POLLUTEC – Salone Internazionale delle apparecchiature, delle tecnologie e dei servizi per l’ambiente
Green Days – Brokerage Event
28-29 novembre 2012 Lione (Francia)
Il Salone Internazionale POLLUTEC, giunto all’edizione 2012, è l’evento fieristico leader nel settore ambientale a livello internazionale, e presenta per quattro giorni a Lione tutte le attrezzature, le tecnologie e i servizi per il trattamento di qualsiasi inquinamento e più in generale per la salvaguardia dell’ambiente e l’attuazione di uno sviluppo sostenibile.
Luglio 2014
NOTA POLITICA
La Riforma costituzionale è arrivata in Aula Senato, ma la conclusione entro luglio del primo dei quattro passaggi parlamentari non sembra scontata. Il prolungamento del dibattito si va infatti ad inserire in un “ingorgo” di lavori che prevede anche l’approvazione di diversi decreti-legge, tra cui quelli sulla pubblica amministrazione e sugli incentivi alle imprese. Sembra già sicuro invece lo slittamento a settembre per la conclusione dell’esame del c.d. “Jobs Act” ancora fermo al Senato.
Il Governo si appresta poi ad affrontare la questione economica, con un debito pubblico rilevato dalla Banca d’Italia a maggio a quota 2.166,3 miliardi (+20 miliardi sul mese precedente). Sempre Bankitalia indica anche un lieve aumento delle entrate tributarie nei primi mesi del 2014. Per l’esattezza nei primi cinque mesi dell’anno sono cresciute dell’1,6% (2,2 mld).
Il Ministro Padoan ha smentito più volte la necessità di una manovra correttiva. In ogni caso entro il 20 settembre andrà presentato l’Aggiornamento al Documento di economia e finanza (DEF) e dovrà essere messa in cantiere la legge di stabilità per il 2015: servono circa 4,4 miliardi per evitare che scattino i tagli lineari previsti dalla legge di stabilità dello scorso anno e si dovrà trovare la copertura (circa 6,6 miliardi) per rendere strutturale il bonus fiscale di 80 euro nonché il taglio del cuneo fiscale, come annunciato dal Ministro Padoan alla Camera.
Battuta di arresto anche sul fronte europeo. Dopo l’elezione di Jean-Claude Juncker a Presidente della Commissione europea (maggioranza assicurata da Socialisti, Poplari e Liberali) nulla di fatto per le altre nomine. Il Consiglio straordinario del 16 luglio non ha trovato l’accordo sul nome dell’Alto rappresentante per la politica estera, che è anche il vice presidente della Commissione. Rimane in pista la candidatura del Ministro italiano Mogherini anche se con diverse voci contrarie. Durante l’estate gli stati membri designeranno i loro candidati a membri della Commissione in vista del nuovo appuntamento del Consiglio europeo fissato per il 30 agosto.
Nella riunione informale ECOFIN fissata a Milano il 13 settembre 2014 si avrà inoltre una nuova verifica delle proposte italiane sulla flessibilità della regola del 3 per cento del rapporto debito PIL.
DALLE ISTITUZIONI
L’Aula del Senato ha avviato l’esame del ddlc di riforma della Costituzione (testo a fronte tra Costituzione, ddlc del Governo e testo licenziato dalla Commissione).
Sul testo sono stati depositati più di 7000 emendamenti, di cui seimila a firma di SEL; un altro migliaio portano la firma dei “dissidenti” di FI e GAL; circa 200 emendamenti sono a firma del M5S e un centinaio della Lega. Il PD ha avanzato 48 modifiche, mentre sono quasi 60 quelle presentate dai “dissidenti” che fanno riferimento ai senatori Vannino Chiti e Felice Casson. Ci sono, inoltre, gli emendamenti a firma NCD e di FI (complessivamente una trentina).
I relatori Finocchiaro (PD) e Calderoli (LNA) hanno illustrato il lavoro svolto in Commissione secondo tre direttrici (bicameralismo differenziato, rafforzamento delle garanzie, salvaguardia del regionalismo differenziato) che ha portato ad un testo che amplia le funzioni del Senato, garantisce un migliore equilibrio tra i poteri dello Stato e rivede il riparto di competenze tra Stato e Regioni al fine di prevenire il contenzioso prodotto dalla riforma costituzionale del 2001.
E’ in dirittura di arrivo il decreto-legge per la tutela del patrimonio culturale, già approvato dalla Camera e ora al passaggio al Senato.
Credito imposta – si introduce un regime fiscale agevolato di natura temporanea, sotto forma di credito d’imposta, in favore delle persone fisiche e giuridiche che effettuano erogazioni liberali in denaro per interventi in materia di cultura e spettacolo. I contribuenti potranno usufruire di tale credito nella misura del 65 per cento delle erogazioni effettuate nel 2014 e nel 2015 e nella misura del 50 per cento per il 2016.
Per usufruire del credito di imposta, le erogazioni liberali devono essere effettuate in denaro e perseguire i seguenti scopi: interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici; sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica (vale a dire i musei, le biblioteche e gli archivi, le aree e i parchi archeologici, i complessi monumentali); realizzazione di nuove strutture, restauro e potenziamento di quelle esistenti.
Grandi Progetti Beni culturali – si introduce un nuovo strumento di pianificazione strategica, denominato “Grandi Progetti Beni culturali”. Il Piano individua entro il 31 dicembre di ogni anno beni o siti di eccezionale interesse culturale e di rilevanza nazionale per i quali sia necessario e urgente realizzare interventi organici di tutela, riqualificazione, valorizzazione e promozione culturale, anche a fini turistici.
Per attuare il Piano è prevista, per il triennio 2014-2016, una apposita autorizzazione di spesa, pari a 5 milioni di euro per il 2014, 30 milioni di euro per il 2015, 50 milioni di euro per il 2016.
autorizzazione paesaggistica – si introducono alcune semplificazioni in tema di autorizzazione paesaggistica. Previste delle commissioni di garanzia per avere un punto di riferimento al fine di sciogliere eventuali problemi di relazione tra sovrintendenze e realtà locali.
Soprintendenze- Viene ampliata la procedura per l’istituzione delle soprintendenze speciali, prevedendo, in particolare, che gli istituti e i luoghi della cultura statali, i poli museali, nonché gli uffici competenti su complessi di beni distinti da eccezionale valore archeologico, storico, artistico o architettonico possono essere “trasformati”, con decreto del MiBACT, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, in soprintendenze dotate di autonomia scientifica, finanziaria, organizzativa e contabile.
In Aula il Ministro Franceschini ha poi colto l’occasione per riferire sull’imminente riorganizzazione del Dicastero. In particolare, saranno riorganizzate le Direzioni regionali, più propriamente ricondotte a organi di coordinamento amministrativo, evitando sovrapposizioni con le sovrintendenze. Sarà ridotto il numero delle sovrintendenze specialmente a livello centrale, mentre a livello periferico si compierà una riorganizzazione, preferendosi un accorpamento per funzioni in luogo di uno meramente territoriale, unificando ad esempio le funzioni dei beni storici e di quelli architettonici, che corrispondono ad una stessa direzione generale, a differenze dell’archeologia che fa capo ad un’altra struttura. L’esigenza di valorizzare il patrimonio museale, soprattutto statale, tenendo distinta la tutela dalla gestione dei musei, comporta l’affidamento della prima alle sovrintendenze mediante un rafforzamento dei relativi compiti in raccordo con le università e i centri di ricerca sul modello dei policlinici universitari, mentre la seconda sarà svolta da un’apposita direzione generale dei musei, che sostituirà l’attuale Direzione generale per la valorizzazione.
Saranno previste due nuove direzioni generali, rinunciando ad una direzione afferente al gabinetto: la Direzione generale per l’arte e l’architettura contemporanea e le periferie urbane, orientata a promuovere i nuovi talenti emergenti e la Direzione generale per l’educazione e la ricerca, di carattere trasversale, finalizzata ad investire sulla formazione delle nuove generazioni in collaborazione con la scuola e l’università.
È ancora alle battute iniziali il decreto-legge recante misure urgenti per la semplificazione con la Commissione affari costituzionali della Camera che ha appena iniziato la votazione degli emendamenti. Il testo sarà in Aula solo dal 22 luglio, dopo la conclusione dell’esame del d.l. n. 92 sul risarcimento dei detenuti.
A rilento anche il decreto-legge n. 91 su tutela ambientale, rilancio e sviluppo delle imprese, sul quale le Commissioni riunite ambiente e industria del Senato stanno esaminando gli emendamenti.
Il ministero dello Sviluppo economico ha avviato il 16 luglio il tavolo di confronto annunciato dal ministro Federica Guidi sul tema della diffusione delle transazioni con carte di pagamento, in seguito all’entrata in vigore dal 1 luglio scorso dell’obbligo di accettazione per esercenti e professionisti dei pagamenti di importo superiore ai 30 euro effettuati con carte di debito.
Il tavolo, aperto dallo stesso ministro Guidi e coordinato dal capo della segreteria tecnica Stefano Firpo, vede la partecipazione stabile dei rappresentanti della Banca d’Italia e del ministero dell’Economia e delle Finanze.
La riunione odierna si è svolta con la partecipazione dei rappresentanti del Consorzio Bancomat e dell’ABI.
Questo primo appuntamento sarà seguito il 22 luglio prossimo da un secondo incontro con rappresentanti dei principali operatori del mercato dei pagamenti elettronici, con l’obiettivo di completare l’analisi dei costi e delle commissioni associate all’installazione, alla manutenzione e all’utilizzo dei Pos.
Nelle prossime settimane il tavolo proseguirà i suoi lavori incontrando le organizzazioni di categoria dei commercianti, degli artigiani e dei professionisti, in modo da condividere un percorso comune che possa da un lato colmare il forte ritardo, rispetto agli altri Paesi europei, che l’Italia registra nell’uso della moneta elettronica e, dall’altro, possa condurre ad una riduzione dei costi associati a questa modalità di pagamento, attivando economie di scala, efficientamenti e maggiore concorrenzialità.
La conferenza Stato-città ha sancito un accordo sull’obbligo per i Comuni di ricorrere alle Centrali uniche di committenza; è stato approvato un documento concordato governo-enti locali che posticipa l’entrata in vigore della norma (secondo quanto previsto dal DL 66/2014, convertito in L. n. 89/2014).
Si rimanda così all’1 gennaio 2015 l’applicazione della norma per l’acquisto di beni e servizi da parte delle amministrazioni e al 1 luglio 2015 l’applicazione di quella riguardante gli appalti dei lavori pubblici.
Inoltre, si stabilisce che nel frattempo gli atti compiuti dai Comuni sono fatti salvi e si da’ indicazione all’Autorità di vigilanza sui lavori pubblici di rilasciare i Cig (Codici identificativi gara).
Secondo l’accordo “nelle more dell’approvazione della norma, gli enti locali avvieranno il percorso di attuazione del nuovo modello operativo per continuando ad operare con la normativa previgente”, e in tale quadro “le amministrazioni competenti assicureranno ogni adempimento finalizzato a garantire la piena funzionalità delle amministrazioni”. In particolare, conclude l’accordo “sarà fondamentale che, ai sensi dell’attuale comma 3 bis dell’articolo 33, l’ANAC conceda il codice identificativo gara (CIG) ai Comuni non capoluogo che dal 1° luglio non abbiano potuto ricorrere con le attuali modalità previste, ancora in gran parte da attuare, alle acquisizioni suddette, a prescindere dalla tipologia e dal valore.
Il Ministro dell’economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, e il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Maurizio Lupi, con i rispettivi staff, si sono incontrati al Mef per mettere a punto una strategia complessiva con l’obiettivo di individuare le modalità per allocare le risorse pubbliche e favorire la mobilitazione di risorse private per il finanziamento delle infrastrutture. Sono stati discussi strumenti finanziari innovativi volti a produrre un effetto leva su capitali privati, anche esteri, attraverso le risorse pubbliche. L’iniziativa si aggiunge alla collaborazione già avviata con il Ministero dello Sviluppo Economico, che ha consentito di inserire nel ‘decreto competitività’ importanti misure per il finanziamento e la capitalizzazione delle imprese. Le misure per rilanciare gli investimenti infrastrutturali saranno adottate nel breve termine, anche attraverso lo strumento del decreto legge, e nel medio termine con interventi da varare entro la fine dell’anno.
Dell’incavo dell’incontro è stato costituito un gruppo di lavoro congiunto con il compito di definire soluzioni operative, ascoltando anche gli operatori del settore. L’attenzione sarà concentrata sia sulle grandi opere, come la realizzazione dell’alta velocità ferroviaria sulla tratta Bari-Napoli, sia sulle piccole opere più vicine alle realtà territoriali, che sono state segnalate dai sindaci al governo. Un altro aspetto che sarà affrontato riguarda il superamento dei ‘colli di bottiglia’ normativi e regolamentari.
Soddisfazione è stata espressa dal ministro Padoan che ha sottolineato la necessità di ‘’sviluppare lo strumento dei project bond e il partenariato pubblico-privato con proposte precise di semplificazione e defiscalizzazione’’. Il Ministro dell’economia ha quindi posto l’accento sull’’’orizzonte europeo della finanza per la crescita, che è una delle priorità del semestre di presidenza della Ue’’.
Da parte sua il ministro Lupi ha posto l’accento sull’importanza di “lavorare insieme, Presidenza del Consiglio, Ministero dell’Economia e Ministero delle Infrastrutture su tre piani: strumenti finanziari, investimenti in infrastrutture e semplificazione/sburocratizzazione per sbloccare opere strategiche per il Paese per favorire la crescita”.
È entrata in fase operativa la struttura di missione di Palazzo Chigi “contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche”, coordinata da Erasmo D’Angelis e con direttore Mauro Grassi, presentata questa mattina con il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio.
La sfida è affrontare e risolvere i ritardi clamorosi di due settori in emergenza e in infrazione europea con pesanti sanzioni in arrivo.
“Le due strutture di missione che abbiamo creato – ha affermato il Sottosegretario Delrio – quella sull’edilizia scolastica e questa sul dissesto idrogeologico, sono i paradigmi dell’azione di governo e di un’Italia che deve ripartire. Dare la priorità alla scuola e all’educazione vuol dire consolidare il pilastro fondamentale della società e dello sviluppo di un Paese moderno, concentrarsi sul territorio vuol dire prendersi cura del bene più prezioso che abbiamo ed essere coerenti con la vocazione naturale dell’Italia alla cultura e alla bellezza”. “Diamo inizio alla più importante opera pubblica di cui il Paese ha urgente bisogno – ha continuato – . La scelta del Governo è stata quella di cambiare radicalmente la governance e la filiera delle responsabilità e dei controlli che fino ad oggi hanno impedito o ritardato la sicurezza di molte aree”.
L’81,9% dei Comuni (6.633) hanno aree in dissesto idrogeologico. È pari a 3,5 miliardi l’anno il costo pagato dallo Stato dal 1945 ad oggi per danni e risarcimenti da frane e alluvioni.
Il numero complessivo degli interventi previsti (da Accordi di programma Stato-Regioni siglati nel 2009-2010 e da richieste successive in seguito ad eventi meteo devastanti) è di 3.395 opere anti-emergenza. A distanza di 4 anni, solo il 3,2% degli interventi (109) risulta concluso, il 19% (631) in corso di esecuzione e il 78% fermi, ostaggi di burocrazia, in fase di progettazione o di affidamento o non ancora finanziati e comunque ancora molto lontano dalla fase di cantiere.
Il Governo ha affidato alla Struttura di missione misure straordinarie e il compito di fare regia e coordinare tutte le strutture dello Stato (Ministeri, Protezione civile, Regioni, Enti locali, Consorzi di bonifica, Provveditorati alle opere pubbliche, Genio Civile ed enti e soggetti locali), per trasformare in cantieri oltre 2,4 miliardi di euro non spesi dal 1998 per ridurre stati di emergenza territoriali (casse di espansione e vasche di laminazione di fiumi e torrenti, argini anti-alluvioni, briglie per regimentazione acque, messa in sicurezza di frane, stabilizzazione di versanti a rischio crollo, riattivazione di linee Fs locali interrotte e di ponti e infrastrutture viarie di Anas). In più nel bilancio dello Stato sono utilizzabili e ancora non spesi né impegnati in fase di cantiere 1.6 miliardi di euro stanziati con Delibera Cipe nel 2012 per opere urgenti di fognature e depuratori nelle Regioni del Sud da concludere entro il 2015 (la maggior parte tra Sicilia e Calabria).
“Per la prima volta l’Italia fa un salto di qualità e investe sulla protezione del territorio e sulla prevenzione anziché concentrarsi sull’intervento in fase di emergenza – spiega Erasmo D’Angelis – E’ il momento di accelerare interventi e investimenti Il cambiamento del clima ha cambiato anche il regime delle precipitazioni, oggi a carattere “esplosivo”: in poche ore piove quanto poteva cadere in mesi. Dai 100 eventi meteo con danni ingenti l’anno registrati fino al 2006 siamo passati al picco di 351 del 2013 e a 110 nei soli primi 20 giorni del 2014. Da ottobre 2013 all’inizio di Aprile 2014 sono stati richiesti dalle Regioni 20 Stati di emergenza con fabbisogni totali per 3,7 miliardi di euro. E la Commissione Europea ha già stabilito sanzioni nei confronti dell’Italia per diverse centinaia di milioni l’anno per mancata depurazione di scarichi urbani che vedono il nostro Paese tra i primi inquinatori in area Ue. Tali sanzioni potrebbero essere ridotte o cancellate solo se le opere previste saranno realizzate entro dicembre 2015”.
“Abbiamo voltato pagina – ha continuato – e, anche con la nomina dei Presidenti delle Regioni a Commissari di Governo, è attivo un nuovo modello che finalmente definisce con chiarezza compiti e funzioni, recupera capacità di spesa, riduce burocrazie inutili e dannose che hanno ostacolato la realizzazione dei programmi di intervento”.
«Da oggi i corrotti saranno trattati come i mafiosi». E’ la ‘linea dura’ del Governo evidenziata al Viminale dal ministro dell’Interno Angelino Alfano dopo la firma, con il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) Raffaele Cantone, del protocollo di intesa per avviare la collaborazione con le prefetture in materia di trasparenza e legalità nella gestione degli appalti pubblici. Presente il capo di Gabinetto Luciana Lamorgese, che ha illustrato i punti principali dell’accordo.
Gli obiettivi della politica anticorruzione messa in atto dal Governo, ha spiegato Alfano, sono principalmente due, «fermare in tempo i ladri e, allo stesso tempo, non bloccare le opere. Il rischio è di far pagare alla collettività il costo delle azioni del corrotto».
Lo Stato si muove per prevenire e combattere il malaffare intervenendo sui singoli contratti a rischio corruzione, ha proseguito Alfano e, in quest’ottica, «i protagonisti del contrasto devono essere le prefetture, gli enti locali, l’Anac e il ministero dell’Interno da una parte, dall’altra dobbiamo portare avanti il lavoro con l’Associazione nazionale dei comuni italiani e con l’Unione delle province italiane per allineare gli sforzi verso un unico obiettivo». Con il protocollo di oggi, ha concluso il titolare del Viminale, «diamo ai prefetti le linee guida per consentire alla ‘squadra Stato’ di intervenire al momento giusto con un obiettivo preciso: far rispettare la norma morale da cui discendono tutte le altre, che è quella di non rubare».
Nella difficile lotta alla corruzione in Italia, ha detto Raffaele Cantone, si è ormai avviata una, «rivoluzione copernicana con l’ampliamento della normativa antimafia e saranno i prefetti e le prefetture il terminale territoriale delle politiche che si fanno a livello nazionale sul tema». Le linee guida, ha poi approfondito il presidente dell’Anac, prevedono una grande innovazione, «quella di applicare la risoluzione dei contratti anche in presenza di episodi di corruzione e concussivi e non più solo di accertate azioni estorsive. Le stazioni appaltanti, ha specificato Cantone, di fronte all’emersione di fatti corruttivi dovranno procedere alla risoluzione dei contratti».
Nel 2012 il volume complessivo di acqua prelevata per uso potabile è pari a 9,5 miliardi di metri cubi, con una crescita del 3,8% rispetto al dato censito nel 2008.
Il 30,6% dell’acqua prelevata esce dai trattamenti di potabilizzazione, per un totale annuo di 2,9 miliardi di metri cubi.
Il volume immesso nelle reti comunali di distribuzione dell’acqua potabile è pari a 8,4 miliardi di metri cubi, 385 litri al giorno per abitante. Il valore risulta superiore del 2,6% rispetto a quanto registrato nel 2008.
Il volume erogato agli utenti è di 5,2 miliardi di metri cubi, che corrisponde a un consumo giornaliero di acqua pari a 241 litri per abitante, 12 litri al giorno in meno rispetto all’ultimo dato censito nel 2008.
Nel complesso, le dispersioni delle reti comunali di distribuzione dell’acqua potabile ammontano a 3,1 miliardi di metri cubi. Pertanto il 37,4% dei volumi immessi in rete non raggiunge gli utenti finali. Si registra un peggioramento rispetto al 2008, quando le dispersioni di rete erano del 32,1%.
Tavole (zip 59 KB)
Sulla semplificazione della regolazione e sulla liberalizzazione dei mercati negli ultimi anni molto è già stato fatto ma molto resta ancora da fare. Lo scrive l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nella segnalazione inviata a Governo e Parlamento per la predisposizione del disegno di legge annuale per la concorrenza in attuazione della legge 23 luglio 2009, n. 99. Molteplici sono le aree nelle quali occorre intervenire tra cui sono stati menzionati anche i servizi professionali.
Alle imprese che assumono lavoratori ammessi al sussidio previsto dal Piano di intervento nazionale “Azione di Sistema Welfare to work 2012-2014”, l’Inps riconosce un incentivo pari agli importi mensili del sussidio non ancora maturati dal lavoratore alla data di assunzione. Tale incentivo è corrisposto dall’Istituto in un’unica soluzione in sede di conguaglio dei contributi dovuti dall’impresa per i propri lavoratori dipendenti. Nel messaggio 5791 del 3 luglio 2014 sono indicate le modalità per la richiesta e la fruizione degli incentivi.
é stato pubblicato il Parere del Comitato economico e sociale europeo sul tema «Ruolo e futuro delle libere professioni nella società civile europea del 2020».
Sentenza 17 luglio 2014 (cause riunite C-58/13 e C-59/13 Angelo Alberto Torresi e Pierfrancesco Torresi / Consiglio dell’ordine degli avvocati di Macerata): fare ritorno in uno Stato membro per esercitarvi la professione di avvocato con il titolo ottenuto in un altro Stato membro non costituisce una pratica abusiva. Per i cittadini dell’Unione, la possibilità di scegliere lo Stato membro nel quale acquisire il proprio titolo o quello in cui esercitare la propria professione è inerente all’esercizio delle libertà fondamentali garantite dai Trattati.
DALLA RETE
Le stazioni appaltanti tenute all’adempimento di cui all’oggetto sono invitate a trasmettere all’Autorità, per ciascuna variante in corso d’opera, i seguenti atti:
- Relazione del responsabile del procedimento;
- Quadro comparativo di variante;
- Atto di validazione;
- Provvedimento definitivo di approvazione;
avendo cura di indicare il numero di CIG, ove non riportato in uno dei suddetti atti e con riserva di fornire una più ampia documentazione progettuale, qualora gli Uffici preposti dell’Autorità lo ritenessero necessario.
La trasmissione dovrà riguardare le varianti approvate a decorrere dalla data di entrata in vigore del Decreto legge 24 giugno 2014 n. 90 e dovrà avvenire utilizzando – ove possibile – la posta elettronica certificata (PEC) all’indirizzo protocollo@pec.avcp.it, entro il termine di 30 giorni, previsto dalla norma, a decorrere dall’approvazione da parte della stazione appaltante.
In caso di ricorso alla posta ordinaria, l’indirizzo di riferimento dovrà essere il seguente:
Autorità Nazionale Anticorruzione – Via di Ripetta, 246 – 00186 ROMA.
Ai fini del più rapido ed efficace indirizzamento della corrispondenza in questione, all’atto dell’invio si prega di riportare nell’oggetto il seguente testo: “Trasmissione all’A.N.AC. delle varianti in corso d’opera ex art.37 del D.L.n.90/2014 – cig.appalto n.”.
Quasi 800.000 posti di lavoro persi, 14.200 imprese edili fallite dal 2007 e un calo degli investimenti di 58 miliardi in 7 anni. È il quadro emerso dal nuovo Osservatorio Congiunturale dell’Ance presentato presso la sede nazionale l’8 luglio. Un netto e costante taglio delle risorse destinate alla spesa in conto capitale: negli ultimi 20 anni sono stati tolti alle infrastrutture due euro su tre.
Altrettanto allarmanti i dati contenuti nel focus casa presentato dall’Ance insieme all’Osservatorio, che evidenziano unaumento delle tasse sulle abitazioni del 200% negli ultimi 3 anni.
Sintesi Osservatorio Ance – Luglio 2014
Osservatorio Congiunturale Ance – Luglio 2014 3,1 Mb
Nel contesto di grave crisi della produzione e dell’occupazione del settore, si manifestano alcuni segnali positivi nel mercato immobiliare residenziale.
Nel primo trimestre dell’anno in corso aumenta il numero di abitazioni compravendute dopo otto trimestri consecutivi di cali tendenziali, con una crescita che coinvolge non solo le grandi città ma anche gli altri comuni.
ESTRATTO_ MERCATO IMMOBILIARE RESIDENZIALE
Sergio Mogorovich, Gli adempimenti per la fattura elettronica.
Il Consiglio Nazionale del Notariato ha aggiornato lo studio sulla legislazione nazionale in materia di certificazione energetica, a seguito dell’entrata in vigore del D.L. 23 dicembre 2013 n. 145, convertito, con modificazioni, con legge 21 febbraio 2014 n. 9.
Le nuove direttive europee in materia di appalti e concessioni
La nuova direttiva appalti nel segno della flessibilità e della negoziazione
Affidamento dei servizi attinenti all’architettura ed all’ingegneria
Il Rapporto sul finanziamento a medio e lungo termine delle infrastrutture in Italia, predisposto dal Gruppo di lavoro della Giunta coordinato da Paolo Astaldi, individua 10 aree di intervento prioritarie per il rilancio delle infrastrutture nel nostro Paese.
Agosto 2014
NOTA POLITICA
Dal 28 luglio, si procede ad oltranza nell’Aula del Senato per approvare il ddl sulle riforme istituzionali entro l’8 agosto. La decisione è maturata per poter esaurire la trattazione degli 8.000 emendamenti presentati. Appare sempre più chiaro il legame con la riforma della legge elettorale, sulla quale le opposizioni stanno cercando delle apertura da parte del governo per modificare il testo già approvato dalla Camera.
Intanto è stato già convertito in legge il decreto- legge sul settore culturale, mentre sono in fase finale altri due decreti-legge: quello per la semplificazione nella pubblica amministrazione, che contiene anche norme sugli appalti e per la lotta alla corruzione, e in fine il decreto c.d. taglia bollette che dovrebbe portare ad un abbassamento del costo della energia elettrica per le PMI.
Il Governo è al lavoro su un nuovo provvedimento per fornire sostegno alle infrastrutture e al settore dell’edilizia. Il c.d. “Sblocca Italia” dovrebbe contenere norme per sbloccare i cantieri e accelerare la conclusione di opere avviate, di semplificazione edilizia , sui porti, aeroporti e trasporto aereo e sull’autotrasporto. Il premier Renzi ha annunciato che sulla bozza del testo, come già fatto per la semplificazione nella PA, intende avviare una consultazione pubblica durante il mese di agosto, per arrivare a fine mese alla predisposizione di un testo definitivo.
Nelle ultime bozze del provvedimento si prevede di destinare ai cantieri (quelli in essere e quelli da avviare) circa 3,7 miliardi in 6 anni, a partire dal 2014.
Sta per arrivare a conclusione anche l’esame dello schema di dlg in materia di semplificazioni fiscali, il cui articolo 11 riguarda le società tra professionisti.
Il Presidente Renzi ha incontrato a lungo il Ministro dell’economia Padoan per fare il punto sui temi economici e sull’andamento dei conti pubblici, anche in vista del 6 agosto data in cui si attende la stima dell’ISTAT sul PIL del secondo trimestre. Il Ministro dell’economia sta pensando ad ingrandire la squadra di consulenti per lavorare sulle politiche di sviluppo, sociali e del lavoro anche in vista della presentazione dell’Aggiornamento al Documento di economia e finanza (DEF) a cui dovrà seguire la predisposizione della nuova legge di stabilità per il 2015 (entro il 15 ottobre). Si parla già di una manovra nell’ordine di 16-17 miliardi di euro.
DALLE ISTITUZIONI
A seguito dell’accoglimento di alcuni ordini del giorno, l’Assemblea della Camera – ribadita la fiducia al Governo con 346 sì e 176 no – ha licenziato per il Senato (voti a favore 286, 132 i contrari, due gli astenuti) il disegno di legge di conversione del decreto-legge per la semplificazione e la trasparenza amministrativa sull’approvazione, su cui il Governo aveva posto la questione di fiducia (C2486-A/R). (resoconto stenografico)
Trasmesso al Senato (S1582), la Commissione affari costituzionali ha già fissato il termine per la presentazione degli emendamenti al 3.8.2014, ore 15.00.
Tra le norme di interesse:
Lavori pubblici
L’articolo 13 prevede l’abrogazione degli incentivi per la progettazione – contemplati dai commi 5 e 6 dell’articolo 92 del Codice dei contratti pubblici (dlg n. 163 del 2006), che dispongono il riparto: di una somma non superiore al 2 per cento dell’importo posto a base di gara di un’opera o di un lavoro, tra il responsabile del procedimento e gli incaricati della redazione del progetto, del piano della sicurezza, della direzione dei lavori, del collaudo, nonché tra i loro collaboratori (comma 5); del 30 per cento della tariffa professionale relativa alla redazione di un atto di pianificazione comunque denominato, tra i dipendenti dell’amministrazione aggiudicatrice che lo abbiano redatto (comma 6).
L’articolo 13-bis introduce nel Codice una nuova disciplina degli incentivi alla progettazione soppressi. La nuova disciplina si differenzia da quella abrogata principalmente per i seguenti aspetti: le risorse (che continuano ad essere pari, al massimo, al 2 per cento degli importi posti a base di gara di un’opera o lavoro) vengono fatte confluire da ogni amministrazione in un fondo denominato «Fondo per la progettazione e l’innovazione» (nuovo comma 7-bis dell’articolo 93 del Codice).
L’80 per cento delle risorse finanziarie del fondo è ripartito, per ciascuna opera o lavoro, con le modalità e i criteri previsti in sede di contrattazione decentrata, tra il responsabile del procedimento e gli incaricati della redazione del progetto, del piano della sicurezza, della direzione dei lavori, del collaudo, nonché tra i loro collaboratori; gli importi sono comprensivi anche degli oneri previdenziali e assistenziali a carico dell’amministrazione. Previsto un tetto agli incentivi, che non possono superare il 50 per cento del trattamento economico lordo. Il personale con qualifica dirigenziale è escluso dagli incentivi.
le risorse non vengono destinate unicamente a remunerare l’attività di progettazione: il 20 per cento del Fondo è destinato all’acquisto, da parte dell’ente, di beni, strumentazioni e tecnologie funzionali a: progetti di innovazione; banche dati per il controllo ed il miglioramento della capacità di spesa; ammodernamento/efficientamento dell’ente e dei servizi ai cittadini.
L’articolo 23-bis prevede un intervento di proroga dell’entrata in vigore della nuova disciplina per la centralizzazione delle procedure di acquisizione di lavori, servizi e forniture, da parte di tutti i comuni non capoluogo di provincia, attraverso modalità di aggregazione. L’articolo 23-ter differisce i termini per l’entrata in vigore della nuova disciplina che prevede la centralizzazione delle procedure di acquisizione di lavori: al 1° gennaio 2015, quanto all’acquisizione di beni e servizi; al 1° luglio 2015 quanto all’acquisizione di lavori.
L’articolo 29 reca disposizioni sulle c.d. white list, ovvero gli elenchi di imprese non soggette a rischio di infiltrazioni mafiose tenuti dalle prefetture e periodicamente verificati. Si prevede l’obbligatoria iscrizione delle imprese che operano nei settori a rischio di infiltrazioni mafiose nei suddetti elenchi (oggi l’iscrizione è facoltativa). Per quelle imprese l’iscrizione alla white list assorbe i contenuti della comunicazione e dell’informazione antimafia. In base al comma 2, in via transitoria, e per un massimo di 12 mesi dall’entrata in vigore del decreto-legge, si prevede che le stazioni appaltanti possano – nei settori a rischio – procedere all’affidamento di contratti o all’autorizzazione di subcontratti ritenendo sufficiente la richiesta di iscrizione alla white list. Laddove la prefettura dovesse poi negare l’iscrizione, gli affidamenti saranno revocati, a meno che l’opera sia già in corso di ultimazione ovvero, in caso di fornitura di beni e servizi ritenuta essenziale per il perseguimento dell’interesse pubblico, il soggetto che la fornisce non sia sostituibile in tempi rapidi. In sede referente è stato aggiunto un periodo in base al quale, sempre in sede di prima applicazione, la stazione appaltante che abbia aggiudicato e stipulato il contratto o autorizzato il subappalto esclusivamente sulla base della domanda di iscrizione, è obbligata a informare la Prefettura competente di essere in attesa del provvedimento definitivo.
L’articolo 19 prevede la soppressione dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture (AVCP) e il trasferimento di compiti e funzioni all’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC). Al Presidente dell’Autorità è assegnato il compito di formulare proposte per la gestione degli appalti dell’Expo 2015.
L’articolo 30 attribuisce al Presidente dell’ANAC una serie di compiti di alta sorveglianza al fine di garantire la correttezza e la trasparenza delle procedure connesse alla realizzazione delle opere dell’EXPO 2015.
L’articolo 36 interviene sulla disciplina del monitoraggio finanziario dei lavori relativi a infrastrutture strategiche e a insediamenti produttivi prevedendo che venga attuata secondo le modalità e le procedure, anche informatiche, individuate dalla delibera CIPE n. 145 del 2011 e che venga aggiornata con una nuova deliberazione del CIPE. La norma provvede, inoltre, alla copertura finanziaria degli oneri necessari per l’implementazione e la gestione del sistema di monitoraggio finanziario.
L’articolo 37 introduce l’obbligo di trasmissione all’ANAC, entro 30 giorni dall’approvazione da parte della stazione appaltante, di alcune tipologie di varianti in corso d’opera consentite dal Codice dei contratti pubblici (lettere b), c) e d) dell’articolo 132 del decreto legislativo n. 163 del 2006). L’obbligo è stato limitato alle sole varianti: relative ad appalti «sopra soglia» (cioè di importo pari o superiore alla soglia comunitaria di 5.186.000 euro); e di importo eccedente il 10 per cento dell’importo originario del contratto.
Per gli appalti «sotto soglia», viene introdotto l’obbligo di comunicazione all’Osservatorio (tramite le sezioni regionali), entro 30 giorni dall’approvazione da parte della stazione appaltante, di tutte le varianti in corso d’opera contemplate dall’articolo 132.
In caso di inadempimento si applicano le sanzioni amministrative pecuniarie previste dall’articolo 6, comma 11 del Codice dei contratti. L’importo della sanzione previsto da tale comma può arrivare fino a 25.822 euro, qualora gli obbligati rifiutino od omettano, senza giustificato motivo, di fornire le informazioni richieste, oppure fino 51.545 euro qualora vengano fornite informazioni non veritiere.
L’articolo 39 interviene sulla disciplina dell’attestazione dei requisiti di ordine generale necessari per la partecipazione alle procedure di affidamento dei contratti pubblici, prevedendo sanzioni pecuniarie nei casi di mancanza, incompletezza e ogni altra irregolarità essenziale delle dichiarazioni sostitutive sul possesso dei requisiti medesimi e la possibilità di rendere, integrare o regolarizzare le dichiarazioni. Ulteriori modifiche prevedono, per un verso, la non applicazione della nuova disciplina nei casi di irregolarità non essenziali o nel caso di mancanza o incompletezza di dichiarazioni non indispensabili e, per l’altro, la non incidenza delle variazioni intervenute (relativamente alle dichiarazioni), anche a seguito di pronunce giurisdizionali, sull’individuazione della soglia di anomalia delle offerte successivamente alla fase di ammissione, regolarizzazione o esclusione delle offerte stesse.
Il comma 3-bis modifica la disciplina dell’obbligo di ricorrere alla CONSIP o ad altro soggetto aggregatore per lo svolgimento delle procedure di acquisto di beni e servizi recentemente introdotta dall’articolo 9, comma 3, del decreto-legge 66/2014. In particolare, la modifica è volta a sopprimere l’ultimo periodo di tale comma, che fa comunque salva la possibilità di acquisire, mediante procedura di evidenza pubblica, beni e servizi, qualora i relativi prezzi siano inferiori a quelli emersi dalle gare Consip e dei soggetti aggregatori.
L’articolo 40 reca disposizioni volte ad accelerare i giudizi amministrativi in materia di appalti pubblici.
Lotta alla Corruzione
L’articolo 31 prevede che, in presenza di condotte illecite di cui sia venuto a conoscenza in ragione del rapporto di lavoro, il dipendente pubblico possa inoltrare denuncia, oltre che all’autorità giudiziaria e alla Corte dei conti, anche all’ANAC (Autorità nazionale anticorruzione).
L’articolo 32, nell’ambito dell’attività di prevenzione della corruzione, detta una serie di misure per la gestione di imprese aggiudicatarie di appalti pubblici indagate per delitti contro la PA, in relazione ad attività per le quali si registrino rilevanti anomalie o comunque situazioni sintomatiche di condotte illecite, ovvero in presenza di fatti gravi e accertati, anche in seguito a denunce di illeciti da parte di dipendenti della pubblica amministrazione.
In tali ipotesi, il Presidente dell’ANAC può proporre al Prefetto competente o di assumere direttamente il controllo dell’impresa attraverso un’amministrazione straordinaria temporanea (fino all’esecuzione del contratto) oppure di imporr e all’impresa di rinnovare gli organi sociali.
Consulenze
L’articolo 6 prevede che le pubbliche amministrazioni non possono conferire incarichi di studio e di consulenza, né incarichi dirigenziali o direttivi o cariche in organi di governo di amministrazioni pubbliche, a soggetti già lavoratori pubblici e privati collocati in quiescenza, a meno che non si tratti di incarichi o cariche conferiti a titolo gratuito. Il divieto trova applicazione per gli incarichi conferiti a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto-legge. Inoltre le pubbliche amministrazioni non possono conferire i suddetti incarichi non solo in organi di governo di amministrazioni pubbliche, ma anche di enti e società da essi controllati, ad eccezione di titolari degli organi elettivi ordini, collegi professionali, i relativi organismi nazionali e gli enti aventi natura associativa, a meno che non si tratti di incarichi o cariche conferiti a titolo gratuito; la durata degli incarichi e delle cariche conferiti a titolo gratuito non deve essere superiore a un anno, non prorogabile né rinnovabile, presso ogni singola amministrazione. C’è l’obbligo di rendicontare eventuali rimborsi spese corrisposti nei limiti fissati dall’organo competente dell’amministrazione interessata.
Carriera universitaria
L’articolo 1 precisa che le disposizioni per il ricambio generazionale nelle pubbliche amministrazioni si applicano ai professori universitari, previa decisione del Senato accademico e previa verifica delle compatibilità finanziarie da parte dell’INPS, e comunque non prima del termine dell’anno accademico nel quale l’interessato ha compiuto il sessantottesimo anno di età.
L’articolo 14 riguarda l’abilitazione scientifica nazionale necessaria per l’accesso al ruolo di professore universitario ordinario e associato. In particolare, si prevede: il differimento dal 31 maggio 2014 al 30 settembre 2014 del termine di conclusione dei lavori delle commissioni riferiti alla tornata 2013; l’indizione della procedura di abilitazione scientifica nazionale relativa al 2014 entro il 28 febbraio 2015, previa revisione del regolamento emanato con decreto del Presidente della Repubblica 222/2011, che ha disciplinato le procedure, in conformità alle modifiche contestualmente introdotte nella L. 240/2010.
Le modifiche alla L. 240/2010 riguardano, anzitutto, le norme generali regolatrici della materia. In particolare: si sostituisce la previsione relativa all’indizione con frequenza annuale delle procedure con la previsione che le domande di partecipazione sono presentate senza scadenze prefissate; si elimina la previsione di partecipazione alla commissione nazionale di un commissario in servizio all’estero e si prevede la possibilità di sostituzione graduale dei membri della stessa commissione; si prevede il coinvolgimento di CUN e ANVUR nella definizione di criteri e parametri per l’attribuzione dell’abilitazione (che dovranno essere differenziati per settore concorsuale, e non più per area disciplinare) e si prevede che la prima verifica della adeguatezza degli stessi criteri debba essere effettuata dopo il primo biennio; si riduce da 12 a 10 la soglia minima sulla base della quale può essere fissato il numero massimo di pubblicazioni che ogni candidato può presentare; si prevede l’obbligatorietà del parere pro veritate nel caso di candidati afferenti a un settore scientifico-disciplinare non rappresentato nella commissione.
Inoltre: si aumenta da 4 a 6 anni la durata dell’abilitazione, riferendo l’aumento anche alle abilitazioni conseguite nelle tornate 2012 e 2013; si riduce da 30 a 20 il numero di professori di prima fascia che devono afferire a ciascun settore concorsuale; si prevede che i candidati che non hanno conseguito l’abilitazione nelle tornate 2012 e 2013 possono ripresentare la domanda dal 1° marzo 2015. E’ stato posticipato al 30 giugno 2015 (rispetto al 31 marzo 2015, previsto dal decreto-legge) il termine per procedere alle chiamate di professori associati per gli anni 2012 e 2013.
Un’ulteriore novità riguarda le procedure per la chiamata diretta di professori da parte delle università: si prevede che il Ministro si pronunci sulla proposta formulata dall’università previo parere della commissione nazionale per le procedure di abilitazione scientifica per il settore scientifico-disciplinare per il quale è proposta la chiamata (e non più di una commissione appositamente nominata dal CUN). Infine, si stabilisce che, nell’ambito della valutazione delle politiche di reclutamento degli atenei, «è considerata prioritaria» la qualità della produzione scientifica dei professori reclutati dagli atenei all’esito dell’abilitazione scientifica nazionale.
Certificati
L’articolo 17-bis prevede che non possano chiesti al cittadino, da parte delle amministrazioni pubbliche, informazioni e dati già presenti nell’Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR).
L’articolo 24 stabilisce che il Consiglio dei ministri approva entro il 31 ottobre 2014 l’Agenda per la semplificazione per il triennio 2015-2017 che contiene le linee di indirizzo in materia di semplificazione amministrativa. Nei settori dell’edilizia e dell’avvio delle attività produttive l’adozione della modulistica è oggetto di accordo concluso in sede di Conferenza unificata. La modulistica è pubblicata sul portale www.impresainungiorno.gov.it ed è disponibile per la compilazione delle pratiche telematiche da parte delle imprese entro e non oltre 60 giorni dalla sua approvazione. Previsto l’obbligo per ciascuna amministrazione pubblica di dotarsi, entro 180 giorni, di un piano di informatizzazione delle procedure di presentazione di istanze che preveda la completa informatizzazione entro 18 mesi.
Altre norme
L’articolo 28 riduce il diritto annuale delle camere di commercio secondo un criterio di gradualità (il 35 per cento nel 2015, il 40 per cento nel 2016 e del 50 per cento a decorrere dal 2017). I diritti di segreteria e i proventi derivanti dalla gestione di attività e dalla prestazione di servizi e quelli di natura patrimoniale sono fissati sulla base di costi standard definiti dal MiSE, sentiti la SOSE e Unioncamere, secondo criteri di efficienza da conseguire anche attraverso l’accorpamento degli enti e degli organismi del sistema camerale e lo svolgimento in forma associata delle funzioni.
É stato convertito in legge il decreto-legge per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo.
Ricordiamo sinteticamente i contenuti del provvedimento.
artbonus
Credito d’imposta del 65% per le donazioni a favore di:
a) Interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici;
b) Musei, siti archeologici, biblioteche e archivi pubblici;
c) spese di investimento per Teatri pubblici e Fondazioni lirico sinfoniche
Il credito d’imposta è riconosciuto:
• alle persone fisiche e agli enti non commerciali nei limiti del 15 per cento del reddito imponibile;
• ai soggetti titolari di reddito d’impresa nei limiti del 5 per mille dei ricavi annui;
Il credito è riconosciuto anche alle donazioni a favore dei concessionari e affidatari di beni culturali pubblici per la realizzazione di interventi di manutenzione, protezione e restauro.
• I soggetti beneficiari delle erogazioni liberali dovranno comunicare mensilmente al Mibact l’ammontare delle erogazioni liberali ricevute e il loro utilizzo anche con una apposita sezione nei propri siti web istituzionali.
Crowdfunding e Fundraising: organizzazione in capo al Mibact (senza oneri) di nuove apposite strutture per incentivare le donazioni.
piano strategico grandi progetti beni culturali
Con decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, sentito il Consiglio Superiore per i beni culturali e paesaggistici, è adottato entro il 31 dicembre di ogni anno, il Piano strategico “Grandi Progetti Beni culturali”, ai fini della crescita della capacità attrattiva del Paese.
Il Piano individua beni o siti di eccezionale interesse culturale e di rilevanza nazionale per i quali sia necessario e urgente realizzare interventi organici di tutela, riqualificazione, valorizzazione e promozione culturale, anche a fini turistici.
3% alla cultura e investimenti nelle periferie
A decorrere dal 2014, una quota pari al 3 per cento delle risorse aggiuntive annualmente previste per le infrastrutture e iscritte nello stato di previsione della spesa del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti è destinata alla spesa per investimenti in favore dei beni culturali.
Per i prossimi tre anni, 3.000.000 di euro di queste risorse sono destinati a finanziare progetti culturali nelle periferie urbane elaborati dagli enti locali.
capitale italiana della cultura
Ogni anno il Cdm conferirà il titolo di ‘Capitale italiana della cultura’. I progetti presentati dalla città designata saranno finanziati dal Cipe, su proposta del Mibact, a valere sulla quota nazionale del Fondo per lo sviluppo e la coesione.
programma italia 2019
Viene creato il ‘Programma Italia 2019′ per riconoscere l’importanza strategica dei progetti presentati da tutte le città italiane candidate alla ‘Capitale europea della cultura’.
riesame dei pareri delle soprintendenze
I pareri delle soprintendenze potranno essere riesaminati d’ufficio o su istanza di un’altra amministrazione (non di un privato). Il riesame dovrà avvenire entro 10 giorni dalla richiesta da parte di una commissione regionale di garanzia interna al Mibact. Per scongiurare ritardi se la commissione non darà il parere nei 10 giorni si intenderà confermato il parere del soprintendente.
autorizzazione paesaggistica – si introducono alcune semplificazioni in tema di autorizzazione paesaggistica. Previste delle commissioni di garanzia per avere un punto di riferimento al fine di sciogliere eventuali problemi di relazione tra sovrintendenze e realtà locali. . (S1563)
Approvato dal Senato con voto di fiducia è ora in esame alla Camera il decreto-legge competitività, dove le Commissioni riunite ambiente e attività produttive stanno votando gli emendamenti. Il provvedimento che sarà all’attenzione dell’Assemblea a partire da lunedì 4 agosto.
Il sottosegretario Scalfarotto ha chiarito che le modifiche che il Governo è intenzionato ad apportare sono dirette ad asciugare e semplificare il testo che, nel corso dell’esame al Senato, si è eccessivamente ampliato. L’intervento sostanziale sarà quindi diretto alla soppressione di alcune norme, e forse a qualche parziale riscrittura e modifica.
Tra le norme di interesse si segnala in particolare
L’articolo 33-bis è volto ad estendere alle società di ingegneria previste dal Codice degli appalti e costituite in forma di società di capitali, la disciplina delle società tra professionisti introdotta dal c.d. decreto Bersani (decreto-legge n. 223/2006). Il provvedimento novella il decreto-legge n. 223 del 2006 omettendo ogni riferimento alla legge n. 183 del 2011 (legge di stabilità 2012) che ben più recentemente ha rivisto la disciplina delle società tra professionisti, la cui evoluzione è importante per comprendere la disposizione in commento. Rispetto a questo quadro normativo, l’articolo 33-bis del decreto-legge, al comma 1, novella il cosiddetto decreto Bersani (decreto-legge n. 223 del 2006) nella parte in cui liberalizza le società tra professionisti che siano costituite in forma di società di persone o associazione tra professionisti. La disposizione approvata dal Senato estende questa liberalizzazione anche alle società di ingegneria previste dall’articolo 90, comma 2, lett. b) del codice dei contratti pubblici (D.Lgs. n. 163/2006), che – diverse dalle società di professionisti costituite in forma di società di persone (articolo 90, comma 2, lettera a) – sono costituite in forma di società di capitali o di società cooperative e sono comunque competenti per la progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva di lavori pubblici. Il provvedimento riconduce dunque alle società tra professionisti e alla liberalizzazione del 2006 le società di ingegneria costituite in forma di società di capitali, consentendo dunque l’applicazione anche a queste società tra professionisti di una disciplina sino al 2012 (cioè fino alla legge 183/2011, che ha aperto alle società di capitali) a loro preclusa. Conseguentemente, il comma 2 dell’articolo 33-bis fa salvi tutti i contratti stipulati dalle società di professionisti cui fa riferimento il DL Bersani, e dunque anche i contratti stipulati dalle suddette società di ingegneria, a decorrere dall’11 agosto 1997. Si tratta della data di entrata in vigore della legge n. 266 del 1997, che ha abrogato il divieto per i professionisti di ricorrere alla forma societaria per fornire i propri servizi.
Le altre norme:
Il Capo II reca disposizioni urgenti per l’efficacia dell’azione pubblica di tutela ambientale, per la semplificazione dei procedimenti in materia ambientale e per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza all’Unione europea.
Tra queste: gli interventi per l’efficientamento energetico degli edifici scolastici e universitari pubblici;
le misure straordinarie per l’esecuzione degli interventi urgenti e prioritari per la mitigazione del rischio idrogeologico nel territorio nazionale;
la modifica della disciplina in materia di valutazione ambientale strategica (VAS);
le procedure semplificate per le operazioni di bonifica o di messa in sicurezza e per il recupero di rifiuti anche radioattivi;
le norme per la gestione dei rifiuti militari e per gli scarichi in mare;
le modifiche per semplificare il sistema di tracciabilità dei rifiuti;
le norme per superare i procedimenti d’infrazione comunitaria in materia di VIA e di informazioni ambientali.
Il Capo III reca disposizioni urgenti per le imprese.
credito d’imposta nella misura del 15 per cento del valore degli investimenti in beni strumentali nuovi;
Incentivo agli investimenti in capitale di rischio correlati alla quotazione in mercati regolamentati, potenziando la disciplina dell’aiuto alla crescita economica (ACE);
misure a favore delle emissioni di obbligazioni societarie e misure a favore del credito alle imprese, che estendono il regime sostitutivo delle imposte su interessi e finanziamenti e ampliano il regime di esenzione da ritenuta alla fonte sugli interessi, attualmente riservato soltanto ai soggetti residenti in Italia, introducono la possibilità anche per le società di cartolarizzazione di concedere finanziamenti alle imprese, nel rispetto di condizioni analoghe a quanto previsto per le compagnie di assicurazione.
riduzione delle bollette energetiche. Si prevedono: la rimodulazione dell’erogazione degli incentivi e delle agevolazioni; misure a garanzia della concorrenza e della sicurezza del sistema gas, la revisione del fondo di garanzia per i ricavi del gestore della rete elettrica, del regime speciale del sistema ferroviario, degli accordi con gli Stati esteri, del regolamento della borsa elettrica; la rimodulazione delle modalità di finanziamento del gestore dei servizi energetici; gli interventi contro l’abuso di posizione dominante; le riduzioni dei «colli di bottiglia» e delle centrali elettriche «essenziali».
L’onere medio che un esercizio commerciale o un professionista sostiene per dotarsi di un POS varia da un minimo di 25-60 euro l’anno ad un massimo di 120-180 euro a seconda della tipologia delle apparecchiature prescelte.
E’ quanto è emerso al termine delle prime due giornate di confronto avviate dal Ministero dello Sviluppo Economico in seguito all’entrata in vigore, dal 1 luglio scorso, dell’obbligo di accettazione per esercenti e professionisti dei pagamenti di importo superiore ai 30 euro con carte di debito. Il tavolo è stato condotto insieme alla Banca d’Italia e al Ministero dell’Economia e delle Finanze.
L’esigenza di promuovere in Italia l’uso di questi sistemi di pagamento è confermata dall’evidenza che il sistema italiano dei pagamenti si caratterizza per una maggiore incidenza delle transazioni regolate attraverso il contante, ben oltre l’80% del controvalore totale, rispetto agli altri principali Paesi europei, dove non si supera il 60%.
Il tavolo di lavoro ha già svolto due riunioni, nel corso delle quali sono stati incontrati rappresentanti dell’ABI, dell’AIIP (Associazione Italiana Istituti di Pagamento e di Moneta Elettronica), del Consorzio Pagobancomat, dei gestori dei circuiti internazionali Visa e Mastercard e di alcuni operatori di mercato attivi in particolare nel settore dell’acquiring.
Nel corso degli incontri sono stati acquisiti dagli intermediari e dalle loro associazioni dati utili per l’analisi dei costi che esercenti e professionisti devono sostenere per dotarsi di un terminale di accettazione (POS) di carte di debito, mettendosi quindi nella condizione di rispettare il dettato normativo attualmente in vigore. Al riguardo, nelle scorse settimane sono stati resi pubblici dati estremamente variegati e non coincidenti con le risultanze del tavolo: appare quindi utile fare chiarezza sul punto.
Da questo primo confronto è emerso che tali costi presentano una componente fissa e una variabile.
I costi fissi coprono la disponibilità dell’apparecchiatura POS e dipendono dalle diverse funzionalità che il terminale può offrire e dal tipo di tecnologia utilizzata per il collegamento. I terminali più innovativi, il cui funzionamento è basato su un collegamento via internet o attraverso una rete mobile sono, di regola, meno costosi rispetto a quelli tradizionali, collegati alle reti interbancarie dedicate.
Il costo fisso per i terminali più innovativi si aggira in media intorno ai 2-5 Euro mensili, mentre per le apparecchiature più tradizionali la media è di 10-15 Euro mensili. L’onere che in media deve sostenere un esercente o un professionista per dotarsi di un POS è quindi mediamente intorno ai 25-60 Euro all’anno nel primo caso e a 120-180 Euro nel secondo.
I costi variabili sono, invece, legati al numero e all’ammontare delle transazioni effettuate dalla clientela e dipendono dal tipo di circuito utilizzato. L’utilizzo dei POS consente peraltro di ridurre l’impatto dei costi legati all’utilizzo del denaro contante, che sono complessivamente stimati intorno al 1-1,5% rispetto all’entità delle transazioni.
Spesso le due componenti di costo (fissa e variabile) sono fra loro collegate: a costi fissi più alti possono essere associati costi variabili più bassi (e viceversa). Su questi costi impattano anche il decreto che regola le commissioni applicate alle transazioni effettuate mediante carte di pagamento (cd. merchant fee) del 14 febbraio 2014 e gli interventi normativi europei in discussione a Bruxelles, inclusa la proposta di Regolamento comunitario sulle interchange fee degli schemi di carte.
Secondo quanto emerso negli incontri, esistono già oggi sul mercato soluzioni che offrono diverse combinazioni di servizi e condizioni, fra le quali ciascun esercente o professionista può scegliere quella più adatta alle proprie esigenze, in base alle sue previsioni di utilizzo e ai collegamenti disponibili. Alcuni operatori di mercato hanno anche lanciato delle offerte commerciali che prevedono, nell’ambito di un più ampio pacchetto di servizi, la disponibilità gratuita del POS.
Gli interlocutori coinvolti nelle discussioni del tavolo hanno manifestato la loro piena disponibilità a continuare a compiere ogni sforzo per rendere l’offerta di questa tipologia di servizio il più possibile flessibile e conveniente, in linea con le esigenze delle singole categorie interessate dal decreto. La crescita del numero delle transazioni che ci si attende come risultato dell’entrata in vigore del decreto consentirà lo sviluppo di economie di scala e l’intensificazione delle pressioni concorrenziali in grado di ridurre ulteriormente i costi.
Il tavolo di lavoro proseguirà i suoi approfondimenti monitorando gli effetti del decreto sul mercato, sia in termini di volumi sia di prezzi. Saranno organizzati ulteriori incontri, in particolare con le organizzazioni di categoria dei commercianti, degli artigiani e dei professionisti, per condividere i risultati di questo monitoraggio e per favorire una più ampia diffusione dei pagamenti elettronici nel nostro Paese e una corretta ripartizione dei costi e dei relativi benefici tra tutti i soggetti interessati.
Un semplice cambio di denominazione dell’Università blocca il riconoscimento della qualifica professionale nel Regno Unito. Il caso sollevato da molti architetti italiani arriva all’esame del SOLVIT e grazie alla collaborazione delle autorità italiane ed europee viene risolto.
L’accesso al riconoscimento della propria qualifica professionale è disciplinato dalla Direttiva 2005/36/CE. In sostanza, la norma europea, recepita in ogni Paese UE (in Italia, con Decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 206), consente al cittadino europeo di accedere alla professione corrispondente per la quale si è ottenuto il titolo nello Stato d’origine alle stesse condizioni previste dall’ordinamento di un altro Paese dell’Unione.
Negli ultimi mesi, numerosi architetti italiani hanno incontrato ostacoli per ottenere il riconoscimento per accedere ed esercitare la propria professione nel Regno Unito, nonostante il loro titolo sia correttamente inserito in un allegato della direttiva europea dove sono elencati per ogni Paese gli enti (per l’Italia, le università) riconosciuti che rilasciano il titolo di formazione. L’autorità inglese, l’Architects Registration Board (ARB), sostiene che molte Università che hanno rilasciato il titolo agli architetti italiani non corrispondono a quelle indicate nell’allegato. Sono decine e decine i casi di architetti e architette italiane nel Regno Unito che negli ultimi tempi si sono imbattuti nelle medesime difficoltà. La vicenda ha prima attivato gli esperti del SOLVIT poi il Ministero della Pubblica Istruzione (MIUR), il Dipartimento Politiche Europee e la Commissione europea.
Il vero problema è l’utilizzo dei termini ‘Università di’ e ‘Università degli studi di’. Le autorità italiane hanno più volte comunicato all’ARB che le due espressioni sono perfettamente equivalenti e possono quindi essere indifferentemente utilizzate dalle Università. Gli atenei italiani che usano indifferentemente le due espressioni sono diverse, testimoniato proprio dai molti reclami degli architetti:Genova, Catania, Palermo, Napoli e Firenze, per citarne alcune.
In una recente comunicazione, il Punto nazionale di contatto per i riconoscimenti delle qualifiche professionali, istituito presso il Dipartimento Politiche Europee, ha nuovamente sollecitato l’ARB a tener conto che l’uso delle due terminologie non implica un automatico cambio del nome ma si tratta semplicemente di espressioni che identificano lo stesso ateneo. E la stessa Commissione europea, sollecitata dal Coordinatore nazionale della direttiva 2005/36/CE, è intervenuta chiedendo all’autorità inglese di tener conto della precisazione italiana.
E proprio recentemente, l’ARB ha definitivamente chiuso la questione accogliendo l’uso delle due espressioni equivalenti.
Il giorno 24 luglio il Ministro Lupi ha presentato il testo del disegno di legge “Principi in materia di politiche pubbliche territoriali e trasformazione urbana”.
La bozza del testo è oggetto di consultazione pubblica on-line, che resterà aperta fino al 15 settembre per la raccolta di proposte e spunti critici.
Tali contributi, in forma mirata come emendamento al testo, o sotto forma di riflessioni sulla materia, potranno essere inviate al seguente indirizzo e-mail: lecittavivibili@mit.gov.it utilizzando possibilmente la scheda allegata.
Il provvedimento arricchito dai vostri contributi nel mese di settembre sarà presentato al Consiglio dei Ministri è inizierà il suo iter formale,
Scheda per invio contributo (formato .zip scaricabile e compilabile online)
Entra nel vivo l’attività del Ministero dell’economia e delle finanze per l’attuazione del monitoraggio delle opere pubbliche che partirà il 1° ottobre prossimo. Obiettivo: ottenere un quadro d’insieme finalizzato ad una migliore allocazione delle risorse finanziarie. Gli uffici del Mef stanno inviando una e-mail a 13.000 destinatari, tra Pubbliche Amministrazioni, società concessionarie di opere pubbliche o titolari di interventi infrastrutturali, per avere informazioni relative allo stato di avanzamento dei lavori, agli affidamenti, ai pagamenti effettuati, agli indicatori fisici (ad esempio, quanti chilometri di una certa strada sono effettivamente in corso di realizzazione, o realizzati). Dopo il censimento iniziale seguiranno aggiornamenti trimestrali in modo da garantire un monitoraggio continuativo nel tempo.
I titolari delle opere devono fornire solo quelle informazioni che non siano già state trasmesse in altri contesti. Per questo la e-mail del Mef contiene le credenziali di accesso alla Banca dati delle Amministrazioni Pubbliche della Ragioneria Generale dello Stato dove, a partire dal 1° settembre, i 13.000 destinatari possono verificare direttamente i dati già presenti nei sistemi del Mef e provenienti da altre amministrazioni con cui il Ministero ha stretto accordi.
Il Ministero delle Infrastrutture, in qualità di amministrazione titolare del PON “Infrastrutture e Reti” delle Regioni meno sviluppate 2014-2020, ha avviato la fase di consultazione del pubblico del Rapporto Ambientale e del Programma al fine di garantire a chiunque di prenderne visione e di presentare le proprie osservazioni, anche fornendo nuovi o ulteriori elementi conoscitivi e valutativi.
Il pubblico può presentare osservazioni entro 60 giorni dalla data di pubblicazione (26/07/2014).
Le eventuali osservazioni dovranno pervenire a mezzo posta ordinaria o elettronica ai seguenti indirizzi: Autorità di Gestione del PON “Infrastrutture e Reti”, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Direzione Generale per lo Sviluppo del Territorio, la Programmazione ed i Progetti Internazionali – Via Nomentana, n. 2, 00161 Roma;
Responsabile per la procedura di VAS: arch. Maria Rita Antonini. Email: mariarita.antonini@mit.gov.it.
Bozza Rapporto Ambientale VAS PON Infrastrutture e Reti
Bozza PON Infrastrutture e Reti 2014-2020
Avviso GURI consultazione RA VAS
Il Dipartimento per lo Sviluppo la Coesione Economica ha avviato la fase di consultazione pubblica sul Programma “Città Metropolitane 2014-2020” e sul relativo Rapporto Ambientale. Entro il 20 settembre è possibile prenderne visione e presentare le proprie osservazioni, anche fornendo nuovi o ulteriori elementi conoscitivi e valutativi.
Programma Operativo Nazionale “Città Metropolitane 2014-2020”
All. 1- Quadro si riferimento programmatico e normativo
All. 2 – Esito delle consultazioni sul rapporto preliminare
All. 3 – Studio di Incidenza Ambientale sui siti della Rete Natura 2000
Sintesi non tecnica del Rapporto ambientale
Le eventuali osservazioni dovranno pervenire a mezzo posta ordinaria o elettronica ai seguenti indirizzi:
Dipartimento per lo Sviluppo la Coesione Economica, Direzione Generale per la politica regionale unitaria comunitaria – 00187 Roma, via Sicilia 162c - dps.capodip@pec.sviluppoeconomico.gov.it - dps.cittametro2014-2020@dps.gov.it
Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, Direzione Generale per le Valutazioni Ambientali, Divisione II – Sistemi di Valutazione Ambientale: Roma, via Cristoforo Colombo n. 44 – DGSalvaguardia.Ambientale@pec.minambiente.it
Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – Direzione Generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee, Via di San Michele, 22 – 00153 Roma – Mbac-dg-pbaac@mailcert.beniculturali.it
Il CIPE pubblica la relazione semestrale sul sistema MIP (Monitoraggio Investimenti pubblici)-CUP (Codice Unico progetto)
Relazione semestrale sul sistema MIP-CUP. Secondo semestre 2012
DALLA RETE
La situazione è così drammatica per il settore delle costruzioni che viene spontaneo chiedersi se non sia il caso di chiudere le nostre imprese con il minor danno possibile per i nostri dipendenti”. È il grido d’allarme con cui il Presidente dell’Ance Paolo Buzzetti ha aperto l’Assemblea annuale al Palazzo dei Congressi a Roma.
Per Buzzetti: “E’ indispensabile un patto tra Governo e la filiera delle costruzioni, primo vero motore economico del mercato interno italiano e unico in grado di far ripartire in modo stabile occupazione e crescita”. “Basta alle deroghe che alterano il mercato e favoriscono la corruzione, e basta con le strutture speciali, come le procedure d’urgenza per eventi che spesso sono stati programmati da tempo e che consentono di derogare alle leggi ordinarie e di evitare le gare. Una denuncia – ricorda il presidente dell’Ance – che abbiamo fatto da tempo”.
Le parole chiave della relazione del Presidente
Le idee hanno un valore intrinseco di spinta al rinnovamento e al miglioramento della società, spostando in avanti i limiti e allargando gli orizzonti, generando nuove sfide. Questa la filosofia alla base del premio Scintille, promosso dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri. Un’iniziativa con cui scommettere sulle idee e sulla loro capacità di determinare sviluppo, riconoscendo e interpretando il ruolo dell’ingegneria quale strumento di sovrapposizione trasversale tra differenti discipline.
L’obiettivo dichiarato del premio è la ricerca di idee che possano divenire scintille propulsive per generare progetti concreti di sviluppo. Lo scopo è dare spazio all’espressione del talento in ogni forma, facilitando l’opportunità di crescita per i contributi costruttivi. In particolare, si tratta di stimolare e incoraggiare la diffusione di idee e progetti innovativi che interpretino il ruolo dell’ingegneria quale strumento per il miglioramento dell’ambiente, della sicurezza, della qualità della vita dell’uomo.
Concretamente, il CNI interpreta come “Innovazione” l’introduzione di un prodotto, di un processo, di un servizio o di una soluzione che siano nuovi o significativamente migliorati rispetto alle attuali caratteristiche o usi, inclusi miglioramenti significativi nelle caratteristiche tecniche, nei componenti e materiali (software compreso), nella praticità per l’utente o in altre caratteristiche funzionali. Tale innovazione può utilizzare nuove conoscenze o tecnologie o può essere basata su nuovi usi o su combinazioni di conoscenze e tecnologie già esistenti. Il processo di innovazione include tutte le attività che conducono all’innovazione: dalla percezione di una necessità irrisolta, alla generazione di un‘idea, alla proposta per risolvere il problema, alla definizione di processi produttivi fino all’introduzione e diffusione di mercato.
Gli ambiti di applicazione delle idee, proposte e dei progetti di innovazione riguardano tutti i campi che concorrono al miglioramento della vita dell’uomo e dell’ambiente. Tra gli altri, saranno: sicurezza e territorio, trasporti e mobilità, architettura sostenibile e materiali, patrimonio culturale, scuola, tecnologie welfare inclusione, salute, gestione risorse idriche, demotica, cloud computing e semplificazione.
Le proposte devono coinvolgere, oltre a eventuali discipline esterne all’ingegneria, almeno due settori di attività dell’ingegneria tra civile e ambientale, industriale, ingegneria dell’informazione. La partecipazione può essere in forma singola o associata. Nel caso di partecipazione in forma associata il concorso è aperto a tutti purché il gruppo multidisciplinare, la cui composizione è libera, abbia un ingegnere iscritto all’Ordine in qualità di capogruppo. Nel caso di partecipazione in forma singola il concorso è aperto agli ingegneri iscritti in una delle tre sezioni dell’albo.
Il CNI ha approntato un sito web – www.cniscintille.it – dedicato a Scintille, nel quale è possibile trovare tutte le informazioni per partecipare.
Un libero professionista percepisce nel 2013 l’indennità di maternità dalla propria cassa di previdenza. In quale quadro di Unico 2014 va dichiarata? Indennità di maternità
“Cnr Smart Cities Living Lab Siracusa” è il progetto che guida il turista in un viaggio digitale, virtuale e tridimensionale nel patrimonio culturale, archeologico e monumentale della città antica, grazie ai ‘QR-code’ dislocati sul territorio, ad applicazioni gratuite e al portale ‘Welcome to Siracusa’. Altri dimostratori realizzati dal Consiglio nazionale delle ricerche consentiranno inoltre il monitoraggio del ‘metabolismo urbano’. Le innovazioni sono state presentate dal presidente del Cnr, Luigi Nicolais, e dal sindaco di Siracusa, Giancarlo Garozzo.
La città siciliana è stata selezionata attraverso un bando nazionale, promosso da Cnr e Anci (Associazione nazionale comuni italiani), per attrezzare città di alta rilevanza storica e monumentale con strumenti multimediali e con un insieme coordinato di servizi e soluzioni innovative, improntate al turismo e alla valorizzazione del patrimonio. Il progetto, che si candida tra le buone pratiche internazionali sul tema delle città intelligenti, vede la partecipazione dei seguenti Istituti Cnr: l’Istituto per i beni archeologici e monumentali (Ibam), l’Istituto di biometereologia (Ibimet), l’Istituto per le tecnologie della costruzione (Itc) e l’Istituto per la sintesi organica e la fotoreattività (Isof).
L’utente può accedere al sistema da casa, attraverso il portale web www.welcometosiracusa.it, e sul territorio, tramite un’apposita app per device mobile, scaricabile dai vari store a titolo gratuito, sei totem digitali informativi e i QR-code installati presso i vari siti storici. Il portale permette di prendere visione dei più importanti punti storico-archeologici di Neapolis e Ortigia con mappe interattive, corredate di descrizioni testuali e fotografiche, tour virtuali con riprese da terra e da drone. La ‘realtà aumentata’ rende inoltre possibile sovrapporre alla città moderna quella antica.
Le tecnologie innovative trovano applicazione anche nel monitoraggio dello stato di salute della città: un sistema integrato di stazioni fisse e mobili, installate sui totem (SensorWebTourist), sulle auto (SensorWebCar) e sulle biciclette (SensorWeBike) della Polizia Municipale, rileva il ‘metabolismo urbano’, ovvero il rapporto tra energia e materia – acqua, nutrienti, materiali e rifiuti – che costituisce l’ecosistema della città. I dati vengono visualizzati sui totem digitali in tempo reale e utilizzati dall’amministrazione locale.
Una riqualificazione sostenibile degli edifici scolastici per scuole più sicure e all’avanguardia. È l’obiettivo comune di Legambiente e dell’Istituto Nazionale di Bioarchitettura, che hanno siglato un protocollo d’intesa per la promozione di una riqualificazione sostenibile dell’edilizia scolastica. In pratica saranno individuate, per ogni ordine e grado e nelle altre regioni del Paese, delle scuole pilota dove Legambiente e l’Istituto Nazionale di Bioarchitettura elaboreranno un protocollo di intervento per, poi, fornire delle linee guida, identificando interventi-tipo e individuando criteri standard di gestione sostenibile che la comunità scolastica potrà seguire. Prima scuola pilota di questo progetto è l’Istituto Comprensivo Viale Adriatico 140 – plesso di Via Monte Ruggero del Municipio III di Roma, dove è stato compiuto un primo controllo dell’edificio e del quale si parlerà questo giovedì nell’incontro con il Municipio. Leggi tutto
É disponibile il numero 577 di ISFOLNotizie. l numero 5/7 del 2014 si apre con due primi piani: il primo dedicato mappatura finanziaria della “Garanzia per i Giovani” (Youth Guarantee) elaborata dall’Isfol su dati estratti dalle convenzioni fra ministero del Lavoro e Regioni, il secondo dedicato ai percorsi di Istruzione e formazione professionale (IeFP).
Rassegna a cura di
Mercoledì 28 novembre 2012 | Ore 9.30-13.30
Auditorium del MAXXI, Museo nazionale delle arti del XXI secolo
via Guido Reni 4, Roma
Inarcassa scende in campo per offrire opportunità professionali ai suoi 160.000 associati, promuovendo il convegno “Il mestiere del costruire”, un volàno per la ripresa del Paese.
L’intervento del Presidente della Fondazione, arch. Andrea Tomasi a
“IL MESTIERE DEL COSTRUIRE”. Roma ‐ MAXXI ‐ 28 novembre 2012.
Settembre 2014
E’ in vigore dal 13 settembre il decreto-legge del 12 settembre, n. 133, c.d. “Sblocca Italia”. Il disegno di legge di conversione è in esame in Commissione ambiente della Camera in sede referente (C2629), che effettuando una serie di audizioni dei soggetti interessati. Numerose infatti le norme di interesse contenute nel decreto:
articolo 2 –introduce una disposizione per la realizzazione di infrastrutture strategiche in concessione, allo scopo di consentire al bando di gara – nel caso di articolazione del progetto per stralci funzionali o, nei casi più complessi, di successive articolazioni per fasi – di prevedere l’integrale caducazione della concessione stessa, con la conseguente possibilità in capo al concedente di rimettere a gara la concessione per la realizzazione dell’intera opera nei casi e alle condizioni disciplinate nella norma.
articolo 3 – destina 3.890 milioni di euro al Fondo istituito nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (cd. «sblocca cantieri») per il periodo 2013-2020. L’articolo elenca inoltre gli interventi finanziabili e i termini entro i quali gli interventi sono appaltabili e cantierabili; il mancato rispetto di tali termini determina la revoca del finanziamento assegnato. Nell’ambito delle varie tipologie sono ricompresi singoli interventi e categorie generiche di interventi (come ad es. il programma ponti e gallerie gestito da ANAS, incluso nella lettera b), e le opere segnalate dai comuni alla Presidenza del Consiglio dal 2 al 15 giugno 2014 o le richieste inviate nell’ambito del Programma Seimila Campanili).
articolo 6 – si prevede la concessione, fino al 31 dicembre 2015, di un credito d’imposta IRES e IRAP, entro il limite massimo del 50 per cento dell’investimento, per la realizzazione di interventi infrastrutturali di realizzazione di reti di comunicazione elettronica a banda ultralarga. Ulteriori norme riguardano la semplificazione in materia di procedure di scavo e posa dei cavi finalizzate alla diffusione della banda larga e ultralarga.
articolo 11 - modifica la disciplina agevolativa per la realizzazione di nuove infrastrutture, da realizzare con il ricorso a contratti di partenariato pubblico-privato (PPP), ampliandone l’ambito alle opere previste in piani o programmi approvati da amministrazioni pubbliche e riducendo da 200 a 50 milioni di euro il valore dell’opera al di sopra del quale viene concesso l’incentivo. Viene chiarito che il valore delle opere non di rilevanza strategica nazionale previste in piani o programmi approvati da amministrazioni pubbliche non può superare l’importo di 2 miliardi di euro.
articolo 13 – apporta numerose modifiche alla disciplina dei cd. project bond, al fine di estendere tra l’altro anche ai titolari di tali strumenti alcune norme già previste per gli enti finanziatori.
articolo 14 - stabilisce che per la progettazione delle opere pubbliche non possono più essere richieste modifiche rispondenti a standard tecnici, che prescrivono livelli di sicurezza superiori a quelli minimi definiti dalla normativa europea, e che tali modifiche devono essere eventualmente accompagnate da una analisi di sostenibilità economica e finanziaria e da una stima dei tempi di attuazione dell’opera (cd. norma overdesign).
articolo 6 – il comma 5 riguarda la modifica del campo di applicazione dei valori di attenzione per la protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici.
articolo 9 – è volto a qualificare come interventi di «estrema urgenza», considerati indifferibili, in conseguenza della certificazione da parte dell’ente interessato, gli interventi anche su impianti, arredi e dotazioni funzionali alla messa in sicurezza degli edifici scolastici, alla mitigazione dei rischi idraulici e geomorfologici del territorio, all’adeguamento alla normativa antisismica e alla tutela ambientale e del patrimonio culturale. Per l’avvio di questi interventi sono introdotte disposizioni in deroga alle procedure di scelta del contraente e alle fasi delle procedure di affidamento dei contratti, previste nel Codice appalti.
articolo 17 – apporta numerose modifiche al T.U. edilizia (DPR 380/2001) riguardanti, in primo luogo, le opere interne e la comunicazione di Inizio Lavori (CIL); viene infatti modificata la definizione di manutenzione straordinaria al fine, da un lato, di prevedere, per i predetti interventi, il rispetto della volumetria complessiva degli edifici in luogo dell’invarianza dei volumi e delle superfici delle singole unità immobiliari e, per l’altro, di comprendere in tali interventi quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere, anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso. Connessa alle modifiche indicate è quella, che interviene sulle caratteristiche degli interventi di manutenzione straordinaria che possono essere eseguiti senza alcun titolo abilitativo, ma previa comunicazione, anche per via telematica, dell’inizio dei lavori da parte dell’interessato all’amministrazione comunale. Relativamente alle modifiche interne di carattere edilizio sulla superficie coperta dei fabbricati adibiti ad esercizio d’impresa, si chiarisce che le stesse possono essere eseguite previa CIL (comunicazione di inizio lavori), a condizione che gli interventi non riguardino le parti strutturali. L’articolo, inoltre, introduce la definizione di «interventi di conservazione», prevedendo che lo strumento urbanistico individua gli edifici esistenti non più compatibili con gli indirizzi della pianificazione e che, in tal caso, l’amministrazione comunale può favorire, in alternativa all’espropriazione, la riqualificazione delle aree attraverso forme di compensazione. Modifiche riguardano la disciplina del permesso di costruire attraverso l’introduzione di una nuova fattispecie di permesso di costruire in deroga anche alle destinazioni d’uso per gli interventi di ristrutturazione edilizia e di ristrutturazione urbanistica, attuati anche in aree industriali dismesse, e del permesso di costruire convenzionato. La proroga dei termini di inizio e di ultimazione dei lavori, contemplati dal permesso di costruire, è consentita in caso di blocco degli stessi lavori causato da iniziative dell’amministrazione o dell’autorità giudiziaria rivelatesi poi infondate. Una serie di disposizioni incidono sul contributo per il rilascio del permesso di costruire per gli interventi di trasformazione urbana complessi stabilendo che lo strumento attuativo possa prevedere che il contributo per il rilascio del permesso di costruire è dovuto solo relativamente al costo di costruzione e che le opere di urbanizzazione sono direttamente messe in carico all’operatore privato che ne resta proprietario.
Altra modifica di rilievo è quella, che aggiunge, ai criteri che la regione deve considerare nella redazione delle tabelle parametriche che i comuni devono utilizzare per la determinazione degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria, un criterio di differenziazione tra gli interventi finalizzato ad incentivare, in modo particolare nelle aree a maggiore densità del costruito, quelli di ristrutturazione edilizia anziché quelli di nuova costruzione. Nell’ottica di incentivare il recupero del patrimonio edilizio esistente, si consente, inoltre, ai comuni di deliberare, per gli interventi di ristrutturazione edilizia, che i costi di costruzione siano inferiori ai valori determinati per le nuove costruzioni.
Al fine di agevolare gli interventi di densificazione edilizia, per la ristrutturazione, il recupero e il riuso degli immobili dismessi o in via di dismissione, si prevede una riduzione del contributo di costruzione in misura non inferiore al 20 per cento rispetto a quello previsto per le nuove costruzioni. I termini per il rilascio del permesso di costruire sono raddoppiati nei soli casi di progetti particolarmente complessi, secondo la motivata risoluzione del responsabile del procedimento.
In materia di segnalazione di certificazione di inizio attività (SCIA), viene ampliata la casistica delle varianti attuabili in corso d’opera mediante una SCIA e da comunicare nella fase di fine lavori e la sostituzione nel T.U. edilizia del riferimento alla DIA con quello alla SCIA. Ulteriori disposizioni attengono all’attuazione per stralci funzionali delle convenzioni di lottizzazione o degli accordi similari comunque denominati dalla legislazione regionale e all’introduzione di una disciplina finalizzata a stabilire quali mutamenti della destinazione d’uso siano urbanisticamente rilevanti e a consentire sempre, salva diversa previsione da parte delle leggi regionali e degli strumenti urbanistici comunali, il mutamento della destinazione d’uso all’interno della stessa categoria funzionale.
articolo 18 - prevede che nei contratti di locazione di notevole rilevanza economica (canone superiore a 150.000 euro), le parti possano liberamente stabilire i termini e le condizioni contrattuali in deroga all’attuale disciplina legislativa prevista dalla legge 392 del 1978 (cd. legge sull’equo canone).
articolo 20 – modifica la disciplina delle Siiq (Società di investimento immobiliare quotate) per facilitare l’accesso al regime fiscale di favore previsto con la legge finanziaria 2007.
articolo 23 – disciplina le caratteristiche principali del contratto di godimento in funzione della successiva alienazione di immobili.
articolo 25 - oltre a modificare la disciplina della conferenza di servizi relativamente alla decorrenza dei termini di validità degli atti di assenso e alla natura della deliberazione del Consiglio dei ministri, amplia l’ambito di intervento del regolamento di delegificazione che dovrà disciplinare gli interventi di lieve entità in materia di autorizzazione paesaggistica e detta termini certi per l’adozione delle linee guida finalizzate ad assicurare speditezza, efficienza ed efficacia alla procedura di verifica preventiva dell’interesse archeologico. Con riguardo all’autorizzazione paesaggistica, sono altresì soppresse le norme che consentivano, in caso di mancata espressione del parere da parte del soprintendente entro 45 giorni dalla ricezione degli atti, di indire una conferenza di servizi, che doveva pronunciarsi entro 15 giorni; il nuovo testo ora prevede che, decorsi inutilmente 60 giorni dalla ricezione degli atti da parte del soprintendente senza che questi abbia reso il prescritto parere, l’amministrazione competente provvede comunque sulla domanda di autorizzazione.
articolo 7 – il comma 1 introduce una serie di modifiche al cd. Codice dell’ambiente (D.Lgs. 152/2006) in materia di gestione delle risorse idriche.
articolo 8 - autorizza il Governo all’adozione di un regolamento di delegificazione volto a dettare disposizioni per il riordino e la semplificazione della disciplina riguardante la realizzazione degli interventi in materia di gestione delle terre e rocce da scavo.
articolo 4 – i commi 1 e 2, contengono misure dirette a favorire la realizzazione delle opere segnalate dai Comuni alla Presidenza del Consiglio dei Ministri dal 2 al 15 giugno 2014, opere incluse tra gli interventi finanziabili con il rifinanziamento del Fondo sblocca cantieri.
articolo 24 – prevede che i comuni possano definire criteri e condizioni per la realizzazione da parte di cittadini, singoli o associati, di interventi di valorizzazione del territorio urbano od extraurbano, quali la pulizia, la manutenzione, l’abbellimento di aree verdi, piazze o strade. A tal fine, l’ente locale può deliberare la concessione di una riduzione ovvero di un’esenzione di tributi locali inerenti alle attività poste in essere dai predetti soggetti. (C2629)
Con decreto interministeriale, ex articolo 104-bis del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 ed ex articolo 131, comma 2-bis del codice dei Contratti pubblici, sono stati individuati i modelli semplificati per la redazione del piano operativo di sicurezza, del piano di sicurezza e di coordinamento e del fascicolo dell’opera nonché del piano di sicurezza sostitutivo.
E’ disponibile l’elenco dei lavori conclusi al 15 di settembre nell’ambito dell’iniziativa #scuolebelle. La tabella riassume anche gli interventi che saranno terminati nel mese di settembre e quelli che saranno realizzati fra ottobre e dicembre.
Da questa settimana si è aperta la fase due del Piano per l’edilizia con il parere favorevole della Conferenza Unificata Stato-Regioni sul decreto attuativo della legge 128 del 2013 sui mutui agevolati per l’edilizia scolastica, con oneri di ammortamento a totale carico dello Stato, che renderà possibile la realizzazione di altri interventi già in avanzato livello di progettazione, tramite graduatorie regionali. Nel frattempo il Miur sta lavorando alla riprogrammazione delle risorse del Fondo di sviluppo e coesione 2007/2013 e alla programmazione di quelle per il 2014/2020 per sostenere ulteriormente interventi in materia di edilizia scolastica.
È stata pubblicata la delibera del CIPE n. 22 del 30 giugno 2014, recante le misure di riqualificazione e messa in sicurezza degli edifici pubblici, sedi di istituzioni scolastiche statali. Si tratta dei 400 milioni di euro destinati a finanziare i progetti ammessi in graduatoria e non finanziati per mancanza di risorse presentati dalle Province e dai Comuni nel bando del “decreto del Fare” (ai sensi dell’art. 18, commi 8-ter e 8-quater della legge n. 98/2013).L’affidamento dei lavori deve avvenire entro il 31 dicembre 2014, pena la revoca del finanziamento. (GU n. 222 del 24.9.2014)
Sono disponibili on line le domande frequenti sull’efficienza energetica degli impianti di climatizzazione invernale ed estiva.
Modelli di “libretto di impianto per la climatizzazione” e di “rapporto di efficienza energetica”
Chi sostiene spese per i lavori di ristrutturazione edilizia può fruire della detrazione d’imposta Irpef pari al 36%. Per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2014, la detrazione Irpef sale al 50%, passando al 40% per il periodo 1º gennaio 2015 – 31 dicembre 2015.
Per le prestazioni di servizi relative agli interventi di recupero edilizio, di manutenzione ordinaria e straordinaria, realizzati sugli immobili a prevalente destinazione abitativa privata, si applica l’aliquota Iva agevolata del 10%.
Mini guida “Bonus mobili ed elettrodomestici” – pdf
Bonus arredi (infografica) – pdf
Guida “Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali” – pdf
Si è tenuta a Caserta dal 10 al 12 settembre il Congresso annuale degli ingegneri.
Gli ingegneri italiani manifestano preoccupazione e rappresentano l’esigenza di poter contare su strumenti che facilitino l’inserimento lavorativo per i neo laureati, oltre che l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. E’ quanto emerge dalla ricerca “Analisi del sistema ordinistico nella prospettiva internazionale: ipotesi di lavoro e confronti” elaborata dal Centro Studi del CNI e presentata a Caserta. Sintesi
Occupazione in calo, redditi e volume d’affari in picchiata, mercato pubblico dei servizi di ingegneria inaccessibile ai più, flussi migratori verso l’estero in costante aumento. Questi, in sintesi, i principali non esaltanti aspetti che caratterizzano oggi la professione di ingegnere in Italia. E’ quanto emerge dalla consueta ricerca annuale “Occupazione e remunerazione degli ingegneri in Italia” pubblicata dal Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri.
Occupazione remunerazione ingegneri 2013
Vietato ripetere gli errori del passato; bandi aperti ai liberi professionisti, maggior coinvolgimento delle professioni. Molteplici sono gli spunti emersi durante il convegno “Fondi UE 2014-2020 e Finanziamenti Internazionali. Opportunità per i professionisti e i loro clienti”, organizzato dal Fasi lo scorso 16 settembre a Roma.
I presidenti degli ordini degli ingegneri, dei commercialisti e degli architetti, lamentano la mancanza di coinvolgimento delle categorie professionali nella programmazione europea, oltre che nella definizione dei bandi, a cui si aggiunge il neo della disinformazione: il centro studi degli ingegneri, in particolare, rileva che una buona parte degli iscritti (54,7%) non ha mai sentito parlare di fondi strutturali.
Laurea e diploma restano la carta migliore per assicurarsi un posto di lavoro anche nel 2014, ma cresce l’interesse delle imprese per chi ha scelto un percorso di formazione professionale e – indipendentemente dal titolo di studio – per candidati in possesso di un’esperienza lavorativa pregressa. È quanto mostrano le previsioni di assunzione formulate dalle imprese dell’agricoltura, dell’industria e dei servizi, registrate dal Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro per l’anno in corso e disponibili online (anche su base regionale e provinciale) all’indirizzo http://excelsior.unioncamere.net.
Per standardizzare gli adempimenti a carico delle stazioni appaltanti e snellire l’attività istruttoria dell’Anac, è stato pubblicato il Comunicato del Presidente del 17 settembre 2014 che fornisce indicazioni sulle modalità di trasmissione e comunicazione all’ANAC delle varianti in corso d’opera.
Pubblicata la Determinazione n. 2 – 2014 in merito all’applicazione dell’art. 38 del Codice dei Contratti (comma 1, lett. b), del D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163) a seguito dell’entrata in vigore del D.Lgs. 6 settembre 2011, n. 159. Tra i chiarimenti forniti dall’Autorità, quello secondo cui è possibile procedere all’emissione dell’attestato di qualificazione ove siano decorsi infruttuosamente i termini per il rilascio della comunicazione antimafia, fatta salva la facoltà di procedere alla revoca del predetto documento – ex art. 40, comma 9-ter del Codice dei contratti – in caso di successiva documentazione antimafia dalla quale emerga, a carico dei soggetti censiti, la sussistenza di cause di decadenza di cui all’art. 67 del Codice antimafia. (GU n. 223 del 25.9.2014)
Il 23 settembre 2014 l’Anac ha siglato un Protocollo d’intesa con la Guardia di Finanza e la Sogei S.p.A. che ha lo scopo di attivare un canale strutturato di collaborazione inter-istituzionale a garanzia di sempre maggiore trasparenza e regolarità nelle procedure di appalto della Pubblica amministrazione.
Nell’ambito di un sostanziale potenziamento delle linee di presidio della legalità, sarà possibile anche sviluppare, grazie alle competenze specifiche delle parti interessate, prodotti informatici all’avanguardia per il monitoraggio del settore della contrattualistica pubblica.
Il Consiglio dell’Autorità ha costituito una Commissione di studio per seguire, anche attraverso proposte al Governo e al Parlamento, l’iter di formazione del disegno di legge di recepimento delle direttive europee in materia di contratti pubblici e dei relativi decreti delegati.
Con riferimento agli adempimenti amministrativi del Fondo di solidarietà residuale, già illustrati nella circolare 100 del 2 settembre 2014, l’Inps comunica con messaggio n. 6897 dell’8 settembre 2014 che le aziende potranno versare il contributo ordinario, dovuto per le mensilità da gennaio a settembre 2014, entro il giorno 16 dicembre 2014, senza applicazione di sanzioni e interessi.
Confprofessioni: Fondo di Solidarietà Residuale, anche i professionisti devono pagare.
Vademecum “Le misure di semplificazione di interesse per le imprese” si propone di favorire la conoscenza delle semplificazioni concernenti l’attività d’impresa.
Il Messaggero del 25/09 – Il POS è obbligatorio?
Ottobre 2014
Si intensifica il lavoro del Governo per la predisposizione della legge di Stabilità per il 2015. Le ultime stime parlano di una manovra da 24 miliardi, di cui 11,5 miliardi (come previsto nella Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza) andranno ad alimentare il deficit, senza però sforare il tetto del 3%. Il Governo assicura che non ci saranno nuove tasse e il resto della manovra sarà coperta da tagli e razionalizzazione di spesa a ministeri ed enti locali. Il Governo sta lavorando poi a diverse ipotesi: un aumento dell’IVA o l’anticipo del TFR in busta paga. Questa soluzione avrebbe il vantaggio anche di garantire un incasso per lo Stato da 3 a 6 miliardi di euro, derivanti dall’anticipo delle imposte sul TFR che dovrebbero versare i lavoratori. Invece dall’Unione europea non è arrivata l’autorizzazione ad estendere il meccanismo del reverse charge ad altri settori di servizi alle imprese. Le risorse da reperire: 7 miliardi per il bonus IRPEF, 2 miliardi per garantire gli sgravi alle imprese sul costo del lavoro (ma si sta ragionando anche sull’ipotesi di riduzione dell’Irap); un miliardo per allentare il patto di stabilità dei comuni; 1,5 miliardi per sostenere i nuovi ammortizzatori sociali.
La nuova Legge di stabilità dovrà essere presentata a Bruxelles, che dovrebbe valutarla entro il 15/30 novembre. Ma sussiste anche la possibilità che la Commissione possa pronunciarsi prima, in caso dovesse identificare gravi problemi di difformità rispetto alle raccomandazioni Ue o al Patto europeo di stabilità e crescita.
Intanto la nuova Commissione stenta a decollare. Il Parlamento europeo ha bocciato la candidata slovena alla vicepresidenza, mentre solo un accordo tra i popolari del Ppe e i socialisti di S&D ha consentito il via libera ad altri quattro candidati considerati in bilico.
Sul fronte interno il Premier Renzi ha dovuto porre la questione di fiducia al Senato per sbloccare la riforma sul mercato del lavoro. Anche sul decreto-legge “Sblocca Italia” sono molti i rilievi critici avanzati non solo dall’opposizione su una serie di norme in materia ambientale. A rilento prosegue il cammino della riforma della Costituzione (ferma alla Camera) e della legge elettorale (di cui il Senato da marzo non ha mai iniziato l’esame). Anche la Riforma della pubblica amministrazione non terminerà il suo iter prima della fine dell’anno.
Il Governo attende il parere del Parlamento per varare il decreto legislativo recante disposizioni in materia di semplificazione fiscale e dichiarazione dei redditi precompilata.
Spese di vitto e alloggio dei professionisti
Dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2015 le prestazioni alberghiere e di somministrazioni di alimenti e bevande acquistate direttamente dal committente non costituiscono compensi in natura per il professionista che ne usufruisce. Pertanto, il professionista non dovrà più “riaddebitare” in fattura tali spese al committente e non dovrà più operare la deduzione del relativo ammontare quale componente di costo deducibile dal proprio reddito di lavoro autonomo. A legislazione vigente le spese di vitto e alloggio sostenute dal committente per conto del professionista vengono fatturate e quindi da quest’ultimo integralmente dedotte.
Spese di rappresentanza
Si introduce la possibilità di applicare l’IVA sulle spese per omaggi di costo unitario non superiore a 50 euro. Fino ad oggi le spese per gli omaggi di valore unitario non superiore a 50 euro sono interamente deducibili ai fini delle imposte sui redditi. Ai fini IVA, invece, la detrazione dell’imposta è ammessa solo per gli omaggi di valore inferiore a 25,82 euro.
Responsabilità solidale fiscale negli appalti
Riprendendo le richieste delle Commissioni parlamentari si introduce una norma intesa a superare la vigente disciplina della responsabilità solidale fiscale negli appalti.
Viene abrogato l’articolo 35, commi 28, 28-bis e 28-ter del d.l. n. 223 del 2006 che ha introdotto, per gli appalti di opere o di servizi, la responsabilità solidale dell’appaltatore con il subappaltatore, nei limiti dell’ammontare del corrispettivo dovuto, del versamento all’erario delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente.
Il comma 2 prevede che il committente convenuto in giudizio per il pagamento unitamente all’appaltatore (come previsto dall’art. 29 del dlg n. 276 del 2003) e con gli eventuali ulteriori subappaltatori, qualora abbia eseguito il pagamento ai lavoratori dei trattamenti retributivi, sia tenuto, ove previsto, ad assolvere gli obblighi del sostituto di imposto ai sensi del DPR n. 600 del 1973, compreso il versamento delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente.
Dichiarazione precompilata
Si introduce in via sperimentale, a partire dall’anno 2015, con riferimento ai redditi prodotti nel 2014, la dichiarazione dei redditi “precompilata” da parte dell’Agenzia delle Entrate. La dichiarazione precompilata viene messa a disposizione dei lavoratori dipendenti e assimilati e dei pensionati (circa 30 milioni di contribuenti) che hanno i requisiti per presentare il modello 730.
Per la sua elaborazione, l’Agenzia delle Entrate utilizza le informazioni disponibili in Anagrafe tributaria, i dati trasmessi da parte di soggetti terzi (ad esempio banche, assicurazioni ed enti previdenziali) e i dati contenuti nelle certificazioni rilasciate dai sostituti d’imposta con riferimento ai redditi di lavoro dipendente e assimilati, ai redditi da pensione e ai redditi diversi. Per consentire il rispetto dei tempi di precompilazione, si anticipa al 28 febbraio il termine (attualmente 30 aprile) per la trasmissione all’Agenzia delle entrate dei dati relativi ad alcuni oneri deducibili e detraibili sostenuti nell’anno precedente, quali interessi passivi sui mutui, premi assicurativi, contributi previdenziali, previdenza complementare, ed al 7 marzo quello per la trasmissione all’Agenzia delle Entrate dei CUD da parte dei sostituti.
Si armonizzano, poi, i termini di presentazione, consegna ai contribuenti e trasmissione della dichiarazione, unificati al 7 luglio.
Società tra professionisti
Presente nella prima versione del testo l’articolo sulle società tra professionisti è stato cassato.
Le altre semplificazioni per le persone fisiche riguardano: dichiarazione di successione; riqualificazione energetica degli edifici; procedura semplificata per i rimborsi Iva; rimborso dei crediti d’imposta e degli interessi in conto fiscale; compensazione dei rimborsi da assistenza e compensi dei sostituti d’imposta mediante l’utilizzo della delega di versamento F24 (artt. 12-15).
Le semplificazioni per le società riguardano: razionalizzazione comunicazioni dell’esercizio di opzione; razionalizzazione modalità presentazione e termini versamento per operazioni straordinarie di società di persone; semplificazioni delle dichiarazioni delle società o enti che non hanno la sede legale o amministrativa nel territorio dello Stato; Periodo di osservazione per l’applicazione della discplina sulle società in perdita sistematica; comunicazione delle operazioni intercorse con Paesi black list; richiesta di autorizzazione per effettuare operazioni intracomunitarie; semplificazione elenchi instrastat servizi; termini di presentazione della denuncia dei premi incassati dagli operatori esteri (Artt. 16-25).
Il Senato ha dato il via libera al Jobs Act, votando la fiducia posta dal Governo sul provvedimento. Il provvedimento, che deve essere approvato anche dalla Camera, affida al Governo il compito di rivedere una serie di aspetti del mercato del lavoro (testo approvato).
Ammortizzatori
Il maxiemendamento conferma l’universalizzazione degli ammortizzatori: la nuova Aspi sarà estesa ai collaboratori, e i trattamenti vengono rapportati alla storia contributiva del lavoratore. Le integrazioni salariali, invece, in costanza di rapporto di impiego, non saranno più utilizzate in caso di cessazione di attività aziendale o di un ramo di essa.
Contratto a tutele crescenti
Il Governo dovrà promuovere in coerenza con le indicazioni europee, il contratto a tempo indeterminato come forma privilegiata di contratto di lavoro rendendolo più conveniente rispetto agli altri tipi di contratto in termini di oneri diretti e indiretti.
Maternità
Prevista l’introduzione a carattere universale dell’indennità di maternità, e quindi anche a chi versa contributi a gestione separata.
Incentivi
Confermato il riordino complessivo degli incentivi alle assunzioni, all’autoimpiego e autoimprenditorialità; e si istituisce l’Agenzia nazionale per l’occupazione con lo scopo di rafforzare le politiche attive.
Previsto il rilancio del contratto di ricollocazione per aiutare l’intermediazione tra domanda e offerta; il centro per l’impiego o l’agenzia del lavoro privata verranno remunerate in base ai risultati occupazionali raggiunti.
Confermata la stesura di un codice semplificato del lavoro, con un riordino fino alla possibile soppressione delle forme contrattuali più precarie.
Prevista la possibilità di sperimentare il compenso orario minimo.
Nella seduta del 6 ottobre il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva, il decreto legislativo contenente ulteriori disposizioni integrative e correttive Codice delle leggi antimafia. In particolare si modifica il Codice Antimafia nella parte concernente i controlli amministrativi sugli appalti e su concessioni, erogazioni e finanziamenti pubblici; il provvedimento semplifica alcuni passaggi della procedura, eliminando oneri amministrativi superflui, come ad esempio gli accertamenti a carico dei figli minori e semplificando alcuni termini procedimentali per il rilascio della documentazione antimafia, specie nei casi di urgenza.
Viene, inoltre, semplificata la norma sulla competenza territoriale. Con l’approvazione del decreto legislativo sarà esclusivamente competente al rilascio della documentazione antimafia il prefetto del luogo ove ha sede l’operatore economico, a tutto vantaggio della completezza, dell’efficacia e dell’approfondimento dei riscontri informativi.
L’intervento normativo troverà il suo completamento con la prossima pubblicazione del regolamento sul funzionamento della Banca dati nazionale unica della documentazione antimafia, che ha recentemente concluso il suo iter formativo.
Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, con lettera pervenuta in data 3 ottobre 2014, ha trasmesso il programma delle infrastrutture strategiche, aggiornato al mese di settembre 2014, predisposto ai sensi dell’articolo 1 della legge 21 dicembre 2001, n. 443 (Doc. LVII, n. 2-bis – Allegato III)
Il Capo Dipartimento Politiche Europee, Diana Agosti, e il Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone, hanno firmato un Protocollo d’intesa per avviare una collaborazione stabile in tema di Appalti Pubblici.
L’accordo prevede la gestione congiunta – da parte del Dipartimento e dell’Autorità – delle attività connesse alla Presidenza italiana del Public Procurement Network (PPN, partita il 1 luglio scorso), la rete europea per gli appalti pubblici creata per favorire la cooperazione informale tra le amministrazioni nazionali competenti in materia per scambio di informazioni e best practice. Il Protocollo, inoltre, sancisce la collaborazione nella fase di esame dei progetti di atti legislativi dell’Unione Europea e nella fase di trasposizione degli stessi nell’ordinamento nazionale, con particolare riferimento all’attività di recepimento delle nuove direttive in materia di appalti pubblici e concessioni.
È stato pubblicato sul sito del Ministero del lavoro e sul sito di Garanzia Giovani il Decreto Direttoriale 1079\SegrDG\2014 dell’8 agosto 2014, che regola l’intervento “Bonus Occupazionale” in attuazione della Iniziativa Occupazione Giovani di competenza del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
I datori di lavoro che vogliono richiedere l’ammissione all’incentivo devono inoltrare domanda all’Inps, indicando: il lavoratore assunto o che potrebbe esserlo (a tempo determinato o indeterminato); ovvero la trasformazione di un rapporto di lavoro a termine in uno a tempo indeterminato; la regione e la provincia dove si esegue la prestazione lavorativa. La domanda deve essere inviata esclusivamente attraverso i servizi online, usando il modulo “GAGI”, disponibile all’interno dell’applicazione “DiResCo – Dichiarazioni di Responsabilità del Contribuente”.
Con circolare 118 del 3 ottobre 2014 l’INPS fornisce chiarimenti sulle condizioni per ottenere l’incentivo, le tipologie di rapporto di lavoro ammesse, la misura dell’incentivo, gli adempimenti dei datori di lavoro.
I datori di lavoro che vogliono richiedere l’ammissione all’incentivo devono inoltrare domanda all’Inps, indicando: il lavoratore assunto o che potrebbe esserlo (a tempo determinato o indeterminato); ovvero la trasformazione di un rapporto di lavoro a termine in uno a tempo indeterminato; la regione e la provincia dove si esegue la prestazione lavorativa. La domanda deve essere inviata esclusivamente attraverso i servizi online, usando il modulo “GAGI”.
Sono previsti entro ottobre i primi bandi di vendita di terreni agricoli pubblici legati a #terrevive, l’iniziativa lanciata dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali per rilanciare l’utilizzo agricolo dei terreni e favorire la giovane imprenditoria del settore.
L’Agenzia del Demanio ha infatti individuato terreni di proprietà dello Stato e degli Enti pubblici su tutto il territorio nazionale, che saranno immessi a breve sul mercato per essere venduti o affittati: questa prima tranche di bandi riguarderà la vendita di terreni con valore superiore ai 100.000 euro. Gli avvisi d’ asta saranno pubblicati su questo sito nella sezione Gare, Aste e Avvisi.
Corte costituzionale – sentenza n. 228 del 24.9-6.10.2014: dichiara l’illegittimità costituzionale della legge finanziaria 2005, che ha esteso ai lavoratori autonomi l’ambito operativo della presunzione in base alla quale le somme prelevate dal conto corrente (così come quelle su questo versate) costituiscono compensi assoggettabili a tassazione, se non sono annotate nelle scritture contabili e se non sono indicati i soggetti beneficiari dei pagamenti.
Contributo dell’Istituto Nazionale di Urbanistica (INU) (Il documento) alla consultazione pubblica della Commissione Europea “Contribuire a configurare la futura Agenda Urbana dell’UE”.
Slides, PowerPoint, video, lettere ed interventi lanciati dal palco del convengo organizzato da AdEPP ed Eurelpro a Napoli .
IT Esperienza italiana Bolstering the business of Liberal Professions
Intervento Ass Simoncini per convegno di Napoli del 4 ottobre
giovani professionisti calabria
É aperta fino al 20 novembre 2014 la consultazione dell’Autorità anticorruzione sul Bando-tipo per l’affidamento di contratti pubblici di servizi e forniture
Modulo per l’invio delle osservazioni
Riduzione del numero delle stazioni appaltanti e delle centrali di spesa; lotta al massimo ribasso; individuazione di una ‘dimensione sociale’ della riforma del codice appalti; applicazione del contratto ‘prevalente’ contro il ‘Far West’; una legge di iniziativa popolare che dia garanzie ai lavoratori impiegati nelle filiere degli appalti. Questi in estrema sintesi i punti centrali della proposta della Cgil per “determinare un cambio sostanziale in tema di appalti”, elencati dal segretario confederale, Franco Martini, nel corso del seminario ‘Direttive europee in materia di appalti pubblici’ promosso dal sindacato alla presenza, tra gli altri, del numero uno di corso d’Italia, Susanna Camusso, e del presidente dell’Autorità anticorruzione, Raffaele Cantone.
Un tema, quello al centro dell’iniziativa della Cgil, che rientra appieno nel dibattito sulla riforma del mercato del lavoro: “Se la sfida che ci viene lanciata con la riforma del mercato del lavoro – ha precisato Martini – è definire una nuova politica del lavoro fondata sulla parità dei diritti, sulla qualità del lavoro e su una maggiore certezza di prospettive occupazionali, tutto ciò non può prescindere da un salto di qualità nella politica degli appalti”. Questi ultimi, infatti, “sono prevalentemente sinonimo di destrutturazione del ciclo produttivo, di sfruttamento del lavoro, di assenza di diritti, di inquinamento dell’economia. Sarebbe impensabile riformare il lavoro in Italia, senza imporre una diversa politica degli appalti e per questo ci siamo attrezzati di proposte”.
Un seminario promosso dal sindacato nella fase di recepimento delle direttive europee in materia. Questione, ha spiegato il segretario confederale Cgil nella sua relazione introduttiva, “non indifferente come avverrà, se dobbiamo e vogliamo cambiare verso alla politica degli appalti”. Unitariamente il sindacato ha giudicato positivamente l’obiettivo di ridefinire un corpo normativo aggiornato, armonizzato con l’Europa ed ispirato a regole di trasparenza e qualità. “Più nello specifico – ha aggiunto Martini – abbiamo condiviso la scelta di procedere ad una revisione complessiva del Codice dei contratti pubblici attraverso un disegno di legge, bloccando il proliferare della decretazione, che negli ultimi anni ha introdotto più di 150 modificazioni al Codice e al Regolamento, producendo una disarticolazione assolutamente funzionale al tentativo di aggirare regole e normative”.
Da qui le proposte del sindacato, come la riduzione del numero delle stazioni appaltanti e delle centrali di spesa. “Attualmente – ha motivato il sindacalista Cgil – abbiamo oltre 30 mila stazioni appaltanti ed altrettanti centri di spesa. Il sistema degli appalti si trova quindi letteralmente imprigionato dentro inesorabili sabbie mobili”. Semplificare le procedure è quindi cruciale non solo per sburocratizzare “ma anche al fine di esercitare un controllo sui finanziamenti pubblici e sulla qualità della spesa, richiamando alla propria responsabilità la stessa Pa”. Così come nelle idee del sindacato c’è la lotta al massimo ribasso, “a favore dell’offerta economicamente più vantaggiosa”, e la sfida per una “dimensione sociale” della riforma. Ovvero, ha spiegato Martini, “tutti quegli aspetti che riguardano il coinvolgimento delle parti sociali e le condizioni economiche ed occupazionali degli addetti. In particolare, le cosiddette clausole sociali, decisamente bersagliate dallo spirito liberista che ha attraversato in queste stagioni sia la produzione legislativa, che la contrattazione”.
Ultimo punto, ma centrale nelle proposte del sindacato, l’individuazione del contratto da applicare. “Ormai ci troviamo in presenza di un vero e proprio Far West – ha detto il sindacalista -, dove il contratto che si applica risponde esclusivamente all’obiettivo della riduzione dei costi del lavoro, o meglio, del salario, generando un fenomeno dumping tra le imprese, che va a penalizzare quelle che hanno scelto di non oltrepassare la frontiera della legalità”. La Cgil propone quindi “che venga introdotta una norma che disponga alle stazioni appaltanti di indicare con certezza, in relazione alla categoria prevalente e già in fase di bando di gara, quale sia il contratto da applicare”.
Quattro punti che sono però solo alcuni dei titoli “delle tante osservazioni fatte dai sindacati, quelle che potrebbero essere definiti i pilastri portanti di un codice degli appalti più moderno, efficace e finalizzato a rendere stabile e qualificata l’occupazione”. Il tutto nella consapevolezza che il punto dirimente rimane la “frontiera della legalità e della lotta alla penetrazione malavitosa nell’economia”. Anche per questo, il lavoro della Cgil sugli appalti è parte della campagna che il sindacato guidato da Susanna Camusso ha lanciato sulla legalità (“Legalità: una svolta per tutte”) e sulla Pa (“Riformo IO! Per una Pubblica Amministrazione al servizio del cittadino”). Infine Martini ha fatto sapere che la Cgil avanzerà una proposta di legge di iniziativa popolare in materia di garanzia dei trattamenti dei lavoratori impiegati nelle filiere degli appalti pubblici e privati. “Lo scopo è di ripristinare una piena garanzia di trattamenti dei lavoratori, attraverso la responsabilità in solido del committente, modificando, quindi, la norma della Fornero che era intervenuta negativamente in materia”, ha concluso.
Il tasso di disoccupazione è giunto a superare il 30% nel 2013, senza peraltro mostrare segnali di rallentamento nella prima parte del 2014. I progressi per il mercato del lavoro italiano non potranno che essere molto graduali. Sono alcune delle considerazioni che si legga nel Rapporto sul mercato del lavoro 2014 realizzato dal Cnel.
Rapporto MERCATO DEL LAVORO 2014.zip
In una lettera inviata al Presidente del CNEL Antonio Marzano, Armando Zambrano, Presidente del Consiglio Nazionale Ingegneri, lamenta il mancato coinvolgimento dei rappresentati dei professionisti tecnici italiani nel Convegno di presentazione del “Rapporto sul Mercato del lavoro 2013-14”.
Il Consiglio Nazionale ricorda come il Comitato economico sociale europeo, lo scorso 25 marzo, nel parere sul “Ruolo e futuro delle libere professioni nella società civile europea del 2020” affermi che “le libere professioni racchiudono un notevole potenziale di crescita per l’occupazione e il PIL” e che “il settore delle libere professioni riveste una cruciale importanza per le opportunità occupazionali offerte ai giovani che scelgono un futuro di libera imprenditorialità e investimento nelle proprie conoscenze”. Questo testimonia il fatto che anche nell’ambito delle istituzioni europee è ormai mutato l’atteggiamento nei confronti delle professioni.
“Una consapevolezza che, invece – afferma Zambrano – sembra latitare nelle istituzioni italiane se anche il CNEL, nel presentare il ‘Rapporto sul Mercato del lavoro 2013-2014’, omette di considerare i rappresentanti del sistema professionale come soggetti con i quali dibatterne, ritenendo, evidentemente, le rappresentanze sindacali e datoriali esaustive del complesso mondo del lavoro. Eppure l’universo delle professioni assorbe oltre 5 milioni di lavoratori e rappresenta il 16% del Pil. Non a caso i suoi rappresentanti siedono all’interno dello stesso Consiglio del CNEL”.
“Si tratta di una omissione incomprensibile – conclude Zambrano – soprattutto da parte di una istituzione nota per studiare le modifiche attuali della società italiana, dove il ruolo delle professioni è in forte crescita. Dispiace che il CNEL non colga quanto sia importante svolgere quel delicato ruolo di innovazione e di raccordo tra tutto il mondo produttivo e le istituzioni. Ruolo che le professioni hanno sempre difeso, non ricavandone quasi mai, come in questo caso, idoneo riconoscimento”.
I rapporti tra amministrazioni locali e imprese sono spesso immaginati (e talvolta purtroppo lo sono) come relazioni conflittuali, dove il guadagno di una delle due parti debba avvenire a scapito dell’altra (in un gioco a somma zero, per non dire a somma negativa nelle situazioni di maggiore scontro). Questo studio intende portare all’attenzione come, attraverso procedure e regole disegnate e attuate in maniera corretta, sia possibile che il gioco tra amministrazioni locali e imprese diventi più spesso di quanto accada oggi a somma positiva, cioè a beneficio di entrambe e parti e in ultima istanza dei cittadini degli 8.057 Comuni italiani.
L’indagine si è occupata dei finanziamenti pubblici predisposti sul capitolo 7344 dello stato di previsione della spesa del Ministero delle infrastrutture e trasporti (MIT) per la realizzazione, da parte di organi, enti e strutture pubbliche, di opere dirette ad eliminare e/o a superare le barriere architettoniche. I risultati di questo lavoro, riferiti agli anni dal 2008 in poi, hanno posto in evidenza la notevole importanza che una numerosa ed articolata normativa riconosce al problema del superamento delle barriere e alla tutela delle disabilità, ma hanno altresì evidenziato la limitazione dei fondi a ciò destinati, sia in valore assoluto, sia con la loro costante riduzione nel corso degli anni, fino a giungere al completo azzeramento dal 2010 – 2011.
Testo della delibera n. 10/2014/G e documenti allegati
L’adesione ai “nuovi minimi” va comunicata
Detrazione Irpef per lavori condominiali
È contestabile la deducibilità Iva se non ci sono né fatture né registro
Ristrutturazione balconi e bonus mobili
Il Paese ha bisogno di “una scossa educativa” nella scuola anche perché il 40% della disoccupazione giovanile “dipende dal mancato collegamento tra scuola e lavoro e dal basso orientamento scolastico”. Lo ha detto il vice presidente di Confindustria per l’Education, Ivan Lo Bello, aprendo la 1° Giornata Nazionale dell’Education organizzata da Confindustria.
Nel corso dell’evento sono state presentate le 100 proposte per la riforma del sistema educativo. Quattro le “leve di cambiamento”: merito, valutazione, scuola-lavoro, innovazione.
L’Anas ha reso pubblico il Bando per la formazione dell’Albo di Prestatori di servizi professionali tecnici per l’affidamento di incarichi di importo inferiore ai 100mila euro.
Con messaggio 7415 del 2 ottobre 2014 l’Inps rende noti i nuovi tassi soglia Taeg applicati ai prestiti da richiedere con cessione del quinto della pensione.
La variazione è determinata dai tassi effettivi globali medi (Tegm) praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari in vigore dal 1° ottobre al 31 dicembre 2014, indicati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento del Tesoro.
Giuseppe Vanni, Iva: come e a chi vanno corrisposti i compensi in caso di decesso di professionista prima che fosse emessa la fattura?
Articolo di Roberta Castellarin e Paola Valentini estratto da “Milano Finanza” del 4/10/2014.
Novembre 2014
É iniziato, in Commissione bilancio della Camera, l’esame in sede referente dei disegni di legge di stabilità 2015 e bilancio 2015. Sinteticamente le norme di maggior interesse:
Lavoro – previdenza
Con riguardo alle politiche per l’occupazione, in primo luogo, viene costituito un fondo con una dotazione di 2 miliardi di euro a decorrere dall’anno 2015 per la copertura degli oneri derivanti dall’attuazione del disegno di legge delega in materia di lavoro (cosiddetto Jobs Act) all’esame del Parlamento (articolo 11).
Viene introdotto, inoltre, uno sgravio contributivo per le assunzioni con contratto a tempo indeterminato (articolo 12). In particolare, lo sgravio riguarda i contratti a tempo indeterminato relativi a nuove assunzioni decorrenti dal 1° gennaio 2015 e stipulati entro il 31 dicembre 2015, e consiste nell’esonero dal versamento dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro (ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche e con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL), nel limite massimo di un importo di esonero pari a 8.060 euro su base annua, per un periodo massimo di trentasei mesi. Il beneficio, non cumulabile con altri sgravi contributivi previsti dalla normativa vigente, non è riconosciuto nel settore agricolo, per i contratti di apprendistato e nel settore del lavoro domestico. Alla copertura degli oneri si provvede utilizzando un miliardo di euro per ciascuna annualità 2015, 2016 e 2017 e 500.000 euro per il 2018 a valere sulle risorse del Fondo di rotazione per l’attuazione delle politiche comunitarie.
Fisco
Per quanto concerne la materia fiscale, è previsto un incremento del prelievo fiscale in specifici settori: si innalza l’aliquota di tassazione dall’11 al 20 per cento per i fondi pensione e dall’11 al 17 per cento per la rivalutazione del TFR (trattamento di fine rapporto) (articolo 44, commi da 1 a 5); si posticipano di un anno gli effetti della clausola di salvaguardia introdotta dalla legge di stabilità 2014, volta a diminuire le detrazioni e le agevolazioni vigenti (cosiddetta tax expenditures) qualora la revisione della spesa non realizzi i risparmi prospettati (articolo 18); è elevata dal 4 all’8 per cento la ritenuta operata da banche e Poste sugli accrediti di bonifici disposti per beneficiare delle detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione e di risparmio energetico degli edifici (articolo 44, comma 27); si introduce una nuova clausola di salvaguardia a tutela dei saldi di finanza pubblica, volta ad incrementare le aliquote IVA ordinaria e ridotta rispettivamente di 2,5 e 2 punti percentuali e le accise su benzina e gasolio in misura tale da determinare maggiori entrate non inferiori a 700 milioni di euro. Tali aumenti possono essere sostituiti da provvedimenti che assicurino gli stessi effetti positivi attraverso maggiori entrate o risparmi di spesa mediante interventi di revisione della spesa pubblica (articolo 45, commi 3 e 4).
Tra gli interventi di alleggerimento del carico fiscale, viene reso strutturale il credito d’imposta introdotto dal decreto-legge n. 66 del 2014 in favore dei lavoratori dipendenti con un reddito fino a 26.000 euro (cosiddetto «bonus 80 euro»; articolo 4) e si rende integralmente deducibile dall’IRAP il costo sostenuto per lavoro dipendente a tempo indeterminato che eccede le vigenti deduzioni (articolo 5). Viene inoltre introdotta una nuova disciplina del credito d’imposta per crescita e sviluppo (articolo 7, commi 1 e 2) e si prorogano le detrazioni per gli interventi di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica (articolo 8).
Si prevede una stabilizzazione della disciplina del 5 per mille (articolo 17, comma 4);
Sempre sul fronte fiscale, si pongono in essere interventi, contenuti nell’articolo 44, volti al contrasto dell’evasione fiscale: incremento delle ipotesi di applicazione del meccanismo di inversione contabile a fini IVA (reverse charge), in particolare estendendo tale sistema anche ad ulteriori ambiti del settore edile e del settore energetico ;
L’introduzione del cosiddetto split payment, per le operazioni effettuate nei confronti di enti pubblici che non risultano debitori IVA; in sostanza, al fornitore viene erogato l’importo del corrispettivo indicato in fattura, mentre l’ IVA è acquisita direttamente dall’Erario; tale nuova procedura verrebbe a gravare sullo stato di grandissima difficoltà economico-finanziaria in cui versano i 167.000 architetti e ingegneri che vivono unicamente di libera professione. Con l’attuale situazione generale del mondo delle costruzioni, in profondo stallo, privi di qualsiasi tutela e di qualsiasi aiuto di Stato, oggi questi liberi professionisti versano realmente in uno stato di assoluta indigenza.
Quindi, se venisse attuata la norma dello split payment sull’IVA, ai professionisti, già gravati dalla ritenuta d’acconto IRPEF alla fonte, si verrebbe a togliere, un significativo “flusso di cassa” a breve termine determinando, di contro, un consistente credito d’imposta esigibile, però, solamente nel medio termine.
Per queste ragioni la Fondazione, si è attivata con gli strumenti a sua disposizione, sollecitando la presentazione di un emendamento volto ad escludere dall’ambito di operatività dello split payment, i servizi oggetto di prestazioni rese in esecuzione di un contratto d’opera intellettuale, indipendentemente dall’iscrizione del prestatore ad un ordine professionale.
Un altro gruppo di norme è volto a migliorare il rapporto tra fisco e contribuenti, al fine di aumentare l’adempimento spontaneo agli obblighi fiscali (cosiddetta tax compliance). In particolare, sono rafforzati i flussi informativi tra contribuenti e Agenzia delle entrate; inoltre, sono modificate sostanzialmente le modalità, i termini e le agevolazioni connesse all’istituto del ravvedimento operoso; in sostanza, si potrà accedere all’istituto del ravvedimento anche oltre i termini attualmente previsti dalle norme vigenti, a prescindere dalla circostanza che la violazione sia già stata constatata. Prevista anche la riduzione automatica delle sanzioni: quanto più vicino il «ravvedimento» sarà al momento in cui sorge l’adempimento tributario, tanto più la sanzione diminuirà di entità (articolo 44, commi da 11 a 18).
Imprese
Per quanto riguarda le misure a sostegno della domanda:
Con riguardo alle misure a sostegno dell’impresa:
Infrastrutture
Vengono disposti finanziamenti e misure di agevolazione per specifici interventi infrastrutturali, tra cui: l’autorizzazione di spesa di 100 milioni di euro annui, per tre anni a partire dal 2017, per la realizzazione di opere di accesso agli impianti portuali (articolo 17, comma 3); l’introduzione di procedure e requisiti per l’accesso alle risorse per il rinnovo dei parchi automobilistici e ferroviari destinati al trasporto pubblico locale stanziate dal comma 83 dell’articolo unico della legge di stabilità 2014 (legge n. 147 del 2013, articolo 19, commi da 4 a 7). La tabella E prevede anche un rifinanziamento delle risorse in questione per 500 milioni nel 2015. (C2679-Bis)
Con il voto di fiducia prima della Camera e poi del Senato è stato convertito in legge il decreto-legge n. 133, “Sblocca Italia”.
riapertura dei cantieri
L’articolo 1 contiene disposizioni per sbloccare gli interventi sugli assi ferroviari Napoli-Bari e Palermo-Catania-Messina e per sbloccare interventi sugli aeroporti di interesse nazionale.
ambiente e dissesto idrogeologico.
L’articolo 7 detta norme in materia di gestione di risorse idriche, superamento delle procedure di infrazione, accelerazione degli interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico e per l’adeguamento dei sistemi di collettamento, fognatura e depurazione degli agglomerati urbani, finanziamento di opere urgenti di sistemazione idraulica dei corsi d’acqua nelle aree metropolitane interessate da fenomeni di esondazione e alluvione. L’articolo 8 autorizza il Governo ad adottare un regolamento di delegificazione per il riordino e la semplificazione della disciplina riguardante la realizzazione degli interventi che comportano la gestione delle terre e rocce da scavo.
rilancio dell’edilizia
L’articolo 17 prevede semplificazioni, con particolare riguardo alla segnalazione certificata di inizio attività (SCIA). L’articolo 17-bis prevede l’adozione di uno schema di regolamento unico edilizio al fine di semplificare e uniformare gli adempimenti. L’articolo 18 riguarda la liberalizzazione del mercato delle grandi locazioni ad uso non abitativo. L’articolo 19 prevede l’esenzione da ogni imposta degli accordi di riduzione dei canoni di locazione. L’articolo 20 reca misure per rendere più efficienti le società di investimento immobiliare. L’articolo 21 introduce agevolazioni fiscali per l’acquisto di unità immobiliari da locare a canone concordato. L’articolo 22 prevede l’aggiornamento, secondo criteri di semplicità, degli incentivi per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e per interventi di efficienza energetica. L’articolo 22-bis riguarda interventi sulle tariffe incentivanti dell’elettricità prodotta da impianti fotovoltaici. L’articolo 23 disciplina una nuova tipologia contrattuale: il contratto di godimento in funzione della successiva alienazione di immobili. L’articolo 24 reca misure di agevolazione della partecipazione delle comunità locali in materia di tutela e valorizzazione del territorio. L’articolo 25 concerne misure di semplificazione amministrativa e di accelerazione delle procedure in materia di patrimonio culturale; l’articolo 26 misure per accelerare la valorizzazione degli immobili pubblici inutilizzati.
In vigore dal 26 novembre 2014 il decreto legislativo 13 ottobre 2014, n. 153, recante ulteriori disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo n. 159 del 2011, con il quale era stato adottato un codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in tema di documentazione antimafia (GU n. 250 del 27.10.2014).
Approvato dal Consiglio dei Ministri è in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo contenente disposizioni in materia di semplificazioni fiscali. Il provvedimento, che ha ricevuto i pareri favorevoli delle Commissioni parlamentari competenti, contiene, tra l’altro, l’introduzione della dichiarazione dei redditi precompilata per lavoratori dipendenti e pensionati e numerose misure di semplificazione e snellimento di adempimenti relativi alle persone fisiche, alle società e ai rimborsi fiscali, oltre alla eliminazione di adempimenti superflui.
L’innovazione del modello fiscale: la dichiarazione precompilata (slide)
La dichiarazione precompilata: cos’è e come funziona
Come integrare la dichiarazione sul sito dell’Agenzia delle Entrate (fac simile provvisorio)
Si ricorda in particolare l’abrogazione del regime di responsabilità solidale per le ritenute negli appalti, disposizione che obbligava le imprese a dimostrare il versamento delle ritenute fiscali ai dipendenti dovute dal subappaltatore, in relazione alle prestazioni effettuate nell’ambito del rapporto di subappalto, nei casi in cui il subappaltatore stesso non forniva la documentazione circa la correttezza del versamento. Inoltre, in capo al committente viene meno la sanzione amministrativa da 5.000 a 200.000 euro, nel caso in cui lo stesso provveda ad effettuare il pagamento del corrispettivo all’appaltatore senza che abbia ottenuto idonea documentazione circa la correttezza del versamento delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente dovute dall’appaltatore e dai subappaltatori.
ACCREDIA con la collaborazione tecnica di CONSIP S.p.A. – Centrale acquisti della Pubblica Amministrazione – ha pubblicato la nuova edizione delle Linee Guida “I riferimenti all’accreditamento e alla certificazione nelle richieste di offerta e nei bandi di gara”.
Il documento si propone come guida pratica per supportare le stazioni appaltanti nell’uso corretto del riferimento alle norme di accreditamento e certificazione nelle procedure ad evidenza pubblica, anche ai fini dell’acquisto di servizi o prodotti certificati.
L’obiettivo è offrire alcune soluzioni pratiche per includere correttamente, in un bando di gara, la richiesta dei requisiti relativi al possesso di una certificazione di sistema di gestione, prodotto/servizio o a una persona certificata, nonché al risultato di una verifica o ispezione, prova o taratura effettuata da Organismi e Laboratori accreditati.
Il documento può essere utilizzato anche da Organizzazioni di diritto privato che vogliano inserire i riferimenti all’accreditamento e alla certificazione nelle proprie richieste di offerta, e dalle società che erogano finanziamenti, quando, in fase di rendicontazione, debbano valutare la congruità tra i documenti in valutazione e quelli richiesti per l’erogazione di un finanziamento.
Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha istituito l’Agenzia Nazionale per la Certificazione Volontaria delle Competenze degli Ingegneri, “Agenzia Cert-Ing”, un organismo che si occuperà a livello nazionale della certificazione delle competenze degli ingegneri.
Lo statuto dell’Associazione è stato sottoscritto da Armando Zambrano, presidente CNI, dai Consiglieri Massa, Pellegatta e Lapenna, alla presenza di Luigi Ronsivalle, presidente del Centro Studi del CNI e Stefano Calzolari, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Milano. Tramite il progetto Cert-Ing – La Certificazione volontaria delle Competenze, il Consiglio nazionale degli Ingegneri si propone di valorizzare l’esperienza dei propri iscritti, convalidando la competenza da loro acquisita in specifici settori attraverso l’attività professionale esercitata in forma societaria, autonoma o subordinata e la formazione successiva all’iscrizione all’Albo, anche in conformità all’obbligo di aggiornamento della competenza professionale.
In particolare l’Agenzia ha come scopo:
- vigilare sulla corretta attuazione e gestione della Certificazione volontaria delle competenze presso gli Ordini Territoriali e/o i loro Organismi di Gestione, secondo i criteri stabiliti dal Regolamento Generale Cert-Ing;
- fornire il supporto tecnico e organizzativo per l’introduzione e la successiva gestione della Certificazione delle competenze presso gli Ordini territoriali e/o i loro Organismi di Gestione;
- esaminare e approvare le modifiche al Regolamento Generale Cert-Ing nonché ai documenti ad esso allegati o collegati;
- vigilare sulla promozione della Certificazione volontaria delle competenze effettuata dagli Ordini Territoriali presso Aziende, Enti, Istituzioni e altre Organizzazioni di livello regionale o nazionale, oltre che – in generale – nel mercato del lavoro;
- attuare la campagna nazionale di comunicazione e promozione della Certificazione volontaria delle competenze Cert-Ing.
In virtù di questo indirizzo strategico, il Consiglio Nazionale degli Ingegneri si pone l’obiettivo di diventare un costante e qualificato punto d’incontro fra la domanda e l’offerta di prestazioni specialistiche nell’ambito del lavoro intellettuale.
A questo scopo, il Consiglio Nazionale degli Ingegneri offre agli Ordini gli strumenti per consentire agli iscritti di accedere al progetto Cert-Ing, valido e riconosciuto in tutto il territorio nazionale. La domanda di partecipazione al progetto è volontaria e aperta a tutti gli iscritti.
Con una lettera indirizzata ai Presidenti di tutte le associazioni territoriali, i collegi e le sezioni edili aderenti all’Ance, il presidente Paolo Buzzetti ha inviato ufficialmente il nuovo codice etico dell’Associazione.
Il nuovo codice contiene una serie di impegni concreti volti alla promozione della legalità che dovranno essere rispettati in modo rigoroso sia da chi riveste cariche associative che dalle singole imprese associate. A cominciare dalla possibilità di sospendere l’associato, anche senza condanna definitiva, per reati gravi e accertabili. A partire da oggi, dunque, la nuova disciplina, “dovrà essere recepita all’interno degli statuti e dei regolamenti delle associazioni aderenti al sistema”.
Martedi 28 ottobre CGIL, CISL e UIL hanno presentato un documento unitario alla riunione presso la Presidenza del Consiglio, relativo al percorso di recepimento delle direttive europee sugli appalti pubblici.
Le questioni poste in evidenza si riferiscono: clausole sociali; subappalto, documento di gara unico europeo. Documento_unitario_direttive_appalti_pubblici.pdf
La Corte di Cassazione, con ordinanza 24 ottobre 2014, n. 22628, ha disposto che il professionista che si avvale dell’ausilio di un familiare è tenuto al versamento dell’imposta Irap, poiché tale collaborazione si configura come automa organizzazione perché amplia le capacità personali del titolare. Per la Cassazione, infatti, la collaborazione dei partecipanti all’impresa familiare integra quel quid pluris dotato di attitudine a produrre una ricchezza ulteriore (o valore aggiunto) rispetto a quella conseguibile con il solo apporto lavorativo personale del titolare. Irap dovuta dal professionista che paga profumatamente un terzo
In seguito alla proposta di bilancio della Commissione europea per il periodo 2014/2020, Eurosportello Veneto con il contributo della Regione Veneto, dello Europe Direct del Comune di Venezia ed in collaborazione con la delegazione di Bruxelles di Unioncamere del Veneto, propone ai cittadini ed alle aziende del territorio una versione aggiornata e rivista della Guida ai finanziamenti europei 2014. Tale Guida si pone come strumento operativo per avvicinare i cittadini e le aziende venete alle possibilità di finanziamento presenti a livello europeo.
La difficile situazione politica ed economica nella quale verte non solo l’Italia, ma l’Unione europea stessa, rende sempre più necessario un consolidamento del processo di integrazione europea ed un rafforzamento degli strumenti finanziari a disposizione degli Stati, al fine di promuovere ed incoraggiare la crescita economica.
Tra tasse, contributi previdenziali e burocrazia le imprese italiane sopportano un costo annuo di 248,8 miliardi di euro. Un peso eccessivo che, in linea di massima, non ha eguali nel resto d’Europa. A dirlo è l’Ufficio studi della CGIA che ha stimato il contributo fiscale e i costi burocratici che le nostre imprese si fanno carico ogni anno. comunicato stampa e dati.
NOVEMBRE 2014
Con il Messaggio numero 7978 del 24-10-2014 l’INPS illustra le modalità operative che i datori di lavoro dovranno osservare per la concreta fruizione del beneficio contributivo ex legen. 247/2007 (- Sgravio contributivo a favore della contrattazione di secondo livello)
POLLUTEC 2013 – Salone Internazionale delle apparecchiature, delle tecnologie e dei servizi per l’ambiente
3 – 6 dicembre 2013
Paris-Nord Villepinte France
Presto, un’anteprima sullla prossima edizione.