Sintesi di monitoraggio legislativo 6 maggio 2016

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  •   NOTA POLITICA

 

Le nuove stime della Commissione europea prevedono una ripresa dell'economia italiana che dovrebbe continuare nel 2016 e nel 2017 a seguito di un aumento della crescita della domanda interna. Bruxelles prevede una crescita dell’1,1% quest’anno e dell’1,3% nel 2017. Anche l'occupazione dovrebbe continuare a crescere (con la disoccupazione che passa dall’11,4% del 2016 all’1,2% nel 2017), mentre l'inflazione dovrebbe rimanere contenuta, anche a causa di limitate pressioni sul costo del lavoro. Nel 2016, il saldo del bilancio pubblico dovrebbe diminuire leggermente e il rapporto debito-PIL rimanere stabile prima di iniziare a diminuire nel 2017.

In attesa del giudizio definitivo sulla legge di stabilità, atteso a fine maggio, la Commissione europea ha fatto sapere che valuterà con magnanimità la spesa per rifugiati e per sicurezza, tenendo comunque separate dalle clausole di flessibilità. In questo momento la ripresa c’è ma è molto debole e la Commissione non vuole “spingere” troppo. Questa “iniezione di ottimismo” ha permesso a Renzi di anticipare alcune delle iniziative in via di elaborazione come il taglio dell’IRPEF e la riduzione degli scaglioni; la riforma per promuovere il decentramento contrattuale e la proroga delle decontribuzioni per le assunzioni; nuove semplificazioni per le PMI e autonomi, con l’ipotesi di una flat tax per le società di persone. Oltre ad un intervento sul fronte pensionistico a favore della flessibilità in uscita. Inoltre il Governo sta puntando molto sul Sud per far ripartire la crescita, con la firma di una serie di patti per lo sviluppo. Il Senato ha intanto adottato il testo (già varato dalla Camera) che porta la prescrizione per i reati di corruzione da 12 anni e mezzo a 21 anni e 9 mesi. Un tetto molto alto, contestato dagli alleati del Nuovo Centro destra e dai verdiniani di ALA (di fatto ormai parte della maggioranza). Offrendo al M5S altra materia per attaccare il Governo

 

 

 

  • DALLE ISTITUZIONI

 

Camera– Ddl 2039 - Consumo del suolo: esame

La Camera sta valutando il disegno di legge sul consumo del suolo e riuso del suolo edificato.

Riduzione consumo del suolo

Il riuso, la rigenerazione urbana e la limitazione del consumo di suolo costituiscono principi fondamentali in materia di governo del territorio. Le regioni orientano l'iniziativa dei comuni a fornire nel proprio strumento di pianificazione specifiche e puntuali motivazioni relative all'effettiva necessità di consumo di suolo inedificato. Si prevede, quindi, l'adeguamento della pianificazione territoriale e urbanistica e paesaggistica alle norme previste dal provvedimento e che le politiche di sviluppo territoriale nazionali e regionali favoriscano la destinazione agricola e l'utilizzo di pratiche agricole negli spazi liberi delle aree urbanizzate.

Per arrivare ad una riduzione progressiva vincolante in termini quantitativi del consumo di suolo a livello nazionale e del relativo riparto a livello regionale dei quantitativi medesimi si prevede l'emanazione di un decreto del Ministero delle politiche agricole, entro un anno dalla data di entrata in vigore della legge e sottoposto a verifica ogni cinque anni. Le regioni dispongono la riduzione del consumo di suolo nel rispetto del decreto e stabiliscono criteri e modalità da rispettare nella pianificazione urbanistica a livello comunale.

Riuso

le regioni adottano disposizioni per incentivare i comuni, singoli e associati, a promuovere strategie di rigenerazione urbana anche mediante l'individuazione, negli strumenti di pianificazione, degli ambiti urbanistici e delle aree a destinazione produttiva dismesse da sottoporre prioritariamente a interventi di ristrutturazione urbanistica e di rinnovo edilizio, prevedendo il perseguimento di elevate prestazioni in termini di efficienza energetica e di integrazione di fonti energetiche rinnovabili, accessibilità ciclabile e accesso ai servizi di trasporto collettivo, miglioramento della gestione delle acque a fini di invarianza idraulica e riduzione dei deflussi. A tal fine è promossa l'applicazione di strumenti di perequazione, compensazione e incentivazione urbanistica, purché non determinino ulteriore consumo di suolo e siano attuati esclusivamente in ambiti definiti e pianificati di aree urbanizzate.

Saranno invece i comuni direttamente a redigere un censimento degli edifici e delle aree dismesse, non utilizzate o abbandonate esistenti. Attraverso tale censimento i comuni verificano se le previsioni urbanistiche che comportano consumo di suolo possano essere soddisfatte attraverso interventi di rigenerazione. Tali informazioni sono pubblicate in forma aggregata e costantemente aggiornate nei siti internet istituzionali dei comuni interessati. La redazione da parte dei comuni del censimento è presupposto necessario e vincolante per l'eventuale pianificazione di nuovo consumo di suolo. Le regioni, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, adottano disposizioni per la realizzazione del censimento e del suo periodico aggiornamento, al fine di creare una banca dati del patrimonio edilizio pubblico e privato inutilizzato, disponibile per il recupero o il riuso.

Compendi agricoli neorurali

Viene introdotta, definita e disciplinata la fattispecie urbanistica dei compendi agricoli neorurali, ovvero viene consentita alle regioni e ai comuni la possibilità di qualificare, nei propri strumenti urbanistici, alcuni fabbricati come compendi agricoli neorurali. In sostanza viene consentito che determinati insediamenti possono essere oggetto di recupero e di riqualificazione. Si tratta di fabbricati anche di pregio che in questo modo possono trovare, accanto alla prevalente destinazione agricola, altre destinazioni. Le superfici che hanno beneficiato di finanziamenti pubblici non possono subire trasformazioni urbanistiche per cinque anni, in riferimento ai finanziamenti europei legati alle politiche agricole comunitarie (PAC) e ai piani di sviluppo rurale (PSR). In questo senso è richiesto che l'autorità competente – nel caso della PAC è AGEA, nel caso dei PSR sono le regioni – rendono noto in rete, attraverso i propri siti, l'elenco dei terreni per come sono ripartiti poi tra i comuni.

Misure di incentivazione

Per favorire la sicurezza e l'efficienza energetica del patrimonio edilizio esistente, per gli edifici residenziali in classe energetica E, F o G, o inadeguati dal punto di vista sismico o del rischio idrogeologico, è consentita la demolizione e ricostruzione, all'interno della medesima proprietà, di un edificio di pari volumetria e superficie utile, che preveda prestazione energetica di classe A o superiore e un'occupazione e un'impermeabilizzazione del suolo pari o minore rispetto a quelle antecedenti la demolizione. Le regioni, nella determinazione della quota del costo di costruzione, e nella definizione delle tabelle parametriche per stabilire l'incidenza degli oneri di urbanizzazione, possono prevedere valori tali da garantire un regime di favore per gli interventi di cui al comma precedente, assicurando comunque che dall'attuazione di tale disposizione non devono derivare minori entrate per la finanza pubblica.

Oneri di costruzione

I proventi dei titoli abitativi, i cosiddetti oneri di costruzione, devono essere destinati alla realizzazione e alla manutenzione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria, a interventi di risanamento degli edifici, compresi soprattutto nei centri storici e nelle periferie degradate, a interventi di demolizione di fabbricati abusivi, alla realizzazione di aree verdi, alla tutela del paesaggio e dell'ambiente. (C2039-A)

 

MIUR: Scuole innovative, concorso idee

Al via il concorso di idee per la progettazione e la realizzazione di 52 #ScuoleInnovative grazie allo stanziamento di 350 milioni di euro, previsto dalla legge 'Buona Scuola'. Il bando è stato illustrato i al Ministero dell'Istruzione dal Ministro Stefania Giannini, dal Sottosegretario Davide Faraone e dalla coordinatrice della Struttura di Missione per l'Edilizia Scolastica di Palazzo Chigi Laura Galimberti.

Il bando per le #ScuoleInnovative sarà on line all'inizio della prossima settimana e si chiuderà il prossimo 30 agosto. Sarà scaricabile sul sito www.scuoleinnovative.it dove è già disponibile la mappa delle 52 aree su cui sorgeranno le nuove scuole. Per ogni area sarà possibile visualizzare una scheda tecnica della tipologia di istituto da costruire con il costo stimato delle opere. Le aree sono state individuate dalle Regioni attraverso una procedura selettiva. Il bando lanciato è un bando internazionale. Possono partecipare al concorso di idee ingegneri, architetti, singoli o associati, le società di ingegneria e le società professionali. La procedura si svolgerà on line attraverso la piattaforma 'Concorrimi' messa a disposizione dall'Ordine degli Architetti di Milano.

Una Commissione di esperti individuerà per ciascuna area di intervento le prime tre proposte vincitrici che saranno premiate rispettivamente con 25.000, 10.000 e 5.000 euro. I progettisti potranno concorrere per una sola area. La progettazione finale sarà curata dagli Enti locali e potrà essere affidata anche agli stessi progettisti individuati dal concorso di idee.

L'Inail acquisterà le aree oggetto degli interventi di costruzione e realizzerà le scuole, mentre il Miur pagherà i canoni di locazione per trent'anni con fondi messi a disposizione dalla legge Buona Scuola. Gli studenti che frequenteranno i nuovi edifici saranno coinvolti nella progettazione della loro scuola attraverso un hackathon per l'edilizia scolastica.

È disponibile sul sito www.istruzione.it anche una App 'La Buona Scuola – Edilizia scolastica' attraverso la quale i cittadini potranno verificare quanti finanziamenti sono stati stanziati per l'edilizia scolastica nel loro comune, come e se sono stati spesi quei soldi. Sarà anche possibile ricevere informazioni sui nuovi finanziamenti in tempo reale e dare il proprio contributo inviando segnalazioni, dando un feedback sugli interventi, inviando la propria opinione.

Il link alle slide: http://www.slideshare.net/miursocial/scuoleinnovative

Brochure

 

Governo: Dpcm edilizia scolastica

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha firmato il 27 aprile il Dpcm sui 480 milioni per l'edilizia scolastica. Il testo del decreto

Le tabelle dei Comuni interessati dal provvedimento

 

Agenzia entrate: versamenti derivanti dall'attività di controllo, novità

Con la circolare n. 17/E, l’Agenzia pubblica una guida sui versamenti post controlli fiscali e fornisce una bussola per permettere ai contribuenti di orientarsi nei casi di pagamenti a rate o in unica soluzione e non cadere in errore. Il documento di prassi firmato oggi dal direttore dell’Agenzia illustra gli effetti e chiarisce l’ambito temporale di applicazione delle semplificazioni introdotte dal D.Lgs. n. 159/2015 nei differenti casi di comunicazione ai contribuenti dell’esito dei controlli.

La nuova disciplina dei versamenti derivanti dall'attività di controllo

 

Insolvenze e indennizzi investitori banche in liquidazione: d.l. 59/2016

In vigore dal 4 maggio 2016 il decreto-legge 3 maggio 2016, n. 59, recante “Disposizioni urgenti in materia di procedure esecutive e concorsuali, nonché a favore degli investitori in banche in liquidazione”. Le misure sulle procedure di insolvenza e sulle procedure esecutive, insieme all’istituto del cosiddetto “patto marciano” contribuiranno a semplificare gli adempimenti e a snellire le procedure per il recupero dei crediti.

Il “patto marciano” consente di stipulare contratti di finanziamento con la facoltà per il creditore di entrare in possesso del bene posto in garanzia in soli 7-8 mesi contro i 40 attualmente stimati per le esecuzioni immobiliari attraverso la procedura; in caso di inadempimento del debitore, la banca dunque entra in possesso del bene (che non può coincidere con l’abitazione dell’imprenditore né di un suo congiunto) con una procedura molto semplice, senza il passaggio per il sistema giudiziario. Al debitore spetta comunque la differenza tra il debito residuo e il valore del bene. Il valore del bene viene stimato da un perito indipendente, nominato dal giudice.

Altre misure che introducono l’impiego di strumenti telematici nelle procedure concorsuali daranno un contributo alla velocizzazione delle stesse. Stesso obiettivo hanno le misure relative alle procedure esecutive, ed in particolare le nuove norme in tema di vendite forzate rafforzano la salvaguardia del valore dell’impresa e dei singoli beni, oltre ad arginare comportamenti opportunistici e con finalità meramente dilatorie.

Altra importante misura è il pegno non possessorio, che consente all’imprenditore di accedere al credito costituendo un pegno su beni mobili senza esserne spossessato, ma continuando ad utilizzarli nell’attività di impresa. Il beneficio è sia per l’imprenditore, che vede ampliarsi le possibilità di avere accesso al credito e al contempo di continuare l’attività di impresa senza privarsi di beni a ciò necessari, sia per la banca, grazie alla maggiore semplicità ed efficacia delle tecniche di realizzo previste in caso di inadempimento.

Da citare anche la istituzione del registro dei crediti deteriorati, che consente ai soggetti interessati all’acquisto di disporre agevolmente e con costi contenuti di un adeguato set informativo, nonché alle autorità di vigilanza di effettuare un monitoraggio più specifico: si agevola così la creazione di un mercato dei crediti deteriorati e si rafforza ulteriormente la stabilità finanziaria. (GU n.102 del 3.5.2016)

 

Parametri compensi arbitri

Sarà in vigore dal 2 luglio 2016 il decreto del Ministero della Giustizia 12 aprile 2016, n. 61, di adozione del “Regolamento recante disposizioni per la riduzione dei parametri relativi ai compensi degli arbitri, nonché disposizioni sui criteri per l'assegnazione degli arbitrati”. I compensi in favore degli arbitri, si segnala che essi sono ridotti del 30%. (GU n.102 del 3.5.2016)

 

 

  • DALLA RETE

 

ANAC: Linee guida Nuovo Codice Appalti, consultazione

L’Autorità intende sottoporre a consultazione i primi sette documenti di consultazione preliminari alla predisposizione degli atti normativi previsti dal Nuovo Codice degli appalti.

Attesi i tempi ristretti per l’approvazione degli atti definitivi, è concesso un termine ridotto per la presentazione dei contributi, fissato in quindici giorni dalla pubblicazione del documento. Pertanto, il termine per la presentazione delle osservazioni è fissato alle ore 12 del 16 maggio 2016, mediante compilazione dell’apposito modello.

Vai alla consultazione

 

ANAC: regime transitorio Codice appalti

In relazione al regime transitorio del d.lgs. 18 aprile 2016 n. 50 delineato, in particolare, dagli articoli 216, comma 1 e 220, anche a seguito di numerose richieste di chiarimenti avanzate da Stazioni appaltanti, era stato adottato, congiuntamente al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, un Comunicato il 22 aprile 2016 che precisava che il codice doveva ritenersi entrato in vigore il 19 aprile e, quindi, applicabile ai bandi pubblicati a partire da quella data.

Numerose stazioni appaltanti hanno, però, successivamente evidenziato come il Codice fosse stato pubblicato, nella versione on line della Gazzetta Ufficiale (n. 91) del 19 aprile 2016, dopo le 22.00 e, quindi, solo da quel momento reso pubblicamente conoscibile.

Nell’esprimersi su tali ulteriori richieste di parere, l’Autorità, sentita anche l’Avvocatura generale dello Stato, ha considerato che tale accertata evenienza imponga, in base al principio generale di cui all’art. 11 delle preleggi al codice civile ed all’esigenza di tutela della buona fede delle stazioni appaltanti, una diversa soluzione equitativa con riferimento ai soli bandi o avvisi pubblicati nella giornata del 19 aprile.

Per essi, in particolare, continua ad operare il pregresso regime giuridico, mentre le disposizioni del d.lgs. 50/2016 riguarderanno i bandi e gli avvisi pubblicati a decorrere dal 20 aprile 2016

 

Codice appalti: commenti

 

INU: Assemblea nazionale

Si è tenuta a Cagliari l’Assemblea nazionale dei soci INU.

- Relazione presidente

- Relazione segretario

- Relazione tesoriere

- Allegati al bilancio: 1 - 2 - 3

Il verbale dell’Assemblea elettiva

Progetto Paese, concluso il XXIX Congresso Inu

 

INU: XXIX congresso “Progetto Paese” - materiali

Progetto Paese, grande interesse e partecipazione al Congresso Inu. La presidente Viviani: “Aggregazione per un’urbanistica che abbia utilità sociale”

Oltre 500 partecipanti ai lavori, 1500 collegati in diretta streaming, 160 contributi alla mostra multimediale “Il Paese che vorrei”, cinquanta relatori tra cui i presidenti delle associazioni rappresentative di architetti, ingegneri, ambientalisti, i responsabili nazionali dei temi trattati del Partito Democratico Chiara Braga e Andrea Ferrazzi, l’ex ministro Fabrizio Barca, il responsabile della struttura di missione Italia Sicura Mauro Grassi. Sono i numeri del XXIX Congresso dell’Istituto Nazionale di Urbanistica “Progetto Paese”, che si è svolto a Cagliari dal 28 al 30 aprile scorsi, all’Auditorium di piazza Dettori. La sezione sarda dell’Inu ha intrapreso lo sforzo organizzativo. Comune di Cagliari, Regione Sardegna e Fondazione di Sardegna hanno sostenuto l’evento. (altro)

 

Sul sito congressuale la rassegna stampa e tutte le informazioni e i materiali aggiornati in tempo reale dal Congresso.

Il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio ha inviato un messaggio di saluto al Congresso

I comunicati stampa redatti e diffusi nel corso delle giornate del Congresso

Disponibili le registrazioni video delle giornate del Congresso

Prima giornata (28 aprile)

Seconda giornata (29 aprile) – prima parte

Seconda giornata (29 aprile) – seconda parte

Assemblea dei soci e spoglio votazioni (30 aprile)

 

Geologi: Congresso Nazionale

“Un documento elaborato da 12 tavoli di lavoro- ha dichiarato Francesco Peduto, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi – con il quale chiediamo il Fascicolo del Fabbricato, una maggiore informazione dei cittadini , l’istituzione del geologo di zona, una legge organica sui Presidi Territoriali, un approccio serio sui temi riguardanti l’energia”.

Tutte le proposte su www.congressonazionalegeologitaliani.it

Comunicato del Presidente C.N.G. alla chiusura dei lavori del Congresso dei Geologi Italiani

 

ANCE: rilanciare gli investimenti pubblici

Oltre quaranta articoli pubblicati sulla stampa locale e nazionale; circa cinquanta tra comunicati stampa e lettere inviate ai responsabili dei Comuni dalle Associazioni territoriali Ance; numerose dichiarazioni di interesse e di attenzione da parte delle amministrazioni coinvolte.

Questi, ad oggi, i primi ma significativi risultati dell’azione di sensibilizzazione e informazione, promossa dall’Associazione nazionale costruttori e messa in atto dalle Associazioni territoriali del Sistema, per sollecitare i Comuni a cogliere l’occasione di rilancio degli investimenti pubblici offerta dalla cancellazione del patto di stabilità interno e dal passaggio al pareggio di bilancio per gli enti locali.

Un’occasione che però, ed è proprio questa la ratio dell’iniziativa varata dall’Ance, per raggiungere l’auspicato obiettivo di crescita degli investimenti pubblici reso possibile dall’ultima legge di Stabilità, va colta dai Comuni entro e non oltre il 30 aprile 2016.

Entro questa data, infatti, le amministrazioni comunali sono chiamate ad approvare i propri bilanci di previsione nei quali vanno inserite, pena il drastico ridimensionamento dei vantaggi offerti dalle nuove regole, le opere da realizzare per il miglioramento della qualità e della competitività del territorio.

Tempi indubbiamente stretti, che peraltro si sommano al lungo periodo in cui i Comuni italiani sono stati di fatto incentivati a non spendere e che ha portato al dimezzamento delle spese per investimento, crollate, come emerge dalle stime Ance, del 48% tra il 2008 e il 2014. Una prolungata paralisi che ha ulteriormente ridotto la capacità di azione e reazione delle amministrazioni sul fronte delle scelte di investimento.

Sono state proprio queste considerazioni a dare il via all’iniziativa associativa, fondata sulla definizione di strumenti operativi tagliati ad hoc per l’utilizzo in ciascuno dei Comuni interessati, e che ha visto la partecipazione e la mobilitazione massiccia delle Associazioni territoriali del sistema. L’azione a livello locale è stata infatti ampia e efficace, come dimostrano la capillarità degli interventi compiuti sul territorio e gli importanti riscontri finora registrati.

Il tutto in una logica e in una prospettiva secondo la quale, come ha affermato il presidente dell’Ance, Claudio De Albertis ,“le risorse che si sono liberate devono essere destinate agli investimenti e ai pagamenti alle imprese, perché solo così saremo in grado di recuperare crescita economica e occupazione. Noi vigileremo affinché questa occasione non vada sprecata”.

 

 

CIPAG: trasformare i paesaggi intorno alle autostrade

Il problema del consumo del suolo agricolo ha sempre appassionato Eleonora Mariano, agronoma che lavora alla Pefc Italia, la società che certifica che la carta derivi dalla gestione sostenibile delle foreste. Ne ha trattato nella sua tesi di laurea magistrale qualche anno fa. E nei mesi scorsi, insieme con un gruppo di lavoro di studiosi del dipartimento di scienze agrarie dell'Ateneo perugino (il professor Angelo Frascarelli, Irene Petrosillo, Lucia Rocchi, David Grohmann e Francesca Giugliarelli) Eleonora ha lavorato a un progetto davvero innovativo, in grado di conseguire contemporaneamente l'«utile» e il «bello»: riutilizzare i terreni degli svincoli autostradali e statali, oggi abbandonati e brutti, per ricostituire un po' di bellezza e di qualità paesistica.

Attualmente i terreni degli svincoli autostradali che sono aree di proprietà del demanio statale e gestite dalle società che hanno la concessione autostradale solo qualche volta risultano curati dal punto di vista paesaggistico. Molto spesso sono lasciati brulli, o con qualche sparso arbusto e alberello. E come sempre avviene, la bruttezza «chiama» altra bruttezza: gli automobilisti sembrano impegnatissimi a trasformare gli svincoli in discariche, costringendo gli addetti agli sfalci dell'erba a recuperare quantità «sorprendentemente elevate» di rifiuti. E in più attualmente la semplice manutenzione sull'intera rete autostradale comporta la bellezza di 10.000 ore di lavoro, che però non producono alcun valore aggiunto.

Il progetto del gruppo dell'Università di Perugia prevede cinque soluzioni per un uso alternativo, utile e bello dei terreni in questione: per produrre legno da cellulosa, legno da opera, per conservare piante ed essenze locali, per realizzare «isole di bellezza paesaggistica», e per produrre energia elettrica con pannelli fotovoltaici. Ciascuno dei cinque progetti porterebbe vantaggi di diverso tipo, ambientali, occupazionali, economici, considerando l'elettricità prodotta, la legna, la biomassa, i costi per la gestione.

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ATECAP: rapporto 2016

L’industria del calcestruzzo preconfezionato nel 2015 ha raggiunto il suo valore più basso in termini di volumi di produzione. Da alcuni anni ormai nel dibattito interno all’Associazione non si parla più di crisi ma di mutamento radicale del mercato. I dati analizzati nel rapporto misurano quello che presumibilmente sarà il mercato futuro, un mercato in grado di assorbire solo metà della capacità produttiva del settore. È come se fino a ieri avessimo nuotato tutti in un lago capiente, un lago che oggi si è ristretto e che quindi rende più difficile restare a galla. E le conseguenze non riguardano solo aspetti commerciali legati al business delle aziende. Tutt’altro. Sul mercato trovano spazio prodotti scadenti e pericolosi per la sicurezza dei cittadini. Perché questa situazione, aggravata da una congiuntura economica negativa che coinvolge l’intera industria delle costruzioni, favorisce la presenza di operatori scorretti e senza scrupoli. L’anello debole continua ad essere l’effettiva applicazione delle norme esistenti che, se rispettate, fornirebbero tutti gli strumenti non solo per realizzare opere certamente sicure, ma soprattutto per espellere chi concorre slealmente. Il massimo impegno dell’Atecap è rivolto in questa direzione e il rapporto vuole essere un utile strumento di analisi per perseguire con sempre maggior vigore tale obiettivo. Perché un’associazione di categoria non è il luogo dove risolvere le criticità di un’azienda o creare opportunità di mercato per i propri iscritti. È il momento di sintesi e riflessione dove i concorrenti diventano alleati, le opinioni condivise stimolano la crescita e le esigenze dei singoli operatori si trasformano in progetti della categoria e per la categoria.

Rapporto 2016

 

Gare - Requisito di “giovane professionista”

Consiglio di Stato – Sezione VI – sentenza n. 1680 del 2.5.2016: in materia di partecipazione alle gare da parte di un RTP e sulla carenza del requisito di “giovane professionista”, nonché sull'applicazione del soccorso istruttorio.

 

IVA prestazione professionali

Corte di cassazione – sezioni unite civili - Sentenza n. 8059 del 21.4.2016: Il compenso di prestazione professionale è soggetto ad IVA anche se percepito successivamente alla cessazione dell’attività ed alla sua formalizzazione, in quanto il fatto generatore dell’imposta si identifica con l’espletamento dell’operazione.

 

INPS: beneficio famiglie numerose

L’Inps, con la circolare n. 70 del 29 aprile 2016, fornisce le istruzioni per usufruire del beneficio in favore di nuclei familiari con almeno quattro figli minori per il 2015, come previsto dall’art. 1, comma 130, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (bonus quarto figlio).

Il riconoscimento del beneficio è previsto per i nuclei familiari con un numero di figli minori pari o superiore a quattro, già beneficiari, relativamente all’annualità 2015, dell’assegno per i tre figli minori di cui di cui art. 65 della legge n. 448 del 1998 e con un ISEE non superiore a 8.500 euro.

 

CNA: osservatorio tassazione PMI

L’incidenza media del peso fiscale totale che grava su una piccola impresa nel 2016 dovrebbe toccare il 61 per cento. Ma sono numerosi i comuni destinati a discostarsi sensibilmente dalla media.

Ma che cos’è successo nei principali comuni italiani a partire dal 2011, l’anno zero del federalismo fiscale? La media reca il segno più. La crescita è stata, infatti, del 3,04 per cento. Ma si registrano scostamenti sorprendenti. Reggio Calabria guida la classifica degli incrementi: +17,42 per cento. Bologna è seconda, ma distanziata (+11,3 per cento), terza Genova (+10,1 per cento), quarta Cremona (+10,09 per cento), seguita da Sassari (+9,35 per cento), Pesaro (+8,37 per cento), Isernia (+7,93 per cento), Biella (+7,81 per cento), Avellino (+7,74 per cento) e, a chiudere la top ten delle città dagli incrementi maggiori, Campobasso (+7,7 per cento).

Abstract - 5 anni di fisco record

Classifica tra i comuni

Tabella A - classifica nazionale total tax rate 124 comuni

Tabella B - total tax rate 10 peggiori e 10 migliori comuni

Tabella C - Variazione Total Tax Rate 10 peggiori e 10 migliori Comuni tra il 2011 e il 2016

Tabella D - classifica nazionale tax free day 124 comuni

Tabella E - tax free day classifica nazionale 10 peggiori e 10 migliori comuni

Tabella F - classifica nazionale reddito disponibile 124 comuni

Tabella G - reddito disponibile 10 peggiori e 10 migliori comuni

Analisi sintetica del rapporto

Grafici e tabelle

Appendice tecnica

Tutto l'Osservatorio 2016 a questo link.

 

Fisco Oggi: risposta a quesiti

Vendita dell'abitazione preposseduta

Il canone di abbonamento è dovuto anche in zona scoperta dal servizio

Istituti tecnici e canoni di locazione

Bonus mobili: spese per trasporto e montaggio

Tributi "armonizzati" oppure no: per il contradditorio, fa differenza

 

 

Archivio Bandi Nazionali e Regionali conclusi

Bando Beni Strumentali – Nuova Sabatini, Ministero dello Sviluppo Economico (MISE)

Beneficiari: PMI, operanti in tutti i settori produttivi ad esclusione di quelle operanti nei settori: 1. dell’industria carboniera; 2. delle attività finanziarie e assicurative (sezione K della classificazione delle attività economiche ATECO

Webinar della Fondazione, nuovo appuntamento

Inviato da admin il

Caro/a Collega,

 

eccoci ad un nuovo appuntamento con i SEMINARI WEB della Fondazione, dal titolo:

 

RILFLESSIONI E OPPORTUNITA’

DEL NUOVO CODICE DI PREVENZIONE INCENDI

PER I PROFESSIONISTI

 

Dott. Ing. Michele Mazzaro e Dott. Ing. Luigi De Angelis

 

L’evento, trasmesso in modalità streaming, avrà luogo, giovedì 26 maggio, con inizio alle ore 16.00, e si svolgerà presso la sede della Fondazione, Sala Congressi A, Via Salaria n. 229 –– Roma. Il tema sarà trattato dall’Ing. Luigi De Angelis e dall’Ing. Michele Mazzaro, ambedue aventi carica di Primo Dirigente VV.F. del Dipartimento di soccorso pubblico e difesa civile – Direzione Centrale prevenzione e sicurezza tecnica – Ufficio per la prevenzione incendi e rischio industriale e ambedue aventi preso parte alla stesura del nuovo codice di prevenzione incendi.

 

Per il seminario è in corso istanza di riconoscimento di n. 2 CFP, secondo diverse modalità di conferimento tra Architetti ed Ingegneri che dovranno comunque risultare iscritti alla Fondazione per l’annualità in corso.

 

Per gli Architetti, iscritti alla Fondazione, il riconoscimento dei 2 CFP previsti potrà avvenire, oltre che ai partecipanti in sala, anche per coloro i quali seguiranno l’evento on-line. Ai fini dell’accreditamento dei CFP è richiesto di accedere tramite il nostro portale, il giorno 26 maggio, a partire dalle ore 12:00 in poi, inserendo le credenziali della Fondazione e seguire il corso per l'intera durata. Ai fini della verifica della presenza, la piattaforma invierà dei codici ad intervalli di tempo irregolari che il singolo utente dovrà digitare.

 

Per gli Ingegneri, iscritti alla Fondazione, il riconoscimento dei 2 CFP è previsto esclusivamente per i partecipanti in sala.

Per quanti parteciperanno di persona, in sala, Ti ricordo che la corresponsione di n. 2 C.F.P. spetterà, esclusivamente, ai Professionisti iscritti alla Fondazione che si saranno previamente registrati, entro martedì 24 maggio tramite e.mail all’indirizzo: info@fondazionearching.it Il numero massimo di posti disponibili in sala è 50.

Tutti, fino al raggiungimento di 1000 utenze live, avranno inoltre, accesso libero alla visualizzazione dell’evento in streaming (senza riconoscimento di CFP) nell’Area Formazione del portale, al link:

 

http://seminari.fondazionearching.it/

 

Ti informo, inoltre, che, durante l’evento, tutti gli iscritti Inarcassa potranno formulare quesiti e commenti, partecipando alla consueta Chat, inserendo il proprio PIN di Inarcassa on line ( IN….).

 

La partecipazione all’evento web, in qualsiasi modalità, è totalmente gratuita!

 

Ti aspettiamo!!

 

La Fondazione  

Rubrica di aggiornamento legislativo e giurisprudenziale del 03 maggio 2016

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Ribadito il divieto di partecipazione alla gara per i lavori per chi abbia collaborato alla progettazione.

Il nuovo Codice degli appalti e delle concessioni (decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 recante “Attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali, nonché per il riordino della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture”, pubblicato sul supplemento ordinario n. 10 alla G.U. del 19/4/2016 n. 91), conferma l’assetto della disciplina previgente (art. 90, co. 8 e 8-bis, del d.lgs.vo n. 163/06) in ordine al divieto di partecipazione a gare pubbliche per l’affidamento di appalti, concessioni di lavori pubblici, subappalti o cottimi, per i professionisti che abbiano svolto le relative suddette attività di progettazione. Va, però, precisato, che non si tratta di una presunzione assoluta (che non ammette deroghe). Si tratta, invece, di una presunzione relativa, nel senso che l’esclusione non opera automaticamente, ma solo qualora il concorrente a carico del quale operi il divieto (perché, ad esempio, in a.t.i. con un professionista che ne ha curato la progettazione) fornisca la prova che l’esperienza acquisita nell’espletamento dell’incarico di progettazione non è tale da determinare un vantaggio che possa falsare la concorrenza con gli altri operatori.

 

avv. Riccardo Rotigliano

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Partecipazione alla gara ed interesse al ricorso: novità dal nuovo codice appalti

In linea generale, per potere contestare in sede giudiziaria la determinazione negativa della stazione appaltante occorre avere presentato la domanda di partecipazione nei termini fissati dal bando o dalla lettera d’invito. Chi non partecipi alla gara, non ha, di regola, titolo per contestarne gli esiti.

Il rigore di tale principio è però temperato in presenza di circostanze eccezionali, individuate dalla giurisprudenza. La quinta sezione del Consiglio di Stato, in una recentissima pronuncia (n. 1242/2016), ha messo in luce come la legittimazione a ricorrere possa essere riconosciuta anche al non partecipante alla gara in sole in tre specifiche ipotesi: 1) quando il ricorrente abbia specificatamente impugnato la scelta dell’amministrazione di indire la gara; 2) quando il ricorrente non abbia potuto partecipare alla gara per mancanza della stessa in quanto l’Amministrazione ha proceduto ad affidamento diretto; 3) quando il bando di gara contenga clausole escludenti per il ricorrente.

Il nuovo codice degli appalti pubblici (d. lgs.vo n. 50/16) contiene un’importante novità al riguardo. Modificando l’art. 120 del codice del processo amministrativo, infatti, è ora previsto che “Il provvedimento che determina le esclusioni dalla procedura di affidamento e le ammissioni ad essa all'esito della valutazione dei requisiti soggettivi, economico-finanziari e tecnico-professionali va impugnato nel termine di trenta giorni, decorrente dalla sua pubblicazione sul profilo del committente della stazione appaltante, ai sensi dell'articolo 29, comma 1, del codice dei contratti pubblici adottato in attuazione della legge 28 gennaio 2016, n. 11. L'omessa impugnazione preclude la facolta' di far valere l'illegittimita' derivata dei successivi atti delle procedure di affidamento, anche con ricorso incidentale. E' altresi' inammissibile l'impugnazione della proposta di aggiudicazione, ove disposta, e degli altri atti endoprocedimentali privi di immediata lesivita'”. In altre parole, l’illegittimità dell’ammissione di altri concorrenti va ora fatta valere immediatamente, ovverosia a prescindere dalla graduatoria delle offerte. In questo modo, si vuole evitare che quest’ultima possa essere successivamente messa in discussione da ricorsi giurisdizionali proposti contro l’aggiudicazione definitiva. Sul piano del rispetto del principio costituzionale del diritto di difesa (art. 24), la norma lascia adito a molti dubbi (si onera il concorrente di impugnare l’ammissione di un altro prima ancora che si sappia se ha interesse a tale esclusione). Essa fa il paio con le modifiche al vecchio codice degli appalti introdotte dal d.l. n. 90/14 (art. 38, co. 2 bis), in seguito alle quali una volta disposta l’aggiudicazione (non è ancora ben chiaro se provvisoria o definitiva), non si procede più al ricalcolo della soglia ancorché vengano successivamente ammesse imprese inizialmente escluse o, viceversa, escluse imprese ammesse.

 

 

avv. Riccardo Rotigliano

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Il Consiglio di Stato rimette alla Corte di Giustizia la questione interpretativa circa la possibilità che un progettista indicato in un appalto integrato ricorra all'istituto dell'avvalimento.

Con ordinanza 17/02/2016, n. 636, Il Consiglio di Stato ha chiesto alla Corte di Lussemburgo se l'art. 53, co. 3, d. lgs. n. 163/06 sia compatibile con l'art. 48 direttiva CE 31/03/2004 n. 18.

Entrambe le norme menzionate disciplinano la possibilità, per coloro i quali partecipino ad una gara pubblica senza averne i requisiti, di poter ricorrere all'avvalimento (istituto attraverso il quale una soggetto, ausiliario, si impegna nei confronti di un altro soggetto, ausiliato, a fornirgli i mezzi necessari ad eseguire l'appalto, impegno che assume anche nei confronti della P.A.).

Sennonché, l'art. 53, co. 3 circoscrive tale possibilità ai soli “operatori economici”, per tali dovendosi intendere i soggetti che partecipano alla gara (concorrenti). Per questo motivo, nel caso di appalti integrati il Giudice Amministrativo ha costantemente negato la possibilità per i progettisti “indicati” dell’impresa esecutrice – e quindi non concorrenti – di ricorrere all'avvalimento. Ora il Consiglio di Stato dubita che la norma statale, così interpretata e applicata, sia in linea con la direttiva del 2004. Al riguardo, richiama alcune sentenze della stessa Corte di Giustizia che hanno fatto dell'istituto dell'avvalimento un’applicazione ad ampio spettro, applicandolo non solo ai concorrenti stricto sensu, ma a tutti i soggetti tenuti, a qualsiasi titolo, a dimostrare il possesso dei requisiti in sede di gara (cfr. da ultimo C.G. 10/10/2013, C – 94/12).

avv. Riccardo Rotigliano

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Parere del Consiglio di Stato, sullo schema di decreto contenente Norme per la semplificazione e l’accelerazione dei procedimenti amministrativi, ai sensi dell’articolo 4 della legge Madia

Il 15 aprile scorso il Consiglio di Stato ha reso il proprio parere sullo schema di decreto del Presidente della Repubblica recante “Norme per la semplificazione e l’accelerazione dei procedimenti amministrativi, ai sensi dell’articolo 4 della legge 7 agosto 2015, n. 124”. Lo schema di regolamento propone un innovativo meccanismo, di cd. “fast track procedure”, che permette sia di individuare, con cadenza annuale, i procedimenti amministrativi per i quali sussista un interesse pubblico ad un’accelerazione dell’iter, riducendone fino alla metà i tempi di conclusione, sia di ricorrere, in caso di inadempienza dell’amministrazione, ai poteri di sostituzione. Nel proprio parere, il Consiglio di Stato ha evidenziato l’opportunità che il regolamento venga completato con una serie di misure volte ad assicurarne la concreta realizzazione degli obiettivi. Benché il regolamento abbia portata generale, riguardando tutti i procedimenti relativi “a rilevanti insediamenti produttivi, a opere di interesse generale o all’avvio di attività imprenditoriali”, manca una disciplina specifica sul monitoraggio ex post, pur costituendo esso uno strumento cruciale per il successo o per il fallimento di una riforma. Oltretutto, l’elencazione contenuta nell’art. 2 del regolamento, che individua i procedimenti oggetto di semplificazione e accelerazione, è operata per categorie procedimentali generali e non individua specificamente i singoli procedimenti ascrivibili a ciascuna categoria. Un altro rilievo riguarda la disciplina dell’esercizio del potere sostitutivo spettante al Presidente del Consiglio dei ministri in caso di inutile decorso del termine di conclusione del procedimento (art. 4). Tale potere sostitutivo presenta elementi di significativa novità rispetto a quello già previsto, in via generale, dall’art. 2, comma 9-ter, della legge n. 241 del 1990, poiché è esercitabile d’ufficio, è attribuito ad un soggetto diverso rispetto all’Amministrazione ritardataria e riguarda solo alcuni procedimenti (quelli individuati ai sensi dell’art. 2) e non tutti quelli ad istanza di parte. Attesa la diversa natura dei due poteri sostitutivi, il Consiglio di Stato auspica che tale coesistenza venga resa esplicita attraverso l’inserimento di una specifica previsione di raccordo.

avv. Riccardo Rotigliano

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Sintesi di monitoraggio legislativo 8-22 aprile 2016

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NOTA POLITICA

 

Martedì 12 aprile la Camera, con 361 voti a favore e 7 contrari, ha licenziato il ddl Boschi sulla riforma costituzionale. L’approvazione è arrivata dopo la sesta e ultima votazione in Parlamento.

L’ultima parola spetta ai cittadini che saranno chiamati a esprimersi sulla fine del bicameralismo paritario con il referendum popolare di ottobre.

 

 

 

SINTESI DI MONITORAGGIO LEGISLATIVO E REGOLATORIO

 

LAVORI PUBBLICI

 

Il nuovo codice degli appalti e delle concessioni

Venerdì 15 aprile il Consiglio dei ministri ha approvato in esame definitivo il decreto legislativo di attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori speciali dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali, nonché sul riordino della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture.

Qui è disponibile il comunicato stampa.

 

Il nuovo codice degli appalti e delle concessioni è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale martedì 19 aprile.

Al link di seguito è disponibile il testo:

http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2016-04-19&atto.codiceRedazionale=16G00062&elenco30giorni=true

Venerdì 22 aprile è stato pubblicato un Comunicato congiunto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio e del Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Raffele Cantone

 

L’ultimo passaggio in Consiglio dei ministri ha registrato molte conferme e alcune novità rispetto al testo esaminato lo scorso 3 marzo.

A sorpresa i pareri delle commissioni parlamentari e del Consiglio di Stato in parecchi passaggi sono stati completamente ignorati.

Di seguito, punto per punto, i profili di maggiore interesse. Qui un'analisi completa.

 

Concorsi di progettazione

In caso di interventi complessi o di particolare rilievo dal punto di vista architettonico o paesaggistico si dovrà sempre bandire un concorso di progettazione. Dopo la prima fase di presentazione delle proposte, saranno scelti al massimo dieci soggetti, progettisti singoli o a gruppi, che parteciperanno alla seconda fase in cui sarà redatto il progetto definitivo. Almeno tre dei progettisti scelti dovranno essere iscritti agli Albi professionali da meno di cinque anni. A loro verrà corrisposto un rimborso spese pari al 50% degli importi previsti per le spese tecniche. Per gli altri professionisti il rimborso spese sarà pari al 25%.

 

 

Decreto Parametri

Per completare il quadro della riforma, il Parlamento aveva chiesto che fosse introdotto nel Codice l’obbligo di far riferimento al DM Parametri per determinare i compensi dei progettisti a base di gara negli appalti per l’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura. Il Governo ha però confermato la versione iniziale, in base alla quale il Ministro della Giustizia, di concerto con il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, deve approvare le tabelle dei corrispettivi, da utilizzare a discrezione delle stazioni appaltanti.

 

 

Incentivo 2% alla progettazione

Le Amministrazioni pubbliche destineranno il 2% degli importi a base di gara alle attività di programmazione delle spese, controllo delle procedure di gara, direzione dei lavori e collaudi svolti dai dipendenti pubblici. L’80% di queste somme sarà ripartito tra il responsabile del procedimento e i suoi collaboratori, mentre sono esclusi i dipendenti con qualifica dirigenziale. I premi non potranno superare il 50% dello stipendio annuo lordo. Il restante 20% sarà invece destinato all’acquisto di beni, strumenti tecnologici, strumenti BIM e al miglioramento delle banche dati. La progettazione delle opere sarà affidata a progettisti esterni. Questa separazione dovrebbe garantire maggiore qualità delle opere pubbliche.

 

BIM

Sei mesi dopo l’entrata in vigore del nuovo Codice Appalti, le Stazioni Appaltanti potranno chiedere l’uso del Building information modeling (BIM) per le nuove opere e i servizi di progettazione di importo superiore alle soglie comunitarie (5.225.000 euro per i lavori, 135.000 euro per i servizi e i concorsi di progettazione aggiudicati dalle amministrazioni governative, 209.000 euro per i servizi e i concorsi di progettazione aggiudicati dalle altre amministrazioni). Successivamente, si valuterà una tempistica graduale per l’uso obbligatorio del BIM in base alla tipologia delle opere e dei servizi da affidare e al loro importo.

 

Offerta economicamente più vantaggiosa

Una delle svolte del nuovo Codice Appalti sta nel cambiamento dei criteri di aggiudicazione delle gare d’appalto. Il massimo ribasso si potrà usare solo per le gare di lavori di importo fino a un milione di euro. Sopra questa cifra si dovrà utilizzare il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa. Questo significa che il prezzo dovrà sempre essere controbilanciato da valutazioni sulla qualità delle proposte presentate.

 

L'offerta economicamente più vantaggiosa dovrà essere utilizzata obbligatoriamente nell'affidamento dei servizi di ingegneria e architettura, dei servizi di natura tecnica e intellettuale di importo superiore a 40 mila euro.

 

Cauzione a corredo dell’offerta

Per i servizi di progettazione, redazione del piano di sicurezza e coordinamento e per i compiti di supporto alle attività del Responsabile unico del procedimento (RUP) non si dovrà versare la cauzione a corredo dell’offerta pari al 2% del prezzo base indicato nel bando.

Negli appalti di lavori è previsto uno sconto sulla cauzione del 30% per gli operatori in possesso della registrazione al sistema comunitario di ecogestione e audit (Emas) e del 20% per le imprese dotate di certificazione ambientale UNI EN ISO 14001.

In tutti gli appalti le imprese con un buon rating di legalità ai sensi del D.lgs. 231/2001 o di una certificazione del sistema di gestione a tutela della sicurezza e salute dei lavoratori o di una certificazione OHSAS 18001 avranno diritto ad uno sconto del 30% sulla cauzione.

La cauzione potrà essere decurtata del 15% se l’impresa sviluppa un inventario dei gas a effetto serra prodotti durante la sua attività. Negli appalti di servizi e forniture, infine, il marchio Ecolabel darà diritto a uno sconto del 20%.

 

Appalto Integrato

Il nuovo Codice vieta il ricorso all’affidamento congiunto della progettazione e dell’esecuzione di lavori. L’appalto integrato sarà possibile solo nei casi di affidamento a contraente generale, finanza di progetto, affidamento in concessione, partenariato pubblico privato, contratto di disponibilità.

 

Legge obiettivo addio

Il nuovo Codice appalti cancella la legge obiettivo, introdotta dal governo Berlusconi II nel 2002. Il che significa due cose. Primo: cessa di esistere il Programma delle opere strategiche che conta oggi mille lotti per un valore di 285 miliardi di euro. A guidare sarà il Piano generale dei trasporti e della logistica (Pgtl), con le linee strategiche per la mobilità di persone e merci, da approvare ogni tre anni su proposta Mit e delibera Cipe. Poi, entro aprile 2017, il Dpp - stesso iter - conterrà l'elenco delle opere meritevoli di finanziamento. Non c'è più la lista delle opere di serie A, ma un'unica programmazione nazionale. Secondo: niente più procedure speciali con delibere Cipe. Tutte le opere vanno in Conferenza di servizi (gestita dal Mit), con le regole del Dlgs Madia: tempi certi e possibilità di scavalcare i veti della Via e degli enti di tutela con delibera del Consiglio dei ministri.

 

Qualificazione imprese (articolo 84)

La qualificazione da parte delle società di attestazione (Soa) resta in vita. Alla fine il Governo ha deciso di non smontare il sistema delle Soa per come è strutturato adesso. Bisogna ricordare, infatti, che nelle prime bozze del provvedimento Palazzo Chigi aveva ipotizzato di portare fino a un milione di euro il tetto al di sotto del quale la qualificazione viene fatta direttamente dalle stazioni appaltanti, gara per gara. Le imprese, per i lavori pubblici sopra la soglia dei 150mila euro, dovranno passare dalle attestazioni Soa, come avviene ora. Sopra i 20 milioni di euro, le stazioni appaltanti potranno chiedere una qualificazione rafforzata, integrando i requisiti base con elementi aggiuntivi a loro discrezione. Entro un anno un decreto del Mit, sentita l'Anac, potrà individuare nuove modalità di qualificazione.

 

Rating di impresa (articolo 83)

Arriva il rating di impresa targato Anac. Il Codice per la prima volta introduce un sistema in grado di valutare la storia dell'impresa, al di là della qualificazione. Sarà modellato sul rating di legalità, che oggi viene utilizzato dall'Antitrust nell'ambito dei finanziamenti privati e pubblici. Il decreto di attuazione della legge delega, però, non definisce nel dettaglio il funzionamento dal nuovo sistema. Sarà l'Anac a fissare, in una seconda fase, i principi di questo sistema di valutazione, che andrà a integrare la normale qualificazione. Racconterà, di fatto, il curriculum e la storia di ogni impresa, i suoi precedenti lavori, gli eventuali ritardi, i contenziosi, il rispetto dei costi, le irregolarità nei pagamenti dei contributi previdenziali.

 

Esclusione automatica delle offerte anomale (articolo 97)

Nell'ultima versione del Codice entra l'esclusione automatica delle offerte anomale. Per lavori, servizi e forniture, quando il criterio di aggiudicazione è quello del prezzo più basso al di sotto della soglia comunitaria, la stazione appaltante "può prevedere nel bando l'esclusione automatica dalla gara delle offerte che presentano una percentuale di ribasso pari o superiore alla soglia di anomalia". Comunque, la facoltà di esclusione automatica non è esercitabile quando il numero delle offerte ammesse è inferiore a dieci. Sostanzialmente, il sistema resta identico a quello attuale.

 

 

Appalti, la rivoluzione Bim è già cominciata: nel 2015 pubblicate in Italia gare per un miliardo

Il nuovo codice non lo rende ancora obbligatorio, ma la rivoluzione del Bim negli appalti, sottotraccia, è già cominciata. E ha l'apparenza di un fenomeno partito in sordina ma dagli effetti inarrestabili. In un dossier di prossima pubblicazione, la società di consulenza Anafyo valuta in circa un miliardo gli appalti, promossi in Italia nel 2015, con una clausola che obbligava i concorrenti a gestire progetto e cantiere con la tecnologia della modellazione parametrica. Un metodo che, semplificando al massimo, consente di risolvere le interferenze tra i vari vari piani progettuali (architettura, strutture, impianti, ecc.) riducendo il peso degli imprevisti durante la fase di realizzazione.

La quantità di progetti Bim è destinata ad aumentare quest'anno. Lo si è capito al forum internazionale sul Bim organizzato ieri dall'Oice, l'associazione delle società di architettura e ingegneria a Milano, dove esperti del settore italiani e stranieri hanno fatto il punto sull'applicazione della tecnologia in Italia.

«Abbiamo apprezzato la scelta fatta nel nuovo codice di non rendere obbligatorio subito l'utilizzo del Bim – ha rimarcato Gabriele Scicolone, presidente dell'Oice -. Il sistema degli appalti deve avere il tempo di prepararsi. Penso non tanto alle società di engineering, ma alle amministrazioni dove c'è bisogno di uno sforzo di investimenti e di formazione».

Il codice conferma all'articolo 23, comma 13 una scelta improntata al doppio binario. Le stazioni appaltanti con le spalle più larghe potranno bandire da subito gare con la richiesta di progettazione o gestione del cantiere con Bim. Si deve però trattare di progetti complessi. Mentre le stazioni appaltanti devono dimostrare di poter contare su personale adeguatamente formato. L'introduzione dell'obbligo è invece demandata a un decreto del ministero delle Infrastrutture, che dovrà definire tempi e modi dell'applicazione, anche con l'aiuto di una commissione varata ad hoc. Il decreto dovrà tenere conto del "grado di digitalizzazione" dimostrato dalla Pa. Senza aspettare troppo. Il codice prevede che il provvedimento debba essere varato nel giro di tre mesi, entro il 31 luglio 2016.

Tempi abbastanza stretti, se si pensa che, come ha segnalato Bernd Kordes, Ceo del big tedesco Lahmeyer nonché presidente della Fidic - in Germania l'obbligo di progettare le infrastrutture in Bim scatterà solo nel 2020. Anche in Germania non tutti però aspetteranno questa data per passare al Bim. I progetti "parametrici" sono per esempio già obbligatori nelle gare bandite dalle ferrovie tedesche (Deutsche Bahn) o per realizzare le nuove stazioni.

Le ferrovie fanno da apripista anche in Italia. Italferr, società di ingegneria del gruppo Fs ha già diversi progetti all'attivo realizzati con il Bim.

«Abbiamo cominciato con alcuni progetti chiesti da Trenitalia e Rfi – ha spiegato l'amministratore delegato della società Matteo Triglia – ora gestiamo in Bim anche un maxi progetto per 7 stazioni e 13 km di rete in galleria a Doha per Qatar Rail». In Bim sarà realizzato anche il progetto del collegamento con l'aeroporto Marco Polo di Venezia. «È qui – dice Triglia – è immaginabile che anche la gara per i lavori richieda poi l'uso obbligatorio del Bim».

Semi di innovazione che altrove innervano già piani milionari. In Gran Bretagna sarà gestito con il Bim tutto il secondo programma di progettazione, realizzazione e gestione dell'alta velocità ferroviaria. Un piano da 55 milioni di sterline ("High speed two", circa 70 milioni di euro) da sviluppare in meno di 20 anni. «Il ricorso al Bim è ormai un imperativo – ha detto Andrew McNaughton, direttore tecnico del progetto -. Noi contiamo di risparmiare almeno cinque milioni di sterline (poco meno del 10% del costo totale del programma, ndr) grazie al processo di efficientamento nella gestione di tutti i soggetti coinvolti che ne deriverà».

Molto facile cadere nell'errore di dipingere un quadro tutto positivo. Gli avvertimenti a non trascurare gli aspetti problematici però non mancano. Cristophe Castaing, direttore del gruppo di lavoro sul Bim della Federazione delle associazioni di ingegneria europee (Efca) - ha per esempio rimarcato che nonostante i proclami «non tutti sarebbero in grado di rispondere davvero al vincolo di gestire con un Bim di secondo livello un progetto ferroviario, come richiesto in Inghilterra».

Mentre Michele Corradino, consigliere Anac che guida la commissione incaricata di elaborare le linee guida di attuazione al nuovo codice, ha messo in guardia da due rischi. Primo: «Il Bim non deve diventare requisito di partecipazione suscettibile di ridurre la concorrenza». Secondo: attenzione al rischio di "banalizzazione" del Bim come fosse un semplice upgrade informatico: dal 2D al 3D. «Così – ha concluso - si finisce per trasformarlo nell'ennesimo onere burocratico, che tradotto significa un costo aggiuntivo, per le imprese».

 

 

 

PROFESSIONI

 

Il Dipartimento Politiche Europee ha inviato alla Commissione europea il Piano nazionale definitivo di riforma delle professioni.

Il Piano è stato realizzato in collaborazione con le amministrazione pubbliche, l'Isfol e le Regioni, sentiti gli Ordini, i Collegi e le associazioni di categoria e dà attuazione all'art. 59 della direttiva 2005/36/CE sul riconoscimento delle qualifiche professionali che richiede lo screening di tutta la regolamentazione nazionale per valutare se sia non discriminatoria, proporzionata e basata su un motivo imperativo di interesse generale.

L'obiettivo della direttiva è una possibile riduzione o modifica della regolamentazione sproporzionata dei servizi professionali, considerata dall'Unione Europea una delle cause di maggiore ostacolo alla mobilità dei professionisti e, conseguentemente, alla crescita economica e allo sviluppo dell'occupazione.

L'Italia ha provveduto all'aggiornamento del proprio database sulle professioni regolamentate: sono 174 le professioni inserite, erano 143 nel database precedente, 41 le professioni di nuovo inserimento.

Il Piano, che ha permesso una approfondita valutazione di tutto il mondo delle professioni, ha individuato tre linee di azioni prioritarie:

  • la revisione dei percorsi formativi di alcune professioni tecniche (ingegneri, periti);

  • la valutazione e l'adeguamento degli esami di Stato per i titoli di studio per renderli più aderenti all'attività professionale;

  • l'istituzione con le amministrazioni competenti di un tavolo tecnico dedicato alle professioni la cui formazione professionale è demandata alle Regioni.

A marzo 2016, l'Italia risulta tra i soli sei Stati membri che hanno garantito un recepimento completo della nuova direttiva qualifiche e tra i 17 che hanno presentato il Piano.

Il piano nazionale di riforma delle professioni è scaricabile qui.

 

 

Riforma costituzionale: urbanistica, professioni e infrastrutture strategiche tornano allo Stato

Governo del territorio, ordinamento delle professioni, infrastrutture strategiche, Protezione Civile sono alcune delle materie che diventano di esclusiva competenza dello Stato. Lo prevede la legge di riforma della Costituzione, approvata in via definitiva dalla Camera con 361 voti favorevoli e 7 contrari.

 

Riforma costituzionale, le leggi dello Stato e delle Regioni

La riforma riscrive il Titolo V della Costituzione rivedendo le competenze legislative dello Stato e delle regioni con l’intento di evitare sovrapposizioni tra la normativa statale e quella regionale, incertezze e ricorsi che possono rallentare la realizzazione delle opere e l’attività dei professionisti.

 

Diventano di esclusiva competenza statale:

- le disposizioni generali e comuni sul governo del territorio, il sistema nazionale e il coordinamento della protezione civile;

- l’ordinamento delle professioni e della comunicazione;

- le infrastrutture strategiche e le grandi reti di trasporto e di navigazione di interesse nazionale e relative norme di sicurezza;

- la tutela e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici, l’ambiente e l’ecosistema, l’ordinamento sportivo, le disposizioni generali e comuni sulle attività culturali e sul turismo;

- la produzione, il trasporto e la distribuzione nazionale dell’energia;

- i porti e gli aeroporti civili di interesse nazionale e internazionale.

 

Spetta alle Regioni la potestà legislativa esclusiva in materia di

- pianificazione del territorio regionale e mobilità al suo interno;

- dotazione infrastrutturale;

- organizzazione in ambito regionale dei servizi alle imprese e della formazione professionale;

- attività culturali di interesse regionale, promozione dei beni ambientali, culturali e paesaggistici;

- valorizzazione e organizzazione regionale del turismo.

 

Fino ad ora, invece, le Regioni hanno avuto competenza concorrente in materia di professioni, protezione civile, governo del territorio, porti e aeroporti civili, grandi reti di trasporto e di navigazione. Questo significa che le Regioni hanno esercitato la potestà legislativa, mentre lo Stato ha stabilito i principi generali. Il risultato di questa impostazione è stato però deludente perché ha generato una normativa frastagliata, diversa da regione a regione, e conflitti di competenza tra Stato ed enti locali, che hanno portato alla dichiarazione di incostituzionalità di diverse disposizioni regionali e scoraggiato molte iniziative imprenditoriali.

 

 

Il 28 aprile il Consiglio nazionale ingegneri celebra la Giornata Mondiale della Sicurezza 2016

Il 28 aprile 2016 il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, recependo l’invito dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, celebrerà la Giornata Mondiale della Sicurezza 2016 con un evento che vedrà la partecipazione ideale dell’intero sistema ordinistico che da Roma si estenderà per il tramite di 11 location a tutto il territorio nazionale. Il titolo dell'evento, personalizzato rispetto al “claim” della giornata mondiale della sicurezza, sarà “Workplace Italia: A Collective Challenge” e vedrà il coinvolgimento attivo di rappresentanti di Ordini professionali in rappresentanza dell’intero Network Ingegneristico Italiano, che si confronteranno su tematiche, idee e progetti inerenti la materia della sicurezza ancorché rapportate alle specificità territoriali.

 

 

La ‘Guida all’efficienza energetica’ di ItaliaSicura ed Enea

È stata presentata a Roma la ‘Guida all’efficienza energetica negli edifici scolastici’ realizzata dall’ENEA e dalla task force ItaliaSicura/Scuole di Palazzo Chigi.

La Guida vuole essere uno strumento operativo per gli interventi di riqualificazione energetica nelle scuole, un manuale di 70 pagine che affronta i temi della diagnosi energetica, degli interventi sull’edificio e sugli impianti (con alcuni esempi di scuole efficienti in Italia) e degli strumenti finanziari pubblici e privati a disposizione di dirigenti scolastici e Amministratori.

E’ uno dei risultati, condivisi con il Ministero dell’Istruzione e il Ministero dell’Ambiente, della collaborazione siglata lo scorso anno tra ItaliaSicura/Scuole e l’ENEA che ha dato il via all’operazione ‘Green School’, per supportare anche dal punto di vista tecnico la riqualificazione energetica degli edifici scolastici.

Oltre ai 350 milioni di euro dal fondo Kyoto recentemente sbloccati dal Ministero dell’Ambiente, per la realizzazione degli interventi di riqualificazione dell’edilizia scolastica sono a disposizione finanziamenti nazionali, fondi strutturali europei e il Conto Termico che incentiva interventi per l’incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.

Silvia Velo, sottosegretario del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, ha approfondito il Fondo Kyoto, “un fondo rotativo a tasso agevolato per la realizzazione di interventi di efficientamento energetico sugli immobili pubblici destinati all’istruzione di ogni ordine e grado, compresi gli asili nido”. “Il nuovo bando, che sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di oggi, riapre lo sportello per accedere ai finanziamenti a tasso agevolato dello 0,25% per quei progetti che porteranno a un miglioramento di due classi del parametro di efficienza energetica dell’edificio”.

ENEA può essere partner degli Enti locali anche nella valutazione dei progetti (consumi, condizioni dell’immobile, elementi progettuali, costi, finanziamenti, autorizzazioni) e nelle diagnosi energetiche. Allo studio una sorta di ‘bollinatura verde’, a garanzia della qualità dell’intervento proposto, sotto il profilo tecnico-economico e di certificazione del risparmio energetico.

Ad oggi sul territorio italiano sono presenti oltre 40mila edifici ad esclusivo o prevalente uso scolastico - dei quali un terzo è concentrato in 10 province - con consumi termici pari a 9,5 TWh/ anno ed elettrici di 3,66 TWh/anno. All’Anagrafe dell’edilizia scolastica risulta che nel 58% degli edifici scolastici sono già state messe in atto misure finalizzate al risparmio energetico, installando pannelli fotovoltaici, doppi vetri e doppi serramenti o isolando le pareti esterne e la copertura.

La collaborazione tra Istituzioni nazionali per l’efficienza energetica degli edifici scolastici dev’essere allargata agli Enti locali e a chi vive la scuola tutti i giorni: insegnanti, ragazzi, genitori. L’obiettivo è accelerare la riqualificazione del nostro patrimonio edilizio, con un occhio al risparmio della bolletta energetica e uno all’ambiente”, ha sottolineato Laura Galimberti, coordinatrice della Struttura di Missione per l’Edilizia Scolastica della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

L’efficienza energetica nelle scuole - ha commentato Federico Testa, presidente dell’ENEA - può diventare motore di innovazione sociale, economica e ambientale, favorendo la crescita di una nuova generazione di cittadini più consapevoli e sensibili ai temi dell’energia. La Guida che presentiamo oggi è il primo passo verso una grande sfida, quella di trasformare le scuole in edifici ad alte prestazioni, più belli, confortevoli e adatti all’apprendimento. L’ENEA sta già lavorando a progetti pilota con l’impiego di soluzioni tecnologiche innovative e si propone come catalizzatore verso gli stakeholder del settore per facilitare la realizzazione di interventi di per sé abbastanza costosi”

 

 

Corte di giustizia UE: contratti professionisti

Sentenza 14.4.2016 nelle Cause C381/14 e C385/14: L’articolo 7 della direttiva 93/13/CEE del Consiglio, del 5 aprile 1993, concernente le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori, dev’essere interpretato nel senso che esso osta ad una normativa nazionale, che imponga al giudice adito da un consumatore con un’azione individuale volta a far dichiarare il carattere abusivo di una clausola contenuta in un contratto stipulato con un professionista, di sospendere automaticamente l’azione fino alla pronuncia della decisione definitiva relativa ad un’azione collettiva pendente, proposta da un’associazione di consumatori ai sensi del paragrafo 2 dell’articolo medesimo, al fine di inibire l’inserzione, in contratti dello stesso tipo, di clausole analoghe a quella oggetto dell’azione individuale, senza che possa essere presa in considerazione la pertinenza di tale sospensione dal punto di vista della tutela del consumatore che abbia adito individualmente il giudice, e senza che tale consumatore possa decidere di dissociarsi dall’azione collettiva.

 

 

Lavoro: part time agevolato

È stato firmato dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, il decreto che punta a promuovere un principio di "invecchiamento attivo", ovvero di uscita graduale dall'attività lavorativa. Si tratta del cosiddetto "part-time agevolato", una misura sperimentale prevista da una norma contenuta nella Legge di Stabilità 2016. In pratica, un punto di svolta che consentirà al lavoratore di concordare col datore di lavoro il passaggio al part-time, con una riduzione dell'orario tra il 40 ed il 60%, e di ricevere mensilmente l'importo corrispondente ai contributi previdenziali e alla contribuzione figurativa. In base alle previsioni del testo normativo, la misura è fruibile dai lavoratori del settore privato, con contratto a tempo indeterminato e orario pieno, che possiedono il requisito contributivo minimo per la pensione di vecchiaia (20 anni di contributi) e che maturano il requisito anagrafico entro il 31 dicembre 2018.

Il decreto è stato trasmesso alla Corte dei Conti e diventerà operativo dopo la relativa registrazione.

Per i lavoratori che faranno ricorso all'agevolazione, cambierà, dunque, il contenuto della busta paga. In aggiunta alla retribuzione per il part-time, sarà erogata una somma esentasse corrispondente ai contributi previdenziali a carico del datore di lavoro sulla retribuzione per l'orario non lavorato. Inoltre, per il periodo di riduzione della prestazione lavorativa, lo Stato riconoscerà al lavoratore la contribuzione figurativa corrispondente alla prestazione non effettuata, in modo che alla maturazione dell'età pensionabile il lavoratore percepirà l'intero importo della pensione, senza alcuna penalizzazione.

Il decreto fornisce fin da subito un fondamentale chiarimento sulla somma erogata mensilmente dal datore di lavoro: oltre a non concorrere alla formazione del reddito da lavoro dipendente, l'importo in denaro corrispondente ai contributi previdenziali sull'orario non lavorato è omnicomprensivo e non è assoggettato ad alcuna forma di contribuzione previdenziale, inclusa quella relativa all'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

La contribuzione figurativa, commisurata alla retribuzione corrispondente alla prestazione lavorativa non effettuata, è riconosciuta nel limite massimo di 60 milioni di euro per il 2016, 120 milioni per il 2017 e 60 milioni per il 2018.

Leggi il testo del Comunicato Stampa.

 

 

 

 

FISCO

 

Agenzia Entrate: Studi di settore e parametri 2016

Pronte le regole per accedere al regime premiale introdotto dal "salva Italia", con cui sono state riviste le limitazioni per l'accertamento dei soggetti con ricavi e compensi congrui, introducendo una specifica disciplina per i contribuenti accertabili in base alle risultanze degli studi di settore (provvedimento del 13 aprile 2016).

Per il periodo d'imposta 2015 vengono confermati i criteri di individuazione degli studi che aprono le porte della disciplina di favore. In particolare, il regime premiale si applica agli studi per i quali risultano approvati indicatori di coerenza economica riferibili ad almeno 4 diverse tipologie tra: efficienza e produttività del fattore lavoro; efficienza e produttività del fattore capitale; efficienza di gestione delle scorte; redditività; struttura. In alternativa, gli indicatori devono essere riferibili a tre delle tipologie indicate sopra e, contemporaneamente, prevedere l'indicatore "Indice di copertura del costo per il godimento di beni di terzi e degli ammortamenti". Diversi benefici sono previsti per i contribuenti "virtuosi", ovvero quelli che rispettano contestualmente tre condizioni: dichiarare ricavi o compensi pari o superiori alla stima dello studio di settore, anche per adeguamento; risultare coerenti con gli specifici indicatori previsti dai decreti di approvazione degli studi di settore applicabili; essere in regola con gli obblighi di comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell'applicazione degli studi, indicando fedelmente tutti i dati. I vantaggi si traducono in limiti ai poteri di accertamento: vengono inibiti gli accertamenti analitico-presuntivi basati su presunzioni semplici; viene ridotto di un anno il termine di decadenza per l'attività di accertamento ai fini delle imposte dirette e dell'Iva; infine, la determinazione sintetica del reddito complessivo può avvenire se l'importo accertabile eccede il dichiarato di almeno un terzo.

Allegato 1 - pdf

Fisco Oggi: Più ampia la platea dei soggetti ammessi al regime premiale 2015

 

 

Start up innovative, incentivi fiscali

E’ del 25 febbraio 2016 il decreto interministeriale (economia e sviluppo economico) - in vigore dal 12 aprile 2016 - recante “Modalità di attuazione dell'articolo 29 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, recante incentivi fiscali all'investimento in start-up innovative”.

Le agevolazioni fiscali sono rivolte ai soggetti passivi Irpef che possono detrarre dall’imposta lorda un importo pari al 19% dei conferimenti rilevanti effettuati, per importo non superiore a 500.000 euro, in ciascun periodo d’imposta. Se la detrazione supera l’imposta lorda, l’eccedenza può essere portata in detrazione entro i tre anni successivi. I soggetti passivi Ires, invece, possono detrarre il 20% fino a un massimo di 1,8 milioni di euro.

L’articolo 5 individua le condizioni per beneficiare dell'agevolazione fiscale.

Allegato (Tabella Codici Ateco 2007 attività economiche innovative del manifatturiero e dei servizi ad alto valore tecnologico in ambito energetico).

 

 

Gerico e Parametri 2016

I software Gerico e Parametri 2016 bruciano i tempi. E' infatti gia' pronto nella sua versione definitiva il software per la compilazione degli studi di settore, che da oggi e' online sul sito internet dell'Agenzia, nella sezione Cosa devi fare " Dichiarare " Studi di settore e parametri " Studi di settore " Software " Gerico 2016. Contestualmente alla pubblicazione di Gerico e' reso disponibile anche Parametri 2016. Gerico 2016 tiene conto dei correttivi "crisi", analizzati dalla Commissione degli esperti nelle riunioni del 2 dicembre 2015 e del 31 marzo 2016, e interessa i 204 studi di settore applicabili per il periodo d'imposta 2015. Il software consente di stimare, per il 2015, i ricavi o i compensi dei contribuenti esercenti attivita' d'impresa o arti e professioni per cui non risultano approvati gli studi di settore, ovvero, ancorche' approvati, operano condizioni di inapplicabilita' non estensibili ai parametri. "Grazie a questi applicativi dedicati - spiega l'Agenzia delle Entrate in una nota -, imprese e lavoratori autonomi possono determinare, gia' nella fase di compilazione del modello Unico, la congruita' dei loro ricavi/compensi, ed eventualmente adeguarsi alle risultanze degli studi di settore e dei parametri". 

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Aumento delle contribuzioni per cassa di previdenza, la petizione di Ala Assoarchitetti

Visto l'importante contenuto riteniamo necessario divulgare la petizione di Ala Assoarchitetti contro il temuto aumento delle contribuzioni per cassa di previdenza dal 14,5 al 28% del nostro reddito professionale e la previsione di accorpamento delle Casse

 

L'AUMENTO DEL CONTRIBUTO PREVIDENZIALE DAL 14,5% AL 28%.

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