NOTA POLITICA
La politica italiana è scossa dall’apertura di un nuovo e delicato fronte. Sette giorni fa la polemica esplodeva contro la scelta dell’esecutivo di blindare la nuova legge elettorale mediante l’apposizione della fiducia; oggi, a tenere banco è invece la mozione a firma Pd che ha di fatto sfiduciato il governatore uscente di Bankitalia Ignazio Visco. La mossa del Partito democratico e del suo segretario rischia infatti di minare la stabilità di uno dei pilastri del Paese ora che all’orizzonte c’è una partita delicata come quella per la successione di Mario Draghi alla Bce, con tutto quel che ne consegue sui futuri orientamenti di politica monetaria dell’Eurotower e le annesse ripercussioni sul sistema finanziario italiano. Di qui l’immediata e trasversale levata di scudi per difendere l’autonomia e l’indipendenza dell’istituto, con Quirinale, Palazzo Chigi, fronte delle opposizioni e persino alcuni pezzi della maggioranza a criticare la mozione Dem e quella che viene percepita come un’indebita ingerenza su un fatto (la nomina del prossimo governatore della Banca d’Italia) su cui non ha competenza. Il rischio è che il diktat dell’ex Premier Renzi finisca per trasformarsi in un boomerang ai danni del Pd in una fase politicamente delicata come quella che precede l’arrivo delle elezioni e su cui pende l’approvazione della legge di Bilancio. Sprovvisto della forza aggregante per ricompattare le forze di sinistra e incapace di operare lo sfondamento al centro che avrebbe dovuto costituire il vero elemento di novità della segreteria renziana, nel decennale dalla sua fondazione il Pd è così costretto a contemplare l’alleanza con gli avversari di sempre – Silvio Berlusconi e Forza Italia, assurti nel frattempo al rango di elementi stabilizzatori del sistema – per poter avere la chance di formare un governo nel 2018.
LA MANOVRA PER IL 2018
Con il Consiglio dei ministri di venerdì 13 ottobre, che ha licenziato il decreto fiscale, e la successiva riunione di lunedì 16, che ha dato il via libera al disegno di legge di bilancio, il Governo ha varato la manovra per il 2018.
Qui e qui sono disponibili i comunicati stampa ufficiali con l’illustrazione delle principali misure adottate.
Di seguito il link al provvedimento già pubblicato in Gazzetta ufficiale e le principali misure di interesse contenute nelle prime bozze del disegno di legge di bilancio:
- Ecobonus fino al 31 dicembre 2018
Le detrazioni fiscali del 65% per l’efficientamento energetico degli edifici saranno prorogati alle spese sostenute fino al 31 dicembre 2018.
- Ecobonus dal 65% al 50% per finestre e caldaie
Rispetto agli anni passati, la detrazione fiscale scende dal 65% al 50% per le spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2018 relative agli interventi di acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi, di schermature solari e di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione e a biomassa.
- Stabilizzazione dell'Ecobonus per i condomìni
Saranno stabilizzati gli incentivi per la riqualificazione energetica delle parti comuni degli edifici condominiali. La bozza elimina il termine, attualmente in vigore, al 31 dicembre 2021.
- Bonus ristrutturazioni fino al 31 dicembre 2018
Proroga di un anno in arrivo anche per la detrazione fiscale del 50% sulle spese per la ristrutturazione degli edifici.
- Bonus Mobili
La prima bozza del disegno di legge non affronta la proroga della detrazione fiscale del 50% per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici efficienti destinati all’arredo degli immobili ristrutturati.
- Sismabonus
Anche gli edifici di edilizia popolare potranno usufruire delle detrazioni fiscali per la messa in sicurezza antisismica.
Leggendo la bozza sembra che la deadline del Sismabonus resterà ferma al 31 dicembre 2021 e che non ci sarà una stabilizzazione. Nei prossimi giorni bisognerà capire se, come più volte richiesto e annunciato, saranno incentivate anche le certificazioni statiche degli edifici non seguite da lavori di adeguamento o miglioramento antisismico e se gli incapienti potranno cedere alle banche il credito di imposta corrispondente alla propria quota di detrazione.
- Bonus Verde
Dovrebbe essere la grande novità di questa legge di Bilancio, ma al momento la norma è al vaglio della Ragioneria dello Stato. Si tratta della detrazione del 36% per la cura del verde privato tra cui rientrano terrazzi e giardini, anche condominiali, lavori di recupero di giardini di interesse storico e realizzazione o adeguamento di impianti di irrigazione.
- Obbligo di Pos
Il Viceministro dell’Economia Luigi Casero aveva annunciato l’arrivo di multe di 30 euro per professionisti e commercianti che si rifiutano di accettare pagamenti con il Pos. Tuttavia, la norma non è presente nella prima bozza.
- Super e Iperammortamento
La bozza prevede la proroga, sia pure in misura diversa e con alcune eccezioni, dell’agevolazione relativa agli investimenti in beni materiali strumentali nuovi di cui all’art. 1, comma 91, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, già prorogata con la legge di bilancio 2017, in termini parzialmente coincidenti. Cambia l’aliquota e la perimetrazione della misura: la norma riconosce l’aumento del 30% del costo di acquisizione (superammortamento), con esclusivo riferimento alla determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria, per gli investimenti in beni strumentali nuovi effettuati dal 1 gennaio 2018 fino al 31 dicembre 2018 ovvero fino al 30 giugno 2019, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2018, l’ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione. Sono esclusi da tale previsione gli investimenti in veicoli e gli altri mezzi di trasporto di cui all’art. 164, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.
Si prorogano, inoltre, l’iperammortamento con aliquota al 150%, ovvero l’agevolazione già previste con la legge di bilancio 2017, riguardante gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi e immateriali funzionali alla trasformazione tecnologica e/o digitale in chiave Industria 4.0.
- Fatturazione elettronica per le operazione tra i privati e precompilata IVA
Debutterà l’obbligo di fatturazione elettronica per i privati. La bozza prevede uno schema in due fasi: dal 1° luglio 2018 per le cessioni di benzina e di gasolio destinati ad essere utilizzati come carburanti per motori e per prestazioni fornite da subappaltatori nei confronti dell’appaltatore principale. Dal 1° gennaio 2019, invece, ci sarà l’estensione a tutto il B2B.
Per facilitare il passaggio sono previsti degli incentivi, a cominciare dal superamento dello spesometro che, già per il 2018 sarà semplificato. Saranno aboliti i modelli Intrastat e i rimborsi dì imposta saranno accelerati.
Inoltre, per autonomi, professionisti, artigiani e commercianti arriva la dichiarazione IVA precompilata: tali soggetti chiedendo l’assistenza on line all’agenzia delle entrate, potranno vedersi restituire i prospetti di liquidazione periodica IVA, la bozza di dichiarazione annuale e di quella dei redditi nonché le bozze dei modelli F24 di versamento con le imposte da versare, compensare o richiedere a rimborso.
Inoltre, si potrà ottenere uno sconto sul periodo di decadenza degli accertamenti in caso di pagamenti tracciati superiori a 500 euro.
LAVORI PUBBLICI
Corte dei conti: gli incentivi tecnici sono spesa
La Corte dei conti, sezione autonomie, con deliberazione n. 24/2017/del 10 ottobre 2017, ha ribadito che gli incentivi per le funzioni tecniche (art. 113 del dlgs n. 50/2016) non possono essere assimilati ai vecchi compensi per la progettazione e vanno ricompresi nel tetto della spesa del personale e in quello del trattamento annuale accessorio.
La pronuncia spegne le speranze accese dalla decisione della sezione Liguria del giudice contabile che, rilevando le nuove finalità poste a base dell’art. 113 del nuovo codice appalti, e cioè stimolare il personale a dare corso alla migliore esecuzione dei contratti pubblici, concludeva nel senso dell’esclusione sia dal tetto di spesa del personale, sia dal fondo per la contrattazione decentrata.
Direzione lavori, Dm sbloccato: tornano le varianti non varianti, alt conflitti di interesse
Torna un'ipotesi di "variante non variante". Diventa obbligatoria la tenuta di una contabilità computerizzata. E fanno il loro esordio le nuove norme sul conflitto di interessi. Sono le novità più importanti del decreto del ministero delle Infrastrutture che disciplina i compiti di direttore dei lavori e direttore dell'esecuzione, dall'attestazione dello stato dei luoghi fino al collaudo: dopo un oblio durato diversi mesi, il testo è riapparso nei radar ed è atterrato da poche ore in Conferenza unificata. Qui si prepara a incassare il via libera che, di fatto, lo proietterà finalmente verso la Gazzetta ufficiale.
Il decreto, nato da una lunga triangolazione tra Porta Pia e l'Autorità anticorruzione, avrà soprattutto il pregio di dare un assetto rinnovato e stabile a tutta la fase di esecuzione del contratto, rimpiazzando sulle scrivanie degli operatori il vecchio regolamento appalti. Andranno, allora, in soffitta tutte le vecchie norme sulla contabilità dei lavori, ma saranno anche sostituiti i passaggi relativi all'esecuzione che erano stati cancellati con l'attivazione del Dlgs n. 50 del 2016. L'effetto è di mandare al macero 32 articoli del Dpr n. 207 del 2010. Anche se l'impatto, a conti fatti, sarà parecchio più ampio.
In apertura, il testo contiene all'articolo 2 diversi cambiamenti importanti nel capitolo dedicato alle incompatibilità, sul quale ha puntato molto l'Autorità anticorruzione. Il direttore lavori dovrà, infatti, rispettare le regole in materia di conflitto di interessi, inserite all'articolo 42 del Codice. La sostanza è che non potrà sostenere due parti in commedia: avendo un ruolo centrale in fase di esecuzione del contratto, non potrà avere interessi economici collegati allo stesso. Quindi, una volta conosciuta l'identità dell'aggiudicatario, dovrà segnalare alla stazione appaltante l'esistenza di eventuali rapporti. Inoltre, non potrà accettare nuovi incarichi professionali dall'esecutore fino al momento del collaudo.
Il passaggio più rilevante del testo è inserito all'articolo 10, che rinnova tutta la disciplina delle varianti. Il direttore dei lavori dovrà assistere il Rup nell'accertare la sussistenza delle condizioni fissate dal Codice, descrivendo la situazione di fatto per consentire di verificare le ragioni per cui si rende necessaria la variante, la non imputabilità alla stazione appaltante e la non prevedibilità al momento della redazione del progetto. Il direttore lavori risponde direttamente nel caso in cui abbia «ordinato o lasciato eseguire» varianti senza regolare autorizzazione. Resta ferma la regola del quinto dell'importo del contratto: se non si sfora questo tetto, l'impresa non può chiedere la risoluzione. L'esecutore andrà, però, informato per tempo.
Le modalità di calcolo del quinto restano identiche al vecchio regolamento. Nel caso in cui si sfori il muro del quinto, invece, l'esecutore «deve dichiarare per iscritto se intende accettare la prosecuzione dei lavori e a quali condizioni». Le variazioni sono valutate sulla base dei prezzi di contratto, ma se comportano nuove categorie di lavorazioni bisognerà fare riferimento a nuovi prezzi: i prezzari della stazione appaltante saranno la prima alternativa. Infine, le modifiche di dettaglio potranno essere disposte dal direttore lavori, con una semplice comunicazione al Rup. È il ritorno (parziale) delle «varianti non varianti» che, però, non dovranno comportare modifiche all'importo dei lavori, a differenza di quanto era previsto dal vecchio Codice all'articolo 132 comma 3. In caso di ritocco del valore iniziale del contratto, entro un tetto massimo del 10 per cento, si ricade invece nell'ipotesi dell'articolo 106 comma 2 del Dlgs n. 50 del 2016.
Sul fronte della contabilità, resta in piedi l'assetto classico relativo alla documentazione da compilare, come il giornale dei lavori o come lo stato di avanzamento lavori. Qui la grande novità riguarda la contabilità computerizzata. Se finora era, infatti, una semplice facoltà utilizzare strumenti elettronici per tenere la contabilità di cantiere, adesso l'articolo 17 fa riferimento a un vero e proprio obbligo. Bisogna passare da «strumenti elettronici specifici», utilizzando «piattaforme, anche telematiche, interoperabili a mezzo di formati aperti non proprietari», per non limitare la concorrenza tra operatori. Questi strumenti elettronici dovranno garantire la sicurezza e l'autenticità dei dati inseriti. Il mancato utilizzo di programmi di contabilità computerizzata dovrà essere «congruamente motivato dalla stazione appaltante e comunicato all'Anac». Per i lavori sotto i 40mila euro sarà sufficiente, invece, una contabilità semplificata. (edilizia e territorio)
PROFESSIONISTI
Il Governo si allinea al Consiglio di stato sul conferimento di incarichi professionali a titolo gratuito da parte della PA.
Giovedì 19 ottobre il Sottosegretario Del Basso De Caro ha risposto ad alcune interrogazioni parlamentari sulla sentenza del Consiglio di Stato che ha ammesso la possibilità della PA di procedere ad un bando di gara con conferimento di incarichi professionali a titolo gratuito, allineandosi sostanzialmente alla decisione di Palazzo Spada.
“Non vi è estraneità sostanziale alla logica concorrenziale che presidia il Codice degli appalti pubblici quando si bandisce una gara in cui l’utilità economica del potenziale contraente non è finanziaria ma è insita tutta nel fatto stesso di poter eseguire la prestazione contrattuale”, ha affermato il Sottosegretario.
La risposta completa del Sottosegretario e i testi delle interrogazioni sono disponibili qui e qui.
Equo compenso: il punto sul ddl Sacconi e la nuova iniziativa legislativa dell’On. Damiano
Al disegno di legge in discussione al Senato sono stati presentati 57 emendamenti e 9 ordini del giorno. In particolare, come reazione alla sentenza di inizio ottobre del Consiglio di Stato che permette di fatto gli enti pubblici a promuovere bandi senza compenso, aprendo la strada alla legittimità di prestazioni professionali non remunerate, la senatrice Maria Grazia Gatti ha proposto di introdurre il divieto per le Pubbliche Amministrazioni di emanare bandi che prevedano incarichi, anche di consulenza, a titolo gratuito.
Un altro emendamento presentato prevede che “ai fini della determinazione dell'equo compenso tra le parti, non si applicano le disposizioni che prevedano la possibilità di una riduzione del compenso inferiore ai minimi” stabiliti dal DM parametri bis. Infine, in uno degli ordini del giorno presentati, si chiede al Governo di prevedere la possibilità di introdurre indici di valutazione del compenso, proporzionati ai costi sostenuti, la manodopera impiegata, la difficoltà e il pregio dell'opera prestata, con il fine ultimo di valutare con equità la prestazione professionale oggetto del contratto.
Il presidente della Commissione lavoro del Senato e primo firmatario del ddl 2858, Maurizio Sacconi, ha auspicato che il provvedimento venga approvato entro fine legislatura, evidenziandone l’urgenza anche alla luce della citata sentenza di Palazzo Spada.
Tuttavia, dal Governo è arrivato uno stop sostanziale al disegno di legge: il Ministro della Giustizia e il titolare del Dipartimento per le Politiche europee hanno, infatti, trasmesso alla Commissione Lavoro di Palazzo Madama due note in cui evidenziano i profili di maggior criticità, relativi al contrasto con la normativa europea, del disegno di legge.
La battaglia per l’equo compenso ‘si gioca’ anche alla Camera dove il presidente della Commissione Lavoro, Cesare Damiano ha presentato un disegno di legge per assicurare l’equo compenso sia ai professionisti riuniti in ordini sia agli autonomi senza albo di riferimento. Damiano ha, infatti, dichiarato: “La battaglia sull’equo compenso è la nostra battaglia. L’esperienza delle liberalizzazioni è stata un fallimento: siamo arrivati al lavoro gratuito nella Pubblica Amministrazione. Contro questa inaccettabile deriva abbiamo depositato, venerdì scorso alla Camera, una proposta di legge sull’equo compenso che riguarda i professionisti ordinisti e quelli non organizzati in ordini, albi e collegi. Per questi ultimi, la proposta è quella di partire esclusivamente dalla Pubblica Amministrazione, affidando a un apposito tavolo di concertazione presso il ministero del Lavoro la definizione dei parametri dell’equo compenso”.
Progettazione gratis, Oice e Legacoop chiedono modifiche al Codice Appalti
Continuano le dure prese di posizione in seguito alla sentenza del Consiglio di Stato che ha sostanzialmente sancito la legittimità delle prestazione professionali gratuite nei confronti della pubblica amministrazione. Dopo l’appello congiunto di Fondazione Inarcassa, Rete delle Professioni Tecniche e Inarcassa (disponibile qui) e la lettera al Presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, inviata da Fondazione e Inarcassa (disponibile qui), da ultimo si sono schierati anche Oice e Legacoop produzione e servizi che chiedono una modifica legislativa del Codice Appalti (D.lgs. 50/2016) per introdurre due disposizioni: la sanzione della nullità contrattuale collegata all'eventuale inadempimento dell’obbligo di applicazione del decreto parametri e il divieto di stipula di un contratto con corrispettivo sproporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, nonché al contenuto e alle caratteristiche delle prestazioni contrattuali. Non esiste nessuna ragione per ridurre ad un mero rimborso spese il compenso per attività che richiedono sempre più investimenti in formazione e in tecnologie. Si parla tanto - si legge nella nota diffusa dalle associazioni - di digitalizzazione e siamo i primi a crederci, ammodernando le nostre imprese, formando i nostri tecnici anche per andare all’estero. Lo facciamo perché è giusto e doveroso nel presupposto che sia riconosciuto dal committente con un adeguato compenso, frutto anche del gioco del mercato e della concorrenza. Così come accade all’estero.
Qui per approfondire
La circolare del CNI sulle tariffe professionali: l’UE ribadisce che sono legittime
Il Consiglio nazionale degli Ingegneri (CNI), con la circolare 128/2017, ha commentato la sentenza della Corte di Giustizia sulle cause C-532/15 e C-538/15 in tema di tariffe professionali.
I giudici europei si sono espressi su una normativa spagnola, ma secondo il CNI i princìpi alla base della sentenza hanno una portata generale e possono essere applicati a tutte le professioni.
Dopo due controversie sul pagamento delle parcelle, oggetto del giudizio di fronte alla Corte di Lussemburgo è stato un regio decreto spagnolo del 2003 che fissa i compensi dei procuratori legali. Procuratore e cliente possono negoziare la retribuzione, ma rispetto ai limiti previsti dalla legge, hanno solo un margine di manovra del 12% al rialzo o al ribasso. Esiste inoltre un tetto massimo agli onorari che il procuratore legale può percepire nell’ambito dello stesso procedimento, limite che può essere superato solo previa autorizzazione del giudice, ed è previsto il diritto del cliente di contestare le spese ritenute inutili.
Secondo la Corte di Giustizia, dal momento che le tariffe sono previste da una norma nazionale, e non sono state predisposte dalle associazioni professionali, non si crea un contrasto con l’articolo 101 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, in base al quale sono incompatibili gli accordi tra imprese o tra associazioni in grado di falsare la concorrenza.
Nella circolare inviata a tutti gli iscritti il Cni sottolinea come la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ritiene che la regolamentazione dei compensi minimi, contenuta in una normativa statale, non contrasta con il diritto dell’Unione Europea e non rappresenta un ostacolo alla libera concorrenza. Inoltre, anche se la sentenza riguarda una professione forense ed è incentrata sulla disciplina dettata da un altro Paese membro, “è indubitabile che i princìpi siano suscettibili di assumere portata di carattere generale e quindi di valere ed essere considerati applicabili anche per le Professioni di altri Paesi dell’Unione Europea”.
Qui è disponibile la circolare del CNI e qui la sentenza della Corte di Giustizia.
L’OICE, l’Associazione delle società di ingegneria e architettura, e Legacoop Produzione e Servizi scendono al fianco di Inarcassa e dei Consigli Nazionali delle professioni tecniche contro la sentenza del Consiglio di Stato del 3 ottobre che avrebbe legittimato l’affidamento di incarichi professionali senza corrispettivi.
● Irlanda-Limerick: Servizi di planimetria di edifici - 2017/S 191-391461
Ente aggiudicatore
Limerick City and County Council
Descrizione
Appalto a Procedura aperta. Il Comune di Limerick richiede lo svolgimento di un’indagine approfondita sulla condizione del proprio patrimonio edilizio. L’indagine deve concludersi nell’arco di 12 mesi dalla firma del contratto. Vi dovrà essere anche una analisi dei costi stimata da un perito o professionista qualificato per ciascuna unità che necessita di sostituzioni di parti o riparazioni.
I codici appalto indicano i seguenti servizi richiesti: Servizi di planimetria di edifici; Servizi di consulenza per la costruzione di fabbricati; Servizi architettonici, di ingegneria e misurazione; Servizi di estimo; Servizi di misurazione; Servizi di indagine.
Le offerte possono essere presentate in inglese.
Valore
Valore, IVA esclusa: 1.300.000,00 Euro.
Termine per il ricevimento delle offerte o delle domande di partecipazione
17/11/2017, Ora locale: 14:00.
Link
http://ted.europa.eu/udl?uri=TED:NOTICE:391461-2017:TEXT:IT:HTML&src=0
● Italia-Napoli: Servizi di ingegneria (Servizi di ferrovia urbana, tram, filobus o bus) - 2017/S 195-401919
Ente aggiudicatore
Ente Autonomo Volturno Srl, Corso Garibaldi 387, Napoli. Punti di contatto: Responsabile del Procedimento per la fase di Affidamento: Filippo Porzio
Descrizione
Appalto a procedura aperta. Servizio di verifica progetto definitivo ed esecutivo dell'attrezzaggio tecnologico con sistema SCMT sulla linea ferroviaria Napoli — Cancello — Benevento e Napoli — Caserta — Piedimonte Matese CIG 7122368BFF — CUP F12F16001500006.
Categoria di servizi n. 12: Servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria, anche integrata; servizi attinenti all’urbanistica e alla paesaggistica; servizi affini di consulenza scientifica e tecnica; servizi di sperimentazione tecnica e analisi.
Valore
580.483,22 Euro oltre IVA e Inarcassa.
Termine per il ricevimento delle offerte o delle domande di partecipazione
21.11.2017 ore 13:00.
Link
http://ted.europa.eu/udl?uri=TED:NOTICE:401919-2017:TEXT:IT:HTML&src=0
● Belgio-Bruxelles: Servizi architettonici e servizi affini - 2017/S 190-389423
Ente aggiudicatore
Régie des bâtiments — Région Bruxelles, Avenue de la Toison d'Or 87 — bte 2, Bruxelles. Persona di contatto: André Demesmaeker.
Descrizione
Palazzo di Giustizia di Bruxelles - Studi per il restauro delle facciate. Elaborazioni di piani per l’illuminazione delle facciate; elaborazione di studi integrati per il piazzamento delle impalcature sulle varie facciate dell’edificio e per il loro restauro complessivo.
La partecipazione è riservata ad Architetti e Ingegneri iscritti nei rispettivi Ordini professionali o Registri professionali dei Paesi di appartenenza.
Le offerte possono essere presentate in Francese e in Olandese.
Termine per il ricevimento delle offerte o delle domande di partecipazione
21/11/2017, ore 10:00
Link
http://ted.europa.eu/udl?uri=TED:NOTICE:389423-2017:TEXT:IT:HTML&src=0
http://www.regiedesbatiments.be/fr
● Italia-Olbia: Servizi di progettazione di ponti - 2017/S 195-400778
Ente aggiudicatore
Comune di Olbia — Settore Pianificazione e Gestione del Territorio, Via Dante 1. Olbia. Persona di contatto: Leonardo Blumetti.
Descrizione
L'appalto è relativo all'affidamento dell'incarico di progettazione definitiva, esecutiva, coordinamento sicurezza in fase progettazione ed esecuzione, direzione lavori, misura e contabilità per demolizione e costruzione ponte stradale in Via D'Annunzio, sul Rio San Nicola ed eventuale estensione, ai sensi dell'art. 63, comma 5, del D.lgs 50/2016 dei servizi analoghi per la demolizione e la costruzione del ponte stradale sul canale Zozò, secondo le specifiche tecniche indicate nei capitolati speciali d'oneri.
Valore
Valore, IVA esclusa: 225.412,36 Euro
Termine per il ricevimento delle offerte o delle domande di partecipazione
21/11/2017, Ore 13:00.
Link
http://ted.europa.eu/udl?uri=TED:NOTICE:400778-2017:TEXT:IT:HTML&src=0
http://www.comune.olbia.ot.it/
● Malta-Floriana: Servizi di progettazione architettonica - 2017/S 180-367944
Ente aggiudicatore
Department of Contracts, Notre Dame Ravelin, Floriana (Malta).
Descrizione
Progettazione e costruzione del Centro di Salute della Regione del sud.
Servizi di progettazione tecnica per impianti meccanici ed elettrici di edifici.
Lavori di costruzione di edifici per servizi sanitari.
Termine per il ricevimento delle offerte o delle domande di partecipazione
21/11/2017, Ore 09:30.
Link
http://ted.europa.eu/udl?uri=TED:NOTICE:367944-2017:TEXT:IT:HTML&src=0
https://www.etenders.gov.mt/epps/home.do
● Italia-Palermo: Servizi di ingegneria integrati - Avviso di concorso di progettazione - 2017/S 192-394964
Ente aggiudicatore
Comune di Palermo - Area Tecnica della R.U.I. - Ufficio Edilizia Pubblica, Cantiere Comunale ed Autoparco, Viale Ausonia 69; All'attenzione di Fabio Paci.
Descrizione
Concorso Internazionale di progettazione in 2 gradi per la "Riconversione ad uso Pista Ciclabile Green Way della dismessa ferroviaria a scartamento ridotto Palermo Camporeale nel tratto Palermo Monreale, con procedura aperta — CUP D79D16001860001 — CIG 7170588C66.
La partecipazione è riservata ad Architetti e Ingegneri iscritti nei rispettivi Ordini professionali o Registri professionali dei Paesi di appartenenza, abilitati all'esercizio della professione.
Per la presentazione degli elaborati è ammesso l'uso della lingua inglese, oltre che dell’italiano,
Valore
Attribuzione di premi: I) 40.000 Euro; II) 30.000 Euro; III) 20.000 Euro; IV) 10.000 Euro; V) 10.000 Euro.
Termine per il ricevimento delle offerte o delle domande di partecipazione
6.12.2017, ore 16:00.
Link
http://ted.europa.eu/udl?uri=TED:NOTICE:394964-2017:TEXT:IT:HTML&src=0
http://www.concorsogreenwaypamonreale.concorrimi.it/
La prima tappa estera della mostra itinerante decima edizione del Premio Dedalo Minosse è ospite a Buenos Aires alla 16° Bienal Internacional de Arquitectura, in collaborazione con Ala-Assoarchitetti.
A questo LINK il saluto del Presidente di Fondazione Inarcassa Egidio Comodo, inviato alla conferenza di presentazione del premio.
Roma, 11 ottobre 2017
All’attenzione del Dott. Raffaele Cantone
Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione
p.c.
Dott. Michele Corradino
Componente del Consiglio dell’Autorità
Egregio Presidente,
Le Camere hanno approvato la nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza 2017 e il Governo può procedere alla stesura della legge di bilancio per il prossimo anno. La manovra per il 2018 parte da un valore di 19,58 miliardi. Le coperture arriveranno oltre che dagli spazi di deficit anche da 3,5 miliardi di tagli di spesa, compreso il miliardo l’anno a carico dei ministeri con la nuova spending review, e per 5,1 miliardi da nuove entrate, rappresentate da «misure allo studio che mirano a ridurre l’evasione di alcune imposte, in particolare le indirette», ossia l’Iva.
Sul fronte politico, a tenere banco è stata soprattutto la polemica esplosa a sinistra fra il leader di Campo progressista Giuliano Pisapia e l’ex Premier Massimo D’Alema: in ballo c’è infatti da definire l’atteggiamento della galassia extra Pd ora che l’esecutivo si accinge ad affrontare un appuntamento cruciale come l’approvazione della legge di Bilancio e avrà bisogno del sostegno più ampio possibile per evitare le insidie dei voti parlamentari.
Sono scesi in campo anche i ministeri: il dossier più corposo è quello presentato dal titolare dell’Istruzione Fedeli (assunzione di 1500 ricercatori, stabilizzazione del personale ammnistrativo, equiparazione degli stipendi dei presidi con i dirigenti della Pa, scatti per i professori universitari); seguono il ministero dello Sviluppo economico (Industria 4.0 e credito d’imposta per le aziende che investono in informatica, biotecnologie e robotica), Trasporti (piano metropolitane e assunzioni alla motorizzazione), Lavoro (incentivi di apprendistato e alternanza scuola-lavoro) e Difesa (conferma del bonus di 80 euro alle forze di polizia).
VERSO LA LEGGE DI BILANCIO
Mercoledì 4 ottobre il Senato ha approvato a maggioranza semplice la risoluzione di maggioranza sulla Nota di aggiornamento del DEF 2017 (doc. LVII, n. 5-bis).
Anche Montecitorio ha dato il via libera alla risoluzione Marchi, Tancredi, Tabacci, Monchiero n. 6-00350 (identico testo della risoluzione approvata a Palazzo Madama), riferita alla Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2017.
PROFESSIONISTI
Il Consiglio di Stato apre la strada: sì ai contratti a titolo gratuito ai professionisti
Il Consiglio di Stato spiana definitivamente la strada alla possibilità di affidare appalti pubblici a titolo gratuito. I principi della concorrenza e le garanzie di qualità dell'oggetto di gara (servizio, lavoro o fornitura), dicono in sintesi i giudici di Palazzo Spada (Quinta Sezione), possono essere assicurati anche se il contratto non è a titolo oneroso.Il principio è affermato nella sentenza n. 4614/2017 depositata il 3 ottobre dai giudici di Palazzo Spada (Presidente Giuseppe Severini, estensore Stefano Fantini), che ha ribaltato il pronunciamento del Tar Calabria del 2016, il quale aveva censurato la gara del comune di Catanzaro per la redazione del piano strutturale della città. Servizio mandato in gara al compenso simbolico di un euro, salvo un rimborso spese di 250mila euro. Il bando era stato immediatamente impugnato da tutti gli ordini dei professionisti tecnici della provincia, con il sostegno dei tre consigli nazionali degli architetti, degli ingegneri e dei geologi. Il Tar Calabria ha ritenuto l'appalto illegittimo, dando ragione ai professionisti. Il Consiglio di Stato, invece, ha riabilitato il Comune di Catanzaro (che ha già fatto sapere di voler procedere nell' aggiudicazione dell'appalto all'unico concorrente che ha partecipato alla gara).
Le questioni affrontate dai giudici sono due, strettamente legate. La prima, più complessa, ruota intorno alla possibilità o meno che un appalto possa essere affidato a titolo gratuito. La seconda riguarda la possibilità o meno, per il committente pubblico, di ottenere la qualità della prestazione anche in assenza dell'elemento prezzo, senza derogare ai principi di concorrenza. Sul primo punto i giudici arrivano alla conclusione che un appalto pubblico non incorpora necessariamente anche la natura di onerosità del contratto (nel caso specifico dell'incarico professionale). Nell'argomentazione, tra le altre cose, si mette in discussione l'equivalenza tra onerosità del contratto e serietà dell'offerta, che è invece propria del "mondo interprivato" ed è stata mutuata in questi termini dal legislatore europeo nel nostro codice appalti. «La caratterizzazione di "onerosità" - si legge nella sentenza - sembra muovere dal presupposto che il prezzo corrispettivo dell'appalto costituisca un elemento strumentale e indefettibile per la serietà dell'offerta, e l'inerente affidabilità dell'offerente nell'esecuzione della prestazione contrattuale. Al fondamento pare esservi il concetto che un potenziale contraente che si proponga a titolo gratuito, dunque senza curare il proprio interesse economico nell'affare che va a costosamente sostenere, celi inevitabilmente un cattivo e sospettabile contraente per una pubblica Amministrazione». Ma, si aggiunge, «una lettura sistematica delle previsioni ricordate, con considerazione degli interessi pubblici immanenti al contratto pubblico e alle esigenze che lo muovono, induce a ritenere che l'espressione "contratti a titolo oneroso" può assumere per il contratto pubblico un significato attenuato o in parte diverso rispetto all'accezione tradizionale e propria del mondo interprivato».
In altre parole, il committente pubblico è diverso dal committente privato, e può offrire al suo fornitore forme alternative di compenso, non necessariamente economico: «La garanzia di serietà e affidabilità, intrinseca alla ragione economica a contrarre, infatti - si legge sempre nella sentenza - non necessariamente trova fondamento in un corrispettivo finanziario della prestazione contrattuale, che resti comunque a carico della Amministrazione appaltante: ma può avere analoga ragione anche in un altro genere di utilità, pur sempre economicamente apprezzabile, che nasca o si immagini vada ad essere generata dal concreto contratto». D'altra parte, la possibilità di partecipare alle gare data a soggetti del terzo settore, «per loro natura prive di finalità lucrative» (ripetutamente confermata dalla giurisprudenza), «dimostra che l'utile finanziario in realtà non è considerato elemento indispensabile dal diritto vivente dei contratti pubblici». Ma i giudici vanno ancora oltre, ammettendo la possibilità che «l'aspirante contraente», possa trovare la sua convenienza «non già da un'utilità economica, ma solo da un'utilità finanziaria: perché l'utilità economica si sposta su leciti elementi immateriali inerenti il fatto stesso del divenire ed apparire esecutore».
«Conseguenza di una tale considerazione è la preferenza, nell'ordinamento dei contratti pubblici, per un'accezione ampia e particolare (rispetto al diritto comune) dell'espressione «contratti a titolo oneroso», tale da dare spazio all'ammissibilità di un bando che preveda le offerte gratuite (salvo il rimborso delle spese), ogniqualvolta dall'effettuazione della prestazione contrattuale il contraente possa figurare di trarre un'utilità economica lecita e autonoma, quand'anche non corrispostagli come scambio contrattuale dall'Amministrazione appaltante».
C'è poi l'altra domanda: può la pubblica amministrazione ottenere qualità, senza corrispettivo economico, senza ledere i principi della concorrenza? Anche in questo caso la risposta è positiva, in quanto i criteri di aggiudicazione nel bando di gara «appaiono comunque sufficientemente oggettivi per una valutazione dell'offerta». «È questo, del resto, il solo modo in cui può essere inteso in un tal caso il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa».
La sentenza dei giudici sembra investire l'intero campo regolato dal codice dei contratti pubblici, lavori, servizi e forniture: «Non vi è dunque estraneità sostanziale alla logica concorrenziale che presidia, per la ricordata matrice eurounitaria, il Codice degli appalti pubblici quando si bandisce una gara in cui l'utilità economica del potenziale contraente non è finanziaria ma è insita tutta nel fatto stesso di poter eseguire la prestazione contrattuale. Il mercato non ne è vulnerato. Al tempo stesso, non si vede per quale ragione le dette considerazioni di economia dell'immateriale non possano essere prese in considerazione quando giovano, come qui patentemente avviene, all'esigenza generale di contenimento della spesa pubblica». (edilizia e territorio - Il Sole 24 ore)
Leggi qui il comunicato di Fondazione Inarcassa
Ddl su equo compenso
Proseguono i lavori della Commissione Lavoro sul provvedimento volto a reintrodurre nell’ordinamento un equo compenso per i professionisti. Il dibattito in Commissione Lavoro al Senato si sta concentrando su due profili: l’ambito di applicazione della disciplina (solo professionisti regolamentati o anche i non ordinistici?) e il parametro da assumere come soglia minima per un compenso giusto.
Concluse le audizioni - qui è disponibile la memoria di RTP, l'ultimo soggetto audito - la Commissione ha più volte prorogato il termine per la presentazione degli emendamenti che si attendono per il 10 ottobre.
Nel frattempo continuano ad approdare in Parlamento iniziative legislative in tema di equo compenso. L’ultima in ordine temporale è il disegno di legge a firma dei Sen. Quagliarello e Fucksia, che è stata abbinata al ddl Sacconi adottato come testo base.
Qui è disponibile il testo con la relazione illustrativa del nuovo ddl.
LAVORI PUBBLICI
Linee guida Anac sull'In house approvate definitivamente
A seguito dell’entrata in vigore del decreto legislativo 19 aprile 2017, n. 56 (cd. decreto correttivo), l’Autorità ha ritenuto opportuno procedere all’aggiornamento delle Linee guida sull’in house, al fine di tener conto delle modifiche normative apportate dal citato d.lgs. 56/2017, nonché di modifiche procedurali necessarie ai fini del miglior funzionamento del sistema di gestione dell’Elenco.
La principale novità riguarda i punti 5.7 e 8.8 delle linee guida in oggetto, che disciplinano gli affidamenti pregressi per i casi in cui l’Autorità, accertata l’assenza dei requisiti di legge che devono essere posseduti per l’in-house, dispone la mancata iscrizione o la cancellazione dall’Elenco. A seguito delle modifiche introdotte all’art. 211 del Codice, l’Autorità ha previsto – in luogo dell’esercizio del potere di raccomandazione vincolante – l’esercizio dei poteri di cui all’art. 211, commi 1-bis e 1-ter, del Codice dei contratti pubblici.
Inoltre, al punto 4.1 delle Linee guida è previsto che il soggetto avente titolo alla presentazione della domanda di iscrizione nell’Elenco è la persona fisica deputata ad esprimere all’esterno la volontà del soggetto richiedente, ovvero il Responsabile dell’Anagrafe delle Stazioni Appaltanti (cd. RASA), su delega delle persone fisiche deputate ad esprimere all’esterno la volontà del soggetto richiedente.
Il punto 7.1 delle linee guida è stato integrato con la seguente previsione «In caso di inerzia e/o ritardo dell’ente istante a comunicare le variazioni circa la composizione del controllo analogo congiunto, l’Ufficio può procedere alle variazioni anche su iniziativa degli altri enti partecipanti alla compagine che esercita il controllo analogo congiunto sull’organismo in house».
Infine, il termine per l’avvio della presentazione della domanda di iscrizione nell’Elenco è stato posticipato al 30 ottobre 2017.
L’audizione di Delrio alla Camera
Il Governo punta a stimolare maggiormente l’utilizzo di Ecobonus, Sismabonus e detrazioni per gli interventi di ristrutturazione. Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, in audizione in Commissione Ambiente alla Camera, ha affermato che è necessario "mantenere un quadro certo di riferimento, migliorandolo ma non stravolgendolo ogni anno, poichè queste misure scontano un avvio lento e devono superare diverse diffidenze".
“Il grosso degli investimenti – ha affermato Delrio commentando i dati del Cresme - è fatto con la manutenzione straordinaria, quindi è importante non complicare lo strumento, ma confermare le misure e renderle più stabili”.
La prossima legge di Bilancio punterà inoltre, ha annunciato Delrio, sulla conoscenza del Sismabonus. Lo strumento, introdotto con la scorsa legge di Bilancio, non ha ancora ingranato.
Delrio ha illustrato in otto punti le proposte per il potenziamento degli incentivi:
Classificazione sismica diffusa - Il Governo ha intenzione di rendere detraibile la classificazione sismica degli edifici anche senza lavori di miglioramento o adeguamento antisismico, a prescindere dalla zona sismica in cui si trova l'immobile.
Oggi può ottenere il bonus solo chi contestualmente alla diagnosi effettua i lavori di adeguamento o miglioramento. Dopo i terremoti dello scorso anno è diventata indispensabile, ha affermato Delrio "una strutturata conoscenza dello stato degli immobili anche per programmare con consapevolezza la scala di priorità degli interventi".
Sismabonus potenziato per i capannoni - Con l’obiettivo di rendere il Sismabonus più appetibile, Delrio ha annunciato l’innalzamento dei massimali per i capannoni. Non più un tetto di 96mila euro, come per le case, ma limiti commisurati ai metri quadri. Il limite di 96mila euro potrebbe essere conteggiato in base ai metri quadri.
Sismabonus per l’edilizia residenziale pubblica - La detrazione fiscale per l’adeguamento o il miglioramento antisismico potrebbe essere estesa anche agli edifici Erp. Oggi circa un milione di alloggi è invece escluso dalle agevolazioni per la messa in sicurezza.
Cessione Sismabonus alle banche - Sulla base di quanto già fatto con l'Ecobonus, gli incapienti dovrebbero avere la possibilità di cedere alle banche il credito di imposta corrispondente alla loro quota di detrazione.
Bonifica dall’amianto - Potrebbero essere incentivati gli interventi di bonifica dall’amianto, eseguiti dal 1 gennaio 2018 al 31 dicembre 2021 in concomitanza ai lavori di efficientamento energetico o miglioramento antisismico, fino a un valore massimo della detrazione di 100mila euro.
Bonus ristrutturazioni - Il Governo intende prorogare la detrazione al 50% con massimale di 96mila euro.
Nuovi incentivi per terrazzi e giardini - Tra gli incentivi Delrio ha ipotizzato l'introduzione di una detrazione del 50%, con un massimale di 10mila euro, delle spese per interventi relativi alla sistemazione a verde di aree pertinenziali appartenenti a edifici unifamiliari e condominiali. Si tratta di giardini, piazzali, coperture di parcheggi, lastrici solari e tetti, situati nei centri abitati. Per la realizzazione degli spazi verdi sarebbero incentivati anche la realizzazione o l’adeguamento di impianti di irrigazione purché alimentati con acqua di recupero delle acque piovane, o con la realizzazione di pozzi.
Bonus mobili - Il Governo intende richiedere la detrazione del 50%, con massimale di 10mila euro, per l’acquisto di mobili e elettrodomestici A+ legati agli interventi di ristrutturazione edilizia. (edilportale.com)
Ddl Falanga procedure di demolizione di manufatti abusivi
Il cd. ddl Falanga è approdato in quarta lettura in Assemblea della Camera e sarà discusso dal 17 ottobre prossimo.
La proposta di legge, composta da quattro articoli, conferma l'attuale sistema a doppio binario che, per la fase dell'esecuzione delle demolizioni, vede la competenza: dell'autorità giudiziaria, in presenza della condanna definitiva del giudice penale per i reati di abusivismo edilizio, ove la demolizione non sia stata ancora eseguita; delle autorità amministrative (Comuni, Regioni e Prefetture) che procedono con le forme del procedimento amministrativo.
Secondo il direttore generale di Legambiente Stefano Ciafani il ddl falanga andrebbe fermato per due ragioni
Da un lato definisce un ordine di priorità che mette all'ultimo posto le costruzioni abusive occupate lasciando intendere che esista un abusivismo di necessità da tollerare più degli altri, dall’altro nelle procedure di abbattimento stabilite con un criterio di priorità si rischia di lasciar spazio a ritardi e ricorsi che rimanderebbero all'infinito gli abbattimenti.
Inoltre, il ddl non risolve alla base il problema degli ecomostri di cemento in Italia, l'unica soluzione per debellare il virus delle costruzioni abusive e' lo stop a qualsiasi ipotesi di condono, nazionale, regionale o locale - rileva Ciafani - e l'abbattimento senza esitazioni delle costruzioni illegali, togliendo dal ricatto elettorale la decisione di procedere alle demolizioni, ancora oggi in capo ai Comuni.
FISCO
Gli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA)
Dal 2018 imprese e professionisti potranno utilizzare i primi ‘indici sintetici di affidabilità’ (Isa), una nuova metodologia statistico-economica che stabilirà il grado (scala da 1 a 10) di affidabilità fiscale, destinata a sostituire gli studi di settore.
L’Agenzia delle Entrate, infatti, ha individuato, con il provvedimento 191552/2017 i primi 70 Indici che dovranno essere elaborati quest’anno e che potranno essere già applicati, a seguito di approvazione con decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, a decorrere dal periodo d’imposta 2017.
Gli altri Isa saranno individuati entro gennaio 2018 e successivamente elaborati nel corso dell’anno, per coinvolgere, a regime, circa 4 milioni di operatori economici, che rappresentano l’intera platea dei soggetti interessati dagli studi di settore.
Per i professionisti i nuovi Isa riguardano nove diverse attività di lavoro autonomo, tra cui le attività degli studi di ingegneria, le attività tecniche svolte da geometri, dai disegnatori tecnici, dai grafici e dagli amministrazione di condomini.
Qui è disponibile il comunicato stampa dell'Agenzia delle Entrate.
La risoluzione sullo spesometro
E’ stata depositata in commissione finanze dall’On. Sanga (PD) una risoluzione riguardante gli adempimenti fiscali per la dichiarazione delle fatture.
In particolare con l’atto di indirizzo si chiede al Governo di riformare la normativa relativa allo spesometro al fine di ridurre al minimo le comunicazioni obbligatorie consentendo in caso un unico invio annuale delle fatture. L’utilizzo dello strumento dovrebbe prevedere modalità di adempimento non gravose per i contribuenti oltre che essere diretto alla lotta contro l’evasione fiscale.
Inoltre, in chiave di semplificazione, andrebbe ripristinata la norma che consentiva di accorpare le fatture di piccoli importi con invii cumulativi al di sotto di una determinata soglia.
Per quanto riguarda invece le sanzioni si impegna il Governo ad assumere iniziative normative volte ad escludere la discrezionalità degli uffici nella disapplicazione delle sanzioni, prevedendo in modo esplicito la non applicabilità delle sanzioni stesse, in considerazione della possibilità di errori formali legati a questo primo invio delle comunicazioni.
“È inconcepibile che il massimo organo di giustizia amministrativa dello Stato abbia dato ragione al Comune di Catanzaro.