Sintesi di monitoraggio legislativo 21 luglio - 4 agosto 2017

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LAVORI PUBBLICI

 

Pubblicazioni in Gazzetta ufficiale

Il 1° agosto è stato pubblicato il  Regolamento dell'Anac del 28 giugno 2017 sull'esercizio dell'attività di vigilanza collaborativa in materia di contratti pubblici.

Qui per approfondire.

Il 2 agosto sono stati pubblicati i seguenti provvedimenti di interesse:

- ​decreto del 21 luglio 2017  Contributo a favore dei comuni compresi nelle zone a rischio sismico 1 a copertura delle spese di progettazione definitiva ed esecutiva, relativa ad interventi di opere pubbliche;

- DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI  del 3 luglio 2017  Modifiche al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1º ottobre 2012, recante: «Ordinamento delle strutture generali della Presidenza del Consiglio dei ministri. (Dipartimento "Casa Italia").

 

Il parere del CDS sullo schema di decreto sulle procedure e schemi tipo per la redazione del programma triennale dei lavori pubblici

Il Consiglio di Stato ha reso il parere sullo schema di decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze sulle procedure e schemi-tipo per la redazione e la pubblicazione del programma triennale dei lavori pubblici, del programma biennale per l’acquisizione di forniture e servizi e dei relativi elenchi annuali e aggiornamenti annuali, attuativo dell’art. 21, d.lgs. n. 50 del 2016.

Il testo del parere è disponibile qui.

 

Lavori pubblici, progettazione preliminare, definitiva, esecutiva e varianti: nuovo parere ANAC

Non può essere affidata la progettazione esecutiva con variante al progettista che si è occupato della progettazione preliminare ed esecutiva, senza passare prima da una gara.

Lo ha chiarito l'Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) con parere 28 giugno 2017, n. 686 reso a seguito della richiesta prot. n. 18233 del 03/02/2017 presentata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Segretariato Generale – Struttura di missione per gli anniversari di interesse nazionale che ha sollevato un quesito concernente la possibilità di modificare, ampliandolo, l’oggetto di un contratto in corso di esecuzione. In particolare, la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha chiesto se sia possibile modificare il contratto in corso di validità con l’inserimento anche della progettazione esecutiva, comprensiva della direzione lavori, per il nuovo importo che ne dovesse derivare, senza una nuova procedura di affidamento.

Secondo la Presidenza del Consiglio dei Ministri "Circostanze impreviste e imprevedibili nel frattempo intervenute giustificherebbero la modifica contrattuale, derivanti dalla sopravvenienza del nuovo Codice dei contratti pubblici e, in specie, dell’art. 106, comma 1, lett. c), n. 1, d.lgs. 50/2016, tenuto conto che la modifica può intervenire in quanto l’eventuale aumento di prezzo non eccede il 50% del valore del contratto iniziale come prevede l’art. 106, comma 7, d.lgs. 50/2016".

In particolare, la Presidenza del Consiglio dei Ministri fa notare che il bando di gara era stato pubblicato il 12 agosto 2015 con l’intenzione di procedere, successivamente, all’indizione di una procedura di gara per l’affidamento in appalto integrato ex art. 53, comma 2, lett. b), d.lgs. 163/2006, della progettazione esecutiva e dell’esecuzione dei relativi lavori (possibilità non più percorribile con l’entrata in vigore del nuovo Codice dei Contratti pubblici). Si fa anche notare che il nuovo Codice ha vietato l’affidamento congiunto della progettazione e dell’esecuzione di lavori (art. 59, d.lgs. 50/2016) ma ha anche previsto che la progettazione definitiva ed esecutiva siano preferibilmente assegnate allo stesso progettista al fine di garantire omogeneità e coerenza al procedimento (art. 23, comma 12, d.lgs. 50/2016).

L'ANAC ha subito evidenziato che il contratto è relativo all’affidamento di un appalto di servizi di progettazione indetto con bando di gara pubblicato in data 12 agosto 2015, evidentemente soggetto alla disciplina di cui al decreto legislativo n. 163/2006 e al regolamento di attuazione. Infatti, ai sensi dell’art. 216, comma 1, d.lgs. 50/2016, fatte salve le eccezioni previste dal nuovo Codice dei contratti pubblici, quest’ultimo trova applicazione "alle procedure e ai contratti per i quali i bandi o avvisi con cui si indice la procedura di scelta del contraente siano pubblicati successivamente alla data della sua entrata in vigore nonché, in caso di contratti senza pubblicazione di bandi o di avvisi, alle procedure e ai contratti in relazione ai quali, alla data di entrata in vigore del presente codice, non siano ancora stati inviati gli inviti a presentare le offerte".

Come chiarito con il Comunicato del Presidente dell’Autorità dell’11 maggio 2016, le disposizioni dettate dall’abrogato Codice (d.lgs. 163/2006) si applicano, ai sensi dell’art. 216, comma 1, d.lgs. 50/2016, nelle ipotesi, tra l’altro, concernenti:

  • gli affidamenti aggiudicati prima della data di entrata in vigore del nuovo Codice, per i quali siano disposti, fermo restando il divieto generale di rinnovo tacito e di proroga del contratto: il rinnovo del contratto o modifiche contrattuali derivanti da rinnovi già previsti nei bandi di gara; consegne, lavori e servizi complementari; ripetizione di servizi analoghi; proroghe tecniche – purché limitate al tempo strettamente necessario per l’aggiudicazione della nuova gara; varianti per le quali non sia prevista l’indizione di una nuova gara. Ciò, indipendentemente dal fatto che per tali fattispecie sia prevista l’acquisizione di un nuovo CIG, in quanto si tratta di fattispecie relative a procedure di aggiudicazione espletate prima dell’entrata in vigore del nuovo Codice;
  • le procedure negoziate indette, a partire dal 20.4.2016, in applicazione degli artt. 56, comma 1, lett. a) e 57, comma 2, lett. a) del d.lgs. 163/06, nei casi, rispettivamente, di precedenti gare bandite in vigenza del d.lgs. 163/06 andate deserte a causa della presentazione di offerte irregolari o inammissibili e della mancanza assoluta di offerte, purché la procedura negoziata sia tempestivamente avviata.

Dunque, il quesito deve essere risolto facendo applicazione della disciplina dettata dall’abrogato decreto legislativo n. 163/2006 e dalle norme regolamentari di attuazione.

Ciò premesso, l'ANAC ha ricordato che i contratti pubblici sono soggetti al principio di immodificabilità dell’oggetto contrattuale, principio che sovrintende all’esecuzione di ogni prestazione e che risulta confermato, con previsioni di ancora maggiore rigore, anche nel nuovo Codice dei contratti pubblici all’art. 106. Principio espressamente richiamato all’art. 310, d.P.R. 207/2010 ai sensi del quale "nessuna variazione o modifica del contratto può essere introdotta dall’esecutore, se non è disposta dal direttore dell’esecuzione del contratto e preventivamente approvata dalla stazione appaltante nel rispetto delle condizioni e dei limiti previsti nell’articolo 311". Quindi, l’art. 311, comma 1, d.P.R. 207/2010 esprime il principio secondo cui la stazione appaltante non può richiedere alcuna variazione ai contratti stipulati, se non nei casi previsti dalla stessa disposizione, individuando al comma 2 le ipotesi in cui la deroga al principio di immodificabilità degli appalti pubblici è ammessa cosicché "la stazione appaltante può ammettere variazioni al contratto nei seguenti casi: a) per esigenze derivanti da sopravvenute disposizioni legislative e regolamentari; b) per cause impreviste e imprevedibili accertate dal responsabile del procedimento o per l’intervenuta possibilità di utilizzare materiali, componenti e tecnologie non esistenti al momento in cui ha avuto inizio la procedura di selezione del contraente, che possono determinare, senza aumento di costo, significativi miglioramenti nella qualità delle prestazioni eseguite; c) per la presenza di eventi inerenti alla natura e alla specificità dei beni o dei luoghi sui quali si interviene, verificatisi nel corso di esecuzione del contratto".

Nell'ipotesi prospettata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, la modifica contrattuale dovrebbe disporsi ai sensi del comma 2, lettera a), dell’art. 311 del Regolamento che prevede tale possibilità in caso di esigenze derivanti da "sopravvenute disposizioni legislative e regolamentari" per le quali non si ravvisa il presupposto dell’imprevedibilità.

La Corte di giustizia CE, Grande Sezione, nella sentenza del 13 aprile 2010 resa nella causa C-91/08 si è così espressa in ordine alle modifiche contrattuali nelle concessioni di servizi: "Al fine di assicurare la trasparenza delle procedure e la parità di trattamento degli offerenti, le modifiche sostanziali apportate alle disposizioni essenziali di un contratto di concessione di servizi costituiscono una nuova aggiudicazione di appalto, quando presentino caratteristiche sostanzialmente diverse rispetto a quelle del contratto di concessione iniziale e siano, di conseguenza, atte a dimostrare la volontà delle parti di rinegoziare i termini essenziali di tale appalto (v., per analogia con il settore degli appalti pubblici, sentenze 5 ottobre 2000, causa C-337/98, Commissione/Francia […] nonché 19 giugno 2008, causa C-454/06, Pressetext Nachrichtenagentur [...]. La modifica di un contratto di concessione di servizi i corso di validità può ritenersi sostanziale qualora introduca condizioni che, se fossero state previste nella procedura di aggiudicazione originaria, avrebbero consentito l’ammissione di offerenti diversi rispetto a quelli originariamente ammessi o avrebbero consentito di accettare un’offerta diversa rispetto a quella originariamente accettata".

Ne consegue che, alla luce della norma di diritto transitorio richiamata e di cui all’art. 216, comma 4-bis, d.lgs. 50/2016, la Presidenza del Consiglio dei Ministri potrà procedere - come era nelle intenzioni originarie - all’affidamento della progettazione esecutiva e dell’esecuzione dei lavori al medesimo aggiudicatario dell’appalto senza che debba indire due procedure di gara separate e distinte.

In definitiva l'ANAC ritiene che in ragione della natura sostanziale della modifica contrattuale prospettata, la Presidenza del Consiglio dei Ministri può procedere all’espletamento di una procedura di gara secondo le manifestate intenzioni originarie, scegliendo l’operatore economico cui affidare la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori. (lavoripubblici.it)

 

Agevolazioni casa sicura

Il MIT ha aggiornato la pagina “Casa sicura”, disponibile sul sito istituzionale del ministero, dove è possibile consultare una guida pratica alle agevolazioni per la messa in sicurezza antisismica delle abitazioni e delle attività produttive e una sezione dedicate alle faq.

Di seguito, il link: http://www.mit.gov.it/comunicazione/news/casa-sicura

Qui è disponibile un approfondimento.

 

PROFESSIONISTI

 

Approvato il ddl concorrenza

Nella seduta di mercoledì 2 agosto il Senato ha rinnovato la fiducia al Governo approvando definitivamente il disegno di legge annuale sul mercato e la concorrenza (n. 2085-B), nel testo identico a quello approvato dalla Camera.

Di seguito le misure di maggiore interesse per la categoria.

Società di ingegneria: con una modifica approvata in Aula è stato previsto che, con riferimento ai contratti stipulati a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge in esame, le società di ingegneria sono tenute a stipulare una polizza di assicurazione per la copertura dei rischi derivanti dalla responsabilità civile conseguente allo svolgimento delle attività professionali dedotte in contratto e a garantire che tali attività siano svolte da professionisti, nominativamente indicati, iscritti negli appositi albi previsti dai vigenti ordinamenti professionali. Si prevede inoltre che l'Autorità nazionale Anticorruzione pubblichi sul proprio sito internet l'elenco di tali società.

Compenso per le prestazioni professionali: il provvedimento impone ai professionisti che la comunicazione ai clienti circa il grado di complessità dell'incarico, gli oneri ipotizzabili dal conferimento dello stesso alla sua conclusione, gli estremi della polizza assicurativa, sia resa per iscritto (anche eventualmente in forma digitale). La stessa forma scritta dovrà avere anche il preventivo di massima del compenso della prestazione professionale.

Più nel dettaglio, al momento del conferimento dell'incarico professionale bisognerà pattuire il compenso per le prestazioni. Il professionista dovrà mettere nero su bianco una serie di elementi che, finora, potevano essere concordati solo in via informale. Quindi, bisogna rendere noto al cliente in forma scritta il grado di complessità dell'incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili «dal momento del conferimento fino alla conclusione dell'incarico».

Inoltre, bisogna inserire nel preventivo i dati della polizza assicurativa per eventuali danni provocati nell'esercizio dell'attività professionale. Al cliente, quindi, andrà fornito un quadro completo, consentendogli di tutelarsi laddove ne avesse necessità. Allo stesso modo, la misura del compenso «è previamente resa nota al cliente con un preventivo di massima», in forma scritta o digitale.

Il compenso dovrà seguire una serie di regole: essere adeguato all'importanza dell'opera ed essere pattuito indicando per le singole prestazioni tutte le voci di costo, «comprensive di spese, oneri e contributi».

Inoltre, la disposizione obbliga i professionisti iscritti a ordini e collegi a indicare e comunicare i titoli posseduti e le eventuali specializzazioni, al fine di assicurare la trasparenza delle informazioni nei confronti dell'utenza. «La previsione dell'obbligo di comunicare titoli e specializzazioni – dice la relazione - innova rispetto a quanto sinora previsto tanto nel regolamento di riforma degli ordinamenti professionali quanto nella disciplina di specifiche professioni. Ad oggi, infatti, la comunicazione di titoli e specializzazioni costituisce una facoltà per il professionista e non un obbligo».

L'articolo 4, comma 1, del regolamento di riforma degli ordinamenti professionali (Dpr n. 137 del 2012), relativo alla libera concorrenza e alla pubblicità informativa, dispone infatti: «È ammessa con ogni mezzo la pubblicità informativa avente ad oggetto l'attività delle professioni regolamentate, le specializzazioni, i titoli posseduti attinenti alla professione, la struttura dello studio professionale e i compensi richiesti per le prestazioni». Da questo momento, invece, comunicare anche i titoli e le specializzazioni al momento del preventivo diventa un obbligo.

Polizze per assicurazione professionale: Le polizze per assicurazione professionale, fatta salva la libertà contrattuale delle parti, devono contemplare l'assenza delle clausole che limitano la prestazione assicurativa ai sinistri denunciati nel periodo di validità del contratto. Le compagnie devono offrire prodotti che prevedano una copertura assicurativa per richieste di risarcimento presentate entro i dieci anni dalla scadenza della polizza, riferite a "errori" del professionista accaduti nel periodo di vigenza della stessa.

Atti per l'aggiornamento catastale: Sono introdotte disposizioni che modificano l'art. 6 del testo unico per l'edilizia (Decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001), inerenti agli obblighi di aggiornamento catastale in riferimento a interventi edilizi effettuati senza alcun titolo abilitativo, definiti come attività di edilizia libera. In particolare, si dispone che in tali casi gli atti di aggiornamento catastale siano presentati direttamente dall'interessato all'Agenzia delle entrate territoriale. Si introduce inoltre una disposizione transitoria per cui, nel caso in cui siano stati già avviati gli interventi edilizi prima dell'entrata in vigore della legge in esame, il possessore degli immobili provvede, ove necessario, agli atti di aggiornamento catastale, entro sei mesi dalla data di entrata della medesima legge con eventuali sanzioni ove non adempia (commi 173-174).

 

Ordinanza recante disciplina della qualificazione dei professionisti e dei criteri contro la concentrazione degli incarichi nelle opere pubbliche

E’ stata pubblicata in Gazzetta ufficiale l'ordinanza ​​dell'11 luglio 2017 ​riguardo l'Approvazione del programma straordinario per la riapertura delle scuole nei territori delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016, disciplina della qualificazione dei professionisti, dei criteri per evitare la concentrazione degli incarichi nelle opere pubbliche e determinazione del contributo relativo alle spese tecniche​.

Per approfondire qui.

 

FISCO

 

Gazzetta ufficiale: Modifiche attuative Split payment

 

E’ stato pubblicato il decreto del 13 luglio 2017 ​riguardo alla​ Modifica della disciplina di attuazione in materia di scissione dei pagamenti ai fini dell'IVA.

Qui il testo

 

 

ESAURIMENTO POSTI 1° Workshop Internazionale di Dubai e ipotesi nuova missione

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Cari professionisti,


non troviamo adeguate parole per ringraziare tutti Voi della fiducia che avete riposto nel progetto “1° Workshop Internazionale di Dubai” promosso dal Dipartimento per l'Internazionalizzazione della Fondazione.
I numeri relativi alle richieste da Voi formulate sono da "capogiro"!
In pochi giorni sono andati infatti esauriti i posti disponibili per la missione che ci vedrà impegnati nel primo workshop formativo dedicato all’internazionalizzazione della professione dal 14 al 17 novembre a Dubai, la capitale dell’architettura d’avanguardia. Per l’organizzazione della missione a Dubai abbiamo fatto tesoro delle oltre 14 mila risposte pervenute al sondaggio lanciato nelle settimane scorse dalla Fondazione per andare incontro, in particolar modo, a quel 64 per cento di professionisti che non ha, finora, avuto esperienze di lavoro all’estero.
In considerazione di ciò, Vi chiediamo la cortesia di non inoltrare più le domande di adesione al progetto e di non procedere, quindi, al pagamento delle quote di partecipazione. Sono ancora numerose, infatti, le richieste di adesione al progetto da parte di tutti Voi e questo non può che incoraggiarci a proseguire con determinazione il nostro lavoro a supporto della categoria.
Terremo, quindi, in forte considerazione le richieste e Vi anticipiamo che è in cantiere l’ipotesi di una seconda missione, da tenersi nei primi mesi del prossimo anno, forti dell’esperienza e dei risultati che auspichiamo di raggiungere a Dubai.
A tal fine, per quanti fossero interessati, Vi invitiamo ad inviarci una e-mail all'indirizzo international@fondazionearching.it con i Vostri dati e inserire in oggetto:
"Manifestazione di interesse seconda missione all’estero Fondazione Inarcassa – cantiere aperto”.
La mail dovrà contenere:
nome cognome – numero Inarcassa – professione – città di residenza.
Ringraziandovi ancora per la Vostra fiducia, colgo l’occasione per augurare a tutti Voi buone ferie.

Il Presidente
Egidio Comodo

Newsletter Sportello Pronto Europa - Luglio 2017

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SETTORE BANDI:

● Regione Toscana, Bando Efficientamento Energetico delle Imprese 2017. Scadenza per la presentazione delle domande: 7 Settembre 2017

Gli interventi di efficientamento energetico attivabili riguarderanno l'isolamento termico di strutture orizzontali e verticali, la sostituzione di serramenti e infissi, la sostituzione di impianti di climatizzazione con impianti alimentati da caldaie a gas a condensazione o impianti alimentati da pompe di calore ad alta efficienza, la sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore o a collettore solare per la produzione di acqua calda sanitaria, i sistemi intelligenti di automazione e controllo per l'illuminazione e la climatizzazione interna, sistemi di climatizzazione passiva, impianti di  cogenerazione/trigenerazione ad alto rendimento.

Ad integrazione potranno essere attivabili interventi per la produzione di energia termica da fonti energetiche rinnovabili quali solare, aerotermica, geotermica, idrotermica e per la produzione di energia elettrica da fonti energetiche rinnovabili quali solare (impianti fotovoltaici), purché finalizzati all'autoconsumo.

Il bando finanzia la realizzazione di progetti di efficientamento energetico degli immobili realizzati da micro, piccole, medie imprese (MPMI), grandi imprese (GI) e da liberi professionisti. Gli interventi, oggetto della domanda, dovranno essere realizzati in unità locali o sedi operative aventi sede nel territorio regionale.

Gli aiuti per la realizzazione dei progetti di investimento sono concessi nella forma di contributo in conto capitale, fino ad un massimo del 40% delle spese ammissibili. L'importo massimo del contributo che un'impresa unica può ricevere nell'ambito del regime de minimis è pari a 200.000 euro, su un periodo di tre esercizi finanziari.

Link: http://www.regione.toscana.it/-/por-fesr-2014-2020-bando-efficientamento-energetico-2017-contributi-fino-al-40- 

 

● Bando della Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), Iniziative Imprenditoriali Innovative da svolgere nei PVS per il perseguimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Scadenza: 26 Ottobre 2017

Il bando è specificamente rivolto alle imprese profit.

I progetti proposti devono essere afferenti alle Aree Tematiche Prioritarie elencate nel Documento di Programmazione Triennale dell’AICS 2016-2018: Agricoltura e Sicurezza alimentare, Nutrizione, Educazione, Formazione e Cultura, Sanità, Diritti, Equità e Disuguaglianze.

Si parla di iniziative che rientrano nelle seguenti categorie: Lotto n. 1, Nuove idee "A" per iniziative imprenditoriali non ancora realizzate e/o implementate nei PVS e per soggetti proponenti costituiti da più di 12 mesi; Lotto n. 2, Nuove idee "B" per iniziative imprenditoriali non ancora realizzate e/o implementate nei PVS e per soggetti proponenti costituiti nei 12 mesi precedenti la pubblicazione del bando (c.d. start-up d’impresa); Lotto n. 3, Idee Mature per iniziative imprenditoriali già sperimentate in uno o più PVS, per le quali siano previsti ulteriori sviluppi sia nel/nei Paese/i di origine sia in ulteriori PVS e il cui soggetto proponente sia costituito da più di 12 mesi (c.d. scaling-up). Sarà accordata preferenza a quei progetti che presentino partenariati con il settore non-profit e i partner locali.

La disponibilità complessiva di questo bando è di 4.800.000,00 euro; fondi assegnati dal Ministero degli Esteri e della Cooperazione all’AICS. Queste risorse saranno erogate sotto forma di co-finanziamento per un importo massimo di 200.000 euro per ogni progetto (massimo cofinanziamento AICS 50%). Le proposte dovranno pervenire esclusivamente in forma cartacea presso la sede dell’AICS a Roma.

Link: http://www.aics.gov.it/?page_id=14554 

 

● Uscito il Bando ENI CBC MED – Scadenza per la presentazione dei progetti di tipo standard: 9 Novembre 2017

Il programma ENI CBC MED per la cooperazione nel Bacino del Mediterraneo, finanziato dallo Strumento Europeo di Vicinato (ENI), si è aperto ufficialmente alla ricezione delle proposte progettuali.

Per i dettagli di ammissibilità, di tematiche e di budget, si veda la Newsletter precedente. 

Tutti i documenti del bando sono disponibili al seguente link:

Link: http://www.enpicbcmed.eu/enicbcmed-2014-2020/submit-a-project-proposal 

 

SETTORE EVENTI:

● Conferenza Internazionale NONINNOVATION 2017 nel settore delle Nanotecnologie e delle Key-Enabling Technologies (KETs) – Roma, 26-29 Settembre 2017

La conferenza Internazionale NANOINNOVATION 2017 si svolgerà presso la Facoltà di Ingegneria Civile ed Industriale dell’Università La Sapienza di Roma ed essa rappresenta un evento di riferimento per la comunità multidisciplinare nel settore delle nanotecnologie e la loro integrazione nelle Key-Enabling Technologies (KETs), in tutti i settori di applicazione. 

Il 28 settembre si terrà, all’interno della conferenza, l’Elevator Pitch organizzato da APRE. L’evento rappresenta una preziosa occasione per ricercatori, imprese e startup di presentare progetti e idee davanti ad una platea composta da accademici e rappresentanti del mondo industriale, con l’obiettivo di trovare investitori e/o nuovi partner. Gli speaker saranno selezionati dal comitato scientifico della conferenza NanoInnovation, che per ogni idea progettuale valuteranno il grado di innovazione, la rilevanza industriale e la corrispondenza con le aree tematiche affrontate dalla conferenza. Le presentazioni dovranno rientrare in una delle seguenti aree: Trasporti, Spazio e Aeronautica, Industria del Cibo e Agricoltura, Energia ed Ambiente, Salute e Scienze della Vita, Elettronica, Sistemi nano e micro, Nano-materiali innovativi, Nano-Metrologia e Misurazioni su scala nanometrica, Produzione Avanzata e Industria 4.0, Prodotti di Consumo.

È possibile inviare la propria candidatura come speaker entro e non oltre il 5 settembre 2017.

Vi è inoltre la possibilità di partecipare agli Incontri Bilaterali di Business (B2B), nell’ambito dei quali è possibile incontrare partner di particolare interesse per la propria azienda, precedentemente individuati a seconda del proprio profilo professionale. Al fine di essere selezionati per tali incontri, è possibile registrarsi entro il 25 Settembre 2017.

Link all’evento: http://www.nanoinnovation.eu/2017/ 

Link alla pagina della Conferenza dedicata all’Elevator Pitch: http://www.nanoinnovation.eu/2017/networking/elevator-pitch 

Link all’Evento di Networking B2B: https://www.b2match.eu/nanoinnovation2017 

 

Call: il 3 ottobre a Roma il Primo Forum Internazionale “Interattivo”

Un viaggio in videoconferenza in otto paesi per comprenderne le potenziali attrattività in base alla tua specifica attività professionale. L’evento, realizzato in collaborazione con Assocamerestero e le Camere di Commercio Italiane all'estero, si svolgerà a Roma il 3 ottobre dalle ore 14 alle 19, presso il Crowne Plaza Rome - St. Peter's (Via Aurelia Antica, 415) e prevede la partecipazione di massimo 100 professionisti iscritti a Inarcassa che selezioneremo in base alle manifestazioni di interesse che riceveremo.

Call: il 3 ottobre a Roma il Primo Forum Internazionale “Interattivo”

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Un viaggio in videoconferenza in otto paesi per comprenderne le potenziali attrattività in base alla tua specifica attività professionale. L’evento, realizzato in collaborazione con Assocamerestero e le Camere di Commercio Italiane all'estero, si svolgerà a Roma il 3 ottobre dalle ore 14 alle 19, presso il Crowne Plaza Rome - St. Peter's (Via Aurelia Antica, 415) e prevede la partecipazione di massimo 100 professionisti iscritti a Inarcassa che selezioneremo in base alle manifestazioni di interesse che riceveremo. Russia, Singapore, Canada, Stati Uniti, Marocco, Germania, Hong Kong e Svizzera: queste le CCIE che daranno vita, direttamente dalle loro sedi, ad un viaggio “interattivo” alla scoperta delle opportunità di internazionalizzazione per architetti e ingegneri.

COME FUNZIONA?

• Struttura: un grande open space con postazioni dotate di monitor collegati in videoconferenza alla CCIE (una postazione per ogni paese)

• Ogni postazione accoglie 15 professionisti contemporaneamente seduti davanti al monitor connesso in videoconferenza

• Scaletta: 15’ minuti inziali plenaria per la presentazione del forum;

• sessioni di 30’ (10’ di presentazione generale da parte delle camera  + 20 Q&A);

• Ogni 30 minuti, il monitor viene collegato ad un altro “paese”;

• Uno spazio al centro della sala per networking e dialogo con Assocamerestero.

 

Se vuoi partecipare alla selezione, invia una email entro il 20 agosto all’indirizzo international@fondazionearching.it con il tuo nome, cognome, matricola Inarcassa e numero di telefono. Per l’evento è in corso di richiesta il riconoscimento di CFP.

Sintesi di monitoraggio legislativo 7-21 luglio 2017

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LAVORI PUBBLICI

 

Martedì 18 luglio si è svolta la conferenza stampa "Edilizia Scolastica 2014 - 2018" con la Sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, la Ministra dell'Istruzione, Valeria Fedeli e la Coordinatrice della Struttura di missione del Governo per la riqualificazione dell'edilizia scolastica, Laura Galimberti.

Durante l'incontro è stato illustrato il lavoro svolto per la messa in sicurezza e riqualificazione del patrimonio immobiliare scolastico. Inoltre, è stato presentato un focus sugli istituti di nuova costruzione realizzati grazie ai fondi governativi.

Qui sono disponibili le slide presentate nel corso della conferenza stampa.

Di seguito, il dettaglio delle prossime azioni.

1. E’ prossima la firma di un decreto da 26,4 milioni di euro per interventi di adeguamento sismico degli edifici scolastici. 

2. Il 25 luglio sarà la volta del decreto per la costruzione di 8 nuove scuole da realizzare con modalità di finanziamento e costruzione innovative. Per questi interventi saranno sbloccati 20 milioni di euro. In questo ambito il Ministro ha rivolto un ringraziamento speciale agli architetti Renzo Piano, che ha progettato un prototipo di scuola come civic center, e Mario Cucinella, che per la prima volta ha attuato la progettazione partecipata con un gruppo di studenti.

3. Giovedì 27 luglio sarà firmato il decreto per la ripartizione regionale dello stanziamento Inail da 150 milioni di euro destinato alla realizzazione di nuovi poli per l’infanzia. Il decreto sarà poi portato in Conferenza Stato-Regioni. La progettazione degli interventi avverrà sulla base di un concorso di idee e ai vincitori potranno essere affidati i livelli successivi della progettazione. 

4. Altri 10 milioni saranno destinati per il 2017 e il 2018 al ripristino della funzionalità delle scuole e alla realizzazione di strutture modulari nelle aree colpite dal sisma. Le modalità saranno definite con un decreto che sarà firmato venerdì 28 luglio.

5. Nella stessa giornata il Miur presenterà una proposta di decreto interministeriale per la nuova programmazione unica nazionale 2018-2020 degli interventi di edilizia scolastica, che potrà contare su 1,7 miliardi di euro.

Questo stanziamento è stato annunciato lo scorso febbraio. Le risorse da destinare ad interventi di messa in sicurezza, saranno erogate accendendo mutui pluriennali agevolati con la Banca europea per gli investimenti (BEI).

6. Sarà firmato il 31 luglio il decreto che assegnerà 321 milioni di euro agli interventi di adeguamento sismico e messa in sicurezza a seguito delle indagini diagnostiche per le Province e le Città metropolitane. Ricordiamo che con la legge sulla Buona Scuola nel 2015 sono stati stanziati 40 milioni di euro per le indagini diagnostiche su solai e controsoffitti. Dai sopralluoghi effettuati nel 2016 è emersa la necessità di una serie di interventi di messa in sicurezza. Nei giorni scorsi il Governo, nel comunicare come saranno impiegate le risorse del Fondo Investimenti, ha reso noto che 341 milioni andranno agli interventi post-indagini diagnostiche. 

7. Il 2 agosto sarà siglata la convenzione che assegnerà 100 milioni di euro alle indagini di vulnerabilità sismica degli edifici situati nelle aree a rischio sismico 1 e 2. Lo stanziamento è stato previsto lo scorso febbraio dal Ministro dell'Istruzione con un emendamento all'ultima legge per il sostegno alle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 2016. Una delle condizioni previste è che il 20% delle risorse sia destinato alle quattro regioni colpite (Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo). 

8. 6 milioni di euro andranno alle nuove indagini diagnostiche sui solai e i controsoffitti, utili a prevenire fenomeni di crollo. Il decreto sarà pronto entro il 7 agosto. Le risorse faranno scorrere la graduatoria del 2015, che ha reso possibili 7mila indagini con 40 milioni di euro.

9. Il 9 agosto sarà pubblicato l’avviso PON Scuola da 350 milioni di euro per l’adeguamento sismico, la messa in sicurezza antincendio e il conseguimento dell’agibilità in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

10. Sarà infine lanciata il 10 agosto l’anagrafica dei responsabili della sicurezza nelle scuole. Questo permetterà che i responsabili siano facilmente individuabili e ricevano una formazione adeguata.

 

ANAC: ordini professionali soggetti al codice appalti

Con un comunicato il Presidente di ANAC, Raffaele Cantone ha chiarito che gli Ordini Professionali hanno natura giuridica di enti pubblici non economici e, in quanto tali, posseggono tutti i requisiti richiesti dalla disciplina di settore per la configurabilità dell’organismo di diritto pubblico. Tale natura giuridica permette di ricondurre gli stessi nell’ambito di applicazione del codice appalti, ai fini dell’affidamento dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture. Qui il testo completo.

 

Pubblicato il nuovo Regolamento ANAC sull’esercizio dell’attività di vigilanza collaborativa in materia di contratti pubblici

Venerdì 14 luglio è stato pubblicato il Regolamento sull’esercizio dell’attività di vigilanza collaborativa in materia di contratti pubblici, ai sensi dell’art. 213, comma 3, lett. h) del nuovo codice appalti e concessioni, approvato dal Consiglio nell’Adunanza del 28 giugno 2017.

Il provvedimento, che è stato precedentemente sottoposto a consultazione pubblica sul sito dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, recepisce le prassi applicative sviluppatesi nell’attuazione dei molteplici Protocolli di Vigilanza Collaborativa con le stazioni appaltanti, sulla base del modello adottato in occasione del grande evento Expo-Milano, cercando di preservare, al contempo, l’ormai acquisita snellezza procedimentale e la tempestività d’intervento.

Questi i punti principali del Regolamento alla luce dei principi generali stabiliti dalla Legge n. 241/1990:

- specifica la griglia di presupposti per la valutazione di ammissibilità delle istanze di vigilanza collaborativa, in attuazione della previsione dell’art. 213, comma 3, lett. h), D.lgs. n. 50/2016, in base alla quale l’attività di vigilanza collaborativa deve essere svolta ‘per affidamenti di particolare interesse’;

- descrive il procedimento attraverso il quale si svolge l’azione di vigilanza collaborativa, con l’indicazione dei soggetti coinvolti, delle modalità di attivazione e di espletamento della vigilanza sulle singole gare previa stipula con le stazioni appaltanti interessate di Protocolli di Vigilanza Collaborativa;

- indica la tipologia di atti dell’Autorità che vengono emanati a conclusione dell’attività di vigilanza (osservazioni);

- garantisce un adeguato bilanciamento tra l’esigenza di massima celerità dell’azione di vigilanza collaborativa che implica un procedimento semplificato e le garanzie del contraddittorio;

- definisce gli opportuni raccordi con l’esercizio di altre forme di vigilanza da parte dell’Autorità.

Il nuovo assetto regolamentare, alla luce delle indicazioni normative, appare più funzionale a garantire che le attività di vigilanza preventiva vengano svolte in modo efficace ed efficiente, concentrandosi su opere pubbliche, forniture o servizi che presentano aspetti critici sotto il profilo della scelta e gestione della procedura selettiva nonché del mercato o delle circostanze di riferimento. Nella redazione del testo sono state tenute in considerazione le indicazioni contenute nel parere reso dal Consiglio di Stato sulla regolamentazione dell’azione di vigilanza generale dell’Autorità (C.d.S. parere n. 2777 del 28.12.2016).

Qui il testo.

 

Certificato di stabilità, MIT: sarà introdotto in forma volontaria

Il certificato di stabilità degli edifici sarà introdotto prima in forma volontaria e poi si passerà ad una più organica disciplina diretta a salvaguardare la sicurezza dei cittadini e del patrimonio edilizio.

A riferirlo il sottosegretario di Stato per le infrastrutture e per i trasporti, Umberto Del Basso De Caro, in risposta ad un’interrogazione parlamentare in cui si è chiesto quali iniziative il MIT intendesse intraprendere per rendere obbligatoria la certificazione statica degli edifici, alla luce del crollo della palazzina di Torre Annunziata.

Il MIT ha chiarito che, “come è stato introdotto l'obbligo della certificazione energetica per i contratti di affitto e compravendita, occorre proseguire anche per la certificazione statica, dapprima in forma volontaria al fine di garantire la reale conoscenza dello stato dell'immobile da parte di chi acquista, per poi passare ad una più organica disciplina diretta a salvaguardare la sicurezza dei cittadini e del patrimonio edilizio”.

L’intenzione di introdurre una certificazione statica degli edifici era arrivata dal Ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, all'indomani del crollo della palazzina a Torre Annunziata. Le dichiarazioni di Delrio sembravano suggerire che l’obbligo sarebbe scattato nel breve periodo; con il chiarimento arrivato nell’interrogazione, invece, si sottolinea che non si partirà subito con la certificazione obbligatoria ma, per il momento, si continuerà ad incentivare la diagnosi energetica volontaria e il sismabonus, già valutato come strumento efficace. 

Il Ministero delle Infrastrutture, inoltre, nel rispondere ad un’altra interrogazione parlamentare sullo stesso tema, ha fatto sapere che, la Struttura di Missione Casa Italia è al lavoro per promuovere le iniziative volte alla messa in sicurezza degli edifici.

Casa Italia si sta concentrando, in particolare, su tre azioni direttamente finalizzate ad intervenire sulla vulnerabilità degli edifici residenziali.

Ad esempio, prevede la costituzione di un archivio informatizzato in cui far confluire tutte le informazioni di cui già oggi le pubbliche amministrazioni dispongono a livello di singolo edificio. Tali informazioni (oggi disperse tra Agenzia delle Entrate, Catasto, ENEA, Istat, Dipartimento della Protezione Civile) verrebbero quindi rese accessibili in modo integrato, costituendo una importante base dati sulle condizioni degli edifici.

A regime questa soluzione consentirebbe di ottenere un quadro informativo coerente con gli obiettivi del fascicolo del fabbricato, limitando nel contempo gli oneri per i proprietari degli immobili.  

Inoltre, la Struttura di Missione Casa Italia ha previsto un programma di diagnostica speditiva esteso agli edifici caratterizzati da maggiore rischio sismico. L'intervento coinvolge oltre 550.000 edifici residenziali costruiti in muratura portante o in calcestruzzo armato prima del 1980, in assenza quindi di normative antisismiche stringenti, localizzati nei 650 comuni italiani a maggiore pericolosità sismica.

L'intervento prevede che la diagnostica sia effettuata con 120 milioni di euro a carico dello Stato.

Infine, è previsto un investimento di 25 milioni di euro per 10 cantieri sperimentali  finalizzati a testare soluzioni non invasive di riduzione della vulnerabilità e a comprenderne le condizioni per una più ampia diffusione sul territorio nazionale. (edilportale.com)

 

Centro Italia, al via la progettazione per 87 scuole

Sono 87 gli edifici scolastici da ricostruire o riparare sulla base del programma straordinario per la riapertura delle scuole danneggiate o distrutte in seguito agli eventi sismici del 2016. Le scuole sono state individuate con l’ordinanza 33/2017 che fissa anche una serie di regole per la progettazione degli interventi di nuova costruzione e adeguamento.

Le Regioni colpite dal sisma (Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria) hanno proposto al Commissario straordinario per la ricostruzione, Vasco Errani, interventi di ricostruzione o adeguamento di edifici scolastici distrutti o danneggiati. Il risultato sono le 87 scuole contenute nell’Allegato 1 all’ordinanza. Alcune di esse hanno ottenuto un esito di agibilità “B” o “C”. Questo significa che l’inagibilità e il pericolo è limitato ad alcune parti e che possono tornare in funzione dopo interventi più o meno rapidi. L’intenzione del Governo è che siano riutilizzabili a partire dall'anno scolastico 2017-2018.

Altri edifici sono risultati invece inagibili e classificati come “E” presentando rischi e danni tali da rendere più conveniente una nuova costruzione.

Per la realizzazione degli interventi sono stati stanziati 231 milioni di euro. Gli oneri derivanti dall’affidamento degli incarichi di progettazione sono stati stimati in 23 milioni di euro.

Le Regioni e gli Enti locali potranno effettuare la progettazione con personale interno o affidare gli incarichi all’esterno, a professionisti iscritti nell’elenco speciale del Commissario per la ricostruzione. Per importi fino a 209mila euro (soglia comunitaria) l'affidamento avverrà con procedura negoziata, previo invito ad almeno cinque operatori presenti nell'elenco. Oltre la soglia comunitaria, dovranno essere tenuti in considerazione tutti gli iscritti.

Ogni progettista potrà svolgere incarichi professionali per un importo massimo fino a 50 milioni di euro. A prescindere dall’importo dei lavori, ogni professionista potrà assumere al massimo 15 incarichi professionali. Questi limiti, specifica l’ordinanza, si applicano alle seguenti prestazioni principali: progettazione architettonica, progettazione impiantistica, progettazione strutturale, direzione dei lavori, coordinamento della sicurezza in fase di progettazione, direzione dell'esecuzione coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione.

Ammonta invece a 30 il numero massimo di incarichi relativi al collaudo statico ed alla relazione geologica, considerate prestazioni parziali.

In caso di esigenze adeguatamente motivate, si può derogare a questi limiti, arrivando al massimo ad un importo di 75 milioni e 25 incarichi per le prestazioni principali e 45 incarichi per le prestazioni parziali.

Entro l’11 novembre, cioè centoventi giorni dall’entrata in vigore dell’ordinanza, Regioni ed Enti locali devono presentare i progetti esecutivi al Commissario straordinario per la ricostruzione. Nel caso in cui il progetto sia stato elaborato dal personale interno, gli elaborati vanno prima presentati all’Ufficio speciale per la ricostruzione territorialmente competente, che deve verificarne la completezza ed esprimere un parere sulla congruità economica. In seguito all’approvazione definitiva del progetto, il Commissario adotta il decreto di concessione del contributo.

Il contributo per le attività tecniche erogato dal Commissario Straordinario sarà commisurato all’importo dei lavori: 12,5% per lavori con importi fino a 150 mila euro, 12% per lavori di importo tra 150mila e 500mila euro, 10% per lavori di importo tra 500mila e un milione di euro, 8,5% per lavori di importo tra 1 milione e 2 milioni, 7,5% oltre i 2 milioni di euro. 

Gli 87 edifici scolastici da ricostruire, o su cui saranno effettuati lavori di adeguamento, si sommano alle 21 scuole che saranno ricostruite con tecnologia a secco, in tempi brevi, per poter essere pronte entro l’inizio dell’anno scolastico 2017-2018. Al bando per l’aggiudicazione di 21 appalti integrati hanno partecipato oltre 1000 imprese.

 

Pagamenti nei lavori pubblici, la Ue avvisa l'Italia: «Troppi i 45 giorni per i certificati»

Una finestra di 45 giorni tra la certificazione dell'avanzamento lavori (Sal) e il certificato di pagamento delle fatture che allunga i tempi, in evidente contrasto con le norme comunitarie in materia di pagamenti della pubblica amministrazione. La Commissione europea ha appena inviato una lettera all'Italia, nella quale bacchetta il nostro paese per una norma del Codice, introdotta dal correttivo appalti: l'articolo 113 bis.

Qui viene prevista, di fatto, una fase di stand by prima dell'emissione del certificato di pagamento.

La norma nel mirino prevede, al comma 1, che «il termine per l'emissione dei certificati di pagamento relativi agli acconti del corrispettivo di appalto non può superare i quarantacinque giorni decorrenti dall'adozione di ogni stato di avanzamento dei lavori».

Quindi, dopo lo stato di avanzamento lavori, la Pa ha un periodo che può arrivare fino a un mese e mezzo nel quale legittimamente può aspettare prima dell'emissione del certificato di pagamento. Per liquidare la fattura, insomma, si può aspettare qualche giorno.

Per questo motivo, l'esecutivo comunitario ha inviato al nostro Governo una lettera di messa in mora che, di fatto, apre l'iter formale della procedura di infrazione.

I rilievi arrivano direttamente dagli uffici del commissario europeo al mercato Interno, Elzbieta Bienkowska. L'idea è che la norma estenda «sistematicamente a 45 giorni il termine per il pagamento delle fatture nei lavori pubblici». Questo periodo di attesa, infatti, blocca la procedura, ai danni delle Pmi, in maniera contraria ai principi della direttiva 2011/7/Ue, in materia di pagamenti. Qui, infatti, viene stabilito un termine ordinario di 30 giorni, che può essere allungato fino a 60 giorni, in casi eccezionali.

Nonostante l'impegno del nostro paese sul fronte dei pagamenti, «devono essere ancora compiuti significativi sforzi per assicurare che i ritardi medi nei pagamenti siano in linea con i tempi fissati dalla direttiva». Restiamo, insomma, ancora il grande malato dell'Ue.

Adesso la procedura prevede un periodo di due mesi perché l'Italia risponda ai rilievi della Commissione. Da ricordare che nel corso degli ultimi anni siamo stati più volte ripresi da Bruxelles per motivi legati ai ritardi dei pagamenti. Più che su questioni normative, però, l'Ue si è era concentrata sui tempi: il limite massimo di 60 giorni per le nostre amministrazioni è ancora un obiettivo piuttosto lontano. Peraltro, i rilievi di Bruxelles vanno nella direzione indicata dall'Ance nei mesi scorsi. I costruttori hanno, infatti, già denunciato a inizio 2017 la tendenza, da parte delle pubbliche amministrazioni, a ritardare l'emissione dei Sal o l'invio delle fatture in maniera strumentale, con l'unico obiettivo di pagare le imprese il più tardi possibile. 

 

 

 

 

PROFESSIONISTI

 

Poletti: dopo l'estate il tavolo con i professionisti per attivare il Jobs Act Autonomi

Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha annunciato che dopo l'estate il Governo avvierà un tavolo di confronto con i rappresentanti delle professioni per attivare la Legge 22 maggio 2017, n. 81 recante “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l'articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato”, entrata in vigore il 14 giugno 2017.

"Abbiamo già cominciato ad esaminare – ha detto Poletti - le caratteristiche che deve avere per rispondere ai criteri che la legge ci consegna, ma lo attiveremo rapidamente, subito dopo l'estate, perché attivare una legge è importante ma poi è importante applicarla, quindi il tavolo partirà immediatamente dopo l'estate".

 

Da Casa Italia 120 milioni per le diagnosi urgenti degli edifici: subito coinvolti i professionisti

Un investimento da 120 milioni di euro, per un piano di diagnosi speditiva in oltre mezzo milione di edifici residenziali. È l'obiettivo al quale sta lavorando Casa Italia, il nuovo dipartimento di Palazzo Chigi che si occuperà di prevenzione. E che, oltre a costituire il nuovo archivio informatizzato del rischio in tutto il paese e ad attivare i dieci cantieri pilota, si dedicherà alle attività di monitoraggio e diagnosi. Coinvolgendo i professionisti: il Governo sta già dialogando con la Rete delle professioni tecniche in vista dell'attivazione di questo piano.

La novità è stata resa nota dal ministero delle Infrastrutture, nel corso di un'interrogazione parlamentare presso la commissione Ambiente della Camera. Il sottosegretario Umberto Del Basso De Caro ha spiegato anzitutto che «il progetto Casa Italia ha l'obiettivo di migliorare la sicurezza del Paese a fronte di rischi naturali, come, ad esempio, quello sismico e quello idrogeologico». Nei programmi del dipartimento ci sono nove specifici piani di azione, dedicati proprio alle messa in sicurezza. «Tra questi sono previste, in particolare, tre azioni direttamente finalizzate ad intervenire sulla vulnerabilità degli edifici residenziali».

Su una di queste sono arrivati diversi elementi nuovi. Si tratta del programma di diagnostica speditiva che sarà dedicato agli edifici caratterizzati da maggiore rischio sismico. «Specificamente, l'intervento coinvolge oltre 550mila edifici residenziali costruiti in muratura portante o in calcestruzzo armato prima del 1980, in assenza quindi di normative antisismiche stringenti, localizzati nei 650 comuni italiani a maggiore pericolosità sismica». L'intervento prevede che la diagnosi sia effettuata con oneri a carico dello Stato. Materialmente, il Dipartimento Casa Italia sta avviando un dialogo con la Rete delle professioni tecniche per rendere operativa la misura. L'investimento previsto è stimato in circa 120 milioni di euro, tutti a carico della finanza pubblica.

Oltre a questo, il Mit ha confermato le altre due misure già rese note nei giorni scorsi. Ci sarà, anzitutto, l'attivazione di dieci cantieri pilota, «finalizzati a sperimentare soluzioni non invasive di riduzione della vulnerabilità e a comprenderne le condizioni per una più ampia diffusione sul territorio nazionale, con oneri a carico dello Stato stimati in 25 milioni di euro».

Infine, un terzo intervento prevede la costituzione di un archivio informatizzato in cui far confluire tutte le informazioni di cui già oggi le pubbliche amministrazioni dispongono a livello di singolo edificio. Servirà a creare una mappa digitale del rischio. Questi dati, oggi dispersi tra Agenzia delle Entrate, Catasto, Enea, Istat, Dipartimento della Protezione Civile, saranno accessibili in modo integrato, costituendo una importante base dati sulle condizioni degli edifici. «A regime questa soluzione consentirà di ottenere un quadro informativo coerente con gli obiettivi del fascicolo del fabbricato, limitando nel contempo gli oneri per i proprietari degli immobili». Il progetto è attualmente «in fase di studio di fattibilità», con l'obiettivo di verificare le soluzioni informatiche e organizzative più opportune e l'entità delle risorse necessarie. (Edilizia e territorio – Il Sole 24 ore)

 

FISCO

 

Split payment: un nuovo decreto per precisare i soggetti destinatari

Le pubbliche amministrazioni interessate dalla scissione dei pagamenti sono le stesse cui si applicano le disposizioni in materia di fatturazione elettronica obbligatoria. La precisazione è contenuta nel decreto Mef 13 luglio 2017 che reca alcune modifiche alla disciplina attuativa dello split payment, meccanismo in base al quale le Pa, anche se non rivestono la qualità di soggetto passivo Iva, devono versare direttamente all’erario l’imposta che è stata addebitata loro dai fornitori, pagando a questi ultimi il solo corrispettivo per la fornitura/prestazione.

Su tale disciplina è intervenuto, di recente, l’articolo 1 del Dl n. 50/2017 (“manovra correttiva”), a seguito del quale il ministro dell’Economia e delle finanze, con decreto del 27 giugno scorso, ha dettato le disposizioni attuative.

Il nuovo intervento ministeriale corregge il tiro per quanto riguarda l’individuazione delle pubbliche amministrazioni destinatarie della norma in questione, eliminando il riferimento all’elenco delle Pa inserite nel Conto economico consolidato, pubblicato dall’Istat, e specificando che lo split payment si applica alle stesse amministrazioni con le quali scatta l’obbligo della fatturazione. La novità riguarda le fatture per le quali l’esigibilità si verificherà a partire dal giorno successivo a quello in cui il decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. Tuttavia, non ci sarà alcuna conseguenza per coloro (fornitori e acquirenti) che hanno “anticipato” i contenuti del nuovo provvedimento, assoggettando al meccanismo della scissione dei pagamenti le fatture con esigibilità verificatasi nel periodo compreso tra il 1° luglio 2017 e la data di pubblicazione del decreto.

Inoltre, viene modificato l’articolo 5-ter, comma 2, del Dm 23 gennaio 2015, relativo agli elenchi delle società controllate del settore pubblico e delle società quotate incluse nell’indice Ftse Mib. L’elenco definitivo delle società interessate sarà pubblicato annualmente dal dipartimento delle Finanze entro il 15 novembre, con effetti a valere dall’anno successivo, senza che sia più necessaria l’approvazione con uno specifico decreto ministeriale.

    

 

Rubrica di aggiornamento legislativo e giurisprudenziale 2/luglio 2017

Inviato da admin il

Introdotto nell’ordinamento italiano il «débat public» per le grandi opere infrastrutturali

In attuazione dell’art. 22, comma 2, del Codice dei contratti pubblici – D. Lgs. n. 50/2016, rubricato “Trasparenza nella partecipazione di portatori di interessi e dibattito pubblico”, è in fase di definizione il Dpcm sul dibattito pubblico, mutuato dall’istituto francese del “débat public”, procedura avente lo scopo di “democratizzare” i processi decisionali che conducono all’approvazione dei progetti relativi alle grandi opere, coinvolgendo sin nella prima fase della localizzazione del progetto e del suo dimensionamento la pubblica opinione.

L’esperimento di tale procedura diverrà obbligatorio per la realizzazione delle opere pubbliche di importo superiore a 200 o 500 milioni di euro, a seconda della tipologia; diverrà altresì comunque obbligatorio, al di là del valore dell’opera, qualora ne faccia richiesta la Presidenza del Consiglio o un Ministero, gli Enti locali (Consigli Regionali, Province, Città metropolitane o un numero di Consigli comunali che rappresenti almeno 100'000 abitanti) o la cittadinanza (procedendo alla raccolta di almeno 50'000 firme). In disparte da tali ipotesi obbligatorie, il soggetto proponente l’opera ha comunque facoltà di indire, su base volontaria, il dibattito pubblico.

La durata del solo dibattito è individuata in 4 mesi, preceduti da una fase preparatoria che può protrarsi per un massimo di 3 mesi ed è inoltre individuata una possibile fase di proroga del dibattito, in presenza di comprovate necessità, che perduri non oltre i 2 mesi successivi rispetto al normale decorso della procedura.

La procedura consta di una serie di incontri pubblici, di informazione, approfondimento e discussione, in particolare nei territori interessati dalla realizzazione dell’opera, e nella raccolta di proposte migliorative da parte della società civile.

Essa è gestita da un responsabile, che ha l’obbligo di svolgere il proprio compito in piena autonomia ed indipendenza, scelto mediante procedure di evidenza pubblica, col quale collaboreranno il soggetto proponente dell’opera ed un comitato di monitoraggio, formato da esponenti degli Enti locali interessati dal progetto e che avrà i compiti di: a) contribuire alla definizione delle modalità di svolgimento del dibattito pubblico; b) collaborare alla realizzazione e alla supervisione del dibattito;  c) concorrere alla soluzione dei problemi e delle criticità che eventualmente si manifestassero durante il dibattito; d) contribuire alla discussione e alla valutazione delle proposte emerse nel corso del dibattito pubblico.

Entro tre mesi dalla fine del dibattito, il soggetto proponente è tenuto a presentare una relazione conclusiva che evidenzi le eventuali modifiche apportate al progetto e le ragioni che lo hanno condotto a non accettare eventuali proposte formulate durante il dibattito.

Avv. Davide Ferrara

 

 

La Dia dev’essere completa e veritiera anche per opere non strutturali

La dichiarazione di inizio attività dev’essere completa e veritiera, anche quando concerne opere di modesta entità, di carattere non strutturale. È quanto ha ribadito il Tar Lazio, sez. II-bis, con la sentenza n. 7858 del 5 luglio 2017.

Il caso prende le mosse dalla vicenda del proprietario di una unità immobiliare che, al fine di realizzare una sopraelevazione di tre metri di altezza, con superficie di appena 8,88 mq (mediante l’utilizzo di pannelli leggeri appoggiati al solaio già esistente), ha presentato una DIA priva dell’autorizzazione antisismica. Motivo per cui l’Amministrazione comunale inibiva l’esecuzione dei lavori oggetto della denuncia del privato.

Il Tribunale Amministrativo ha ritenuto legittima la condotta del Comune, in quanto “la DIA della ricorrente, riguardante, come evidenziato dall'Amministrazione Comunale e come emergente dagli atti, un intervento di sopraelevazione, anche se di modesta entità, avrebbe dovuto, in verità, essere soggetta alla verifica antisismica ai sensi dell'art. 2 del Regolamento Regionale n. 2/2012, documento, invece, assente nel progetto presentato. In mancanza di tale accertamento, la DIA presentata dalla ricorrente non poteva, dunque, neppure dirsi integrata e legittimare le opere realizzate”, richiamando ulteriormente in termini la consolidata giurisprudenza amministrativa sul punto, al lume della quale: “La dichiarazione di inizio attività … ( infatti) non dà vita ad una fattispecie provvedimentale di assenso tacito, bensì riflette un atto del privato volto a comunicare l'intenzione di intraprendere un'attività direttamente ammessa dalla legge. Con riferimento sia alle d.i.a. di cui alla normativa di settore (con particolare riferimento all'edilizia) sia al modello generale di cui all'art. 19, l. n. 241 del 1990, presupposti indefettibili perché la d.i.a. possa essere produttiva di effetti sono la completezza e la veridicità delle dichiarazioni contenute nell'autocertificazione. Infatti, il decorso del termine di trenta giorni non può avere alcun effetto di legittimazione dell'intervento, rispetto ad una dichiarazione inesatta o incompleta, con la conseguenza che l'Amministrazione ha la facoltà e il potere di inibire l'attività o di sospendere i lavori” (cfr. Tar Lazio, Roma, Sez. I, 5.04.2013 n. 3506; Tar Campania, Napoli, Sez. II, 25.07.2016 n. 3869).

Nel concludere la motivazione, il Tar Lazio sottolinea come al cittadino, a norma del medesimo Regolamento Regionale, abbia in ogni caso la “facoltà di ripresentare nuova DIA con le modifiche o le integrazioni necessarie per renderla conforme alla normativa vigente”.

Dott. Giuseppe Acierno

"Destinazione Emirati Arabi Uniti", online la terza newsletter

Il Dipartimento di Internazionalizzazione della Fondazione Inarcassa è orgoglioso di presentare DESTINAZIONE EMIRATI ARABI UNITI, il nuovo strumento operativo per agevolare i professionisti e le aziende che vogliono sviluppare la propria attività a livello internazionale.
Una pubblicazione mensile con contenuti originali ed esclusivi, che ha l’obiettivo di aggiornare architetti e ingegneri sulle opportunità offerte dal mercato degli Emirati Arabi e - in particolare - da Dubai, capitale dell’architettura d’avanguardia.

1° Workshop Internazionale di Dubai (dal 14 al 17 novembre). Ancora pochi posti disponibili!

Inviato da admin il

 

Ultime disponibilità per il Workshop formativo che si terrà a Dubai dal 14 al 17 novembre p.v. 

Tanti sono i professionisti che hanno già effettuato l’iscrizione e sono pronti a partire con noi. Abbiamo ancora alcune disponibilità sui voli da Bologna e Venezia e per le partenze da Roma e Milano. 

Ti invitiamo a riservare subito il tuo posto* per assicurarti l’occasione di entrare in contatto con istituzioni e operatori esteri, avere conoscenza diretta del mercato e raccogliere informazioni circa reali opportunità di lavoro oltre confine. Ricordiamo inoltre che è in corso di richiesta la l’attribuzione di CFP per l’attività formativa.

Per conoscere il programma del Workshop, clicca QUI.

Per avere tutte le informazioni sul viaggio, clicca QUI.

Per scaricare il modulo richiesta di prenotazione, clicca QUI.

N.B. Si ricorda che ai sensi dell’art. 9, l. n. 81 del 22/05/17: “Sono integralmente deducibili, entro il limite annuo di 10.000 euro, le spese per l’iscrizione a master e a corsi di formazione o di aggiornamento professionale nonché le spese di iscrizione a convegni e congressi, comprese quelle di viaggio e soggiorno”.

 

  • Per informazioni sul workshop:

Elena Valente
email: international@fondazionearching.it
06.85274209 

  • Per informazioni sul viaggio:

Lucilla Meoni

email: operativo@ultraviaggi.it

06.45554085

 

*Per partecipare devi essere iscritto a Inarcassa al momento dell’adesione

Call: il 3 ottobre a Roma il primo Forum Internazionale “interattivo”

Inviato da admin il

Un viaggio in videoconferenza in sei paesi per comprenderne le potenziali attrattività in base alla tua specifica attività professionale: questo l’obiettivo del I° Forum Internazionale organizzato dal Dipartimento per l’internazionalizzazione della Fondazione in collaborazione con Assocamerestero e le Camere di Commercio Italiane all'estero. L’evento si svolgerà il 3 ottobre nel pomeriggio (orario da definire) a Roma presso il Crowne Plaza Crowne Plaza Rome - St. Peter's (Via Aurelia Antica, 415) e prevede la selezione di massimo 100 professionisti iscritti a Inarcassa. 

COME FUNZIONA?

• Struttura: un grande open space con postazioni dotate di monitor collegati in videoconferenza alla CCIE (una postazione per ogni paese)

• Ogni postazione accoglie 15 professionisti contemporaneamente sedute davanti al monitor connesso in videoconferenza

• Scaletta: 15’ minuti iniziali plenaria per la presentazione del forum ;

• Sessioni di 30’ (10’ di presentazione generale da parte delle camera  + 20 Q&A);

• Ogni 30 minuti, il monitor viene collegato ad un altro “paese”;

• Uno spazio al centro della sala per networking e dialogo con Assocamerestero.

 

Se vuoi partecipare alla selezione, invia una email entro il 20 agosto all’indirizzo international@fondazionearching.it con il tuo nome, cognome, matricola Inarcassa e numero di telefono. Per l’evento è in corso di richiesta il riconoscimento di CFP.

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