Attività di contrasto bandi irregolari: in vigore il nuovo Regolamento Anac per il rilascio di pareri di precontenzioso

Inviato da admin il

Il 10 febbraio è entrato in vigore il nuovo Regolamento che disciplina il procedimento per il rilascio dei pareri di precontenzioso ai sensi dell’art. 211, comma 1 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50.

Pubblicato sulla G.U. n. 22 del 26 gennaio 2019, il Regolamento introduce significative novità che interessano la Fondazione, in particolar modo, nell’ambito dell’attività di contrasto ai bandi irregolari.

Il nuovo Regolamento prevede, all’art. 3 che possano trasmettere all’Autorità Anticorruzione le istanze di parere di precontenzioso i soggetti di cui all’art. 211, ovvero “le persone fisiche che esprimono all’esterno la volontà dei soggetti che possono richiedere il parere ai sensi dell’art. 211, comma 1, primo periodo, del codice”.

Il nuovo Regolamento preclude alla Fondazione, in quanto soggetto portatore di interessi collettivi, la possibilità di presentare istanze di parere di precontenzioso. In precedenza, invece, con il Regolamento adottato il 5 ottobre 2016 (in vigore fino al 10 febbraio 2019), la legittimazione a presentare istanze di parere di precontenzioso era estesa a “i soggetti portatori di interessi collettivi costituiti in associazioni o comitati” (art. 2, regolamento 5/10/16). Dunque, anche alla Fondazione.

Il nuovo Regolamento opera un integrale rinvio all’art. 211, co. 1, del Codice appalti, ai sensi del quale “Su iniziativa della stazione appaltante o di una o più delle altre parti, l'ANAC esprime parere, previo contraddittorio, relativamente a questioni insorte durante lo svolgimento delle procedure di gara, entro trenta giorni dalla ricezione della richiesta.

L’Anac, alla luce dei pareri resi dal Consiglio di Stato alla base dei quali è formulato il nuovo Regolamento, considera il termine “parte/i” in un’accezione restrittiva, intendendo, cioè, esclusivamente i soggetti che partecipano alla gara. Nel parere del C.d.S. n. 1632/2018 reso sullo Schema di Linee guida sulla modifica del regolamento per il rilascio dei pareri di precontenzioso Anac, “la stazione appaltante o una o più delle altre parti” è da intendersi quale “insieme di soggetti legittimati accumunati dalla sola ma discriminante posizione di partecipi al medesimo procedimento amministrativo, i quali altri non sono se non la stazione e i concorrenti. Ne consegue che gli enti esponenziali di interessi collettivi o diffusi, o comunque altri soggetti non identificabili come “parti” del procedimento amministrativo di evidenza pubblica in senso stretto, in quanto non destinatari degli effetti giuridici del procedimento amministrativo di scelta del contraente e di stipulazione del contratto, né portatori in esso di un interesse qualificato in tale ambito, non possono essere considerati legittimati attivi alla richiesta di parere. Ed infatti, la questione precontenziosa eventualmente oggetto della richiesta non riguarda altro, e non può riguardare che, la correttezza e legittimità della procedura ad evidenza pubblica, di cui tali soggetti non sono partecipi.”

L’Anac, dunque, nella definizione del nuovo Regolamento, considera le “parti” esclusivamente i soggetti che partecipano alla gara. In questo senso, la Fondazione, come ente esponenziale di interessi collettivi, non può trasmettere istanze di parere di precontenzioso all’Anac.

Ciò nonostante, l’Anac, consapevole del ruolo importante che giocano tali soggetti nella tutela degli interessi legittimi di categoria, ha adottato il 7 dicembre 2018 un nuovo regolamento sul rilascio di pareri consultivi (Regolamento per l'esercizio della funzione consultiva svolta dall'Autorità nazionale anticorruzione ai sensi della legge 6 novembre 2012, n. 190 e dei relativi decreti attuativi e ai sensi del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, al di fuori dei casi di cui all'articolo 211 del decreto stesso) al cui art. 3, c. 1, lett. f), prevede che possono rivolgere all’Autorità richiesta di parere “in materia di contratti pubblici, le stazioni appaltanti, come definite all’art. 3, co. 1, lett. o), del Codice nonché i soggetti portatori di interessi collettivi costituiti in associazioni o comitati”.

Il regolamento consultivo adottato dall’Anac consentirà, dunque, alla Fondazione di proseguire nell’azione di contrasto ai bandi di gara. Continueremo, con il supporto dello Studio legale dell’Avv. Rotigliano, a tutelare l’interesse dell’intera categoria degli architetti e ingegneri liberi professionisti: alla diffida, notificata alla stazione appaltante, seguirà, in caso di mancata rettifica e/o accettazione delle doglianze mosse, la richiesta di parere consultivo all’Anac.

Nell’ambito dell’attività di precontenzioso, stiamo, invece, valutando le modalità, attraverso le quali continuare a garantire il sostegno e l’affiancamento a tutti gli iscritti ad Inarcassa.

Regime forfettario: la deducibilità dei contributi previdenziali per i liberi professionisti

Un ulteriore approfondimento sulle modifiche che la Legge di Bilancio 2019 ha prodotto sul regime forfettario.

Nello specifico, il Dott. Giovanni Cretella, di Andersen Tax & Legal Italia, in questo video realizzato per la Fondazione, affronta il tema della deducibilità dei contributi previdenziali per i liberi professionisti nel regime fiscale forfettario.

           

Regime forfettario: la video-guida per orientarsi

Inviato da admin il

 

La legge di Bilancio 2019 ha prodotto delle modifiche al regime forfettario che prevede anche alcune novità sui requisiti di accesso per i liberi professionisti a partire da gennaio 2019. La normativa esclude, dalle disposizioni in materia di fatturazione elettronica, i soggetti che adottano il regime dei minimi (Dl 98/2011) e quelli che adottano il regime forfettario (legge 190/2014).
Il video, realizzato dal dottore commercialista Giovanni Cretella di Andersen Tax Legal Italia, fornisce un’utile guida per orientarsi nel nuovo regime fiscale fortettario.

SINTESI DI MONITORAGGIO LEGISLATIVO 21 GENNAIO/1 FEBBRAIO 2019

Inviato da admin il

NOTA POLITICA

LAVORI PUBBLICI

 

DL semplificazioni: approvato dal Senato e trasmesso alla Camera.

L’iter di conversione del c.d. decreto semplificazioni (DL 135/2018) prosegue presso le commissioni riunite bilancio e attività produttive della Camera. Al Senato il testo è stato approvato martedì 26 gennaio dopo l’esame in Aula che ha ridimensionato la portata delle misure introdotte in Commissione. Infatti, dopo i rilievi critici del Quirinale, la Presidente del Senato ha ridotto sensibilmente il numero di emendamenti ammessi all’esame dell’Aula, determinando la decadenza di alcune misure che erano state già approvate in Commissione.

Delle novità salutate con speranza da professionisti e imprese non rimane nulla. Le misure per la tutela dell’equo compenso, la semplificazione del Testo Unico dell’Edilizia e del Codice Appalti, approvate in un primo momento dalle Commissioni Lavori Pubblici e Affari Costituzionali, sono state poi espunte dal testo durante l’esame in Aula.

L’iter del decreto dovrebbe procedere senza ulteriori modifiche, vista anche l’imminente scadenza del termine per la conversione (12 febbraio).  Qui per approfondire.

Nel corso dell’esame al Senato è stato approvato dal Governo l’Ordine del giorno a firma del Sen. Santillo.

Qui la posizione di Fondazione Inarcassa

 

Riforma del codice Appalti

Il Presidente del Consiglio Conte ha annunciato che il Governo intende avviare un grande progetto di semplificazione amministrativa e di sburocratizzazione, anche nel settore delle costruzioni, che "nulla c’entra con il Decreto Semplificazione" nel quale la maggioranza ha tentato, senza successo, di inserire misure per l’edilizia e gli appalti.

Il Presidente ha ricordato che il Governo è al lavoro per riformare il Codice Appalti da agosto, periodo in cui è stata aperta la consultazione tramite cui sono arrivate 2 mila segnalazioni che hanno evidenziato le criticità delle attuali norme tra cui le “troppe linee guida Anac” e la mancanza di semplicità e trasparenza.

Dovrebbe arrivare al più presto, quindi, un provvedimento che semplificherà il Codice ma non si sanno i tempi.

All’interno del Governo sembra esserci, in realtà, uno stallo sul tema laddove il leader della Lega Matteo Salvini ha dichiarato di voler accelerare sulla riforma degli appalti e sulle semplificazioni procedurali con un decreto «cantieri veloci» da varare entro il 9 marzo, mentre il leader M5s Luigi Di Maio ha parlato di «riforma degli appalti in 7-8 mesi». Qui per approfondire.

 

MIUR vademecum per l’affidamento degli appalti.

Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha predisposto delle Linee guida volte a semplificare ed uniformare le modalità di affidamento e di esecuzione di contratti di lavori, servizi e forniture da parte delle scuole statali.

Per l’affidamento di lavori, servizi e forniture di importo inferiore a 40mila euro è consentito l’affidamento diretto. Per importi maggiori di 10mila euro è necessario rispettare i criteri decisi con una apposita delibera di istituto.
In caso di servizi e forniture di importo compreso tra 40mila euro e 144mila euro, si può utilizzare la procedura negoziata previa consultazione, ove esistenti, di almeno quindici operatori economici. Al di sopra dei 144mila euro bisogna ricorrere alle procedure ordinarie di rilevanza comunitaria. Qui per approfondire

 

AINOP: online la versione beta dell’Archivio Informatico

È online l’Archivio Informatico Nazionale delle Opere Pubbliche (AINOP), il database che censisce il patrimonio delle opere pubbliche di competenza degli Enti e delle Amministrazioni centrali e periferiche dello Stato, delle Regioni, delle autonomie locali (Province Autonome, Province, Città metropolitane, ecc.) e di tutti i Comuni presenti sull’intero territorio nazionale. Comunicato del MIT Per accedere alla pagina dedicata all’AINOP http://ainop.mit.gov.it/

 

EQUO COMPENSO

Il punto sull’equo compenso

Le norme dell’ordinamento italiano adottate per la tutela dell’equo compenso sono diverse.
Il Codice Appalti (D.lgs. 50/2016) stabilisce che i corrispettivi a base di gara devono obbligatoriamente essere quantificati in base al Decreto Parametri (DM 17 giugno 2016).

Il Decreto Fiscale (Legge 172/2017) ha spiegato che è considerato equo il compenso determinato, tenuto conto del Decreto Parametri, in maniera proporzionale alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, nonché al contenuto e alle caratteristiche della prestazione.

La Legge di Bilancio 2018 ha fatto un passo in più stabilendo che il compenso, per essere equo, deve essere determinato obbligatoriamente sulla base del Decreto Parametri, e non solo “tenendo conto” del DM Parametri.

Nei giorni scorsi, durante la discussione sul ddl “Semplificazioni”, il M5S ha presentato un emendamento per vietare alle Pubbliche Amministrazioni di conferire incarichi professionali il cui compenso non fosse proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto. L’emendamento è stato poi ritirato.
L’equo compenso non sembra inoltre essere garantito in tutte le fasi della progettazione e della realizzazione di un’opera. In autunno il M5S ha presentato un disegno di legge per evitare che i corrispettivi del coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione e di esecuzione possano essere soggetti a ribassi.
Il ddl non ha ancora iniziato il suo iter. La senatrice M5S, Paola Nugnes, ha quindi tentato di riproporre i contenuti con un emendamento al ddl “Semplificazioni”. La prima versione approvata, rivelatasi poi errata e mal formulata, sembra quasi negare l'obbligo di utilizzo del Decreto Parametri e ha scatenato un'ondata di proteste da parte dei professionisti (Qui la posizione di Fondazione Inarcassa). L’emendamento è decaduto poi in Aula a seguito della dichiarazione di improponibilità.

Per rendere davvero operative le norme a tutela dei professionisti, le associazioni hanno tentato di inserire nella legge di Bilancio per il 2019 una norma in grado di bloccare l’attività edilizia in mancanza dei documenti che comprovino il pagamento dei progettisti secondo le norme sull’equo compenso. 

La misura in Legge di Bilancio non è mai arrivata, ma nei giorni scorsi è stato presentato in Senato il ddl 1012 su iniziativa del senatore FI-BP Giuseppe Tommaso Vincenzo Mangialavori. Il testo prevede che la presentazione di tutte le istanze autorizzative presso gli enti pubblici e le comunicazioni di inizio lavori siano corredate dalla lettera di affidamento dell'incarico debitamente sottoscritta dal committente e dal progettista incaricato e che l’Amministrazione, al momento del rilascio delle autorizzazioni acquisisca l’autocertificazione del professionista attestante il pagamento. Ma non solo, perché, in base al ddl, la Comunicazione di fine lavori deve essere corredata dalla dichiarazione, controfirmata da titolare e tecnico abilitato, che attesta l'avvenuto pagamento della prestazione professionale e dalla copia della fattura emessa. Senza dichiarazione non si può ottenere il certificato di agibilità.

Infine, si ricorda che l’idea di vincolare il rilascio dei permessi di costruire al pagamento delle prestazioni professionali dei progettisti è iniziata già da qualche mese a livello locale. Si ricordano le iniziative portate avanti da Campania, Calabria, Sicilia e Basilicata.  Qui per approfondire

 

PROFESSIONI

Sempre meno architetti e ingegneri si iscrivono all’Albo

Il rapporto del Centro Studi CNI sull’Accesso alle professioni di ingegnere e architetto ha evidenziato una contrazione del numero di ingegneri che decide di abilitarsi e, tra coloro che conseguono il titolo abilitante, un numero non trascurabile decide di non iscriversi all’albo, assegnando alla libera professione un ruolo di seconda opportunità da cogliere solo in caso di necessità, magari in un secondo momento.

La causa di questo progressivo distacco andrebbe individuato nella distinzione in settori dell’Albo professionale che, di fatto, ha indotto diverse categorie di laureati in ingegneria a dubitare dell’utilità dell’iscrizione all’albo professionale. Il titolo abilitante, infatti, non costituisce un requisito “necessario” per un numero crescente di laureati in ingegneria. Qui per approfondire

 

FISCO

Fattura elettronica: pubblicato in GU il decreto che dà il via al nuovo standard europeo negli appalti

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo 148/2018, che recepisce la Direttiva 2014/55/UE relativa alla fatturazione elettronica negli appalti pubblici.

L’obbligo di utilizzare il nuovo standard europeo scatterà dal 18 aprile 2019. Le Amministrazioni aggiudicatrici sub-centrali avranno invece tempo fino al 18 aprile 2020.

Con un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate saranno definite regole tecniche specifiche, che si sommeranno a quelle già esistenti sulla fatturazione elettronica interna.

Il decreto pubblicato prevede l’istituzione di un Tavolo tecnico permanente per la fatturazione elettronica che si occuperà dell’aggiornamento delle regole tecniche e del monitoraggio sulla loro corretta applicazione. Il tavolo valuterà inoltre gli impatti del nuovo standard europeo per la pubblica amministrazione e gli operatori economici. Qui per approfondire

 

Rischio taglio incentivi con il decreto Ecobonus

La norma, attuativa della Legge di Bilancio 2018, potrebbe introdurre tagli molto pesanti alle detrazioni fiscali sulla riqualificazione energetica attraverso l’introduzione di limiti dei prezzi a metro quadro dei serramenti ammessi all’Ecobonus.

Il prezzo massimo fissato nella bozza del decreto dal Ministero dello Sviluppo Economico (Mise) ammonta a 370 euro al mq, comprensivo dei costi d’installazione, IVA esclusa ed è largamente inferiore al prezzo medio registrato attualmente nell’ambito degli interventi di sostituzione degli infissi che, secondo le rilevazioni dell’Enea, ammonta a 750 euro al mq.

Ad avviso di Unicmi (Unione Nazionale delle Industrie delle Costruzioni Metalliche dell'Involucro e dei serramenti) l’introduzione di massimali del genere spingerebbe una parte dei consumatori a rivedere la propria spesa spostandosi su prodotti più economici, mentre un’altra parte dei consumatori rinuncerebbe alla sostituzione. Qui per approfondire

Rubrica di aggiornamento sull’attività di contrasto ai bandi irregolari n. 1/2019

Inviato da admin il

Come ogni mese si rassegnano i principali profili di illegittimità segnalati alle Stazioni Appaltanti, aventi l’effetto di ledere la dignità morale e professionale dei professionisti del settore.

 

Le azioni di contrasto.

Nel mese di gennaio 2019, numerose sono state le diffide e le istanze di parere precontenzioso inoltrate all’ANAC.

Dieci sono state le amministrazioni diffidate. Si fa riferimento, nello specifico, al Comune di San Giovanni in Marignano, al Comune di Casandrino, all’UTI Giuliana, all’UTI Collio – Alto Isonzo, al Comune di Bitonto, al Comune di San Nicola La Strada, al Comune di Capaccio Paestum, al Comune di Morano Calabro, alla Direzione Didattica Statale San Giovanni Bosco ed al Comune di Prata di Pordenone.

Per ciò che riguarda le irregolarità riscontrate:

  • il Comune di San Giovanni in Marignano  ha bandito una gara per la progettazione di una scuola, nella quale erano state individuate in modo erroneo le categorie di cui al d.m. parametri e, conseguentemente, la base d’asta risultava incongrua. Successivamente, con una nota, l’Amministrazione ha reso noto di aver avviato il procedimento di annullamento in autotutela della procedura;
  • il Comune di Casandrino ha pubblicato un bando per l’affidamento di servizi tecnici di direzione lavori, misure e contabilità, assistenza al collaudo e coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione, nella quale non veniva rispettato il termine minimo di 35 giorni per la ricezione delle offerte nelle procedure aperte. Con una nota di riscontro, l’Amministrazione ha informato dell’avvenuta rettifica del bando di gara;
  • l’UTI Giuliana ha pubblicato una manifestazione di interesse relativa alla la manutenzione straordinaria di percorsi ciclopedonali, nella quale non era stato allegato il calcolo dei corrispettivi, veniva prescelto il criterio di aggiudicazione del minor prezzo senza che, però, fossero indicate le motivazioni di tale scelta e, inoltre, veniva inserito un requisito di partecipazione illegittimo. L’Amministrazione non ha fornito un riscontro e si è, pertanto, proceduto alla proposizione di apposita istanza di parere precontenzioso all’ANAC;
  • l’UTI Collio – Alto Isonzo ha pubblicato una indagine di mercato attinente la progettazione definitiva ed esecutiva, la direzione lavori, il coordinamento per la sicurezza in progettazione ed esecuzione e le pratiche accessorie relativo a 6 interventi finalizzati al completamento della ciclovia regionale, nella quale non era allegato il calcolo dei corrispettivi e, inoltre, vi era la previsione di aggiudicare in via diretta dei lotti il cui importo era stimato al di sopra dei 40.000 euro. Con una nota l’Amministrazione ha informato dell’avvenuta rettifica dell’avviso;
  • il Comune di Bitonto ha bandito una gara relativa alla progettazione di una serie di interventi da effettuare sulla sede centrale del Comune, nella quale non era previsto che al sopralluogo degli ATI non ancora costituiti dovessero prendere parte tutti i componenti del costituendo ATI.. Successivamente alla notifica dell’istanza di parere precontenzioso all’ANAC, la Stazione Appaltante ha fornito un riscontro positivo, informando dell’avvenuta rettifica del bando;
  • il Comune di San Nicola La Strada ha pubblicato una manifestazione di interesse relativa alla redazione del progetto di fattibilità di impianti di illuminazione pubblica, nella quale non era allegato il calcolo dei corrispettivi e, inoltre, veniva subordinata la corresponsione del compenso alla successiva ed incerta stipula del contratto di concessione col gestore privato. Nello stesso giorno in cui è stata notificata l’istanza di parere all’ANAC, il Comune, preso atto delle censure mosse, ha rettificato il bando di gara;
  • il Comune di Capaccio Paestum ha bandito una gara relativa ai servizi tecnici di direzione lavori, coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione, nonché di contabilità, per dei lavori di miglioramento di un asse viario, nella quale veniva previsto un ribasso percentuale massimo offribile dai partecipanti. Dopo aver notificato la diffida, l’Amministrazione ha riscontrato positivamente i rilievi mossi, procedendo con l’eliminazione della previsione illegittima;
  • il Comune di Morano Calabro ha pubblicato una manifestazione di interesse nella quale non veniva allegato il calcolo dei corrispettivi ed in cui il corrispettivo dell’appalto era certamente incongruo. Non avendo ricevuto riscontro dall’Amministrazione si è proceduto con la notifica dell’istanza di parere all’ANAC;
  • la Direzione Didattica Statale San Giovanni Bosco ha pubblicato un avviso per l’affidamento del servizio di RSPP, nella quale la base d’asta era assolutamente insufficiente a remunerare il professionista per il servizio richiesto. Si attende che scadano i termini concessi prima di proporre apposita istanza di parere precontenzioso all’ANAC;
  • infine, il Comune di Prata di Pordenone ha pubblicato una manifestazione di interesse relativa alla redazione del nuovo piano regolatore generale comunale, nella quale non era stato allegato il calcolo del compenso ed erano previsti, a pena di esclusione, dei requisiti di partecipazione illegittimi. Si attende che scadano i dieci giorni concessi prima di adire l’ANAC.

 

Avv. Riccardo Rotigliano

Avv. Giuseppe Acierno

Regime forfettario: la video-guida per orientarsi

La legge di Bilancio 2019 ha prodotto delle modifiche al regime forfettario che prevede anche alcune novità sui requisiti di accesso per i liberi professionisti a partire da gennaio 2019. La normativa esclude, dalle disposizioni in materia di fatturazione elettronica, i soggetti che adottano il regime dei minimi (Dl 98/2011) e quelli che adottano il regime forfettario (legge 190/2014).

SINTESI DI MONITORAGGIO LEGISLATIVO 7/18 GENNAIO 2019

Inviato da admin il

LAVORI PUBBLICI

Il DL Semplificazioni

L’esame del disegno di conversione del DL 135/2018 semplificazioni AS 989 prosegue a rilento presso le Commissioni riunite Affari costituzionali e lavori pubblici.

Non è stato ancora avviato l’esame degli emendamenti presentati. Il rallentamento dei lavori è dovuto a un mancato accordo nella maggioranza su alcune misure centrali, come ad esempio le modifiche al codice degli appalti.

In proposito M5S e Lega stanno lavorando al testo unificato di un emendamento per introdurre un pacchetto di norme volte a modificare il codice. In proposito, si ricorda che il testo del ddl delega per le semplificazioni approvato dal Governo lo scorso 12 dicembre non è mai arrivato nelle Aule parlamentari, pertanto il decreto-legge potrebbe essere utilizzato dalla maggioranza come veicolo per introdurre alcune modifiche più urgenti.

Il Movimento 5 stelle ha presentato due emendamenti di diretto interesse: uno sull’equo compenso dei professionisti e l’altro sull’esperto stimatore immobiliare che sono stati entrambi ritirati. L’emendamento sull’equo compenso è stato convertito in un ordine del giorno.

Qui il comunicato di Fondazione Inarcassa

 

Di seguito gli emendamenti di maggior interesse presentati

Sopraelevazioni senza verifica sismica, la proposta del Governo

Le sopraelevazioni che non superano il 5% della volumetria complessiva autorizzata e il cui carico non superi quello preesistente all’intervento, potranno essere realizzate senza l’obbligo delle verifiche di sicurezza strutturale ai sensi delle Norme Tecniche per le Costruzioni, tranne che ‘in classe sismica 1’.

Lo prevede un emendamento dei relatori Mauro Coltorti (M5S) e Daisy Pirovano (Lega) al disegno di legge di conversione del DL Semplificazione all’esame delle Commissioni del Senato, che aggiunge un nuovo comma dopo il comma 2 dell’articolo 90, del Testo Unico Edilizia (Dpr 380/2001).

La novità ha l’obiettivo di semplificare il sistema dei controlli previsti per la realizzazione di piccoli ampliamenti degli edifici situati nelle zone a minor rischio sismico.

Le condizioni per evitare di eseguire le verifiche strutturali ai sensi delle NTC (DM 17 gennaio 2018) sono quindi:

- che la sopraelevazione sia contenuta nel limite del 5% della ‘volumetria complessiva debitamente autorizzata’;

- il carico dell’intervento di adeguamento nella sua totalità non superi quello preesistente all’intervento;

- l’edificio non si trovi ‘in classe sismica 1’ (o, più correttamente, in zona sismica 1).

 

Gare con commissioni interne fino allo sblocco dell’Albo Anac

Dopo il comunicato del presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, dovrebbe arrivare anche la conferma per via legislativa. In attesa che l’Albo dei commissari di gara esterni alle Pa raggiunga un numero sufficiente di iscritti e venga sbloccato dall’Anticorruzione, le stazioni appaltanti potranno continuare a nominare tecnici interni per formare le commissioni. Con un atto di segnalazione, inviato nei giorni scorsi a Governo e Parlamento, Cantone aveva anche chiesto di tamponare il buco normativo che non spiega come le Pa devono comportarsi nel caso in cui l’Albo non contenga esperti sufficienti, suggerendo anche in questo caso di permettere agli enti di fare da soli.

 

Sicilia: adottato il Prezzario unico regionale per i lavori pubblici 2019 Aggiornati i prezzi delle categorie di lavoro attraverso l’analisi dei listini dei principali produttori e/o fornitori di materiali e componenti

Con il Decreto assessoriale n. 4/Gab del 16.01.2019, la Regione Siciliana ha adottato il Prezzario unico regionale per i lavori pubblici 2019.

Il Prezzario è stato redatto tenendo conto delle variazioni dei costi elementari intervenute dall’ultima pubblicazione. Esso è stato esitato favorevolmente dalla Commissione ex art. 2 della legge regionale n. 20 del 21 agosto 2007, nel corso di n. 8 sedute valide decorrenti dalla prima seduta in data 29 maggio 2018 e seduta conclusiva in data 18 dicembre 2018.  Qui per approfondire.

 

EQUO COMPENSO

Pubblicata in Campania la legge sulla sull’equo compenso tra privati. La situazione nelle altre regioni

È stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Campania la legge 59/2018 in materia di tutela delle prestazioni professionali per attività espletate per conto dei committenti privati e di contrasto all’evasione fiscale.                                                    

Il testo dispone che la presentazione dell’istanza autorizzativa o ad intervento prevista dalle norme e dai regolamenti regionali, provinciali e comunali deve essere corredata, oltre che da tutti gli elaborati previsti dalla normativa vigente, dalla lettera di affidamento dell’incarico o contratto sottoscritta dal committente, unitamente alla fotocopia di un documento d’identità.                                                       

L’amministrazione, al momento del rilascio dell’atto autorizzativo o della ricezione di istanze ad intervento diretto, acquisisce l’autodichiarazione del professionista o dei professionisti sottoscrittori degli elaborati progettuali, attestante il pagamento delle correlate spettanze da parte del committente. 

La mancata presentazione della suddetta autodichiarazione costituisce motivo ostativo per il completamento dell’iter amministrativo fino all’avvenuta integrazione. La documentazione è richiesta dagli uffici interessati dall’iter attivato.                                                      

Il testo campano è identico alla Legge della Regione Calabria emanata nel luglio scorso, prima legge regionale di questo tipo ad essere pubblicata.                                                       

Alla legge calabrese è seguita quella della Regione Basilicata che però riguarda anche le istanze relative a incarichi ricevuti da pubbliche amministrazioni.                                                  

Più articolata è invece la situazione in Sicilia: a fine agosto 2018, la Regione Sicilia ha raccomandato agli Assessorati di rispettare le norme sull’equo compenso ed evitare clausole vessatorie. Pochi giorni dopo, gli architetti agrigentini hanno chiesto ai deputati regionali di approvare l’emendamento, fermo da un anno, che vincola il rilascio del certificato di agibilità all’avvenuto pagamento del progettista e del direttore dei lavori. Il tema è stato rimesso all’attenzione dell’Assemblea Regionale Siciliana che esaminerà il disegno di legge ‘Disposizioni relative alle spettanze dovute ai professionisti per le procedure di rilascio dei titoli abilitativi edilizi e/o di ogni altro provvedimento propedeutico’, presentato nell’ottobre scorso.

La Regione Lazio ha affrontato la questione con un ordine del giorno secondo il quale i professionisti incaricati di prestazioni da parte della Regione, enti strumentali o società controllate devono vedersi riconosciuto un compenso calcolato secondo i parametri fissati dai regolamenti ministeriali, senza clausole vessatorie’.      

In Puglia sono stati presentati due disegni di legge sul tema: uno del Movimento 5 Stelle, l’altro dell’Ordine degli APPC di Bari. Entrambi i testi mirano a riconoscere il valore delle prestazioni rese dai liberi professionisti e contrastare l’evasione fiscale.                        

Alle richieste di legiferare per la tutela del lavoro svolto dai professionisti si sono uniti gli ingegneri dell’Umbria che hanno chiesta alla Regione una legge che garantisca il diritto all’equo compenso e percorsi di azione condivisi in merito alle modalità di affidamento dei servizi di ingegneria e architettura per importi inferiori ai 40mila euro.                                                                      

Infine, va ricordato che la prima Regione a legiferare sul tema dell’equo compenso è stata la Toscana che, a marzo 2018, ha definito le regole per garantire un equo compenso ai professionisti incaricati della progettazione di opere pubbliche.       

 

PROFESSIONI

Professionisti e imprese, più vicini i pagamenti della PA

Sta per sbloccarsi la situazione di professionisti e imprese che vantano crediti nei confronti di Regioni ed Enti locali. È attiva la piattaforma con cui Cassa Depositi e Prestiti (CdP) anticiperà ai fornitori i pagamenti della Pubblica Amministrazione maturati al 31 dicembre 2018.

Pagamenti PA, la soluzione di Cassa Depositi e Prestiti

CdP presterà agli Enti le risorse necessarie al pagamento dei debiti ai loro fornitori a condizioni favorevoli. In questo modo sarà possibile raggiungere un duplice obiettivo: non gravare sulle casse delle Pubbliche amministrazioni e far ottenere a professionisti e imprese la liquidazione dei loro crediti.

La misura contribuirà a risolvere il problema della mancanza di liquidità, che in questi anni ha portato diversi soggetti a cessare la propria attività.

In Europa la Direttiva 2011/7/UE sui ritardi nei pagamenti, che impone alle autorità pubbliche di eseguire i pagamenti non oltre 30 giorni o, in casi singolarmente motivati, 60 giorni dalla data di ricevimento della fattura o, se del caso, al termine della procedura di verifica della corretta prestazione dei servizi.

Da diversi monitoraggi è emerso che, anche dopo il recepimento della Direttiva 2011/7/UE con il D.lgs.192/2012, la PA ha più volte sforato i tempi di pagamento, raggiungendo punte di 18 mesi di ritardo.

Lo scorso luglio, la Commissione Europea ha inviato al Governo italiano un parere motivato per segnalare che l’articolo 113-bis, comma 1, del Codice dei Contratti (Dlgs 50/2016) è difforme dalla direttiva europea.

Il Codice Appalti dovrà quindi essere modificato. In caso contrario l’Italia sarà deferita alla Corte di Giustizia Europea. Novità in questo senso potrebbero arrivare dal processo di riforma del Codice Appalti.

 

FISCO

Fatturazione elettronica negli appalti pubblici: in Gazzetta il decreto che attua la direttiva 2014/55/UE

Nella Gazzetta Ufficiale di giovedì 17 gennaio è stato pubblicato il decreto legislativo 27 dicembre 2018, n. 148, avente ad oggetto “Attuazione della direttiva (UE) 2014/55 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 aprile 2014, relativa alla fatturazione elettronica negli appalti pubblici”.

Il provvedimento, che entrerà in vigore il 1° febbraio 2019, prevede l’obbligo di fatturazione elettronica sia nei confronti delle “amministrazioni pubbliche” che nei confronti delle “amministrazioni autonome” relativamente ai contratti conformi allo standard europeo degli appalti pubblici.

Le nuove norme, non prevedendo alcuna soglia, si applicano a tutte le fatture dirette alla pubblica amministrazione.

Il testo tiene conto dei pareri espressi dalla Conferenza unificata e dalle competenti Commissioni parlamentari, in particolare laddove si prevede che per la definizione delle regole tecniche da applicarsi in particolare alle amministrazioni aggiudicatrici sub-centrali e per la valutazione degli impatti delle stesse venga istituito presso l’Agenzia per l’Italia digitale (AgID) un tavolo tecnico permanente con la partecipazione di rappresentanti del Ministero dell’economia e delle finanze, dell’Agenzia delle entrate e delle amministrazioni locali.

Iscriviti a