Sintesi di monitoraggio legislativo 19 gennaio - 2 febbraio 2018

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NOTA POLITICA

 

A neanche una settimana di distanza dalla chiusura delle liste elettorali, la politica italiana è alle prese con le prime polemiche di un passaggio cruciale le cui conseguenze saranno decisive per il voto del prossimo 4 marzo. La scelta dei candidati nei collegi rappresenta infatti una partita delicatissima, destinata a incidere profondamente sulla composizione del prossimo Parlamento nonché, cosa forse ancora più importante, sulla presa dei singoli leader politici sui rispettivi gruppi parlamentari.

 

LAVORI PUBBLICI

 

Pubblicato uno studio sulla relazione tra inefficienza dei contratti pubblici e fenomeno corruttivo

Pubblicato lo studio ‘Efficienza dei contratti pubblici e sviluppo di indicatori di rischio corruttivo – gennaio 2018’, a cura dell’Ufficio rilevazione e monitoraggio prezzi di riferimento contratti pubblici dell’Anac.

Il documento propone una metodologia innovativa di calcolo di indicatori di rischio corruttivo e di inefficienza della spesa per contratti pubblici. In particolare, l’insieme di tutti gli indicatori presentati costituisce un sistema organico di “red flags”, ossia di indicatori di anomalia il cui utilizzo congiunto consente di individuare in maniera più mirata le situazioni di maggior rischio suscettibili di approfondimento.

Il sistema proposto è applicabile a tutti i mercati dei contratti pubblici per i quali sono stati pubblicati dall’ANAC i prezzi di riferimento previsti da alcune norme di spending review, cui corrisponde annualmente un volume di spesa pubblica pari a circa 6 miliardi di euro. Lo studio approfondisce a titolo esemplificativo il settore della ristorazione ospedaliera, con una spesa annua pari a 750 milioni di euro.

Qui per tutti i documenti disponibili.

 

In vigore il Decreto BIM

È in vigore il Decreto BIM che stabilisce le modalità e i tempi di introduzione dei metodi e degli strumenti elettronici di modellazione per l’edilizia e le infrastrutture. L’entrata in vigore del decreto non coincide però con quella dell’obbligatorietà del BIM, che seguirà invece la tempistica indicata dal decreto. A partire dall’entrata in vigore del decreto, l’utilizzo dei metodi e degli strumenti elettronici specifici è invece facoltativo per le nuove opere e per interventi di recupero, riqualificazione o varianti.

Qui per approfondire.

 

Oice: inizio d'anno al rallentatore per la progettazione, valore dei bandi giù del 79%

Dopo il boom degli ultimi due mesi del 2017, caratterizzati dalla pubblicazione dei maxi bandi Anas, a gennaio si registra una pausa nell'andamento del mercato della sola progettazione: nel mese sono state bandite 261 gare, per un importo di 30,9 milioni di euro. Secondo l'osservatorio Oice/Informatel, rispetto al precedente mese di dicembre il calo è del 20,2% per il numero e arriva al 78,8% per il valore. Ma senza i bandi Anas, a gennaio il calo si ridimensiona: -10,6% nel numero e -25,4% nel valore. È invece positivo il confronto dei bandi di progettazione con il mese di gennaio 2017, un mese che era già in ripresa, rispetto al quale la crescita è del 17,6% nel numero e dell'1,2% nel valore.

Anche il complesso di tutti i servizi di ingegneria e architettura risente della pausa di gennaio e ha quindi un andamento analogo a quello della sola progettazione: a gennaio il numero delle gare è stato di 451 per un importo 54,6 milioni di euro: rispetto a dicembre 2017 il numero cala del 21,6% e il valore del 70,6%. Ma se anche dai dati di dicembre vengono tolti i bandi Anas il calo in numero si ridimensiona al 16,5% e quello in valore al 32,6%. Il confronto con gennaio vede la crescita del 15,9% nel numero e il calo del 24,4% nel valore. I bandi per appalti integrati rilevati a gennaio sono stati 11, con valore complessivo dei lavori di 124,2 milioni di euro e con un importo di servizi stimato in 4,2 milioni di euro. Degli 11 bandi 3 hanno riguardato i settori speciali, per un importo dei lavori di 120,5 milioni di euro, e 8 i settori ordinari, per un importo dei lavori di 3,6 milioni di euro.

 

Il Tar Piemonte contesta di fronte alla Corte Ue il rito super-accelerato negli appalti

Il cosiddetto rito superaccelerato negli appalti finisce davanti a giudici della Corte europea.

A chiedere l'intervento della Corte Ue sulla norma che impone di contestare subito (30 giorni, o mai più) l'ammissione/mancata esclusione dei concorrenti alle gare d'appalto è il Tar Piemonte con la sentenza n. 88 del 17 gennaio 2018.

La norma che ha sollevato i rilievi del Tar è il tentativo più recente tra i tanti provati negli anni dai vari governi (tra cui l'innalzamento del contributo unificato per avviare le cause) per arginare la vocazione tutta italiana ai ricorsi che intasano le Aule dei tribunali amministrativi che si occupano degli appalti. Nel mirino è finito così l'articolo 120 (comma 2 bis) del codice del processo amministrativo che, impone all'operatore che partecipa ad una procedura di gara di impugnare l'ammissione/mancata esclusione di un altro soggetto, entro il termine di 30 giorni dalla comunicazione del provvedimento con cui viene disposta l'ammissione/esclusione dei partecipanti. «Interesse che - viene notato dai giudici - nell'ipotesi delle gare di appalto, consiste unicamente nel conseguimento dell'aggiudicazione, o, al più, quale modalità strumentale al perseguimento del medesimo fine, nella chance derivante dalla rinnovazione della gara».

Le obiezioni non finiscono qui. I giudici stigmatizzano anche le conseguenze economiche a carico delle imprese, derivanti dalla scelta di anticipare alle prime fasi di gara la possibilità di ricorrere contro l'ammissione di concorrenti che non ne avrebbero diritto, senza possibilità di chiamarli in causa per questo motivo in un momento successivo della gara. In questo modo, viene segnalato, l'impresa va incontro a «esborsi economici ingentissimi collegati alla proposizione di plurimi ricorsi avverso l'ammissione di tutti i concorrenti alla gara (in un numero potenzialmente molto elevato)». Inoltre, la stessa impresa rischia anche di compromettere «la propria posizione agli occhi della Commissione di gara della Stazione appaltante, destinataria dei plurimi ricorsi, che è chiamata nelle more del giudizio a valutare l'offerta tecnica del ricorrente».

Da pesare, secondo il Tar, anche le conseguenze negative sul cosiddetto rating di impresa «che individua come parametro di giudizio (negativo) l'incidenza dei contenziosi attivati dall'operatore economico nelle gare d'appalto».

 

PROFESSIONISTI

 

Geometri, in partenza le lauree professionalizzanti

Nel prossimo anno accademico partiranno ufficialmente le lauree professionalizzanti per geometri grazie a nuovi accordi con l’Università di Padova e il Politecnico di Bari.

I nuovi percorsi arrivano dopo le azioni sperimentali già intraprese a livello locale con l’avvio di 9 percorsi accademici a Lodi, Rimini, Siena, Torino, Grosseto, Olbia, Mantova, Reggio Emilia, La Spezia.

Il diploma di laurea attuale, però, non è ancora abilitante, come previsto nella proposta di legge A.C. 4030 (presentata dalla prima firmataria Flavia Simona Malpezzi e sostenuta da CNGeGL). L’auspicio del Consiglio Nazionale dei Geometri è che tale obiettivo sia raggiunto al più presto con un Provvedimento del Governo oppure ripresentando in avvio di nuova legislatura il disegno di legge A.C. 4030.

Per approfondire qui.

 

Professionisti esclusi dai voucher per la digitalizzazione delle Pmi

I professionisti sono esclusi dai voucher per la digitalizzazione delle piccole e medie imprese (Pmi), anche se, alla luce della normativa comunitaria e italiana, così non dovrebbe essere. Questo, in sintesi, il contenuto della nota inviata al Ministero dello Sviluppo Economico dalla Rete delle Professioni Tecniche (RPT) e dal Comitato Unitario Permanente degli ordini e Collegi professionali (CUP).

Il voucher per la digitalizzazione delle Pmi è un contributo destinato all'acquisto di hardware, software e servizi specialistici per digitalizzare i processi aziendali e favorire l'ammodernamento tecnologico. Si tratta di strumenti per migliorare l’efficienza aziendale, modernizzare l'organizzazione del lavoro, mediante l'utilizzo di strumenti tecnologici e forme di flessibilità, tra cui il telelavoro, sviluppare soluzioni di e-commerce, fruire della connettività a banda larga e ultralarga o del collegamento alla rete internet mediante la tecnologia satellitare, realizzare interventi di formazione qualificata del personale nel campo ICT.

Ogni impresa può beneficiare di un unico voucher fino a 10 mila euro, nella misura massima del 50% del totale delle spese ammissibili.

La misura è stata prevista dalla Legge 9/2014 e regolata dal Decreto Interministeriale 23 settembre 2014. Per quest'anno, il decreto direttoriale 24 ottobre 2017 ha stanziato 100 milioni di euro e fissato i termini per le domande dal 30 gennaio al 9 febbraio 2018.

Dalle agevolazioni sono esclusi i liberi professionisti. Nelle Faq pubblicate dal Mise viene precisato che i professionisti possono accedere alle agevolazioni solo se esercitano la propria attività sotto forma di impresa e se risultano iscritti al Registro delle imprese.

Come spiegato nella lettera inviata da RPT e CUP al Mise, il problema è che la norma che ha istituito i voucher per la digitalizzazione risale al 2014 ed è quindi precedente all’equiparazione tra professionisti e Pmi, avvenuta con la Legge di stabilità per il 2016 (L. 208/2015), per l’accesso ai piani operativi regionali e nazionali del Fondo Sociale Europeo (FSE) e al Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), che rientrano nella programmazione 2014-2020.

La Legge di stabilità per il 2016, lo ricordiamo, ha armonizzato la normativa italiana con il Regolamento UE n. 1303/2013. Per non contravvenire alle norme italiane ed europee, è stato chiesto quindi al Ministero di aprire i voucher ai liberi professionisti. (edilportale.com)

 

 

FISCO

 

Agenzia delle entrate: i modelli dichiarativi 2018

Approvati con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate i modelli Redditi per le persone fisiche (PF), gli enti non commerciali (ENC), le società di persone (SP) e le società di capitali (SC) e la modulistica IRAP e CNM.

Qui per approfondire.

 

Studi di settore: pubblicati 193 modelli, 24 riguardano i professionisti

L’Agenzia delle Entrate ha approvato il provvedimento 31 gennaio 2018, e pubblicato sul proprio sito web i 193 modelli utili all’applicazione degli studi di settore.

La dichiarazione dei redditi 2017, effettuata nel 2018, sarà l’ultima basata sugli studi di settore. I redditi del 2018, da dichiarare nel 2019, saranno “schedati” in base ai nuovi indici di affidabilità fiscale. 

Qui è disponibile il provvedimento dell'Agenzia delle Entrate.

Qui è disponibile la modulistica degli studi di settore per il periodo di imposta 2017, approvata con il Provvedimento del Direttore dell'Agenzia del 31 gennaio 2018.    

Per un’analisi del provvedimento dell’Agenzia, consultare questo articolo.

Newsletter Sportello Pronto Europa "Bandi ed Eventi Europei" - 31 gennaio 2018

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Settore BANDI EUROPEI

 

● Premio Europeo Energia Sostenibile 2018 – Scadenza per la presentazione delle candidature: 23 Febbraio 2018

Il concorso è organizzato per la “Settimana europea dell’energia sostenibile (EUSEW)” e premia i progetti di maggior successo in Europa in grado di modellare il futuro energetico dell’Europa. Le candidature da presentare devono riportare progetti già conclusi, portati avanti da qualsiasi soggetto (pubblico o privato), che abbiano riguardato l’innovazione nel settore energetico, sia sul piano locale sia sul piano di grandi investimenti industriali.

Un pool di esperti sarà chiamato a selezionare un vincitore per ciascuna categoria nella quale è suddiviso il concorso: consumatori, settore pubblico, imprese e giovani leader dell’energia (individui o gruppi di individui sotto i 30 anni alla data di presentazione della candidatura). Inoltre è previsto anche un quinto premio, il Citiziens’ Award, che verrà assegnato tramite un voto popolare online.

Presentare la propria candidatura nell’ambito di tale Concorso significa condividerlo con un pubblico di esperti europei (attraverso la presentazione del progetto durante la Conferenza di apertura) e concorrere a ricevere un riconoscimento prestigioso, aumentando la propria visibilità nei confronti degli attori che operano nel settore energetico e di potenziali investitori. 

La premiazione dei finalisti avverrà in occasione della Conferenza di Apertura di EUSEW a Bruxelles, prevista dal 4 al 6 Giugno 2018.

Link: http://eusew.prd.dc.mostra.eu/ 

 

● Fondazione Con Il Sud – IV Edizione del Bando Storico/Artistico e Culturale 2017, “Il Bene Torna Comune” 

L’iniziativa, che mette a disposizione 4 milioni di euro, prevede due fasi e interessa i beni immobili di pregio storico, artistico e culturale presenti in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia. Nel corso della prima fase, amministratori e proprietari dei beni (persone fisiche e giuridiche, enti pubblici e privati) potranno inviare alla Fondazione una manifestazione di interesse con cui si impegnano a concederle l’utilizzo del bene per almeno 10 anni.

Nella seconda fase, gli enti del Terzo settore potranno presentare progetti di valorizzazione, adeguamento, riqualificazione e rivalutazione degli immobili selezionati dalla Fondazione, in un’ottica di uso comune e di restituzione alla collettività di tali beni. 

Le proposte progettuali potranno essere presentate da partnership composte da almeno tre soggetti, di cui due organizzazioni di Terzo settore e uno appartenente ad istituzioni, università o mondo economico (la partecipazione di soggetti profit, dovrà essere ispirata non alla ricerca del profitto, ma all’apporto di competenze e risorse per la riqualificazione del bene).

Le candidature dei beni potranno essere inoltrate fino al 30 marzo 2018, allegando la relativa documentazione fotografica e tecnica richiesta per ognuno dei beni candidati (compresa la stima dei relativi costi redatta sotto forma di computo metrico e sottoscritta da un tecnico abilitato).

Vi sarà poi tempo fino al 27 luglio 2018 per la presentazione online delle proposte progettuali che interessano gli immobili selezionati dalla Fondazione.

Il contributo massimo da parte della Fondazione per i progetti ammessi al finanziamento ammonterà a 500.000 euro. Il partenariato dovrà prevedere una quota propria di co-finanziamento pari al 20% del costo complessivo del progetto.

Link: https://www.fondazioneconilsud.it/bando/bando-storico-artistico-culturale-2017/ 

 

Settore EVENTI EUROPEI

 

● Strategia Europea sulla Plastica nell’Economia Circolare

Il 16 gennaio 2018 la Commissione Europea ha adottato una Comunicazione che si occupa di introdurre nuova regolamentazione nel settore della produzione, riciclo e riutilizzo del materiale plastico al fine di: 

- Rendere il riciclaggio redditizio per le imprese (attraverso nuove norme sugli imballaggi per migliorare la riciclabilità delle materie plastiche utilizzate sul mercato ed accrescere la domanda di contenuto di plastica riciclata), 

- Ridurre i rifiuti di plastica, 

- Fermare la dispersione di rifiuti in mare (nuove disposizioni relative agli impianti portuali di raccolta, con l’aggiunta di misure volte a ridurre l'onere amministrativo che grava sui porti, le navi e le autorità competenti), 

- Orientare gli investimenti e l'innovazione (attraverso ulteriori 100 milioni di euro di finanziamenti per lo sviluppo di materiali plastici più intelligenti e più riciclabili, per processi di riciclaggio più efficienti e per tracciare e rimuovere le sostanze pericolose e i contaminanti dalle materie plastiche riciclate).

In linea con quanto disposto dalla comunicazione “Legiferare meglio”, la Commissione presenterà la proposta in materia di prodotti di plastica monouso nel corso del 2018. I portatori di interessi hanno tempo fino al 12 febbraio 2018 per apportare il proprio contributo alla consultazione pubblica in corso, compilando il questionario che la Commissione ha reso disponibile al seguente link: https://ec.europa.eu/info/consultations/reducing-marine-litter-action-single-use-plastics-and-fishing-gear_it. 

Link alla notizia sul sito della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea: 

https://ec.europa.eu/italy/news/20180116_strategia_UE_sui_rifiuti_della_plastica_it 

 

● Utilizzo delle Batterie nel settore dei Trasporti e dell’Energia: Report della Commissione Europea sul loro mercato e sul processo di smaltimento

Nell’ambito degli sforzi dell’UE per raggiungere sia un sistema di trasporti a basse emissioni che un’economia energetica sostenibile, la Direzione Generale Ricerca e Innovazione ha realizzato un Report dal titolo “Batterie, una grande opportunità per la società sostenibile”.

Al suo interno è stato analizzato il ruolo delle batterie nel settore dei trasporti e dell’energia nel contribuire al raggiungimento degli obiettivi economici, sociali ed ambientali dell’UE quali la de-carbonizzazione, l’air-quality e la competitività industriale.

Il Report è stato incentrato principalmente su tre focus areas:

- La trasformazione ed il passaggio verso trasporti a bassa emissione;

- La produzione e lo stoccaggio di elettricità da fonti rinnovabili;

- La creazione di un’efficiente e sostenibile value chain per le batterie.

Per prendere visione del Report consultare il seguente link:

https://ec.europa.eu/info/sites/info/files/batteries_p4p-report_2017.pdf 

 

● DRONE DAYS – Evento dedicato all’utilizzo dei Droni in ambito civile – 9-11 Marzo 2018, Bruxelles 

Dal 9 al 11 marzo 2018 a Bruxelles EXPO si terrà l’evento dedicato ai Droni in ambito civile e commerciale che includerà inoltre l’organizzazione di Incontri Bilaterali di Business (Brokerage Event) previsto per i primi due giorni (9 e 10 marzo), esibizioni in volo, una mostra fotografica e molto altro. Il Brokerage Event ha come finalità quella di: Individuare potenziali partners; Sviluppare nuove collaborazioni professionali; Discutere le tendenze di mercato e le innovazioni; Migliorare il proprio business con incontri di qualità; Favorire attività di networking e cooperazioni a livello internazionale. L’utilizzo e lo sviluppo tecnologico dei droni sta diventando sempre più attuale in tantissimi ambiti di applicazione (per ispezioni sugli impianti eolici e pannelli solari, nel settore dei trasporti, per il monitoraggio di gasdotti o di opere di ingegneria civile, per la risposta in caso di emergenze, per il settore umanitario, per il mondo dell’architettura etc.)

Il termine ultimo per registrare il proprio profilo per la partecipazione agli incontri bilaterali di business è il 2 marzo 2018.

Link: http://www.drone-days.be/drone-days; 

https://dronedays-2018-brokerage-event.b2match.io/ 

 

"Droni – conoscerli e utilizzarli", nuovo appuntamento con i seminari web

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Caro/a Collega,

eccoci ad un nuovo appuntamento con i SEMINARI WEB della Fondazione, dal titolo:

 

Droni – conoscerli e utilizzarli

Sala Leonardo da Vinci –Via Salaria 229, Roma

 

Registrazione partecipanti e saluti:

  • Egidio Comodo Presidente Fondazione Inarcassa

 

15:00                                  Inizio dei Lavori 

Interventi:         

  • Dott. Geom. Giuseppe Mangione Dottore in Scienze Geotopocartografiche, topografo con esperienza ultradecennale, pilota di droni autorizzato per zone non critiche e critiche

 

L’evento, trasmesso in modalità streaming, si svolgerà giovedì 8 febbraio 2018 con inizio alle ore 15:00.

Per i partecipanti all’evento formativo, purché registrati alla Fondazione, è in corso istanza di riconoscimento di n. 2 CFP, secondo le diverse modalità di conferimento tra Architetti ed Ingegneri.

Per gli Architetti, registrati alla Fondazione, il riconoscimento dei 2 CFP previsti potrà avvenire anche per coloro che seguiranno l’evento on-line. Ai fini dell’accreditamento dei CFP è richiesto di accedere tramite il nostro portale, il giorno 8 febbraio, a partire dalle ore 14:45, inserendo le credenziali della Fondazione, e di seguire il corso per l'intera durata. Ai fini della verifica della presenza, la piattaforma invierà dei codici ad intervalli di tempo irregolari che ogni singolo utente dovrà di volta in volta digitare.

Per gli Ingegneri il riconoscimento dei 2 CFP è previsto esclusivamente per i partecipanti in sala. 

Per quanti parteciperanno di persona, in sala, si ricorda che la corresponsione di n. 2 C.F.P. spetterà, esclusivamente, ai Professionisti registrati alla Fondazione che si saranno previamente prenotati, entro martedì 6 febbraio tramite apposito Form. Il numero massimo di posti disponibili in sala è 50.

Tutti gli interessati, fino al raggiungimento di 1000 utenze live, avranno comunque, libero accesso alla visualizzazione dell’evento in streaming nell’Area Formazione del portale, al link:

http://fondazionearching.it/-/webinar-droni-conoscerli-ed-utilizzarli-

Ti informo, inoltre, che, durante l’evento, tutti gli iscritti Inarcassa potranno formulare quesiti e commenti, partecipando alla consueta Chat, inserendo il proprio PIN di Inarcassa on line ( IN….).

La partecipazione all’evento web, in qualsiasi modalità, è totalmente gratuita!

 

Ti aspettiamo!!

La Fondazione 

 

#fondAzioneScuola: stilata la graduatoria provvisoria degli enti locali ammessi al finanziamento

Si è concluso con 164 istanze il “click day” per accedere a #fondAzione Scuola, il fondo di garanzia finanziato dalla Fondazione Inarcassa che ha l’obiettivo di anticipare, senza interessi, i costi delle progettazioni che gli enti locali si impegnano ad affidare a professionisti iscritti a Inarcassa che siano in regola con gli adempimenti previdenziali, per progetti destinati all’edilizia scolastica.

Premio di architettura Fondazione Inarcassa/CICOP Italia Onlus, prossima la scadenza per parteciparvi

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ATTENZIONE! 

La domanda di partecipazione dovrà pervenire entro giovedì 15 febbraio 2018!

 

Fondazione Inarcassa è lieta di presentare la 4° edizione del Premio di architettura «Riscoperta e Rivalorizzazione del Patrimonio Architettonico incorporato in edifici esistenti» nell'ambito dell'evento BRAU Biennale del Restauro Architettonico e Urbano, organizzato con CICOP Italia Centro Internazionale per la Conservazione del Patrimonio Architettonico – Italia ONLUS. 

Il Premio è dedicato ad ingegneri ed architetti liberi professionisti iscritti a Inarcassa.

Gli elaborati dovranno illustrare i valori residui ed i valori  aggiunti dell’oggetto di studio, prima e dopo l’intervento di restauro. Sono richiesti almeno 6 elaborati, in disegni formato A0; saranno particolarmente apprezzate anche presentazioni in formato video.

La premiazione avverrà nella città di Catania il giorno 19 aprile 2018 nel Palazzo della Cultura, durante la cerimonia di apertura della 4a edizione della Biennale del Restauro Architettonico ed Urbano, BRAU4, in  presenza della Commissione giudicatrice e delle Autorità locali e internazionali partecipanti all’evento.

Gli elaborati premiati saranno esposti in tutti i paesi e le città partecipanti alla Biennale del Restauro BRAU4, circostanza che consentirà ai premiati una grande visibilità e opportunità di apertura professionale in diversi paesi che attualmente sono in grande ripresa economica nel settore edilizio.

QUI IL LINK per documentarsi in merito.

Sintesi di monitoraggio legislativo 8 - 19 gennaio 2018

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NOTA POLITICA

 

Il 2018 si è aperto con un’Italia tornata ufficialmente in clima di campagna elettorale e i partiti a competere per accaparrarsi quanti più consensi in vista del prossimo 4 marzo.

Il tutto mentre l’ultimo rapporto Istat sul lavoro ha dipinto un quadro per nulla rassicurante circa lo stato di salute del mercato del lavoro italiano, colpito da una trasformazione radicale che getta più di un’ombra sul futuro della nostra società. L’incremento degli occupati e la flessione della disoccupazione, difatti, non bastano più a nascondere un sistema segnato dall’arretramento senza fine dell’impiego a tempo indeterminato, che a sua volta alimenta una realtà già zavorrata da bassi salari, lavoro stagionale, scarsa specializzazione e reddito in calo.

 

LAVORI PUBBLICI

 

Decreto Bim in vigore dal 29 gennaio

 

In attuazione dell’articolo 23, comma 13, del Codice dei contratti pubblici, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha adottato il decreto n. 560 del 1 dicembre 2017 che definisce le modalità e i tempi di progressiva introduzione, da parte delle stazioni appaltanti, delle amministrazioni concedenti e degli operatori economici, dell’obbligatorietà dei metodi e degli strumenti elettronici specifici, quali quelli di modellazione per l’edilizia e le infrastrutture, nelle fasi di progettazione, costruzione e gestione delle opere e relative verifiche.

Il decreto entra in vigore decorsi quindici giorni dalla data di pubblicazione sul sito istituzionale del Ministero delle Infrastrutture, avvenuto lunedì 15 gennaio; tuttavia, l’utilizzo del BIM sarà obbligatorio dal 2019, fino ad allora - a partire dall’entrata in vigore del decreto che scatterà il 29 luglio, l’utilizzo dei metodi e degli strumenti elettronici specifici sarà facoltativo per le nuove opere e per interventi di recupero, riqualificazione o varianti.

 

I contenuti del decreto BIM

Scatterà tra poco più di un anno l'obbligo di progettare le grandi opere pubbliche con le procedure digitali del Building information modeling (Bim). Dal 2019 le stazioni appaltanti dovranno prevedere l'utilizzo del Bim per tutti i «lavori complessi» di importo superiore a cento milioni. Mentre negli anni successivi, fino al 2025, l'obbligo verrà via via esteso alle costruzioni di importo minore. Dice questo la versione finale del decreto sulla digitalizzazione negli appalti pubblici che il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, ha appena firmato e che è stato pubblicato con decreto n. 560 del 12 gennaio 2017. Il testo sarà così in vigore dal prossimo 29 gennaio.

Il Bim è la nuova tecnologia che consente di progettare le opere in maniera tridimensionale, aumentando di molto rispetto al tradizionale progetto le informazioni disponibili, ad esempio sulle quantità di materiali e i relativi costi. Anticipando, così, già in sede di progetto gli effetti del cantiere. 

Il provvedimento, nella sua versione finale, ricalca per molte parti quello messo in consultazione l'estate scorsa dal Mit e redatto dalla commissione guidata dal provveditore alle opere pubbliche di Lombardia ed Emilia Romagna, Pietro Baratono. Quindi gli obblighi partiranno dai «lavori complessi». Tra questi, il decreto individua quelli «caratterizzati da elevato contenuto tecnologico o da una significativa interconnessione degli aspetti architettonici, strutturali e tecnologici». Per questo tipo di opere, quando sarà sfondata la soglia dei 100 milioni di euro, il Bim diventerà obbligatorio già a partire dal primo gennaio 2019. Si passerà poi, dal primo gennaio 2020, alle opere di importo superiore ai 50 milioni. Dal 2021 l'obbligo riguarderà le opere oltre i 15 milioni. E così via, fino al 2025, quando saranno coinvolte dall'obbligo anche le opere sotto il milione. Scompare, invece, ogni riferimento alle norme Uni, oggetto di molte polemiche in fase di redazione del testo. Una parte importante del decreto riguarderà la formazione delle stazioni appaltanti: queste dovranno varare un piano di aggiornamento del personale e mettere a punto un programma di acquisto e manutenzione di strumenti hardware e software. Questo provvedimento rappresenta uno dei tasselli chiave dell'attuazione del Codice che, per il resto – va ricordato – è ancora a metà del guado.

 

Il parere sui testi definitivi (che recepiscono le modifiche chieste da comuni e regioni) dovrà arrivare entro il 29 gennaio

Si avvicinano all’approvazione definitiva due provvedimenti del ministero delle Infrastrutture di attuazione del codice appalti: il decreto riguardante le attività di direzione lavori e quello sulla regolamentazione del debat public su (alcune) opere pubbliche. Sui testi le Camere dovranno esprimere il parere entro il prossimo 29 gennaio.

Qui e qui sono disponibili i testi e le relazioni illustrative dei provvedimenti trasmessi per il parere alla Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera.

Di seguito una breve sintesi dei contenuti.

 

Débat public

Il dibattito pubblico sarà obbligatorio prima di decidere la realizzazione di infrastrutture a rete da 500 milioni di euro in su e sulle infrastrutture puntuali da 300 milioni di euro in su. È però prevista anche la possibilità di svolgere il dibattito su opere per una soglia di importo ridotto di un terzo rispetto ai valori prima indicati. In questo caso la richiesta può arrivare dai seguenti soggetti: Presidenza del consiglio dei ministri o dai ministeri direttamente interessati alla realizzazione dell'opera; un consiglio regionale o una provincia o una città metropolitana o un comune capoluogo di provincia territorialmente interessati dall'intervento; uno o più consigli comunali o di unioni di comuni territorialmente interessati dall'intervento (se complessivamente rappresentativi di almeno 100mila abitanti); almeno 50mila cittadini elettori nei territori in cui è previsto l'intervento; almeno un terzo dei cittadini elettori per gli interventi che interessano le isole con non più di 100mila abitanti e per il territorio di comuni di montagna.

Come anticipato sono state escluse dal perimetro del regolamento le «infrastrutture energetiche, qualificabili come opere private di interesse pubblico» che non richiedono il parere del Mise e anche acciaierie e impianti chimici con capacità produttiva superiore a 500 Gg/uomo.

 

Direzione lavori

Il decreto sulla direzione lavori - o per meglio dire sulle «linee guida concernenti le modalità di svolgimento delle funzioni del direttore dei lavori e del direttore dell'esecuzione dei contratti relativi a servizi o forniture» - approda in parlamento con diverse modifiche e aggiustamenti rispetto alla versione che è uscita dalla conferenza unificata del 6 dicembre scorso, dopo un mese abbondante di intenso confronto tecnico. Il testo recepisce, con l'ok dell'Anac, alcune delle numerose richieste di modifica presentate da regioni e comuni.

Uno degli aspetti sui quali si è più lavorato e discusso è quello delle varianti in corso d'opera.

La novità da segnalare - intervenuta proprio in sede di conferenza unificata - è lo stralcio di uno dei casi di variante. Il testo eliminato prevedeva che la perizia di variante fosse accompagnata da un atto aggiuntivo al contratto principale; che il Rup comunicasse all'impresa di dichiarare l’intenzione o meno di accettare la prosecuzione dei lavori e a quali condizioni; la tacita accettazione dell'impresa a proseguire i lavori a condizioni economiche invariate in caso di assenza di risposta; la tacita accettazione della Pa alle condizioni dell'impresa in caso di assenza di risposta.

«In accoglimento di una proposta emendativa formulata come raccomandazione dalle Regioni - si legge nella relazione di accompagnamento al decreto - tale disposizione è stata stralciata, in quanto, come ragionevolmente sostenuto dalle Regioni stesse, non essendo possibile un aumento della prestazione oltre il "quinto d'obbligo", potrebbe ingenerarsi il rischio di confusione con il caso della variante, per il quale si applica l'articolo 106 del codice e i commi l e 2 del presente articolo che richiamano puntualmente tale disposizione».

Da parte sua, il Dag di Palazzo Chigi ha rilevato «che sarebbe opportuno un approfondimento ulteriore sulla disciplina vigente in materia di varianti al di sopra del "quinto d'obbligo" e sulle eventuali conseguenze derivanti dalla mancanza di specifiche previsioni normative».

 

Il parere dell’antitrust sul rilascio delle garanzie fideiussorie

Con un parere pubblicato sul Bollettino n. 1 del 15 gennaio 2018, l'Antitrust risponde alla richiesta formulata dalla Provincia di Parma in merito all’applicazione della disciplina dettata dal d.lgs. 18 aprile 2016 n. 50 – nuovo Codice dei contratti - in ordine al rilascio di garanzie fideiussorie nelle procedure di gara per l’affidamento di contratti pubblici.

In via preliminare l'Autorità osserva di aver già avuto modo di precisare che “il bando di gara non può contenere disposizioni volte ad escludere le imprese bancarie, le imprese assicurative o gli intermediari finanziari iscritti nell’albo di cui all’art. 106 TUB (si tratta delle categorie di imprese che l’art. 93, comma 3, del Codice dei contratti pubblici annovera tra quelle che possono rilasciare garanzie fideiussorie ai partecipanti alle procedure di gara ad evidenza pubblica per l’affidamento di concessioni e contratti pubblici) dal novero dei soggetti ammessi a prestare le garanzie fideiussorie necessarie per la presentazione delle offerte. Una tale limitazione, infatti, comporterebbe una distorsione delle dinamiche concorrenziali nella fornitura delle garanzie fideiussorie e restringerebbe in maniera ingiustificata l’accesso a tale servizio finanziario da parte dei partecipanti alla gara”. L’Agcm precisa inoltre che “il bando di gara non può contenere disposizioni che impediscano alle imprese bancarie, assicurative e agli intermediari finanziari che operano in Italia in regime di libera prestazione di servizi di rilasciare garanzie fideiussorie. Infatti, l’esclusione di tali imprese comporterebbe un’ingiustificata restrizione della concorrenza e, per il suo carattere discriminatorio per ragioni di nazionalità, costituirebbe una violazione del diritto comunitario”.

Per quanto riguarda la posizione delle imprese extracomunitarie, l'Autorità osserva che “in assenza di una specifica normativa comunitaria (art. 56, comma 2, del TFUE), tali imprese non possono operare in regime di libera prestazione dei servizi. L’Autorità, tuttavia, osserva che gli enti aggiudicatori e le stazioni appaltanti non possono in via generale escludere che le offerte siano corredate da garanzie fideiussorie rilasciate da imprese extracomunitarie, in quanto tali imprese possono essere autorizzate ad operare nel mercato italiano nel rispetto di quanto previsto dalla legislazione settoriale e dalla regolazione di vigilanza in materia bancaria, assicurativa e di intermediazione finanziaria. Nel bando di gara, pertanto, non può prevedersi l’esclusione delle imprese extracomunitarie autorizzate, in quanto ciò risulterebbe restrittivo della concorrenza, nonché ingiustificatamente discriminatorio”.

L’Antitrust, infine, ritiene che “le stazioni appaltanti o gli enti aggiudicatori possono acquisire elementi utili a valutare la solvibilità e l’affidabilità delle imprese extracomunitarie, dalle disposizioni normative e regolatorie che fissano i requisiti per il rilascio delle autorizzazioni settoriali, nonché dal titolo autorizzatorio e dalle informazioni reperibili direttamente presso le competenti Autorità di vigilanza”. (casaeclima.com)

Qui il bollettino dell'Antitrust.

 

I chiarimenti del Ministero dell’Ambiente sui CAM

Il 7 novembre 2017 è entrato in vigore il decreto 11 ottobre 2017 del Ministero dell'ambiente recante “ Criteri ambientali minimi per l'affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici pubblici”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.259 del 6 novembre 2017. In proposito il Ministero dell'ambiente ha pubblicato sul suo sito i chiarimenti - versione del 15 dicembre 2017 - sui Criteri ambientali minimi per l’edilizia adottati con DM 11 ottobre 2017.

Qui le FAQ.

 

 

PROFESSIONISTI

 

L’attuazione dell’equo compenso

Il Ministro della giustizia ha trasmesso alla Camera dei deputati il provvedimento recante la determinazione dei parametri per la liquidazione dei compensi per la professione forense ai fini del parere della  Commissione Giustizia, che dovrà esprimersi entro il 16 marzo 2018.
Il decreto rappresenta la prima attuazione del principio dell’equo compenso, introdotto con il dl 148/2017 e modificato dalla legge di bilancio 2018 e riguarda unicamente le prestazione rese nell’esercizio della professione forense. Per quanto riguarda le altre professioni, occorrerà, dunque, attendere l’emanazione degli ulteriori decreti del Ministero della Giustizia di concerto con i ministri competenti.

 

 

 

Rubrica di aggiornamento legislativo e giurisprudenziale - gennaio 2018

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Consiglio di Stato, sez. V, sent. n. 3130/2014: divieto per le amministrazioni di limitare la partecipazione al bando ai soli istituti universitari per la procedura di affidamento di un incarico di studio e consulenza per la redazione del P. G. T. comunale.

 

Con la sentenza in commento il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato dalla Consulta Regionale dell’Ordine degli Ingegneri della Lombardia che riforma una sentenza del TAR relativa all'affidamento di un incarico di studio e consulenza per la redazione di un Piano di Governo del Territorio (P. G. T.).

Nel 2009 il Comune di Pavia aveva pubblicato un avviso di selezione per l’affidamento dell’incarico di studio e consulenza tecnico-scientifica per la redazione del P. G. T. comunale.

L’oggetto dell’incarico era precisato al punto 1 dell’avviso, a mente del quale “la prestazione dell’opera intellettuale di studio e consulenza tecnico scientifica finalizzata alla redazione degli atti costituenti il Piano di Governo del Territorio, e precisamente:

- documento di piano

- piano dei servizi

- piano delle regole”.

In premessa l’avviso di selezione precisava “che, in linea con le indicazioni della Giunta Comunale n. 133 del 6/8/2 009 si ritiene che gli Istituti Universitari siano i più adatti a garantire, in ragione del carattere multidisciplinare della loro organizzazione e delle loro strutture scientifiche, un livello di attività di studio consulenza e coordinamento adeguata a consentire al Comune di Pavia di dare al redigendo P, G. T. un carattere innovativo nel rispetto dei tempi previsti dalla normativa regionale per l’approvazione del P. G. T. cittadino, anche in considerazione della difficoltà insita nel dover integrare e attualizzare il materiale e gli atti già predisposti dall’Ente”.

Pertanto, al punto 4 dell’avviso, recante “Requisiti dei soggetti che intendono manifestare la propria candidatura al conferimento dell’incarico in oggetto”, il Comune di Pavia restringeva la partecipazione alla procedura di affidamento ai soli istituti universitari, pubblici e privati.

Con ricorso al TAR la Consulta Regionale dell’Ordine degli Ingegneri lombardi censurava l'avviso, deducendo la violazione dei principi generali in materia di affidamento di incarichi di servizi, ai sensi della normativa nazionale e comunitaria.

Il TAR per la Lombardia respingeva però il ricorso, osservando che il diritto comunitario consente alle amministrazioni aggiudicatrici, in alternativa allo svolgimento di una procedura di evidenza pubblica, di stipulare accordi a titolo oneroso con altre amministrazioni pubbliche (sentenze CGCE 13 novembre 2008, causa C 324/07 e 9 giugno 2009, causa C 480/06), e che il principio trova applicazione nell’ordinamento nazionale laddove è riconosciuta alle amministrazioni pubbliche la possibilità di concludere fra loro accordi per disciplinare lo svolgimento in collaborazione di attività di interesse comune (art. 15, l. n. 241/1990).

La V sezione del Consiglio di Stato, dopo aver respinto i motivi di appello incidentale, in ordine alla dedotta inammissibilità del ricorso di primo grado, con separata ordinanza rimetteva alla Corte di Giustizia UE la questione interpretativa pregiudiziale volta a verificare la compatibilità con la direttiva sugli appalti pubblici di lavori, servizi e forniture nei settori ordinari 2004/18/CE dell’affidamento in via diretta di contratti della specie di quello in contestazione, a soggetti qualificabili, a loro volta, come amministrazioni aggiudicatrici ma, al contempo, come operatori economici in base alla suddetta direttiva.

Con ordinanza del 16 maggio 2013 (causa n. C-564/11) la Corte di Giustizia ha stabilito che:

1) l’affidamento senza gara da parte di un’amministrazione aggiudicatrice di un contratto contrasta con le norme ed i principi sull’evidenza pubblica comunitaria quando ha ad oggetto servizi i quali, pur riconducibili ad attività di ricerca scientifica, “ricadono, secondo la loro natura effettiva, nell’ambito dei servizi di ricerca e sviluppo di cui all’allegato II A, categoria 8, della direttiva 2004/18, oppure nell’ambito dei servizi d’urbanistica e dei servizi affini di consulenza scientifica e tecnica indicati nella categoria 12 di tale allegato”;

2) non sussiste, per contro, l’obbligo della gara in caso di “contratti che istituiscono una cooperazione tra enti pubblici finalizzata a garantire l’adempimento di una funzione di servizio pubblico comune a questi ultimi”;

3) questa ipotesi è configurabile quando dette forme di cooperazione rispettino le seguenti condizioni: “siano stipulati esclusivamente tra enti pubblici, senza la partecipazione di una parte privata, che nessun prestatore privato sia posto in una situazione privilegiata rispetto ai suoi concorrenti, e che la cooperazione da essi istituita sia retta unicamente da considerazioni ed esigenze connesse al perseguimento di obiettivi d’interesse pubblico”.

Il Giudice comunitario ha, quindi, demandato a Palazzo Spada l’accertamento delle predette condizioni. Nondimeno, lo stesso ha potuto rilevare che le attività dedotte nel contratto, pur connotate da metodologie e fondamenti di carattere scientifico, si sostanziano in prestazioni “che vengono generalmente svolte da ingegneri o architetti e che, pur se basate su un fondamento scientifico, non sono assimilabili però ad attività di ricerca scientifica. Di conseguenza … la funzione di servizio pubblico che costituisce l’oggetto della cooperazione tra soggetti pubblici istituita da detto contratto non sembra garantire l’adempimento di una funzione di servizio pubblico comune al Comune di Pavia e all’Università”.

Il Consiglio di Stato è quindi pervenuto alla conclusione che va escluso che il contratto in contestazione dia luogo ad “una cooperazione tra enti pubblici finalizzata a garantire l’adempimento di una funzione di servizio pubblico comune a questi ultimi”, dato che l’Università di Pavia si pone rispetto ad essa nella veste di operatore economico privato, in grado di offrire al mercato servizi rientranti in quelli previsti nell’allegato II-A alla direttiva 2004/18.

Pertanto, il Consiglio di Stato ha accolto l'appello proposto dagli ingegneri ed ha annullato l'avviso di selezione pubblicato dal Comune di Pavia.

Avv. Giuseppe Acierno

 

 

 

Consiglio di Stato, Sez. VI, sent. n. La sola residenza nei pressi della nuova costruzione non è sufficiente a giustificare l’interesse all’impugnativa del titolo edilizio.

 

Il Consiglio di Stato, sez. VI, con la sentenza n. 4830/2017, ha chiarito che per giustificare l’interesse a ricorrere non è più sufficiente rilevare unicamente la residenza nei pressi di una nuova costruzione (nella specie la sentenza ha negato la legittimazione attiva al soggetto che aveva la propria abitazione a 284 metri).

Il concetto di vicinitas è infatti ormai superato, o quanto meno deve essere ulteriormente integrato dalla parte ricorrente con la prova concreta della lesione specifica, inferta dagli atti impugnati alla propria situazione giuridica soggettiva (es. deprezzamento del valore di un proprio bene).

Non è più sufficiente a sostanziare una situazione qualificata di legittimazione (e di interesse) a ricorrere la generica deduzione di una semplice riduzione del panorama dovuta all’intervento edilizio (cfr. Consiglio di Stato, sez. IV, n. 383/2016).

Infatti, nel tempo la nozione di vicinitas è stata meglio specificata nella sua portata effettiva dalla giurisprudenza. In particolare, è stata affermata la necessità di dimostrare la sussistenza di un reale pregiudizio che derivi dalla realizzazione dell’intervento. Tale pregiudizio, peraltro, deve essere specificato con riferimento alla situazione fattuale (dunque, è indispensabile dimostrare come, perché, ed in quale misura il provvedimento impugnato incide sulla posizione sostanziale dedotta in causa), dovendo presentare i caratteri della concretezza, immediatezza ed attualità che devono necessariamente connotare l’interesse fatto valere nel processo.

E così, con particolare riferimento al settore commerciale, la vicinanza è diversamente apprezzata quando ad impugnare sia un operatore economico. In questo caso, la nozione ha subìto un’ulteriore elaborazione da parte della giurisprudenza (Consiglio di Stato, sez. IV, n. 3563/2017).

In particolare, il criterio dello stabile “collegamento territoriale”, che deve legare il ricorrente all’area di operatività del controinteressato, si specifica identificandosi nella nozione di stesso bacino d’utenza della concorrente. Ma, anche in questo caso, l’interesse processuale deve collegarsi oggettivamente all’apprezzabile calo del volume d’affari del ricorrente.

Per quanto invece riguarda i ricorsi promossi dai proprietari dei fondi vicini, specie per gli interventi minori (ad esempio, quelli aventi ad oggetto le opere svolte nello stesso condominio in cui risiedono), queste considerazioni ovviamente rilevano meno. Si maniste sta, tuttavia, in maniera più stringente la necessità di impugnare tempestivamente i titoli edilizi, ossia entro i 60 giorni dall’esposizione del cartello di cantiere, soprattutto se integrato.

Avv. Davide Ferrara

BRAU, la 4a edizione del Premio di architettura Fondazione Inarcassa / CICOP Italia ONLUS

Fondazione Inarcassa è lieta di presentare la 4° edizione del Premio di architettura «Riscoperta e Rivalorizzazione del Patrimonio Architettonico incorporato in edifici esistenti» nell'ambito dell'evento BRAU Biennale del Restauro Architettonico e Urbano, organizzato con CICOP Italia 

Newsletter Fiscale Gennaio 2018

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Nuovo appuntamento con il servizio di newsletter di informazione in ambito fiscale, servizio curato dallo Studio Commercialista Pertile-Sensi. 

In questa newsletter troverete:

SCADENZARIO FISCALE    

NOVITA’ FISCALI E AMMINISTRATIVE    
Detrazioni per gli immobili – novità del­la legge di bilancio 2018    
Novità in materia di IRAP - legge di bi­lan­­cio 2018    
Blocco dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni – novità della legge di bilancio 2018    
SPLIT PAYMENT – Elenchi dei soggetti interessati per il 2018     

RISPOSTE AI QUESITI     

 

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E' online l'8° numero della Newsletter "Destinazione Emirati Arabi Uniti"

La newsletter "Destinazione Emirati Arabi Uniti" è uno strumento operativo per agevolare i professionisti e le aziende che vogliono sviluppare la propria attività a livello internazionale. Una pubblicazione mensile con contenuti originali ed esclusivi, che ha l’obiettivo di aggiornare architetti e ingegneri sulle opportunità offerte dal mercato degli Emirati Arabi e - in particolare - da Dubai, capitale dell’architettura d’avanguardia.

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