Concorso Internazionale di Progettazione Nuovo Science Centre, la mostra e il convegno

COMO - Biblioteca Comunale Piazzetta Venosto Lucati

MOSTRA Progetto vincitore e segnalati

18 ottobre - 29 ottobre 2016

INAUGURAZIONE

Martedì 18 ottobre, ore 18:00

 
 

CONVEGNO: I CONCORSI DI PROGETTAZIONE, un'esperienza recente e idee per il futuro a confronto

Venerdì 28 ottobre, ore 16:00 - 19:00

Sintesi di monitoraggio legislativo 30 settembre - 14 ottobre 2016

Inviato da admin il

SINTESI DI MONITORAGGIO LEGISLATIVO E REGOLATORIO

Il dl terremoti

Nella riunione dell’11 ottobre il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge recante Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dal sisma del 24 agosto 2016.

Il provvedimento, in 53 articoli, fissa i capisaldi di tutti gli interventi necessari alla ricostruzione e al sostegno alla ripresa economica delle zone colpite dal terremoto in Centro Italia del 24 agosto. La struttura articolata e dettagliata del decreto ne fa una sorta di vademecum, con l’obiettivo di essere, per quanto possibile, esaustivo.

Molteplici le misure di sostegno previste: risarcimento integrale per le case e gli edifici colpiti, prestito d’onore per il riavvio delle attività produttive, cassa integrazione in deroga per i lavoratori di imprese coinvolte nel sisma, rinvio di imposte e tasse per quanti (singoli e imprese) documenteranno che l’impossibilità del pagamento è strettamente connessa al terremoto.

Per assicurare il massimo della regolarità in tutte le fasi, il provvedimento – oltre alla supervisione dell’Anac – prevede una centrale unica di committenza, un albo delle imprese e uno dei professionisti, oltre a garantire dati costantemente aggiornati.  

Infine, la governance, la cui cifra è il raccordo tra Governo centrale e territori interessati dal sisma: il Commissario straordinario viene infatti affiancato dai Presidenti delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria come Vice Commissari e da quattro Uffici speciali per la ricostruzione (uno per ogni Regione).

 

 

Disposizioni integrative e correttive Jobs Act

In vigore dall’8 ottobre 2016 il decreto legislativo 24 settembre 2016, n. 185, che corregge i precedenti provvedimenti attuativi del jobs act.

Voucher

Le prestazioni di lavoro accessorio retribuite tramite voucher, per i committenti imprenditori e professionisti, devono essere attivate tramite una comunicazione da inviarsi almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione lavorativa. Le modifiche apportate sono volte a garantire la piena tracciabilità dei voucher. Mutuando la procedura già utilizzata per tracciare il lavoro intermittente, si prevede che i committenti imprenditori non agricoli o professionisti, che ricorrono a prestazioni di lavoro accessorio sono tenuti, almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione di lavoro accessorio, a comunicare alla sede territoriale dell’Ispettorato nazionale del lavoro, mediante sms o posta elettronica, i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore, il luogo, il giorno e l’ora di inizio e di fine della prestazione.

L’altra novità è che per chi viola la legge, omettendo la comunicazione, si applica la sanzione amministrativa da 400 a 2.400 euro in relazione a ciascun lavoratore per cui è stata omessa la comunicazione. Si specifica, inoltre, che, trattandosi di violazione non sanabile a posteriori, non si applica la procedura di diffida di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124. Non essendo diffidabile, la sanzione sarà di almeno 800 euro.

Disabili

I disabili non assunti tramite le liste di collocamento speciali possono essere computati nella riserva se la loro disabilità anche pari al 60% e non solo superiore a tale percentuale. Aumentata da 62,77 a 153,2 la sanzione che le aziende devono pagare (per ogni giorno e per ogni lavoratore) se non assumono disabili estesa la possibilità di applicazione della diffida. Anche i Consulenti del Lavoro possono trasmettere i modelli di dimissioni telematiche dai loro studi.

Videocontrolli

L’autorizzazione all’installazione di impianti audiovisivi, in mancanza di accordo con le organizzazioni sindacali è rilasciata dalla sede territoriale dell’Ispettorato nazionale del lavoro o dalla sede centrale dell’Ispettorato (per imprese con più sedi territoriali). I provvedimenti hanno carattere di definitività. (GU n. 235 del 7.10.2016)

 

 

LAVORI PUBBLICI & EDILIZIA

 

 

  • VERSO LA LEGGE DI BILANCIO

 

Legge di bilancio: Mit consegna a Mef proposte su casa

Dalla proroga del bonus casa alla cancellazione di Imu e Tasi sulla prima casa: sono queste alcune delle proposte trasmesse dal ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture al Tesoro per affrontare l'emergenza abitativa in vista della stesura della Legge di Bilancio, da approvare in Cdm entro il 15 ottobre. 

''Abbiamo presentato al Mef questo pacchetto complessivo di proposte per rispondere alla crescente emergenza abitativa e per dare una risposta alle difficoltà di acquisto o affitto della casa e a chi si trova nella condizione del bisogno", sottolinea il vice ministro del MIT Riccardo Nencini. "Lo scorso anno abbiamo avviato una serie di investimenti nel trasporto ferroviario italiano con la 'cura del ferro' - aggiunge - quello di quest'anno sarà l'anno della casa". Nel dettaglio il pacchetto propone la proroga del bonus casa e del bonus mobili ed eco bonus, la modifica della disciplina della detrazione per gli interventi antisismici edilizi, l'esenzione da Imu e Tasi per gli immobili residenziali riconosciuti come 'prima casa' e acquistati con patto di futura vendita. Tra gli altri interventi proposti anche incentivi fiscali per la permuta immobiliare, la stabilizzazione del bonus energetico per i condomini, la proroga degli incentivi per l'acquisto di case di classe energetica elevata, il rifinanziamento del fondo di sostegno all'affitto, agevolazioni per favorire la riqualificazione urbana, interventi di edilizia sovvenzionata, misure per immobili locati a canone calmierato, misure di sostegno all'accesso ad abitazioni in locazione e, infine, cedolare secca al 10% da trasformare in misura permanente.

 

La legge di stabilità 2016 ha prorogato per il 2016 le detrazioni fiscali per la casa a beneficio dei privati: 65% per riqualificazioni energetiche e 50% per ristrutturazioni e per il connesso acquisto mobili ed elettrodomestici.

Inoltre ha esteso l’ecobonus anche per i condomini, per interventi di riqualificazione energetica di parti comuni.

Per quanto riguarda il 2017, il Governo sta delineando i contorni della riforma di tali detrazioni a beneficio dei privati, che presenterà nella legge di bilancio, verosimilmente all’esame del Consiglio dei ministri tra venerdì 14 e sabato 15 ottobre.

L'ipotesi allo studio prevede:

- proroga di 1 anno per la detrazione fiscale al 50% per le ristrutturazioni edilizie;

- per l'ecobonus e per il sisma bonus una proroga per 2 o 3 anni e non una stabilizzazione, come si era ipotizzato in un primo momento;

- l'ecobonus per le riqualificazioni energetiche degli edifici, attualmente al 65% fino al 31 dicembre 2016, si abbasserebbe al 50% per gli interventi a basso impatto, per salire all'80% nel caso in cui gli interventi di riqualificazione energetica siano ad alto impatto e interessino l'intero condominio;

- estensione del sisma bonus per la prevenzione antisismica anche alle zone 3 (attualmente è ristretto solo alle zone 1 e 2 maggiormente esposte al rischio sismico);

- per il sisma bonus verrebbe riconosciuta una detrazione Irpef del 50% che può aumentare al 70% qualora i lavori comportino l'innalzamento di un livello della classificazione antisismica dell'abitazione. Nel caso in cui gli interventi di ristrutturazione aumentino di 2 livelli la classificazione antisismica, il sisma bonus cresce al 75% e può arrivare all'80% se l'adeguamento antisismico interessi l'intero edificio;

- verrebbe dimezzato a 5 anni il periodo nel quale viene spalmato il credito d'imposta (attualmente è di 10 anni).

Rimane tuttavia ancora da sciogliere il nodo delle risorse a disposizione per la copertura di queste misure.

 

 

 

  • IL CODICE APPALTI

 

Contratti pubblici: Primo rapporto quadrimestrale 2016

L’Autorità nazionale anticorruzione ha pubblicato il 5 ottobre il primo rapporto quadrimestrale 2016 relativo alle procedure di affidamento perfezionate di importo superiore o uguale a € 40.000.

Il rapporto è suddiviso in 4 sezioni di cui una generale contenente le statistiche aggregate dei contratti pubblici e tre sezioni di dettaglio - in cui viene effettuata un’analisi comparata con il quadrimestre dell’anno precedente - relative alle diverse tipologie di contratto (lavori, servizi e forniture).

Qui è disponibile il rapporto completo.

 

 

 

Linee guida definitive “Offerta economicamente più vantaggiosa”

L’ANAC ha pubblicato la delibera n. 1005 del 21 settembre 2016 -  Linee Guida n. 2, di attuazione del D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50, recanti “Offerta economicamente più vantaggiosa”.

Si tratta delle seconde linee guida attuative del nuovo codice appalti adottate in via definitiva.

Testo e relazione illustrativa sono disponibili qui.

 

 

 

Tar Toscana: il nuovo «rito appalti» valido solo per i contratti banditi dopo il 19 aprile. Orientamento diverso dal Tar Calabria sull’applicabilità del nuovo rito

Il «rito appalti» introdotto dal nuovo codice si applica solo a procedure e contratti relativi a bandi pubblicati dopo l'entrata in vigore del Dlgs 50/2016, operativo dal 19 aprile. Sulla base di questo principio - contenuto nella sentenza n.1415 dello scorso 3 ottobre - il Tar Toscana boccia la richiesta di un'impresa che contestava la decisione di una stazione appaltante di ammettere alla gara una ditta concorrente.

L'impresa che ha attivato il ricorso ha fatto leva sulle nuove disposizioni previste dall'articolo 204 del codice secondo cui il provvedimento di esclusione o ammissione di un'impresa va impugnato entro 30 giorni dalla pubblicazione dell'elenco degli ammessi sul sito della stazione appaltante. Di qui la scelta di contestare da subito l'ammissione dell'impresa concorrente, per non incorrere nel rischio di non poter più agire trascorso il termine dei 30 giorni.

Va ricordato però che questa è una novità assoluta introdotta dal Dlgs 50. Fino al cambio di rotta deciso dal nuovo codice nessuna impresa poteva contestare davanti al Tar la scelta della stazione appaltante di ammettere un concorrente. In quanto, ricordano anche i giudici toscani, «secondo il pacifico orientamento della giurisprudenza il concorrente, mentre ha interesse a dolersi della propria esclusione dalla gara ovvero di clausole impeditive della partecipazione, non è titolare di un'analoga posizione nel caso intenda contestare l'ammissione di altro partecipante dal momento che tale atto, di natura endoprocedimentale, non possiede un'autonoma lesività (T.A.R. Sicilia, Palermo, sez. III 4 gennaio 2016 n. 10; Cons. Stato, sez. VI, 11 marzo 2015 n. 1261; T.A.R. Toscana, sez. I, 27 ottobre 2011, n. 1596)».

Dunque per il Tar Toscana va innanzitutto chiarito se il nuovo rito può essere immediatamente applicato anche alle procedure in corso oppure vada riservato solo agli appalti banditi dopo l'entrata in vigore del nuovo codice.

Per il collegio toscano la soluzione si trova all'articolo 216 del codice che stabilisce le norme di entrata in vigore del decreto. In quell'articolo si precisa che «si applica alle procedure e ai contratti per i quali i bandi o avvisi con cui si indice la procedura di scelta del contraente siano pubblicati successivamente alla data della sua entrata in vigore nonchè, in caso di contratti senza pubblicazione di bandi o di avvisi, alle procedure e ai contratti in relazione ai quali, alla data di entrata in vigore del presente codice, non siano ancora stati inviati gli inviti a presentare le offerte».

Una formulazione che secondo Il tar non lascia spazio a dubbi, anche di fronte alla scelta diversa operata in estate dal Tar di Reggio Calabria - sentenza n. 829/2016 - secondo cui, al contrario, il nuovo rito appalti introdotto dal codice « trova immediata applicazione anche ai giudizi pendenti, trattandosi di disposizione processuale, a nulla rilevando che la gara sia stata indetta nella vigenza del d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163, circostanza questa ininfluente ai fini della immediata applicabilità del regime processuale».

«Il Collegio - si legge nella sentenza del Tar Toscana - non ignora la recente pronuncia di altro T.A.R, ma ritiene tali conclusioni non persuasive».

 

 

Osseratorio Oice-Informatel sulle gare pubbliche di ingegneria e architettura

I primi nove mesi dell'anno, secondo i dati dell'Osseratorio Oice-Informatel, hanno registrato un incremento del 46,9% del valore sullo stesso periodo del 2015, mentre a settembre tutto il mercato cresce del 93,4% per il numero e del 116,5% per l'importo.

Anche le gare di sola progettazione sono in forte rialzo, +23,3% per le gare e +31,3% per il valore dopo il terzo trimestre dell'anno. Prendendo in considerazione i quattro mesi estivi (da giugno a settembre), i bandi di sola progettazione crescono del 38,2% e del 51,6%.

A settembre le gare per servizi di ingegneria e architettura sono state 553 (di cui 35 sopra soglia), per un importo complessivo di 47,7 milioni (31,9 sopra soglia). Rispetto a settembre 2015 il numero aumenta del 93,4% (+75% sopra soglia e +94,7% sotto soglia) mentre il valore ha un balzo del 116,5% (+166,4% sopra soglia e +56,7% sotto soglia).

Le gare italiane pubblicate sulla gazzetta comunitaria sono passate dalle 263 unità dei primi nove mesi del 2015, alle 363 dello stesso periodo di quest'anno, con una crescita del 38%. Nell'insieme dei paesi dell'Unione Europea il numero dei bandi presenta, nello stesso periodo, una crescita dell'8,4%. L'incidenza del nostro Paese continua ad attestarsi su un modesto 2,4%, un dato di gran lunga inferiore rispetto a quello di paesi di paragonabile rilevanza economica: Francia 31,1%, Germania 21,0%, Polonia 7,5%, Gran Bretagna 5,7%.

 

Scuole, assegnati alle Regioni i 10 milioni di euro di mutui Bei

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 7 ottobre il DM 5 agosto 2016 che ripartisce tra le Regioni i circa 10 milioni di euro aggiuntivi stanziati dalla legge 107/2015 (La Buona scuola) per i mutui agevolati stipulati con la BEI (Banca Europea per gli Investimenti).

I circa 10 milioni di euro supplementari di rata mutuo a carico dello Stato, daranno la possibilità alle Regioni di finanziare ulteriori 350 interventi di edilizia scolastica tra quelli inseriti nella Programmazione triennale.

La Regione che si aggiudica la quota maggiore di finanziamenti è la Lombardia con circa 1 milione e 500 mila euro; a seguire la Campania, con più di 910 mila euro, e il Veneto con più di 860 mila euro.

 Il Decreto Mutui, lo ricordiamo, ha messo sul piatto 905 milioni di euro per interventi di edilizia scolastica. Le risorse messe a disposizione copriranno gli oneri di ammortamento a carico dello Stato per finanziare interventi di manutenzione straordinaria nelle scuole.

Tutto è iniziato con il decreto “L’istruzione riparte” (DL 104/2013), che ha stanziato 40 milioni di euro annui per la copertura di mutui trentennali per interventi straordinari su scuole pubbliche, palestre scolastiche, residenze per studenti universitari e immobili dell'Alta formazione artistica. La misura è stata in seguito arricchita con “La Buona Scuola” (Legge 107/2015), che ha portato le risorse a 50 milioni di euro annui.

 

 

 

L’Agenzia del Demanio lancia ‘OpenDemanio Cantieri’

L’Agenzia del Demanio mette online OpenDemanio-Cantieri, il sito che localizza gli interventi edilizi programmati sul patrimonio immobiliare dello Stato gestito dalla stessa Agenzia.

Si tratta della nuova sezione della piattaforma digitale OpenDemanio dove sono attualmente inseriti 138 cantieri al di sopra dei 100.000 euro. Il valore complessivo dei fondi stanziati per tutti gli interventi è pari a 321,5 milioni di euro.

Sul nuovo sito è possibile consultare le schede dei singoli cantieri per conoscere nel dettaglio se si tratta di lavori di manutenzione e restauro oppure di razionalizzazione degli spazi e riqualificazione, la fase di avanzamento, la data prevista per il collaudo e il finanziamento disponibile.

Il sistema consente, inoltre, di individuare gli interventi attraverso una ricerca libera per area geografica, oppure, attivando il filtro “110 città”, per confini comunali dei capoluoghi di provincia. La ricerca può altrimenti seguire il criterio della fase dell’intervento - avvio, progettazione, gara, esecuzione, fine lavori, chiusi nel 2016 - o della tipologia di lavori previsti.

Dopo i Cantieri, la piattaforma OpenDemanio, che già consente di conoscere più da vicino i beni statali, si arricchirà entro la fine dell’anno di nuove funzionalità per dare a tutti un’informazione aggiornata, trasparente e sempre più puntuale sui progetti di razionalizzazione e valorizzazione del patrimonio immobiliare di proprietà dello Stato.

La finalità dell’intero progetto è di mettere a disposizione dei cittadini e del territorio informazioni utili e complete sulle operazioni di rigenerazione del patrimonio immobiliare in gestione all’Agenzia del Demanio, in modo da rappresentare le opportunità offerte dalle iniziative in corso e stimolare così altri progetti di crescita, occupazione e sviluppo locale e nazionale.

  

 

PROFESSIONISTI

 

Circolare del CNI sulla responsabilità solidale del professionista

Circolare del Consiglio nazionale degli ingegneri n. 804 di oggi 10 ottobre 2016, avente ad oggetto le problematiche relative alla responsabilità solidale del professionista.

In particolare, la circolare è incentrata sul tema della clausola per la copertura assicurativa di maggior termine per la notifica delle richieste di risarcimento.

Qui è disponibile il testo.

 

 

Professionisti, 19 bandi per finanziare l'attività: guida regione per regione

Diciannove opportunità di finanziamento per i professionisti e le Pmi nell'ultimo mese. È questo il risultato dell'analisi svolta a settembre da Geoweb, la società controllata dal Consiglio nazionale dei geometri. Scandagliando incentivi e agevolazioni di Regioni, enti locali e amministrazioni pubbliche di varia natura, è possibile comporre un puzzle parecchio variegato.

Si parte dalla Regione Veneto. Qui è disponibile il progetto Valore, che finanzia interventi per il passaggio generazionale e la valorizzazione del capitala aziendale. La Camera di commercio di Potenza, scendendo a Sud, prevede il riconoscimento di contributi a fondo perduto per le Pmi e le partite Iva, finalizzati all'acquisizione di beni e servizi funzionali a promuovere «una crescita economica innovativa e sostenibile».

In Emilia Romagna ci sono finanziamenti più settoriali: riguardano la diversificazione delle attività agricole con impianti per la produzione di energia da fonti alternative e i servizi innovativi delle piccole e medie imprese. Mentre la Sicilia sostiene finanziariamente «gli acquisti di servizi qualificati da parte delle Pmi residenti nel proprio territorio». In Molise è stato istituito, poi, un Fondo unico anticrisi per garanzie dirette e controgaranzie su finanziamenti alle Pmi.

Ancora, ci sono gli strumenti dedicati ai servizi ad alto contenuto tecnologico della provincia autonoma di Bolzano: promuovono iniziative a supporto di questo tipo di offerta. La Camera di commercio di Venezia, invece, lancia un bando per l'alternanza scuola-lavoro: promuove le attività di avvicinamento delle imprese ai percorsi scolastici.

I progetti integrati territoriali della Regione Toscana prevedono di realizzare interventi coordinati finalizzati al miglioramento ambientale ed alla mitigazione e all'adattamento ai cambiamenti climatici. Mentre la Sardegna si sta muovendo per promuovere i partenariati misti: consistono nel favorire le aggregazioni di imprese che incrementano la propensione all'export, promuovendo l'ingresso e il consolidamento sui mercati internazionali delle produzioni di eccellenza regionale.

La rassegna ricorda anche il Fondo Kyoto per l'efficienza energetica delle scuole e il super bonus dedicato all'occupazione dal Governo, per trasformare i tirocini in assunzioni a tempo indeterminato. Mentre il Fondo Futuro della Regione Lazio concede finanziamenti a tasso agevolato per sostenere imprese esistenti, nuovi progetti e nuove esperienze imprenditoriali. Ancora, la Regione Liguria lancia un piano per la rigenerazione urbana che punta a favorire l'efficientamento energetico ed integrare le diverse forme e strumenti di finanziamento.

Infine, la società dei geometri ricorda anche le opportunità aperte di recente dalla Commissione europea. Riguardano, nello specifico, le sovvenzioni nel settore dell'infrastruttura energetica transeuropea: serviranno a finanziare progetti di interesse comune riguardanti le infrastrutture energetiche, che siano in grado di apportare benefici sociali significativi ed assicurare la collaborazione tra gli Stati membri. Il monitoraggio completo, comunque, è disponibile sul sito «Geometri in rete».

 

 

FISCO

 

Agenzia Entrate: criteri per determinare credito d'imposta a favore degli enti di previdenza obbligatoria

La risoluzione dell’Agenzia delle Entrate del 13 ottobre fornisce indicazioni circa i criteri per la determinazione del credito d'imposta previsto dall'articolo 1 commi 91, 92 e 93 dalla legge 23 dicembre 2014, n. 190 (legge di Stabilità 2015) a favore degli enti di previdenza obbligatoria e delle forme di previdenza complementare.

In particolare viene indicato il momento di versamento delle somme impegnate come momento rilevante per usufruire del credito in questione, viene delineato un modello cronologico per masse per individuare i rimborsi di investimenti in taluni tipi di OICR in relazione ai quali è necessario un reinvestimento per continuare a fruire del credito, e vengono date indicazioni per individuare, ai fini della normativa in questione, il momento in cui le start up terminano la fase di avvio.

Il testo è consultabile qui.

 

Osservatorio sulle partite Iva

Aumentano del 9,2%, rispetto allo stesso mese dello scorso anno, le nuove partite Iva aperte ad agosto 2016. È il primo dato rilevabile nella consueta sintesi pubblicata sul sito del dipartimento delle Finanze con le informazioni suddivise per natura giuridica, settore, territorio e dati demografici. In particolare, ne sono state avviate 18.097, circa la metà di quelle aperte a luglio (37.512) ma, si sa, il mese di agosto è quello prescelto per la pausa estiva della maggior parte delle attività e, pertanto, la rilevazione acquista valore solo se confrontata con analoghi periodi dell’anno.

Dal punto di vista della natura giuridica, le maggiori aperture si registrano dalle persone fisiche, con un 75,1% del totale. Alle società di persone va il 4,3% e a quelle di capitali il 19,6%, un risultato, quest’ultimo, veramente significativo, che supera il dato di agosto 2015 di un +23,4 per cento. Rispetto a tale mese, comunque, gli aumenti sono diffusi indistintamente per tutte le forme giuridiche (+12,2% per le società di persone, +6% per le persone fisiche).

Sul fronte territoriale, la parte più consistente di nuove partite Iva è rilevata al Nord (42%). Al Centro si conta il 21,7%, mentre al Sud e nelle Isole è riunito il 36,1 per cento. Confrontando i dati con quelli dello stesso mese dell’anno precedente, risaltano le performance di Sardegna (+41,6%), la Calabria (+21,8%) e la Valle d’Aosta (+15,6%). Agli estremi opposti, invece, l’Abruzzo e la provincia autonoma di Trento, con una diminuzione di avviamenti compresa tra il 5 e il 6 per cento.

L’osservazione per settore produttivo assegna la palma d’oro, come regolarmente avviene, al comparto del commercio, che apre il 22,2% del totale delle nuove partite Iva. A ruota seguono l’agricoltura (14,5%) e le attività professionali (11,1%). Tra i settori elencati, il miglior risultato arriva senza dubbi dall’agricoltura, che piazza un +50% sullo stesso mese dell’anno scorso. Si destreggiano bene anche la sanità (+25,5%) e le attività immobiliari (+18,9%). In controtendenza, la prestazione del settore servizi alle imprese (-8,9%), del commercio che, pur essendo il comparto con più aperture, fa segnare un calo del 4,5% e dell’istruzione (-1,3%).

“Demograficamente” discorrendo, rimane costante la preponderanza della quota maschile (61,3%). In ogni caso, il 47,8% delle aperture è appannaggio dei giovani fino a 35 anni e il 32,9% dei cittadini tra i 36 e i 50 anni. Ma, a guardar bene, in confronto ad agosto 2015, tutte le fasce d’età registrano aumenti e, tra i più intraprendenti, troviamo niente di meno che gli over 65.

Infine, la sintesi rileva che, dei nuovi soggetti Iva, il 20,3% risulta nato all’estero e il 33% (più di 6mila contribuenti) ha aderito al regime agevolato forfettario, mettendo a segno un +11,3% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

 

Fisco Oggi: risposte a quesiti

Quando il lavoro autonomo è occasionale

Bonus ristrutturazione: convivenza e comodato

Pensione estera: tassazione in Italia

Termini di rettifica in tandem per tributo e relativo bonus 

Cedolare secca nei comuni disastrati

Bonus mobili: vincolo temporale

Secondo corso FAD "Dall’amianto alle fibre artificiali vetrose: rischi e prevenzioni”

Inviato da admin il

Roma, 10 ottobre 2016

 

Caro/a Collega,

 

è con piacere che la Fondazione Architetti e Ingegneri liberi Professionisti iscritti a Inarcassa comunica l’avvio del secondo corso di formazione a distanza erogato dalla Fondazione sui temi della sicurezza, dal titolo:

 

“Dall’amianto alle fibre artificiali vetrose: rischi e prevenzioni”

 

 

Il corso, della durata di 8 ore suddivise in moduli di 15 minuti ciascuno, sarà tenuto dal Geom. Stefano Farina e Dott.ssa Antonella Grange, docenti presso la Società SEIDUESEI.org.Srl e sarà disponibile orientativamente a partire dal 13 ottobre al 30 settembre 2017. 

 

L’iscrizione al corso è gratuita per gli iscritti alla Fondazione. La registrazione dovrà avvenire attraverso il portale www.fondazionearching.it entro il 30 aprile 2017

Tale attività formativa darà diritto all’attribuzione di CFP nella misura indicata dalla normativa attuale dei Consigli Nazionali per i corsi in materia di “salute e sicurezza nei luoghi di lavoro”: 

  • n. 2 CFP per gli Architetti 
  • n. 8 CFP per gli Ingegneri 

 

Il corso oltre al rilascio dei CFP e di un apposito attestato nominativo di frequenza, consentirà, facoltativamente, il rilascio di un attestato finale SPECIFICO ( ottenibile tramite verifica di apprendimento individuale) valido:

 

- ai fini del computo dell’aggiornamento quinquennale delle 40 ore, obbligatoriamente previste per il mantenimento dei requisiti di coordinatore della sicurezza ai sensi dell’art. 98 D. lgs. 81/2008 e allegato XIV;

 

-ai fini del computo dell’aggiornamento quinquennale delle 40 ore, obbligatoriamente previste per il mantenimento dei requisiti di R.S.P.P.  (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione) ai sensi dell’art.32 del D. Lgs. 81/2008, secondo quanto previsto dall'Accordo Stato Regioni del 07/07/2016;

- ai fini del computo dell’aggiornamento quinquennale delle 20 ore, obbligatoriamente previste per il mantenimento dei requisiti di A.S.P.P.  (Addetto al Servizio di Prevenzione e Protezione) ai sensi dell’art.32 del D. Lgs. 81/08, secondo quanto previsto dall'Accordo Stato Regioni del 07/07/2016.

 

La verifica di apprendimento e il rilascio del suddetto attestato, avverrà  in videoconferenza individuale. Tale attività di verifica e di rilascio dell’attestato avverrà direttamente in un rapporto individuale tra il singolo professionista e la Società SEIDUESEI.org.S.r.l., curatrice della verifica di apprendimento. La verifica individuale e il rilascio dell’attestato valido ai fini della computabilità delle otto ore del corso anche ai fini dell’aggiornamento quinquennale avrà un costo pari a € 10,00 oltre IVA, che dovrà essere pagato prima dell’effettuazione della verifica con le modalità che verranno comunicate direttamente dalla citata società curatrice della verifica. 

 

N.B.: La procedura di rilascio dell’attestato valido ai fini del computo dell’aggiornamento quinquennale delle 40 ore è attività autonoma ed esterna a quella della Fondazione.

 

Sono previsti al termine dei singoli moduli (4 moduli da 15 minuti) dei test di verifica costituiti da n. 8 domande a risposta multipla per ogni CFP riconosciuto. Ai fini del superamento dei test è richiesto rispondere correttamente ad almeno l’80% dei quesiti proposti. (7 risposte corrette su 8).

 

Nello specifico è prevista la trattazione dei seguenti temi:

  • Cos’è l’amianto 
  • Utilizzo dell’amianto e dove è ancora possibile ritrovarlo
  • Normativa in materia di amianto
  • Decreto Legislativo 81/2008 e s.m.i.
  • La normativa specifica
  • La mappatura dell’amianto all’interno dei cantieri
  • Messa in sicurezza e rimozione di manufatti contenenti amianto
  • La progettazione della sicurezza e la redazione del Piano di Sicurezza e coordinamento: il ruolo del coordinatore in fase progettuale
  • Il coordinamento in fase esecutiva: il ruolo del coordinatore in fase esecutiva
  • Ruoli e responsabilità dei soggetti
  • La formazione degli operatori
  • Le fibre artificiali vetrose
  • Aspetti ambientali e smaltimento dei rifiuti

 

Per una migliore navigazione sulla piattaforma e-learning è necessario utilizzare Internet Explorer 10 o superiore, Safari 7 o superiore, Chrome, Firefox e abilitare la visualizzazione dei popup nel browser.

 

Per informazioni www.fondazionearching.it o ai seguenti recapiti:

tel: 06-85274216 

e-mail:info@fondazionearching.it.

 

Certi che questa iniziativa risulti a Te gradita.

 

Il Presidente della Fondazione

 Architetti Ingegneri Liberi Professionisti 

     Iscritti a Inarcassa

    Arch. Andrea Tomasi     

NUOVO CORSO GRATUITO DI FORMAZIONE FAD “DALL’AMIANTO ALLE FIBRE ARTIFICIALI VETROSE: RISCHI E PREVENZIONI”

CONCLUSO

La Fondazione Architetti e Ingegneri liberi Professionisti Iscritti Inarcassa è lieta di comunicare l’avvio del secondo corso di formazione a distanza erogato dalla Fondazione sui temi della sicurezza, dal titolo:

“Dall’amianto alle fibre artificiali vetrose: rischi e prevenzioni”

Rubrica di aggiornamento legislativo e giurisprudenziale del 9 ottobre 2016

Inviato da admin il

Linee Guida: possibilità di partecipare alla gara per la progettazione definitiva ed esecutiva per il professionista che ha redatto il progetto di fattibilità tecnico economica.

A mente dell’art. 23, co. 12, d.lgs. n. 50/2016, la progettazione definitiva ed esecutiva sono svolte, preferibilmente, dal medesimo soggetto. Ciò, al precipuo fine di assicurare continuità nella progettazione. L’articolo successivo, al comma 7, pone il divieto per il professionista che abbia redatto gli elaborati progettuali di partecipare alla gara per l’affidamento dei lavori cui il progetto si riferisce.

L’ANAC, con le recentissime linee guida sull’affidamento dei servizi attinenti l’architettura e l’ingegneria (Linee Guida n. 1 del 14 settembre 2016), ha affermato che “Un secondo elemento cardine è costituito dall’essere svolte la progettazione definitiva e quella esecutiva, preferibilmente, dal medesimo soggetto, onde garantire omogeneità e coerenza al processo (art. 23, comma 12). Tenuto conto di tale principio di continuità e del divieto di cui all’art. 24, comma 7, è ammissibile la partecipazione alla gara per il servizio di progettazione definitiva ed esecutiva anche del progettista che ha redatto l’eventuale progetto di fattibilità tecnica e economica. Risulta, infatti, accentuato il criterio di continuità nello svolgimento delle varie fasi della progettazione, permanendo il solo divieto per gli affidatari degli incarichi di progettazione di partecipare alla gara per l’appalto dei lavori (art. 24, comma 7)”.

In altri termini, l’ANAC ha ritenuto preminente il principio di continuità nell’esecuzione dei vari livelli di progettazione, per il resto ribadendo il divieto di legge “a valle”, che impedisce a tali professionisti di concorrere alla gara per l’affidamento dei lavori. Sul punto, è utile chiarire che tale divieto non va declinato in senso assoluto, ma solo se e in quanto dalla precedente esecuzione della progettazione il professionista – ossia la compagine della quale fa parte – abbia trattato o possa trarre un vantaggio competitivo. Infatti, già nel vigore del vecchio Codice il legislatore aveva mitigato il rigore del divieto, attraverso la previsione secondo la quale esso non opera nel caso in cui “l’esperienza acquisita nell'espletamento degli incarichi di progettazione non è tale da determinare un vantaggio che possa falsare la concorrenza con gli altri operatori” (art. 90, co. 8 bis, d. lgs. n. 1643/06, come inserito dall’art. 20, co. 1, lett. b), l. n. 161/14). La previsione è oggi riprodotta all’art. 24, co. 7, ultimo periodo. L’onere della prova circa l’assenza di un vantaggio competitivo grava sul concorrente che versa in tale situazione.

 

Linee Guida: affidamento di incarichi di progettazione con importo superiore alla soglia comunitaria. 

L’art. 83, co. 4, lett a), d.lgs. n. 50/2016, statuisce che le stazioni appaltanti possono richiedere, ai fini della valutazione economico finanziaria del partecipante, “che gli operatori economici abbiano un fatturato minimo annuo, compreso un determinato fatturato minimo nel settore di attività oggetto dell’appalto”.

L’allegato XVII, part. I, lett. c) del codice specifica, poi, che il fatturato minimo annuo, sia esso globale o specifico, può essere richiesto al massimo con riferimento agli ultimi tre esercizi disponibili. Inoltre, con riferimento ai requisiti tecnico organizzativi, la stazione appaltante può esigere un elenco dei principali servizi effettuati negli ultimi tre anni, nonché dei tecnici o degli organismi tecnici che facciano, o meno, parte integrante dell’operatore economico.

Il quadro normativo, con riferimento ai servizi di architettura ed ingegneria, non fornisce ulteriori indicazioni in ordine ai requisiti di capacità economico-finanziaria e tecnico-organizzativa. L’ANAC, tuttavia, facendo un generico riferimento agli appalti di servizi e forniture, afferma che è possibile individuare i seguenti ulteriori requisiti:

  1. Fatturato globale per i servizi di architettura ed ingegneria espletati nei migliori tre esercizi dell’ultimo quinquennio antecedente alla pubblicazione del bando, per un importo massimo pari al doppio di quello posto a base di gara;
  2. Espletamento, negli ultimi dieci anni, di servizi di architettura ed ingegneria relativi a lavori appartenenti ad ognuna delle classi e categorie cui si riferiscono i lavori da affidare, per un importo globale per ogni classe e categoria variabile tra 1 e 2 volte l’importo stimato dei lavori, calcolato con riguardo ad ognuna delle classi e categorie;
  3. Svolgimento, negli ultimi dieci anni, di due servizi di architettura ed ingegneria relativi a lavori appartenenti ad ognuna delle classi e categorie dei lavori cui si riferiscono i servizi da affidare, per un importo totale non inferiore ad un valore compreso fra lo 0,40 e lo 0,80 dell’importo stimato dei lavori;
  4. Per i soggetti organizzati in forma societaria, il numero medio annuo del personale tecnico utilizzato negli ultimi tre anni (con riferimento ai soci attivi, i dipendenti, i consulenti con contratto di collaborazione iscritti negli albi professionali e che firmino il progetto ovvero i rapporti di verifica del progetto, ovvero che facciano parte dell’ufficio di direzione lavori che abbiano fatturato alla società offerente più del 50% del proprio fatturato annuo) in misura proporzionata alle unità stimate nel bando e, al massimo, non superiore al doppio;
  5. Per i professionisti singoli o associati, il numero di unità minime di tecnici in misura proporzionata alle unità stimate nel bando e, al massimo, non superiori al doppio, potendo raggiungerle anche mediante la costituzione di un raggruppamento temporaneo di professionisti.

 

Linee Guida: cauzione provvisoria e polizza di responsabilità civile negli appalti di progettazione. 

L’art. 93, co. 10, d. lgs.vo n. 50/16 fa espresso divieto, per la stazione appaltante, di chiedere la cd. cauzione provvisoria per i concorrenti agli incarichi di progettazione, redazione del piano di sicurezza e coordinamento e dei compiti di supporto al R.U.P. Con riferimento a tali incarichi, i concorrenti sono obbligati a dimostrare la sola copertura assicurativa per la responsabilità civile professionale, relativa ai rischi connessi allo svolgimento delle attività di competenza. 

Una volta per tutte, risulta tipizzata la volontà del legislatore di voler disciplinare in maniera diversa le garanzie che devono essere presentate dall’esecutore dell’appalto rispetto a quelle dei progettisti, per i quali opera il solo vincolo della polizza di responsabilità civile. 

Invero, tale differenziazione è stata finora ricavata, in via prudenziale, dal combinato disposto di cui agli artt. 75 e 111 d. lgs.vo n. 163/06, in considerazione delle finalità perseguite con le varie forme di garanzia previste dal legislatore. 

Così, mentre in generale la cauzione provvisoria trova la propria ratio nell’esigenza di garantire la serietà dell’offerta presentata dai partecipanti nelle procedure concorsuali, assumendo funzione al contempo indennitaria e sanzionatoria, nei servizi di progettazione a garantire il committente pubblico è già sufficiente la polizza assicurativa della quale il professionista deve obbligatoriamente munirsi per la RC professionale. In questo senso, appare persino eccessivo che continui ad essere previsto l’obbligo per il professionista aggiudicatario di produrre la cauzione definitiva. Anch’essa, infatti, ha un oggetto parzialmente coincidente con quello dell’assicurazione per la RC professionale, con la differenza che riguarda un singolo incarico anziché il complesso delle attività del professionista. 

Sul punto, l’ANAC non ha mancato di rilevare nelle Linee Guida il principio “secondo cui la stazione appaltante può chiedere la prestazione di una copertura assicurativa per la responsabilità civile professionale, per i rischi derivanti dallo svolgimento delle attività di competenza ma non anche la c.d. cauzione provvisoria per i concorrenti agli incarichi di progettazione, redazione del piano di sicurezza e coordinamento e dei compiti di supporto al RUP (art. 93, comma 10). Tale polizza di responsabilità civile professionale del progettista esterno deve coprire i rischi derivanti anche da errori o omissioni nella redazione del progetto esecutivo o definitivo che abbiano determinato a carico della stazione appaltante nuove spese di progettazione e/o maggiori costi”.

 

 

Linee Guida: distinzione fra progettazione ed esecuzione.

Ai sensi dell’art. 59, co. 1, d. lgs.vo n. 50/16, gli appalti relativi ai lavori devono essere affidati ponendo a base di gara il progetto esecutivo, il cui contenuto garantisce la rispondenza dell’opera ai requisiti di qualità predeterminati, nonché il rispetto dei tempi e dei costi previsti. 

Il contenuto del progetto esecutivo viene ulteriormente specificato nell’art. 23, co. 8, del Codice, a mente del quale tale progetto deve determinare, in ogni dettaglio, i lavori, il relativo costo previsto, il cronoprogramma coerente con quello del progetto definitivo e deve, altresì, essere sviluppato ad un livello di definizione tale che ogni elemento sia identificato per forma, tipologia, qualità, dimensione e prezzo. 

L’art. 59, co. 1, citato, peraltro, vieta, oramai, alle stazioni appaltanti di ricorrere allo strumento del cd. appalto integrato, se non nelle ipotesi espressamente fatte salve dalla medesima norma. Tali eccezioni si sostanziano nei casi di affidamento a contraente generale, finanza di progetto, affidamento in concessione, partenariato pubblico privato e contratto di disponibilità.

Tuttavia, come specificato dall’ANAC nelle citate Linee Guida, tale divieto non si estende ai settori speciali: “Il divieto di cui all’art. 59 non trova applicazione nei settori speciali, non essendo la norma richiamata dall’art. 114 del Codice né dalle successive disposizioni di dettaglio”.

Nuovo appuntamento webinar, "progettare all'estero istruzioni per l'uso"

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Caro/a Collega,

 

eccoci ad un nuovo appuntamento con i SEMINARI WEB della Fondazione, dal titolo:

 

PROGETTARE ALL’ESTERO ISTRUZIONI PER L’USO

12 OTTOBRE - ORE 14,45

 

case history di chi è riuscito ad affermarsi nel mercato internazionale della progettazione

 

 

Saluti istituzionali:

 

Arch. Giuseppe Santoro                          Presidente Inarcassa

 

Introducono:

 

Arch. Andrea Tomasi                                       Presidente Fondazione Inarcassa

Arch. Francesco Orofino                                               Vice Presidente Inarch                                          

Interventi:

 

Arch. Francesco Gatti                                                    3GATTI

Arch. Susanna Ferrini                                                    n!studio

 

 

Coordinatore dell’evento: Arch. Felice De Luca

 

 

Le storie raccolte, forse più di mille informazioni tecnico-burocratiche raccontano come un progettista italiano può concretamente avviare la ricerca di occasioni di lavoro in giro per il mondo, pur tra mille difficoltà ed ostacoli.

 

Obiettivo di questa iniziativa è quello di presentare ad un pubblico vasto di progettisti l’esperienza di alcuni degli studi che operano all’estero - pur essendo a tutti gli effetti “studi italiani” -  individuati dalla ricerca, per illustrare il percorso che ha condotto a progettare un’opera all’estero. 

 

L’evento, trasmesso in modalità streaming, si svolgerà mercoledì 12 ottobre con inizio alle ore 15.00.

 

Per gli Architetti, iscritti alla Fondazione, è previsto il riconoscimento dei 2 CFP per coloro che seguiranno l’evento on-line. Ai fini dell’accreditamento dei CFP è richiesto di accedere tramite il nostro portale, il giorno 12 ottobre, a partire dalle ore 12:00, inserendo le credenziali della Fondazione, e di seguire il corso per l'intera durata. Ai fini della verifica della presenza, la piattaforma invierà dei codici ad intervalli di tempo irregolari che ciascun utente dovrà digitare.

Tutti gli interessati, fino al raggiungimento di 1000 utenze live, avranno comunque, libero accesso alla visualizzazione dell’evento in streaming nell’Area Formazione del portale, al seguente LINK.

Ti informo, inoltre, che, durante l’evento, tutti gli iscritti Inarcassa potranno formulare quesiti e commenti, partecipando alla consueta Chat, inserendo il proprio PIN di Inarcassa on line ( IN….).

 

La partecipazione all’evento web, in qualsiasi modalità, è totalmente gratuita!

 

Dal 14 ottobre 2016 sarà attivo l’“OPEN BLOG” per formulare osservazioni e/o inviare proposte sull’argomento trattato che saranno discusse e approfondite in una sessione aperta on line con il coordinatore dell’evento e Consigliere della fondazione, Arch. Felice de Luca.

 

 

Ti aspettiamo!!

La Fondazione 

Sintesi di monitoraggio legislativo 16/30 settembre 2016

Inviato da admin il

SINTESI DI MONITORAGGIO LEGISLATIVO E REGOLATORIO

 

Nella riunione del 27 settembre il Consiglio dei Ministri ha approvato la Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza 2016.

La Nota aggiorna il quadro macroeconomico tendenziale e definisce il programma di finanza pubblica per il triennio 2017-2019.

Con una economia globale in rallentamento, la ripresa in Italia nel 2016 è stimata in lieve accelerazione rispetto al 2015. Il programma economico-finanziario del Governo per il 2017 si pone l'obiettivo di stimolare la crescita e al tempo stesso di proseguire nel percorso di riduzione del rapporto deficit/PIL. Infatti il quadro programmatico contempla nel prossimo anno una crescita del Prodotto interno lordo in ragione dell'1,0% rispetto all'anno in corso mentre il deficit è atteso in diminuzione al 2,0% del PIL (era pari al 3,0% nel 2014, al 2,6% nel 2015, viene stimato al 2,4% nel 2016).

Qui sono disponibili tutti i documenti economici e la relazione al Parlamento.

 

LAVORI PUBBLICI & EDILIZIA

 

 

  • IL NUOVO CODICE APPALTI

 

Linee guida definitive servizi architettura e ingegneria

Giovedì 22 settembre l’ANAC ha pubblicato la delibera  n. 973 del 14 settembre 2016  - Linee Guida n. 1, di attuazione del   D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50, recanti  “Indirizzi generali   sull’affidamento dei servizi attinenti   all’architettura e all’ingegneria”.

Si tratta delle prime linee guida attuative del nuovo codice appalti adottate in via definitiva.

Testo e relazione illustrativa delle linee guida sono disponibile qui.

 

Consiglio di Stato: approvato parere sulle linee guida ANAC sui commissari di gara

Qui è disponibile un focus, con i profili di maggiore interesse, sul parere del Consiglio di Stato n. 1919 del 14 settembre 2016 sulle Linee guida ANAC relative ai "Criteri di scelta dei commissari di gara e di iscrizione degli esperti nell’Albo nazionale obbligatorio dei componenti delle commissioni aggiudicatrici".

Si tratta delle regole operative che devono essere seguite nella composizione delle commissioni giudicatrici e nella gestione da parte dell’ANAC dell’Albo dei componenti la commissione.

Il nuovo codice, si sottolinea nel parere, ha optato per un sistema di preferenza per i commissari esterni rispetto a quelli interni alla stazione appaltante, al fine di garantire una maggiore attuazione dei  principi di imparzialità e trasparenza.

Qui sono disponibili tutti i pareri del Consiglio di Stato sul nuovo codice appalti, sulla riforma della PA e sui provvedimenti attuativi di tali provvedimenti.

 

Le audizioni sull’attuazione del nuovo codice appalti

Lunedì 19 settembre le Commissioni riunite lavori pubblici di Camera e Senato hanno avviato le audizioni nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla fase di attuazione del nuovo codice appalti, al fine di individuare i profili della disciplina su cui intervenire col decreto correttivo.

  • Unionsoa e General Soa: ripristinare il bonus di dieci anni per la qualificazione

A parlare per prime sono state le società di attestazione, rappresentate da Unionsoa e da General Soa che in primo lugoo, hanno messo in luce il problema relativo all'arco temporale – che il nuovo codice ha abbassato da dieci a cinque anni – con riferimetno al quale calcolare i fatturati, in sede di firma dei contratti Soa.

Il periodo più breve costringe le società di attestazione a concentrarsi su un quinquennio di crisi profonda e, di conseguenza, ad abbassare classifiche e a tagliare categorie. Le società, allora, chiedono il ripristino del «bonus dei dieci anni» per dare respiro alle imprese.

Una seconda questione riguarda la natura pubblicistica delle Soa che, a partire dall'entrata in vigore del nuovo Codice, «non rivestono più il ruolo di esercenti di pubblica funzione». Questo si traduce in un rallentamento nella fase di acquisizione dei documenti, ad esempio per le certificazioni antimafia. Servirebbe, allora, una correzione.

Infine, sul rating di impresa le Soa dichiarano la loro disponibilità «ad avviare una sperimentazione sulla verifica del rating d'impresa da effettuarsi in tre fasi: sperimentazione su base storica, sperimentazione parallela, sperimentazione in linea».

  • Rete delle professioni tecniche: tenere duro sul divieto di appalto integrato

Gli interventi richiesti dalla Rete delle professioni tecniche, invece, puntano tutti nella stessa direzione: potenziare la centralità del progetto, garantita solo in parte dal Dlgs n. 50 del 2016. Bisogna, quindi, prevedere l'obbligo per le amministrazioni pubbliche di usare i corrispettivi del ministero della Giustizia. L'obiettivo è "scongiurare il rischio che le stesse stazioni appaltanti, sottostimando l'importo da porre a base d'asta", possano affidare «servizi di architettura e ingegneria ed altri servizi tecnici con procedure errate, limitando la concorrenza».

Una riforma robusta servirebbe sui concorsi. «Per l'effettiva valorizzazione della fase progettuale», bisogna necessariamente rilanciare il concorso, «fissando l'obbligo di affidare la progettazione esecutiva al vincitore del bando di concorso». Mentre è essenziale «tenere duro» sul divieto di appalto integrato, che non andrà ritoccato. Aggiustamenti sono necessari anche sul due per cento. Bisognerebbe, cioè, definirlo ancora meglio e vietare espressamente l'incarico di collaudo ai dipendenti della stazione appaltante. Sul contributo integrativo alle casse professionali, infine, va ribadito che questo andrà applicato ai corrispettivi di tutti i professionisti iscritti agli albi di appartenenza, comprese le società di ingegneria.

  • Oice: Tornare al documento preliminare alla progettazione

L'associazione delle società di ingegneria ha espresso grande soddisfazione per i risultati raccolti con il nuovo Codice, anche se ha messo in luce la necessità di rivedere il riferimento al decreto parametri: bisognerebbe passare esplicitamente all'obbligo, allineandosi alle indicazioni dell'Anac.

Sul fronte dei supporti al Rup, sarebbe necessario andare verso l'affidamento a terzi del project management in alcuni casi, in via sperimentale. Dubbi sulla mancanza del divieto di subordinare il pagamento dei corrispettivi al finanziamento dell'opera: andrebbe inserito, per evitare che i progettisti finanzino la pubblica amministrazione. Infine, per quanto riguarda il documento preliminare alla progettazione, «questo andrebbe ripristinato nel quadro del lavoro che sta facendo il Consiglio superiore dei lavori pubblici», perché si tratta di un documento essenziale per spiegare come va impostato il lavoro di progettazione.

I contributi e le memorie depositate dai soggetti auditi sono disponibili qui.

 

Appalti, verso il testo unico con le norme di attuazione del codice

Un testo unico che tenga dentro tutte le norme di attuazione del Codice appalti. Per comporre un profilo definito di un quadro che, con l'avanzare dei provvedimenti dell'Anac e del Governo, comincia a farsi particolarmente frammentato. È questa la novità più importante che verrà fuori dalle riunioni della Cabina di regia di Palazzo Chigi. Il gruppo di lavoro, presieduto dal capo dell'ufficio legislativo della presidenza del Consiglio Antonella Manzione, non si occuperà solo della preparazione del decreto correttivo, in calendario per aprile del 2017, ma cercherà anche di affrontare una questione che è emersa in questi primi cinque mesi di applicazione del Dlgs n. 50 del 2016: la difficoltà che gli operatori stanno riscontrando nel seguire l'avanzata della riforma.

L'abbandono del modello del regolamento unico ha portato un effetto collaterale negativo: il moltiplicarsi dei provvedimenti di attuazione e di integrazione del Codice. Sono, in tutto, più di cinquanta, stanno procedendo in parallelo e sono a diversi livelli di avanzamento. I fronti principali riguardano il ministero delle Infrastrutture e l'Autorità anticorruzione. L'Anac, per la sua parte, ha approvato in via definitiva due linee guida (servizi di ingegneria e offerta economicamente più vantaggiosa) ma ne ha altre nove in "cottura". Il Mit, invece, ha in preparazione almeno altri dieci provvedimenti, che coinvolgono anche il ministero dell'Economia, i Beni culturali, la Giustizia, la Difesa per visti e pareri vari. Tutti questi testi stanno assumendo le forme più diverse: decreti ministeriali, Dpcm e delibere. Insomma, seguire le novità che riguardano il Codice, in questa fase, sta diventando molto complicato per gli operatori.

Da qui nasce l'idea che arriverà sul tavolo della Cabina di regia di Palazzo Chigi nelle prossime settimane: preparare un testo unico sull'attuazione del Codice appalti, che tenga dentro tutti i provvedimenti approvati a valle della riforma. In questo modo, imprese e professionisti avranno un riferimento certo e aggiornato, oltre che di semplice consultazione, perché sarà organizzato per materia. A questa novità si lavorerà in parallelo al decreto correttivo, da licenziare entro aprile 2017. Resta la principale competenza del gruppo di lavoro presieduto da Antonella Manzione, insieme ad altre due: essere il riferimento della Commissione europea nella materia dei contratti pubblici e favorire la bancabilità dei project financing.

Anche se, sul fronte della Cabina di regia, va segnalato qualche piccolo ritardo nella costituzione del tavolo di Palazzo Chigi. Dopo la pubblicazione a fine agosto del Dpcm che regola le sue modalità di composizione e funzionamento, il capo dell'ufficio legislativo della presidenza del Consiglio ha inviato ai molti soggetti indicati dal decreto la richiesta di nominare il rappresentante previsto dalla legge: nella Cabina, infatti, siedono il ministero delle Infrastrutture, l'Economia, il dipartimento per le Politiche europee, l'Anac, Regioni e Province autonome, Agenzia per l'Italia digitale, autonomie locali, Consip. Qualcuno di questi, però, non ha ancora sciolto la riserva indicando il suo rappresentante. Anche se l'impasse dovrebbe essere risolta a breve, consentendo alla Cabina di regia di mettersi in moto nel mese di ottobre.

 

Il punto sul Nuovo Codice

A cinque mesi dall’entrata in vigore del nuovo Codice dei contratti, sono trascorsi 153 giorni e il sistema di provvedimenti che avrebbe dovuto sostituire il previgente regolamento n. 207/2010 cammina con ritardi.

LavoriPubblici.it – 19 settembre 2016

Tabella provvidementi attuativi Codice

Lo stato di avanzamento delle 11 linee guida messe a punto finora dall’Anac

 

Casa Italia, Azzone: ecco l'unità di missione sulla Prevenzione

Il primo nucleo di Casa Italia sarà composto da 17 esperti, oltre al coordinatore: il rettore del Politecnico di Milano, Giovanni Azzone. Il Dpcm firmato dal premier è alla registrazione della Corte dei Conti. «Ho già in mente i curricula, non appena il decreto sarà registrato, li proporrò». Il coordinatore di Casa Italia, anticipa i contenuti del futuro dipartimento della Prevenzione nel giorno in cui il premier, Matteo Renzi e il sottosegretario a Palazzo Chigi, Claudio De Vincenti, hanno confermato all'Aula del Senato l'impegno del governo a sostegno della ricostruzione, ma anche l'impegno ad avviare il progetto Casa Italia, che avrà - assicura in Aula De Vincenti - «risorse importanti nella legge di Bilancio». Stessa assicurazione arriva dal premier: su Casa Italia, «i soldi per partire ci sono. Sui costi è difficile fare stime: dipende da cosa ci metti dentro. Ma non abbiamo paura a mettere tutto quello che serve su Casa Italia. Penso ad esempio alle scuole per i ragazzi, su cui non c'è discussione».

  • In collegamento con il G124 di Piano

Nell'Aula di Palazzo Madama - dove ieri sono state discusse mozioni su Casa Italia e terremoto - ha parlato anche Renzo Piano, annunciando che sceglierà dieci progetti-tipo di interventi antisismici su edifici residenziali, da realizzare sugli Appennini. Renzo Piano, con il suo gruppo di architetti G124, lavorerà in o collegamento con la struttura guidata da Azzone. Struttura che parte appunto da 18 "cervelli". «Abbiamo definito un "ingombro" di 17 esperti per una prima stima delle competenze necessarie, oltre al coordinatore che sono io. In parte saranno competenze tecniche, che lavorano a contatto con il G124. La parte invece più di task force generale avrà invece le competenze che rendono attuabili questi interventi». Competenze di vario tipo: matematico-statistiche, «con il compito di mettere a sistema le diverse mappature che esistono nel Paese», geologiche, di diritto amministrativo «per evitare di avere soluzioni tecnicamente bellissime ma inapplicabili», economico-finanziarie «cerchiamo una figura che abbia competenze tecnico-finanziarie, che ad esempio conosca bene il piano Juncker o il funzionamento della Bei». «E poi abbiamo bisogno di competenze urbanistiche, per l'inserimento delle iniziative sul territorio».I costi saranno all'osso.

  • Il budget di funzionamento

«Abbiamo definito un budget di funzionamento: massimo 60mila euro per ciascun esperto, inclusi i costi di missione, tranne per il coordinatore che non sarà retribuito. Quindi saremo entro il milione di euro. Non è previsto staff amministrativo, ci appoggiamo a strutture esistenti». Ma questa precarietà ha un termine: «L'obiettivo è arrivare a una struttura stabile entro 18 mesi: questa configurazione molto leggera può servire per avviare le attività, ma se un progetto deve diventare robusto ha bisogno di strutture coerenti». Altra cosa è il fabbisogno per la mission di Casa Italia, cioè mettere in sicurezza il Paese. «In questo momento non abbiamo fatto stime. Le cifre su quanto sarebbe necessario le sentiamo sparare con grande facilità. Bisogna prima essere sicuri di quello che si vuole fare e poi farlo. Entro i prossimi 3-6 mesi dobbiamo individuare i problemi e le risorse necessarie».

  • I rapporti con le strutture del dissesto e dell'edilizia scolastica

I contatti sono stati già avviati con i principali interlocutori di Azzone: i tecnici che guidano la strutture di missione per il dissesto e per l'edilizia scolastica e il capo della protezione civile. «Ho visto ieri (mercoledì 28, ndr) D'Angelis e Grassi per una prima chiacchierata e una fase di avanzamento dei progetti. In settimana prossima vedrò Laura Galimberti e successivamente Curcio. L'obiettivo è cominciare a costruire una base conoscitiva». «La priorità - spiega Azzone - è sulla casa e sull'abitare: tutto cioè che pone a rischio l'abitare: quindi sismico, idrogeologico, come prima cosa; e poi il tema delle periferia che è un tema più generale. Il baricentro in questo momento è capire come mettere in sicurezza il Paese. Il nostro ruolo è cercare di fare parlare il più possibile queste strutture e supportarle nell'attuazione di ciò che hanno in progetto».

  • I dieci interventi pilota: saranno su residenze pubbliche

Il rettore del Polimi spiega anche come si procederà nella realizzazione degli interventi pilota cui sta lavorando Renzo Piano. «L'obiettivo è arrivare entro sei mesi a individuare i prototipi di intervento. Contemporaneamente cominciamo a lavorare dal punto di vista amministrativo su come intervenire nella scelta». «L'unica scelta che facciamo su questi prototipi è che riguardino edifici residenziali del patrimonio pubblico».

La scelta sarà fatta dagli architetti guidati da Renzo Piano, incrociando tre tipi di variabili: i materiali (pietra, cemento e laterizio), l'età del fabbricato (più o meno di 70 anni) e le dimensioni (casa monofamiliare oppure condominio). Incrociando queste variabili - e scartando casi poco frequenti o significativi - si arriva a 10 progetti: «dieci cantieri - dice Azzone - che devono diventare dieci linee guida di riferimento, seguite da dieci interventi reali». «L'ipotesi - aggiunge il rettore del Polimi - è di pensare a dieci abitazioni di proprietà pubblica, distribuite sul territorio, privilegiando i luoghi a rischio sismico». L'obiettivo, spiega sempre Azzone, è trasformare il cantiere in esperienze formative, «realizzare - mi passi il termine - "documentari" formativi che siano la descrizione dell'intervento, le interviste con i progettisti che spiegando quali problemi si riscontrano e come si interviene, il modo in cui si coinvolge chi abita nella struttura, in modo da trovare forme il meno invasive possibile. In modo che questi 10 cantieri diventino 10 esempi di come si può fare, in modo in cui intervenire».

«Il valore aggiunto che possiamo dare come g124 e Casa Italia è di vedere come si possono fare degli interventi tecnicamente corretti e il meno possibile invasivi sulla vita delle persone». (Edilizia e territorio – Il Sole 24 ore)

 

 

 

Architetti: Piano coglie nel segno

Renzo Piano coglie nel segno indicando l’esigenza di una strategia di lungo termine, di “un progetto di lunga durata, di 50 anni almeno” per la messa in sicurezza del Paese e per la realizzazione, quindi, delle città del futuro. 

Così Giuseppe Cappochin, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, in merito all’intervento dell’architetto e senatore a vita Renzo Piano nel corso del dibattito a Palazzo Madama, sul tema della ricostruzione

“Già dall’illustrazione del progetto “Casa Italia” da parte del presidente del Consiglio Matteo Renzi, abbiamo riscontrato un evidente segno di discontinuità rispetto al passato. Per la prima volta, infatti, si sta immaginando un nuovo modello di “rigenerazione” - così come da anni sostengono gli architetti italiani - che avvii la realizzazione delle città che verranno.  Una ricostruzione, dunque, per il futuro e non per il passato, facendo tesoro di quanto viene realizzato in molte città europee nelle quali la priorità è proprio progettare guardando lontano”.

“Valutiamo anche positivamente che Renzi abbia oggi confermato la disponibilità di risorse economiche per dare avvio a questo grande progetto: in una visione strategica complessiva servirà finanziare le misure di incentivi fiscali quali l’ecobonus, ma anche accorpare quelle risorse finora frazionate e destinate a singoli progetti che purtroppo, troppo spesso, sono andate disperse senza raggiungere gli obiettivi prefissa

 

 

ANCE: continua il calo della produzione nel settore delle costruzioni

In un contesto economico di crescita, seppur modesta, per il settore delle costruzioni ancora emergono segnali di debolezza che mettono a rischio l’avvio della ripresa. L’indice Istat di produzione edilizia a luglio 2016 risulta ancora negativo (-1,3% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente) e nei primi sette mesi registra una riduzione tendenziale dello 0,5%. I bandi di gara per lavori pubblici nei primi otto mesi del 2016, evidenziano una dinamica negativa, dopo gli andamenti positivi del biennio 2014-2015. Anche in termini di occupazione le costruzioni continuano a registrare flessioni nel numero di occupati, rimanendo l’unico settore a segno ancora negativo (-4,9% nel secondo trimestre 2016 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente). Di contro, il mercato immobiliare continua ad essere caratterizzato da una dinamica positiva. Nel secondo trimestre 2016 il numero di abitazioni compravendute registra un ulteriore e significativo incremento del 22,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Anche le compravendite del non residenziale risultano in aumento con tassi di crescita a doppia cifra: +28,7% le transazioni nel comparto produttivo (nel confronto con lo stesso periodo del 2015), +14,7% il terziario e +12,9 il commerciale sempre nel secondo trimestre 2016.  Nota_Settore_Costruzioni

 

 

 

 

 

 

PROFESSIONISTI

 

Piano industria 4.0

Mercoledì 21 settembre è stato presentato a Milano il Piano Nazionale Industria 4.0, alla presenza del Presidente del Consiglio Matteo Renzi e del Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda.

Qui sono disponibili le slide che illustrano il piano.

 

 

Lazio, il ‘Fondo Futuro’ aperto anche ai professionisti

Professionisti e Partite Iva del Lazio potranno accedere al ‘Fondo Futuro’ che stanzia 35 milioni di euro per finanziare progetti di autoimpiego e lavoro autonomo nella Regione.

L’accesso al bando è stato reso possibile grazie all’approvazione della legge regionale che estende la concessione di contributi finanziati con risorse regionali e fondi europei finalizzati allo sviluppo delle micro, piccole e medie imprese anche ai lavoratori autonomi titolari di partita IVA.

ondo futuro, pensato per imprese e professionisti in difficoltà o impossibilità di accesso al credito bancario ordinario, è un fondo per il micro credito e la micro finanza che mette a disposizione 35 milioni di euro di risorse del Fondo Sociale Europeo 2007-2013 per finanziare progetti di autoimpiego e lavoro autonomo. 

Le risorse sono suddivise in base alle categorie d’appartenenza: 3 milioni di euro per i giovani fino a 35 anni, 2 milioni per gli over 50, 5 milioni per progetti d’impresa di chi ha partecipato ad alcune importanti iniziative sostenute dalla Regione in questi mesi (come Torno subito, In Studio e Coworking), 5 milioni per i soggetti economicamente più deboli (con reddito inferiore ai 21.000 euro), 5 milioni per i lavoratori svantaggiati e 15 milioni destinati a tutti gli altri.

I progetti idonei potranno beneficiare di prestiti di importo compreso tra 5.000 e 25.000 euro, da restituire al tasso di interesse dell’1%, con una durata da definire caso per caso e comunque non oltre gli 84 mesi, incluso l’eventuale preammortamento. Sono ammissibili le spese relative al progetto presentato, che andrà realizzato entro 12 mesi dall’ottenimento del prestito.

Il fondo sarà accessibile fino al 14 ottobre 2016.

Si ricorda che a livello italiano l’equiparazione tra professionisti e imprese nell’accesso ai fondi europei e ad altre risorse regionali è avvenuto con la Legge di Stabilità per il 2016. I professionisti, infatti, sono considerati esercenti attività economica a prescindere dalla forma giuridica rivestita.

Dopo gli entusiasmi iniziali, era stata sottolineata la necessità che le Regioni, cioè gli enti che materialmente gestiscono l’erogazione di questi fondi, si adeguassero scrivendo bandi chiari ed esplicitamente aperti ai liberi professionisti.

Il Lazio è la prima Regione ad aver approvato una legge che estende la concessione di contributi finanziati con risorse regionali e fondi europei finalizzati allo sviluppo delle micro, piccole e medie imprese anche ai lavoratori autonomi titolari di partita IVA.

Per maggiori informazioni e per consultare il bando cliccare qui.

 

 

FISCO

 

Le interrogazioni presentate in Parlamento in tema di IRAP 

Giovedì 29 settembre sono state presentate in Parlamento due interrogazioni relative alla pronuncia delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione che ha affermato l’assoggettamento all’IRAP delle associazioni professionali, degli studi associati e delle società semplici esercenti attività di lavoro autonomo, indipendentemente dalla struttura organizzativa della quale si avvalgono.

Qui è disponibile il testo dell'interrogazione a risposta scritta presentata dal Sen. Amoruso a Palazzo Madama.

Qui è disponibile il testo dell'interrogazione a risposta scritta presentata alla Camera dall'On. Giacomoni

 

 

Newsletter Sportello Pronto Europa - Settembre 2016

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● Aperti 4 Bandi H2020 in materia di Costruzioni Energeticamente Efficienti – La scadenza per la presentazione dei progetti per tutti e quattro i bandi è il 19 Gennaio 2017

A partire dal 20 settembre 2016 fino al 19 gennaio 2017 è aperto il bando "Energy-Efficient Buildings" pubblicato nell’ambito del Partenariato Pubblico-Privato denominato “Costruzioni energeticamente efficienti (EeB)”, istituito nel quadro del Programma Horizon 2020.

E' possibile presentare proposte per i seguenti topics: 

EEB-05-2017: Sviluppo di sistemi per il Restauro degli Edifici che riducano fortemente il consumo di energia;

EEB-06-2017: Soluzioni altamente efficienti per lo stoccaggio ibrido di energia e calore in edifici residenziali ed aree urbane, bilanciando le relative condizioni di rifornimento e richiesta;

EEB-07-2017: Integrazione di sistemi per il recupero di energia a livello di edificio e di quartiere urbano;

EEB-08-2017: Nuovi modelli di business per edifici energeticamente efficienti attraverso soluzioni adattabili di ristrutturazione;

Le proposte per tutti i bandi devono essere transnazionali e devono coinvolgere soggetti dotati di personalità giuridica, che compongano un partenariato di almeno 3 soggetti provenienti da almeno 3 stati partecipanti al programma H2020. Il budget totale a disposizione dei quattro bandi ammonta a 54.000.000 euro. Il finanziamento europeo potrà coprire da un minimo del 70% ad un massimo del 100% delle spese ritenute ammissibili di progetto, a seconda del tipo di azione portata avanti nel progetto.

Link: http://ec.europa.eu/research/participants/portal/desktop/en/opportunities/h2020/calls/h2020-eeb-2016-2017.html

 

● Ministero dello Sviluppo Economico: Bando PON I&C 2014-2020 Progetti di Ricerca e Sviluppo negli ambiti tecnologici di Horizon 2020, Regioni svantaggiate. Le proposte possono essere presentate a partire dal 17 Ottobre 2016

L’intervento del Programma Operativo Nazionale Imprese e Competitività 2014-2020 FESR in favore di progetti di ricerca e sviluppo negli ambiti tecnologici identificati dal Programma europeo Orizzonte 2020 è stato definito nella sua attuazione dal MISE, con recente decreto direttoriale.

Possono beneficiare del bando i seguenti soggetti: Piccole e Medie imprese; Centri di ricerca con personalità giuridica; Liberi Professionisti; Spin-off.

La dotazione finanziaria è di 180 milioni di euro, di cui 150 milioni di euro per i progetti realizzati nelle regioni meno sviluppate (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) e 30 milioni di euro per i progetti realizzati nelle regioni in transizione (Abruzzo, Molise e Sardegna). I progetti devono prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a 800.000 euro e non superiori a 5.000.000 euro e le agevolazioni concesse assumono la forma sia di finanziamento agevolato, sia di contributo diretto alla spesa. Il bando prevede inoltre l’agevolabilità dei cosiddetti “Progetti Seal of excellence”.

I progetti ammissibili alle agevolazioni devono prevedere la realizzazione di attività di Ricerca Industriale e di Sviluppo Sperimentale, finalizzate alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti. I progetti devono prevedere lo sviluppo di tecnologie riconducibili alle aree tematiche individuate dalla Strategia nazionale di specializzazione intelligente.

Link: http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/incentivi/impresa/bando-horizon-2020-pon-i-c-2014-20

 

Conferenza Internazionale IWA WATER IDEAS 2016 sulla Gestione dei Sistemi Idrici – Bologna 20-21 Ottobre 2016

L’evento, ospitato da H2O Water Fair 2016, intende presentare e discutere gli ultimi sviluppi, strategie, tecniche ed applicazioni delle migliori pratiche internazionali nel settore della Gestione Innovativa delle Reti Idriche. Le tematiche di interesse sono: Progetti su “Smart Water Technologies”; ICT; Gestione efficiente nella Riduzione degli Sprechi di Acqua; Gestione idrica sostenibile; Gestione della Pressione idrica; etc.

Vi saranno presentazioni di alto livello di esperti internazionali e la partecipazione di aziende ed enti di ricerca che lavorano nel settore di riferimento. Si tratta di una interessante occasione di incontro per gli operatori del settore, alla ricerca di nuove collaborazioni ed idee progettuali.

Link: http://water-ideas.com/2016/en/

 

Ecomondo 2016 - 20esima Fiera Internazionale del Recupero di Materia ed Energia e dello Sviluppo Sostenibile - Rimini, 8-11 Novembre 2016

Ecomondo è il luogo ideale dove incontrare gli operatori dell´industria della Green economy e dell´economia circolare nell’area euro-mediterranea, chiudere accordi commerciali e acquisire clienti. 

Saranno presentate le soluzioni tecnologiche più avanzate e sostenibili nell’ambito delle seguenti aree di intervento: Gestione, Sfruttamento e Valorizzazione del Rifiuto in tutte le sue tipologie; Bioeconomia e Industria Biologica; Prevenzione del Rischio e Bonifica dei Siti Contaminati; Gestione e Valorizzazione dell´Acqua, delle Acque Reflue e dei Siti/Comparti Marini Inquinati; Efficienza nell´uso e nella Trasformazione delle Materie Prime e Seconde; Utilizzo di Materie Prime Rinnovabili; Trattamento e Purificazione dell’Aria; Metano e Bio-Metano.

Ad Ecomondo 2016 gli espositori avranno la possibilità di prenotare alcuni INCONTRI B2B con nuovi potenziali clienti esteri presso il proprio stand, in modo da poter presentare la propria tecnologia ad interlocutori interessati. Gli incontri si potranno prenotare online nelle due settimane antecedenti Ecomondo attraverso la piattaforma di Rimini Fiera.

L’evento prevede numerosi seminari e convegni divisi per tematica di interesse.

Link: http://www.ecomondo.com/

Sintesi di monitoraggio legislativo 29 agosto - 16 settembre 2016

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SINTESI DI MONITORAGGIO LEGISLATIVO E REGOLATORIO

 

 

LAVORI PUBBLICI & EDILIZIA

 

 

  • IL NUOVO CODICE APPALTI

 

In GU il DPR sulla Cabina di regia per l’attuazione del codice appalti

Il 31 agosto è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto del Presidente recante composizione e modalità di funzionamento della Cabina di regia che ha il compito di monitorare l’attuazione del nuovo codice appalti al fine di predisporre il decreto correttivo.

 

 

Proposte di Linee guida per il ricorso a procedure negoziate senza previa pubblicazione di un bando nel caso di forniture e servizi ritenuti infungibili

Il 14 settembre ANAC ha pubblicato le proposte di Linee guida per il ricorso a procedure negoziate senza previa pubblicazione di un bando nel caso di forniture e servizi ritenuti infungibili.

Prima dell’approvazione del documento definitivo, l’Autorità vuole acquisire il parere del Consiglio di Stato, della Commissione VIII - Lavori pubblici, comunicazioni del Senato della Repubblica e della Commissione VIII - Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati.

Al link di seguito sono disponibili il testo e la relazione illustrativa:

http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/ContrattiPubblici/LineeGuida/_LineeGuidaInterpretative

 

 

Linee guida ANAC sugli appalti sottosoglia: il Consiglio di Stato le derubrica come «non vincolanti» per le Pa

Il testo del parere del Consiglio di Stato è disponibile qui.

 

 

Aperto con Consip e Ance il ciclo di audizioni sull'attuazione del nuovo codice

Le Commissioni riunite lavori pubblici della Camera e del Senato hanno avviato una indagine conoscitiva sullo stato di attuazione e sulle ipotesi di modifica della nuova disciplina sui contratti pubblici. 

L'indagine conoscitiva intende monitorare l'attuazione della nuova normativa, anche al fine di verificare eventuali criticità che richiedessero aggiustamenti o miglioramenti. 

Nella seduta del 7 settembre sono stati ascoltati i rappresentanti di Consip e dell'Associazione Nazionale Costruttori Edili (ANCE).

Memoria Ance.

Memoria Consip.

Di seguito i principali temi su cui si è concentrata l’ANCE.

Qualificazione delle imprese

L'Ance incassa l'apertura del Parlamento su una delle richieste principali delle imprese. Rivedere al rialzo il periodo di riferimento per documentare il possesso dei requisiti di fatturato ai fini della certificazione Soa nelle varie categorie di lavori. Con il vecchio sistema le imprese potevano pescare i migliori cinque anni tra gli ultimi dieci. Metodo che consentiva di tagliare fuori gli anni più penalizzati dalla crisi che dal 2009 in poi ha falcidiato il settore dei contratti pubblici. Il nuovo codice ha abbassato da 10 a cinque anni il periodo di riferimento. Con la conseguenza di mettere a rischio la sopravvivenza di migliaia di piccole imprese. «È giusto intervenire su questo punto», ha detto Raffaella Mariani (Pd) relatrice alla Camera sulla legge delega che ha dato il la all'adozione del codice, aprendo alle modifiche. Disponibilità, anche dai Cinque Stelle, è arrivata anche sull'estensione da tre a cinque anni del periodo di riferimento per documentare il possesso dei requisiti necessari per partecipare agli appalti di importo superiore a 20 milioni di euro.

Subappalto

Anche sul subappalto, dove i costruttori segnalano diverse criticità applicative (dall'obbligo di indicazione di una terna di imprese con l'offerta alla facoltà per le stazioni appaltanti di decidere caso per caso se consentire o meno i subaffidamenti), sono arrivati segnali di apertura. In particolare su due punti. Chiarire che va sempre consentita alle imprese la possibilità di affidare in subappalto una quota (ora fissata al 30%) dei lavori e ripristinare il cosiddetto "premio di coordinamento", in base al quale l'impresa titolare del contratto principale poteva usare ai fini della propria qualificazione anche una quota dei lavori affidati in subappalto.

Appalto integrato e tetto al Pf

Nessuno spiraglio invece rispetto alle richieste sull'appalto integrato e sull'innalzamento dal 30 al 50% della quota di contributo pubblico sulle operazioni di partenariato pubblico privato. Sull'appalto integrato la richiesta dell'Ance era di consentire alle stazioni appaltanti di smaltire, mandandoli in gara, i progetti definitivi già approvati al momento dell'entrata in vigore del nuovo codice. «La priorità, una cosa da fare anche domani mattina - ha detto il vicepresidente Edoardo Bianchi - , è che le stazioni appaltanti pubblichino tutte le gare fino a 1 milione perché il nuovo Codice Appalti semplifica queste procedure, non le complica e non servono provvedimenti attuativi». «Non si faccia un passo indietro sul massimo ribasso e sul progetto esecutivo: abbiamo imboccato una strada, dobbiamo andare fino infondo, l'Ance è completamente d'accordo su questo aspetto», ha concluso.

Per aggirare il divieto di appalto integrato alcune amministrazioni hanno cominciato a pubblicare i bandi di gara su progetto definitivo con la formula del general contractor. 

 

 

In Gazzetta Ufficiale il nuovo regolamento sul rating di legalità

Il ruolo di Anac nel sistema del rating di legalità si rafforza di molto. E' questo il cambiamento più importante che viene introdotto con le ultime modifiche al regolamento attuativo del sistema di valutazione a stellette gestito dall'Antitrust, pubblicato in Gazzetta ufficiale il 12 settembre.

L'Autorità di Raffaele Cantone, anche in vista del nuovo rating di impresa, avrà un peso maggiore in fase di emissione della valutazione del garante della concorrenza. Le società oggetto di sanzioni da parte dell'Anticorruzione avranno un rating peggiore. Inoltre, l'Anac vigilerà sull'iscrizione delle imprese nel suo casellario informatico.

Come nel precedente testo del regolamento, il rating continuerà a funzionare su base volontaria: le imprese interessate a comparire nell'albo – presente su una sezione dedicata del sito internet dell'Authority - dovranno presentare domanda all'Antitrust dichiarando il possesso di alcuni requisiti minimi, come la sede operativa in Italia, un fatturato minimo di due milioni di euro nell'ultimo esercizio, l'iscrizione, alla data di richiesta della valutazione, nel registro delle imprese da almeno due anni. Ancora, bisognerà attestare l'assenza di misure di prevenzione personale o patrimoniale, l'assenza di condanne su particolari reati o di interventi da parte dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato. All'esito della valutazione otterranno un punteggio massimo di tre stelle.

Una novità importante riguarda l'ingresso dell'Anac nel perimetro di riferimento del rating. Una mossa che, in qualche modo, anticipa la maggiore integrazione che ci sarà nei prossimi anni, anche in vista dell'arrivo del rating di impresa, nel quadro del nuovo Codice appalti. L'impresa, allora, dovrà dichiarare di non essere destinataria di sanzioni dell'Autorità anticorruzione in materia di contratti pubblici. L'Anac, inoltre, collaborerà fattivamente alla composizione dei rating, andando a verificare la sussistenza di annotazioni nel casellario informatico. Spiega, infatti, la delibera: l'Anac collabora con l'Autorità "per la rilevazione di comportamenti aziendali meritevoli di valutazione al fine dell'attribuzione del rating". L'Authority, inoltre, farà parte della commissione consultiva alla quale saranno trasmesse tutte le richieste di attribuzione della valutazione.

Per il resto, viene introdotta una limitazione importante per le società sottoposte al controllo di fatto o di diritto di una società straniera. Nel caso in cui, "in virtù della legislazione dello Stato" nel quale queste società hanno sede non fosse possibile identificare i soggetti che detengono le quote di proprietà di quell'azienda, il rating non potrà essere rilasciato. Sempre che la società che ha presentato domanda non sia in grado di fornire informazioni sulla sua proprietà.

 

 

  • IL SISMA E LE PROPOSTE PER LA RICOSTRUZIONE

 

Il cdm dichiara lo stato d’emergenza per il sisma nel centro Italia

Il 25 agosto si è riunito il Consiglio dei Ministri ha deliberato lo stato d’emergenza per i territori colpiti dal sisma del centro Italia e stanziato i primi 50 milioni di euro che sono destinati agli interventi di immediata necessità che verranno coordinati dalla Protezione civile.

Nel corso della conferenza stampa successiva alla riunione del Consiglio dei Ministri, il Presidente Renzi ha annunciato il progetto “Casa Italia”: ricostruzione in tempi certi, tutelando l’identità dei borghi storici colpiti e promuovendo la cultura della prevenzione.

Il Presidente del Consiglio ha assicurato che per la ricostruzione non si seguirà il modello delle New Town, evidenziato che “è difficile pensare di controllare la natura, però l’Italia deve avere una visione che non sia solo emergenziale”.  Il progetto “Casa Italia” propone di affermare la cultura della prevenzione e della messa in sicurezza.

“Dobbiamo fare un'operazione per cui i lavori procedano spediti - ha aggiunto - A L'Aquila c'è stato un blocco e oggi ci sono 93 gru, cioè 93 cantieri aperti, tutto è ripartito nel 2014, i soldi ci sono e vanno spesi col controllo delle autorità per evitare atteggiamenti di sciacallaggio”.

Sulla ricostruzione vigilerà l'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) per garantire trasparenza e velocità.

 

 

L’indagine conoscitiva sulle politiche di prevenzione antisismica e sui modelli di ricostruzione

Giovedì 15 settembre la Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera ha deliberato l’avvio di un’indagine conoscitiva sulle politiche di prevenzione antisismica e sui modelli di ricostruzione a seguito di eventi sismici, che dovrà concludersi entro marzo 2017.

Scopo dell’indagine è la valutazione in ordine alla fattibilità e all'opportunità di una sinergia delle misure di prevenzione in chiave antisismica con gli strumenti esistenti e operativi in materia di difesa del suolo, rigenerazione urbana, nonché di riqualificazione edilizia ed energetica in una logica integrata, finalizzata a fronteggiare le problematiche del territorio nel suo complesso.  Infine, l'indagine intende approfondire la tematica della ricostruzione a seguito degli eventi sismici, anche in considerazione della peculiarità del territorio italiano sotto il profilo paesaggistico, storico e culturale. 

Subito dopo la Commissione ha audito il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio. 

Qui è disponibile il testo dell'intervento del Ministro.

L’intervento del Presidente Realacci

Non abbandona l’idea del fascicolo di fabbricato il presidente della Commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci.

Nel suo intervento introduttivo Realacci ha lamentato che “il fascicolo di fabbricato da troppo tempo è lettera morta”. Dopo le richieste di renderlo obbligatorio, avanzate subito dopo il sisma del Centro Italia, si stanno facendo infatti di nuovo delle considerazioni sul peso economico che la redazione di questo documento potrebbe avere sulle famiglie.

“Una proposta – ha ipotizzato Realacci -  potrebbe essere quello di inserire le spese per la compilazione del fascicolo di fabbricato nel bonus 50% sulle ristrutturazioni”.

“Dentro il credito di imposta del 50% - ha sottolineato Realacci – c’è di tutto e non si capisce perché non si possano inserire i pagamenti a dei professionisti che aiutano a capire le condizioni dell’edificio”. 

Programma

Di seguito il programma approvato dalla Commissione per lo svolgimento dell’indagine, nell’ambito della quale potrebbero essere calendarizzate alcune audizioni.

 

 

Le reazioni dei professionisti al piano Casa Italia del Governo

Sul piano Casa Italia per la ricostruzione dei territori colpiti dal sisma "l'idea del governo e' di un intervento a larghissimo spettro, dalle periferie ai centri storici, come rete delle professioni ci siamo concentrati soprattutto sulle tecniche di prevenzione del rischio sismico che e' un aspetto per noi prioritario". A dirlo e' Armando Zambrano, presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri, a termine del secondo giro di tavolo delle consultazioni sul piano Casa Italia a Palazzo Chigi. Il Consiglio degli ingegneri ha presentato un documento che si articola in proposte che vanno "dalla semplificazione normativa alla possibilita' di finanziamenti, ma anche di imposizione di un obbligo di adeguamento nel tempo dei fabbricati", ha aggiunto Zambrano, sottolineando anche "la necessita' di un'assoluta conoscenza di quelle che sono le situazioni di pericolosita' dal punto di vista sismico avviando un percorso che porta al fascicolo del fabbricato". Il pacchetto di proposte "presuppone una capacita' d'intervento da parte del governo molto forte, perche' la normativa e' diffusa tra competenze regionali e statali", ha continuato Zambrano specificando che di cifre non se n'e' ancora parlato, "non sappiamo bene quali sono le risorse che il governo vuole mettere in campo, il nostro documento prevede una serie di step e costi da spendere in un arco di tempo di almeno 30 anni se si vuole mettere in sicurezza l'intero territorio edilizio", ha concluso il presidente del consiglio nazionale degli ingegneri.

 “Vivo apprezzamento per l’apertura del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, verso una strategia di ampio respiro per il futuro delle città che ponga l’uomo al suo centro. Importante, poi, che per la prima volta si sia parlato di finanziamenti sui progetti accorpando le risorse che per raggiungere gli obiettivi non dovranno più essere frazionate e quindi disperse. Positivo che si stia anche immaginando un nuovo modello di “rigenerazione” – così come da anni sostengono gli architetti italiani - che avvii la realizzazione della “città del futuro” ricostruendo un’immagine unitaria di contesti urbani oggi invece sempre più privi di identità”.

Così Giuseppe Cappochin, Presidente del Consiglio Nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori in occasione della riunione su Casa Italia a Palazzo Chigi.

“La ricostruzione nelle aree colpite dal sisma del 23 agosto che ha interessato centri medio-piccoli – ha detto ancora - deve consentire di avviare un modello di riqualificazione che punti alla sicurezza, alla qualità architettonica e ad un “modello Paese” che tenga conto dell’innovazione digitale, delle nuove tecnologie, dell’energy technology. Quindi non solo ricostruire case in sicurezza - perciò non “come’erano, dov’erano” ma “dov’erano meglio di com’erano” - ma rilanciare progetti di abitati che coniughino passato e futuro, avviando una sperimentazione di piccoli e medi centri tecnologicamente avanzati. Dunque, una ricostruzione per il futuro e non per il passato tenendo presente quanto viene realizzato in molte città europee nelle quali la priorità è progettare il futuro”.

“Vi è poi il tema ben più vasto - e strutturale - della messa in sicurezza del patrimonio edilizio italiano. Recenti dati del Cresme ricordano che le persone residenti nelle zone a rischio sismico 1 e 2 sono più di 22 milioni, 9 milioni di famiglie. In queste zone si trovano 5 milioni di edifici residenziali e 1 non residenziale. Le abitazioni sono oltre 10 milioni, pari a circa 1 miliardo di m2. Tra il 70 e l’80% di questi edifici è  stato realizzato senza requisiti antisismici, quindi si tratta di intervenire su 4-5 milioni di edifici. Ipotizzando una spesa di 300 euro a m2 , per una seria e completa messa in sicurezza servono 300 miliardi di euro”, ha detto ancora Cappochin.

“Si tratta di un piano almeno ventennale che tocca diverse tipologie di insediamenti. Non bisognerà  pensare al singolo edificio ma agli edifici nel loro contesto e nel loro complesso essendo interessate grandi città, ma anche piccoli e medi centri. Visto le ingentissime risorse necessarie - altre stime, come la Rete delle Professioni Tecniche che parlano di 100 miliardi - non si potrà che operare attraverso incentivi modulari a seconda del diverso livello di anti-sismicità (65%, 70%, 80% e restando aperto il nodo della relativa certificazione) che verrà messo in atto”.

“Questa potrebbe essere l’occasione - ha proseguito - per far compiere al settore delle costruzioni un salto in avanti verso l’innovazione: non solo sicurezza ma anche risparmio energetico e smart building (innovazione) attraverso politiche che indirizzino e accompagnino verso questi obiettivi. Potrebbe essere l’occasione di una nuova politica urbanistica fatta di rigenerazione urbana sostenibile e di contenimento di consumo del suolo con città sicure e inclusive, con bassa produzione di CO2 e forti interconnessioni sul modello delle più avanzate esperienze europee.”

“Siamo nel pieno di una rivoluzione economica, sociale e tecnologica; l’avvio di una così importante azione sul territorio costruito mirata alla sicurezza deve poter deve alzare l’obiettivo e le ambizioni: non solo sicurezza ma anche innovazione”, ha concluso il Presidente degli architetti italiani.

 

 

Guida alla nuova conferenza di servizi

È on line la "Guida alla nuova conferenza di servizi", realizzata dal Dipartimento della funzione pubblica per sostenere l'attuazione della Riforma della Pubblica amministrazione, nell'ambito delle attività previste dall'Agenda per la semplificazione.

Dossier

Cosa cambia per cittadini e imprese

 

 

 

 

PROFESSIONISTI

 

Jobs act autonomi

La Commissione Lavoro del Senato ha concluso l’esame del provvedimento, che è approdato in aula. Lunedì 12 settembre è scaduto il termine per la presentazione di emendamenti: ne sono arrivati circa 160 che saranno esaminati e, gli ammissibili votati, non appena il disegno di legge sarà calendarizzato per l’esame in assemblea.

 

 

Decreto del MIUR diminuisce posti per laurea in architettura

Il 2 settembre è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto recante programmazione dei posti disponibili per l'accesso ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico direttamente finalizzati alla professione di architetto a.a. 2016/2017 (qui il testo).

I posti disponibili sono 6991, ripartiti fra le Università secondo la tabella allegata al decreto.

Rispetto allo scorso anno, il MIUR ha ridotto il numero dei posti disponibili: si è infatti passati dai 7802 ai 6991, con una riduzione, quindi, di 811 posti.

 

 

Circolare Inps: anche gli studi professionali con più di cinque dipendenti sono tenuti a iscriversi al Fondo di integrazione salariale (Fis)

Anche gli studi professionali possono beneficiare dei nuovi ammortizzatori sociali. Lo ha chiarito l'Inps nella circolare n. 176 del 9 settembre 2016, che illustra la disciplina del Fondo di integrazione salariale (FIS) di cui al D.I. n 94343/2016 di adeguamento del Fondo di solidarietà residuale alle disposizioni del D.lgs n. 148/2015.

Una serie di interventi normativi, infatti, hanno comportato un ampliamento della platea dei beneficiari delle tutele offerte dal Fondo di integrazione salariale, fino a ricomprenderne nel campo di applicazione tutti i datori di lavoro – anche non organizzati in forma di impresa – che occupano mediamente più di cinque dipendenti, che non rientrano nel campo di applicazione della cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria e che appartengono a settori nell’ambito dei quali non sono stati stipulati accordi volti all’attivazione di un Fondo di solidarietà bilaterale di cui all’art. 26, ovvero a un Fondo di solidarietà bilaterale alternativo di cui all’art. 27 (art. 2, c. 1, D.I. n. 94343/2016).

Per maggiori informazioni: http://www.casaeclima.com/ar_28449__nuovi-ammortizzatori-sociali-per-professionisti-circolare-inps.html

Qui è disponibile il testo della circolare INPS.

 

 

FISCO

 

Martedì 6 settembre è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto in materia di trasmissione telematica delle operazioni IVA.

 

 

Dagli studi di settore agli indicatori di compliance. E(ri)voluzione dello Strumento. Le innovazioni metodologiche

In linea con i principi della riforma fiscale del MEF, SOSE – Soluzioni per il Sistema Economico S.p.A in collaborazione con l'Agenzia delle Entrate, ha presentato una serie di proposte di innovazione metodologica a seguito delle attività di sperimentazione iniziate nei mesi scorsi.

Il nuovo strumento sarà costruito sulla base di una metodologia statistico-economica innovativa che fornirà come risultato un indice sintetico (su scala da 1-10) e che valuterà il grado di affidabilità/compliance del contribuente attraverso la sintesi di un sistema di indicatori significativi. 

Oggi, lo studio di settore valuta un ricavo presunto, il cui scostamento dal dichiarato potrebbe essere oggetto di accertamento presuntivo, domani, invece, un livello sufficientemente alto di affidabilità/compliance potrà garantire l'accesso alla premialità.

L'indice di affidabilità/compliance verrà costruito sulla base di una metodologia statistico-economica innovativa.

Qui sono disponibili le slide esplicative.

Per maggiori dettagli:

https://www.sose.it/-/dagli-studi-di-settore-agli-indicatori-di-compliance

http://www.fiscooggi.it/attualita/articolo/studi-settore-ciao-futuroe-negli-indicatori-compliance

 

 

Entrate a caccia dell'Irap non versata dagli studi associati: ecco come muoversi

Dopo le pronunce delle Sezioni Unite che escludono l’esonero dall’Irap, numerosi sono gli avvisi che l’Agenzia delle Entrate sta emettendo nei confronti degli studi associati per pretenderne il pagamento dal 2011 e per gli altri anni di imposta ancora accertabili.

Si ricorda, infatti, che con le recenti sentenze a Sezioni Unite n. 7291/2016 e n. 7371/2016, la Corte di Cassazione, basandosi sul dato letterale della norma e ribaltando un precedente orientamento, ha affermato che le associazioni professionali, gli studi associati e le società semplici esercenti attività di lavoro autonomo sono sempre soggetti ad Irap, indipendentemente dalla struttura organizzativa della quale si avvalgono per l’esercizio dell’attività.

Così, richiamando nelle motivazioni dell’atto impositivo il ragionamento dei giudici di legittimità, l’Agenzia delle Entrate determina il valore della produzione netta degli studi associati, accertando di conseguenza l’Irap dovuta, i relativi interessi e le sanzioni per infedele dichiarazione (pari al 90% dell’imposta dovuta).

Ovviamente, la questione è assai rilevante giacché numerosi sono quegli studi associati che, in assenza di un’autonoma organizzazione di strutture e mezzi e di redditi derivanti dal solo lavoro professionale, non hanno versato l’Irap in forza del precedente orientamento giurisprudenziale di legittimità. In tal caso, diverse possono essere le strategie difensive che si possono approntare, anche se tutte in salita.

È, infatti, possibile presentare innanzitutto un’istanza di accertamento con adesione per tentare di ottenere una rideterminazione più bassa del valore della produzione da assoggettare ad Irap. In tal caso, attraverso una memoria, occorrerà dimostrare che lo studio associato non ha sostenuto alcun costo per il personale dipendente e che il reddito conseguito e dichiarato è derivato esclusivamente dall’attività professionale svolta dai singoli professionisti e non dalla struttura (immobili, mobili, macchinari, ecc.).

Qualora l’adesione non vada a buon fine, rimarrebbe comunque la possibilità di impugnare l’atto impositivo al fine di non renderlo definitivo nel caso di un eventuale ripensamento da parte dei giudici di legittimità.

In tal caso, occorrerà contestare, in diritto, l’erroneità dell’accertamento, da un lato evidenziando che lo svolgimento di attività professionale in forma associata rappresenta una mera presunzione dell’esistenza di un’autonoma organizzazione e, dall’altro richiamando la prevalente giurisprudenza di legittimità che ammette comunque la possibilità in capo al contribuente di fornire la prova contraria. Anche nel caso di esercizio dell’attività in forma associata, vi è, infatti, esclusione da Irap se il reddito dichiarato deriva esclusivamente dal lavoro professionale svolto dai singoli associati e non è stato potenziato e derivato dalla struttura (tra le altre, Corte Cassazione, sentenze n. 1662/2015, n. 4578/2015 e n. 27007/2014). Nel merito, invece, occorrerà dimostrare la carenza del requisito dell’autonoma organizzazione. In particolare, anche attraverso la presentazione di bilanci, occorrerà dimostrare che lo studio associato non ha sostenuto alcun costo per il personale dipendente e che il reddito è stato conseguito esclusivamente con l’esercizio dell’attività dei singoli professionisti. A tal fine, potrebbe essere utile far rilevare ad esempio che tra i componenti positivi del reddito dello studio sono stati conteggiati esclusivamente i compensi derivanti da incarichi di componenti del collegio sindacale e/o dallo svolgimento di altre attività strettamente personali e basate su mandati fiduciari.

Infine, in via meramente subordinata potrebbe comunque essere opportuno chiedere, in sede di ricorso, la disapplicazione delle sanzioni per obiettive condizioni di incertezza della norma ai sensi dell’articolo 6 del D. Lgs. n. 472/1997.

(Edilizia e territorio – Il Sole 24 Ore)

 

 

 

 

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