WEBINAR: Progettare all&rsquo estero istruzioni per l&rsquo uso 2
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Mercoledì 9 Novembre ore 14:30
Saluti istituzionali:
Arch. Vincenzo Sinisi Presidente Ordine Architetti Bari
Saluti istituzionali:
Arch. Vincenzo Sinisi Presidente Ordine Architetti Bari
E' stato presentato giovedì 3 novembre 2016, il Premio Internazionale Dedalo Minosse alla Committenza di Architettura
COMO - Biblioteca Comunale Piazzetta Venosto Lucati
MOSTRA Progetto vincitore e segnalati
18 ottobre - 29 ottobre 2016
INAUGURAZIONE
Martedì 18 ottobre, ore 18:00
CONVEGNO: I CONCORSI DI PROGETTAZIONE, un'esperienza recente e idee per il futuro a confronto
Venerdì 28 ottobre, ore 16:00 - 19:00
SINTESI DI MONITORAGGIO LEGISLATIVO E REGOLATORIO
Il dl terremoti
Nella riunione dell’11 ottobre il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge recante Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dal sisma del 24 agosto 2016.
Il provvedimento, in 53 articoli, fissa i capisaldi di tutti gli interventi necessari alla ricostruzione e al sostegno alla ripresa economica delle zone colpite dal terremoto in Centro Italia del 24 agosto. La struttura articolata e dettagliata del decreto ne fa una sorta di vademecum, con l’obiettivo di essere, per quanto possibile, esaustivo.
Molteplici le misure di sostegno previste: risarcimento integrale per le case e gli edifici colpiti, prestito d’onore per il riavvio delle attività produttive, cassa integrazione in deroga per i lavoratori di imprese coinvolte nel sisma, rinvio di imposte e tasse per quanti (singoli e imprese) documenteranno che l’impossibilità del pagamento è strettamente connessa al terremoto.
Per assicurare il massimo della regolarità in tutte le fasi, il provvedimento – oltre alla supervisione dell’Anac – prevede una centrale unica di committenza, un albo delle imprese e uno dei professionisti, oltre a garantire dati costantemente aggiornati.
Infine, la governance, la cui cifra è il raccordo tra Governo centrale e territori interessati dal sisma: il Commissario straordinario viene infatti affiancato dai Presidenti delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria come Vice Commissari e da quattro Uffici speciali per la ricostruzione (uno per ogni Regione).
Disposizioni integrative e correttive Jobs Act
In vigore dall’8 ottobre 2016 il decreto legislativo 24 settembre 2016, n. 185, che corregge i precedenti provvedimenti attuativi del jobs act.
Voucher
Le prestazioni di lavoro accessorio retribuite tramite voucher, per i committenti imprenditori e professionisti, devono essere attivate tramite una comunicazione da inviarsi almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione lavorativa. Le modifiche apportate sono volte a garantire la piena tracciabilità dei voucher. Mutuando la procedura già utilizzata per tracciare il lavoro intermittente, si prevede che i committenti imprenditori non agricoli o professionisti, che ricorrono a prestazioni di lavoro accessorio sono tenuti, almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione di lavoro accessorio, a comunicare alla sede territoriale dell’Ispettorato nazionale del lavoro, mediante sms o posta elettronica, i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore, il luogo, il giorno e l’ora di inizio e di fine della prestazione.
L’altra novità è che per chi viola la legge, omettendo la comunicazione, si applica la sanzione amministrativa da 400 a 2.400 euro in relazione a ciascun lavoratore per cui è stata omessa la comunicazione. Si specifica, inoltre, che, trattandosi di violazione non sanabile a posteriori, non si applica la procedura di diffida di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124. Non essendo diffidabile, la sanzione sarà di almeno 800 euro.
Disabili
I disabili non assunti tramite le liste di collocamento speciali possono essere computati nella riserva se la loro disabilità anche pari al 60% e non solo superiore a tale percentuale. Aumentata da 62,77 a 153,2 la sanzione che le aziende devono pagare (per ogni giorno e per ogni lavoratore) se non assumono disabili estesa la possibilità di applicazione della diffida. Anche i Consulenti del Lavoro possono trasmettere i modelli di dimissioni telematiche dai loro studi.
Videocontrolli
L’autorizzazione all’installazione di impianti audiovisivi, in mancanza di accordo con le organizzazioni sindacali è rilasciata dalla sede territoriale dell’Ispettorato nazionale del lavoro o dalla sede centrale dell’Ispettorato (per imprese con più sedi territoriali). I provvedimenti hanno carattere di definitività. (GU n. 235 del 7.10.2016)
LAVORI PUBBLICI & EDILIZIA
Legge di bilancio: Mit consegna a Mef proposte su casa
Dalla proroga del bonus casa alla cancellazione di Imu e Tasi sulla prima casa: sono queste alcune delle proposte trasmesse dal ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture al Tesoro per affrontare l'emergenza abitativa in vista della stesura della Legge di Bilancio, da approvare in Cdm entro il 15 ottobre.
''Abbiamo presentato al Mef questo pacchetto complessivo di proposte per rispondere alla crescente emergenza abitativa e per dare una risposta alle difficoltà di acquisto o affitto della casa e a chi si trova nella condizione del bisogno", sottolinea il vice ministro del MIT Riccardo Nencini. "Lo scorso anno abbiamo avviato una serie di investimenti nel trasporto ferroviario italiano con la 'cura del ferro' - aggiunge - quello di quest'anno sarà l'anno della casa". Nel dettaglio il pacchetto propone la proroga del bonus casa e del bonus mobili ed eco bonus, la modifica della disciplina della detrazione per gli interventi antisismici edilizi, l'esenzione da Imu e Tasi per gli immobili residenziali riconosciuti come 'prima casa' e acquistati con patto di futura vendita. Tra gli altri interventi proposti anche incentivi fiscali per la permuta immobiliare, la stabilizzazione del bonus energetico per i condomini, la proroga degli incentivi per l'acquisto di case di classe energetica elevata, il rifinanziamento del fondo di sostegno all'affitto, agevolazioni per favorire la riqualificazione urbana, interventi di edilizia sovvenzionata, misure per immobili locati a canone calmierato, misure di sostegno all'accesso ad abitazioni in locazione e, infine, cedolare secca al 10% da trasformare in misura permanente.
La legge di stabilità 2016 ha prorogato per il 2016 le detrazioni fiscali per la casa a beneficio dei privati: 65% per riqualificazioni energetiche e 50% per ristrutturazioni e per il connesso acquisto mobili ed elettrodomestici.
Inoltre ha esteso l’ecobonus anche per i condomini, per interventi di riqualificazione energetica di parti comuni.
Per quanto riguarda il 2017, il Governo sta delineando i contorni della riforma di tali detrazioni a beneficio dei privati, che presenterà nella legge di bilancio, verosimilmente all’esame del Consiglio dei ministri tra venerdì 14 e sabato 15 ottobre.
L'ipotesi allo studio prevede:
- proroga di 1 anno per la detrazione fiscale al 50% per le ristrutturazioni edilizie;
- per l'ecobonus e per il sisma bonus una proroga per 2 o 3 anni e non una stabilizzazione, come si era ipotizzato in un primo momento;
- l'ecobonus per le riqualificazioni energetiche degli edifici, attualmente al 65% fino al 31 dicembre 2016, si abbasserebbe al 50% per gli interventi a basso impatto, per salire all'80% nel caso in cui gli interventi di riqualificazione energetica siano ad alto impatto e interessino l'intero condominio;
- estensione del sisma bonus per la prevenzione antisismica anche alle zone 3 (attualmente è ristretto solo alle zone 1 e 2 maggiormente esposte al rischio sismico);
- per il sisma bonus verrebbe riconosciuta una detrazione Irpef del 50% che può aumentare al 70% qualora i lavori comportino l'innalzamento di un livello della classificazione antisismica dell'abitazione. Nel caso in cui gli interventi di ristrutturazione aumentino di 2 livelli la classificazione antisismica, il sisma bonus cresce al 75% e può arrivare all'80% se l'adeguamento antisismico interessi l'intero edificio;
- verrebbe dimezzato a 5 anni il periodo nel quale viene spalmato il credito d'imposta (attualmente è di 10 anni).
Rimane tuttavia ancora da sciogliere il nodo delle risorse a disposizione per la copertura di queste misure.
Contratti pubblici: Primo rapporto quadrimestrale 2016
L’Autorità nazionale anticorruzione ha pubblicato il 5 ottobre il primo rapporto quadrimestrale 2016 relativo alle procedure di affidamento perfezionate di importo superiore o uguale a € 40.000.
Il rapporto è suddiviso in 4 sezioni di cui una generale contenente le statistiche aggregate dei contratti pubblici e tre sezioni di dettaglio - in cui viene effettuata un’analisi comparata con il quadrimestre dell’anno precedente - relative alle diverse tipologie di contratto (lavori, servizi e forniture).
Qui è disponibile il rapporto completo.
Linee guida definitive “Offerta economicamente più vantaggiosa”
L’ANAC ha pubblicato la delibera n. 1005 del 21 settembre 2016 - Linee Guida n. 2, di attuazione del D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50, recanti “Offerta economicamente più vantaggiosa”.
Si tratta delle seconde linee guida attuative del nuovo codice appalti adottate in via definitiva.
Testo e relazione illustrativa sono disponibili qui.
Tar Toscana: il nuovo «rito appalti» valido solo per i contratti banditi dopo il 19 aprile. Orientamento diverso dal Tar Calabria sull’applicabilità del nuovo rito
Il «rito appalti» introdotto dal nuovo codice si applica solo a procedure e contratti relativi a bandi pubblicati dopo l'entrata in vigore del Dlgs 50/2016, operativo dal 19 aprile. Sulla base di questo principio - contenuto nella sentenza n.1415 dello scorso 3 ottobre - il Tar Toscana boccia la richiesta di un'impresa che contestava la decisione di una stazione appaltante di ammettere alla gara una ditta concorrente.
L'impresa che ha attivato il ricorso ha fatto leva sulle nuove disposizioni previste dall'articolo 204 del codice secondo cui il provvedimento di esclusione o ammissione di un'impresa va impugnato entro 30 giorni dalla pubblicazione dell'elenco degli ammessi sul sito della stazione appaltante. Di qui la scelta di contestare da subito l'ammissione dell'impresa concorrente, per non incorrere nel rischio di non poter più agire trascorso il termine dei 30 giorni.
Va ricordato però che questa è una novità assoluta introdotta dal Dlgs 50. Fino al cambio di rotta deciso dal nuovo codice nessuna impresa poteva contestare davanti al Tar la scelta della stazione appaltante di ammettere un concorrente. In quanto, ricordano anche i giudici toscani, «secondo il pacifico orientamento della giurisprudenza il concorrente, mentre ha interesse a dolersi della propria esclusione dalla gara ovvero di clausole impeditive della partecipazione, non è titolare di un'analoga posizione nel caso intenda contestare l'ammissione di altro partecipante dal momento che tale atto, di natura endoprocedimentale, non possiede un'autonoma lesività (T.A.R. Sicilia, Palermo, sez. III 4 gennaio 2016 n. 10; Cons. Stato, sez. VI, 11 marzo 2015 n. 1261; T.A.R. Toscana, sez. I, 27 ottobre 2011, n. 1596)».
Dunque per il Tar Toscana va innanzitutto chiarito se il nuovo rito può essere immediatamente applicato anche alle procedure in corso oppure vada riservato solo agli appalti banditi dopo l'entrata in vigore del nuovo codice.
Per il collegio toscano la soluzione si trova all'articolo 216 del codice che stabilisce le norme di entrata in vigore del decreto. In quell'articolo si precisa che «si applica alle procedure e ai contratti per i quali i bandi o avvisi con cui si indice la procedura di scelta del contraente siano pubblicati successivamente alla data della sua entrata in vigore nonchè, in caso di contratti senza pubblicazione di bandi o di avvisi, alle procedure e ai contratti in relazione ai quali, alla data di entrata in vigore del presente codice, non siano ancora stati inviati gli inviti a presentare le offerte».
Una formulazione che secondo Il tar non lascia spazio a dubbi, anche di fronte alla scelta diversa operata in estate dal Tar di Reggio Calabria - sentenza n. 829/2016 - secondo cui, al contrario, il nuovo rito appalti introdotto dal codice « trova immediata applicazione anche ai giudizi pendenti, trattandosi di disposizione processuale, a nulla rilevando che la gara sia stata indetta nella vigenza del d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163, circostanza questa ininfluente ai fini della immediata applicabilità del regime processuale».
«Il Collegio - si legge nella sentenza del Tar Toscana - non ignora la recente pronuncia di altro T.A.R, ma ritiene tali conclusioni non persuasive».
Osseratorio Oice-Informatel sulle gare pubbliche di ingegneria e architettura
I primi nove mesi dell'anno, secondo i dati dell'Osseratorio Oice-Informatel, hanno registrato un incremento del 46,9% del valore sullo stesso periodo del 2015, mentre a settembre tutto il mercato cresce del 93,4% per il numero e del 116,5% per l'importo.
Anche le gare di sola progettazione sono in forte rialzo, +23,3% per le gare e +31,3% per il valore dopo il terzo trimestre dell'anno. Prendendo in considerazione i quattro mesi estivi (da giugno a settembre), i bandi di sola progettazione crescono del 38,2% e del 51,6%.
A settembre le gare per servizi di ingegneria e architettura sono state 553 (di cui 35 sopra soglia), per un importo complessivo di 47,7 milioni (31,9 sopra soglia). Rispetto a settembre 2015 il numero aumenta del 93,4% (+75% sopra soglia e +94,7% sotto soglia) mentre il valore ha un balzo del 116,5% (+166,4% sopra soglia e +56,7% sotto soglia).
Le gare italiane pubblicate sulla gazzetta comunitaria sono passate dalle 263 unità dei primi nove mesi del 2015, alle 363 dello stesso periodo di quest'anno, con una crescita del 38%. Nell'insieme dei paesi dell'Unione Europea il numero dei bandi presenta, nello stesso periodo, una crescita dell'8,4%. L'incidenza del nostro Paese continua ad attestarsi su un modesto 2,4%, un dato di gran lunga inferiore rispetto a quello di paesi di paragonabile rilevanza economica: Francia 31,1%, Germania 21,0%, Polonia 7,5%, Gran Bretagna 5,7%.
Scuole, assegnati alle Regioni i 10 milioni di euro di mutui Bei
E’ stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 7 ottobre il DM 5 agosto 2016 che ripartisce tra le Regioni i circa 10 milioni di euro aggiuntivi stanziati dalla legge 107/2015 (La Buona scuola) per i mutui agevolati stipulati con la BEI (Banca Europea per gli Investimenti).
I circa 10 milioni di euro supplementari di rata mutuo a carico dello Stato, daranno la possibilità alle Regioni di finanziare ulteriori 350 interventi di edilizia scolastica tra quelli inseriti nella Programmazione triennale.
La Regione che si aggiudica la quota maggiore di finanziamenti è la Lombardia con circa 1 milione e 500 mila euro; a seguire la Campania, con più di 910 mila euro, e il Veneto con più di 860 mila euro.
Il Decreto Mutui, lo ricordiamo, ha messo sul piatto 905 milioni di euro per interventi di edilizia scolastica. Le risorse messe a disposizione copriranno gli oneri di ammortamento a carico dello Stato per finanziare interventi di manutenzione straordinaria nelle scuole.
Tutto è iniziato con il decreto “L’istruzione riparte” (DL 104/2013), che ha stanziato 40 milioni di euro annui per la copertura di mutui trentennali per interventi straordinari su scuole pubbliche, palestre scolastiche, residenze per studenti universitari e immobili dell'Alta formazione artistica. La misura è stata in seguito arricchita con “La Buona Scuola” (Legge 107/2015), che ha portato le risorse a 50 milioni di euro annui.
L’Agenzia del Demanio lancia ‘OpenDemanio Cantieri’
L’Agenzia del Demanio mette online OpenDemanio-Cantieri, il sito che localizza gli interventi edilizi programmati sul patrimonio immobiliare dello Stato gestito dalla stessa Agenzia.
Si tratta della nuova sezione della piattaforma digitale OpenDemanio dove sono attualmente inseriti 138 cantieri al di sopra dei 100.000 euro. Il valore complessivo dei fondi stanziati per tutti gli interventi è pari a 321,5 milioni di euro.
Sul nuovo sito è possibile consultare le schede dei singoli cantieri per conoscere nel dettaglio se si tratta di lavori di manutenzione e restauro oppure di razionalizzazione degli spazi e riqualificazione, la fase di avanzamento, la data prevista per il collaudo e il finanziamento disponibile.
Il sistema consente, inoltre, di individuare gli interventi attraverso una ricerca libera per area geografica, oppure, attivando il filtro “110 città”, per confini comunali dei capoluoghi di provincia. La ricerca può altrimenti seguire il criterio della fase dell’intervento - avvio, progettazione, gara, esecuzione, fine lavori, chiusi nel 2016 - o della tipologia di lavori previsti.
Dopo i Cantieri, la piattaforma OpenDemanio, che già consente di conoscere più da vicino i beni statali, si arricchirà entro la fine dell’anno di nuove funzionalità per dare a tutti un’informazione aggiornata, trasparente e sempre più puntuale sui progetti di razionalizzazione e valorizzazione del patrimonio immobiliare di proprietà dello Stato.
La finalità dell’intero progetto è di mettere a disposizione dei cittadini e del territorio informazioni utili e complete sulle operazioni di rigenerazione del patrimonio immobiliare in gestione all’Agenzia del Demanio, in modo da rappresentare le opportunità offerte dalle iniziative in corso e stimolare così altri progetti di crescita, occupazione e sviluppo locale e nazionale.
PROFESSIONISTI
Circolare del CNI sulla responsabilità solidale del professionista
Circolare del Consiglio nazionale degli ingegneri n. 804 di oggi 10 ottobre 2016, avente ad oggetto le problematiche relative alla responsabilità solidale del professionista.
In particolare, la circolare è incentrata sul tema della clausola per la copertura assicurativa di maggior termine per la notifica delle richieste di risarcimento.
Professionisti, 19 bandi per finanziare l'attività: guida regione per regione
Diciannove opportunità di finanziamento per i professionisti e le Pmi nell'ultimo mese. È questo il risultato dell'analisi svolta a settembre da Geoweb, la società controllata dal Consiglio nazionale dei geometri. Scandagliando incentivi e agevolazioni di Regioni, enti locali e amministrazioni pubbliche di varia natura, è possibile comporre un puzzle parecchio variegato.
Si parte dalla Regione Veneto. Qui è disponibile il progetto Valore, che finanzia interventi per il passaggio generazionale e la valorizzazione del capitala aziendale. La Camera di commercio di Potenza, scendendo a Sud, prevede il riconoscimento di contributi a fondo perduto per le Pmi e le partite Iva, finalizzati all'acquisizione di beni e servizi funzionali a promuovere «una crescita economica innovativa e sostenibile».
In Emilia Romagna ci sono finanziamenti più settoriali: riguardano la diversificazione delle attività agricole con impianti per la produzione di energia da fonti alternative e i servizi innovativi delle piccole e medie imprese. Mentre la Sicilia sostiene finanziariamente «gli acquisti di servizi qualificati da parte delle Pmi residenti nel proprio territorio». In Molise è stato istituito, poi, un Fondo unico anticrisi per garanzie dirette e controgaranzie su finanziamenti alle Pmi.
Ancora, ci sono gli strumenti dedicati ai servizi ad alto contenuto tecnologico della provincia autonoma di Bolzano: promuovono iniziative a supporto di questo tipo di offerta. La Camera di commercio di Venezia, invece, lancia un bando per l'alternanza scuola-lavoro: promuove le attività di avvicinamento delle imprese ai percorsi scolastici.
I progetti integrati territoriali della Regione Toscana prevedono di realizzare interventi coordinati finalizzati al miglioramento ambientale ed alla mitigazione e all'adattamento ai cambiamenti climatici. Mentre la Sardegna si sta muovendo per promuovere i partenariati misti: consistono nel favorire le aggregazioni di imprese che incrementano la propensione all'export, promuovendo l'ingresso e il consolidamento sui mercati internazionali delle produzioni di eccellenza regionale.
La rassegna ricorda anche il Fondo Kyoto per l'efficienza energetica delle scuole e il super bonus dedicato all'occupazione dal Governo, per trasformare i tirocini in assunzioni a tempo indeterminato. Mentre il Fondo Futuro della Regione Lazio concede finanziamenti a tasso agevolato per sostenere imprese esistenti, nuovi progetti e nuove esperienze imprenditoriali. Ancora, la Regione Liguria lancia un piano per la rigenerazione urbana che punta a favorire l'efficientamento energetico ed integrare le diverse forme e strumenti di finanziamento.
Infine, la società dei geometri ricorda anche le opportunità aperte di recente dalla Commissione europea. Riguardano, nello specifico, le sovvenzioni nel settore dell'infrastruttura energetica transeuropea: serviranno a finanziare progetti di interesse comune riguardanti le infrastrutture energetiche, che siano in grado di apportare benefici sociali significativi ed assicurare la collaborazione tra gli Stati membri. Il monitoraggio completo, comunque, è disponibile sul sito «Geometri in rete».
FISCO
Agenzia Entrate: criteri per determinare credito d'imposta a favore degli enti di previdenza obbligatoria
La risoluzione dell’Agenzia delle Entrate del 13 ottobre fornisce indicazioni circa i criteri per la determinazione del credito d'imposta previsto dall'articolo 1 commi 91, 92 e 93 dalla legge 23 dicembre 2014, n. 190 (legge di Stabilità 2015) a favore degli enti di previdenza obbligatoria e delle forme di previdenza complementare.
In particolare viene indicato il momento di versamento delle somme impegnate come momento rilevante per usufruire del credito in questione, viene delineato un modello cronologico per masse per individuare i rimborsi di investimenti in taluni tipi di OICR in relazione ai quali è necessario un reinvestimento per continuare a fruire del credito, e vengono date indicazioni per individuare, ai fini della normativa in questione, il momento in cui le start up terminano la fase di avvio.
Osservatorio sulle partite Iva
Aumentano del 9,2%, rispetto allo stesso mese dello scorso anno, le nuove partite Iva aperte ad agosto 2016. È il primo dato rilevabile nella consueta sintesi pubblicata sul sito del dipartimento delle Finanze con le informazioni suddivise per natura giuridica, settore, territorio e dati demografici. In particolare, ne sono state avviate 18.097, circa la metà di quelle aperte a luglio (37.512) ma, si sa, il mese di agosto è quello prescelto per la pausa estiva della maggior parte delle attività e, pertanto, la rilevazione acquista valore solo se confrontata con analoghi periodi dell’anno.
Dal punto di vista della natura giuridica, le maggiori aperture si registrano dalle persone fisiche, con un 75,1% del totale. Alle società di persone va il 4,3% e a quelle di capitali il 19,6%, un risultato, quest’ultimo, veramente significativo, che supera il dato di agosto 2015 di un +23,4 per cento. Rispetto a tale mese, comunque, gli aumenti sono diffusi indistintamente per tutte le forme giuridiche (+12,2% per le società di persone, +6% per le persone fisiche).
Sul fronte territoriale, la parte più consistente di nuove partite Iva è rilevata al Nord (42%). Al Centro si conta il 21,7%, mentre al Sud e nelle Isole è riunito il 36,1 per cento. Confrontando i dati con quelli dello stesso mese dell’anno precedente, risaltano le performance di Sardegna (+41,6%), la Calabria (+21,8%) e la Valle d’Aosta (+15,6%). Agli estremi opposti, invece, l’Abruzzo e la provincia autonoma di Trento, con una diminuzione di avviamenti compresa tra il 5 e il 6 per cento.
L’osservazione per settore produttivo assegna la palma d’oro, come regolarmente avviene, al comparto del commercio, che apre il 22,2% del totale delle nuove partite Iva. A ruota seguono l’agricoltura (14,5%) e le attività professionali (11,1%). Tra i settori elencati, il miglior risultato arriva senza dubbi dall’agricoltura, che piazza un +50% sullo stesso mese dell’anno scorso. Si destreggiano bene anche la sanità (+25,5%) e le attività immobiliari (+18,9%). In controtendenza, la prestazione del settore servizi alle imprese (-8,9%), del commercio che, pur essendo il comparto con più aperture, fa segnare un calo del 4,5% e dell’istruzione (-1,3%).
“Demograficamente” discorrendo, rimane costante la preponderanza della quota maschile (61,3%). In ogni caso, il 47,8% delle aperture è appannaggio dei giovani fino a 35 anni e il 32,9% dei cittadini tra i 36 e i 50 anni. Ma, a guardar bene, in confronto ad agosto 2015, tutte le fasce d’età registrano aumenti e, tra i più intraprendenti, troviamo niente di meno che gli over 65.
Infine, la sintesi rileva che, dei nuovi soggetti Iva, il 20,3% risulta nato all’estero e il 33% (più di 6mila contribuenti) ha aderito al regime agevolato forfettario, mettendo a segno un +11,3% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
Fisco Oggi: risposte a quesiti
Quando il lavoro autonomo è occasionale
Bonus ristrutturazione: convivenza e comodato
Pensione estera: tassazione in Italia
Termini di rettifica in tandem per tributo e relativo bonus
Roma, 10 ottobre 2016
Caro/a Collega,
è con piacere che la Fondazione Architetti e Ingegneri liberi Professionisti iscritti a Inarcassa comunica l’avvio del secondo corso di formazione a distanza erogato dalla Fondazione sui temi della sicurezza, dal titolo:
“Dall’amianto alle fibre artificiali vetrose: rischi e prevenzioni”
Il corso, della durata di 8 ore suddivise in moduli di 15 minuti ciascuno, sarà tenuto dal Geom. Stefano Farina e Dott.ssa Antonella Grange, docenti presso la Società SEIDUESEI.org.Srl e sarà disponibile orientativamente a partire dal 13 ottobre al 30 settembre 2017.
L’iscrizione al corso è gratuita per gli iscritti alla Fondazione. La registrazione dovrà avvenire attraverso il portale www.fondazionearching.it entro il 30 aprile 2017.
Tale attività formativa darà diritto all’attribuzione di CFP nella misura indicata dalla normativa attuale dei Consigli Nazionali per i corsi in materia di “salute e sicurezza nei luoghi di lavoro”:
Il corso oltre al rilascio dei CFP e di un apposito attestato nominativo di frequenza, consentirà, facoltativamente, il rilascio di un attestato finale SPECIFICO ( ottenibile tramite verifica di apprendimento individuale) valido:
- ai fini del computo dell’aggiornamento quinquennale delle 40 ore, obbligatoriamente previste per il mantenimento dei requisiti di coordinatore della sicurezza ai sensi dell’art. 98 D. lgs. 81/2008 e allegato XIV;
-ai fini del computo dell’aggiornamento quinquennale delle 40 ore, obbligatoriamente previste per il mantenimento dei requisiti di R.S.P.P. (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione) ai sensi dell’art.32 del D. Lgs. 81/2008, secondo quanto previsto dall'Accordo Stato Regioni del 07/07/2016;
- ai fini del computo dell’aggiornamento quinquennale delle 20 ore, obbligatoriamente previste per il mantenimento dei requisiti di A.S.P.P. (Addetto al Servizio di Prevenzione e Protezione) ai sensi dell’art.32 del D. Lgs. 81/08, secondo quanto previsto dall'Accordo Stato Regioni del 07/07/2016.
La verifica di apprendimento e il rilascio del suddetto attestato, avverrà in videoconferenza individuale. Tale attività di verifica e di rilascio dell’attestato avverrà direttamente in un rapporto individuale tra il singolo professionista e la Società SEIDUESEI.org.S.r.l., curatrice della verifica di apprendimento. La verifica individuale e il rilascio dell’attestato valido ai fini della computabilità delle otto ore del corso anche ai fini dell’aggiornamento quinquennale avrà un costo pari a € 10,00 oltre IVA, che dovrà essere pagato prima dell’effettuazione della verifica con le modalità che verranno comunicate direttamente dalla citata società curatrice della verifica.
N.B.: La procedura di rilascio dell’attestato valido ai fini del computo dell’aggiornamento quinquennale delle 40 ore è attività autonoma ed esterna a quella della Fondazione.
Sono previsti al termine dei singoli moduli (4 moduli da 15 minuti) dei test di verifica costituiti da n. 8 domande a risposta multipla per ogni CFP riconosciuto. Ai fini del superamento dei test è richiesto rispondere correttamente ad almeno l’80% dei quesiti proposti. (7 risposte corrette su 8).
Nello specifico è prevista la trattazione dei seguenti temi:
Per una migliore navigazione sulla piattaforma e-learning è necessario utilizzare Internet Explorer 10 o superiore, Safari 7 o superiore, Chrome, Firefox e abilitare la visualizzazione dei popup nel browser.
Per informazioni www.fondazionearching.it o ai seguenti recapiti:
tel: 06-85274216
e-mail:info@fondazionearching.it.
Certi che questa iniziativa risulti a Te gradita.
Il Presidente della Fondazione
Architetti Ingegneri Liberi Professionisti
Iscritti a Inarcassa
Arch. Andrea Tomasi
CONCLUSO
La Fondazione Architetti e Ingegneri liberi Professionisti Iscritti Inarcassa è lieta di comunicare l’avvio del secondo corso di formazione a distanza erogato dalla Fondazione sui temi della sicurezza, dal titolo:
“Dall’amianto alle fibre artificiali vetrose: rischi e prevenzioni”
Linee Guida: possibilità di partecipare alla gara per la progettazione definitiva ed esecutiva per il professionista che ha redatto il progetto di fattibilità tecnico economica.
A mente dell’art. 23, co. 12, d.lgs. n. 50/2016, la progettazione definitiva ed esecutiva sono svolte, preferibilmente, dal medesimo soggetto. Ciò, al precipuo fine di assicurare continuità nella progettazione. L’articolo successivo, al comma 7, pone il divieto per il professionista che abbia redatto gli elaborati progettuali di partecipare alla gara per l’affidamento dei lavori cui il progetto si riferisce.
L’ANAC, con le recentissime linee guida sull’affidamento dei servizi attinenti l’architettura e l’ingegneria (Linee Guida n. 1 del 14 settembre 2016), ha affermato che “Un secondo elemento cardine è costituito dall’essere svolte la progettazione definitiva e quella esecutiva, preferibilmente, dal medesimo soggetto, onde garantire omogeneità e coerenza al processo (art. 23, comma 12). Tenuto conto di tale principio di continuità e del divieto di cui all’art. 24, comma 7, è ammissibile la partecipazione alla gara per il servizio di progettazione definitiva ed esecutiva anche del progettista che ha redatto l’eventuale progetto di fattibilità tecnica e economica. Risulta, infatti, accentuato il criterio di continuità nello svolgimento delle varie fasi della progettazione, permanendo il solo divieto per gli affidatari degli incarichi di progettazione di partecipare alla gara per l’appalto dei lavori (art. 24, comma 7)”.
In altri termini, l’ANAC ha ritenuto preminente il principio di continuità nell’esecuzione dei vari livelli di progettazione, per il resto ribadendo il divieto di legge “a valle”, che impedisce a tali professionisti di concorrere alla gara per l’affidamento dei lavori. Sul punto, è utile chiarire che tale divieto non va declinato in senso assoluto, ma solo se e in quanto dalla precedente esecuzione della progettazione il professionista – ossia la compagine della quale fa parte – abbia trattato o possa trarre un vantaggio competitivo. Infatti, già nel vigore del vecchio Codice il legislatore aveva mitigato il rigore del divieto, attraverso la previsione secondo la quale esso non opera nel caso in cui “l’esperienza acquisita nell'espletamento degli incarichi di progettazione non è tale da determinare un vantaggio che possa falsare la concorrenza con gli altri operatori” (art. 90, co. 8 bis, d. lgs. n. 1643/06, come inserito dall’art. 20, co. 1, lett. b), l. n. 161/14). La previsione è oggi riprodotta all’art. 24, co. 7, ultimo periodo. L’onere della prova circa l’assenza di un vantaggio competitivo grava sul concorrente che versa in tale situazione.
Linee Guida: affidamento di incarichi di progettazione con importo superiore alla soglia comunitaria.
L’art. 83, co. 4, lett a), d.lgs. n. 50/2016, statuisce che le stazioni appaltanti possono richiedere, ai fini della valutazione economico finanziaria del partecipante, “che gli operatori economici abbiano un fatturato minimo annuo, compreso un determinato fatturato minimo nel settore di attività oggetto dell’appalto”.
L’allegato XVII, part. I, lett. c) del codice specifica, poi, che il fatturato minimo annuo, sia esso globale o specifico, può essere richiesto al massimo con riferimento agli ultimi tre esercizi disponibili. Inoltre, con riferimento ai requisiti tecnico organizzativi, la stazione appaltante può esigere un elenco dei principali servizi effettuati negli ultimi tre anni, nonché dei tecnici o degli organismi tecnici che facciano, o meno, parte integrante dell’operatore economico.
Il quadro normativo, con riferimento ai servizi di architettura ed ingegneria, non fornisce ulteriori indicazioni in ordine ai requisiti di capacità economico-finanziaria e tecnico-organizzativa. L’ANAC, tuttavia, facendo un generico riferimento agli appalti di servizi e forniture, afferma che è possibile individuare i seguenti ulteriori requisiti:
Linee Guida: cauzione provvisoria e polizza di responsabilità civile negli appalti di progettazione.
L’art. 93, co. 10, d. lgs.vo n. 50/16 fa espresso divieto, per la stazione appaltante, di chiedere la cd. cauzione provvisoria per i concorrenti agli incarichi di progettazione, redazione del piano di sicurezza e coordinamento e dei compiti di supporto al R.U.P. Con riferimento a tali incarichi, i concorrenti sono obbligati a dimostrare la sola copertura assicurativa per la responsabilità civile professionale, relativa ai rischi connessi allo svolgimento delle attività di competenza.
Una volta per tutte, risulta tipizzata la volontà del legislatore di voler disciplinare in maniera diversa le garanzie che devono essere presentate dall’esecutore dell’appalto rispetto a quelle dei progettisti, per i quali opera il solo vincolo della polizza di responsabilità civile.
Invero, tale differenziazione è stata finora ricavata, in via prudenziale, dal combinato disposto di cui agli artt. 75 e 111 d. lgs.vo n. 163/06, in considerazione delle finalità perseguite con le varie forme di garanzia previste dal legislatore.
Così, mentre in generale la cauzione provvisoria trova la propria ratio nell’esigenza di garantire la serietà dell’offerta presentata dai partecipanti nelle procedure concorsuali, assumendo funzione al contempo indennitaria e sanzionatoria, nei servizi di progettazione a garantire il committente pubblico è già sufficiente la polizza assicurativa della quale il professionista deve obbligatoriamente munirsi per la RC professionale. In questo senso, appare persino eccessivo che continui ad essere previsto l’obbligo per il professionista aggiudicatario di produrre la cauzione definitiva. Anch’essa, infatti, ha un oggetto parzialmente coincidente con quello dell’assicurazione per la RC professionale, con la differenza che riguarda un singolo incarico anziché il complesso delle attività del professionista.
Sul punto, l’ANAC non ha mancato di rilevare nelle Linee Guida il principio “secondo cui la stazione appaltante può chiedere la prestazione di una copertura assicurativa per la responsabilità civile professionale, per i rischi derivanti dallo svolgimento delle attività di competenza ma non anche la c.d. cauzione provvisoria per i concorrenti agli incarichi di progettazione, redazione del piano di sicurezza e coordinamento e dei compiti di supporto al RUP (art. 93, comma 10). Tale polizza di responsabilità civile professionale del progettista esterno deve coprire i rischi derivanti anche da errori o omissioni nella redazione del progetto esecutivo o definitivo che abbiano determinato a carico della stazione appaltante nuove spese di progettazione e/o maggiori costi”.
Linee Guida: distinzione fra progettazione ed esecuzione.
Ai sensi dell’art. 59, co. 1, d. lgs.vo n. 50/16, gli appalti relativi ai lavori devono essere affidati ponendo a base di gara il progetto esecutivo, il cui contenuto garantisce la rispondenza dell’opera ai requisiti di qualità predeterminati, nonché il rispetto dei tempi e dei costi previsti.
Il contenuto del progetto esecutivo viene ulteriormente specificato nell’art. 23, co. 8, del Codice, a mente del quale tale progetto deve determinare, in ogni dettaglio, i lavori, il relativo costo previsto, il cronoprogramma coerente con quello del progetto definitivo e deve, altresì, essere sviluppato ad un livello di definizione tale che ogni elemento sia identificato per forma, tipologia, qualità, dimensione e prezzo.
L’art. 59, co. 1, citato, peraltro, vieta, oramai, alle stazioni appaltanti di ricorrere allo strumento del cd. appalto integrato, se non nelle ipotesi espressamente fatte salve dalla medesima norma. Tali eccezioni si sostanziano nei casi di affidamento a contraente generale, finanza di progetto, affidamento in concessione, partenariato pubblico privato e contratto di disponibilità.
Tuttavia, come specificato dall’ANAC nelle citate Linee Guida, tale divieto non si estende ai settori speciali: “Il divieto di cui all’art. 59 non trova applicazione nei settori speciali, non essendo la norma richiamata dall’art. 114 del Codice né dalle successive disposizioni di dettaglio”.
Caro/a Collega,
eccoci ad un nuovo appuntamento con i SEMINARI WEB della Fondazione, dal titolo:
PROGETTARE ALL’ESTERO ISTRUZIONI PER L’USO
12 OTTOBRE - ORE 14,45
case history di chi è riuscito ad affermarsi nel mercato internazionale della progettazione
Saluti istituzionali:
Arch. Giuseppe Santoro Presidente Inarcassa
Introducono:
Arch. Andrea Tomasi Presidente Fondazione Inarcassa
Arch. Francesco Orofino Vice Presidente Inarch
Interventi:
Arch. Francesco Gatti 3GATTI
Arch. Susanna Ferrini n!studio
Coordinatore dell’evento: Arch. Felice De Luca
Le storie raccolte, forse più di mille informazioni tecnico-burocratiche raccontano come un progettista italiano può concretamente avviare la ricerca di occasioni di lavoro in giro per il mondo, pur tra mille difficoltà ed ostacoli.
Obiettivo di questa iniziativa è quello di presentare ad un pubblico vasto di progettisti l’esperienza di alcuni degli studi che operano all’estero - pur essendo a tutti gli effetti “studi italiani” - individuati dalla ricerca, per illustrare il percorso che ha condotto a progettare un’opera all’estero.
L’evento, trasmesso in modalità streaming, si svolgerà mercoledì 12 ottobre con inizio alle ore 15.00.
Per gli Architetti, iscritti alla Fondazione, è previsto il riconoscimento dei 2 CFP per coloro che seguiranno l’evento on-line. Ai fini dell’accreditamento dei CFP è richiesto di accedere tramite il nostro portale, il giorno 12 ottobre, a partire dalle ore 12:00, inserendo le credenziali della Fondazione, e di seguire il corso per l'intera durata. Ai fini della verifica della presenza, la piattaforma invierà dei codici ad intervalli di tempo irregolari che ciascun utente dovrà digitare.
Tutti gli interessati, fino al raggiungimento di 1000 utenze live, avranno comunque, libero accesso alla visualizzazione dell’evento in streaming nell’Area Formazione del portale, al seguente LINK.
Ti informo, inoltre, che, durante l’evento, tutti gli iscritti Inarcassa potranno formulare quesiti e commenti, partecipando alla consueta Chat, inserendo il proprio PIN di Inarcassa on line ( IN….).
La partecipazione all’evento web, in qualsiasi modalità, è totalmente gratuita!
Dal 14 ottobre 2016 sarà attivo l’“OPEN BLOG” per formulare osservazioni e/o inviare proposte sull’argomento trattato che saranno discusse e approfondite in una sessione aperta on line con il coordinatore dell’evento e Consigliere della fondazione, Arch. Felice de Luca.
Ti aspettiamo!!
La Fondazione
Il 27 Ottobre 2016 si è svolto l'”OPEN BLOG” con il coordinatore dell’evento e Consigliere della fondazione, Ing. Felice De Luca
Mercoledì 12 Ottobre ore 14:45
Saluti istituzionali:
SINTESI DI MONITORAGGIO LEGISLATIVO E REGOLATORIO
Nella riunione del 27 settembre il Consiglio dei Ministri ha approvato la Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza 2016.
La Nota aggiorna il quadro macroeconomico tendenziale e definisce il programma di finanza pubblica per il triennio 2017-2019.
Con una economia globale in rallentamento, la ripresa in Italia nel 2016 è stimata in lieve accelerazione rispetto al 2015. Il programma economico-finanziario del Governo per il 2017 si pone l'obiettivo di stimolare la crescita e al tempo stesso di proseguire nel percorso di riduzione del rapporto deficit/PIL. Infatti il quadro programmatico contempla nel prossimo anno una crescita del Prodotto interno lordo in ragione dell'1,0% rispetto all'anno in corso mentre il deficit è atteso in diminuzione al 2,0% del PIL (era pari al 3,0% nel 2014, al 2,6% nel 2015, viene stimato al 2,4% nel 2016).
Qui sono disponibili tutti i documenti economici e la relazione al Parlamento.
LAVORI PUBBLICI & EDILIZIA
Linee guida definitive servizi architettura e ingegneria
Giovedì 22 settembre l’ANAC ha pubblicato la delibera n. 973 del 14 settembre 2016 - Linee Guida n. 1, di attuazione del D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50, recanti “Indirizzi generali sull’affidamento dei servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria”.
Si tratta delle prime linee guida attuative del nuovo codice appalti adottate in via definitiva.
Testo e relazione illustrativa delle linee guida sono disponibile qui.
Consiglio di Stato: approvato parere sulle linee guida ANAC sui commissari di gara
Qui è disponibile un focus, con i profili di maggiore interesse, sul parere del Consiglio di Stato n. 1919 del 14 settembre 2016 sulle Linee guida ANAC relative ai "Criteri di scelta dei commissari di gara e di iscrizione degli esperti nell’Albo nazionale obbligatorio dei componenti delle commissioni aggiudicatrici".
Si tratta delle regole operative che devono essere seguite nella composizione delle commissioni giudicatrici e nella gestione da parte dell’ANAC dell’Albo dei componenti la commissione.
Il nuovo codice, si sottolinea nel parere, ha optato per un sistema di preferenza per i commissari esterni rispetto a quelli interni alla stazione appaltante, al fine di garantire una maggiore attuazione dei principi di imparzialità e trasparenza.
Le audizioni sull’attuazione del nuovo codice appalti
Lunedì 19 settembre le Commissioni riunite lavori pubblici di Camera e Senato hanno avviato le audizioni nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla fase di attuazione del nuovo codice appalti, al fine di individuare i profili della disciplina su cui intervenire col decreto correttivo.
A parlare per prime sono state le società di attestazione, rappresentate da Unionsoa e da General Soa che in primo lugoo, hanno messo in luce il problema relativo all'arco temporale – che il nuovo codice ha abbassato da dieci a cinque anni – con riferimetno al quale calcolare i fatturati, in sede di firma dei contratti Soa.
Il periodo più breve costringe le società di attestazione a concentrarsi su un quinquennio di crisi profonda e, di conseguenza, ad abbassare classifiche e a tagliare categorie. Le società, allora, chiedono il ripristino del «bonus dei dieci anni» per dare respiro alle imprese.
Una seconda questione riguarda la natura pubblicistica delle Soa che, a partire dall'entrata in vigore del nuovo Codice, «non rivestono più il ruolo di esercenti di pubblica funzione». Questo si traduce in un rallentamento nella fase di acquisizione dei documenti, ad esempio per le certificazioni antimafia. Servirebbe, allora, una correzione.
Infine, sul rating di impresa le Soa dichiarano la loro disponibilità «ad avviare una sperimentazione sulla verifica del rating d'impresa da effettuarsi in tre fasi: sperimentazione su base storica, sperimentazione parallela, sperimentazione in linea».
Gli interventi richiesti dalla Rete delle professioni tecniche, invece, puntano tutti nella stessa direzione: potenziare la centralità del progetto, garantita solo in parte dal Dlgs n. 50 del 2016. Bisogna, quindi, prevedere l'obbligo per le amministrazioni pubbliche di usare i corrispettivi del ministero della Giustizia. L'obiettivo è "scongiurare il rischio che le stesse stazioni appaltanti, sottostimando l'importo da porre a base d'asta", possano affidare «servizi di architettura e ingegneria ed altri servizi tecnici con procedure errate, limitando la concorrenza».
Una riforma robusta servirebbe sui concorsi. «Per l'effettiva valorizzazione della fase progettuale», bisogna necessariamente rilanciare il concorso, «fissando l'obbligo di affidare la progettazione esecutiva al vincitore del bando di concorso». Mentre è essenziale «tenere duro» sul divieto di appalto integrato, che non andrà ritoccato. Aggiustamenti sono necessari anche sul due per cento. Bisognerebbe, cioè, definirlo ancora meglio e vietare espressamente l'incarico di collaudo ai dipendenti della stazione appaltante. Sul contributo integrativo alle casse professionali, infine, va ribadito che questo andrà applicato ai corrispettivi di tutti i professionisti iscritti agli albi di appartenenza, comprese le società di ingegneria.
L'associazione delle società di ingegneria ha espresso grande soddisfazione per i risultati raccolti con il nuovo Codice, anche se ha messo in luce la necessità di rivedere il riferimento al decreto parametri: bisognerebbe passare esplicitamente all'obbligo, allineandosi alle indicazioni dell'Anac.
Sul fronte dei supporti al Rup, sarebbe necessario andare verso l'affidamento a terzi del project management in alcuni casi, in via sperimentale. Dubbi sulla mancanza del divieto di subordinare il pagamento dei corrispettivi al finanziamento dell'opera: andrebbe inserito, per evitare che i progettisti finanzino la pubblica amministrazione. Infine, per quanto riguarda il documento preliminare alla progettazione, «questo andrebbe ripristinato nel quadro del lavoro che sta facendo il Consiglio superiore dei lavori pubblici», perché si tratta di un documento essenziale per spiegare come va impostato il lavoro di progettazione.
I contributi e le memorie depositate dai soggetti auditi sono disponibili qui.
Appalti, verso il testo unico con le norme di attuazione del codice
Un testo unico che tenga dentro tutte le norme di attuazione del Codice appalti. Per comporre un profilo definito di un quadro che, con l'avanzare dei provvedimenti dell'Anac e del Governo, comincia a farsi particolarmente frammentato. È questa la novità più importante che verrà fuori dalle riunioni della Cabina di regia di Palazzo Chigi. Il gruppo di lavoro, presieduto dal capo dell'ufficio legislativo della presidenza del Consiglio Antonella Manzione, non si occuperà solo della preparazione del decreto correttivo, in calendario per aprile del 2017, ma cercherà anche di affrontare una questione che è emersa in questi primi cinque mesi di applicazione del Dlgs n. 50 del 2016: la difficoltà che gli operatori stanno riscontrando nel seguire l'avanzata della riforma.
L'abbandono del modello del regolamento unico ha portato un effetto collaterale negativo: il moltiplicarsi dei provvedimenti di attuazione e di integrazione del Codice. Sono, in tutto, più di cinquanta, stanno procedendo in parallelo e sono a diversi livelli di avanzamento. I fronti principali riguardano il ministero delle Infrastrutture e l'Autorità anticorruzione. L'Anac, per la sua parte, ha approvato in via definitiva due linee guida (servizi di ingegneria e offerta economicamente più vantaggiosa) ma ne ha altre nove in "cottura". Il Mit, invece, ha in preparazione almeno altri dieci provvedimenti, che coinvolgono anche il ministero dell'Economia, i Beni culturali, la Giustizia, la Difesa per visti e pareri vari. Tutti questi testi stanno assumendo le forme più diverse: decreti ministeriali, Dpcm e delibere. Insomma, seguire le novità che riguardano il Codice, in questa fase, sta diventando molto complicato per gli operatori.
Da qui nasce l'idea che arriverà sul tavolo della Cabina di regia di Palazzo Chigi nelle prossime settimane: preparare un testo unico sull'attuazione del Codice appalti, che tenga dentro tutti i provvedimenti approvati a valle della riforma. In questo modo, imprese e professionisti avranno un riferimento certo e aggiornato, oltre che di semplice consultazione, perché sarà organizzato per materia. A questa novità si lavorerà in parallelo al decreto correttivo, da licenziare entro aprile 2017. Resta la principale competenza del gruppo di lavoro presieduto da Antonella Manzione, insieme ad altre due: essere il riferimento della Commissione europea nella materia dei contratti pubblici e favorire la bancabilità dei project financing.
Anche se, sul fronte della Cabina di regia, va segnalato qualche piccolo ritardo nella costituzione del tavolo di Palazzo Chigi. Dopo la pubblicazione a fine agosto del Dpcm che regola le sue modalità di composizione e funzionamento, il capo dell'ufficio legislativo della presidenza del Consiglio ha inviato ai molti soggetti indicati dal decreto la richiesta di nominare il rappresentante previsto dalla legge: nella Cabina, infatti, siedono il ministero delle Infrastrutture, l'Economia, il dipartimento per le Politiche europee, l'Anac, Regioni e Province autonome, Agenzia per l'Italia digitale, autonomie locali, Consip. Qualcuno di questi, però, non ha ancora sciolto la riserva indicando il suo rappresentante. Anche se l'impasse dovrebbe essere risolta a breve, consentendo alla Cabina di regia di mettersi in moto nel mese di ottobre.
Il punto sul Nuovo Codice
A cinque mesi dall’entrata in vigore del nuovo Codice dei contratti, sono trascorsi 153 giorni e il sistema di provvedimenti che avrebbe dovuto sostituire il previgente regolamento n. 207/2010 cammina con ritardi.
LavoriPubblici.it – 19 settembre 2016
Tabella provvidementi attuativi Codice
Lo stato di avanzamento delle 11 linee guida messe a punto finora dall’Anac
Casa Italia, Azzone: ecco l'unità di missione sulla Prevenzione
Il primo nucleo di Casa Italia sarà composto da 17 esperti, oltre al coordinatore: il rettore del Politecnico di Milano, Giovanni Azzone. Il Dpcm firmato dal premier è alla registrazione della Corte dei Conti. «Ho già in mente i curricula, non appena il decreto sarà registrato, li proporrò». Il coordinatore di Casa Italia, anticipa i contenuti del futuro dipartimento della Prevenzione nel giorno in cui il premier, Matteo Renzi e il sottosegretario a Palazzo Chigi, Claudio De Vincenti, hanno confermato all'Aula del Senato l'impegno del governo a sostegno della ricostruzione, ma anche l'impegno ad avviare il progetto Casa Italia, che avrà - assicura in Aula De Vincenti - «risorse importanti nella legge di Bilancio». Stessa assicurazione arriva dal premier: su Casa Italia, «i soldi per partire ci sono. Sui costi è difficile fare stime: dipende da cosa ci metti dentro. Ma non abbiamo paura a mettere tutto quello che serve su Casa Italia. Penso ad esempio alle scuole per i ragazzi, su cui non c'è discussione».
Nell'Aula di Palazzo Madama - dove ieri sono state discusse mozioni su Casa Italia e terremoto - ha parlato anche Renzo Piano, annunciando che sceglierà dieci progetti-tipo di interventi antisismici su edifici residenziali, da realizzare sugli Appennini. Renzo Piano, con il suo gruppo di architetti G124, lavorerà in o collegamento con la struttura guidata da Azzone. Struttura che parte appunto da 18 "cervelli". «Abbiamo definito un "ingombro" di 17 esperti per una prima stima delle competenze necessarie, oltre al coordinatore che sono io. In parte saranno competenze tecniche, che lavorano a contatto con il G124. La parte invece più di task force generale avrà invece le competenze che rendono attuabili questi interventi». Competenze di vario tipo: matematico-statistiche, «con il compito di mettere a sistema le diverse mappature che esistono nel Paese», geologiche, di diritto amministrativo «per evitare di avere soluzioni tecnicamente bellissime ma inapplicabili», economico-finanziarie «cerchiamo una figura che abbia competenze tecnico-finanziarie, che ad esempio conosca bene il piano Juncker o il funzionamento della Bei». «E poi abbiamo bisogno di competenze urbanistiche, per l'inserimento delle iniziative sul territorio».I costi saranno all'osso.
«Abbiamo definito un budget di funzionamento: massimo 60mila euro per ciascun esperto, inclusi i costi di missione, tranne per il coordinatore che non sarà retribuito. Quindi saremo entro il milione di euro. Non è previsto staff amministrativo, ci appoggiamo a strutture esistenti». Ma questa precarietà ha un termine: «L'obiettivo è arrivare a una struttura stabile entro 18 mesi: questa configurazione molto leggera può servire per avviare le attività, ma se un progetto deve diventare robusto ha bisogno di strutture coerenti». Altra cosa è il fabbisogno per la mission di Casa Italia, cioè mettere in sicurezza il Paese. «In questo momento non abbiamo fatto stime. Le cifre su quanto sarebbe necessario le sentiamo sparare con grande facilità. Bisogna prima essere sicuri di quello che si vuole fare e poi farlo. Entro i prossimi 3-6 mesi dobbiamo individuare i problemi e le risorse necessarie».
I contatti sono stati già avviati con i principali interlocutori di Azzone: i tecnici che guidano la strutture di missione per il dissesto e per l'edilizia scolastica e il capo della protezione civile. «Ho visto ieri (mercoledì 28, ndr) D'Angelis e Grassi per una prima chiacchierata e una fase di avanzamento dei progetti. In settimana prossima vedrò Laura Galimberti e successivamente Curcio. L'obiettivo è cominciare a costruire una base conoscitiva». «La priorità - spiega Azzone - è sulla casa e sull'abitare: tutto cioè che pone a rischio l'abitare: quindi sismico, idrogeologico, come prima cosa; e poi il tema delle periferia che è un tema più generale. Il baricentro in questo momento è capire come mettere in sicurezza il Paese. Il nostro ruolo è cercare di fare parlare il più possibile queste strutture e supportarle nell'attuazione di ciò che hanno in progetto».
Il rettore del Polimi spiega anche come si procederà nella realizzazione degli interventi pilota cui sta lavorando Renzo Piano. «L'obiettivo è arrivare entro sei mesi a individuare i prototipi di intervento. Contemporaneamente cominciamo a lavorare dal punto di vista amministrativo su come intervenire nella scelta». «L'unica scelta che facciamo su questi prototipi è che riguardino edifici residenziali del patrimonio pubblico».
La scelta sarà fatta dagli architetti guidati da Renzo Piano, incrociando tre tipi di variabili: i materiali (pietra, cemento e laterizio), l'età del fabbricato (più o meno di 70 anni) e le dimensioni (casa monofamiliare oppure condominio). Incrociando queste variabili - e scartando casi poco frequenti o significativi - si arriva a 10 progetti: «dieci cantieri - dice Azzone - che devono diventare dieci linee guida di riferimento, seguite da dieci interventi reali». «L'ipotesi - aggiunge il rettore del Polimi - è di pensare a dieci abitazioni di proprietà pubblica, distribuite sul territorio, privilegiando i luoghi a rischio sismico». L'obiettivo, spiega sempre Azzone, è trasformare il cantiere in esperienze formative, «realizzare - mi passi il termine - "documentari" formativi che siano la descrizione dell'intervento, le interviste con i progettisti che spiegando quali problemi si riscontrano e come si interviene, il modo in cui si coinvolge chi abita nella struttura, in modo da trovare forme il meno invasive possibile. In modo che questi 10 cantieri diventino 10 esempi di come si può fare, in modo in cui intervenire».
«Il valore aggiunto che possiamo dare come g124 e Casa Italia è di vedere come si possono fare degli interventi tecnicamente corretti e il meno possibile invasivi sulla vita delle persone». (Edilizia e territorio – Il Sole 24 ore)
Architetti: Piano coglie nel segno
Renzo Piano coglie nel segno indicando l’esigenza di una strategia di lungo termine, di “un progetto di lunga durata, di 50 anni almeno” per la messa in sicurezza del Paese e per la realizzazione, quindi, delle città del futuro.
Così Giuseppe Cappochin, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, in merito all’intervento dell’architetto e senatore a vita Renzo Piano nel corso del dibattito a Palazzo Madama, sul tema della ricostruzione
“Già dall’illustrazione del progetto “Casa Italia” da parte del presidente del Consiglio Matteo Renzi, abbiamo riscontrato un evidente segno di discontinuità rispetto al passato. Per la prima volta, infatti, si sta immaginando un nuovo modello di “rigenerazione” - così come da anni sostengono gli architetti italiani - che avvii la realizzazione delle città che verranno. Una ricostruzione, dunque, per il futuro e non per il passato, facendo tesoro di quanto viene realizzato in molte città europee nelle quali la priorità è proprio progettare guardando lontano”.
“Valutiamo anche positivamente che Renzi abbia oggi confermato la disponibilità di risorse economiche per dare avvio a questo grande progetto: in una visione strategica complessiva servirà finanziare le misure di incentivi fiscali quali l’ecobonus, ma anche accorpare quelle risorse finora frazionate e destinate a singoli progetti che purtroppo, troppo spesso, sono andate disperse senza raggiungere gli obiettivi prefissa
ANCE: continua il calo della produzione nel settore delle costruzioni
In un contesto economico di crescita, seppur modesta, per il settore delle costruzioni ancora emergono segnali di debolezza che mettono a rischio l’avvio della ripresa. L’indice Istat di produzione edilizia a luglio 2016 risulta ancora negativo (-1,3% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente) e nei primi sette mesi registra una riduzione tendenziale dello 0,5%. I bandi di gara per lavori pubblici nei primi otto mesi del 2016, evidenziano una dinamica negativa, dopo gli andamenti positivi del biennio 2014-2015. Anche in termini di occupazione le costruzioni continuano a registrare flessioni nel numero di occupati, rimanendo l’unico settore a segno ancora negativo (-4,9% nel secondo trimestre 2016 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente). Di contro, il mercato immobiliare continua ad essere caratterizzato da una dinamica positiva. Nel secondo trimestre 2016 il numero di abitazioni compravendute registra un ulteriore e significativo incremento del 22,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Anche le compravendite del non residenziale risultano in aumento con tassi di crescita a doppia cifra: +28,7% le transazioni nel comparto produttivo (nel confronto con lo stesso periodo del 2015), +14,7% il terziario e +12,9 il commerciale sempre nel secondo trimestre 2016. Nota_Settore_Costruzioni
PROFESSIONISTI
Piano industria 4.0
Mercoledì 21 settembre è stato presentato a Milano il Piano Nazionale Industria 4.0, alla presenza del Presidente del Consiglio Matteo Renzi e del Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda.
Qui sono disponibili le slide che illustrano il piano.
Lazio, il ‘Fondo Futuro’ aperto anche ai professionisti
Professionisti e Partite Iva del Lazio potranno accedere al ‘Fondo Futuro’ che stanzia 35 milioni di euro per finanziare progetti di autoimpiego e lavoro autonomo nella Regione.
L’accesso al bando è stato reso possibile grazie all’approvazione della legge regionale che estende la concessione di contributi finanziati con risorse regionali e fondi europei finalizzati allo sviluppo delle micro, piccole e medie imprese anche ai lavoratori autonomi titolari di partita IVA.
ondo futuro, pensato per imprese e professionisti in difficoltà o impossibilità di accesso al credito bancario ordinario, è un fondo per il micro credito e la micro finanza che mette a disposizione 35 milioni di euro di risorse del Fondo Sociale Europeo 2007-2013 per finanziare progetti di autoimpiego e lavoro autonomo.
Le risorse sono suddivise in base alle categorie d’appartenenza: 3 milioni di euro per i giovani fino a 35 anni, 2 milioni per gli over 50, 5 milioni per progetti d’impresa di chi ha partecipato ad alcune importanti iniziative sostenute dalla Regione in questi mesi (come Torno subito, In Studio e Coworking), 5 milioni per i soggetti economicamente più deboli (con reddito inferiore ai 21.000 euro), 5 milioni per i lavoratori svantaggiati e 15 milioni destinati a tutti gli altri.
I progetti idonei potranno beneficiare di prestiti di importo compreso tra 5.000 e 25.000 euro, da restituire al tasso di interesse dell’1%, con una durata da definire caso per caso e comunque non oltre gli 84 mesi, incluso l’eventuale preammortamento. Sono ammissibili le spese relative al progetto presentato, che andrà realizzato entro 12 mesi dall’ottenimento del prestito.
Il fondo sarà accessibile fino al 14 ottobre 2016.
Si ricorda che a livello italiano l’equiparazione tra professionisti e imprese nell’accesso ai fondi europei e ad altre risorse regionali è avvenuto con la Legge di Stabilità per il 2016. I professionisti, infatti, sono considerati esercenti attività economica a prescindere dalla forma giuridica rivestita.
Dopo gli entusiasmi iniziali, era stata sottolineata la necessità che le Regioni, cioè gli enti che materialmente gestiscono l’erogazione di questi fondi, si adeguassero scrivendo bandi chiari ed esplicitamente aperti ai liberi professionisti.
Il Lazio è la prima Regione ad aver approvato una legge che estende la concessione di contributi finanziati con risorse regionali e fondi europei finalizzati allo sviluppo delle micro, piccole e medie imprese anche ai lavoratori autonomi titolari di partita IVA.
Per maggiori informazioni e per consultare il bando cliccare qui.
FISCO
Le interrogazioni presentate in Parlamento in tema di IRAP
Giovedì 29 settembre sono state presentate in Parlamento due interrogazioni relative alla pronuncia delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione che ha affermato l’assoggettamento all’IRAP delle associazioni professionali, degli studi associati e delle società semplici esercenti attività di lavoro autonomo, indipendentemente dalla struttura organizzativa della quale si avvalgono.