Le nostre osservazioni al Codice degli appalti

"Lo schema del D. lgs recante il nuovo codice dei Contratti Pubblici è stato approvato dal C.D.M. in data 3 marzo u.s. ed assegnato alle competenti commissioni parlamentari per l'acquisizione del parere, prescritto dalla legge di delega.

In questo passaggio ai soggetti interessati viene data la possibilità di inviare le proprie osservazioni al nuovo codice che, ove condivise, potrebbero essere inserite nei pareri.

Sintesi di monitoraggio legislativo 11 marzo 2016

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  • NOTA POLITICA

 

Sullo sfondo di una situazione internazionale sempre più complessa e drammatica per la vicenda dei migranti, l’arrivo della lettera europea di richiamo sui conti pubblici non sembra preoccupare più di tanto il Governo. Bruxelles ricorda all’Italia che nel 2015 e 2016 non rispetta la regola del debito e che la legge di bilancio 2016 è a rischio di deviazioni dagli obiettivi di aggiustamento del deficit in termini strutturali. Roma dovrà rispondere entro il 15 aprile e il Ministro Padoan rassicura che non ci sarà bisogno di una vera e propria manovra. L’Italia resta orientata alla crescita, a sviluppare gli investimenti e a ridurre le tasse. Alla richiesta di Bruxelles di controllare i conti, l’Italia potrebbe rispondere con un intervento di 2/3 miliardi (da attuare nel disegno di legge di assestamento di bilancio), sotto forma di semplice aggiustamento del bilancio che potrebbe tener conto del calo degli interessi sul debito di stato. Qualche fondo in più potrebbe arrivare dei buoni risultati della volountary disclosure. Nelle intenzioni dunque niente nuove tasse e niente tagli, ma aggiustamenti che dovrebbero testimoniare la buona volontà verso la Commissione per ottenere nuova flessibilità nei conti per il prossimo anno. Inoltre l’Italia sta cercando di fare entrare la spesa per i migranti come dato strutturale nel bilancio, magari finanziato con l’emissione di titoli di debito pubblico europeo. Il giudizio della Commissione europea sulle richiesta di flessibilità (in funzione delle riforme, degli investimenti e delle spese straordinarie per immigrazione e terrorismo) arriverà nel prossimo mese di maggio.

 

 

  • DALLE ISTITUZIONI

 

CdM: nuovo Codice appalti

Il Consiglio dei ministri ha approvato in esame preliminare un decreto legislativo di attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 febbraio 2014, sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori speciali dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali, nonché sul riordino della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture.

Il Governo recepisce in un unico decreto le direttive appalti pubblici e concessioni e riordina la disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture e contratti di concessione.

Il nuovo “Codice degli appalti pubblici e dei contratti di concessione” contiene criteri di semplificazione, snellimento, riduzione delle norme in materia, rispetto del divieto di gold plating.

È una disciplina autoapplicativa. Non prevede infatti, come in passato, un regolamento di esecuzione e di attuazione, ma l’emanazione di linee guida di carattere generale, da approvare con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti su proposta dell’ANAC e previo parere delle competenti commissioni parlamentari. Le linee guida, quale strumento di soft law, contribuiranno ad assicurare la trasparenza, l’omogeneità e la speditezza delle procedure e fornire criteri unitari. Avranno valore di atto di indirizzo generale e consentiranno un aggiornamento costante e coerente con i mutamenti del sistema. Dove sono stati previsti decreti amministrativi attuativi, comunque non di natura regolamentare, è stata individuata, nel regime transitorio, la valenza temporanea di alcune norme del regolamento, relative a contabilità, verifiche e collaudi, per consentire l’immediata applicabilità della nuova normativa.

Il Codice è articolato per processi, di facile consultazione, articolato in sequenza dal momento in cui si decide una procedura di affidamento a quello finale dell’esecuzione. Declina la pianificazione, programmazione e progettazione, fasi fondamentali per la stazione appaltante, le modalità di affidamento, individuando i principi comuni a tutti i tipi di affidamento: trasparenza, economicità, efficacia, correttezza, tempestività, libera concorrenza, non discriminazione, applicabilità dei contratti collettivi al personale impiegato nei lavori, servizi e forniture oggetto dei contratti, applicabilità della legge 241/1990, il RUP, le fasi delle procedure, i controlli sugli atti di affidamento e i criteri di sostenibilità energetica e ambientale.

Tra le novità:

  • Qualità del progetto, della stazione appaltante e degli operatori

  • Misure a sostegno della legalità, rafforzamento del ruolo di ANAC

  • Disciplinate le concessioni, superata la garanzia globale, arriva il documento di gara europeo

  • Documento di gara unico europeo

  • Trasparenza e dematerializzazione con le gare elettroniche , banche dati

  • Norme per il Partenariato pubblico privato

  • Programmazione delle opere e superamento della Legge Obiettivo

  • Rivisitazione del general contractor e albi per direttori lavori e collaudatori

  • Riduzione del contenzioso amministrativo

Il Nuovo Codice degli Appalti e delle Concessioni (slide)

 

testo trasmesso alle Camere (Atto n. 283).

 

  1. La nuova disciplina in tema di progettazione

Per quanto attiene ai profili di maggiore interesse, il capitolo della nuova normativa sulla progettazione è stato oggetto di dure critiche da parte degli operatori del mercato.

Manca, infatti, una sezione specifica dedicati ai servizi di architettura e di ingegneria, che vengono regolati alla stregua degli altri servizi, stabilendo volta per volta specifiche eccezioni. Tuttavia, è da registrare una novità importante: la nascita del progetto di fattibilità, che diventa il primo livello di progettazione e servirà a individuare, tra più soluzioni, quella che presenta il miglior rapporto tra costi e benefici per la collettività, in relazione alle specifiche esigenze da soddisfare e prestazioni da fornire. Restano confermati, a valle del progetto di fattibilità, i tre livelli di progettazione, che includono anche il definitivo e l'esecutivo.

Passando ai profili più duramente criticati del nuovo codice, l’art. 93 del testo include, tra le regole sulle garanzie per la partecipazione alle procedure di gara, anche la cauzione pari al 2% del prezzo indicato nel bando. Mentre nel vecchio Codice i servizi di progettazione venivano esclusi dall’obbligo di versare la cauzione, il nuovo testo non prevede tale esclusione. Il carico per i piccoli progettisti diventa quasi insostenibile: dovranno pagare la cauzione e, in più, sottoscrivere una polizza per la responsabilità professionale.

C’è, poi, la questione dell’appalto integrato. Il problema, per gli operatori, è che nel codice non vengono riprodotte le previsioni della delega, che dava la possibilità di affidare con questa formula progetti e lavori per opere ad elevato contenuto tecnologico. L’art. 23 dice, invece, precisa che tutto andrà affidato sulla base di un progetto esecutivo, salvo eccezioni. Un assetto che non chiarisce assolutamente gli aspetti applicativi dell’appalto integrato.

Infine, il tema dei concorsi. I soggetti interessati al tema hanno sottolineato evidenziato che sul punto non c’è nulla di nuovo e, anzi è stato fatto qualche passo indietro. Infatti, anche per le opere di particolare interesse architettonico viene previsto che prima si verifichi la possibilità di usare progettisti interni, ipotesi che oggi non esiste.

 

  1. La delusione di Fondazione Inarcassa e della Rete delle Professioni Tecniche

Il Presidente Andrea Tomasi si è detto deluso e preoccupato perché lo schema di decreto legislativo di attuazione della delega appalti non tiene nella debita considerazione la centralità della fase progettuale. Nel testo manca una disciplina organica dei servizi di ingegneria e architettura e la regolamentazione del settore è lasciata a varie disposizioni disseminate in modo sparo nel provvedimento.

Qui il comunicato stampa diffuso da Fondazione Inarcassa.

Anche Armando Zambrano, coordinatore della Rete delle Professioni Tecniche ha commentato criticamente il provvedimento, lamentando il tradimento dello spirito della legge delega circa la centralità della progettazione.

Qui la dichiarazione integrale dell'Ing. Zambrano.

Zambrano, inoltre, è stato protagonista di un duro botta e risposta con l’Oice, l’organizzazione di categoria aderente a Confindustria che rappresenta le organizzazioni di ingegneria e architettura, in merito alla questione della “sanatoria” dei contratti posti in essere dalla società di ingegneria con i privati. Tuttavia, sebbene sembrasse che la disposizione potesse entrare nel nuovo codice appalti, la soluzione della querelle è stata affidata al disegno di legge in materia di concorrenza (che la affronta all’art. 46), attualmente all’esame del Senato.

 

 

Dlg terre e rocce da scavo

Il Parlamento deve dare il parere sul regolamento di disciplina semplificata della gestione delle terre e rocce da scavo (n. 279 - Relazione illustrativa e tecnica).

lo schema di decreto disciplina il riutilizzo in situ di terre e rocce da scavo qualificate sottoprodotti e provenienti da cantieri di piccole dimensioni, compresi quelli finalizzati alla costruzione o alla manutenzione di reti e infrastrutture, il deposito temporaneo delle terre e rocce da scavo qualificate rifiuti, nonché l'utilizzo in situ di terre e rocce escluse dalla disciplina rifiuti e la loro gestione nei siti oggetto di bonifica.

Tra l’altro sono definiti i requisiti generali da soddisfare affinché le terre e rocce da scavo generate in cantieri di piccole dimensioni, in cantieri di grandi dimensioni e in cantieri di grandi dimensioni non sottoposti a valutazione di impatto ambientale (VIA) e autorizzazione integrata ambientale (AIA) siano qualificate come sottoprodotti e non rifiuti, nonché i principi generali ad esse applicabili. Si chiarisce che il deposito delle terre e rocce da scavo prima dell'utilizzo può essere effettuato anche in un luogo diverso dal sito di produzione e dal sito di destinazione, purché siano rispettati specifici requisiti, prevedendo altresì la facoltà di individuare uno o più siti di deposito intermedio. Definiti gli adempimenti previsti per il trasporto fuori dal sito di produzione delle terre e rocce da scavo qualificate come sottoprodotti; sono previste anche modalità semplificate per attestare che le terre e rocce da scavo generate nei cantieri di grandi dimensioni soddisfano le condizioni per essere qualificate sottoprodotti. Vengono pertanto disciplinati i contenuti, le tempistiche e gli effetti del piano di utilizzo, individuando i soggetti coinvolti, e viene definito il regime dei controlli.

Si prevede che il piano di utilizzo delle terre e rocce generate da cantieri di grandi dimensioni abbia una efficacia limitata nel tempo. In presenza di modifiche sostanziali del piano di utilizzo, si stabilisce l'obbligo per il proponente o per l'esecutore di aggiornare il medesimo piano, seguendo una procedura semplificata.

Viene individuata anche una procedura finalizzata a garantire pubblicità e trasparenza dei dati relativi alla qualità ambientale del territorio nazionale. Si attribuisce all'ISPRA la predisposizione di un tariffario nazionale da applicare al proponente per la copertura dei costi sopportati dalle Agenzie di protezione ambientale.

Si disciplina l'utilizzo come sottoprodotti delle terre e rocce da scavo generate da cantieri di piccole dimensioni, ossia da quei cantieri che producono terre e rocce da scavo in quantità non superiore ai 6.000 metri cubi e destinate a recuperi, ripristini, rimodellamenti, riempimenti ambientali o altri utilizzi sul suolo; definite anche le procedure per la predisposizione, la trasmissione e l'aggiornamento della dichiarazione di utilizzo per i cantieri di piccole dimensioni.

Una norma apposita concerne i cantieri di grandi dimensioni non sottoposti a procedure di valutazione di impatto ambientale o ad autorizzazione integrata ambientale, cioè i cantieri in cui sono prodotte terre e rocce da scavo in quantità superiori a 6.000 metri cubi nel corso della realizzazione di opere non soggette a VIA e AIA.

Disciplinata la fattispecie del deposito temporaneo delle terre e rocce da scavo qualificate rifiuti, individuando procedure ad hoc; fissata la procedura per l'utilizzo delle terre e rocce escluse dal campo di applicazione dei rifiuti e prodotte nell'ambito della realizzazione di opere o attività sottoposte a VIA.

 

Comunicato Anac su trasmissioni varianti in corso d’opera

Il 4 marzo è stato pubblicato il comunicato del Presidente, Dott. Raffaele Cantone, del 17 febbraio 2016 che fornisce indicazioni sull’applicazione delle norme sugli obblighi di trasmissione all’Anac delle varianti in corso d’opera (art. 37, d.l. 24 giugno 2014, n. 90 convertito in legge 11 agosto 2014, n. 114).

Qui il testo completo.

 

 

Senato - Ddl 859 D - Omicidio stradale : il sì finale

Con voto di fiducia (149 sì, 3 no e 15 astensioni), l'Assemblea del Senato ha approvato in via definitiva il ddl che introduce il reato di omicidio stradale e il reato di lesioni personali stradali, nonché disposizioni di coordinamento al decreto legislativo n. 285/1992 e al decreto legislativo n. 274/2000.

Omicidio o lesioni

Punito con la reclusione da 8 a 12 anni l'omicidio stradale colposo commesso da conducenti un veicolo a motore in stato di ebbrezza alcolica grave o di grave alterazione psico-fisica conseguente all'assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope; in stato di ebbrezza o alterazione psicofisica meno grave laddove si tratti di conducenti che esercitano professionalmente l'attività di trasporto di persone e di cose.

È, invece, punito con la pena della reclusione da 5 a 10 anni l'omicidio stradale colposo commesso da conducenti di un veicolo a motore in stato di ebbrezza alcolica con minore tasso alcolemico, che abbiano superato specifici limiti di velocità, che abbiano attraversato le intersezioni semaforiche disposte al rosso o abbiano circolato contromano, che abbiano effettuato manovre di inversione del senso di marcia in prossimità o in corrispondenza di intersezioni, curve o dossi, che abbiano effettuato sorpassi azzardati. La pena è diminuita fino alla metà quando l'omicidio stradale, pur cagionato da condotte imprudenti, sia conseguenza anche di una condotta colposa della vittima. La pena è aumentata se l'autore del reato non ha conseguito la patente (o ha la patente sospesa o revocata).

Nel caso in cui il conducente provochi la morte di più persone ovvero la morte di una o più persone e le lesioni di una o più persone, la pena è aumentata fino ad un massimo di 18 anni.

Revoca patente

In caso di condanna o patteggiamento (anche con la condizionale) per omicidio o lesioni stradali viene automaticamente revocata la patente. Una nuova patente sarà conseguibile solo dopo 15 anni (omicidio) o 5 anni (lesioni). Tale termine è però aumentato nelle ipotesi più gravi: se ad esempio il conducente è fuggito dopo l’omicidio stradale, dovranno trascorrere almeno 30 anni dalla revoca.

Fuga del conducente

E' prevista una specifica circostanza aggravante nel caso in cui il conducente, responsabile di un omicidio stradale colposo, si sia dato alla fuga.

Se il conducente fugge dopo l’incidente scatta l’aumento di pena da un terzo a due terzi, e la pena non potrà comunque essere inferiore a 5 anni per l’omicidio e a 3 anni per le lesioni.

Flagranza di reato

E’ esclusa l'ipotesi dell'arresto in flagranza di reato, prevista in caso di omicidio stradale, ove il conducente si fermi e presti assistenza a coloro che hanno subito danni alla persona, mettendosi a disposizione degli organi di polizia giudiziaria, e dall'incidente derivi il delitto di lesioni personali colpose.

 

Associazioni tra avvocati: liberi professionisti che possono partecipare

E’ del 4 febbraio 2016, il decreto del Ministero della giustizia n. 23, recante “Regolamento recante norme di attuazione dell'articolo 4, comma 2, della legge 31 dicembre 2012, n. 247, per l'individuazione delle categorie di liberi professionisti che possono partecipare alle associazioni tra avvocati”, in vigore dal 16 marzo 2016.

I liberi professionisti non iscritti nell’albo forense che partecipano ad una associazione multidisciplinare devono appartenere alle categorie organizzate in ordini e collegi professionali tra cui ordine degli ingegneri e ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori) (GU n. 50 del 1°.3.2016)

 

MiSE: “Disegni+3”, parte il nuovo incentivo

Dopo il successo ottenuto dalla misura Disegni+2, dalle ore 9.00 di mercoledì 2 marzo è possibile presentare le domande per accedere all’agevolazione per la valorizzazione di disegni e modelli denominata “Disegni+3”. Le risorse disponibili ammontano complessivamente a 4 milioni e 700 mila euro e sarà possibile presentare più richieste di agevolazione aventi ad oggetto, ognuna di esse, un diverso disegno/modello, fino al raggiungimento dell’importo massimo, per impresa, di 120 mila euro.

La versione integrale del bando e la relativa documentazione per la presentazione delle domande sono disponibili sui siti: www.sviluppoeconomico.gov.it,  www.uibm.gov.it, www.unioncamere.gov.itt e www.disegnipiu3.it

 

Finanze: coefficienti fabbricati D

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 55 del 7 marzo 2016 il Decreto 29 febbraio 2016 – Aggiornamento coefficienti fabbricati D  - Imposta municipale propria (IMU) e Tributo per i servizi indivisibili (TASI) – Fabbricati appartenenti al gruppo catastale D – Aggiornamento dei coefficienti per l’anno 2016.

Fisco Oggi: Immobili classificati nel gruppo D: coefficienti 2016 per Imu e Tasi

 

MEF: Guida al Leasing prima casa giovani

Il 1° marzo scorso si è svolta, presso la sala Regina della Camera dei Deputati, la presentazione della Guida per la casa in leasing, una importante novità introdotta dalla legge di stabilità 2016. La disciplina del leasing immobiliare abitativo, prevede incentivi fiscali sull’acquisto o la costruzione di immobili da adibire ad abitazione principale. La finalità della misura è di agevolare, specie per i più giovani, l'acquisto dell'abitazione di residenza attraverso l'utilizzo dello strumento della locazione finanziaria quale innovativo canale di finanziamento rispetto all’ordinario strumento del mutuo ipotecario.

La Guida “Il Leasing immobiliare abitativo” chiarisce le caratteristiche fondamentali del leasing immobiliare abitativo e i dubbi più frequenti, le tutele per il cittadino e i regimi fiscali applicabili. La guida sarà distribuita gratuitamente da Assilea, dal Consiglio Nazionale del Notariato e dalle Associazioni dei Consumatori ed è inoltre scaricabile dai rispettivi siti web.

Leggi tutto

Allegato 1 - Slides_leasing_abitativo (PPT, 1.12 MB )

Allegato 2 - Guida leasing abitativo (PDF, 224.7 KB )

CNN: Il Consiglio Nazionale del Notariato ha diffuso una sintesi della Guida per la casa in leasing comunicato stampa.

 

Agenzia Entrate: detrazioni efficientamento energetico 

Le agevolazioni previste dalla Legge di Stabilità vengono concesse quando si eseguono interventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti e contemplano sia la detrazione fiscale del 65% per gli interventi di efficientamento energetico e di adeguamento antisismico degli edifici, sia la detrazione del 50% per le ristrutturazioni edilizie. In particolare, la detrazione pari al 65% per le spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2016, è riconosciuta se le spese sono state sostenute per:

• la riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento

• il miglioramento termico dell'edificio (coibentazioni - pavimenti - finestre, comprensive di infissi)

• l'installazione di pannelli solari

• la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.

A questo proposito, è opportuno precisare che

• dal 1 gennaio 2017 il beneficio sarà del 36%, cioè quello ordinariamente previsto per i lavori di ristrutturazione edilizia

• la detrazione deve essere ripartita in dieci rate annuali di pari importo

• le spese sostenute prima del 6 giugno 2013 fruivano della detrazione del 55%

• è aumentata dal 4 all'8% della percentuale della ritenuta d'acconto sui bonifici che banche e Poste hanno l'obbligo di operare all'impresa che effettua i lavori.

Inoltre, fra le detrazioni a carico del contribuente, ricordiamo alcuni esempi, quali interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti, interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale, l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda, interventi di sostituzione di scaldacqua tradizionali.

QUI per approfondire

 

Agenzia entrate: cartelle di pagamento e riscossione coattiva

Guida: "cartelle di pagamento e riscossione coattiva" – aggiornamento.

 

Lavoro: dimissioni volontarie e le risoluzioni consensuali

Con la circolare del 4 marzo 2016 n.12, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali fornisce i primi chiarimenti sulla nuova procedura telematica per le dimissioni e la risoluzione consensuale dei rapporti di lavoro che sarà operativa dal 12 marzo 2016.

Sarà accessibile per gli utenti un servizio di supporto tramite la casella di posta dimissionivolontarie@lavoro.gov.it, a cui potranno essere indirizzati i quesiti inerenti la procedura.

Consulta il video tutorial cittadino

- rivolgersi ad un soggetto abilitato (patronato, organizzazione sindacale, ente bilaterale, commissioni di certificazione) che avrà il compito di compilare i dati e inviarli al Ministero del Lavoro.

Consulta il video tutorial soggetto abilitato

È disponibile un supporto per gli utenti e gli operatori. Per quesiti sull'utilizzo della procedura è possibile scrivere a:dimissionivolotarie@lavoro.gov.it.

Vai alla procedura

 

 

  • DALLA RETE

 

ANAC: entità e modalità versamento contributi

In vigore dal 1° gennaio 2016 la delibera dell’Autorità anticorruzione, n. 163 del 22 dicembre 2015, con cui viene fissata l’entità e le modalità di versamento del contributo a favore dell'Autorità nazionale anticorruzione, per l'anno 2016.

Si ricorda che sono obbligati alla contribuzione a favore dell'Autorità i seguenti soggetti pubblici e privati: a) le stazioni appaltanti e gli enti aggiudicatori di cui agli articoli 32 e 207 del decreto legislativo 163/2006, anche nel caso in cui la procedura di affidamento sia espletata all'estero; b) gli operatori economici, nazionali e esteri, che intendano partecipare a procedure di scelta del contraente attivate dai soggetti di cui alla lettera a); c) le società organismo di attestazione. (GU n. 49 del 29.2.2016)

 

 

CNI: Ingegneri , calano i redditi

Per il mondo dell'ingegneria si profila una crisi del reddito piuttosto preoccupante. Secondo l'analisi del Centro Studi del Consiglio Nazionale Ingegneri, che presenta oggi (venerdì 4 marzo 2016, ndr) una ricerca in occasione dell'Assemblea Nazionale del 4 marzo a Bologna, la situazione appare alquanto precaria. Se è il 27% dei liberi professionisti fino a 35 anni ad avere registrato la flessione del fatturato lo scorso anno, tale percentuale sale spaventosamente al 56,2% tra gli ultracinquantacinquenni. Nel complesso tra il 2007 ed il 2014 il reddito professionale medio degli ingegneri ha registrato una flessione vicina al 20%: si è passati da poco più di 40 mila euro annui pro-capite a poco più di 32.000 euro. Riguardo all'anno in corso, rispetto al 2015, il Centro Studi CNI stima che i redditi professionali, potrebbero oscillare tra 0% e -1%. In una visione ottimistica, dunque, la crescita sarebbe nulla, mentre l’alternativa sarebbe un’ulteriore riduzione del giro d’affari, escludendo dunque, per il momento, un’ipotesi di crescita. “Il quadro – ha commentato Armando Zambrano, Presidente del CNI - resta di emergenza e richiede interventi che siano, in buona misura, di discontinuità con il passato. A fronte della crisi di redditi si aprono prospettive invece sulle nuove frontiere dell'ingegneria, soprattutto sul versante dell'innovazione tecnologica, per cui sono richieste nuove figure come, ad esempio, lo sviluppatore dei mezzi di trasporto alternativi, il responsabile per lo smaltimento dei dati personali, il responsabile della gestione e dell’organizzazione della vita digitale”.

 

ANCE: Il mondo delle costruzioni, ricerca

Lo studio, curato dalla Direzione Affari Economici e Centro Studi dell’Ance, si basa su specifiche elaborazioni della più recente tavola intersettoriale pubblicata dall’Istat e consente di trarre alcune significative informazioni sulla struttura del settore e sugli effetti moltiplicativi sull’economia derivanti da una domanda aggiuntiva di spesa in costruzioni (effetti diretti, indiretti e indotti).

Riguardo agli aspetti strutturali la ricerca, ad esempio, mette in evidenza la lunga e complessa filiera delle costruzioni e la bassa incidenza di importazioni nel processo produttivo.

Il settore delle costruzioni acquista, infatti, beni e servizi dall’88% dei settori economici (31 settori economici su 36 sono fornitori delle costruzioni) e solo il 4,2% degli acquisti è importato mentre il 95,8% è di produzione interna.

In merito agli effetti moltiplicativi, dallo studio emerge che una spesa aggiuntiva di un miliardo di euro in costruzioni genera sul sistema economico una ricaduta complessiva di 3.513 milioni come effetti diretti, indiretti e indotti e produce un incremento di 15.555 unità di lavoro di cui 9.942 nel settore delle costruzioni e 5.613 nei settori collegati.

In questa edizione dello studio, che aggiorna il precedente lavoro dell’Ance svolto nel 2010, alcuni risultati sono inoltre, per la prima volta, presentati separatamente per le attività di “costruzione di edifici e altri lavori di costruzione specializzati” e di “lavori di ingegneria civile”.

Gli schemi intersettoriali costituiscono un prezioso strumento per l’analisi della struttura di un sistema economico ed offrono la possibilità di mettere in luce le relazioni di interdipendenza esistenti tra i vari settori produttivi e finali del sistema e tra questi ed il resto del mondo (importazioni/esportazioni).

Nell’attuale quadro macroeconomico, e nella definizione di politiche rivolte a rilanciare la crescita economica, lo studio costituisce uno strumento utile per ribadire l’importante contributo che l’industria delle costruzioni può offrire allo sviluppo del paese in termini sia di investimenti che di occupazione unitamente alla contestuale crescita degli altri comparti economici.

Ricerca Ance-Istat 2015

 

 

Tecnologia e design a consumo zero, ecco la casa del futuro

L’ultima frontiera del risparmio energetico coniugato con l’estetica e la cura dei materiali. E’ la sfida di “Biosphera 2.0″, il modulo abitativo ora pronto per girare l’Italia ed essere sottoposto a test ai climi più diversi. Gli articoli de La Stampa e dell’inserto del Sole 24 Ore “Casa 24 Plus”

 

 

Architetti: Osservatorio professione

Una professione, quella di architetto, ancora schiacciata dalla crisi, nonostante il 2015 sia stato un anno importante per l’economia italiana e per il settore delle costruzioni che ha mostrato i primi, anche se modesti, segnali di ripresa. Con il risultato di spingere gli architetti italiani sempre più verso una maggiore specializzazione, sia in attività tradizionali come redazione capitolati, perizie estimative, catasto, collaudi e sicurezza nei luoghi di lavoro, sia in quelle più innovative come certificazione di classi energetiche, GIS (Geographic Information System), studi e progettazioni di fattibilità, project financing, facility management. E’ questo lo scenario tracciato dalla V edizione dell’Osservatorio sulla professione di Architetto promosso dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori in collaborazione con il Cresme.

Comunicato stampa

Osservatorio 2015

 

Architetti: RIUSO e Sport

“Speriamo che questo non sia un pessimo antipasto di quello che potrà succedere con le Olimpiadi romane: un antipasto che prevede la “bella iniziativa” del CONI sulla riqualificazione e realizzazioni di impianti sportivi nelle periferie urbane e nelle aree svantaggiate secondo quanto previsto dal "Fondo Sport e Periferie” (G.U. 23/1/2016 n. 18) che rivela ancora una volta come le partecipate pubbliche abbiano in spregio il libero mercato e i progettisti italiani. Si scopre, infatti, che una volta selezionate le proposte di rigenerazione - grazie ai progetti degli architetti su incarico di associazioni sportive - è previsto che il finanziamento, i progetti e le Direzione dei lavori vengano gestiti internamente dal CONI che avrebbe costituito un apposito ufficio romano”. Così Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. “Chiediamo - continua - un intervento immediato del presidente del CONI, Giovanni Malagò, perché chi ha elaborato gli studi di fattibilità e passato la selezione per il finanziamento sia incaricato dell'intero progetto, secondo i principi di necessaria unità del processo di progettazione previsti dall'approvando nuovo Codice appalti, ma soprattutto nel rispetto del diritto di chi ha concepito l'idea progettuale di poterla svolgere fino in fondo e che non può essere defraudato da misteriosi tecnici pagati dallo Stato".

“Al presidente Malagò - conclude Freyrie - voglio ricordare che tra i compiti del CONI dovrebbe esserci quello di valorizzare il merito dei giovani e non di costituire società di ingegneria interne".

 

INU: Il Paese che vorrei, proroga invio contributi

Progetti, studi, idee. Pannelli, immagini, video. Ecco “Progetto Paese: Il Paese che vorrei”: In vista del XXIX Congresso di Cagliari, e nell’ambito di questo, l’Inu apre a contributi in linea con la visione e gli intenti dell’evento. I lavori selezionati verranno esposti nel corso della manifestazione. La prima scadenza è stata prorogata al 18 marzo.

Le informazioni

 

Consiglio di Stato: Gare, limiti apporto ingegneri junior

Consiglio di Stato – sezione V - sentenza n. 776 del 25.2.2016: offerte in gare di appalto; l’ingegnere junior (appartenente alle Sezione B del DPR n. 328/2001) può partecipare a progettazioni complesse solo sotto la direzione e il controllo di un ingegnere iscritto nella sezione A (laurea magistrale), può collaborare esclusivamente per opere edilizie ed è autonomo solo per le costruzioni civili semplici.

 

ISPRA: mappe ufficiali dissesto idrogeologico

Supera i 7 milioni il numero degli abitanti residenti in aree a rischio frane e alluvioni (12% del totale), dei quali oltre 1 milione vive in aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata (P3 e P4), mappate nei Piani di Assetto Idrogeologico (PAI) e quasi 6 milioni vivono in zone alluvionabili classificate a pericolosità idraulica media P2 con un tempo di ritorno fra 100 e 200 anni (perimetrate nell’ambito della Direttiva Alluvioni).

Campania, Toscana, Liguria ed Emilia-Romagna, sono le regioni con i valori più alti di popolazione a elevato rischio frana, mentre i numeri più rilevanti di popolazione a rischio alluvione, nello scenario di pericolosità idraulica media P2, si riscontrano in Emilia-Romagna, Toscana, Veneto, Lombardia e Liguria.

A livello comunale, è a rischio l’88,3% dei comuni italiani.

La mappa dei cantieri di #italiasicura

il Rapporto ISPRA

la Sintesi del Rapporto Ispra

L’articolo de l’Unità,l’intervista al direttore della struttura di missione Mauro Grassi

l’intervento del presidente del Consiglio nazionale dei geologi Gian Vito Graziano

 

INAIL: Bando sicurezza

Con il nuovo bando incentivi Isi 2015 l’Inail mette a disposizione delle imprese che investono in sicurezza più di 276 milioni di euro a fondo perduto. Dal 1° marzo fino alle ore 18 del prossimo 5 maggio le aziende che intendono accedere al contributo potranno inserire online, sul portale dell’Istituto, le proprie domande di finanziamento.

A essere interessati sono i progetti di investimento volti al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza del lavoro, per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale e – novità del bando 2015 – per la bonifica da materiali contenenti amianto. Dal 2010 a oggi, attraverso le sei edizioni del bando Isi, l’Inail ha stanziato un ammontare complessivo di oltre un miliardo e trecento milioni di euro. I contenuti dell’ultimo bando sono stati illustrati questa mattina a Roma dal presidente dell’Inail, Massimo De Felice, alla presenza del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, nel corso di una conferenza stampa che si è svolta presso il Parlamentino della sede dell’Istituto di via IV Novembre.

Gli incentivi Isi – ripartiti su singoli avvisi regionali pubblicati sul portale dell’Inail – sono erogati alle imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di Commercio Industria, Artigianato e Agricoltura. Il contributo assegnato in conto capitale è pari al 65% dei costi sostenuti per la realizzazione di ciascun intervento ed è compreso tra un minimo di cinquemila euro e un massimo di 130mila. Fino al prossimo 5 maggio, nella sezione “Servizi on line” del portale dell’Inail le imprese avranno a disposizione una procedura informatica che consentirà loro di compilare la domanda di contributo con le modalità indicate negli avvisi regionali.

A partire dal prossimo 12 maggio, le aziende la cui domanda abbia raggiunto o superato la soglia minima di ammissibilità potranno accedere al sito per ottenere il proprio codice identificativo da utilizzare al momento di inoltrare la domanda online, nelle date e negli orari di apertura dello sportello informatico (tali informazioni saranno comunicate sul sito dell’Inail a partire dal 19 maggio 2016). Gli elenchi in ordine cronologico di tutte le domande inoltrate saranno pubblicati sul portale Inail, con l’indicazione di quelle collocate in posizione utile per accedere al contributo. Per informazioni e assistenza relative all’Avviso pubblico è possibile contattare il Contact Center dell’Inail ai numeri 803164 (gratuito da telefono fisso) e 06.164.164 (a pagamento da mobile) o accedere al sito dell’Istituto.

Nel corso della conferenza stampa è stato ricordato anche lo sconto sui premi Inail per le imprese che realizzano interventi di prevenzione aggiuntivi rispetto a quelli previsti per legge (OT24), che a partire dal 2010 è stato complessivamente pari a circa 1,4 miliardi di euro. In particolare, l’intervento ha riguardato nel corso del 2014 circa 53mila aziende, che hanno usufruito di uno sconto sui premi pari a più di 347 milioni di euro.

 

 

RPT: trasparenza Ordini

Circolare 14/2016 –  Rilevazione sullo stato di attuazione degli obblighi di trasparenza da parte degli Ordini e Collegi territoriali delle professioni dell’area tecnica, in vista del prossimo incontro con ANAC – dati raccolti dal CNI

 

 

Le signore dell’architettura in gara

L’ArcVision Prize, premio di “architettura al femminile” che esiste dal 2013 ed è promosso da Italcementi, rappresenta uno spaccato interessante delle innovazioni del settore. Un quadro dell’edizione 2016, la cerimonia conclusiva si terrà il 7 aprile prossimo a Milano. L’articolo del Corriere della Sera

 

In un anno aperti 2 cantieri su 33. Il governo deluso dalle Regioni

A eccezione di quelle programmate a Genova e a Pescara, il primo “blocco” delle opere più importati contro il rischio idrogeologico finanziato e stabilito dal governo assieme alle Regioni per una rapida realizzazione subisce i primi ritardi, più o meno gravi a seconda dei casi. L’articolo de La Stampa

 

Micromusei: la rete virtuosa è un’altra Italia

Il policentrismo italiano è anche nell’eterogeneità della rete dei piccoli musei: fuori dai circuiti ufficiali e di massa, spesso sono tutt’uno con il contesto culturale e territoriale in cui sono immersi.

L’articolo dell’inserto del Corriere della Sera “la Lettura”

 

Che errore le periferie “monouso”

E’ il degrado delle nostre periferie uno dei mali delle città del nostro tempo. Sfugge ai tentativi di cura e di “rammendo” la necessità che una città o una parte di città funziona quando è caratterizzata dalla mescolanza sociale. Il rischio è che si ripeta la stessa miopia anche per il riuso dell’area Expo.

L’articolo di Vittorio Gregotti dal Corriere della Sera

 

“Start up in periferia”: il Comune cerca giovani imprenditori

Il Comune di Milano punta sull’incentivazione alla costituzione di start – up per la riqualificazione delle periferie. Un bando ad hoc. L’articolo de la Repubblica

 

Street art S.p.a.

La profonda mutazione che ha investito la street art, che da fenomeno di denuncia e sanzionato è ormai apprezzato, utilizzato e sfruttato da Comuni e aziende, fino ai casi persino paradossali in cui aumenta i valori immobiliari delle case. L‘articolo de la Repubblica e una riflessione sul cambiamento e sul rapporto con le città

 

Prendi l’arte e rifai il mondo

Una nuova e feconda frontiera dell’arte, di cui si accorgono ormai anche i canali e i premi riconosciuti e internazionali, è quella di mettersi al servizio della rigenerazione di pezzi di città, “toccandosi” con l’architettura. Gli esempi sono sempre di più in tutto il mondo. L’articolo dell’inserto de la Repubblica “D”

 

 

Fisco Oggi: risposta a quesiti

Detrazione mutuo: il nudo proprietario

L'appello non può tralasciare il "fatto storico" già accertato

Spese funebri: modifica alla disciplina

Indetraibilità della palestra

Bonus per lavori dentro casa: familiare convivente

La contabilità senza "macchia" non sempre fa rima con nitidezza

Disabili: vendita veicolo dopo 4 anni

Locazione immobile in comproprietà

Detrazione per acquisto box pertinenziale

Niente litisconsorzio necessario se la contestazione riguarda l'Iva

 

 

Rubrica di aggiornamento legislativo e giurisprudenziale del 9 marzo 2016

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Piano regolatore generale: vincolo conformativo e vincolo espropriativo.

Il Tar Palermo ha avuto modo di tornare sul distinguo, quanto alla natura ed al connesso regime temporale di cui di cui all’art. 92 del TU sugli espropri approvato con DPR n. 327/2001, tra vincoli a contenuto espropriativo e vincoli conformativi. Con la sentenza n. 212 del 26 gennaio u.s., in particolare, il Tribunale Amministrativo Siciliano ha precisato che il carattere conformativo del vincolo non dipende dalla sua collocazione in una specifica categoria di strumenti urbanistici, ma dai requisiti oggettivi degli stessi: “Come noto, il carattere conformativo dei vincoli non dipende dalla collocazione in una specifica categoria di strumenti urbanistici, ma soltanto dai requisiti oggettivi, per natura e struttura, degli stessi, ricorrendo, in particolare, tale carattere qualora i vincoli siano inquadrabili nella zonizzazione dell'intero territorio comunale o di parte di esso, sì da incidere su di una generalità di beni, nei confronti di una pluralità indifferenziata di soggetti, in funzione della destinazione dell'intera zona in cui i beni ricadono ed in ragione delle sue caratteristiche intrinseche o del rapporto con un’opera pubblica; di contro il vincolo, qualora incidente su beni determinati, in funzione non già di una generale destinazione di zona, ma della localizzazione di un'opera pubblica, la cui realizzazione non può coesistere con la proprietà privata, deve essere qualificato come espropriativo (ex plurimis Consiglio di Stato, IV, 22 novembre 2013, n. 5553 con richiami alle decisioni della medesima sezione n. 4321 del 30 luglio 2012 n. 4321 e n. 244 del 19 gennaio 2012)”.

Nella specie il vincolo era finalizzato alla realizzazione del nuovo cimitero comunale sul terreno di proprietà della ricorrente, ovverosia alla realizzazione di un’opera pubblica su un fondo privato e, pertanto, aveva natura espropriativa e non conformativa.

 

avv. Riccardo Rotigliano

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Costo di costruzione: le esenzioni di cui all’art. 17, comma 3, del T.U.

Già con la c.d. Legge Bucalossi (L. n. 10/77), l’ordinamento italiano ha introdotto il principio fondamentale secondo cui ogni attività comportante trasformazione urbanistico/edilizia del territorio partecipa agli oneri da essa derivanti (cfr. art. 1, a tenore del quale “Ogni attività comportante trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio comunale partecipa agli oneri ad essa relativi e la esecuzione delle opere è subordinata a concessione da parte del sindaco, ai sensi della presente legge”).

Tale principio dell’onerosità del permesso di costruire è oggi confermato dall’art. 11 comma 2 del T.U. n. 380 del 2001, il quale poi precisa all’art. 16 “Salvo quanto disposto dall'articolo 17, comma 3, il rilascio del permesso di costruire comporta la corresponsione di un contributo commisurato all'incidenza degli oneri di urbanizzazione nonché al costo di costruzione, secondo le modalità indicate nel presente articolo”.

Rispetto a tale regime generale, l’art. 17 del citato T.U. contempla alcune ipotesi di riduzione o esonero dal contributo di costruzione, ipotesi che devono considerarsi tassative e di stretta interpretazione proprio perché derogatorie rispetto alla regola della onerosità.

L’art. 17 comma 3 lettera c) prevede che il contributo di costruzione non è dovuto “per gli impianti, le attrezzature, le opere pubbliche o di interesse generale realizzate dagli enti istituzionalmente competenti nonché per le opere di urbanizzazione, eseguite anche da privati, in attuazione di strumenti urbanistici”.

Con la sentenza n. 595 dell’11 febbraio 2016, la IV sezione del Consiglio di Stato ha precisato che “l’esenzione può essere riferita anche ad un’opera di interesse generale realizzata da un privato per conto di un ente pubblico. Ma in questa ipotesi – secondo consolidata giurisprudenza - l’esenzione spetta soltanto qualora ( come avviene nella concessione di opera pubblica e in altre analoghe figure organizzatorie) lo strumento contrattuale utilizzato consenta formalmente di imputare la realizzazione del bene direttamente all’ente per conto del quale il privato abbia operato. ( cfr. ex multis V Sez. n. 536 del 1999 e n. 1901 del 2000). In altri termini, l’esenzione spetta solo se il privato abbia agito quale organo indiretto dell’amministrazione, come appunto nella concessione o nella delega”.

 

avv. Riccardo Rotigliano

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Tar Palermo, sentenza 23 febbraio 2016 n. 532: sulla legittimità dell’ordine di demolizione dopo un ventennio dall’abuso.

Con la sentenza in rassegna, il Tar Palermo ha ritenuto legittimo il provvedimento con il quale la P.A. ha ordinato la demolizione di un manufatto abusivamente realizzato in zona a verde agricolo, a nulla rilevando che, al momento dell'adozione del provvedimento repressivo, il manufatto medesimo risulti costruito da oltre vent'anni, oltreché destinato a civile abitazione e sottoposto agli adempimenti fiscali e catastali previsti dalla legge.

Con una pronuncia che, invero, si discosta da alcuni recenti precedenti in materia de qua (ex multis, cfr. Cons. Stato, sez. VI, sentenza 18 maggio 2015 n. 2512), tuttavia, il Giudice Amministrativo ha escluso, per siffatti provvedimenti, uno specifico obbligo motivazionale, rilevando che i provvedimenti attraverso i quali l’autorità preposta alla tutela del territorio provvede alla repressione degli illeciti amministrativi in materia edilizia ed urbanistica non richiedono alcuna particolare motivazione in quanto la repressione degli abusi edilizi si connota come un preciso obbligo dell'Amministrazione, la quale non gode di alcuna discrezionalità al riguardo.

“In tema di abusi edilizi ed urbanistici si è in presenza di illeciti di carattere permanente, caratterizzati dall’obbligo, perdurante nel tempo, di ripristinare secundum jus lo stato dei luoghi, con l’ulteriore conseguenza che se l’Autorità emana un provvedimento repressivo di demolizione non emana un atto «a distanza di tempo» dall’abuso, ma reprime una situazione antigiuridica ancora sussistente (cfr. Consiglio di Stato, Sez. IV, 16 aprile 2010, n. 2160) e non esercita alcuna discrezionalità (cfr. C.G.A., Sezioni riunite, 26 maggio 2015, n. 608/14)”.

 

avv. Riccardo Rotigliano

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Il Tar Lombardia su un singolare caso di mutamento di destinazione giuridicamente rilevante.

La realizzazione di opere tali da determinare il passaggio da una categoria ad un'altra ex art. 23 ter del Testo Unico dell'edilizia (DPR n. 320/2001), incidendo sulla struttura edilizia, alterandone la destinazione originaria e determinando un mutamento della struttura stessa, deve ritenersi contra legem qualora realizzato senza idoneo titolo edilizio deve senza dubbio reputarsi. In questi termini la sentenza testé in rassegna, a tenore della quale è legittimo il provvedimento con il quale un Comune ha ordinato, tanto al proprietario dell’immobile, quanto al legale rappresentante dell’associazione di cultura religiosa che occupa il bene (nella specie si trattava di una Comunità Islamica), la demolizione di alcuni manufatti abusivi ed il ripristino dello stato dei luoghi, che sia motivato con riferimento al fatto che è stata realizzato, senza titolo e con opere edilizie, il mutamento di destinazione d’uso del medesimo immobile - avente destinazione d’uso industriale, con la sua trasformazione da laboratorio artigianale a sede di un centro e/o associazione culturale (nella specie, di culto islamico): “L’art. 23-bis del DPR 380/2001 individua una serie di categorie funzionali autonome e il passaggio dall’una all’altra – anche senza opere edilizie – configura un mutamento di destinazione d’uso rilevante sotto il profilo urbanistico. Orbene, la categoria “produttiva e direzionale” di cui alla lettera b) del comma 1 dell’articolo citato, nella quale può comprendersi quella a laboratorio industriale, non può consentire attività culturali e formative – in senso lato – che l’associazione asserisce di svolgere”.

 

avv. Riccardo Rotigliano

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Sintesi di monitoraggio legislativo 12 - 26 febbraio 2016

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NOTA POLITICA

 

Juncker a Roma per ricostruire il ponte con l’Italia

Questa settimana il capo della Commissione Europea è arrivato a Roma per una serie di colloqui con il Presidente della Repubblica Mattarella e il primo ministro Renzi. Scopo di quella che è stata la prima visita ufficiale in Italia di Juncker il tentativo di ricucire i rapporti con l’Italia dopo i dissidi con il Governo Renzi su flessibilità economica, migranti e investimenti pro-crescita. Dieci giorni fa, parlando a Bruxelles nel corso di una conferenza stampa, il Presidente Juncker aveva criticato platealmente il Premier italiano per i suoi continui attacchi all’esecutivo europeo.

Storicamente, l’Italia è stata fra i più forti sostenitori del progetto europeo e dell’Europa unita: ma la battaglia per gli aiuti alla Turchia sui rifugiati, le richieste per una maggiore flessibilità di bilancio e il negoziato sulla creazione di un sistema comune di garanzie sui depositi bancari evidenziano fino a che punto sia mutato l’atteggiamento italiano verso l’Europa sotto il premierato di Matteo Renzi.

I leader hanno cercato di mettere da parte i dissidi per lavorare al rilancio dell’Unione Europea. La piattaforma di ripartenza potrà forse essere il documento presentato questa settimana a Palazzo Chigi dall’esecutivo italiano con le ricette per affrontare al meglio il rallentamento economico e le molteplici crisi geopolitiche che insistono sul continente: flessibilità di bilancio, creazione di un ministro delle Finanze europeo, Eurobond per finanziare le politiche migratorie, unione bancaria attraverso il sistema comune di garanzie dei depositi.

Per l’Italia, del resto, tutto ciò rientra nell’accordo che portò all’elezione della Commissione Juncker, qualcosa che fino a questo momento non si è potuto verificare a causa del persistente veto tedesco. Un’eventuale intesa con Roma sulle politiche pro-crescita potrà invece offrire a Juncker un’alternativa importante davanti al rischio di replicare l’esperienza della Commissione Barroso, del tutto incapace di lasciare il segno.

 

L’Oecd taglie le stime di crescita italiane, la Corte dei Conti boccia la spending review

Che l’Italia necessiti di un’intesa più forte con le istituzioni comunitarie (e non una contrapposizione perenne) è consigliato da un quadro macroeconomico che appare meno favorevole rispetto a un anno fa. L’Oecd ha tagliato le previsioni di crescita dell’Italia nel 2016 portandole al +1% dall’1,4% dello scorso novembre, mentre sono rimaste invariate le stime per il 2017, al +1,4%. Nel complesso, l’organizzazione parigina ha rivisto al ribasso le stime sull’economia globale a causa dei forti rischi legati alla volatilità dei mercati finanziari e alla debolezza delle economie emergenti.

In Italia, la notizia è coincisa con la relazione del Presidente della Corte dei Conti Raffaele Squitieri durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario. Secondo Squitieri, la spending review del Governo Renzi è stata un «parziale fallimento» e la capacità dello Stato di conseguire risparmi di spesa negli anni a venire sarà molto ridotta. Squitieri ha poi sottolineato come nella legge di bilancio 2016 l’esecutivo sia ricorso a tutta la flessibilità concessa dalle regole europee e che per ridare slancio alla crescita economica il Paese necessiti fortemente degli investimenti pubblici dello Stato.

 

 

 

SINTESI DI MONITORAGGIO LEGISLATIVO E REGOLATORIO

 

LAVORI PUBBLICI

 

Nuovo Codice Appalti

L’esame dello schema di decreto legislativo di attuazione della delega appalti, recante il nuovo codice dei contratti pubblici, è slittato ancora. Il Consiglio dei ministri di venerdì 26 febbraio avrebbe dovuto esaminare in sede preliminare il provvedimento ma gli impegni istituzionali del Presidente Renzi, le osservazioni di tre ministeri (Economia, Infrastrutture e Beni culturali) e alcuni nodi irrisolti del testo (regole per il sottosoglia, nuovi poteri dell'Anac, qualificazione delle imprese, centralizzazione delle committenze, definizione del rischio operativo nell'ambito del project financing) hanno indotto il Governo a rinviare tutto al prossimo giovedì o venerdì. Dopo tale passaggio, comunque, il percorso del provvedimento non sarà chiuso. La delega prescrive, infatti, un giro di pareri prima del via libera finale in Consiglio dei ministri, che dovrebbe arrivare entro il 18 aprile 2016.

Nel frattempo l’ANAC, che sarà il perno del nuovo sistema dei contratti pubblici, ha costituito una Commissione di studio al fine di procedere alla stesura dei provvedimenti normativi attuativi del nuovo Codice. Qui il decreto di costituzione e i componenti.

 

 

Il milleproroghe è legge

Mercoledì 24 febbraio l'Assemblea del Senato ha rinnovato la fiducia al Governo, approvando definitivamente, con 155 voti favorevoli e 122 contrari, il disegno di legge di conversione del decreto "milleproroghe" nel testo uscito da Montecitorio.

Il provvedimento rivede alcune scadenze importanti per le imprese e le stazioni appaltanti.

Tra le altre, si segnalano:

- la proroga di 7 mesi, vale a dire dal 31 dicembre 2015 al 31 luglio 2016, del termine fino al quale l'anticipazione del prezzo in favore dell'appaltatore, per i contratti relativi a lavori, è elevata dal 10% al 20%;

- la proroga di sette mesi, dal 31 dicembre 2015 al 31 luglio 2016, dei termini (previsti dai commi 9-bis e 15-bis dell'art. 253 del D.Lgs. n. 163/2006) fino ai quali si applicano alcune agevolazioni transitorie rispetto al regime ordinario relativo alla dimostrazione dei requisiti degli esecutori di lavori pubblici e dei prestatori di servizi relativi ai servizi di architettura e di ingegneria ai fini, rispettivamente, della qualificazione e delle procedure di affidamento;

- la proroga al 31 luglio 2016, del termine (previsto dal comma 20-bis del citato art. 253) fino al quale le stazioni appaltanti possono applicare le disposizioni di cui agli articoli 122, comma 9, e 124, comma 8, che consentono l'esclusione automatica delle offerte anomale, ai contratti di lavori d'importo inferiore o pari a 1 milione di euro e di servizi e forniture d'importo inferiore o pari a 100.000 euro (c.d. contratti sotto-soglia, cioè di importo inferiore alle soglie comunitarie previste dall'art. 28 del Codice);

- la proroga fino al 31 luglio 2016, della disciplina transitoria (di cui dall'art. 189, comma 5, del Codice dei contratti pubblici, D.Lgs. 163/2006) in base alla quale, ai fini della qualificazione come contraente generale, il possesso dei requisiti di adeguata idoneità tecnica ed organizzativa può essere sostituito dal solo possesso delle attestazioni rilasciate dalle società organismi di attestazione (SOA) per importo illimitato a seconda delle categorie di opere generali presenti nelle varie classificazioni;

- la proroga di sette mesi, fino al 31 luglio 2016, della possibilità, per i contraenti generali, di documentare l'esistenza dei requisiti a mezzo copia conforme delle attestazioni SOA possedute, nonché la proroga al 31 luglio 2016 del termine fino al quale, ai fini della qualificazione degli esecutori dei lavori, per la dimostrazione, da parte dell'impresa, del requisito della cifra di affari realizzata con lavori svolti mediante attività diretta ed indiretta, il periodo di attività documentabile è quello relativo ai migliori cinque anni del decennio antecedente la data di pubblicazione del bando;

- la proroga di un anno, vale a dire al 1° gennaio 2017, del termine per l'entrata in vigore delle disposizioni (contenute nell'art. 26 del D.L. 66/2014) che – in tema di obblighi di pubblicità, relativi agli avvisi e ai bandi previsti nel Codice dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture (Decreto Legislativo 163/2006, di seguito Codice) – prevedono la soppressione dell'obbligo di pubblicazione sui quotidiani per estratto del bando o dell'avviso per l'affidamento dei contratti pubblici nei settori ordinari, sopra e sotto soglia comunitaria;

- la proroga al 31 dicembre 2016 del termine entro cui gli enti locali devono effettuare i pagamenti dei lavori per la sicurezza degli edifici scolastici, previo trasferimento delle risorse da parte del Ministero dell’istruzione;

- la proroga al 29 febbraio 2016 del termine per l’aggiudicazione provvisoria dei lavori relativi agli interventi di edilizia scolastica finanziati attraverso i mutui trentennali contratti dalle regioni, con oneri di ammortamento a carico dello Stato, con la Banca europea per gli investimenti, la Banca di sviluppo del Consiglio d'Europa, la Cassa depositi e prestiti, e con i soggetti autorizzati all'esercizio dell'attività bancaria. La proroga è al 30 aprile 2016 nel caso in cui le procedure di gara per l'affidamento dei lavori bandite entro il 29 febbraio 2016 siano andate deserte ovvero prevedano l'affidamento congiunto dei lavori e della progettazione. Inoltre, il termine è prorogato al 15 ottobre 2016 per gli appalti di lavori pubblici di importo superiore alla soglia di rilevanza comunitaria di 5.278.000 euro, a condizione che i relativi bandi di gara siano pubblicati entro il 29 febbraio 2016.Qui il testo del provvedimento pubblicato in Gazzetta ufficiale.

 

ANAC: pubblicato il rapporto periodico riferito al primo quadrimestre 2015

L’Anac ha pubblicato il rapporto periodico riferito al primo quadrimestre 2015.

I dati contenuti nel documento si riferiscono alle procedure di affidamento perfezionate, di importo superiore a 40.000 euro suddivise per tipo di contratto - lavori, servizi, forniture - e tipo di settore, ordinario o speciale.

Il documento è disponibile qui.

 

 

 

Lo studio di Banca d’Italia sulla riforma appalti: il ruolo delle stazione appaltanti

Il 23 febbraio Banca d’Italia ha pubblicato lo studio “La riforma delle stazioni appaltanti. Ricerca della qualità e disciplina europea”.

La ricerca è disponibile qui.

 

 

Commissione UE: il portale dei grandi progetti

La Commissione europea ha lanciato il nuovo portale per gli investimenti in Europa, un portale che permette ai promotori di progetti di un valore pari o superiore ai 10 mln di euro di mettere in evidenza il proprio progetto affinché questo possa incontrare l'interesse di potenziali investitori in tutto il mondo.  

Fanno parte del portale:

- una banca dati che ospita le schede relative ai singoli progetti con informazioni singole e strutturate;

- una mappa interattiva dei progetti;

- un elenco dei progetti sotto forma di tabella.

Tanta liquidità ma poche opportunità di investimento, è questo il problema evidenziato da tanti investitori multinazionali che hanno accolto favorevolmente un portale che rende accessibili progetti di paesi, settori e dimensioni diverse. Alla base c'è la necessità degli investitori di poter scegliere dove investire e allo stesso tempo per i promotori l'opportunità di disporre di alternative di finanziamento.

Il portale si propone di avere una dimensione europea che contribuisca ad accelerare e realizzare un maggior numero di investimenti sia all'interno sia all'esterno dell'UE.

maggiori informazioni

 

 

PROFESSIONI

 

Jobs act autonomi

Giovedì 25 febbraio la commissione lavoro del Senato ha avviato l’esame del Jobs act degli autonomi.

Il provvedimento – collegato alla legge di stabilità 2016 – è di origine governativa e proseguirà il cammino parlamentare congiuntamente a un altro disegno di legge, presentato dal Sen. Sacconi, Presidente della Commissione nonché relatore dei due testi, in materia di adattamento negoziale delle modalità di lavoro agile nella quarta rivoluzione industriale.

La Commissione ha deliberato un ciclo di audizioni: verranno dunque ascoltati i soggetti interessati dalle disposizioni dei due disegni di legge.

Di seguito le principali misure dell’A.S. 2233 – cd. Jobs act degli autonomi.

La prima parte del provvedimento detta disposizioni in materia di lavoro autonomo con l’obiettivo di costruire per tali lavoratori, prestatori d’opera materiali e intellettuali non imprenditori, un sistema di diritti e di welfare moderno. Il testo riguarda tutto il lavoro autonomo professionale, incluso i professionisti iscritti ad un ordine professionale, ed escludendo gli imprenditori. Le norme contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali si applicano alle transazioni tra lavoratori autonomi e imprese e tra lavoratori autonomi. Inoltre si considerano abusive e prive di effetto le clausole che attribuiscono al committente la facoltà di modificare unilaterlamente le condizioni del contratto o di recedere dal contratto senza congruo avviso nonché le clausole che stabiliscano termini di pagamento superiori a sessanta giorni dalla data di ricevimento della fattura o richiesta di pagamento. È abusivo il rifiuto del committente di stipulare il contratto informa scritta. In questi casi il lavoratore ha diritto al risarcimento dei danni.

Spettano al lavoratore i diritti di utilizzo economico dei propri apporti/invenzioni.

DEDUCIBILITÀ SPESE

Inserito un nuovo regime di deducibilità delle spese:

nella misura del 100%, per le spese sostenute per i servizi personalizzati di certificazione delle competenze, orientamento, ricerca e sostegno all’auto-imprenditorialità finalizzate all’inserimento o reinserimento del lavoratore autonomo nel mercato del lavoro (limite annuo di 5000 euro);

nella misura del 100% per le spese per la partecipazione a convegni, congressi e corsi di aggiornamento professionale (limite annuo di 10.000 euro);

in misura integrale le spese per gli oneri sostenuti per la garanzia contro il mancato pagamento delle prestazioni di lavoro autonomo fornita da forme assicurative o di solidarietà (la relazione precisa che si tratta delle spese per il pagamento di premi per polizze assicurative facoltative contro il rischio del mancato pagamento delle prestazioni di lavoro autonomo. Tali spese si distinguono per esempio da quelle per l’assicurazione obbligatoria per i danni derivanti al cliente dall’esercizio dell’attività professionale).

Nel contempo, viene esclusa la deducibilità delle spese di viaggio e soggiorno precedentemente prevista.

APPALTI PUBBLICI - FONDI EUROPEI

I lavoratori autonomi sono equiparati ai piccoli imprenditori ai fini dell’accesso ai PON e ai POR a valere sui fondi strutturali europei.

Le PA promuovo favoriscono l’accesso agli autonomi alle informazioni sulle gare pubbliche e adattando i requisiti previsti dai bandi e dalle procedure.

INDENNITÀ – MALATTIE - INFORTUNI

Le norme su indennità di maternità, congedi parentali, gravidanza e infortuni, riguardano solo i lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata, non anche gli iscritti agli ordini che hanno cassa previdenziale privata e che quindi gestiscono in autonomia regole e prestazioni.

LAVORO AGILE

La seconda parte del provvedimento reca diposizioni in materia di lavoro agile, che consiste, non in una nuova tipologia contrattuale, ma in una modalità flessibile di svolgimento del rapporto di lavoro subordinato quanto ai luoghi e ai tempi di lavoro finalizzata a regolare forme innovative di organizzazione del lavoro, agevolando così la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Lo scopo è di rendere utilizzabile questo strumento da tutti i lavoratori che svolgano mansioni compatibili, anche in maniera “orizzontale”: alcuni pomeriggi a settimana, tra ora al giorno, tutte le mattine, a seconda dell’accordo raggiunto tra datore di lavoro e lavoratore. Il lavoro agile consiste in una prestazione di lavoro subordinato che può essere eseguita in parte all’interno dei locali aziendali e in parte all’esterno, entro i soli limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale, derivanti dalla legge e dalla contrattazione collettiva. Inoltre il lavoratore può usare gli strumenti tecnologici per lo svolgimento dell’attività lavorativa (di cui è responsabile il datore di lavoro); non è prevista una postazione fissa durante i periodi di lavoro svolti all’esterno dei locali aziendali.

le nuove norme si applicano ai rapporti di lavoro autonomo disciplinati dal titolo III del libro quinto del codice civile (articoli da 2222 a 2238), ovvero le prestazioni d'opera materiali e intellettuali. Sono invece esclusi dall'ambito di applicazione tutti gli imprenditori, compresi i piccoli imprenditori.

Sono prive di effetto le clausole che attribuiscono al committente la facoltà di modificare unilateralmente le condizioni del contratto o di recedere dal contratto avente ad oggetto una prestazione continuativa senza congruo preavviso.

Qui la nota sul provvedimento predisposta dal Servizio studi del Senato.

 

Lavoro: "SELFIEmployment", finanziamenti a tasso zero per i giovani

Erogare finanziamenti agevolati senza interessi e non assistiti da nessuna forma di garanzia reale e/o di firma, con un piano di ammortamento della durata di sette anni, di importo variabile da un minimo di 5mila ad un massimo di 50mila Euro, a favore degli iscritti a Garanzia Giovani che intendano avviare iniziative di autoimpiego e di autoimprenditorialità. È questa la finalità di SELFIEmployment, il Fondo Rotativo Nazionale promosso dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali e gestito da Invitalia, che si avvicina ai nastri di partenza.

Da martedì 1° marzo, alle ore 12.00, sarà possibile presentare le domande per ottenere le agevolazioni, utilizzando la procedura informatica a disposizione sul sito www.invitalia.it.

Le indicazioni complete sono disponibili a questo link.

 

 

La ricerca del CNI - “Ingenio al femminile”: ancora lungo il cammino delle donne verso la leadership

http://www.centrostudicni.it/primo-piano/2017-ingenio-al-femminile-ancora-lungo-il-cammino-delle-donne-verso-la-leadership

Codice appalti/Fondazione Inarcassa: “Disattesa delega su centralità del progetto”

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2 marzo 2016

 

Riteniamo opportuno, oltre che necessario, rendere disponibile il Comunicato Stampa della Fondazione Inarcassa con i commenti allo schema di decreto recante il nuovo codice degli appalti.

Abbiamo, inoltre, trasmesso alla cortese attenzione del Ministro delle Infrastrutture Dott. Delrio e del Vice Ministro Sen. Nencini le nostre critiche osservazioni sul nuovo codice dei contratti pubblici, manifestando inoltre la nostra preoccupazione per un testo che tradisce i principi e i criteri direttivi dettati dal Parlamento, con il quale peraltro il livello di dialogo era stato eccellente fin dalle prime fasi.

Nell’ipotesi - auspichiamo remota - in cui dovesse essere confermata la mancanza nel nuovo codice degli appalti di una disciplina specifica ed organica per i servizi di ingegneria e architettura, a garanzia concreta della centralità e qualità della fase progettuale, più volte evidenziata nella legge di delega, si commetterebbe un errore gravissimo, che andrebbe a danneggiare senza rimedio il mercato dei lavori pubblici, tradendo l’ispirazione di fondo della legge di delega e le aspettative del settore.

 

CLICCA QUI PER IL COMUNICATO STAMPA

Un'italiana finalista del Moira Gemmil Prize for Emerging Architecture 2016

L’arch. Elisa Burnazzi, socia fondatrice dello studio Burnazzi Feltrin Architetti di Trento, dal 2015 consigliere dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Trento, Responsabile della commissione concorsi e membro della Commissione Pari Opportunità, è finalista assieme ad altre sette colleghe del premio internazionale Moira Gemmil Prize for Emerging Architecture 2016.

1° corso gratuito di formazione FAD “I fondi europei 2014/2020. Opportunità nazionali ed internazionali”

Inviato da admin il

Roma, febbraio 2016

 

Caro Collega,

 

la Fondazione Architetti e Ingegneri liberi Professionisti iscritti a Inarcassa è lieta di comunicarti l’avvio del primo corso di formazione a distanza, in modalità asincrona in totale gratuità.

 

Il corso sarà disponibile a partire dal 1 marzo 2016 e fino al 28 febbraio 2017.

 

Lo scopo del Corso è quello di fornire agli Ingegneri ed agli Architetti italiani gli strumenti indispensabili per poter operare concretamente nel mondo dei Bandi Europei.

Il Corso sarà tenuto dalla Dott.ssa Silvia Ciotti, ricercatore, formatore e consulente Senior presso EuroCrime Srl, dal titolo “I fondi Europei 2014/2020. Opportunità nazionali ed internazionali”.

 

Un attività formativa articolata in 12 ore di lezione suddivise in 48 moduli di 15 minuti ciascuno, che si svolgerà in modalità e-learning, su apposita piattaforma.

 

Sono previsti al termine del corso dei test di verifica costituiti da n.8 domande a risposta multipla per ogni CFP riconosciuto. Ai fini del superamento dei test è richiesto rispondere correttamente ad almeno l’80% dei quesiti proposti.

 

Per tale attività formativa è prevista l’attribuzione di n. 12 CFP.

 

L’iscrizione al corso è gratuita per gli iscritti alla Fondazione, che potranno registrarsi nell’apposita piattaforma attraverso il portale www.fondazionearching.it entro il 31 agosto 2016.

Nello specifico è prevista la trattazione dei seguenti temi:

  • La strategia europea 2014/2020 e i fondi europei

  • Principi fondamentali di progettazione europea. La definizione di PMI

  • Scrivere un progetto europeo. Il Project Cycle Management e il Logical Framework Approach

  • Il Project Cycle Management e il Logical Framework Approach

  • Il Project Management. La gestione operativa e finanziaria del progetto

  • Le call europee. Come individuarle, come analizzarle

  • Il procurement europeo, TED e le gare di appalto europee.

Per una migliore navigazione sulla piattaforma e-learning è necessario utilizzare Internet Explorer 10 o superiore, Safari 7 o superiore, Chrome, Firefox e abilitare la visualizzazione dei popup nel browser.

Per informazioni www.fondazionearching.it o ai seguenti recapiti:

tel: 06-85274216

e-mail:info@fondazionearching.it.

 

Certi che questa iniziativa risulti a Te gradita.

 

 

Il Presidente della Fondazione

Architetti Ingegneri Liberi Professionisti

Iscritti a Inarcassa

 

Arch. Andrea Tomasi

Corso gratuito di formazione FAD "I Fondi Europei 2014/2020. Opportunità nazionali e internazionali"

La Fondazione Architetti e Ingegneri liberi Professionisti Iscritti Inarcassa è lieta di comunicare l’avvio del primo corso di formazione a distanza. Il corso sarà disponibile a partire dal 1 marzo 2016 e fino al 28 febbraio 2017

Il Corso è reso disponibile gratuitamente ai singoli Professionisti, soci della Fondazione per l’annualità in corso che potranno registrarsi entro il 31 agosto 2016.

Accedi alla piattaforma di ELearning

Sintesi di monitoraggio legislativo 12 febbraio 2016

Inviato da admin il
  •   NOTA POLITICA

 

Si inasprisce lo scontro in atto fra il Premier Renzi e la Commissione europea. L’incontro con Angela Merkel non ha risolto il braccio di ferro in corso con gli uffici europei sulle regole di flessibilità, tanto più importante in vista del via libera che deve ancora arrivare da Bruxelles sulla legge di stabilità 2016. Si attende ora l’incontro fissato per fine mese con il Presidente Junker. Intanto Renzi ha dovuto dire di sì al finanziamento di tre miliardi di euro alla Turchia, necessario perché si blocchi il flusso di profughi verso il Nord Europa. Quello che sembra più preoccupare è che l’Italia rimanga, insieme alla Grecia, tagliata fuori da un accordo dei paesi nordeuropei per limitare il trattato di Schengen solo a Francia, Belgio, Lussemburgo, Germania e Austria. Rischiando così di diventare un enorme campo di raccolta e identificazione profughi.

 

 

  • DALLE ISTITUZIONI

 

Delega appalti: lex n. 11/2016

In vigore dal 13 febbraio le disposizioni della legge 28 gennaio 2016, n. 1, che delega il Governo ad adottare, entro il 18 aprile 2016, un decreto legislativo per il recepimento delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE sull'aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d'appalto degli enti erogatori nei settori dell'acqua, dell'energia, dei trasporti e dei servizi postali. Entro il 31 luglio 2016, il Governo dovrà emanare anche un decreto legislativo per il riordino complessivo della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture. (GU n. 23 del 29.1.2016)

 

Riconoscimento qualifiche professionali: dlg n. 15/2016

In vigore dal 10 febbraio 2016 il decreto legislativo 28 gennaio 2016, n. 15, che attua la direttiva 2013/55/UE europea di modifica della direttiva 2005/36/CE, relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali e del regolamento (UE) n. 1024/2012, relativo alla cooperazione amministrativa attraverso il sistema di informazione del mercato interno («Regolamento IMI»)”.

 

Il decreto introduce alcune importanti novità nella normativa vigente (decreto legislativo n. 206 del 2007). L’ambito applicativo del decreto legislativo n. 206 del 2007 è esteso ai cittadini italiani che hanno svolto il tirocinio professionale in altro Stato membro. Oltre all’introduzione della “tessera professionale” (per ora limitata ad alcune professioni) e al meccanismo di allerta per segnalare i professionisti nel campo della salute e dell’istruzione dei minori colpiti da una sanzione disciplinare o penale, si prevede la possibilità, a determinate condizioni, di ottenere un accesso parziale alla professione e la possibilità di ottenere il riconoscimento del tirocinio professionale effettuato in parte all’estero.

Architetti

L'articolo 41 interviene sull'articolo 52 del decreto legislativo modificando i requisiti necessari di formazione previsti per la professione di architetto. Al nuovo comma 1 si prevedono due percorsi alternativi: il primo stabilisce, ai fini formativi, almeno 5 anni di studi universitari a tempo pieno sanciti dal superamento di un esame di livello universitario; il secondo prevede un 4+2 ovvero 4 anni di studi universitari sanciti dal superamento dello stesso esame più un attestato che certifica il completamento di 2 anni di tirocinio professionale. L'articolo 41 aggiunge, inoltre, tre nuovi commi relativi, rispettivamente, all'oggetto della formazione, alla previsione dei crediti formativi e al tirocinio professionale Si prevede: la possibilità, anche per la professione di architetto, di computare i crediti formativi ECTS equivalenti in numero di anni di insegnamento universitario; che il biennio di tirocinio richiesto nel sopracitato percorso alternativo (4+2) deve aver luogo dopo aver completato il terzo anno di studio universitario un anno di tale tirocinio debba riferirsi alle conoscenze acquisite, che almeno un anno dello stesso tirocinio deve far riferimento alle conoscenze acquisite nel corso dell'insegnamento teorico e pratico della materia. Il tirocinio – la cui valutazione spetta all'autorità competente al riconoscimento, va effettuato sotto la supervisione di un professionista o organismo professionale autorizzato; ne è permesso lo svolgimento anche in altro Stato membro sempre se si attenga alle linee guida pubblicate dal MIUR (comma 1-quater).

L'articolo 42 modifica l'articolo 53 del decreto legislativo 206, concernente deroghe . In particolare, sono soppressi i commi 1 e 2 dell’art. 52 relativi, rispettivamente:alle specifiche deroghe relative alla formazione di architetto nella Repubblica federale tedesca; all'obbligo di provare che i lavori compiuti dall'architetto provino tutte le conoscenze e competenze di cui all'articolo 52 del decreto.

L'articolo 43 modifica l'articolo 55 del decreto legislativo, in tema di riconoscimento di specifici titoli acquisiti dagli architetti ai fini dell'accesso e dell'esercizio dell'attività professionale negli Stati dell'Unione. Viene precisato che sono riconosciuti i titoli formativi di architetto di cui di cui all'allegato VI, punto 6, rilasciati dagli Stati membri, che sanciscono una formazione iniziata entro l'anno accademico di riferimento di cui al suddetto allegato, anche se non soddisfano i requisiti formativi minimi di cui all'articolo 52. I citati titoli formativi rilasciati nello Stato membro hanno, ai fini dell'accesso e dell'esercizio delle attività professionali di architetto in altro Stato membro, lo stesso effetto che hanno sul territorio di rilascio. L'articolo 43 aggiunge, inoltre, all'articolo 55 quattro nuovi commi. Il comma 1-bis, che prevede che tale riconoscimento riguardi, oltre che i titoli indicati all'allegato VI, punto 6, del decreto, anche i titoli di formazione di architetto di cui all'allegato V qualora la formazione sia iniziata prima del 18 gennaio 2016. Il comma 2-bis secondo il quale sono riconosciuti gli effetti di titoli formativi per accedere alla professione di architetto rilasciati in Italia agli attestati rilasciati, ai cittadini di Stati membri (da parte di Stati che dispongono di norme per l'accesso e l'esercizio della professione) alla data del 5 agosto 1987. Altre date sono stabilite, in ragione della data di adesione alla UE, per Austria, Finlandia e Svezia (1o gennaio 1995); per Repubblica Ceca, Estonia, Cipro, Lettonia, Lituania, Ungheria, Malta; Polonia, Slovenia e Slovacchia (1o gennaio 2004); per la Croazia (1o luglio 2013). In particolare, gli attestati certificano che il titolare ha effettivamente esercitato la professione di architetto per almeno 3 anni di seguito durante i 5 anni precedenti la data di rilascio dell'attestato. Infine, si detta, ai fini dell'accesso e dell'esercizio della professione di architetto, una specifica disposizione relativa al riconoscimento di titoli formativi conseguiti nella Repubblica federale tedesca.

L'articolo 44 aggiunge una ulteriore ipotesi di riconoscimento automatico delle qualifiche professionali sulla base di principi di formazione comune.

 

 

MiSE: Premio europeo design

Al via la prima edizione dei DesignEuropa Awards, i premi per i migliori design europei.

I premi sono suddivisi in tre categorie:

  • industria (imprese con più di 50 dipendenti e/o oltre 10 milioni di euro di fatturato);

  • piccole imprese e imprese emergenti (imprese con meno di 50 dipendenti e meno di 10 milioni di euro di fatturato, oppure società costituite dopo il 1° gennaio 2013);

  • premio speciale alla carriera.

Il bando per inviare la propria candidatura o segnalare progetti di altri è aperto fino al 15 luglio 2016.

Sezione premi DesignEuropa del sito UAMI

 

Lavoro: circolare cococo

La Direzione Generale per l’Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro ha emanato la Circolare n. 3/2016, nella quale fornisce le prime indicazioni operative sulle nuove collaborazioni coordinate e continuative normate dal D. Lgs. n. 81/2015.

Il documento fornisce la corretta interpretazione in relazione alle “Collaborazioni organizzate dal committente” e la procedura di “Stabilizzazione dei collaboratori coordinati e continuativi anche a progetto e di persone titolari di partita IVA".

Per quanto riguarda l’articolo 2 del decreto legislativo n. 81/2015, viene prevista l’applicazione della “disciplina del rapporto di lavoro subordinato”nell’ipotesi di rapporti di collaborazione che si concretino in prestazioni di lavoro esclusivamente personali e continuative, le cui modalita di esecuzione siano organizzate dal committente anche con riferimento “ai tempi e al luogo di lavoro“ (c.d. etero-organizzazione).

Pertanto, ogniqualvolta il collaboratore operi all’interno di una organizzazione datoriale rispetto alla quale sia tenuto ad osservare determinati orari di lavoro e sia tenuto a prestare la propria attivita presso luoghi di lavoro individuati dallo stesso committente, si considerano avverate le condizioni di legge, sempre che le prestazioni risultino continuative ed esclusivamente personali. In definitiva, le citate condizioni devono ricorrere congiuntamente.

Il Dicastero spiega anche il significato di:

“prestazioni di lavoro esclusivamente personali“: si intendono le prestazioni svolte personalmente dal titolare del rapporto, senza l’ausilio di altri soggetti;

“continuative“: il ripetersi in un determinato arco temporale al fine di conseguire una reale utilità.

 

Decreto flussi 2016

E’ in Gazzetta Ufficiale il decreto per la programmazione dei flussi d'ingresso dei lavoratori non comunitari nel territorio dello Stato, per l'anno 2016. Il nuovo decreto fissa quote sia per le conversioni e per l'ingresso per lavoro autonomo e alcune altre categorie di lavoratori non stagionali, sia per lavoro stagionale.

Le quote - In base al nuovo decreto – così come chiarito nella circolare congiunta dei Ministeri dell'Interno e del Lavoro del 29 gennaio – sono ammessi in Italia 17.850 lavoratori stranieri per motivi di lavoro subordinato non stagionale e di lavoro autonomo.

(GU n. 26 del 22 febbraio 2016).

Circolare Ministero Interno-Lavoro del 29 gennaio 2016

Decreto Flussi 2016. Nuove quote di ingresso

Linee guida start up e modulistica

- certificazione nulla osta per la costituzione di start up innovativa

- certificazione nulla osta per la costituzione di start up innovativa - incubatore

Modulo di richiesta di accesso al sistema informatico dello Sportello Unico per l'Immigrazione

 

MIUR: decreto scuole innovative

Pubblicato il DM 860 del 3 novembre 2015 che indice il concorso di idee per la progettazione di nuove scuole, previsto dalla Legge sulla Buona Scuola (n.107/2015).

Obiettivo del concorso è acquisire idee progettuali per la realizzazione di scuole innovative da un punto di vista architettonico, impiantistico, tecnologico, della sostenibilità ambientale, energetica, economica e della sicurezza strutturale e antisismica. Saranno scuole caratterizzate dalla presenza di nuovi ambienti di apprendimento e dall’apertura al territorio. La realizzazione degli edifici sarà garantita da un fondo apposito messo a disposizione da Inail (350 milioni di euro).

Nel testo allegato: gli obiettivi del concorso, i soggetti ammessi, i criteri per la valutazione dei progetti, i premi e la pubblicazione, la copertura finanziaria.

Prima del bando che determinerà anche i tempi per l’iscrizione e la consegna degli elaborati, si attende che le 19 Regioni definiscano con il Miur tutte le aree progettuali.

 

Lavoro settore edile: riduzione dei contributi previdenziali 2015

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il comunicato del Ministero del lavoro con cui si rende noto che con decreto del Direttore generale per le politiche previdenziali e assicurative del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ragioniere generale dello Stato del Ministero dell'economia e delle finanze, in data 1° dicembre 2015, è stata determinata la riduzione dei contributi previdenziali ed assistenziali in favore dei datori di lavoro del settore edile, ai sensi dell'art. 29, commi 2 e 5, del decreto-legge n. 244/1995, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 341/1995, per l'anno 2015. (GU n. 28 del 4.2.2016)

 

Ambiente: testo coordinato direttive VIA

Entro il 16 marzo 2017 l’ltalia dovrà recepire nel proprio ordinamento le modifiche apportate dalla nuova direttiva VIA, 2014/52/UE, alla direttiva 2011/92/UE che ha codificato le precedenti direttive (85/337/CEE, 97/11/CE, 2003/35/CE, 2009/31/CE).

La Commissione europea ha redatto una versione non ufficiale del testo coordinato delle due direttive, disponibile in inglese, per fornire un testo unitario utile anche ai fini del recepimento da parte degli Stati membri, sebbene il documento sia da ritenersi puramente uno “strumento di documentazione che non impegna la [...]responsabilità delle istituzioni”.

Il testo coordinato è stato tradotto in italiano a cura della Direzione per le Valutazioni e le Autorizzazioni Ambientali del Ministero dell’Ambiente, nel pieno rispetto formale e sostanziale dei contenuti della versione redatta dalla Commissione europea

 

Italiasicura: interventi edilizia scolastica

Prende il via l'operazione #Sbloccascuole, prevista dalla Legge di Stabilità 2016. Si tratta di 480 milioni di euro liberati dai vincoli di bilancio per Comuni, Province e Città metropolitane per interventi di edilizia scolastica e per la realizzazione di nuove scuole. Entro il primo marzo 2016gli Enti locali possono trasmettere la domanda attraverso il sito www.sbloccabilancio.it, compilando il form on line. L'operazione è complementare a quanto già fatto dal Governo per rilanciare gli investimenti agendo sul Fondo Pluriennale Vincolato. L'operazione #Sbloccascuole, infatti, libera la spesa di risorse a valere sull'avanzo di amministrazione e sul ricorso al debito, andando a completare, per l’edilizia scolastica, lo sblocco delle somme per investimenti pluriennali attuato proprio con la Legge di stabilità 2016.

Avviso pubblico Prot SMES n. 42 del 02-02-2016 (198.05 KB)

Determina Prot. SMES 3 del 25 gennaio 2016 - Art. 1 comma 713 legge 28 dicembre 2015 n. 208 (74.15 KB)

Documento 1 - #scuolenuove Comuni (336.57 KB)

Documento 2 - #scuolenuove Province&Città Metropolitane (287.16 KB)

Documento 3 - decreto mutuiBEI (8493.94 KB)

Tutti i documenti saranno scaricabili anche dal portale www.sbloccabilancio.it 

Clicca qui e consulta la tabella completa

 

Italiasicura: fondi impianti sportivi

100 milioni di euro per riqualificare e realizzare impianti sportivi in periferie urbane e arie svantaggiate. Questo il valore del "Fondo Sport e Periferie"stanziato dal Governo e finalizzato  tra l‘altro alla realizzazione e rigenerazione di impianti sportivi con destinazione all'attività agonistica nazionale, localizzati nelle aree svantaggiate del Paese e nelle periferie urbane, nonché al completamento e adeguamento di impianti sportivi esistenti, con destinazione all'attività agonistica nazionale e internazionale. La somma, gestita dal Coni, è così suddivisa: 20 milioni per il 2015, 50 per il 2016 e 30 per il 2017. Il Coni ha pubblicato le modalità di presentazione delle domande ai fini dell'inserimento nel piano pluriennale degli interventi. Le proposte dovranno essere inviate entro il 15 febbraio 2016 alla PEC propostedl185@cer.coni.it 

Requisiti fondamentali sono l'alto livello sportivo, l'utilizzo agonistico dell'impianto, l'immediata cantierabilità degli interventi. 

Informazioni e modulistica sul sito del Coni (Clicca qui) 

 

Senato: economia circolare, consultazione

La Commissione Ambiente del Senato ha deciso di avviare una consultazione pubblica per acquisire informazioni e valutazioni delle parti interessate in relazione al pacchetto di misure sull'economia circolare, presentato dalla Commissione europea il 2 dicembre 2015. I contributi saranno presi in considerazione ai fini dell'elaborazione del parere da trasmettere alla Commissione europea nel quadro del dialogo politico. La consultazione è aperta a tutti coloro che desiderano partecipare al processo decisionale europeo con osservazioni sul merito delle proposte legislative. Nel mese di maggio si svolgerà una conferenza per discutere gli esiti della consultazione. I contributi devono essere inviati per iscritto, in formato elettronico word e pdf, entro il 1° aprile 2016 all'indirizzo di posta elettronica economiacircolare@senato.it; devono contenere l'indicazione del soggetto o dell'ente cda cui provengono; possono riguardare tutte o solo alcune delle questioni indicate e saranno resi pubblici in modo integrale. La Commissione potrà invitare i partecipanti alla consultazione pubblica a fornire chiarimenti o ulteriori elementi di approfondimento, anche in forma orale.

Bando di partecipazione

 

Commissione UE: guida appalti pubblici

Desiderate migliorare l'efficienza e la qualità degli appalti pubblici e garantire il giusto valore ai vostri contratti? Cercate consigli su come pianificare, pubblicare e assegnare appalti evitando gli errori più comuni? La guida «Orientamenti per i funzionari responsabili degli appalti sugli errori più comuni da evitare nei progetti finanziati dai Fondi strutturali e d'investimento europei», della Commissione europea, risponderà alle vostre domande e vi aiuterà a trarre il massimo dagli investimenti UE.

Lo scopo di questo documento, ora disponibile in tutte le lingue dell'UE, è quello di fornire una guida ai funzionari pubblici che si occupano della gestione dei fondi strutturali europei e d'investimento europei (fondi SIE), aiutandoli a identificare ed evitare aree a potenziale rischio di errore e ad adottare le migliori pratiche nelle procedure di appalto pubblico, una delle principali fonti di irregolarità nella gestione dei fondi. Pur non fornendo un'interpretazione giuridica delle direttive UE, il documento costituisce per i funzionari che si occupano di appalti un utile strumento che, grazie a consigli pratici, li guida nelle fasi in cui gli errori sono più frequenti e consente di gestire al meglio ogni situazione, in tutte le fasi principali della procedura. Il documento presenta inoltre una serie di buone pratiche, esempi concreti, spiegazioni su temi specifici, studi di casi e modelli. Per facilitare l'uso della guida sono infine stati inseriti strumenti visivi, punti di allerta, elementi interattivi, link di riferimento ai testi legislativi, ai documenti e alle varie fonti di informazione.

L'obiettivo primario non è solo quello di garantire la regolarità e la trasparenza, ma anche migliorare l'efficienza e l'efficacia degli appalti pubblici guadagnando in termini di concorrenza leale e di qualità degli investimenti, a beneficio delle pubbliche amministrazioni, delle società coinvolte e dei beneficiari dei progetti.

La guida orientativa è uno degli elementi del piano d'azione in materia di appalti pubblici, nel quadro di una più ampia iniziativa lanciata dal commissario per la Politica regionale Corina Creţu per aiutare gli Stati membri e le regioni a migliorare il loro modo di investire e di gestire i fondi della politica di coesione, accanto allo sviluppo di Peer 2 Peer, una piattaforma rivolta ai funzionari pubblici degli Stati membri per consentire loro di scambiare competenze e buone pratiche nel campo dello sviluppo della capacità amministrativa, e ai patti di integrità, uno strumento per migliorare la trasparenza e la responsabilità in materia di appalti pubblici.

 

Agenzia entrate: “imbullonati” e rendita catastale

Escono dal calcolo della rendita catastale i macchinari, i congegni, le attrezzature ed altri impianti funzionali ad uno specifico processo produttivo, ovvero i cosiddetti "imbullonati". È questa l'innovazione che la Legge di Stabilità 2016 ha introdotto in tema di determinazione della rendita catastale dei fabbricati di categoria D ed E, ovvero le unità immobiliari urbane a destinazione speciale e particolare. Dal 1° gennaio 2016, come chiarisce la circolare 2/E di oggi, nel processo estimativo, per esempio, di industrie, centrali o stazioni elettriche, non saranno più inclusi le turbine, gli aerogeneratori, i grandi trasformatori, gli altoforni, così come tutti gli impianti che costituiscono le linee produttive presenti nell'unità immobiliare, indipendentemente dalle loro tipologia, rilevanza dimensionale o modalità di connessione. Del pari, sono esclusi dalla stima i pannelli fotovoltaici, ad eccezione di quelli integrati sui tetti e nelle pareti della struttura che non possono essere smontati senza rendere inutilizzabile la copertura o la parete cui sono connessi. Per le unità già censite è possibile presentare atti di aggiornamento, non connessi alla realizzazione di interventi edilizi sul bene, solo per rideterminare la rendita catastale, escludendo dalla stessa eventuali componenti impiantistiche che, secondo i nuovi criteri, non sono più oggetto di stima diretta.

In pratica, d'ora in avanti, per gli immobili a destinazione speciale e particolare, la stima diretta si effettuerà tenendo conto del suolo, delle costruzioni e degli elementi strutturalmente connessi (come impianti elettrici e di areazione, ma anche ascensori, montacarichi, scale mobili), senza più considerare i macchinari, i congegni, le attrezzature e gli altri impianti funzionali al processo produttivo, che non conferiscono all'immobile un'utilità apprezzabile anche in caso di modifica dell'attività al suo interno. Con la nuova norma vengono quindi meno le criticità interpretative talora riscontrate nel processo tecnico-estimativo di determinazione della rendita dei fabbricati produttivi, grazie alla definizione univoca delle tipologie di macchinari e impianti escluse dalla stima diretta.

La circolare specifica che la nuova disposizione non ha valore di interpretazione autentica ed esplica, pertanto, i suoi effetti solo a decorrere dal 1° gennaio 2016. È però possibile presentare atti di aggiornamento catastale per escludere eventuali componenti impiantistiche che, secondo i nuovi criteri, non fanno più parte della stima diretta. Se la dichiarazione di variazione viene presentata correttamente in catasto entro il 15 giugno 2016, la nuova rendita catastale avrà valore fiscale fin dal 1° gennaio 2016 per il calcolo dell'imposta municipale propria.

Viene resa disponibile sul sito internet dell'Agenzia la nuova versione 4.00.3 della procedura Docfa, con le relative istruzioni operative, seguendo il percorso Home > Cosa devi fare > Aggiornare dati catastali e ipotecari > Aggiornamento Catasto fabbricati - Docfa. La nuova versione deve essere obbligatoriamente utilizzata, a partire dal 1° febbraio 2016, per gli atti di aggiornamento del Catasto Edilizio Urbano finalizzati alla rideterminazione della rendita catastale per scorporo degli impianti. Per tutte le altre dichiarazioni, in via transitoria, è consentito utilizzare anche la versione precedente (4.00.2) del software Docfa, fino alla fine del mese di marzo 2016.

Circolare n. 2 del1.2.2016

Fisco Oggi: Imbullonati fuori dalla stima: il Docfa si adegua alla novità

 

 

  • DALLA RETE

 

ANAC: nuove modalità informatiche acquisizione CIG

Pubblicato il Comunicato del Presidente del 10 febbraio 2016 con cui si dispongono le nuove modalità informatiche di acquisizione dei CIG in relazione agli obblighi di ricorso ai Soggetti aggregatori per le stazioni appaltanti, le categorie merceologiche e le soglie di importo di cui al DPCM 24 dicembre 2015.

 

CNI: i costi delle polizze

Dal mese di agosto 2013 la sottoscrizione di una polizza per responsabilità civile professionale è un obbligo di legge per una percentuale rilevante diprofessionisti iscritti ad un Albo. Per quanto riguarda gli ingegneri, l’obbligo riguarda oltre 100mila iscritti che esercitano la libera professione full-time o associata ad un lavoro dipendente. Questo strumento certamente tutela da rischi legati all’attività lavorativa ma, al tempo stesso, viene percepito come uno dei tanti oneri eccessivi da sostenere, con scarsi ritorni in termini di utilità. Tale percezione è particolarmente rilevante tra i professionisti più giovani, caratterizzati da livelli di fatturato piuttosto contenuti e sui quali sembrano gravare costi incomprimibili sempre più consistenti.

Tenendo conto di questa realtà, il Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha realizzato un’indagine che ha coinvolto gli iscritti all’Albo, finalizzata a comprendere meglio la posizione degli ingegneri italiani di fronte all’obbligo dell’assicurazione professionale.

“L’indagine del nostro Centro Studi – dichiara Armando Zambrano, Presidente del CNI – dimostra come persista un diffuso atteggiamento di resistenza all’assicurazione. Gli ingegneri lamentano soprattutto gli alti costi delle polizze e l’obbligo alla loro sottoscrizione è percepito come l’ennesimo balzello che grava sui liberi professionisti, già alle prese con una situazione di mercato senza precedenti. Preoccupa che circa un terzo interpellati abbia dichiarato di essere privo di polizza. Sono elementi che il nostro Consiglio Nazionale dovrà tenere in seria considerazione nell’ottica della promozione di una polizza di tipo collettivo, destinata specificatamente agli ingegneri iscritti all’Albo”.

Hanno partecipato all’indagine del Centro Studi 7.242 ingegneri, interpellati nel corso del mese di luglio 2015. Tre le categorie coinvolte: ingegneri che svolgono la libera professione in via esclusiva; ingegneri dipendenti; ingegneri dipendenti che svolgono, al tempo stesso, anche la libera professione. I risultati fanno emergere un quadro con diverse criticità. Intanto, come dice Zambrano, è molto elevata la percentuale di liberi professionisti che non è in regola con l’obbligo di stipulare una polizza RC (circa un terzo). Inoltre risulta molto basso il livello di conoscenza delle polizze e, comunque, l’interesse si concentra essenzialmente sul prezzo, elemento sul quale si concentra anche gran parte dell’insoddisfazione.

“Gli ingegneri liberi professionisti – dice Luigi Ronsivalle, Presidente del Centro Studi CNI - hanno un approccio problematico con l’assicurazione causata soprattutto da una scarsa propensione a conoscere e approfondire il contenuto e il meccanismo di funzionamento delle polizze e del loro costo, considerato mediamente elevato. Stentano a riconoscerne l’utilità e in molti casi appaiono quasi insofferenti all’obbligo imposto per legge. Probabilmente si sentirebbero rassicurati se la scelta a monte delle migliori condizioni contrattuali fosse fatta da un loro fiduciario completamente disinteressato all’aspetto economico”.

“Una polizza collettiva contratta dal CNI – prosegue Ronsivalle – offrirebbe alcune importanti garanzie: le migliori condizioni base di una polizza all risks; un prezzo della polizza base decisamente inferiore rispetto a tutti quelli attualmente sul mercato; la scelta di un broker ai massimi livelli di affidabilità; garanzie sulla riassicurazione, a condizioni prestabilite e non eccessivamente onerose”.

“La polizza base, dunque, avrebbe lo scopo fondamentale di garantire una copertura di buon livello per tutti che, ad un prezzo molto contenuto, consentirebbe di assolvere ad un obbligo di legge anche a quei professionisti che, stando al rilevamento effettuato dal Centro Studi, non sono attualmente in regola”.

 

CNI: WFEO 2017

Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri è stato scelto per l’organizzazione dell’assemblea della World Federation Engineering Associations (WFEO) e del World Engineering Forum (WEF) nel 2017. Una designazione che per gli ingegneri italiani ha la stessa valenza che può avere per un paese l’organizzazione delle Olimpiadi.

Il WFEO è l’organizzazione internazionale di rappresentanza dell'ingegneria. Fondata nel 1968 sotto il patrocinio dell’UNESCO, nella cui sede mondiale a Parigi sono collocati gli uffici della Federazione, riunisce le organizzazioni nazionali degli ingegneri di 93 nazioni e rappresenta circa 20 milioni di ingegneri di tutto il mondo. “L’assegnazione dell’organizzazione dell’assemblea del WFEO e del World Engineering Forum nel 2017 - afferma Nicola Monda, Consigliere del CNI con delega ai rapporti internazionali -nasce dall’intensa attività internazionale svolta dal CNI negli ultimi anni per favorire i rapporti tra organizzazioni nazionali di ingegneri e dalla partecipazione ai tavoli tecnici esistenti”.

L’assegnazione al CNI è stata formalizzata nel corso dell’Assemblea WFEO svoltasi a Kjoto nel dicembre 2015, nel corso della quale sono stati anche eletti i componenti dell'executive council del WFEO. Ad ulteriore riconoscimento del lavoro svolto, l’Ing. Nicola Monda è risultato tra i componenti eletti, grazie al voto di 55 associazioni nazionali di ingegneri sulle 63 presenti.

Particolarmente apprezzato il fatto che il CNI, considerando la posizione geografica e culturale nel bacino del Mediterraneo, nel 2014 abbia dato vita ad un network tra le associazioni di ingegneria di tutti i paesi che vi si affacciano, raccogliendo l’adesione di 18 di queste. Il network, poi, ha deciso di evolversi in Associazione. L’Assemblea costituente, convocata al Cairo il prossimo aprile, sarà ospitata dalla Lega Araba degli Ingegneri e dal Sindacato degli Ingegneri egiziani.

Il World Engineering Forum, che si svolgerà dal 26 novembre al 2 dicembre 2017 presso l’Auditorium Parco della Musica, avrà come temi principali: cambiamenti climatici ed energie rinnovabili; instabilità idrogeologica; rigenerazione urbana; risk management per l’ICT; nuove tecnologie ed eredità culturale; l’ingegneria e la nuova manifattura; ingegneria e salute. Sarà l'occasione per illustrare al mondo il grande valore dell’ingegneria Italiana, in accordo con le prossime iniziative del CNI, tra cui le giornate dedicate a questo tema in programma il prossimo aprile.

 

CNI: Professionisti antincendio, i requisiti per rimanere nell’elenco

Per rimanere nella lista dei professionisti antincendio è necessario aver conseguito 40 ore di aggiornamento obbligatorio, pena la sospensione dagli elenchi.

A chiarirlo il Consiglio Nazionale Ingegneri (CNI) in una circolare in cui esplicita i requisiti per rimanere nell’elenco dei professionisti antincendio, secondo quanto stabilito dal Ministero dell’Interno.

Il CNI ha ricordato che, come stabilito dal DM 5 agosto 2011, il 26 agosto 2016 terminerà il primo “quinquennio di riferimento” per coloro che erano già iscritti negli elenchi alla data di entrata in vigore del DM 5 agosto 2011.

Dopo tale scadenza, per gli iscritti agli elenchi che avranno maturato le 40 ore di aggiornamento obbligatorio decorrerà un nuovo quinquennio.

Viceversa gli iscritti che non avranno completato l’aggiornamento obbligatorio saranno temporaneamente sospesi dagli elenchi del Ministero dell’Interno con l’interdizione all’esercizio delle prestazioni riservate ai professionisti antincendio, pena la segnalazione al consiglio di disciplina territoriale per esercizio abusivo della professione.

Gli Ingegneri specificano che gli atti emessi e sottoscritti da professionisti antincendio in regime di sospensione sono nulli.

Il professionista sospeso però sarà reintegrato negli elenchi a seguito del completamento delle 40 ore di aggiornamento obbligatorio. Completato l’aggiornamento l’Ordine provinciale provvederà a ripristinare l’iscrizione del professionista negli elenchi e da quella data inizierà un nuovo quinquennio di riferimento, indipendentemente dalla durata del periodo di sospensione.

Il CNI ha fatto sapere che sta collaborando con la Direzione centrale dei Vigili del Fuoco per garantire prossimamente ai professionisti antincendio l’accessibilità diretta all’anagrafe dei crediti formativi tramite il portale Mying, e non solo tramite le segreterie degli Ordini provinciali.

Gli Ingegneri inoltre hanno esortato gli Ordini a proseguire “in maniera incessante” nell’attività formativa valida per l’aggiornamento dei professionisti sulle norme antincendio.

 

CNI: Piano trasparenza e a corruzione

Il Consiglio Nazionale degli ingegneri pubblica l’aggiornamento del Programma triennale per la prevenzione della corruzione, trasparenza e l‘integrità

2016 – 2018

PTPCTI CNI Aggiornamento 2016-2018

all.1 Piano dei Controlli 2016

all. 2 Programma Formazione 2016

all. 3 Sezione Trasparenza-obblighi Responsabili

 

OICE: servizi di ingegneria e architettura, format attestazione

L'attestazione dello svolgimento di servizi di ingegneria e architettura rappresenta un elemento di particolare importanza all'interno dei mezzi di prova del possesso dei requisiti necessari per la partecipazione alle procedure di affidamento di servizi di ingegneria e architettura, così come oggi vengono richiesti in base all'articolo 263 del dpr 207/2010.

L'OICE, al fine di facilitare l'operato delle stazioni appaltanti e per offrire agli operatori del settore un supporto operativo utilizzabile nei rapporti con la committenza, mette a disposizione l'allegato format che consente ai committenti di attestare lo svolgimento di servizi di ingegneria e architettura, indipendentemente dal periodo in cui essi sono stati svolti e, quindi, dalla denominazione attribuita, in base alla tariffa professionale vigente al momento dell'affidamento e dello svolgimento delle attività (art. 14 della legge 143/1949 o tavola Z-1 del d.m. 143/2013),e in relazione alla destinazione funzionale dei lavori cui si riferiscono i servizi. Tale format può essere utile anche alla "conversione" di precedenti attestati predisposti soltanto sulla base delle classi e categorie di cui all'articolo 14 della legge 143/49.

Il modello è stato preparato in base alla normativa vigente (codice dei contratti pubblici e regolamento attuativo) e riguarda tutte le prestazioni di servizi di ingegneria e architettura come classificate nella tavola Z-2 del d.m. 143/2013 e, per la fase di progettazione, prevede anche un'apposita voce per il ruolo che il "giovane professionista" (con meno di cinque anni di abilitazione professionale) ha assunto nell'ambito di un raggruppamento di progettisti ai sensi di quanto previsto dagli articoli 90, comma 7 del codice e 253, comma 5 del vigente regolamento.

In prospettiva dell'evoluzione della normativa vigente e, quindi, dell'emanazione del decreto delegato di attuazione della legge 11/2016 (delega per la riforma del codice appalti e per il recepimento delle direttive europee), si sottolinea l'importanza per tutti gli operatori economici che acquisiscono servizi di ingegneria e architettura (nel settore pubblico e privato, in Italia e all'estero) di avere aggiornata al d.m. 143/2013 tutta le certificazione dei servizi svolti, ancorché il suddetto decreto ministeriale preveda nella tavola Z-1 le corrispondenze fra ID. Opere del decreto e le classi e categoria dell'art. 14 della legge 143/49.

Non sono infrequenti infatti i casi in cui siano messe in discussione le corrispondenze fra le vecchie e le nuove classificazioni.

 

CNR: nasce il Centro per la Microzonazione Sismica

Il 28 gennaio 2016 si è tenuta la giornata di presentazione del “Centro per la Microzonazione Sismica e le sue applicazioni - CentroMS", costituito su iniziativa del Consiglio Nazionale delle Ricerche - Dipartimento Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l'Ambiente (CNR-DTA) e l’Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria (CNR-IGAG). Con il CentroMS, il CNR, le principali Istituzioni di Ricerca e le Università italiane che operano nel campo della microzonazione sismica hanno deciso di costituire un soggetto unico che, oltre a dare continuità alle attività intraprese per la riduzione del rischio sismico, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Protezione Civile (DPC) e con le Regioni, rappresenti un luogo di confronto scientifico per la ricerca di settore. Il CentroMS ha fra i suoi obiettivi quello di fornire supporto scientifico e tecnico ai soggetti istituzionalmente interessati alla microzonazione sismica e alle sue applicazioni, con particolare riferimento alla pianificazione urbanistica e alle problematiche connesse all’emergenza sismica.

 

CRESME: Osservatorio macchine

Il 4° trimestre 2015, per il mercato italiano delle macchine movimento terra, si contraddistingue per il record di macchine vendute o noleggiate: le 3.191 macchine rilevate sono il dato più alto degli ultimi 4 anni, occorre infatti tornare ai dati del 2011 per avere un valore simile. Rispetto allo stesso periodo del 2014 le vendite registrano una variazione percentuale pari al +37,5%. L’incremento delle vendite, iniziato già nel 1° trimestre 2014, è proseguito in modo esponenziale per tutto il 2015 tanto che il 37,5% registrato in quest’ultimo trimestre segue il +42,8% del 3° trimestre, il +40,2% registrato nel 2° trimestre e il +15,3% del 1° trimestre su base annua. Totalizzando i dati, il 2015 raggiunge il primato del numero di vendite/noleggi; le 9.128 macchine vendute o noleggiate sono pari al +34,7% del 2014 e pari al +49,9% rispetto a quelle del 2013.

Nota completa

 

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