I^ Giornata Nazionale della Prevenzione Sismica - attività main sponsor MAPEI

Inviato da admin il

La Prima Giornata Nazionale della Prevenzione Sismica ha raggiunto un notevole successo con oltre 500 punti informativi nelle piazze delle principali città italiane e 96 province coinvolte. L’obiettivo principale di promuovere la cultura della prevenzione sismica e informare il cittadino sull’iniziativa "Diamoci una scossa" è stato raggiunto.


In particolare, valutati i numeri raggiunti e in risposta alle numerose richieste di prenotazione delle visite tecniche, la Fondazione Inarcassa, insieme ai Consigli Nazionali Ingegneri e Architetti, ha ritenuto opportuno posticipare i termini per le prenotazioni al 30 Novembre 2018 e al contempo si è deciso di consentire ai Professionisti di ultimare entro il mese di dicembre le visite assegnate.



Fondazione Inarcassa desidera rivolgere un ringraziamento particolare a "MAPEI", main sponsor dell'iniziativa “Diamoci una Scossa!” per l'importante contributo e sostegno all’iniziativa.

 

LA FATTURAZIONE ELETTRONICA ADEMPIMENTI E OPPORTUNITA’ PER INGEGNERI E ARCHITETTI

Inviato da admin il

Caro/a Collega,

 

eccoci ad un nuovo appuntamento con i SEMINARI WEB della Fondazione, dal titolo:

 

LA FATTURAZIONE ELETTRONICA

ADEMPIMENTI E OPPORTUNITA’ PER INGEGNERI E ARCHITETTI

7 dicembre 2018

Sala Congressi Leonardo D.V- Blocco A - Via Salaria 229 – ROMA

 

 

Ore 10.00        Apertura lavori

                        Ing. Egidio Comodo – Presidente Fondazione Inarcassa

                        Ing. Armando Zambrano – Presidente Consiglio Nazionale Ingegneri

                        Arch. Fabrizio Pistolesi– Segretario Consiglio Nazionale PPC  

                        Ing. Claudio Guanetti  - Consigliere di Amministrazione di Inarcassa

 

                        Introduzione

                        Dott. Paolo Savini – Vicedirettore Agenzia delle Entrate

Ore 10.30       Il processo di fatturazione elettronica e i servizi forniti dall’Agenzia delle Entrate

            Dott. Carmelo Piancaldini – Responsabile ufficio applicativi - Agenzia delle Entrate

Ore 11.45       Un esempio pratico di compilazione, ricezione e conservazione della F. E.

Ing. Irene Raiola – Funzionario Ufficio applicativi - Agenzia delle Entrate

 

Ore 12.15        approfondimenti tecnici ai quesiti proposti

Ore 13.00        Chiusura lavori

 

 

L’evento, trasmesso in modalità streaming, si svolgerà venerdì 7 dicembre 2018 con inizio alle ore 10:00.

 

Verrà data risposta a tutti i quesiti che perverranno all’indirizzo info@fondazioneinarcassa.it entro le ore  12:00 del 3 dicembre 2018. Prima di formulare il quesito si invita alla consultazione della sezione “Fatture e Corrispettivi - Assistenza on line” dell’Agenzia delle Entrate. Copia e incolla il seguente link: 

https://assistenza.agenziaentrate.gov.it/FatturazioneUIKIT/KanaFattElettr.asp?new,Kb=FattElettr_UIKIT,retur=1,t=startup.tem,ts=FatturazioneUIKIT,Company={8F8CE7C5-EDD2-45E8-9CE2-61A45234EDBF

Per gli Architetti, registrati alla Fondazione è in corso istanza di riconoscimento di 3 CFP e potrà avvenire, oltre che ai partecipanti in sala, anche per coloro che seguiranno l’evento on-line. In questo ultimo caso, ai fini dell’accreditamento dei CFP è richiesto di accedere tramite il nostro portale, il giorno 7 dicembre, a partire dalle ore 09:45, inserendo le credenziali della Fondazione e di seguire il corso per l'intera durata. Ai fini della verifica della presenza, la piattaforma invierà dei codici ad intervalli di tempo irregolari che ogni singolo utente dovrà digitare.

N.B: non visualizzare il video in modalità schermo intero altrimenti non appariranno i codici.

Per gli Ingegneri il riconoscimento dei 3 CFP è previsto esclusivamente per i partecipanti in sala.

ATTENZIONE: L’ACCESSO IN SALA è CONSENTITO UNICAMENTE AI PROFESSIONISTI ISCRITTI AD INARCASSA

Solo per quanti parteciperanno di persona, in sala, ricordo la pre-registrazione tramite apposito FORM.

Il numero massimo di posti disponibili in sala è 50.

Tutti gli interessati, fino al raggiungimento di 1000 utenze live, avranno comunque, libero accesso alla visualizzazione dell’evento in streaming nell’Area Formazione del portale, al link:

          https://fondazionearching.it/-/la-fatturazione-elettronica-adempimenti-e-opportunita-per-ingegneri-e-architetti

Ti informo, inoltre, che, durante l’evento, tutti gli iscritti Inarcassa potranno formulare quesiti e commenti, partecipando alla consueta Chat, inserendo il proprio PIN di Inarcassa on line ( IN….).

La partecipazione all’evento web, in qualsiasi modalità, è totalmente gratuita!

 

Ti aspettiamo!!

La Fondazione

GO TO WORLD: QUINTA TAPPA NAPOLI

Inviato da admin il

Per le iscrizioni:

Per gli Ingegneri clicca qui 

Per gli Architetti clicca qui 

 

Per dare al professionista tutti gli strumenti utili a valutare e implementare la sua strategia di internazionalizzazione in autonomia, ovvero individuando gli interlocutori e i partner giusti, la Fondazione Inarcassa ha messo a punto un progetto di formazione gratuita con un focus su Stati Uniti, Russia, Cina e Emirati Arabi: aree geografiche a maggior potenzialità ma con caratteristiche di approccio e regole molto diverse e specifiche. Il progetto, sviluppato in collaborazione con GoToWorld, consorzio specializzato nella consulenza di internazionalizzazione, che ha preso il via con un Webinar di presentazione lo scorso 13 giugno, (clicca qui per maggiorni informazioni) si articolerà con dei seminari frontali in cinque città italiane e con un FAD di 8 ore (clicca qui per accedere). La prima tappa è stata il 16 luglio a Roma, il secondo appuntamento si è tenuto il 18 settembre a Ragusa, per poi toccare il 19 ottobre a Verona. La quarta è stata il 20 novembre aLecce, la quinta sarà il 6 dicembre Napoli. 

L’internazionalizzazione è un processo di crescita che non riguarda solo le imprese; in un mondo globale anche il professionista può internazionalizzare la sua attività, andando a cogliere le opportunità di business che alcuni Paesi e aree geografiche oggi offrono.

L’internazionalizzazione significa grandi opportunità ma anche rischi. È un processo a step che inizia “in casa”: richiede analisi per individuare il Paese più adatto da cui partire, comprensione del Paese e delle sue regole, pianificazione del percorso. Ma una volta compreso il percorso corretto di ingresso in un Paese sarà possibile replicarlo, mutatis mutandis, anche in altri contesti geografici.

Per ciascun paese verranno trattati gli aspetti fondamentali per garantire il successo di una strategia di internazionalizzare:

•             Inquadramento macroeconomico del Paese

•             Il settore costruzioni: valori, attori e trend

•             Come entrare nel paese: forme societarie, aspetti legali e amministrativi

•             Le diverse forme societarie in Stati Uniti/Russia/Cina/Emirati Arabi: ufficio di rappresentanza,   branch, società di diritto locale, sede fissa di affari (stabile organizzazione)

•             Legislazione locale e peso della burocrazia

•             Expat e regimi fiscali di personale all’estero (visti, contributi, fiscalità, previdenza)

•             La professione all’estero: riconoscimento delle qualifiche

•             Solo per la Russia: Certificazione EAC, cenni

•             Business etiquette

•             Come sviluppare attività di networking e marketing locali  

 

Prima tappa Roma 16 LUGLIO - Scarica il programma 

Seconda tappa Ragusa 18 SETTEMBRE - Scarica il programma - Scarica le slide

Terza tappa Verona 19 OTTOBRE - Scarica il programma - scarica le slide

Quarta tappa Lecce 20 NOVEMBRE - Scarica il programma - scarica le slide 

Quinta tappa Napoli 6 DICEMBRE - Scarica il programma - scarica le slide 

 

Scarica la presentazione del progetto

 

Proroghe delle detrazioni fiscali nel disegno di legge di Bilancio 2019

L’art. 11 del disegno di legge di Bilancio 2019 dispone, in modifica degli articoli 14 e 16 del decreto legge 4 giugno 2013, n. 63, la proroga al 31 dicembre 2019 delle detrazioni spettanti per le spese sostenute per gli interventi di efficienza energetica e ristrutturazione edilizia.

SINTESI DI MONITORAGGIO LEGISLATIVO 2/16 NOVEMBRE 2018

Inviato da admin il

A tre mesi di distanza dal crollo di ponte Morandi, il dl Genova è legge dopo che il Senato ha dato via libera al provvedimento già approvato dalla Camera con i voti di Lega, M5s e Fratelli d’Italia. Si sono astenuti i senatori di Forza Italia mentre hanno votato contro quelli del Pd, del gruppo misto e delle autonomie. Governo e soprattutto Cinquestelle possono cantare vittoria dopo essere stati battuti in commissione (martedì) sull’emendamento sul condono per la ricostruzione di Ischia dopo il terremoto del 2017 e aver registrato, la scorsa settimana, la prima fronda dei dissidenti interni del Movimento sul dl sicurezza, nonostante la fiducia chiesta dal governo. Per la maggioranza sta però per aprirsi un altro fronte caldo: quello del disegno di legge anticorruzione, delicato oggetto del contendere fra l’approccio giustizialista grillino e quello garantista leghista. Il M5s punta a raccogliere un altro successo dopo aver già incassato il blocco della prescrizione dopo il primo grado a partire dal 2020, l’agente sotto copertura e l’arresto in fragranza per i corrotti. E a maggior ragione stanti i mancati risultati del dl dignità sul fronte occupazione (che non ha trovato spazio in manovra) e l’ottimo momento di forma dell’alleato leghista, che continua a dominare i sondaggi. Nel mentre, sullo sfondo, prosegue lo scontro con la Commissione europea. La versione rivista del Documento programmatico di bilancio 2019, trasmessa martedì a Bruxelles, lascia invariate le stime di crescita sul Pil (+1,5%) e deficit/Pil (2,4%) nonostante la bocciatura europea di due settimane fa. La scelta italiana di non arretrare sul progetto di Bilancio ha scatenato la prevedibile reazione dei falchi europei del rigore, a partire dagli alleati nordici della Germania quali Olanda e Austria, che hanno chiesto senza mezzi termini l’apertura di una procedura d’infrazione contro l’Italia. È l’antipasto di quel che andrà in scena lunedì, nel corso della riunione straordinaria dell’Eurogruppo.

 

LA MANOVRA DI BILANCIO

Le disposizioni di maggior interesse

L’esame della Legge di Bilancio è stato avviato dalle Commissioni della Camera nel corso della scorsa settimana.  Il termine per gli emendamenti è scaduto alle ore 16 di giovedì 15 novembre.

Nel corso dell’ultima settimana le Commissioni Bilancio di Camera e Senato hanno svolto le audizioni sul provvedimento. Qui sono disponibili le memorie depositate da tutti i soggetti auditi.

Di seguito gli articoli di principale interesse:

  • art. 4 estensione del regime forfettario;
  • art. 6 flat-tax;
  • art. 11 Proroga delle detrazioni fiscali per interventi di efficienza energetica, ristrutturazione edilizia e per l'acquisto di mobili;
  • art. 12 Proroga delle detrazioni fiscali per interventi di sistemazione a verde;
  • art. 15 Fondo investimenti amministrazioni centrali;
  • art. 16 Fondo investimenti enti territoriali, comma 2 fondo investimenti edilizia, dissesto idrogeologico, rischio sismico, comma 4 appalti pubblici con le centrali provinciali;
  • art. 17 Centrale progettazione opere pubbliche;
  • art. 18 InvestItalia;
  • art. 45 estensione della misura Resto al Sud ai professionisti;
  • art. 47 Sport bonus – interventi edilizi su impianti sportivi;
  • art. 61 Misure per il rilancio degli investimenti, in particolare, comma 7 messa in sicurezza edifici e prevenzione rischio idrogeologico;
  • art. 63 disciplina del fondo pluriennale vincolato per i lavori pubblici;
  • art. 64 piani sicurezza manutenzione scuole;
  • art. 68 riqualificazione urbana e sicurezza delle città.

 

La reazione di Fondazione Inarcassa alle norme del disegno di legge di bilancio

“In un periodo in cui i liberi professionisti stanno coraggiosamente lottando per affrontare e superare la crisi del settore dei lavori pubblici accentrare tutti i compiti inerenti alla progettazione di un’opera pubblica in un soggetto creato dal nulla è una vera e propria retromarcia” queste le parole del Presidente di Fondazione Inarcassa, l’Ing. Egidio Comodo in merito alla proposta di creare una nuova “Centrale per la progettazione delle opere pubbliche” così come previsto dall’art. 17 del disegno di legge di bilancio.

“Quello che ci auspichiamo invece - spiega il Presidente - è che la centrale per la progettazione delle opere pubbliche possa svolgere un ruolo di supervisione, controllo e coordinamento tra le stazioni appaltanti: un organismo centrale infatti, rischia seriamente di impoverire la funzione degli enti locali nella fase progettuale delle opere e favorire la fuga dei professionisti, soprattutto dalle piccole province”.

Il Presidente ha, inoltre, aggiunto: “Una netta distinzione tra controllori e controllati è fondamentale soprattutto alla luce dei falliti tentativi del passato volti a introdurre strutture centrali del tutto inefficaci. Riproporre un modello del genere, oltre a non avere eguali in Europa, appare anacronistico e irrispettoso per la funzione e il ruolo sociale che il lavoro dei liberi professionisti riveste”.

Se la posizione di Fondazione Inarcassa sulla "Centrale per la progettazione delle opere pubblica" è contraria, apprezzamento viene espresso per altre misure contenute nella Manovra e annunciate dal Governo tra cui l’estensione del regime forfettario, la flat tax, l’ampliamento delle agevolazioni “resto al sud” anche ai liberi professionisti, il fondo enti territoriali destinato anche alla prevenzione del rischio sismico e la riforma del codice degli appalti.

 

LAVORI PUBBLICI

Il dl Genova è legge

Giovedì 15 novembre l’Aula del Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge di conversione del cd. Decreto Genova.

Qui il dossier relativo al provvedimento.

Qui un approfondimento sulle misure di carattere fiscale contenute nel provvedimento.

Tra le misure di maggior interesse:

art. 30 qualificazione dei professionisti; art. 37 lettera c-quater corresponsione del compenso ai professionisti; art. 40 Cabina di regia "Strategia Italia"; art. 42 progettazione degli interventi di messa in sicurezza degli edifici scolastici; art. 44-ter valutazione danni da parte dei professionisti.

 

Antisismica, il Governo valuta incentivi per la verifica statica degli immobili: accolto odg Margiotta

Incentivi per stimolare privati ed enti pubblici a verificare la staticità degli edifici di loro proprietà. È la proposta, formulata dal senatore Pd, Salvatore Margiotta, in un ordine del giorno accolto dal Governo durante l’approvazione del DL “Genova”.

Il Governo si è impegnato a costituire dei Fondi per incentivare i privati e gli Enti Pubblici, proprietari di immobili residenziali, a commissionare a professionisti qualificati la perizia della staticità degli edifici. Questa volontà è stata annunciata dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, durante la conferenza di presentazione della prima edizione della Giornata nazionale della prevenzione sismica. Gli incentivi, si legge nell'ordine del giorno, alleggerirebbero i proprietari dal costo delle perizie. L’obiettivo è avere in un tempo celere e certo una mappatura completa della sicurezza statica e antisismica della proprietà edilizia italiana, al fine di intervenire tempestivamente dove necessario. Ricordiamo che anche il Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI) ha evidenziato che tra i motivi che non fanno decollare il Sismabonus ci sono lavori troppo invasivi, quindi costosi, e scarsa consapevolezza.

Come evidenziato dal testo dell’ordine del giorno, il patrimonio edilizio residenziale italiano è in gran parte costituito da edifici costruiti nel secondo dopoguerra, periodo caratterizzato da uno sviluppo edilizio tumultuoso e da conoscenze tecniche oggi superate. La frammentazione della proprietà immobiliare, nonché i costi di adeguate perizie e di interventi di adeguamento statico, continua l’odg, hanno negli anni scoraggiato fortemente l'adeguamento alle più avanzate conoscenze tecniche e alla normativa antisismica.

Qui la soddisfazione di Fondazione Inarcassa per l'ordine del giorno accolto.

L’Agenzia del Demanio investirà 1,1 miliardi di euro in 10 anni per la riqualificazione sismica ed energetica

L’Agenzia del Demanio bandirà, entro il 15 dicembre, gare per riqualificare 721 immobili pubblici nelle aree a maggior rischio sismico.

Ad anticiparlo il direttore dell’Agenzia del Demanio, Riccardo Carpino, durante l’audizione alla commissione Finanze della Camera dei Deputati.

Le gare per la riqualificazione di 721 immobili fanno parte delle linee programmatiche dell’Agenzia del Demanio che mirano a razionalizzare gli spazi utilizzati dalle pubbliche amministrazioni rendendoli efficienti dal punto di vista sismico ed energetico.

In particolare, la riqualificazione del patrimonio immobiliare pubblico prevede un ampio capitolo dedicato all’efficientamento energetico e alla prevenzione del rischio sismico con uno stanziamento decennale di circa 1,1 miliardi di euro, di cui 950 milioni di euro da dedicare a piani di riqualificazione sismica. 

Si partirà con gare per riqualificare 721 immobili nelle aree a rischio sismico 1 e 2 e nel 2019 si aggiungeranno nuove azioni verso le zone a rischio sismico 3. Per abbreviare i tempi l’Agenzia ha pensato ad un nuovo approccio che permetterà l’affidamento contestuale di audit e dei progetti di fattibilità tecnico economica.

L’Agenzia del Demanio, inoltre, è al lavoro per attuare nuove soluzioni allocative che permetteranno di ridurre gli attuali 810 milioni di euro pagati per gli affitti passivi, conseguendo un risparmio stimato in 69 milioni al 2023 a cui si aggiungono ulteriori 62 milioni di euro previsti per il 2025.

Durante l’audizione il direttore ha anche rappresentato il quadro complessivo in merito a vendite e valorizzazioni degli immobili pubblici: nel quadriennio 2015-2018, l'Agenzia ha attivato mediamente ogni anno procedure per la cessione di circa 1.000 immobili, finalizzandone circa il 30% per un incasso medio annuo di oltre 20 milioni.

Per quanto attiene alle vendite straordinarie, nel periodo 2013-2017 sono stati dismessi 86 beni per un valore di circa 800 milioni di euro, di cui 58 di proprietà dello Stato venduti per un introito pari a  circa 460 milioni.

Sul fronte delle valorizzazioni con la procedura del federalismo demaniale culturale 142 immobili di pregio storico-artistico, per un valore di circa 600 milioni di euro, sono stati trasferiti a titolo gratuito a Comuni, Province, Regioni e Città Metropolitane sulla base di un progetto di recupero che ne garantisce la tutela, la salvaguardia, l’utilizzo e la conservazione.  Mentre con il federalismo ordinario i trasferimenti hanno coinvolto quasi 5.000 immobili di cui il 45% ha mantenuto una destinazione d’uso pubblica mentre il 25% è stato destinato alla messa a reddito. (edilportale.com)

 

PROFESSIONI

Rapporto Confprofessioni 2018: le professioni tecniche sono orgogliose dell’appartenenza alla categoria ma insoddisfatte per i compensi

l reddito medio nelle professioni ordinistiche si attesta sui 52mila euro annui ma le professioni tecniche (architetti, ingegneri, periti e geometri) continuano ad essere in ‘affanno’ con redditi che vanno dai 25 mila euro annui di architetti e geometri ai 37 mila euro di ingegneri e periti.

Questi alcuni dati sui professionisti italiani contenuti nel Rapporto 2018 sulle libere professioni, curato dall'Osservatorio sulle libere professioni, coordinato dal professor Paolo Feltrin, e presentato il 6 novembre scorso a Roma in apertura del Congresso nazionale di Confprofessioni.

Il Rapporto evidenzia un profondo divario tra le diverse professioni: nel 2016 il reddito medio dei professionisti si aggirava intorno ai 52 mila euro ma oscillando tra un minimo di 22 mila euro annui (studi di psicologia) ad un massimo di 285 mila (attività notarili).

Nelle retrovie della classifica ci sono le professioni tecniche direttamente coinvolte nella crisi dell’edilizia e nel blocco degli appalti pubblici: nel 2016 i geometri hanno registrato un reddito annuo di 25,1 mila euro annui, gli architetti di 25,3 mila euro annui, i geologi 26,3 mila euro annui, gli ingegneri 37,1 mila euro annui e i periti industriali di 38,6 mila euro annui.

Nella fascia alta della classifica, invece, si collocano notai (285,4 mila euro annui), farmacisti (121 mila euro annui) e studi medici (66 mila euro).

Anche i dati di lungo periodo indicano una situazione in chiaroscuro: tra il 2006 e il 2016 sono calati drasticamente i redditi medi di architetti (-16%), ingegneri (-12%) e geometri (-5%) e i geologi (-3%) penalizzati dalla crisi dell’edilizia.

Per quanto riguarda le professioni non ordinistiche legate al mondo dell’edilizia e del design si registra un aumento dei redditi tra gli studi di design (+19%), i servizi di gestione di beni immobili (+28%), i servizi di organizzazione di fiere e convegni (+25%).

Ai professionisti tecnici piace il proprio lavoro; anzi, oltre l’80% degli ingegneri, architetti e geometri si dice «orgoglioso» di appartenere alla propria categoria professionale.

Non sempre, però, l’orgoglio per la propria professione cammina di pari passo con i guadagni e questo crea insoddisfazione per l’andamento economico della propria attività. Ad esempio, il grado di insoddisfazione per i compensi supera il 46% per gli architetti, il 38% per i geometri e il 33% per gli ingegneri.

La minaccia principale a cui i liberi professionisti si sentono esposti è l’elevata tassazione (oltre il 40% di ingegneri e geometri). Un’altra criticità è rappresentata dai frequenti cambiamenti normativi (oltre il 30% di ingegneri, architetti e geometri) che causano forte insicurezza e  un costoso onere in più sia per il professionista.

Tra gli altri rischi percepiti c’è quello legato alla concorrenza (preoccupa oltre il 31% di ingegneri, geometri e architetti), quando si tratta di concorrenza al ribasso che lede la qualità della prestazione, e la discontinuità del lavoro.

I professionisti dell’area medica, legale e amministrativa costituiscono quasi 1/3 dell’universo professionale. Sono molto numerose anche le professioni tecniche: gli architetti si aggirano intorno ai 95 mila, gli ingegneri ai 73 mila e i geologi ai 10 mila.

Il Rapporto 2018 evidenzia come la componente femminile sta rapidamente conquistando terreno: negli ultimi otto anni sono le donne a trainare la crescita delle libere professioni, con una variazione positiva che si attesta a 176 mila unità, mentre i maschi si fermano a quota 80 mila. Ma le donne ‘non sfondano’ nei settori tecnici: saldamente in mano agli uomini rimangono la professione di geologo, geometra e ingegnere.

Per approfondire.

 

FISCO

Fattura elettronica: ipotesi proroga in un emendamento al decreto fiscale

L’introduzione obbligatoria della fattura elettronica attualmente stabilita al 1° gennaio 2019, così come previsto dal DL n. 119/2018, potrebbe essere prorogata se verrà approvata la novità presente nell’emendamento presentato al decreto fiscale.

Oltre alla proroga dell’avvio dell’obbligo è presente un altro emendamento che propone insieme all’avvio graduale un regime di premialità per i soggetti IVA non obbligati che si adegueranno alla modalità di invio digitale già dal 2019.

Qui per approfondire.

Concorso di progettazione Complesso scolastico Carracci

Inviato da admin il

È stato pubblicato il bando di concorso per la progettazione del nuovo complesso scolastico Carracci in Comune di Bologna, promosso sulla base del protocollo d’intesa sottoscritto tra il Comune di Bologna, Inarcassa e la Fondazione Inarcassa, con il contributo  degli Ordini provinciali degli Architetti e degli Ingegneri, per favorire e promuovere l’utilizzo dello strumento concorsuale nella realizzazione di un progetto innovativo di rigenerazione e ammodernamento del patrimonio di edilizia scolastica del capoluogo emiliano, il primo di cinque.

Il concorso di progettazione è a procedura aperta in due gradi in forma anonima e in modalità on line, finalizzato alla realizzazione di un innovativo complesso scolastico a basso impatto ambientale per ospitare una scuola primaria e una secondaria di primo grado su complessivi 3.325 metri quadri utili in grado di accogliere 405 alunni, con uno stanziamento complessivo di circa 7 milioni di €uro.

Nella prima fase, aperta a tutti i soggetti ammessi, i partecipanti dovranno elaborare una idea progettuale nel rispetto dei costi, della documentazione di concorso e delle prestazioni richieste. Verranno ammesse al secondo grado le cinque migliori proposte, selezionate senza formazione di graduatoria.

Nella seconda fase (elaborazione progettuale) la Commissione giudicatrice valuterà i progetti migliori ed elaborerà, entro il 30 aprile 2019, la graduatoria finale che individuerà il vincitore a cui sarà assegnato l’incarico per la progettazione definitiva ed esecutiva, del valore netto di circa 360 mila €uro.

Le domande di partecipazione al primo grado della selezione dovranno essere presentate entro il 14 gennaio 2019. Le cinque proposte ammesse al secondo grado saranno rese note il 5 febbraio 2019 e si dovranno trasformare in un elaborato progettuale entro l’8 aprile 2019.

Per informazioni sul bando di progettazione e per visualizzare i documenti ufficiali cliccare qui

I partecipanti devono consultare costantemente il link di cui sopra per verificare eventuali ulteriori comunicazioni di rilievo per la procedura.

RUBRICA DI AGGIORNAMENTO GIURISPRUDENZIALE N. NOVEMBRE 2018

Inviato da admin il

Consiglio di Stato, sez. III, sent. n. 5859/2018: per far decorrere il termine di 30 giorni per l’impugnazione dell’aggiudicazione definitiva l’amministrazione deve motivare la decisione.

Il termine per l'impugnare davanti al giudice amministrativo l’aggiudicazione definitiva decorre dal momento in cui l'ente appaltante ha trasmesso il provvedimento di aggiudicazione con la relativa motivazione, non essendo sufficiente la mera comunicazione dell'intervenuta aggiudicazione.

È questo il principio affermato dal Consiglio di Stato con la sentenza in commento, che ha così risolto una questione interpretativa derivante da un difetto di coordinamento tra Codice del Processo Amministrativo e Codice degli Appalti, conseguente al mancato adeguamento della disciplina sul termine di impugnazione contenuta nel primo alle novità introdotte dal secondo.

Nel caso di specie, una Asl ha bandito una procedura aperta per l'affidamento biennale del servizio di gestione internalizzata del sistema logistico. A fronte dell'intervenuta aggiudicazione un concorrente ha proposto ricorso al TAR. Con specifico riferimento alla decorrenza del termine per l'impugnazione, il ricorrente ha sostenuto di aver avuto piena cognizione dell'aggiudicazione solo a seguito della specifica comunicazione con cui l'ente appaltante trasmetteva il provvedimento di aggiudicazione corredato delle relative motivazioni. A seguito di tale comunicazione, il ricorrente ha esercitato il diritto di accesso agli atti ed ha, quindi, avuto piena conoscenza di tutti gli atti rilevanti dell'ente appaltante, idonei ad articolare i motivi di ricorso.

Questa ricostruzione è stata contestata dall'ente appaltante e dall'aggiudicatario. Essi hanno sostenuto che, antecedentemente alla comunicazione del provvedimento di aggiudicazione, vi era stata un'altra comunicazione, che occorreva considerare ai fini della decorrenza del termine per l'eventuale impugnazione. 

In verità questa comunicazione antecedente consisteva in una pec con cui l'ente appaltante rendeva noto che con delibera dell'organo competente era stata approvata l'aggiudicazione definitiva del servizio, senza, tuttavia, fornire alcun ulteriore elemento conoscitivo. 

Secondo questa tesi, la citata comunicazione era sufficiente per far decorrere il termine per l'impugnazione, con la conseguenza che il ricorso, essendo stato proposto dopo che erano trascorsi trenta giorni dalla stessa, doveva considerarsi tardivo e quindi improcedibile. 
Questa prospettazione è stata accolta dal TAR Veneto, che ha effettivamente dichiarato improcedibile il ricorso per tardività. 

Secondo il giudice amministrativo di primo grado ai fini dell'individuazione del termine di decorrenza per l'eventuale impugnazione occorre fare riferimento al momento in cui il concorrente abbia avuto conoscenza degli elementi essenziali dell'atto lesivo, che gli consentono di avere cognizione del pregiudizio alla propria sfera giuridica. E tale conoscenza ben può derivare anche da una semplice comunicazione con cui il concorrente viene informato dell'intervenuta aggiudicazione, poiché tale comunicazione è idonea a far percepire al concorrente l'effettiva lesione del proprio interesse all'aggiudicazione dell'appalto, rendendo, pertanto, attuale l'interesse ad agire e facendo conseguentemente decorrere il termine per l'impugnazione.

Contro la decisione del TAR il ricorrente ha proposto appello al Consiglio di Stato, che ha efficacemente individuato la questione interpretativa da cui trae origine la controversia oggetto di esame. Tale questione nasce dal mancato coordinamento tra il Codice del Processo Amministrativo ed il nuovo Codice dei Contratti Pubblici di cui al d.lgs. n. 50/2016. Infatti, l'art. 120, co. 5, del c.p.a. subordina l'impugnazione dell'aggiudicazione al ricevimento della comunicazione di cui all'art. 79 del d.lgs. n. 163/2006 (cioè la comunicazione prevista dal precedente regime normativo). Non vi è stato, quindi, alcun adeguamento alle successive previsioni del d.lg. n. 50 che, per ciò che concerne la comunicazione di avvenuta aggiudicazione, fa riferimento a quanto previsto all'art. 76.

Le due norme si distinguono per un aspetto che, ai fini della questione in esame, assume un valore dirimente. L'art. 79 prevedeva, infatti, che la comunicazione di aggiudicazione sia accompagnata dal relativo provvedimento e dalla connessa motivazione che deve avere un contenuto minimo, dovendo illustrare almeno le caratteristiche e i vantaggi dell'offerta aggiudicataria e il nominativo dell'aggiudicatario. Al contrario, l'art. 76 si limita a prevedere che l'ente appaltante comunichi l'aggiudicazione, senza fornire alcun elemento ulteriore, che deve eventualmente essere messo a disposizione solo su richiesta dell'interessato.

È evidente che qualora si ritenga valida la previsione contenuta all'articolo 76 gli obblighi informativi saranno minori, e si potrà coerentemente ritenere che il termine per l'impugnazione decorra da questa semplice comunicazione di aggiudicazione. Al contrario, la tesi che ritenga vigente il riferimento all'art. 79 del vecchio Codice comporta la necessità di accompagnare la comunicazione di aggiudicazione con il relativo provvedimento e la conseguente motivazione, con l'effetto di far decorrere il termine per l'impugnazione solo dalla conoscenza compiuta di tutti questi elementi.

Operata nei termini anzidetti la ricognizione del quadro normativo, il Consiglio di Stato prospetta tre possibili diverse opzioni interpretative.

  1. La prima a lume della quale il riferimento all'art. 79 contenuto nel c.p.a. andrebbe sostituito con il riferimento all'art. 76 del nuovo Codice Appalti. Di conseguenza, il ricorso presentato dopo i trenta giorni dall'intervenuta conoscenza dell'aggiudicazione – anche se non accompagnata da alcun elemento ulteriore – deve considerarsi tardivo. Questa tesi in realtà suscita perplessità in relazione al fatto che viene operata un'automatica sostituzione tra due norme diverse, di modo che più che un'interpretazione della norma vigente si risolve quasi nella creazione di una nuova norma.
  2. La seconda tesi è quella che interpreta il nuovo art. 76 in continuità con il precedente art. 79 cosicché, nonostante il primo non faccia un riferimento esplicito al provvedimento di aggiudicazione, deve intendersi che quest'ultimo deve comunque essere comunicato con la relativa motivazione.
  3. Infine, la terza tesi a mente della quale ci si troverebbe di fronte a un rinvio recettizio, nel senso che essendo la norma richiamata dall'art. 120 del c.p.a. – e cioè l'articolo 79 – stabilmente incorporata in quest'ultima essa rimarrebbe indifferente ai successivi interventi normativi. In sostanza il riferimento all'art. 79 continuerebbe ad avere una sua valenza anche se da un punto di vista formale tale norma – contenuta nel d.lgs. n. 163 - è stata abrogata a seguito dell'entrata in vigore del d.lgs. n. 50.

Il Consiglio di Stato, pur senza scegliere tra la seconda e la terza tesi interpretativa, ha ritenuto che vada privilegiata la soluzione secondo cui il termine per la presentazione del ricorso decorre solo a seguito della comunicazione del provvedimento di aggiudicazione con la relativa motivazione.
Decisive in questo senso sono le previsioni contenute nella normativa comunitaria. In particolare, nelle direttive ricorsi che si sono succedute nel tempo è sempre stato indicato che la comunicazione di aggiudicazione che viene inviata agli interessati deve contenere le informazioni pertinenti che sono indispensabili per la presentazione di un ricorso efficace.

Nella stessa direzione si è mossa anche la Corte di Giustizia UE.

In alcune pronunce la stessa ha affermato chiaramente che ricorsi efficaci possono essere garantiti solo se i relativi termini per la presentazione cominciano a decorrere dal momento in cui il ricorrente è venuto a conoscenza delle ragioni della presunta violazione delle regole di gara. 
In sostanza, il quadro comunitario rafforza la conclusione del Consiglio di Stato secondo cui ai fini della decorrenza del termine di impugnazione è necessario che l'ente appaltante abbia provveduto a comunicare il provvedimento di aggiudicazione con la relativa motivazione. Con la conseguenza che non può considerarsi tardivo il ricorso che sia presentato entro i trenta giorni da tale comunicazione, anche se in precedenza il concorrente era comunque venuto a conoscenza dell'intervenuta aggiudicazione.

Avv. Giuseppe Acierno

 

Non è obbligatorio procedere con le gare elettroniche per gli affidamenti sotto i 1.000 euro.

Gli obblighi di comunicazione elettronica negli appalti, entrati in vigore lo scorso 18 ottobre, non riguardano i microaffidamenti sotto i mille euro.

La precisazione arriva dal presidente dell’ANAC Raffaele Cantone. Con un comunicato reso noto ieri, il numero uno dell’Autorità risponde alle numerose richieste di chiarimento inoltrate dai funzionari delle stazioni appaltanti, preoccupati che dallo scorso 18 ottobre le nuove regole sulle comunicazioni elettroniche tra PA e imprese andassero applicate anche ai microappalti.

Da Cantone arriva la rassicurazione sul fatto che gli affidamenti sotto i mille euro restano esclusi da questi obblighi. Per l’ex magistrato, infatti, ad escludere le assegnazioni sotto i mille euro dal vincolo di procedere usando mezzi telematici è la disposizione della legge finanziaria 2007 (legge 296 del 27 dicembre 2006, art. 1, co. 450) ai sensi della quale la soglia minima per l’obbligo di ricorrere a procedure telematiche è l’importo di mille euro. La norma, si precisa nel comunicato, non è stata abrogata dal nuovo codice appalti (d.lgs. n. 50/2016),

Per questo motivo, è la conclusione, “l'Autorità ritiene che, per gli acquisti infra 1.000 euro, permanga la possibilità di procedere senza l'acquisizione di comunicazioni telematiche”.

Avv. Riccardo Rotigliano

Iscriviti a