA SOLUZIONE PENSATA PER IL LAVORO DEI PROFESSIONISTI

 

La Fondazione, nell’ambito delle iniziative assunte a favore degli Architetti e Ingegneri liberi professionisti, ha sottoscritto una nuova convenzione, rivolta ai propri soci, con la Società Automotive Service Group, partner di ALD Automotive, gruppo leader nel settore del noleggio a lungo termine, valida fino a giugno 2017.

Sintesi di monitoraggio legislativo 17 giugno - 1° luglio 2016

Inviato da admin il

NOTA POLITICA

 

Brexit, è ufficiale

Al referendum sulla permanenza del Regno Unito nell’Unione Europea vince il “Leave” con poco meno del 52% dei voti: un distacco forse non ampio ma che dipinge uno scenario inimmaginabile fino a soli 10 anni fa.

È il primo caso nella storia dell’Unione Europea in cui uno Stato membro si esprime per uscirne. La geografia del voto, inoltre, lascia dietro di sé un paese mai così diviso, al punto che il referendum del 23 aprile potrebbe costituire anche il primo passo del processo di separazione fra le nazioni che abitano le isole britanniche. Se Inghilterra e Galles hanno votato per l’uscita dall’Unione (con l’importante eccezione della città di Londra, enclave “europeista” in un mare di voti pro-Brexit), in Scozia e Irlanda del Nord ha trionfato il fronte del “Remain”. Per questo motivo, non si può escludere a breve la riapertura della questione scozzese, con un nuovo referendum indipendentista a rappresentare il primo passo di un processo di riammissione in seno all’Ue; per i nordirlandesi, invece, nel medio periodo potrebbero dischiudersi le porte di una possibile associazione con la Repubblica d’Irlanda.

Le implicazioni del voto diverranno più chiare col passare dei giorni. Tecnicamente, il referendum non ha valore legale e solo il Parlamento britannico può avviare il processo di distacco dall’Ue: è comunque improbabile che i parlamentari di Westminster possano decidere di ignorare una consultazione popolare che ha interessato oltre 33 milioni di cittadini. Il distacco avverrà al termine di un lungo negoziato con le autorità europee e i rappresentanti degli altri 27 Stati membri che non durerà meno di 2 anni: durante questo lasso di tempo, il Regno Unito continuerà a essere a tutti gli effetti un membro dell’Ue. Per questo motivo, il libero movimento di merci, servizi, capitali e persone fra l’Europa continentale e le isole britanniche resterà immutato fino (almeno) al 2018. A quel punto il Parlamento di Westminster sarebbe libero di intervenire sulle leggi introdotte negli ultimi anni a seguito del recepimento delle direttive europee: gli euroscettici britannici, ad esempio, potrebbero chiedere una modifica delle norme Ue in tema di efficienza energetica, reputate troppo stringenti. Ma le ripercussioni potrebbero investire allo stesso modo anche il mondo delle qualifiche professionali, delle università, degli appalti e del credito alle imprese.

Rientra fra le conseguenze del Brexit la notizia che domenica scorsa le autorità europee hanno autorizzato lo Stato italiano a stendere una rete di sicurezza preventiva sul proprio sistema creditizio, assicurando garanzie pubbliche agli istituti di credito quando questi raccolgono liquidità sul mercato. Il via libera è giunto a tre giorni dalla pubblicazione dei dati sul referendum sulla permanenza del Regno Unito nell’Unione Europea e dopo che la vittoria del Leave aveva provocato un’ondata di nervosismo sui mercati finanziari capace di penalizzare le banche italiane per la loro gran quantità di sofferenze creditizie a bilancio.

Lo schema ha una validità di sei mesi e richiama quello messo in campo dal governo Monti nel dicembre 2011, quando Palazzo Chigi fu costretto a intervenire per soccorrere gli istituti di credito alle prese con forti problemi di liquidità. Oggi il governo Renzi ha voluto agire preventivamente, mettendo a disposizione del proprio sistema creditizio uno strumento che dovrebbe scoraggiare speculazioni e tutelare i risparmiatori. Fonti di stampa internazionale hanno parlato, senza essere smentite, di 150 miliardi di euro messi a disposizione per le garanzie pubbliche: del resto, lo schema “precauzionale” ricalca una modalità che in Europa è già in atto presso altri paesi quali Grecia, Polonia, Portogallo e Cipro.

 

 

SINTESI DI MONITORAGGIO LEGISLATIVO E REGOLATORIO

 

LAVORI PUBBLICI & EDILIZIA

 

La Camera approva la legge europea

Giovedì 30 giugno Montecitorio ha dato il via libera definitivo alla legge europea 2015-2016.

Tra le disposizione approvate, l’art. 5 elimina l'obbligo per le SOA (Società organismi di attestazione), che certificano i requisiti degli appaltatori di lavori pubblici, nelle gare sopra i 150.000 euro, di avere la sede legale in Italia, ritenendo sufficiente la presenza di una qualunque sede, anche operativa, nel territorio della Repubblica.

La norma è volta a superare la procedura di infrazione n. 2013/4212 avviata dalla Commissione europea nei confronti dell'Italia per aver imposto alle SOA l'obbligo di avere la propria sede legale nel territorio statale.

 

Il comunicato ANAC su nuovo Codice dei contratti e SOA

L’Autorità anticorruzione ha pubblicato il Comunicato del 31 maggio 2016 del Presidente recante ‘Criticità rappresentate dalle SOA in conseguenza dell’entrata in vigore del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50’.

 

 

ANAC ha pubblicato le proposte di linee guida attuative del nuovo codice appalti

In data 29 aprile 2016 l’Autorità ha sottoposto a consultazione pubblica le seguenti Linee guida:

1. Il Direttore dei Lavori: modalità di svolgimento delle funzioni di direzione e controllo tecnico, contabile e

amministrativo dell’esecuzione del contratto (art. 111, comma 1, del Codice);

2. Il Direttore dell’esecuzione: modalità di svolgimento delle funzioni di coordinamento, direzione e controllo tecnico-contabile dell’esecuzione del contratto (art. 111, comma 2, del Codice);

3. Nomina, ruolo e compiti del responsabile unico del procedimento per l’affidamento di appalti e concessioni (art. 31 del Codice);

4. Offerta economicamente più vantaggiosa (art. 95 del Codice).

5.  Servizi di ingegneria e architettura (artt. 23, 24 e 157 del Codice).

L’Autorità ha deliberato di trasmettere queste ultime, di diretto interesse per ingegneri e architetti (oltre a quelle sull’offerta economicamente più vantaggiosa e a quelle sul RUP), prima dell’approvazione definitiva, al Consiglio di Stato, e alle Commissioni Lavori pubblici di Camera e Senato, al fine di acquisirne il parere.

Sebbene tale iter non sia prescritto dal codice, l’ANAC ha ritenuto di attuare questa forma di “leale collaborazione” tra istituzioni.

Successivamente, all’esito dell’acquisizione dei pareri richiesti, l’Authority presieduta da Cantone procederà all’approvazione e successiva pubblicazione dei documenti definitivi.

Di seguito i link ai testi:

 

 

 

 

 

 

 

Cantone in audizione sull’attuazione del nuovo codice appalti

Martedì 21 giugno il Presidente Cantone è stato audito dalle Commissioni Lavori Pubblici di Camera e Senato sull’attuazione del nuovo codice appalti.

Il Presidente Anac ha innanzitutto espresso preoccupazione per la riduzione molto pesante del numero delle gare d'appalto contestuale alla prima fase di attuazione del codice. Il calo dei bandi, infatti, non ha giustificazioni “giuridicamente” valide dal momento che «in assenza delle linee guida resta interamente operativo il vecchio regolamento appalti, che le amministrazioni non dovrebbero avere difficoltà ad applicare». L’auspicio è hce «con l’arrivo degli indirizzi sull’offerta più vantaggiosa, la situazione si sblocchi».

Cantone, inoltre, ha annunciato il via libera dell’Autorità anticorruzione ai primi cinque provvedimenti attuativi del nuovo codice degli appalti. Si tratta delle seguenti linee guida:

- per l’affidamento dei servizi di ingegneria;

- per l’assegnazione delle gare con il sistema dell’offerta economicamente più vantaggiosa;

- per guidare le attività dei responsabili del procedimento di gara (Rup);

- per guidare le attività dei direttori lavori e dei direttori dell’esecuzione del contratto nel campo dei servizi pubblici.

I provvedimenti, tuttavia, non sono ancora stati pubblicati e il Presidente Cantone ha ribadito in audizione l’intenzione – giù più volte manifestata - di inviare i testi sia alle competenti commissioni parlamentari che al Consiglio di Stato per l’espressione dei pareri, sebbene ciò non sia previsto nell’iter prescritto dal nuovo codice.

Rispetto al pacchetto dei primi sette provvedimenti attuativi messi in consultazione a maggio restano per ora fuori due delle linee guida più attese: quelle relative alla gestione degli appalti sotto le soglie europee e gli indirizzi per la nomina delle commissioni di gara esterne alle amministrazioni, che dovrebbero comunque essere in dirittura d’arrivo. Il ritardo, ha spiegato il Presidente ANAC, è dovuto anche all’enorme quantità di contributi pervenuti in fase di consultazione, alcuni in contraddizione. Ciò richiede il tempo necessario per esaminarli tutti in modo serio.

Su un piano più politico Cantone ha ribadito che «Parlamento e Governo hanno fatto un lavoro molto buono sul nuovo codice». E ha invitato a non fare passi indietro sulla scelta di limitare il massimo ribasso e di mandare in gara i lavori solo su progetto esecutivo, vietando l’appalto integrato. «Non vorrei che le preoccupazioni sull’obbligo di mandare in gara i progetti esecutivi siano strumentali e vengano da qualcuno che ha capito che è finita la pacchia delle varianti e delle riserve», ha concluso la guida dell’Anticorruzione.

 

 

Le linee guida Anac sulle gare di progettazione: il DM Parametri obbligatorio

Nel testo licenziato dall’Anac dopo la fase di consultazione si legge che, “fino a quando il Ministro della Giustizia non avrà approvato le nuove tabelle dei corrispettivi, per l’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura occorre fare riferimento ai criteri fissati” dal “vecchio” Decreto Parametri (DM 143/2013).

Tuttavia, si profila una complessa questione interpretativa in quanto, nell’ultima bozza del Decreto Parametri, messa a punto dal Ministero della Giustizia, i criteri restano quello issati nel 2013, ma diventano solo indicativi. È infatti previsto che le Stazioni Appaltanti possano (non "debbano") utilizzarli (art. 1, comma 3 dell’ultima bozza).

Sia le linee guida dell’Anac sia il decreto del Ministero della Giustizia sono norme attuative previste dal Codice Appalti. Il loro oggetto di disciplina è lo stesso: le gare per l’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura; ma cambia l’ente che li ha emanati.

Occorre capire se, in itinere, le due norme subiranno qualche cambiamento, e come si concilieranno senza creare dubbi e incertezze nelle Amministrazioni.

Quanto ai requisiti per partecipare alle gare di progettazione, le Stazioni Appaltanti potranno richiedere che il fatturato globale per servizi di ingegneria e di architettura espletati nei migliori tre esercizi dell’ultimo quinquennio antecedente la pubblicazione del bando sia pari al massimo al doppio dell’importo a base di gara. Non sarà quindi possibile chiedere requisiti di fatturato più stringenti. In alternativa, le Amministrazioni possono chiedere un livello adeguato di copertura assicurativa contro i rischi professionali per un importo percentuale fissato in relazione al costo di costruzione dell'opera da progettare.

Inoltre, le Stazioni Appaltanti potranno limitare la partecipazione ai progettisti che abbiano svolto, negli ultimi dieci anni, servizi di ingegneria e di architettura relativi a lavori appartenenti ad ognuna delle classi e categorie dei lavori cui si riferiscono i servizi da affidare per un importo globale, per ogni classe e categoria, variabile tra 1 e 2 volte l’importo stimato dei lavori cui si riferisce la prestazione.

Ancora, i progettisti potrebbero trovarsi a dover dimostrare di aver effettuato, sempre negli ultimi dieci anni, due servizi di ingegneria e di architettura relativi agli interventi da progettare per un importo totale compreso tra 0,40 e 0,80 volte l’importo stimato dei lavori.

Alle società di professionisti e società di ingegneria sarà chiesto un numero medio annuo di personale tecnico utilizzato negli ultimi tre anni (compresi soci e collaboratori con partita Iva) fino al doppio delle unità stimate nel bando per lo svolgimento dell’incarico.

Tra i servizi attinenti all’ingegneria e all’architettura utilizzabili per la dimostrazione dei requisiti rientrano anche gli studi di fattibilità effettuati per opere pubbliche da realizzarsi tramite finanza di progetto e tutti i servizi propedeutici alla progettazione nei confronti di committenti pubblici o privati.

 

 

I relatori del codice: con Cantone un confronto proficuo

"Un confronto molto proficuo". Cosi' i parlamentari Raffaella Mariani e Stefano Esposito, relatori del codice appalti, hanno definito l'audizione che oggi si e' svolta alla Camera, davanti alle commissioni Lavori pubblici di Camera e Senato riunite, con il presidente dell'Anac Cantone, incontro durante il quale "e' stato annunciato - spiegano - il prossimo invio delle linee guida alle commissioni Parlamentari ed al Consiglio di Stato per il parere previsto dalla nuova normativa ".

"Con Cantone - hanno sottolineato Mariani ed Esposito- abbiamo condiviso l'analisi sui primi due mesi di applicazione del nuovo codice ma anche il giudizio sulla strumentalita' di alcune critiche avanzate dal momento che molte delle norme introdotte permetteranno di procedere nell'affidamento di gare senza interruzioni in quanto in assenza dei decreti attuativi e delle linee guida che si stanno mettendo a punto, sono ancora applicabili le norme previgenti. In merito invece alle novita' piu' significative del codice, come l'introduzione dell'affidamento del progetto esecutivo per i lavori e il riferimento all'offerta economicamente vantaggiosa anziche' al massimo ribasso - proseguono i Parlamentari - siamo certi che al di la' di un fisiologico periodo di adattamento che avevamo previsto, potremo contare su una piu' rapida e proficua spesa per investimenti, con minor rischio di varianti e dell'ampliamento dei tempi di esecuzione. Le commissioni di Camera e Senato - hanno concluso i Parlamentari - si faranno carico di un monitoraggio molto attento per la verifica della evoluzione dell'applicazione del codice e anche per aiutare tutti soggetti interessati a chiarire i dubbi e le incomprensioni con lo scopo di adottare il piu' velocemente possibile le nuove regole".

 

 

Pronto il decreto sui livelli di progettazione

Il Consiglio dei lavori pubblici ha chiuso il testo del decreto sui tre livelli di progettazione, attuativo dell’art. 23, comma 3 del nuovo codice appalti.

Il provvedimento, tuttavia, non è ancora in vigore. Infatti, la nuova disciplina pone il potere di proposta in capo al Consiglio dei lavori pubblici, ma ad adottare il testo sarà il Ministero delle Infrastrutture, di concerto con i Ministri dell’Ambiente e dei Beni culturali.

Gli elementi chiave del decreto sono un quadro chiaro e stabile, già al momento dello studio di fattibilità, della struttura tecnica ed economica dell'opera; un rafforzamento delle previsioni relative alla manutenzione, al momento della redazione dell'esecutivo; un conseguente alleggerimento del progetto definitivo.

Si tratta di un intervento normativo strategico nella geografia dei lavori del Mit: la sua adozione darà il via all'attuazione anche di altre parti della riforma, come l'introduzione dell'obbligo del Bim o i nuovi parametri per gli importi da porre a base delle gare di progettazione.

Per questo motivo, la gestazione del testo da parte del Consiglio superiore dei lavori pubblici è stata rapidissima. Il provvedimento è stato ora inoltrato al MIT.

Il presidente del Cslp, Massimo Sessa ha evidenziato la necessità di chiudere il decreto entro l’estate: l'obiettivo (difficile ma non impossibile) è completare l'iter entro il mese di luglio.

Dalle indiscrezioni che arrivano è già possibile indicare in quale direzione si muoverà il mercato della progettazione nei prossimi anni. Il sistema, come prescritto dal Codice, si articolerà su tre livelli: progetto di fattibilità tecnica ed economica, progetto definitivo e progetto esecutivo. L'innovazione più grande sarà costituita dal primo livello, che sostituirà il preliminare.

Il Consiglio superiore ha infatti lavorato a un suo rafforzamento: l'idea è mettere a disposizione di stazioni appaltanti e imprese, con questo livello progettuale, un dato tecnico ed economico che resti fisso e non venga modificato nelle fasi successive. Quindi, il progetto di fattibilità conterrà una serie di indagini che venivano solo accennate nel vecchio preliminare. Questo porterà un appesantimento delle valutazioni economico finanziarie delle opere, che dovranno essere solide e credibili, ma anche una maggiore complessità degli elaborati tecnici a supporto di questo primo progetto. Insomma, basta ai preliminari composti solo da indicazioni generiche.

Questa revisione del primo livello porta, a cascata, conseguenze sui due livelli successivi, specie sul progetto definitivo. Se gli elaborati saranno grossomodo gli stessi inseriti nel vecchio regolamento appalti, il perimetro del definitivo risulterà complessivamente più ridotto, dal momento che una parte della progettazione di secondo livello transiterà sul primo. Discorso diverso per il progetto esecutivo. Il terzo livello di progettazione resterà simile nel suo impianto generale, ma sarà corretto seguendo un'indicazione dell'articolo 23 del Codice, che sollecita «la valutazione del ciclo di vita e della manutenibilità delle opere». Quindi, nell'elaborazione dell'esecutivo si terrà conto con più forza della fase di manutenzione delle strutture, rispetto a quanto avviene oggi.

 

 

 

CIPE: le politiche urbane

Le politiche urbane sono una delle priorità dell’azione di Governo. Le città sono diventate dal 2007, infatti, l’ambiente in cui vive la maggior parte della popolazione mondiale. L’ambiente urbano concentra oggi poco più della la metà della popolazione mondiale e in esso viene utilizzato il 75% delle risorse naturali.

Politiche urbane

 

Interno: "Nuovo Codice dei contratti" - Aggiornamento giugno 2016

È disponibile l'aggiornamento del Dossier "Nuovo Codice dei contratti pubblici. D.lgs. 18 aprile 2016, n. 50". Giugno 2016 curato dalla Biblioteca dell'Albo nazionale dei Segretari comunali e provinciali.

 

 

Contro il concorso per le scuole innovative due ricorsi in Piemonte e Puglia

Si litiga sul bando nazionale lanciato dal Miur per realizzare le 52 scuole innovative finanziate con 350 milioni dall'Inail. Sono stati presentati due ricorsi, con richiesta di sospensiva sull'intero procedimento.

Le contestazioni sono state promosse da amministrazioni del Piemonte e della Puglia.

La città metropolitana di Torino ha presentato un ricorso straordinario al capo dello Stato. Il Piemonte è l'unica Regione che non è arrivata in tempo e con le carte in regola (per problemi su alcune aree), mancando l'appuntamento con il bando. Se il ricorso sarà accolto, fanno sapere da Viale Trastevere, non ci saranno problemi di finanziamento per integrare il bando con anche le proposte che arriveranno dal Piemonte.

In Puglia il ricorso è stato promosso dalla Provincia di Lecce, rimasta esclusa dalla graduatoria. L'esito di queste due contestazioni potrebbe rendere necessaria una rimodulazione dei termini del bando.

I contenziosi potrebbero portare a uno slittamento dei termini di scadenza, limitato alle regioni interessate. C'è però un'altra questione sul tappeto, che potrebbe invece produrre una proroga generalizzata dell'attuale scadenza fissata al 30 agosto. In questo caso la questione riguarda i riferimenti normativi che sono ancora quelli del vecchio codice appalti. Il passaggio alla soft law, soprattutto per quanto riguarda i requisiti richiesti ai progettisti per l'affidamento dei successivi livelli di progettazione, non appare agevole. Una specifica richiesta di chiarimento è stata fatta all'Anac. La possibile rettifica del bando porterebbe con sé anche una proroga dei termini.

 

 

 

PROFESSIONI

 

Al via gli stati generali della libera professione

Inarcassa, la cassa nazionale di previdenza e assistenza degli ingegneri ed architetti liberi professionisti, insieme alla sua Fondazione, il Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI), il Consiglio Nazionale e degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC), l’AIDIA (Associazione Italiana Donne Ingegneri e Architetti) le associazioni di categoria ALA Assoarchitetti (associazione degli architetti e degli ingegneri liberi professionisti italiani), Federarchitetti, (associazione nazionale degli architetti e ingegneri liberi professionisti) e INARSIND (associazione nazionale d’intesa sindacale ingegneri ed architetti liberi professionisti italiani) hanno dato avvio nei giorni scorsi ad ampio confronto sui temi della libera professione. Si tratta di un’iniziativa fortemente voluta dai partecipanti e auspicata dai liberi professionisti, per mettere a sistema, attraverso incontri periodici, un percorso di lavoro condiviso e comune su temi e problematiche care ai professionisti.

Solamente la forte motivazione che nasce dalla consapevolezza del momento di estrema difficoltà di tantissimi colleghi sarà in grado di raggiungere obiettivi concreti per affrontare un’epoca storica complessa. Il dialogo tra Associazioni di categoria, Consigli Nazionali, Fondazione e Cassa di Previdenza punta ad integrare esperienze, competenze e ruoli per far sì che venga riconosciuto e sviluppato l’enorme capitale umano e professionale che architetti ed ingegneri ogni giorno accumulano ed ogni giorno riversano nella società.

Attraverso un percorso sinergico, di collaborazione e reciproco sostegno, si potranno declinare infatti interessi comuni, dare impulso alla semplificazione delle normative, al sostegno della professione e segnare quella ripresa economica troppo spesso annunciata e sinora non ancora avvenuta.

Dopo il primo incontro presso Inarcassa è stata fissata la prossima riunione presso la sede di Roma del CNI per il 14 luglio.

 

 

Considerazioni sulla normativa vigente in tema di onorari indennità e spese dei periti e dei c.t.u. in ambito penale e civile

Il CNI, tramite la Commissione "Ingegneria Forense" ha predisposto il volumetto "Considerazioni sulla normativa vigente in tema di onorari, indennità e spese dei periti e dei C. T. U. in ambito civile e penale".

L'iniziativa, assunta nell'attesa che finalmente il Ministero della Giustizia approvi il decreto di aggiornamento degli onorari di cui al DPR n. 115/2002, ha lo scopo di fare chiarezza sulle modalità di predisposizione delle "note di liquidazione" per l'attività prestata dai tecnici ausiliari del Giudice uniformando, da un lato, le modalità di presentazione di tali istanze e, dall'altro lato, tentando se possibile di uniformare le modalità di liquidazione da parte dei Magistrati.

I chiarimenti forniti fanno riferimento sia a quanto prescritto dalle norme vigenti, sia alla giurisprudenza al riguardo.

E’ possibile scaricare la pubblicazione da qui.

 

 

Confprofessioni: Accesso al credito, protocollo Pari Opportunità

Si apre un nuovo canale di finanziamento per facilitare l'accesso al credito da parte delle libere professioniste. Nei giorni corsi, infatti, il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, ha sottoscritto presso la Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento per le pari opportunità il Protocollo d'intesa per lo sviluppo e la crescita dell'imprenditorialità e dell'autoimpiego femminili, che è stato recentemente prorogato fino al 31 dicembre 2017 proprio per consentire alle libere professioniste di beneficiare delle misure di sostegno per l'accesso al credito. Il Protocollo prevede un piano di interventi mirati a sostegno dell'accesso al credito per gli studi professionali a prevalente partecipazione femminile e vede l'adesione di numerose banche e intermediari finanziari, che mettono a disposizione uno specifico plafond per concedere finanziamenti a condizioni competitive rispetto alla normale offerta di mercato. I finanziamenti potranno, tra l'altro, beneficiare della garanzia della Sezione speciale "Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento per le pari opportunità" del Fondo di garanzia per le PMI, con conseguente possibile miglioramento dei costi.

I finanziamenti concessi dalle banche e dagli intermediari finanziari si articolano su tre linee di intervento: Donne start up mira a sostenere le libere professioniste nella fase di creazione di nuove imprese o dell'avvio della professione; "Investiamo nelle donne" nella fase di realizzazione di nuovi investimenti; "Donne in ripresa" nella fase di eventuale situazione di difficoltà nel corso dell'attività d'impresa. Il Protocollo prevede, inoltre, la possibilità per le libere professioniste e per le lavoratrici autonome di chiedere, per una sola volta e nelle ipotesi espressamente indicate, la sospensione del rimborso del finanziamento, fino a 12 mesi, senza garanzie aggiuntive, in caso di: maternità; grave malattia della stessa, del coniuge o convivente, o dei figli anche adottivi; malattia invalidante di genitori, parenti o affini che siano conviventi.

 

 

FISCO

 

Fatturazione elettronica tra privati: al via la sperimentazione

Al via la sperimentazione delle fatturazioni elettroniche. Lo annuncia l'Agenzia delle entrate che ha postato sul sito le bozze dei documenti tecnici per l'utilizzo del Sistema di Interscambio (SdI), la piattaforma già in uso per la fatturazione elettronica verso le Pubbliche amministrazioni, anche nei rapporti commerciali tra privati. La sperimentazione è stata promossa dall'Agenzia nell'ambito del Forum italiano sulla fatturazione elettronica e l'eprocurement. Le bozze delle specifiche tecniche, disponibili sul sito dell'Agenzia, descrivono le regole da osservare per utilizzare il Sistema di interscambio e la struttura della fattura elettronica, ordinaria o semplificata, che dovrà essere veicolata dal Sistema. La sperimentazione mira a risolvere in tempo utile eventuali criticità che dovessero presentarsi e si concluderà entro la metà del prossimo mese di ottobre. Sulla base dei feedback ricevuti, saranno consolidati i supporti e le regole di processo. Dal 1°gennaio del prossimo anno, le imprese, gli artigiani e i professionisti potranno trasmettere le proprie fatture elettroniche utilizzando il Sistema di interscambio, oggi disponibile solo per i clienti ''Pubbliche Amministrazioni''. Il Sistema di Interscambio funzionerà con regole procedurali di fatto identiche a quelle oggi attive per la veicolazione delle fatture elettroniche destinate alle Pubbliche amministrazioni; infatti il formato in uso è stato integrato per rappresentare anche le fatture destinate ai privati.

Qui la comunicazione dell'Agenzia delle entrate

Newsletter Sportello Pronto Europa - Giugno 2016

Inviato da admin il

● HORIZON 2020 – Bandi Sme Instrument per Piccole e Medie Imprese (PMI) – Diverse scadenze

Lo SME Instrument è specificamente destinato alle PMI per sostenere le attività di innovazione ed in particolare per verificare la fattibilità tecnologica/pratica, oltre che economica, di una idea/concept completamente innovativa, per il settore industriale in cui viene presentato (nuovi prodotti, processi, progettazione, servizi e tecnologie o nuove applicazioni di mercato delle tecnologie esistenti). I settori interessati sono molteplici: ICT per salute, benessere ed invecchiamento, sicurezza/difesa, cambiamento climatico, ambiente, efficienza delle risorse e dei materiali, trasporti e mobilità intelligente, sistemi energetici, “crescita blu” (biotecnologia marina, industria ittica, trattamento acqua marina, produzione e processamento cibo e mangimi), gestione del cibo efficiente, biotecnologie, ricerca spaziale, nanotecnologie e materiali avanzati.

I progetti possono essere presentati da singole PMI o da un gruppo di esse che collaborano fra loro. Tale strumento ad hoc è caratterizzato da open calls organizzate in tre fasi: Fase 1. Lump sum (somma forfettaria) per esplorare la fattibilità ed il potenziale commerciale dell’idea progettuale; Fase 2. Grant (sovvenzione) per attività di R&D con focus sulle attività dimostrative; Fase 3. Misure di supporto e attività di networking per lo sfruttamento dei risultati. Non vi è alcun obbligo per i partecipanti di coprire tutte e tre le fasi.

Attualmente sono aperti 13 bandi esclusivamente per la Fase 1. Se approvati, verranno finanziati tutti i costi eleggibili che possono essere ricondotti allo sviluppo dello Studio di Fattibilità dell’idea progettuale e che corrispondono alla somma forfettaria di 50.000 euro a fondo perduto, come finanziamento della CE. Le scadenze per la presentazione dei progetti sono diverse: 7 Settembre, 9 novembre 2016, 15 febbraio, 3 maggio, 6 settembre, 8 novembre 2017.

Link: https://ec.europa.eu/research/participants/portal/desktop/en/opportunities/index.html

 

Premio HORIZON 2020 “Sistema Energetico Fotovoltaico Integrato in Centro Storico Urbano Protetto – Il Fotovoltaico incontra la storia” – Lancio ufficiale del contest nei prossimi mesi

La sfida del Premio è quella di sviluppare un sistema energetico fotovoltaico progettato architettonicamente ed esteticamente in combinazione con le migliori soluzioni tecniche, da applicarsi sulle strutture degli edifici protetti dei centri storici urbani in Europa, che abbia il minimo impatto visibile possibile sulla struttura. Il sistema fotovoltaico dovrebbe essere in grado di fornire elettricità almeno per il 50% del consumo totale del centro storico. Si tratta di soluzioni innovative e creative volte ad integrare il fotovoltaico sugli edifici storici, che combinano la tecnologia con l’eredità culturale del centro storico e che siano adattabili e replicabili ad altri centri storici. Il tentativo è anche quello di mobilitare investimenti pubblici e privati per la replicazione di soluzioni simili in Europa.

Possono partecipare al Premio tutti gli enti pubblici e privati con personalità giuridica, indipendentemente da dove essi abbiano sede in Europa. La soluzione tecnologica deve essere installata dopo il lancio ufficiale del Premio e deve essere attiva continuativamente per almeno 6 mesi, prima di poter essere candidata al Premio. Il budget assegnato all’innovazione verrà definito contestualmente all’apertura dei termini, prevista per i primi mesi per il 2017; seguirà informativa sull’argomento non appena tali dettagli saranno resi disponibili.

Link: https://ec.europa.eu/research/horizonprize/index.cfm?prize=photovoltaics

 

● ICT Proposer’s Day 2016 – 26/27 Settembre 2016, Bratislava (Slovacchia)

Si tratta dell’evento europeo nell’ambito del quale tutti gli operatori nel settore delle Tecnologie di Informazione e Telecomunicazione si danno appuntamento, annualmente. L’ICT Proposers' day propone la creazione di networking fra i principali attori in questo ambito tematico ed offre un’occasione unica per costruire partenariati di qualità con rappresentati ed operatori del mondo accademico, ricercatori, attori chiave dell’industria, PMI e attori del governo da tutta Europa. Il programma dell’evento è incentrato sul Programma di Lavoro 2016-2017 di Horizon 2020 nel settore ICT ed includerà: Sessioni per fare Rete (dove potenziali partecipanti ai bandi presenteranno le loro idee progettuali); Sessioni Informative (con informazioni utili sulla preparazione e la presentazione delle proposte in ambito H2020); Stand con personale della CE dove si forniranno informazioni sugli argomenti trattati e che servirà come meeting point per i proponenti interessati nella stessa area tematica di ricerca e innovazione; Organizzazione di Incontri Bilaterali Face2Face (Brokerage Event con soggetti che partecipano all’evento e che si ritiene particolarmente in linea con la propria attività professionale).

Fare rete con soggetti europei operanti nello stesso settore è requisito imprescindibile per la presentazione di proposte in ambito europeo e tale evento ne offre l’opportunità per il settore ICT. Le registrazioni a questo evento si chiudono il 19 settembre 2016. Per i soggetti interessati ad organizzare incontri bilaterali, la scadenza per la registrazione è il 1 Settembre 2016 sull’apposito sito.

Link all’evento:

https://ec.europa.eu/digital-single-market/events/cf/ict-proposers-day-2016/register.cfm

Link al Brokerage Event: https://www.b2match.eu/ictproposersday2016

 

Creative Business Cup (CBC) 2016 - La competizione internazionale per imprenditori creativi – La scadenza per la presentazione delle idee è il 15 luglio 2016

L’iniziativa CBC 2016 è un premio ai migliori progetti nell’industria creativa, che include Design, Architettura, Produzione di contenuti, Gaming, Advertising, Libri e stampa, Musica, Film & Video, Artigianato, Radio & TV, Parchi di intrattenimento e scenografie, Gastronomia. Si cercano imprese attive nel settore delle industrie creative, persone che stanno lavorando alla creazione di una start-up o che hanno un’idea per lo sviluppo di un’impresa creativa.

In ogni Paese, un “host” locale organizza la fase nazionale della competizione che decreta le migliori idee imprenditoriali. Gli imprenditori scelti partecipano alla finale internazionale in Danimarca. Quest’anno l’host italiano (Consorzio Materahub - Industrie Culturali e Creative, Matera) accompagnerà la startup vincitrice a Copenhagen dal 13 al 15 Novembre. Durante l’evento internazionale saranno premiati con cash e servizi i migliori imprenditori di diverse categorie e verrà assegnato il titolo di Miglior Imprenditore Creativo 2016 del Mondo.

Partecipare alla Creative Business Cup significa avere visibilità a livello nazionale e internazionale e ambire a importanti premi in denaro e formazione per far crescere i professionisti e le loro imprese. L’evento internazionale ospita, ogni anno, oltre 1.000 partecipanti e rappresenta un momento di incontro tra start-up creative e investitori. Anche nel 2016 parteciperanno business angels e investitori da oltre 50 paesi.

E’ possibile partecipare sia come singolo che in team.

Le domande devono essere presentate entro il 15 Luglio 2016 alle ore 24.00. Le business ideas inviate, devono essere redatte in lingua inglese utilizzando il Business Concept Template presente sul sito ufficiale.

Link: http://www.creativebusinesscupitalia.it/

 

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