Bando LIFE+ 2013 Strumento Finanziario per l’Ambiente

Come anticipato,  la Direzione Generale Ambiente della Commissione Europea ha pubblicato il nuovo bando LIFE+, aperto a soggetti pubblici e privati che operano nel settore dell’ambiente (interventi per la conservazione e la protezione dell’ambiente attraverso utilizzi, metodi, strategie e processi sostenibili e innovativi delle risorse naturali ed interventi di informazione e comunicazione sulle tematiche ambientali).

Servizio Pronto Europa – Newsletter del 17 aprile 2015

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1 Bando nel settore della Sicurezza Digitale: Cybersecurity, Privacy e Servizi Bancari (H2020-DS-2015-1), nell’ambito del Programma HORIZON 2020. La scadenza per la presentazione delle proposte complete è il 27 Agosto 2015.

Il bando è il seguente:

DS-03-2015: Il Ruolo delle Tecnologie ICT nella Protezione delle Infrastrutture Critiche (le proposte dovrebbero concentrarsi sulle reti di comunicazione e ICT delle infrastrutture critiche, al fine di analizzare e proporre strategie e metodologie di mitigazione nei riguardi delle criticità e anomalie dei servizi. Si dovrebbero sviluppare strumenti e processi per la simulazione degli effetti in caso di incidenti alle tecnologie ICT e per lo sviluppo di meccanismi che si auto-aggiustino. Le soluzioni ICT dovrebbero essere riprogettate a livello di software, ma anche a livello fisico, arrivando ad infrastrutture più robuste e resistenti).

Le proposte devono essere presentate da enti pubblici o privati che formino un partenariato di almeno tre soggetti indipendenti, stabiliti in almeno tre Stati diversi dell’UE. Il budget totale allocato per il bando ammonta a 50.210.000 euro. La percentuale di finanziamento varia da 100% al 70% delle spese totali ammissibili di progetto, a fondo perduto.

Link:

http://ec.europa.eu/research/participants/portal/desktop/en/opportunities/h2020/topics/1052-ds-03-2015.html

 

Gara di Appalto Europea per Progetto di Ampliamento e di Adeguamento dell’Edificio Konrad Adenauer a Lussemburgo (2015/S 042-070863). Avviso di pre-informazione: la gara di appalto è prevista, ma ancora non pubblicata.

Il progetto riguarda il rinnovo di un edificio amministrativo esistente di 65.000 m2 e la costruzione di un’estensione di questo edificio amministrativo di circa 190.000 m2. Il complesso amministrativo così costituito dovrà accogliere tutti i servizi del Parlamento europeo stazionati a Lussemburgo. Il Parlamento europeo indirà nei prossimi mesi varie gare d’appalto riguardanti i seguenti lotti: Riscaldamento e Climatizzazione; Ventilazione e Rilevamento CO; GTC/regolazione; Sistemazione esterna; Arredi fissi, Paramenti, Tramezzi mobili; Apparecchiature per conferenza; Opere di rustico cantiere Ovest; Demolizione, Rimozione dell’Amianto cantiere Ovest; Segnaletica.

Le imprese interessate possono trasmettere i propri estremi all’amministrazione aggiudicatrice per essere direttamente tenute al corrente della pubblicazione del bando di gara. La lingua utilizzata è il francese (ma possibili anche inglese e tedesco).

Link: http://ted.europa.eu/udl?uri=TED:NOTICE:70863-2015:TEXT:IT:HTML&tabId=0

 

Quinta Conferenza Europea 2015 sui Sistemi di Trasporto Intelligenti (ITS) “Una Strategia Digitale per il Trasporto: Dalla Capacità alla Connettività” – Dg Mobilità e Trasporti, Bruxelles 24 Aprile 2015.

Nel corso della Conferenza ITS 2015 saranno discussi temi quali le informazioni per la digitalizzazione dei trasporti, la mobilità come servizio, la connettività e l’automazione; l’evento vedrà la partecipazione di alti rappresentanti delle istituzioni europee e di responsabili di attori pubblici e privati in materia di ITS.

L’obiettivo di questo evento di alto livello è quello di fornire una panoramica sullo stato dell’arte, per quanto riguarda una serie di azioni chiave e importanti iniziative nel quadro del piano d’azione ITS e della direttiva ITS 2010/40 / UE. La partecipazione è aperta a tutti gli operatori del settori ITS interessati a scambiare opinioni sulle varie azioni e iniziative, in materia di sistemi di trasporto intelligenti. La partecipazione alla Conferenza è gratuita e sarà possibile seguire l’evento tramite web streaming, collegandosi al sito ufficiale della Conferenza ITS 2015.

Link: http://ec.europa.eu/transport/themes/its/events/2015-04-24-its-conference_en.htm

 

Bando della Regione Lombardia per Progetti di Ricerca, Sviluppo e Innovazione per Micro, Piccole e Medie Imprese (FRIM FESR 2020). Scadenza per la presentazione del progetti: procedimento valutativo a sportello fino ad esaurimento della dotazione finanziaria enon oltre il 31 dicembre 2020.

Nell’ambito della strategia INNOVALOMBARDIA per la ricerca e l’innovazione delle imprese è stata istituita la nuova Linea R&S per Micro, Piccole e Medie Imprese (NPMI), diretta a sostenere progetti di ricerca, sviluppo e innovazione. I Progetti dovranno riguardare le aree di specializzazione individuate dalla “Strategia regionale di specializzazione intelligente per la ricerca e l’innovazione (S3)”, declinate in macrotematiche e temi di sviluppo dettagliati nei documenti relativi al Bando. Le aree sono le seguenti: Aerospazio; Agroalimentare; Eco-industria; Industrie creative e culturali; Industria della salute; Manifatturiero avanzato; Mobilità sostenibile.

Sono ammissibili Progetti che comportino attività di ricerca industriale, sviluppo sperimentale e innovazione a favore di MPMI ed essi dovranno essere realizzati nel termine massimo di 18 mesi. Le MPMI devono avere sede in Lombardia e rientrare nei settori manifatturiero, delle costruzioni e dei servizi alle imprese.

Link

 

Articolo “La Banca Dati Nazionale Unica della Documentazione Antimafia: un Nuovo Strumento per le Stazioni Appaltanti”, Autore A. D’Alessandro – Rivista “Appalti & Contratti” Maggioli Editore, n.1 del 2015.

Le singole stazioni appaltanti dovranno procedere all’accreditamento presso le Prefetture, al fine di ottenere le credenziali di accesso necessarie per poter interrogare il Sistema di certificazione antimafia durante le gare per l’affidamento di servizi, lavori e forniture, per quei casi in cui è necessario procedere alla richiesta della documentazione antimafia.

Link: http://www.appaltiecontratti.it/

Servizio Pronto Europa – Newsletter del 15 Maggio 2015

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Maggio 2015


● Bando europeo del Programma COSME – Finanziamenti per Prodotti di Consumo con una Elevata Componente di Design (COS-DESIGN-2015-3-03). Scadenza per la presentazione delle proposte: 23 Luglio 2015.
 
Possono presentare proposte progettuali Piccole e Medie Imprese europee (singolarmente o in forma aggregata) che lavorano nel settore dei prodotti di design a partire dalla progettazione, lo sviluppo dei prodotti, la loro produzione, fino alla loro distribuzione sul mercato. I settori comprendono tessile, abbigliamento (anche pelle e pellicce), calzature, borse e accessori, prodotti per lo sport, giochi e giocattoli, prodotti per l’arredamento, ottica, orologi, gioielleria, cosmesi e prodotti per la bellezza.
 
I progetti dovranno riguardare soluzioni innovative e creative per l’industria, sottoforma di nuovi prodotti, servizi e soluzioni che si trovano nella seguente situazione: siano già stati tecnicamente dimostrati ma che, a causa dei rischi legati alla commercializzazione, abbiano bisogno di incentivi per la penetrazione sul mercato. Il bando non finanzia la ricerca.
 
Il budget totale allocato per il bando ammonta a 11.200.000 euro. Il cofinanziamento europeo per singolo progetto varia fra 800.000 e 1 milione di euro a fondo perduto, per un massimo del 50% delle spese totali ammissibili.
 
Link: https://ec.europa.eu/easme/en/cos-design-2015-3-03-design-based-consumer-goods
 


Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – “Nuovi Progetti di Interventi”, Finanziamenti per Opere Infrastrutturali nei Piccoli Comuni. Scadenza per la presentazione delle domande: 13 giugno 2015.
 

Il decreto di attuazione dell’articolo 3 dello Sblocca Italia dà priorità agli interventi di qualificazione e manutenzione del territorio, di recupero e messa in sicurezza di edifici pubblici con particolare attenzione a quelli scolastici e alle strutture socio-assistenziali, di riqualificazione di aree dismesse e di riduzione del dissesto idrogeologico.
 
Sono finanziabili progetti dei comuni o di associazioni di comuni sotto i 5000 abitanti per investimenti da 100 a 400mila euro. La divisione delle risorse è su base regionale.
 
La Convenzione tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e l’ANCI disciplina le modalità e i criteri per l’utilizzo delle risorse stanziate e lo schema di richiesta.
 
Link: http://www.mit.gov.it/mit/site.php?p=cm&o=vd&f=cl&id_cat_org=164&id=3782
 


● 24esima Edizione della International World Wide Web Conference – FIRENZE 18-22 Maggio 2015
 
Le ultime edizioni si sono svolte a Seoul, Rio de Janeiro e Lione; quest’anno la conferenza si tiene a Firenze grazie all’intenso lavoro svolto dal Firenze Convention Bureau. L’evento, che si terrà alla Fortezza da Basso e ha il patrocinio della Camera di Commercio di Firenze, vede ricercatori a livello internazionale presentare i loro ultimi risultati di ricerca e la presenza delle principali e più innovative realtà accademiche e industriali a livello mondiale. Oltre a grandi aziende americane – Google, Facebook, Yahoo!, AT&T, Microsoft, ecc. – parteciperanno importanti realtà emergenti come Baidu, Alibaba, Huawei, China Mobile, Yandex e altre. 

La conferenza è arricchita da eventi satellite su temi di grande attualità e interesse:
 - BIG 2015, sulla rivoluzione in atto dei big data le sue conseguenze a livello economico, sociale e politico;
 - Digital Health e Digital Disease Detection, sulla nuova frontiera della digital health; 

- Entrepreneurs Track (ET), sulle start up, ovvero l’imprenditoria giovanile basata sull’alta tecnologia. Saranno presenti anche importanti “venture capitalist” internazionali; 

- Digital Marketing, centrato sul Made in Italy e sul tema “come proiettare la propria piccola e media impresa sul mercato globale”.
 
Link: http://www.www2015.it/
 


● Salone Internazionale della Ricerca Industriale e della Innovazione, R2B Research to Business 2015 – BOLOGNA 4/5 Giugno 2015
 
R2B è promossa da Regione Emilia-Romagna e Bologna Fiere, in collaborazione con ASTER e SMAU.
 La decima edizione di R2B è dedicata all’Europa come motore della crescita e del rilancio. I temi trattati saranno questi: Le opportunità dei nuovi programmi di finanziamento per le imprese, l’eccellenza della ricerca e le nuove tecnologie, le Comunità dell’Innovazione messe in campo dall’Europa per affrontare le sfide future e trasformarle in opportunità di sviluppo, i temi di Expo 2015, la start up innovative, le istituzioni nazionali e le reti internazionali che supportano le piccole e medie imprese e la ricerca.
 
Saranno organizzati due giorni di incontri one-to-one gratuiti per trovare partner tecnologici, di ricerca e commerciali a livello internazionale. Un’opportunità sviluppata grazie al Consorzio Simpler e all’Enterprise Europe Network, la più grande rete europea di supporto alle PMI.
 
La partecipazione all’evento è gratuita. Necessaria la registrazione sul sito.
 
Link: http://www.rdueb.it/rdueb15/

Sintesi di monitoraggio legislativo dell’8 Maggio 2015

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Maggio 2015

 ■ NOTA POLITICA
 

Dopo il voto di fiducia, il Premier Renzi ha vinto la battaglia sulla legge elettorale. Che segna un vero e proprio spartiacque nella legislatura e un precedente nella storia parlamentare: approvata senza l’appoggio dell’intera maggioranza ha creato una frattura che ora pone il problema di ricostituire gli equilibri e di arginare la reazione della minoranza. Renzi ha già offerto a Gianni Cuperlo la direzione dell’Unità, che torna in edicola da settembre, un modo per aprire all’opposizione garantendo spazio e visibilità alle idee non renziane. E ha fatto spostare molto dopo le elezioni amministrative il voto sulla riforma costituzionale al Senato, dove i numeri della maggioranza sono ancora incerti. Ventiquattro senatori del PD hanno già rifiutato l’Italicum e sono pronti a dire no alla riforma della Costituzione. Il Presidente del Consiglio deve riuscire ad aggregare saldamente i cosiddetti responsabili, quelli della minoranza che hanno votato la fiducia, per evitare che lo strappo diventi irreparabile.
 
Sul fronte del centro destra il tramonto del berlusconismo lascia un vuoto che per ora nessuno sembra in grado di poter riempire del tutto. Per paradosso potrebbe essere proprio la nuova legge elettorale, che favorisce il bipartitismo, la spinta alla ricomposizione di un’area in via di disgregazione. Nel panorama di crisi del sistema politico, Renzi sembra essere stato l’unico in grado di sfruttare la situazione per smovere l’immobilismo. Il pericolo ora è che il successo sulle riforme non riesca a tradursi nel volano di ripresa economica annunciato e sperato dal Governo.
 
Proprio su questo fronte si è materializzata una grana urgente: il reperimento delle risorse da destinare alle pensioni a causa della sentenza della Corte Costituzionale, che ha bocciato le norme sul blocco delle rivalutazioni. Le stime variano tra i 10 e 16 miliardi di euro. Tra le ipotesi allo studio, un decreto-legge da varare entro maggio per bloccare i ricorsi in arrivo, ovvero la restituzione delle somme con un meccanismo di rateizzazione, spostando l’asticella del blocco della rivalutazione dall’importo oltre tre volte il minimo (circa 1.500 euro lordi al mese, bocciato dalla Corte costituzionale) ad un livello più alto (ad esempio oltre cinque-sei volte), in modo da ridurre le somme da ridare, rimborsando solo gli assegni più bassi. La Commissione europea chiede una quantificazione esatta e una indicazione su come si intende compensare le perdite per assicurare che l’Italia resti nel percorso di miglioramento. Così Renzi, a pochi giorni dalle elezioni regionali, è costretto ad intervenire su una materia sensibile come le pensioni, secondo logiche e tempistiche che non aveva programmato.
 
Intanto i sindacati spingono per modificare la legge Fornero ed aprire un confronto con l’esecutivo, con il sostegno anche della Lega Nord di Salvini, mentre Forza Italia chiede al ministro Padoan di riferire in Parlamento.
 
Alla sentenza della Consulta si potrebbe aggiungere anche la bocciatura della UE del reverse charge esteso alla grande distribuzione. Scatterebbe allora dal 1° luglio l’aumento delle accise, per circa 700 milioni. Ipotesi che il Governo vuole scongiurare.
 
 
 
 
 
 
 ■ DALLE ISTITUZIONI
 

Senato – Ddl 1678 – Direttive appalti: stallo
 
Nessuna novità per il nuovo testo del ddl di recepimento delle direttive europee su appalti pubblici e concessioni. La Commissione lavori pubblici del Senato sta infatti attendendo i pareri delle altre Commissioni, e in particolare della Commissione bilancio sui profili finanziari.
 
 
 
Senato– Ddl 1881 – Commissione inchiesta appalti: esame
 
La Commissione lavori pubblici del Senato ha avviato l’esame del disegno di legge Filippi (PD) ed altri che propone di istituire una Commissione parlamentare di inchiesta, di tipo bicamerale, con l’obiettivo di analizzare il settore degli appalti pubblici e i fenomeni di corruzione e collusione ad essi correlati. Il disegno di legge è stato sottoscritto da oltre cento senatori.
 
La Commissione dovrà verificare: l’applicazione dell’istituto della «concessione in costruzione e gestione» o di «affidamento unitario a contraente generale»; l’applicazione dell’istituto delle varianti in corso d’esecuzione e del sistema della «procedura ristretta» per la scelta ordinaria del contraente, con particolare riguardo al crescente utilizzo di tale istituto; l’applicazione dell’istituto del subappalto e le cause che hanno portato alla crescente frammentazione e alla suddivisione delle opere pubbliche in più lotti nel corso degli ultimi anni; l’applicazione dell’istituto degli «appalti segretati», sottratti alla disciplina dei contratti pubblici; il vigente sistema di attestazione tecnico-organizzativa degli appaltatori, di natura privatistica in quanto effettuata dalle società organismo di attestazione (SOA), e il fenomeno delle continue cessioni di aziende o rami di aziende operanti nel settore allo scopo di far rivivere in nuove società il diritto ad utilizzare tali certificazioni; in relazione alla legittimità degli atti, i casi di inaugurazione di opere pubbliche, ed in particolare di tratti di strada, ponti, gallerie ed altre opere di pubblico utilizzo senza il necessario collaudo statico; le motivazioni sottostanti l’utilizzo di incentivi per l’accelerazione dei lavori in corso per le opere ritenute urgenti; il crescente ricorso delle pubbliche amministrazioni all’esternalizzazione di servizi e, in particolare, al contratto «global service»; i sistemi di collusione tra privati e funzionari pubblici che generano distorsioni nelle gare d’appalto; le cause sottostanti ad una serie di situazioni che inficiano la trasparenza e la correttezza del sistema di aggiudicazione degli appalti, nonché ogni altro elemento utile a comprendere le disfunzioni e le situazioni di illegittimità e i fenomeni della corruzione e della collusione. (S1881)
 
 
 
Senato – Ddl 980 e abb.- Infrastrutture e dibattito pubblico: esame
 
Al Senato la Commissioni riunite ambiente e lavori pubblici hanno avviato l’esame di tre disegni di legge che intendono fissare una disciplina per l’effettuazione di procedure per la consultazione e partecipazione delle comunità territoriali interessate alle decisioni concernenti la localizzazione e realizzazione di infrastrutture e opere pubbliche (cosiddetto “dibattito pubblico”), ispirate in parte all’esperienza del débat public francese. (S980 (Scilipoti (Fi-Pdl) ed altri; S1724 (Cioffi (M5S ed altri); S1845 (Esposito (PD) ed altri).
 
 
 
Camera – Ddl 3012 e abb. – Legge concorrenza: esame
 
Alla Camera si è avviato l’esame dei ddl in materia di concorrenza, tra cui il ddl a firma del Governo (C3012) collegato alla manovra di finanza pubblica
 
Società ingegneria 

L’articolo 31 è una disposizione di interpretazione autentica attraverso la quale il legislatore estende alle società di ingegneria costituite in forma di società di capitali o cooperative la disciplina della legge n. 266 del 1997, che per prima ha consentito l’esercizio della professione in forma societaria. L’intervento normativo consente così di affermare la validità dei contratti conclusi, a decorrere dall’11 agosto 1997, tra le suddette società di ingegneria ed i privati, superando interpretazioni opposte date dalla giurisprudenza. Per risolvere il problema degli appalti privatistici conclusi dalle società di ingegneria prima del 2013, l’articolo 31 riconduce all’entrata in vigore della legge n. 266 del 1997 la possibilità per gli ingegneri di svolgere la professione attraverso la costituzione di società di capitali (società per azioni, in accomandita per azioni e a responsabilità limitata) e società cooperative, facendo conseguentemente salvi i rapporti contrattuali già intercorsi (comma 1). La disposizione abroga dunque il comma 2 dell’articolo 24 della legge n. 266 del 1997, relativo alla necessità di un regolamento di esecuzione per la determinazione dei requisiti per l’esercizio delle attività in forma societaria (comma 2).
 
C3012

 
 
MiSE: Contratti sviluppo- il 10 giugno le domande
 
È stato fissato alle ore 12.00 del 10 giugno 2015 il termine inziale per la presentazione, da parte delle imprese interessate, delle istanze di accesso alle agevolazioni a valere sui Contratti di sviluppo (decreto direttoriale 29 aprile 2015).
 
La nuova normativa dello strumento agevolativo, prevista dal decreto del Ministro dello sviluppo economico del 9 dicembre 2014, ha introdotto evidenti semplificazioni procedurali a vantaggio delle imprese beneficiarie e consente la presentazione di programmi di sviluppo anche nel settore della tutela ambientale. La dotazione finanziaria iniziale dello strumento è di 250 milioni di euro.
 
Vai alla scheda informativa.
 
 
 
 
 
 
 ■ DALLA RETE
 

Legambiente-Inbar: protocollo scuole sostenibili
 
Legambiente e Inbar hanno presentato a Roma un protocollo di intervento che fornisce linee guida e criteri di bioarchitettura per riqualificare gli edifici scolastici.
 
Il lavoro presentato da Legambiente e Inbar Lazio Sez. Roma3 è utile per tre ragioni fondamentali: 1) per il campo di applicazione; 2) per i contenuti dato che il protocollo stabilisce linee guida e criteri che possono essere dei cardini importanti nella riqualificazione sostenibile degli edifici scolastici, sotto il profilo della bioarchitettura. Il protocollo, fondato su un sistema di valutazione multicriterio, mette infatti a disposizione del progettista una griglia di riferimento mediante la quale può misurare l’ecosostenibilità e la biocompatibilità dell’intervento proposto. All’intero progetto viene associato un punteggio complessivo finale, consentendo in tal modo al progettista, fissato un budget per l’investimento, di misurare l’efficacia delle soluzioni proposte in termini di sostenibilità delle prestazioni dell’edificio una volta riqualificato. 3) A dimostrare l’utilità del protocollo è infine il caso pilota della scuola di via Monte Ruggero.
 
 
 
Sintesi linee guida
 
 
 

ANCE: dossier patrimonio abitativo
 
Un dossier del Centro Studi Ance illustra alcune caratteristiche dello stock abitativo in Italia costituito da 31,2 milioni di abitazioni. Il 53,7%, circa 16,5 milioni di abitazioni, ha più di 40 anni; un ulteriore 31% è stato edificato nel ventennio successivo (1971-1990), il 7,4% nel periodo 1991-2000 e il restante 7,9% tra il 2001 e il 2011
 
 
 
ISPRA: Il consumo del suolo in Italia
 
Quasi il 20% della fascia costiera italiana – oltre 500 Km2 – l’equivalente dell’intera costa sarda, è perso ormai irrimediabilmente. E’ stato impermeabilizzato il 19,4% di suolo compreso tra 0-300 metri di distanza dalla costa e quasi e il 16% compreso tra i 300-1000 metri. Spazzati via anche 34.000 ettari all’interno di aree protette, il 9% delle zone a pericolosità idraulica e il 5% delle rive di fiumi e laghi. Il cemento è davvero andato oltre invadendo persino il 2% delle zone considerate non consumabili (montagne, aree a pendenza elevata, zone umide). A mappare lo stivale della “copertura artificiale”, l’ISPRA che, grazie alla cartografia ad altissima risoluzione, nel suo Rapporto sul Consumo di Suolo 2015 – presentato a Milano, nel corso del convegno collaterale all’EXPO2015 “Recuperiamo Terreno” – utilizza nuovi dati, aggiorna i precedenti e completa il quadro nazionale con quelli di regioni, province e comuni, senza trascurare coste, suolo lungo laghi e fiumi e aree a pericolosità idraulica. L’Italia del 2014 perde ancora terreno, anche se più lentamente: le stime portano al 7% la percentuale di suolo direttamente impermeabilizzato (il 158% in più rispetto agli anni ’50) e oltre il 50% il territorio che, anche se non direttamente coinvolto, ne subisce gli impatti devastanti. Rallenta la velocità di consumo, tra il 2008 e il 2013, e viaggia ad una media di 6 – 7 m2 al secondo. Le nuove stime confermano la perdita prevalente di aree agricole coltivate ( 60%), urbane ( 22%) e di terre naturali vegetali e non (19%). Stiamo cementificando anche alcuni tra i terreni più produttivi al mondo, come la Pianura Padana, dove il consumo è salito al 12%. Ancora, in un solo anno, oltre 100.000 persone hanno perso la possibilità di alimentarsi con prodotti di qualità italiani. Sono le periferie e le aree a bassa densità le zone in cui il consumo è cresciuto più velocemente. Le città continuano ad espandersi disordinatamente (sprawl urbano) esponendole sempre di più al rischio idrogeologico. Esistono province, come Catanzaro, dove oltre il 90% del tessuto urbano è a bassa densità. Nella classifica delle regioni “più consumate”, si confermano al primo posto Lombardia e Veneto (intorno al 10%), mentre alla Liguria vanno le maglie nere della copertura di territorio entro i 300 metri dalla costa (40%), della percentuale di suolo consumato entro i 150 metri dai corpi idrici e quella delle aree a pericolosità idraulica, ormai impermeabilizzate (il 30%). Tra le zone a rischio idraulico è invece l’Emilia Romagna, con oltre 100.000 ettari, a detenere il primato in termini di superfici. Monza e Brianza, ai vertici delle province più cementificate, raggiunge il 35%, mentre i comuni delle province di Napoli, Caserta, Milano e Torino oltrepassano il 50%, raggiungendo anche il 60%. Il record assoluto, con l’85% di suolo sigillato, va al piccolo comune di Casavatore nel napoletano. Fino al 2013, il valore pro-capite ha segnato un progressivo aumento, passando dai 167 m2 del 1950 per ogni italiano, a quasi 350 m 2 nel 2013. Le stime del 2014 mostrano una lieve diminuzione, principalmente dovuta alla crescita demografica, arrivando a un valore pro-capite di 345 m2 . Le strade rimangono una delle principali causa di degrado del suolo, rappresentando nel 2013 circa il 40% del totale del territorio consumato (strade in aree agricole il 22,9%, urbane 10,6%, il 6,5% in aree ad alta valenza ambientale). L’ISPRA ha anche effettuato una prima stima della variazione dello stock di carbonio, dovuta al consumo di suolo. In 5 anni (2008-2013), sono state emesse 5 milioni di tonnellate di carbonio, un rilascio pari allo 0,22% dell’intero stock immagazzinato nel suolo e nella biomassa vegetale nel 2008. Senza considerare gli effetti della dispersione insediativa, che provoca un ulteriore aumento delle emissioni di carbonio (sotto forma di CO2), dovuto all’inevitabile dipendenza dai mezzi di trasporto, in particolare dalle autovetture. Tutti i numeri dell’“Italia artificiale” sono disponibili in formato open data all’indirizzo www.consumosuolo.isprambiente.it
 
Comunicato stampa
 
Il consumo di suolo in Italia – Tabelle principali
 
Il consumo di suolo in Italia – Tabelle Comuni, Province, Regioni
 
Il consumo di suolo in Italia – Edizione 2015
 
 
 
ANCE: Building day
 
Governo e Parlamento sostengono il Piano di 5mila cantieri, frutto della ricognizione dell’Ance su tutto il territorio nazionale, lanciato dal Presidente, Paolo Buzzetti, nel corso del Building day, organizzato dall’Associazione nazionale costruttori assieme a tutta la filiera del settore (Cna costruzioni, Anaepa Confartigianato, Aci – Produzione lavoro e Federcostruzioni).
 
Un Piano di opere utili in grado di produrre in tempi brevi 165mila posti di lavoro, favorire un giro d’affari per 32 miliardi e destinate a migliorare la sicurezza e la qualità della vita dei cittadini, visto che riguardano per la gran parte la manutenzione di scuole e strade, il dissesto idrogeologico e la riqualificazione di città e periferie.
 
“Sono anni che siamo immobili – ha sottolineato Buzzetti – ora le condizioni ci sono tutte ma bisogna fare in fretta”. .Anche in termini di regole, ha detto il presidente dell’Ance, sarebbe opportuno anticipare con un decreto legge, in attesa del recepimento delle direttive Ue, alcune misure urgenti per realizzare i progetti in tempi certi, costi adeguati e con metodi trasparenti.
 
E proprio sulle norme è intervenuto il viceministro delle Infrastrutture, Riccardo Nencini, che ha sottolineato come il nuovo Codice degli appalti, che approderà in aula in Parlamento a metà maggio, recepisca già molte delle indicazioni dell’Associazione: “Uno degli effetti del Codice – ha chiarito inoltre Nencini – è il superamento della legge Obiettivo, perché le ragioni su cui si basava non sono state raggiunte”. “Faremo nostro il Piano di opere proposto dall’Ance”, ha sottolineato nel suo intervento Erasmo D’Angelis, responsabile della struttura di missione contro il dissesto idrogeologico, che, sottolineando la concretezza del lavoro di ricognizione dei costruttori, ha aggiunto: “risorse e piani ci sono, corriamo”. Leggi tutto
 
Scheda stampa 

performance bond 

Sintesi slide Opere cantierabili 29 aprile 

Decalogo Legalita e Trasparenza 

slide Opere cantierabili complete 

 
 
 
 
Manifesto #ibuoniappalti
 
Il Facility Management per la gestione e la valorizzazione dei patrimoni immobiliari e urbani delle PA (manutenzione, pulizia, igiene ambientale, energia, security, logistica, ecc.) rappresenta un settore economico in continua e costante crescita (+10,4% nel solo 2012), un settore vivo con un tasso di natalità nel 2012 del +2,6% (a fronte di un +0,6% del totale delle imprese), con un impatto enorme in termini occupazionali (2,5 milioni di occupati). Il recepimento delle Direttive europee sui contratti di appalti pubblici e concessioni e la redazione del nuovo Codice degli appalti prevista dal DDL 1678 offre l’occasione per cambiare le regole del gioco, introducendo specifiche norme per gli appalti di servizi e forniture che rispondano a esigenze non più rinviabili: la semplificazione delle norme, il contrasto al massimo ribasso in favore dell’offerta economicamente più vantaggiosa (con un maggior riconoscimento della qualità rispetto al mero prezzo) e la riduzione dei costi per le imprese nelle procedure di gara. È quello che chiedono le principali imprese del settore del Facility Management che hanno appena lanciato un “Manifesto per i buoni appalti” con 9 proposte concrete per restituire al settore degli appalti pubblici trasparenza, legalità, qualità del servizio reso e rispetto dei lavoratori. Il Manifesto è stato redatto dalle sei principali associazioni del Facility Management Afidamp, Anip FISE, Assistal, Federlavoro servizi-Confcooperative, Fnip, Legacoop Servizi, con il supporto tecnico e scientifico di Patrimoni PA net, il laboratorio TEROTEC & FORUM PA. Il documento risponde all’invito del Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone, che ha chiesto alle imprese di “contribuire” al miglioramento del sistema normativo relativo agli appalti.
 
Manifesto del mercato dei servizi per i patrimoni immobiliari e urbani pubblici
 


Patrimonio PA: bando Premio Best Practice Patrimoni Pubblici 2015
 
Pubblicato il bando dell’edizione 2015 del Premio Best Practice Patrimoni Pubblici, promosso da PATRIMONI PA net – il laboratorio FORUM PA & TEROTEC – nell’ambito del 9° Forum Nazionale sui Patrimoni Immobiliari Urbani Territoriali Pubblici in programma il 28 maggio a FORUM PA 2015, al fine di segnalare le esperienze ed i progetti più innovativi promossi e sviluppati in partnership tra Enti Pubblici ed Imprese Private per la gestione e la valorizzazione dei patrimoni immobiliari, urbani e territoriali di proprietà pubblica o di interesse pubblico.
 
Tutti gli Enti Pubblici che intendono presentare le proprie esperienze di gestione e/o valorizzazione di patrimoni immobiliari, urbani e territoriali hanno tempo fino all’11 maggio 2015 per inviare la documentazione richiesta all’indirizzo mailmailto:patrimonipanet@forumpa.it.
 
L’obiettivo di fondo del premio è favorire la promozione e la diffusione di una nuova cultura e prassi manageriale settoriale tra gli operatori pubblici(Amministrazioni Pubbliche centrali e locali ed Enti di Interesse Pubblico) e gli operatori privati (Imprese di servizi integrati di Property, Facility & Energy Management, di Global Service, di costruzioni, di finanza e gestione immobiliare, ecc.), al fine di stimolare lo studio, la sperimentazione e l’adozione di nuovi e più adeguati processi, modelli, strumenti e servizi di “governance” dei patrimoni intesi come “risorse pubbliche strategiche”.
 
Il Bando e i suoi allegati sono disponibili a questo link.
 
 
 
Confedilizia: catasto e declassamento immobili
 
Non vi è necessità di ricorrere a categorie definite a fini peculiari per dare concretezza alla facoltà del contribuente di ottenere l’aggiornamento (rebus sic stantibus) delle valutazioni degli enti immobiliari ai fini catastali. Leggi tutto
 
 
 
CdR-OCSE: consultazione infrastrutture
 
Investire nelle infrastrutture è un presupposto indispensabile per la crescita e lo sviluppo, e una componente essenziale della strategia per uscire dalla crisi economica. Il ruolo degli enti locali e regionali in tale ambito è fondamentale. Tuttavia, essi incontrano spesso difficoltà nel mobilitare finanziamenti congrui e nel garantire una gestione efficace degli investimenti a causa della mancanza di adeguata capacità amministrativa.
 
Il Comitato delle regioni (CdR) invita gli enti locali e regionali a condividere le loro esperienze e opinioni su questo tema partecipando a un’indagine online, realizzata in collaborazione con l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE). I risultati di questa consultazione saranno presentati a forum di responsabili politici ad alto livello e a diverse istituzioni, in particolare l’UE, l’OCSE e il G20.
 
La consultazione è aperta fino al 29 maggio 2015.
 
È possibile rispondere alle domande nella lingua di propria scelta (cfr. le opzioni indicate di seguito). Nella prima parte del questionario sono disponibili maggiori informazioni sullo scopo dell’indagine e sull’impiego dei relativi risultati. I risultati dell’indagine saranno inviati a tutti i partecipanti.
 
Questionario IT
 
 
 
Legambiente-Terna: accordo infrastrutture elettriche-territorio
 
E’ stato firmato il 24 aprile da Vittorio Cogliati Dezza, Presidente di Legambiente e Catia Bastioli, Presidente di Terna, la società responsabile dello sviluppo della rete elettrica di trasmissione nazionale, un Protocollo d’Intesa per promuovere tutte le iniziative necessarie a diffondere e accrescere la cultura della sostenibilità in campo energetico. Grazie a questo accordo viene posta un’attenzione ancora maggiore all’integrazione territoriale e ambientale nei piani di sviluppo della rete elettrica. Il nuovo accordo, che rinnova la collaborazione avviata tra le parti con il Protocollo firmato nel 2011, e che sarà valido per tutto il 2016, nasce dalla necessità che lo sviluppo della produzione da fonti rinnovabili sia sempre più integrato con il potenziamento del sistema elettrico, in un’ottica di sostenibilità ambientale e di rispetto del territorio.
 
Nello specifico, il Protocollo d’Intesa individua due ambiti di attività. Il primo ha l’obiettivo di ottimizzare l’integrazione ambientale e territoriale delle opere elettriche previste nel Piano di Sviluppo della Rete che Terna redige annualmente, in collaborazione con Legambiente, attraverso un confronto sulla valutazione di sostenibilità ambientale dei progetti. Il secondo ambito prevede invece attività di comunicazione, confronto pubblico e informazione sulla compatibilità ambientale e i benefici derivanti dall’utilizzo delle energie rinnovabili e dei sistemi di accumulo. La straordinaria crescita delle fonti rinnovabili avvenuta nel nostro Paese, che hanno garantito oltre il 38% dei consumi nel 2014, e gli obiettivi europei su energia e clima al 2030, pongono infatti nuove sfide che riguardano sia gli impianti che le reti, rispetto alle quali è necessario promuovere un confronto scientifico e un approccio collaborativo anche a livello locale.
 
Terna intende così rafforzare un percorso, che ha già intrapreso da anni, in favore della tutela dell’ambiente: una scelta che si è tradotta nell’eliminazione di 1.700 vecchi tralicci che ha permesso di recuperare un’area pari a 2.400 campi di calcio, nell’installazione di 800 sostegni monostelo di nuova generazione a ridotto impatto visivo e ingombro al suolo, e la realizzazione di linee elettriche eco-sostenibili, con accorgimenti ambientali quali il mascheramento o la mitigazione delle infrastrutture.
 
 
 
CNI: concorso Scintille
 
Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri dà il via all’edizione 2015 del concorso Scintille. Quest’anno il CNI si avvarrà della collaborazione del CERN, della Rete delle Professioni Tecniche, di Digital Champion e di altri enti e associazioni che stanno definendo la loro partecipazione.
 
A partire da questa edizione, il format Scintille prevede, unitamente al concorso, il lancio all’interno del sito www.cniscintille.it del blog su innovazione e ingegneria, con una redazione dedicata che sarà estesa al network dell’ingegneria italiana ed europea.
 
La scadenza del concorso è prevista il 21/08/2015.
 
Tutte le informazioni sul concorso 2015 sono disponibili sul sito www.cniscintille.it
 
 
 
 
 
Albo gestori ambientali: chiarimenti disponibilità veicoli
 
Con la Circolare n. 345 del 30 aprile 2015 il Comitato nazionale, ad integrazione dei contenuti della propria Circolare n. 995 del 9 settembre 2013, fornisce ulteriori indicazioni in merito alla disponibilità dei veicoli ai fini dell’iscrizione all’Albo.
 
 
 
5° salone Giustizia: il punto sulle professioni
 
In una sala gremita da geometri, architetti, agronomi e forestali, chimici, geologi, ingegneri, periti agrari, periti industriali e tecnologi alimentari, il Ministro della Giustizia Andrea Orlando parla esplicitamente: “Il confronto con le categorie professionali non è una concessione, ma un elemento determinante per la qualità normativa”. A ciò segue l’impegno garantito e sottolineato più volte dal Responsabile del dicastero: “Proseguire il dialogo con i tavolo tecnici avviati, per evitare provvedimenti scritti che non tengono conto dell’impatto che possono avere su ciò che devono regolamentare”. Infine: “Il documento di proposta presentato dalla Rete delle Professioni Tecniche introduce spunti ampiamente condivisibili”.
 
Pieno appoggio, dunque, al documento che si basa su capitoli fondamentali per la vita degli ordini professionali. Le regole sui procedimenti elettorali, per esempio, sono ancorate a norme obsolete; i regolamenti sui tirocini e sulla formazione professionale non sono uniformi da una categoria all’altra, fino ad arrivare alla riorganizzazione territoriale conseguente al processo di abolizione delle Province.
 
Successivamente, fra i vari argomenti trattati anche il tema delle tariffe giudiziarie e, quindi, dall’attività svolta dai tecnici, dal ctu, dal perito, dall’esperto e dall’ausiliario per il Giudice, interviene il Presidente del Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati, Maurizio Savoncelli che, per conto della Rete delle Professioni Tecniche, ha avviato un apposito tavolo di lavoro. Un’iniziativa condotta fin dallo scorso autunno, ora al vaglio dell’Ufficio Legislativo del Ministero di Giustizia. “Le proposte sono due, entrambe prevedono l’aggiornamento ISTAT, che risale al 2002 e l’adeguamento tabellare fermo al 1983. Sempre in entrambe le ipotesi, viene introdotto il concetto di residualità delle vacazioni, con l’obbligo di utilizzo per analogia delle tabelle. Per le ipotesi indirizzate verso l’adeguamento della tariffa, sono state avanzate anche altre richieste”.
 
Si parla anche di revisione dei codici deontologici e di un intervento che attribuisca ai consigli nazionali la potestà esclusiva della materia. Con le sue parole, Armando Zambrano, Coordinatore della Rete delle Professioni Tecniche e Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, ricorda: “Gli ordini professionali hanno il compito di vigilare sulla qualità e sulla competenza del professionista, che rappresenta una sicurezza e una certezza per il cliente, per il cittadino e per il mercato. E, in tal senso, la Rete delle Professioni Tecniche ci ha offerto una grande opportunità, perché così ha maggiore ascolto la nostra voce, che come un coro si leva oggi nella direzione auspicata del completamento della riforma. Un risultato che, in un momento come questo, in cui le categorie sono messe in ginocchio dalla crisi, sarebbe doppiamente importante raggiungere”.
 
“Siamo gli unici che ancora esprimono il proprio voto con il suffragio universale – afferma Gianvito Graziano, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, che punta il dito su uno dei più attesi punti della riforma – a ciò si aggiunge la totale inadeguatezza delle procedure, che si basano sulla trasmissione via fax. Non solo. Analogamente anacronistica è la rielezione degli Ordini e dei Consigli regolate dagli Ordini Provinciali”.
 
Giampiero Giovannetti, Presidente del Consiglio Nazionale dei Periti Industriali, interviene nel dibattito parlando delle STP, Società Tra Professionisti, e ponendo l’accento sulle criticità relative all’iscrizione all’Albo, alla fiscalità dei redditi dei singoli professionisti ma, senza esitazione, introduce un altro tema che sostiene con forza: “Abbiamo chiesto al Ministro Andrea Orlando anche l’istituzione di un nuovo tavolo di confronto perché riteniamo che siano urgenti ulteriori interventi normativi per le singole professioni. In particolare, sosteniamo l’urgenza dei cambiamenti finalizzati allo snellimento degli Ordini e delle loro procedure, al fine di essere più vicini alle esigenze degli iscritti”.
 
Fra le norme lasciate scoperte dalla riforma Severino, quella sull’assicurazione divenuta obbligatoria per i professionisti ma non per le compagnie assicurative, sulla quale interviene  Rosanna Zari, Vice Presidente del Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali, che pone in evidenza l’importanza del requisito assicurativo per il tecnico e l’importante sinergia avviata con la Rete delle Professioni Tecniche “che ci pone finalmente un passo avanti, corrispondendo perfettamente alle nostre esigenze, senza trascurare la convenienza di ottenere un costo migliorativo”.
 
All’appuntamento, fra gli altri, anche il Vice Presidente Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati, Antonio Benvenuti, che interviene sui provvedimenti disciplinari, e poi il Vice Presidente del Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Tecnologi Alimentari, Sabrina De Camillis, il Consigliere del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, Massimo Gallione.
 
articolo su ItaliaOggi
 
 
 
 
 
Politecnico Milano: digitalizzazione studi professionali
 
L’Osservatorio ICT & Professionisti della School of Management del Politecnico di Milano ha effettuato un’indagine relativa al grado di digitalizzazione degli studi professionali delle cosiddette professioni giuridiche di impresa (avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro). La ricerca ha mostrato che seppur sia stato registrato un aumento rispetto allo scorso anno, il valore degli investimenti in innovazione risulta ancora troppo limitato all’interno degli Studi professionali e spinto quasi esclusivamente dalla necessità di far fronte ai vincoli imposti dalle recenti normative.
 
Infografica
 
 
 
Consulenti lavoro: POS, no sanzioni per professionisti
 
Il ddl n.1747, che prevedeva sanzioni per chi non rispettava l’obbligo del Pos per pagamenti superiori ai 30 euro, è ora al vaglio della Commissione finanze del Senato e sta per essere ritirato per provvedere ad un ampio confronto con tutte le categorie di professionisti interessati per una nuova riscrittura del testo di legge. Si concretizza quello che i Consulenti del Lavoro avevano denunciato più volte per l’aumento di costi e oneri causati dall’obbligo, oltre all’evidente mancanza di coperture. “È necessario invertire assolutamente il rapporto”, ha commentato su Italia Oggi il Presidente della Fondazione Studi Rosario De Luca. “Invece di penalizzare e perseguitare i professionisti che hanno modernizzato tutta la P.A. e continuano giornalmente a sostituirsi alle inefficienze della macchina pubblica, è necessario incentivarli. Gli oneri legati a questi adempimenti non devono ricadere né sui cittadini, né sui professionisti”.
 
 
 
CNF: ANAC e ordini professionali
 
L’Ufficio studi del Consiglio nazionale Forense ha dedicato un Dossier all’approfondimento del rapporto tra l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) e gli Ordini professionali, particolarmente in relazione all’applicabilità della legge 190/2012 e dei decreti delegati 33/2013 e 39/2013 in materia di prevenzione della corruzione, trasparenza ed integrità, nonché di incompatibilità ed inconferibilità degli incarichi.
 
Il dossier analizza gli adempimenti a carico degli Ordini e dei Collegi professionali, in conseguenza della delibera ANAC 145/2012, con la quale si ritiene applicabile anche agli Ordini professionali la normativa in materia di prevenzione della corruzione di cui alla legge 190/2012 e ai decreti delegati. Tra gli obblighi, in particolare, sono segnalati  ed esaminati la nomina del Responsabile della prevenzione della corruzione, la predisposizione di un Piano triennale di prevenzione della corruzione, il rispetto degli obblighi di trasparenza e l’applicabilità del Codice di comportamento dei dipendenti pubblici.
 
Dossier 4/2015 – Autorità Nazionale Anticorruzione e Ordini professionali
 
 
 
 
 
Fondo garanzia Microcredito: scheda tecnica
 
Il Gestore del Fondo di Garanzia per le PMI, in attesa della piena operatività delle operazioni di Microcredito che avverrà con la pubblicazione in G.U. del Decreto del MiSE del 18 marzo 2015 e con l’emanazione della circolare operativa, ha pubblicato una scheda tecnica esplicativa delle relative operazioni.
 
 
 
Agenzia Entrate: cartelle pagate tardi, diminuiscono interessi di mora
 
Scende dal 5,14 al 4,88% la misura del tasso di interesse da applicare nelle ipotesi di ritardato pagamento dei ruoli. Il saggio più basso entra in vigore il prossimo 15 maggio. A disporlo, sulla base della stima effettuata dalla Banca d’Italia con riferimento alla media dei tassi bancari attivi del 2014, il provvedimento del 30 aprile 2015.
 
Fisco Oggi: Sulle cartelle pagate in ritardo diminuiscono gli interessi di mora
 
 

Sintesi di monitoraggio legislativo del 16 gennaio 2015

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Gennaio 2015

 

 

 

 

16 gennaio

  • NOTA POLITICA

 

Il Semestre europeo a presidenza italiana si chiude con un piccolo successo del Premier Renzi. La Commissione europea ha approvato le nuove linee guida da utilizzare nell’applicazione del Patto di Stabilità: si prevede maggiore flessibilità per i conti dei paesi che attuano riforme volte a rilanciare la crescita. Per l’Italia nel 2015 si calcolano investimenti fuori dal deficit per 3,5 miliardi di euro.

La stessa data del 13 gennaio segna però l’avvio della sfida più difficile per il Governo in carica, vale a dire l’elezione del nuovo Capo dello Stato. Dimessosi Napolitano, la Presidente Boldrini ha già fissato per il 29 gennaio la prima convocazione del Parlamento in seduta comune; questo lasso di tempo servirà alla nomina dei grandi elettori da parte dei Consigli regionali (3 per ogni regione e 1 per la Valle d’Aosta) ma soprattutto a tessere gli accordi per arrivare, questo l’auspicio di Renzi, ad un risultato già al quarto scrutinio. La seduta del 15 gennaio della direzione PD dovrebbe dunque servire a fare il punto sul metodo da seguire per costruire la candidatura del nuovo Presidente nonché sul percorso delle riforme. Le due questioni sono infatti strettamente intrecciate, in uno scenario politico sempre più frastagliato e diviso. La previsione di arrivare ad un voto finale per la riforma costituzionale alla Camera e per la legge elettorale al Senato entro la fine gennaio sembra sempre più improbabile. Alla Camera l’accordo tra PD e Forza Italia sulla riforma del Senato ha finora permesso di portare avanti le votazioni, che ora però potrebbero rallentare per permettere le riunioni dei gruppi parlamentari in vista dell’elezione del Capo dello Stato, come richiedono le opposizioni e parte di Forza Italia

Al Senato invece è proprio il cosiddetto Patto del Nazareno sui nomi bloccati dei capilista che costituisce il nodo da superare. La minoranza del PD sta spingendo per introdurre le preferenze per almeno due terzi dei candidati, punto sul quale si sta cercando una mediazione, anche all’interno di Forza Italia, che però appare sempre più divisa.

Al nuovo Capo dello Stato si può arrivare solo sommando i voti del PD con quelli di Forza Italia e del mondo centrista, a meno di non avviare un percorso con il Movimento 5 Stelle, che in ogni caso dovrà decidere cosa fare della sua forza parlamentare al momento delle votazioni.

Rimane poi il nodo del decreto fiscale approvato la vigilia di Natale (c.d. salva Berlusconi), che Renzi a rinviato al 20 febbraio ma che potrebbe costituire un elemento importante nelle trattative con Forza Italia.

 

 

 

 

 

  • DALLE ISTITUZIONI

 

Legge Stabilità 2015: le norme in vigore

È in vigore dal 1° gennaio 2015 la legge 23 dicembre 2014, n. 190 “Legge Stabilità 2015”.

 

Agenzia entrate: Determinazione del reddito a forfait, moltiplicando i ricavi/compensi per un coefficiente diverso a seconda dell’attività svolta, e applicazione di un’imposta sostitutiva al 15%. Questi i cardini del nuovo regime agevolato per imprenditori, professionisti e artisti “di dimensioni ridotte”, al debutto nel 2015 (art. 1, co. 54-89 legge stabilità 2015). Professionisti e imprenditori che aprono la partita Iva nel 2015 potranno scegliere di applicare la tassazione forfetaria direttamente nella dichiarazione di inizio attività. Per aderire al nuovo regime per i “piccoli” contribuenti, a chi apre la partita Iva, in attesa del modello aggiornato, basta barrare, nella dichiarazione di inizio attività, la casella riservata al precedente regime riservato all’imprenditoria giovanile e ai lavoratori in mobilità. A chiarirlo un comunicato stampa dell’Agenzia delle Entrate.

Il nuovo regime dei “minimi” non cambia modello, per ora

Legge di stabilità per il 2015: cosa c’è per imprese e società

bonus Irpef e le detrazioni per chi fa lavori in casa

ravvedimento operoso

Legge di stabilità per il 2015: cosa c’è per le persone fisiche

 

 

Milleproroghe 2014: d.l. n. 192/2014

È in vigore il decreto-legge 31 dicembre 2014, n. 192 recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative .(GU n. 302 del 31.12.2014)

Tra i temi dei 15 articoli:

 

Senato – Ddl 1678 – Direttive appalti: esame

È stato avviato dalla Commissione lavori pubblici del Senato l’esame del disegno di legge di delega al Governo per l’attuazione della direttiva 2014/23/UE sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, della direttiva 2014/24/UE sugli appalti pubblici e della direttiva 2014/25/UE sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori speciali (acqua, energia, trasporti e servizi postali). In corso un ciclo di audizioni.

La delega prevede la redazione di un unico testo normativo denominato “Codice degli appalti pubblici e delle concessioni”, che conterrà le disposizioni legislative in materia di appalti pubblici e concessioni delle tre direttive. Conseguentemente, si stabilisce l’espressa abrogazione delle disposizioni dell’attuale Codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.

Gli altri principi e criteri specifici della delega:

  • divieto di introdurre o di mantenere negli atti di recepimento livelli di regolazione superiori a quelli minimi richiesti dalle direttive;
  • razionalizzazione del quadro normativo in materia di appalti pubblici e di concessioni;
  • semplificazione e armonizzazione delle medesime disposizioni, anche attraverso la promozione di soluzioni innovative. Si richiama in particolare la finalità dello sviluppo delle infrastrutture e degli insediamenti produttivi strategici di preminente interesse nazionale, nonché degli interventi in materia di mitigazione del rischio idrogeologico;
  • trasparenza e pubblicità delle procedure di gara e delle fasi ad essa prodromiche e successive;
  • riduzione degli oneri documentali a carico dei soggetti partecipanti e la semplificazione delle procedure di verifica da parte delle stazioni appaltanti;
  • relativamente alla spesa per le stazioni appaltanti, razionalizzazione delle procedure (secondo criteri di qualità, efficienza e professionalizzazione delle stazioni appaltanti), contenimento dei tempi e piena verificabilità dei flussi finanziari, anche attraverso adeguate forme di centralizzazione delle committenze e di riduzione del numero delle stazioni appaltanti nonché misure per contenere il ricorso a variazioni progettuali in corso d’opera;
  • razionalizzazione ed estensione delle forme di partenariato pubblico privato, incentivandone l’utilizzo;
  • revisione del vigente sistema di qualificazione degli operatori economici, in base a criteri di omogeneità e trasparenza e anche introducendo misure di premialità legate a criteri «reputazionali» basati su parametri oggettivi e misurabili e sull’accertamento del rispetto dei contratti eseguiti;
  • razionalizzazione dei metodi di risoluzione delle controversie alternativi al rimedio giurisdizionale, anche in materia di esecuzione del contratto;
  • per le piccole e medie imprese e le imprese di nuova costituzione, miglioramento delle condizioni di accesso al mercato degli appalti pubblici e delle concessioni;
  • disciplina organica delle concessioni e individuazione, per le procedure di affidamento, di modalità volte a garantire i livelli minimi di concorrenzialità, trasparenza e parità di trattamento richiesti dalla normativa europea;
  • trasparenza nella eventuale partecipazione dei portatori qualificati di interessi ai processi decisionali finalizzati alla programmazione e all’aggiudicazione di appalti pubblici e concessioni.

 

 

Funzione pubblica: moduli CIL e CILA

In anticipo sulla tabella di marcia, la Conferenza unificata ha approvato i modelli unici semplificati per la comunicazione di inizio lavori (CIL) e la comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA) per gli interventi di edilizia libera.

Comuni e regioni hanno tempo fino al 16 febbraio per adeguare la modulistica in uso ai nuovi moduli unificati e semplificati.

Modulo CIL 

Modulo CILA  

 

Agenzia Entrate: responsabilità solidale appalti

Eliminata al responsabilità solidale negli appalti. Lo ribadisce l’Agenzia delle Entrate, che con la circolare n. 31/2014. ha spiegato le novità introdotte dal Decreto legislativo sulle Semplificazioni fiscali (Dlgs 175/2014).

Il decreto ha abrogato l’articolo 35, commi 28, 28-bis e 28-ter del Decreto Bersani (DL 223/2006) in base al quale, negli appalti di opere e servizi, l’appaltatore era obbligato, in solido con il subappaltatore, al versamento all’erario delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente dovute dal subappaltatore in relazione alle prestazioni effettuate nell’ambito del rapporto di subappalto. Fino ad ora era prevista una sanzione da 5 mila a 200 mila euro a carico del committente, che pagava il corrispettivo all’appaltatore senza che avesse ottenuto una idonea documentazione sulla correttezza dei versamenti all’erario da parte dell’appaltatore e del subappaltatore.

Si trattava, però, di una complicazione perché nell’incertezza della prova, molti committenti o appaltatori sospendevano i pagamenti, aggravando di fatto la situazione delle imprese, già gravate dalla crisi e dalla mancanza di liquidità.

Fisco Oggi: Decreto semplificazioni ai raggi X: dall’Agenzia le istruzioni per l’uso

 

Politiche UE: guida qualifiche professionali

Il Dipartimento Politiche Europee ha realizzato una Guida all’utente sulla Direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali per facilitare la comprensione delle norme che regolano il sistema della libera circolazione dei professionisti nell’Unione Europea.

 

  • DALLA RETE

 

ANAC: Regolamento di vigilanza e ispezioni nei contratti pubblici

Pubblicato il nuovo regolamento di vigilanza in materia di contratti pubblici in vigore dal 30 dicembre 2014. Come specificato dall’Autorità medesima, il regolamento è l’espressione della nuova visione della funzione di vigilanza ed è coerente con la nuova organizzazione che ha incardinato la programmazione strategica ed il coordinamento delle funzioni ispettive nelle strutture di Presidenza.

La semplificazione, la responsabilizzazione dei dirigenti e dei funzionari dell’Autorità, insieme alla previsione che consente, per la prima volta, di sanzionare le stazioni appaltanti che non provvedono a fornire tempestivamente le informazioni richieste nell’atto di vigilanza sono solo alcune delle novità di maggiore rilievo che sono state introdotte nel nuovo Regolamento. (GU n. 300 del 29.12.2014)

 

 

ANAC: Adempimenti leggi anticorruzione stazioni appaltanti

Per adempiere agli obblighi previsti dell’art.1 comma 32 Legge 190/2012 per l’anno 2015, l’Autorità comunica che rimangono invariate le indicazioni operative date in precedenza nella Deliberazione n. 26 del 22 maggio 2013, nel Comunicato del Presidente del 22 maggio 2013, nel Comunicato del Presidente del 13 giugno 2013 e nella documentazione pubblicata sul sito dell’Autorità.

A riguardo, si ricorda che le Stazioni Appaltanti devono provvedere a:

  1. Trasmettere all’Autorità, entro il 31 gennaio 2015, solo mediante Posta Elettronica Certificata all’indirizzo comunicazioni@pec.avcp.it, un messaggio di PEC attestante l’avvenuto adempimento. Tale messaggio PEC deve riportare obbligatoriamente, nell’apposito modulo PDF allegato (si deve utilizzare esclusivamente la versione del modulo aggiornata),  il codice fiscale della Stazione Appaltante e l’URL di pubblicazione delle informazioni di cui all’articolo 3 in formato digitale standard aperto;
  2. Pubblicare sul proprio sito web istituzionale le informazioni di cui all’articolo 3 della Deliberazione n.26 del 22 maggio 2013 secondo la struttura e le modalità definite dall’Autorità (vedi specifiche tecniche per la pubblicazione dei dati aggiornate).

Tutte le informazioni aggiornate sono disponibili nel servizio:

Adempimento Legge 190/2012 art. 1 comma 32.

 

ITACA: Opere incompiute – un bilancio

Sono 693 le opere incompiute in Italia, per le quali sono stati già spesi oltre 3 miliardi di euro e per il cui completamento serve 1,5 miliardi di euro: si va da scuole e asili nido a strade, da loculi cimiteriali alle Vele di Calatrava a Tor Vergata. È questo il risultato a cui si arriva sommando i dati dell’anagrafe istituita presso il ministero delle Infrastrutture e Trasporti che ha cominciato a censire dai primi mesi del 2012 le opere avviate e non concluse. Si tratta però di numeri che crescono a vista d’occhio: se al primo censimento dell’ottobre del 2013, gli interventi al palo erano 593, a fine 2014 questi sono lievitati a ben 693 mentre, intanto, alcune di esse hanno perso la loro utilità rispetto alle finalità per le quali erano state concepite. E’ stato il viceministro delle Infrastrutture e Trasporti, Riccardo Nencini, a fare il punto su questo tema nel suo intervento al convegno dal titolo “Opere incompiute: quale futuro?”, organizzato dallo stesso ministero Mit, dall’istituto Itaca e dalla Conferenza delle Regioni e Province autonome. Un convegno che si è svolto in un luogo simbolo: il Centro dello Sport a Tor Vergata, noto come le ‘Vele di Calatrava’. Opera incompiuta per eccellenza. Il progetto dell’architetto spagnolo Santiago Calatrava avviato nel 2005 per realizzare un cento sportivo polifunzionale in vista dei mondiali di nuoto del 2009, presso l’area dell’università di Tor Vergata, si è da tempo arenato. Il numero di opere incompiute – ha detto Nencini – è destinato a crescere mensilmente se si considera una certa ritrosia degli enti locali a fornire questi dati. Le opere incompiute risultano, a fine 2014, 692 alle quali aggiungiamo ora anche le Vele di Calatrava”. “Tre miliardi sono stati già spesi e per completarle servono 1,5 miliardi: ci sono opere che devono essere concluse il più rapidamente possibile, altre, invece, che – ha riconosciuto Nencini – in corso d’opera hanno perso la loro finalità iniziale a fronte di un mutato contesto”.

E’ allora fondamentale “aprire una stagione nuova, una stagione di interventi di qualità, selezionati attraverso concorsi di progettazione e che abbiamo come obiettivo quello della riduzione progressiva del suolo consumato, per arrivare a zero nei prossimi trenta anni. Il destino delle opere incompiute, a meno che non siano così importanti da dover essere concluse o degli eco-mostri da dover essere abbattuti, sta nel loro riuso e nella loro trasformazione”. Così Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti. L’auspicio è “che il nuovo Codice degli appalti eviti gli errori che hanno consentito lo svilupparsi del fenomeno, tipicamente italiano, delle opere pubbliche incompiute. La strada da percorrere è quella del ricorso alle procedure concorsuali, le sole che possono garantire architetture di qualità; della condivisione dei progetti con le comunità; di una seria programmazione che metta a sistema le potenzialità economiche e le risorse disponibili. Tutto ciò potrà evitare scelte che scelte politiche sbagliate, troppo spesso dettate dai favoritismi, provochino ritardi e contenziosi, accrescendo sprechi di risorse sul piano ambientale, economico e sociale”.

Un esempio è sotto gli occhi di tutti, conclude Freyrie: “il recente progetto di trasformazione in area green e in una piazza del viadotto dei Presidenti al Nuovo Salario a Roma, uno degli interventi proposti dal gruppo di giovani architetti ‘G124′ di Renzo Piano per rammendare le periferie delle nostre città”. Il ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture sta comunque valutando un bonus fiscale a favore delle imprese che prendano in carico le opere infrastrutturali incompiute per terminarle. Lo ha rivelato il viceministro, Riccardo Nencini, precisando però che su questo si dovrà discutere con il ministero del Tesoro. “Stiamo pensando – ha detto Nencini – a bonus fiscali, sia alle imprese che volessero ereditare le opere incompiute sia agli enti locali che adottassero provvedimenti per favorire tale soluzione. Con il ministero del Tesoro dovremo lavorare per questo”. “Non escludo – ha concluso il viceministro – la possibilità di revisione di natura urbanistica delle opere incompiute” nel senso di un cambio di destinazione dunque che possa costituire un incentivo per i privati.

 

Sintesi di monitoraggio legislativo dell’8 Maggio 2015

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Maggio 2015
 

  • NOTA POLITICA

Dopo il voto di fiducia, il Premier Renzi ha vinto la battaglia sulla legge elettorale. Che segna un vero e proprio spartiacque nella legislatura e un precedente nella storia parlamentare: approvata senza l’appoggio dell’intera maggioranza ha creato una frattura che ora pone il problema di ricostituire gli equilibri e di arginare la reazione della minoranza. Renzi ha già offerto a Gianni Cuperlo la direzione dell’Unità, che torna in edicola da settembre, un modo per aprire all’opposizione garantendo spazio e visibilità alle idee non renziane. E ha fatto spostare molto dopo le elezioni amministrative il voto sulla riforma costituzionale al Senato, dove i numeri della maggioranza sono ancora incerti. Ventiquattro senatori del PD hanno già rifiutato l’Italicum e sono pronti a dire no alla riforma della Costituzione. Il Presidente del Consiglio deve riuscire ad aggregare saldamente i cosiddetti responsabili, quelli della minoranza che hanno votato la fiducia, per evitare che lo strappo diventi irreparabile.
Sul fronte del centro destra il tramonto del berlusconismo lascia un vuoto che per ora nessuno sembra in grado di poter riempire del tutto. Per paradosso potrebbe essere proprio la nuova legge elettorale, che favorisce il bipartitismo, la spinta alla ricomposizione di un’area in via di disgregazione. Nel panorama di crisi del sistema politico, Renzi sembra essere stato l’unico in grado di sfruttare la situazione per smovere l’immobilismo. Il pericolo ora è che il successo sulle riforme non riesca a tradursi nel volano di ripresa economica annunciato e sperato dal Governo.
Proprio su questo fronte si è materializzata una grana urgente: il reperimento delle risorse da destinare alle pensioni a causa della sentenza della Corte Costituzionale, che ha bocciato le norme sul blocco delle rivalutazioni. Le stime variano tra i 10 e 16 miliardi di euro. Tra le ipotesi allo studio, un decreto-legge da varare entro maggio per bloccare i ricorsi in arrivo, ovvero la restituzione delle somme con un meccanismo di rateizzazione, spostando l’asticella del blocco della rivalutazione dall’importo oltre tre volte il minimo (circa 1.500 euro lordi al mese, bocciato dalla Corte costituzionale) ad un livello più alto (ad esempio oltre cinque-sei volte), in modo da ridurre le somme da ridare, rimborsando solo gli assegni più bassi. La Commissione europea chiede una quantificazione esatta e una indicazione su come si intende compensare le perdite per assicurare che l’Italia resti nel percorso di miglioramento. Così Renzi, a pochi giorni dalle elezioni regionali, è costretto ad intervenire su una materia sensibile come le pensioni, secondo logiche e tempistiche che non aveva programmato.
Intanto i sindacati spingono per modificare la legge Fornero ed aprire un confronto con l’esecutivo, con il sostegno anche della Lega Nord di Salvini, mentre Forza Italia chiede al ministro Padoan di riferire in Parlamento.
Alla sentenza della Consulta si potrebbe aggiungere anche la bocciatura della UE del reverse charge esteso alla grande distribuzione. Scatterebbe allora dal 1° luglio l’aumento delle accise, per circa 700 milioni. Ipotesi che il Governo vuole scongiurare.
 
 
 

  • DALLE ISTITUZIONI

Senato – Ddl 1678 – Direttive appalti: stallo
Nessuna novità per il nuovo testo del ddl di recepimento delle direttive europee su appalti pubblici e concessioni. La Commissione lavori pubblici del Senato sta infatti attendendo i pareri delle altre Commissioni, e in particolare della Commissione bilancio sui profili finanziari.
 
Senato– Ddl 1881 – Commissione inchiesta appalti: esame
La Commissione lavori pubblici del Senato ha avviato l’esame del disegno di legge Filippi (PD) ed altri che propone di istituire una Commissione parlamentare di inchiesta, di tipo bicamerale, con l’obiettivo di analizzare il settore degli appalti pubblici e i fenomeni di corruzione e collusione ad essi correlati. Il disegno di legge è stato sottoscritto da oltre cento senatori.
La Commissione dovrà verificare: l’applicazione dell’istituto della «concessione in costruzione e gestione» o di «affidamento unitario a contraente generale»; l’applicazione dell’istituto delle varianti in corso d’esecuzione e del sistema della «procedura ristretta» per la scelta ordinaria del contraente, con particolare riguardo al crescente utilizzo di tale istituto; l’applicazione dell’istituto del subappalto e le cause che hanno portato alla crescente frammentazione e alla suddivisione delle opere pubbliche in più lotti nel corso degli ultimi anni; l’applicazione dell’istituto degli «appalti segretati», sottratti alla disciplina dei contratti pubblici; il vigente sistema di attestazione tecnico-organizzativa degli appaltatori, di natura privatistica in quanto effettuata dalle società organismo di attestazione (SOA), e il fenomeno delle continue cessioni di aziende o rami di aziende operanti nel settore allo scopo di far rivivere in nuove società il diritto ad utilizzare tali certificazioni; in relazione alla legittimità degli atti, i casi di inaugurazione di opere pubbliche, ed in particolare di tratti di strada, ponti, gallerie ed altre opere di pubblico utilizzo senza il necessario collaudo statico; le motivazioni sottostanti l’utilizzo di incentivi per l’accelerazione dei lavori in corso per le opere ritenute urgenti; il crescente ricorso delle pubbliche amministrazioni all’esternalizzazione di servizi e, in particolare, al contratto «global service»; i sistemi di collusione tra privati e funzionari pubblici che generano distorsioni nelle gare d’appalto; le cause sottostanti ad una serie di situazioni che inficiano la trasparenza e la correttezza del sistema di aggiudicazione degli appalti, nonché ogni altro elemento utile a comprendere le disfunzioni e le situazioni di illegittimità e i fenomeni della corruzione e della collusione. (S1881)
 
Senato – Ddl 980 e abb.- Infrastrutture e dibattito pubblico: esame
Al Senato la Commissioni riunite ambiente e lavori pubblici hanno avviato l’esame di tre disegni di legge che intendono fissare una disciplina per l’effettuazione di procedure per la consultazione e partecipazione delle comunità territoriali interessate alle decisioni concernenti la localizzazione e realizzazione di infrastrutture e opere pubbliche (cosiddetto “dibattito pubblico”), ispirate in parte all’esperienza del débat public francese. (S980 (Scilipoti (Fi-Pdl) ed altri; S1724 (Cioffi (M5S ed altri); S1845 (Esposito (PD) ed altri).
 
Camera – Ddl 3012 e abb. – Legge concorrenza: esame
Alla Camera si è avviato l’esame dei ddl in materia di concorrenza, tra cui il ddl a firma del Governo (C3012) collegato alla manovra di finanza pubblica
Società ingegneria
L’articolo 31 è una disposizione di interpretazione autentica attraverso la quale il legislatore estende alle società di ingegneria costituite in forma di società di capitali o cooperative la disciplina della legge n. 266 del 1997, che per prima ha consentito l’esercizio della professione in forma societaria. L’intervento normativo consente così di affermare la validità dei contratti conclusi, a decorrere dall’11 agosto 1997, tra le suddette società di ingegneria ed i privati, superando interpretazioni opposte date dalla giurisprudenza. Per risolvere il problema degli appalti privatistici conclusi dalle società di ingegneria prima del 2013, l’articolo 31 riconduce all’entrata in vigore della legge n. 266 del 1997 la possibilità per gli ingegneri di svolgere la professione attraverso la costituzione di società di capitali (società per azioni, in accomandita per azioni e a responsabilità limitata) e società cooperative, facendo conseguentemente salvi i rapporti contrattuali già intercorsi (comma 1). La disposizione abroga dunque il comma 2 dell’articolo 24 della legge n. 266 del 1997, relativo alla necessità di un regolamento di esecuzione per la determinazione dei requisiti per l’esercizio delle attività in forma societaria (comma 2).
C3012)
 
MiSE: Contratti sviluppo- il 10 giugno le domande
È stato fissato alle ore 12.00 del 10 giugno 2015 il termine inziale per la presentazione, da parte delle imprese interessate, delle istanze di accesso alle agevolazioni a valere sui Contratti di sviluppo (decreto direttoriale 29 aprile 2015).
La nuova normativa dello strumento agevolativo, prevista dal decreto del Ministro dello sviluppo economico del 9 dicembre 2014, ha introdotto evidenti semplificazioni procedurali a vantaggio delle imprese beneficiarie e consente la presentazione di programmi di sviluppo anche nel settore della tutela ambientale. La dotazione finanziaria iniziale dello strumento è di 250 milioni di euro.
Vai alla scheda informativa.
 
 
 

  • DALLA RETE

Legambiente-Inbar: protocollo scuole sostenibili
Legambiente e Inbar hanno presentato a Roma un protocollo di intervento che fornisce linee guida e criteri di bioarchitettura per riqualificare gli edifici scolastici.
Il lavoro presentato da Legambiente e Inbar Lazio Sez. Roma3 è utile per tre ragioni fondamentali: 1) per il campo di applicazione; 2) per i contenuti dato che il protocollo stabilisce linee guida e criteri che possono essere dei cardini importanti nella riqualificazione sostenibile degli edifici scolastici, sotto il profilo della bioarchitettura. Il protocollo, fondato su un sistema di valutazione multicriterio, mette infatti a disposizione del progettista una griglia di riferimento mediante la quale può misurare l’ecosostenibilità e la biocompatibilità dell’intervento proposto. All’intero progetto viene associato un punteggio complessivo finale, consentendo in tal modo al progettista, fissato un budget per l’investimento, di misurare l’efficacia delle soluzioni proposte in termini di sostenibilità delle prestazioni dell’edificio una volta riqualificato. 3) A dimostrare l’utilità del protocollo è infine il caso pilota della scuola di via Monte Ruggero.
 
Sintesi linee guida
 
ANCE: dossier patrimonio abitativo
Un dossier del Centro Studi Ance illustra alcune caratteristiche dello stock abitativo in Italia costituito da 31,2 milioni di abitazioni. Il 53,7%, circa 16,5 milioni di abitazioni, ha più di 40 anni; un ulteriore 31% è stato edificato nel ventennio successivo (1971-1990), il 7,4% nel periodo 1991-2000 e il restante 7,9% tra il 2001 e il 2011
 
ISPRA: Il consumo del suolo in Italia
Quasi il 20% della fascia costiera italiana – oltre 500 Km2 – l’equivalente dell’intera costa sarda, è perso ormai irrimediabilmente. E’ stato impermeabilizzato il 19,4% di suolo compreso tra 0-300 metri di distanza dalla costa e quasi e il 16% compreso tra i 300-1000 metri. Spazzati via anche 34.000 ettari all’interno di aree protette, il 9% delle zone a pericolosità idraulica e il 5% delle rive di fiumi e laghi. Il cemento è davvero andato oltre invadendo persino il 2% delle zone considerate non consumabili (montagne, aree a pendenza elevata, zone umide). A mappare lo stivale della “copertura artificiale”, l’ISPRA che, grazie alla cartografia ad altissima risoluzione, nel suo Rapporto sul Consumo di Suolo 2015 – presentato a Milano, nel corso del convegno collaterale all’EXPO2015 “Recuperiamo Terreno” – utilizza nuovi dati, aggiorna i precedenti e completa il quadro nazionale con quelli di regioni, province e comuni, senza trascurare coste, suolo lungo laghi e fiumi e aree a pericolosità idraulica. L’Italia del 2014 perde ancora terreno, anche se più lentamente: le stime portano al 7% la percentuale di suolo direttamente impermeabilizzato (il 158% in più rispetto agli anni ’50) e oltre il 50% il territorio che, anche se non direttamente coinvolto, ne subisce gli impatti devastanti. Rallenta la velocità di consumo, tra il 2008 e il 2013, e viaggia ad una media di 6 – 7 m2 al secondo. Le nuove stime confermano la perdita prevalente di aree agricole coltivate ( 60%), urbane ( 22%) e di terre naturali vegetali e non (19%). Stiamo cementificando anche alcuni tra i terreni più produttivi al mondo, come la Pianura Padana, dove il consumo è salito al 12%. Ancora, in un solo anno, oltre 100.000 persone hanno perso la possibilità di alimentarsi con prodotti di qualità italiani. Sono le periferie e le aree a bassa densità le zone in cui il consumo è cresciuto più velocemente. Le città continuano ad espandersi disordinatamente (sprawl urbano) esponendole sempre di più al rischio idrogeologico. Esistono province, come Catanzaro, dove oltre il 90% del tessuto urbano è a bassa densità. Nella classifica delle regioni “più consumate”, si confermano al primo posto Lombardia e Veneto (intorno al 10%), mentre alla Liguria vanno le maglie nere della copertura di territorio entro i 300 metri dalla costa (40%), della percentuale di suolo consumato entro i 150 metri dai corpi idrici e quella delle aree a pericolosità idraulica, ormai impermeabilizzate (il 30%). Tra le zone a rischio idraulico è invece l’Emilia Romagna, con oltre 100.000 ettari, a detenere il primato in termini di superfici. Monza e Brianza, ai vertici delle province più cementificate, raggiunge il 35%, mentre i comuni delle province di Napoli, Caserta, Milano e Torino oltrepassano il 50%, raggiungendo anche il 60%. Il record assoluto, con l’85% di suolo sigillato, va al piccolo comune di Casavatore nel napoletano. Fino al 2013, il valore pro-capite ha segnato un progressivo aumento, passando dai 167 m2 del 1950 per ogni italiano, a quasi 350 m 2 nel 2013. Le stime del 2014 mostrano una lieve diminuzione, principalmente dovuta alla crescita demografica, arrivando a un valore pro-capite di 345 m2 . Le strade rimangono una delle principali causa di degrado del suolo, rappresentando nel 2013 circa il 40% del totale del territorio consumato (strade in aree agricole il 22,9%, urbane 10,6%, il 6,5% in aree ad alta valenza ambientale). L’ISPRA ha anche effettuato una prima stima della variazione dello stock di carbonio, dovuta al consumo di suolo. In 5 anni (2008-2013), sono state emesse 5 milioni di tonnellate di carbonio, un rilascio pari allo 0,22% dell’intero stock immagazzinato nel suolo e nella biomassa vegetale nel 2008. Senza considerare gli effetti della dispersione insediativa, che provoca un ulteriore aumento delle emissioni di carbonio (sotto forma di CO2), dovuto all’inevitabile dipendenza dai mezzi di trasporto, in particolare dalle autovetture. Tutti i numeri dell’“Italia artificiale” sono disponibili in formato open data all’indirizzo www.consumosuolo.isprambiente.it
Comunicato stampa
Il consumo di suolo in Italia – Tabelle principali
Il consumo di suolo in Italia – Tabelle Comuni, Province, Regioni
Il consumo di suolo in Italia – Edizione 2015
 
ANCE: Building day
Governo e Parlamento sostengono il Piano di 5mila cantieri, frutto della ricognizione dell’Ance su tutto il territorio nazionale, lanciato dal Presidente, Paolo Buzzetti, nel corso del Building day, organizzato dall’Associazione nazionale costruttori assieme a tutta la filiera del settore (Cna costruzioni, Anaepa Confartigianato, Aci – Produzione lavoro e Federcostruzioni).
Un Piano di opere utili in grado di produrre in tempi brevi 165mila posti di lavoro, favorire un giro d’affari per 32 miliardi e destinate a migliorare la sicurezza e la qualità della vita dei cittadini, visto che riguardano per la gran parte la manutenzione di scuole e strade, il dissesto idrogeologico e la riqualificazione di città e periferie.
“Sono anni che siamo immobili – ha sottolineato Buzzetti – ora le condizioni ci sono tutte ma bisogna fare in fretta”. .Anche in termini di regole, ha detto il presidente dell’Ance, sarebbe opportuno anticipare con un decreto legge, in attesa del recepimento delle direttive Ue, alcune misure urgenti per realizzare i progetti in tempi certi, costi adeguati e con metodi trasparenti.
E proprio sulle norme è intervenuto il viceministro delle Infrastrutture, Riccardo Nencini, che ha sottolineato come il nuovo Codice degli appalti, che approderà in aula in Parlamento a metà maggio, recepisca già molte delle indicazioni dell’Associazione: “Uno degli effetti del Codice – ha chiarito inoltre Nencini – è il superamento della legge Obiettivo, perché le ragioni su cui si basava non sono state raggiunte”. “Faremo nostro il Piano di opere proposto dall’Ance”, ha sottolineato nel suo intervento Erasmo D’Angelis, responsabile della struttura di missione contro il dissesto idrogeologico, che, sottolineando la concretezza del lavoro di ricognizione dei costruttori, ha aggiunto: “risorse e piani ci sono, corriamo”. Leggi tutto
Scheda stampa
performance bond
Sintesi slide Opere cantierabili 29 aprile
Decalogo Legalita e Trasparenza
slide Opere cantierabili complete
 
 
Manifesto #ibuoniappalti
Il Facility Management per la gestione e la valorizzazione dei patrimoni immobiliari e urbani delle PA (manutenzione, pulizia, igiene ambientale, energia, security, logistica, ecc.) rappresenta un settore economico in continua e costante crescita (+10,4% nel solo 2012), un settore vivo con un tasso di natalità nel 2012 del +2,6% (a fronte di un +0,6% del totale delle imprese), con un impatto enorme in termini occupazionali (2,5 milioni di occupati). Il recepimento delle Direttive europee sui contratti di appalti pubblici e concessioni e la redazione del nuovo Codice degli appalti prevista dal DDL 1678 offre l’occasione per cambiare le regole del gioco, introducendo specifiche norme per gli appalti di servizi e forniture che rispondano a esigenze non più rinviabili: la semplificazione delle norme, il contrasto al massimo ribasso in favore dell’offerta economicamente più vantaggiosa (con un maggior riconoscimento della qualità rispetto al mero prezzo) e la riduzione dei costi per le imprese nelle procedure di gara. È quello che chiedono le principali imprese del settore del Facility Management che hanno appena lanciato un “Manifesto per i buoni appalti” con 9 proposte concrete per restituire al settore degli appalti pubblici trasparenza, legalità, qualità del servizio reso e rispetto dei lavoratori. Il Manifesto è stato redatto dalle sei principali associazioni del Facility Management Afidamp, Anip FISE, Assistal, Federlavoro servizi-Confcooperative, Fnip, Legacoop Servizi, con il supporto tecnico e scientifico di Patrimoni PA net, il laboratorio TEROTEC & FORUM PA. Il documento risponde all’invito del Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone, che ha chiesto alle imprese di “contribuire” al miglioramento del sistema normativo relativo agli appalti.
Manifesto del mercato dei servizi per i patrimoni immobiliari e urbani pubblici
Patrimonio PA: bando Premio Best Practice Patrimoni Pubblici 2015
Pubblicato il bando dell’edizione 2015 del Premio Best Practice Patrimoni Pubblici, promosso da PATRIMONI PA net – il laboratorio FORUM PA & TEROTEC – nell’ambito del 9° Forum Nazionale sui Patrimoni Immobiliari Urbani Territoriali Pubblici in programma il 28 maggio a FORUM PA 2015, al fine di segnalare le esperienze ed i progetti più innovativi promossi e sviluppati in partnership tra Enti Pubblici ed Imprese Private per la gestione e la valorizzazione dei patrimoni immobiliari, urbani e territoriali di proprietà pubblica o di interesse pubblico.
Tutti gli Enti Pubblici che intendono presentare le proprie esperienze di gestione e/o valorizzazione di patrimoni immobiliari, urbani e territoriali hanno tempo fino all’11 maggio 2015 per inviare la documentazione richiesta all’indirizzo mail patrimonipanet@forumpa.it.
L’obiettivo di fondo del premio è favorire la promozione e la diffusione di una nuova cultura e prassi manageriale settoriale tra gli operatori pubblici(Amministrazioni Pubbliche centrali e locali ed Enti di Interesse Pubblico) e gli operatori privati (Imprese di servizi integrati di Property, Facility & Energy Management, di Global Service, di costruzioni, di finanza e gestione immobiliare, ecc.), al fine di stimolare lo studio, la sperimentazione e l’adozione di nuovi e più adeguati processi, modelli, strumenti e servizi di “governance” dei patrimoni intesi come “risorse pubbliche strategiche”.
Il Bando e i suoi allegati sono disponibili a questo link.
 
Confedilizia: catasto e declassamento immobili
Non vi è necessità di ricorrere a categorie definite a fini peculiari per dare concretezza alla facoltà del contribuente di ottenere l’aggiornamento (rebus sic stantibus) delle valutazioni degli enti immobiliari ai fini catastali. Leggi tutto
 
CdR-OCSE: consultazione infrastrutture
Investire nelle infrastrutture è un presupposto indispensabile per la crescita e lo sviluppo, e una componente essenziale della strategia per uscire dalla crisi economica. Il ruolo degli enti locali e regionali in tale ambito è fondamentale. Tuttavia, essi incontrano spesso difficoltà nel mobilitare finanziamenti congrui e nel garantire una gestione efficace degli investimenti a causa della mancanza di adeguata capacità amministrativa.
Il Comitato delle regioni (CdR) invita gli enti locali e regionali a condividere le loro esperienze e opinioni su questo tema partecipando a un’indagine online, realizzata in collaborazione con l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE). I risultati di questa consultazione saranno presentati a forum di responsabili politici ad alto livello e a diverse istituzioni, in particolare l’UE, l’OCSE e il G20.
La consultazione è aperta fino al 29 maggio 2015.
È possibile rispondere alle domande nella lingua di propria scelta (cfr. le opzioni indicate di seguito). Nella prima parte del questionario sono disponibili maggiori informazioni sullo scopo dell’indagine e sull’impiego dei relativi risultati. I risultati dell’indagine saranno inviati a tutti i partecipanti.
Questionario IT
 
Legambiente-Terna: accordo infrastrutture elettriche-territorio
E’ stato firmato il 24 aprile da Vittorio Cogliati Dezza, Presidente di Legambiente e Catia Bastioli, Presidente di Terna, la società responsabile dello sviluppo della rete elettrica di trasmissione nazionale, un Protocollo d’Intesa per promuovere tutte le iniziative necessarie a diffondere e accrescere la cultura della sostenibilità in campo energetico. Grazie a questo accordo viene posta un’attenzione ancora maggiore all’integrazione territoriale e ambientale nei piani di sviluppo della rete elettrica. Il nuovo accordo, che rinnova la collaborazione avviata tra le parti con il Protocollo firmato nel 2011, e che sarà valido per tutto il 2016, nasce dalla necessità che lo sviluppo della produzione da fonti rinnovabili sia sempre più integrato con il potenziamento del sistema elettrico, in un’ottica di sostenibilità ambientale e di rispetto del territorio.
Nello specifico, il Protocollo d’Intesa individua due ambiti di attività. Il primo ha l’obiettivo di ottimizzare l’integrazione ambientale e territoriale delle opere elettriche previste nel Piano di Sviluppo della Rete che Terna redige annualmente, in collaborazione con Legambiente, attraverso un confronto sulla valutazione di sostenibilità ambientale dei progetti. Il secondo ambito prevede invece attività di comunicazione, confronto pubblico e informazione sulla compatibilità ambientale e i benefici derivanti dall’utilizzo delle energie rinnovabili e dei sistemi di accumulo. La straordinaria crescita delle fonti rinnovabili avvenuta nel nostro Paese, che hanno garantito oltre il 38% dei consumi nel 2014, e gli obiettivi europei su energia e clima al 2030, pongono infatti nuove sfide che riguardano sia gli impianti che le reti, rispetto alle quali è necessario promuovere un confronto scientifico e un approccio collaborativo anche a livello locale.
Terna intende così rafforzare un percorso, che ha già intrapreso da anni, in favore della tutela dell’ambiente: una scelta che si è tradotta nell’eliminazione di 1.700 vecchi tralicci che ha permesso di recuperare un’area pari a 2.400 campi di calcio, nell’installazione di 800 sostegni monostelo di nuova generazione a ridotto impatto visivo e ingombro al suolo, e la realizzazione di linee elettriche eco-sostenibili, con accorgimenti ambientali quali il mascheramento o la mitigazione delle infrastrutture.
 
CNI: concorso Scintille
Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri dà il via all’edizione 2015 del concorso Scintille. Quest’anno il CNI si avvarrà della collaborazione del CERN, della Rete delle Professioni Tecniche, di Digital Champion e di altri enti e associazioni che stanno definendo la loro partecipazione.
A partire da questa edizione, il format Scintille prevede, unitamente al concorso, il lancio all’interno del sito www.cniscintille.it del blog su innovazione e ingegneria, con una redazione dedicata che sarà estesa al network dell’ingegneria italiana ed europea.
La scadenza del concorso è prevista il 21/08/2015.
Tutte le informazioni sul concorso 2015 sono disponibili sul sito www.cniscintille.it
 
 
Albo gestori ambientali: chiarimenti disponibilità veicoli
Con la Circolare n. 345 del 30 aprile 2015 il Comitato nazionale, ad integrazione dei contenuti della propria Circolare n. 995 del 9 settembre 2013, fornisce ulteriori indicazioni in merito alla disponibilità dei veicoli ai fini dell’iscrizione all’Albo.
 
5° salone Giustizia: il punto sulle professioni
In una sala gremita da geometri, architetti, agronomi e forestali, chimici, geologi, ingegneri, periti agrari, periti industriali e tecnologi alimentari, il Ministro della Giustizia Andrea Orlando parla esplicitamente: “Il confronto con le categorie professionali non è una concessione, ma un elemento determinante per la qualità normativa”. A ciò segue l’impegno garantito e sottolineato più volte dal Responsabile del dicastero: “Proseguire il dialogo con i tavolo tecnici avviati, per evitare provvedimenti scritti che non tengono conto dell’impatto che possono avere su ciò che devono regolamentare”. Infine: “Il documento di proposta presentato dalla Rete delle Professioni Tecniche introduce spunti ampiamente condivisibili”.
Pieno appoggio, dunque, al documento che si basa su capitoli fondamentali per la vita degli ordini professionali. Le regole sui procedimenti elettorali, per esempio, sono ancorate a norme obsolete; i regolamenti sui tirocini e sulla formazione professionale non sono uniformi da una categoria all’altra, fino ad arrivare alla riorganizzazione territoriale conseguente al processo di abolizione delle Province.
Successivamente, fra i vari argomenti trattati anche il tema delle tariffe giudiziarie e, quindi, dall’attività svolta dai tecnici, dal ctu, dal perito, dall’esperto e dall’ausiliario per il Giudice, interviene il Presidente del Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati, Maurizio Savoncelli che, per conto della Rete delle Professioni Tecniche, ha avviato un apposito tavolo di lavoro. Un’iniziativa condotta fin dallo scorso autunno, ora al vaglio dell’Ufficio Legislativo del Ministero di Giustizia. “Le proposte sono due, entrambe prevedono l’aggiornamento ISTAT, che risale al 2002 e l’adeguamento tabellare fermo al 1983. Sempre in entrambe le ipotesi, viene introdotto il concetto di residualità delle vacazioni, con l’obbligo di utilizzo per analogia delle tabelle. Per le ipotesi indirizzate verso l’adeguamento della tariffa, sono state avanzate anche altre richieste”.
Si parla anche di revisione dei codici deontologici e di un intervento che attribuisca ai consigli nazionali la potestà esclusiva della materia. Con le sue parole, Armando Zambrano, Coordinatore della Rete delle Professioni Tecniche e Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, ricorda: “Gli ordini professionali hanno il compito di vigilare sulla qualità e sulla competenza del professionista, che rappresenta una sicurezza e una certezza per il cliente, per il cittadino e per il mercato. E, in tal senso, la Rete delle Professioni Tecniche ci ha offerto una grande opportunità, perché così ha maggiore ascolto la nostra voce, che come un coro si leva oggi nella direzione auspicata del completamento della riforma. Un risultato che, in un momento come questo, in cui le categorie sono messe in ginocchio dalla crisi, sarebbe doppiamente importante raggiungere”.
“Siamo gli unici che ancora esprimono il proprio voto con il suffragio universale – afferma Gianvito Graziano, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, che punta il dito su uno dei più attesi punti della riforma – a ciò si aggiunge la totale inadeguatezza delle procedure, che si basano sulla trasmissione via fax. Non solo. Analogamente anacronistica è la rielezione degli Ordini e dei Consigli regolate dagli Ordini Provinciali”.
Giampiero Giovannetti, Presidente del Consiglio Nazionale dei Periti Industriali, interviene nel dibattito parlando delle STP, Società Tra Professionisti, e ponendo l’accento sulle criticità relative all’iscrizione all’Albo, alla fiscalità dei redditi dei singoli professionisti ma, senza esitazione, introduce un altro tema che sostiene con forza: “Abbiamo chiesto al Ministro Andrea Orlando anche l’istituzione di un nuovo tavolo di confronto perché riteniamo che siano urgenti ulteriori interventi normativi per le singole professioni. In particolare, sosteniamo l’urgenza dei cambiamenti finalizzati allo snellimento degli Ordini e delle loro procedure, al fine di essere più vicini alle esigenze degli iscritti”.
Fra le norme lasciate scoperte dalla riforma Severino, quella sull’assicurazione divenuta obbligatoria per i professionisti ma non per le compagnie assicurative, sulla quale interviene  Rosanna Zari, Vice Presidente del Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali, che pone in evidenza l’importanza del requisito assicurativo per il tecnico e l’importante sinergia avviata con la Rete delle Professioni Tecniche “che ci pone finalmente un passo avanti, corrispondendo perfettamente alle nostre esigenze, senza trascurare la convenienza di ottenere un costo migliorativo”.
All’appuntamento, fra gli altri, anche il Vice Presidente Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati, Antonio Benvenuti, che interviene sui provvedimenti disciplinari, e poi il Vice Presidente del Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Tecnologi Alimentari, Sabrina De Camillis, il Consigliere del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, Massimo Gallione.
articolo su ItaliaOggi
 
 
Politecnico Milano: digitalizzazione studi professionali
L’Osservatorio ICT & Professionisti della School of Management del Politecnico di Milano ha effettuato un’indagine relativa al grado di digitalizzazione degli studi professionali delle cosiddette professioni giuridiche di impresa (avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro). La ricerca ha mostrato che seppur sia stato registrato un aumento rispetto allo scorso anno, il valore degli investimenti in innovazione risulta ancora troppo limitato all’interno degli Studi professionali e spinto quasi esclusivamente dalla necessità di far fronte ai vincoli imposti dalle recenti normative.
Infografica
 
Consulenti lavoro: POS, no sanzioni per professionisti
Il ddl n.1747, che prevedeva sanzioni per chi non rispettava l’obbligo del Pos per pagamenti superiori ai 30 euro, è ora al vaglio della Commissione finanze del Senato e sta per essere ritirato per provvedere ad un ampio confronto con tutte le categorie di professionisti interessati per una nuova riscrittura del testo di legge. Si concretizza quello che i Consulenti del Lavoro avevano denunciato più volte per l’aumento di costi e oneri causati dall’obbligo, oltre all’evidente mancanza di coperture. “È necessario invertire assolutamente il rapporto”, ha commentato su Italia Oggi il Presidente della Fondazione Studi Rosario De Luca. “Invece di penalizzare e perseguitare i professionisti che hanno modernizzato tutta la P.A. e continuano giornalmente a sostituirsi alle inefficienze della macchina pubblica, è necessario incentivarli. Gli oneri legati a questi adempimenti non devono ricadere né sui cittadini, né sui professionisti”.
 
CNF: ANAC e ordini professionali
L’Ufficio studi del Consiglio nazionale Forense ha dedicato un Dossier all’approfondimento del rapporto tra l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) e gli Ordini professionali, particolarmente in relazione all’applicabilità della legge 190/2012 e dei decreti delegati 33/2013 e 39/2013 in materia di prevenzione della corruzione, trasparenza ed integrità, nonché di incompatibilità ed inconferibilità degli incarichi.
Il dossier analizza gli adempimenti a carico degli Ordini e dei Collegi professionali, in conseguenza della delibera ANAC 145/2012, con la quale si ritiene applicabile anche agli Ordini professionali la normativa in materia di prevenzione della corruzione di cui alla legge 190/2012 e ai decreti delegati. Tra gli obblighi, in particolare, sono segnalati  ed esaminati la nomina del Responsabile della prevenzione della corruzione, la predisposizione di un Piano triennale di prevenzione della corruzione, il rispetto degli obblighi di trasparenza e l’applicabilità del Codice di comportamento dei dipendenti pubblici.
Dossier 4/2015 – Autorità Nazionale Anticorruzione e Ordini professionali
 
 
Fondo garanzia Microcredito: scheda tecnica
Il Gestore del Fondo di Garanzia per le PMI, in attesa della piena operatività delle operazioni di Microcredito che avverrà con la pubblicazione in G.U. del Decreto del MiSE del 18 marzo 2015 e con l’emanazione della circolare operativa, ha pubblicato una scheda tecnica esplicativa delle relative operazioni.
 
Agenzia Entrate: cartelle pagate tardi, diminuiscono interessi di mora
Scende dal 5,14 al 4,88% la misura del tasso di interesse da applicare nelle ipotesi di ritardato pagamento dei ruoli. Il saggio più basso entra in vigore il prossimo 15 maggio. A disporlo, sulla base della stima effettuata dalla Banca d’Italia con riferimento alla media dei tassi bancari attivi del 2014, il provvedimento del 30 aprile 2015.
Fisco Oggi: Sulle cartelle pagate in ritardo diminuiscono gli interessi di mora

La Fondazione a Expoedilizia 2013

La Fondazione sarà presente a EXPOEDILIZIA 2013, la più importante occasione di formazione professionale e scambio commerciale per le regioni del Centro e Sud Italia nonché per il bacino del Mediterraneo. Dal 21 al 24 marzo 2013, in mostra alla Fiera di Roma, l’intera filiera del settore edile con 9 aree tematiche, 13 Iniziative Speciali e oltre 100 occasioni di formazione professionale.

A difesa dell’orgoglio e della dignità di architetti e ingegneri liberi professionisti

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Settembre 2013

A seguito della pubblicazione del bando da parte del Comune di Bagheria (PA) che invita architetti ed ingegneri professionisti a manifestare la propria disponibilità a rendersi affidatari di non meglio precisati incarichi di progettazione su corrispettivo dell’appalto fissato in € 1,00 e con un termine per la presentazione delle candidature fissato in sole 48 ore, si comunica che, con un articolato ricorso legale, la Fondazione ha diffidato in modo perentorio l’Amministrazione Comunale di Bagheria a procedere in tale procedura e, nel contempo, ha segnalato all’Autorità di Vigilanza dei Contratti Pubblici questo comportamento oltremodo offensivo per la dignità della professione di architetto e di ingegnere e posto in essere in totale spregio alle normative vigenti.
VERGOGNA, VERGOGNA, VERGOGNA AGLI AMMINISTRATORI DI BAGHERIA: UN EURO PER UN PROGETTO E’ VERAMENTE UNA VERGOGNA

 

Visualizza il bando ”Avviso di ricerca professionisti per redazione progetti in attuazione dell’avviso pubblico per manifestazione d’interesse obiettivi di servizio - delibera cipe 79/2012 finalizzato  a contrastare la dispersione scolastica”.

SINTESI MONITORAGGIO LEGISLATIVO 27 maggio – 7 giugno

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Giugno 2013

Si trasmettono di seguito, riassunti brevemente, i provvedimenti oggetto di discussione in Parlamento sulla base del monitoraggio delle due settimane appena trascorse.
Evidenziati in rosso i provvedimenti di maggiore interesse per la Fondazione.

 

SINTESI MONITORAGGIO LEGISLATIVO 27 maggio – 7 giugno.

 

1. E’ iniziato l’esame nelle Commissioni Riunite Finanze e Lavoro con lo svolgimento delle audizioni relativo alla conversione in legge del decreto-legge n. 54 del 2013 che contiene misure volte a:

  • sospendere il versamento della prima rata dell’imposta municipale propria (IMU), in scadenza per il prossimo 16 giugno, per determinate categorie di immobili (abitazioni principali e assimilati, terreni agricoli e fabbricati rurali).
  • tutelare il reddito dei lavoratori attraverso il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga, che si aggiunge alle risorse stanziate dalla cosiddetta legge Fornero.
  • assicurare la continuità nell’erogazione di servizi pubblici essenziali consentendo, a talune condizioni, alle amministrazioni pubbliche di prorogare i contratti di lavoro subordinato a tempo determinato che superano il limite temporale prescritto dalla normativa vigente.
  • vietare ai membri del Governo che sono anche parlamentari di cumulare il trattamento stipendiale spettante in quanto componenti dell’esecutivo con l’indennità parlamentare.

2. E’ iniziato l’esame nella Commissione Ambiente della “Norma per il contenimento dell’uso di suolo e la rigenerazione urbana”. In sintesi la norma in discussione:

  • istituisce un Registro nazionale del consumo del suolo e disciplina una procedura per la definizione di obiettivi di contenimento quantitativo del consumo del suolo.
  • prevede un contributo per la tutela del suolo e la rigenerazione urbana in capo alle attività di trasformazione urbanistica che occupano suoli liberi dall’edificato.
  • prevede alcuni interventi per favorire gli investimenti negli ambiti di rigenerazione urbana tra i quali l’applicazione di un’aliquota IMU ridotta e l’istituzione di uno strumento finanziario della Cassa depositi e prestiti.
  • disciplina i diritti edificatori disponendo che tali diritti possano essere oggetto di libero trasferimento fra proprietà immobiliari.

3. Si è svolta l’Audizione di rappresentanti delle Professioni Area Tecnica (PAT) relativa alla Relazione concernente la liberalizzazione delle attività economiche e la riduzione degli oneri amministrativi sulle imprese. Doc. XXVII, n. 1. (per il contenuto si veda il monitoraggio del 20-24 maggio)

 

4. E’ in seconda lettura presso la Camera dei Deputati il Disegno di Legge “Conversione in legge del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, recante disposizioni urgenti per il pagamento dei debiti scaduti della pubblica amministrazione, per il riequilibrio finanziario degli enti territoriali, nonché in materia di versamento di tributi degli enti locali”. (per il contenuto si veda il monitoraggio del 20-24 maggio).

 

Le novità introdotte nell’esame al Senato e poi recepite nell’approvazione definitiva da parte della Camera dei Deputati sono:

  • i debiti tributari interessati alla compensazione sono quelli iscritti a ruolo fino al 31 dicembre e non sino ad aprile.
  • viene rinviata al 30 settembre (il termine iniziale era il 30 giugno) l’approvazione da parte dei comuni dei bilanci preventivi per il 2013.
  • l’incentivo statale concesso alle Regioni viene aumentato ed esteso al 2014.
  • le comunicazioni telematiche ai creditori da parte della pubblica amministrazione sull’importo e la data del pagamento devono essere inviate entro il 30 giugno e dovranno avvenire attraverso posta elettronica certificata.
  • il Governo promuoverà la stipula di convenzioni con l’Abi affinché si verifichi che la liquidità derivante dal pagamento dei crediti ceduti sia impiegata a sostegno dell’economia reale e del sistema produttivo.
  • gli enti locali (non le Regioni) hanno l’obbligo di procedere alla immediata estinzione dei debiti pagati con le anticipazioni di liquidità da parte del ministero dell’Economia.
  • sanzioni ridotte per gli enti locali che hanno sforato il patto di stabilità per pagare ai creditori le spese in conto capitale, che riguardano cioè gli investimenti.
  • viene introdotta la garanzia dello Stato per favorire lo svuotamento nel 2014 dello stock di debiti maturati entro il 2012.
  • taglio di 400 milioni di fondi alle imprese per finanziare i comuni. Il contributo di 600 milioni nel 2013 e nel 2014 ai Comuni che hanno avuto tagli di risorse a causa dell’Imu sarà coperto dalla riduzione del Fondo per assicurare la liquidità per i pagamenti dei debiti alle imprese.
  • viene eliminata la riserva dello Stato sull’Imu sugli immobili di categoria D (gli immobili produttivi) di proprietà dei comuni.
  • tagli nel 2014 e 2015 ai fondi dei ministeri dell’Economia, del Lavoro e degli Affari esteri e al fondo per gli interventi strutturali di politica economica; una riduzione ai fondi per l’editoria; meno risorse anche per le fonti rinnovabili. A copertura del decreto anche parte della quota dell’Otto per mille di competenza statale.
  • la platea dei crediti certificabili viene ampliata, con l’inserimento dei professionisti, che così potranno, come le altre imprese, riscuotere i crediti accumulati nei confronti della pubblica amministrazione.
  • le società in house dovranno usare i pagamenti ricevuti dagli enti locali prioritariamente per pagare a loro volta i loro debiti.
  • proroga fino al primo gennaio 2014 della riscossione Equitalia per tutte le imposte locali
  • scuola, ricerca, cultura, Expo 2015, cooperazione internazionale.

5. Il Ministero per i beni e le attività culturali ha comunicato l’intenzione di ritirare lo schema di decreto del Presidente della Repubblica recante modifiche al regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 luglio 2010, n. 139, in materia di procedimento semplificato di autorizzazione paesaggistica per gli interventi di lieve entità per sottoporlo ad ulteriori approfondimenti istruttori.

 

6. Si è svolta, in Commissione Lavoro, l’audizione del Ministro del Lavoro Giovannini sugli indirizzi generali della politica del suo Dicastero. In estrema sintesi il Ministro ha ricordato che occorrerebbe incrementare i fondi a favore dell’autoimprenditorialità e comprendere con quali modalità superare i limiti del cofinanziamento. Pone il problema dell’esigenza di un miglioramento del sistema dei servizi all’impiego e lamenta la mancanza di un sistema di analisi e monitoraggio per gli interventi sul territorio. In questo quadro, il Ministero del lavoro, ha ricordato il Ministro, intende muoversi secondo tre direttrici: la strutturazione per gradi; l’utilizzazione del finanziamento del Fondo nazionale per le politiche sociali; l’individuazione delle modalità per esercitare un’efficace azione di coordinamento, anche senza leve finanziarie. Rispetto a queste ultime propone la costruzione di un sistema informativo dei servizi sociali; la predisposizione di efficaci strumenti di monitoraggio; di utilizzare la banca dati delle prestazioni sociali agevolate (registrata per decreto a maggio). Il Ministro sottolinea come tale banca dati rappresenti una sezione del Casellario dell’assistenza e del Sistema informativo dei servizi sociali . Si stanno valutando con gli uffici del Garante per la privacy le modalità per dare piena attuazione al Casellario e al SISS con l’obiettivo di costruire una vera e propria cartella sociale integrata da raccordare con i flussi in materia di prestazione sanitaria.

 

7. Si è svolta nelle Commissioni Congiunte Industria (Senato) ed Attività Produttive (Camera dei Deputati) l’audizione del Ministero allo Sviluppo Economico Flavio Zanonato, sugli indirizzi generali della politica del suo Dicastero. (si veda la sintesi nel monitoraggio 10-14 giugno).

 

 

Servizio Pronto Europa – Newsletter del 6 marzo 2015

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Marzo 2015

3 Bandi sulla Efficienza Energetica degli Edifici nell’ambito del Programma HORIZON 2020 (H2020-EE-2015-2-RIA). Scadenza per tutti e tre i bandi: 4 Giugno 2015

I tre bandi sono i seguenti:

EE-06-2015: Risposta al fabbisogno energetico in blocchi di edifici.

EE-11-2015: Nuove soluzioni ICT per l’efficienza energetica.

EE-13-2015: Tecnologia per i sistemi distrettuali di riscaldamento e raffreddamento.

Le proposte devono essere presentate da enti pubblici o privati che formino un partenariato di almeno tre soggetti indipendenti, stabiliti in almeno tre Stati diversi dell’UE. Il budget totale allocato per i tre bandi ammonta a 21.850.000 euro. La percentuale di finanziamento varia da 100% al 70% delle spese totali ammissibili di progetto, a fondo perduto.

Link: http://ec.europa.eu/research/participants/portal/desktop/en/opportunities/h2020/calls/h2020-ee-2015-2-ria.html

 

Bando 2015 per Progetti di Prevenzione e Preparazione nel settore della Protezione Civile e dell’Inquinamento Marittimo (CP-MP-2015) – Meccanismo Europeo di Protezione Civile – Scadenza presentazione progetti: 8 Aprile 2015.

Il bando è aperto alla presentazione di Progetti di Prevenzione (per supportare gli sforzi degli Stati UE e degli Stati terzi ammissibili per quanto riguarda le azioni volte a raggiungere un alto livello di protezione e protezione dai disastri, prevenendo e riducendo i loro effetti) e Progetti di Preparazione (per creare migliori presupposti e rafforzare la consapevolezza della protezione civile e/o dei professionisti che lavorano per il miglioramento dell’inquinamento marittimo e i volontari nel settore della preparazione ai disastri).

Possono presentare i progetti, per entrambe le categorie tematiche, persone giuridiche pubbliche e private e organizzazioni internazionali. Il cofinanziamento da parte dell’UE copre il 75% delle spese totali ammissibili di progetto, per un massimo di 800.000 euro per progetto.

Link: http://ec.europa.eu/echo/funding-evaluations/financing-civil-protection/calls-for-proposal/2015-prevention-and-preparedness_en

 

Premio Europeo Social Innovation Tournament 2015 – Banca Europea per gli Investimenti. Scadenza per la presentazione dei progetti: 21 Marzo 2015.

L’iniziativa è aperta agli imprenditori europei il cui scopo principale sia quelli di generare impatto positivo sulla società e sull’ambiente. I progetti dovrebbero riguardare idee innovative in diversi ambiti: Educazione, Sanità, Sviluppo Ambientale e Urbano, Nuove Tecnologie, Nuovi Sistemi e Nuovi Processi. Per l’edizione 2015 la Categoria Speciale è riservata a progetti che riguardano le pari opportunità, con speciale enfasi sulle persone con disabilità.

Sono previsti tre premi articolati come segue: Categoria generale – primo premio 25.000 euro; secondo premio 10.000 euro. Categoria speciale – premio di 25.000 euro. La premiazione e l’assegnazione dei Premi ai progetti vincitori avverranno a Milano il 24 settembre 2015.

Link: http://institute.eib.org/programmes/social/social-innovation-tournament/

 

Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) – Agevolazioni Smart&Start. Procedura di presentazione progetti a sportello ed erogazione dei contributi fino ad esaurimento fondi.

L’agevolazione è rivolta a Start-Up innovative nel mondo dell’economia digitale, con sede su tutto il territorio nazionale. Smart&Start agevola progetti che prevedono programmi di spesa di importo compreso tra 100 mila e 1,5 milioni di euro (al netto dell’iva), per acquistare beni di investimento (impianti, macchinari e attrezzature tecnologiche/tecnico-scientifiche; componenti hardware e software; brevetti e licenze; certificazioni; collaudo di soluzioni architetturali informatiche e di impianti tecnologici produttivi; etc.) e sostenere costi di gestione aziendale (quote di ammortamento di impianti, macchinari e attrezzature tecnologici; canoni di leasing o spese di affitto relativi agli impianti; costi salariali relativi al personale dipendente; etc.)

La dotazione finanziaria è di oltre 200 milioni di euro e gli incentivi verranno erogati fino a esaurimento dei fondi. L’agevolazione consiste in un mutuo senza interessi. Per le Start up del Mezzogiorno e del Cratere Sismico Aquilano è prevista anche una componente di fondo perduto.

Link: http://www.smartstart.invitalia.it/site/smart/home.html

 

Bando TIC Basic III Call, per la concessione di contributi per l’introduzione e la diffusione delle Tecnologie d’Informazione e Telecomunicazione (TIC) nelle PMI – Regione Umbria. Termine per la presentazione dei progetti: dal 24 Marzo al 24 Aprile 2015.

Il bando, su fondi FESR 2007-2013, è rivolto alle Piccole e Medie Imprese con sede in Umbria che realizzino interventi nei settori dell’industria, dell’artigianato, del commercio, del turismo e dei servizi (secondo i codici Ateco indicati nel bando). Sono ammissibili le spese riferibili alle seguenti aree di attività, per ciascuna delle quali sono individuate le relative categorie progettuali: Area A Infrastrutture (Realizzazione sistemi di networking cablati; Server farm); Area B Portali Web e Software (Portale web; Software gestionali, CRM, ERP, sistemi di Business Intelligence, sistemi di gestione flotte; Realizzazione software per sistemi embedded); Area C Sistemi integrati per la produzione (Software di supporto alla progettazione tecnica; Stampanti 3D e strumenti di misura elettronici; Sistemi a controllo numerico).

La dotazione finanziaria complessiva è di 600.000 euro. L’ammontare delle spese ammissibili non potrà essere inferiore ad 10.000 euro né superiore a 50.000 euro.

Link: www.regione.umbria.it.

 

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