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    Società tra Professionisti e fiscalità: due studi della Fondazione Inarcassa per il futuro della libera professione

    Roma, 25 giugno 2026 – Le prospettive di sviluppo della libera professione, l'evoluzione delle Società tra Professionisti (STP) e la riforma della fiscalità del lavoro autonomo sono state al centro dell'incontro promosso dalla Fondazione Inarcassa, ospitato presso la Sala Cristallo dell'Hotel Nazionale di Roma. L'iniziativa ha rappresentato l'occasione per presentare due nuovi volumi della Collana Editoriale della Fondazione: il Volume 7, dedicato alle Società tra Professionisti: quadro normativo, modelli europei e scenari di sviluppo, e il Volume 8, dedicato a La tassazione del reddito derivante dall'esercizio di attività professionali in forma individuale e collettiva – Focus e modelli. Due studi che analizzano il quadro normativo e fiscale delle professioni tecniche, approfondiscono le principali criticità del sistema e individuano possibili linee di evoluzione a sostegno della libera professione. All'incontro hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, professionisti ed esperti del settore. I lavori si sono aperti con l'intervento di Andrea De Maio, Presidente della Fondazione Inarcassa, che ha ribadito il ruolo della Fondazione quale luogo di studio, analisi e proposta sui temi strategici per architetti e ingegneri. L'attività di ricerca, ha evidenziato, rappresenta uno strumento essenziale per elaborare contributi qualificati a supporto del legislatore e per rafforzare il ruolo dei liberi professionisti nel sistema economico nazionale, con particolare riferimento agli ambiti normativo e fiscale. Al dibattito hanno preso parte l'On. Saverio Congedo, Commissione Finanze, e l'Avv. Erika Stefani, Commissione Giustizia, che hanno condiviso una riflessione sulle prospettive di evoluzione della libera professione e sulle priorità di riforma del settore. Le Società tra Professionisti sono emerse come uno degli strumenti più efficaci per accompagnare la trasformazione del mercato dei servizi tecnici. Lo studio evidenzia tuttavia la permanenza di criticità regolatorie e fiscali che ne limitano la diffusione e individua alcune priorità di intervento, tra cui il superamento delle incertezze normative, il riconoscimento dell'autonomia patrimoniale delle STP, una maggiore equiparazione tra esercizio individuale e associato della professione e la rimozione delle disparità fiscali che ancora caratterizzano il settore. Nel suo intervento, l'On. Saverio Congedo ha richiamato l'attenzione sulla necessità di sostenere modelli organizzativi più evoluti, come le STP, evidenziando l'urgenza di intervenire sui nodi fiscali che oggi penalizzano i professionisti che investono e innovano. Ha inoltre sottolineato l'importanza di un dialogo strutturato e continuo con le categorie professionali, ritenuto essenziale per costruire riforme efficaci e aderenti alle esigenze reali del settore. L'Avv. Erika Stefani ha posto l'accento sul valore strategico del contributo dei professionisti alla crescita economica del Paese, evidenziando come le proposte contenute negli studi rappresentino una base concreta per avviare un percorso di riforma orientato alla semplificazione, all'equità e alla competitività del sistema. Ha inoltre richiamato la necessità di rendere il quadro normativo più chiaro e coerente, così da favorire lo sviluppo delle professioni in un contesto di mercato sempre più complesso. L'approfondimento tecnico è stato affidato al Dott. Antonio Cacciapaglia, dello Studio Associato Cacciapaglia Liguori, che ha illustrato i contenuti delle due ricerche, soffermandosi in particolare sulle criticità del sistema fiscale applicato al lavoro autonomo. Tra gli aspetti centrali emersi dall'analisi figurano la necessità di un impianto più moderno e la piena valorizzazione degli investimenti in innovazione, formazione e sostenibilità, elementi ormai determinanti per la competitività delle professioni. Nel corso dell'incontro è emerso come il mercato dei servizi tecnici attraversi una fase di profonda trasformazione, caratterizzata da una crescente competizione, anche internazionale, e da un costante aumento della complessità delle competenze richieste. In questo scenario, l'aggregazione professionale rappresenta una leva strategica per migliorare qualità, efficienza organizzativa e capacità di investimento. Le analisi sviluppate nei due studi delineano una serie di proposte articolate su più livelli. Per le Società tra Professionisti vengono evidenziati il superamento delle incertezze normative, il riconoscimento dell'autonomia patrimoniale, una maggiore equiparazione tra attività professionale individuale e associata e la rimozione delle disparità fiscali. Sul fronte della fiscalità del lavoro autonomo, gli studi propongono misure quali la deducibilità fino al 100% degli investimenti tecnologici, incentivi alla formazione continua, una maggiore deducibilità delle spese di mobilità, il sostegno agli investimenti nelle società professionali e una complessiva semplificazione del sistema tributario. La moderazione dell'incontro è stata affidata al giornalista Andrea Picardi. Nelle conclusioni, Andrea De Maio ha ribadito la necessità di dare continuità al confronto tra istituzioni e mondo professionale, sottolineando come il percorso di ricerca avviato dalla Fondazione Inarcassa rappresenti un contributo concreto alla definizione di proposte utili ad accompagnare l'evoluzione della libera professione. L'iniziativa conferma il ruolo della Fondazione Inarcassa quale punto di riferimento nell'attività di analisi e proposta sui temi che interessano il mondo delle professioni, con una visione orientata a innovazione, aggregazione professionale e modernizzazione del sistema fiscale, elementi sempre più determinanti per sostenere la competitività dei professionisti e la crescita del sistema Paese. Per approfondire i temi affrontati nel corso dell'iniziativa è possibile consultare i materiali messi a disposizione dalla Fondazione Inarcassa. Scarica lo studio "Società tra Professionisti: quadro normativo, modelli europei e scenari di sviluppo (Volume 7)" Scarica lo studio "La tassazione del reddito derivante dall'esercizio di attività professionali in forma individuale e collettiva – Focus e modelli (Volume 8)" Consulta tutti i volumi della Collana Editoriale Fondazione Inarcassa Scarica la locandina e consulta il programma dell'evento Accedi alle registrazioni e alle slide del webinar di approfondimento Accedi allo Sportello Aggregazione e Fiscalità, dedicato al supporto dei professionisti sui temi delle Società tra Professionisti, dell'aggregazione professionale e della fiscalità Leggi l'articolo di presentazione dell'iniziativa

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    Il design come leva strategica per l'evoluzione delle professioni tecniche: al MAXXI il confronto promosso da Fondazione Inarcassa

    Roma, 23 giugno 2026 – Il ruolo del design nell'evoluzione delle professioni tecniche, le sfide poste dalla transizione ecologica e dalla digitalizzazione e il contributo della progettazione allo sviluppo economico, sociale e ambientale sono stati al centro dell'evento "Design per una professione che cambia", promosso dalla Fondazione Inarcassa presso il MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo di Roma, nell'ambito della Giornata Mondiale del Design Industriale promossa dalla World Design Organization (WDO). L'iniziativa ha riunito rappresentanti delle istituzioni, degli ordini professionali, del mondo del design e dell'impresa con l'obiettivo di approfondire il ruolo sempre più strategico della progettazione nei processi di innovazione e di trasformazione del Paese. Dal confronto è emersa una visione condivisa: il design costituisce oggi una competenza trasversale, capace di integrare innovazione, sostenibilità, cultura tecnica e responsabilità sociale e di offrire nuovi strumenti ad architetti e ingegneri per affrontare la crescente complessità del mercato. I lavori si sono aperti con i saluti istituzionali di Massimo Garbari, Presidente di Inarcassa, Andrea De Maio, Presidente della Fondazione Inarcassa, Salvatore La Mendola, Vicepresidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC), e Federico Mollicone, Presidente della VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati. La moderazione è stata affidata a Luisa Bocchietto, architetto, designer e Senatore della World Design Organization, che ha richiamato il significato della Giornata Mondiale del Design Industriale, dedicata quest'anno al tema della resilienza. Bocchietto ha collocato il design all'interno di un nuovo paradigma culturale, nel quale la qualità della progettazione si misura anche attraverso la tutela delle risorse naturali e l'impatto delle scelte progettuali sulle generazioni future. «Al centro dobbiamo mettere il pianeta, le risorse che abbiamo e la responsabilità di trasmetterle alle generazioni future», ha affermato, ricordando come il design assuma oggi una responsabilità etica, oltre che tecnica. Il quadro istituzionale ha posto al centro il tema dell'evoluzione delle professioni tecniche. Per Massimo Garbari, Presidente di Inarcassa, architetti e ingegneri operano oggi in uno scenario profondamente diverso rispetto al passato, caratterizzato da innovazione tecnologica, sostenibilità e trasformazione dei modelli organizzativi. «Oggi non siamo più solo progettisti, siamo interpreti del cambiamento. Siamo chiamati a guidare la transizione ecologica, a garantire qualità, sicurezza e innovazione», ha dichiarato. Garbari ha inoltre richiamato la necessità di rafforzare la competitività della libera professione attraverso modelli organizzativi più strutturati, ricordando come le società tra professionisti registrino risultati economici sensibilmente superiori rispetto all'attività svolta in forma individuale. Una riflessione sintetizzata nell'affermazione: «Rafforzare le professioni tecniche significa rafforzare l'Italia». Il valore strategico del design per l'evoluzione della libera professione ha trovato continuità nell'intervento di Andrea De Maio, Presidente della Fondazione Inarcassa, che ha ribadito la missione della Fondazione quale luogo di confronto, crescita culturale e sostegno ai professionisti. «Promuovere la libera professione significa diffondere la cultura tecnica e supportare i colleghi nell'intercettare le grandi transizioni del mercato», ha osservato, definendo il design «una delle frontiere più prossime e strategiche» per architetti e ingegneri. De Maio ha inoltre ricordato che l'80% della sostenibilità di un prodotto o di un'opera si determina nella fase progettuale, principio che conferma la centralità del progetto nella costruzione di modelli di sviluppo sostenibili. Una riflessione analoga ha caratterizzato l'intervento di Salvatore La Mendola, Vicepresidente del CNAPPC, che ha definito il design «uno strumento per il cambiamento», indispensabile per affrontare le sfide della rigenerazione urbana, della resilienza dei territori e della crisi climatica. A completare il quadro istituzionale è stato Federico Mollicone, Presidente della VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati, che ha richiamato il contributo del design alla competitività del Made in Italy e allo sviluppo del sistema produttivo nazionale. Un settore che genera quattro miliardi di euro di valore aggiunto e occupa 76 mila addetti. «Il designer è un progettista dotato di senso estetico che lavora per la Comunità», ha affermato, riconoscendo al design una funzione strategica per la crescita economica, culturale e sociale del Paese. Su queste premesse si è sviluppato il primo panel, dedicato al rapporto tra design, resilienza ed eccellenza produttiva, che ha approfondito il contributo della progettazione nei processi di innovazione, inclusione e competitività. Il primo panel ha proposto tre esperienze accomunate dalla capacità del design di trasformare bisogni, innovazione e ricerca in soluzioni concrete per le persone, le imprese e il mercato. Danilo Ragona, experience designer, imprenditore e fondatore di Able to Enjoy, ha portato la testimonianza di un percorso professionale nato da un'esperienza personale e sviluppatosi fino a diventare un progetto imprenditoriale dedicato alla mobilità inclusiva. Il design, nella sua visione, supera la funzione tecnica dell'ausilio e restituisce centralità alla persona attraverso prodotti capaci di coniugare funzionalità, estetica e personalizzazione. «Volevo cambiare il linguaggio del mondo della disabilità e non chiamarlo più ausilio medicale, ma farlo diventare un oggetto con tutte le sue caratteristiche di personalizzazione», ha affermato. Una filosofia progettuale che considera la ricerca continua e il confronto con contesti differenti strumenti essenziali per generare innovazione. Una prospettiva complementare è emersa dall'intervento di Giovanna Talocci, designer e fondatrice di Talocci Design, che ha ripercorso un'esperienza professionale caratterizzata dalla costante ricerca di soluzioni innovative e dall'introduzione di nuovi materiali nei settori del bagno e del wellness. Il valore del progetto, ha spiegato, risiede nella capacità di anticipare i cambiamenti e di realizzare prodotti destinati a durare nel tempo. «Se tu fai un prodotto bello, intelligente, funzionale è senza tempo e resiste. La sostenibilità nel campo del design è anche non creare rifiuti», ha osservato, indicando nella qualità progettuale uno degli strumenti più efficaci per ridurre l'impatto ambientale. Il dialogo tra progetto, impresa e manifattura ha trovato espressione nell'intervento di Sergio Buttiglieri, già style director di Sanlorenzo, che ha illustrato l'evoluzione del settore della nautica di alta gamma attraverso il contributo del design. L'incontro tra competenze progettuali, cultura imprenditoriale e manifattura specializzata ha consentito al comparto di rafforzare la competitività internazionale e di valorizzare il patrimonio del Made in Italy. «Non bastano i soldi per fare delle aziende di qualità», ha osservato. Il vero elemento distintivo resta la qualità del progetto, sostenuta dal patrimonio di competenze artigianali che caratterizza la produzione italiana: «Quando vedo la qualità del design e la qualità artigianale sono orgoglioso perché qualcosa in più sappiamo dare». Il secondo panel ha approfondito il rapporto tra progetto, territorio e sostenibilità, mostrando come il design possa contribuire alla valorizzazione delle risorse naturali, allo sviluppo delle comunità e all'innovazione dei processi produttivi. Roberto Marcatti, architetto, designer e fondatore di RMA Studio, ha presentato alcune esperienze dedicate alla valorizzazione dell'acqua, del paesaggio e delle produzioni agroalimentari. Il progetto, ha sottolineato, assume un valore strategico quando rafforza il legame tra identità locali, cultura e sviluppo. «Il tema è proprio quello di avere una coscienza sociale, un progetto attento alle risorse», ha affermato, richiamando il valore dell'acqua quale patrimonio essenziale per il futuro dei territori. «Se manca l'acqua non c'è agricoltura e se non c'è agricoltura la gente non mangia», ha aggiunto, evidenziando la responsabilità che la progettazione assume nella tutela dell'ambiente e delle comunità. L'intervento di Tiziana Monterisi, architetto, imprenditrice, fondatrice e CEO di Ricehouse, ha posto al centro il tema dell'economia circolare applicata all'edilizia. L'esperienza dell'azienda dimostra come gli scarti della filiera del riso possano trasformarsi in materiali ad alte prestazioni per il settore delle costruzioni e dell'arredo. «Il design non si può fare senza il processo», ha osservato, richiamando la necessità di considerare l'intero ciclo di vita del prodotto. Da questa impostazione derivano materiali capaci di contribuire attivamente alla riduzione dell'impatto ambientale: «La sedia è un piccolo serbatoio di CO₂ che resta sequestrata all'interno dell'oggetto per l'intera sua vita». A chiudere il confronto è stato Davide Vercelli, ingegnere e designer, che ha proposto una riflessione sull'evoluzione del design come disciplina orientata ai sistemi e ai processi. Attraverso l'analisi del ciclo di vita dei prodotti (Life Cycle Assessment - LCA), Vercelli ha evidenziato la necessità di integrare la sostenibilità fin dalle prime fasi della progettazione. «Il significato odierno del design è quello di un redesign dei processi e dei sistemi e della promozione di paradigmi diversi», ha dichiarato, ricordando come la sostenibilità coincida anche con la capacità di prolungare la vita utile dei prodotti e di orientare le scelte progettuali verso modelli produttivi più responsabili. Nelle conclusioni, Andrea De Maio, Presidente della Fondazione Inarcassa, ha richiamato il valore del dialogo sviluppato nel corso della giornata e la necessità di consolidare il confronto tra professioni, istituzioni, imprese e mondo della progettazione. «Lavoriamo su progetti comuni, temi comuni e visioni comuni», ha affermato, indicando nella collaborazione tra competenze diverse la condizione necessaria per accompagnare l'evoluzione della libera professione. L'incontro ha confermato come il design rappresenti oggi una competenza strategica per architetti e ingegneri, capace di integrare innovazione, sostenibilità, cultura tecnica e responsabilità sociale. In questa prospettiva, la Fondazione Inarcassa prosegue il proprio impegno nel promuovere occasioni di confronto e approfondimento dedicate ai temi che accompagnano l'evoluzione delle professioni tecniche, con l'obiettivo di rafforzarne il contributo allo sviluppo economico, sociale e ambientale del Paese. Scarica la locandina e consulta il programma dell'evento Leggi l'articolo di presentazione dell'evento Scarica le slide di Danilo Ragona Scarica le slide di Giovanna Talocci Scarica le slide di Roberto Marcatti Scarica le slide di Tiziana Monterisi Scarica le slide di Davide Vercelli

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    Società tra Professionisti (STP): modelli organizzativi, disciplina e prospettive evolutive

    14:30 – Saluti istituzionali Ing. Massimo Garbari – Presidente Inarcassa Ing. Andrea De Maio – Presidente Fondazione Inarcassa Interventi tematici14:35 – Il contesto socio-economico: tra individualità e modelli aggregativi Avv. Gianfranco Carcione 14:55 – Disciplina delle STP: Inquadramento normativo Avv. Paola Carello 15:15 – Profili fiscali delle STP: opportunità e criticità operative Dott. Antonio Cacciapaglia 15:40 – Responsabilità e gestione dei rischi nelle STP Dott.ssa Federica Beccuti 16:05 – Gli aspetti previdenziali delle STP Dott.ssa Caterina Lucarelli 16:30 – Termine dei lavori

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    Fondazione Inarcassa e Parco Archeologico di Pompei: siglato il protocollo per la tutela del patrimonio culturale e la prevenzione sismica

    La tutela del patrimonio culturale e la diffusione della cultura della prevenzione sismica si rafforzano attraverso una nuova collaborazione tra Fondazione Inarcassa e Parco Archeologico di Pompei. L'accordo, sottoscritto dal Presidente di Fondazione Inarcassa Andrea De Maio e dal Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel, avvia un percorso di cooperazione finalizzato allo sviluppo di attività formative e scientifiche dedicate alla conservazione, alla sicurezza e alla valorizzazione dei beni culturali. L'intesa rappresenta un importante passo avanti nella costruzione di un dialogo sempre più stretto tra istituzioni culturali e professioni tecniche, con l'obiettivo di promuovere competenze specialistiche e favorire la diffusione delle migliori pratiche nel campo della prevenzione e della mitigazione del rischio sismico. «Siamo estremamente orgogliosi di siglare questa alleanza con il Parco Archeologico di Pompei, un'istituzione di prestigio globale», ha dichiarato Andrea De Maio, Presidente di Fondazione Inarcassa. «Mettere le competenze multidisciplinari di ingegneri e architetti liberi professionisti al servizio della salvaguardia di patrimoni culturali dal valore inestimabile rappresenta un dovere e un'opportunità straordinaria». Attraverso il coinvolgimento di architetti, ingegneri, esperti del mondo accademico e professionale, il protocollo punta a sviluppare iniziative che avranno come riferimento uno dei siti archeologici più importanti e studiati al mondo, trasformando Pompei in un luogo privilegiato di confronto, ricerca e formazione. L'accordo conferma l'impegno di Fondazione Inarcassa nel promuovere la qualificazione professionale e la cultura della prevenzione, temi che da anni rappresentano una delle direttrici strategiche dell'attività istituzionale della Fondazione. Nel comunicato stampa completo le dichiarazioni di Andrea De Maio, Gabriel Zuchtriegel e Vincenzo Calvanese, oltre ai dettagli sulle attività formative e scientifiche previste dal protocollo. Vai al comunicato stampa

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    Insieme per far crescere la professione: il 25 giugno Fondazione Inarcassa presenta due studi su STP e fiscalità

    Come rendere la libera professione più competitiva, sostenibile e capace di affrontare le sfide del futuro? A questa domanda intende rispondere Fondazione Inarcassa, che il prossimo 25 giugno 2026 (ore 9.45 – 11.00), presso la Sala Cristallo dell’Hotel Nazionale a Roma, presenterà i risultati di due importanti studi dedicati a: Società tra Professionisti: quadro normativo, modelli europei e scenari di sviluppo Fiscalità del lavoro autonomo: analisi e prospettive di riforma Un appuntamento che si inserisce nel percorso di analisi e proposta che la Fondazione porta avanti a sostegno dell’intera platea degli architetti e ingegneri liberi professionisti. Un mercato che cambia: più competizione, più complessità Il mondo dei servizi tecnici è oggi attraversato da profonde trasformazioni. La competizione si è ampliata, coinvolgendo anche operatori internazionali, e richiede competenze sempre più integrate e multidisciplinari. In questo scenario, la libera professione individuale mostra crescenti fragilità, mentre l’aggregazione tra professionisti emerge come leva strategica per migliorare qualità, efficienza e capacità di investimento. Eppure, proprio strumenti pensati per favorire l’aggregazione – come le Società tra Professionisti (STP) – risultano ancora poco diffusi. I dati evidenziano una netta sproporzione rispetto ad altre forme organizzative, segnale di criticità normative e fiscali che ne limitano la crescita. STP: uno strumento strategico ancora poco utilizzato Lo studio promosso da Fondazione Inarcassa analizza le principali cause che hanno frenato lo sviluppo delle STP, tra cui: incertezze normative e giurisprudenziali; disparità di trattamento fiscale rispetto ad altre forme societarie; rigidità degli strumenti rispetto alle esigenze della professione; effetti disincentivanti del regime forfettario. Tra le proposte avanzate: rimozione delle barriere fiscali che penalizzano i soci delle STP; riconoscimento pieno dell’autonomia patrimoniale per le società di capitali tra professionisti; maggiore equiparazione tra attività svolta in forma individuale e associata. L’obiettivo è rendere le STP uno strumento realmente competitivo e accessibile, in grado di sostenere crescita, innovazione e inclusione. Fiscalità: una leva decisiva per la competitività Parallelamente, il secondo studio affronta il tema della fiscalità del lavoro autonomo, evidenziando come l’attuale sistema non rispecchi più le esigenze dei professionisti. Oggi, infatti, risultano limitate o parzialmente riconosciute: le spese per tecnologie e strumenti digitali; i costi per la formazione obbligatoria e continua; le spese per la mobilità, essenziali per molte attività professionali. Fondazione Inarcassa propone quindi un pacchetto organico di interventi, tra cui: deducibilità fino al 100% degli investimenti tecnologici; incentivi alla formazione, inclusa quella interna agli studi; maggiore deducibilità delle spese di mobilità, con attenzione alla sostenibilità ambientale; introduzione di incentivi agli investimenti nelle società professionali; semplificazione del sistema fiscale e riduzione della pressione complessiva. Investire su innovazione, giovani e crescita Le misure proposte non riguardano solo i professionisti, ma hanno un impatto più ampio sull’intero sistema economico. Favorire investimenti in tecnologia e formazione significa infatti: aumentare la produttività e la qualità dei servizi; sostenere la digitalizzazione del settore; creare nuove opportunità occupazionali; rendere la professione più attrattiva per i giovani; attivare un circolo virtuoso di crescita economica. Un confronto per il futuro della professione L’evento del 25 giugno rappresenta un’importante occasione di confronto tra istituzioni, professionisti ed esperti, con l’obiettivo di tradurre le analisi in proposte concrete di policy. “Insieme per far crescere la professione, valorizzare il talento, generare futuro”: è questo il messaggio che guida l’iniziativa e che sintetizza la visione di Fondazione Inarcassa. Una visione che punta su innovazione, aggregazione e riforma del sistema fiscale come leve fondamentali per rilanciare la libera professione e rafforzarne il ruolo nello sviluppo del Paese. L'iniziativa si terrà il 25 giugno 2026, dalle ore 09.45 alle 11.00, presso la Sala Cristallo dell'Hotel Nazionale, Piazza Montecitorio, 131, Roma. La partecipazione è gratuita con registrazione obbligatoria. I posti sono limitati. Si consiglia di effettuare la registrazione entro il 24 giugno. Iscriviti all'evento in presenza Scarica il razionale Scarica la locandina

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  • Roma, 25 giugno 2026 – Le prospettive di sviluppo della libera professione, l'evoluzione delle Società tra Professionisti (STP) e la riforma della fiscalità del lavoro autonomo sono state al centro dell'incontro promosso dalla Fondazione Inarcassa, ospitato presso la Sala Cristallo dell'Hotel Nazionale di Roma. L'iniziativa ha rappresentato l'occasione per presentare due nuovi volumi della Collana Editoriale della Fondazione: il Volume 7, dedicato alle Società tra Professionisti: quadro normativo, modelli europei e scenari di sviluppo, e il Volume 8, dedicato a La tassazione del reddito derivante dall'esercizio di attività professionali in forma individuale e collettiva – Focus e modelli. Due studi che analizzano il quadro normativo e fiscale delle professioni tecniche, approfondiscono le principali criticità del sistema e individuano possibili linee di evoluzione a sostegno della libera professione. All'incontro hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, professionisti ed esperti del settore. I lavori si sono aperti con l'intervento di Andrea De Maio, Presidente della Fondazione Inarcassa, che ha ribadito il ruolo della Fondazione quale luogo di studio, analisi e proposta sui temi strategici per architetti e ingegneri. L'attività di ricerca, ha evidenziato, rappresenta uno strumento essenziale per elaborare contributi qualificati a supporto del legislatore e per rafforzare il ruolo dei liberi professionisti nel sistema economico nazionale, con particolare riferimento agli ambiti normativo e fiscale. Al dibattito hanno preso parte l'On. Saverio Congedo, Commissione Finanze, e l'Avv. Erika Stefani, Commissione Giustizia, che hanno condiviso una riflessione sulle prospettive di evoluzione della libera professione e sulle priorità di riforma del settore. Le Società tra Professionisti sono emerse come uno degli strumenti più efficaci per accompagnare la trasformazione del mercato dei servizi tecnici. Lo studio evidenzia tuttavia la permanenza di criticità regolatorie e fiscali che ne limitano la diffusione e individua alcune priorità di intervento, tra cui il superamento delle incertezze normative, il riconoscimento dell'autonomia patrimoniale delle STP, una maggiore equiparazione tra esercizio individuale e associato della professione e la rimozione delle disparità fiscali che ancora caratterizzano il settore. Nel suo intervento, l'On. Saverio Congedo ha richiamato l'attenzione sulla necessità di sostenere modelli organizzativi più evoluti, come le STP, evidenziando l'urgenza di intervenire sui nodi fiscali che oggi penalizzano i professionisti che investono e innovano. Ha inoltre sottolineato l'importanza di un dialogo strutturato e continuo con le categorie professionali, ritenuto essenziale per costruire riforme efficaci e aderenti alle esigenze reali del settore. L'Avv. Erika Stefani ha posto l'accento sul valore strategico del contributo dei professionisti alla crescita economica del Paese, evidenziando come le proposte contenute negli studi rappresentino una base concreta per avviare un percorso di riforma orientato alla semplificazione, all'equità e alla competitività del sistema. Ha inoltre richiamato la necessità di rendere il quadro normativo più chiaro e coerente, così da favorire lo sviluppo delle professioni in un contesto di mercato sempre più complesso. L'approfondimento tecnico è stato affidato al Dott. Antonio Cacciapaglia, dello Studio Associato Cacciapaglia Liguori, che ha illustrato i contenuti delle due ricerche, soffermandosi in particolare sulle criticità del sistema fiscale applicato al lavoro autonomo. Tra gli aspetti centrali emersi dall'analisi figurano la necessità di un impianto più moderno e la piena valorizzazione degli investimenti in innovazione, formazione e sostenibilità, elementi ormai determinanti per la competitività delle professioni. Nel corso dell'incontro è emerso come il mercato dei servizi tecnici attraversi una fase di profonda trasformazione, caratterizzata da una crescente competizione, anche internazionale, e da un costante aumento della complessità delle competenze richieste. In questo scenario, l'aggregazione professionale rappresenta una leva strategica per migliorare qualità, efficienza organizzativa e capacità di investimento. Le analisi sviluppate nei due studi delineano una serie di proposte articolate su più livelli. Per le Società tra Professionisti vengono evidenziati il superamento delle incertezze normative, il riconoscimento dell'autonomia patrimoniale, una maggiore equiparazione tra attività professionale individuale e associata e la rimozione delle disparità fiscali. Sul fronte della fiscalità del lavoro autonomo, gli studi propongono misure quali la deducibilità fino al 100% degli investimenti tecnologici, incentivi alla formazione continua, una maggiore deducibilità delle spese di mobilità, il sostegno agli investimenti nelle società professionali e una complessiva semplificazione del sistema tributario. La moderazione dell'incontro è stata affidata al giornalista Andrea Picardi. Nelle conclusioni, Andrea De Maio ha ribadito la necessità di dare continuità al confronto tra istituzioni e mondo professionale, sottolineando come il percorso di ricerca avviato dalla Fondazione Inarcassa rappresenti un contributo concreto alla definizione di proposte utili ad accompagnare l'evoluzione della libera professione. L'iniziativa conferma il ruolo della Fondazione Inarcassa quale punto di riferimento nell'attività di analisi e proposta sui temi che interessano il mondo delle professioni, con una visione orientata a innovazione, aggregazione professionale e modernizzazione del sistema fiscale, elementi sempre più determinanti per sostenere la competitività dei professionisti e la crescita del sistema Paese. Per approfondire i temi affrontati nel corso dell'iniziativa è possibile consultare i materiali messi a disposizione dalla Fondazione Inarcassa. Scarica lo studio "Società tra Professionisti: quadro normativo, modelli europei e scenari di sviluppo (Volume 7)"  Scarica lo studio "La tassazione del reddito derivante dall'esercizio di attività professionali in forma individuale e collettiva – Focus e modelli (Volume 8)" Consulta tutti i volumi della Collana Editoriale Fondazione Inarcassa Scarica la locandina e consulta il programma dell'evento Accedi alle registrazioni e alle slide del webinar di approfondimento Accedi allo Sportello Aggregazione e Fiscalità, dedicato al supporto dei professionisti sui temi delle Società tra Professionisti, dell'aggregazione professionale e della fiscalità Leggi l'articolo di presentazione dell'iniziativa            
  • Il design come leva strategica per l'evoluzione delle professioni tecniche: al MAXXI il confronto promosso da Fondazione Inarcassa
    Roma, 23 giugno 2026 – Il ruolo del design nell'evoluzione delle professioni tecniche, le sfide poste dalla transizione ecologica e dalla digitalizzazione e il contributo della progettazione allo sviluppo economico, sociale e ambientale sono stati al centro dell'evento "Design per una professione che cambia", promosso dalla Fondazione Inarcassa presso il MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo di Roma, nell'ambito della Giornata Mondiale del Design Industriale promossa dalla World Design Organization (WDO). L'iniziativa ha riunito rappresentanti delle istituzioni, degli ordini professionali, del mondo del design e dell'impresa con l'obiettivo di approfondire il ruolo sempre più strategico della progettazione nei processi di innovazione e di trasformazione del Paese. Dal confronto è emersa una visione condivisa: il design costituisce oggi una competenza trasversale, capace di integrare innovazione, sostenibilità, cultura tecnica e responsabilità sociale e di offrire nuovi strumenti ad architetti e ingegneri per affrontare la crescente complessità del mercato. I lavori si sono aperti con i saluti istituzionali di Massimo Garbari, Presidente di Inarcassa, Andrea De Maio, Presidente della Fondazione Inarcassa, Salvatore La Mendola, Vicepresidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC), e Federico Mollicone, Presidente della VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati. La moderazione è stata affidata a Luisa Bocchietto, architetto, designer e Senatore della World Design Organization, che ha richiamato il significato della Giornata Mondiale del Design Industriale, dedicata quest'anno al tema della resilienza. Bocchietto ha collocato il design all'interno di un nuovo paradigma culturale, nel quale la qualità della progettazione si misura anche attraverso la tutela delle risorse naturali e l'impatto delle scelte progettuali sulle generazioni future. «Al centro dobbiamo mettere il pianeta, le risorse che abbiamo e la responsabilità di trasmetterle alle generazioni future», ha affermato, ricordando come il design assuma oggi una responsabilità etica, oltre che tecnica. Il quadro istituzionale ha posto al centro il tema dell'evoluzione delle professioni tecniche. Per Massimo Garbari, Presidente di Inarcassa, architetti e ingegneri operano oggi in uno scenario profondamente diverso rispetto al passato, caratterizzato da innovazione tecnologica, sostenibilità e trasformazione dei modelli organizzativi. «Oggi non siamo più solo progettisti, siamo interpreti del cambiamento. Siamo chiamati a guidare la transizione ecologica, a garantire qualità, sicurezza e innovazione», ha dichiarato. Garbari ha inoltre richiamato la necessità di rafforzare la competitività della libera professione attraverso modelli organizzativi più strutturati, ricordando come le società tra professionisti registrino risultati economici sensibilmente superiori rispetto all'attività svolta in forma individuale. Una riflessione sintetizzata nell'affermazione: «Rafforzare le professioni tecniche significa rafforzare l'Italia». Il valore strategico del design per l'evoluzione della libera professione ha trovato continuità nell'intervento di Andrea De Maio, Presidente della Fondazione Inarcassa, che ha ribadito la missione della Fondazione quale luogo di confronto, crescita culturale e sostegno ai professionisti. «Promuovere la libera professione significa diffondere la cultura tecnica e supportare i colleghi nell'intercettare le grandi transizioni del mercato», ha osservato, definendo il design «una delle frontiere più prossime e strategiche» per architetti e ingegneri. De Maio ha inoltre ricordato che l'80% della sostenibilità di un prodotto o di un'opera si determina nella fase progettuale, principio che conferma la centralità del progetto nella costruzione di modelli di sviluppo sostenibili. Una riflessione analoga ha caratterizzato l'intervento di Salvatore La Mendola, Vicepresidente del CNAPPC, che ha definito il design «uno strumento per il cambiamento», indispensabile per affrontare le sfide della rigenerazione urbana, della resilienza dei territori e della crisi climatica. A completare il quadro istituzionale è stato Federico Mollicone, Presidente della VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati, che ha richiamato il contributo del design alla competitività del Made in Italy e allo sviluppo del sistema produttivo nazionale. Un settore che genera quattro miliardi di euro di valore aggiunto e occupa 76 mila addetti. «Il designer è un progettista dotato di senso estetico che lavora per la Comunità», ha affermato, riconoscendo al design una funzione strategica per la crescita economica, culturale e sociale del Paese. Su queste premesse si è sviluppato il primo panel, dedicato al rapporto tra design, resilienza ed eccellenza produttiva, che ha approfondito il contributo della progettazione nei processi di innovazione, inclusione e competitività. Il primo panel ha proposto tre esperienze accomunate dalla capacità del design di trasformare bisogni, innovazione e ricerca in soluzioni concrete per le persone, le imprese e il mercato. Danilo Ragona, experience designer, imprenditore e fondatore di Able to Enjoy, ha portato la testimonianza di un percorso professionale nato da un'esperienza personale e sviluppatosi fino a diventare un progetto imprenditoriale dedicato alla mobilità inclusiva. Il design, nella sua visione, supera la funzione tecnica dell'ausilio e restituisce centralità alla persona attraverso prodotti capaci di coniugare funzionalità, estetica e personalizzazione. «Volevo cambiare il linguaggio del mondo della disabilità e non chiamarlo più ausilio medicale, ma farlo diventare un oggetto con tutte le sue caratteristiche di personalizzazione», ha affermato. Una filosofia progettuale che considera la ricerca continua e il confronto con contesti differenti strumenti essenziali per generare innovazione. Una prospettiva complementare è emersa dall'intervento di Giovanna Talocci, designer e fondatrice di Talocci Design, che ha ripercorso un'esperienza professionale caratterizzata dalla costante ricerca di soluzioni innovative e dall'introduzione di nuovi materiali nei settori del bagno e del wellness. Il valore del progetto, ha spiegato, risiede nella capacità di anticipare i cambiamenti e di realizzare prodotti destinati a durare nel tempo. «Se tu fai un prodotto bello, intelligente, funzionale è senza tempo e resiste. La sostenibilità nel campo del design è anche non creare rifiuti», ha osservato, indicando nella qualità progettuale uno degli strumenti più efficaci per ridurre l'impatto ambientale. Il dialogo tra progetto, impresa e manifattura ha trovato espressione nell'intervento di Sergio Buttiglieri, già style director di Sanlorenzo, che ha illustrato l'evoluzione del settore della nautica di alta gamma attraverso il contributo del design. L'incontro tra competenze progettuali, cultura imprenditoriale e manifattura specializzata ha consentito al comparto di rafforzare la competitività internazionale e di valorizzare il patrimonio del Made in Italy. «Non bastano i soldi per fare delle aziende di qualità», ha osservato. Il vero elemento distintivo resta la qualità del progetto, sostenuta dal patrimonio di competenze artigianali che caratterizza la produzione italiana: «Quando vedo la qualità del design e la qualità artigianale sono orgoglioso perché qualcosa in più sappiamo dare». Il secondo panel ha approfondito il rapporto tra progetto, territorio e sostenibilità, mostrando come il design possa contribuire alla valorizzazione delle risorse naturali, allo sviluppo delle comunità e all'innovazione dei processi produttivi. Roberto Marcatti, architetto, designer e fondatore di RMA Studio, ha presentato alcune esperienze dedicate alla valorizzazione dell'acqua, del paesaggio e delle produzioni agroalimentari. Il progetto, ha sottolineato, assume un valore strategico quando rafforza il legame tra identità locali, cultura e sviluppo. «Il tema è proprio quello di avere una coscienza sociale, un progetto attento alle risorse», ha affermato, richiamando il valore dell'acqua quale patrimonio essenziale per il futuro dei territori. «Se manca l'acqua non c'è agricoltura e se non c'è agricoltura la gente non mangia», ha aggiunto, evidenziando la responsabilità che la progettazione assume nella tutela dell'ambiente e delle comunità. L'intervento di Tiziana Monterisi, architetto, imprenditrice, fondatrice e CEO di Ricehouse, ha posto al centro il tema dell'economia circolare applicata all'edilizia. L'esperienza dell'azienda dimostra come gli scarti della filiera del riso possano trasformarsi in materiali ad alte prestazioni per il settore delle costruzioni e dell'arredo. «Il design non si può fare senza il processo», ha osservato, richiamando la necessità di considerare l'intero ciclo di vita del prodotto. Da questa impostazione derivano materiali capaci di contribuire attivamente alla riduzione dell'impatto ambientale: «La sedia è un piccolo serbatoio di CO₂ che resta sequestrata all'interno dell'oggetto per l'intera sua vita». A chiudere il confronto è stato Davide Vercelli, ingegnere e designer, che ha proposto una riflessione sull'evoluzione del design come disciplina orientata ai sistemi e ai processi. Attraverso l'analisi del ciclo di vita dei prodotti (Life Cycle Assessment - LCA), Vercelli ha evidenziato la necessità di integrare la sostenibilità fin dalle prime fasi della progettazione. «Il significato odierno del design è quello di un redesign dei processi e dei sistemi e della promozione di paradigmi diversi», ha dichiarato, ricordando come la sostenibilità coincida anche con la capacità di prolungare la vita utile dei prodotti e di orientare le scelte progettuali verso modelli produttivi più responsabili. Nelle conclusioni, Andrea De Maio, Presidente della Fondazione Inarcassa, ha richiamato il valore del dialogo sviluppato nel corso della giornata e la necessità di consolidare il confronto tra professioni, istituzioni, imprese e mondo della progettazione. «Lavoriamo su progetti comuni, temi comuni e visioni comuni», ha affermato, indicando nella collaborazione tra competenze diverse la condizione necessaria per accompagnare l'evoluzione della libera professione. L'incontro ha confermato come il design rappresenti oggi una competenza strategica per architetti e ingegneri, capace di integrare innovazione, sostenibilità, cultura tecnica e responsabilità sociale. In questa prospettiva, la Fondazione Inarcassa prosegue il proprio impegno nel promuovere occasioni di confronto e approfondimento dedicate ai temi che accompagnano l'evoluzione delle professioni tecniche, con l'obiettivo di rafforzarne il contributo allo sviluppo economico, sociale e ambientale del Paese. Scarica la locandina e consulta il programma dell'evento Leggi l'articolo di presentazione dell'evento Scarica le slide di Danilo Ragona Scarica le slide di Giovanna Talocci Scarica le slide di Roberto Marcatti Scarica le slide di Tiziana Monterisi Scarica le slide di Davide Vercelli                  
  • Fondazione Inarcassa e Parco Archeologico di Pompei: siglato un protocollo per la tutela del patrimonio culturale e la prevenzione sismica
    La tutela del patrimonio culturale e la diffusione della cultura della prevenzione sismica si rafforzano attraverso una nuova collaborazione tra Fondazione Inarcassa e Parco Archeologico di Pompei. L'accordo, sottoscritto dal Presidente di Fondazione Inarcassa Andrea De Maio e dal Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel, avvia un percorso di cooperazione finalizzato allo sviluppo di attività formative e scientifiche dedicate alla conservazione, alla sicurezza e alla valorizzazione dei beni culturali. L'intesa rappresenta un importante passo avanti nella costruzione di un dialogo sempre più stretto tra istituzioni culturali e professioni tecniche, con l'obiettivo di promuovere competenze specialistiche e favorire la diffusione delle migliori pratiche nel campo della prevenzione e della mitigazione del rischio sismico. «Siamo estremamente orgogliosi di siglare questa alleanza con il Parco Archeologico di Pompei, un'istituzione di prestigio globale», ha dichiarato Andrea De Maio, Presidente di Fondazione Inarcassa. «Mettere le competenze multidisciplinari di ingegneri e architetti liberi professionisti al servizio della salvaguardia di patrimoni culturali dal valore inestimabile rappresenta un dovere e un'opportunità straordinaria». Attraverso il coinvolgimento di architetti, ingegneri, esperti del mondo accademico e professionale, il protocollo punta a sviluppare iniziative che avranno come riferimento uno dei siti archeologici più importanti e studiati al mondo, trasformando Pompei in un luogo privilegiato di confronto, ricerca e formazione. L'accordo conferma l'impegno di Fondazione Inarcassa nel promuovere la qualificazione professionale e la cultura della prevenzione, temi che da anni rappresentano una delle direttrici strategiche dell'attività istituzionale della Fondazione. Nel comunicato stampa completo le dichiarazioni di Andrea De Maio, Gabriel Zuchtriegel e Vincenzo Calvanese, oltre ai dettagli sulle attività formative e scientifiche previste dal protocollo. Vai al comunicato stampa  
  • Insieme per far crescere la professione: il 25 giugno Fondazione Inarcassa presenta due studi su STP e fiscalità
    Come rendere la libera professione più competitiva, sostenibile e capace di affrontare le sfide del futuro? A questa domanda intende rispondere Fondazione Inarcassa, che il prossimo 25 giugno 2026 (ore 9.45 – 11.00), presso la Sala Cristallo dell’Hotel Nazionale a Roma, presenterà i risultati di due importanti studi dedicati a: Società tra Professionisti: quadro normativo, modelli europei e scenari di sviluppo Fiscalità del lavoro autonomo: analisi e prospettive di riforma Un appuntamento che si inserisce nel percorso di analisi e proposta che la Fondazione porta avanti a sostegno dell’intera platea degli architetti e ingegneri liberi professionisti. Un mercato che cambia: più competizione, più complessità Il mondo dei servizi tecnici è oggi attraversato da profonde trasformazioni. La competizione si è ampliata, coinvolgendo anche operatori internazionali, e richiede competenze sempre più integrate e multidisciplinari. In questo scenario, la libera professione individuale mostra crescenti fragilità, mentre l’aggregazione tra professionisti emerge come leva strategica per migliorare qualità, efficienza e capacità di investimento. Eppure, proprio strumenti pensati per favorire l’aggregazione – come le Società tra Professionisti (STP) – risultano ancora poco diffusi. I dati evidenziano una netta sproporzione rispetto ad altre forme organizzative, segnale di criticità normative e fiscali che ne limitano la crescita. STP: uno strumento strategico ancora poco utilizzato Lo studio promosso da Fondazione Inarcassa analizza le principali cause che hanno frenato lo sviluppo delle STP, tra cui: incertezze normative e giurisprudenziali; disparità di trattamento fiscale rispetto ad altre forme societarie; rigidità degli strumenti rispetto alle esigenze della professione; effetti disincentivanti del regime forfettario. Tra le proposte avanzate: rimozione delle barriere fiscali che penalizzano i soci delle STP; riconoscimento pieno dell’autonomia patrimoniale per le società di capitali tra professionisti; maggiore equiparazione tra attività svolta in forma individuale e associata. L’obiettivo è rendere le STP uno strumento realmente competitivo e accessibile, in grado di sostenere crescita, innovazione e inclusione. Fiscalità: una leva decisiva per la competitività Parallelamente, il secondo studio affronta il tema della fiscalità del lavoro autonomo, evidenziando come l’attuale sistema non rispecchi più le esigenze dei professionisti. Oggi, infatti, risultano limitate o parzialmente riconosciute: le spese per tecnologie e strumenti digitali; i costi per la formazione obbligatoria e continua; le spese per la mobilità, essenziali per molte attività professionali. Fondazione Inarcassa propone quindi un pacchetto organico di interventi, tra cui: deducibilità fino al 100% degli investimenti tecnologici; incentivi alla formazione, inclusa quella interna agli studi; maggiore deducibilità delle spese di mobilità, con attenzione alla sostenibilità ambientale; introduzione di incentivi agli investimenti nelle società professionali; semplificazione del sistema fiscale e riduzione della pressione complessiva. Investire su innovazione, giovani e crescita Le misure proposte non riguardano solo i professionisti, ma hanno un impatto più ampio sull’intero sistema economico. Favorire investimenti in tecnologia e formazione significa infatti: aumentare la produttività e la qualità dei servizi; sostenere la digitalizzazione del settore; creare nuove opportunità occupazionali; rendere la professione più attrattiva per i giovani; attivare un circolo virtuoso di crescita economica. Un confronto per il futuro della professione L’evento del 25 giugno rappresenta un’importante occasione di confronto tra istituzioni, professionisti ed esperti, con l’obiettivo di tradurre le analisi in proposte concrete di policy. “Insieme per far crescere la professione, valorizzare il talento, generare futuro”: è questo il messaggio che guida l’iniziativa e che sintetizza la visione di Fondazione Inarcassa. Una visione che punta su innovazione, aggregazione e riforma del sistema fiscale come leve fondamentali per rilanciare la libera professione e rafforzarne il ruolo nello sviluppo del Paese. L'iniziativa si terrà il 25 giugno 2026, dalle ore 09.45 alle 11.00, presso la Sala Cristallo dell'Hotel Nazionale, Piazza Montecitorio, 131, Roma. La partecipazione è gratuita con registrazione obbligatoria. I posti sono limitati. Si consiglia di effettuare la registrazione entro il 24 giugno.  Iscriviti all'evento in presenza Scarica il razionale Scarica la locandina
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Architalking maggio 2026 - AMDL CIRCLE

CAMDL CIRCLE è lo studio fondato da Michele De Lucchi, rinomato a livello internazionale per il suo approccio umanistico all’architettura, all’interior design, design e alla grafica. Con oltre 40 anni di lavoro pionieristico, lo studio ha realizzato progetti iconici come il Novartis Pavillon a Basilea, in Svizzera, e il Bridge of Peace a Tbilisi, in Georgia. Il Circle, simbolo scelto nel 2019 per esprimere l’identità dello studio, è un cerchio aperto che, da un lato, abbraccia l’eredità storica del design, e dall’altro apre un ideale punto d’incontro tra idee, persone e discipline.
Protagonisti dell'Architalking di questo mese Angelo Micheli, Managing Director e Federica Cevasco, Senior Architect  di AMDL CIRCLE.