Sintesi di monitoraggio legislativo 16/30 settembre 2016

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SINTESI DI MONITORAGGIO LEGISLATIVO E REGOLATORIO

 

Nella riunione del 27 settembre il Consiglio dei Ministri ha approvato la Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza 2016.

La Nota aggiorna il quadro macroeconomico tendenziale e definisce il programma di finanza pubblica per il triennio 2017-2019.

Con una economia globale in rallentamento, la ripresa in Italia nel 2016 è stimata in lieve accelerazione rispetto al 2015. Il programma economico-finanziario del Governo per il 2017 si pone l'obiettivo di stimolare la crescita e al tempo stesso di proseguire nel percorso di riduzione del rapporto deficit/PIL. Infatti il quadro programmatico contempla nel prossimo anno una crescita del Prodotto interno lordo in ragione dell'1,0% rispetto all'anno in corso mentre il deficit è atteso in diminuzione al 2,0% del PIL (era pari al 3,0% nel 2014, al 2,6% nel 2015, viene stimato al 2,4% nel 2016).

Qui sono disponibili tutti i documenti economici e la relazione al Parlamento.

 

LAVORI PUBBLICI & EDILIZIA

 

 

  • IL NUOVO CODICE APPALTI

 

Linee guida definitive servizi architettura e ingegneria

Giovedì 22 settembre l’ANAC ha pubblicato la delibera  n. 973 del 14 settembre 2016  - Linee Guida n. 1, di attuazione del   D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50, recanti  “Indirizzi generali   sull’affidamento dei servizi attinenti   all’architettura e all’ingegneria”.

Si tratta delle prime linee guida attuative del nuovo codice appalti adottate in via definitiva.

Testo e relazione illustrativa delle linee guida sono disponibile qui.

 

Consiglio di Stato: approvato parere sulle linee guida ANAC sui commissari di gara

Qui è disponibile un focus, con i profili di maggiore interesse, sul parere del Consiglio di Stato n. 1919 del 14 settembre 2016 sulle Linee guida ANAC relative ai "Criteri di scelta dei commissari di gara e di iscrizione degli esperti nell’Albo nazionale obbligatorio dei componenti delle commissioni aggiudicatrici".

Si tratta delle regole operative che devono essere seguite nella composizione delle commissioni giudicatrici e nella gestione da parte dell’ANAC dell’Albo dei componenti la commissione.

Il nuovo codice, si sottolinea nel parere, ha optato per un sistema di preferenza per i commissari esterni rispetto a quelli interni alla stazione appaltante, al fine di garantire una maggiore attuazione dei  principi di imparzialità e trasparenza.

Qui sono disponibili tutti i pareri del Consiglio di Stato sul nuovo codice appalti, sulla riforma della PA e sui provvedimenti attuativi di tali provvedimenti.

 

Le audizioni sull’attuazione del nuovo codice appalti

Lunedì 19 settembre le Commissioni riunite lavori pubblici di Camera e Senato hanno avviato le audizioni nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla fase di attuazione del nuovo codice appalti, al fine di individuare i profili della disciplina su cui intervenire col decreto correttivo.

  • Unionsoa e General Soa: ripristinare il bonus di dieci anni per la qualificazione

A parlare per prime sono state le società di attestazione, rappresentate da Unionsoa e da General Soa che in primo lugoo, hanno messo in luce il problema relativo all'arco temporale – che il nuovo codice ha abbassato da dieci a cinque anni – con riferimetno al quale calcolare i fatturati, in sede di firma dei contratti Soa.

Il periodo più breve costringe le società di attestazione a concentrarsi su un quinquennio di crisi profonda e, di conseguenza, ad abbassare classifiche e a tagliare categorie. Le società, allora, chiedono il ripristino del «bonus dei dieci anni» per dare respiro alle imprese.

Una seconda questione riguarda la natura pubblicistica delle Soa che, a partire dall'entrata in vigore del nuovo Codice, «non rivestono più il ruolo di esercenti di pubblica funzione». Questo si traduce in un rallentamento nella fase di acquisizione dei documenti, ad esempio per le certificazioni antimafia. Servirebbe, allora, una correzione.

Infine, sul rating di impresa le Soa dichiarano la loro disponibilità «ad avviare una sperimentazione sulla verifica del rating d'impresa da effettuarsi in tre fasi: sperimentazione su base storica, sperimentazione parallela, sperimentazione in linea».

  • Rete delle professioni tecniche: tenere duro sul divieto di appalto integrato

Gli interventi richiesti dalla Rete delle professioni tecniche, invece, puntano tutti nella stessa direzione: potenziare la centralità del progetto, garantita solo in parte dal Dlgs n. 50 del 2016. Bisogna, quindi, prevedere l'obbligo per le amministrazioni pubbliche di usare i corrispettivi del ministero della Giustizia. L'obiettivo è "scongiurare il rischio che le stesse stazioni appaltanti, sottostimando l'importo da porre a base d'asta", possano affidare «servizi di architettura e ingegneria ed altri servizi tecnici con procedure errate, limitando la concorrenza».

Una riforma robusta servirebbe sui concorsi. «Per l'effettiva valorizzazione della fase progettuale», bisogna necessariamente rilanciare il concorso, «fissando l'obbligo di affidare la progettazione esecutiva al vincitore del bando di concorso». Mentre è essenziale «tenere duro» sul divieto di appalto integrato, che non andrà ritoccato. Aggiustamenti sono necessari anche sul due per cento. Bisognerebbe, cioè, definirlo ancora meglio e vietare espressamente l'incarico di collaudo ai dipendenti della stazione appaltante. Sul contributo integrativo alle casse professionali, infine, va ribadito che questo andrà applicato ai corrispettivi di tutti i professionisti iscritti agli albi di appartenenza, comprese le società di ingegneria.

  • Oice: Tornare al documento preliminare alla progettazione

L'associazione delle società di ingegneria ha espresso grande soddisfazione per i risultati raccolti con il nuovo Codice, anche se ha messo in luce la necessità di rivedere il riferimento al decreto parametri: bisognerebbe passare esplicitamente all'obbligo, allineandosi alle indicazioni dell'Anac.

Sul fronte dei supporti al Rup, sarebbe necessario andare verso l'affidamento a terzi del project management in alcuni casi, in via sperimentale. Dubbi sulla mancanza del divieto di subordinare il pagamento dei corrispettivi al finanziamento dell'opera: andrebbe inserito, per evitare che i progettisti finanzino la pubblica amministrazione. Infine, per quanto riguarda il documento preliminare alla progettazione, «questo andrebbe ripristinato nel quadro del lavoro che sta facendo il Consiglio superiore dei lavori pubblici», perché si tratta di un documento essenziale per spiegare come va impostato il lavoro di progettazione.

I contributi e le memorie depositate dai soggetti auditi sono disponibili qui.

 

Appalti, verso il testo unico con le norme di attuazione del codice

Un testo unico che tenga dentro tutte le norme di attuazione del Codice appalti. Per comporre un profilo definito di un quadro che, con l'avanzare dei provvedimenti dell'Anac e del Governo, comincia a farsi particolarmente frammentato. È questa la novità più importante che verrà fuori dalle riunioni della Cabina di regia di Palazzo Chigi. Il gruppo di lavoro, presieduto dal capo dell'ufficio legislativo della presidenza del Consiglio Antonella Manzione, non si occuperà solo della preparazione del decreto correttivo, in calendario per aprile del 2017, ma cercherà anche di affrontare una questione che è emersa in questi primi cinque mesi di applicazione del Dlgs n. 50 del 2016: la difficoltà che gli operatori stanno riscontrando nel seguire l'avanzata della riforma.

L'abbandono del modello del regolamento unico ha portato un effetto collaterale negativo: il moltiplicarsi dei provvedimenti di attuazione e di integrazione del Codice. Sono, in tutto, più di cinquanta, stanno procedendo in parallelo e sono a diversi livelli di avanzamento. I fronti principali riguardano il ministero delle Infrastrutture e l'Autorità anticorruzione. L'Anac, per la sua parte, ha approvato in via definitiva due linee guida (servizi di ingegneria e offerta economicamente più vantaggiosa) ma ne ha altre nove in "cottura". Il Mit, invece, ha in preparazione almeno altri dieci provvedimenti, che coinvolgono anche il ministero dell'Economia, i Beni culturali, la Giustizia, la Difesa per visti e pareri vari. Tutti questi testi stanno assumendo le forme più diverse: decreti ministeriali, Dpcm e delibere. Insomma, seguire le novità che riguardano il Codice, in questa fase, sta diventando molto complicato per gli operatori.

Da qui nasce l'idea che arriverà sul tavolo della Cabina di regia di Palazzo Chigi nelle prossime settimane: preparare un testo unico sull'attuazione del Codice appalti, che tenga dentro tutti i provvedimenti approvati a valle della riforma. In questo modo, imprese e professionisti avranno un riferimento certo e aggiornato, oltre che di semplice consultazione, perché sarà organizzato per materia. A questa novità si lavorerà in parallelo al decreto correttivo, da licenziare entro aprile 2017. Resta la principale competenza del gruppo di lavoro presieduto da Antonella Manzione, insieme ad altre due: essere il riferimento della Commissione europea nella materia dei contratti pubblici e favorire la bancabilità dei project financing.

Anche se, sul fronte della Cabina di regia, va segnalato qualche piccolo ritardo nella costituzione del tavolo di Palazzo Chigi. Dopo la pubblicazione a fine agosto del Dpcm che regola le sue modalità di composizione e funzionamento, il capo dell'ufficio legislativo della presidenza del Consiglio ha inviato ai molti soggetti indicati dal decreto la richiesta di nominare il rappresentante previsto dalla legge: nella Cabina, infatti, siedono il ministero delle Infrastrutture, l'Economia, il dipartimento per le Politiche europee, l'Anac, Regioni e Province autonome, Agenzia per l'Italia digitale, autonomie locali, Consip. Qualcuno di questi, però, non ha ancora sciolto la riserva indicando il suo rappresentante. Anche se l'impasse dovrebbe essere risolta a breve, consentendo alla Cabina di regia di mettersi in moto nel mese di ottobre.

 

Il punto sul Nuovo Codice

A cinque mesi dall’entrata in vigore del nuovo Codice dei contratti, sono trascorsi 153 giorni e il sistema di provvedimenti che avrebbe dovuto sostituire il previgente regolamento n. 207/2010 cammina con ritardi.

LavoriPubblici.it – 19 settembre 2016

Tabella provvidementi attuativi Codice

Lo stato di avanzamento delle 11 linee guida messe a punto finora dall’Anac

 

Casa Italia, Azzone: ecco l'unità di missione sulla Prevenzione

Il primo nucleo di Casa Italia sarà composto da 17 esperti, oltre al coordinatore: il rettore del Politecnico di Milano, Giovanni Azzone. Il Dpcm firmato dal premier è alla registrazione della Corte dei Conti. «Ho già in mente i curricula, non appena il decreto sarà registrato, li proporrò». Il coordinatore di Casa Italia, anticipa i contenuti del futuro dipartimento della Prevenzione nel giorno in cui il premier, Matteo Renzi e il sottosegretario a Palazzo Chigi, Claudio De Vincenti, hanno confermato all'Aula del Senato l'impegno del governo a sostegno della ricostruzione, ma anche l'impegno ad avviare il progetto Casa Italia, che avrà - assicura in Aula De Vincenti - «risorse importanti nella legge di Bilancio». Stessa assicurazione arriva dal premier: su Casa Italia, «i soldi per partire ci sono. Sui costi è difficile fare stime: dipende da cosa ci metti dentro. Ma non abbiamo paura a mettere tutto quello che serve su Casa Italia. Penso ad esempio alle scuole per i ragazzi, su cui non c'è discussione».

  • In collegamento con il G124 di Piano

Nell'Aula di Palazzo Madama - dove ieri sono state discusse mozioni su Casa Italia e terremoto - ha parlato anche Renzo Piano, annunciando che sceglierà dieci progetti-tipo di interventi antisismici su edifici residenziali, da realizzare sugli Appennini. Renzo Piano, con il suo gruppo di architetti G124, lavorerà in o collegamento con la struttura guidata da Azzone. Struttura che parte appunto da 18 "cervelli". «Abbiamo definito un "ingombro" di 17 esperti per una prima stima delle competenze necessarie, oltre al coordinatore che sono io. In parte saranno competenze tecniche, che lavorano a contatto con il G124. La parte invece più di task force generale avrà invece le competenze che rendono attuabili questi interventi». Competenze di vario tipo: matematico-statistiche, «con il compito di mettere a sistema le diverse mappature che esistono nel Paese», geologiche, di diritto amministrativo «per evitare di avere soluzioni tecnicamente bellissime ma inapplicabili», economico-finanziarie «cerchiamo una figura che abbia competenze tecnico-finanziarie, che ad esempio conosca bene il piano Juncker o il funzionamento della Bei». «E poi abbiamo bisogno di competenze urbanistiche, per l'inserimento delle iniziative sul territorio».I costi saranno all'osso.

  • Il budget di funzionamento

«Abbiamo definito un budget di funzionamento: massimo 60mila euro per ciascun esperto, inclusi i costi di missione, tranne per il coordinatore che non sarà retribuito. Quindi saremo entro il milione di euro. Non è previsto staff amministrativo, ci appoggiamo a strutture esistenti». Ma questa precarietà ha un termine: «L'obiettivo è arrivare a una struttura stabile entro 18 mesi: questa configurazione molto leggera può servire per avviare le attività, ma se un progetto deve diventare robusto ha bisogno di strutture coerenti». Altra cosa è il fabbisogno per la mission di Casa Italia, cioè mettere in sicurezza il Paese. «In questo momento non abbiamo fatto stime. Le cifre su quanto sarebbe necessario le sentiamo sparare con grande facilità. Bisogna prima essere sicuri di quello che si vuole fare e poi farlo. Entro i prossimi 3-6 mesi dobbiamo individuare i problemi e le risorse necessarie».

  • I rapporti con le strutture del dissesto e dell'edilizia scolastica

I contatti sono stati già avviati con i principali interlocutori di Azzone: i tecnici che guidano la strutture di missione per il dissesto e per l'edilizia scolastica e il capo della protezione civile. «Ho visto ieri (mercoledì 28, ndr) D'Angelis e Grassi per una prima chiacchierata e una fase di avanzamento dei progetti. In settimana prossima vedrò Laura Galimberti e successivamente Curcio. L'obiettivo è cominciare a costruire una base conoscitiva». «La priorità - spiega Azzone - è sulla casa e sull'abitare: tutto cioè che pone a rischio l'abitare: quindi sismico, idrogeologico, come prima cosa; e poi il tema delle periferia che è un tema più generale. Il baricentro in questo momento è capire come mettere in sicurezza il Paese. Il nostro ruolo è cercare di fare parlare il più possibile queste strutture e supportarle nell'attuazione di ciò che hanno in progetto».

  • I dieci interventi pilota: saranno su residenze pubbliche

Il rettore del Polimi spiega anche come si procederà nella realizzazione degli interventi pilota cui sta lavorando Renzo Piano. «L'obiettivo è arrivare entro sei mesi a individuare i prototipi di intervento. Contemporaneamente cominciamo a lavorare dal punto di vista amministrativo su come intervenire nella scelta». «L'unica scelta che facciamo su questi prototipi è che riguardino edifici residenziali del patrimonio pubblico».

La scelta sarà fatta dagli architetti guidati da Renzo Piano, incrociando tre tipi di variabili: i materiali (pietra, cemento e laterizio), l'età del fabbricato (più o meno di 70 anni) e le dimensioni (casa monofamiliare oppure condominio). Incrociando queste variabili - e scartando casi poco frequenti o significativi - si arriva a 10 progetti: «dieci cantieri - dice Azzone - che devono diventare dieci linee guida di riferimento, seguite da dieci interventi reali». «L'ipotesi - aggiunge il rettore del Polimi - è di pensare a dieci abitazioni di proprietà pubblica, distribuite sul territorio, privilegiando i luoghi a rischio sismico». L'obiettivo, spiega sempre Azzone, è trasformare il cantiere in esperienze formative, «realizzare - mi passi il termine - "documentari" formativi che siano la descrizione dell'intervento, le interviste con i progettisti che spiegando quali problemi si riscontrano e come si interviene, il modo in cui si coinvolge chi abita nella struttura, in modo da trovare forme il meno invasive possibile. In modo che questi 10 cantieri diventino 10 esempi di come si può fare, in modo in cui intervenire».

«Il valore aggiunto che possiamo dare come g124 e Casa Italia è di vedere come si possono fare degli interventi tecnicamente corretti e il meno possibile invasivi sulla vita delle persone». (Edilizia e territorio – Il Sole 24 ore)

 

 

 

Architetti: Piano coglie nel segno

Renzo Piano coglie nel segno indicando l’esigenza di una strategia di lungo termine, di “un progetto di lunga durata, di 50 anni almeno” per la messa in sicurezza del Paese e per la realizzazione, quindi, delle città del futuro. 

Così Giuseppe Cappochin, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, in merito all’intervento dell’architetto e senatore a vita Renzo Piano nel corso del dibattito a Palazzo Madama, sul tema della ricostruzione

“Già dall’illustrazione del progetto “Casa Italia” da parte del presidente del Consiglio Matteo Renzi, abbiamo riscontrato un evidente segno di discontinuità rispetto al passato. Per la prima volta, infatti, si sta immaginando un nuovo modello di “rigenerazione” - così come da anni sostengono gli architetti italiani - che avvii la realizzazione delle città che verranno.  Una ricostruzione, dunque, per il futuro e non per il passato, facendo tesoro di quanto viene realizzato in molte città europee nelle quali la priorità è proprio progettare guardando lontano”.

“Valutiamo anche positivamente che Renzi abbia oggi confermato la disponibilità di risorse economiche per dare avvio a questo grande progetto: in una visione strategica complessiva servirà finanziare le misure di incentivi fiscali quali l’ecobonus, ma anche accorpare quelle risorse finora frazionate e destinate a singoli progetti che purtroppo, troppo spesso, sono andate disperse senza raggiungere gli obiettivi prefissa

 

 

ANCE: continua il calo della produzione nel settore delle costruzioni

In un contesto economico di crescita, seppur modesta, per il settore delle costruzioni ancora emergono segnali di debolezza che mettono a rischio l’avvio della ripresa. L’indice Istat di produzione edilizia a luglio 2016 risulta ancora negativo (-1,3% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente) e nei primi sette mesi registra una riduzione tendenziale dello 0,5%. I bandi di gara per lavori pubblici nei primi otto mesi del 2016, evidenziano una dinamica negativa, dopo gli andamenti positivi del biennio 2014-2015. Anche in termini di occupazione le costruzioni continuano a registrare flessioni nel numero di occupati, rimanendo l’unico settore a segno ancora negativo (-4,9% nel secondo trimestre 2016 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente). Di contro, il mercato immobiliare continua ad essere caratterizzato da una dinamica positiva. Nel secondo trimestre 2016 il numero di abitazioni compravendute registra un ulteriore e significativo incremento del 22,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Anche le compravendite del non residenziale risultano in aumento con tassi di crescita a doppia cifra: +28,7% le transazioni nel comparto produttivo (nel confronto con lo stesso periodo del 2015), +14,7% il terziario e +12,9 il commerciale sempre nel secondo trimestre 2016.  Nota_Settore_Costruzioni

 

 

 

 

 

 

PROFESSIONISTI

 

Piano industria 4.0

Mercoledì 21 settembre è stato presentato a Milano il Piano Nazionale Industria 4.0, alla presenza del Presidente del Consiglio Matteo Renzi e del Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda.

Qui sono disponibili le slide che illustrano il piano.

 

 

Lazio, il ‘Fondo Futuro’ aperto anche ai professionisti

Professionisti e Partite Iva del Lazio potranno accedere al ‘Fondo Futuro’ che stanzia 35 milioni di euro per finanziare progetti di autoimpiego e lavoro autonomo nella Regione.

L’accesso al bando è stato reso possibile grazie all’approvazione della legge regionale che estende la concessione di contributi finanziati con risorse regionali e fondi europei finalizzati allo sviluppo delle micro, piccole e medie imprese anche ai lavoratori autonomi titolari di partita IVA.

ondo futuro, pensato per imprese e professionisti in difficoltà o impossibilità di accesso al credito bancario ordinario, è un fondo per il micro credito e la micro finanza che mette a disposizione 35 milioni di euro di risorse del Fondo Sociale Europeo 2007-2013 per finanziare progetti di autoimpiego e lavoro autonomo. 

Le risorse sono suddivise in base alle categorie d’appartenenza: 3 milioni di euro per i giovani fino a 35 anni, 2 milioni per gli over 50, 5 milioni per progetti d’impresa di chi ha partecipato ad alcune importanti iniziative sostenute dalla Regione in questi mesi (come Torno subito, In Studio e Coworking), 5 milioni per i soggetti economicamente più deboli (con reddito inferiore ai 21.000 euro), 5 milioni per i lavoratori svantaggiati e 15 milioni destinati a tutti gli altri.

I progetti idonei potranno beneficiare di prestiti di importo compreso tra 5.000 e 25.000 euro, da restituire al tasso di interesse dell’1%, con una durata da definire caso per caso e comunque non oltre gli 84 mesi, incluso l’eventuale preammortamento. Sono ammissibili le spese relative al progetto presentato, che andrà realizzato entro 12 mesi dall’ottenimento del prestito.

Il fondo sarà accessibile fino al 14 ottobre 2016.

Si ricorda che a livello italiano l’equiparazione tra professionisti e imprese nell’accesso ai fondi europei e ad altre risorse regionali è avvenuto con la Legge di Stabilità per il 2016. I professionisti, infatti, sono considerati esercenti attività economica a prescindere dalla forma giuridica rivestita.

Dopo gli entusiasmi iniziali, era stata sottolineata la necessità che le Regioni, cioè gli enti che materialmente gestiscono l’erogazione di questi fondi, si adeguassero scrivendo bandi chiari ed esplicitamente aperti ai liberi professionisti.

Il Lazio è la prima Regione ad aver approvato una legge che estende la concessione di contributi finanziati con risorse regionali e fondi europei finalizzati allo sviluppo delle micro, piccole e medie imprese anche ai lavoratori autonomi titolari di partita IVA.

Per maggiori informazioni e per consultare il bando cliccare qui.

 

 

FISCO

 

Le interrogazioni presentate in Parlamento in tema di IRAP 

Giovedì 29 settembre sono state presentate in Parlamento due interrogazioni relative alla pronuncia delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione che ha affermato l’assoggettamento all’IRAP delle associazioni professionali, degli studi associati e delle società semplici esercenti attività di lavoro autonomo, indipendentemente dalla struttura organizzativa della quale si avvalgono.

Qui è disponibile il testo dell'interrogazione a risposta scritta presentata dal Sen. Amoruso a Palazzo Madama.

Qui è disponibile il testo dell'interrogazione a risposta scritta presentata alla Camera dall'On. Giacomoni

 

 

Newsletter Sportello Pronto Europa - Settembre 2016

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● Aperti 4 Bandi H2020 in materia di Costruzioni Energeticamente Efficienti – La scadenza per la presentazione dei progetti per tutti e quattro i bandi è il 19 Gennaio 2017

A partire dal 20 settembre 2016 fino al 19 gennaio 2017 è aperto il bando "Energy-Efficient Buildings" pubblicato nell’ambito del Partenariato Pubblico-Privato denominato “Costruzioni energeticamente efficienti (EeB)”, istituito nel quadro del Programma Horizon 2020.

E' possibile presentare proposte per i seguenti topics: 

EEB-05-2017: Sviluppo di sistemi per il Restauro degli Edifici che riducano fortemente il consumo di energia;

EEB-06-2017: Soluzioni altamente efficienti per lo stoccaggio ibrido di energia e calore in edifici residenziali ed aree urbane, bilanciando le relative condizioni di rifornimento e richiesta;

EEB-07-2017: Integrazione di sistemi per il recupero di energia a livello di edificio e di quartiere urbano;

EEB-08-2017: Nuovi modelli di business per edifici energeticamente efficienti attraverso soluzioni adattabili di ristrutturazione;

Le proposte per tutti i bandi devono essere transnazionali e devono coinvolgere soggetti dotati di personalità giuridica, che compongano un partenariato di almeno 3 soggetti provenienti da almeno 3 stati partecipanti al programma H2020. Il budget totale a disposizione dei quattro bandi ammonta a 54.000.000 euro. Il finanziamento europeo potrà coprire da un minimo del 70% ad un massimo del 100% delle spese ritenute ammissibili di progetto, a seconda del tipo di azione portata avanti nel progetto.

Link: http://ec.europa.eu/research/participants/portal/desktop/en/opportunities/h2020/calls/h2020-eeb-2016-2017.html

 

● Ministero dello Sviluppo Economico: Bando PON I&C 2014-2020 Progetti di Ricerca e Sviluppo negli ambiti tecnologici di Horizon 2020, Regioni svantaggiate. Le proposte possono essere presentate a partire dal 17 Ottobre 2016

L’intervento del Programma Operativo Nazionale Imprese e Competitività 2014-2020 FESR in favore di progetti di ricerca e sviluppo negli ambiti tecnologici identificati dal Programma europeo Orizzonte 2020 è stato definito nella sua attuazione dal MISE, con recente decreto direttoriale.

Possono beneficiare del bando i seguenti soggetti: Piccole e Medie imprese; Centri di ricerca con personalità giuridica; Liberi Professionisti; Spin-off.

La dotazione finanziaria è di 180 milioni di euro, di cui 150 milioni di euro per i progetti realizzati nelle regioni meno sviluppate (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) e 30 milioni di euro per i progetti realizzati nelle regioni in transizione (Abruzzo, Molise e Sardegna). I progetti devono prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a 800.000 euro e non superiori a 5.000.000 euro e le agevolazioni concesse assumono la forma sia di finanziamento agevolato, sia di contributo diretto alla spesa. Il bando prevede inoltre l’agevolabilità dei cosiddetti “Progetti Seal of excellence”.

I progetti ammissibili alle agevolazioni devono prevedere la realizzazione di attività di Ricerca Industriale e di Sviluppo Sperimentale, finalizzate alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti. I progetti devono prevedere lo sviluppo di tecnologie riconducibili alle aree tematiche individuate dalla Strategia nazionale di specializzazione intelligente.

Link: http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/incentivi/impresa/bando-horizon-2020-pon-i-c-2014-20

 

Conferenza Internazionale IWA WATER IDEAS 2016 sulla Gestione dei Sistemi Idrici – Bologna 20-21 Ottobre 2016

L’evento, ospitato da H2O Water Fair 2016, intende presentare e discutere gli ultimi sviluppi, strategie, tecniche ed applicazioni delle migliori pratiche internazionali nel settore della Gestione Innovativa delle Reti Idriche. Le tematiche di interesse sono: Progetti su “Smart Water Technologies”; ICT; Gestione efficiente nella Riduzione degli Sprechi di Acqua; Gestione idrica sostenibile; Gestione della Pressione idrica; etc.

Vi saranno presentazioni di alto livello di esperti internazionali e la partecipazione di aziende ed enti di ricerca che lavorano nel settore di riferimento. Si tratta di una interessante occasione di incontro per gli operatori del settore, alla ricerca di nuove collaborazioni ed idee progettuali.

Link: http://water-ideas.com/2016/en/

 

Ecomondo 2016 - 20esima Fiera Internazionale del Recupero di Materia ed Energia e dello Sviluppo Sostenibile - Rimini, 8-11 Novembre 2016

Ecomondo è il luogo ideale dove incontrare gli operatori dell´industria della Green economy e dell´economia circolare nell’area euro-mediterranea, chiudere accordi commerciali e acquisire clienti. 

Saranno presentate le soluzioni tecnologiche più avanzate e sostenibili nell’ambito delle seguenti aree di intervento: Gestione, Sfruttamento e Valorizzazione del Rifiuto in tutte le sue tipologie; Bioeconomia e Industria Biologica; Prevenzione del Rischio e Bonifica dei Siti Contaminati; Gestione e Valorizzazione dell´Acqua, delle Acque Reflue e dei Siti/Comparti Marini Inquinati; Efficienza nell´uso e nella Trasformazione delle Materie Prime e Seconde; Utilizzo di Materie Prime Rinnovabili; Trattamento e Purificazione dell’Aria; Metano e Bio-Metano.

Ad Ecomondo 2016 gli espositori avranno la possibilità di prenotare alcuni INCONTRI B2B con nuovi potenziali clienti esteri presso il proprio stand, in modo da poter presentare la propria tecnologia ad interlocutori interessati. Gli incontri si potranno prenotare online nelle due settimane antecedenti Ecomondo attraverso la piattaforma di Rimini Fiera.

L’evento prevede numerosi seminari e convegni divisi per tematica di interesse.

Link: http://www.ecomondo.com/

Sintesi di monitoraggio legislativo 29 agosto - 16 settembre 2016

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SINTESI DI MONITORAGGIO LEGISLATIVO E REGOLATORIO

 

 

LAVORI PUBBLICI & EDILIZIA

 

 

  • IL NUOVO CODICE APPALTI

 

In GU il DPR sulla Cabina di regia per l’attuazione del codice appalti

Il 31 agosto è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto del Presidente recante composizione e modalità di funzionamento della Cabina di regia che ha il compito di monitorare l’attuazione del nuovo codice appalti al fine di predisporre il decreto correttivo.

 

 

Proposte di Linee guida per il ricorso a procedure negoziate senza previa pubblicazione di un bando nel caso di forniture e servizi ritenuti infungibili

Il 14 settembre ANAC ha pubblicato le proposte di Linee guida per il ricorso a procedure negoziate senza previa pubblicazione di un bando nel caso di forniture e servizi ritenuti infungibili.

Prima dell’approvazione del documento definitivo, l’Autorità vuole acquisire il parere del Consiglio di Stato, della Commissione VIII - Lavori pubblici, comunicazioni del Senato della Repubblica e della Commissione VIII - Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati.

Al link di seguito sono disponibili il testo e la relazione illustrativa:

http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/ContrattiPubblici/LineeGuida/_LineeGuidaInterpretative

 

 

Linee guida ANAC sugli appalti sottosoglia: il Consiglio di Stato le derubrica come «non vincolanti» per le Pa

Il testo del parere del Consiglio di Stato è disponibile qui.

 

 

Aperto con Consip e Ance il ciclo di audizioni sull'attuazione del nuovo codice

Le Commissioni riunite lavori pubblici della Camera e del Senato hanno avviato una indagine conoscitiva sullo stato di attuazione e sulle ipotesi di modifica della nuova disciplina sui contratti pubblici. 

L'indagine conoscitiva intende monitorare l'attuazione della nuova normativa, anche al fine di verificare eventuali criticità che richiedessero aggiustamenti o miglioramenti. 

Nella seduta del 7 settembre sono stati ascoltati i rappresentanti di Consip e dell'Associazione Nazionale Costruttori Edili (ANCE).

Memoria Ance.

Memoria Consip.

Di seguito i principali temi su cui si è concentrata l’ANCE.

Qualificazione delle imprese

L'Ance incassa l'apertura del Parlamento su una delle richieste principali delle imprese. Rivedere al rialzo il periodo di riferimento per documentare il possesso dei requisiti di fatturato ai fini della certificazione Soa nelle varie categorie di lavori. Con il vecchio sistema le imprese potevano pescare i migliori cinque anni tra gli ultimi dieci. Metodo che consentiva di tagliare fuori gli anni più penalizzati dalla crisi che dal 2009 in poi ha falcidiato il settore dei contratti pubblici. Il nuovo codice ha abbassato da 10 a cinque anni il periodo di riferimento. Con la conseguenza di mettere a rischio la sopravvivenza di migliaia di piccole imprese. «È giusto intervenire su questo punto», ha detto Raffaella Mariani (Pd) relatrice alla Camera sulla legge delega che ha dato il la all'adozione del codice, aprendo alle modifiche. Disponibilità, anche dai Cinque Stelle, è arrivata anche sull'estensione da tre a cinque anni del periodo di riferimento per documentare il possesso dei requisiti necessari per partecipare agli appalti di importo superiore a 20 milioni di euro.

Subappalto

Anche sul subappalto, dove i costruttori segnalano diverse criticità applicative (dall'obbligo di indicazione di una terna di imprese con l'offerta alla facoltà per le stazioni appaltanti di decidere caso per caso se consentire o meno i subaffidamenti), sono arrivati segnali di apertura. In particolare su due punti. Chiarire che va sempre consentita alle imprese la possibilità di affidare in subappalto una quota (ora fissata al 30%) dei lavori e ripristinare il cosiddetto "premio di coordinamento", in base al quale l'impresa titolare del contratto principale poteva usare ai fini della propria qualificazione anche una quota dei lavori affidati in subappalto.

Appalto integrato e tetto al Pf

Nessuno spiraglio invece rispetto alle richieste sull'appalto integrato e sull'innalzamento dal 30 al 50% della quota di contributo pubblico sulle operazioni di partenariato pubblico privato. Sull'appalto integrato la richiesta dell'Ance era di consentire alle stazioni appaltanti di smaltire, mandandoli in gara, i progetti definitivi già approvati al momento dell'entrata in vigore del nuovo codice. «La priorità, una cosa da fare anche domani mattina - ha detto il vicepresidente Edoardo Bianchi - , è che le stazioni appaltanti pubblichino tutte le gare fino a 1 milione perché il nuovo Codice Appalti semplifica queste procedure, non le complica e non servono provvedimenti attuativi». «Non si faccia un passo indietro sul massimo ribasso e sul progetto esecutivo: abbiamo imboccato una strada, dobbiamo andare fino infondo, l'Ance è completamente d'accordo su questo aspetto», ha concluso.

Per aggirare il divieto di appalto integrato alcune amministrazioni hanno cominciato a pubblicare i bandi di gara su progetto definitivo con la formula del general contractor. 

 

 

In Gazzetta Ufficiale il nuovo regolamento sul rating di legalità

Il ruolo di Anac nel sistema del rating di legalità si rafforza di molto. E' questo il cambiamento più importante che viene introdotto con le ultime modifiche al regolamento attuativo del sistema di valutazione a stellette gestito dall'Antitrust, pubblicato in Gazzetta ufficiale il 12 settembre.

L'Autorità di Raffaele Cantone, anche in vista del nuovo rating di impresa, avrà un peso maggiore in fase di emissione della valutazione del garante della concorrenza. Le società oggetto di sanzioni da parte dell'Anticorruzione avranno un rating peggiore. Inoltre, l'Anac vigilerà sull'iscrizione delle imprese nel suo casellario informatico.

Come nel precedente testo del regolamento, il rating continuerà a funzionare su base volontaria: le imprese interessate a comparire nell'albo – presente su una sezione dedicata del sito internet dell'Authority - dovranno presentare domanda all'Antitrust dichiarando il possesso di alcuni requisiti minimi, come la sede operativa in Italia, un fatturato minimo di due milioni di euro nell'ultimo esercizio, l'iscrizione, alla data di richiesta della valutazione, nel registro delle imprese da almeno due anni. Ancora, bisognerà attestare l'assenza di misure di prevenzione personale o patrimoniale, l'assenza di condanne su particolari reati o di interventi da parte dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato. All'esito della valutazione otterranno un punteggio massimo di tre stelle.

Una novità importante riguarda l'ingresso dell'Anac nel perimetro di riferimento del rating. Una mossa che, in qualche modo, anticipa la maggiore integrazione che ci sarà nei prossimi anni, anche in vista dell'arrivo del rating di impresa, nel quadro del nuovo Codice appalti. L'impresa, allora, dovrà dichiarare di non essere destinataria di sanzioni dell'Autorità anticorruzione in materia di contratti pubblici. L'Anac, inoltre, collaborerà fattivamente alla composizione dei rating, andando a verificare la sussistenza di annotazioni nel casellario informatico. Spiega, infatti, la delibera: l'Anac collabora con l'Autorità "per la rilevazione di comportamenti aziendali meritevoli di valutazione al fine dell'attribuzione del rating". L'Authority, inoltre, farà parte della commissione consultiva alla quale saranno trasmesse tutte le richieste di attribuzione della valutazione.

Per il resto, viene introdotta una limitazione importante per le società sottoposte al controllo di fatto o di diritto di una società straniera. Nel caso in cui, "in virtù della legislazione dello Stato" nel quale queste società hanno sede non fosse possibile identificare i soggetti che detengono le quote di proprietà di quell'azienda, il rating non potrà essere rilasciato. Sempre che la società che ha presentato domanda non sia in grado di fornire informazioni sulla sua proprietà.

 

 

  • IL SISMA E LE PROPOSTE PER LA RICOSTRUZIONE

 

Il cdm dichiara lo stato d’emergenza per il sisma nel centro Italia

Il 25 agosto si è riunito il Consiglio dei Ministri ha deliberato lo stato d’emergenza per i territori colpiti dal sisma del centro Italia e stanziato i primi 50 milioni di euro che sono destinati agli interventi di immediata necessità che verranno coordinati dalla Protezione civile.

Nel corso della conferenza stampa successiva alla riunione del Consiglio dei Ministri, il Presidente Renzi ha annunciato il progetto “Casa Italia”: ricostruzione in tempi certi, tutelando l’identità dei borghi storici colpiti e promuovendo la cultura della prevenzione.

Il Presidente del Consiglio ha assicurato che per la ricostruzione non si seguirà il modello delle New Town, evidenziato che “è difficile pensare di controllare la natura, però l’Italia deve avere una visione che non sia solo emergenziale”.  Il progetto “Casa Italia” propone di affermare la cultura della prevenzione e della messa in sicurezza.

“Dobbiamo fare un'operazione per cui i lavori procedano spediti - ha aggiunto - A L'Aquila c'è stato un blocco e oggi ci sono 93 gru, cioè 93 cantieri aperti, tutto è ripartito nel 2014, i soldi ci sono e vanno spesi col controllo delle autorità per evitare atteggiamenti di sciacallaggio”.

Sulla ricostruzione vigilerà l'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) per garantire trasparenza e velocità.

 

 

L’indagine conoscitiva sulle politiche di prevenzione antisismica e sui modelli di ricostruzione

Giovedì 15 settembre la Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera ha deliberato l’avvio di un’indagine conoscitiva sulle politiche di prevenzione antisismica e sui modelli di ricostruzione a seguito di eventi sismici, che dovrà concludersi entro marzo 2017.

Scopo dell’indagine è la valutazione in ordine alla fattibilità e all'opportunità di una sinergia delle misure di prevenzione in chiave antisismica con gli strumenti esistenti e operativi in materia di difesa del suolo, rigenerazione urbana, nonché di riqualificazione edilizia ed energetica in una logica integrata, finalizzata a fronteggiare le problematiche del territorio nel suo complesso.  Infine, l'indagine intende approfondire la tematica della ricostruzione a seguito degli eventi sismici, anche in considerazione della peculiarità del territorio italiano sotto il profilo paesaggistico, storico e culturale. 

Subito dopo la Commissione ha audito il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio. 

Qui è disponibile il testo dell'intervento del Ministro.

L’intervento del Presidente Realacci

Non abbandona l’idea del fascicolo di fabbricato il presidente della Commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci.

Nel suo intervento introduttivo Realacci ha lamentato che “il fascicolo di fabbricato da troppo tempo è lettera morta”. Dopo le richieste di renderlo obbligatorio, avanzate subito dopo il sisma del Centro Italia, si stanno facendo infatti di nuovo delle considerazioni sul peso economico che la redazione di questo documento potrebbe avere sulle famiglie.

“Una proposta – ha ipotizzato Realacci -  potrebbe essere quello di inserire le spese per la compilazione del fascicolo di fabbricato nel bonus 50% sulle ristrutturazioni”.

“Dentro il credito di imposta del 50% - ha sottolineato Realacci – c’è di tutto e non si capisce perché non si possano inserire i pagamenti a dei professionisti che aiutano a capire le condizioni dell’edificio”. 

Programma

Di seguito il programma approvato dalla Commissione per lo svolgimento dell’indagine, nell’ambito della quale potrebbero essere calendarizzate alcune audizioni.

 

 

Le reazioni dei professionisti al piano Casa Italia del Governo

Sul piano Casa Italia per la ricostruzione dei territori colpiti dal sisma "l'idea del governo e' di un intervento a larghissimo spettro, dalle periferie ai centri storici, come rete delle professioni ci siamo concentrati soprattutto sulle tecniche di prevenzione del rischio sismico che e' un aspetto per noi prioritario". A dirlo e' Armando Zambrano, presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri, a termine del secondo giro di tavolo delle consultazioni sul piano Casa Italia a Palazzo Chigi. Il Consiglio degli ingegneri ha presentato un documento che si articola in proposte che vanno "dalla semplificazione normativa alla possibilita' di finanziamenti, ma anche di imposizione di un obbligo di adeguamento nel tempo dei fabbricati", ha aggiunto Zambrano, sottolineando anche "la necessita' di un'assoluta conoscenza di quelle che sono le situazioni di pericolosita' dal punto di vista sismico avviando un percorso che porta al fascicolo del fabbricato". Il pacchetto di proposte "presuppone una capacita' d'intervento da parte del governo molto forte, perche' la normativa e' diffusa tra competenze regionali e statali", ha continuato Zambrano specificando che di cifre non se n'e' ancora parlato, "non sappiamo bene quali sono le risorse che il governo vuole mettere in campo, il nostro documento prevede una serie di step e costi da spendere in un arco di tempo di almeno 30 anni se si vuole mettere in sicurezza l'intero territorio edilizio", ha concluso il presidente del consiglio nazionale degli ingegneri.

 “Vivo apprezzamento per l’apertura del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, verso una strategia di ampio respiro per il futuro delle città che ponga l’uomo al suo centro. Importante, poi, che per la prima volta si sia parlato di finanziamenti sui progetti accorpando le risorse che per raggiungere gli obiettivi non dovranno più essere frazionate e quindi disperse. Positivo che si stia anche immaginando un nuovo modello di “rigenerazione” – così come da anni sostengono gli architetti italiani - che avvii la realizzazione della “città del futuro” ricostruendo un’immagine unitaria di contesti urbani oggi invece sempre più privi di identità”.

Così Giuseppe Cappochin, Presidente del Consiglio Nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori in occasione della riunione su Casa Italia a Palazzo Chigi.

“La ricostruzione nelle aree colpite dal sisma del 23 agosto che ha interessato centri medio-piccoli – ha detto ancora - deve consentire di avviare un modello di riqualificazione che punti alla sicurezza, alla qualità architettonica e ad un “modello Paese” che tenga conto dell’innovazione digitale, delle nuove tecnologie, dell’energy technology. Quindi non solo ricostruire case in sicurezza - perciò non “come’erano, dov’erano” ma “dov’erano meglio di com’erano” - ma rilanciare progetti di abitati che coniughino passato e futuro, avviando una sperimentazione di piccoli e medi centri tecnologicamente avanzati. Dunque, una ricostruzione per il futuro e non per il passato tenendo presente quanto viene realizzato in molte città europee nelle quali la priorità è progettare il futuro”.

“Vi è poi il tema ben più vasto - e strutturale - della messa in sicurezza del patrimonio edilizio italiano. Recenti dati del Cresme ricordano che le persone residenti nelle zone a rischio sismico 1 e 2 sono più di 22 milioni, 9 milioni di famiglie. In queste zone si trovano 5 milioni di edifici residenziali e 1 non residenziale. Le abitazioni sono oltre 10 milioni, pari a circa 1 miliardo di m2. Tra il 70 e l’80% di questi edifici è  stato realizzato senza requisiti antisismici, quindi si tratta di intervenire su 4-5 milioni di edifici. Ipotizzando una spesa di 300 euro a m2 , per una seria e completa messa in sicurezza servono 300 miliardi di euro”, ha detto ancora Cappochin.

“Si tratta di un piano almeno ventennale che tocca diverse tipologie di insediamenti. Non bisognerà  pensare al singolo edificio ma agli edifici nel loro contesto e nel loro complesso essendo interessate grandi città, ma anche piccoli e medi centri. Visto le ingentissime risorse necessarie - altre stime, come la Rete delle Professioni Tecniche che parlano di 100 miliardi - non si potrà che operare attraverso incentivi modulari a seconda del diverso livello di anti-sismicità (65%, 70%, 80% e restando aperto il nodo della relativa certificazione) che verrà messo in atto”.

“Questa potrebbe essere l’occasione - ha proseguito - per far compiere al settore delle costruzioni un salto in avanti verso l’innovazione: non solo sicurezza ma anche risparmio energetico e smart building (innovazione) attraverso politiche che indirizzino e accompagnino verso questi obiettivi. Potrebbe essere l’occasione di una nuova politica urbanistica fatta di rigenerazione urbana sostenibile e di contenimento di consumo del suolo con città sicure e inclusive, con bassa produzione di CO2 e forti interconnessioni sul modello delle più avanzate esperienze europee.”

“Siamo nel pieno di una rivoluzione economica, sociale e tecnologica; l’avvio di una così importante azione sul territorio costruito mirata alla sicurezza deve poter deve alzare l’obiettivo e le ambizioni: non solo sicurezza ma anche innovazione”, ha concluso il Presidente degli architetti italiani.

 

 

Guida alla nuova conferenza di servizi

È on line la "Guida alla nuova conferenza di servizi", realizzata dal Dipartimento della funzione pubblica per sostenere l'attuazione della Riforma della Pubblica amministrazione, nell'ambito delle attività previste dall'Agenda per la semplificazione.

Dossier

Cosa cambia per cittadini e imprese

 

 

 

 

PROFESSIONISTI

 

Jobs act autonomi

La Commissione Lavoro del Senato ha concluso l’esame del provvedimento, che è approdato in aula. Lunedì 12 settembre è scaduto il termine per la presentazione di emendamenti: ne sono arrivati circa 160 che saranno esaminati e, gli ammissibili votati, non appena il disegno di legge sarà calendarizzato per l’esame in assemblea.

 

 

Decreto del MIUR diminuisce posti per laurea in architettura

Il 2 settembre è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto recante programmazione dei posti disponibili per l'accesso ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico direttamente finalizzati alla professione di architetto a.a. 2016/2017 (qui il testo).

I posti disponibili sono 6991, ripartiti fra le Università secondo la tabella allegata al decreto.

Rispetto allo scorso anno, il MIUR ha ridotto il numero dei posti disponibili: si è infatti passati dai 7802 ai 6991, con una riduzione, quindi, di 811 posti.

 

 

Circolare Inps: anche gli studi professionali con più di cinque dipendenti sono tenuti a iscriversi al Fondo di integrazione salariale (Fis)

Anche gli studi professionali possono beneficiare dei nuovi ammortizzatori sociali. Lo ha chiarito l'Inps nella circolare n. 176 del 9 settembre 2016, che illustra la disciplina del Fondo di integrazione salariale (FIS) di cui al D.I. n 94343/2016 di adeguamento del Fondo di solidarietà residuale alle disposizioni del D.lgs n. 148/2015.

Una serie di interventi normativi, infatti, hanno comportato un ampliamento della platea dei beneficiari delle tutele offerte dal Fondo di integrazione salariale, fino a ricomprenderne nel campo di applicazione tutti i datori di lavoro – anche non organizzati in forma di impresa – che occupano mediamente più di cinque dipendenti, che non rientrano nel campo di applicazione della cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria e che appartengono a settori nell’ambito dei quali non sono stati stipulati accordi volti all’attivazione di un Fondo di solidarietà bilaterale di cui all’art. 26, ovvero a un Fondo di solidarietà bilaterale alternativo di cui all’art. 27 (art. 2, c. 1, D.I. n. 94343/2016).

Per maggiori informazioni: http://www.casaeclima.com/ar_28449__nuovi-ammortizzatori-sociali-per-professionisti-circolare-inps.html

Qui è disponibile il testo della circolare INPS.

 

 

FISCO

 

Martedì 6 settembre è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto in materia di trasmissione telematica delle operazioni IVA.

 

 

Dagli studi di settore agli indicatori di compliance. E(ri)voluzione dello Strumento. Le innovazioni metodologiche

In linea con i principi della riforma fiscale del MEF, SOSE – Soluzioni per il Sistema Economico S.p.A in collaborazione con l'Agenzia delle Entrate, ha presentato una serie di proposte di innovazione metodologica a seguito delle attività di sperimentazione iniziate nei mesi scorsi.

Il nuovo strumento sarà costruito sulla base di una metodologia statistico-economica innovativa che fornirà come risultato un indice sintetico (su scala da 1-10) e che valuterà il grado di affidabilità/compliance del contribuente attraverso la sintesi di un sistema di indicatori significativi. 

Oggi, lo studio di settore valuta un ricavo presunto, il cui scostamento dal dichiarato potrebbe essere oggetto di accertamento presuntivo, domani, invece, un livello sufficientemente alto di affidabilità/compliance potrà garantire l'accesso alla premialità.

L'indice di affidabilità/compliance verrà costruito sulla base di una metodologia statistico-economica innovativa.

Qui sono disponibili le slide esplicative.

Per maggiori dettagli:

https://www.sose.it/-/dagli-studi-di-settore-agli-indicatori-di-compliance

http://www.fiscooggi.it/attualita/articolo/studi-settore-ciao-futuroe-negli-indicatori-compliance

 

 

Entrate a caccia dell'Irap non versata dagli studi associati: ecco come muoversi

Dopo le pronunce delle Sezioni Unite che escludono l’esonero dall’Irap, numerosi sono gli avvisi che l’Agenzia delle Entrate sta emettendo nei confronti degli studi associati per pretenderne il pagamento dal 2011 e per gli altri anni di imposta ancora accertabili.

Si ricorda, infatti, che con le recenti sentenze a Sezioni Unite n. 7291/2016 e n. 7371/2016, la Corte di Cassazione, basandosi sul dato letterale della norma e ribaltando un precedente orientamento, ha affermato che le associazioni professionali, gli studi associati e le società semplici esercenti attività di lavoro autonomo sono sempre soggetti ad Irap, indipendentemente dalla struttura organizzativa della quale si avvalgono per l’esercizio dell’attività.

Così, richiamando nelle motivazioni dell’atto impositivo il ragionamento dei giudici di legittimità, l’Agenzia delle Entrate determina il valore della produzione netta degli studi associati, accertando di conseguenza l’Irap dovuta, i relativi interessi e le sanzioni per infedele dichiarazione (pari al 90% dell’imposta dovuta).

Ovviamente, la questione è assai rilevante giacché numerosi sono quegli studi associati che, in assenza di un’autonoma organizzazione di strutture e mezzi e di redditi derivanti dal solo lavoro professionale, non hanno versato l’Irap in forza del precedente orientamento giurisprudenziale di legittimità. In tal caso, diverse possono essere le strategie difensive che si possono approntare, anche se tutte in salita.

È, infatti, possibile presentare innanzitutto un’istanza di accertamento con adesione per tentare di ottenere una rideterminazione più bassa del valore della produzione da assoggettare ad Irap. In tal caso, attraverso una memoria, occorrerà dimostrare che lo studio associato non ha sostenuto alcun costo per il personale dipendente e che il reddito conseguito e dichiarato è derivato esclusivamente dall’attività professionale svolta dai singoli professionisti e non dalla struttura (immobili, mobili, macchinari, ecc.).

Qualora l’adesione non vada a buon fine, rimarrebbe comunque la possibilità di impugnare l’atto impositivo al fine di non renderlo definitivo nel caso di un eventuale ripensamento da parte dei giudici di legittimità.

In tal caso, occorrerà contestare, in diritto, l’erroneità dell’accertamento, da un lato evidenziando che lo svolgimento di attività professionale in forma associata rappresenta una mera presunzione dell’esistenza di un’autonoma organizzazione e, dall’altro richiamando la prevalente giurisprudenza di legittimità che ammette comunque la possibilità in capo al contribuente di fornire la prova contraria. Anche nel caso di esercizio dell’attività in forma associata, vi è, infatti, esclusione da Irap se il reddito dichiarato deriva esclusivamente dal lavoro professionale svolto dai singoli associati e non è stato potenziato e derivato dalla struttura (tra le altre, Corte Cassazione, sentenze n. 1662/2015, n. 4578/2015 e n. 27007/2014). Nel merito, invece, occorrerà dimostrare la carenza del requisito dell’autonoma organizzazione. In particolare, anche attraverso la presentazione di bilanci, occorrerà dimostrare che lo studio associato non ha sostenuto alcun costo per il personale dipendente e che il reddito è stato conseguito esclusivamente con l’esercizio dell’attività dei singoli professionisti. A tal fine, potrebbe essere utile far rilevare ad esempio che tra i componenti positivi del reddito dello studio sono stati conteggiati esclusivamente i compensi derivanti da incarichi di componenti del collegio sindacale e/o dallo svolgimento di altre attività strettamente personali e basate su mandati fiduciari.

Infine, in via meramente subordinata potrebbe comunque essere opportuno chiedere, in sede di ricorso, la disapplicazione delle sanzioni per obiettive condizioni di incertezza della norma ai sensi dell’articolo 6 del D. Lgs. n. 472/1997.

(Edilizia e territorio – Il Sole 24 Ore)

 

 

 

 

Rubrica di aggiornamento legislativo e giurisprudenziale del 3 settembre 2016

Inviato da admin il

Cassazione Civile, sez. II, sent. n. 1204/2016: cancellazione dall’albo per perdita dei diritti civili.

Secondo una recente sentenza della Suprema Corte, “la cancellazione dall'albo professionale, ex art. 20 del r.d. n. 2537 del 1925, da parte del consiglio dell'ordine degli architetti per la perdita del "pieno" godimento dei diritti civili, per effetto di condanna penale comportante l'interdizione perpetua dai pubblici uffici ex art. 28 c.p., ha natura meramente accertativa del sopravvenuto difetto dei requisiti dell'iscrizione e non integra un provvedimento irrogativo di sanzione disciplinare”.

A mente della norma citata nella sentenza, la cancellazione dall'albo, oltre che a seguito di giudizio disciplinare, a norma dell'articolo 37, n. 2, del presente regolamento, è pronunciata dal consiglio dell'ordine, di ufficio o su richiesta del pubblico ministero, nel caso di perdita della cittadinanza italiana o del godimento dei diritti civili da qualunque titolo derivata, ovvero di condanna che costituisce impedimento alla iscrizione” (art. 20, Regio Decreto sulla costituzione provinciale dei consigli professionali degli architetti ed ingegneri).

Nel caso di specie, il professionista era stato condannato alla pena accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Tale pena accessoria comporta la perdita del godimento dei diritti civili, come ad esempio l’elettorato attivo e passivo e di ogni diritto politico.

Nel ricorso per Cassazione, il professionista ha eccepito che nel procedimento disciplinare, azionato dal consiglio dell’ordine, egli non era stato invitato a dedurre le proprie difese e, pertanto, chiedeva l’annullamento del provvedimento di cancellazione.

La Corte ha correttamente rilevato che il fatto che il professionista non abbia potuto esporre le proprie difese non ha in alcun modo inciso sulla decisione finale adottata dal consiglio dell’ordine, trattandosi, infatti, non di provvedimento disciplinare, bensì di un atto “vincolato ossia con un atto dovuto, che esclude qualsiasi margine di discrezionalità in capo al Consiglio dell'Ordine”.

In altri termini, l’interdizione perpetua dai pubblici uffici costituisce, ex art. 20, R.D. cit., condizione sufficiente perché si proceda alla cancellazione del condannato dal relativo albo di appartenenza, senza che sia necessaria la partecipazione al procedimento del soggetto interessato.

 

avv. Riccardo Rotigliano

rrotigliano@scozzarirotigliano.com

www.scozzarirotigliano.com

 

 

Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza n. 8700/2016: responsabilità del direttore dei lavori.

Con tale recente sentenza la Suprema Corte ha ribadito il principio di diritto al lume del quale “In materia di appalto, il principio dell'esclusione di responsabilità per danni in caso di soggetto ridotto a mero esecutore di ordini ("nudus minister") non si applica al direttore dei lavori che, per le sue peculiari capacità tecniche, assume nei confronti del committente precisi doveri di vigilanza, correlati alla particolare diligenza richiestagli, gravando su di lui l'obbligazione di accertare la conformità sia della progressiva realizzazione dell'opera appaltata al progetto sia delle modalità dell'esecuzione di essa al capitolato e/o alle regole della tecnica, sicché non è esclusa la sua responsabilità nel caso ometta di vigilare e di impartire le opportune disposizioni al riguardo nonché di controllarne l'ottemperanza da parte dell'appaltatore e, in difetto, di riferirne al committente”.

Pertanto, anche ove il direttore dei lavori abbia agito sotto un preciso ordine impartito dal committente, egli non è, per ciò solo, esonerato dai propri obblighi di vigilanza e di direzione e, pertanto, permane la sua responsabilità nei confronti del committente.

Del tutto diversa risulta, invece, la posizione dell’appaltatore che agisca nell’adempimento di un ordine impartitogli dal committente o, per suo tramite, dal direttore dei lavori. In tale evenienza, risulta esente da qualunque responsabilità, purché abbia preventivamente enunciato le possibili difformità dell’opera. “Nell'esecuzione di lavori edilizi l'appaltatore è esentato da responsabilità solo ove dimostri che gli errori non potevano essere riconosciuti con l'ordinaria diligenza richiesta all'appaltatore stesso, ovvero nel caso in cui, pur essendo gli errori stati chiaramente prospettati e denunciati al committente, questi ha però imposto, direttamente o tramite il direttore dei lavori, l'esecuzione del progetto ribadendo le istruzioni, posto che in tale eccezionale caso l'appaltatore ha agito come nudus minister, a rischio del committente e con degradazione del rapporto di appalto a mero lavoro subordinato” (TAR Molise, sentenza n. 202/2016)

Dunque, alla luce dei principi richiamati nelle due sentenze citate, nel mentre il direttore dei lavori non può invocare a proprio discarico il fatto che di avere agito in esecuzione di una direttiva o di un ordine impartitogli dal committente, lo stesso non è dirsi per l’appaltatore, nel caso in cui abbia operato quale nudus minister della volontà del committente.

avv. Riccardo Rotigliano

rrotigliano@scozzarirotigliano.com

www.scozzarirotigliano.com

 

 

Consiglio di Stato, sez. VI, sentenza n. 21/2014: riconoscimento dei titoli di studio del professionista appartenente ad altro stato membro della U.E..

Come noto, il diritto dell’Unione Europea riconosce e garantisce la libera circolazione dei cittadini comunitari, anche a scopi lavorativi. A tal fine, l’Unione ha operato una sostanziale equiparazione tra i titoli di studio ottenuti nei diversi paesi membri. Pertanto, un architetto o un ingegnere, che abbia conseguito la laurea in Italia, mantiene la medesima qualifica anche nel caso in cui si trovasse ad esercitare la propria professione in uno stato membro diverso da quello dove ha conseguito il titolo.

Ciò posto, il diritto dell’U.E. ha introdotto alcune doverose limitazioni al fine di tutelare, nei singoli stati, tanto le categorie professionali, quanto il corretto svolgimento dei lavori.

Sul punto il Consiglio di Stato ha affermato “Non è esatto affermare che l'ordinamento comunitario riconosca a tutti gli ingegneri di Paesi Ue diversi dall'Italia (con esclusione dei soli ingegneri italiani) l'indiscriminato esercizio delle attività tipiche della professione di architetto (fra cui - ai fini che qui rilevano - le attività afferenti le opere di edilizia civile che presentano rilevante carattere artistico, ovvero relative ad immobili di interesse storico e artistico); - al contrario, in base alla pertinente normativa UE, l'esercizio di tali attività - in regime di mutuo riconoscimento - sarà consentito ai soli professionisti i quali (al di là del nomen iuris del titolo professionale posseduto) possano vantare un percorso formativo adeguatamente finalizzato all'esercizio delle attività tipiche della professione di architetto. (...) l'art. 3 della direttiva n. 85/384/Cee include in modo espresso gli studi della storia e delle teorie dell'architettura, nonché delle belle arti e delle scienze umane fra quelli che integrano il bagaglio culturale minimo e necessario perché un professionista possa svolgere in regime di mutuo riconoscimento le richiamate attività (anche) in relazione ai beni di interesse storico e culturale; - quindi, anche ad ammettere che un professionista non italiano con il titolo professionale di ingegnere sia legittimato sulla base della normativa del Paese di origine o di provenienza a svolgere attività rientranti fra quelle esercitate abitualmente col titolo professionale di architetto, ciò non è sufficiente a determinare ex se una discriminazione "alla rovescia" in danno dell'ingegnere civile italiano. Ed infatti, sulla base della direttiva n. 85/384/Cee, l'esercizio di tali attività sarà possibile (non sulla base del mero possesso del titolo di ingegnere nel Paese di origine o di provenienza, bensì) in quanto tale professionista non italiano avrà seguito un percorso formativo adeguato ai fini dell'esercizio delle attività abitualmente esercitate con il titolo professionale di architetto”.

Tali correttivi sono stati introdotti al fine di garantire parità di trattamento a professionisti, di paesi diversi, che operino nello stesso territorio. 

 

 

avv. Riccardo Rotigliano

rrotigliano@scozzarirotigliano.com

www.scozzarirotigliano.com

 

Il nuovo corso FAD della Fondazione

Inviato da admin il

Roma, settembre 2016

 

Caro/a Collega,

 

è con piacere che la Fondazione Architetti e Ingegneri liberi Professionisti iscritti a Inarcassa, dopo il successo riportato dal primo corso FAD proposto, comunica che sono apertele iscrizioni ad un nuovo corso di formazione a distanza erogato dalla Fondazione dal titolo:  

I cantieri di allestimento opere temporanee pubblico spettacolo ed eventi. “

 

Il corso, della durata di 8 ore suddivise in moduli di 15 minuti ciascuno, sarà tenuto dal Geom. Stefano Farina e dall’Arch. Rosanna Cipolla, docenti presso la Società SEIDUESEI.org.Srl e sarà disponibile orientativamente a partire dal 15 settembre al 31 agosto 2017. 

 

L’iscrizione al corso è gratuita per gli iscritti alla Fondazione. La registrazione dovrà avvenire attraverso il portale www.fondazionearching.it entro il 28 febbraio 2017. 

Tale attività formativa darà diritto all’attribuzione di CFP nella misura indicata dalla normativa attuale dei Consigli Nazionali per i corsi in materia di “salute e sicurezza nei luoghi di lavoro”: 

  • n. 2 CFP per gli Architetti 

  • n. 8 CFP per gli Ingegneri 

 

Questo particolare corso, come altri che effettueremo in seguito sui temi della sicurezza, oltre al rilascio dei CFP come sopra evidenziato e di un apposito attestato nominativo di frequenza, consentirà anche, facoltativamente, il rilascio di un attestato finale SPECIFICO ( ottenibile tramite verifica di apprendimento individuale) valido ai fini del computo dell’aggiornamento quinquennale delle 40 ore, obbligatoriamente previste per il mantenimento dei requisiti di coordinatore della sicurezza ai sensi dell’art. 98 D. lgs. 81/2008 e allegato XIV.

 

 

La verifica di apprendimento e il rilascio del suddetto attestato, avverrà  in videoconferenza individuale. Tale attività di verifica e di rilascio dell’attestato avverrà direttamente in un rapporto individuale tra il singolo professionista e la Società SEIDUESEI.org.S.r.l., curatrice della verifica di apprendimento. La verifica individuale e il rilascio dell’attestato valido ai fini della computabilità delle otto ore del corso anche ai fini dell’aggiornamento quinquennale avrà un costo pari a € 10,00 oltre IVA, che dovrà essere pagato prima dell’effettuazione della verifica con le modalità che verranno comunicate direttamente dalla citata società curatrice della verifica. 

 

N.B.: La procedura di rilascio dell’attestato valido ai fini del computo dell’aggiornamento quinquennale delle 40 ore è attività autonoma ed esterna a quella della Fondazione.

 

Sono previsti al termine dei singoli moduli (4 moduli da 15 minuti) dei test di verifica costituiti da n. 8 domande a risposta multipla per ogni CFP riconosciuto. Ai fini del superamento dei test è richiesto rispondere correttamente ad almeno l’80% dei quesiti proposti. (7 risposte corrette su 8).

 

Nello specifico è prevista la trattazione dei seguenti temi:

 

  • Normativa

  • Decreto Legislativo 81/2008 e s.m.i.

  • Decreto Interministeriale 22/02/2012 (Decreto Palchi)

  • Gli accordi Stato-Regioni sulla formazione dei lavoratori

 

  • Le figure della sicurezza ed i soggetti coinvolti

  • Le peculiarità delle imprese che operano nei cantieri del pubblico spettacolo

  • La progettazione della sicurezza e la redazione del Piano di Sicurezza e Coordinamento: il ruolo del coordinatore in fase progettuale

  • Il coordinamento in fase esecutiva: il ruolo del coordinatore in fase esecutiva

  • La complessità della gestione, imprese affidatarie ed esecutrici, cooperative, i service, fornitura e prestazione di manodopera e di servizi, imprese di stranieri, rapporti con la struttura ospitante

  • Attività di monitoraggio dei service

  • Aspetti tecnici e Procedure di lavoro

  • Allestimenti manifestazioni fieristiche

  • Ulteriori aspetti legati al “cantiere” eventi

  • La gestione delle emergenze

                                               

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tel: 06-85274216 

e-mail:info@fondazionearching.it.

 

Certi che questa iniziativa risulti a Te gradita.

 

Il Presidente della Fondazione

 Architetti Ingegneri Liberi Professionisti 

     Iscritti a Inarcassa

 

   Arch. Andrea Tomasi     

NUOVO CORSO GRATUITO DI FORMAZIONE FAD “I CANTIERI DI ALLESTIMENTO OPERE TEMPORANEE PUBBLICO SPETTACOLO ED EVENTI”

VAI AL CORSO

CONCLUSO

 

La Fondazione Architetti e Ingegneri liberi Professionisti Iscritti Inarcassa è lieta di comunicare che sono aperte le iscrizioni ad un nuovo corso di formazione a distanza erogato dalla Fondazione dal titolo:

“I cantieri di allestimento opere temporanee pubblico spettacolo ed eventi”.

Nuovo appuntamento con i webinar della Fondazione

Inviato da admin il

Caro/a Collega,

 

eccoci ad un nuovo appuntamento con i SEMINARI WEB della Fondazione, dal titolo:

 

BIM FUNDAMENTALS

 

 

20 SETTEMBRE - ORE 14,30    

 

Relatori:

 

  • Dott. Daniele Bernicchia      Docente dell’Istituto Nazionale di Architettura dei master e corsi professionali di progettazione integrata con l’ausilio della tecnologia Bim

 

  • Dott. ssa Ing.  Francesca D’Uffizi    BIM Coordinator. Tutor per i corsi ed i master IN/ARCH per le attività didattiche di BIM, Simulation Based Design e gestione dei processi costruttivi.

 

 

La Fondazione, tenuto conto dell’importanza che ha assunto l’uso di sistemi di simulazione digitale nella gestione dei processi di progettazione e costruzione integrati, ha ritenuto di proporre un evento formativo specifico, attraverso un nuovo appuntamento Webinar, coinvolgendo quali relatori i funzionari tecnici del Ministero che sono stati tra gli estensori della normativa

 

L’evento, trasmesso in modalità streaming, avrà luogo, martedì 20 settembre, con inizio alle ore 14.30, e si svolgerà presso la sede della Fondazione, Sala Congressi A, Via Salaria n. 229 –– Roma.  

 

Per gli Architetti, iscritti alla Fondazione, il riconoscimento dei 2 CFP previsti potrà avvenire, oltre che ai partecipanti in sala, anche per coloro che seguiranno l’evento on-line. Ai fini dell’accreditamento dei CFP è richiesto di accedere tramite il nostro portale, il giorno 20 settembre, a partire dalle ore 12:00, inserendo le credenziali della Fondazione, e di seguire il corso per l'intera durata. Ai fini della verifica della presenza, la piattaforma invierà dei codici ad intervalli di tempo irregolari che ciascun utente dovrà digitare.

 

Per gli Ingegneri, iscritti alla Fondazione, il riconoscimento dei 2 CFP è previsto esclusivamente per i partecipanti in sala. 

    Per quanti parteciperanno di persona, in sala, la corresponsione di n. 2 C.F.P. spetterà, esclusivamente, ai Professionisti iscritti alla Fondazione che si saranno previamente registrati, entro venerdì 16 settembre, tramite e.mail all’indirizzo: info@fondazionearching.it.    Il numero massimo di posti disponibili in sala è 50.

Tutti gli interessati, fino al raggiungimento di 1000 utenze live, avranno comunque, libero accesso alla visualizzazione dell’evento in streaming nell’Area Formazione del portale, al link:

 

http://seminari.fondazionearching.it/2016/09/06/bim-fundamentals/

Ti informo, inoltre, che, durante l’evento, tutti gli iscritti Inarcassa potranno formulare quesiti e commenti, partecipando alla consueta Chat, inserendo il proprio PIN di Inarcassa on line ( IN….).

 

La partecipazione all’evento web, in qualsiasi modalità, è totalmente gratuita!

 

Dal 21 settembre 2016 sarà attivo l’“OPEN BLOG” per formulare osservazioni e/o inviare proposte sull’argomento trattato che saranno discusse e approfondite in una sessione aperta on line con il coordinatore dell’evento e Consigliere della fondazione, Arch. Felice de Luca.

 

 

Ti aspettiamo!!

La Fondazione 

 

“Non possiamo più attendere gli eventi e piangerne gli effetti”

A seguito dell’ultimo tragico evento sismico, la Fondazione di Inarcassa, ancora una volta, chiede con fermezza che venga intrapresa su tutto il Paese, un’azione sistematica di messa in sicurezza, non solo dal punto di vista sismico ma anche idrogeologico e a favore della qualità della vita. Ciò che si auspica è un piano di revisione complessiva che renda efficiente il nostro territorio.

 

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