II edizione Concorso Nazionale “Marco Senese” - Prorogato al 12 Novembre il termine per candidarsi al premio

La Fondazione Inarcassa, con il patrocinio della Fondazione città della scienza, l’organizzazione dell’Associazione Ingegneri@Napoli e il supporto dell’Associazione Ingegneri Napoli Nord, promuove per il 2018 la seconda edizione del concorso  Nazionale dedicato a Marco Senese, esempio illuminato di libero professionista di cui è vivo il ricordo del grande impegno profuso per il progresso della figura del professionista Ingegnere e del ruolo culturale e sociale della stessa.

SINTESI DI MONITORAGGIO LEGISLATIVO 4/19 OTTOBRE 2018

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EQUO COMPENSO

Il rilascio dei permessi previo pagamento delle parcelle sarà legge anche in Campania

È in corso anche in Regione Campania l’iter per l’approvazione di un disegno di legge per la tutela dei compensi professionali. In Consiglio regionale sono stati presentati ben cinque testi, poi riuniti in un testo unificato, pronto per l’esame.

Il testo prevede che la presentazione dell’istanza autorizzativa o di istanza ad intervento prevista dalle norme e dai regolamenti regionali, provinciali e comunali sia corredata, oltre che da tutti gli elaborati previsti dalla normativa vigente, dalla lettera di affidamento dell’incarico sottoscritta dal committente, unitamente alla fotocopia di un documento d’identità.

L’amministrazione, al momento del rilascio dell’atto autorizzativo o della ricezione di istanze ad intervento diretto, acquisisce l’autodichiarazione del professionista o dei professionisti sottoscrittori degli elaborati progettuali, attestante il pagamento delle correlate spettanze da parte del committente.

La mancata presentazione della suddetta autodichiarazione costituisce motivo ostativo per il completamento dell’iter amministrativo fino all’avvenuta integrazione. La documentazione è richiesta dagli uffici interessati dall’iter attivato.

Qui per approfondire.

 

LA MANOVRA DI BILANCIO

Il Cdm ha approvato dl fiscale, ddl bilancio 2019 e dl fiscale

Lunedì 15 ottobre si è riunito il Consiglio dei ministri per l’approvazione del disegno di legge di bilancio, del decreto legge fiscale e del decreto semplificazioni.

Tra le misure previste dal decreto fiscale si segnalano:

  • rottamazione-ter - per coloro che hanno già beneficiato della rottamazione-bis e hanno versato almeno una rata, si introduce la possibilità di ridefinire il proprio debito fiscale (periodo 2000-2017) a condizioni agevolate (esclusione dal pagamento delle sanzioni e degli interessi di mora, rateizzazione del pagamento, in massimo 10 rate consecutive di pari importo, in 5 anni, corrispondendo un interesse ridotto del 2% l’anno, compensazione dei debiti con i crediti nei confronti della Pa);
  • stralcio dei debiti fino 1000 euro - cancellazione automatica di tutti i debiti fiscali, relativi al periodo che va dal 2000 al 2010, di importo residuo fino a 1000 euro;
  • definizione agevolata - previste diverse ipotesi di definizione agevolata delle controversie tra i contribuenti e l’Amministrazione finanziaria;
  • fatturazione elettronica - confermata l’entrata in vigore dell’obbligo di fatturazione elettronica dal 1° gennaio 2019; per i primi sei mesi;
  • semplificazione per emissione fatture - introdotta la possibilità di emettere fatture entro 10 giorni dalla operazione alla quale si riferiscono;
  • Iva - il pagamento dell’Iva slitta al momento in cui la fattura viene incassata;
  • trasmissione telematica dei corrispettivi - viene introdotto l’obbligo generalizzato di memorizzare e trasmettere telematicamente i corrispettivi.

 

Tra le misure previste dal disegno di legge di bilancio 2019 si segnalano, in quanto di maggior interesse, le seguenti:

  • Flat tax per partite Iva e piccole imprese – Si estendono le soglie minime del regime forfettario fino a 65 mila euro, prevedendo un’aliquota piatta al 15 per cento;
  • Ires – passa dal 24% al 15% l’Ires sugli utili reinvestiti per ricerca e sviluppo, macchinari e per le assunzioni stabili;
  • Ires verde – Si introducono incentivi fiscali per le imprese che riducono l’inquinamento, usando tecniche di produzione con minori emissioni;
  • Rilancio degli investimenti pubblici – Si stanziano 15 miliardi aggiuntivi nei prossimi 3 anni per rilanciare gli investimenti pubblici, soprattutto nell’ambito infrastrutturale, dell’adeguamento antisismico, dell’efficientamento energetico, dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie. Si crea inoltre una task force per valutare, monitorare e attivare rapidamente i progetti d’investimento.

 

Quanto al decreto semplificazioni, invece, si prevedono norme per sburocratizzare le procedure d’appalto.

Qui è disponibile il comunicato stampa ufficiale con tutte le misure previste dai provvedimenti adottati.

 

LAVORI PUBBLICI

Codice Appalti e bonus fiscali

Il Vice premier Salvini e il Ministro Toninelli sono intervenuti all’assemblea annuale ANCE, annunciando la riforma del codice appalti nel segno della semplificazione, con la riscrittura delle norme a partire dell’innalzamento della soglia per l’affidamento diretto e, la volontà di rendere strutturali i bonus fiscali, partendo con la proroga di un anno per il bonus casa.

Per approfondire.

 

Dissesto idrogeologico, 50 milioni per opere di manutenzione ordinaria

In arrivo 50 milioni di euro per la manutenzione del territorio. La Conferenza istituzionale permanente delle Autorità di Bacino distrettuale, riunita al Ministero dell’Ambiente, ha approvato il “Programma stralcio manutenzioni”, avviato su base triennale.

Questi fondi, ha spiegato il Ministero, si aggiungono a quelli regionali e vanno inquadrati nell’ambito di una programmazione complessiva di lungo periodo di oltre 6 miliardi di euro destinati a interventi contro il dissesto idrogeologico.

Per approfondire.

 

Appalti solo online

La gestione di tutte le gare di appalto italiane diventa interamente telematica. Non solo l’attestazione dei requisiti per l’accesso alle procedure, tramite il Documento di gara unico europeo (Dgue), ma anche le richieste di partecipazione, le comunicazioni tra imprese e stazioni appaltanti e le offerte degli operatori economici.

 

FISCO

Ecobonus, dopo 10 mesi l’Agenzia delle Entrate pubblica la ‘nuova’ guida

Dopo dieci mesi dall’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2018, che ha ridotto dal 65% al 50% la percentuale di detrazione per alcune categorie di lavori beneficiari dell’ecobonus, l’Agenzia delle Entrate pubblica la ‘nuova’ Guida alle agevolazioni fiscali per il risparmio energetico.

Qui sono disponibili le linee guida aggiornate.

La guida aggiornata al 2018 non solo arriva con un lungo ritardo ma potrebbe presto essere ‘obsoleta’ considerando che nuove modifiche all’ecobonus potrebbero essere introdotte dalla Manovra 2019 e dal decreto che stabilirà i requisiti tecnici che dovranno soddisfare gli interventi ammessi ai benefici e i massimali di costo specifici per ogni categoria di intervento.

Qui per approfondire.

Fondazione Inarcassa promuove il Fondo Rotativo per la Progettualità di CDP

Fondazione Inarcassa intende promuovere il Fondo rotativo per la progettualità gestito da Cassa depositi e prestiti.

Il Fondo, che consente l’anticipo delle spese necessarie per la redazione dei diversi livelli di progettazione previsti dalla normativa vigente, costituisce per gli Enti un’opportunità per il rilancio degli investimenti pubblici necessari allo sviluppo del Paese.

RUBRICA DI AGGIORNAMENTO GIURISPRUDENZIALE N. OTTOBRE 2018

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Consiglio di Stato, sez. III, sent. n. 5766/2018: è sufficiente la pubblicazione on line per dare pubblicità alle procedure negoziate senza bando.

In una procedura negoziata senza bando basta la pubblicazione della delibera sul sito internet della stazione appaltante per considerare assolti gli obblighi di pubblicità legale. La precisazione arriva dal Consiglio di Stato che, con la sentenza in commento, ha bocciato il ricorso di un’impresa non invitata a una trattativa che aveva coinvolto altri 41 concorrenti.

Tra i vari motivi di ricorso, l’impresa ha contestato la scelta della stazione appaltante di considerare indetta la procedura attraverso una delibera pubblicata sull’albo pretorio on line. Pubblicazione seguita da un’altra comunicazione con cui l’amministrazione ha invitato tutti i concorrenti in possesso dei requisiti a manifestare l’interesse a essere invitati alla gara.

Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso dell’impresa, confermando le conclusioni cui era, peraltro, giunto il TAR Lazio nel giudizio di primo grado.

A mente della citata sentenza “Nel caso di specie l'onere di pubblicazione in via telematica è stato correttamente assolto, mediante ostensione della delibera n. 94/2017 nel sito informatico dell'amministrazione aggiudicatrice”.

I giudici spiegano che non ha fondamento la ricostruzione dell’impresa ricorrente secondo la quale l’amministrazione avrebbe mancato di dare alla procedura le ulteriori forme di pubblicità (essenzialmente Gazzetta Ufficiale e giornali) previste dal d.m. infrastrutture del 2 dicembre 2016, che stabilisce le regole di pubblicazione degli avvisi di gara. La sentenza chiarisce che il decreto, adottato in attuazione dell’articolo 73, co. 4, del Codice Appalti, contiene gli obblighi di pubblicità previsti per gli avvisi di preinformazione (art. 70), bandi di gara (art. 71) e avvisi di aggiudicazione (art. 98).

Avv. Giuseppe Acierno

 

Al via l’elenco dell’ANAC per le società di ingegneria che operano nel mercato privato.

Dal 3 ottobre 2018 è possibile l’iscrizione all’elenco delle società di ingegneria che operano nel mercato privato. Si tratta dell’elenco tenuto dall’ANAC e previsto dalla legge sulla concorrenza n.124 del 2017. L’elenco è riservato alle società di capitali o alle società in forma cooperativa, residenti in Italia o all’estero, che operano in Italia. 

Nel comunicare la novità, l’ANAC ha indicato il punto di accesso per l’inserimento delle informazioni sulla società ed ha reso anche disponibile un breve manuale operativo. 

Le società di ingegneria dovranno indicare le informazioni su nome e forma giuridica, codice fiscale, sede legale, data dell’atto di costituzione, registro delle imprese dove la società è iscritta, data di iscrizione al registro e, infine, il numero Rea del registro imprese. Occorre, inoltre, autodichiarare “che la società è costituita secondo le norme del codice civile e si impegna a stipulare un'assicurazione per la copertura dei rischi derivanti dalla responsabilità civile conseguente allo svolgimento delle attività oggetto dei contratti sottoscritti con i soggetti privati e che le stesse attività vengono svolte da professionisti iscritti negli appositi albi”.

Chi opera anche nel mercato pubblico lo potrà segnalare con un’apposita spunta accanto alla seguente opzione: “la società dichiara che è, altresì, una società di ingegneria di cui all’articolo 46 del d.lgs. 18 aprile 2016, n.50, in possesso dei requisiti di cui all’articolo 3 del Decreto 2 dicembre 2016 n.263 del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti”. 

L’elenco dell’ANAC è liberamente accessibile, attraverso la sezione “consultazioni” dove, nel campo “argomento cercato”, è possibile digitare qualunque informazione connessa all'iscrizione (cognome, codice fiscale, luogo di nascita del candidato, denominazione società, codice fiscale società, ecc.).

La costituzione dell’Albo era l’ultimo dei tre adempimenti previsti dal co. 148 della l. n. 124/2017 per operare in ambito privato da parte delle società di ingegneria, dopo la stipula di una polizza r.c., l’indicazione dei professionisti iscritti all’albo e, appunto, l’iscrizione nell’elenco dell’ANAC. 

La costituzione dell’elenco chiude per sempre anche la stagione delle contestazioni mosse dagli ingegneri alle società di ingegneria, con i relativi contenziosi sulla legittimità delle società di ingegneria di operare nel mercato privato. Come è noto, la questione era stata avviata a soluzione con l’abolizione della norma contenuta nel R.d. n. 1815 del 1939, e poi definitivamente archiviata con la l. n. 124/2017, che ha fatti salvi gli effetti dei contratti privati stipulati dalle società di ingegneria e ha previsto, per le società di ingegneria che operano nel mercato privato, i tre adempimenti citati (polizza r.c., indicazione dei professionisti, iscrizione all’elenco ANAC). 

Avv. Giuseppe Acierno

 

DGUE elettronico, ecco come fare dal 18 ottobre.

Dal prossimo 18 ottobre scatterà l'obbligo di utilizzo esclusivo sia del DGUE in formato elettronico, sia dei mezzi di comunicazione elettronici nell'ambito delle procedure di gara. 
 

Stop, dunque, innanzi tutto, alla compilazione del documento di gara unico europeo secondo i formati tradizionali. Fino ad oggi, infatti, le stazioni appaltanti hanno avuto la possibilità di accettare il modello autodichiarativo dei requisiti dei concorrenti su supporto informatico (ad esempio, pen drive o cd) inserito all'interno della busta contenente i documenti amministrativi, o mediante caricamento sulla piattaforma telematica di negoziazione eventualmente utilizzata per la presentazione delle offerte. 

Ma, a partire dal 18 ottobre, le regole cambieranno, poiché scatterà l'obbligo di utilizzo del DGUE esclusivamente in formato elettronico. Verrà così data attuazione all'articolo 85, co. 1, del Codice, che aveva fissato la decorrenza dell'utilizzo esclusivo del formato elettronico del documento di gara unico europeo già dallo scorso 18 aprile, termine poi differito. 

Questa novità comporterà, anzi tutto, l'obbligo, per le amministrazioni, di dotarsi di un proprio servizio di gestione del DGUE, o di ricorrere ad altri sistemi di gestione informatica del documento di gara unico europeo. Tali sistemi consentiranno di generare un modello per ogni gara d'appalto, che dovrà essere compilato dalla stessa stazione appaltante, analogamente a quanto avveniva con la versione cartacea, nella sola parte I, riferita ai dati identificativi della procedura. A questo punto, nel bando di gara, dovranno essere fornite tutte le informazioni relative all'indirizzo internet presso il quale è disponibile il servizio per la compilazione del DGUE e le modalità di trasmissione del modello dal concorrente alla PA. Di conseguenza, questa innovazione comporterà, per le imprese (ed i professionisti), l'obbligo di inserimento dei dati relativi al possesso dei requisiti generali e speciali, nonché all'eventuale ricorso all'avvalimento o al subappalto, solo ed esclusivamente attraverso il sistema di gestione del DGUE segnalato dalla stazione appaltante; e quindi, dal 18 ottobre, non sarà più consentito ai concorrenti di produrre in gara copie cartacee del format autodichiarativo, piuttosto che supporti informatici contenenti il file del format compilato. 

In questo modo viene, dunque, portato a regime il meccanismo comunitario previsto dall'art. 59, par. 1, della Direttiva 2014/24/UE, il quale aveva stabilito che il DGUE dovesse essere prodotto in formato elettronico sin dall'entrata in vigore dei testi di recepimento della disciplina europea. Sennonché, l'art. 90, par. 3, della stessa Direttiva ha consentito agli Stati membri, con una disposizione transitoria, di rinviare l'applicazione di tale regola al 18 aprile 2018. Una facoltà di cui il legislatore italiano ha usufruito, appunto, con la previsione contenuta nell'art. 85, co. 1, del Codice, poi mitigata dal comunicato del MIT, che ha consentito alle stazioni appaltanti, ancora sprovviste dei necessari servizi di gestione del DGUE, di sopperire alla trasmissione dell'autodichiarazione in formato elettronico con il ricorso ai supporti informatici.

Come precisato nelle indicazioni ministeriali, la durata di questo regime transitorio potrà essere estesa solo fino al 18 ottobre, termine scelto dal MIT per la sua coincidenza con la data ultima di messa a sistema del parallelo obbligo di utilizzo esclusivo dei mezzi di comunicazione elettronici nelle procedure di gara. Ragion per cui, per le procedure bandite da tale data, eventuali DGUE in formati diversi da quello elettronico saranno considerati come mera documentazione illustrativa a supporto.

In realtà, nello stesso comunicato, è stato precisato anche che la versione elettronica del format dovrà essere redatta in conformità alle regole tecniche emanate dall'Agenzia per l'Italia Digitale, ai sensi dell'art. 58, co. 10, del Codice, che, tuttavia, non sono state nel frattempo adottate, facendo difatti parte dell'elenco dei diversi provvedimenti di attuazione del Codice ad oggi non ancora approvati. Ma, salvo ulteriori indicazioni ministeriali, ciò non dovrebbe impedire alle nuove regole di entrare a regime.

Tempo scaduto anche per stazioni appaltanti ed imprese che non si fossero ancora adeguate all'utilizzo dei mezzi di comunicazione elettronici, secondo le regole fissate dall'art. 52 del Codice. In questo caso, la disposizione che segna il limite temporale del 18 ottobre è l'art. 40, co. 2, del d.lgs. n. 50/2016, ai sensi del quale, a partire da tale data, comunicazioni e scambi di informazioni nell'ambito delle procedure di gara dovranno essere eseguiti utilizzando mezzi di comunicazione elettronici. 

Anche con riferimento a questa prescrizione, l'art. 52 del Codice costituisce una trascrizione delle nuove regole comunitarie sulle comunicazioni (art. 22, Direttiva 2014/24/Ue), che, in quanto tali, sono da considerarsi in vigore sin dal momento in cui è stata recepita la disciplina europea. Sennonché, ancora una volta, l'art. 90, par. 2, della stessa Direttiva ha stabilito un regime transitorio, consentendo agli Stati membri di rinviare l'applicazione di tali regole sino al 18 ottobre 2018, proprio per consentire un adattamento graduale delle stazioni appaltanti e delle imprese alle nuove previsioni. Anche se, in realtà, la deroga non ha riguardato il caso delle gare svolte con sistemi dinamici di acquisizione, aste elettroniche e cataloghi elettronici, o delle procedure condotte da centrali di committenza, ma soprattutto non ha coinvolto la trasmissione dei bandi all'Ufficio della Pubblicazioni dell'Unione Europea e la messa a disposizione elettronica della documentazione di gara sui siti delle PA, come difatti è già previsto dagli artt. 72 e 74 del Codice.

Pertanto, se per tali ultimi adempimenti è stata collaudata la modalità elettronica da parte dalle stazioni appaltanti, resta ora da comprendere cosa comporterà, dal 18 ottobre, questo obbligo generalizzato di utilizzo dei mezzi di comunicazione elettronici, fissato dal Codice “per tutte le comunicazioni e gli scambi di informazione”.

A tal riguardo, può essere certamente d'ausilio il Considerando 52 della Direttiva 2014/24/Ue, che ha evidenziato come l'obbligo di comunicazione integralmente elettronica deve riguardare tutte le fasi della procedura, compresa la trasmissione delle richieste di partecipazione alla gara e, in particolare, la presentazione delle offerte.

In altri termini, ciò significa che le PA non ancora attrezzate dovranno dotarsi di strumenti e dispositivi che consentano, appunto, di comunicare in via elettronica con i partecipanti, e che, proprio per questo motivo, siano comunemente disponibili e non limitativi dell'accesso dei concorrenti alle procedure di aggiudicazione, oltre che funzionali a garantire l'integrità dei dati e la riservatezza delle offerte e delle domande di partecipazione.

Pertanto, le stazioni appaltanti dovranno fornire ai concorrenti tutte le informazioni necessarie sulle specifiche per la presentazione delle offerte e delle domande di partecipazione, compreso il livello di sicurezza richiesto per i mezzi di comunicazione elettronici da utilizzare ed il formato della firma elettronica avanzata, stabilito in base alle regole tecniche adottate in attuazione del d.lgs. n. 82/2005 (Codice dell'amministrazione digitale).

Naturalmente, come già prevede l'art. 52, co. 1, del Codice, su recepimento dell'articolo 22, par. 1, della Direttiva 2014/24/Ue, le stazioni appaltanti potranno derogare, motivando, all'obbligo di comunicazione per via elettronica in determinate ipotesi, come nel caso in cui sia, ad esempio, richiesto l'uso di attrezzature specializzate per ufficio, generalmente non disponibili in una PA, piuttosto che la presentazione di un modello fisico o in scala ridotta non trasmissibile con strumenti elettronici. Ma, eccezion fatta per questi casi, dal 18 ottobre non sarà più possibile rimandare l'applicazione delle nuove regole.

Avv. Riccardo Rotigliano

Newsletter Fiscale Ottobre 2018

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Nuovo appuntamento con il servizio newsletter di informazione in ambito fiscale del mese di Ottobre 2018, servizio creato dallo studio commercialista Pertile-Sensi.

In questa news troverete: 

SCADENZARIO FISCALE

NOVITA’ FISCALI E AMMINISTRATIVE

 

1. Nuove comunicazioni in arrivo dall’Agenzia delle Entrate: il vademecum del nuovo provvedimento

2. Visto di conformità nei dichiarativi fiscali di fine mese

3. L’importanza di bollo e la fattura elettronica: tutti i casi di applicazione

 

RISPOSTE AI QUESITI

Sono un Ingegnere ed emetto circa 40 fatture all’anno in regime Iva ordinario. Come mi devo organizzare per l’emissione e l’invio delle fatture elettroniche dal 1° gennaio 2019?

 

Per scaricare la NEWSLETTER FISCALE DEL MESE DI OTTOBRE, cliccare qui

GO TO WORLD: TERZA TAPPA VERONA

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Per dare al professionista tutti gli strumenti utili a valutare e implementare la sua strategia di internazionalizzazione in autonomia, ovvero individuando gli interlocutori e i partner giusti, la Fondazione Inarcassa ha messo a punto un progetto di formazione gratuita con un focus su Stati Uniti, Russia, Cina e Emirati Arabi: aree geografiche a maggior potenzialità ma con caratteristiche di approccio e regole molto diverse e specifiche. Il progetto, sviluppato in collaborazione con GoToWorld, consorzio specializzato nella consulenza di internazionalizzazione, che ha preso il via con un Webinar di presentazione lo scorso 13 giugno, (clicca qui per maggiorni informazioni) si articolerà con dei seminari frontali in cinque città italiane e con un FAD di 8 ore. La prima tappa è stata il 16 luglio Roma, la seconda il 18 settembre a Ragusa, la terza si terrà il 19 ottobre a Verona.

L’internazionalizzazione è un processo di crescita che non riguarda solo le imprese; in un mondo globale anche il professionista può internazionalizzare la sua attività, andando a cogliere le opportunità di business che alcuni Paesi e aree geografiche oggi offrono.

L’internazionalizzazione significa grandi opportunità ma anche rischi. È un processo a step che inizia “in casa”: richiede analisi per individuare il Paese più adatto da cui partire, comprensione del Paese e delle sue regole, pianificazione del percorso. Ma una volta compreso il percorso corretto di ingresso in un Paese sarà possibile replicarlo, mutatis mutandis, anche in altri contesti geografici.

Per ciascun paese verranno trattati gli aspetti fondamentali per garantire il successo di una strategia di internazionalizzare:

•             Inquadramento macroeconomico del Paese

•             Il settore costruzioni: valori, attori e trend

•             Come entrare nel paese: forme societarie, aspetti legali e amministrativi

•             Le diverse forme societarie in Stati Uniti/Russia/Cina/Emirati Arabi: ufficio di rappresentanza,   branch, società di diritto locale, sede fissa di affari (stabile organizzazione)

•             Legislazione locale e peso della burocrazia

•             Expat e regimi fiscali di personale all’estero (visti, contributi, fiscalità, previdenza)

•             La professione all’estero: riconoscimento delle qualifiche

•             Solo per la Russia: Certificazione EAC, cenni

•             Business etiquette

•             Come sviluppare attività di networking e marketing locali  

 

Prima tappa Roma 16 LUGLIO - Scarica il programma 

Seconda tappa Ragusa 18 SETTEMBRE - Scarica il programma 

Terza tappa Verona 19 OTTOBRE - Scarica il programma

Scarica le slide

 

Per le iscrizioni

Se sei Architetto, clicca qui

Se sei Ingegnere, clicca qui 

E' in corso l'istanza di accreditamento per n. 6 CFP

 

Prossimi appuntamenti: 

LECCE - NAPOLI

Scarica la presentazione del progetto

II edizione Premio Nazionale “Marco Senese” – Per lo sviluppo della professione di ingegnere

La Fondazione Inarcassa, con il patrocinio della Fondazione città della scienza, l’organizzazione dell’Associazione Ingegneri@Napoli e il supporto dell’Associazione Ingegneri Napoli Nord, promuove per il 2018 la seconda edizione del concorso  Nazionale dedicato a Marco Senese, esempio illuminato di libero professionista di cui è vivo il ricordo del grande impegno profuso per il progresso della figura del professionista Ingegnere e del ruolo culturale e sociale della stessa.

SINTESI DI MONITORAGGIO LEGISLATIVO 21 SETTEMBRE/4 OTTOBRE 2018

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NOTA POLITICA

A una settimana di distanza dal via libera del Consiglio dei ministri alla Nota di aggiornamento al Def e nel pieno della guerra verbale Roma-Bruxelles, il governo ha deciso di rivedere le stime sul deficit annunciate soltanto giovedì scorso e alla base delle preoccupazioni di istituzioni europee e mercati. Dopo aver costituito l’oggetto di un durissimo braccio di ferro fra i leader di maggioranza e il ministro dell’Economia Giovanni Tria, il disavanzo pubblico è infatti confermato al 2,4% solamente nel 2019, mentre dovrebbe calare al 2,1% nel 2020 e all’1,8% l’anno successivo. Per il vicepremier Luigi Di Maio, la correzione non intaccherà le cruciali misure sin qui annunciate (reddito di cittadinanza, superamento della legge Fornero e flat tax) ed è il frutto dell’effetto combinato di crescita, investimenti pubblici e riduzione degli sprechi. Da par suo il titolare del Mef ha assicurato che la finanziaria ridurrà di oltre 4 punti percentuali il debito pubblico e dispiegherà investimenti per 15 miliardi nel corso del prossimo triennio, pari allo 0,2% del pil.

 

PROFESSIONISTI

Toninelli: ‘renderemo detraibile la diagnosi sismica anche senza lavori’

In occasione delle conferenza stampa di presentazione della prima giornata nazionale della sismica, il Ministro Toninelli ha aperto alla proposta di Fondazione Inarcassa e degli altri organizzatori della giornata in merito alla possibilità di rendere detraibile la diagnosi sismica anche nel caso in cui in seguito alla verifica effettuata dal professionista i lavori non vengano eseguiti.

 “Ho voluto ospitare al Ministero la presentazione di questa interessantissima iniziativa che è la giornata del 30 settembre - ha detto il Ministro Danilo Toninelli nel corso del suo intervento durante la conferenza stampa - perché ‘prevenzione’ è la nostra parola chiave. Prevenire significa fortificare le nostre infrastrutture e le nostre case per renderle meno vulnerabili anche rispetto a eventi imprevedibili, come un sisma”.

“Proprio per questo è necessario che strumenti come il sisma bonus, che possono far mettere in sicurezza stabili e case a rischio, siano valorizzati per potenziarne l’utilizzo. A tal fine apriremo un tavolo con ingegneri e architetti per studiare le misure da adottare al fine di rendere detraibile fiscalmente anche la valutazione sismica dell’edificio, anche se non seguita dall’esecuzione delle opere”.

Ricordiamo che secondo la legislazione vigente, la parcella professionale per la diagnosi sismica dell'edificio è detraibile insieme alle spese per i lavori di adeguamento o miglioramento; se però i lavori non si eseguono, il professionista va pagato e quella spesa non si può detrarre. Gli operatori del settore hanno più volte chiesto di introdurre la possibilità di detrarre la spesa per diagnosi sismica indipendentemente dai successivi lavori, rimanendo finora inascoltati.

Qui per approfondire.

 

‘Resto al Sud’, il Governo pensa di estenderlo ai professionisti

Nella prossima legge di bilancio potrebbe esserci l’estensione del “Bonus Sud” ai professionisti. L’idea di ampliare i beneficiari della misura è stata annunciata dal Ministro per il Mezzogiorno, Barbara Lezzi, durante un convegno organizzato dal Collegio nazionale degli agrotecnici ed agrotecnici laureati.

Intervenendo con un videomessaggio, il Ministro Lezzi ha assicurato che il Governo tiene molto al progetto ereditato dal passato Esecutivo. “Stiamo lavorando per ampliare il raggio d’azione della misura in termini di beneficiari e fasce d’età”, ha spiegato il Ministro Lezzi. L’idea, che sarà proposta nella fase di redazione del testo della legge di bilancio, è includere nelle agevolazioni i professionisti e i soggetti fino ad almeno 45 anni. Perché, auspica il Ministro, “la misura potrebbe essere non solo un io resto al sud, ma un io torno al sud”, consentendo cioè a persone che si sono formate e lavorano fuori di tornare a fare impresa nel Mezzogiorno.

La misura “Resto al Sud” finora ha offerto sostegno ai progetti imprenditoriali presentati da giovani residenti nel Mezzogiorno. Sono state invece escluse le attività dei professionisti.

Quando la misura è stata lanciata, nel 2017, i professionisti chiesero l’eliminazione del contributo previdenziale minimo per gli under 35 nei primi tre anni di attività e la possibilità di accedere a finanziamenti agevolati per l’acquisto di attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo, hardware, software e tecnologie digitali utili al miglioramento dell’offerta professionale. Dopo una prima apertura, però, gli aiuti sono stati riconosciuti solo alle attività di impresa.

La misura, introdotta con uno stanziamento di 1,25 miliardi di euro dalla legge “Mezzogiorno” e regolata dal  DM 174/2017, incentiva i progetti imprenditoriali presentati da giovani dai 18 ai 35 anni residenti nelle Regioni del Sud o che trasferiscono la residenza al Sud entro 60 giorni dalla presentazione della domanda (120 giorni se residenti all’estero). Ogni progetto imprenditoriale può ottenere fino a 50mila euro. Nel caso in cui l’istanza sia presentata da più soggetti costituiti in società o cooperative, l’importo del finanziamento è pari a 50 mila euro per ogni socio fino ad un ammontare massimo complessivo di 200mila euro. Il 35% consiste in un contributo a fondo perduto e il 65% in un prestito a tasso zero da rimborsare in otto anni.

Tra le agevolazioni della misura “Resto al Sud” è inclusa la valorizzazione di aree e immobili abbandonati avviata da giovani dai 18 ai 40 anni. I progetti possono riguardare anche le singole unità immobiliari, che devono essere destinate ad iniziative agricole, artigianali, commerciali e turistiche. Oltre alle attività turistico-ricettive, sono finanziabili anche i servizi turistici.

I progetti possono prevedere cambi di destinazione d’uso e consumo di suolo non edificato, purchè conformi alle procedure di legge sugli strumenti urbanistici.

L’agevolazione è gestita da Invitalia, che valuta i progetti presentati dalle Regioni e ha messo a ponto anche una app per seguire in tempo reale l’iter della propria domanda. Al 1° settembre risultano 12.043 domande in compilazione, 4.142 presentate e 1.269 approvate. (edilportale.com)

 

LAVORI PUBBLICI

La nota di aggiornamento al Def

Il Governo ha presentato alle Camere, il 4 ottobre, la Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza 2018. La NADEF aggiorna le previsioni economiche e gli obiettivi di finanza pubblica in relazione alle maggiori e più stabili informazioni disponibili sugli andamenti macroeconomici e alle riforme annunciate dal governo.

Ai sensi della legge n. 243 del 2012, il governo ha trasmesso al Parlamento, dopo aver informato la Commissione europea sul nuovo percorso di finanza pubblica, anche la relazione con la quale chiede l’autorizzazione a discostarsi temporaneamente dall’obiettivo programmatico.

Diversi punti della sezione del Def dedicata alle riforme (Piano nazionale delle riforme, Pnr) sono dedicati a enunciare perlomeno a grandi linee le correzioni che il Governo intende apportare alla disciplina degli appalti pubblici, con l’intenzione di accelerare gli investimenti pubblici.

«Per ridare slancio agli appalti pubblici e superare le incertezze interpretative che sono emerse, si rende necessario modificare il Codice degli Appalti». «Il principio - spiega il Governo - sarà quello di semplificare le procedure ed, in tal modo, promuovere una maggiore trasparenza dell'amministrazione». La semplificazione, qui sta forse la prima novità, «riguarderà anche la fase di programmazione relativa alle delibere Cipe, con un collegamento più stretto con il lavoro progettuale delle stazioni appaltanti».

Il documento conferma l’intenzione di facilitare la partecipazione delle piccole e medie imprese al mercato dei lavori e dei servizi pubblici, istituendo per la prima volta, un territorio di caccia riservato esclusivamente alle Pmi. L’ipotesi, di cui aveva già parlato il vicepremier Luigi Di Maio in audizione alla Camera, viene ora messa nera su bianco nel documento di programmazione economica preparatorio della prossima legge di Bilancio. «I contratti sotto la soglia comunitaria verranno assegnati con una riserva di quote per le Pmi, contemplando una riserva anticipata di quote appaltabili», si legge nel documento. Per favorire le Pmi si torna anche a parlare di «appalti a chilometro zero», affermando «il principio della territorialità»: campo rivelatosi finora minato per l’opposizione di Bruxelles a qualunque forma di premio o riserva di appalto basato sulla preferenza di candidati provenienti da una certa area geografica.

Non poteva mancare un passaggio dedicato al Bim. Dalla spinta alla diffusione delle nuove tecnologie di progettazione delle opere pubbliche il governo si attende «un risparmio potenziale fino a 30 miliardi negli appalti pubblici».

 

DL Genova

Il provvedimento ha iniziato l’iter parlamentare per la conversione in legge: è stato assegnato in sede referente alle commissioni Ambiente e Trasporti della Camera (A.C. 1209).

Il testo contiene importanti norme su Genova e nuove misure per garantire una maggiore sicurezza delle infrastrutture, rimandando la piena esecuzione a diversi decreti attuativi. Prevede, inoltre, una cabina di regia Strategia Italia per verificare l’attuazione dei programmi di investimento sulle infrastrutture e degli interventi connessi a dissesto idrogeologico, vulnerabilità sismica e degrado ambientale; un archivio informatico presso il Mit; la sperimentazione annuale, sempre da parte del ministero, di un sistema di monitoraggio dinamico; un accertamento sulle risorse per l'edilizia scolastica e 200 assunzioni al ministero. Per il capoluogo ligure il decreto dispone la nomina di un commissario straordinario (entro il 9 ottobre) per la ricostruzione del Ponte Morandi, il rimborso Imu-Tasi per gli sfollati e 20 milioni di "ristoro" per gli autotrasportatori.

 

Appalti, Rapporto Cresme-Camera: aggiudicazioni a +75% nel primo semestre

Nei primi sei mesi di quest’anno c’è stata una vera e propria “esplosione” delle aggiudicazioni. Lo rileva il Rapporto su “Infrastrutture strategiche prioritarie - Programmazione e realizzazione”, realizzato dall'Ufficio studi della Camera in collaborazione con l'Autorità Anticorruzione e il Cresme, presentato alla Camera. «Nei primi sei mesi del 2018 - si legge nel documento - c'è stata una crescita del numero di aggiudicazioni del 43%, mentre gli importi aggiudicati aumentano del 75%». In valori assoluti, l’importo degli appalti aggiudicati è passato da 6,1 miliardi del primo semestre 2017 a 10,1 miliardi del primo semestre di quest’anno. Va anche precisato che il monitoraggio ha riguardato le sole aggiudicazioni di importo superiore al milione di euro, che rappresentano la quota maggiore del mercato degli appalti pubblici (per quanto riguarda gli importi). «I segnali positivi di ripresa delle aggiudicazioni nei primi sei mesi del 2018 - informa il rapporto - interessano tutte le principali categorie di enti appaltanti: enti centrali, enti territoriali, gestori di reti, infrastrutture e servizi pubblici».

Non c’è solo boom delle aggiudicazioni. Anche il trend dei bandi di lavori e di progettazione mostra un notevole dinamismo nell’arco dell’intero periodo analizzato dal rapporto, cioè gli ultimi cinque anni. «I bandi di servizi di progettazione di opere pubbliche - si legge nel documento - risultano in crescita dal 2013, con un'accelerazione a partire dalla seconda metà del 2016, soprattutto riguardo agli importi, in corrispondenza con l'entrata in vigore della nuova disciplina dei contratti pubblici, che ha introdotto talune innovazioni con specifico riguardo alla limitazione dell'appalto integrato e alle misure riguardanti i concorsi di progettazione e di idee». Più precisamente, tra il 2016 e il 2017, il numero di bandi è cresciuto del 19,4%, mentre l'importo in gara è più che raddoppiato (+118,9%). «La crescita - informa il rapporto - è proseguita nel 2018: nei primi sei mesi dell'anno, rispetto allo stesso periodo del 2017, il numero di bandi è cresciuto del 28,8% e gli importi sono cresciuti del 29,9%».

Passando ai bandi di gara di lavori, il rapporto evidenzia che «dopo la flessione del 2016», l’andamento evidenzia «segnali di ripresa nel 2017 e soprattutto nei primi sei mesi del 2018». «almeno fino al mese di giugno 2018 - precisa il rapporto - la domanda di opere pubbliche ha ripreso a crescere sostenuta dagli appalti di sola esecuzione, dagli appalti di costruzione/manutenzione e gestione, nonché dai contratti di partenariato pubblico privato (PPP) di importo inferiore a 50 milioni di euro». I numeri: nel 2017 si è registrato un incremento dell’11% del numero dei bandi e del 5% degli importi. «La dinamica positiva sembra rafforzarsi nei primi sei mesi del 2018 in cui i bandi sono cresciuti del 27% e gli importi del 54%».

Il principale focus del documento redatto dalla Camera è dedicato allo stato di attuazione delle 25 opere strategiche prioritarie, indicate nel Def 2015, in corso di realizzazione in Italia. Complessivamente, il costo di tutte le infrastrutture strategiche in Italia, aggiornato al 31 maggio 2018, risulta essere di 317 miliardi, di cui 166,3 miliardi riferiti alle sole opere strategiche prioritarie. Sui 317 miliardi necessari, le risorse disponibili sono pari a 190 miliardi, di cui 130 per le opere prioritarie e 60 miliardi per quelle non prioritarie. Circa l'avanzamento dei cantieri delle opere prioritarie, al 31 maggio risultano impegnati 51 miliardi «con obbligazioni giuridicamente vincolanti», di cui 30 miliardi riferiti a lavori avviati e 21 miliardi «con contratto firmato ma lavori non avviati». «Solo il 13,7% dei lotti prioritari, pari a circa 22,8 miliardi, risulta ultimato», si legge nel Rapporto.

I lotti ultimati (con indicazione dell'importo) fanno parte delle seguenti opere strategiche prioritarie: tratta Treviglio-Brescia della linea AV/AC Milano-Verona (circa 2 miliardi), il 1° lotto e la tratta B1 del 2° lotto della Pedemontana lombarda (circa 1,4 miliardi); la Tangenziale est esterna di Milano (1,7 miliardi); i lotti ultimati dell'A2 Autostrada del mediterraneo (6,9 miliardi); i lotti ultimati del Quadrilatero Marche-Umbria (1,3 miliardi); il megalotto 2 della SS 106 Jonica (720 milioni); la linea M5 della metropolitana di Milano (1,4 miliardi); le tratte da T4 a T7, compreso il Deposito-officina di graniti, della linea C della metropolitana di Roma (2,2 miliardi).

 

Appalti: dal 18 aprile 2019 la fattura elettronica europea

Mentre le norme nazionali sulla fatturazione elettronica proseguono l’implementazione - che si estende ulteriormente a tutti i soggetti pubblici e privati a partire dal 1° gennaio 2019 – l’ordinamento italiano si prepara a recepire anche lo standard europeo per la fatturazione elettronica che riguarda tutti gli appalti pubblici di lavori, servizi e forniture. Il Consiglio dei ministri ha infatti definito il decreto legislativo di recepimento della direttiva 2014/55/Ue sulla «fatturazione elettronica negli appalti pubblici».

Il testo, su cui è previsto il parere in conferenza unificata, è molto snello: solo 6 articoli. Si prevede che «a decorrere dal 18 aprile 2019, i soggetti di cui all’articolo 1 sono tenuti a ricevere ed elaborare le fatture elettroniche conformi allo standard europeo sulla fatturazione elettronica negli appalti pubblici». Si tratta in sostanza di tutte le amministrazioni pubbliche, incluse le amministrazioni “sub-centrali”, per le quali, tuttavia, l’applicazione scatta un anno dopo, a partire dal 18 aprile 2020.

L’applicazione della e-fattura europea a partire dal 18 aprile 2019 riguarda tutte le «amministrazioni aggiudicatrici» (cioè «le amministrazioni dello Stato, gli enti pubblici territoriali; gli altri enti pubblici non economici; gli organismi di diritto pubblici; le associazioni, unioni, consorzi, comunque denominati, costituiti da detti soggetti»); le «autorità governative centrali» (cioè «le amministrazioni aggiudicatrici che figurano nell’allegato III (del codice appalti, ndr) e i soggetti giuridici loro succeduti»: in sostanza ministeri e Consip per gli appalti in favore delle amministrazioni centrali); gli «organismi di diritto pubblico» («qualsiasi organismo - spiega la relazione -, anche in forma societaria, il cui elenco non tassativo è contenuto nell’allegato IV» del codice appalti); gli «enti aggiudicatori» ai sensi del codice appalti, in riferimento a società pubbliche, concessionari e aziende dei cosiddetti settori esclusi: acqua, gas, elettricità, riscaldamento, trasporti, porti, aeroporti, poste.

Il formato europeo della fattura elettronica si applica indipendentemente dall’importo dell’appalto. Cioè, non rileva se il valore dell’appalto supera o meno le soglie Ue. L’unica espressa esclusione riguarda gli appalti secretati. La fattura elettronica in vigore in Italia e la nuova E-fattura Ue introdotta dalla direttiva 2014/55 non differiscono nei contenuti ma sono diversi nel formato.

Anche se il Dlgs non prevede nuovi costi e oneri pubblici per l’attuazione delle misure, la relazione tecnica ammette che «l’adeguamento del sistema di interscambio non sarà di per sé sufficiente, tuttavia, a evitare ogni tipo di intervento sull’attuale gestione delle fatture elettroniche da parte delle pubbliche amministrazioni. Infatti il Sistema Interbancario inoltrerà alle amministrazioni destinatarie la fattura originale assieme alla traduzione in formato FatturaPa, e questo comporterà la necessità di un adeguamento una tantum, finalizzato ad estrarre la parte FatturaPa dall’oggetto che la contiene, restando invariate tutte le altre fasi di gestione della fattura». «Le pubbliche amministrazioni - si aggiunge - provvedono a tale adeguamento con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. Se segnala altresì che, per le pubbliche amministrazioni che hanno acquistato sul mercato il servizio di gestione delle fatture elettroniche, nella maggior parte dei casi il costo di adeguamento è compreso nel canone corrisposto al fornitore». Per quanto riguarda le evoluzioni successive richieste al Sistema di Interscambio sarà l’Agenzia delle Entrate a farsi carico della «incrementata operatività con le risorse proprie».

Per approfondire.

 

Al via l’elenco dell’Anac per le società di ingegneria che operano nel mercato privato

Dal 3 ottobre è possibile l’iscrizione all’elenco delle società di ingegneria che operano nel mercato privato. Si tratta dell’elenco tenuto dall’Anac e previsto dalla legge sulla concorrenza n.124 del 2017 (comma 148) atteso da oltre un anno. L’elenco è riservato alle società di capitali o alle società in forma cooperativa, residenti in Italia o all’estero, che operano in Italia.

Nel comunicare la novità, l’Anac ha indicato il punto di accesso per l’inserimento delle informazioni sulla società e ha reso anche disponibile un breve manuale operativo.

Le società di ingegneria dovranno indicare le informazioni su nome e forma giuridica, codice fiscale, sede legale, data dell’atto di costituzione, registro delle imprese dove la società è iscritta, data di iscrizione al registro e, infine, il numero Rea del registro imprese. Occorre inoltre autodichiarare «che la società è costituita secondo le norme del codice civile e si impegna a stipulare un'assicurazione per la copertura dei rischi derivanti dalla responsabilità civile conseguente allo svolgimento delle attività oggetto dei contratti sottoscritti con i soggetti privati e che le stesse attività vengono svolte da professionisti iscritti negli appositi albi».

Chi opera anche nel mercato pubblico lo potrà segnalarlo con un’apposita spunta accanto alla seguente opzione: «la società dichiara che è, altresì, una società di ingegneria di cui all’articolo 46 del d.lgs. 18 aprile 2016, n.50, in possesso dei requisiti di cui all’articolo 3 del Decreto 2 dicembre 2016 n.263 del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti».

La costituzione dell’Albo era l’ultimo dei tre adempimenti previsti dal comma 148 della legge 124/2017 per operare in ambito privato da parte delle società di ingegneria, dopo la stipula di una polizza Rc, l’indicazione dei professionisti iscritti all’albo e, appunto, l’iscrizione nell’elenco dell’Anac.

La costituzione dell’elenco chiude per sempre anche la stagione delle contestazioni mosse dagli ingegneri alle società di ingegneria, con i relativi contenziosi sulla legittimità delle società di ingegneria di operare nel mercato privato. Come è noto la questione era stata avviata a soluzione con l’abolizione (con la legge 266/1997) della norma contenuta nel regio decreto n.1815 del 1939; e poi definitivamente archiviata con la legge 124/2017 che ha fatti salvi gli effetti dei contratti privati stipulati dalle società di ingegneria, e ha previsto per le società di ingegneria che operano nel mercato privato i tre adempimenti citati (polizza Rc, indicazione dei professionisti, iscrizione all’elenco Anac).

Da qui è possibile accedere al servizio ANAC

 

FISCO

E-fattura: tutti gli strumenti per arrivare preparati al 1° gennaio 2019. Pronti la guida, i video-tutorial e la nuova sezione sul sito dell’Agenzia

Una guida pratica per i contribuenti, due video-tutorial che spiegano concretamente che cosa fare e una nuova sezione del sito per trovare velocemente tutte le informazioni utili. In vista della partenza del 1° gennaio 2019, quando l’uso della fatturazione elettronica diventerà obbligatorio per gli operatori residenti o stabiliti in Italia (tranne poche eccezioni), l’Agenzia delle Entrate fornisce un kit di strumenti informativi per aiutare i contribuenti a prendere confidenza con la nuova procedura e a conoscere tutti i servizi offerti gratuitamente. All’interno della sezione tematica dedicata del sito internet delle Entrate il contribuente troverà anche la nuova guida - pdf, che spiega come predisporre, inviare e conservare le proprie fatture e il link diretto a due video-tutorial, disponibili sul canale Youtube dell’Agenzia, sulle novità della fatturazione elettronica e sul QR-Code. In particolare il secondo video spiega i vantaggi del codice a barre bidimensionale da mostrare al fornitore tramite smartphone, tablet o su carta per consentirgli di acquisire in automatico e senza il rischio di errori i dati anagrafici necessari per predisporre la fattura.

Rubrica di aggiornamento sull’attività di contrasto ai bandi irregolari n. 10/2018

Inviato da admin il

Come ogni mese si rassegnano i principali profili di illegittimità segnalati alle Stazioni Appaltanti, aventi l’effetto di ledere la dignità morale e professionale dei professionisti del settore.

 

Le azioni di contrasto.

Tra il mese di agosto e quello di settembre 2018, numerose sono state le diffide e le istanze di parere precontenzioso inoltrate all’ANAC.

Dodici sono state le amministrazioni diffidate. Si fa riferimento, nello specifico, al Comune di Mazara del Vallo, alla Provincia della Spezia, all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise, ai comuni di Carisolo, Pinzolo, Giustino e Tre Ville, al Comune di Foggia, al Comune di Sesto San Giovanni, all’Unione di comuni del Lago Maggiore, al Comune di Solarino, al Comune di Gangi, al Comune di Borore, al Comune di Valdisotto ed al Comune di Catania.

Per ciò che riguarda la irregolarità riscontrate:

  • il Comune di Mazara del Vallo ha pubblicato una manifestazione di interesse per l’individuazione di un tecnico responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia, nel quale la base d’asta era assolutamente insufficiente a remunerare il professionista, violando, con ciò, il principio sull’equo compenso spettante al professionista. Non avendo ricevuto alcun riscontro dopo la notifica della diffida, si è proceduto con l’istanza di parere all’ANAC;
  • la Provincia della Spezia ha pubblicato una manifestazione di interesse nella quale la remunerazione spettante al professionista risultava assolutamente insufficiente e, ancorché fosse stato allegato un calcolo dei corrispettivi, esso risultava del tutto errato. Non avendo ricevuto alcun riscontro dopo la notifica della diffida, si è proceduto con l’istanza di parere all’ANAC;
  • l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale ha pubblicato una manifestazione di interesse omettendo del tutto di allegare il calcolo ai sensi del d.m. parametri. Dopo la notifica della diffida, non avendo ricevuto riscontro da parte dell’Amministrazione, si è proceduto con la notifica dell’istanza di parere precontenzioso all’ANAC. Successivamente, l’Amministrazione ha inoltrato una nota con la quale informava che avrebbe valutato le doglianze mosse;
  • i comuni di Carisolo, Giustino, Pinzolo e Tre Ville hanno pubblicato una manifestazione di interesse per la progettazione preliminare di un impianto di teleriscaldamento e cogenerazione alimentato a gas. Nell’avviso si leggeva che l’incarico sarebbe stato conferito a titolo gratuito. Dopo aver proceduto alla notifica della diffida, l’Amministrazione è rimasta inerte non fornendo alcun riscontro, pertanto si è proceduto alla proposizione di apposita istanza di parere precontenzioso all’ANAC;
  • il Comune di Foggia ha bandito una procedura aperta per l’affidamento dei servizi tecnici di direzione lavori, misura, contabilità e coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione relativi ai lavori di adeguamento sismico di un istituto scolastico, nella quale veniva richiesto ai concorrenti di presentare sia una garanzia provvisoria sia fideiussoria. Dopo aver notificato la diffida, l’Amministrazione è rimasta inerte non fornendo alcun riscontro, pertanto si è proceduto alla proposizione di apposita istanza di parere precontenzioso all’ANAC;
  • il Comune di Sesto San Giovanni (I) ha pubblicato una manifestazione di interesse omettendo di allegare il calcolo dei corrispettivi e nella quale i criteri di partecipazione risultavano del tutto sproporzionati rispetto all’oggetto dell’appalto. A seguito della diffida, la Stazione Appaltante ha fornito un utile riscontro accogliendo le doglianze mosse;
  • il Comune di Sesto San Giovanni (II) ha pubblicato una manifestazione di interesse, relativa alla progettazione esecutiva, relazione geologica, direzione operativa dei lavori e contabilità delle opere di adeguamento sismico e statico delle strutture relative al patrimonio immobiliare del Comune di Sesto San Giovanni, alla quale non è stato allegato il calcolo dei corrispettivi. Dopo la notifica della diffida, l’Amministrazione ha fornito un riscontro positivo fornendo il calcolo secondo il d.m. parametri;
  • l’Unione di Comuni del Lago Maggiore ha bandito una procedura negoziata con lettera di invito chiedendo, però, il possesso di requisiti tecnici in modo difforme rispetto a quanto stabilito nelle Linee Guida ANAC n. 1. Dopo aver notificato la diffida, l’Amministrazione ha inoltrato una nota dando conto dell’avvenuta sospensione della gara;
  • il Comune di Solarino ha pubblicato due manifestazioni di interesse, sostanzialmente identiche, nelle quali la base d’asta era stata calcolata al lordo dell’iva e che, peraltro, risultava del tutto insufficiente a remunerare adeguatamente il professionista. Dopo aver inoltrato le due diffide, l’Amministrazione è rimasta inerte e, per tale motivo, si è proceduto a notificare due istanze di parere precontenzioso all’ANAC;
  • il Comune di Gangi ha pubblicato una manifestazione di interesse allegando un calcolo dei corrispettivi del tutto errato e sottostimato, omettendo, inoltre, di indicare le classi e le categorie delle opere individuate dal d.m. parametri e indicando, al loro posto, le categorie riguardanti i lavori pubblici (OG – OS). Non avendo ricevuto riscontro a seguito dell’invio della diffida, si è proceduto con la comunicazione all’ANAC;
  • il Comune di Borore ha bandito una procedura negoziata tramite inoltro di lettere di invito. Inizialmente, si era ritenuto che l’Amministrazione avesse errato nell’individuare la categoria dell’opera in base alla quale formulare il calcolo dei corrispettivi. Dopo aver interloquito con la Stazione Appaltante, ed aver ricevuto alcune precisazioni, si è deciso di non procedere con la notifica all’ANAC;
  • il Comune di Valdisotto ha bandito una manifestazione di interesse omettendo del tutto di allegare il calcolo dei corrispettivi. Si attende che scadano i 10 giorni concessi per fornire un riscontro alla diffida, in mancanza, si procederà a notificare una istanza di parere precontenzioso;
  • infine, il Comune di Catania ha pubblicato un avviso di manifestazione di interesse, attinente alla verifica di vulnerabilità sismica, violando palesemente quanto prescritto dalle Linee Guida ANAC n. 4 circa i termini minimi indefettibili che devono intercorrere tra la data di pubblicazione e la data ultima per presentare le domande di partecipazione. Se non verrà fornito un riscontro positivo in tempo utile si adirà l’ANAC.

 

Il parere dell’ANAC.

Nel mese di settembre, l’ANAC ha notificato la sua decisione su di una istanza di parere presentata dalla Fondazione nel giugno del 2017.

La vicenda riguarda una procedura aperta bandita dal Comune di Alcamo nella quale non era stato rispettato il termine minimo di 35 giorni che deve intercorrere tra la pubblicazione del bando ed il termine per far pervenire le domande di partecipazione.

L’Autorità, dopo aver esaminato la documentazione inviata, ha ritenuto di accogliere le doglianze mosse dalla Fondazione rilasciando un parere favorevole, a lume del quale “il Consiglio ritiene, nei limiti delle motivazioni che precedono, l’operato della stazione ppaltante non conforme alla disciplina normativa di settore”.

Il 13 settembre u.s., la Fondazione, per tramite dell’avv. Riccardo Rotigliano, ha notificato una diffida al Comune, dando conto del rilascio del parere, e chiedendo che l’Amministrazione fornisca le proprie determinazioni entro e non oltre 35 giorni dalla notifica della decisione dell’Autorità, così come prescritto dall’art. 13 del Regolamento ANAC.

 

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