GDPR: NUOVA CONVENZIONE PER SOFTWARE MAINPRIVACY

La Fondazione Inarcassa,per favorire l'adeguamento al nuovo Regolamento Europeo Generale sulla Protezione dei Dati Personali n. 679/2016 – GDPR, entrato in vigore il 25 Maggio 2018 e per adempiere agevolmente agli obblighi in materia di privacy, ha deciso di attivare una convenzione rivolta ai professionisti con la Società MainSeven, detentrice e proprietaria del software mainprivacy.

30 SETTEMBRE: I^ GIORNATA NAZIONALE DELLA PREVENZIONE SISMICA

La Fondazione Inarcassa, con il Consiglio Nazionale degli Ingegneri e il Consiglio Nazionale degli Architetti, con il contributo scientifico del Consiglio Superiore dei Lavori pubblici, del Dipartimento della Protezione Civile, della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane e della Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica, ha istituito la prima Giornata Nazionale della Prevenzione Sismica che si terrà il 30 settembre 2018.

SINTESI DI MONITORAGGIO LEGISLATIVO 25 MAGGIO/8 GIUGNO 2018

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Ottenuta la fiducia dal Parlamento, il Governo Conte può iniziare ad operare sulla base del “contratto” stilato dalle due forze di maggioranza, M5S e Lega. Di seguito, alcuni passaggi del discorso del Presidente del Consiglio alle Camere per ottenere la fiducia.

Conte: «Semplificare il Codice per far ripartire gli appalti pubblici. Infrastrutture? Fateci studiare»

Appalti pubblici come possibile leva per la crescita, ma per superare la stasi degli ultimi anni va riformato e semplificato il Codice appalti, e vanno sburocratizzate le procedure.

Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nelle dichiarazioni programmatiche per la fiducia al Senato, martedì 5 giugno. Conte ha poi parlato di rafforzamento della lotta alla corruzione, e dei poteri dell'Anac sui pareri di pre-contenzioso. Nessun cenno invece alle infrastrutture, neanche di indirizzo generale, e nella replica una richiesta di «tempo per studiare i dossier aperti sulle specifiche infrastrutture».

Di seguito i passaggi di maggior rilievo sui temi di interesse.

 

Appalti pubblici e codice

«Saremo molto attenti - ha detto Conte - al tema della semplificazione, della deburocratizzazione, della digitalizzazione. Un solo cenno qui, che vi riassumo: dobbiamo ridare slancio agli appalti pubblici, che sono e possono diventare una leva fondamentale della politica economica del Paese. Negli ultimi anni c'è una stasi totale, determinata per buona parte anche dalle incertezze interpretative e da talune rigidità, purtroppo collegate anche al nuovo codice dei contratti pubblici. Noi vogliamo la legalità, ma dobbiamo superare il formalismo fine a se stesso che ancora domina questa disciplina, poiché la forma non può essere scambiata per legalità. Troppo spesso - chi ne ha esperienza lo sa - gare formalmente perfette nascondono corruzione e non impediscono la cattiva esecuzione. Dobbiamo assicurare il rispetto rigoroso dei tempi di consegna delle opere ma anche la qualità dei lavori e delle forniture e l'efficienza dei servizi».

 

Ambiente

«In materia di ambiente, l'azione di Governo sarà costantemente incentrata sulla tutela dell'ambiente, sulla sicurezza idrogeologica del nostro territorio e sullo sviluppo dell'economia circolare. Con le nostre scelte politiche ci adopereremo per anticipare i processi - peraltro già in atto - di decarbonizzazione del nostro sistema produttivo. Non vogliamo assistere passivamente all'evolversi della realtà che ci circonda, magari assecondando gli interessi particolari di singoli attori economici. Ci impegniamo a governare questi processi aperti all'innovazione tecnologica nel segno dello sviluppo al servizio dell'uomo».

 

Anti-corruzione

«Rafforzeremo le strategie di contrasto della corruzione e dei poteri criminali. Contrasteremo la corruzione che si insinua in tutti gli interstizi delle attività pubbliche, altera la parità di condizioni tra gli imprenditori, degrada il prestigio delle pubbliche funzioni. Aumenteremo le pene per i reati contro la pubblica amministrazione con l'introduzione del Daspo per i corrotti e corruttori. Rafforzeremo l'azione degli agenti sotto copertura in linea con la convenzione di Merida. Saranno maggiormente tutelati coloro che dal proprio luogo di lavoro denunceranno i comportamenti criminosi che si compiono all'interno dei propri uffici. Contrasteremo con ogni mezzo le mafie, aggredendo le loro finanze, le loro economie».

 

Infrastrutture

Nessun riferimento di Conte alle infrastrutture nel discorso iniziale. Molti senatori di opposizione glielo fanno notare. Lui replica così: «L'economia cresce con gli investimenti produttivi e le infrastrutture, ne siamo convinti. Ma ci è sembrato inopportuno nel contratto di governo fare un elenco di specifiche opere. Lasciateci il tempo di studiare i dossier aperti e decidere quali opere realizzare».

«Abbiamo dato alta attenzione, lo avrete notato, agli appalti pubblici, se non riusciremo a sburocratizzare le procedure non riusciremo ad andare da nessuna parte. È inutile parlare di infrastrutture se non abbiamo sbloccato i tempi di realizzazione delle opere».

 

Il Presidente del Consiglio ha parlato di appalti anche nel dibattito a Montecitorio, per ottenere la fiducia della Camera.

«Si è parlato anche molto di infrastrutture. Veniamo contestati perché si dice questo Governo non si è dimostrato affatto sensibile alle infrastrutture, anzi sarebbe contrario alle infrastrutture. Noi abbiamo detto un'altra cosa e la rivendichiamo: vogliamo operare una valutazione costi-benefici per le infrastrutture. Pensiamo, anzi, che le infrastrutture e gli investimenti produttivi siano un passaggio fondamentale nella politica di crescita, che vogliamo sollecitare e favorire per questo nostro Paese, quindi sicuramente non ci sottrarremo agli investimenti nelle infrastrutture. Io sono del sud. Ricorderete in Puglia che cosa è successo nel trasporto regionale, la tragedia che è accorsa tempi orsono. Quindi, pensare che ci sia un binario, su cui poi si sono scontrati dei treni, e non ci sia nel sud un'adeguata rete ferroviaria, è una cosa che non mi lascia assolutamente indifferente».

«Ancora, dal punto di vista operativo, siamo anche abbastanza avanti, nel senso che non siamo qui a declinare in dettaglio alcune iniziative, però ieri ho anticipato che, anche se non è nel contratto di Governo, perché non abbiamo ritenuto di inserirlo, il problema delle infrastrutture non significa lanciare lo slogan e dire "sì, siamo favorevoli per le infrastrutture". Oggi - ho sottolineato - in Italia gli appalti non partono. Abbiamo un codice degli appalti pubblici che da due anni, in pratica, non viene applicato».

«E lo dico io, che sono un giurista, e lo dico io, che sono perfettamente sensibile alla cultura della legalità, ma cultura della legalità non significa che non si fanno le cose, in Italia ; cultura della legalità significa che si devono fare bene e, per farle bene, dobbiamo prendere anche atto che, innanzitutto, in questo momento, gli amministratori e le pubbliche amministrazioni non sono nella condizione di poter serenamente operare, da un lato, schiacciate dalla prospettiva di una responsabilità erariale, dall'altro, schiacciate dalla prospettiva di una responsabilità penale. Oggi come oggi, chi sta fermo, lo ripeto, chi sta fermo viene avvantaggiato e, allora, si preferisce non avventurarsi nella gestione di procedure di gara, che, evidentemente, espongono a rischi, a insidie che non riescono ad essere gestite e, quindi, a responsabilità».

«Ho lanciato, ieri, l'idea - e la ribadisco - che cercheremo d i valutare bene il ruolo dell'ANAC, che non va depotenziato, evidentemente, ma, sicuramente, in questo momento, non abbiamo dall'ANAC quei risultati che ci attendevamo; forse avevamo investito troppo; possiamo valorizzare l'ANAC, ma in una funzione e anche in una prospettiva diverse, di prevenzione; per esempio, per quanto riguarda il precontenzioso che attualmente è davanti all'ANAC, che giace davanti all'ANAC, possiamo rafforzare questa fase, in modo da avere una sorta di certificazione anticipata per i funzionari, per gli amministratori pubblici, onde poter procedere, poi, alle gare più speditamente».

 

ANAC: rassegna ragionata massime di precontenzioso in tema di avvalimento e soccorso istruttorio

L’Autorità Nazionale Anticorruzione ha pubblicato una Rassegna ragionata delle massime di precontenzioso in tema di avvalimento e soccorso istruttorio. La rassegna offre una rappresentazione del percorso interpretativo della disciplina in materia di soccorso istruttorio e avvalimento compiuto dall’Autorità attraverso i pareri di precontenzioso emessi nel corso del 2017.

Le massime dei pareri resi sui due istituti, corredate da sintetiche indicazioni relative alla disciplina di riferimento e, se del caso, alla posizione della giurisprudenza amministrativa, sono state commentate e riunite in un testo unitario, suddiviso in capitoli, al fine di orientare l’esercizio dell’azione amministrativa.

Rassegna

Tutte le Pubblicazioni

Per approfondire.

 

Pubblicate in GU le linee guida sull’offerta economicamente più vantaggiosa

Sono state pubblicate in Gazzetta Ufficiale le linee guida n.2 sull’offerta economicamente più vantaggiosa, attuative del Codice Appalti (D.lgs 50/2016). Qui il testo.

L’aggiudicazione con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa è obbligatoria per:

- i concorsi di progettazione di importo pari o superiore a 40mila euro;

- i concorsi di idee;

- i lavori di importo superiore a 2 milioni di euro;

- i lavori di importo inferiore a 2 milioni di euro messi in gara sulla base del progetto preliminare o definitivo.

Alla componente economica dell’offerta può essere attribuito un peso massimo del 30%.

In determinati casi la Stazione Appaltante può scegliere con una certa discrezionalità quale criterio di aggiudicazione utilizzare. Si può continuare ad usare il criterio del minor prezzo per:

- i lavori di importo fino a 2 milioni di euro, quando l’affidamento avviene con procedure ordinarie sulla base del progetto esecutivo;

- i servizi e le forniture con caratteristiche standardizzate o le cui condizioni sono definite dal mercato;

- i servizi e le forniture fino a 40mila euro o per i servizi e le forniture fino alle soglie comunitarie solo se caratterizzati da elevata ripetitività;

- i lavori nel settore dei beni culturali.

Una volta definite le regole per l’aggiudicazione delle gare, l’Anticorruzione con le linee guida ha cercato di fornire alle Stazioni Appaltanti delle indicazioni per l’interpretazione e l’applicazione della norma.

Le linee guida spiegano che per servizi e forniture “con caratteristiche standardizzate o le cui condizioni sono definite dal mercato” devono intendersi quei servizi o forniture che, anche con riferimento alla prassi produttiva sviluppatasi nel mercato di riferimento, non sono modificabili su richiesta della stazione appaltante oppure che rispondono a determinate norme nazionali, europee o internazionali.

I servizi e le forniture “caratterizzati da elevata ripetitività” soddisfano esigenze generiche e ricorrenti, connesse alla normale operatività delle stazioni appaltanti, richiedendo approvvigionamenti frequenti al fine di assicurare la continuità della prestazione.

L’obiettivo è evitare alle stazioni appaltanti (e agli operatori economici) gli oneri di un confronto concorrenziale basato sul miglior rapporto qualità e prezzo, quando i benefici derivanti da tale confronto sono nulli o ridotti.

Manca tuttavia un orientamento alla scelta tra il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa e il criterio del prezzo più basso e sulle modalità di utilizzo del criterio del miglior rapporto qualità prezzo, nei casi in cui l’affidamento sia disposto sulla base di un progetto esecutivo. Si tratta di elementi che troveranno spazio nei bandi tipo sull’affidamento degli appalti di lavori o in altri atti di regolazione.

 

Collaudo e dipendenti pubblici: occorre l'iscrizione all'Albo

Dopo l'iniziale parere di esclusione dello scorso 23 marzo, il Consiglio superiore dei lavori pubblici ci ripensa: accoglie il dissenso di ingegneri e architetti introducendo l’obbligo dell’iscrizione all’Ordine anche per i dipendenti pubblici preposti al collaudo. Lo schema di decreto ministeriale, attuativo del D.Lgs. n. 50/2016 (c.d. Codice dei contratti), sul collaudo tecnico-amministrativo e sul collaudo statico dell’opera pubblica predisposto dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (CSLP) è uno dei provvedimenti attuativi che, prima di proseguire l'iter, è preliminarmente sottoposto al massimo organo tecnico dello Stato.

L'esame del testo attuativo dell'articolo 102, comma 8 del codice è avvenuto nella seduta del 23 marzo.

Una seduta molto movimentata perché i rappresentanti di architetti e ingegneri presenti alla seduta hanno assistito in diretta all'esclusione del requisito dell'iscrizione all'Albo per il dipendente chiamato a svolgere il collaudo tecnico-amministrativo (per quanto invece riguarda il collaudo statico, l'iscrizione all'Albo era e resta un requisito necessario). Per approfondire.

 

Pubblicata in GU delibera AGCM rating di legalità

E’ stata pubblicata in Gazzetta ufficiale la delibera dell’AGCM 15 maggio 2018 recante Regolamento attuativo in materia di rating di legalità (Delibera n. 27165).

Nell’articolo 2 della delibera si indicano i requisiti per l’attribuzione del rating di legalità, mentre, nell’articolo 8 si stabilisce che l’Autorità pubblica e mantiene  costantemente aggiornato in un'apposita sezione del proprio sito l'elenco delle imprese il cui rating di legalità è stato attribuito, sospeso, revocato o annullato, con la relativa decorrenza, nonché le iscrizioni relative alla revoca e all'annullamento permangono nell'elenco sino alla data di scadenza del rating ovvero, in ogni caso, per un periodo non inferiore a 6 mesi.

 

EQUO COMPENSO

L’equo compenso per i professionisti: lo studio del CNI

L’equo compenso per i professionisti è assicurato dall’applicazione del Decreto Parametri (DM 17 giugno 2016). Lo ribadisce il Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI), che ha tracciato il punto della situazione sulla normativa da rispettare nell’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura.

Qui è disponibile la circolare del CNI

Qui è disponibile il documento di approfondimento redatto dal CNI

 

Equo compenso e modifica regime forfettario: due disegni di legge presentati alla Camera

Sono stati presentati alla Camera due disegni di legge di interesse per i  professionisti: uno in tema di equo compenso, a firma dell’On. Claudia Porchietto (Fi), recante «Disposizioni in materia di equo compenso e di responsabilità professionale nell'esercizio delle professioni regolamentate»; l’altro a firma dell’On. Mara Carfagna (Fi), recante «Modifica dell'allegato 4 alla legge 23 dicembre 2014, n. 190, in materia di limiti dei ricavi o compensi per l'applicazione del regime fiscale agevolato per lavoratori autonomi».

I testi delle proposte legislative non sono ancora disponibile, tuttavia, il contenuto del disegno di legge a firma dell’On. Carfagna è stato illustrato dalla stessa esponente di Forza Italia.

Il ddl si pone l’obiettivo di elevare l’attuale limite del regime forfettario (oggi di 30 mila euro annui per i liberi professionisti) a 50 mila euro annui, prevedendo anche una fascia di uscita graduale sino a 55 mila euro.

Oltre i 50 mila euro il ddl prevede un phasing-out al 24% per i successivi 5 mila euro di fatturato che favorirebbe la crescita dimensionale, scoraggerebbe il sommerso e semplificherebbe gli adempimenti burocratici-fiscali per una fascia più ampia di lavoratori autonomi.

Per approfondire.

 

ANAC: Integrazione Linee guida n. 1. Uso di metodi e strumenti elettronici specifici quali quelli di modellazione per l’edilizia e le infrastrutture – Equo Compenso.

L’Autorità Anticorruzione ha messo in consultazione fino al 9 luglio 2018 il documento che fornisce indicazioni relativamente all’uso dei metodi e strumenti elettronici specifici quali quelli di modellazione per l’edilizia e le infrastrutture e all’applicazione del principio dell’equo compenso, di cui all’articolo 19-quaterdecies, comma 3, del decreto legge 16 ottobre 2017, n. 148, convertito con modificazioni dalla legge 4 dicembre 2017, n. 172, è finalizzato ad un’integrazione delle Linee guida n. 1 – Indirizzi generali sull’affidamento dei servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria – di cui alla Delibera n. 138 del 21.2.2018

Il documento è articolato in uno schema di Linee guida, da integrare opportunamente nelle Linee guida n. 1, e in una nota esplicativa in cui sono illustrate le ragioni delle scelte proposte e sono contenute domande rivolte ai partecipanti alla consultazione, che sono ovviamente liberi di proporre ulteriori valutazioni in merito alle indicazioni del documento di consultazione.

Per approfondire

Documento in consultazione

 

PROFESSIONISTI

Professionisti, stop del Consiglio di Stato alle sanzioni sul Pos obbligatorio

Stop alle sanzioni fino a 30 euro per chi, commercianti o professionisti, non accetta i pagamenti con carte. È quanto ha appena deciso il Consiglio di Stato, in un parere depositato il 1° giugno: sotto esame c'è lo schema di regolamento del ministero dello Sviluppo economico di concerto con l'Economia, con il quale si cerca di contrastare il diniego all'utilizzo della moneta elettronica attraverso un meccanismo sanzionatorio. Il provvedimento, superando le indicazioni generiche della norma madre, faceva riferimento all'articolo 693 del Codice penale, secondo cui «chiunque rifiuta di ricevere, per il loro valore, monete aventi corso legale nello Stato, è punito con la sanzione amministrativa fino a trenta euro». Una soluzione troppo creativa per i giudici amministrativi che, quindi, hanno deciso di bocciare il testo. Rimandando la palla, a questo punto, nel campo del nuovo Esecutivo, che dovrà decidere se e come intervenire.

L'assetto attuale, pur prevedendo l'obbligo per chi vende prodotti o presta servizi di possedere strumenti in grado di consentire il pagamento tramite carte, non prevede alcuna sanzione in caso di mancata installazione del Pos o di mancata accettazione del pagamento. «Tale carenza - spiega il Consiglio di Stato - ha determinato, finora, la mancata applicazione dello specifico obbligo vanificando, di fatto, la previsione legislativa». In realtà la sanzione sarebbe dovuta entrare in vigore dal 1° febbraio 2016 proprio per effetto del decreto attuativo previsto dalla legge di Stabilità 2016 (legge 208/2015) che contestualmente aveva ridotto a 5 euro l'importo da cui accettare i pagamenti tracciabili. Ma che cosa sta accadendo già ora in Italia? I numeri dell'appendice all'ultima relazione annuale di Bankitalia fotografano chiaramente la situazione: l'Italia ha, al momento, circa 2,5 milioni di apparecchi installati. Siamo più avanti di Regno Unito (2,1 milioni), Spagna (1,5 milioni), Francia (1,5 milioni), Germania (1,1 milioni). 

Il problema è che, dalle nostre parti, le operazioni per terminale sono appena 1.373 ogni anno: a Londra sfiorano le 7mila, a Parigi sono più di 6mila, a Berlino oltre 3mila. Addirittura rispetto all'Olanda (13.993) le "strisciate" di carte e bancomat nel nostro Paese sono un decimo. In pratica, i Pos ci sono ma sono poco utilizzati. Per stimolare il mercato nasce, allora, l'idea di ripescare il regolamento previsto dal decreto Crescita del 2012 (Dl 179/2012), fissando delle multe con un'impostazione "creativa": dal momento che la norma primaria non fornisce i dettagli delle sanzioni, si ripesca una norma esistente, applicandola per analogia a questo caso. Nello specifico, l'articolo 693 del Codice penale, che regola il rifiuto di accettare monete con corso legale: in questi casi scatta una sanzione di 30 euro. Questa sanzione dovrebbe essere applicata, secondo lo schema di decreto, anche a chi non accetta la moneta di plastica.

Questo assetto, però, secondo il parere del Consiglio di Stato, non regge. Obiettivi come la lotta al riciclaggio, all'evasione e all'elusione, infatti, devono essere raggiunti nel rispetto dei principi fondamentali dell'ordinamento giuridico. E il richiamo all'articolo 693 è «non condivisibile sul versante strettamente giuridico». Non viene, cioè, rispettato il principio in base al quale nessuna sanzione «può essere imposta se non in base alla legge». I giudici amministrativi (presidente Zucchelli, estensore Capolupo) prospettano, però, anche una soluzione: la sanzione va «ricercata all'interno dell'ordinamento giuridico che disciplina le attività commerciali e professionali. In altri termini, nel caso in esame potrebbe trovare applicazione una già esistente norma di chiusura, prevista dal vigente quadro giuridico di riferimento, che sanzioni un inadempimento di carattere residuale». (Edilizia e territorio - Il Sole 24 ore)

 

FISCO

Ecobonus, cessione anche per i lavori sulle singole case

La cessione del credito corrispondente alla detrazione fiscale per la riqualificazione energetica è consentita anche in caso di interventi sulle singole abitazioni.

Il chiarimento arriva dall’Agenzia delle Entrate in risposta ad un quesito posto da un contribuente a Fisco Oggi.

La Legge di Bilancio 2018 (L.205/2017) ha previsto la possibilità di cedere il credito corrispondente all’Ecobonus anche nel caso in cui i lavori di efficientamento energetico siano effettuati sulle singole unità immobiliari.

Non si tratta dell’unica novità sulla cessione dei bonus edilizi. Inizialmente la cessione del credito corrispondente alla detrazione era consentita solo per gli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali e solo ai condòmini incapienti, cioè rientranti nella no-tax area. In un secondo momento è stata estesa a tutti la possibilità di optare per la cessione.

Un altro cambiamento è stato registrato sul fronte dei soggetti cui è possibile cedere il credito. All’inizio la cessione era ammessa a favore di fornitori e altri soggetti privati, col divieto assoluto di coinvolgere banche e altri istituti di credito. Poi, solo ai condòmini incapienti, è stata consentita la cessione a banche e intermediari finanziari.

Posto che tutti i beneficiari dell’Ecobonus possono cedere il credito corrispondente, è stato necessario chiarire le modalità e le regole della cessione con una circolare dell’Agenzia delle Entrate.

Dopo che il beneficiario ha ceduto il credito corrispondente all’Ecobonus, può esserci solo una ulteriore cessione. La cedibilità illimitata potrebbe determinare impatti negativi sui saldi di finanza pubblica. 

I soggetti privati, ai quali il credito può essere ceduto, devono comunque essere collegati al rapporto che ha dato origine alla detrazione. Ad esempio, nel caso di interventi condominiali la detrazione può essere nei confronti degli altri soggetti titolari delle detrazioni spettanti per i medesimi interventi condominiali ovvero, nel caso in cui i lavori vengano effettuati da soggetti societari appartenenti ad un gruppo, nei confronti delle altre società del gruppo ad esclusione degli istituti di credito e degli intermediari finanziari (per i soggetti diversi dagli incapienti – no tax area).

Ma chi sono i soggetti privati cui è possibile cedere la detrazione? Finora sono stati identificati in modo vago, ma il Fisco ha spiegato che si tratta di fornitori che hanno effettuato l’intervento, organismi associativi, inclusi consorzi e società consortili, anche se partecipati da soggetti finanziari (che non devono detenere il controllo dei consorzi o delle società, né una quota maggioritaria), Energy Service Companies (ESCO), Società di Servizi Energetici (Sse).

Il Fisco ha spiegato anche che l’Ecobonus non deve essere ceduto (a meno che non ci si trovi in condizioni di incapienza) a istituti di credito e intermediari autorizzati dalla Banca d’Italia all’esercizio dell’attività di concessione di finanziamenti e iscritti nell’albo previsto dall’articolo 106 del Testo unico bancario (D.lgs. 385/1993). Divieto anche per tutte le società classificabili, ai fini dei conti nazionali, nel settore delle società finanziarie, i cui crediti nei confronti dello Stato inciderebbero sull’indebitamento netto e sul debito pubblico per l’importo del credito ceduto. Sono quindi esclusi i Confidi con volumi di attività pari o superiori ai 150 milioni di euro, le società fiduciarie, i servicer delle operazioni di cartolarizzazione, le società di cartolarizzazione.

NUOVO CORSO GRATUITO FAD “INDUSTRIA 4.0”

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NUOVO CORSO GRATUITO FAD

“INDUSTRIA 4.0”

 

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Il Corso, tenuto dall’Ing. Marco Belardi, Ingegnere, Presidente del Comitato Tecnico UNI CT 519 “Tecnologie Abilitanti per Industry 4.0”, sarà reso disponibile fino al 30 giugno 2019 e darà diritto al rilascio di n. 8 CFP agli Architetti e agli Ingegneri iscritti alla Fondazione Inarcassa.

 

ATTENZIONE: IL 30/06/2019 è l’ultimo giorno utile per completare il corso e scaricare il relativo Attestato finale.

 

Un’attività formativa articolata in 8 ore suddivise in moduli da 15 minuti ciascuno che intende fornire una panoramica sull’importante incentivo noto come “Iperammortamento”, introdotto con la legge di stabilità 2017 e confermato, con alcune integrazioni, dalla legge di bilancio 2018.

 

Ai fini della verifica dell’apprendimento, sono previsti, al termine di ogni ora di lezione, dei test costituiti da n. 8 domande a risposta multipla per ogni CFP riconosciuto. Ai fini del superamento dei test è richiesto rispondere correttamente almeno all’80% dei quesiti proposti.

N.B.: ogni test di verifica prevede n. 3 tentativi. In caso di mancato superamento sarà necessario ripetere gli ultimi 4 moduli della lezione corrispondente. In caso di mancato superamento del terzo tentativo inviare email a supporto@multicastsrl.it

ATTENZIONE: Durante tutta la durata del corso, invece, sono previsti test random, per verificare la presenza a video, almeno ogni 20 minuti e si hanno a disposizione 30 secondi per rispondere. In caso di risposta errata o mancata risposta si dovrà iniziare nuovamente il modulo della lezione che si stava seguendo.

 

MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE:

Tutti i professionisti registrati alla Fondazione potranno iscriversi gratuitamente al corso attraverso l’apposita area FORMAZIONE –CORSI ONLINE del nostro sito.

SCARICA IL PROGRAMMA

ATTENZIONE: ai fini del riconoscimento dei CFP, è previsto il caricamento dei partecipanti il primo giorno lavorativo di ciascun mese. L’attribuzione avrà luogo non appena validate le istanze dai rispettivi Consigli Nazionali.

 

ORGANIZZATORE UNICO

Fondazione Architetti e Ingegneri

Liberi Professionisti Iscritti Inarcassa

 

TUTOR:

Dott. Gianluca Caporiccio

Info@fondazioneinarcassa.it

 

MENTOR E DOCENTE

Ing. Marco Belardi

marco.belardi@intertecnica.net

 

DIRETTORE SCIENTIFICO FORMAZIONE FONDAZIONE INARCASSA

Ing. Egidio Comodo

presidenza@fondazioneinarcassa.it

 

Per ulteriori informazioni:

e-mail: info@fondazioneinarcassa.it.

tel. 06-85274216 (dal lunedì al venerdì ore 9-13)

Call to action: II Workshop Internazionale Chicago

Inviato da admin il

Termine per le adesioni 30 giugno

Dal 23 al 27 ottobre 2018

Dopo la prima edizione a Dubai di novembre 2017, la Fondazione Inarcassa sta organizzando il II Workshop Internazionale, a Chicago.

L’obiettivo è quello di offrire a professionisti, che preferibilmente abbiano maturato un’esperienza all’estero e con una buona conoscenza della lingua inglese, l’opportunità di stabilire un contatto con il mercato USA, le istituzioni locali e gli operatori esteri. In particolare, la città di Chicago, rappresenta una realtà in costante crescita per i servizi di ingegneria e architettura, nonché un punto di riferimento della professione negli Stati Uniti per il mondo accademico e culturale.

Il workshop, che si terrà dal 23 al 27 ottobre p.v., sarà l’occasione per raccogliere informazioni sulle dinamiche del mercato americano, entrare in contatto con importanti studi di architettura e ingegneria e partecipare a visite, ad alto contenuto tecnico, delle costruzioni simbolo di Chicago. Inoltre, nell’ambito della collaborazione con ALA – Assoarchitetti, sarà possibile partecipare anche all’inaugurazione della mostra del Premio Internazionale Dedalo Minosse alla Committenza, che sarà allestita presso l’Istituto di Cultura Italiana.

Hai tempo fino al 30 giugno per prenotare, salvo esaurimento dei posti disponibili.

Per accedere all’offerta a te* riservata, conoscere il programma ed avere tutte le informazioni sul viaggio, clicca qui.

 

 *l’iniziativa è riservata ai soli iscritti Inarcassa. La prenotazione si intenderà perfezionata esclusivamente alla ricezione dell’acconto secondo le modalità indicate nel modulo di iscrizione.

SINTESI DI MONITORAGGIO LEGISLATIVO 11/25 MAGGIO 2018

Inviato da admin il

 

Carlo Cottarelli ha ricevuto l'incarico per formare il nuovo Governo dal Presidente Mattarella.

Il Presidente del Consiglio incaricato ha dichiarato che consegnerà in tempi strettissimi la lista dei Ministri e il programma.

Inoltre, ha definito un preciso orizzonte temporale per il suo governo: se otterrà la fiducia dal Parlamento, si andrà al voto nei primi mesi del 2019. In caso contrario, il Governo Cottarelli traghetterà il Paese a nuove elezioni che si terranno subito dopo il mese di agosto.

Infine, Cottarelli si è impegnato a non candidarsi alle prossime elezioni politiche, aggiungendo che chiederà lo stesso impegno anche ai ministri che formeranno il suo governo.

 

LAVORI PUBBLICI

Linee guida sull’offerta economicamente più vantaggiosa

Via libera dell’Autorità nazionale anticorruzione alle linee guida n.2 sull’offerta economicamente più vantaggiosa. Le linee guida, attuative del Codice Appalti, sono state aggiornate dopo le modifiche introdotte con il Correttivo nel 2017.

Qui la Delibera Anac 2 maggio 2018 pubblicata in Gazzetta Ufficiale venerdì 25 maggio 2018.

Il testo è disponibile qui.

Per approfondire clicca qui.

 

Consultazione ANAC su bando tipo per assegnazione SIA

Anac ha messo in consultazione il Bando-tipo n. 3 - Schema di disciplinare di gara per l'affidamento, con procedura aperta, di servizi di ingegneria e architettura di importo pari o superiore ad € 100.000 con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo.

Per partecipare alla consultazione inviando osservazioni, l'Autorità ha assegnato il termine di trenta giorni, che scadrà il 13 giugno 2018 alle ore 24.00.

Il provvedimento e la nota illustrativa sono disponibili qui.

 

Consultazione ANAC su linee guida rating di impresa

Inoltre, ANAC ha messo in consultazione anche il documento recante linee guida in tema di rating di impresa. In tal caso è possibile partecipare alla consultazione fino al 29 giugno.

Il testo del documento e il modulo per presentare osservazioni sono disponibili qui.

 

Consultazione ANAC su linee guida rating di impresa

Inoltre, ANAC ha messo in consultazione anche il documento recante linee guida in tema di rating di impresa. In tal caso è possibile partecipare alla consultazione fino al 29 giugno.

Il testo del documento e il modulo per presentare osservazioni sono disponibili qui.

 

Pronto il decreto sui livelli di progettazione: approfondimento sul contenuto

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha concluso il lavoro sulla seconda bozza di decreto sui tre livelli di progettazione. Lo schema di provvedimento passa ora all’esame del Consiglio superiore dei lavori pubblici e della Conferenza unificata.

La prima versione del decreto era stata messa a punto a gennaio 2017, ma si è arenata a seguito della decisione di creare una progettazione semplificata per gli interventi di manutenzione ordinaria (oggetto di un’altra bozza di decreto, diffusa a inizio maggio).

Lo schema di decreto prevede che la progettazione sia orientata ad assicurare, nei tre livelli di approfondimento tecnico, la qualità del processo e del progetto, il rispetto delle regole tecniche, la sostenibilità economica, territoriale e ambientale, la sicurezza e il miglior rapporto tra benefici e costi di costruzione, manutenzione e gestione in relazione al ciclo di vita dell’intervento.

Per il raggiungimento di questi obiettivi, la progettazione dovrà assicurare la riduzione dei rischi da pericoli naturali e antropici, la durabilità e sostituibilità dei materiali, la facilità di manutenzione e gestione, il massimo riutilizzo delle risorse naturali e, ove possibile, la riduzione del consumo di suolo.

I materiali e i prodotti da costruzione da utilizzare dovranno essere conformi alle NTC 2018, al D.lgs.106/2017, alle norme europee armonizzate e alle omologazioni tecniche. Requisiti che dovranno essere indicati espressamente nelle relazioni tecniche.

Dal momento che gli interventi da progettare devono rispondere ai fabbisogni della collettività, la Stazione Appaltante redigerà il quadro esigenziale e il documento di indirizzo alla progettazione.

I tre livelli progettuali costituiscono una suddivisione di contenuti da sviluppare progressivamente nell’ambito di un processo unitario senza soluzione di continuità.

Il progetto di fattibilità tecnica ed economica potrà essere redatto in un’unica fase o in due fasi successive. In quest’ultimo caso, nella prima fase il progettista redigerà il documento di fattibilità delle alternative progettuali (DOCFAP). Nel DOCFAP saranno individuate le possibili soluzioni progettuali alternative. Bisognerà prendere in considerazione la possibile localizzazione dell’intervento, le alternative di tracciato, il riutilizzo di aree dismesse, le diverse soluzioni tecnologiche, impiantistiche e organizzative disponibili, l’impatto sul contesto territoriale, ambientale e paesaggistico e le diverse modalità tecniche di intervento. In questo momento si analizzerà anche “l’opzione zero”, cioè l’ipotesi di non realizzazione dell’intervento. Il DOCFAP sarà sviluppato con un livello di approfondimento differenziato a seconda del tipo e della dimensione dell’opera.

Nella seconda fase saranno sviluppati i contenuti del DOCFAP, scegliendo solo una delle alternative progettuali.

Nei casi di affidamento dei lavori sulla base del progetto di fattibilità tecnica ed economica, il progetto dovrà contenere, tra gli altri documenti, uno schema di contratto indicante i tempi per la redazione del progetto definitivo e di quello esecutivo.

Nei concorsi di progettazione relativi al settore dei lavori pubblici, le Amministrazioni dovranno mettere a disposizione dei concorrenti gli studi specialistici, l’inquadramento territoriale dell’area di intervento e il piano particellare di esproprio.

Il progetto di fattibilità tecnica ed economica dovrà essere accompagnato da una relazione generale, da cui si evincano le motivazioni delle scelte operate dal progettista, e da una relazione tecnica, con indagine e studi specifici, come i livelli prestazionali dell’intervento, la presenza di eventuali interferenze e il contesto urbanistico.

La bozza di decreto indica inoltre gli elaborati grafici e le modalità con cui redigere il quadro economico da allegare al progetto.

Il progetto definitivo individuerà compiutamente i lavori da realizzare nel rispetto di tutti i vincoli esistenti e conterrà tutti gli elementi necessari per il rilascio delle autorizzazioni richieste. Dovrà conformarsi alle scelte del progetto di fattibilità tecnica ed economica, salvo eventuali modifiche da motivare nei dettagli, e indicare precisamente la localizzazione del cantiere. In caso di lavori su opere esistenti, nel progetto definitivo dovrà essere indicato lo stato dell’opera. Ove necessario, bisognerà indicare il piano di riutilizzo delle terre e rocce da scavo.

Per gli interventi complessi il progetto comprenderà anche il piano di manutenzione. In caso di affidamento dei lavori sulla base del progetto definitivo, i concorrenti dovranno indicare i tempi della progettazione esecutiva e i dettagli costruttivi relativi al progetto architettonico e strutturale.

Anche in questo caso, il progetto definitivo sarà corredato da una relazione generale e da relazioni tecniche e specialistiche ad un livello di definizione tale che nella successiva progettazione esecutiva non si abbiano significative differenze tecniche e di costo.

Successivamente, il progetto esecutivo sarà sviluppato ad un livello di definizione tale che ogni elemento sia identificato in forma, tipologia, qualità, dimensione e prezzo e corredato da un piano di manutenzione dell’opera e delle sue parti in relazione al ciclo di vita dell’opera stessa.

Il progetto esecutivo consiste nell’ingegnerizzazione di tutte le lavorazioni e dovrà definire quindi compiutamente ogni particolare architettonico, strutturale ed impiantistico dell’intervento da realizzare. La bozza di decreto esclude da questa fase solo i piani operativi di cantiere, i piani di approvvigionamento e i calcoli e i grafici relativi alle opere provvisionali.

Nell’ambito del progetto esecutivo l’opera verrà quindi inserita in modo dettagliato nel contesto urbanistico e saranno valutati gli effetti del cantiere sul paesaggio, sulla popolazione e sul traffico. Tutti i calcoli saranno effettuati con riferimento alle fasi costruttive e a quelle di esercizio. I progetti esecutivi relativi ad interventi su opere esistenti dovranno essere corredati da elaborati grafici in grado di definirne lo stato di conservazione, i materiali e le tecnologie costruttive utilizzate.

In base al Codice Appalti, lo ricordiamo, salvo che in pochi casi deve essere posto a base di gara il progetto esecutivo per evitare l’allungamento dei tempi e l’aumento dei costi di realizzazione delle opere.

Fino ad ora, mancando il decreto sui livelli di progettazione, nulla è cambiato. Il passaggio alle nuove regole non sarà immediato. La bozza di decreto diffusa dal Mit prevede infatti sei mesi di tempo per l’entrata in vigore dopo la pubblicazione.

 

PROFESSIONISTI

Reddito architetti, Almalaurea: a 5 anni dal titolo non supera i 1.267 euro al mese

A cinque anni dalla laurea le retribuzioni medie dei laureati in architettura non superano i 1.267 euro al mese.

A sostenerlo Almalaurea nel Rapporto 2017, in cui ha analizzato il profilo e la condizione occupazionale dei laureati a 1, 3 e 5 anni dalla laurea.

Ad un anno dal conseguimento del titolo universitario, la retribuzione mensile netta dei professionisti sfiora i 1.150 euro. Rispetto alle rilevazioni precedenti le retribuzioni reali risultano in aumento del 3%, ma in calo del 12% rispetto alle condizioni pre-crisi economica (2010).

Ad un anno dal titolo, le retribuzioni sono particolarmente elevate tra gli occupati dei gruppi medico (1.510 euro in media) e farmaceutico (1.229 euro) ma decisamente inferiori alla media, invece, nei restanti gruppi disciplinari, dove non raggiungono neppure i 1.000 euro; per gli architetti, ad esempio, è stata registrata una retribuzione di 812 euro al mese.

Anche a cinque anni dalla laurea, le retribuzioni più elevate sono percepite dai laureati del gruppo medico (1.877 euro), mentre risultano inferiori alla media le retribuzioni dei laureati nel gruppo architettura (1.267 euro al mese).

I dati Almalaurea sono in linea con quelli da Adepp che ha rilevato una flessione del 2,73% negli ultimi 12 anni del reddito dei liberi professionisti. Per gli ingegneri e gli architetti, i dati Adepp sui redditi rilevano che un architetto under 30 guadagna in media 11.005 euro lorde all’anno mentre un ingegnere under 30 sfiora le 14mila euro lorde all’anno.

In linea generale, i liberi professionisti under 40 anni guadagnano, in media, un terzo dei loro colleghi over 50, le donne guadagnano in media il 40% in meno dei loro colleghi uomini e la differenza di reddito si rileva già per le under 30 anche se è meno evidente (9% in meno).

Le differenze di reddito sono causate anche dalla provenienza geografica dei professionisti. I professionisti del Sud dichiarano in media il 40% in meno dei loro colleghi del Nord Italia

Secondo il Rapporto Almalaurea, nel 2017, avvocati, ingegneri, commercialisti sono entrati nel mondo del lavoro prima di altre categorie andandosi ad aggiungere a quelle professioni che avevano già registrato un miglioramento.

Tra uno e cinque anni dal conseguimento del titolo l’incremento della quota di occupati ha coinvolto soprattutto i laureati dei gruppi linguistico, economico-statistico, architettura e chimico farmaceutico.  A cinque anni dal titolo si può quasi parlare di piena occupazione per i laureati dei gruppi scientifico, ingegneria, professioni sanitarie ed educazione fisica.

A cinque anni dal titolo sono i laureati in architettura a registrare i livelli più elevati di lavoro autonomo, che raggiungono, rispettivamente il 34 e il 25% degli occupati. Maggiore diffusione dei contratti a tempo indeterminato si osserva, invece, tra i laureati dei gruppi ingegneria e scientifico con quote che sfiorano l’80%.

Il lavoro autonomo è più diffuso nelle aree meridionali soprattutto tra gli architetti; il lavoro a tempo indeterminato è invece prerogativa del Nord.

Qui è possibile consultare il rapporto Almalaurea.

 

Pratiche edilizie ed equo compenso: a Roma e Napoli i tecnici collaborano col Comune

Instaurare una proficua collaborazione tra professionisti e pubbliche amministrazioni (PA) favorendo il lavoro dei progettisti da una parte e la semplificazione delle pratiche comunali dall’altra.

Questo il comune denominatore di due iniziative che hanno coinvolto i professionisti tecnici di Roma e Napoli e che hanno come fulcro l’attuazione del Jobs Act Autonomi per ciò che concerne il ruolo sussidiario delle professioni e la rivendicazione della dignità professionale.

Per velocizzare l'istruttoria delle pratiche edilizie a Roma, l’Ordine degli architetti di Roma, lo scorso 23 maggio, ha presentato la Commissione CICLOPE (Commissione Integrata Lavoro e Opere Pubbliche sui procedimenti edilizi) che lavorerà in piena sinergia con l’Assessorato e il Dipartimento di architettura e urbanistica, per fornire un contributo all’amministrazione capitolina.

In pratica, la commissione, attraverso un team di tecnici, esaminerà le pratiche edilizie (Cila, Scia, PdC ecc) e fornirà un parere facoltativo e non vincolante sui procedimenti edilizi che gli architetti regolarmente iscritti all’Ordine intendono presentare.

Questa iniziativa apre una nuova fase di collaborazione fra Ordini e Amministrazione, in linea con l’articolo 5 del Jobs Act Autonomi, favorendo il lavoro dei professionisti, alleggerendo i compiti dei dipendenti degli uffici pubblici e riducendo i tempi di attesa per i cittadini.

Un altro esempio di collaborazione tra PA e professionisti è accaduto a Napoli; qui i componenti della Coalizione 27 Febbraio (#C27F) il 17 maggio scorso si sono riuniti intorno ad un tavolo con il Comune per discutere di temi essenziali per i professionisti come: equo compenso, lotta al lavoro nero negli studi professionali, certezza dei pagamenti e condono edilizio.

Anche in questo caso la collaborazione che si è instaurata tra i professionisti e la PA passa dai principi istituti dal Jobs Act autonomi sull’equo compenso e sulla certezza di pagamento. Sul punto, infatti, il Comune di Napoli si è reso disponibile a ipotizzare una retribuzione di riferimento per specifici interventi di consulenza, laddove non sia già prevista da specifici decreti ministeriali (come accade per ingegneri e architetti con il DM 17 giugno 2016). L’auspicio è che anche il Comune di Napoli possa emanare una delibera sull’equo compenso come ha fatto la Regione Toscana.

Sul fronte del contrasto allo sfruttamento dei lavoratori autonomi, il Comune di Napoli ha approvato una delibera che ha modificato il Regolamento per la concessione di suolo pubblico subordinando questa concessione al rispetto da parte dei richiedenti di una serie di norme, tra cui quelle in materia di lavoro, contribuzione previdenziale, applicazione dei contratti collettivi e tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.

Secondo la #C27F “questa delibera, unica in Italia, costituisce un importante precedente circa l'uso degli strumenti amministrativi comunali contro lo sfruttamento del lavoro”.  In tal modo la partecipazione a gare potrebbe essere inibita senza la prova della regolarità retributiva e contributiva nei rapporti lavorativi con i propri collaboratori, prevedendo la revoca dell’incarico.

Per arginare il problema del mancato pagamento di professionisti abilitati da parte di committenti che senza problemi danno inizio ai lavori, la C27F ha proposto di istituire una piattaforma telematica con cui acquisire idonea documentazione attestante i pagamenti dei professionisti per l'ottenimento di permessi, concessioni, autorizzazioni, assensi comunque denominati, ecc.

Al termine del tavolo tecnico il Comune ha anticipato che, in considerazione della rilevanza degli argomenti affrontati dalla C27F e della capacità multidisciplinare di affrontare questioni che riguardano trasversalmente i liberi professionisti di vari settori, coinvolgerà la Coalizione nel tavolo tecnico sul condono edilizio, argomento complesso che vedrà coinvolti tutti gli ordini professionali e collegi interessati dall’argomento (agronomi, architetti, avvocati, geologi, geometri, ingegneri, periti). (edilportale.com)

 

FISCO

Ecobonus, le regole per la cessione del credito d’imposta

L’Agenzia delle Entrate fa chiarezza sulla cessione del credito corrispondente all’Ecobonus. È stata pubblicata la circolare 11/E, che spiega come usufruire della misura pensata per incentivare maggiormente gli interventi di efficientamento energetico degli edifici.

Circolare n. 11 - pdf

Comunicato stampa

Qui per approfondire.

 

Fatturazione elettronica, cosa c’è da sapere

Andrea Caccia, esperto UNINFO e Daniele Tumietto, esperto UNINFO, Fatturazione elettronica, ecco le regole dell'Agenzia delle Entrate (provvedimento e circolare): che c'è da sapere

Barbara Weisz, Fatturazione elettronica, le richieste dell'imprese verso l'obbligo 2019

Umberto Zanini, Fatture elettroniche, così i soggetti Iva dovranno inviarle a Sdi: le casistiche

Paolo Catti, Obbligo fatturazione elettronica, 5 cose da sapere per non farsi cogliere impreparati

Paolo Catti e Giuseppe Di Sessa, Fatturazione elettronica 2019, la trasformazione digitale in cinque passi

Claudio Rorato, Fattura elettronica B2B, tutti vantaggi per professionisti e software house

Alessandro Mastromatteo e Benedetto Santacroce, Fatturazione elettronica, i vantaggi nel ciclo attivo per le aziende

Rosario Farina e Benedetto Santacroce, Il ciclo passivo della fatturazione elettronica, i vantaggi dal 2019 per le imprese

Salvatore De Benedictis, Fattura elettronica, la legge sull'IVA è inadeguata: ecco perché e come adeguarla al digitale

Robert Braga, Fattura elettronica, commercialisti intermediari di piccoli clienti: quale soluzione

Luigi Foglia e Alessandro Selam, Fattura elettronica B2B, l'Agenzia delle Entrate prova a semplificare la vita delle aziende

 

Il Sole 24 ore del 18.5.2018: E-fattura, controlli sull'«originalità»

RUBRICA DI AGGIORNAMENTO GIURISPRUDENZIALE MAGGIO 2018

Inviato da admin il

Delibera ANAC n. 416/2018: la stazione appaltante deve essere messa al corrente di tutti i fatti astrattamente idonei a minare l'affidabilità dei concorrenti.

Non spetta all'impresa, ma solo alla stazione appaltante valutare se la condanna inflitta al concorrente è tale da metterne in dubbio la sua affidabilità e dunque vada o meno sanzionata con l’esclusione dalla gara. Per questo, il professionista che omette di autodichiarare con il DGUE l'arrivo di una sentenza definitiva di condanna deve essere escluso dal pubblico incanto.

È l'indirizzo offerto dall'Autorità Anticorruzione con la risposta a un parere di precontenzioso (delibera n. 416 del 2 maggio 2018) relativo al delicatissimo tema dell'esclusione per “gravi illeciti professionali”, cioè le macchie sul curriculum del professionista (o dell’impresa) che la stazione appaltante può prendere in considerazione per valutare l'integrità e i comportamenti passati dei partecipanti e, dunque, escluderli dalle gare per evitare di mettere l'appalto in mani giudicate poco affidabili.

Nel caso di specie l'impresa e la stazione appaltante hanno chiesto all'ANAC se la mancata indicazione di una condanna penale per omicidio colposo da parte di uno dei dirigenti principali dell'impresa avrebbe dovuto essere sanzionata con l'esclusione. Nel merito la condanna, resa definitiva dall'intervento della Cassazione, riguarda una sentenza per omicidio colposo “motivata dal mancato controllo della sicurezza dei luoghi (Forte Belvedere a Firenze) le cui aree esterne erano affidate in concessione” alla società “per l'organizzazione di attività di intrattenimento e, in particolare, per non avere predisposto le adeguate misure di sicurezza che tenessero gli spettatori distanti dai camminamenti e dai parapetti esterni della struttura”.

Ricostruita la normativa, il contenuto delle Linee guida n.6 che l'Autorità ha dedicato proprio a questo tema e i fatti, il presidente dell'ANAC spiega che “la valutazione della sussistenza di gravi illeciti professionali tali di integrare la causa di esclusione è sottratta all'operatore economico ed è rimessa alla discrezionalità della stazione appaltante”, che deve accertane la consistenza aprendo un contraddittorio con l'impresa. A questo scopo, “la stazione appaltante deve essere posta nella condizione di conoscere tutti i fatti astrattamente idonei ad integrare la causa di esclusione”. Dunque, la dichiarazione sostitutiva resa tramite DGUE deve avere “ad oggetto tutti i provvedimenti astrattamente idonei a porre in dubbio l'integrità o l'affidabilità del concorrente, anche se non ancora inseriti nel casellario informatico». Cantone ricorda che anche i giudici amministrativi hanno volte ribadito che «il concorrente non può operare alcun filtro nell'individuazione dei precedenti penali valutando esso stesso la loro rilevanza ai fini dell'ammissione della procedura di gara, in quanto tale potere spetta esclusivamente alla stazione appaltante (Consiglio di Stato 5 settembre 2017 n. 4192)”.

In conclusione, “L'omissione della dichiarazione di situazioni successivamente accertate dalla stazione appaltante comportano l'applicazione dell'art. 80, comma 1, lett. f-bis) del codice e dunque determinano l'esclusione dalla gara del concorrente per avere presentato nella procedura di gara in corso dichiarazioni non veritiere”.

Avv. Giuseppe Acierno

 

Consiglio di Stato, sez. V, sent. n. 2853/2018: applicazione dell'articolo 42 del codice quando supera le eccezioni dell'articolo 24, comma 7.

Il progettista con il doppio incarico di consulente dell'impresa concorrente e progettista firmatario del progetto esecutivo posto a base di gara giustifica l'esclusione dalla gara dell'operatore economico, ai sensi dell'art. 42 del Codice degli Appalti, che detta i principi che determinano le situazioni di conflitto di interesse. 

È questa la conclusione dei Giudici della sezione V del Consiglio di Stato che si legge nella complessa ed estesa pronuncia in commento. La sentenza, peraltro, ripercorre e riafferma (anche richiamando precedenti pronunce) l'esatto confine tra le competenze di carattere tecnico-discrezionali riservate alla commissione di gara (insindacabili in sede giurisdizionale), e le competenze del giudice, che attengono “difetti palesi che rendano la scelta tecnica abnorme o gravemente inadeguata ovvero quando riguardi elementi specifici componenti l'offerta, autonomamente valutabili e da ritenersi essenziali”.

Il cuore della pronuncia sta nell’interpretazione delle cause di esclusione in presenza di casi di conflitto di interesse richiamati dall'art. 42 del citato, senza che possano applicarsi le eccezioni indicate nell'art. 24 del Codice (progettazione interna della PA) nell'ultimo periodo del co. 7, relativamente ai casi di collegamento o controllo tra progettista che ha lavorato per la PA e l'operatore economico che partecipa alla gara.

I giudici di Palazzo Spada affermano che “il progettista, già incaricato della stazione appaltante della predisposizione del progetto posto a base di gara, che sia stato indicato, nell'offerta tecnica di un operatore economico concorrente per l'affidamento dell'appalto dei lavori, quale consulente esterno dell'aggiudicatario, in fase esecutiva, con compiti di natura tecnica, è in posizione di incompatibilità ai sensi dell'art. 24, comma 7, del d.lgs. n. 50 del 2016, anche se non è legato all'aggiudicatario da un rapporto di dipendenza o di subordinazioneUna diversa lettura finirebbe per rendere più che agevole l'elusione dei divieti di cui all'art. 24, comma 7, mediante la partecipazione alla gara di enti dotati di personalità giuridica distinta da quella dei progettisti o dalla persona fisica dei progettisti, ove fosse consentito attribuire nella sostanza a questi ultimi un ruolo comunque rilevante in fase di esecuzione dei lavori … Conseguentemente spetta all'operatore economico aggiudicatario dimostrare che l'esperienza acquisita nell'espletamento dell'incarico di progettazione dal suo consulente esterno non abbia determinato un vantaggio tale da falsare la concorrenza con gli altri operatori in fase di gara”. Tale prova, come viene estesamente illustrato nella pronuncia, «non può dirsi raggiunta». La stazione appaltante, aggiungono i Giudici, avrebbe dovuto accorgersi per tempo di questa situazione. “Si è in presenza di indizi gravi, precisi e concordanti di una situazione di incompatibilità, che sarebbe stato onere della stazione appaltante ed, ancor di più, dell'aggiudicataria confutare, fornendo la prova contraria richiesta dall'art. 24, comma 7”.

I Giudici rintracciano l'origine della situazione di palese conflitto di interessi in cui si trova il professionista nella doppia veste di firmatario del progetto esecutivo e consulente dell'impresa concorrente all'appalto di lavori. Il bando, infatti, tra le altre cose, statuisce che le soluzioni progettuali migliorative proposte sulla base del progetto esecutivo redatto dall'impresa saranno “validate in contraddittorio con il progettista dell'opera. Le stesse diverranno fonte di obbligo contrattuale. Ai fini della validazione la stazione appaltante potrà richiedere al concorrente, senza onere aggiuntivo per la stessa committenza, elaborati grafici e tecnici esplicativi delle migliorie proposte nonché approfondimenti e specificazioni delle stesse”. In altre parole, dal bando di gara emergeva in prospettiva il paradosso per cui, non solo il progettista/collaboratore si trova a svolgere un doppio ruolo - quello di progettista della PA e quella di consulente incaricato dall'impresa - ma avrebbe potuto trovarsi nella situazione di ingaggiare l'impossibile contraddittorio tecnico con se stesso.

Avv. Riccardo Rotigliano

 

Criterio del massimo ribasso al posto di quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa: il Consiglio di Stato dice no all’obbligo di immediata impugnativa del bando.

L'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato ha detto no alla richiesta di obbligare le imprese (o i professionisti) a contestare immediatamente il criterio di aggiudicazione individuato nel bando di gara, così come tutte le altre clausole “procedurali” ritenute illegittime dai concorrenti.

Piuttosto che ridurre i casi di contenzioso una soluzione simile finirebbe per alimentare la vocazione al ricorso, frammentando ancor di più le procedure di definizione delle controversie negli appalti che, già oggi, si dividono tra un rito superaccelerato (obbligo di contestare immediatamente i provvedimenti di ammissione/esclusione) e ordinario. Dunque, tutto resta invariato, con la possibilità di obiettare in giudizio la scelta dei criterio di aggiudicazione al momento della definizione della graduatoria.

Al centro della questione, definita con la sentenza n. 4/2018, c'era il ricorso di un'impresa che contestava alla stazione appaltante di aver scelto il criterio di aggiudicazione al massimo ribasso in una gara che prevedeva, a suo modo di vedere, un servizio di natura complessa e dunque da aggiudicare con l'offerta più vantaggiosa. La vicenda è finita davanti all'Adunanza Plenaria.

I quesiti più importanti riguardavano:

1) la possibilità di stabilire una nuova tagliola per i ricorsi introducendo l'obbligo di contestare subito i criteri di aggiudicazione e le altre clausole del bando, di tipo procedurale, senza, cioè, riflessi sull'ammissione alla gara dell'impresa, che invece già oggi impone la contestazione immediata;

2) l'idea di allargare anche alle imprese che non hanno partecipato alla gara la possibilità di proporre ricorso in questi casi.

L'Adunanza Plenaria ha detto no a tutte e due le domande, con un'articolatissima sentenza che passa in rassegna il vecchio e nuovo quadro normativo per motivare la propria scelta.

Per contestate i criteri di aggiudicazione, “così come le altre clausole del bando che non rivestono certa portata escludente” dei potenziali concorrenti, bisogna aspettare “l'atto conclusivo della procedura di gara”. Ciò perché, in disparte i probabili effetti di ulteriore inflazione del contenzioso, per il massimo giudice amministrativo l'interesse dell'impresa a gareggiare sotto la tutela di un bando perfettamente a norma di legge deve essere considerato recessivo rispetto all'interesse di questi ad ottenere l'aggiudicazione, e che, ove eventualmente resosi aggiudicatario, l'operatore non avrebbe alcun interesse a contestare una lex specialis che comunque gli ha attribuito il bene della vita cui aspirava.

In definitiva, la possibilità di aggiudicarsi il contratto per chi partecipa a un appalto è di sicuro più importante della legittimità formale del bando. Imporre di contestare subito le clausole ritenute illegittime, nell'incertezza di risultare poi anche aggiudicatario della commessa, rischierebbe da una parte di avere impatti negativi sulla partecipazione alla gara e dall'altra di aumentare il contenzioso.

                                                                                                                                                    Avv. Riccardo Rotigliano

Normativa GDPR e Regolamento MainPrivacy

Inviato da admin il


Gentili Associati,

Il nuovo Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati Personali – GDPR entra oggi in pieno regime.

A tal riguardo, in virtù di tale regolamento, siamo lieti di anticiparVi che a brevissimo la Fondazione integrerà la sua offerta di servizi a disposizione degli aderenti, sottoscrivendo una convenzione che consentirà di acquistare il Software MAINPRIVACY, realizzato secondo il codice di condotta accreditato dal "Garante per la Privacy" di proprietà della Uniquality, per consentire ad Ingegneri ed Architetti liberi professionisti iscritti ad Inarcassa, di poter adempiere agevolmente agli obblighi in materia di privacy del "GDPR".

Con il nuovo Regolamento molti aspetti di carattere normativo si semplificano e la gestione della Privacy assume caratteristiche più moderne

Fondazione Inarcassa da sempre attenta alla tutela e ai diritti dei nostri associati, ha attuato quanto previsto adeguando i servizi al trattamento e alla protezione dei tuoi dati in virtù del nuovo regolamento Europeo 679/2016.

Fondazione Inarcassa ha obbligo di informare che tutti i diritti dell’interessato e le modalità di un reclamo sono descritti nell’informativa Privacy all’interno del sito:

http://fondazionearching.it/privacy-policy

Se avete domande su questo messaggio, potete contattarci all'indirizzo info@fondazioneinarcassa.it

Cordiali saluti.

La Fondazione Inarcassa

Call to action: Challenge 4 Internationalization

Inviato da admin il

 

HAI TEMPO FINO AL  1° GIUGNO 2018 PER COMPILARE L’ISCRIZIONE

Il “Challenge4Internationalization” si terrà 29 e 30 giugno 2018 a Torino

 

Per aiutare i professionisti a coinvolgere i propri clienti a formare una “squadra vincente” nei processi di internazionalizzazione, la Fondazione Inarcassa, in collaborazione con il Consiglio Nazionale Architetti PPC e la Kelmer Group, società di consulenza internazionale, ha messo a punto il progetto Challenge4Internationalization, un percorso formativo finalizzato a stimolare la conoscenza dei mercati internazionali da parte dei professionisti, offrendo loro anche l’opportunità di fidelizzare la propria clientela.

Vi ricordiamo che le peculiarità del format sono:

  • Ogni corso ha una durata di 2 giorni (un giorno full time + una ½ giornata)
  • Il corso sarà aperto ai professionisti* che dovranno però coinvolgere anche un’impresa con cui sviluppare un progetto di internazionalizzazione
  • Interventi di esperti di marketing professionale e di impresa
  • Pianificazione di un progetto di internazionalizzazione e verifica della fattibilità degli obiettivi
  • Lezioni a tema internazionalizzazione con specifico riguardo agli UAE e su argomenti di natura fiscale, contrattuale, gestionale, commerciale e professionale.
  • Partecipazione di esponenti governativi, rappresentanti dei distretti del design e dell'arredo, referenti dei piani di sviluppo infrastrutturale degli EAU; professionisti, docenti universitari ed imprenditori con esperienza di internazionalizzazione.

I progetti di internazionalizzazione saranno, successivamente, oggetto di valutazione da parte dei relatori delle due giornate.  Il progetto che risulterà migliore, tenuto conto del rapporto tra innovazione e fattibilità economico-finanziaria, avrà a disposizione una consulenza dedicata della Kelmer Group del valore commerciale di 3.000 euro che prevede:

  • Analisi condotta dai consulenti a Dubai per valutare gli obiettivi, ed esaminare le possibili strategie funzionali per l’ingresso del mercato di riferimento
  • Preparazione di una breve ricerca sul settore obiettivo del progetto, al fine di elaborare una proposta metodologica di lavoro
  • Organizzazione di una missione con appuntamenti B2B che si svolgeranno nel corso di 2 giorni lavorativi.
  • Un follow up sui risultati della missione

Se sei interessato scarica il programma 

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Per l'attività formativa verrà presentata istanza per il riconoscimento dei relativi CFP

*attività riservata ai professionisti iscritti Inarcassa

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