Roma, 23 giugno 2026 – Il ruolo del design nell'evoluzione delle professioni tecniche, le sfide poste dalla transizione ecologica e dalla digitalizzazione e il contributo della progettazione allo sviluppo economico, sociale e ambientale sono stati al centro dell'evento "Design per una professione che cambia", promosso dalla Fondazione Inarcassa presso il MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo di Roma, nell'ambito della Giornata Mondiale del Design Industriale promossa dalla World Design Organization (WDO). L'iniziativa ha riunito rappresentanti delle istituzioni, degli ordini professionali, del mondo del design e dell'impresa con l'obiettivo di approfondire il ruolo sempre più strategico della progettazione nei processi di innovazione e di trasformazione del Paese. Dal confronto è emersa una visione condivisa: il design costituisce oggi una competenza trasversale, capace di integrare innovazione, sostenibilità, cultura tecnica e responsabilità sociale e di offrire nuovi strumenti ad architetti e ingegneri per affrontare la crescente complessità del mercato. I lavori si sono aperti con i saluti istituzionali di Massimo Garbari, Presidente di Inarcassa, Andrea De Maio, Presidente della Fondazione Inarcassa, Salvatore La Mendola, Vicepresidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC), e Federico Mollicone, Presidente della VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati. La moderazione è stata affidata a Luisa Bocchietto, architetto, designer e Senatore della World Design Organization, che ha richiamato il significato della Giornata Mondiale del Design Industriale, dedicata quest'anno al tema della resilienza. Bocchietto ha collocato il design all'interno di un nuovo paradigma culturale, nel quale la qualità della progettazione si misura anche attraverso la tutela delle risorse naturali e l'impatto delle scelte progettuali sulle generazioni future. «Al centro dobbiamo mettere il pianeta, le risorse che abbiamo e la responsabilità di trasmetterle alle generazioni future», ha affermato, ricordando come il design assuma oggi una responsabilità etica, oltre che tecnica. Il quadro istituzionale ha posto al centro il tema dell'evoluzione delle professioni tecniche. Per Massimo Garbari, Presidente di Inarcassa, architetti e ingegneri operano oggi in uno scenario profondamente diverso rispetto al passato, caratterizzato da innovazione tecnologica, sostenibilità e trasformazione dei modelli organizzativi. «Oggi non siamo più solo progettisti, siamo interpreti del cambiamento. Siamo chiamati a guidare la transizione ecologica, a garantire qualità, sicurezza e innovazione», ha dichiarato. Garbari ha inoltre richiamato la necessità di rafforzare la competitività della libera professione attraverso modelli organizzativi più strutturati, ricordando come le società tra professionisti registrino risultati economici sensibilmente superiori rispetto all'attività svolta in forma individuale. Una riflessione sintetizzata nell'affermazione: «Rafforzare le professioni tecniche significa rafforzare l'Italia». Il valore strategico del design per l'evoluzione della libera professione ha trovato continuità nell'intervento di Andrea De Maio, Presidente della Fondazione Inarcassa, che ha ribadito la missione della Fondazione quale luogo di confronto, crescita culturale e sostegno ai professionisti. «Promuovere la libera professione significa diffondere la cultura tecnica e supportare i colleghi nell'intercettare le grandi transizioni del mercato», ha osservato, definendo il design «una delle frontiere più prossime e strategiche» per architetti e ingegneri. De Maio ha inoltre ricordato che l'80% della sostenibilità di un prodotto o di un'opera si determina nella fase progettuale, principio che conferma la centralità del progetto nella costruzione di modelli di sviluppo sostenibili. Una riflessione analoga ha caratterizzato l'intervento di Salvatore La Mendola, Vicepresidente del CNAPPC, che ha definito il design «uno strumento per il cambiamento», indispensabile per affrontare le sfide della rigenerazione urbana, della resilienza dei territori e della crisi climatica. A completare il quadro istituzionale è stato Federico Mollicone, Presidente della VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati, che ha richiamato il contributo del design alla competitività del Made in Italy e allo sviluppo del sistema produttivo nazionale. Un settore che genera quattro miliardi di euro di valore aggiunto e occupa 76 mila addetti. «Il designer è un progettista dotato di senso estetico che lavora per la Comunità», ha affermato, riconoscendo al design una funzione strategica per la crescita economica, culturale e sociale del Paese. Su queste premesse si è sviluppato il primo panel, dedicato al rapporto tra design, resilienza ed eccellenza produttiva, che ha approfondito il contributo della progettazione nei processi di innovazione, inclusione e competitività. Il primo panel ha proposto tre esperienze accomunate dalla capacità del design di trasformare bisogni, innovazione e ricerca in soluzioni concrete per le persone, le imprese e il mercato. Danilo Ragona, experience designer, imprenditore e fondatore di Able to Enjoy, ha portato la testimonianza di un percorso professionale nato da un'esperienza personale e sviluppatosi fino a diventare un progetto imprenditoriale dedicato alla mobilità inclusiva. Il design, nella sua visione, supera la funzione tecnica dell'ausilio e restituisce centralità alla persona attraverso prodotti capaci di coniugare funzionalità, estetica e personalizzazione. «Volevo cambiare il linguaggio del mondo della disabilità e non chiamarlo più ausilio medicale, ma farlo diventare un oggetto con tutte le sue caratteristiche di personalizzazione», ha affermato. Una filosofia progettuale che considera la ricerca continua e il confronto con contesti differenti strumenti essenziali per generare innovazione. Una prospettiva complementare è emersa dall'intervento di Giovanna Talocci, designer e fondatrice di Talocci Design, che ha ripercorso un'esperienza professionale caratterizzata dalla costante ricerca di soluzioni innovative e dall'introduzione di nuovi materiali nei settori del bagno e del wellness. Il valore del progetto, ha spiegato, risiede nella capacità di anticipare i cambiamenti e di realizzare prodotti destinati a durare nel tempo. «Se tu fai un prodotto bello, intelligente, funzionale è senza tempo e resiste. La sostenibilità nel campo del design è anche non creare rifiuti», ha osservato, indicando nella qualità progettuale uno degli strumenti più efficaci per ridurre l'impatto ambientale. Il dialogo tra progetto, impresa e manifattura ha trovato espressione nell'intervento di Sergio Buttiglieri, già style director di Sanlorenzo, che ha illustrato l'evoluzione del settore della nautica di alta gamma attraverso il contributo del design. L'incontro tra competenze progettuali, cultura imprenditoriale e manifattura specializzata ha consentito al comparto di rafforzare la competitività internazionale e di valorizzare il patrimonio del Made in Italy. «Non bastano i soldi per fare delle aziende di qualità», ha osservato. Il vero elemento distintivo resta la qualità del progetto, sostenuta dal patrimonio di competenze artigianali che caratterizza la produzione italiana: «Quando vedo la qualità del design e la qualità artigianale sono orgoglioso perché qualcosa in più sappiamo dare». Il secondo panel ha approfondito il rapporto tra progetto, territorio e sostenibilità, mostrando come il design possa contribuire alla valorizzazione delle risorse naturali, allo sviluppo delle comunità e all'innovazione dei processi produttivi. Roberto Marcatti, architetto, designer e fondatore di RMA Studio, ha presentato alcune esperienze dedicate alla valorizzazione dell'acqua, del paesaggio e delle produzioni agroalimentari. Il progetto, ha sottolineato, assume un valore strategico quando rafforza il legame tra identità locali, cultura e sviluppo. «Il tema è proprio quello di avere una coscienza sociale, un progetto attento alle risorse», ha affermato, richiamando il valore dell'acqua quale patrimonio essenziale per il futuro dei territori. «Se manca l'acqua non c'è agricoltura e se non c'è agricoltura la gente non mangia», ha aggiunto, evidenziando la responsabilità che la progettazione assume nella tutela dell'ambiente e delle comunità. L'intervento di Tiziana Monterisi, architetto, imprenditrice, fondatrice e CEO di Ricehouse, ha posto al centro il tema dell'economia circolare applicata all'edilizia. L'esperienza dell'azienda dimostra come gli scarti della filiera del riso possano trasformarsi in materiali ad alte prestazioni per il settore delle costruzioni e dell'arredo. «Il design non si può fare senza il processo», ha osservato, richiamando la necessità di considerare l'intero ciclo di vita del prodotto. Da questa impostazione derivano materiali capaci di contribuire attivamente alla riduzione dell'impatto ambientale: «La sedia è un piccolo serbatoio di CO₂ che resta sequestrata all'interno dell'oggetto per l'intera sua vita». A chiudere il confronto è stato Davide Vercelli, ingegnere e designer, che ha proposto una riflessione sull'evoluzione del design come disciplina orientata ai sistemi e ai processi. Attraverso l'analisi del ciclo di vita dei prodotti (Life Cycle Assessment - LCA), Vercelli ha evidenziato la necessità di integrare la sostenibilità fin dalle prime fasi della progettazione. «Il significato odierno del design è quello di un redesign dei processi e dei sistemi e della promozione di paradigmi diversi», ha dichiarato, ricordando come la sostenibilità coincida anche con la capacità di prolungare la vita utile dei prodotti e di orientare le scelte progettuali verso modelli produttivi più responsabili. Nelle conclusioni, Andrea De Maio, Presidente della Fondazione Inarcassa, ha richiamato il valore del dialogo sviluppato nel corso della giornata e la necessità di consolidare il confronto tra professioni, istituzioni, imprese e mondo della progettazione. «Lavoriamo su progetti comuni, temi comuni e visioni comuni», ha affermato, indicando nella collaborazione tra competenze diverse la condizione necessaria per accompagnare l'evoluzione della libera professione. L'incontro ha confermato come il design rappresenti oggi una competenza strategica per architetti e ingegneri, capace di integrare innovazione, sostenibilità, cultura tecnica e responsabilità sociale. In questa prospettiva, la Fondazione Inarcassa prosegue il proprio impegno nel promuovere occasioni di confronto e approfondimento dedicate ai temi che accompagnano l'evoluzione delle professioni tecniche, con l'obiettivo di rafforzarne il contributo allo sviluppo economico, sociale e ambientale del Paese. Scarica la locandina e consulta il programma dell'evento Leggi l'articolo di presentazione dell'evento Scarica le slide di Danilo Ragona Scarica le slide di Giovanna Talocci Scarica le slide di Roberto Marcatti Scarica le slide di Tiziana Monterisi Scarica le slide di Davide Vercelli