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  • Notizie

    Affidamenti pubblici: la giusta via per un mercato equo, trasparente e sostenibile per le finanze del Paese

    Sugli affidamenti pubblici va posta una corretta attenzione, anche in relazione alla quantità oltre che al valore degli stessi. La qualità della progettazione deve essere al centro di ogni valutazione, insieme però alla giusta concorrenza e agli effetti sul mercato e soprattutto al ruolo dei professionisti tecnici coinvolti. L’obiettivo è garantire che le opere siano sicure, efficienti e sostenibili lungo tutto l’intero ciclo di vita, dalla progettazione alla loro manutenzione. La vera sfida è qui: efficienza, equità e massima attenzione alla spesa pubblica devono guidare tutti i soggetti coinvolti, a partire dal legislatore e dalle professionalità chiamate ad intervenire. A seguito dell'ultimo rapporto ANAC sugli appalti pubblici, il dibattito pubblico e mediatico ha posto in evidenza alcuni aspetti rilevanti, tra questi Fondazione Inarcassa sottolinea la crescita marcata degli appalti integrati e gli accordi quadro, che rappresenta motivo di preoccupazione per i professionisti, nello specifico ingegneri e architetti. Questi due tipi di istituti limitano i difetti, la concorrenza e l’accesso al mercato dei liberi professionisti, finendo per accrescere la concentrazione degli importi economici a favore di pochi grandi player. Gli affidamenti diretti, che pure costituiscono materia di attenzione da parte dell’ANAC e degli stakeholder, incidono in termini di numeri di procedure, da un punto di visto complessivo, ma in misura inferiore per l’impatto economico. Nel 2025, infatti, gli appalti integrati sono arrivati a concentrare tra il 18 e il 25% del valore complessivo dei lavori pubblici, pur rappresentando meno del 10% delle procedure. Nel settore delle grandi opere, gli appalti integrati hanno segnato un passo importante, riguardando di conseguenza interventi complessi e progetti finanziati dal PNRR. Progettualità e cantieri su cui porre indubbiamente attenzione, come raccomandato più volte dall’Autorità Nazionale Anticorruzione. “Una quota molto elevata – spiega il Presidente di Fondazione Inarcassa, Andrea De Maio - che, evidenzia, una crescente concentrazione del valore economico e presenta criticità strutturali: l’affidamento congiunto, attraverso gli appalti integrati, di progettazione ed esecuzione, compromette la terzietà del progettista, genera potenziali conflitti di interesse, indebolisce la funzione di controllo tecnico della stazione appaltante e, come dimostrato da numerose esperienze applicative, può tradursi in incrementi dei costi, varianti, contenziosi e in una riduzione della qualità progettuale e della sicurezza delle opere”. Il dato diventa ancora più significativo per gli accordi quadro: rappresentano il 10-15% delle procedure sopra soglia ma superano il 30% del valore complessivo degli affidamenti di servizi e forniture. Lo strumento dell’accordo quadro è concepito per migliorare la programmazione e ridurre i tempi di affidamento, sicuramente per altri tipi di servizi ma non per quelli di ingegneria e architettura: “essi pongono seri problemi di concorrenza e trasparenza – spiega ancora il Presidente di Fondazione Inarcassa, Andrea De Maio - possono condurre ad un innalzamento sproporzionato dei requisiti di accesso, ad ulteriori barriere per le PMI e alla concentrazione di incarichi verso poche e grandi strutture, generando una doppia competizione sul prezzo, un subappalto massivo con compensi inadeguati e ricadute negative su tempi e qualità delle prestazioni. Difendere il ruolo dei professionisti è una sfida essenziale per portare a termine un affidamento pubblico nei tempi stimati e che preservi la spesa dei cittadini: solo attraverso il riconoscimento del valore e del lavoro da essi portato avanti, si contribuisce a rendere il mercato davvero equo, trasparente e sostenibile per le finanze del Paese. Leggi il comunicato stampa

  • Eventi

    Project Lab - “Progettare in Europa: logiche, bandi e strumenti operativi”

    La Fondazione Inarcassa, in collaborazione con Coopération Bancaire pour l'Europe – EEIG (CBE-GEIE), ha avviato il percorso formativo “Progettare in Europa: logiche, bandi e strumenti operativi”, rivolto ai professionisti che intendono acquisire una conoscenza progressiva e strutturata della progettazione europea. Il percorso offre una lettura chiara della logica con cui l’Unione europea trasforma le proprie priorità politiche in programmi e strumenti concreti, fino alla definizione degli elementi necessari per impostare una proposta progettuale coerente. La Lezione 1, “Conoscere e progettare in chiave europea”, si è tenuto giovedì 9 aprile ha offerto un quadro introduttivo delle priorità politiche dell’Unione europea e presentato il programma Erasmus+, assunto come riferimento centrale per iniziative orientate alla formazione, alla cooperazione e allo sviluppo di competenze. L’incontro ha fornito ai partecipanti un primo orientamento strategico utile per interpretare il sistema dei finanziamenti europei e per avvicinarsi alla progettazione con maggiore consapevolezza. La Lezione 2 del 14 aprile – “Partenariati di cooperazione: la porta d’accesso alla progettazione europea” ,ha costituito un approfondimento tecnico dedicato alle opportunità offerte dal programma Erasmus+ e al ruolo dei Partenariati di cooperazione quali principali strumenti di accesso alla progettazione europea. L’incontro ha presentato un’analisi strutturata delle azioni KA220 e KA210, dei relativi requisiti e delle differenze operative che caratterizzano le due tipologie di partenariato, con particolare attenzione agli elementi che orientano la definizione di una proposta progettuale efficace. La Lezione 3 del 22 aprile– “Strumenti operativi per progettare in chiave europea” propone un approfondimento tecnico sugli elementi fondamentali per la costruzione di una proposta nell’ambito dei Partenariati di cooperazione del programma Erasmus+. L’incontro presenta in modo organico le principali fasi del processo progettuale, con particolare attenzione all’analisi dei bisogni, alla definizione degli obiettivi, alla composizione del partenariato e alla strutturazione delle attività, in linea con i criteri valutativi e i requisiti delle azioni europee. La registrazione degli eventi è disponibile su richiesta all’indirizzo: info@fondazioneinarcassa.it Al termine del percorso, 50 discenti potranno partecipare al Modulo 2 del Project Lab, che si svolgerà in presenza a Firenze il 28 maggio 2026 dalle 10 alle 18 Adesione al Modulo 2 – Informazioni operative Per garantire un processo trasparente e ordinato, si precisa quanto segue: 1. Requisiti di partecipazione Possono accedere al Modulo 2 esclusivamente i professionisti iscritti a Inarcassa e alla Fondazione Inarcassa che abbiano completato tutti e tre i webinar del Modulo 1 e completato il test di autovalutazione che sarà somministrato al termine del ciclo formativo. 2. Versamento della caparra È richiesto il versamento di una caparra di € 50, da effettuarsi entro il 5 maggio 2026 a favore di: Fondazione Inarcassa IBAN: IT09E0569603211000008307X66 La caparra sarà interamente restituita: ai partecipanti presenti a Firenze; a coloro che, pur avendo inviato regolare richiesta, non saranno ammessi per esaurimento dei posti disponibili. La caparra sarà restituita nei giorni successivi all'evento, salvo che in caso di rinuncia da parte del partecipante. 3. Modulo di adesione e prelazione Le adesioni al Modulo 2 devono pervenire esclusivamente compilando il FORMAT DI ADESIONE a questo link. Le adesioni saranno registrate in ordine cronologico di ricezione e daranno diritto alla prelazione fino al raggiungimento del numero massimo di 50 partecipanti. 4. Accettazione del disclaimer copyright La partecipazione comporta l’accettazione del disclaimer generale sul copyright presente nella pagina dedicata ai corsi della Fondazione. 5. Verifica dei requisiti La Fondazione si riserva di verificare i requisiti per la partecipazione entro il 18 maggio 2026, dandone tempestiva comunicazione agli interessati. Per prepararti all'evento leggi i due numeri speciali della Newsletter CBE: Il progetto europeo Il sistema dei programmi di finanziamento UE

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    Mostra Terremoti d’Italia: al via i webinar della Fondazione Inarcassa su prevenzione sismica e patrimonio

    Prende avvio il ciclo di webinar istituzionali collegato alla mostra “Terremoti d’Italia”, ospitata presso la Città della Scienza nell’area dei Campi Flegrei. L’iniziativa, promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile, è organizzata dalla Fondazione Inarcassa, dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli e dal Dipartimento di Strutture dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Il percorso formativo coinvolge tecnici, professionisti e rappresentanti istituzionali e si concentra sulle strategie di riduzione del rischio sismico e di tutela del patrimonio costruito e culturale. Le iscrizioni sono aperte a tutti gli ingegneri ed architetti, indipendentemente dall'iscrizione alla Fondazione Inarcassa. Il primo appuntamento è in programma il 6 maggio e porta il titolo “Terremoti d'Italia – Gli interventi per la riduzione della vulnerabilità degli edifici privati dei Campi Flegrei”. Il seminario si colloca nel quadro delle attività previste dalla mostra e richiama l’attenzione sulla necessità di interventi di prevenzione strutturale in un’area caratterizzata da elevata esposizione al rischio sismico e bradisismico. Il tema centrale riguarda il Piano Straordinario di analisi della vulnerabilità previsto dal Decreto Legge 140/2023, che introduce strumenti operativi per la valutazione degli edifici privati attraverso la scheda CARTIS-Edificio e definisce un sistema di misure e contributi pubblici destinati alla riduzione del rischio. Il percorso punta a favorire interventi sugli immobili privati con soluzioni di rafforzamento locale e miglioramento sismico, finalizzate a limitare danni strutturali, inagibilità e conseguenze sulle persone. Nel corso dei lavori intervengono rappresentanti del sistema della protezione civile, della Regione Campania e del Consorzio ReLUIS, insieme ai principali ordini professionali. Le relazioni tecniche affrontano la valutazione della vulnerabilità del patrimonio edilizio privato nei Campi Flegrei, gli interventi su strutture in calcestruzzo armato e in muratura, e i risultati delle attività di microzonazione sismica di livello 3 nell’area del bradisismo. Il programma si articola inoltre in una serie di interventi istituzionali e contributi tecnici che illustrano il quadro operativo del piano e le ricadute applicative sul territorio. Il secondo appuntamento si svolge il 7 maggio con il titolo “Terremoti d'Italia – Beni culturali ed eventi sismici: tutela, sicurezza, intervento”. Il confronto riunisce mondo accademico, istituzioni e professioni tecniche e si concentra sulla gestione del rischio sismico applicato al patrimonio culturale e archeologico. Il dibattito prende avvio dai saluti istituzionali e dagli interventi di apertura, con la partecipazione di rappresentanti del Parco Archeologico di Pompei e di ICOMOS Italia, insieme a esponenti della Presidenza del Consiglio dei Ministri e delle strutture impegnate nei processi di ricostruzione post-sisma. Il programma approfondisce la gestione della vulnerabilità nei contesti archeologici e monumentali, con particolare riferimento ai siti dei Campi Flegrei e di Pompei, oltre alle esperienze maturate nella ricostruzione post-sisma dell’Italia centrale e nella tutela del patrimonio ecclesiastico. Le relazioni tecniche illustrano studi e interventi su scala nazionale, con focus sulla conoscenza del rischio, sulle strategie di consolidamento strutturale e sulle soluzioni adottate nei principali scenari emergenziali degli ultimi anni. L’obiettivo è delineare un quadro operativo che concili sicurezza, conservazione e compatibilità degli interventi. Il ciclo di incontri rappresenta un momento di confronto tecnico e istituzionale sui temi della prevenzione sismica e della tutela del patrimonio, in un contesto nazionale caratterizzato da elevata esposizione al rischio. Per consultare i programmi e procedere all’iscrizione è possibile accedere alle pagine dedicate sul sito della Fondazione Inarcassa: 6 maggio – Terremoti d'Italia: interventi per la riduzione della vulnerabilità degli edifici privati dei Campi Flegrei 7 maggio – Terremoti d'Italia: beni culturali ed eventi sismici, tutela, sicurezza, intervento La registrazione a uno dei due appuntamenti consente l’accesso automatico anche all’altro, senza necessità di una seconda iscrizione.

  • News

    Nuovi CAM Edilizia – Lezione 2: Criteri Ambientali Minimi e protocolli di certificazione

    15:00 – Saluti istituzionali Arch. Bruna Gozzi – Vicepresidente Fondazione Inarcassa 15:05 – Interventi tematici Arch. Giuseppe Vincenzo Pulvirenti Modulo 1: Criteri per l’affidamento del servizio di progettazione di interventi edilizi - Clausole contrattuali per l’affidamento del servizio di progettazione di interventi edilizi - Specifiche tecniche di livello territoriale-urbanistico - Specifiche tecniche per gli edifici e altre opere e manufatti Modulo 2: Protocolli di sostenibilità - Protocollo Leed - Protocollo Breeam - Protocollo Well 17:00 – Termine dei lavori

  • Notizie

    Fondazione Inarcassa inaugura a Napoli la mostra “Terremoti d’Italia” per promuovere la cultura della prevenzione sismica

    È stata inaugurata oggi, negli spazi della Città della Scienza, la mostra “Terremoti d’Italia”, iniziativa che riporta al centro dell’attenzione il tema della prevenzione sismica, con un approccio che intreccia conoscenza scientifica, responsabilità istituzionale e ruolo delle professioni tecniche. L’esposizione, visitabile gratuitamente fino al 9 maggio, propone un percorso articolato che consente di approfondire il fenomeno sismico e le strategie di mitigazione del rischio attraverso strumenti divulgativi e dispositivi esperienziali. L’iniziativa, promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della Protezione Civile, è organizzata da Fondazione Inarcassa, dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli e dal Dipartimento di Strutture dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Nel corso dell’inaugurazione, l’intervento introduttivo del presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Napoli, Andrea Prota, ha richiamato il lavoro organizzativo che ha reso possibile la tappa partenopea della mostra, evidenziando la collaborazione tra istituzioni, mondo accademico e sistema professionale, nonché l’ampia partecipazione del mondo scolastico. Il confronto tra i rappresentanti istituzionali ha restituito un quadro coerente, nel quale la prevenzione si configura come processo continuo che coinvolge pianificazione territoriale, informazione e qualità della progettazione. In questa prospettiva, Claudia Pecoraro, Assessore della Regione Campania, ha sottolineato il legame tra politiche ambientali e protezione civile: «Ambiente e protezione civile camminano insieme», richiamando la necessità di fondare le scelte pubbliche sulla conoscenza dei fenomeni naturali e sulla responsabilità nella gestione del territorio. Un’analoga attenzione al tema della consapevolezza è emersa nelle parole di Edoardo Cosenza, Assessore alla Protezione Civile del Comune di Napoli, che ha posto l’accento sul percorso compiuto negli ultimi anni: «Io credo che questo evento dimostri che la sensibilizzazione ha avuto successo», sottolineando il ruolo di informazione, trasparenza e diffusione delle conoscenze nella costruzione di un rapporto più maturo tra cittadini e rischio. Il valore della mostra come strumento concreto di divulgazione è stato evidenziato da Italo Giulivo, Direttore Generale della Protezione Civile della Regione Campania: «Questa mostra più di tante parole fa vedere come è evoluta la conoscenza, cosa si può fare sui fabbricati e quali sono le forze in gioco quando si parla di terremoti». Un’impostazione che consente di tradurre contenuti tecnici complessi in elementi comprensibili anche al di fuori degli ambiti specialistici. Il tema della prevenzione è stato ricondotto alla dimensione tecnica e progettuale da Fabio Ciciliano, Capo del Dipartimento della Protezione Civile, che ha ribadito un principio ormai consolidato: «L’unica soluzione possibile è conoscere il territorio, conoscere i rischi e mettere in campo le principali azioni di prevenzione». Da qui l’affermazione, netta, che sintetizza il senso dell’intervento: «I terremoti non fanno morti, i morti li fa l’uomo che costruisce male», accompagnata dalla considerazione che «la prevenzione ha costi molto inferiori rispetto alla gestione dell’emergenza». In questo contesto si inserisce l’intervento del Presidente di Fondazione Inarcassa, Andrea De Maio, che ha richiamato il ruolo dei liberi professionisti nella costruzione di una strategia di prevenzione strutturata. «Come Fondazione Inarcassa abbiamo creduto in questa iniziativa perché riteniamo che diffondere la cultura della prevenzione sismica sia molto importante», ha dichiarato, definendo la mostra «un vero e proprio connubio di esperienza, conoscenza e buone pratiche operative». De Maio ha collocato l’iniziativa nel percorso più ampio portato avanti dalla Fondazione: «Da anni Fondazione Inarcassa è impegnata sul fronte della prevenzione sismica», attraverso attività che includono formazione tecnica, partecipazione ai tavoli istituzionali e proposte normative orientate a rafforzare le politiche di prevenzione. Particolare rilievo ha assunto il riferimento alle nuove generazioni: «Auspichiamo che questa mostra possa far comprendere l’importanza della prevenzione, soprattutto ai giovani», ricordando che «sono, come li definiva don Luigi Sturzo, i cittadini e decisori del domani». Un passaggio che introduce un elemento di responsabilità diffusa: «Devono diventare i primi ambasciatori della prevenzione nelle loro famiglie e tra i loro amici». Il Presidente ha inoltre ribadito il contributo della categoria: «Come liberi professionisti siamo pronti a intervenire con le nostre conoscenze e competenze, mettendole a disposizione del Paese», con l’obiettivo di contribuire a «un’Italia più sicura e resiliente». A questo si affianca una visione strategica: «La prevenzione non è un costo, ma il più grande investimento su cui il nostro Paese deve puntare», accompagnata dall’esigenza di tradurre la consapevolezza in azione concreta attraverso il contributo coordinato di istituzioni, università e professionisti. Il contributo scientifico è stato affidato a Emidio Nigro, Direttore del Dipartimento di Strutture dell’Università Federico II, che ha richiamato il ruolo della ricerca nello sviluppo delle metodologie di analisi e intervento, dalla valutazione della pericolosità sismica alle tecniche di consolidamento. A chiudere, Riccardo Villari, Presidente della Fondazione IDIS – Città della Scienza, ha ribadito il valore della divulgazione: «Educare in maniera concreta e visibile rappresenta un passaggio essenziale», sottolineando come la conoscenza rappresenti il primo livello di prevenzione. La mostra si inserisce così in un percorso nazionale che riguarda direttamente il mondo delle professioni tecniche. Per architetti e ingegneri liberi professionisti rappresenta un’occasione di aggiornamento e confronto sui temi della sicurezza sismica, oltre che uno strumento utile per rafforzare il dialogo con cittadini e istituzioni. In questo quadro, la prevenzione assume una dimensione che supera l’ambito tecnico per configurarsi come responsabilità civile e professionale, fondata su competenze, aggiornamento continuo e capacità di incidere nelle scelte che riguardano la sicurezza del territorio. Scarica il comunicato stampa Consulta i dettagli ufficiali dell’iniziativa Guarda il servizio della TGR Campania Vai al servizio di VideoInformazioni Approfondisci il servizio video sull’inaugurazione Inaugurazione, Mostra Terremoti d'Italia Mostra Terremoti d'Italia Mostra Terremoti d'Italia Mostra Terremoti d'Italia Mostra Terremoti d'Italia Da sinistra: Fabio Ciciliano, Capo Dipartimento Protezione Civile; Riccardo Villari, Presidente Fondazione IDIS Città della Scienza; Andrea Prota, Presidente Ordine Ingegneri Napoli; Andrea De Maio, Presidente Fondazione Inarcassa. Da sinistra: Andrea Prota, Presidente Ordine Ingegneri Napoli; Andrea De Maio, Presidente Fondazione Inarcassa. Andrea De Maio, Presidente Fondazione Inarcassa Emidio Nigro, Dipartimento DIST, Università degli Studi di Napoli Federico II Italo Giulivo, Direttore Generale Protezione Civile Regione Campania Edoardo Cosenza, Assessore Protezione Civile Comune di Napoli Claudia Pecoraro, Assessore Ambiente, Politiche Abitative, Pari Opportunità Regione Campania Da sinistra: Edoardo Cosenza, Assessore Protezione Civile Comune di Napoli; Claudia Pecoraro, Assessore Ambiente, Politiche Abitative, Pari Opportunità Regione Campania; Fabio Ciciliano, Capo Dipartimento Protezione Civile. Fabio Ciciliano, Capo Dipartimento Protezione Civile Da sinistra: Claudia Pecoraro, Assessore Ambiente, Politiche Abitative, Pari Opportunità Regione Campania; Fabio Ciciliano, Capo Dipartimento Protezione Civile. Mostra Terremoti d'Italia La Stanza Sismica, Mostra Terremoti d'Italia La Stanza Sismica, Mostra Terremoti d'Italia La Stanza Sismica, Mostra Terremoti d'Italia I Dispositivi Antisismici, Mostra Terremoti d'Italia Mostra Terremoti d'Italia Sismoscopio di Zhang Heng, Mostra Terremoti d'Italia La Stanza Sismica, Mostra Terremoti d'Italia Le scuole provano la Stanza Sismica, Mostra Terremoti d'Italia Mostra Terremoti d'Italia Mostra Terremoti d'Italia Mostra Terremoti d'Italia Mostra Terremoti d'Italia Mostra Terremoti d'Italia Mostra Terremoti d'Italia Mostra Terremoti d'Italia

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  • Affidamenti pubblici: la giusta via per un mercato equo, trasparente e sostenibile per le finanze del Paese
    Sugli affidamenti pubblici va posta una corretta attenzione, anche in relazione alla quantità oltre che al valore degli stessi. La qualità della progettazione deve essere al centro di ogni valutazione, insieme però alla giusta concorrenza e agli effetti sul mercato e soprattutto al ruolo dei professionisti tecnici coinvolti. L’obiettivo è garantire che le opere siano sicure, efficienti e sostenibili lungo tutto l’intero ciclo di vita, dalla progettazione alla loro manutenzione. La vera sfida è qui: efficienza, equità e massima attenzione alla spesa pubblica devono guidare tutti i soggetti coinvolti, a partire dal legislatore e dalle professionalità chiamate ad intervenire. A seguito dell'ultimo rapporto ANAC sugli appalti pubblici, il dibattito pubblico e mediatico ha posto in evidenza alcuni aspetti rilevanti, tra questi Fondazione Inarcassa sottolinea la crescita marcata degli appalti integrati e gli accordi quadro, che rappresenta motivo di preoccupazione per i professionisti, nello specifico ingegneri e architetti. Questi due tipi di istituti limitano i difetti, la concorrenza e l’accesso al mercato dei liberi professionisti, finendo per accrescere la concentrazione degli importi economici a favore di pochi grandi player. Gli affidamenti diretti, che pure costituiscono materia di attenzione da parte dell’ANAC e degli stakeholder, incidono in termini di numeri di procedure, da un punto di visto complessivo, ma in misura inferiore per l’impatto economico. Nel 2025, infatti, gli appalti integrati sono arrivati a concentrare tra il 18 e il 25% del valore complessivo dei lavori pubblici, pur rappresentando meno del 10% delle procedure. Nel settore delle grandi opere, gli appalti integrati hanno segnato un passo importante, riguardando di conseguenza interventi complessi e progetti finanziati dal PNRR. Progettualità e cantieri su cui porre indubbiamente attenzione, come raccomandato più volte dall’Autorità Nazionale Anticorruzione. “Una quota molto elevata – spiega il Presidente di Fondazione Inarcassa, Andrea De Maio - che, evidenzia, una crescente concentrazione del valore economico e presenta criticità strutturali: l’affidamento congiunto, attraverso gli appalti integrati, di progettazione ed esecuzione, compromette la terzietà del progettista, genera potenziali conflitti di interesse, indebolisce la funzione di controllo tecnico della stazione appaltante e, come dimostrato da numerose esperienze applicative, può tradursi in incrementi dei costi, varianti, contenziosi e in una riduzione della qualità progettuale e della sicurezza delle opere”. Il dato diventa ancora più significativo per gli accordi quadro: rappresentano il 10-15% delle procedure sopra soglia ma superano il 30% del valore complessivo degli affidamenti di servizi e forniture. Lo strumento dell’accordo quadro è concepito per migliorare la programmazione e ridurre i tempi di affidamento, sicuramente per altri tipi di servizi ma non per quelli di ingegneria e architettura: “essi pongono seri problemi di concorrenza e trasparenza – spiega ancora il Presidente di Fondazione Inarcassa, Andrea De Maio - possono condurre ad un innalzamento sproporzionato dei requisiti di accesso, ad ulteriori barriere per le PMI e alla concentrazione di incarichi verso poche e grandi strutture, generando una doppia competizione sul prezzo, un subappalto massivo con compensi inadeguati e ricadute negative su tempi e qualità delle prestazioni. Difendere il ruolo dei professionisti è una sfida essenziale per portare a termine un affidamento pubblico nei tempi stimati e che preservi la spesa dei cittadini: solo attraverso il riconoscimento del valore e del lavoro da essi portato avanti, si contribuisce a rendere il mercato davvero equo, trasparente e sostenibile per le finanze del Paese. Leggi il comunicato stampa
  • La Fondazione Inarcassa, in collaborazione con Coopération Bancaire pour l'Europe – EEIG (CBE-GEIE), ha avviato il percorso formativo “Progettare in Europa: logiche, bandi e strumenti operativi”, rivolto ai professionisti che intendono acquisire una conoscenza progressiva e strutturata della progettazione europea. Il percorso offre una lettura chiara della logica con cui l’Unione europea trasforma le proprie priorità politiche in programmi e strumenti concreti, fino alla definizione degli elementi necessari per impostare una proposta progettuale coerente.   La Lezione 1, “Conoscere e progettare in chiave europea”, si è tenuto giovedì 9 aprile ha offerto un quadro introduttivo delle priorità politiche dell’Unione europea e presentato il programma Erasmus+, assunto come riferimento centrale per iniziative orientate alla formazione, alla cooperazione e allo sviluppo di competenze. L’incontro ha fornito ai partecipanti un primo orientamento strategico utile per interpretare il sistema dei finanziamenti europei e per avvicinarsi alla progettazione con maggiore consapevolezza.   La Lezione 2 del 14 aprile – “Partenariati di cooperazione: la porta d’accesso alla progettazione europea” ,ha costituito un approfondimento tecnico dedicato alle opportunità offerte dal programma Erasmus+ e al ruolo dei Partenariati di cooperazione quali principali strumenti di accesso alla progettazione europea. L’incontro ha presentato un’analisi strutturata delle azioni KA220 e KA210, dei relativi requisiti e delle differenze operative che caratterizzano le due tipologie di partenariato, con particolare attenzione agli elementi che orientano la definizione di una proposta progettuale efficace.   La Lezione 3 del 22 aprile– “Strumenti operativi per progettare in chiave europea” propone un approfondimento tecnico sugli elementi fondamentali per la costruzione di una proposta nell’ambito dei Partenariati di cooperazione del programma Erasmus+. L’incontro presenta in modo organico le principali fasi del processo progettuale, con particolare attenzione all’analisi dei bisogni, alla definizione degli obiettivi, alla composizione del partenariato e alla strutturazione delle attività, in linea con i criteri valutativi e i requisiti delle azioni europee. La registrazione degli eventi è disponibile su richiesta all’indirizzo: info@fondazioneinarcassa.it   Al termine del percorso, 50 discenti potranno partecipare al Modulo 2 del Project Lab, che si svolgerà in presenza a Firenze il 28 maggio 2026 dalle 10 alle 18   Adesione al Modulo 2 – Informazioni operative Per garantire un processo trasparente e ordinato, si precisa quanto segue: 1. Requisiti di partecipazione Possono accedere al Modulo 2 esclusivamente i professionisti iscritti a Inarcassa e alla Fondazione Inarcassa che abbiano completato tutti e tre i webinar del Modulo 1 e completato il test di autovalutazione che sarà somministrato al termine del ciclo formativo. 2. Versamento della caparra È richiesto il versamento di una caparra di € 50, da effettuarsi entro il 5 maggio 2026 a favore di: Fondazione Inarcassa IBAN: IT09E0569603211000008307X66 La caparra sarà interamente restituita: ai partecipanti presenti a Firenze; a coloro che, pur avendo inviato regolare richiesta, non saranno ammessi per esaurimento dei posti disponibili. La caparra sarà restituita nei giorni successivi all'evento, salvo che in caso di rinuncia da parte del partecipante.   3. Modulo di adesione e prelazione Le adesioni al Modulo 2 devono pervenire esclusivamente compilando il FORMAT DI ADESIONE a questo link. Le adesioni saranno registrate in ordine cronologico di ricezione e daranno diritto alla prelazione fino al raggiungimento del numero massimo di 50 partecipanti.   4. Accettazione del disclaimer copyright La partecipazione comporta l’accettazione del disclaimer generale sul copyright presente nella pagina dedicata ai corsi della Fondazione.   5. Verifica dei requisiti La Fondazione si riserva di verificare i requisiti per la partecipazione entro il 18 maggio 2026, dandone tempestiva comunicazione agli interessati.   Per prepararti all'evento leggi i due numeri speciali della Newsletter CBE: Il progetto europeo Il sistema dei programmi di finanziamento UE  
  • Mostra Terremoti d’Italia: al via i webinar della Fondazione Inarcassa su prevenzione sismica e patrimonio
    Prende avvio il ciclo di webinar istituzionali collegato alla mostra “Terremoti d’Italia”, ospitata presso la Città della Scienza nell’area dei Campi Flegrei. L’iniziativa, promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile, è organizzata dalla Fondazione Inarcassa, dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli e dal Dipartimento di Strutture dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Il percorso formativo coinvolge tecnici, professionisti e rappresentanti istituzionali e si concentra sulle strategie di riduzione del rischio sismico e di tutela del patrimonio costruito e culturale. Le iscrizioni sono aperte a tutti gli ingegneri ed architetti, indipendentemente dall'iscrizione alla Fondazione Inarcassa.  Il primo appuntamento è in programma il 6 maggio e porta il titolo “Terremoti d'Italia – Gli interventi per la riduzione della vulnerabilità degli edifici privati dei Campi Flegrei”. Il seminario si colloca nel quadro delle attività previste dalla mostra e richiama l’attenzione sulla necessità di interventi di prevenzione strutturale in un’area caratterizzata da elevata esposizione al rischio sismico e bradisismico. Il tema centrale riguarda il Piano Straordinario di analisi della vulnerabilità previsto dal Decreto Legge 140/2023, che introduce strumenti operativi per la valutazione degli edifici privati attraverso la scheda CARTIS-Edificio e definisce un sistema di misure e contributi pubblici destinati alla riduzione del rischio. Il percorso punta a favorire interventi sugli immobili privati con soluzioni di rafforzamento locale e miglioramento sismico, finalizzate a limitare danni strutturali, inagibilità e conseguenze sulle persone. Nel corso dei lavori intervengono rappresentanti del sistema della protezione civile, della Regione Campania e del Consorzio ReLUIS, insieme ai principali ordini professionali. Le relazioni tecniche affrontano la valutazione della vulnerabilità del patrimonio edilizio privato nei Campi Flegrei, gli interventi su strutture in calcestruzzo armato e in muratura, e i risultati delle attività di microzonazione sismica di livello 3 nell’area del bradisismo. Il programma si articola inoltre in una serie di interventi istituzionali e contributi tecnici che illustrano il quadro operativo del piano e le ricadute applicative sul territorio. Il secondo appuntamento si svolge il 7 maggio con il titolo “Terremoti d'Italia – Beni culturali ed eventi sismici: tutela, sicurezza, intervento”. Il confronto riunisce mondo accademico, istituzioni e professioni tecniche e si concentra sulla gestione del rischio sismico applicato al patrimonio culturale e archeologico. Il dibattito prende avvio dai saluti istituzionali e dagli interventi di apertura, con la partecipazione di rappresentanti del Parco Archeologico di Pompei e di ICOMOS Italia, insieme a esponenti della Presidenza del Consiglio dei Ministri e delle strutture impegnate nei processi di ricostruzione post-sisma. Il programma approfondisce la gestione della vulnerabilità nei contesti archeologici e monumentali, con particolare riferimento ai siti dei Campi Flegrei e di Pompei, oltre alle esperienze maturate nella ricostruzione post-sisma dell’Italia centrale e nella tutela del patrimonio ecclesiastico. Le relazioni tecniche illustrano studi e interventi su scala nazionale, con focus sulla conoscenza del rischio, sulle strategie di consolidamento strutturale e sulle soluzioni adottate nei principali scenari emergenziali degli ultimi anni. L’obiettivo è delineare un quadro operativo che concili sicurezza, conservazione e compatibilità degli interventi. Il ciclo di incontri rappresenta un momento di confronto tecnico e istituzionale sui temi della prevenzione sismica e della tutela del patrimonio, in un contesto nazionale caratterizzato da elevata esposizione al rischio. Per consultare i programmi e procedere all’iscrizione è possibile accedere alle pagine dedicate sul sito della Fondazione Inarcassa: 6 maggio – Terremoti d'Italia: interventi per la riduzione della vulnerabilità degli edifici privati dei Campi Flegrei  7 maggio – Terremoti d'Italia: beni culturali ed eventi sismici, tutela, sicurezza, intervento La registrazione a uno dei due appuntamenti consente l’accesso automatico anche all’altro, senza necessità di una seconda iscrizione.
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    Nuovi strumenti di informazione e partecipazione per la comunità professionale La Fondazione Inarcassa prosegue il proprio impegno nel rafforzare il dialogo e il coinvolgimento della comunità degli architetti e degli ingegneri liberi professionisti, investendo in nuovi strumenti di informazione e partecipazione attiva. È ora disponibile sul sito istituzionale Flash News, una nuova sezione dedicata al monitoraggio dei principali temi di interesse per la professione. Flash News offre aggiornamenti costanti sulle novità normative, istituzionali e di contesto che incidono sulle attività professionali, consentendo una consultazione rapida ed efficace. La sezione è visibile direttamente in homepage attraverso un box a scorrimento verticale, che raccoglie le notizie più recenti. Accanto all’informazione, la Fondazione rafforza anche gli strumenti di ascolto e confronto con la propria comunità. Nasce così “Partecipa”, uno spazio dedicato alla raccolta di contributi, idee, segnalazioni e proposte da parte degli architetti e degli ingegneri liberi professionisti, su specifici temi legislativi e provvedimenti di interesse per la categoria. La prima consultazione aperta riguarda lo Schema di Disegno di Legge – Delega al Governo per il Codice dell’Edilizia e delle Costruzioni. Gli iscritti sono invitati a prendere visione del documento allegato (bollinato), disponibile al link dedicato, e a trasmettere eventuali osservazioni o proposte all’indirizzo: partecipa@fondazioneinarcassa.it Le competenze, le esperienze e le idee dei professionisti rappresentano una risorsa fondamentale per orientare le attività di analisi, proposta e rappresentanza della Fondazione. Per rendere il dialogo ancora più diretto e tempestivo, è stato inoltre attivato il canale WhatsApp ufficiale della Fondazione Inarcassa, pensato per condividere rapidamente aggiornamenti su attività, eventi e iniziative, segnalare novità normative e dare evidenza a opportunità di interesse per la professione, inclusi bandi e iniziative. Per ricevere gli aggiornamenti è sufficiente accedere al link dedicato (da mobile) e cliccare sul pulsante “Segui”. Con questi nuovi strumenti, la Fondazione Inarcassa rinnova il proprio impegno a favore di un’informazione qualificata e di una partecipazione consapevole e attiva della comunità professionale.
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Architalking aprile 2026 - Facchinelli Daboit Saviane

Composto da Gianluca Facchinelli, Celeste Da Boit e Giada Saviane, lo studio ha sedi a Belluno e Trento e si dedica alla progettazione e realizzazione di opere pubbliche e private, ponendo particolare attenzione agli spazi condivisi. Nel 2025 hanno vinto il premio del CNAPPC come Giovane Talento dell'Architettura Italiana con la Scuola Secondaria di Primo Grado a Puos d'Alpago.