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  • La responsabilità professionale di architetti e ingegneri rappresenta oggi una delle questioni più rilevanti per il futuro delle professioni tecniche. Negli ultimi anni, l’evoluzione normativa e giurisprudenziale ha progressivamente ampliato il perimetro delle responsabilità poste a carico dei professionisti, determinando un crescente squilibrio tra rischi assunti, funzioni svolte e riconoscimento economico delle prestazioni. Di fronte a questo scenario, la Fondazione Inarcassa ha scelto di affrontare il tema con continuità, sviluppando un percorso articolato di studio, confronto istituzionale, divulgazione e proposta normativa. Un impegno che non nasce da un singolo episodio, ma che si è consolidato nel tempo attraverso iniziative, approfondimenti e interlocuzioni con il mondo politico e istituzionale, con l’obiettivo di riportare al centro del dibattito il tema dell’equilibrio tra responsabilità, competenze e compensi. Dalle prime proposte alla costruzione di una strategia La prima tappa di questo percorso risale al 5 agosto 2022, quando, in occasione delle elezioni politiche, la Fondazione Inarcassa presentò il proprio Manifesto programmatico, chiedendo alle forze politiche di intervenire sulla crescente estensione dell’area di rischio professionale e di coinvolgere maggiormente i professionisti nella definizione di competenze e responsabilità. Si trattò del primo atto pubblico di una riflessione destinata a svilupparsi negli anni successivi. Per approfondire i contenuti del Manifesto programmatico della Fondazione Inarcassa. L’attenzione al tema è proseguita il 20 maggio 2024, con l’audizione della Fondazione presso la Commissione Bilancio del Senato sul decreto-legge n. 60/2024 (Coesione), occasione nella quale è stata evidenziata la tendenza a trasferire responsabilità dal committente e dall’impresa verso il professionista tecnico. Questo passaggio ha segnato l’avvio di un confronto sempre più strutturato con le istituzioni su una materia destinata ad assumere un ruolo centrale nell’agenda della Fondazione. Lo studio sulla responsabilità professionale e il confronto con le istituzioni Alla fase di sensibilizzazione istituzionale si è affiancata un’importante attività di approfondimento tecnico e giuridico. Nel novembre 2024 la Fondazione ha affidato all’Avv. Giuseppe De Carlo uno studio dedicato alle responsabilità professionali, con l’obiettivo di individuare le principali criticità del sistema e formulare proposte di modifica normativa. Questo lavoro è confluito nella pubblicazione, nel giugno 2025, dello studio sulla responsabilità civile professionale di architetti e ingegneri, documento che ha evidenziato un quadro normativo particolarmente gravoso per progettisti, direttori dei lavori e collaudatori, offrendo al tempo stesso una base tecnica per l’elaborazione di proposte di riforma. Lo studio completo è disponibile sul sito della Fondazione Inarcassa. Parallelamente all’attività di studio, la Fondazione ha promosso un intenso confronto con le istituzioni. Il 28 maggio 2025 il tema della responsabilità professionale è stato portato all’attenzione dell’opinione pubblica attraverso un confronto televisivo con il Viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, dedicato alla necessità di ristabilire un equilibrio tra responsabilità e compensi professionali. È possibile rivedere il confronto con il Viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto. L’11 giugno 2025 la Fondazione ha contribuito alla definizione dei contenuti della proposta di legge n. 2332, prima firmataria l’On. Erica Mazzetti. Il testo recepisce alcuni temi ritenuti centrali, tra cui il Fascicolo del Fabbricato e una più equilibrata definizione di ruoli e responsabilità nella filiera edilizia. Per approfondire la presentazione della proposta di legge n. 2332. Il 9 luglio 2025 la Fondazione ha presentato al Viceministro Sisto lo studio sulla responsabilità civile professionale, avviando un confronto diretto sui risultati dell’indagine e sulle possibili prospettive di riforma. L’iniziativa ha trovato eco anche sulla stampa nazionale e ha contribuito a portare il tema all’attenzione del dibattito pubblico. È possibile approfondire i contenuti dell’incontro con il Viceministro della Giustizia, consultare il comunicato stampa ufficiale e leggere il lancio ANSA dedicato all’iniziativa. Pochi giorni dopo, il 29 luglio 2025, il dialogo è proseguito con la Senatrice Erika Stefani, con particolare attenzione al tema del riallineamento dei compensi rispetto alla crescente complessità delle prestazioni tecniche e alle responsabilità che gravano sui professionisti. Per approfondire l’incontro con la Senatrice Erika Stefani. Dalla sensibilizzazione alle proposte normative Accanto all’attività di studio e confronto istituzionale, la Fondazione ha sviluppato un articolato percorso di divulgazione e sensibilizzazione rivolto ai professionisti e agli stakeholder del settore. Il 1° agosto 2025 una newsletter dedicata alla responsabilità professionale ha ripercorso il lavoro svolto fino a quel momento, contribuendo a diffondere i risultati delle attività condotte e ad ampliare il dibattito sul tema. La newsletter è disponibile per la consultazione. Il 19 agosto 2025 lo studio e le proposte della Fondazione sono stati ripresi dalla stampa specializzata e dai relativi canali di comunicazione, ampliando ulteriormente il dibattito sul tema. Per consultare la rassegna dedicata alle iniziative della Fondazione. A questa attività si sono aggiunti momenti di approfondimento tecnico e formativo, come il webinar del 7 novembre 2025 dedicato alle responsabilità penali nel Superbonus 110% e alle novità introdotte dalla riforma Cartabia. È possibile consultare il programma del webinar e leggere l’articolo di approfondimento dedicato al tema. Nello stesso periodo, il tema della responsabilità professionale è stato al centro del confronto promosso dalla Fondazione al MADE Expo 2025, occasione che ha riunito professionisti, imprese, istituzioni e rappresentanti della politica per discutere i profili tecnico-giuridici della materia e le possibili prospettive di riforma. Per approfondire i contenuti del convegno organizzato al MADE Expo 2025. Il percorso è proseguito anche nel 2026. Il 18 febbraio il tema è stato affrontato nel corso di una trasmissione televisiva con l’On. Andrea De Bertoldi, dedicata alle proposte avanzate dalla Fondazione. È possibile rivedere l’intervento televisivo dedicato al tema della responsabilità professionale. Pochi giorni dopo, il 27 febbraio 2026, è stato presentato l’emendamento cosiddetto “salva-professione” (2.68) al disegno di legge delega sugli ordinamenti professionali (S. 1663), che recepisce alcuni dei principali correttivi sostenuti dalla Fondazione in materia di responsabilità professionale. Per approfondire i contenuti dell’emendamento “salva-professione”. A oltre tre anni dall’avvio di questa attività, emerge con chiarezza la continuità dell’impegno della Fondazione Inarcassa. Dalla definizione delle prime proposte politiche alla produzione di studi specialistici, dal confronto con Governo e Parlamento alle iniziative di divulgazione e formazione, ogni tappa ha contribuito a costruire una riflessione strutturata e una proposta concreta sul tema della responsabilità professionale. Un lavoro costante che ha mantenuto un obiettivo preciso: promuovere un sistema più equilibrato, nel quale responsabilità, competenze e compensi trovino una più corretta corrispondenza, a tutela del lavoro e del ruolo dei professionisti tecnici.   Approfondisci il focus completo, consulta gli studi e segui l’evoluzione delle nostre proposte.
  • Attività del CTU e del perito d’asta: il nuovo webinar Fondazione Inarcassa su incarichi, perizie e qualità della prestazione tecnica
    L’attività del Consulente Tecnico d’Ufficio e del perito d’asta richiede oggi competenze sempre più articolate e un costante equilibrio tra preparazione tecnica, rigore metodologico e conoscenza del quadro normativo di riferimento. In un contesto caratterizzato da elevati livelli di responsabilità professionale, la qualità della prestazione tecnica assume un ruolo determinante per garantire l’affidabilità delle valutazioni e il corretto svolgimento delle procedure giudiziarie. È in questo scenario che si inserisce il webinar “Attività del CTU e del perito d’asta: metodologie operative, gestione dell’incarico e qualità della prestazione tecnica”, promosso dalla Fondazione Inarcassa e in programma venerdì 19 maggio 2026, dalle ore 14:30 alle 17:30. L’iniziativa, inserita nel programma di aggiornamento professionale della Fondazione, propone un approfondimento sui principali aspetti normativi, metodologici e operativi che caratterizzano l’attività peritale, con particolare attenzione alle responsabilità del professionista, alle metodologie di valutazione e agli strumenti utili a garantire qualità, coerenza e affidabilità degli elaborati tecnici. Dopo i saluti istituzionali dell’Arch. Bruna Gozzi, Vicepresidente della Fondazione Inarcassa, il webinar entrerà nel merito delle attività che caratterizzano il ruolo del consulente tecnico e del perito d’asta grazie al contributo del Dott. Giulio Borella, Giudice presso il Tribunale di Rovigo, e dell’Arch. Michela Marchi, CTU ed esperto stimatore del Tribunale di Vicenza. Il Dott. Borella offrirà una lettura del ruolo del CTU e del perito d’asta dal punto di vista dell’autorità giudiziaria, approfondendo il quadro normativo che disciplina l’attività tecnica in ambito processuale e le responsabilità che accompagnano l’esercizio dell’incarico. L’attenzione si concentrerà sul valore della consulenza tecnica quale strumento di supporto alle decisioni del giudice e sull’importanza che accuratezza, completezza e affidabilità degli elaborati assumono nell’ambito delle procedure. Su queste premesse si svilupperà il contributo dell’Arch. Marchi, che approfondirà gli aspetti operativi dell’attività peritale attraverso l’analisi delle metodologie di stima, dei criteri tecnici di valutazione e delle modalità di raccolta e gestione delle informazioni. L’intervento offrirà inoltre l’occasione per esaminare gli elementi che concorrono alla redazione di una perizia efficace, dalla corretta impostazione dell’analisi alla costruzione di elaborati coerenti, chiari e adeguatamente motivati. Una parte significativa dell’incontro sarà dedicata alle criticità che più frequentemente emergono nello svolgimento degli incarichi. Errori di stima, carenze informative e incongruenze tra dati acquisiti, analisi sviluppate e conclusioni formulate rappresentano infatti alcuni dei principali fattori che possono incidere sulla qualità delle valutazioni e sulla solidità degli elaborati tecnici. La riflessione si completerà con un approfondimento dedicato alle buone prassi professionali e agli strumenti operativi che consentono di migliorare la qualità della prestazione tecnica, rafforzando il ruolo del professionista quale supporto qualificato all’attività giudiziaria e contribuendo a garantire maggiore efficacia e trasparenza alle procedure. L’incontro consentirà di approfondire un ambito professionale caratterizzato da rilevanti profili di responsabilità e da un costante equilibrio tra competenze tecniche, esigenze procedurali e rigore metodologico. Un’occasione di aggiornamento rivolta ai professionisti interessati a consolidare competenze, approfondire metodologie operative e confrontarsi con le responsabilità che accompagnano l’esercizio dell’attività peritale. Per consultare il programma completo e iscriversi al webinar è possibile accedere al seguente link: https://fondazioneinarcassa.it/it/seminari/attivita-del-ctu-del-perito-dasta-metodologie-operative-gestione-dellincarico-qualita 
  • Fondazione Inarcassa attiva lo “Sportello Aggregazione in STP e Fiscalità” a supporto dei liberi professionisti
    La Fondazione Inarcassa annuncia l’attivazione del nuovo servizio “Sportello Aggregazione in STP e Fiscalità”, rivolto a ingegneri e architetti liberi professionisti, con l’obiettivo di supportare i percorsi di aggregazione e fornire assistenza qualificata sugli aspetti legali e fiscali connessi alle Società tra Professionisti (STP). L’iniziativa nasce a seguito di un’attività di analisi condotta dalla Fondazione sul modello aggregativo, dalla quale emerge un quadro articolato: a fronte di vantaggi rilevanti, permangono infatti criticità operative e informative che ne limitano la diffusione. È in risposta a questo divario che il servizio è stato progettato, con la finalità di rendere più accessibili e gestibili i percorsi di aggregazione. In questa prospettiva si inseriscono gli strumenti messi a disposizione dalla piattaforma. Lo Sportello legale e fiscale consente agli iscritti di sottoporre quesiti specifici e ottenere indicazioni qualificate in materia di costituzione e gestione delle STP, mentre una sezione dedicata raccoglie contenuti informativi e operativi, tra cui guida introduttiva, documentazione tecnica, modelli di atto costitutivo e statuto, esempi di clausole e assetti organizzativi, oltre a FAQ, studi di settore, collegamenti a eventi e webinar dedicati. L’obiettivo è quello di ridurre le incertezze applicative che condizionano le scelte organizzative dei professionisti.  Proprio la natura di queste scelte rende rilevante il modello delle Società tra Professionisti anche sotto il profilo previdenziale. Le STP consentono infatti l’accesso alla previdenza Inarcassa sia nelle forme di società di persone sia di capitali; per queste ultime, in particolare, rappresentano l’unica configurazione che permette ai soci di beneficiare del relativo regime previdenziale. Un elemento che contribuisce a qualificare ulteriormente il modello aggregativo. A tale profilo si affianca una dimensione economica altrettanto significativa. Un recente studio della Fondazione Inarcassa, relativo ai professionisti iscritti e soci di STP che nel 2023 hanno presentato dichiarazioni di redditi e fatturati, evidenzia che ingegneri e architetti che operano in forma aggregata registrano redditi medi più che doppi rispetto ai professionisti individuali. Il dato si rafforza nella fascia under 35, con moltiplicatori di reddito fino a 3,91 per gli ingegneri e fino a 2,64 per gli architetti. Nonostante tali evidenze, il ricorso alle STP resta ancora limitato, coinvolgendo lo 0,7% degli iscritti a Inarcassa. È proprio in questo scarto tra benefici rilevati e diffusione effettiva che si colloca la funzione del nuovo servizio, concepito per accompagnare i professionisti e favorire una più ampia adozione del modello aggregativo. In questo quadro, l’attivazione dello Sportello si inserisce nella più ampia attività della Fondazione Inarcassa a supporto dell’evoluzione della libera professione e della diffusione di modelli organizzativi più strutturati e competitivi. Il servizio, gratuito e disponibile per gli iscritti, è accessibile previo login nella sezione “Aggregazione in STP e Fiscalità” del portale della Fondazione Inarcassa. Scopri il servizio “Aggregazione in STP e Fiscalità” e accedi agli strumenti dedicati alle Società tra Professionisti
  • Le grandi architetture in acciaio: il nuovo webinar Fondazione Inarcassa su progettazione, normativa e sostenibilità
    L’evoluzione del progetto strutturale, il progressivo aggiornamento del quadro normativo europeo e la crescente attenzione ai temi della sostenibilità stanno ridefinendo il ruolo dell’acciaio nell’architettura contemporanea. In questo scenario, le grandi opere rappresentano oggi uno dei principali ambiti di sperimentazione tecnica e progettuale, in cui convergono qualità architettonica, prestazioni strutturali, sicurezza e durabilità dei materiali. È in questo contesto che si inserisce il webinar “Le grandi architetture in acciaio: dal progetto alla realizzazione”, promosso dalla Fondazione Inarcassa in co-organizzazione con l’Associazione Italiana Zincatura (AIZ) e Fondazione Promozione Acciaio, in programma venerdì 5 giugno 2026, dalle ore 15:30 alle 18:30. L’iniziativa, parte del programma di aggiornamento professionale della Fondazione, propone un approfondimento sui principali profili tecnici, normativi e prestazionali connessi all’impiego dell’acciaio nel settore delle costruzioni. Dopo i saluti istituzionali dell’Ing. Andrea De Maio, Presidente della Fondazione Inarcassa, il webinar entrerà nel merito del rapporto tra acciaio, architettura e progetto. L’intervento dell’Ing. Federico Mazzolani, Professore Emerito di Tecnica delle Costruzioni presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, offrirà una lettura del ruolo dell’acciaio nelle grandi architetture a livello internazionale, attraverso l’analisi di esperienze e realizzazioni emblematiche, mettendo in luce il dialogo tra concezione formale e comportamento strutturale. Su queste premesse si svilupperà il confronto sul piano tecnico e normativo. L’Ing. Raffaele Landolfo, Presidente della Commissione Ingegneria Strutturale dell’UNI e docente presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, analizzerà le innovazioni introdotte dagli Eurocodici di seconda generazione e le relative prospettive applicative per la progettazione delle strutture in acciaio. In continuità con questo approccio, il tema della sicurezza sarà affrontato dall’Ing. Emidio Nigro, Professore di Tecnica delle Costruzioni e Direttore del Dipartimento di Strutture per l’Ingegneria e l’Architettura presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, con un approfondimento dedicato alla resistenza al fuoco delle strutture in acciaio e acciaio zincato a caldo. La riflessione si estenderà quindi agli aspetti legati alla durabilità e alla sostenibilità dei materiali. L’Ing. Lello Pernice, Segretario Generale dell’Associazione Italiana Zincatura, illustrerà le prestazioni dell’acciaio zincato a caldo lungo il ciclo di vita delle opere, con particolare attenzione alla protezione e alla riduzione degli impatti ambientali. A seguire, l’Ing. Marta Maria Sesana, Responsabile scientifica della Commissione Sostenibilità della Fondazione Promozione Acciaio e docente presso l’Università degli Studi di Brescia, approfondirà metodi e strumenti per la valutazione della resilienza e della circolarità degli edifici in acciaio, in coerenza con i più recenti orientamenti della progettazione sostenibile. A completamento del percorso, l’Arch. Paolo Zilli, Director presso Zaha Hadid Architects, presenterà le applicazioni più avanzate dell’acciaio nel contesto internazionale, offrendo uno sguardo sulle più recenti esperienze progettuali e restituendo una visione contemporanea e innovativa dell’impiego di questo materiale nell’architettura. Nel loro insieme, i contributi offriranno una visione integrata e multilivello dell’acciaio, evidenziandone il ruolo strategico come materiale capace di coniugare innovazione formale, affidabilità tecnica e sostenibilità, e confermando la sua centralità nello sviluppo delle architetture del futuro. Per consultare il programma completo e iscriversi al webinar è possibile accedere al seguente link: https://fondazioneinarcassa.it/it/seminari/grandi-architetture-acciaio-dal-progetto-alla-realizzazione
  • Fondazione Inarcassa amplia le iniziative dedicate agli iscritti con l’attivazione della nuova Rassegna informativa Fondazione Inarcassa – Il Sole 24 Ore, il servizio gratuito di aggiornamento quotidiano riservato ad architetti e ingegneri liberi professionisti. L’iniziativa nasce dalla collaborazione con il Gruppo Il Sole 24 Ore e permette agli iscritti di accedere a una selezione di contenuti di interesse per la professione, con notizie e approfondimenti sui principali temi tecnici, normativi ed economici del settore. La rassegna raccoglie articoli e analisi tratti dal Quotidiano Il Sole 24 Ore, dalla rivista Consulente Immobiliare e da Norme e Tributi Plus Edilizia, con focus su normativa edilizia e urbanistica, appalti, sicurezza, giurisprudenza e mercato immobiliare. L’ambiente digitale dedicato agli iscritti comprende inoltre approfondimenti tematici e analisi sui temi di attualità utili all’attività professionale. La consultazione avviene attraverso homepage dedicate, archivi cronologici e una funzione di ricerca semantica che consente di individuare rapidamente le informazioni e filtrare i risultati per data e fonte. L’accesso è immediato e non richiede ulteriori registrazioni al sito de Il Sole 24 Ore: dopo il login nell’area riservata del sito della Fondazione Inarcassa, è sufficiente accedere alla sezione “Flash News” e selezionare la voce “Accedi alla Rassegna informativa Sole 24 Ore – Fondazione Inarcassa”, come nell'immagine sottostante.    Il servizio è consultabile da un unico dispositivo per ciascun utente. Con questa iniziativa, Fondazione Inarcassa conferma il proprio impegno nel mettere a disposizione degli iscritti strumenti qualificati a supporto dell’aggiornamento professionale continuo.  
  • L’Associazione Italiana Donne Ingegneri e Architetti (AIDIA) lancia la Seconda Edizione del Premio “Idee per un mondo che cambia”, un’iniziativa volta a valorizzare il contributo delle donne nei campi dell’Ingegneria e dell’Architettura e a promuovere esperienze capaci di generare un impatto concreto e positivo nella società. Il Premio è dedicato a progetti, interventi e percorsi professionali già realizzati che si distinguano per innovazione, qualità progettuale e responsabilità sociale, ambientale e culturale. Un’occasione per dare visibilità a idee e azioni che migliorano la qualità della vita e contribuiscono alla trasformazione dei territori, delle organizzazioni e delle comunità. L’iniziativa si inserisce nel quadro dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, con particolare riferimento all’Obiettivo 5 – Parità di genere, promuovendo l’empowerment femminile come leva strategica per uno sviluppo sostenibile, equo e inclusivo. Il Premio è stato presentato il 13 maggio scorso a Roma presso il Consiglio Nazionale degli Ingegneri. La conferenza stampa ha rappresentato un momento di confronto e condivisione sui temi della parità di genere, dell’innovazione e del ruolo delle professioniste nei processi di cambiamento contemporanei.  CATEGORIE  Le candidature potranno essere presentate nelle seguenti categorie:  • Rigenerazione e riqualificazione  • Miglioramento dell’ambiente  • Sistemi digitali  • Leadership manageriale femminile  È inoltre previsto un Premio Speciale Fondazione Inarcassa dedicato alle libere professioniste.  PREMI  Per ciascuna categoria sarà assegnato un premio di € 1.500,00, così come per il Premio Speciale. Alle vincitrici sarà inoltre riconosciuta l’iscrizione gratuita per un anno ad AIDIA. La cerimonia di premiazione si terrà a Roma il 27 novembre 2026, presso la Casa dell’Architettura.  PARTECIPAZIONE  La partecipazione al Premio è gratuita ed è aperta a laureate in Ingegneria o Architettura, sia in forma singola che in gruppo (con capogruppo donna). Le candidature dovranno essere inviate entro le ore 23:59 del 15 settembre 2026 all’indirizzo: aidiapremio@gmail.com   Consulta il bando    
  • Dissesto idrogeologico, Fondazione Inarcassa rilancia: centralità dei tecnici e prevenzione strutturale
    Difesa del suolo, governance del territorio e prevenzione strutturale sono stati i temi al centro della terza Giornata nazionale della prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico, che si è tenuta ieri all’Acquario Romano. L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Inarcassa, dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI) e dal Consiglio Nazionale dei Geologi (CNG), ha riunito rappresentanti delle istituzioni e delle professioni tecniche con l’obiettivo di delineare una strategia condivisa per affrontare la crescente fragilità del territorio italiano. Il confronto ha evidenziato la necessità di superare una gestione ancora troppo spesso legata all’emergenza, orientando le politiche verso una visione sistemica fondata sulla prevenzione e su un assetto di governance più efficace. Ad aprire i lavori sono stati Angelo Domenico Perrini, Presidente del CNI, e Roberto Troncarelli, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi. «L’aver consolidato una giornata annuale non è un esercizio celebrativo ma il riconoscimento che esiste un tema sul quale non ci si può permettere un’attenzione intermittente», ha osservato Perrini, indicando nella continuità dell’azione amministrativa uno dei nodi principali da affrontare. Per Troncarelli, invece, «l’imprevedibilità non può più essere considerata un alibi», in un quadro che richiede pianificazione, monitoraggio e una più forte integrazione della cultura scientifica nelle scelte pubbliche. Nel corso della mattinata Matteo Salvini, Vicepresidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha richiamato la complessità della rete infrastrutturale italiana, composta da oltre 21 mila tra ponti, viadotti e gallerie. «Non possiamo promettere miracoli, ma stiamo spendendo fino all’ultimo centesimo dei soldi delle vostre tasse per provare a prevenire e a mitigare il dissesto del nostro territorio». Il ministro ha poi affrontato il tema delle competenze tecniche nei processi decisionali. «Tutte le professioni tecniche possono e devono essere coinvolte nei collegi consultivi tecnici», individuando nella valorizzazione delle competenze un passaggio chiave per migliorare l’efficacia dell’azione pubblica. Salvini ha inoltre indicato nel Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici uno strumento operativo destinato a definire le priorità infrastrutturali del Paese. Sul tema della prevenzione si è soffermato anche Andrea De Maio, Presidente della Fondazione Inarcassa, che ha definito i professionisti tecnici «la prima barriera contro i rischi». Per De Maio il dissesto idrogeologico rappresenta ormai una criticità strutturale aggravata dagli effetti dei cambiamenti climatici e richiede un rafforzamento della governance e della pianificazione degli interventi. «Oggi investiamo in prevenzione circa un settimo di quanto spendiamo per le emergenze». Un divario che, secondo il presidente di Fondazione Inarcassa, continua a frenare la costruzione di una strategia realmente efficace. De Maio ha inoltre sottolineato il ruolo delle professioni tecniche non solo nella progettazione degli interventi di messa in sicurezza, ma anche nella costruzione di percorsi di consapevolezza condivisa con le comunità locali. Da qui la richiesta di superare la frammentazione decisionale attraverso una cabina di regia unica e un piano nazionale capace di integrare programmazione, utilizzo del suolo e prevenzione. Nel videomessaggio inviato all’evento, Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, ha confermato l’impegno del Governo sul fronte delle risorse economiche e dell’innovazione tecnologica. Il ministro ha ricordato che la programmazione degli interventi per il 2026 supera i 300 milioni di euro e ha annunciato il lavoro del Mase sul “gemello digitale” del suolo italiano, piattaforma destinata a rafforzare monitoraggio, conoscenza e pianificazione del territorio. Nel corso della giornata è stato inoltre richiamato il contributo di Nello Musumeci, Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, che ha proposto un Programma nazionale per la mitigazione del dissesto idrogeologico 2025-2030 con una dotazione di 400 milioni di euro. Sul versante tecnico, il confronto si è concentrato sull’evoluzione del rischio e sugli strumenti di prevenzione. Eros Mannino, Capo del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, ha aperto una riflessione sulla permanenza degli insediamenti nelle aree più esposte e sulla possibile delocalizzazione degli edifici situati nelle zone a maggiore rischio. Paola Pagliara, Direttrice dell’Ufficio Previsione e Prevenzione della Protezione Civile, ha ricordato il ruolo dei sistemi di allerta e informazione come IT-alert, mentre Maria Alessandra Gallone, Presidente dell’ISPRA, ha definito la prevenzione «una grande questione civile», ribadendo il ruolo dell’Istituto nel supporto tecnico ai decisori pubblici. Filippo Cappotto, Vicepresidente del CNG, ha invece posto l’attenzione sulle criticità legate ai differenti livelli di aggiornamento dei PAI sul territorio nazionale. Le tavole rotonde moderate da Gianluca Semprini hanno approfondito i principali nodi scientifici e organizzativi emersi nel corso della giornata.  La prima, dedicata ai modelli previsionali, ha visto gli interventi di Francesca Bozzano, Emanuela Piervitali e Alessandro Trigila. Bozzano ha parlato del ricambio generazionale nelle professioni geologiche, mentre Piervitali si è soffermata sull’impatto dei cambiamenti climatici e sull’importanza del monitoraggio climatico su scala nazionale e locale. La seconda tavola rotonda ha affrontato le criticità del governo del territorio con i contributi di Costantino Azzena, Marina Colaizzi, Alessio Colombi, Luigi Ferrara e Giuseppe Travia. Dal confronto emerge il quadro di enti locali ancora privi di adeguate strutture tecniche e amministrative. I lavori della mattinata si sono conclusi con la presenza di Massimo Sessa, Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.  Nel pomeriggio sono intervenuti anche Carlo Cassaniti, Felice Monaco e Mauro Uniformi, che hanno ribadito il contributo del sistema professionale e previdenziale alla gestione del rischio e alla tutela del territorio. Nella parte conclusiva dell’evento il confronto si è spostato sul terreno della governance e delle riforme con la partecipazione di Alessandro Morelli, Sottosegretario di Stato con delega al Cipess, e dei parlamentari Pino Bicchielli, Mauro Rotelli ed Elena Sironi.  Morelli ha indicato la necessità di superare la logica emergenziale e affidare alle competenze tecniche le scelte operative. «Impostiamo il nostro ragionamento senza presupposti ideologici, saranno i tecnici a decidere sugli aspetti specifici». Bicchielli ha ricordato che «oggi parliamo di 680mila frane attive nel Paese», chiedendo una semplificazione delle procedure amministrative e una maggiore capacità di spesa da parte degli enti locali. Rotelli ha definito il contrasto al dissesto «una grande occasione per modernizzare anche le infrastrutture del nostro Paese», mentre Sironi ha parlato della necessità di una risposta condivisa sul piano istituzionale: «La tutela della vita non ha colore politico». Nel corso della giornata è stato presentato anche il Libro bianco sul dissesto idrogeologico e le infrastrutture di trasporto, documento strategico curato da ANSFISA e dedicato al rapporto tra sicurezza infrastrutturale e fragilità del territorio. Il volume raccoglie dati, analisi e indicazioni operative per l’aggiornamento delle norme di sicurezza relative a ponti, viadotti e gallerie, individuando nella prevenzione strutturale il principale terreno su cui intervenire. Il quadro delineato dal documento restituisce l’immagine di un Paese particolarmente esposto. L’Italia possiede infatti circa il doppio di ponti, viadotti e gallerie rispetto alla media europea e concentra due frane su tre tra quelle censite nell’intero continente. Una condizione che rende ancora più urgente il rafforzamento delle attività di monitoraggio, mappatura e manutenzione delle infrastrutture strategiche. Le conclusioni sono state affidate a Domenico Condelli del CNI, che ha rilanciato il tema della collaborazione stabile tra istituzioni e professionisti. La giornata si è chiusa con una linea condivisa da istituzioni, tecnici e professioni: il dissesto idrogeologico richiede una strategia strutturale e continuativa, fondata su prevenzione, pianificazione e valorizzazione delle competenze tecniche. Vai al comunicato stampa                        
  • Con il ‘Piano Casa’ recepite le istanze della Fondazione Inarcassa: occasione unica per mettere a sistema strumenti e soluzioni insieme alle Istituzioni
    Con il ‘Piano Casa’ presentato dal governo, sono state recepite le istanze rappresentate dalla Fondazione Inarcassa e dall’ecosistema costituito dai professionisti: affrontare l’emergenza abitativa con strumenti certi, intervenire con la rigenerazione urbana, lavorare sul contenimento del consumo di suolo e promuovere l’apertura a modelli di partneriato pubblico-privato. “La bozza di decreto del ‘Piano Casa’ accoglie una visione che sosteniamo da tempo – dichiara Andrea De Maio, Presidente della Fondazione Inarcassa, punto di riferimento degli oltre 175.000 ingegneri e architetti liberi professionisti iscritti ad Inarcassa. Le nuove politiche abitative devono puntare sul recupero e la valorizzazione dell’ingente patrimonio edilizio esistente, spesso sottoutilizzato o degradato – spiega De Maio. L’introduzione di programmi infrastrutturali di edilizia integrata, che abbinano edilizia convenzionata e libero mercato, è la scelta giusta per garantire sostenibilità economica degli investimenti e per attrarre capitali privati, ormai imprescindibili”. Il ‘Piano Casa’ consente di porre al centro del dibattito e dell’azione concreta un’opportunità unica: il tema della sicurezza e della qualità del costruito diventano decisivi, tanto da poter rafforzare l’efficacia degli interventi previsti nella fase attuativa. Come ricordato dal Presidente della Fondazione Inarcassa, De Maio, “un tetto, da solo, non basta: serve una casa sicura. Per questo chiediamo al governo di valutare l’istituzione del Fascicolo del Fabbricato, a partire dal patrimonio edilizio pubblico: il Fascicolo rappresenta uno strumento di conoscenza fondamentale per programmare ed eseguire interventi efficaci e mirati, ottimizzando le risorse pubbliche. Così come – continua De Maio - è essenziale prevedere l’obbligo di verifica sismica per gli immobili da destinare a finalità sociali, garantendo la piena sicurezza dei cittadini e la durata del valore, nel tempo, degli investimenti condotti”. Con questo decreto, una volta divenuto legge, si apre una fase nuova per le politiche abitative del Paese: il ruolo della progettazione e delle competenze tecniche saranno ancora più determinanti perché devono tradurre gli obiettivi del Piano Casa in interventi duraturi, efficaci e integrati nello spazio urbano che muta nel tempo. Saper far fronte all’evoluzione delle esigenze di uno spazio urbano di grandi dimensioni o di una cittadina, costituisce un valore aggiunto per tutti gli attori coinvolti, a partire dai cittadini. In tal senso, diventa centrale rendere più attrattivo il partneriato pubblico-privato, con incentivi e premialità fiscali legati alla qualità progettuale e al raggiungimento di elevati standard di sicurezza e sostenibilità. “Costruire le case di domani, più sicure, sostenibili e a misura di chi le abiterà, è una sfida che risponde a bisogni che vanno al di là della città del futuro perché mette in rete competenze e risposte fondamentali dei professionisti e per chi lavora ed abita lo spazio urbano. “Fondazione Inarcassa continuerà a mettere a disposizione conoscenze, strumenti e professionalità, collaborando con le istituzioni per l’ambizioso obiettivo comune: non rispondere solo all’emergenza ma mettere a sistema tutte le soluzioni utili a migliorare il nostro modo di vivere e di abitare”. Vai al comunicato stampa
  • Professioni tecniche in allarme: "Norme recenti ci marginalizzano e indeboliscono le tutele per i cittadini"
    Fondazione Inarcassa, sindacati e associazioni di categoria denunciano l'indebolimento del ruolo dei professionisti iscritti agli albi a causa di nuovi provvedimenti come il Conto Termico 3.0 e l'istituzione degli esperti assicurativi catastrofali. Una forte presa di posizione relativa a provvedimenti normativi che stanno progressivamente erodendo il ruolo e le competenze degli iscritti agli albi professionali: Conto Termico 3.0: Le nuove regole condizionano l'accesso agli incentivi alla redazione di diagnosi energetiche da parte di soggetti con certificazioni "volontarie". Questo, di fatto, esclude architetti e ingegneri regolarmente iscritti ai propri albi, le cui competenze sono già riconosciute dalla normativa primaria; ciò "svuota di valore il titolo di studio e l'abilitazione professionale" a vantaggio di certificazioni di terze parti.   Esperti Assicurativi Catastrofali: La recente istituzione di questo nuovo ruolo presso CONSAP (introdotta con la Legge n. 59/2026) affida in via esclusiva a questi esperti l'accertamento e la stima dei danni agli immobili. Viene così creata un'abilitazione autonoma, esterna al sistema degli ordini professionali, che si sovrappone a compiti tipici dei professionisti tecnici, i quali sarebbero addirittura costretti a iscriversi a questo nuovo elenco per poter svolgere attività peritali. Entrambi i provvedimenti, seppur diversi, rivelano una tendenza a creare "riserve di attività" parallele a quelle già regolamentate. Ciò non solo altera la concorrenza sul mercato, ma indebolisce le tutele fondamentali per i committenti derivanti dalla formazione continua, dall'obbligo di assicurazione professionale e dal rispetto dei codici deontologici. In gioco non c'è solo il futuro delle professioni, ma la tenuta di un sistema che garantisce la collettività in settori cruciali come la transizione energetica, la sicurezza del patrimonio edilizio e la gestione delle emergenze. Per queste ragioni, Fondazione Inarcassa, Confprofessioni, Confedertecnica, Aidia, Ala Assoarchitetti & Ingegneri, Federarchitetti, Federazione Nazionale Asso Ingegneri Architetti, Fidaf, Inarsind, ANTEC e Singeop chiedono l'apertura di un tavolo di confronto con le forze politiche per correggere queste storture e riaffermare la centralità delle professioni tecniche regolamentate, nell'interesse della sicurezza dei cittadini e della qualità delle prestazioni. Vai al comunicato stampa
  • Affidamenti pubblici: la giusta via per un mercato equo, trasparente e sostenibile per le finanze del Paese
    Sugli affidamenti pubblici va posta una corretta attenzione, anche in relazione alla quantità oltre che al valore degli stessi. La qualità della progettazione deve essere al centro di ogni valutazione, insieme però alla giusta concorrenza e agli effetti sul mercato e soprattutto al ruolo dei professionisti tecnici coinvolti. L’obiettivo è garantire che le opere siano sicure, efficienti e sostenibili lungo tutto l’intero ciclo di vita, dalla progettazione alla loro manutenzione. La vera sfida è qui: efficienza, equità e massima attenzione alla spesa pubblica devono guidare tutti i soggetti coinvolti, a partire dal legislatore e dalle professionalità chiamate ad intervenire. A seguito dell'ultimo rapporto ANAC sugli appalti pubblici, il dibattito pubblico e mediatico ha posto in evidenza alcuni aspetti rilevanti, tra questi Fondazione Inarcassa sottolinea la crescita marcata degli appalti integrati e gli accordi quadro, che rappresenta motivo di preoccupazione per i professionisti, nello specifico ingegneri e architetti. Questi due tipi di istituti limitano i difetti, la concorrenza e l’accesso al mercato dei liberi professionisti, finendo per accrescere la concentrazione degli importi economici a favore di pochi grandi player. Gli affidamenti diretti, che pure costituiscono materia di attenzione da parte dell’ANAC e degli stakeholder, incidono in termini di numeri di procedure, da un punto di visto complessivo, ma in misura inferiore per l’impatto economico. Nel 2025, infatti, gli appalti integrati sono arrivati a concentrare tra il 18 e il 25% del valore complessivo dei lavori pubblici, pur rappresentando meno del 10% delle procedure. Nel settore delle grandi opere, gli appalti integrati hanno segnato un passo importante, riguardando di conseguenza interventi complessi e progetti finanziati dal PNRR. Progettualità e cantieri su cui porre indubbiamente attenzione, come raccomandato più volte dall’Autorità Nazionale Anticorruzione. “Una quota molto elevata – spiega il Presidente di Fondazione Inarcassa, Andrea De Maio - che, evidenzia, una crescente concentrazione del valore economico e presenta criticità strutturali: l’affidamento congiunto, attraverso gli appalti integrati, di progettazione ed esecuzione, compromette la terzietà del progettista, genera potenziali conflitti di interesse, indebolisce la funzione di controllo tecnico della stazione appaltante e, come dimostrato da numerose esperienze applicative, può tradursi in incrementi dei costi, varianti, contenziosi e in una riduzione della qualità progettuale e della sicurezza delle opere”. Il dato diventa ancora più significativo per gli accordi quadro: rappresentano il 10-15% delle procedure sopra soglia ma superano il 30% del valore complessivo degli affidamenti di servizi e forniture. Lo strumento dell’accordo quadro è concepito per migliorare la programmazione e ridurre i tempi di affidamento, sicuramente per altri tipi di servizi ma non per quelli di ingegneria e architettura: “essi pongono seri problemi di concorrenza e trasparenza – spiega ancora il Presidente di Fondazione Inarcassa, Andrea De Maio - possono condurre ad un innalzamento sproporzionato dei requisiti di accesso, ad ulteriori barriere per le PMI e alla concentrazione di incarichi verso poche e grandi strutture, generando una doppia competizione sul prezzo, un subappalto massivo con compensi inadeguati e ricadute negative su tempi e qualità delle prestazioni. Difendere il ruolo dei professionisti è una sfida essenziale per portare a termine un affidamento pubblico nei tempi stimati e che preservi la spesa dei cittadini: solo attraverso il riconoscimento del valore e del lavoro da essi portato avanti, si contribuisce a rendere il mercato davvero equo, trasparente e sostenibile per le finanze del Paese. Leggi il comunicato stampa