RUBRICA DI AGGIORNAMENTO GIURISPRUDENZIALE N. NOVEMBRE 2018

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Consiglio di Stato, sez. III, sent. n. 5859/2018: per far decorrere il termine di 30 giorni per l’impugnazione dell’aggiudicazione definitiva l’amministrazione deve motivare la decisione.

Il termine per l'impugnare davanti al giudice amministrativo l’aggiudicazione definitiva decorre dal momento in cui l'ente appaltante ha trasmesso il provvedimento di aggiudicazione con la relativa motivazione, non essendo sufficiente la mera comunicazione dell'intervenuta aggiudicazione.

È questo il principio affermato dal Consiglio di Stato con la sentenza in commento, che ha così risolto una questione interpretativa derivante da un difetto di coordinamento tra Codice del Processo Amministrativo e Codice degli Appalti, conseguente al mancato adeguamento della disciplina sul termine di impugnazione contenuta nel primo alle novità introdotte dal secondo.

Nel caso di specie, una Asl ha bandito una procedura aperta per l'affidamento biennale del servizio di gestione internalizzata del sistema logistico. A fronte dell'intervenuta aggiudicazione un concorrente ha proposto ricorso al TAR. Con specifico riferimento alla decorrenza del termine per l'impugnazione, il ricorrente ha sostenuto di aver avuto piena cognizione dell'aggiudicazione solo a seguito della specifica comunicazione con cui l'ente appaltante trasmetteva il provvedimento di aggiudicazione corredato delle relative motivazioni. A seguito di tale comunicazione, il ricorrente ha esercitato il diritto di accesso agli atti ed ha, quindi, avuto piena conoscenza di tutti gli atti rilevanti dell'ente appaltante, idonei ad articolare i motivi di ricorso.

Questa ricostruzione è stata contestata dall'ente appaltante e dall'aggiudicatario. Essi hanno sostenuto che, antecedentemente alla comunicazione del provvedimento di aggiudicazione, vi era stata un'altra comunicazione, che occorreva considerare ai fini della decorrenza del termine per l'eventuale impugnazione. 

In verità questa comunicazione antecedente consisteva in una pec con cui l'ente appaltante rendeva noto che con delibera dell'organo competente era stata approvata l'aggiudicazione definitiva del servizio, senza, tuttavia, fornire alcun ulteriore elemento conoscitivo. 

Secondo questa tesi, la citata comunicazione era sufficiente per far decorrere il termine per l'impugnazione, con la conseguenza che il ricorso, essendo stato proposto dopo che erano trascorsi trenta giorni dalla stessa, doveva considerarsi tardivo e quindi improcedibile. 
Questa prospettazione è stata accolta dal TAR Veneto, che ha effettivamente dichiarato improcedibile il ricorso per tardività. 

Secondo il giudice amministrativo di primo grado ai fini dell'individuazione del termine di decorrenza per l'eventuale impugnazione occorre fare riferimento al momento in cui il concorrente abbia avuto conoscenza degli elementi essenziali dell'atto lesivo, che gli consentono di avere cognizione del pregiudizio alla propria sfera giuridica. E tale conoscenza ben può derivare anche da una semplice comunicazione con cui il concorrente viene informato dell'intervenuta aggiudicazione, poiché tale comunicazione è idonea a far percepire al concorrente l'effettiva lesione del proprio interesse all'aggiudicazione dell'appalto, rendendo, pertanto, attuale l'interesse ad agire e facendo conseguentemente decorrere il termine per l'impugnazione.

Contro la decisione del TAR il ricorrente ha proposto appello al Consiglio di Stato, che ha efficacemente individuato la questione interpretativa da cui trae origine la controversia oggetto di esame. Tale questione nasce dal mancato coordinamento tra il Codice del Processo Amministrativo ed il nuovo Codice dei Contratti Pubblici di cui al d.lgs. n. 50/2016. Infatti, l'art. 120, co. 5, del c.p.a. subordina l'impugnazione dell'aggiudicazione al ricevimento della comunicazione di cui all'art. 79 del d.lgs. n. 163/2006 (cioè la comunicazione prevista dal precedente regime normativo). Non vi è stato, quindi, alcun adeguamento alle successive previsioni del d.lg. n. 50 che, per ciò che concerne la comunicazione di avvenuta aggiudicazione, fa riferimento a quanto previsto all'art. 76.

Le due norme si distinguono per un aspetto che, ai fini della questione in esame, assume un valore dirimente. L'art. 79 prevedeva, infatti, che la comunicazione di aggiudicazione sia accompagnata dal relativo provvedimento e dalla connessa motivazione che deve avere un contenuto minimo, dovendo illustrare almeno le caratteristiche e i vantaggi dell'offerta aggiudicataria e il nominativo dell'aggiudicatario. Al contrario, l'art. 76 si limita a prevedere che l'ente appaltante comunichi l'aggiudicazione, senza fornire alcun elemento ulteriore, che deve eventualmente essere messo a disposizione solo su richiesta dell'interessato.

È evidente che qualora si ritenga valida la previsione contenuta all'articolo 76 gli obblighi informativi saranno minori, e si potrà coerentemente ritenere che il termine per l'impugnazione decorra da questa semplice comunicazione di aggiudicazione. Al contrario, la tesi che ritenga vigente il riferimento all'art. 79 del vecchio Codice comporta la necessità di accompagnare la comunicazione di aggiudicazione con il relativo provvedimento e la conseguente motivazione, con l'effetto di far decorrere il termine per l'impugnazione solo dalla conoscenza compiuta di tutti questi elementi.

Operata nei termini anzidetti la ricognizione del quadro normativo, il Consiglio di Stato prospetta tre possibili diverse opzioni interpretative.

  1. La prima a lume della quale il riferimento all'art. 79 contenuto nel c.p.a. andrebbe sostituito con il riferimento all'art. 76 del nuovo Codice Appalti. Di conseguenza, il ricorso presentato dopo i trenta giorni dall'intervenuta conoscenza dell'aggiudicazione – anche se non accompagnata da alcun elemento ulteriore – deve considerarsi tardivo. Questa tesi in realtà suscita perplessità in relazione al fatto che viene operata un'automatica sostituzione tra due norme diverse, di modo che più che un'interpretazione della norma vigente si risolve quasi nella creazione di una nuova norma.
  2. La seconda tesi è quella che interpreta il nuovo art. 76 in continuità con il precedente art. 79 cosicché, nonostante il primo non faccia un riferimento esplicito al provvedimento di aggiudicazione, deve intendersi che quest'ultimo deve comunque essere comunicato con la relativa motivazione.
  3. Infine, la terza tesi a mente della quale ci si troverebbe di fronte a un rinvio recettizio, nel senso che essendo la norma richiamata dall'art. 120 del c.p.a. – e cioè l'articolo 79 – stabilmente incorporata in quest'ultima essa rimarrebbe indifferente ai successivi interventi normativi. In sostanza il riferimento all'art. 79 continuerebbe ad avere una sua valenza anche se da un punto di vista formale tale norma – contenuta nel d.lgs. n. 163 - è stata abrogata a seguito dell'entrata in vigore del d.lgs. n. 50.

Il Consiglio di Stato, pur senza scegliere tra la seconda e la terza tesi interpretativa, ha ritenuto che vada privilegiata la soluzione secondo cui il termine per la presentazione del ricorso decorre solo a seguito della comunicazione del provvedimento di aggiudicazione con la relativa motivazione.
Decisive in questo senso sono le previsioni contenute nella normativa comunitaria. In particolare, nelle direttive ricorsi che si sono succedute nel tempo è sempre stato indicato che la comunicazione di aggiudicazione che viene inviata agli interessati deve contenere le informazioni pertinenti che sono indispensabili per la presentazione di un ricorso efficace.

Nella stessa direzione si è mossa anche la Corte di Giustizia UE.

In alcune pronunce la stessa ha affermato chiaramente che ricorsi efficaci possono essere garantiti solo se i relativi termini per la presentazione cominciano a decorrere dal momento in cui il ricorrente è venuto a conoscenza delle ragioni della presunta violazione delle regole di gara. 
In sostanza, il quadro comunitario rafforza la conclusione del Consiglio di Stato secondo cui ai fini della decorrenza del termine di impugnazione è necessario che l'ente appaltante abbia provveduto a comunicare il provvedimento di aggiudicazione con la relativa motivazione. Con la conseguenza che non può considerarsi tardivo il ricorso che sia presentato entro i trenta giorni da tale comunicazione, anche se in precedenza il concorrente era comunque venuto a conoscenza dell'intervenuta aggiudicazione.

Avv. Giuseppe Acierno

 

Non è obbligatorio procedere con le gare elettroniche per gli affidamenti sotto i 1.000 euro.

Gli obblighi di comunicazione elettronica negli appalti, entrati in vigore lo scorso 18 ottobre, non riguardano i microaffidamenti sotto i mille euro.

La precisazione arriva dal presidente dell’ANAC Raffaele Cantone. Con un comunicato reso noto ieri, il numero uno dell’Autorità risponde alle numerose richieste di chiarimento inoltrate dai funzionari delle stazioni appaltanti, preoccupati che dallo scorso 18 ottobre le nuove regole sulle comunicazioni elettroniche tra PA e imprese andassero applicate anche ai microappalti.

Da Cantone arriva la rassicurazione sul fatto che gli affidamenti sotto i mille euro restano esclusi da questi obblighi. Per l’ex magistrato, infatti, ad escludere le assegnazioni sotto i mille euro dal vincolo di procedere usando mezzi telematici è la disposizione della legge finanziaria 2007 (legge 296 del 27 dicembre 2006, art. 1, co. 450) ai sensi della quale la soglia minima per l’obbligo di ricorrere a procedure telematiche è l’importo di mille euro. La norma, si precisa nel comunicato, non è stata abrogata dal nuovo codice appalti (d.lgs. n. 50/2016),

Per questo motivo, è la conclusione, “l'Autorità ritiene che, per gli acquisti infra 1.000 euro, permanga la possibilità di procedere senza l'acquisizione di comunicazioni telematiche”.

Avv. Riccardo Rotigliano

Newsletter Fiscale Novembre 2018

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Nuovo appuntamento con il servizio newsletter di informazione in ambito fiscale del mese di Novembre 2018, servizio creato dallo studio commercialista Pertile-Sensi.

In questa news troverete: 

SCADENZARIO FISCALE

NOVITA’ FISCALI E AMMINISTRATIVE

 

1. Fatturazione elettronica: per forfettari e minimi conservazione elettronica dei documenti di acquisto

2. La rottamazione Ter

3. Stralcio dei ruoli sino a 1.000,00 euro

4. Tempi diversi per la Comunicazione dati delle liquidazioni IVA e la comunicazione dei dati fatture

 

RISPOSTE AI QUESITI

Ho avuto un brusco calo di fatturato nell’anno, come mi devo regolare per il versamento del 2°acconto delle imposte Irpef e Irap?

 

Per scaricare la NEWSLETTER DI NOVEMBRE, cliccare qui.

Concorso di progettazione Complesso scolastico Carracci

È stato pubblicato il bando di concorso per la progettazione del nuovo complesso scolastico Carracci in Comune di Bologna, promosso sulla base del protocollo d’intesa sottoscritto tra il Comune di Bologna, Inarcassa e la Fondazione Inarcassa, con il contributo  degli Ordini provinciali degli Architetti e degli Ingegneri, per favorire e promuovere l’utilizzo dello strumento concorsuale nella realizzazione d

NOTTE BIANCA DEGLI APPALTI PUBBLICI 7

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13 dicembre 2018 dalle ore 16:00

      PALAZZO BRANCACCIO – Roma, viale del Monte Oppio,7

 

Nella splendida cornice di Palazzo Brancaccio, alti contenuti scientifici, con un apposito spazio destinato agli Ingegneri e agli Architetti, avrà luogo la sessione seminariale che dovrà presumibilmente rapportarsi con intercorrenti modifiche legislative sugli appalti pubblici:

 

PROGRAMMA

  • Ore 16:00 Arrivo dei discenti e degli ospiti; accredito dei partecipanti – (Sala Rossa);
  • Ore 16:15-17:50:

Workshop seminariale: “I più recenti orientamenti in tema di affidamento dei servizi di ingegneria e architettura”, coordinato da Avv. Francesco A. Caputo (Avvocato amministrativista, fondatore IEOPA) e Dott. Dario De Santis (Amministratore unico IEOPA, project manager e esperto in anticorruzione) – (Sala degli Angeli);

  • Ore 18:00 Celebrazione della Santa Messa in commemorazione di Eugenio Mele, presso l’antistante Basilica dei Santi Silvestro e Martino ai Monti, in Viale del Monte Oppio, 28;
  • Ore 19:00 Cocktail con degustazione dei prodotti della Filiera Madeo, con relativa presentazione del Presidente Ernesto Madeo – (Galleria degli Specchi);
  • Ore 20:15-22:45 Convegno: “Verso il terzo codice dei Contratti Pubblici” – (Salone per Conferenze);

Introduce: Dario De Santis, Amministratore Unico IEOPA;

– “L’interconnessione socio-organizzativa delle figure soggettive sintomatiche delle Stazioni Appaltanti nel procedimento di assegnazione delle commesse” – Teresa Serra (Professore Emerito di Filosofia Politica  – Università di Roma La Sapienza);

– “Le attività delle Stazioni Appaltanti e degli operatori economici al cospetto dei nuovi scenari di protezione dei dati” – Anna Cataleta (Privacy Consultant – Primo Presidente IEOPA);

– “Il soccorso istruttorio procedimentale e processuale” – Anna Corrado (Consigliere TAR Campania, Na);

– “L’offerta tecnica tra impegni in fase di gara, alea contrattuale e obblighi di corretta esecuzione” – Gianni Fischione (Avvocato – esperto in contrattualistica pubblica);

Coordina e interpella testimoni privilegiati: Francesco A. Caputo (Avvocato amministrativista – fondatore IEOPA);

Discussant: Francesco Rabotti (Avvocato Primo Presidente M. IEOPA);

Presiede, intervalla, relaziona e conclude: Giuseppe Chinè (Consigliere di Stato e Capo Gabinetto del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca);

  • Ore 23:00 Cena conclusiva a cura dell’organizzazione – (Sala degli Arazzi).

 

PARTECIPARE ALL’EVENTO

Per la sessione formativa è in corso istanza di riconoscimento di n. 4 CFP per gli Architetti e gli Ingegneri presenti.

Per le registrazioni all’evento si rinvia al link sotto-riportato, contenente l’apposito Form e tutte le informazioni necessarie.

http://www.ieopa.com/notte-bianca-7/

Concorso di progettazione complesso scolastico Carracci

Tiarstudio e abp architetti si aggiudicano il concorso di progettazione bandito il 14 novembre 2018 dal Comune di Bologna, in collaborazione con Inarcassa, Fondazione Inarcassa, e con gli ordini professionali di Architetti e Ingegneri di Bologna, che si è svolta sulla piattaforma informatica sviluppata dall’Ordine Architetti 
 
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GO TO WORLD: QUARTA TAPPA LECCE

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Per le iscrizioni:

La modalità di iscrizione e registrazione dei partecipanti sarà fatta direttamente in segreteria 

 

Per dare al professionista tutti gli strumenti utili a valutare e implementare la sua strategia di internazionalizzazione in autonomia, ovvero individuando gli interlocutori e i partner giusti, la Fondazione Inarcassa ha messo a punto un progetto di formazione gratuita con un focus su Stati Uniti, Russia, Cina e Emirati Arabi: aree geografiche a maggior potenzialità ma con caratteristiche di approccio e regole molto diverse e specifiche. Il progetto, sviluppato in collaborazione con GoToWorld, consorzio specializzato nella consulenza di internazionalizzazione, che ha preso il via con un Webinar di presentazione lo scorso 13 giugno, (clicca qui per maggiorni informazioni) si articolerà con dei seminari frontali in cinque città italiane e con un FAD di 8 ore. La prima tappa è stata il 16 luglio a Roma, la seconda il 18 settembre a Ragusa, la terza il 19 ottobre a Verona, la quarta sarà il 20 novembre a Lecce.

L’internazionalizzazione è un processo di crescita che non riguarda solo le imprese; in un mondo globale anche il professionista può internazionalizzare la sua attività, andando a cogliere le opportunità di business che alcuni Paesi e aree geografiche oggi offrono.

L’internazionalizzazione significa grandi opportunità ma anche rischi. È un processo a step che inizia “in casa”: richiede analisi per individuare il Paese più adatto da cui partire, comprensione del Paese e delle sue regole, pianificazione del percorso. Ma una volta compreso il percorso corretto di ingresso in un Paese sarà possibile replicarlo, mutatis mutandis, anche in altri contesti geografici.

Per ciascun paese verranno trattati gli aspetti fondamentali per garantire il successo di una strategia di internazionalizzare:

•             Inquadramento macroeconomico del Paese

•             Il settore costruzioni: valori, attori e trend

•             Come entrare nel paese: forme societarie, aspetti legali e amministrativi

•             Le diverse forme societarie in Stati Uniti/Russia/Cina/Emirati Arabi: ufficio di rappresentanza,   branch, società di diritto locale, sede fissa di affari (stabile organizzazione)

•             Legislazione locale e peso della burocrazia

•             Expat e regimi fiscali di personale all’estero (visti, contributi, fiscalità, previdenza)

•             La professione all’estero: riconoscimento delle qualifiche

•             Solo per la Russia: Certificazione EAC, cenni

•             Business etiquette

•             Come sviluppare attività di networking e marketing locali  

 

Prima tappa Roma 16 LUGLIO - Scarica il programma 

Seconda tappa Ragusa 18 SETTEMBRE - Scarica il programma - Scarica le slide

Terza tappa Verona 19 OTTOBRE - Scarica il programma - scarica le slide

Quarta tappa LECCE 20 NOVEMBRE - Scarica il programma 

 

Prossimi appuntamenti:

NAPOLI 6 DICEMBRE 

 

Scarica la presentazione del progetto

 

Progettare in Cina con il CHINA WORLD FOOTBALL EXPO

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Le maggiori aziende cinesi sono state coinvolte nella costruzione “dell’industria del calcio cinese” destinando somme ingenti per costruire centinaia di grandi "mall" polifunzionali, con, al loro interno, altrettanti stadi.

Un progetto fortemente voluto dal Governo Xi Jinping, il quale ha avviato un massiccio piano di investimenti per implementare il PIL e creare 12 milioni di posti di lavoro. 

Un terreno inesplorato, questo, per gli imprenditori cinesi, che avranno dunque bisogno di progettisti, specialisti del settore (ingegneri, architetti ecc.), tecnologie specifiche, luci, sicurezza, impiantistica e tanto altro.

Dal 30 novembre al 2 dicembre presso il China International Exhibition Center di Chaoyang Qu, Beijing (Pechino) si svolgerà la prima fiera sul calcio allestita su territorio cinese, organizzata dal CIEC Overseas Exibition Group, con la collaborazione, per la parte internazionale, di RomExpo, società italiana che ha all’attivo la progettazione e l’allestimento di diversi eventi internazionali di successo.

Clicca qui per tutti i dettagli.

Per maggiori informazioni, cliccare qui 

EXPO 2020 DUBAI: AL VIA IL ROADSHOW DI PRESENTAZIONE DEL CONCORSO DI PROGETTAZIONE DEL PADIGLIONE ITALIA

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Il roadshow nazionale di presentazione del Concorso di progettazione del Padiglione Italia ha preso il via oggi a Bari, presso il Teatro Petruzzelli.

 

L’iniziativa ha come obiettivo quello di presentare il padiglione che dal 20 ottobre 2020 al 10 aprile 2021 rappresenterà il nostro Paese alla prossima esposizione Universale di Dubai e proseguirà con un ciclo di sei incontri a Milano, Roma, Firenze e Napoli, durante i quali, ad architetti e ingegneri, saranno illustrate le modalità di partecipazione e di presentazione dei progetti da far pervenire entro il 17 Dicembre 2018.

Per tutte le informazioni sugli incontri, cliccare qui.

 

Il concorso è indetto da Invitalia, l’Agenzia per lo Sviluppo per conto del Commissariato generale di sezione per la partecipazione italiana all’Expo 2020.Tutte le procedure sono sottoposte alle verifiche in via preventiva della legittimità degli atti da parte dell’Anac, l’Autorità Nazionale Anticorruzione e i progetti di fattibilità tecnica ed economica saranno valutati da una Commissione di elevato standing nazionale e internazionale.

Tutte le informazioni sono disponibili su https://gareappalti.invitalia.it e su http://italiaexpo2020dubai.it/bandi-e-gare/.

SINTESI DI MONITORAGGIO LEGISLATIVO 19 OTTOBRE/2 NOVEMBRE 2018

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NOTA POLITICA

Trasmessa alle Camere con quindici giorni di ritardo sulla tabella di marcia, la legge di Bilancio inizia il suo iter parlamentare per giungere all’approvazione entro fine anno. Sul programma economico per il 2019 pesano naturalmente le forti critiche e la sostanziale bocciatura di Bruxelles, mentre l’elemento più rilevante è che il reddito di cittadinanza e la riforma delle pensioni non compaiono nel testo inviato in Parlamento. Saranno infatti introdotti nel dettaglio con appositi provvedimenti collegati alla finanziaria. Sul punto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è stato molto chiaro e ha invitato il governo ad adoperarsi per tutelare al meglio l’economia italiana, auspicando l’avvio di “un dialogo costruttivo” con l’Unione europea. Per il capo dello Stato diventa infatti cruciale tutelare gli interessi fondamentali dell’Italia e in particolare il risparmio dei suoi cittadini, ponendo il paese al riparo dall’instabilità finanziaria.

 

EQUO COMPENSO

Il TAR Campania sull’equo compenso

Il giudice amministrativo riafferma il principio dell’equo compenso pronunciandosi su un ricorso di 106 avvocati napoletani contro un bando che prevedeva incarichi anche “a zero euro”.

L’equo compenso è un «principio» vincolante al pari di altri che sono alla base della corretta azione amministrativa, tra cui quello del «riequilibrio finanziario». Ed è, dunque, non più derogabile. Ad affermarlo è la prima sezione del Tar Campania, con un’ordinanza pubblicata il 25 ottobre che accoglie in via cautelare un ricorso presentato da ben 106 avvocati contro il Comune di Marano.

Per approfondire, qui.

 

LA MANOVRA DI BILANCIO

Il Governo ha inviato il testo del disegno di legge di bilancio per il 2019 al Quirinale per la firma di autorizzazione alla presentazione del testo in Parlamento il 31 ottobre. Il provvedimento, dunque, inizierà presto l’iter parlamentare.

Nel testo sono stanziati 17,8 miliardi di euro in tre anni per gli investimenti pubblici ed è prevista una nuova struttura di missione, da istituire a Palazzo Chigi, per monitorare e rilanciare gli investimenti: Investitalia.

Il governo mette in campo due nuove task force per monitorare e rilanciare gli investimenti pubblici, soprattutto infrastrutturali.

La prima è Investitalia, inserito nella versione definitiva del Ddl di Bilancio 2018 (articolo 18): una nuova struttura di missione a Palazzo Chigi, coordinata sempre dal presidente con finalità analoghe alla precedente (ma per infrastrutture non solo materiali, e non solo pubbliche), e con caratteristiche più tecniche, perché assumerà nuovo personale esperto esterno e costerà 25 milioni di euro all’anno. La norma cita esplicitamente un coordinamento tra Cabina di regia e Investitalia.

La struttura dovrà agire «per il supporto alle attività del presidente del Consiglio di coordinamento delle politiche del governo e dell'indirizzo politico e amministrativo dei ministri in materia di investimenti pubblici e privati e nella altre materie di cui al comma 2...». L'elenco di cui al comma 2 spiega i compiti di Investitalia, e i riferimenti sembrano esclusivamente a investimenti pubblici: analisi e valutazione di programmi di investimento riguardanti le infrastrutture materiali e immateriali; valutazione delle esigenze di riammodernamento delle infrastrutture delle pubbliche amministrazioni; verifica degli stati di avanzamento dei progetti infrastrutturali; studi di fattibilità economico-giuridici dei progetti di investimento, e individuazione di soluzioni operative, il tutto in collaborazione con i diversi ministeri; individuazione di ostacoli e criticità e proposta di soluzioni.

Inoltre, sempre nel Ddl di Bilancio, l’art. 17 prevede la Centrale di progettazione, una nuova struttura indipendente, istituita a partire dal 1° gennaio 2019, con 300 nuove unità di personale e una spesa di 100 milioni di euro all’anno: avrà il compito di progettare opere pubbliche su richiesta di amministrazioni centrali e territoriali.

A dirigere la struttura sarà un “coordinatore” che durerà in carica tre anni, rinnovabili, e sarà equiparato a dirigente di prima fascia. La centrale viene localizzata presso l’Agenzia del Demanio, e ne viene «assicurata l'indipendenza delle valutazioni» nell'esercizio delle sue funzioni. E opererà inoltre in «autonomia amministrativa, organizzativa e funzionale».

I compiti sono i seguenti, articolati in quattro capitoli: «progettazione di opere pubbliche e ogni altra prestazione relativa alla progettazione di fattibilità tecnica ed economica, definitiva ed esecutiva di lavori, collaudo, nonché, ove richiesta, anche direzione dei lavori e incarichi di supporto tecnico-amministrativo alle attività del responsabile del procedimento e del dirigente competente alla programmazione dei lavori pubblici; gestione delle procedure di appalto in tema di progettazione per conto della stazione appaltante interessata; predisposizione di modelli di progettazione per opere simili o con elevato grado di uniformità e ripetitività; valutazione economica e finanziaria del singolo intervento; assistenza tecnica alle amministrazioni coinvolte nel partenariato pubblico/privato».

Qui la posizione di Fondazione Inarcassa.

 

Si segnalano, inoltre, altre disposizioni di interesse contenute nel ddl bilancio 2019:

  • art. 16, comma 4: APPALTI PUBBLICI CON LE «CENTRALI» PROVINCIALI: «L'ambito territoriale di riferimento delle centrali di committenza coincide con il territorio provinciale o metropolitano e i Comuni non capoluogo di provincia ricorrono alla stazione unica appaltante costituita presso le province e le città metropolitane per gli appalti di lavori pubblici».

Anche se i nuovi ambiti di livello provinciale e metropolitano previsti dalla legge di bilancio resteranno in vigore fino al completamento della qualificazione delle stazioni appaltanti, di fatto le nuove “centrali” di livello provinciale non solo sostituiscono le aggregazioni di comuni ma “sorpassano” anche lo stesso sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti, che - non a caso - rappresentano una incompiuta del codice appalti, essendo finora rimasta inattuata.

 

  • artt. 15 e 16: FONDO INVESTIMENTI AMMINISTRAZIONI CENTRALI ED ENTI TERRITORIALI

Confermata la forte iniezione di risorse dal Bilancio dello Stato per finanziare gli investimenti pubblici. Vengono istituiti due nuovi fondi: uno per gli investimenti delle amministrazioni centrali, con dotazione di 50,2 miliardi di euro in 15 anni, e uno per gli enti territoriali, con 47,35 miliardi sempre in 15 anni (in tutto 97,55 mld). Nel 2019 il primo fondo avrà 2,9 miliardi, il secondo 3,0 (in tutto 5,9 miliardi), nel 2020 il primo avrà 3,1 mld e il secondo 3,4 (in tutto 6,5 miliardi), nel 2021 3,4 miliardi per il fondo statale e due per quello locale (in tutto 5,4 mld).

Il primo fondo (Ministeri, enti e società pubbliche) è destinato a tutti gli investimenti (non solo infrastrutture ma anche - ad esempio - ricerca, difesa, macchinari per la Pa), quello di Regioni ed enti locali solo infrastrutture (edilizia pubblica, rete viaria, dissesto idrogeologico, prevenzione sismica, beni culturali).

 

LAVORI PUBBLICI

La Camera approva il decreto Genova

È diventato un decreto-omnibus da 60 articoli (compresi i bis e i ter) il decreto legge “Genova” approvato dalla Camera in prima lettura nella notte tra il 31 ottobre e il primo novembre (con 284 voti favorevoli, 67 contrari e 41 astenuti). Il testo passa ora all'esame del Senato e deve essere convertito in legge entro il 27 novembre. Ma il cuore del provvedimento restano la ricostruzione del Ponte Morandi crollato e le misure di indennizzo/rilancio dei cittadini e le imprese di Genova.

Per l'affidamento degli appalti (demolizione, progettazione del nuovo ponte, lavori di ricostruzione), il commissario Bucci non potrà assegnare alcun incarico ad Autostrade o società controllate/collegate, ma ogni altra esclusione è stata eliminata rispetto al testo iniziale. Il decreto nulla dice rispetto alle modalità di affidamento, ma Bucci ha già chiarito che farà gare semplificate, molto veloci, a inviti: saranno invitate 5-10 imprese per ogni incarico, scegliendo le migliori sul mercato, e affidando la scelta a una commissione di tecnici esterni. «Ho in testa due obiettivi - ha detto Bucci - iniziare i lavori di demolizione dei monconi prima di Natale e far partire la ricostruzione del ponte dal lato ovest a fine marzo 2019 in modo che ci sia una concreta possibilità di avere il ponte finito entro fine 2019».

Il provvedimento reca anche altre norme di interesse. Innanzitutto, sulla ricostruzione del Centro Italia. La più rilevante è quella che vede crescere il potere attribuito al Commissario di governo, il quale potrà prendere le sue decisioni «sentiti» i quattro vice-commissari e presidenti di Regione (Umbria, Lazio, Abruzzo e Marche) senza più la necessità di ottenere l’intesa. I quattro presidenti di Regione hanno già fatto sapere di non aver gradito questa evoluzione in senso centralistico.

L’altra importante novità è la modifica della procedura sull’anticipazione ai progettisti sul contributo alla ricostruzione privata. Il cambiamento riguarda sia l'entità dell'anticipo: 50% invece dell'80%, sia soprattutto, la fase della procedura in cui è prevista l'erogazione. Ora l'80% della parcella del progettista viene erogato contestualmente alla concessione del contributo per l'intervento, cioè al termine di tutto l'iter di approvazione e verifica della richiesta presentata dal professionista. La nuova norma anticipa il pagamento alla presentazione del progetto, sia pure abbassando l'anticipo al 50% della parcella. A definire le modalità per il pagamento delle prestazioni sarà un’ordinanza commissariale.

A bordo del “treno” del decreto Genova è salito anche un “pacchetto” edilizia scolastica. La principale misura riguarda la spesa annua autorizzata in 9 milioni euro per ciascun anno del triennio 2018, 2019 e 2020 per coprire il costo di progettazione delle scuole innovative. I soldi vengono anticipati dall'Inail sul futuro acquisto (come investimento) della scuola (sempre che l'Istituto deliberi di effettuare l'investimento). Vengono concessi poi 9 milioni (4,5 milioni per ciascun anno del biennio 2019-2020) per la progettazione dei poli per l’infanzia, anche questi potenziali investimenti da parte di Inail.

Previsto anche un monitoraggio sui fondi inutilizzati stanziati con il dl competitività (n.66/2014) e dalla legge sulla riforma dell’istruzione (n.107/2015) che vengono destinati a interventi di messa in sicurezza degli edifici scolastici. Il Dl Genova stabilisce che le risorse «sono attribuite entro il 31 dicembre 2018 agli enti locali proprietari degli edifici adibiti ad uso scolastico, per essere destinate alla progettazione degli interventi di messa in sicurezza dei predetti edifici». Un Dm del Miur detterà criteri e procedure.

 

PROFESSIONI

Le novità della legge di bilancio per la tassazione dei liberi professionisti - FLAT TAX

- articolo 4: la disposizione modifica le norme relative al regime fiscale forfettario agevolato introdotto dalla Legge di stabilità 2015. In particolare, modifica i requisiti di accesso a tale regime, disponendo l’innalzamento della soglia dei compensi e dei ricavi a 65.000 euro e l’eliminazione del limite di 5.000 euro di spesa sostenuta per lavoro accessorio, lavoro dipendente e per compensi erogati ai collaboratori, e del limite di 20.000 euro del costo dei beni strumentali.

- articolo 6: a partire dal 1° gennaio 2020, la norma prevede l’introduzione di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e dell’IRAP pari al 20% applicata al reddito determinato in modo analitico per le persone fisiche esercenti attività d’impresa o di lavoro autonomo con redditi compresi tra 65.001 euro e 100.000 euro. I contribuenti sono esclusi dal campo di applicazione dell’IVA (dopo aver ottenuto apposita deroga comunitaria). Sui compensi non viene applicata la ritenuta d’acconto. Non sono previste agevolazioni contributive.

Qui per approfondire.

 

La Corte dei Conti «gela» i tecnici della Pa: niente incentivi 2% per i progetti di manutenzione

Niente incentivi 2% per i progetti in house di manutenzione. Lo stop per i tecnici della Pa vale tanto per le manutenzioni ordinarie che quelle straordinarie. A ribadire il principio è la Corte dei Conti (Sezione regionale di controllo della Puglia) rispondendo alla richiesta di parere (n. 140/2018) rivolta da un sindaco che chiedeva di poter corrispondere gli incentivi per le attività di progettazione delle manutenzioni, in funzione del fatto che (detto in estrema sintesi) la possibilità di riconoscere gli incentivi, oltre ai lavori, include le attività di servizi e forniture e gli appalti di manutenzione, nella ricostruzione sottoposta a parere, altro non dovrebbero essere che, appunto, appalti di servizi.

La ricostruzione non convince la Corte che boccia questa possibilità.

Innanzitutto, il parere ricorda che, in base al codice degli appalti (articolo 113) la possibilità di riconoscere gli incentivi ai tecnici della Pa opera «esclusivamente» per attività «di programmazione della spesa per investimenti, di valutazione preventiva dei progetti, di predisposizione e di controllo delle procedure di gara e di esecuzione dei contratti pubblici, di Rup, di direzione dei lavori ovvero direzione dell'esecuzione e di collaudo tecnico amministrativo ovvero di verifica di conformità, di collaudatore statico ove necessario per consentire l'esecuzione del contratto nel rispetto dei documenti a base di gara, del progetto, dei tempi e costi prestabiliti».

La Sezione ricorda anche che il codice appalti fa riferimento a lavori, servizi e forniture posti a base di gara, il che «induce a ritenere incentivabili le sole funzioni tecniche svolte rispetto a contratti affidati mediante lo svolgimento di una gara (Sezione regionale di controllo per la Puglia, deliberazione n. 9/2018/PAR)».

Il punto chiave però è che gli incentivi riconosciuti ai tecnici delle Pa «costituiscono eccezioni al generale principio della onnicomprensività del trattamento economico e pertanto possono essere corrisposte solo per le attività espressamente e tassativamente previste dalla legge». E il fatto che nel codice venga usato l’avverbio «esclusivamente» per indicare le attività incentivabili porta a desumere che l'incentivo per le funzioni tecniche non può essere utilizzato per le attività di manutenzione, attività non indicate dal legislatore.

«Ad avviso del Collegio - si legge nel parere - deve rilevarsi che le attività di manutenzione ordinaria e straordinaria non risultano espressamente richiamate dall'attuale elencazione tassativa e pertanto deve escludersi la possibilità di procedere all'incentivazione di tali attività».

A conforto la Sezione cita anche il fatto che « il riferimento alle attività di manutenzione ordinaria o straordinaria non risulta contenuto neppure nell'ordinanza del 4 luglio 2018 del Presidente del consiglio dei ministri che disciplina la costituzione e quantificazione del fondo previsto dall'articolo 113 per la ricostruzione nei territori dei Comuni delle Regioni di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria interessati dagli eventi sismici e che prevede una dettagliata elencazione delle funzioni e di ripartizione delle risorse finanziarie del fondo».

Conclusione? «Questa Sezione ribadisce, pertanto, che gli incentivi per funzioni tecniche previsti dall'art. 113 del D. Lgs. n.50/2016 non possono essere corrisposti in rapporto ad attività di manutenzione ordinaria e straordinaria». (Edilizia e territorio - Il Sole 24 ore)

Il 26 e il 27 novembre il seminario “Rischio sismico in Italia: analisi e prospettive per una prevenzione efficace in un Paese fragile"

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Le due giornate di seminario organizzate in collaborazione con la Società italiana di Geologia Ambientale (SIGEA) si terranno nella Sala Convegni del CNR, in Piazzale Aldo Moro, dalle ore 8:30 alle ore 18:30 e offriranno il riconoscimento di n. 6 CFP per ogni giornata secondo i regolamenti rispettivamente del CNAPPC e del CNI.

Per l’occasione è stato richiesto il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e TTM, di ISPRA, CNR, ENEA, INGV, del CNAPPC, CNI, Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Roma, Ordine dei Geologi del Lazio, ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma.

I relatori sono stati individuati tra gli autori del volume curato da Sigea e scaricabile dal sito http://www.sigeaweb.it/, nel quale sono raccolti i contributi di alcuni dei massimi esperti in tema di rischio sismico.

L’iscrizione va effettuata entro il 22 novembre 2018 sul sito www.formazione.abeo.it.

Al momento della registrazione della presenza presso la sede dell’evento, ai partecipanti iscritti verrà fornita una copia del volume “Rischio sismico in Italia: analisi e prospettive per una prevenzione efficace in un Paese fragile “, Supplemento al n. 1/2018 a “Geologia dell’Ambiente” Periodico trimestrale della SIGEA, al costo di 40 euro. 

I programmi delle due giornate sono scaricabili qui di seguito: 

Programma I^ Giornata – 26 novembre 2018

Programma II^ Giornata – 27 novembre 2018

 

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