Rubrica di aggiornamento sull’attività di contrasto ai bandi irregolari n. 6/2018

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Non si ferma l’attività di contrasto ai bandi ed avvisi pubblici irregolari pubblicati dalle Amministrazioni.

Come ogni mese si rassegnano i principali profili di illegittimità segnalati alle Stazioni Appaltanti, aventi l’effetto di ledere la dignità morale e professionale dei professionisti del settore.

 

Le azioni di contrasto.

Nel mese di aprile 2018, numerose sono state le diffide e le istanze di parere precontenzioso inoltrate all’ANAC.

Tre sono state le amministrazioni diffidate nel mese di aprile. Si fa riferimento, nello specifico, all’Ente Parco Nazionale del Gargano, al Comune di Alia e alla CUC di Cetraro.

Per ciò che attiene l’Ente Parco, non avendo ricevuto alcun riscontro dall’Amministrazione, si è già proceduto alla notifica di una istanza di parere di precontenzioso all’Anac.

Il Comune di Alia, invece, condividendo le censure mosse avverso il procedimento di gara, ha proceduto all’annullamento della stessa.

La CUC di Cetraro, per la quale si era agito avverso un errato calcolo della base d’asta, ha riscontrato la nostra diffida affermando che procederà alla rimodulazione del compenso spettante il professionista seguendo le indicazioni che l’ANAC fornirà.

 

Il parere dell’ANAC.

Con la delibera n. 326/2018 l’ANAC si è espressa su un’istanza presentata dalla Fondazione nel febbraio del 2017.

La vicenda riguardava il Comune di Pescasseroli e le illegittimità della procedura afferivano al calcolo della base d’asta in violazione del d.m. 17/06/2016, alla mancata indicazione del criterio di aggiudicazione, al travisamento/violazione del principio di rotazione e, infine, alla clausola di esclusione per quei professionisti che, al momento della gara, fossero in causa per qualsiasi motivo con il Comune.

L’Autorità ha ritenuto di accogliere l’istanza avanzata dalla Fondazione affermando che:

  • la base d’asta, calcolata non tenendo conto del d.m. parametri, è illegittima;
  • che il principio di rotazione va sempre rispettato e che “va applicato con riferimento all’affidamento immediatamente precedente a quello di cui si tratta, nei casi in cui i due affidamenti, quello precedente e quello attuale, abbiano ad oggetto una commessa rientrante nello stesso settore merceologico, ovvero nella stessa categoria di opere, ovvero ancora nello stesso settore di servizi … La rotazione (invece) non si applica laddove il nuovo affidamento avvenga tramite procedure ordinarie o aperte al mercato, nelle quali la stazione appaltante, in virtù di regole prestabilite dal Codice dei contratti pubblici ovvero dalla stessa in caso di indagini di mercato o consultazione di elenchi, non operi alcuna limitazione in ordine al numero di operatori economici tra i quali effettuare la selezione”. Nello specifico, il bando prevedeva l’impossibilità di partecipare per quei professionisti che, in generale, avessero precedentemente contratto con l’Amministrazione;
  • infine, l’ANAC afferma il principio, già immanente da tempo nel nostro ordinamento, della tassatività delle clausole di esclusione, sancendo che “l’elenco della cause di esclusione dalla procedura che condizionano il possesso dei requisiti di ordine generale contenuto all’art. 80 d.lgs. n. 50/2016 è tassativo e di stretta interpretazione per cui le stazioni appaltanti non possono prevedere ulteriori cause ostative alla partecipazione”. Dunque non poteva il Comune vietare la partecipazione a coloro i quali avessero in corso cause contro l’Amministrazione.

A seguito del rilascio del parere è stata notificata una nota al Comune, chiedendo di rendere note le decisioni prese in conseguenza dell’adozione del citato parere da parte dell’ANAC. Con nota prot. n. 2645 del 23/04/2018, il Comune ha risposto dando conto della determinazione dirigenziale n. 2 del 23/04/2018 con la quale si è proceduto alla revoca in autotutela della gara.

 

L’azione in autotutela.

Lo scorso marzo si era proceduto a diffidare il Comune di Villar Perosa.

La diffida era incentrata sulla mancanza del calcolo dei corrispettivi secondo il d.m. parametri, nonché sulla mancanza, nel bando, delle classi e categorie delle opere da realizzare.

Con la nota prot. n. 2144 del 12/04/2018, il Comune ha dato atto dell’adozione della determinazione n. 39/2018, con la quale ha revocato la procedura di gara. In tale determinazione l’Amministrazione ha ritenuto di accogliere pienamente le doglianze espresse nella diffida.

Call to action: Challenge 4 Internationalization

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Aprire uno studio professionale all’estero è un processo impegnativo che richiede investimenti sia in termini di risorse umane che finanziarie. È un processo lungo che dà un ritorno nel medio termine.

Divenire il professionista di riferimento di un’azienda che vuole internazionalizzarsi è l’opportunità per una prima esperienza all’estero grazie alla quale acquisire referenze, conoscenze e porre le basi per avviare la propria attività.

Per aiutare i professionisti a coinvolgere i propri clienti a formare una “squadra vincente” nei processi di internazionalizzazione, la Fondazione Inarcassa, in collaborazione con il Consiglio Nazionale Architetti PPC e la Kelmer Group, società di consulenza internazionale, ha messo a punto il progetto “Challenge4Internationalization”, un percorso formativo finalizzato a stimolare la conoscenza dei mercati internazionali da parte dei professionisti, offrendo loro anche l’opportunità di fidelizzare la propria clientela.

Un format sullo stile degli “acceleratori di impresa” mutuato dall’esperienza del settore start-up con

alcune peculiarità:

  • Ogni corso ha una durata di 2 giorni (un giorno full time + una ½ giornata)
  • Il corso sarà aperto ai professionisti* che dovranno però coinvolgere anche un’impresa con cui sviluppare un progetto di internazionalizzazione
  • Interventi di esperti di marketing professionale e di impresa
  • Pianificazione di un progetto di internazionalizzazione e verifica della fattibilità degli obiettivi
  • Lezioni a tema internazionalizzazione con specifico riguardo agli UAE e su argomenti di natura fiscale, contrattuale, gestionale, commerciale e professionale.
  • Partecipazione di esponenti governativi, rappresentanti dei distretti del design e dell'arredo, referenti dei piani di sviluppo infrastrutturale degli EAU; professionisti, docenti universitari ed imprenditori con esperienza di internazionalizzazione.

I progetti di internazionalizzazione saranno, successivamente, oggetto di valutazione da parte dei relatori delle due giornate.  Il progetto che risulterà migliore, tenuto conto del rapporto tra innovazione e fattibilità economico-finanziaria, avrà a disposizione una consulenza dedicata della Kelmer Group del valore commerciale di 3.000 euro che prevede:

  • Analisi condotta dai consulenti a Dubai per valutare gli obiettivi, ed esaminare le possibili strategie funzionali per l’ingresso del mercato di riferimento
  • Preparazione di una breve ricerca sul settore obiettivo del progetto, al fine di elaborare una proposta metodologica di lavoro
  • Organizzazione di una missione con appuntamenti B2B che si svolgeranno nel corso di 2 giorni lavorativi.
  • Un follow up sui risultati della missione

Il “Challenge4Internationalization” si terrà 29 e 30 giugno 2018 a Torino.

 

clicca qui per scaricare il programma (potrà subire variazioni)

clicca qui per scaricare la presentazione del progetto

clicca qui per scaricare il modulo di adesione

Iscrizione entro il 1° giugno 2018

 

Per l'attività formativa verrà presentata istanza per il riconoscimento dei relativi CFP

SINTESI DI MONITORAGGIO LEGISLATIVO 13/27 APRILE 2018

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ATTIVITA’ FONDAZIONE INARCASSA

"Erasmus Young Professional in Sustainability”

Dopo la generazione degli studenti “Erasmus” è la volta dei professionisti. E’ stato infatti presentato in Commissione Bilancio al Parlamento Europeo il progetto pilota “Erasmus Young Professional in Sustainability”. L’iniziativa - promossa da Fondazione Inarcassa è dedicata ai giovani professionisti under 35, con l’obiettivo di favorire lo scambio e la crescita professionale attraverso momenti di formazione e lavoro presso studi professionali di altri Paesi europei, con particolare riguardo alla condivisione di esperienze e informazioni tecniche in materia di sostenibilità, dalla bioedilizia all’efficienza energetica.

Presentato in Commissione Bilancio del Parlamento di Bruxelles dagli Europarlamentari Pina Picierno (S&D), Giovanni La Via (PPE) e Brando Benifei (S&D), il progetto è stato delineato per estendere quanto già previsto nel programma Erasmus dei giovani imprenditori e mira alla formazione di una nuova generazione di professionisti tecnici europei. Per farlo, l’iniziativa prevede l’elaborazione di un bando specifico attraverso cui selezionare organizzazioni o fondazioni – come ordini professionali, organizzazioni di sostegno alle professioni, associazioni professionali e enti pubblici e privati che offrono servizi di sostegni ai professionisti - a cui sarà affidato il reclutamento dei professionisti - ingegneri e architetti - siano essi singoli, associati o riuniti in studi professionali.

“Ringrazio gli europarlamentari Picierno, La Via e Benifei per aver sostenuto, al di là delle diverse sensibilità politiche, il nostro progetto” ha detto Egidio Comodo, Presidente di Fondazione Inarcassa che ha illustrato a Bruxelles l’iniziativa agli europarlamentari coinvolti. “L’uso efficiente delle risorse – ha aggiunto – è uno dei pilastri delle politiche per la sostenibilità ambientale promosse dall’UE. Questi obiettivi passano anche attraverso il consolidamento di competenze professionali in grado di offrire soluzioni sostenibili per lo sviluppo urbano e il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici. In questa ottica, la creazione di un vero e proprio network di professionisti europei, fondato sullo scambio e il confronto, può risultare fondamentale per l’acquisizione di tali competenze, ma anche per migliorare le capacità imprenditoriali e la competitività dei professionisti in un settore a forte crescita come quello dell’edilizia sostenibile”.

 

NOTA POLITICA

Dopo le consultazioni tenute dal Presidente della Camera Fico, il Presidente Mattarella ha dato tempo al Movimento 5 Stelle e Partito democratico perché arrivino ad una posizione definitiva che porti o ad un incarico di governo ovvero al voto.

Da entrambe le parti si sta manifestando ottimismo, anche se bisognerà attendere prima il voto in Friuli-Venezia Giulia (29 aprile) e poi la Direzione del PD (3 maggio).

 

DOCUMENTO DI ECONOMIA E FINANZA

Il Governo Gentiloni ha approvato il DEF

Il Consiglio dei Ministri di giovedì 26 aprile ha approvato il Documento di economia e finanza (DEF) 2018.

In ragione dell’attuale momento di transizione caratterizzato dall’avvio dei lavori della XVIII legislatura, il DEF approvato non contempla alcun impegno per il futuro, bensì si limita alla descrizione dell'evoluzione economico-finanziaria internazionale.

Il DEF consente comunque di apprezzare il percorso di risanamento delle finanze pubbliche operato nel corso della passata legislatura: il debito pubblico in rapporto al PIL è stato stabilizzato a partire dal 2015 dopo sette anni di incrementi consecutivi (dal 99,8% del 2007 al 131,8% del 2014), mentre il deficit è sceso costantemente dal 3,0% del PIL al 2,3% del 2017 (1,9% al netto degli interventi straordinari a tutela del risparmio e del credito). Al tempo stesso, il tasso di disoccupazione è sceso dal picco del novembre 2013 (13,0%) all’11,2 del 2017, mentre il numero di occupati è aumentato di quasi 1 milione di unità dal punto più basso della crisi nel settembre 2013, di cui oltre la metà con contratti a tempo indeterminato.

Per quanto riguarda la finanza pubblica, il quadro tendenziale prevede una riduzione del deficit all’1,6% del PIL nel 2018 e allo 0,8% nel 2019, con l’avanzo primario in crescita rispettivamente all’1,9% e al 2,7%. Il debito pubblico è previsto scendere al 130,8% del PIL nell’anno in corso e al 128% l’anno prossimo.

Il quadro economico-finanziario prospettato nel DEF, non avendo come già evidenziato natura programmatica, contempla l’aumento delle imposte indirette nel 2019 e, in minor misura, nel 2020, previsto dalle clausole di salvaguardia in vigore. Come già avvenuto negli anni scorsi, tale aumento potrà essere sostituito da misure alternative con futuri interventi legislativi che potranno essere valutati dal prossimo Governo.

 

LAVORI PUBBLICI

Parere del Consiglio di Stato sulle Linee Guida n. 2

Il Consiglio di Stato ha emanato il parere riguardante le linee guida 2 dell’Anac sull’offerta più vantaggiosa e massimo ribasso.

Le linee guida intervengono nel ri-disciplinare i casi in cui è obbligatorio il ricorso al criterio di aggiudicazione dell'offerta economicamente più vantaggiosa secondo il miglior rapporto qualità/prezzo, da cui sono stati esclusi - a seguito del decreto correttivo - gli affidamenti dei servizi di ingegneria ed architettura e degli altri servizi di natura tecnica e intellettuale di importo inferiore a 40mila euro, oltre che dei servizi sociali e di ristorazione ospedaliera, assistenziale e scolastica, e dei servizi ad alta intensità di manodopera, se affidati in maniera diretta ai sensi dell'articolo 36, comma 2, lettera a), del Codice.

E’ stato rimodulato l'elenco delle ipotesi in cui è consentito alla P.A. l'utilizzo del criterio del massimo ribasso, con riferimento cioè al caso degli affidamenti dei lavori di importo pari o inferiore a 2 milioni di euro, se aggiudicati (con procedura ordinaria o negoziata) sulla base del progetto esecutivo, e al caso degli affidamenti dei servizi e delle forniture di importo fino a 40 mila euro, e di quelli di importo compreso tra 40 mila euro e la soglia comunitaria solo se caratterizzati da elevata ripetitività.

A seguire, è stato recepito il contenuto della previsione contenuta nell'articolo 95, comma 10, del Codice, relativo da un lato all'obbligo di indicazione - da parte del concorrente - dei costi della manodopera e degli oneri aziendali legati alla salute e alla sicurezza sui luoghi di lavoro, non richiesta però nei casi delle forniture con posa in opera, dei servizi di natura intellettuale e degli affidamenti diretti; e, dall'altro lato, al parallelo obbligo di verifica - da parte della P.a. - del rispetto dei costi del personale, sulla base delle tabelle ministeriali.
Infine, sono state richiamate le disposizioni inserite all'interno dei nuovi commi 10-bis e 14-bis dell'articolo 95, con i quali è stato rispettivamente fissato un tetto massimo del trenta per cento ai punti riservati alla componente economica, e un divieto di attribuzione - in caso di aggiudicazione con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa - di un punteggio per l'offerta di opere aggiuntive rispetto a quanto previsto nel progetto esecutivo posto a base d'asta.

Le osservazioni del Consiglio di Stato riguardano la proposta di ampliamento del campo di indagine sui criteri di aggiudicazione, per offrire agli operatori del settore, ad ormai due anni di distanza dall'entrata in vigore del Codice, uno strumento più utile nella gestione delle procedure di aggiudicazione; e ciò, in forza di quanto stabilito dall'articolo 213, comma 2, del Codice, il quale attribuisce all'Autorità proprio il compito di adottare linee-guida - seppur non a carattere vincolante - che promuovano l'efficienza e la qualità dell'operato delle P.a.

Qui per il parere del Consiglio di Stato

 

Pubblicate in Gazzetta Ufficiale le Linee guida n. 9

Sono state pubblicate le linee guida dell’Anac di attuazione del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, recanti il Monitoraggio delle amministrazioni aggiudicatrici sull'attività dell'operatore economico nei contratti di partenariato pubblico privato. La disciplina entrerà in vigore il 5 maggio prossimo.

Nella prima parte del documento sono contenute indicazioni per l’identificazione e la valutazione dei rischi connessi ai contratti di PPP a partire dalla fase che precede l’indizione della procedura di gara.

Nella seconda parte sono riportate le prescrizioni sulle modalità di controllo dell’attività svolta dagli operatori economici in esecuzione di un contratto di PPP, da considerarsi vincolanti per le amministrazioni aggiudicatrici.

Qui per approfondire.

Qui il testo.

 

Prime valutazioni dell’Anac sulle varianti in corso d’opera

L’Anac ha svolto la nuova analisi che riguarda le varianti registrate nella banca dati dell'Autorità al 30 maggio 2017.

Come si apprende dal comunicato del Presidente Cantone vi è la conferma «del sospetto che per il tramite delle varianti le imprese cerchino di recuperare il ribasso offerto in gara». I dati di dettaglio analizzati e diffusi riguardano varianti riferite ad appalti assegnati con le regole del vecchio codice, da cui si apprendono due novità.

La prima riguarda il fatto che la stazione appaltante assegni l'appalto tenendo conto anche della qualità dell'offerta e non solo del prezzo che non tutela assolutamente dal rischio variante.

Il secondo è che l'incidenza delle varianti è molto più frequente (e ovviamente dispendiosa) per i progetti di importo più elevato (lavori oltre 20 milioni). Fatto che spinge l'Anac a sottolineare ancora una volta l'opportunità di qualificare le stazioni appaltanti, secondo quanto previsto da una norma del nuovo codice appalti, rimasta finora inattuata. «Per gli appalti di importo elevato - si legge nel comunicato - l'incidenza dell'importo medio delle varianti è superiore rispetto all'analoga percentuale di varianti per tutti gli appalti (28% contro 19%). Ciò - è la conclusione di Cantone - avvalora la previsione del Codice dei contratti circa l'esigenza della qualificazione delle stazioni appaltanti per le attività di progettazione ed esecuzione degli appalti».

Qui per approfondire.

 

Decreto compenso commissari

E’ stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti riguardante la tariffa di iscrizione all’albo delle commissioni giudicatrici ed i compensi spettanti ai commissari.

Il decreto è volto ad attuare l'obbligo previsto dall'articolo 77 del Codice di nominare, per le aggiudicazioni secondo il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, commissari scelti tra esperti iscritti in un albo nazionale gestito dall'Anac.

Qui il testo.

 

Riprogrammazione Risorse fondo di edilizia

E’ stata pubblicata in Gazzetta ufficiale la riprogrammazione di 350 milioni di euro di risorse giacenti, e quindi inutilizzate, su un conto denominato “Fondi di edilizia/convenzionata agevolata” alimentato e creato in attuazione della Legge n. 457/1978.

Il CIPE aveva approvato la riprogrammazione proposta dal MIT degli ambiti di intervento delle risorse costituiti dall’attuazione di un programma integrato di edilizia residenziale sociale e dagli interventi di edilizia residenziale sociale nei territori danneggiati dagli eventi sismici.

Le proposte di intervento, predisposte dai comuni individuati dalle regioni ed attuate dalle medesime amministrazioni comunali, dagli ex IACP comunque denominati, da imprese e cooperative in modalità di edilizia convenzionata, dovranno:

essere finalizzate al recupero di immobili esistenti anche attraverso interventi di demolizione e ricostruzione con un “consumo di suolo zero”, prevedere l’acquisto di immobili e soltanto in via residuale nuove costruzioni, prevedendo un mix di residenze, funzioni, spazi collettivi e per servizi di prima necessità complementari agli alloggi; essere destinate alla locazione permanente con canone sociale, per gli interventi a totale copertura pubblica, o alla locazione permanente o con patto di futura vendita per gli interventi che usufruiscono solo in parte del contributo pubblico.

Qui per approfondire.

 

Decreto Smart Road

E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti recante Modalità attuative e strumenti operativi della sperimentazione su strada delle soluzioni di Smart Road e di guida connessa e automatica.

ll decreto Smart Road mira a realizzare un miglioramento della rete stradale nazionale attraverso una sua graduale trasformazione digitale, con l’obiettivo di renderla idonea a dialogare con i veicoli connessi di nuova generazione, anche nell’ottica di rendere possibile l’utilizzo dei più avanzati livelli di assistenza automatica alla guida, nonché per migliorare e snellire il traffico e ridurre l’incidentalità stradale.
Previsti, dunque, gli interventi necessari per la comunicazione dei dati ad elevato bit-rate (es.:fibra), la copertura di tutta l’infrastruttura stradale con servizi di connessione di routing verso la rete di comunicazione dati, la presenza di un sistema di hot - spot Wifi per la connettività dei device dei cittadini, dislocati almeno in tutte le aree di servizio e di parcheggio, un sistema per rilevare il traffico e le condizioni meteo e fornire previsioni a medio-breve termine e una stima/previsione per i periodi di tempo successivi. Sulla base dei dati raccolti, poi, il sistema offrirà contenuti per servizi avanzati di informazione sul viaggio agli utenti, permettendo eventuali azioni di re - routing.

Qui per approfondire.

Qui il testo.

 

EDILIZIA

Testo Unico Edilizia e Regioni

La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha approvato un ordine del giorno con cui impegna il Tavolo Tecnico istituito presso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ad introdurre norme specifiche che eliminino l’ambiguità delle attuali regole in materia sismica.

In particolare le Regioni hanno chiesto di fare chiarezza in relazione ai ruoli e alle funzioni dello Stato e delle Regioni ed Enti Locali, in particolare per quanto attiene alla definizione dei criteri necessari per la puntuale individuazione delle zone a bassa sismicità e la definizione dei livelli di sicurezza accettabili per le costruzioni esistenti e hanno altresì chiesto di adottare un provvedimento che chiarisca l'esatta interpretazione degli articoli 83 e 94 del DPR 380/2001, circa l'individuazione delle “zone a bassa sismicità” oggetto di interventi edilizi.

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Direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia

Il Parlamento europeo ha approvato la revisione della direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia la 2010/31/Ue

L'obiettivo è migliorare la prestazione energetica di edifici nuovi ed esistenti riducendo le emissioni dell'80-85% rispetto ai livelli del 1990 fissando l’obiettivo di costruire nell’UE edifici pubblici e privati a consumo di energia vicino allo zero entro il 2050.

La direttiva prevede inoltre il sostegno allo sviluppo di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici, in edifici con più di 10 posti auto, e introduce gli indicatori d'intelligenza, strumenti capaci di aumentare l'efficienza energetica degli edifici.

Una volta approvata formalmente dal Consiglio, la nuova direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia sarà pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell'UE ed entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione. Il termine per il recepimento di queste nuove norme nella legislazione nazionale è di 20 mesi.

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Pronuncia del Consiglio di Stato su rilascio permesso per costruire

Il Consiglio di Stato ha bocciato l’operato del Comune di Genova che aveva rilasciato un titolo edilizio subordinandone la validità all'ottenimento di un accordo tra il titolare del progetto di un'autorimessa e il tecnico nominato dai condomini confinanti che temevano un impatto negativo sotto il profilo strutturale. Non si può, dunque, rilasciare un permesso di costruire condizionato al rispetto di una condizione incerta e futura. Il Consiglio di Stato ha affermato tale principio ricordando che, in via di principio, e fatti salvi i casi espressamente stabiliti dalla legge, una condizione, sia essa sospensiva o risolutiva, non può essere apposta ad una concessione edilizia, stante la natura di accertamento costitutivo a carattere non negoziale del provvedimento. Una eccezione a questa regola vale solo nel caso in cui per rendere operativo il permesso sia necessario il nullaosta di un'altra amministrazione. In questo caso, concedere il titolo con la prescrizione può essere utile ad accelerare i tempi.

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PROFESSIONISTI

Vitruvio-Pagamenti Pa

È stata creata una piattaforma on line dove ingegneri e architetti possono offrire il proprio credito nei confronti di una amministrazione pubblica, centrale o locale, e ricevere l'incasso in anticipo.

Tale progetto si chiama Vitruvio, ed è il frutto di una convenzione promossa da Inarcassa e sottoscritta con la società Cfn, che opera nella consulenza di corporate finance, affiancata da OfficineCst, società che opera nel settore del recupero crediti verso la pubblica amministrazione.

La piattaforma è operativa ed è accessibile da un apposito sito internet dove indicare i dati necessari. La condizione indispensabile per cedere il proprio credito è che questo sia certificato. Il servizio è aperto a tutti i professionisti iscritti a Inarcassa, ai non iscritti titolari di partita Iva. Sono incluse le società di ingegneria e anche gli studi di progettazione.

Lo sconto da applicare al credito dipende dal tipo di amministrazione.

L'elemento che più incide sull'entità dello sconto è la situazione dell'amministrazione. Sarà soprattutto OfficineCst, grazie alla sua attività specifica con la Pa, a occuparsi di questa valutazione. Dopo aver fatto la richiesta il professionista riceve un'offerta di acquisto del credito. La società Cfn non fornisce cifre sul volume del mercato potenziale ma da un test condotto a giugno scorso su un numero di quasi mille professionisti, è emerso che oltre il 25% degli ingegneri e degli architetti ha rapporti con la Pa; e che il 40% di questa platea ha denunciato tempi di incasso di oltre 120 giorni. Inoltre ill servizio è accessibile anche agli iscritti Inarcassa che non sono in regola con i versamenti. A valle della procedura, è previsto che il professionista possa portare a termine la cessione del credito, sanando anche la sua situazione debitoria, sia totalmente sia parzialmente (a seconda degli importi in gioco), utilizzando le somme pagate dal veicolo.

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Fatturazione elettronica tra privati: ok dall’Unione Europea

Il Consiglio dell’Unione europea ha dato il via libera all’introduzione della fatturazione elettronica generalizzata; è stata infatti pubblicata la Decisione di esecuzione (Ue) 2018/593 del Consiglio del 16 aprile 2018, con la quale l’Italia è stata autorizzata a introdurre la “misura speciale di deroga” agli articoli 218 e 232 della direttiva 2006/112/Ce relativa al sistema comune dell’Iva dal 1° luglio 2018 al 31 dicembre 2021.

In tal modo, quindi, ricevono “copertura europea” le disposizioni recentemente previste dalla legge di bilancio 2018, che stabiliscono, a partire dal 1° gennaio 2019, l’obbligo della fatturazione elettronica obbligatoria tra privati (articolo 1, comma 909 e seguenti, legge 205/2017). In dettaglio, la manovra di fine anno, ha previsto che, a partire dal 1° gennaio 2019, “per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello Stato, e per le relative variazioni, sono emesse esclusivamente fatture elettroniche utilizzando il Sistema di Interscambio”.

 

Consiglio di Stato boccia decreto Mise su sanzioni Pos

Il Consiglio di Stato, con il parere n. 1104/2018 dello scorso 23 aprile, ha sospeso il giudizio sullo schema di regolamento del Ministero dello Sviluppo Economico recante la definizione delle modalità, dei termini e degli importi delle sanzioni amministrative pecuniarie – pari a 30 euro riducibile a un terzo in caso di versamento tempestivo - conseguenti alla mancata accettazione dei pagamenti mediante carte di debito e carte di credito. In particolare, secondo il Consiglio di Stato, l’obiettivo di una efficace lotta al riciclaggio, all’evasione e all’elusione fiscale deve, però, necessariamente essere conseguito con l’adozione di provvedimenti rispettosi, sotto l’aspetto formale e sostanziale, dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico. Di conseguenza si ritiene che l’art. 15, comma 4, del decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179 (che prevede che il MISE adotti uno o più decreti per definire le sanzioni nei confronti dei soggetti interessati) “non sia rispettoso del principio costituzionale della riserva di legge in quanto carente di qualsiasi criterio direttivo, sostanziale e procedurale”, e che “anche la individuazione per analogia di una sanzione – nel caso specifico quella prevista dall’art. 693 c.p. - configuri una precisa ed insuperabile violazione al principio della riserva di legge (oltre che del divieto di applicazione dell’analogia ai fini della individuazione della sanzione)”.

NEWSLETTER SPORTELLO PRONTO EUROPA BANDI ED EVENTI EUROPEI - 30 APRILE 2018

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Settore BANDI EUROPEI

● Aperto il Bando LIFE 2018 in materia di Ambiente ed Azione per il Clima – Varie scadenze per la presentazione dei progetti, fra Giugno e Settembre 2018.

La CE ha pubblicato il 18 aprile 2018 l’Invito a presentare proposte per l’annualità in corso per le diverse tipologie di progetti dei due sottoprogrammi di LIFE: il Sottoprogramma Ambiente (tematiche su Natura e Biodiversità, Efficienza delle Risorse, Comunicazione Ambientale) e il Sottoprogramma Azione per il Clima (Mitigazione ed Adattamento degli effetti del cambiamento climatico).

In linea generale le proposte possono essere presentate da persone giuridiche aventi sede legale nell’UE e rientranti in queste categorie: enti pubblici; aziende private; organizzazioni non a scopo di lucro, comprese le ONG. Per la presentazione delle proposte è auspicato e valutato positivamente la creazione di un partenariato che coinvolga più Paesi europei.

La principale novità di quest’anno riguarda la metodologia di presentazione a due fasi adottata esclusivamente per i progetti del Sottoprogramma Ambiente: sarà richiesta inizialmente la presentazione di una breve pre-proposta. Solo nel caso che questa venga valutata positivamente sarà necessaria la presentazione della proposta completa.

Il cofinanziamento massimo concesso dalla CE copre il 55% dei costi totali ammissibili di progetto (dal 60% al 75% se si tratta invece di progetti che riguardano Natura e Biodiversità).

Link:

Sito europeo: http://ec.europa.eu/environment/life/funding/life2018/index.htm

Sito nazionale: http://www.minambiente.it/pagina/call-2018

 

Bando Eureka EUROSTARS su Ricerca Industriale o Sviluppo Sperimentale per prodotti/servizi da lanciare subito sul mercato - Prossima scadenza per la presentazione delle proposte: 13 Settembre 2018

Il Programma EUROSTARS è cofinanziato dalla Commissione Europea (con il Programma Horizon 2020) e dalle risorse degli Stati europei che vi hanno aderito. L’Italia ha aderito al Programma fin dalla sua creazione, ma il contributo viene deciso di scadenza in scadenza (solitamente due scadenze all’anno). Il MIUR ha annunciato che contribuirà al finanziamento dei progetti presentati da soggetti italiani per la prossima scadenza del bando (decima Cut-Off date), con un budget di 700.000 euro. Il giorno della scadenza, quindi, dovrà essere presentata doppia documentazione, al MIUR e ad Eureka Eurostars.

I progetti possono riguardare qualsiasi settore tematico (tranne le applicazioni militari). Le principali caratteristiche di un progetto Eurostars sono le seguenti: 1. Deve trattarsi di un progetto di ricerca e sviluppo innovativo, mirante a sviluppare un prodotto, un processo o un servizio destinato al mercato; 2. La commercializzazione dei risultati della ricerca deve essere prevista entro due anni dalla fine del progetto; 3. Deve essere condotto in collaborazione da almeno due soggetti diversi di due nazioni diverse; 4. Il leader deve essere una PMI innovativa (che investe almeno il 10% del fatturato o impiega almeno il 10% del proprio personale in attività di ricerca); 5. Almeno la metà dei costi del progetto deve essere sostenuta da PMI innovative.

Il finanziamento pubblico complessivo (Eureka e nazionale) sarà erogato sotto forma di contributo alla spesa e sarà calcolato nella seguente misura: un massimo del 50% dei costi ammissibili per le attività di ricerca industriale; un massimo del 30% dei costi ammissibili per le attività di sviluppo sperimentale, a seconda del soggetto che presenta il progetto.

Si segnala che Eurostars organizza due Webinars per la presentazione del Bando e per dare la possibilità ai partecipanti di porre domande e chiarire dubbi. Questi si terranno il 29 Maggio e il 17 luglio 2018, entrambi dalle 11 alle 12. Per partecipare, gratuitamente, è necessario registrarsi in anticipo.

Link:

Sito ufficiale: http://www.eurostars-eureka.eu/   

Pagina web del MIUR dedicata ad EUROSTARS: http://www.ricercainternazionale.miur.it/era/art-185-del-trattato-dell-unione-europea/eurostars.aspx

 

Settore EVENTI EUROPEI

● Gionata Informativa Nazionale sul nuovo Bando LIFE 2018 in materia di Ambiente – 8 Maggio, ore 9 presso l’Aula Magna dell’Università La Sapienza - Roma

Il Punto di Contatto Nazionale LIFE del Ministero dell’Ambiente organizza una Giornata informativa, in collaborazione con l’Università La Sapienza, dedicata ad illustrare le novità che, a partire da quest’anno, caratterizzeranno il Programma e il Bando 2018.

L’evento vedrà la partecipazione di EASME e del Team esterno di Monitoraggio (Neemo EEIG).

La Giornata intende offrire ai partecipanti un quadro delle novità introdotte dal Programma di Lavoro Pluriennale (MAWP 2018-2020) oggetto di importanti aggiornamenti, ed in particolare, un approfondimento sulla nuova procedura di presentazione in due fasi prevista per le proposte del Sottoprogramma Ambiente. Ampio spazio, come sempre, verrà riservato alle Domande & Risposte in chiusura della Giornata.

L’iniziativa è rivolta sia agli enti pubblici e sia a privati interessati a trovare finanziamenti per soluzioni ambientali e sul clima vicine al mercato (Close to Market). L’evento è gratuito ed è aperto a tutti i futuri candidati LIFE con registrazione obbligatoria mediante trasmissione a lifeplus@minambiente.it della scheda debitamente compilata. Le registrazioni si chiuderanno il 4 maggio 2018 alle ore 12.00.

Link:

http://www.minambiente.it/pagina/info-day-nazionale-life-2018

 

● Forum Europeo in materia di Progettazione e Gestione del Verde Urbano (EFUF) – 16/19 Maggio 2018, Helsinki, Svezia

EFUF rappresenta un evento unico che permette ad architetti, professionisti del paesaggio, managers e ricercatori di condividere la loro esperienza nel campo della gestione delle aree verdi urbane. Il focus sarà orientato verso le tecniche di progettazione più innovative ed efficaci, insieme all’analisi della gestione delle aree verdi urbane e non. Il tema è “la sfida che professionisti del verde e dell’architettura urbana si trovano ad affrontare, in un contesto di crescita delle città e di diminuzione delle aree verdi”. Nel corso dell’evento sono organizzate visite guidate nella città di Helsinki, in linea con le tematiche affrontate durante i dibattiti. L’evento è organizzato su scala locale dalla Città di Helsinki e dal Centro di ricerca sulle Risorse Naturali, con la collaborazione delle istituzioni UE.

Qualora vi sia l’interesse ad intervenire come speaker, il termine per la presentazione degli abstract è fissato per il 2 di maggio.

Link:

https://www.efuf2018.com/welcome

 

Workshop Internazionale in materia di Comunicazioni Radio nel settore Ferroviario – 4 e 5 Luglio 2018, Sophia Antipolis, Francia

ETSI (European Telecommunications Standards Institute) organizza uno workshop dal titolo “Sviluppare il futuro delle comunicazioni radio per il Trasporto Ferroviario”. I principali obiettivi dell’evento sono: dare aggiornamenti sullo status di sviluppo del Sistema Futuro di Comunicazioni Mobili in ambito Ferroviario (FRMCS); discutere la coesistenza di diverse tecnologie in materia; conoscere meglio le sfide, i benefici, le necessità e le opportunità del settore; considerare sinergie con altre infrastrutture critiche (es. sistema stradale, del trasporto pubblico, dell’aeronautica etc.).

Tutti i soggetti interessati al settore possono partecipare, di particolare interesse per: produttori di sistemi di telecomunicazioni, aziende nel settore ferroviario/gestori di infrastrutture, Rappresentanti di utilizzatori delle reti ferroviarie urbane, locali e di lunga percorrenza, rappresentanti europei (industria e organizzazioni di trasporti), produttori di sistemi di segnalamento ferroviario, politici addetti alla materia, università ed istituti di ricerca.

La partecipazione all’evento è gratuita, previa registrazione obbligatoria. Il programma dettagliato dell’evento sarà disponibile alla fine di maggio.

Link:

http://www.etsi.org/news-events/events/1292-developing-the-future-radio-for-rail-transport

Assegnato il premio di architettura Fondazione INARCASSA / CICOP Italia ONLUS

Annunciati i nomi dei vincitori della 4° edizione del Premio di architettura “Riscoperta e Rivalorizzazione del Patrimonio Architettonico incorporato in edifici esistenti” organizzato da CICOP Italia e Fondazione Inarcassa, nell’ambito  della BRAU - Biennale del Restauro Architettonico e Urbano.

SINTESI DI MONITORAGGIO LEGISLATIVO 30 MARZO / 13 APRILE 2018

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NOTA POLITICA

 

Dopo il secondo incontro al Colle fra i partiti e il Capo dello Stato, il rebus sulla composizione dell’esecutivo è ancora tutto da sciogliere. L’intesa settimanale tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio sulla presidenza della Commissione speciale di Montecitorio, assegnata al leghista Nicola Molteni, sembrava poter rilanciare l’asse Lega-M5s in vista delle consultazioni con il presidente della Repubblica, al punto che i due (parziali) vincitori delle elezioni di marzo si erano spinti a diramare una nota congiunta in cui annunciare al Paese la volontà di rendere “operativo il Parlamento al più presto”. In realtà i colloqui con Mattarella hanno evidenziato che sulla partnership fra i due ex partiti di opposizione – capaci però di raccogliere, oggi, oltre la metà del consenso popolare – continua a incidere il futuro di Silvio Berlusconi, alleato di Salvini e assolutamente indigesto a Di Maio. Nel suo intervento a margine delle consultazioni, il capo politico del Movimento ha infatti rilevato la sinergia istituzionale ormai acclarata con la Lega e chiesto a Berlusconi di fare un passo di lato per far partire il “governo di cambiamento” con Salvini. Poco prima il reggente Pd Maurizio Martina aveva invece ribadito che i Dem eserciteranno il ruolo di minoranza in Parlamento, un’espressione che se esclude la possibilità di prendere parte a un esecutivo a trazione-M5s, non chiude all’ipotesi di un eventuale governo del presidente. Proprio il Capo dello Stato pare ormai deciso a non convocare un terzo giro di consultazioni. Il Quirinale sarebbe infatti orientato a concedere un ulteriore margine temporale ai partiti nella speranza che questi riescano a superare l’impasse che li blocca dalla sera delle elezioni. In caso contrario, Mattarella potrebbe affidare un preincarico a un leader politico o a una figura istituzionale che certifichi l’incapacità delle forze politiche di trasformare in un governo per l’Italia il consenso elettorale ricevuto nelle urne.

 

LAVORI PUBBLICI

Decreto sui compensi per i commissari di gara

Il Ministro delle Infrastrutture, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, ha firmato il decreto che fissa i compensi dei commissari di gara.

Il principio cardine su cui si basa il decreto è l’indipendenza delle «giurie» incaricate di assegnare tutti gli appalti pubblici (lavori, servizi e forniture).

Per garantire questo risultato, il codice appalti istituisce un albo nazionale, tenuto dall’ Anac, al quale devono iscriversi i componenti delle commissioni. Ogni volta che si attiva una giuria, la P.A. dovrà chiedere all’Anac l’invio di alcuni nominativi estratti dall’albo nazionale, tra i quali sorteggiare i propri esperti indipendenti. Solo in casi eccezionali sarà possibile usare esperti interni che, comunque, dovranno essere iscritti.

I liberi professionisti per iscriversi all’albo dei commissari di gara per gli appalti aggiudicati con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa saranno tenuti a pagare 168,00 euro, mentre i dipendenti della p.a. non dovranno pagare alcuna tariffa e limitarsi a svolgere la loro funzione in favore dell’amministrazione di appartenenza.

I Commissari avranno un compenso parametrato alla complessità dell’appalto con un tetto massimo ad appalto di 30.000 euro.

Per un appalto di servizi o forniture di importo tra un milione e 5 milioni di euro il compenso varierà tra 6mila e 15mila euro, mentre per un appalto di progettazione sopra un 1.000.000 di euro, il compenso potrà attestarsi anche a 30.000 euro con un incremento del 5% per il commissario che ha, anche, la funzione di Presidente.

Adesso manca soltanto una nuova deliberazione con cui l’ANAC dichiarerà operativo l’Albo e si potrà dare definitivamente attuazione al criterio di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa con corso la nomina dei commissari di gara esterni.

Qui per approfondire.

 

Documento di gara unico europeo

Dal 18 aprile 2018 scatta l’obbligo di rendere il Documento di gara unico europeo (DGUE) in formato elettronico come previsto dall’art.85 del Codice Appalti e dal Regolamento europeo 7/2016, che ha adottato il modello di Documento di gara unico europeo (DGUE) per tutti i Paesi membri.

In particolare, è previsto che per le procedure di gara bandite dal 18 aprile, le stazioni appaltanti predisporranno ed accetteranno il DGUE solo in formato elettronico, secondo le disposizioni del Dpcm 13 novembre 2014, attuativo del Codice dell’Amministrazione digitale (D.lgs. 82/2005).

I documenti di gara dovranno contenere le informazioni sullo specifico formato elettronico, l’indirizzo del sito internet in cui è disponibile il servizio per la relativa compilazione e le modalità con le quali il DGUE elettronico deve essere trasmesso dall’operatore economico alla stazione appaltante.

E’ previsto, inoltre, un periodo transitorio fino al 18 ottobre 2018, data di entrata in vigore dell’obbligo delle comunicazioni elettroniche in base all’articolo 40 del Codice Appalti, in cui le stazioni appaltanti che non dispongano di un proprio servizio di gestione del DGUE in formato elettronico, o che non si servano di altri sistemi di gestione informatica del DGUE, richiederanno nei documenti di gara all’operatore economico di trasmettere il documento in formato elettronico su supporto informatico all’interno della busta amministrativa o mediante la piattaforma telematica di negoziazione eventualmente utilizzata per la presentazione delle offerte.

Qui per approfondire

 

Linee guida n. 9 sui contratti di partenariato pubblico privato

Con la delibera ANAC del 28 marzo 2018 sono state emanate le Linee Guida n.9 riguardanti il monitoraggio delle amministrazioni aggiudicatrici sull’attività dell’operatore economico nei contratti di partenariato pubblico privato (PPP).

Nella prima parte del documento sono contenute indicazioni per l’identificazione e l’accurata valutazione dei rischi connessi ai contratti di PPP a partire dalla fase che precede l’indizione della procedura di gara.

Nella seconda parte sono riportate le prescrizioni sulle modalità di controllo dell’attività svolta dagli operatori economici in esecuzione di un contratto di PPP, da considerarsi vincolanti per le amministrazioni aggiudicatrici.

Si ricorda che i contratti di partenariato pubblico privato (PPP) costituiscono una forma di cooperazione tra il settore pubblico e quello privato finalizzata alla realizzazione di opere e alla gestione di servizi, nell’ambito della quale i rischi legati all’operazione che si intende porre in essere sono suddivisi tra le parti sulla base delle relative competenze di gestione del rischio, fermo restando che (come disposto dall’articolo 180, comma 3, del codice stesso) è necessario che sia trasferito in capo all’operatore economico, oltre che il rischio di costruzione, anche il rischio di disponibilità o, nei casi di attività redditizia verso l’esterno, il rischio di domanda dei servizi resi, per il periodo di gestione dell’opera.

Qui per approfondire

Qui il testo.

 

Regolamento ANAC sull’accessibilità dei dati

E’ stata pubblicata in Gazzetta ufficiale la delibera ANAC recante il “Regolamento sull’accessibilità dei dati raccolti nella Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici”.

Nel Regolamento in argomento sono rese accessibili le seguenti tipologie di dati contenute nella BDNCP:

a) Dati identificativi delle stazioni appaltanti (Codice Fiscale; Partita IVA; Denominazione; Provincia; Città; CAP; pec/e-mail);

b) Dati identificativi delle SOA (Codice Fiscale; Partita IVA; Denominazione; Provincia; Città; CAP; pec/e-mail);

c) Dati identificativi dei soggetti a diverso titolo coinvolti nelle procedure di affidamento dei contratti (Amministrazione o Denominazione/Ragione Sociale dell’Operatore Economico cui appartiene il soggetto; Cognome; Nome);

d) Dati identificativi degli operatori economici (Codice Fiscale; Partita IVA; Denominazione);

e) Dati relativi alle attestazioni SOA possedute dai soggetti qualificati;

f) Dati relativi ai Certificati Esecuzione Lavori (CEL);

g) Dati relativi al Casellario Informatico delle imprese ad eccezione delle annotazioni riservate;

h) Dati relativi all’appalto (informazioni contenute nel bando; informazioni relative alla procedura di scelta del contraente; imprese partecipanti);

i) Dati relativi al contratto: dati relativi all’aggiudicatario (Codice Fiscale; Partita IVA; Denominazione), importi di aggiudicazione; date di inizio e fine contratto;

j) Dati relativi allo stato avanzamento lavori;

k) Dati relativi alle varianti;

l) Dati relativi a interruzioni e sospensioni dei lavori;

m) Dati relativi al collaudo;

n) Dati relativi al subappalto;

o) Dati relativi ai prezzi di riferimento di cui all’art. 9 del decreto-legge. 66/2014;

p) Dati identificativi dei Responsabili della prevenzione della corruzione e della trasparenza delle amministrazioni, dei Responsabili per l’amministrazione dell’Anagrafe Unica delle stazioni appaltanti (Amministrazione; Cognome; Nome

Qui il testo.

 

La qualificazione delle stazioni appaltanti

Lo schema di Decreto del Presidente Consiglio dei Ministri sulla qualificazione delle stazioni appaltanti prevede ancora tempi lunghi per entrare in vigore. Infatti, per rendere operativo il DPCM occorrerà il parere del Consiglio di Stato, dell’ANAC e della Conferenza unificata.

Esso prevede la definizione dei requisiti tecnico organizzativi per l’iscrizione all’elenco, istituito presso l’ANAC, delle stazioni appaltanti qualificate di cui fanno parte anche le centrali di committenza; e la definizione delle modalità attuative del sistema delle attestazioni di qualificazione e di eventuale aggiornamento e revoca, nonché la data a decorrere dalla quale entra in vigore il nuovo sistema di qualificazione.

E’ inoltre stabilito che entro la data di entrata in vigore del sistema di qualificazione, le stazioni appaltanti e le centrali di committenza che non intendono fare domanda di qualificazione devono individuare il soggetto di riferimento che intende qualificarsi e che espleterà, anche per loro conto, la funzione di stazione appaltante. Nelle more della qualificazione di tale soggetto, le stazioni appaltanti mantengono comunque la capacità di espletare la propria attività, e di acquisire il CIG.

Le stazioni appaltanti, per ottenere la qualificazione, dovranno dimostrare di avere nella struttura organizzativa dipendenti con specifiche competenze, come la presenza obbligatoria di un laureato in scienze economiche per gestire affidamenti in concessione o in PPP.

Qui per approfondire

 

Decreto sui livelli di progettazione

Il decreto sui livelli di progettazione previsto ai sensi dell’art. 23, comma 3 del decreto legislativo 18 aprile 2016 n. 50 ha ricevuto i pareri del Consiglio di Stato e della Conferenza delle Regioni, ed è stato sottoposto nuovamente al concerto del Ministero dell’Ambiente e del Ministero dei Beni culturali.

L’iter del decreto è iniziato più di un anno fa, ma dopo l’approvazione del Correttivo del Codice Appalti, i contenuti sono stati riorganizzati eliminando le manutenzioni, per le quali sono state pensate regole semplificate da definire in un altro decreto. Il decreto sulle manutenzioni regolerà, infatti, una progettazione semplificata per gli interventi di manutenzione ordinaria fino ad un importo di 2,5 milioni di euro, mentre il decreto sulla progettazione è volto ad individuare i tre livelli riguardanti il progetto di fattibilità tecnica ed economica, progetto definitivo e progetto esecutivo.

Fino all’entrata in vigore dei decreti, le gare continueranno ad essere bandite secondo il regolamento attuativo del vecchio Codice Appalti.

Al momento è noto che sarà possibile redigere il progetto di fattibilità tecnica ed economica in due fasi.

Nella prima fase si individuerà il progetto, potendo fare ricorso anche al dibattito pubblico per consultare le comunità coinvolte dalla realizzazione dell’opera. In questo momento si potrà raggiungere l’“opzione zero” nel caso in cui ci si renda conto che è più conveniente non realizzare l’opera.

Nella seconda fase si svilupperà il progetto di fattibilità scelto.

Qui per approfondire.

 

EDILIZIA

Edilizia libera

È stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il glossario unico delle opere che non richiedono un titolo abilitativo: Cil, Cila, Scia o permesso di costruire.

L’elenco agisce su due direttrici. Da una parte fa un lavoro compilativo, comunque molto utile per cittadini e operatori, mettendo in fila interventi per i quali è scontato che non serva autorizzazione. Dall’altro lato, mette insieme una serie di casi al limite, per i quali c’è maggiore incertezza applicativa e sui quali, a partire da adesso, non saranno più possibile contestazioni o interpretazioni più restrittive a livello locale.

Vengono messe in edilizia libera alcune opere di arredo da giardino oggetto di frequente contestazione: muretti, fontane, ripostigli per attrezzi, ricoveri per animali, anche gazebo e pergolati e anche le tensostrutture.

Inoltre, si chiariscono i vari tipi di manutenzione ordinaria, precisando tuttavia che restano ferme le norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico sanitarie, sul rischio idrogeologico e quelle del codice dei beni culturali e del paesaggio.

Sarà possibile chiedere detrazioni fiscali, tramite una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, nella quale sarà indicata la data di inizio dei lavori, attestando che gli interventi rientrino tra quelli agevolati. A supporto di questo adempimento, serviranno le fatture per provare lo svolgimento dei lavori e i pagamenti effettuati tramite bonifico parlante.

Qui il testo.

 

Criteri ambientali minimi

Il ministero dell'Ambiente ha chiarito un nodo interpretativo riguardante il criterio 2.3.7 “Fine vita”.

Il criterio di fine vita si riferisce all'intera opera. Lo scopo del criterio è acquisire le informazioni utili alla fase di fine vita dell'edificio a beneficio della stazione appaltante. Nella verifica si chiede un elenco di tutti i materiali e componenti che "possono" essere in seguito riutilizzati o riciclati, con l'indicazione del relativo peso rispetto al peso totale dell'edificio. Nel caso degli impianti quelli che sono stati progettati per essere disassemblabili e riciclabili andranno inclusi nel piano di disassemblaggio, quelli che non lo sono, non andranno in elenco.

Inoltre, per stimolare il mercato della produzione di impianti verso principi di ecodesign e l'uso di componenti recuperabili, in futuro sarà previsto un criterio premiante per l'installazione di impianti (di riscaldamento o raffrescamento, elettrici ecc.) che sono progettati per essere disassemblati e riciclati.

 

PROFESSIONISTI

Regolamento Europeo sulla protezione dei dati personali

L’entrata in vigore del nuovo Regolamento Europeo sulla protezione dei dati personali, GDPR, è prevista per il 25 maggio 2018.

Il Regolamento impone degli obblighi tra cui la nomina del DPO, ovvero del responsabile della protezione dei dati personali, anche denominato RDP nella traduzione italiana.

Si tratta di una nuova figura introdotta dal Regolamento Europeo che rappresenta il principale attore in termini di privacy e che deve pertanto adempiere ad una serie di compiti specificamente indicati nel GDPR.

Questa misura ovviamente preoccupa molte aziende, in particolare quelle più piccole, ma soprattutto i liberi professionisti. A riguardo il Garante dei dati personali ha chiarito che i liberi professionisti che operano in forma individuale possono evitare di nominare il DPO. Per estensione di concetto si affiancano questi soggetti anche i rappresentanti, gli agenti e i mediatori che non operano su larga scala, le imprese individuali e le piccole e medie imprese nel caso di trattamento dei dati personali connessi alla gestione corrente dei rapporti con i propri dipendenti e i propri fornitori.

Qui per approfondire

 

FISCO

Sisma bonus, l’immobile dato in affitto

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito i dubbi dei contribuenti sulle detrazioni riconosciute a chi effettua interventi di messa in sicurezza degli immobili locati.

In particolare, l’agenzia chiarisce che la detrazione Irpef del 50% per le spese relative agli interventi finalizzati all’adozione di misure antisismiche spetta anche ai soggetti passivi Ires che sostengono le spese per gli interventi agevolabili (a condizione che le stesse siano rimaste a loro carico) e possiedono o detengono l’immobile in base a un titolo idoneo.

Dato che la disciplina agevolativa è finalizzata, in senso ampio, alla messa in sicurezza degli edifici, il sisma bonus può essere riconosciuto anche per gli interventi riguardanti immobili posseduti da società non utilizzati direttamente, ma destinati alla locazione.

Qui per approfondire.

 

Decreto sulle modifiche agli studi di settore

E’ stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto 23 marzo 2018 del Ministero dell'Economia e delle Finanze recante l’Approvazione delle modifiche agli studi di settore applicabili al periodo d'imposta 2017.

Il provvedimento stabilisce che per il periodo di imposta in corso alla data del 31 dicembre 2017, sono approvate, in base all'art. 62-bis del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, le modifiche agli studi di settore in vigore per tale periodo di imposta, indicate nel decreto.

I contribuenti che, per il suddetto periodo d'imposta, dichiarano, anche a seguito dell'adeguamento, ricavi e compensi di ammontare non inferiore a quello risultante dall'applicazione degli studi di settore integrati con le modifiche approvate con il decreto 23 marzo 2018, non sono assoggettabili, per tale annualità, ad accertamento ai sensi dell'art. 10 della legge 8 maggio 1998, n. 146.

Qui il decreto.

Rubrica di aggiornamento giurisprudenziale APRILE 2018

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Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria n. 3/2018: incapacità dell’imprenditore colpito da una interdittiva antimafia a ricevere risarcimenti per danni subiti da una PA.

Niente soldi pubblici per l'imprenditore colpito da interdittiva antimafia. Il principio, in parte affermato da precedenti sentenze del Consiglio di Stato, viene notevolmente ampliato da una pronuncia emessa dall'Adunanza Plenaria di Palazzo Spada. 

La sentenza in commento contiene due novità di rilievo. La prima è che il risarcimento dovuto per danni patiti dall'impresa a causa della PA, ancorché non sia una fattispecie espressamente citata, viene ricondotta alla generica indicazione di “altre erogazioni ... comunque denominate, concessi o erogati da parte dello Stato, di altri enti pubblici o delle Comunità Europee, per lo svolgimento di attività imprenditoriali” contenuta nel codice Antimafia. La seconda novità è che la perdita del risarcimento include anche il caso in cui quest'ultimo sia stato deciso con sentenza passata in giudicato. 

Il caso discusso in Adunanza Plenaria è stato originato da un lungo e complesso contenzioso al termine del quale l'impresa avrebbe dovuto ricevere dal Comune un risarcimento di 123.000 euro. Nelle ultime fasi del contenzioso è emersa la circostanza di una informativa interdittiva antimafia a carico dell'impresa emessa dalla Prefettura. Circostanza, quest'ultima, non dichiarata dall'impresa. 

Al di là del complesso andamento del contenzioso, la V Sezione del Consiglio di Stato, dopo aver rilevato che la questione può dar luogo a contrasti di giurisprudenza, sintetizza le due seguenti questioni da sciogliere: 

1) se l'interdittiva antimafia possa “precludere il versamento in favore dell'impresa di somme dovute a titolo risarcitorio in relazione a una vicenda sorta dall'affidamento (o dal mancato affidamento) di un appalto”; 

2) “se osti a tale prospettazione il generale principio dell'intangibilità della cosa giudicata”.

Sulla prima questione, l'Adunanza Plenaria, muovendosi nel solco di simili sentenze, afferma che le erogazioni pubbliche precluse all'impresa colpita da informativa interdittiva antimafia possono anche avere carattere risarcitorio. 
Sulla seconda questione, invece, si indica una soluzione che “taglia la testa al toro”, per così dire, ovvero, l'impresa colpita da interdittiva entra in una condizione giuridica di incapacità ad assumere o a mantenere la titolarità “non già dei soli diritti accertati con la sentenza, ma, più in generale, di tutte le posizioni giuridiche comunque riconducibili all'ambito delineato dall'art. 67 del Codice delle leggi antimafiaL'Adunanza Plenaria (affermano i giudici) ritiene che la questione ad essa sottoposta trovi soluzione nella definizione in termini di "incapacità" ex lege dell'effetto derivante dalla interdittiva antimafia sulla persona (fisica o giuridica) da essa considerata, di modo che il ricorso per l'ottemperanza è da dichiararsi, conseguentemente, inammissibileL'avere inquadrato l'effetto prodotto dall'interdittiva antimafia in termini di "incapacità" rende possibile comprendere come non assuma rilievo, nel caso di specie, il problema della “intangibilità del giudicato”. 

In altre parole, non conta tanto il se, il come o il quando la PA sia obbligata a risarcire l'impresa, conta invece se l'impresa sia in condizione o meno di poter incassarlo. E la risposta breve è no; l'impresa, finché perdurano le motivazioni sottostanti all’interdittiva, non ha la capacità giuridica a ottenere il risarcimento, anche se questo è stato deciso da un giudice. La condizione di incapacità cessa una volta cadute le motivazioni che hanno causato l'interdittiva.

Una volta che venga meno l'incapacità determinata dall'interdittiva quel diritto di credito, riconosciuto dalla sentenza passata in giudicato, “rientra” pienamente nel patrimonio giuridico del soggetto, con tutte le facoltà ed i poteri allo stesso connessi, ivi compresa l'actio iudicati dal quale era temporaneamente uscito, e ciò non in quanto una causa esterna (il provvedimento di interdittiva antimafia) ha inciso sul giudicato, ma in quanto il soggetto che è stato da questo identificato come il titolare dei diritti ivi accertati torna ad essere idoneo alla titolarità dei medesimi. Né la titolarità del diritto ovvero la concreta possibilità di farlo valere, una volta recuperata la piena capacità giuridica, potrebbero risultare compromessi, posto che, come è noto, ai sensi dell'art. 2935 c.c. “la prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere”.

Avv. Giuseppe Acierno

Dal 22 aprile entrano in vigore 58 interventi che non richiederanno più la SCIA o il permesso di costruire.

La lista delle prime 58 opere che saranno considerate in regime di “edilizia libera” in tutto il paese si concretizza. È stato pubblicato, infatti, nella Gazzetta Ufficiale n. 81 del 7 aprile u.s. il glossario unico delle opere che non richiederanno più un titolo abilitativo, sia esso Cil, Cila, Scia o permesso di costruire.

Una mossa, questa, che punta a mettere un argine alle interpretazioni differenziate che caratterizzano regioni e comuni e che sarà effettiva a partire dal prossimo 22 aprile, senza bisogno di ulteriori atti di recepimento.

Si attua, così, l’art. 1, co. 2, del d.lgs. n. 222/2016, che già conteneva una tabella dei vari interventi edilizi, con relativi regimi amministrativi, dall’ “edilizia libera” sino ai permessi di costruire. Già nella tabella pubblicata nel 2016 risultano libere le manutenzioni ordinarie e le pompe di calore, oltre ai manufatti leggeri in strutture di ricettive, l’eliminazione di barriere architettoniche, i pannelli fotovoltaici, gli elementi d’arredo.

L’elenco agisce su due direttrici:

  • da una parte fa un lavoro compilativo, comunque molto utile per cittadini e operatori, mettendo in fila i interventi per quali è scontato che non serva autorizzazione;
  • dall’altro lato, mette insieme una serie di casi al limite, per i quali c’è maggiore incertezza applicativa e sui quali, a partire da adesso, non saranno più possibile contestazioni o interpretazioni più restrittive a livello locale. Andando, peraltro, nella direzione affermata di recente dalla Corte Costituzionale, con la sentenza 68/2018.

Concretamente, vengono messe in “edilizia libera” alcune opere di arredo da giardino oggetto di frequente contestazione, quali ad esempio muretti, fontane, ripostigli per attrezzi, ricoveri per animali, ma anche gazebo e pergolati. Una semplificazione che riguarderà anche le tensostrutture per installare le quali servirà una comunicazione, mentre tutte le attività successive saranno libere. Stesso discorso per l’adeguamento degli impianti di estrazione fumi, spesso oggetto di contenzioso nei rapporti tra vicini.

Con il glossario in Gazzetta, in sostanza, si chiariscono i vari tipi di manutenzione ordinaria, precisando tuttavia che restano ferme le norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico sanitarie, sul rischio idrogeologico e quelle del codice dei beni culturali e del paesaggio. In particolare saranno queste ultime a governare l’ “edilizia libera”, con specifici elenchi di opere escluse dall’autorizzazione paesaggistica.

Ad esempio, nei centri storici le barriere architettoniche potranno essere eliminate senza alcuna autorizzazione se il dislivello resta nei 60 centimetri, mentre non è richiesta l’autorizzazione paesaggistica nei centri storici solo se le opere stesse sono invisibili da aree pubbliche.

Rimangono problemi, invece, per i pannelli fotovoltaici, che sono “edilizia libera” nelle zone non vincolate perché “accettati dalla sensibilità collettiva” (TAR Milano, sent. n. 496/2018), ma nelle zone di pregio ambientale e nei centri storici devono comunque rispettare le falde dei tetti.

Resta, comunque, salva, anche per queste opere, la possibilità di chiedere detrazioni fiscali. Sarà sufficiente una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, nella quale sarà indicata la data di inizio dei lavori, attestando che gli interventi rientrino tra quelli agevolati. A supporto di questo adempimento, serviranno le fatture per provare lo svolgimento dei lavori e i pagamenti effettuati tramite bonifico parlante.

Avv. Giuseppe Acierno

 

Consiglio di Stato, sez. V, sent. n. 2044/2018: deroga alla suddivisione in lotti prevista dall’art. 51 del Codice degli Appalti.

L'appalto che include varie attività ma che “riveste carattere unitario” e che ha un “valore economico oggettivamente modesto” può derogare all'applicazione dell'art. 51 del Codice dei Contratti sulla suddivisione in lotti per favorire l'accesso al mercato da parte di microimprese e piccoli e medi imprenditori. È, in sintesi, quanto afferma la recente sentenza del consiglio di Stato. Sentenza con la quale i Giudici di Palazzo Spada riformano una sentenza del TAR Umbria che aveva censurato un Comune, relativamente all'affidamento di un servizio triennale che includeva la gestione e il controllo di tutte le attività di funzionamento delle aree di sosta automatizzata e degli impianti di risalita meccanizzata più altri servizi accessori da svolgersi all'interno delle aree e dei parcheggi, ma anche degli immobili del Comune. 

L'art. 51 del Codice ha lo scopo di difendere il principio della concorrenza, ma può anche essere impropriamente applicato per frazionare indebitamente un appalto. La sentenza del Consiglio di Stato fornisce indicazioni sugli elementi da considerare per evitare di sconfinare, da una parte, nell'accusa di frazionamento della gara a scopo elusivo della concorrenza, dall'altra, nell'accusa dell'aggregazione artificiosa degli appalti. 

La decisione di applicare o meno la suddivisione in lotti, spiega il Consiglio di Stato, è discrezionale e deve essere motivata. La stazione appaltante deve valutare alcuni elementi che attengono alla sfera della ragionevolezza, della proporzionalità e dell'adeguatezza dell'istruttoria.

Il principio della suddivisione in lotti (si legge nella sentenza) può dunque essere derogato, seppur attraverso una decisione che deve essere adeguatamente motivata (Cfr Consiglio di Stato, Sez. VI, 12 settembre 2014, n. 4669) ed è espressione di scelta discrezionale (cfr. Consiglio di Stato, Sez. V, 16 marzo 2016, n. 1081), sindacabile soltanto nei limiti della ragionevolezza e proporzionalità, oltre che dell'adeguatezza dell'istruttoria, in ordine alla decisone di frazionare o meno un appalto di grosse dimensioni in lotti, mentre, come detto, l'appalto in esame non è di elevato importo economico e la scelta del Comune è motivata, come sarà meglio esplicitato ai punti nn. 4 e 5 della presente decisione, in modo del tutto ragionevole e, perciò, sottratta al sindacato del giudice di legittimità, non ravvisandosi manifesta illogicità, irragionevolezza o arbitrarietà nel tenore della medesima”.

Avv. Riccardo Rotigliano

Call to action: Challenge 4 Internationalization

Aprire uno studio professionale all’estero è un processo impegnativo che richiede investimenti sia in termini di risorse umane che finanziarie. È un processo lungo che dà un ritorno nel medio termine.

Divenire il professionista di riferimento di un’azienda che vuole internazionalizzarsi è l’opportunità per una prima esperienza all’estero grazie alla quale acquisire referenze, conoscenze e porre le basi per avviare la propria attività.

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