SINTESI DI MONITORAGGIO LEGISLATIVO 11/25 MAGGIO 2018

Inviato da admin il

 

Carlo Cottarelli ha ricevuto l'incarico per formare il nuovo Governo dal Presidente Mattarella.

Il Presidente del Consiglio incaricato ha dichiarato che consegnerà in tempi strettissimi la lista dei Ministri e il programma.

Inoltre, ha definito un preciso orizzonte temporale per il suo governo: se otterrà la fiducia dal Parlamento, si andrà al voto nei primi mesi del 2019. In caso contrario, il Governo Cottarelli traghetterà il Paese a nuove elezioni che si terranno subito dopo il mese di agosto.

Infine, Cottarelli si è impegnato a non candidarsi alle prossime elezioni politiche, aggiungendo che chiederà lo stesso impegno anche ai ministri che formeranno il suo governo.

 

LAVORI PUBBLICI

Linee guida sull’offerta economicamente più vantaggiosa

Via libera dell’Autorità nazionale anticorruzione alle linee guida n.2 sull’offerta economicamente più vantaggiosa. Le linee guida, attuative del Codice Appalti, sono state aggiornate dopo le modifiche introdotte con il Correttivo nel 2017.

Qui la Delibera Anac 2 maggio 2018 pubblicata in Gazzetta Ufficiale venerdì 25 maggio 2018.

Il testo è disponibile qui.

Per approfondire clicca qui.

 

Consultazione ANAC su bando tipo per assegnazione SIA

Anac ha messo in consultazione il Bando-tipo n. 3 - Schema di disciplinare di gara per l'affidamento, con procedura aperta, di servizi di ingegneria e architettura di importo pari o superiore ad € 100.000 con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo.

Per partecipare alla consultazione inviando osservazioni, l'Autorità ha assegnato il termine di trenta giorni, che scadrà il 13 giugno 2018 alle ore 24.00.

Il provvedimento e la nota illustrativa sono disponibili qui.

 

Consultazione ANAC su linee guida rating di impresa

Inoltre, ANAC ha messo in consultazione anche il documento recante linee guida in tema di rating di impresa. In tal caso è possibile partecipare alla consultazione fino al 29 giugno.

Il testo del documento e il modulo per presentare osservazioni sono disponibili qui.

 

Consultazione ANAC su linee guida rating di impresa

Inoltre, ANAC ha messo in consultazione anche il documento recante linee guida in tema di rating di impresa. In tal caso è possibile partecipare alla consultazione fino al 29 giugno.

Il testo del documento e il modulo per presentare osservazioni sono disponibili qui.

 

Pronto il decreto sui livelli di progettazione: approfondimento sul contenuto

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha concluso il lavoro sulla seconda bozza di decreto sui tre livelli di progettazione. Lo schema di provvedimento passa ora all’esame del Consiglio superiore dei lavori pubblici e della Conferenza unificata.

La prima versione del decreto era stata messa a punto a gennaio 2017, ma si è arenata a seguito della decisione di creare una progettazione semplificata per gli interventi di manutenzione ordinaria (oggetto di un’altra bozza di decreto, diffusa a inizio maggio).

Lo schema di decreto prevede che la progettazione sia orientata ad assicurare, nei tre livelli di approfondimento tecnico, la qualità del processo e del progetto, il rispetto delle regole tecniche, la sostenibilità economica, territoriale e ambientale, la sicurezza e il miglior rapporto tra benefici e costi di costruzione, manutenzione e gestione in relazione al ciclo di vita dell’intervento.

Per il raggiungimento di questi obiettivi, la progettazione dovrà assicurare la riduzione dei rischi da pericoli naturali e antropici, la durabilità e sostituibilità dei materiali, la facilità di manutenzione e gestione, il massimo riutilizzo delle risorse naturali e, ove possibile, la riduzione del consumo di suolo.

I materiali e i prodotti da costruzione da utilizzare dovranno essere conformi alle NTC 2018, al D.lgs.106/2017, alle norme europee armonizzate e alle omologazioni tecniche. Requisiti che dovranno essere indicati espressamente nelle relazioni tecniche.

Dal momento che gli interventi da progettare devono rispondere ai fabbisogni della collettività, la Stazione Appaltante redigerà il quadro esigenziale e il documento di indirizzo alla progettazione.

I tre livelli progettuali costituiscono una suddivisione di contenuti da sviluppare progressivamente nell’ambito di un processo unitario senza soluzione di continuità.

Il progetto di fattibilità tecnica ed economica potrà essere redatto in un’unica fase o in due fasi successive. In quest’ultimo caso, nella prima fase il progettista redigerà il documento di fattibilità delle alternative progettuali (DOCFAP). Nel DOCFAP saranno individuate le possibili soluzioni progettuali alternative. Bisognerà prendere in considerazione la possibile localizzazione dell’intervento, le alternative di tracciato, il riutilizzo di aree dismesse, le diverse soluzioni tecnologiche, impiantistiche e organizzative disponibili, l’impatto sul contesto territoriale, ambientale e paesaggistico e le diverse modalità tecniche di intervento. In questo momento si analizzerà anche “l’opzione zero”, cioè l’ipotesi di non realizzazione dell’intervento. Il DOCFAP sarà sviluppato con un livello di approfondimento differenziato a seconda del tipo e della dimensione dell’opera.

Nella seconda fase saranno sviluppati i contenuti del DOCFAP, scegliendo solo una delle alternative progettuali.

Nei casi di affidamento dei lavori sulla base del progetto di fattibilità tecnica ed economica, il progetto dovrà contenere, tra gli altri documenti, uno schema di contratto indicante i tempi per la redazione del progetto definitivo e di quello esecutivo.

Nei concorsi di progettazione relativi al settore dei lavori pubblici, le Amministrazioni dovranno mettere a disposizione dei concorrenti gli studi specialistici, l’inquadramento territoriale dell’area di intervento e il piano particellare di esproprio.

Il progetto di fattibilità tecnica ed economica dovrà essere accompagnato da una relazione generale, da cui si evincano le motivazioni delle scelte operate dal progettista, e da una relazione tecnica, con indagine e studi specifici, come i livelli prestazionali dell’intervento, la presenza di eventuali interferenze e il contesto urbanistico.

La bozza di decreto indica inoltre gli elaborati grafici e le modalità con cui redigere il quadro economico da allegare al progetto.

Il progetto definitivo individuerà compiutamente i lavori da realizzare nel rispetto di tutti i vincoli esistenti e conterrà tutti gli elementi necessari per il rilascio delle autorizzazioni richieste. Dovrà conformarsi alle scelte del progetto di fattibilità tecnica ed economica, salvo eventuali modifiche da motivare nei dettagli, e indicare precisamente la localizzazione del cantiere. In caso di lavori su opere esistenti, nel progetto definitivo dovrà essere indicato lo stato dell’opera. Ove necessario, bisognerà indicare il piano di riutilizzo delle terre e rocce da scavo.

Per gli interventi complessi il progetto comprenderà anche il piano di manutenzione. In caso di affidamento dei lavori sulla base del progetto definitivo, i concorrenti dovranno indicare i tempi della progettazione esecutiva e i dettagli costruttivi relativi al progetto architettonico e strutturale.

Anche in questo caso, il progetto definitivo sarà corredato da una relazione generale e da relazioni tecniche e specialistiche ad un livello di definizione tale che nella successiva progettazione esecutiva non si abbiano significative differenze tecniche e di costo.

Successivamente, il progetto esecutivo sarà sviluppato ad un livello di definizione tale che ogni elemento sia identificato in forma, tipologia, qualità, dimensione e prezzo e corredato da un piano di manutenzione dell’opera e delle sue parti in relazione al ciclo di vita dell’opera stessa.

Il progetto esecutivo consiste nell’ingegnerizzazione di tutte le lavorazioni e dovrà definire quindi compiutamente ogni particolare architettonico, strutturale ed impiantistico dell’intervento da realizzare. La bozza di decreto esclude da questa fase solo i piani operativi di cantiere, i piani di approvvigionamento e i calcoli e i grafici relativi alle opere provvisionali.

Nell’ambito del progetto esecutivo l’opera verrà quindi inserita in modo dettagliato nel contesto urbanistico e saranno valutati gli effetti del cantiere sul paesaggio, sulla popolazione e sul traffico. Tutti i calcoli saranno effettuati con riferimento alle fasi costruttive e a quelle di esercizio. I progetti esecutivi relativi ad interventi su opere esistenti dovranno essere corredati da elaborati grafici in grado di definirne lo stato di conservazione, i materiali e le tecnologie costruttive utilizzate.

In base al Codice Appalti, lo ricordiamo, salvo che in pochi casi deve essere posto a base di gara il progetto esecutivo per evitare l’allungamento dei tempi e l’aumento dei costi di realizzazione delle opere.

Fino ad ora, mancando il decreto sui livelli di progettazione, nulla è cambiato. Il passaggio alle nuove regole non sarà immediato. La bozza di decreto diffusa dal Mit prevede infatti sei mesi di tempo per l’entrata in vigore dopo la pubblicazione.

 

PROFESSIONISTI

Reddito architetti, Almalaurea: a 5 anni dal titolo non supera i 1.267 euro al mese

A cinque anni dalla laurea le retribuzioni medie dei laureati in architettura non superano i 1.267 euro al mese.

A sostenerlo Almalaurea nel Rapporto 2017, in cui ha analizzato il profilo e la condizione occupazionale dei laureati a 1, 3 e 5 anni dalla laurea.

Ad un anno dal conseguimento del titolo universitario, la retribuzione mensile netta dei professionisti sfiora i 1.150 euro. Rispetto alle rilevazioni precedenti le retribuzioni reali risultano in aumento del 3%, ma in calo del 12% rispetto alle condizioni pre-crisi economica (2010).

Ad un anno dal titolo, le retribuzioni sono particolarmente elevate tra gli occupati dei gruppi medico (1.510 euro in media) e farmaceutico (1.229 euro) ma decisamente inferiori alla media, invece, nei restanti gruppi disciplinari, dove non raggiungono neppure i 1.000 euro; per gli architetti, ad esempio, è stata registrata una retribuzione di 812 euro al mese.

Anche a cinque anni dalla laurea, le retribuzioni più elevate sono percepite dai laureati del gruppo medico (1.877 euro), mentre risultano inferiori alla media le retribuzioni dei laureati nel gruppo architettura (1.267 euro al mese).

I dati Almalaurea sono in linea con quelli da Adepp che ha rilevato una flessione del 2,73% negli ultimi 12 anni del reddito dei liberi professionisti. Per gli ingegneri e gli architetti, i dati Adepp sui redditi rilevano che un architetto under 30 guadagna in media 11.005 euro lorde all’anno mentre un ingegnere under 30 sfiora le 14mila euro lorde all’anno.

In linea generale, i liberi professionisti under 40 anni guadagnano, in media, un terzo dei loro colleghi over 50, le donne guadagnano in media il 40% in meno dei loro colleghi uomini e la differenza di reddito si rileva già per le under 30 anche se è meno evidente (9% in meno).

Le differenze di reddito sono causate anche dalla provenienza geografica dei professionisti. I professionisti del Sud dichiarano in media il 40% in meno dei loro colleghi del Nord Italia

Secondo il Rapporto Almalaurea, nel 2017, avvocati, ingegneri, commercialisti sono entrati nel mondo del lavoro prima di altre categorie andandosi ad aggiungere a quelle professioni che avevano già registrato un miglioramento.

Tra uno e cinque anni dal conseguimento del titolo l’incremento della quota di occupati ha coinvolto soprattutto i laureati dei gruppi linguistico, economico-statistico, architettura e chimico farmaceutico.  A cinque anni dal titolo si può quasi parlare di piena occupazione per i laureati dei gruppi scientifico, ingegneria, professioni sanitarie ed educazione fisica.

A cinque anni dal titolo sono i laureati in architettura a registrare i livelli più elevati di lavoro autonomo, che raggiungono, rispettivamente il 34 e il 25% degli occupati. Maggiore diffusione dei contratti a tempo indeterminato si osserva, invece, tra i laureati dei gruppi ingegneria e scientifico con quote che sfiorano l’80%.

Il lavoro autonomo è più diffuso nelle aree meridionali soprattutto tra gli architetti; il lavoro a tempo indeterminato è invece prerogativa del Nord.

Qui è possibile consultare il rapporto Almalaurea.

 

Pratiche edilizie ed equo compenso: a Roma e Napoli i tecnici collaborano col Comune

Instaurare una proficua collaborazione tra professionisti e pubbliche amministrazioni (PA) favorendo il lavoro dei progettisti da una parte e la semplificazione delle pratiche comunali dall’altra.

Questo il comune denominatore di due iniziative che hanno coinvolto i professionisti tecnici di Roma e Napoli e che hanno come fulcro l’attuazione del Jobs Act Autonomi per ciò che concerne il ruolo sussidiario delle professioni e la rivendicazione della dignità professionale.

Per velocizzare l'istruttoria delle pratiche edilizie a Roma, l’Ordine degli architetti di Roma, lo scorso 23 maggio, ha presentato la Commissione CICLOPE (Commissione Integrata Lavoro e Opere Pubbliche sui procedimenti edilizi) che lavorerà in piena sinergia con l’Assessorato e il Dipartimento di architettura e urbanistica, per fornire un contributo all’amministrazione capitolina.

In pratica, la commissione, attraverso un team di tecnici, esaminerà le pratiche edilizie (Cila, Scia, PdC ecc) e fornirà un parere facoltativo e non vincolante sui procedimenti edilizi che gli architetti regolarmente iscritti all’Ordine intendono presentare.

Questa iniziativa apre una nuova fase di collaborazione fra Ordini e Amministrazione, in linea con l’articolo 5 del Jobs Act Autonomi, favorendo il lavoro dei professionisti, alleggerendo i compiti dei dipendenti degli uffici pubblici e riducendo i tempi di attesa per i cittadini.

Un altro esempio di collaborazione tra PA e professionisti è accaduto a Napoli; qui i componenti della Coalizione 27 Febbraio (#C27F) il 17 maggio scorso si sono riuniti intorno ad un tavolo con il Comune per discutere di temi essenziali per i professionisti come: equo compenso, lotta al lavoro nero negli studi professionali, certezza dei pagamenti e condono edilizio.

Anche in questo caso la collaborazione che si è instaurata tra i professionisti e la PA passa dai principi istituti dal Jobs Act autonomi sull’equo compenso e sulla certezza di pagamento. Sul punto, infatti, il Comune di Napoli si è reso disponibile a ipotizzare una retribuzione di riferimento per specifici interventi di consulenza, laddove non sia già prevista da specifici decreti ministeriali (come accade per ingegneri e architetti con il DM 17 giugno 2016). L’auspicio è che anche il Comune di Napoli possa emanare una delibera sull’equo compenso come ha fatto la Regione Toscana.

Sul fronte del contrasto allo sfruttamento dei lavoratori autonomi, il Comune di Napoli ha approvato una delibera che ha modificato il Regolamento per la concessione di suolo pubblico subordinando questa concessione al rispetto da parte dei richiedenti di una serie di norme, tra cui quelle in materia di lavoro, contribuzione previdenziale, applicazione dei contratti collettivi e tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.

Secondo la #C27F “questa delibera, unica in Italia, costituisce un importante precedente circa l'uso degli strumenti amministrativi comunali contro lo sfruttamento del lavoro”.  In tal modo la partecipazione a gare potrebbe essere inibita senza la prova della regolarità retributiva e contributiva nei rapporti lavorativi con i propri collaboratori, prevedendo la revoca dell’incarico.

Per arginare il problema del mancato pagamento di professionisti abilitati da parte di committenti che senza problemi danno inizio ai lavori, la C27F ha proposto di istituire una piattaforma telematica con cui acquisire idonea documentazione attestante i pagamenti dei professionisti per l'ottenimento di permessi, concessioni, autorizzazioni, assensi comunque denominati, ecc.

Al termine del tavolo tecnico il Comune ha anticipato che, in considerazione della rilevanza degli argomenti affrontati dalla C27F e della capacità multidisciplinare di affrontare questioni che riguardano trasversalmente i liberi professionisti di vari settori, coinvolgerà la Coalizione nel tavolo tecnico sul condono edilizio, argomento complesso che vedrà coinvolti tutti gli ordini professionali e collegi interessati dall’argomento (agronomi, architetti, avvocati, geologi, geometri, ingegneri, periti). (edilportale.com)

 

FISCO

Ecobonus, le regole per la cessione del credito d’imposta

L’Agenzia delle Entrate fa chiarezza sulla cessione del credito corrispondente all’Ecobonus. È stata pubblicata la circolare 11/E, che spiega come usufruire della misura pensata per incentivare maggiormente gli interventi di efficientamento energetico degli edifici.

Circolare n. 11 - pdf

Comunicato stampa

Qui per approfondire.

 

Fatturazione elettronica, cosa c’è da sapere

Andrea Caccia, esperto UNINFO e Daniele Tumietto, esperto UNINFO, Fatturazione elettronica, ecco le regole dell'Agenzia delle Entrate (provvedimento e circolare): che c'è da sapere

Barbara Weisz, Fatturazione elettronica, le richieste dell'imprese verso l'obbligo 2019

Umberto Zanini, Fatture elettroniche, così i soggetti Iva dovranno inviarle a Sdi: le casistiche

Paolo Catti, Obbligo fatturazione elettronica, 5 cose da sapere per non farsi cogliere impreparati

Paolo Catti e Giuseppe Di Sessa, Fatturazione elettronica 2019, la trasformazione digitale in cinque passi

Claudio Rorato, Fattura elettronica B2B, tutti vantaggi per professionisti e software house

Alessandro Mastromatteo e Benedetto Santacroce, Fatturazione elettronica, i vantaggi nel ciclo attivo per le aziende

Rosario Farina e Benedetto Santacroce, Il ciclo passivo della fatturazione elettronica, i vantaggi dal 2019 per le imprese

Salvatore De Benedictis, Fattura elettronica, la legge sull'IVA è inadeguata: ecco perché e come adeguarla al digitale

Robert Braga, Fattura elettronica, commercialisti intermediari di piccoli clienti: quale soluzione

Luigi Foglia e Alessandro Selam, Fattura elettronica B2B, l'Agenzia delle Entrate prova a semplificare la vita delle aziende

 

Il Sole 24 ore del 18.5.2018: E-fattura, controlli sull'«originalità»

RUBRICA DI AGGIORNAMENTO GIURISPRUDENZIALE MAGGIO 2018

Inviato da admin il

Delibera ANAC n. 416/2018: la stazione appaltante deve essere messa al corrente di tutti i fatti astrattamente idonei a minare l'affidabilità dei concorrenti.

Non spetta all'impresa, ma solo alla stazione appaltante valutare se la condanna inflitta al concorrente è tale da metterne in dubbio la sua affidabilità e dunque vada o meno sanzionata con l’esclusione dalla gara. Per questo, il professionista che omette di autodichiarare con il DGUE l'arrivo di una sentenza definitiva di condanna deve essere escluso dal pubblico incanto.

È l'indirizzo offerto dall'Autorità Anticorruzione con la risposta a un parere di precontenzioso (delibera n. 416 del 2 maggio 2018) relativo al delicatissimo tema dell'esclusione per “gravi illeciti professionali”, cioè le macchie sul curriculum del professionista (o dell’impresa) che la stazione appaltante può prendere in considerazione per valutare l'integrità e i comportamenti passati dei partecipanti e, dunque, escluderli dalle gare per evitare di mettere l'appalto in mani giudicate poco affidabili.

Nel caso di specie l'impresa e la stazione appaltante hanno chiesto all'ANAC se la mancata indicazione di una condanna penale per omicidio colposo da parte di uno dei dirigenti principali dell'impresa avrebbe dovuto essere sanzionata con l'esclusione. Nel merito la condanna, resa definitiva dall'intervento della Cassazione, riguarda una sentenza per omicidio colposo “motivata dal mancato controllo della sicurezza dei luoghi (Forte Belvedere a Firenze) le cui aree esterne erano affidate in concessione” alla società “per l'organizzazione di attività di intrattenimento e, in particolare, per non avere predisposto le adeguate misure di sicurezza che tenessero gli spettatori distanti dai camminamenti e dai parapetti esterni della struttura”.

Ricostruita la normativa, il contenuto delle Linee guida n.6 che l'Autorità ha dedicato proprio a questo tema e i fatti, il presidente dell'ANAC spiega che “la valutazione della sussistenza di gravi illeciti professionali tali di integrare la causa di esclusione è sottratta all'operatore economico ed è rimessa alla discrezionalità della stazione appaltante”, che deve accertane la consistenza aprendo un contraddittorio con l'impresa. A questo scopo, “la stazione appaltante deve essere posta nella condizione di conoscere tutti i fatti astrattamente idonei ad integrare la causa di esclusione”. Dunque, la dichiarazione sostitutiva resa tramite DGUE deve avere “ad oggetto tutti i provvedimenti astrattamente idonei a porre in dubbio l'integrità o l'affidabilità del concorrente, anche se non ancora inseriti nel casellario informatico». Cantone ricorda che anche i giudici amministrativi hanno volte ribadito che «il concorrente non può operare alcun filtro nell'individuazione dei precedenti penali valutando esso stesso la loro rilevanza ai fini dell'ammissione della procedura di gara, in quanto tale potere spetta esclusivamente alla stazione appaltante (Consiglio di Stato 5 settembre 2017 n. 4192)”.

In conclusione, “L'omissione della dichiarazione di situazioni successivamente accertate dalla stazione appaltante comportano l'applicazione dell'art. 80, comma 1, lett. f-bis) del codice e dunque determinano l'esclusione dalla gara del concorrente per avere presentato nella procedura di gara in corso dichiarazioni non veritiere”.

Avv. Giuseppe Acierno

 

Consiglio di Stato, sez. V, sent. n. 2853/2018: applicazione dell'articolo 42 del codice quando supera le eccezioni dell'articolo 24, comma 7.

Il progettista con il doppio incarico di consulente dell'impresa concorrente e progettista firmatario del progetto esecutivo posto a base di gara giustifica l'esclusione dalla gara dell'operatore economico, ai sensi dell'art. 42 del Codice degli Appalti, che detta i principi che determinano le situazioni di conflitto di interesse. 

È questa la conclusione dei Giudici della sezione V del Consiglio di Stato che si legge nella complessa ed estesa pronuncia in commento. La sentenza, peraltro, ripercorre e riafferma (anche richiamando precedenti pronunce) l'esatto confine tra le competenze di carattere tecnico-discrezionali riservate alla commissione di gara (insindacabili in sede giurisdizionale), e le competenze del giudice, che attengono “difetti palesi che rendano la scelta tecnica abnorme o gravemente inadeguata ovvero quando riguardi elementi specifici componenti l'offerta, autonomamente valutabili e da ritenersi essenziali”.

Il cuore della pronuncia sta nell’interpretazione delle cause di esclusione in presenza di casi di conflitto di interesse richiamati dall'art. 42 del citato, senza che possano applicarsi le eccezioni indicate nell'art. 24 del Codice (progettazione interna della PA) nell'ultimo periodo del co. 7, relativamente ai casi di collegamento o controllo tra progettista che ha lavorato per la PA e l'operatore economico che partecipa alla gara.

I giudici di Palazzo Spada affermano che “il progettista, già incaricato della stazione appaltante della predisposizione del progetto posto a base di gara, che sia stato indicato, nell'offerta tecnica di un operatore economico concorrente per l'affidamento dell'appalto dei lavori, quale consulente esterno dell'aggiudicatario, in fase esecutiva, con compiti di natura tecnica, è in posizione di incompatibilità ai sensi dell'art. 24, comma 7, del d.lgs. n. 50 del 2016, anche se non è legato all'aggiudicatario da un rapporto di dipendenza o di subordinazioneUna diversa lettura finirebbe per rendere più che agevole l'elusione dei divieti di cui all'art. 24, comma 7, mediante la partecipazione alla gara di enti dotati di personalità giuridica distinta da quella dei progettisti o dalla persona fisica dei progettisti, ove fosse consentito attribuire nella sostanza a questi ultimi un ruolo comunque rilevante in fase di esecuzione dei lavori … Conseguentemente spetta all'operatore economico aggiudicatario dimostrare che l'esperienza acquisita nell'espletamento dell'incarico di progettazione dal suo consulente esterno non abbia determinato un vantaggio tale da falsare la concorrenza con gli altri operatori in fase di gara”. Tale prova, come viene estesamente illustrato nella pronuncia, «non può dirsi raggiunta». La stazione appaltante, aggiungono i Giudici, avrebbe dovuto accorgersi per tempo di questa situazione. “Si è in presenza di indizi gravi, precisi e concordanti di una situazione di incompatibilità, che sarebbe stato onere della stazione appaltante ed, ancor di più, dell'aggiudicataria confutare, fornendo la prova contraria richiesta dall'art. 24, comma 7”.

I Giudici rintracciano l'origine della situazione di palese conflitto di interessi in cui si trova il professionista nella doppia veste di firmatario del progetto esecutivo e consulente dell'impresa concorrente all'appalto di lavori. Il bando, infatti, tra le altre cose, statuisce che le soluzioni progettuali migliorative proposte sulla base del progetto esecutivo redatto dall'impresa saranno “validate in contraddittorio con il progettista dell'opera. Le stesse diverranno fonte di obbligo contrattuale. Ai fini della validazione la stazione appaltante potrà richiedere al concorrente, senza onere aggiuntivo per la stessa committenza, elaborati grafici e tecnici esplicativi delle migliorie proposte nonché approfondimenti e specificazioni delle stesse”. In altre parole, dal bando di gara emergeva in prospettiva il paradosso per cui, non solo il progettista/collaboratore si trova a svolgere un doppio ruolo - quello di progettista della PA e quella di consulente incaricato dall'impresa - ma avrebbe potuto trovarsi nella situazione di ingaggiare l'impossibile contraddittorio tecnico con se stesso.

Avv. Riccardo Rotigliano

 

Criterio del massimo ribasso al posto di quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa: il Consiglio di Stato dice no all’obbligo di immediata impugnativa del bando.

L'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato ha detto no alla richiesta di obbligare le imprese (o i professionisti) a contestare immediatamente il criterio di aggiudicazione individuato nel bando di gara, così come tutte le altre clausole “procedurali” ritenute illegittime dai concorrenti.

Piuttosto che ridurre i casi di contenzioso una soluzione simile finirebbe per alimentare la vocazione al ricorso, frammentando ancor di più le procedure di definizione delle controversie negli appalti che, già oggi, si dividono tra un rito superaccelerato (obbligo di contestare immediatamente i provvedimenti di ammissione/esclusione) e ordinario. Dunque, tutto resta invariato, con la possibilità di obiettare in giudizio la scelta dei criterio di aggiudicazione al momento della definizione della graduatoria.

Al centro della questione, definita con la sentenza n. 4/2018, c'era il ricorso di un'impresa che contestava alla stazione appaltante di aver scelto il criterio di aggiudicazione al massimo ribasso in una gara che prevedeva, a suo modo di vedere, un servizio di natura complessa e dunque da aggiudicare con l'offerta più vantaggiosa. La vicenda è finita davanti all'Adunanza Plenaria.

I quesiti più importanti riguardavano:

1) la possibilità di stabilire una nuova tagliola per i ricorsi introducendo l'obbligo di contestare subito i criteri di aggiudicazione e le altre clausole del bando, di tipo procedurale, senza, cioè, riflessi sull'ammissione alla gara dell'impresa, che invece già oggi impone la contestazione immediata;

2) l'idea di allargare anche alle imprese che non hanno partecipato alla gara la possibilità di proporre ricorso in questi casi.

L'Adunanza Plenaria ha detto no a tutte e due le domande, con un'articolatissima sentenza che passa in rassegna il vecchio e nuovo quadro normativo per motivare la propria scelta.

Per contestate i criteri di aggiudicazione, “così come le altre clausole del bando che non rivestono certa portata escludente” dei potenziali concorrenti, bisogna aspettare “l'atto conclusivo della procedura di gara”. Ciò perché, in disparte i probabili effetti di ulteriore inflazione del contenzioso, per il massimo giudice amministrativo l'interesse dell'impresa a gareggiare sotto la tutela di un bando perfettamente a norma di legge deve essere considerato recessivo rispetto all'interesse di questi ad ottenere l'aggiudicazione, e che, ove eventualmente resosi aggiudicatario, l'operatore non avrebbe alcun interesse a contestare una lex specialis che comunque gli ha attribuito il bene della vita cui aspirava.

In definitiva, la possibilità di aggiudicarsi il contratto per chi partecipa a un appalto è di sicuro più importante della legittimità formale del bando. Imporre di contestare subito le clausole ritenute illegittime, nell'incertezza di risultare poi anche aggiudicatario della commessa, rischierebbe da una parte di avere impatti negativi sulla partecipazione alla gara e dall'altra di aumentare il contenzioso.

                                                                                                                                                    Avv. Riccardo Rotigliano

Normativa GDPR e Regolamento MainPrivacy

Inviato da admin il


Gentili Associati,

Il nuovo Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati Personali – GDPR entra oggi in pieno regime.

A tal riguardo, in virtù di tale regolamento, siamo lieti di anticiparVi che a brevissimo la Fondazione integrerà la sua offerta di servizi a disposizione degli aderenti, sottoscrivendo una convenzione che consentirà di acquistare il Software MAINPRIVACY, realizzato secondo il codice di condotta accreditato dal "Garante per la Privacy" di proprietà della Uniquality, per consentire ad Ingegneri ed Architetti liberi professionisti iscritti ad Inarcassa, di poter adempiere agevolmente agli obblighi in materia di privacy del "GDPR".

Con il nuovo Regolamento molti aspetti di carattere normativo si semplificano e la gestione della Privacy assume caratteristiche più moderne

Fondazione Inarcassa da sempre attenta alla tutela e ai diritti dei nostri associati, ha attuato quanto previsto adeguando i servizi al trattamento e alla protezione dei tuoi dati in virtù del nuovo regolamento Europeo 679/2016.

Fondazione Inarcassa ha obbligo di informare che tutti i diritti dell’interessato e le modalità di un reclamo sono descritti nell’informativa Privacy all’interno del sito:

http://fondazionearching.it/privacy-policy

Se avete domande su questo messaggio, potete contattarci all'indirizzo info@fondazioneinarcassa.it

Cordiali saluti.

La Fondazione Inarcassa

Call to action: Challenge 4 Internationalization

Inviato da admin il

 

HAI TEMPO FINO AL  1° GIUGNO 2018 PER COMPILARE L’ISCRIZIONE

Il “Challenge4Internationalization” si terrà 29 e 30 giugno 2018 a Torino

 

Per aiutare i professionisti a coinvolgere i propri clienti a formare una “squadra vincente” nei processi di internazionalizzazione, la Fondazione Inarcassa, in collaborazione con il Consiglio Nazionale Architetti PPC e la Kelmer Group, società di consulenza internazionale, ha messo a punto il progetto Challenge4Internationalization, un percorso formativo finalizzato a stimolare la conoscenza dei mercati internazionali da parte dei professionisti, offrendo loro anche l’opportunità di fidelizzare la propria clientela.

Vi ricordiamo che le peculiarità del format sono:

  • Ogni corso ha una durata di 2 giorni (un giorno full time + una ½ giornata)
  • Il corso sarà aperto ai professionisti* che dovranno però coinvolgere anche un’impresa con cui sviluppare un progetto di internazionalizzazione
  • Interventi di esperti di marketing professionale e di impresa
  • Pianificazione di un progetto di internazionalizzazione e verifica della fattibilità degli obiettivi
  • Lezioni a tema internazionalizzazione con specifico riguardo agli UAE e su argomenti di natura fiscale, contrattuale, gestionale, commerciale e professionale.
  • Partecipazione di esponenti governativi, rappresentanti dei distretti del design e dell'arredo, referenti dei piani di sviluppo infrastrutturale degli EAU; professionisti, docenti universitari ed imprenditori con esperienza di internazionalizzazione.

I progetti di internazionalizzazione saranno, successivamente, oggetto di valutazione da parte dei relatori delle due giornate.  Il progetto che risulterà migliore, tenuto conto del rapporto tra innovazione e fattibilità economico-finanziaria, avrà a disposizione una consulenza dedicata della Kelmer Group del valore commerciale di 3.000 euro che prevede:

  • Analisi condotta dai consulenti a Dubai per valutare gli obiettivi, ed esaminare le possibili strategie funzionali per l’ingresso del mercato di riferimento
  • Preparazione di una breve ricerca sul settore obiettivo del progetto, al fine di elaborare una proposta metodologica di lavoro
  • Organizzazione di una missione con appuntamenti B2B che si svolgeranno nel corso di 2 giorni lavorativi.
  • Un follow up sui risultati della missione

Se sei interessato scarica il programma 

clicca qui per scaricare la presentazione del progetto

clicca qui per scaricare il modulo di adesione

Per l'attività formativa verrà presentata istanza per il riconoscimento dei relativi CFP

*attività riservata ai professionisti iscritti Inarcassa

Concorso di Progettazione Alperia e Fondazione Inarcassa

Inviato da admin il

 

 

La società Alperia, provider nei servizi energetici, nell’ambito del proprio consolidamento sul territorio dell’Alto Adige- Südtirol, ha elaborato il bando di gara per la progettazione della nuova sede aziendale di Merano (BZ), insieme alla Fondazione Inarcassa.

L’accordo di collaborazione è stato siglato venerdì 11 maggio da Johann Wohlfarter, Direttore Generale di Alperia, alla presenza dell’Architetto Antonio Guglielmini, Consigliere della Fondazione Inarcassa. Il concorso di progettazione a procedura aperta, che si svolgerà in due fasi, è finalizzato alla costruzione del nuovo edificio, che ospiterà quasi 300 collaboratori, e includerà aree tecniche e magazzini.

La collaborazione tra Fondazione Inarcassa, che ha una consolidata esperienza nel processo di accompagnamento delle istituzioni pubbliche e private alla definizione delle modalità più consone volte a individuare i migliori progetti di architettonici, e Alperia è iniziata già dalla stesura del bando, il quale garantirà la più aperta partecipazione anche a giovani professionisti, e continuerà in tutta la fase di gara, con l’indicazione da parte di Fondazione di un professionista quale componente della commissione giudicatrice.

A conclusione del concorso di progettazione Alperia e la Fondazione Inarcassaconcorderanno l'allestimento dell'esposizione dei risultati di entrambe le fasi della competizione e valuteranno l'opportunità di pubblicare un apposito catalogo.

Per avere maggiori informazioni sul bando di gara, sull'istanza di partecipazione e su avvisi e comunicazioni, cliccare qui 

Newsletter Fiscale Maggio 2018

Inviato da admin il

Nuovo appuntamento con il servizio newsletter di informazione in ambito fiscale del mese di Maggio 2018, servizio creato dallo studio commercialista Pertile-Sensi.

In questa news troverete: 

SCADENZARIO FISCALE

NOVITA' FISCALI E AMMINISTRATIVE

  1. Spese di vitto ed alloggio addebitate al committente

  2. Nuovi oneri detraibili nel quadro RP del Modello Redditi 2018 Persone Fisiche

  3. Quadro LM della Dichiarazione: reddito dei c.d. ‘forfettari’

  4. Irap: verifica dei parametri per l’ autonoma organizzazione

  5. Esenzione Imu per abitazione principale: necessarie dimora e residenza

 RISPOSTE AI QUESITI

- Nella ultima newsletter si è fatto riferimento alla nuova normativa sulla Privacy: ero già a conoscenza degli obblighi di informativa e eventuale consenso ma non conoscevo il ‘Registro delle attività di trattamento’, quest’ultimo riguarda anche gli studi professionali ?

Per scaricare la Newsletter Fiscale del mese di Maggio 2018, cliccare qui 

 

Ultimi giorni per manifestare il tuo interesse al Consorzio

Inviato da admin il

 

C’è tempo fino al 20 Maggio 2018 per compilare il form ed esprimere il tuo interesse al nostro progetto.

 

Clicca qui se sei Architetto

Clicca qui se sei Ingegnere

Scarica qui la presentazione del progetto

 

Vi ricordiamo che la Fondazione Inarcassa, già da alcuni mesi, sta finalizzando la costituzione di un consorzio.

Perché un consorzio?

Grazie alla consulenza di esperti del settore, la Fondazione ha individuato nella struttura consortile lo strumento più idoneo per costituire un soggetto attivo che raccolga l’eccellenza della professionalità di architetti e ingegneri italiani, in grado di operare sui mercati esteri, con il patrocinio della Fondazione Inarcassa, a garanzia della qualità delle opere e della trasparenza dei processi.

Noi siamo pronti a partire!

FORMAZIONE PROFESSIONALE CONTINUA: IL VADEMECUM

“Al fine di garantire la qualità ed efficienza della prestazione professionale, nel migliore interesse del committente e della collettività e per conseguire l’obiettivo dello sviluppo professionale, ogni professionista ha l’obbligo di curare il continuo e costante aggiornamento della propria competenza professionale”. Recita così art. 7 del D.P.R. 137/2012, che ha introdotto la formazione professionale continua, delegando ad ogni Consiglio nazionale l’individuazione dei termini e delle modalità con le quali riconoscere i c.d. CFP (Crediti formativi professionali).

Iscriviti a