SINTESI DI MONITORAGGIO LEGISLATIVO 30 NOVEMBRE/14 DICEMBRE 2018

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EQUO COMPENSO

Sicurezza nei cantieri, un ddl chiede di vietare i ribassi delle tariffe professionali

Promuovere la sicurezza negli appalti equiparando i corrispettivi dei professionisti della sicurezza ai costi della sicurezza tradizionalmente intesi.

Questo ciò che prevede il disegno di legge 743 sulle ‘Disposizioni in materia di valutazione dei costi della sicurezza sul lavoro presentato dai senatori Paola Nugnes e Stefano Patuanelli che è in attesa di essere calendarizzato dalla Commissione Lavoro di Palazzo Madama.

La norma mira ad assicurare la qualità delle prestazioni dei professionisti coinvolti, che sono il coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione o il coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione.

La norma include le tariffe professionali tra i costi della sicurezza non soggetti al ribasso. La stazione appaltante, quindi, dovrà evidenziare, nei documenti di gara, i costi per i piani di sicurezza e il costo del personale, non soggetti a ribasso.

Inoltre, prescrive che gli enti aggiudicatori siano tenuti a valutare che il valore economico della gara d’appalto sia adeguato e sufficiente rispetto al costo del lavoro e al costo relativo alla sicurezza.

Il provvedimento indica il Decreto parametri bis (DM 17 giugno 2016) quale criterio inderogabile da adottare in sede di stima. Tale criterio vincolerà la stazione appaltante nella stima dei costi della sicurezza (esclusi dal ribasso).

Infine, il testo prevede che il piano di sicurezza e coordinamento (PSC) sia corredato da tavole esplicative di progetto, relative agli aspetti della sicurezza, comprendenti almeno una planimetria sull’organizzazione del cantiere e, ove la particolarità dell’opera lo richieda, una tavola tecnica sugli scavi.

 

LA MANOVRA DI BILANCIO

Fatturazione elettronica

Viene confermato l'avvio della fatturazione elettronica dal 1° gennaio 2019 sospendendo, però, le sanzioni per ritardi nel primo semestre. La stessa sanzione viene ridotta poi al 20% per le fatture emesse nel trimestre successivo del periodo d'imposta e fino al 30 settembre per chi effettua la liquidazione mensile.

Salvagente per i fondi delle opere Sblocca Italia

La norma, inserita con un emendamento in commissione al Senato, concede più tempo per appaltare o avviare i lavori senza incorrere nel rischio di perdere i finanziamenti. Tra le opere interessate figurano il tunnel del Brennero, l'Alta velocità Verona Padova, il Terzo Valico, l'asse autostradale Trieste-Venezia, il corridoio ferroviario adriatica da Bologna a Lecce e anche la tratta Colosseo Piazza Venezia della linea C della metro di Roma, il completamento della linea 1 della metropolitana di Napoli, la tranvia di Firenze e il Quadrilatero Umbria-Marche e anche un adeguamento della Salerno-Reggio Calabria. In particolare. si interviene sul termine previsto dal decreto del 2014 prevedendo che le condizioni di appaltabilità e canteriabilità delle opere, a cui in caso di ritardi è legata la revoca dei fondi, si realizzano quando gli adempimenti già indicati con decreto delle Infrastrutture, vengono completati entro il 31 dicembre dell'anno «successivo» (questa è la novità) a quello in cui le risorse sono rese effettivamente disponibili.

Rottamazione e Durc

L’altra novità riguarda l’articolo 3 del decreto legge, dove al comma 10, si inserisce la lettera f-bis: tra i vantaggi dell’adesione alla rottamazione ter arriva anche quello del rilascio del Durc (il documento unico di regolarità contributiva) alle imprese, necessario per chi lavora in appalti e subappalti pubblici. La norma prevede che in caso di adesione alla definizione agevolata delle pendenze l'impresa ottiene il diritto al rilascio del Durc. Questo diritto viene meno, con conseguente perdita della regolarità contributiva, in caso di mancato «ovvero di insufficiente o tardivo versamento dell'unica rata ovvero di una rata di quelle in cui è stato dilazionato il pagamento delle somme dovute»

 

LEGGE DI BILANCIO

L’esame del disegno di legge di bilancio prosegue presso le commissioni del Senato, dopo l’approvazione alla Camera. Sono stati presentati circa 4000 emendamenti in Commissione Bilancio. Si apprende, tuttavia, che la manovra, nella sua versione definitiva, sarà scritta nell'Aula del Senato la prossima settimana.

L’attività della Commissione bilancio sarebbe pertanto limitata all’esame formale del testo uscito dalla Camera e all'approvazione di poche modifiche, che non dovrebbero cambiare i saldi. Lo spostamento dei lavori in assemblea, secondo quanto riferiscono fonti della maggioranza, consentirebbe al governo di trovare l'accordo con Bruxelles e tradurlo in misure da inserire nel ddl bilancio. La tabella di marcia scritta a palazzo Madama prevede l'approdo del provvedimento in aula martedì 18 dicembre. Entro il giorno successivo, mercoledì 19, l'Italia dovrebbe presentare le sue proposte di modifica della manovra all'Unione europea. L'esecutivo starebbe quindi pensando di arrivare a un accordo con Bruxelles e poi presentare il risultato direttamente in aula.

 

DDL ANTICORRUZIONE

Il ddl anticorruzione lascia il Senato per ritornare alla Camera per l’ultimo e definitivo passaggio parlamentare. Il testo licenziato dall’Aula di Palazzo Madama con il voto di fiducia sul maxi-emendamento del governo riprende il testo uscito dalla Commissione Giustizia. Si conferma pertanto l’impianto del testo uscito dalla Camera, fatta eccezione per l’eliminazione della norma sul peculato, che era stata approvata dall’aula della Camera con voto segreto. Norma appunto che è stata “neutralizzata” attraverso il maxi-emendamento approvato con voto di fiducia.

Restano confermate tutte le misure che prevedono l’inasprimento delle pene accessorie conseguenti alla condanna per reati contro la pubblica amministrazione, a cominciare dall’incapacità di contrattare con la Pa e dall’interdizione dai pubblici uffici. Confermato anche l’aumento delle sanzioni interdittive che possono essere comminate alle società e agli enti riconosciuti amministrativamente responsabili di vari reati contro la Pa. Confermata anche la sospensione della prescrizione dopo la sentenza di primo grado anche di assoluzione. Le modifiche alla disciplina sulla decorrenza dei termini di prescrizione dei reati entreranno in vigore dal 1° gennaio 2020.

 

LAVORI PUBBLICI

Il Consiglio dei ministri approva dl semplificazioni e ddl delega

Mercoledì 12 dicembre il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge che introduce disposizioni urgenti in materia di semplificazione e sostegno per i cittadini, le imprese e la pubblica amministrazione. Inoltre, su proposta dello stesso Presidente e del Ministro per la pubblica amministrazione Giulia Bongiorno, il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge di delega al Governo per le semplificazioni, i riassetti normativi e le codificazioni di settore.

Il decreto semplificazioni ha l’obiettivo di fronteggiare con misure d’emergenza l’attuale situazione di sovraccarico e moltiplicazione degli adempimenti burocratico-amministrativi a carico dei cittadini, delle imprese e della stessa pubblica amministrazione, in modo da agevolare, tra l’altro, la libera iniziativa economica, nonché di assicurare un sostegno alle piccole e medie realtà imprenditoriali che vivono un momento di difficoltà. Gli interventi di semplificazione riguardano, tra l’altro: sanità, ambiente, agricoltura, giustizia, istruzione e formazione artistica e musicale, università e ricerca.

Le prime versioni del decreto “Semplificazioni” hanno proposto una serie di modifiche (tra le quali il ritorno all’appalto integrato all’incentivo del 2% per la progettazione in house) considerate da molti operatori come un passo indietro e contro le quali Fondazione Inarcassa ha assunto una dura posizione: qui per approfondire.

Col testo approvato mercoledì 12 dal Consiglio dei ministri, invece, almeno stando al comunicato stampa ufficiale del Governo, pare - di fatto - essere saltata la riforma del Codice Appalti, più volte annunciata nei giorni scorsi. Dal testo della bozza del decreto legge sono infatti scomparse molte norme che avrebbero dovuto introdurre modifiche urgenti alla disciplina in materia di contratti pubblici. Nelle ultime ore c’è stato un acceso confronto: da una parte le ipotesi di liberalizzazione delle procedure negoziate e degli affidamenti con massimo ribasso, dall’altra le forti preoccupazioni espresse dall’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) in merito ad un totale stravolgimento del Codice.

Per approfondire.

Il disegno di legge prevede, invece, un’ampia delega al Governo, con l’obiettivo complessivo di migliorare la qualità e l’efficienza dell’azione amministrativa, garantire la certezza dei rapporti giuridici e la chiarezza del diritto, assicurare i diritti fondamentali delle persone con disabilità, ridurre gli oneri regolatori gravanti su cittadini e imprese e accrescere la competitività del Paese. In base a tale delega, il Governo dovrà adottare diversi decreti legislativi di semplificazione, riassetto normativo e codificazione, agendo per settori omogenei o per specifiche attività o gruppi di attività, con l’obiettivo semplificare e coordinare sotto il profilo formale e sostanziale il testo delle disposizioni legislative vigenti.

Se la bozza di provvedimento circolata in anteprima verrà confermata, il disegno di legge contiene anche la delega per la riforma del codice dei contratti pubblici e il superamento, di fatto, del sistema incentrato sulla cd. soft law per il ritorno al regolamento di esecuzione e attuazione.

Qui per il comunicato integrale del Consiglio dei ministri.

 

Legge europea

L'Assemblea del Senato ha discusso e approvato il ddl AS. 822, Legge europea 2018. Il testo passa alla Camera. Si ricorda che nel corso dell’esame è stata introdotta una norma (art. 4) volta a risolvere la procedura di infrazione a carico dell’Italia per il mancato rispetto della direttiva contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali. In particolare la norma taglierà al minimo i tempi di tutti i passaggi burocratici che portano negli appalti pubblici dall’esecuzione di un lavoro fino all’emissione della fattura e al successivo pagamento.

 

Il decreto MIT di ripartizione del Fondo per la progettazione delle opere prioritarie

Via libera del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti (Mit) al decreto di ripartizione del Fondo per la progettazione delle opere prioritarie.

Le risorse sono destinate ai progetti di fattibilità delle infrastrutture e degli insediamenti prioritari per lo sviluppo del Paese e alla project review delle infrastrutture già finanziate.

Saranno utilizzate per finanziare i Piani urbani per la mobilità sostenibile (PUMS) e i piani strategici triennali del territorio metropolitano o, nel caso in cui le Amministrazioni abbiano già definito i PUMS, la predisposizione di progetti di fattibilità o della project review di opere contenute negli strumenti di pianificazione.

I beneficiari delle risorse sono le 15 Autorità Portuali, cui andranno 29,88 milioni, le 14 Città Metropolitane, che avranno 24,9 milioni, i 14 Comuni capoluogo delle Città Metropolitane, che otterranno 29,88 milioni, i 36 Comuni capoluogo di Regione o di Provincia autonoma e i Comuni con popolazione superiore a 100mila abitanti cui saranno destinati 24,9 milioni di euro.

Il Fondo per la progettazione delle opere prioritarie è stato istituito dall’articolo 202 del Codice Appalti e finanziato con 490 milioni di euro dal Fondo Investimenti della Legge di Bilancio per il 2017 (L.232/2016).

All’inizio dell’anno, per il triennio 2018 – 2020 sono stati stanziati 110 milioni di euro, di cui risultano ripartiti 108 milioni in quanto 2 milioni sono stati destinati alla Città Metropolitana di Milano per il potenziamento della strada provinciale “Antica Cassano”.

Il decreto di ripartizione in realtà non è mai stato pubblicato a causa del ricorso presentato dalla Regione Veneto perché, prima dell’adozione, non erano state consultate le Regioni. La Corte Costituzionale ha stabilito quindi di procedere nuovamente all’approvazione del decreto, questa volta previo parere positivo della Conferenza delle Regioni.

 

PROFESSIONI

LA RISPOSTA DEL MINISTERO. Con l'Interpello n. 7 del 12 dicembre 2018, il Ministero del Lavoro ha così risposto: “si ritiene che una professionista madre, che abbia i requisiti per accedere agli incentivi fiscali previsti dalle citate disposizioni, continui ad aver diritto alla parametrazione dell’indennità di maternità al “reddito pieno” percepito prima dell’inizio del periodo di cui all’articolo 70, comma 1, del decreto legislativo n. 151, proprio al fine di realizzare le tutele individuate dal legislatore nei confronti delle lavoratrici madri.

Tale reddito, effettivamente “percepito e denunciato” come previsto dal comma 2 del medesimo articolo 70, continua a costituire, peraltro, la base imponibile per il versamento dei contributi di previdenza obbligatoria, posto che la legge 30 dicembre 2010, n. 238, nonché il decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 147, dispongono esclusivamente benefici fiscali.

Diversamente, ove si considerasse quale base imponibile ai fini previdenziali il reddito “abbattuto” ai fini fiscali, la professionista che goda dei suddetti incentivi verrebbe a maturare, in corrispondenza, prestazioni pensionistiche proporzionalmente ridotte, senza in definitiva fruire di alcun beneficio.

Alla luce degli ulteriori elementi acquisiti per la valutazione del quesito in esame, la presente risposta sostituisce quella contenuta nell’interpello n. 4 del 29 maggio 2018”. (casaeclima.com)

 

FISCO

Il “decreto fiscale” diventa legge: panoramica sulle novità in arrivo

Rispetto alla versione originaria, viene eliminata la disciplina della dichiarazione integrativa speciale, sostituita dalla sanatoria delle irregolarità e infrazioni formali. Qui per approfondire.

Prima Giornata Nazionale della Prevenzione - Ringraziamenti sponsor

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Il mese della prevenzione sismica è giunto al termine mentre le visite tecniche informative si svolgeranno ancora per tutto il mese di dicembre. Diamoci una scossa,  iniziativa nata con l’obiettivo di rendere consapevole il cittadino dell’importanza della prevenzione sismica e metterlo a conoscenza dello stato di rischio del proprio immobile, sta ottenendo importanti riscontri.

La Fondazione Inarcassa insieme al Consiglio Nazionale degli Ingegneri e al Consiglio Nazionale degli Architetti ringrazia tutti i cittadini ed i professionisti che hanno aderito al mese della prevenzione e tutti gli sponsor e le aziende che hanno contribuito alla realizzazione della Prima giornata Nazionale della Prevenzione sismica.

In particolare la Fondazione desidera rivolgere un ringraziamento al “silver sponsor” Genertel e alle aziende Marsh e Ruregold per l’importante sostegno.

Newsletter Fiscale Dicembre 2018

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Nuovo appuntamento con il servizio newsletter di informazione in ambito fiscale del mese di Dicembre 2018, servizio creato dallo studio commercialista Pertile-Sensi.

In questa news troverete: 

SCADENZARIO FISCALE

NOVITA’ FISCALI E AMMINISTRATIVE

1.      Acconto Iva

2.      Interventi di recupero edilizio volti al risparmio energetico – Comunicazioni all’Enea – Modalità e termini 

3.      Omaggi ai clienti, dipendenti e collaboratori in occasione delle Festività

 

RISPOSTE AI QUESITI

C'è ancora qualche possibilità di proroga in corso per la fatturazione elettronica? In caso di errore, quali sono le sanzioni? Chi garantisce sulla sicurezza?

Per scaricare la Newsletter Fiscale del mese di Dicembre 2018, cliccare qui 

Blumatica: Convenzione Fatturazione Elettronica

La Fondazione Inarcassa ha stipulato una convenzione con Blumatica – Software Edilizia e Sicurezza, per la Fatturazione elettronica realizzata appositamente per i liberi professionisti.

Una soluzione facile e completa, comprensiva della conservazione a norma, completamente cloud. Non prevede nessuna installazione e può essere utilizzata ovunque, da qualunque web browser, anche da smartphone.

 

Cosa consente di fare Blumatica?

Newsletter Fiscale: Approfondimento su regime forfettario e fatturazione elettronica

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Un nuovo appuntamento di approfondimento in ambito fiscale su flat tax e fatturazione elettronica. 

In questa news troverete:

 

NOVITA’ AMMINISTRATIVE E FISCALI SUL REGIME DEI FORFETTARI

1.      Nuove comunicazioni in arrivo dall’Agenzia delle Entrate per fatturazione elettronica e forfettari 

2.      Aspetti fiscali 

3.      L’accesso al forfettario comporta la rettifica della detrazione Iva sui beni ammortizzabili dei professionisti 

 

Per scaricare la newsletter di approfondimento, cliccare qui 

Di seguito il comunicato stampa, a cura del Consiglio nazionale dei commercialisti, dal titolo: "Manovra: commercialisti, a regime da flat tax oltre due miliardi di risparmi di tasse per le partite iva individuali" 

 

FONDAZIONE INARCASSA - INTRODUZIONE A FATTURE IN CLOUD

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Caro/a Collega,

 

la Fondazione Inarcassa ti informa dell’evento webinar organizzato dalla società Teamsystem dal titolo:

 

FONDAZIONE INARCASSA - INTRODUZIONE A FATTURE IN CLOUD

 

Un seminario formativo per agevolarTi nella comprensione e gestione dei nuovi adempimenti in tema di fatturazione elettronica, che si terrà martedì 18 dicembre a partire dalle ore 15:00.

 

Vieni a scoprire Fatture In cloud il software di fatturazione (anche elettroniche) pensato per i professionisti Italiani.

 

       La partecipazione all'evento è gratuita, previa iscrizione, tramite l’apposito form al link:

www.str.it/evento/webinar-fatturazione-elettronica-in-cloud

 

 

Ti aspettiamo!!

La Fondazione

Rubrica di aggiornamento sull’attività di contrasto ai bandi irregolari n. 12/2018.

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Le azioni di contrasto

Nel mese di novembre 2018, numerose sono state le diffide e le istanze di parere precontenzioso inoltrate all’ANAC.

Undici sono state le amministrazioni diffidate. Si fa riferimento, nello specifico, all’ARPA Piemonte, al Comune di Potenza, al Comune di Acquaviva delle Fonti, al Comune di Molfetta, alla CUC di Riccia Gambatesa, al Comune di Arezzo, al Comune di Senise, al Comune di Goito, al Comune di Lovere, al Comune di Locorotondo ed al Comune di Bari.

Per ciò che riguarda le irregolarità riscontrate:

  • l’ARPA Piemonte ha pubblicato una indagine di mercato per il servizio di coordinamento in fase di progettazione ed esecuzione relativo a dei lavori di ristrutturazione, nella quale non era stato allegato il calcolo del compenso spettante al professionista e, inoltre, la base d’asta era esigua raffrontata al servizio richiesto. L’Amministrazione ha positivamente riscontrato la diffida provvedendo, inoltre, il calcolo del compenso;
  • il Comune di Potenza ha pubblicato una procedura negoziata per l’attività di verifica della vulnerabilità sismica, nella quale non era stato allegato il calcolo del compenso, la base d’asta era calcolata al lordo dell’iva e degli oneri previdenziali ed assistenziali ed era anche insufficiente raffrontata al servizio richiesto. Non avendo ricevuto alcun riscontro dopo la notifica della diffida, si è proceduto con l’istanza di parere all’ANAC;
  • il Comune di Acquaviva delle Fonti ha pubblicato ben quattro manifestazioni di interesse, tutte relative ad attività di progettazione, nelle quali le illegittimità rilevate sono risultate di identico tenore. Invero, non è stato allegato il calcolo dei corrispettivi e si chiedeva ai professionisti il possesso di un requisito illegittimo, stante la non pertinenza con l’oggetto del bando. Dopo la notifica della diffida, l’Amministrazione ha riscontrato le quattro diffide con un'unica nota, affermando la correttezza dell’operato del Comune. Si è, pertanto, proceduto con la notifica di un istanza di parere precontenzioso all’ANAC per ciascuna delle manifestazioni viziate;
  • il Comune di Molfetta ha pubblicato un’indagine di mercato relativa all’adeguamento del PRGC, nella quale si prevede che l’affidamento avverrà a titolo gratuito. Dopo aver proceduto alla notifica della diffida, l’Amministrazione è rimasta inerte non fornendo alcun riscontro, pertanto si è proceduto alla proposizione di apposita istanza di parere precontenzioso all’ANAC. Solo dopo tale notifica il Comune ha provveduto a rettificare l’avviso, prevedendo un compenso per il professionista aggiudicatario;
  • la CUC di Riccia Gambatesa ha bandito una procedura aperta relativa alla progettazione dei lavori di ristrutturazione di una scuola, nella quale non era allegato il calcolo dei corrispettivi. Dopo aver notificato la diffida, l’Amministrazione ha riscontrato positivamente la censura mossa provvedendo a pubblicare il calcolo eseguito ai sensi del d.m. 17 giugno 2016;
  • il Comune di Arezzo ha bandito una procedura negoziata, relativa al rilascio dell’A.P.E. per diversi edifici comunali, omettendo, però, di allegare il calcolo dei corrispettivi e ponendo a gara una base d’asta certamente insufficiente. A seguito della diffida, la Stazione Appaltante non ha fornito un riscontro e si è, dunque, proceduto alla notifica di una istanza all’ANAC;
  • il Comune di Senise ha pubblicato una indagine di mercato, nella quale non era allegato il calcolo dei corrispettivi e che prevedeva una base d’asta assolutamente incongrua raffrontata al servizio oggetto di gara, in quanto era stato omesso il calcolo di un intero livello di progettazione. Il Comune ha riscontrato la diffida affermando che non intendeva procedere all’annullamento della procedura, motivo per cui si è adita l’ANAC. In data 30 novembre l’Amministrazione ha notificato la determina di annullamento in autotutela della procedura;
  • il Comune di Goito ha pubblicato una indagine di mercato relativa alla verifica di vulnerabilità sismica su edifici scolastici, nella quale non era stata individuata la base d’asta. Dopo aver notificato la diffida, l’Amministrazione ha pubblicato un chiarimento, allegato alla procedura, indicando in modo puntuale la base d’asta;
  • il Comune di Lovere ha bandito una gara nella quale veniva richiesto un requisito di capacita professionale illegittimo, in quanto non rientrante tra quelli previsti dalle linee Guida ANAC n. 1 e, inoltre, perché palesemente restrittivo della partecipazione alle gare pubbliche. Dopo aver inoltrato la diffida, si resta in attesa di un riscontro da parte della Stazione Appaltante prima di notificare l’istanza di parere precontenzioso all’ANAC;
  • il Comune di Locorotondo ha pubblicato una manifestazione di interesse, alla quale non è stato allegato il calcolo dei corrispettivi e si chiedeva il possesso di un requisito illegittimo, in quanto non pertinente all’oggetto dell’appalto. Si resta in attesa di un riscontro da parte del Comune prima di procedere con la notifica di una istanza di parere all’ANAC;
  • infine, il Comune di Bari ha bandito una gara relativa al rilascio di certificazioni APE, nella quale si sono riscontrate diverse illegittimità: 1) non era indicata il tipo di procedura prescelta per procedere all’aggiudicazione (procedura aperta, ristretta, negoziata o affidamento diretto), 2) non era allegato il calcolo dei corrispettivi; 3) la base d’asta era insufficiente a garantire una corretta remunerazione per il professionista, 4) non era presente la motivazione, richiesta dall’art. 95, co. 5, del Codice, circa la volontà dell’Amministrazione di procedere con il criterio del minor prezzo. Si resta in attesa di una riscontro da parte del Comune, in caso di perdurante inerzia si notificherà l’istanza di parere all’ANAC.

 

Avv. Riccardo Rotigliano

Avv. Giuseppe Acierno

SINTESI DI MONITORAGGIO LEGISLATIVO 16/30 NOVEMBRE 2018

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LA MANOVRA DI BILANCIO

I lavori sul disegno di legge di bilancio

L’esame del disegno di legge di bilancio 2019 sta proseguendo a rilento presso la Commissione bilancio della Camera. La votazione degli emendamenti è stata avviata martedì 24 novembre. Si sta procedendo ad accantonare gli emendamenti sui quali si concentrerà l’esame. In proposito, la Presidenza del Consiglio ha fatto sapere che, nel corso dell’incontro sulla manovra di lunedì 26 novembre, sono stati valutati gli emendamenti di iniziativa parlamentare presentati al ddl di bilancio e sono stati concordati quelli che saranno oggetto di approvazione.

Tra gli emendamenti presentati, segnalati e già accantonati, si ricordano quelli relativi all’articolo 17 volti alla soppressione o alla rimodulazione delle attività di competenza della Centrale per la progettazione introdotta dal disegno di legge.

 

Dl fiscale: via libera del Senato, il provvedimento ora all’esame della Camera

L’Assemblea del Senato ha approvato il ddl di conversione del DL Fiscale. Il provvedimento passa, ora, all’esame della Camera.

Gli articoli da 1 a 9 recano disposizioni in materia di pacificazione fiscale, che consentono ai contribuenti la definizione agevolata (senza sanzioni o interessi e mediante pagamento rateale) dei processi verbali di constatazione, degli avvisi di accertamento, dei carichi di riscossione tra il 2000 e il 2017, delle controversie tributarie pendenti con l'Agenzia delle entrate. E' previsto inoltre l'annullamento automatico dei debiti tributari fino a mille euro dal 2000 al 2010.

Gli articoli da 10 a 16 recano norme di innovazione del processo tributario e di semplificazione fiscale, che prevedono l'emissione delle fatture entro dieci giorni dall'effettuazione delle operazioni, la modifica dei termini dell'annotazione, l'abrogazione dell'obbligo di numerazione progressiva delle fatture nella registrazione degli acquisti, la possibilità di detrazioni IVA con riferimento ai documenti di acquisto ricevuti e annotati entro il 15 del mese successivo.

Il decreto fiscale è atteso in aula alla Camera a partire da mercoledì 12 dicembre per l’approvazione definitiva entro il 17 dicembre (Il termine per la conversione scade il 22 dicembre).

 

Dl sicurezza approvato in via definitiva

La Camera ha approvato, in via definitiva, il disegno di legge di conversione del DL sicurezza, nel testo già approvato dal Senato.

L'articolo 25 (Sanzioni in materia di subappalti illeciti) mira ad inasprire il trattamento sanzionatorio per le condotte degli appaltatori che facciano ricorso illecitamente a meccanismi di subappalto;

l’articolo 26 (Monitoraggio dei cantieri) include il prefetto tra i destinatari della notifica preliminare da inviare prima dell'inizio dei lavori in alcuni cantieri temporanei o mobili.

Il provvedimento sarà pubblicato sulla Gazzetta ufficiale.

 

LAVORI PUBBLICI

Il Mit pubblica il report che evidenzia i temi dibattuti su cui si richiedono modifiche

Garantire l’efficienza del sistema dei contratti pubblici, procedere alla semplificazione del quadro normativo, assicurandone la chiarezza ed eliminandone le criticità anche sul piano applicativo: queste le principali richieste di modifica sul Codice degli appalti, emerse dalla consultazione pubblica lanciata sul sito del Mit e conclusa lo scorso 10 settembre. L’obiettivo della consultazione, che ha coinvolto amministrazioni, associazioni di categoria, privati, liberi professionisti, è stato quello di ascoltare la pluralità di voci degli stakeholders ai fini di una meditata riforma dello stesso Codice.

Durante il mese di consultazione sono stati inseriti in totale 1.908 contributi, con una media di 58 contributi al giorno, calcolata sull’intero periodo. La maggior parte di coloro che hanno partecipato, il 56,76%, sono dipendenti di aziende private e imprenditori individuali. Particolarmente importante l’apporto di idee proveniente dalle amministrazioni, che con il 30,08% di contributi, hanno mostrato interesse per alcuni temi, tra cui vale la pena di segnalare il contenuto dell’art. 113 sugli incentivi per le funzioni tecniche.

In particolare i temi predefiniti che hanno destato il maggior interesse tra chi ha partecipato alla consultazione, con richieste di modifica, sono stati: il subappalto; i criteri di aggiudicazione; la disciplina dell’anomalia; i dati oggetto di pubblicazione e i termini di decorrenza anche ai fini dell’impugnativa; la nomina e i requisiti del RUP; i motivi di esclusione; gli incentivi per le funzioni tecniche.

Sono inoltre arrivate diverse richieste di superamento degli istituti del soft law, del cosiddetto rito super speciale e dell’avvalimento. Richieste di modifica sono giunte, tra le altre cose, anche in merito all’elenco delle stazioni appaltanti qualificate; all’appalto integrato; al rating d’impresa, e ai costi della manodopera.

L’ascolto delle istanze pervenute in sede di consultazione è, dunque, non un punto d’arrivo, ma un punto di partenza, per un efficace intervento riformatore del Codice dei contratti pubblici.

Qui è possibile consultare il report di sintesi sulla consultazione.

Per approfondire.

 

I chiarimenti del Ministero dell’Ambiente sull’applicazione dei CAM

Valutazione della capacità tecnica dei progettisti, miglioramento prestazionale del progetto e utilizzo dei materiali riciclati. Sono alcune delle spiegazioni con cui il Ministero dell’Ambiente ha chiarito come applicare il DM 11 ottobre 2017. Si tratta dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) da utilizzare per l’affidamento di servizi di progettazione e i lavori di nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione degli edifici pubblici.

come spiegato dal Ministero dell’Ambiente, per “professionista accreditato” si intende un professionista che ha sostenuto e superato un esame di accreditamento presso Organismi di livello nazionale o internazionale accreditati secondo la norma internazionale ISO/IEC 17024 – “Requisiti generali per gli Organismi che operano nella certificazione del personale” e abilitati al rilascio di una Certificazione energetico-ambientale degli edifici secondo i più diffusi rating systems (LEED, WELL, BREEAM, etc).

Per quanto riguarda le diagnosi energetiche, le uniche figure specializzate ai sensi del D.lgs 102/2014 sono:

- gli esperti di gestione dell’energia (EGE) certificati attraverso organismi accreditati secondo la norma internazionale ISO/IEC 17024;

- Auditor energetico certificati ai sensi della norma UNI CEI 16247, parte 5;

- le Energy Service Company (ESCO) certificate ai sensi della norma UNI CEI 11352:2014.

Il Ministero dell’Ambiente ha spiegato che la Stazione Appaltante definisce nel bando le premialità riconosciute ai progetti che prevedono l’utilizzo di materiali riciclati post consumo. Tuttavia, ha aggiunto il Ministero, in base alla normativa in vigore la Stazione Appaltante deve rispettare i parametri fissati dal DM 24 maggio 2016. Il decreto che siano premiati con un punteggio pari almeno al 5% del punteggio tecnico i progetti che prevedono l’utilizzo di materiali o manufatti costituiti da materiali post consumo, derivanti dal recupero degli scarti e dal disassemblaggio di prodotti complessi.

Il Ministero ha chiarito che il gesso proveniente dagli scarti di produzione del cartongesso è classificabile come sottoprodotto se soddisfa i requisiti indicati nell’art. 183, comma 1, lett. qq), del D.Lgs. 152/2006 e seguenti modifiche. Questi sottoprodotti possono essere impiegati per le tramezzature e i controsoffitti realizzati con sistemi a secco, che in base al DM 11 ottobre 2017 devono avere un contenuto minimo del 5% in peso di materie riciclate e/o recuperate e/o di sottoprodotti.

 

 

EQUO COMPENSO

Tutti gli emendamenti presentati da Deputati di diversi gruppi parlamentari volti ad inserire nel disegno di legge di bilancio misure in tema di equo compenso, sono stati dichiarati inammissibili per estraneità di materia. Tuttavia, si evidenzia che nei giorni scorsi il Sottosegretario del Ministero della Giustizia, Jacopo Morrone, ha assicurato che entro maggio 2019 saranno adottati alcuni provvedimenti finalizzati a migliorare le condizioni di lavoro dei professionisti. Il Sottosegretario, inoltre, ha annunciato un nuovo tavolo di lavoro a gennaio, con l’obiettivo di individuare i provvedimenti specifici che possano essere posti all’attenzione del Governo e del Parlamento invitando, nel frattempo, gli Ordini e Collegi professionali, ad inviare, in forma sintetica, le richieste e le proposte già elaborate sulle tematiche oggetto di interesse delle specifiche categorie.

 

L’equo compenso anche in Umbria

Una legge regionale che garantisca il diritto all’equo compenso e percorsi di azione condivisi in merito alle modalità di affidamento dei servizi di ingegneria e architettura per importi inferiori ai 40mila euro, al fine di tutelare la dignità professionale e l’efficacia dell’azione amministrativa.

Sono le proposte avanzate alla Regione Umbria dalla Federazione degli Ordini degli Ingegneri della Regione Umbria in occasione di un incontro durante il quale i rappresentanti di circa 4000 professionisti umbri hanno formalizzato precise richieste in merito a questioni che riguardano la categoria professionale.

Presenti il presidente della Federazione Marco Balducci, i presidenti degli Ordini degli Ingegneri di Perugia e Terni, Stefano Mancini e Simone Monotti e per la Regione Umbria Antonio Bartolini, assessore alle riforme della pubblica amministrazione e istituzionali e Giuseppe Chianella, assessore ai lavori pubblici e interventi diretti, opere pubbliche.

Nel dettaglio, in merito all’equo compenso nel campo delle opere pubbliche, la Federazione ha chiesto alla Regione di tenere conto dei criteri previsti nel DM 17 giugno 2016, in sede di gara e nella fase di individuazione dei compensi, evitando che nella valutazione dell’offerta vengano considerati altri elementi idonei ad alterare l’equilibrio tra le prestazioni professionali da effettuare e il compenso stabilito, quali per esempio servizi aggiuntivi a titolo gratuito.

Analoga richiesta, con la finalità di tutelare il lavoro dei professionisti e di attenuare l’evasione fiscale, è stata formulata per rendere obbligatorie, sia al momento della presentazione che del rilascio di qualsiasi istanza edilizia, apposite certificazioni che attestino l’affidamento dell’incarico e l’avvenuto pagamento al professionista.

Per i servizi di ingegneria e architettura con importi inferiori ai 40mila euro, gli ingegneri umbri confidano nell’affidamento diretto da parte delle Stazioni appaltanti in modo da garantire, nel rispetto dei principi generali stabiliti dal codice, la celerità e lo svolgimento del servizio.

Per approfondire.

 

FISCO

L’Agenzia delle Entrate aggiorna la guida sul bonus ristrutturazioni del 50%, inserendo le novità relative all’invio dei dati all’Enea per i lavori edilizi e tecnologici che comportano risparmio energetico e/o l’utilizzo di fonti rinnovabili di energia. La Guida alle ristrutturazioni edilizie spiega come ottemperare al nuovo obbligo, introdotto dalla Manovra 2018, attraverso il portale Enea attivo dallo scorso 21 novembre. Non è chiaro, però, se il mancato invio all’Enea faccia perdere il diritto alla detrazione, come accade per l’ecobonus.

La Guida, infatti, elenca, tra le “regole da rispettare per avere le detrazioni”, nel paragrafo “cosa fare per ottenerle” l’obbligo di invio dei dati all’Enea; tuttavia l’omissione non è elencata tra le cause che possono far perdere la detrazione.

Non è previsto, comunque, che il contribuente conservi un’attestazione dell’avvenuto invio dei dati tramite il nuovo portale Enea.

Qui è disponibile l’aggiornamento della guida fiscale del 23 novembre.

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