Sintesi di monitoraggio legislativo 3 – 16 maggio 2014

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Maggio 2014

NOTA POLITICA

L’attesa per l’esito delle elezioni europee del 24 e 25 maggio influenza l’agenda politica e l’iter delle riforme. Il dl Lavoro è stato convertito in legge, grazie al pragmatismo del Ministro del lavoro Poletti, che annuncia anche provvedimenti a tutela delle false partite IVA e degli esodati. Si spostano a dopo il voto le altre partite: riforma del senato e del sistema elettorale. Nel frattempo il governo ha aperto, dopo quella sulla riforma della pubblica amministrazione, un’altra consultazione pubblica: questa volta a riguardo del terzo settore.

Una forte affermazione elettorale del PD potrebbe conferire più vigore e legittimazione all’azione del governo, ma potrebbe anche condurre ad una accelerazione verso nuove elezioni. Per Renzi sarebbe l’occasione per avere una compagine parlamentare veramente fedele. Ma sarà l’assetto complessivo dei risultati a determinare davvero la politica dei prossimi mesi. Facilmente questo voto viene ridotto ad un aut-aut PD-Grillo, pro-contro l’euro. In realtà saranno anche i rispettivi risultati di NCD e Forza Italia a calibrare la rotta di Renzi: con quale delle due partiti dovrà accordarsi per le riforme? Il premier intanto non pronostica affatto la disfatta elettorale per Berlusconi, e ammonisce i suoi a riguardo – ricordando gli errori del passato.

Intanto si avvicina il semestre italiano di presidenza europea. Anche in questo caso la cautela prevale. In generale gli sforzi italiani in sede europea sono caratterizzati da un approccio più pragmatico e realista rispetto a quello del governo Letta e sono diretti ad ottenere maggior flessibilità sul deficit nelle raccomandazioni specifiche attese per giugno. Poi si aprirà, tra le altre, l’importante partita delle politiche europee riguardo l’immigrazione, emergenza umanitaria rispetto alla quale l’Italia chiederà un decisivo e sostanziale cambio di passo.

 

NEWS DALLE ISTITUZIONI

Nel periodo considerato, le attività Parlamentari di nostro interesse si concentrano in materia di “rilancio occupazione e semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese” (ddl 20 Marzo 2014, n.34) “competitività e giustizia sociale” (ddl 24 Aprile 2014, n.66) e “misure urgenti per l’emergenza abitativa, per il mercato delle costruzioni e per Expo 2015” (ddl 28 Marzo 2014, n.47).

 

Nello specifico si riporta:

 

Approvazione del decreto-legge 20 marzo 2014, n. 34, recante disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell’occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese. Il testo approvato alla Camera, modificato dal Senato, è stato approvato in terza lettura alla Camera. Si attende ora pubblicazione in G.U.

Nel dettagio il ddl 20 marzo 2014, n.34 detta una nuova disciplina in tema di contrattatti a termine, contratti di apprendistato:

  1. In materia di contratti a termine si disciplina la riduzione delle proroghe da 8 a 5 in un arco temporale di 36 mesi. E’ previsto inoltre un limite massimo si rapporti di lavoro a termine pari al 20% dell’organico stabile.

  2. In materia di contratti di apprendistato si disciplina l’obbligatorietà della formazione pubblica nell’apprendistato professionale (eliminata dal decreto), fissando al 20% la percentuale minima di conversione dei rapporti di apprendistato. Viene inoltre circoscritta l’applicazione della suddetta norma alle sole imprese con più di 50 dipendenti.

Proseguimento in Senato, nelle Commissioni riunite Bilancio e Finanze, della discussione generale sulla conversione in legge del DL 66/2014, in materia di competitività e giustizia sociale, recante disposizioni relative la razionalizzazione della spesa pubblica, il limite del trattamento economico del personale pubblico, riduzione del cuneo fiscale per lavoratori dipendenti e assimilati e disposizioni in materia di IRAP.

Approvazione A.S 1413 recante misure urgenti per l’emergenza abitativa, per il mercato delle costruzioni e per Expo 2015. A seguito degli emendamenti presentati in sede di conversione del ddl 28 Marzo 2014, l’A.S 1413 prevede le seguenti novità:

  1. L’applicazione, da parte dei comuni, delle disposizioni di cui al citato comma 3 dell’articolo 11 della legge n. 431 del 1998, costituisce titolo di preferenza nell’assegnazione di contributi pubblici per qualsiasi tipo di edilizia economica e popolare, al fine di contrastare l’emergenza abitativa;

  2. Introduzione di una nuova disciplina relativa alle modalità di erogazione dei contributi in favore di inquilini morosi incolpevoli al fine di prevedere che tali contributi siano erogati dai Comuni in forme tali da assicurare la sanatoria della morosità;

  3. Introduzione di una clausola di salvaguardia, fino al 31 dicembre 2015, degli effetti prodottisi e dei rapporti giuridici sorti sulla base dei contratti di locazione già registrati presso l’Agenzia delle entrate nei casi di mancata registrazione del contratto entro i termini di legge, di indicazione di un affitto inferiore a quello effettivo e di registrazione di un contratto di comodato fittizio;

  4. Disciplinata la possibilità di usufruire della detrazione per le spese sostenute per l’acquisto di mobili anche ove dette spese superino quelle sostenute per i connessi lavori di ristrutturazione;

  5. Applicazione dell’aliquota ridotta al 10% della cedolare secca ai contratti di locazione stipulati nei comuni per i quali sia stato deliberato, negli ultimi cinque anni (la norma precisa “precedenti l’entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto”), lo stato di emergenza a seguito di eventi calamitosi;

  6. Disciplinato l’assoggettamento ex lege, dal 2015,al regime IMU previsto per l’abitazione principale, l’unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani pensionati iscritti all’Anagrafe degli Italiani residenti all’Estero (AIRE), a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, purché non locata o data in comodato d’uso;

  7. Riduzione del numero delle categorie cosiddette “superspecialistiche” (comma 1) e delle categorie a qualificazione obbligatoria (comma 2), riproducendo di fatto nella sostanza le norme del decreto ministeriale 24 aprile 2014, che hanno individuato le categorie di lavorazioni che richiedono l’esecuzione da parte di operatori economici in possesso di specifica qualificazione e che pertanto vengono “legificate”.

 

NEWS DAI MEDIA

 

RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA BONUS 55%-65% E AFFITTO CASA 2014: NOVITA’ DI QUESTA SETTIMANA

Nuove regole casa e ripartizioni spese tra inquilini e proprietari: cosa cambia da quest’anno e norme da seguire. la commissione Bilancio ha bloccato l’emendamento al decreto legge casa sugli sgravi per gli affitti. Ma ha approvato diversi emendamenti, come novità su affitti in nero, l’abbattimento al 4 per mille dell’Imu sugli affitti coperti da detrazioni Tasi, l’estensione della cedolare secca al 10% anche ai Comuni colpiti da calamità naturali. In discussione anche la misura che prevede la possibilità di detrarre le spese per acquisto di mobili anche al di sopra delle spese sostenute per le ristrutturazioni. (Businessonline.it)

 

#EDILIZIA. ANCE CHIEDE ALL’EUROPA MENO AUSTERITY PIU’ INVESTIMENTI

Meno austerity, più investimenti e pagamenti puntuali, sono questi i temi principali di un’agenda di dieci punti presentata dall’Ance, Associazione nazionale costruttori edili, per far ripartire l’economia del continente con il potenziamento delle esportazioni e una spinta al mercato interno attraverso le costruzioni. Se infatti, spiega l’associazione, le esportazioni hanno retto alla crisi, +9,3% nell’area euro e +0,7% in Italia tra il 2008 e il 2012, le costruzioni si sono bloccate, -22% nell’area euro e -26,1% in Italia nello stesso periodo. Al primo posto per l’associazione degli imprenditori edili c’è la necessità di una nuova governance economica europea che inverta le politiche di austerity che “tra il 2009 e il 2013 hanno portato a un crollo degli investimenti fissi lordi tra il 2,1% e il 2,8% del Pil in Europa e tra il 2,5% e l’1,8% in Italia”. per fare questo serve una golden rule per gli investimenti, la modifica del patto di stabilità interno e del limite del 3% del rapporto deficit/pil. Gli investimenti europei dovrebbero concentrarsi sulla mobilità, l’istruzione e le comunicazioni. Altro punto fondamentale è una politica monetaria della Bce che sia compatibile con la ripresa del credito che tra il 2007 e il 2012 è sceso del 60% per le famiglie, -76 mld di euro, e del 66/ per le imprese, -80 mld di euro. Un tema fondamentale per gli imprenditori edili è poi quello dei pagamenti alle imprese da parte della P.a., con più di 10 miliardi di euro ancora da pagare. (Edilio.it)

 

RIFORMA PA: FRENO AI RICORSI AL TAR. MODULI UNICI PER L’EDILIZIA PRIVATA

L’obiettivo di fondo della riforma – ha spiegato Renzi – non è risparmiare, ma fare funzionare meglio la pubblica amministrazione. Tra le novità annunciate – di interesse per il nostro sito – anche una riforma del processo amministrativo che disincentivi ancora di più le “liti temerarie”, aumentando le relative sanzioni in caso di rigetto per manifesta infondatezza e introducendo regole più selettive per la concessione della sospensiva. (Ediliziaeterritorio.ilsole24ore.com)

 

BAROMETRO ARCHITETTONICO EUROPEO. MIGLIORA LA FIDUCIA DEGLI ARCHITETTI ITALIANI

L’andamento dei permessi edilizi nel 2013 è rimasto negativo per Italia, Spagna, Francia e Paesi Bassi. In accordo con le attese ancora negative tra gli architetti, in questi paesi il settore edilizio è ancora previsto in declino per il 2014. Tuttavia alcuni sviluppi positivi sono stati riscontrati in Spagna, Italia e Paesi Bassi. Il Regno Unito ha visto il più elevato numero di architetti con libri ordini in crescita mai registrato nel 4° trimestre 2013, ma l’euforia è stata leggermente temperata nell’ultimo trimestre. Il settore delle costruzioni di Germania e Belgio presenterà la stessa crescita avutasi nel 2013. Queste sono alcune delle conclusioni del Rapporto sul 1° trimestre 2014 del Barometro architettonico europeo, una ricerca condotta con cadenza trimestrale tra 1.600 architetti in otto paesi europei. (Casaeclima.com)

 

GUERRA TRA ARCHITETTI E INGEGNERI SULLA DIREZIONE LAVORI DI EDIFICI VINCOLATI

La notizia è che il Consiglio nazionale degli ingegneri ha deciso di opporsi a tale pronunciamento fornendo ausilio agli Ordini che volessero ricorrere al Tar per sostenere il diritto degli ingegneri a svolgere incarichi di direzione lavori per edifici vincolati come beni culturali. Il sostegno avverrebbe mediante assistenza tecnica e collaborazione con gli Ordini, nel senso che il Cni si affiancherebbe all’Ordine “ad adiuvandum” nel ricorso al Tar. Obiettivo del ricorso sarebbe chiedere l’applicazione della sentenza della Corte di Giustizia Ue del 21 febbraio 2013. Tuttavia osserviamo che tale sentenza è stata già valutata nella sentenza del Consiglio di Stato, che ha ritenuto non esistente la presunta discriminazione ai danni degli ingegneri nell’applicazione della direttiva Ue, considerando che gli ingegneri civili-edili italiani possono accedere al titolo di architetto superando l’esame di abilitazione per la professione di architetto, esame al quale hanno diritto di accesso conseguendo la laurea magistrale in architettura e ingegneria edile.

Anche il Consiglio nazionale architetti ppc, con circolare 1303 del 13 maggio, è sceso in campo invitando tutti gli Ordini degli architetti a verificare se gli Ordini degli Ingegneri avanzino ricorsi al Tar nel merito. In tale caso il Cnappc garantisce agli Ordini degli Architetti un analogo supporto giuridico, affiancandosi all’Ordine “ad adiuvandum” nel giudizio. (Ingegneri.info)

 

SAVONA, TORNA LA RASSEGNA “IL CINEMA RACCONTA GLI ARCHITETTI”

Torna l’appuntamento con “Il cinema racconta gli architetti”, la rassegna cinematografica promossa dall’Ordine degli Architetti della Provincia di Savona. L’edizione 2014 della rassegna raccoglie produzioni di diversa provenienza: tre approcci differenti dell’essere architetto in un rimando continuo tra professione, design e tematiche sociali.

Due serate saranno dedicate a una parte di Living Architectures, il progetto di Ila Bêka e Louise Lemoine che raccoglie il punto di vista di chi realmente vive, utilizza e gestisce gli spazi, con un’analisi di tre edifici simbolo della carriera di Renzo Piano e un viaggio nella periferia di Roma con Richard Meier. La seconda serata sarà invece dedicata al documentario sulla vita umana e professionale di Charles Eames e Ray Kaiser, conosciuti come due tra i più importanti designer americani, creatori di pezzi che sono entrati nella storia, come la celebre Eames Lounge Chair. (Ivg.it)

 

EXPO: FREYRIE (ARCHITETTI) A RENZI, PRONTI A DARE UNA MANO

Gli architetti italiani raccolgono ben volentieri l’appello lanciato stamane dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, al tessuto produttivo del Paese e sono pronti a fare ‘quello sforzo in più’ che il premier chiede, per la realizzazione di Expo Milano 2015. Siamo i primi a volere che Expo sia pronto e che l’immagine dell’Italia nel mondo sia degna dei tanti cittadini e professionisti che ogni giorno sostengono con il loro lavoro questo Paese”. Così Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori. (Arezzoweb.it)

 

ROMA. TORNA OPENHOUSE: È IL WEEKEND DELL’ARCHITETTURA

L’Edizione 2014 dell’iniziativa “porte aperte” che offre al pubblico la visione di oltre 200 edifici abitualmente poco accessibili dal centro alla periferia. Tra le novità un “design tour” in bici fino al Maxxi. (Repubblica.it)

 

GARE DI INGEGNERIA: +13,6% IN NUMERO, -0,6% IN VALORE

Ad aprile, le gare per servizi di ingegneria e architettura sono state 310 (di cui 34 sopra soglia), per un importo 47,1 milioni di euro (36,7 sopra soglia, 10,4 sotto soglia). Rispetto allo stesso mese del 2013, il numero delle gare cresce del 13,6%, mentre il loro valore scende dello 0,6% (-7,1% sopra soglia e +32% sotto soglia). Sono, questi, gli ultimi dati dell’aggiornamento al 30 aprile dell’osservatorio Oice-Informatel.Nel primo quadrimestre dell’anno sono state bandite 1.234 gare che, rispetto al primo trimestre 2013, scendono del 3,5% (-8,2% sopra soglia e -3,1% sotto soglia), ma raggiungono un valore complessivo di 169,4 milioni di euro, con un aumento del 41,4% (+69,8% sopra soglia e -4,9% sotto soglia). Dai dati dell’osservatorio emerge che sono sempre troppo alti i ribassi con cui le gare vengono aggiudicate. In base ai dati raccolti fino ad aprile dall’Oice, il ribasso medio sul prezzo a base d’asta per le gare indette nel 2012 è del 35,9%, la stessa percentuale a cui si attestano i ribassi relativi alle gare indette nel 2013.Nel mercato europeo dei servizi di ingegneria e architettura, per gare pubblicate nella Gazzetta comunitaria, il numero delle gare italiane è passato dalle 98 del primo quadrimestre 2013 alle 90 del 2014: -8,2%. Nell’insieme dei Paesi dell’Unione europea il numero dei bandi per servizi di ingegneria e architettura mostra nello stesso periodo un calo minore: -5,1%. Rispetto al totale delle gare pubblicate dai Paesi europei il numero di quelle italiane rimane comunque molto modesto, solo l’1,9%. Si tratta di un dato di gran lunga inferiore rispetto a quello di paesi di paragonabile rilevanza economica: Francia 36,3%, Germania 18,2%, Polonia 7,8%, Svezia 6,2%, Gran Bretagna 4,7%.L’andamento delle gare miste, cioè di progettazione e costruzione insieme – appalti integrati, project financing, concessioni di realizzazione e gestione -, torna in campo positivo: il valore messo in gara nei primi quattro mesi del 2014 cresce infatti del 5,7% rispetto allo stesso periodo del 2013, anche se il numero si riduce del 25,6%. Gli appalti integrati, considerati da soli, hanno un andamento molto più positivo: crescono sia in valore, +46,4%, sia in numero, +15,2%. (Ingegneri.info)

 

INGEGNERI DEL MEDITERRANEO: FORMAZIONE E ORDINAMENTO A CONFRONTO

La maggior parte dei Paesi mediterranei ha un grande potenziale di sviluppo della domanda di infrastrutture nel campo dell’impiantistica, dell’energia, dei trasporti e delle telecomunicazioni con una grande richiesta di competenze ingegneristiche di alto livello. Inoltre, esistono tutte le condizioni di base per armonizzare i diversi modelli di regolazione della professione, dando così avvio alla creazione di un’area di “libero scambio” per i circa 4 milioni di ingegneri che operano nei 21 paesi che si affacciano sul Mediterraneo. (Ingegneri.info)

 

INGEGNERI NEL CONSIGLIO DIRETTIVO ELETTIVO DI UNI

A pochi giorni dalla firma del protocollo di intesa con UNI che ha portato il CNI a essere uno dei tre grandi soci di UNI, nell’assemblea dell’Ente di Normazione di ieri 29 aprile, il Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha ottenuto un importante riconoscimento con l’elezione del proprio vice Presidente Vicario Fabio Bonfà all’interno del Consiglio Direttivo. Zambrano: “Si tratta di un risultato importante, che conferma il nostro impegno per lo sviluppo dell’Ente e la modernizzazione del Paese”. Nell’apertura dell’Assemblea ha preso la parola l’ing. Armando Zambrano, in rappresentanza del CNI, che ha evidenziato come “gli ingegneri credano fortemente nell’esigenza che questo paese si modernizzi, e che questa modernizzazione sia purtroppo rallentata dalla presenza di troppi soggetti regolatori”. E per favorire quindi questo processo di semplificazione e modernizzazione “vogliamo che UNI sia il punto di riferimento, per accelerare le decisioni, per la realizzazione di norme intelligenti e utili, norme fatte anche da chi le deve utilizzare”.

Durante l’Assemblea si è votato anche per l’elezione di una parte del Consiglio Direttivo dell’ENTE, che prevedeva anche le candidature di rappresentanti delle professioni. Il Consiglio Direttivo dell’UNI è costituito da due parti, una di diritto composta da 24 persone scelte all’interno delle istituzioni e dei principali soci dell’Ente (tra cui un rappresentante del CNI), l’altra elettiva composta da otto persone, tra cui in genere viene scelto anche il Presidente.

A testimonianza dell’importanza di questo organo direttivo e dell’interesse dei diversi soci (professionali, industriali, …) a farne parte l’elezione ha visto la proposta per la prima volta di due liste di candidati e una accesa discussione alla fine della quale è prevalsa la scelta di proporre una lista unitaria nella quale erano compresi quattro rappresentanti della lista proposta dal CNI, con la presenza di componenti delle professioni e delle imprese, e quattro da Confindustria e Rete Imprese Italia. Ciò ha portato all’elezione pressoché all’unanimità di un Consiglio Direttivo di ampia rappresentanza. (Edilio.it)

Sintesi di monitoraggio legislativo 22 maggio al 4 giugno 2014

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Giugno 2014

  Newsletter 57
Giugno 2014

 

 
  Sintesi di monitoraggio legislativo 22 maggio al 4 giugno 2014  
 
     
 
  NOTA POLITICA

 

 

Il Governo Renzi esce nettamente rafforzato dalla vittoria elettorale del 25 maggio, che consente una accelerazione sia sul fronte interno che su quello europeo.É lo stesso Premier ad affermare l’intenzione di voler mettere subito in discussione con la Germania le attuali politiche di rigore, escludendo ad esempio dal patto di stabilità le spese per scuola e ricerca.  Così come l’Italia intende giocare un ruolo principale nella scelta del presidente del Parlamento europeo, del presidente del Consiglio europeo, del Presidente della Commissione europea e della sua squadra, e del rappresentante della politica estera. Magari con l’ambizione di vedere un italiano in uno di questi ruoli chiave.

Il 26-27 giugno il Consiglio europeo designa il presidente della Commissione; il 2 luglio è fissata la prima riunione del PE a Strasburgo. All’appuntamento del 1° luglio con la Presidenza del Semestre europeo, Renzi intende arrivare anche con alcuni risultati sul fronte delle riforme. Tutto si gioca al Senato, dove sono in discussione i provvedimenti più importanti: dalla Riforma della Costituzione, per la quale il Governo vorrebbe dovrebbe arrivare ad un primo sì dell’Aula entro il 10 giugno, alla riforma della legge elettorale, su cui va confermato  l’accordo con Forza Italia. E ancora al Senato  un altro  tassello fondamentale è costituito dal c.d. Jobs Act che contiene diverse norme per la semplificazione degli adempimenti in materia di lavoro, il riordino delle forme contrattuali, con la sperimentazione di un rapporto a tutele crescenti, il sostegno alla maternità e alla conciliazione vita-lavoro. Anche qui l’obiettivo è di arrivare ad un primo vaglio da parte del Senato prima della pausa di agosto.

Il 13 giugno Renzi ha anche promesso il varo da parte del Consiglio dei Ministri della riforma della PA.

Sempre nel Consiglio europeo del 26 giugno saranno discusse Le raccomandazioni per l’Italia comunicate il 2 giugno dalla Commissione europea.  Per l’Italia emerge una chiara conferma ed un supporto al programma di riforma avviato dal Governo e un invito a proseguire speditamente. La Commissione invita l’Italia a monitorare il disavanzo strutturale e il rispetto della regola del debito in quanto, secondo le stime della Commissione, “potrebbe essere necessario un aggiustamento aggiuntivo”.  Ma non si parla apertamente di manovra correttiva. D’altra parte, con un suo comunicato, il MEF parla di “stime che non considerano le minori spese pianificate ma non ancora specificate nel dettaglio e a maggiori introiti, come quelli attesi dalle privatizzazioni, ribadendo l’impegno del Governo “a perseguire un consolidamento fiscale orientato alla crescita e a rafforzare ulteriormente la sostenibilità del debito”.

 

NEWS DALLE ISTITUZIONI

Mercato del lavoro: la nuova legge

É in vigore dal 20 maggio 2014 la legge n. 78 del 2014 (di conversione del decreto-legge n. 34 del 2014) per favorire il rilancio dell’occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese. Le misure riguardano il contratto di lavoro a termine, l’apprendistato, i servizi per il lavoro, il DURC  e sono parte integrante del c.d. Jobs Act (disegno di legge ora in esame al Senato –S1428). Inserita anche la previsione, in via sperimentale del contratto a tempo indeterminato a protezione crescente.

contratti a termine – è possibile stipulare contratti a tempo determinato  per una durata di 3 anni, comprensivi di un massimo di 5 proroghe,  anche in somministrazione, senza l’indicazione della causale per la stipulazione (c.d. acausalità).

Il superamento del limite  del 20%  rispetto ai lavoratori a tempo indeterminato comporta una sanzione amministrativa. Per i datori di lavoro che occupano fino a 5 dipendenti è comunque sempre possibile stipulare un contratto a tempo determinato.

Per i datori che alla data di entrata in vigore del decreto-legge occupino lavoratori a termine oltre tale soglia, l’obbligo di adeguamento al tetto legale del 20% scatta a decorrere dal 2015, sempre che la contrattazione collettiva (anche aziendale) non fissi un limite percentuale o un termine più favorevoli.

Infine, varie disposizioni sono volte ad ampliare e rafforzare il diritto di precedenza delle donne in congedo di maternità per le assunzioni da parte del datore di lavoro, nei 12 mesi successivi, in relazione alle medesime mansioni oggetto del contratto a termine.

Apprendistato – il contratto di apprendistato deve contenere, in forma sintetica, il piano formativo individuale, definito anche sulla base di moduli e formulari stabiliti dalla contrattazione collettiva o dagli enti bilaterali. Vengono ridotti gli obblighi di stabilizzazione degli apprendisti; il datore di lavoro ha l’obbligo di integrare la formazione aziendale con l’offerta formativa pubblica, che dovrà essere gestita dalle Regioni. La retribuzione dell’apprendista, fatta salva l’autonomia della contrattazione collettiva, deve tener conto delle ore di formazione almeno in misura del 35% del relativo monte ore complessivo, in considerazione della componente formativa del contratto di apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale.

La Regione comunica al datore di lavoro, entro quarantacinque giorni dalla comunicazione dell’instaurazione del rapporto, le modalità di svolgimento dell’offerta formativa pubblica.

Per quanto attiene alla retribuzione dell’apprendista si prevede che  si debba tener conto delle ore di formazione almeno in misura del 35% del relativo monte ore complessivo (art. 2).

DURC - Il Durc viene “smaterializzato” attraverso una semplificazione dell’attuale sistema di adempimenti richiesti alle imprese per la sua acquisizione. La verifica della regolarità contributiva nei confronti dell’INPS, dell’INAIL (e, per le imprese operanti nel settore dell’edilizia, delle Casse edili), avviene, da parte di chiunque vi abbia interesse, compresa lamedesima impresa, in tempo reale e con modalità esclusivamente telematiche, attraverso un’interrogazione negli archivi dei citati enti che ha una validità di 120 giorni a decorrere dalla data di acquisizione. La puntuale definizione della nuova disciplina della materia è rimessa a un decreto interministeriale, da emanare entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto-legge (art. 4)

contratti di solidarietà – tra l’altro viene fissata al 35 % la riduzione della contribuzione previdenziale per i datori di lavoro che stipulano contratti di solidarietà con riduzione dell’orario di lavoro superiore al 20% (art. 5).

Testo coordinato del decreto-legge 20 marzo 2014, n. 34 (GU n. 66 del 20 marzo 2014), coordinato con la legge di conversione 16 maggio 2014, n. 78 (GU n. 114 del 19.5.2014), recante: “Disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell’occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese.”

Piano casa

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (n. 121 del 27.5.2014)  sono in vigore dal 28 maggio le norme della legge 23 maggio 2014, n. 80, di conversione del decreto-legge 28 marzo 2014, n. 47, recante misure urgenti per l’emergenza abitativa, per il mercato delle costruzioni e per Expo 2015, il c.d. Piano Casa.

Cedolare secca- Per il quadriennio 2014-2017 si applica un’aliquota ridotta al 10% (in luogo del 15%) per la cosiddetta “cedolare secca” per i contratti a canone concordato stipulati nei maggiori comuni italiani (e nei comuni confinanti), negli altri capoluoghi di provincia o nei comuni ad alta tensione abitativa, nonché nei comuni per i quali sia stato deliberato, negli ultimi cinque anni precedenti l’entrata in vigore della legge di conversione del decreto, lo stato di emergenza a seguito di eventi calamitosi (art. 9). Il regime della cedolare secca è, inoltre, esteso anche alle abitazioni locate a cooperative edilizie per la locazione o a enti senza scopo di lucro, purché sublocate a studenti universitari e date a disposizione dei comuni con rinuncia all’aggiornamento del canone di locazione o assegnazione.

Bonus per l’acquisto di mobiliPrevista una detrazione fiscale per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici entro il tetto di spesa di 10.000 euro, per un importo svincolato da quello della spesa per la ristrutturazione (art. 7).

Edilizia residenziale pubblicasi accelera il processo di definizione delle nuove regole di alienazione delle «case popolari» (vale a dire degli immobili di proprietà degli IACP o degli enti, comunque denominati che li hanno sostituiti), nonché degli immobili di proprietà dei comuni e degli enti pubblici anche territoriali. Per la concessione di contributi per l’acquisto di tali alloggi è istituito un apposito Fondo (art. 3).

L’articolo 4 prevede l’emanazione di criteri per la formulazione di un Programma di recupero e di razionalizzazione degli immobili e degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, finanziato, nel limite di 500 milioni di euro, con le risorse provenienti da finanziamenti revocati che erano stati in precedenza destinati alle infrastrutture strategiche. Il programma è stato esteso, oltre che agli immobili di proprietà degli IACP, anche agli immobili di proprietà dei comuni e degli enti di edilizia residenziale pubblica aventi le stesse finalità degli IACP. Ulteriori 67,9 milioni di euro sono destinati al recupero di alloggi da assegnare agli inquilini appartenenti alle categorie meno abbienti che beneficiano della sospensione degli sfratti.

Alloggi socialii redditi derivanti dalla locazione di alloggi sociali, di nuova costruzione o per i quali sono stati realizzati interventi di manutenzione straordinaria o di recupero, non concorrono alla formazione del reddito d’impresa ai fini delle imposte sui redditi né alla formazione del valore della produzione netta ai fini dell’imposta regionale sulle attività produttive, nella misura del 40 per cento. Tale previsione è valida fino all’eventuale riscatto dell’unità immobiliare da parte del conduttore e, comunque, per un periodo non superiore a dieci anni (art. 6).

Previste agevolazioni fiscali per il triennio 2014-2016 in favore dei conduttori di alloggi sociali adibiti ad abitazione principale, che beneficiano di una detrazione pari a 900 euro (per redditi non superiori a euro 15.493,71) e a 450 euro (per redditi non superiori a euro 30.987,41) (art. 7).

Le convenzioni che disciplinano le locazioni di alloggio sociale possono prevedere che, trascorsi almeno 7 anni dalla stipula del contratto di locazione, l’inquilino abbia la facoltà di riscattare l’unità immobiliare (art. 8)

L’articolo 10 contiene una serie di misure volte all’aumento dell’offerta di alloggi sociali in locazione, senza consumo di nuovo suolo rispetto agli strumenti urbanistici vigenti, elencando gli interventi urbanistico-edilizi ammessi. Si introduce, inoltre, una nuova definizione di alloggio sociale.

Viene consentita, anche in deroga a quanto previsto dalle relative norme di finanziamento, la cessione o il conferimento ai fondi immobiliari di immobili (ultimati o in corso d’opera) residenziali realizzati da soggetti pubblici e privati con il concorso di un contributo pubblico, e destinati a concorrere all’aumento dell’offerta di alloggi social (art. 10, comma 10-bis).

Per la realizzazione di alloggi sociali, sono utilizzabili di aree o diritti edificatori che dovevano servire per la costruzione di alloggi, nell’ambito del Programma di edilizia residenziale pubblica destinato ai dipendenti statali impegnati nella lotta alla criminalità organizzata, ma per i quali non si è avuta una copertura finanziaria (art. 10, comma 10-ter).

Contratti pubblici in materia di qualificazione delle imprese che hanno affidato lavorazioni in subappalto, si inserisce un’articolata disciplina volta a colmare il vuoto normativo conseguente all’annullamento di alcune norme del regolamento di attuazione del Codice dei contratti pubblici (D.P.R. 207/2010) da parte del D.P.R. 30 ottobre 2013 (art. 12, comma 1-7), nelle more dell’emanazione di una disciplina regolamentare sostitutiva. Le disposizioni, in sintesi, provvedono a ridurre il numero delle categorie cosiddette «superspecialistiche» e delle categorie a qualificazione obbligatoria, riproducendo di fatto nella sostanza le norme del decreto ministeriale 24 aprile 2014, che hanno individuato le categorie di lavorazioni che richiedono l’esecuzione da parte di operatori economici in possesso di specifica qualificazione e che pertanto assurgono a norme di rango primario. Ulteriori norme recate dall’articolo 12 attengono all’applicabilità delle nuove disposizioni, all’abrogazione di alcune norme del Regolamento su cui incidono le disposizioni medesime, alla salvaguardia dei rapporti giuridici, dei bandi e degli avvisi pubblicati nei mesi passati.

I commi da 8 a 10, recano disposizioni in materia di raggruppamenti temporanei di imprese (RTI) volte, per un verso, a sopprimere il principio di corrispondenza tra quote di partecipazione e quote di esecuzione dei lavori affidati a un raggruppamento (ex c. 13 art. 37 Codice appalti) e, per l’altro, a ridefinire la disciplina dei requisiti minimi di qualificazione che devono essere posseduti dagli operatori economici riuniti in raggruppamento temporaneo o in un consorzio estendendola al settore dei servizi e delle forniture (modificando l’articolo 92 del Regolamento di attuazione del Codice dei contratti pubblici). Ulteriori modifiche di carattere generale consentono di stabilire le quote di partecipazione al raggruppamento o consorzio entro i limiti permessi dai requisiti di qualificazione e di far eseguire i lavori da parte dei concorrenti riuniti secondo le quote indicate in sede di offerta.

Il comma 11 proroga di due anni la norma transitoria, di cui al comma 19 dell’articolo 357 del Regolamento di attuazione del Codice dei contratti pubblici, in base alla quale è consentito comprovare i requisiti di partecipazione alle gare richiesti alle società operanti nell’attività di verifica dei progetti anche con attività di progettazione, direzione dei lavori o collaudo (art. 12).

Si escludono, dal novero degli interventi di nuova costruzione, i manufatti leggeri, anche prefabbricati, e strutture di qualsiasi genere (quali roulottes, campers, case mobili, imbarcazioni) che non siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee purché siano installati, con temporaneo ancoraggio al suolo, all’interno di strutture ricettive all’aperto, in conformità alla normativa regionale di settore, per la sosta ed il soggiorno di turisti (art. 10-ter).

Testo coordinato del decreto-legge 28 marzo 2014, n. 47 (GU n. 73 del 28.3.2014) con la legge di conversione 23 maggio 2014, n. 80, recante: “Misure urgenti per l’emergenza abitativa, per il mercato delle costruzioni e per Expo 2015.”.

Tutela patrimonio culturale e rilancio turismo

Dal 1° giugno 2014 è in vigore ildecreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, recante disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo. La novità principale è il cosiddetto Art bonus che consente di beneficiare di un credito di imposta al 65% per gli anni 2014 e 2015 e al 50% per il 2016 per le erogazioni liberali per gli interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici, per il sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura pubblici o per la realizzazione di nuove strutture o il restauro e il potenziamento delle fondazioni lirico-sinfoniche e dei teatri pubblici. Per i soggetti titolari di reddito d’impresa nei limiti del 5 per mille dei ricavi annui, il credito d’imposta è utilizzabile anche in compensazione e non rileva ai fini delle imposte sui redditi e sull’Irap.

Inoltre si prevedono interventi in materia di trasparenza sulle donazioni (obbligo di comunicare, anche sui siti web, l’ammontare ricevuto e il suo utilizzo), nonché interventi di Crowdfunding e Fundraising con riferimento all’organizzazione in capo al Mibact (a costo zero) di nuove apposite strutture per incentivare donazioni.

Bankitalia: Assemblea Ordinaria

Il 30 maggio scorso si è tenuta l’Assemblea Ordinaria dei Partecipanti al capitale della Banca d’Italia, 120° esercizio, nel corso della quale il Governatore Ignazio Visco ha dato lettura delle Considerazioni finali: “Nell’area dell’euro dall’autunno scorso la politica monetaria fronteggia uno scenario di inflazione assai bassa, non coerente con l’obiettivo di stabilità dei prezzi, in un contesto di crescita dell’economia ancora modesta e diseguale; si sono intensificati i lavori per il varo, il prossimo novembre, del Meccanismo di vigilanza unico ed è proseguito il cammino per il completamento dell’Unione bancaria; sono stati compiuti progressi rilevanti per la piena operatività dell’area unica dei pagamenti (….)”

Considerazioni finali del Governatore

Relazione Annuale sul 2013

Relazione sulla gestione e sulle attività della Banca d’Italia sul 2013

 

Importante Sentenza del T.A.R. Abruzzo

Accolto il ricorso del Consiglio Nazionale Ingegneri contro gli affidamenti professionali diretti alle Università

 Camera – Servizio studi: Lotta evasione fiscale e tax compliance

 

Tra le iniziative intraprese dal Governo e dal Parlamento al fine di favorire l’adempimento spontaneo dell’obbligazione tributaria (cd. “tax compliance”) e per contrastare il fenomeno dell’evasione fiscale, si segnalano l’ampliamento delle possibilità di rateazione dei debiti tributari, disposto dall’articolo 52 del D.L. n. 69 del 2013, le norme contenute nella legge di stabilità 2014 per definire con modalità agevolate le somme iscritte a ruolo, nonché le norme volte a garantire la tracciabilità del pagamento dei canoni da locazione. leggi tutto

AVCP: segnalazione direttive europee appalti

In vista del recepimento delle direttive europee su appalti e concessioni (Direttive ‘Appalti’, n. 2014/24/UE, ‘Utilities’, n. 2014/25/UE e ‘Concessioni’ n. 2014/23/UE), l’Avcp ha inviato al Governo ed al Parlamento l’Atto di Segnalazione n. 3 del 2014, con cui evidenzia l’opportunità di dare giusto rilievo, in fase di recepimento, ad una serie di aspetti cruciali della politica dell’Unione.

AVCP: Concorrenza e appalti di lavori – uno studio

Pubblicato lo studio “Concorrenza e appalti di lavori: un legame da approfondire – anni 2000 – 2010”. Il lavoro contiene un’analisi temporale della concorrenzialità nelle gare per l’aggiudicazione di lavori pubblici nel periodo 2000-2010 utilizzando i dati dell’Osservatorio dell’AVCP.

Garante: Biometria,  nuove regole e consultazione

Sarà più semplice utilizzare tecnologie biometriche, come quelle per la lettura delle impronte o l’analisi della firma, per controllare accessi, per autenticarsi o per sottoscrivere documenti informatici. I soggetti pubblici e privati che si atterranno ai limiti e alle rigorose misure di sicurezza individuati dal Garante Privacy potranno infatti procedere direttamente nell’adozione di questi nuovi strumenti senza presentare, caso per caso, richiesta di verifica preliminare. provvedimento a carattere generale

L’Autorità ha inoltre messo a punto delle linee guida nelle quali vengono analizzati i vari tipi di trattamento biometrico esistenti, inclusi quelli per i quali permane l’obbligo delle verifica preliminare (lettura dell’iride o del tracciato venoso, riconoscimento facciale etc.) e individuate, per ciascuna di queste tipologie, le modalità con cui possono essere trattati i dati e le specifiche misure di sicurezza, oltre a quelle già previste dal Codice della Privacy, che occorre adottare caso per caso.

Data la particolare delicatezza del tema, prima del varo definitivo del provvedimento e delle linee guida, l’Autorità ha deciso di sottoporre i testi a una consultazione pubblica. Soggetti interessati, associazioni di categoria degli imprenditori e dei consumatori, università, centri di ricerca, potranno far pervenire, entro il 22 giugno, contributi e osservazioni al Garante per posta o attraverso la casella di posta elettronica appositamente attivata: consultazione.biometria@gpdp.it

 

NEWS DALLA RETE

ISTAT: Rapporto annuale 2014

 

La 22a edizione illustra gli effetti economici e sociali della crisi e guarda alle potenzialità del Paese per l’avvio della ripresa. Periodo di riferimento: Anno 2013 Rapporto annuale 2014

In occasione della diffusione del Rapporto annuale 2014 è stato realizzato un set di grafici interattivi organizzati per capitolo. Grafici del Rapporto annuale 2014

Rapporto annuale 2014 – La situazione del Paese

la Repubblica del 29.5.2014: Un paese senza più culle con 6 milioni di disoccupati così la crisi cambia l’Italia

 Confprofessioni: studi professionali – accordo detassazione

 

In data 28 maggio è stato stipulato l’accordo quadro sulla detassazione per il settore degli studi professionali. La Confprofessioni nazionale e le rappresentanze sindacali Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, e Uiltucs-Uil hanno infatti concordato di prevedere, anche per il 2014,  il regime agevolato di tassazione al 10% relativamente alle somme soggette all’IRPEF, legate all’aumento della redditività e della produttività dello studio professionale.

Resta sostanzialmente invariata la disciplina vigente. L’unica novità da segnalare attiene alla parte della retribuzione detassabile: si passa da 2.500 a 3.000 €, quale soglia massima. Tuttavia, al fine della piena operatività del regime agevolato, ora le delegazioni regionali dovranno stipulare tempestivamente accordi decentrati a livello territoriale, seguendo rigorosamente il modello di accordo previsto dall’intesa nazionale stipulata in data odierna. In questo senso, come negli anni precedenti, l’efficacia dell’imposta sostituiva al 10% inizia a decorrere successivamente alla data di stipula dei predetti accordi regionali, escludendo il principio di irretroattività.

Non è stato invece raggiunto un accordo sulla corresponsione dell’elemento economico di garanzia.

Confprofessioni sottolinea, quindi, che “l’erogazione dell’elemento economico di garanzia previsto dall’art. 8 ter del Ccnl studi professionali del 29 novembre 2011 per le Regioni (Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Toscana, Umbria e Veneto) che hanno presentato la piattaforma contrattuale a livello territoriale e per le quali scatterebbe la corresponsione del suddetto elemento deve ritenersi sospesa in attesa di chiarimenti volti a identificare meglio la natura, le modalità operative di attuazione e le finalità dell’istituto”.

 Studi professionali: rinnovo contratto nazionale

Sono ripresi il 29 maggio i negoziati per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro degli studi professionali, settore che occupa oltre un milione di addetti e 400mila stagisti e praticanti del settore, collaboratori e partite Iva. Al tavolo di trattativa la Fisascat ha ribadito le rivendicazioni contenute nella piattaforma: rafforzamento del 2° livello di contrattazione correlato anche al salario di produttività, potenziamento della bilateralità di settore e del welfare contrattuale ed estensione dei diritti e delle tutele anche per i rapporti di lavoro atipici.

Per la Fisascat sarà prioritario anche definire la normativa per i nuovi profili delle figure professionali già entrate a pieno titolo nella sfera di applicazione contrattuale: personale del recupero crediti, dei laboratori di analisi e di coloro che hanno negli studi professionali un ruolo autonomo negli studi ed anche non iscritte all’albo professionale. Sulla parte economica la richiesta della categoria è di un aumento che dovrà riconoscere anche la professionalità degli addetti del settore, comunque non inferiore a quello previsto dal precedente rinnovo contrattuale che aveva quantificato l’incremento salariale in 87,50€ al 3° livello.

A margine del confronto, i sindacati di categoria Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs hanno siglato con la Confprofessioni l’intesa sulla detassazione del salario di produttività.

Il calendario di incontri è aggiornato ai prossimi 26 e 27 giugno.

Confprofessioni: Stp, per le Entrate è reddito d’impresa

Quando i professionisti, associandosi tra loro ed eventualmente con soggetti non professionisti, scelgono la forma della Stp, vengono inevitabilmente attratti nel regime del reddito d’impresa. È questa l’interpretazione resa l’8 maggio dalla direzione centrale normativa dell’agenzia delle Entrate, in sede di risposta ad interpello. Nel caso particolare, l’istante (una Stp costituita in forma di Srl per svolgere le attività di dottore commercialista, esperto contabile, revisore legale e consulente del lavoro) ha chiesto chiarimenti in merito alla tipologia del reddito prodotto, alla sua determinazione nell’ambito dell’imposizione diretta e dell’Irap, all’eventuale assoggettamento dei compensi a ritenuta e del reddito a contribuzione previdenziale.

L’articolo 10, comma 3 della legge 183/2011 e il decreto del ministero della Giustizia 34 dell’8 febbraio 2013, che disciplinano le società tra professionisti, hanno tralasciato di indicare quale sia l’inquadramento tributario del reddito prodotto, pur trattandosi di entità del tutto peculiari, ossia soggetti societari che, al tempo stesso, svolgono esclusivamente attività professionale. I chiarimenti forniti in passato dalle Entrate sono stati oscillanti, atteso che è stato definito (con risoluzione 118/2003) quale reddito di lavoro autonomo, quello prodotto dalle società tra avvocati di cui al dlgs 96/2001 (nonostante tale disciplina rinviasse alle Snc), mentre è stato qualificato alla stregua di reddito d’impresa, quello delle società di ingegneria, di cui alla legge 109/1994 (risoluzione 56/2006).

Pur tralasciando l’aspetto previdenziale, l’agenzia delle Entrate fornisce risposte molto nette sotto l’aspetto tributario. Infatti, anche per le società tra professionisti, opera a tutto tondo il principio affermato dagli articoli 6, ultimo comma, e 81 del Tuir, che attraggono nel reddito d’impresa i redditi prodotti dalle società di persone non semplici, dalle società di capitali e dagli enti commerciali. Risulterebbe «determinante il fatto di operare in una veste giuridica societaria», mentre non assumerebbe «alcuna rilevanza» l’esercizio dell’attività professionale. Ciò determina l’applicazione del principio di competenza (in luogo di quello di cassa) e il non assoggettamento alla ritenuta d’acconto di cui all’articolo 25 del Dpr 600/73 dei compensi relativi alle prestazioni rese. Anche ai fini Irap, il valore della produzione va determinato sulla base delle disposizioni che regolano gli imprenditori commerciali (articoli 5 e 5-bis del Dlgs 446/97), in luogo di quella che attiene ai lavoratori autonomi (articolo 8).

Fisco Oggi: Corte di cassazione – sezione V civile – sentenza n. 12507 del 22.5.2013: Unione di più professionisti? È “autonoma organizzazione”.

Consulenti lavoro: POS e sanzioni

Dal prossimo 30 giugno i clienti degli studi professionali potranno pagare gli importi superiori a 30 euro tramite il terminale Pos. La Circolare n.12/2014 della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro esamina le novità apportate dalla normativa, illustrando le tipologie di Pos e i costi di installazione, ma facendo al tempo stesso notare che l’inesistenza di una sanzione per il mancato possesso del dispositivo non implica l’obbligo per i professionisti.

Anche la Federazione Italiana Medici di Famiglia ha affrontato la questione dell’obbligo di pagamenti tramite POS con una nota di approfondimento. Leggi tutto

 Confindustria: assemblea generale

 

“In Italia è ancora possibile fare impresa. Bisogna crederci. Serve che tutti, a partire proprio da voi imprenditori, facciamo prevalere un forte senso di responsabilità nell’affrontare la grande emergenza economica e sociale del nostro Paese: sostenere l’occupazione, tornare ad assumere, puntare su innovazione e internazionalizzazione come fattori primari di competitività”.  È uno dei passaggi fondamentali del discorso del Ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi - Testo dell’intervento

ISPRA: Mobility week 2014

Il 28 maggio è stata pubblicata, sul sito relativo alla European  Mobility Week, la Guida tematica per il 2014,  Il tema scelto quest’anno è Our streets, our choice, “Le nostre strade, la nostra scelta”, e la guida sottolinea la criticità di alcuni dei mutamenti in corso nella società contemporanea.

La Settimana Europea della Mobilità Sostenibile 2014 intende rivalutare il modo di vedere lo spazio urbano. Fra il 16 e il 22 settembre verrà analizzata la relazione tra uso del territorio e qualità della vita, incoraggiando i cittadini a proporre e creare il tipo di città in cui preferirebbero vivere.

Sito della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile

Linee guida 2014

Manuale 2014

Il Ministero dell’Ambiente e la Settimana Europea della Mobilità Sostenibile

 

Appalti pubblici

 

Ipsonews, Gare d’appalto: soccorso istruttorio, un “aiuto” per le imprese?

Lineeavcp: Nuovi controlli ordinari e straordinari attribuiti all’Autorità per la Vigilanza sui Lineeavcp: Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture

Lineeavcp: AVCP e Corte dei conti : sinergie in tema di trasparenza dei contratti pubblici

Lineeavcp: Diritto europeo ed affidamenti di servizi in convenzione ad associazioni di volontariato

Lineeavcp: Chiarimenti sull’istituto giuridico di concessione nella Direttiva 2014/23/UE. Il rischio “operativo” nel rapporto concessorio

Lineeavcp: La garanzia globale di esecuzione: aspetti problematici

Accredia: Certificazione e accreditamento non possono essere oggetto di avvalimento.

Itaca: decreto legge 66/2014 – analisi delle nuove norme attinenti ai contratti pubblici di lavori, servizi e forniture.

Roberto Caponigro, L’affidamento degli appalti pubblici: l’ordine logico nell’esame giurisdizionale delle censure proposte in via principale ed in via incidentale dalle due imprese in gara

Roberto Caranta, Dacian Cosmin Dragos, La mini-rivoluzione del diritto europeo dei contratti pubblici, in Urbanistica e appalti, 2014, 5, 493-504

Andrea Ruffini, La concreta individuazione delle risorse messe a disposizione dalla ausiliaria nell’avvalimento c.d. di garanzia (Consiglio di Stato, sez. III, 22 gennaio 2014, n. 294),  Urbanistica e appalti, 2014, 5, 527-543

Fatturazione elettronica

Cesare Ciabatti, Fatturazione elettronica e “Registro unico delle fatture”: le novità introdotte dal “Decreto Irpef”.

Michele Cozzio, Direttiva 2014/55/UE: Verso standards e regole comuni per la fatturazione elettronica nel settore degli appalti pubblici.

Documentazione illustrata in occasione del convegno “Fatturazione elettronica e rivoluzione digitale nei pagamenti della Pubblica Amministrazione” che si è tenuto in Confindustria lo scorso 12 maggio.

Piancaldini – Spinelli – Stanziale

Giovannini – Marcantonio- Perissich 

Giurisprudenza in materia di appalti pubblici

AA. VV. Raccolta di massime sulla giurisprudenza nazionale in materia di appalti pubblici, Dossier a cura dell’Osservatorio – 1/2014.

IGI, Relazioni al convegno “Contratti pubblici: inizia il viaggio all’interno delle direttive”, tenutosi lo scorso 6 maggio.

Amministrativisti.it: Contributo unificato è incostituzionale

Il contributo unificato é incostituzionale. La nostra Carta costituzionale e i Trattati istitutivi dell’Unione europea vietano di imporre filtri economici gravosi all’accesso alla giustizia. Il processo in materia di appalti, in particolare, è gravosissimo per le imprese che chiedono legalità e trasparenza alle pubbliche amministrazioni. Leggi tutto frontespizio del ricorso.

Giustizia amministrativa: istruzioni sull’applicazione della disciplina in materia di contributo unificato nel processo amministrativo, circolare aggiornata

 

Mondo del lavoro

Il diritto del lavoro che verrà Franco Carinci (a cura di), Working Paper ADAPT;

Michele Tiraboschi, Somministrazione di lavoro: verso una prospettiva di flexicurity?

Emmanuele Massagli (Libero), Lavoro flessibile e salari legati alla produttività

Luigi Oliveri, Intermediare tirocini gratuiti per le imprese? Facile.

Antonio Bonardo, Apprendistato professionalizzante: serve un’alleanza tra Regioni e Agenzie per il lavoro.

Cristina Guelfi, I limiti imposti al Giudice sul controllo di legittimità del licenziamento individuale per soppressione del posto di lavoro.

Rapporto di monitoraggio ADAPT sullo stato di attuazione di Garanzia Giovani

 Fisco Oggi: risposta a quesiti

Nei rapporti con professionisti stranieri, in che valuta devono essere emesse le fatture relative alle prestazioni ricevute? Fatturazione dall’estero: quale valuta

È possibile inviare una comunicazione per lo spesometro a integrazione di quella precedentemente inviata? Ho riscontrato che alcune operazioni non state inserite. Integrazioni dati spesometro

È considerata valida mediante consegna di copia dell’atto al rappresentante o alla persona incaricata di ricevere le notificazioni o, in assenza, ad altra persona addetta La notifica alla persona giuridica si esegue presso la sua sede

Vorrei sapere in che misura sono detraibili le spese sostenute per l’iscrizione a un corso di laurea universitario teledidattico. Spese per università telematiche

CGIL: introdurre subito nel Codice Penale i delitti ambientali

Il DDL 1345 che introduce i delitti ambientali nel Codice Penale, approvato dalla Camera il 27 febbraio scorso, dopo 3 mesi è ancora fermo all’esame delle Commissioni del Senato. Non c’è tempo da perdere: il Parlamento deve approvare al più presto un testo che recepisca integralmente la Direttiva 2008/99/CE, che sia applicabile e riesca effettivamente a punire i reati ambientali e le ecomafie. Comunicato del 22 maggio

ANCE: linee guida standardizzazione contratti Project financing,

Si è tenuto il 20 maggio, presso la sede dell’Ance, il convegno dal titolo “Una proposta di standardizzazione della convenzione di concessione lavori”.

Nel corso dell’evento sono state presentate le “Linee guida per la predisposizione delle convenzioni di concessione e gestione”, il risultato del gruppo di lavoro sulla standardizzazione dei contratti nelle operazioni di partenariato pubblico privato, promosso e coordinato dall’Ance, che ha visto la partecipazione di importanti istituzioni quali Anci, Abi e Università di Roma Tor Vergata, e di esperti provenienti da Banca d’Italia, Cassa Depositi e Prestiti, Infrastrutture Lombarde Spa, DPS/UVAL e Legance – Avvocati Associati.

BROCHURE_presentazione linee guida     

ANCE BINI SMAGHI  

ANCE _GIORGIANTONIO   

ANCE RUBINO

 

CNAPPC: edilizia scolastica, scegliere tramite concorso di architettura

“Non venga sprecata l’importante scelta strategica del Governo di mettere in sicurezza e di  rigenerare le scuole italiane. Può e deve essere l’opportunità per sperimentare un modo diverso di affrontare la riqualificazione e la costruzione di edifici pubblici, facendoli diventare,  avendo come obiettivo  la sicurezza e la bellezza dell’habitat, l’esempio di come si possa intervenire nelle nostre città, migliorandole”. Così il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. Comunicato Stampa  Le Linee guida.

CNI: per gli ingegneri serve un mercato più aperto e trasparente

Sono le istanze avanzate dalla categoria a Milano al Ministro alle Infrastrutture Maurizio Lupi, impegnatosi a convocare un tavolo tecnico sul tema entro venti giorni. Meno norme ma più certe e maggiore accesso ai giovani professionisti le altre richieste da sostenere all’appuntamento governativo Il tavolo tecnico per la riforma totale degli appalti pubblici ai primi di giugno. L’impegno assunto dal Ministro alle Infrastrutture Maurizio Lupi durante il convegno sul tema organizzato a Milano mercoledì 21 maggio dagli Ingegneri italiani ha trovato ottima accoglienza da parte della categoria. Leggi tutto

CNI: ricerca sui laureati in ingegneria

In un mercato del lavoro che nel 2013 in Italia ha fatto registrare il livello minimo di assunzioni degli ultimi 14 anni (367.530 contro le 840mila del 2007), cresce la domanda di laureati in ingegneria. Il mondo delle imprese, infatti, ha assunto 16.360 ingegneri, con un incremento del 7,4% rispetto all’anno precedente. E’ quanto emerge dalla ricerca “Le assunzioni dei laureati in ingegneria nelle imprese private” pubblicata dal Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri. Leggi tutto

 

 

 

Vergogna n. 6

Inviato da admin il

Giugno 2014

vergogna

 

E CI RISIAMO!

MA PERCHE’ IL RISCHIO CE LO DOBBIAMO PRENDERE NOI?

 

La Campania vuole proprio vincere, ha un aiuto formidabile dalla Provincia di Avellino.

E’ cosa nota, vecchia, trita e ritrita. Talmente nota che anche il Codice degli Appalti – D. Lgs. 163/2006 – all’art. 92, comma 1 – ne VIETA ASSOLUTAMENTE LA PRATICA.

Ma il Responsabile del Procedimento del Comune di TAURASI, in provincia di Avellino, ing. Giovanni FERRARO, palesemente tetragono alle norme, dovendo procedere alla progettazione esecutiva di una bonifica e messa in sicurezza di una discarica comunale chiede, con avviso esplorativo, manifestazione d’interesse prevedendo che i compensi per l’attività professionale siano COMUNQUE subordinati all’ottenimento dei finanziamenti regionali. In pratica: se l’opera viene finanziata ti pago, se no, NO.

Ultima perla: la prestazione deve essere espletata nel tempo di 21 giorni dalla data del conferimento. Considerato che il compenso a base d’asta viene previsto in 99.800 euro, il tempo concesso ci sembra veramente incredibile.

ANCHE QUESTO BANDO CI SEMBRA ABBIA TUTTI I TITOLI E CONTENUTI PER ENTRARE DI DIRITTO TRA LE NOSTRE VERGOGNE.

Siamo di nuovo in campo. Con l’aiuto del nostro Legale interverremo per l’annullamento del bando al TAR della Regione campana.

Anche in questo caso ringraziamo l’Ordine degli Ingegneri della provincia di Avellino, che si dimostra particolarmente attento e attivo, per l’attività di contrasto già svolta a difesa dei nostri diritti.

Clicca sui seguenti link per prendere visione dell’avviso e della relativa documentazione

documentazione1

documentazione2

documentazione3

Sintesi di monitoraggio legislativo 20 giugno – 4 luglio 2014

Inviato da admin il

Luglio 2014

 

  1. NOTA POLITICA

 

Il Governo Renzi sta procedendo con le riforme promesse: l’ultima messa in campo quella della giustizia, 12 punti su cui i cittadini potranno inviare un commento. Procedono, anche se a passo lento, i lavori sulle modifiche della Costituzione, sulla legge elettorale (che sembra però destinata ad un rinvio a settembre), sulla riforma del lavoro (cd. Jobs Act), in corso al Senato.

Atteso nel Consiglio dei Ministri del 10 luglio il varo del secondo decreto correttivo del Codice antimafia, che dovrebbe contenere alcune semplificazioni, relative a: soggetti da a sottoporre a verifiche antimafia; semplificazione per gli “appalti urgenti”, riduzione tempi rilascio certificazione antimafia e nulla osta, controlli più stringenti per le opere sotto i 5 milioni, revisione poteri prefetture.

 

 

  1. DALLE ISTITUZIONI

 

D.l. n. 90/2014 – Semplificazioni: al via alla Camera

 

La Commissione affari costituzionali della Camera ha avviato l’esame del decreto-legge recante misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari. Si tratta di un provvedimento molto complesso (54 articoli) riguardanti : misure urgenti per l’efficienza della pubblica amministrazione e per il sostegno dell’occupazione (articoli 1-23); interventi urgenti di semplificazione (articoli 24-28); misure urgenti per l’incentivazione della trasparenza e correttezza delle procedure nei lavori pubblici (articoli 29-37); misure per lo snellimento del processo amministrativo e l’attuazione del processo civile telematico (articoli 38-54). Camera – Servizio studi: Schede di lettura

 

Appalti e lotta alla corruzioneL’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture (AVCP) viene soppressa; compiti e funzioni sono trasferite all’’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) (articolo 19). All’ANAC sono attributi anche una serie di compiti di alta sorveglianza: si introduce l’obbligo di trasmissione all’ANAC, entro 30 giorni dall’approvazione da parte della stazione appaltante, di alcune tipologie di varianti in corso d’opera, al fine di consentire alla stessa ANAC di effettuare le valutazioni e adottare gli eventuali provvedimenti di competenza (art. 37). Nei casi di imprese aggiudicatarie di appalti pubblici indagate per delitti contro la PA, il Presidente dell’ANAC può proporre al Prefetto competente o di assumere direttamente il controllo dell’impresa attraverso un’amministrazione straordinaria temporanea (fino all’esecuzione del contratto) oppure di imporre all’impresa di rinnovare gli organi sociali (art. 32).

L’articolo 29 reca disposizioni sulle cosiddette white list, ovvero gli elenchi di imprese non soggette a rischio di infiltrazioni mafiose tenuti dalle prefetture e periodicamente verificati. In particolare, è prevista l’obbligatoria (e non più facoltativa) iscrizione delle imprese che operano nei settori a rischio di infiltrazioni mafiose (si tratta ad esempio di attività di trasporto di materiali in discarica per conto terzi, noli a caldo e a freddo, guardianie di cantieri) nei suddetti elenchi. Per quelle imprese l’iscrizione alla white list assorbe i contenuti della comunicazione e dell’informazione antimafia. In via transitoria, e per un massimo di 12 mesi dall’entrata in vigore del decreto-legge, si prevede che le stazioni appaltanti possano – nei settori a rischio – procedere all’affidamento di contratti o all’autorizzazione di subcontratti ritenendo sufficiente la richiesta di iscrizione alla white list. Si presume, infatti, che l’obbligatorietà dell’iscrizione comporti un elevato numero di domande e dunque un rallentamento dei tempi per le verifiche prefettizie e si intende evitare che questo determini un rallentamento nelle procedure di affidamento dei lavori. Laddove la prefettura dovesse poi negare l’iscrizione, gli affidamenti saranno revocati, a meno che l’opera sia già in corso di ultimazione ovvero, in caso di fornitura di beni e servizi ritenuta essenziale per il perseguimento dell’interesse pubblico, il soggetto che la fornisce non sia sostituibile in tempi rapidi.

Con l’articolo 39 si interviene sulla disciplina dell’attestazione dei requisiti di ordine generale necessari per la partecipazione alle procedure di affidamento dei contratti pubblici (articoli 38 e 46 Codice dei contratti pubblici), prevedendo sanzioni pecuniarie nei casi di mancanza, incompletezza e ogni altra irregolarità essenziale delle dichiarazioni sostitutive sul possesso dei requisiti medesimi e la possibilità di rendere, integrare o regolarizzare le dichiarazioni. Ulteriori modifiche prevedono, per un verso, la non applicazione della nuova disciplina nei casi di irregolarità non essenziali o nel caso di mancanza o incompletezza di dichiarazioni non indispensabili e, per l’altro, la non incidenza delle variazioni intervenute (relativamente alle dichiarazioni), anche a seguito di pronunce giurisdizionali, sull’individuazione della soglia di anomalia delle offerte successivamente alla fase di ammissione, regolarizzazione o esclusione delle offerte stesse.

Previste anche disposizioni volte ad accelerare i giudizi amministrativi in materia di appalti pubblici, introdotti con ricorso depositato in data successiva a quella dell’entrata in vigore del decreto-legge in esame (art. 40). Infine l’art. 41 introduce misure per il contrasto all’abuso del processo: in ogni caso il giudice, anche d’ufficio, può condannare la parte soccombente al pagamento, in favore della controparte, di una somma equitativamente determinata, quando la decisione è fondata su ragioni manifeste; modifica la disciplina della sanzione per lite temeraria prevedendo che, nelle controversie in materia di appalti, l’importo della sanzione pecuniaria può essere elevato fino all’1 per cento del valore del contratto.

 

Incentivi progettazionegli incentivi relativi alla progettazione da parte delle amministrazioni aggiudicatrici (famoso 2%) – contemplati dai commi 5 e 6 dell’articolo 92 Codice dei contratti pubblici (decreto legislativo n. 163 del 2006) – non vengano più corrisposti al personale con qualifica dirigenziale (art. 13)

 

Semplificazione moduliil Consiglio dei ministri approva entro il 31 ottobre 2014 l’Agenda per la semplificazione per il triennio 2015-2017 che contiene le linee di indirizzo in materia di semplificazione amministrativa, comuni a Stato, regioni e autonomie locali, nonché il cronoprogramma per l’attuazione delle relative misure. In particolare, l’Agenda dispone che le amministrazioni statali adottano moduli unificati e standardizzati su tutto il territorio nazionale per la presentazione di istanze, dichiarazioni e segnalazioni da parte di cittadini e imprese. Nei settori dell’edilizia e dell’avvio delle attività produttive l’adozione della modulistica è oggetto di accordo concluso in sede di Conferenza unificata (comma 3 art. 24).

 

 

 

 

 

 

D.l. n. 91/2014 – Ambiente e imprese: esame in Senato

 

Il decreto-legge n. 91 reca interventi in svariati settori, tra cui: tutela ambientale e efficientamento energetico dell’edilizia scolastica e universitaria, rilancio e sviluppo delle imprese, contenimento dei costi gravanti sulle tariffe elettriche. Le Commissioni riunite ambiente e industriadel Senato che stanno svolgendo una serie di audizioni. (S1541)

Efficientamento energetico edifici – si prevede la concessione di finanziamenti a tasso agevolato, nel limite di trecento cinquanta milioni di euro, per interventi di incremento dell’efficienza energetica degli immobili pubblici adibiti all’istruzione scolastica ed universitaria nonché di edifici dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) (art. 9). Per il finanziamento, che grava sul Fondo per la riduzione delle emissioni dei gas ad effetto serra, ci si avvarrà della Cassa depositi e prestiti S.p.A, quale gestore del Fondo stesso. Gli interventi devono conseguire un miglioramento del parametro di efficienza energetica dell’edificio di almeno due classi in un periodo massimo di tre anni, certificato da un organismo tecnico terzo. La mancata produzione di idonea certificazione attestante la riduzione del consumo energetico determina la revoca del finanziamento a tasso agevolato.

Impianti termicientro sei mesi vanno completati gli adempimenti relativi all’integrazione del libretto di centrale per gli impianti termici civili, previsti dall’articolo 284, comma 2, del dlg n. 152 del 2006 (art. 11). Con il comma 9 viene sostituito l’articolo 285, relativo alla caratteristiche tecniche degli impianti termici civili, del dlg n. 152 del 2006.

Si ribadisce poi la necessità dell’adeguamento, entro il 1° settembre 2017, alle disposizioni previste dal decreto legislativo n. 152 del 2006, purché i singoli terminali vengano dotati di elementi utili al risparmio energetico. Spetta al titolare dell’autorizzazione produrre le dichiarazioni previste dall’articolo 284 nei tempi stabiliti.

 

VIA –VASi componenti della Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale, sono ridotti a quaranta e vengono introdotti i requisiti per la nomina. (Art. 12)

L’articolo 15 modifica la disciplina relativa alla valutazione di impatto ambientale (VIA) ed alla valutazione ambientale strategica (VAS), contenute nella parte seconda e nei relativi allegati del decreto legislativo n. 152 del 2006.

Le modifiche riguardano: la definizione di “progetto”; i progetti soggetti a verifica di assoggettabilità alla VIA (screening); l’accesso alle informazioni, la partecipazione al pubblico ai processi decisionali in materia di VIA e VAS e il contenuto degli allegati del citato decreto legislativo e sono volte in gran parte a superare le censure mosse dalla Commissione europea nell’ambito della procedura di infrazione 2009/2086, avviata per la non conformità della normativa italiana alla direttiva 85/337/UEE concernente la valutazione dell’impatto ambientale (VIA), come modificata dalle direttive 97/11/UE, 2003/35/UE e 2009/31/UE, con particolare riferimento alle disposizioni contenute nella parte seconda del decreto legislativo n. n. 152 del 2006, come modificato dal decreto legislativo n. 4 del 2008.

Con decreto del Ministro dell’ambiente vengono fissate soglie integrative rispetto a quello attualmente previste dall’Allegato IV del decreto legislativo n. 152 del 2006.

Si introducono poi modifiche agli articoli 12, 17, 20, 24 e 32 del decreto legislativo n. 152 del 2006 relativamente all’accesso alle informazioni ed alla partecipazione del pubblico ai processi decisionali in materia di VIA e VAS. Si tratta di modifiche relative alla pubblicazione dell’avviso con cui viene data notizia della trasmissione all’autorità competente, da parte del proponente, del progetto preliminare e dello studio preliminare ambientale. Le modifiche apportate sono per lo più finalizzate ad eliminare gli obblighi di pubblicazione a mezzo stampa e ricondurre al solo canale web, tutte le forme di pubblicità dell’avviso citato. Si amplia inoltre la pubblicità, prevedendo la pubblicazione in formato digitale dell’intero progetto preliminare.

Modificati anche gli allegati alla parte seconda del dlg n. 152 del 2006 che delimitano il campo di applicazione delle valutazioni ambientali nazionali e regionali, elencando i piani e i progetti che vi sono sottoposti. Saranno assoggettati a VIA statale, qualora così disposto dalla fase di screening, per esempio, anche gli impianti di trattamento di residui non altamente radioattivi, nonché gli impianti ove avviene esclusivamente uno stoccaggio, per meno di dieci anni, di residui radioattivi.

Risultano sottoposte a VIA le opere relative a tutte le strade (non solo extraurbane, ma anche urbane) a quattro o più corsie. Anche la costruzione di strade urbane di quartiere è inserita tra le opere assoggettate a screening di VIA.

Tra i progetti sottoposti a verifica di assoggettabilità, vengono esclusi gli interventi di bonifica e quelli di estrazione di materiali litoidi dal demanio fluviale e lacuale.

 

 

Credito imposta IMPRESE – fino al 30 giugno 2015 i soggetti titolari di reddito d’impresa che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi compresi nella divisione 28 della tabella ATECO godono di un credito d’imposta nella misura del 15 per cento delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media degli investimenti in detti beni strumentali realizzati nei cinque periodi di imposta precedenti. Il credito d’imposta non spetta per gli investimenti di importo unitario inferiore a 10.000 euro e va ripartito nonché utilizzato in tre quote annuali di pari importo. La fruizione del beneficio è subordinata alla regolarità degli adempimenti in materia di rischio di incidenti sul lavoro per le attività industriali; il beneficio è altresì revocato se l’imprenditore cede a terzi o destina i beni oggetto degli investimenti a finalità estranee all’esercizio di impresa prima del secondo periodo di imposta successivo all’acquisto (art. 19).

Con l’articolo 20, al fine di incentivare la quotazione delle piccole e medie imprese, si prevede per le PMI la possibilità di modificare in via statutaria, entro un intervallo prestabilito, la soglia rilevante per le offerte pubbliche di acquisto (OPA) obbligatorie.

L’articolo 30 introduce una serie di semplificazioni amministrative per la realizzazione di interventi di efficienza energetica e di piccoli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, in particolare solare fotovoltaico.

 

 

 

 

 

Senato – servizio studi: Dossier n. 152 Ed. provvisoria

 

 

Senato Indagine conoscitiva – Rapporti contribuenti e fisco: audizioni

 

Prosegue in Commissione finanze del Senato l’indagine conoscitiva sugli organismi della fiscalità e sul rapporto tra contribuenti e fisco.

Per il Consiglio Nazionale degli Ingegneri e della Rete delle Professioni Tecniche, l’ingegner Michelini si è soffermato sulla proposta avanzata riguardo al cosiddetto “cassetto fiscale degli immobili“, attuativo del principio della delega di realizzazione di un regime fiscale agevolato che incentivi la realizzazione di opere di adeguamento degli immobili alla normativa in materia di sicurezza e di riqualificazione energetica e architettonica. È essenziale dare impulso ad una fase di diagnosi degli immobili in modo da integrare le notizie di tipo catastali con quelle relative alle reali condizioni strutturali e non dell’immobile: rientrano in tale categoria l’attestato di prestazione energetica, la dichiarazione di conformità degli impianti, i titoli che attestano la legittimità edilizia, il grado di accessibilità rispetto alle barriere architettoniche, l’idoneità strutturale e antisismica.

Per quanto riguarda, invece, le commissioni censuarie, occorre valorizzare le competenze dei tecnici professionisti, garantendone un ruolo decisivo per l’attuazione della riforma catastale.

Documento

 

CONAF

Memorie depositate

Federproprietà Intervento del Presidente Documento

UPPI-Documento

Confabitare

 

 

CIPE: fondi scuola

Si è svolta la seconda seduta del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica del Governo Renzi. Il Comitato ha approvato i criteri di utilizzo delle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) 2007-2013. Il Comitato ha destinato i fondi disponibili (pari a circa 1.345,7 milioni di euro) ad una serie di misure. Sono stati assegnati 510 milioni di euro per il “Piano Scuola”. Contestualmente ha assegnato 33,4 milioni di euro per la ricostruzione della Città della Scienza di Bagnoli e ha coperto finalizzazioni disposte per legge a carico del FSC per un totale di 729,7 milioni di euro.

Intanto l’Anagrafe dell’edilizia scolastica si rimette ufficialmente in moto. Il Ministero dell’Istruzione, è infatti pronto per inviare alle Regioni l’anagrafica aggiornata delle scuole e i dati dell’anagrafe dell’edilizia scolastica disponibili ad oggi. Questo trasferimento di informazioni rappresenta il primo step operativo del nuovo Sistema nazionale delle anagrafi dell’edilizia scolastica (Snaes) previsto da un accordo siglato a febbraio in Conferenza Unificata. Lo Snaes prevede un nodo centrale, situato presso il Miur, e nodi regionali che saranno in rapporto fra loro per lo scambio di dati. Sono già pronti per il trasferimento di informazioni i ‘nodi’ di Toscana, Emilia Romagna, Umbria, Lombardia, Puglia e Veneto. Entro il prossimo 1 dicembre ogni Regione dovrà restituire al nodo centrale la fotografia aggiornata della propria edilizia scolastica. Si avrà così, per la prima volta, un quadro completo che consentirà di individuare le priorità di intervento e di direzionare al meglio i fondi disponibili.

 

Semplificazione PA: SCIA e PdC, moduli semplificati

Adottati, con l’accordo Italia Semplice siglato il 12 giugno 2014 tra Governo, Regioni ed Enti Locali, i moduli unificati e semplificati per la SCIA edilizia e il permesso di costruire, previsti nella lettera aperta ai dipendenti pubblici e ai cittadini. A titolo esclusivamente dimostrativo è disponibile on line una demo del modulo SCIA.

SCIA – modulo unico (PDF)

PdC – modulo unico (PDF)

 

 

MiSE: approvato dlg efficienza energetica

Ammontano a oltre 800 milioni le risorse che il Governo stanzia a favore di interventi di ristrutturazione e riqualificazione energetica per conseguire una maggiore efficienza nel settore pubblico, nella produzione industriale e nei consumi domestici. Tra questi: riqualificazione energetica degli edifici pubblici, rafforzamento del meccanismo dei certificati bianchi, promozione dei sistemi di consumo energetico individuale,  nuovi metodi di fatturazione basati sui consumi reali che favoriscano i consumatori  e finanziamenti a favore di progetti di efficienza e di reti per il teleriscaldamento e del teleraffrescamento. Una serie di misure aggiuntive che potenzia gli strumenti  della Strategia Energetica Nazionale (SEN) per centrare l’ambizioso obiettivo fissato in sede Ue di riduzione dei consumi di energia primaria del 20% entro il 2020.

Nel dettaglio, a partire da quest’anno sarà avviato il programma di interventi di riqualificazione energetica negli edifici della PA centrale grazie ad uno stanziamento di 355 milioni nel periodo 2014-2020. A queste risorse si aggiungeranno i finanziamenti privati che potranno essere attivati attraverso contratti di prestazione energetica che ripaghino gli investimenti con i risparmi sulla bolletta.

Il provvedimento istituisce, inoltre, il “Fondo nazionale per l’efficienza energetica”, un importante strumento finanziario volto a favorire gli interventi per la riqualificazione energetica degli edifici della PA e per la riduzione dei consumi di energia nei settori dell’industria e dei servizi. Una specifica sezione del Fondo sarà dedicata a sostenere gli investimenti in reti di teleriscaldamento e teleraffrescamento. Il Fondo che agirà mediante la concessione di garanzie e finanziamenti sarà alimentato con circa 70 milioni di euro l’anno, nel periodo 2014-2020.

 

MIT: elenco opere incompiute – aggiornamento

Il Ministero comunica che sul sito http://www.serviziocontrattipubblici.it , sono state pubblicate le sezioni dell’elenco – anagrafe delle opere incompiute – operative attraverso il Sistema Informatico di Monitoraggio delle Opere Incompiute (SIMOI) – facenti, rispettivamente, capo al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ed alle Regioni e alle Province Autonome.

Elenco opere statali

 

Mise: Libretto impianti energetici – proroga

Il Ministro dello sviluppo economico ha firmato il DM 20 giugno 2014 che fissa al 15 ottobre 2014 la scadenza entro la quale il libretto di impianto per la climatizzazione e il rapporto di controllo di efficienza energetica sugli impianti termici di climatizzazione invernale ed estiva, siano conformi ai modelli di cui al DM 10 febbraio 2014 del Ministro dello Sviluppo Economico.

 

Agenzia Entrate: in rete, i servizi catastali telematici

Basta un click ed ecco ricapitolati, nella brochure “Visura catastale”, tutte le applicazioni e i servizi telematici fruibili dal sito internet dell’Agenzia, che consentono, tra l’altro, di conoscere e correggere, dal pc, i dati catastali di un immobile e di verificare lo stato delle pratiche presentate presso gli uffici provinciali-Territorio.

 

Commissione UE: vivere e lavorare in edifici di migliore qualità

La Commissione europea ha adottato il 2 luglio nuove proposte per ridurre l’impatto ambientale degli edifici ristrutturati e di nuova costruzione, migliorando l’efficienza delle risorse e aumentando le informazioni disponibili circa le prestazioni ambientali degli edifici.

Le proposte della Commissione consentirebbero ad architetti, fabbricanti di prodotti da costruzione, costruttori e a tutti coloro che vogliono affittare o acquistare un immobile l’accesso a informazioni di migliore qualità circa gli aspetti ambientali e sanitari coinvolti. Gli impatti ambientali delle diverse opzioni in materia di progettazione, costruzione, uso e demolizione potrebbero essere confrontati più facilmente, il che permetterebbe a sua volta di aumentare gli incentivi a favore degli edifici sostenibili in tutta l’UE.

A tal fine, in collaborazione con le parti interessate e le autorità nazionali, la Commissione elaborerà un quadro con un numero limitato di indicatori per valutare l’efficienza ambientale degli edifici. Lo scopo è fornire uno strumento che possa essere utilizzato in tutta Europa dai privati ma anche dalle autorità pubbliche.

Documentazione (in inglese)

“Towards a circular economy: a zero waste programme for Europe” - annex

Progress report on the Roadmap to a Resource Efficient Europe

Analysis of an EU target for Resource Productivity

Legislative proposal to review recycling and other waste-related targets in the EU and annex

Executive summary of the impact assessment

Impact assessment

Ex-post evaluation of Five Waste Streams Directives – Commission staff working document

Sustainable buildings

Green employment

 

 

 

 

 

 

 

  1. DALLA RETE

 

EBC: Le Pmi costruzioni motore crescita sostenibile in Europa

 

Artigiani e piccoli imprenditori delle costruzioni di diversi paesi europei si sono incontrati per discutere di misure di contrasto alla crisi del settore durante la prossima legislatura europea, opportunità di accesso al credito e di finanziamento di lavori di efficienza energetica. L’occasione è stata offerta dal Congresso Annuale della European Builders Confederation (Confederazione europea delle PMI delle costruzioni), organizzato in collaborazione con CNA Costruzioni a Palermo.

il Manifesto della European Builders Confederation EBC (in italiano)

il Rapporto annuale di EBC . A pagina 8 e 9, sono presentate le cifre del settore delle costruzioni e le tendenze future.

 

 

CNI: ingegneri e competenza urbanistica

 

Il Consiglio nazionale degli ingegneri (Cni) ha diffuso una circolare che riporta una sentenza del TAR del Molise che ha annullato le delibere del Comune di Larino (Campobasso) che prevedevano la partecipazione dei soli architetti alla selezione pubblica per l’incarico di responsabile del Servizio urbanistica e ambiente.

La sentenza fa seguito al ricorso promosso dall’Ordine degli Ingegneri di Como e il giudice amministrativo ha dichiarato fondate le sue ragioni. Il Tar, dunque, ha accolto pienamente le censure che vertono sulla disposta esclusione della figura dell’ingegnere dalla direzione dell’Ufficio “Urbanistica e ambiente”. In particolare osserva che “la vigente normativa in materia di professioni tecniche non consente di discriminare la professione di ingegnere da quella di architetto, nel senso di precludere al primo l’accesso a carriere pubbliche consentite al secondo, allorché le competenze richieste siano quelle che formano oggetto della professione di ingegnere”. Nel caso di specie la decisione presa appare arbitraria, dato che, secondo il Collegio, “la pianificazione urbanistica e l’ingegneria civile e ambientale rientrano appieno nelle attività professionali dell’ingegnere”.

La sentenza del Tar del Molise è dunque importante perché afferma la completa competenza degli ingegneri in materia urbanistica, riempiendo di contenuti e di significato le espressioni necessariamente sintetiche ed onnicomprensive utilizzate dalla legge.

Circolare CNI 391

 

IGI: Contratti Pubblici, continua il viaggio all’ interno delle direttive

 

Convegno IGI del 17.6.2014, “Contratti Pubblici: continua il viaggio all’ interno delle direttive “, relazioni.

 

 

ANAC: modalità transitorie trasmissione documenti

 

A seguito dell’entrata in vigore del decreto-legge 24 giugno 2014 , n. 90, l’ANAC rende noto che:

- le comunicazioni in materia di vigilanza sui contratti pubblici e in genere relative alle attività svolte dalla soppressa AVCP devono continuare ad essere inviate agli uffici e ai recapiti indicati sul sito della soppressa AVCP.

- le comunicazioni in materia di anticorruzione e trasparenza, così come integrate dal decreto legge 24 giugno 2014, n. 90 e le richieste di parere sulla costituzione degli Organismi Indipendenti di Valutazione devono continuare ad essere inviate seguendo le indicazioni dei comunicati pubblicati sul sito dell’A.N.AC. ai seguenti link: modalità operative e nomina OIV.

Delibera n. 102/2014: “Attività dell’A.N.AC. a seguito della soppressione dell’AVCP”

Delibera n. 103/2014: Conferimento incarico alla dott.ssa Daniela Galli

 

 

ANCE: firmato contratto edili

 

È stato firmato il 1^ luglio, dopo 18 mesi di intenso confronto, da Ance, Associazioni cooperative e Sindacati nazionali edili il rinnovo del contratto nazionale.

Il nuovo accordo prevede In particolare:

- una razionalizzazione e quindi una maggiore efficienza del vasto sistema degli enti bilaterali, puntando su una decisa riduzione dei costi;

- una ristrutturazione dell’istituto dell’anzianità della professionalità edile, che assumerà carattere nazionale.

-una decisa calmierazione dei costi contrattuali, considerato il difficilissimo contesto economico, che si declina in un complessivo aumento di 40 euro più 8 euro in previdenza complementare.

-un incremento della flessibilità dell’utilizzo dei rapporti di lavoro, portando al 40% i contratti a tempo determinato.

Vai al contratto

 

Obbligo POS: dati e commenti

 

CGIA Mestre: Per le attività che si stanno attrezzando per attivare questa modalità di pagamento i costi da sostenere non saranno indifferenti. Al netto delle offerte contrattuali che alcune banche stanno proponendo ai propri migliori clienti, secondo le stime realizzate dalla CGIA su un campione significativo di istituti di credito italiani, un’azienda con 100.000 euro di ricavo annuo, con il POS, tra canone mensile, canone annuale e la percentuale di commissione sull’incasso, dovrà sostenere una spesa media annua di 1.200 euro leggi tutto

LeoniBlog Quer pasticciaccio brutto dell’obbligo di Pos’

Confesercenti: “Le commissioni sulle transazioni rischiano di annullare i margini di tabaccai, giornalai e gestori carburanti, necessario intervenire. Prevedere sgravi a imprese e consumatori per aumentare l’uso delle transazioni elettroniche” (Tabella) .

Confprofessioni: il POS entra negli studi

 

 

ANCI: Centrale unica di committenza, rischio paralisi appalti

 

L’Anci esprime forte preoccupazione per il rischio di paralisi dell’attività dei Comuni, determinato dall’entrata in vigore della legge di conversione del Dl 66. All’articolo 9 si prevede infatti il divieto per i Comuni non capoluogo di provincia di acquisire lavori, servizi e forniture in assenza di una centrale unica di committenza, e si stabilisce  che l’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici non rilasci il Codice Identificativo Gara (Cig) ai Comuni non capoluogo di provincia che acquisiscano lavori, servizi e forniture senza che questi si uniscano, costituiscano un accordo consortile, ricorrano ad un soggetto aggregatore o alle Province. L’unica alternativa prevista, laddove possibile, è l’acquisto di beni e servizi attraverso il Mepa e la Consip spa.

Consulta la prima nota tecnica redatta dall’Ancial provvedimento. (anci.it) la lettera dell’ANCI al Governo.

 

 

INPS: Casse edili inquadrate nel settore terziario

 

La Commissione Nazionale Casse Edili informa che con circolare 80 del 25 Giugno l’INPS ha disposto che le Casse Edili, a decorrere dal periodo di paga in corso, siano inquadrate nel settore terziario e non più, come è stato dal mese di gennaio del 1990, nel settore industria – attività ausiliaria dell’edilizia. Per le gravi conseguenze che tale disposizione determina sulla gestione delle Casse Edili e sui processi di riorganizzazione in corso o previsti nel prossimo futuro, la CNCE ha provveduto ad allertare immediatamente le Associazioni nazionali del settore per le iniziative che riterranno necessario assumere sia nei confronti dell’INPS che dello stesso Ministero del Lavoro.

 

 

Appalti, bandi gara

Emanuela Pinzari, Il paradosso della semplificazione nell’utilizzo delle dichiarazioni sostitutive in sede di gara

Laura Mascali, Il ruolo della centralizzazione della committenza nella nuova fase di programmazione europea

Patrizia Lattarulo, Appalti: procedure negoziate sotto inchiesta

Diotima Pagano, La normativa sul patrimonio culturale (D.L. 31 maggio 2014 n. 83) alla luce delle attuali problematiche in tema di appalti pubblici

 

 

 

Rassegna a cura di

 

 

Sintesi di monitoraggio legislativo del 19 Giugno 2015

Inviato da admin il

NOTA POLITICA
I risultati delle elezioni amministrative, da ultimo la vittoria a Venezia, e le nuove inchieste di Mafia Capitale sembrano aver ridato forza a tutte le opposizioni, decise ad incalzare il Governo.
Le amministrative del prossimo anno, con dieci milioni di italiani alle urne, impongono già ora decisioni sugli schieramenti da mettere in campo. Renzi dovrà decidere se continuare con l’idea del “partito della nazione” aprendosi ad un rapporto organico con l centro o guardare a sinistra. Allo stesso modo Alfano dovrà scegliere se costruire un’intesa con il Partito di maggioranza o contribuire alla ricostruzione di un centro destra. Così Berlusconi, che dovrà scegliere tra la ricostituzione di un fronte moderato o consegnarsi a Salvini.
Scelte che il segretario del PD dovrà fare anche in vista del congresso del partito nel 2017: in questa ottica va anche letta la messa in discussione del meccanismo delle primarie fatta da Renzi, deciso a nominare lui il suo gruppo dirigente. Per ora il Premier si è messo a studiare i nuovi organigrammi del gruppo della Camera e del partito e i rimpastino dell’esecutivo, per avviare la cd “fase 2”. Capogruppo alla Camera è Ettore Rosato, affiancato da Matteo Mauri, che fa parte della minoranza “buona”. Enzo Amendola prenderà l’incarico di viceministro al Ministero degli affari esteri. Al Governo si dovranno occupare altre due caselle: il posto di viceministro dello sviluppo economico (liberato da De Vincenti attuale sottosegretario alla presidenza del Consiglio), che spetta a Scelta Civica; e il Ministero degli affari regionali, destinato al Nuovo Centro Destra. Possibile anche la nomina di un sottosegretario ad hoc per l’immigrazione.
Su tutti i punti deboli Renzi vuole ripartire con la linea dura, ma non troppo. La riforma della scuola è in un limbo, così come lo scoglio della riforma costituzionale, ferma ormai da diversi mesi. L’inchiesta Mafia Capitale sta creando un nuovo attrito all’interno del PD, con il presidente Orfini che “fa quadrato” intorno al sindaco Marino, e il Premier che sta pensando già al cambio della guardia, magari dopo l’estate, per portare Roma alle elezioni il prossimo anno insieme a Milano, Torino e Napoli.
 
 
 
 
DALLE ISTITUZIONI
Senato– S1678 – Delega appalti: approvazione
 
Con 184 voti favorevoli e l’astensione di SEL e Movimento 5 Stelle il Senato ha approvato il ddl delega per il recepimento delle direttive che riordinano la normativa degli appalti. La parola passa ora alla Camera.
Il testo contiene i criteri che Governo dovrà seguire nella redazione, entro il 18 febbraio 2016, di un nuovo Codice degli appalti in linea con le norme europee:
divieto di introdurre, o di mantenere negli atti di recepimento, livelli di regolazione superiori a quelli minimi richiesti dalle direttive europee;
razionalizzazione del quadro normativo in materia di appalti pubblici e di concessioni, finalizzato a un maggior livello di certezza del diritto e di semplificazione dei procedimenti;
trasparenza e pubblicità delle procedure di gara;
riduzione degli oneri documentali a carico dei soggetti partecipanti e la semplificazione delle procedure di verifica da parte delle stazioni appaltanti;
contenimento dei tempi e la piena verificabilità dei flussi finanziari, anche attraverso adeguate forme di centralizzazione delle committenze e di riduzione del numero delle stazioni appaltanti;
razionalizzazione ed estensione delle forme di partenariato pubblico privato;
revisione del sistema vigente di qualificazione degli operatori economici;
razionalizzazione dei metodi di risoluzione delle controversie alternativi al rimedio giurisdizionale, anche in materia di esecuzione del contratto;
miglioramento delle condizioni di accesso, per le piccole e medie imprese e le imprese di nuova costituzione, al mercato degli appalti pubblici e delle concessioni;
individuazione, per le procedure di affidamento, di modalità volte a garantire i livelli minimi di concorrenzialità, trasparenza e parità di trattamento;
trasparenza, nella eventuale partecipazione dei portatori qualificati di interessi, ai processi decisionali finalizzati alla programmazione e all’aggiudicazione di appalti pubblici e concessioni;
divieto di affidamento dei contratti attraverso procedure derogatorie;
sostituzione del criterio del massimo ribasso con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, anche nei servizi ad alta intensità di manodopera;
valorizzazione di esigenze di sostenibilità ambientale e di clausole sociali;
lprevisione di forme di dibattito pubblico nei territori interessati da opere infrastrutturali che hanno impatto sull’ambiente e procedura di acquisizione di consensi tecnici per realizzare un’opera semplice, vincolante e non modificabile;
valorizzazione della fase progettuale e contenimento delle varianti in corso d’opera;
rafforzamento dei poteri di vigilanza e indirizzo dell’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), che elaborerà contratti-tipo e bandi-tipo e istituirà un albo nazionale dei commissari di gara;
istituzione, presso il Ministero delle infrastrutture, di un albo nazionale per il ruolo di responsabile dei lavori;
divieto di attribuire la direzione dei lavori a soggetto collegato con il contraente generale;
obbligo per la stazione appaltante di procedere al pagamento diretto anche su richiesta del subappaltatore;
per gli affidamenti di importo superiore alle soglie comunitarie, livello di aggregazione almeno regionale o di provincia autonoma e, per gli affidamenti di importo superiore a 100.000 euro e inferiore alle soglie comunitarie, aggiudicati dai comuni, livelli di aggregazione subprovinciali;
in relazione agli appalti assegnati, obbligo del ricorso a conti dedicati per regolare i flussi dei pagamenti verso tutti i prestatori d’opera;
previsione di un sistema amministrativo di penalità e premialità, sotto la direzione dell’ANAC, per la denuncia obbligatoria delle richieste estorsive e corruttive;
per l’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura e di tutti i servizi di natura tecnica, esclusione del solo criterio del prezzo o del costo per l’affidamento dei servizi di natura tecnica;
possibilità per i partecipanti alle gare di utilizzare il documento di gara unico europeo o analogo documento predisposto dal Ministero delle infrastrutture;
riduzione del costo delle procedure arbitrali;
verifiche effettive della stazione appaltante sull’esecuzione delle prestazioni.
 
Ddl appalti: commenti
 
FONDAZIONE INARCASSA: “Accogliamo con grande soddisfazione l’approvazione da parte del Senato della delega per la riforma del codice degli appalti. Il testo, licenziato in prima lettura, accoglie infatti molte delle osservazioni che la Fondazione ha indicato come priorità nel corso dell’audizione in Commissione Lavori Pubblici, tra cui il miglioramento delle condizioni di accesso al mercato dei servizi di architettura e di ingegneria ai giovani professionisti, la radicale limitazione all’appalto integrato, il riferimento alla promozione della qualità architettonica e a quella tecnica.”
 
Con queste parole, Andrea Tomasi, Presidente di Fondazione Inarcassa, commenta l’approvazione del provvedimento a Palazzo Madama.
“Il nostro plauso – continua Tomasi – va, in particolare, alle nuove regole in materia di progettazione che, promuovendo la qualità architettonica e tecnico-funzionale, restituiscono centralità alla fase progettuale, e decretano lo stop all’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura e di tutti i servizi di natura tecnica con il criterio del prezzo più basso o massimo ribasso d’asta.
In questo la categoria si vede finalmente riconoscere appieno la propria professionalità e il proprio lavoro come prodotto di natura intellettuale. La Commissione Lavori pubblici, presieduta dal Presidente Matteoli, e in particolare il Senatore Esposito, relatore del provvedimento, hanno condotto in maniera esemplare il dialogo con tutti gli stakeholders del mercato, ascoltandoli con decine di audizioni e riuscendo a contemperare le diverse esigenze nell’interesse generale. Ci auguriamo che il metodo di lavoro possa rimanere lo stesso anche per la seconda lettura a Montecitorio e in fase di attuazione della delega. Auspichiamo, infine, che Parlamento e Governo possano al più presto – magari già nelle successive fasi dell’iter legislativo – intervenire dividendo in maniera netta i compiti dei dipendenti pubblici e quelli di libero professionisti e società di ingegneria, tema questo cruciale purtroppo ancora irrisolto per l’eliminazione della confusione dei ruoli tra controllato e controllore.”
 
ANCE: “Siamo soddisfatti che molte nostre proposte siano state accolte nel testo di legge, approvato oggi al Senato in prima lettura. In particolare penso al divieto di derogare alle regole ordinarie, una battaglia che l’Ance porta avanti con convinzione da anni”, commenta il Presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti. Positiva anche la creazione di un albo nazionale obbligatorio dei commissari di gara presso l’Anac e il divieto di accorpamento artificioso dei lavori per consentire un equo accesso alle imprese.
Restano però alcune perplessità che “speriamo vengano chiarite nel corso dell’iter parlamentare” aggiunge Buzzetti, che spiega: “attenzione a non penalizzare le nostre imprese, nel confronto con i concorrenti europei, per esempio con limiti eccessivi alla capacità di progettare ed eseguire”. Inoltre, secondo Buzzetti, va ripristinato un rapporto equilibrato tra l’impresa e l’amministrazione. “Proprio il nuovo codice sarà tema di discussione domani a Napoli in un incontro con il Ministro Delrio e il Presidente Anac Cantone – conclude Buzzetti – perché negli anni abbiamo perso la capacità di realizzare le opere utili per il Paese e ora è il momento di ripartire.”
 
Architetti: Svolta nei Lavori Pubblici all’insegna della trasparenza, rispetto delle regole e della libera concorrenza”. E’ il primo commento del Consiglio nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori dopo l’approvazione da parte del Senato della legge delega sul Codice degli Appalti. “Diamo atto al senatore Stefano Esposito, relatore del ddl Delega presso la commissione Lavori Pubblici del Senato e al viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Riccardo Nencini di aver recepito le proposte degli architetti italiani che da tempo si battono per riportare i lavori pubblici al rispetto di quei principi di semplificazione, legalità  e certezza nella esecuzione fino ad oggi  perduti a causa di norme spesso sbagliate.” “Come ha sottolineato il senatore Luigi Zanda, questo provvedimento rafforza il processo di coesione politica dell’Europa e ci avvicina ancora di più ai grandi paesi del Continente. Ma non solo: per il nostro Paese è un segnale fortissimo. Con il  principio che nelle gare si vince sulla base di criteri di qualità del progetto, avremo finalmente  buone architetture pubbliche, realizzate bene e al giusto costo, e avremo anche inferto un colpo molto serio alle mafie, che sugli appalti pubblici hanno costruito le fondamenta della loro economia illegale. Avremmo anche finalmente la possibilità di assicurare ai cittadini italiani opere utili e belle”
 
Sindacati: “Esprimiamo grande soddisfazione perché al Senato è stato approvato il testo di legge delega su appalti e concessioni, che ha confermato  quanto presentato in Aula dai Relatori dall’VIII Commissione, a cui va il nostro ringraziamento. Il provvedimento, infatti, è il frutto di un lungo e articolato confronto tra sindacato e vari livelli istituzionali e politici”. E’ quanto dichiarano i segretari confederali di Cgil, Cisl, Uil,  Franco Martini, Luigi Sbarra, Tiziana Bocchi. “Cgil, Cisl e Uil – proseguono i dirigenti sindacali – auspicano ora che tale metodo prosegua anche alla Camera e che il testo venga confermato e rafforzato nei suoi contenuti. Si tratta, infatti, di un provvedimento che può far fare un deciso passo avanti verso la legalità e verso la maggior tutela dei lavoratori impegnati in un settore nel quale – come tanti fatti di cronaca ci hanno mostrato – la corruzione e la mancanza di regole precise ha portato a gravi distorsioni e irregolarità. Inoltre, valutiamo positivamente  anche la riduzione delle stazioni appaltanti, così come le misure ivi contenute volte a favorire una maggiore trasparenza nelle pratiche di subappalto”. “Il Paese ha bisogno di autentiche riforme per tornare a crescere, per sconfiggere il malaffare e per dare servizi veramente efficienti ai cittadini”. Conlcudono Martini, Sbarra, Bocchi.
 
 
Appalti: dimensioni del ricorso e degli altri atti difensivi
Con il decreto n. 40 del 25 maggio 2015, il Presidente del Consiglio di Stato ha dettato specifici limiti dimensionali per i ricorsi e gli altri atti difensivi in materia di appalti pubblici.
L’atto introduttivo, il ricorso incidentale, i motivi aggiunti, gli atti di impugnazione della pronuncia di primo grado, l’atto di costituzione e ogni altro atto difensivo per cui non sia diversamente disposto, dovranno essere contenuti entro il limite massimo di 30 pagine.
Se la controversia presenta questioni tecniche, giuridiche o di fatto particolarmente complesse ovvero attiene ad interessi di particolare rilievo, anche economico, il suddetto limite massimo di pagine è elevato a 50.
grado o di impugnazione inizi a decorrere trascorsi trenta giorni dalla pubblicazione del Il decreto si applica alle controversie il cui termine di proposizione del ricorso di primo decreto medesimo sulla Gazzetta Ufficiale. (GU n. 128 del 5.6.2015)
 
Bando efficienza energetica
Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.134 del 12 giugno 2015, il Decreto ministeriale 24 aprile 2015 che mette a disposizione 120 milioni di euro a valere sul POI “Energie rinnovabili ed efficienza energetica” FESR 2007/2013, destinati alle imprese di qualsiasi dimensione con unità produttive localizzate nei territori delle regioni Calabria, Campania, Puglia e Sicilia che vogliono realizzare investimenti nel settore dell’efficienza energetica.
I progetti finanziabili, analogamente a quanto previsto nel bando precedente, consistono in programmi integrati d’investimento finalizzati alla riduzione e alla razionalizzazione dell’uso dell’energia primaria all’interno di unità produttive esistenti e devono prevedere spese ammissibili non inferiori a euro 30.000,00. La domanda di agevolazioni e la documentazione indicata, firmate digitalmente, devono essere presentate, pena l’invalidità, a partire dalle ore 10.00 del 30 giugno 2015 attraverso un’apposita procedura informatica accessibile dal sito del MiSE. Le imprese possono iniziare la fase di compilazione della domanda e dei relativi allegati a partire dal 22 giugno 2015.
Per eventuali richieste di informazioni e/o di chiarimenti è attiva la casella di posta elettronica:info.bandoefficienzaenergetica@mise.gov.it.
 
CIPE: Linee guida grandi opere
Registrata in data 12 giugno 2015 dalla Corte dei Conti la Delibera 15/2015 del CIPE Linee Guida CCASGO per il monitoraggio finanziario delle grandi opere (MGO).
Protocollo tipo
 
CIPE: Nuovo Manuale utente CUP
Pubblicato il Manuale del Sistema Codice Unico di Progetto (CUP) – utente “Generatore”  – edizione giugno 2015.
 
CIPE: a che punto è la delibera?
Attraverso questa funzionalità del sito è possibile seguire in tempo reale l’iter procedurale delle delibere del CIPE dalla data di seduta del Comitato alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale. Le delibere del CIPE sono provvedimenti di rilevanza economica strategica che, come tali, hanno effetti sulla finanza pubblica. Per questa ragione sono sottoposte ad un complesso iter di perfezionamento che coinvolge diversi attori istituzionali.
 
Agenzia Demanio: rigenerazione del patrimonio immobiliare pubblico
L’Agenzia del Demanio è intervenuta alla conferenza “Opportunità per lo sviluppo socio-economico dei territori” organizzata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per gli Affari regionali, le Autonomie e lo Sport (DARAS), che si è tenuta al Politecnico di Bari, per presentare lo Studio-Linee Guida “Strategie e strumenti per la valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico”.
Lo studio, che è stato realizzato dal DARAS in stretta collaborazione con l’Agenzia del Demanio, fornisce un quadro completo dei metodi e degli strumenti legislativi in vigore per incrementare il valore economico, finanziario e sociale degli immobili pubblici e per innescare politiche efficaci di rigenerazione urbana.
Studio EPAS sulla valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico 2015
 
Agenzia Demanio: valorizzazione fari – consultazione
Undici fari italiani da valorizzare partendo da un’idea imprenditoriale innovativa e sostenibile, che sappia conciliare le esigenze di recupero del patrimonio, tutela ambientale e sviluppo economico dei territori. Questa è Valore Paese – Fari, l’iniziativa promossa dall’Agenzia del Demanio che coinvolge i beni dello Stato localizzati in Sicilia, Calabria, Campania, Puglia e Toscana.
La prima fase di Valore Paese Fari prevede una consultazione pubblica online, destinata a chiunque abbia idee e proposte: pubbliche amministrazioni, cittadini, associazioni, operatori di mercato, imprenditori interessati e possibili futuri concessionari. Aperta fino al 10 agosto 2015, la consultazione pubblica punta a informare, raccogliere idee, proposte, suggerimenti e a verificare l’interesse da parte del territorio e del mercato.
Al termine della consultazione, saranno analizzate le risposte ricevute e sarà pubblicato un rapporto conclusivo che permetterà di delineare gli scenari di valorizzazione da proporre nei bandi di gara in programma per l’autunno 2015. I bandi per la concessione dei fari, fino a 50 anni, saranno aggiudicati sulla base della miglior proposta, sia in termini di progetto imprenditoriale che di sostenibilità economico-finanziaria
Per maggiori informazioni sui Fari e la Consultazione Pubblica clicca qui
 
 
DALLA RETE
 
CNI: servizi di ingegneria in ripresa
Solidi segnali di ripresa per i bandi per i servizi di ingegneria. Il primo trimestre del 2015 conferma l’inversione di tendenza già registrata nel 2014. Le stazioni appaltanti, infatti, hanno pubblicato bandi per un importo a base d’asta complessivo superiore al miliardo e cento milioni di euro, contro i 968 milioni di euro del primo trimestre del 2014, periodo in cui si è registrato il valore più basso degli ultimi anni. I segnali positivi valgono a maggior ragione per i servizi di ingegneria: nei primi tre mesi dell’anno in corso l’incremento è del 48,5%.
E’ quanto emerge dalla consueta analisi effettuata dal Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri. Il documento mostra anche come molti adempimenti normativi stabiliti dalla Determinazione Anac il 25 febbraio 2015 vengano ampiamente disattesi, in particolare il cosiddetto “decreto parametri”.
Per fare un esempio, nei primi tre mesi del 2015 solo il 45,2% dei bandi di gara per servizi di ingegneria indicava chiaramente il DM.143/2013 quale norma di riferimento per il calcolo del corrispettivo posto a base di gara. Circa la metà dei bandi (49,3%), poi, non chiariva la modalità di calcolo, mentre il restante 5,5% ha fatto erroneamente riferimento ad altre norme previgenti (tariffe del DM 4/4/2001 in primis). Diverse anomalie si registrano anche sul terreno dei requisiti richiesti ai partecipanti, sia in termini di fatturato che di personale tecnico richiesto.
Il documento mostra come, sebbene i liberi professionisti si siano aggiudicati nel primo trimestre del 2015 oltre il 71,4% delle gare, a queste corrisponde solo il 27,5% degli importi, avendo potuto accedere solo alle gare di minore entità. L’importo medio di aggiudicazione delle gare loro affidate si aggira, infatti, intorno ai 35mila euro, contro i circa 250mila euro delle gare affidate alle società o ai raggruppamenti tra società e liberi professionisti.
Tutte le gare, comunque, seguitano ad essere aggiudicate con ribassi molto consistenti che arrivano anche al 62,4%. Il valore medio dei ribassi per i servizi di ingegneria senza esecuzione è pari al 32,1%, mentre quello relativo alle gare in cui è prevista anche l’esecuzione dei lavori è pari al 21,9% e nel settore ITC scende all’11,8%. Inoltre, la norma che obbliga le stazioni appaltanti ad utilizzare unicamente il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa per l’affidamento degli incarichi per importi superiori ai 100mila euro viene ampiamente disattesa. Nel trimestre in esame, il 15% dei bandi, con importo a base d’asta superiore ai 100mila euro, non segue la normativa, indicando come criterio di selezione delle offerte quello del prezzo più basso.
“A fronte di segnali certamente positivi evidenziati dal nostro rapporto – ha commentato Luigi Ronsivalle, Presidente del Centro Studi CNI – si deve rimarcare come ancora vengano disattesi, da parte di molte, troppe stazioni appaltanti, alcuni adempimenti normativi riguardanti la determinazione del corrispettivo a base di gara e i requisiti richiesti ai partecipanti, in contrasto anche con le recenti determinazioni dell’ANAC”.
“Questo atteggiamento – prosegue Ronsivalle – correlato al persistente ricorso all’aggiudicazione con il criterio del prezzo più basso anziché quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa, dimostra la scarsa considerazione che ancora si ha per la progettazione. La tanto sbandierata ”centralità del progetto” che doveva costituire il cardine di tutto l’impianto normativo del codice degli appalti pubblici, non sembra rappresentare la principale preoccupazione delle stazioni appaltanti. Ribassi eccessivi, criteri di aggiudicazione non sempre idonei ad assicurare un adeguato rapporto qualità/prezzo, l’esclusione, di fatto, dei liberi professionisti dalle gare di maggiore entità, non portano a favorire quella qualità del progetto che dovrebbe garantire un iter di realizzazione dell’opera pubblica privo, o quasi, di imprevisti e di varianti in corso d’opera”.
“Tutto ciò – conclude Ronsivalle – rappresenta una concausa non irrilevante della pessima situazione delle opere pubbliche del nostro Paese dove si registrano spesso sprechi, ritardi, opere incompiute, opere di dubbia utilità, costi eccessivi, talvolta persino raddoppiati rispetto a quelli previsti. Per metter ordine a tutto ciò occorrerebbe probabilmente qualche revisione del quadro legislativo, ma sarebbero prima di ogni cosa indispensabili la perfetta conoscenza e il rigoroso rispetto delle norme esistenti”.
 
OICE: osservatorio gare. Maggio recupera, ma nei primi cinque mesi del 2015 si registra un -4,15 rispetto al 2014. Comunicato
Il Sole 24 ore, Alessandro Lerbini, Appalti, timidi segnali di ripresa
 
ANAC: Obblighi informativi stazioni appaltanti e controlli a campione
Pubblicato il Comunicato del Presidente del 4 giugno 2015 ‘Obblighi informativi nei confronti dell’Autorità Nazionale Anticorruzione e controlli a campione (art. 9 del decreto legge 12 settembre 2014, n. 133, coordinato con la legge di conversione 11 novembre 2014, n. 164)’.
L’Autorità anticorruzione ha finora individuato una lista di 194 interventi attivati utilizzando le deroghe al codice appalti previste dal decreto Sblocca Italia concesse per interventi caratterizzati dall’estrema urgenza. I 194 appalti sommano un valore a base d’asta di oltre 53,6 milioni di euro, per un valore medio di circa 270mila euro. Gli appalti variano da un minimo di 2.379 euro a un massimo di 4,6 milioni di euro circa.
Su questa lista l’Autorità farà dei controlli a campione, per verificarne la correttezza della procedura, in base a criteri non ancora noti.
 
Invitalia: Grandi Progetti, sito investimenti nel Sud
Fornire informazioni aggiornate sui Grandi Progetti per lo sviluppo del Mezzogiorno promossi con il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR): questo l’obiettivo di Grandi Progetti, il sito realizzato e curato da Invitalia all’interno del “Supporto al processo di attuazione dei Grandi Progetti nell’ambito della programmazione 2007-2013”, finanziato dal PON Governance e Assistenza Tecnica 2007-2013. Il portale raccoglie 58 Grandi Progetti, proposti nel corso del ciclo di programmazione 2007-2013 e localizzati in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna. Un Grande Progetto è un investimento infrastrutturale caratterizzato dalla indivisibilità tecnica ed economica dei lavori, il cui costo complessivo supera i 50 milioni di euro. L’utilizzo di risorse comunitarie per il finanziamento di questi investimenti è subordinato a una specifica approvazione da parte della Commissione Europea.
Scopri il sito “Grandi Progetti”
 
 
ENEA: Efficienza energetica – 4° Rapporto Nazionale
Grazie alle politiche nazionali per l’efficienza energetica l’Italia ha risparmiato 7,55 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti (Mtep) all’anno, pari a oltre 2 miliardi di euro di minori importazioni di gas naturale e petrolio, evitando la produzione di 18 milioni di tonnellate di CO2. Inoltre, grazie al solo meccanismo delle detrazioni fiscali, i cosiddetti ‘ecobonus’, oltre 2 milioni di famiglie hanno investito 22 miliardi di euro per riqualificare energeticamente le proprie abitazioni dal 2007 al 2013, con un indotto di 40 mila occupati in media l’anno. È quanto emerge dal 4° “Rapporto sull’Efficienza Energetica” (RAEE) dell’ENEA, strumento di monitoraggio e valutazione a supporto delle politiche adottate in Italia nell’intero settore .
Rapporto Annuale Efficienza Energetica 2015
Executive Summary
Estratto Capitolo 6 – efficienza energetica nel mercato immobiliare
 
 
Consiglio di Stato: Regioni, no interferenza professionisti iscritti all’albo
Con la sentenza n. 2944 del Consiglio di Stato si impone alle Regioni di non interferire con le attività professionali riservate agli iscritti agli Albi. Depositata il 15 giugno 2015, la sentenza è stata resa a seguito del ricorso congiunto di Agrotecnici e Medici Veterinari.   La vicenda nasce dall’applicazione della Misura 114 “Consulenza Aziendale” del PSR 2007-2013 in tutte le Regioni italiane, molte delle quali hanno imposto regole proprie senza distinguere fra gli iscritti agli Albi e i non iscritti.   Tra queste Regioni anche l’Emilia-Romagna che, nel 2007, aveva approvato una delibera con la quale si obbligavano i liberi professionisti iscritti all’Albo, al pari dei non iscritti, a dimostrare requisiti ulteriori all’iscrizione, come la pregressa esperienza nel settore, l’aggiornamento specifico, etc., per poter operare nell’ambito della Consulenza Aziendale.    Il Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati e la FNOVI (Federazione Nazionale degli Ordini dei Veterinari Italiani), insieme a tutti gli Ordini provinciali dei Veterinari e i Collegi provinciali degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati, hanno quindi impugnato presso il TAR Bologna la Delibera regionale sulla Misura 114, ottenendo la sentenza n. 3474/2008 che accoglie il ricorso ed annulla la deliberazione regionale in materia di consulenza aziendale.   La pronuncia del Consiglio di Stato n. 2944/2015 respinge il ricorso della Regione, confermando pertanto la precedente sentenza del TAR Bologna, favorevole alle tesi sostenute dagli Albi professionali ricorrenti. Nell’esaminare la controversia, il Consiglio di Stato ha sentenziato: “Si configura quindi discriminatoria, indipendentemente dalla tipologia delle prestazioni da rendere, l’imposizione anche al professionista abilitato del biennio di esperienza professionale, unitamente ad un ulteriore percorso formativo, al pari di chi non versa in situazione differenziata perché in possesso del solo titolo di studio per svolgere l’attività di consulenza”. “Va osservato che proprio l’istituzione degli albi professionali è finalizzata a garantire il grado di professionalità e di corredo di cognizioni per l’espletamento di prestazioni e di servizi nelle materie di competenza. L’introduzione di ulteriori condizioni e requisiti viene, quindi, a sovrapporsi e sostituirsi -con scelta a livello di provvedimento amministrativo- al valore abilitante dell’iscrizione”. “Tantomeno la Regione può, con proprie valutazioni di merito volte a dequotare i criteri e le modalità di iscrizione all’albo professionale, sostituirsi al valore abilitante dell’iscrizione stessa agli effetti del titolo allo svolgimento delle attività riservate ai soli soggetti inseriti nell’albo professionale”. (Fonte: Confprofessioni)
 
 
CNCE: Durc on–line, chiarimenti
La Commissione nazionale paritetica per le casse edili fornisce alcuni primi chiarimenti operativi per le Casse Edili alla luce della pubblicazione del D.M. 30 gennaio 2015 che, come noto, ha dato attuazione all’art. 4 dell D.L. n. 34/2014, recante importanti novità in tema di semplificazione del Durc.
Tali chiarimenti, anche alla luce della circolare del Ministero del Lavoro, contenente alcune prime istruzioni e pubblicata nei giorni scorsi, anticipano il documento contenente le Regole per le Casse Edili che sarà a breve approvato dal Comitato della bilateralità.
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Commissione UE: ok a split payment
Via libera della Commissione UE allo “split payment” limitatamente al triennio 2015-2017, non rinnovabile e con l’obbligo dello Stato italiano di presentare uno specifico rapporto sui tempi medi di rimborso dei crediti IVA vantati dalle imprese.
 
ANCE: “Il via libera alla misura sullo split payment concesso da Bruxelles rappresenta un passo indietro rispetto all’attenzione dimostrata negli ultimi anni sul tema della liquidità delle imprese e dei pagamenti della Pubblica Amministrazione”, dichiara il Presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti, a seguito dell’ok della Commissione Europea in merito alla misura introdotta dal Governo italiano, che comporta il pagamento dell’Iva non più alle imprese, ma all’erario che poi dovrà restituirla. “Questo meccanismo non tiene conto dei ritardi stratosferici che ci sono già nei pagamenti della pa e nei rimborsi dell’Iva contro i quali, noi come Ance insieme a tutta la filiera, ci stiamo battendo da tempo“, in questo senso secondo Buzzetti, “lo split payment è una misura anti-Pmi: sottrae risorse dovute alle imprese, pari a 1,3 miliardi di euro all’anno solo nelle costruzioni, danneggiando così ulteriormente un settore già fortemente piegato dalla crisi e dal credit crunch”.
Né, secondo il Presidente Ance, è attraverso questa misura che si potrà conseguire l’obiettivo di combattere l’evasione: “In questo modo si rischia di far pagare il conto della lotta all’evasione alle migliaia di imprese oneste che dovranno aspettare mesi prima di vedersi rimborsare l’importo dovuto”. “Anche la promessa fatta dal Governo di un’accelerazione dei rimborsi IVA, portandoli nell’arco massimo di un semestre, è un risultato tutto ancora da conseguire, dal momento che oggi avvengono anche dopo un anno”, sottolinea il Presidente Buzzetti che chiede al governo un rimborso immediato dell’Iva.”
 
RICORDIAMO CHE NOI PROFESSINISTI, ASSOGGETTATI ALLA RITENUTA D’ACCONTO, SIAMO ESENTATI DALLO SPLIT PAYMENT E QUESTO PER LA POSITIVA AZIONE FATTA DALLA FONDAZIONE IN SEDE DI APPROVAZIONE DELLA LEGGE DI STABILITA’
 
 
 
 
Fisco Oggi: risposta a quesiti
Credito di imposta prima casa
Contribuenti minimi e modello Intra
Spese odontoiatriche sostenute all’estero
Locazione immobile ereditato e bonus 50%
Locazione immobile in comproprietà
730 precompilato non predisposto
Con un ruolo che non lascia dubbi è superfluo l’invito al confronto
Surroga mutuo cointestato

 

Finalmente! L’intervento del Fondo sulle operazioni di microcredito

Inviato da admin il

Dopo tanto parlare di equiparazione alle piccole-medio imprese ecco finalmente un concreto supporto rivolto alla categoria dei giovani professionisti.
I soggetti beneficiari che possono ottenere la garanzia sono esclusivamente le imprese già costituite o i professionisti già titolari di partita IVA, in entrambi i casi da non più di 5 anni. Professionisti e imprese non possono avere più di 5 dipendenti, ovvero 10 nel caso di Società di persone, SRL semplificate, cooperative. Ulteriori limitazioni riguardano l’attivo patrimoniale (massimo 300.000 euro), i ricavi lordi (fino a 200.000 euro) e livello di indebitamento (non superiore a 100.000 euro).
Per essere ammissibili al Fondo i professionisti, inoltre, devono essere iscritti agli ordini professionali o aderire alle associazioni professionali iscritte nell’elenco tenuto dal Ministero dello sviluppo economico ai sensi della legge 4/2013. Professionisti e imprese devono operare nei settori ammissibili in base alle Disposizioni operative del Fondo.
(Clicca QUI per accedere alla NEWS DEL MINISTERO dello SVILUPPO ECONOMICO  - Direzione Generale per gli Incentivi alle Imprese e saperne di più).

 

Bandi-tipo per appalti di servizi e forniture, il contributo della Fondazione all’AVCP

L’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture, con la determinazione n.4/2012, ha dato una prima attuazione a quanto previsto dall’art.64, comma 4–bis, in coordinato disposto con l’art.46, comma 1-bis, del Codice, fornendo alle stazioni appaltanti le prime indicazioni per la redazione dei bandi di gara in ordine all’individuazione delle cause tassative di esclusione.

Sintesi di monitoraggio legislativo del 19 Giugno 2015

Inviato da admin il
 NOTA POLITICA
I risultati delle elezioni amministrative, da ultimo la vittoria a Venezia, e le nuove inchieste di Mafia Capitale sembrano aver ridato forza a tutte le opposizioni, decise ad incalzare il Governo.
Le amministrative del prossimo anno, con dieci milioni di italiani alle urne, impongono già ora decisioni sugli schieramenti da mettere in campo. Renzi dovrà decidere se continuare con l’idea del “partito della nazione” aprendosi ad un rapporto organico con l centro o guardare a sinistra. Allo stesso modo Alfano dovrà scegliere se costruire un’intesa con il Partito di maggioranza o contribuire alla ricostruzione di un centro destra. Così Berlusconi, che dovrà scegliere tra la ricostituzione di un fronte moderato o consegnarsi a Salvini.
Scelte che il segretario del PD dovrà fare anche in vista del congresso del partito nel 2017: in questa ottica va anche letta la messa in discussione del meccanismo delle primarie fatta da Renzi, deciso a nominare lui il suo gruppo dirigente. Per ora il Premier si è messo a studiare i nuovi organigrammi del gruppo della Camera e del partito e i rimpastino dell’esecutivo, per avviare la cd “fase 2”. Capogruppo alla Camera è Ettore Rosato, affiancato da Matteo Mauri, che fa parte della minoranza “buona”. Enzo Amendola prenderà l’incarico di viceministro al Ministero degli affari esteri. Al Governo si dovranno occupare altre due caselle: il posto di viceministro dello sviluppo economico (liberato da De Vincenti attuale sottosegretario alla presidenza del Consiglio), che spetta a Scelta Civica; e il Ministero degli affari regionali, destinato al Nuovo Centro Destra. Possibile anche la nomina di un sottosegretario ad hoc per l’immigrazione.
Su tutti i punti deboli Renzi vuole ripartire con la linea dura, ma non troppo. La riforma della scuola è in un limbo, così come lo scoglio della riforma costituzionale, ferma ormai da diversi mesi. L’inchiesta Mafia Capitale sta creando un nuovo attrito all’interno del PD, con il presidente Orfini che “fa quadrato” intorno al sindaco Marino, e il Premier che sta pensando già al cambio della guardia, magari dopo l’estate, per portare Roma alle elezioni il prossimo anno insieme a Milano, Torino e Napoli.
 
 
 
 
DALLE ISTITUZIONI
Senato– S1678 – Delega appalti: approvazione
 
Con 184 voti favorevoli e l’astensione di SEL e Movimento 5 Stelle il Senato ha approvato il ddl delega per il recepimento delle direttive che riordinano la normativa degli appalti. La parola passa ora alla Camera.
Il testo contiene i criteri che Governo dovrà seguire nella redazione, entro il 18 febbraio 2016, di un nuovo Codice degli appalti in linea con le norme europee:
divieto di introdurre, o di mantenere negli atti di recepimento, livelli di regolazione superiori a quelli minimi richiesti dalle direttive europee;
razionalizzazione del quadro normativo in materia di appalti pubblici e di concessioni, finalizzato a un maggior livello di certezza del diritto e di semplificazione dei procedimenti;
trasparenza e pubblicità delle procedure di gara;
riduzione degli oneri documentali a carico dei soggetti partecipanti e la semplificazione delle procedure di verifica da parte delle stazioni appaltanti;
contenimento dei tempi e la piena verificabilità dei flussi finanziari, anche attraverso adeguate forme di centralizzazione delle committenze e di riduzione del numero delle stazioni appaltanti;
razionalizzazione ed estensione delle forme di partenariato pubblico privato;
revisione del sistema vigente di qualificazione degli operatori economici;
razionalizzazione dei metodi di risoluzione delle controversie alternativi al rimedio giurisdizionale, anche in materia di esecuzione del contratto;
miglioramento delle condizioni di accesso, per le piccole e medie imprese e le imprese di nuova costituzione, al mercato degli appalti pubblici e delle concessioni;
individuazione, per le procedure di affidamento, di modalità volte a garantire i livelli minimi di concorrenzialità, trasparenza e parità di trattamento;
trasparenza, nella eventuale partecipazione dei portatori qualificati di interessi, ai processi decisionali finalizzati alla programmazione e all’aggiudicazione di appalti pubblici e concessioni;
divieto di affidamento dei contratti attraverso procedure derogatorie;
sostituzione del criterio del massimo ribasso con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, anche nei servizi ad alta intensità di manodopera;
valorizzazione di esigenze di sostenibilità ambientale e di clausole sociali;
lprevisione di forme di dibattito pubblico nei territori interessati da opere infrastrutturali che hanno impatto sull’ambiente e procedura di acquisizione di consensi tecnici per realizzare un’opera semplice, vincolante e non modificabile;
valorizzazione della fase progettuale e contenimento delle varianti in corso d’opera;
rafforzamento dei poteri di vigilanza e indirizzo dell’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), che elaborerà contratti-tipo e bandi-tipo e istituirà un albo nazionale dei commissari di gara;
istituzione, presso il Ministero delle infrastrutture, di un albo nazionale per il ruolo di responsabile dei lavori;
divieto di attribuire la direzione dei lavori a soggetto collegato con il contraente generale;
obbligo per la stazione appaltante di procedere al pagamento diretto anche su richiesta del subappaltatore;
per gli affidamenti di importo superiore alle soglie comunitarie, livello di aggregazione almeno regionale o di provincia autonoma e, per gli affidamenti di importo superiore a 100.000 euro e inferiore alle soglie comunitarie, aggiudicati dai comuni, livelli di aggregazione subprovinciali;
in relazione agli appalti assegnati, obbligo del ricorso a conti dedicati per regolare i flussi dei pagamenti verso tutti i prestatori d’opera;
previsione di un sistema amministrativo di penalità e premialità, sotto la direzione dell’ANAC, per la denuncia obbligatoria delle richieste estorsive e corruttive;
per l’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura e di tutti i servizi di natura tecnica, esclusione del solo criterio del prezzo o del costo per l’affidamento dei servizi di natura tecnica;
possibilità per i partecipanti alle gare di utilizzare il documento di gara unico europeo o analogo documento predisposto dal Ministero delle infrastrutture;
riduzione del costo delle procedure arbitrali;
verifiche effettive della stazione appaltante sull’esecuzione delle prestazioni.
 
Ddl appalti: commenti
 
FONDAZIONE INARCASSA: “Accogliamo con grande soddisfazione l’approvazione da parte del Senato della delega per la riforma del codice degli appalti. Il testo, licenziato in prima lettura, accoglie infatti molte delle osservazioni che la Fondazione ha indicato come priorità nel corso dell’audizione in Commissione Lavori Pubblici, tra cui il miglioramento delle condizioni di accesso al mercato dei servizi di architettura e di ingegneria ai giovani professionisti, la radicale limitazione all’appalto integrato, il riferimento alla promozione della qualità architettonica e a quella tecnica.”
 
Con queste parole, Andrea Tomasi, Presidente di Fondazione Inarcassa, commenta l’approvazione del provvedimento a Palazzo Madama.
“Il nostro plauso – continua Tomasi – va, in particolare, alle nuove regole in materia di progettazione che, promuovendo la qualità architettonica e tecnico-funzionale, restituiscono centralità alla fase progettuale, e decretano lo stop all’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura e di tutti i servizi di natura tecnica con il criterio del prezzo più basso o massimo ribasso d’asta.
In questo la categoria si vede finalmente riconoscere appieno la propria professionalità e il proprio lavoro come prodotto di natura intellettuale. La Commissione Lavori pubblici, presieduta dal Presidente Matteoli, e in particolare il Senatore Esposito, relatore del provvedimento, hanno condotto in maniera esemplare il dialogo con tutti gli stakeholders del mercato, ascoltandoli con decine di audizioni e riuscendo a contemperare le diverse esigenze nell’interesse generale. Ci auguriamo che il metodo di lavoro possa rimanere lo stesso anche per la seconda lettura a Montecitorio e in fase di attuazione della delega. Auspichiamo, infine, che Parlamento e Governo possano al più presto – magari già nelle successive fasi dell’iter legislativo – intervenire dividendo in maniera netta i compiti dei dipendenti pubblici e quelli di libero professionisti e società di ingegneria, tema questo cruciale purtroppo ancora irrisolto per l’eliminazione della confusione dei ruoli tra controllato e controllore.”
 
ANCE: “Siamo soddisfatti che molte nostre proposte siano state accolte nel testo di legge, approvato oggi al Senato in prima lettura. In particolare penso al divieto di derogare alle regole ordinarie, una battaglia che l’Ance porta avanti con convinzione da anni”, commenta il Presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti. Positiva anche la creazione di un albo nazionale obbligatorio dei commissari di gara presso l’Anac e il divieto di accorpamento artificioso dei lavori per consentire un equo accesso alle imprese.
Restano però alcune perplessità che “speriamo vengano chiarite nel corso dell’iter parlamentare” aggiunge Buzzetti, che spiega: “attenzione a non penalizzare le nostre imprese, nel confronto con i concorrenti europei, per esempio con limiti eccessivi alla capacità di progettare ed eseguire”. Inoltre, secondo Buzzetti, va ripristinato un rapporto equilibrato tra l’impresa e l’amministrazione. “Proprio il nuovo codice sarà tema di discussione domani a Napoli in un incontro con il Ministro Delrio e il Presidente Anac Cantone – conclude Buzzetti – perché negli anni abbiamo perso la capacità di realizzare le opere utili per il Paese e ora è il momento di ripartire.”
 
Architetti: Svolta nei Lavori Pubblici all’insegna della trasparenza, rispetto delle regole e della libera concorrenza”. E’ il primo commento del Consiglio nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori dopo l’approvazione da parte del Senato della legge delega sul Codice degli Appalti. “Diamo atto al senatore Stefano Esposito, relatore del ddl Delega presso la commissione Lavori Pubblici del Senato e al viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Riccardo Nencini di aver recepito le proposte degli architetti italiani che da tempo si battono per riportare i lavori pubblici al rispetto di quei principi di semplificazione, legalità  e certezza nella esecuzione fino ad oggi  perduti a causa di norme spesso sbagliate.” “Come ha sottolineato il senatore Luigi Zanda, questo provvedimento rafforza il processo di coesione politica dell’Europa e ci avvicina ancora di più ai grandi paesi del Continente. Ma non solo: per il nostro Paese è un segnale fortissimo. Con il  principio che nelle gare si vince sulla base di criteri di qualità del progetto, avremo finalmente  buone architetture pubbliche, realizzate bene e al giusto costo, e avremo anche inferto un colpo molto serio alle mafie, che sugli appalti pubblici hanno costruito le fondamenta della loro economia illegale. Avremmo anche finalmente la possibilità di assicurare ai cittadini italiani opere utili e belle”
 
Sindacati: “Esprimiamo grande soddisfazione perché al Senato è stato approvato il testo di legge delega su appalti e concessioni, che ha confermato  quanto presentato in Aula dai Relatori dall’VIII Commissione, a cui va il nostro ringraziamento. Il provvedimento, infatti, è il frutto di un lungo e articolato confronto tra sindacato e vari livelli istituzionali e politici”. E’ quanto dichiarano i segretari confederali di Cgil, Cisl, Uil,  Franco Martini, Luigi Sbarra, Tiziana Bocchi. “Cgil, Cisl e Uil – proseguono i dirigenti sindacali – auspicano ora che tale metodo prosegua anche alla Camera e che il testo venga confermato e rafforzato nei suoi contenuti. Si tratta, infatti, di un provvedimento che può far fare un deciso passo avanti verso la legalità e verso la maggior tutela dei lavoratori impegnati in un settore nel quale – come tanti fatti di cronaca ci hanno mostrato – la corruzione e la mancanza di regole precise ha portato a gravi distorsioni e irregolarità. Inoltre, valutiamo positivamente  anche la riduzione delle stazioni appaltanti, così come le misure ivi contenute volte a favorire una maggiore trasparenza nelle pratiche di subappalto”. “Il Paese ha bisogno di autentiche riforme per tornare a crescere, per sconfiggere il malaffare e per dare servizi veramente efficienti ai cittadini”. Conlcudono Martini, Sbarra, Bocchi.
 
 
Appalti: dimensioni del ricorso e degli altri atti difensivi
Con il decreto n. 40 del 25 maggio 2015, il Presidente del Consiglio di Stato ha dettato specifici limiti dimensionali per i ricorsi e gli altri atti difensivi in materia di appalti pubblici.
L’atto introduttivo, il ricorso incidentale, i motivi aggiunti, gli atti di impugnazione della pronuncia di primo grado, l’atto di costituzione e ogni altro atto difensivo per cui non sia diversamente disposto, dovranno essere contenuti entro il limite massimo di 30 pagine.
Se la controversia presenta questioni tecniche, giuridiche o di fatto particolarmente complesse ovvero attiene ad interessi di particolare rilievo, anche economico, il suddetto limite massimo di pagine è elevato a 50.
grado o di impugnazione inizi a decorrere trascorsi trenta giorni dalla pubblicazione del Il decreto si applica alle controversie il cui termine di proposizione del ricorso di primo decreto medesimo sulla Gazzetta Ufficiale. (GU n. 128 del 5.6.2015)
 
Bando efficienza energetica
Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.134 del 12 giugno 2015, il Decreto ministeriale 24 aprile 2015 che mette a disposizione 120 milioni di euro a valere sul POI “Energie rinnovabili ed efficienza energetica” FESR 2007/2013, destinati alle imprese di qualsiasi dimensione con unità produttive localizzate nei territori delle regioni Calabria, Campania, Puglia e Sicilia che vogliono realizzare investimenti nel settore dell’efficienza energetica.
I progetti finanziabili, analogamente a quanto previsto nel bando precedente, consistono in programmi integrati d’investimento finalizzati alla riduzione e alla razionalizzazione dell’uso dell’energia primaria all’interno di unità produttive esistenti e devono prevedere spese ammissibili non inferiori a euro 30.000,00. La domanda di agevolazioni e la documentazione indicata, firmate digitalmente, devono essere presentate, pena l’invalidità, a partire dalle ore 10.00 del 30 giugno 2015 attraverso un’apposita procedura informatica accessibile dal sito del MiSE. Le imprese possono iniziare la fase di compilazione della domanda e dei relativi allegati a partire dal 22 giugno 2015.
Per eventuali richieste di informazioni e/o di chiarimenti è attiva la casella di posta elettronica:info.bandoefficienzaenergetica@mise.gov.it.
 
CIPE: Linee guida grandi opere
Registrata in data 12 giugno 2015 dalla Corte dei Conti la Delibera 15/2015 del CIPE Linee Guida CCASGO per il monitoraggio finanziario delle grandi opere (MGO).
Protocollo tipo
 
CIPE: Nuovo Manuale utente CUP
Pubblicato il Manuale del Sistema Codice Unico di Progetto (CUP) – utente “Generatore”  – edizione giugno 2015.
 
CIPE: a che punto è la delibera?
Attraverso questa funzionalità del sito è possibile seguire in tempo reale l’iter procedurale delle delibere del CIPE dalla data di seduta del Comitato alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale. Le delibere del CIPE sono provvedimenti di rilevanza economica strategica che, come tali, hanno effetti sulla finanza pubblica. Per questa ragione sono sottoposte ad un complesso iter di perfezionamento che coinvolge diversi attori istituzionali.
 
Agenzia Demanio: rigenerazione del patrimonio immobiliare pubblico
L’Agenzia del Demanio è intervenuta alla conferenza “Opportunità per lo sviluppo socio-economico dei territori” organizzata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per gli Affari regionali, le Autonomie e lo Sport (DARAS), che si è tenuta al Politecnico di Bari, per presentare lo Studio-Linee Guida “Strategie e strumenti per la valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico”.
Lo studio, che è stato realizzato dal DARAS in stretta collaborazione con l’Agenzia del Demanio, fornisce un quadro completo dei metodi e degli strumenti legislativi in vigore per incrementare il valore economico, finanziario e sociale degli immobili pubblici e per innescare politiche efficaci di rigenerazione urbana.
Studio EPAS sulla valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico 2015
 
Agenzia Demanio: valorizzazione fari – consultazione
Undici fari italiani da valorizzare partendo da un’idea imprenditoriale innovativa e sostenibile, che sappia conciliare le esigenze di recupero del patrimonio, tutela ambientale e sviluppo economico dei territori. Questa è Valore Paese – Fari, l’iniziativa promossa dall’Agenzia del Demanio che coinvolge i beni dello Stato localizzati in Sicilia, Calabria, Campania, Puglia e Toscana.
La prima fase di Valore Paese Fari prevede una consultazione pubblica online, destinata a chiunque abbia idee e proposte: pubbliche amministrazioni, cittadini, associazioni, operatori di mercato, imprenditori interessati e possibili futuri concessionari. Aperta fino al 10 agosto 2015, la consultazione pubblica punta a informare, raccogliere idee, proposte, suggerimenti e a verificare l’interesse da parte del territorio e del mercato.
Al termine della consultazione, saranno analizzate le risposte ricevute e sarà pubblicato un rapporto conclusivo che permetterà di delineare gli scenari di valorizzazione da proporre nei bandi di gara in programma per l’autunno 2015. I bandi per la concessione dei fari, fino a 50 anni, saranno aggiudicati sulla base della miglior proposta, sia in termini di progetto imprenditoriale che di sostenibilità economico-finanziaria
Per maggiori informazioni sui Fari e la Consultazione Pubblica clicca qui
 
 
DALLA RETE
 
CNI: servizi di ingegneria in ripresa
Solidi segnali di ripresa per i bandi per i servizi di ingegneria. Il primo trimestre del 2015 conferma l’inversione di tendenza già registrata nel 2014. Le stazioni appaltanti, infatti, hanno pubblicato bandi per un importo a base d’asta complessivo superiore al miliardo e cento milioni di euro, contro i 968 milioni di euro del primo trimestre del 2014, periodo in cui si è registrato il valore più basso degli ultimi anni. I segnali positivi valgono a maggior ragione per i servizi di ingegneria: nei primi tre mesi dell’anno in corso l’incremento è del 48,5%.
E’ quanto emerge dalla consueta analisi effettuata dal Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri. Il documento mostra anche come molti adempimenti normativi stabiliti dalla Determinazione Anac il 25 febbraio 2015 vengano ampiamente disattesi, in particolare il cosiddetto “decreto parametri”.
Per fare un esempio, nei primi tre mesi del 2015 solo il 45,2% dei bandi di gara per servizi di ingegneria indicava chiaramente il DM.143/2013 quale norma di riferimento per il calcolo del corrispettivo posto a base di gara. Circa la metà dei bandi (49,3%), poi, non chiariva la modalità di calcolo, mentre il restante 5,5% ha fatto erroneamente riferimento ad altre norme previgenti (tariffe del DM 4/4/2001 in primis). Diverse anomalie si registrano anche sul terreno dei requisiti richiesti ai partecipanti, sia in termini di fatturato che di personale tecnico richiesto.
Il documento mostra come, sebbene i liberi professionisti si siano aggiudicati nel primo trimestre del 2015 oltre il 71,4% delle gare, a queste corrisponde solo il 27,5% degli importi, avendo potuto accedere solo alle gare di minore entità. L’importo medio di aggiudicazione delle gare loro affidate si aggira, infatti, intorno ai 35mila euro, contro i circa 250mila euro delle gare affidate alle società o ai raggruppamenti tra società e liberi professionisti.
Tutte le gare, comunque, seguitano ad essere aggiudicate con ribassi molto consistenti che arrivano anche al 62,4%. Il valore medio dei ribassi per i servizi di ingegneria senza esecuzione è pari al 32,1%, mentre quello relativo alle gare in cui è prevista anche l’esecuzione dei lavori è pari al 21,9% e nel settore ITC scende all’11,8%. Inoltre, la norma che obbliga le stazioni appaltanti ad utilizzare unicamente il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa per l’affidamento degli incarichi per importi superiori ai 100mila euro viene ampiamente disattesa. Nel trimestre in esame, il 15% dei bandi, con importo a base d’asta superiore ai 100mila euro, non segue la normativa, indicando come criterio di selezione delle offerte quello del prezzo più basso.
“A fronte di segnali certamente positivi evidenziati dal nostro rapporto – ha commentato Luigi Ronsivalle, Presidente del Centro Studi CNI – si deve rimarcare come ancora vengano disattesi, da parte di molte, troppe stazioni appaltanti, alcuni adempimenti normativi riguardanti la determinazione del corrispettivo a base di gara e i requisiti richiesti ai partecipanti, in contrasto anche con le recenti determinazioni dell’ANAC”.
“Questo atteggiamento – prosegue Ronsivalle – correlato al persistente ricorso all’aggiudicazione con il criterio del prezzo più basso anziché quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa, dimostra la scarsa considerazione che ancora si ha per la progettazione. La tanto sbandierata ”centralità del progetto” che doveva costituire il cardine di tutto l’impianto normativo del codice degli appalti pubblici, non sembra rappresentare la principale preoccupazione delle stazioni appaltanti. Ribassi eccessivi, criteri di aggiudicazione non sempre idonei ad assicurare un adeguato rapporto qualità/prezzo, l’esclusione, di fatto, dei liberi professionisti dalle gare di maggiore entità, non portano a favorire quella qualità del progetto che dovrebbe garantire un iter di realizzazione dell’opera pubblica privo, o quasi, di imprevisti e di varianti in corso d’opera”.
“Tutto ciò – conclude Ronsivalle – rappresenta una concausa non irrilevante della pessima situazione delle opere pubbliche del nostro Paese dove si registrano spesso sprechi, ritardi, opere incompiute, opere di dubbia utilità, costi eccessivi, talvolta persino raddoppiati rispetto a quelli previsti. Per metter ordine a tutto ciò occorrerebbe probabilmente qualche revisione del quadro legislativo, ma sarebbero prima di ogni cosa indispensabili la perfetta conoscenza e il rigoroso rispetto delle norme esistenti”.
 
OICE: osservatorio gare. Maggio recupera, ma nei primi cinque mesi del 2015 si registra un -4,15 rispetto al 2014. Comunicato
Il Sole 24 ore, Alessandro Lerbini, Appalti, timidi segnali di ripresa
 
ANAC: Obblighi informativi stazioni appaltanti e controlli a campione
Pubblicato il Comunicato del Presidente del 4 giugno 2015 ‘Obblighi informativi nei confronti dell’Autorità Nazionale Anticorruzione e controlli a campione (art. 9 del decreto legge 12 settembre 2014, n. 133, coordinato con la legge di conversione 11 novembre 2014, n. 164)’.
L’Autorità anticorruzione ha finora individuato una lista di 194 interventi attivati utilizzando le deroghe al codice appalti previste dal decreto Sblocca Italia concesse per interventi caratterizzati dall’estrema urgenza. I 194 appalti sommano un valore a base d’asta di oltre 53,6 milioni di euro, per un valore medio di circa 270mila euro. Gli appalti variano da un minimo di 2.379 euro a un massimo di 4,6 milioni di euro circa.
Su questa lista l’Autorità farà dei controlli a campione, per verificarne la correttezza della procedura, in base a criteri non ancora noti.
 
Invitalia: Grandi Progetti, sito investimenti nel Sud
Fornire informazioni aggiornate sui Grandi Progetti per lo sviluppo del Mezzogiorno promossi con il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR): questo l’obiettivo di Grandi Progetti, il sito realizzato e curato da Invitalia all’interno del “Supporto al processo di attuazione dei Grandi Progetti nell’ambito della programmazione 2007-2013”, finanziato dal PON Governance e Assistenza Tecnica 2007-2013. Il portale raccoglie 58 Grandi Progetti, proposti nel corso del ciclo di programmazione 2007-2013 e localizzati in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna. Un Grande Progetto è un investimento infrastrutturale caratterizzato dalla indivisibilità tecnica ed economica dei lavori, il cui costo complessivo supera i 50 milioni di euro. L’utilizzo di risorse comunitarie per il finanziamento di questi investimenti è subordinato a una specifica approvazione da parte della Commissione Europea.
Scopri il sito “Grandi Progetti”
 
 
ENEA: Efficienza energetica – 4° Rapporto Nazionale
Grazie alle politiche nazionali per l’efficienza energetica l’Italia ha risparmiato 7,55 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti (Mtep) all’anno, pari a oltre 2 miliardi di euro di minori importazioni di gas naturale e petrolio, evitando la produzione di 18 milioni di tonnellate di CO2. Inoltre, grazie al solo meccanismo delle detrazioni fiscali, i cosiddetti ‘ecobonus’, oltre 2 milioni di famiglie hanno investito 22 miliardi di euro per riqualificare energeticamente le proprie abitazioni dal 2007 al 2013, con un indotto di 40 mila occupati in media l’anno. È quanto emerge dal 4° “Rapporto sull’Efficienza Energetica” (RAEE) dell’ENEA, strumento di monitoraggio e valutazione a supporto delle politiche adottate in Italia nell’intero settore .
Rapporto Annuale Efficienza Energetica 2015
Executive Summary
Estratto Capitolo 6 – efficienza energetica nel mercato immobiliare
 
 
Consiglio di Stato: Regioni, no interferenza professionisti iscritti all’albo
Con la sentenza n. 2944 del Consiglio di Stato si impone alle Regioni di non interferire con le attività professionali riservate agli iscritti agli Albi. Depositata il 15 giugno 2015, la sentenza è stata resa a seguito del ricorso congiunto di Agrotecnici e Medici Veterinari.   La vicenda nasce dall’applicazione della Misura 114 “Consulenza Aziendale” del PSR 2007-2013 in tutte le Regioni italiane, molte delle quali hanno imposto regole proprie senza distinguere fra gli iscritti agli Albi e i non iscritti.   Tra queste Regioni anche l’Emilia-Romagna che, nel 2007, aveva approvato una delibera con la quale si obbligavano i liberi professionisti iscritti all’Albo, al pari dei non iscritti, a dimostrare requisiti ulteriori all’iscrizione, come la pregressa esperienza nel settore, l’aggiornamento specifico, etc., per poter operare nell’ambito della Consulenza Aziendale.    Il Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati e la FNOVI (Federazione Nazionale degli Ordini dei Veterinari Italiani), insieme a tutti gli Ordini provinciali dei Veterinari e i Collegi provinciali degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati, hanno quindi impugnato presso il TAR Bologna la Delibera regionale sulla Misura 114, ottenendo la sentenza n. 3474/2008 che accoglie il ricorso ed annulla la deliberazione regionale in materia di consulenza aziendale.   La pronuncia del Consiglio di Stato n. 2944/2015 respinge il ricorso della Regione, confermando pertanto la precedente sentenza del TAR Bologna, favorevole alle tesi sostenute dagli Albi professionali ricorrenti. Nell’esaminare la controversia, il Consiglio di Stato ha sentenziato: “Si configura quindi discriminatoria, indipendentemente dalla tipologia delle prestazioni da rendere, l’imposizione anche al professionista abilitato del biennio di esperienza professionale, unitamente ad un ulteriore percorso formativo, al pari di chi non versa in situazione differenziata perché in possesso del solo titolo di studio per svolgere l’attività di consulenza”. “Va osservato che proprio l’istituzione degli albi professionali è finalizzata a garantire il grado di professionalità e di corredo di cognizioni per l’espletamento di prestazioni e di servizi nelle materie di competenza. L’introduzione di ulteriori condizioni e requisiti viene, quindi, a sovrapporsi e sostituirsi -con scelta a livello di provvedimento amministrativo- al valore abilitante dell’iscrizione”. “Tantomeno la Regione può, con proprie valutazioni di merito volte a dequotare i criteri e le modalità di iscrizione all’albo professionale, sostituirsi al valore abilitante dell’iscrizione stessa agli effetti del titolo allo svolgimento delle attività riservate ai soli soggetti inseriti nell’albo professionale”. (Fonte: Confprofessioni)
 
 
CNCE: Durc on–line, chiarimenti
La Commissione nazionale paritetica per le casse edili fornisce alcuni primi chiarimenti operativi per le Casse Edili alla luce della pubblicazione del D.M. 30 gennaio 2015 che, come noto, ha dato attuazione all’art. 4 dell D.L. n. 34/2014, recante importanti novità in tema di semplificazione del Durc.
Tali chiarimenti, anche alla luce della circolare del Ministero del Lavoro, contenente alcune prime istruzioni e pubblicata nei giorni scorsi, anticipano il documento contenente le Regole per le Casse Edili che sarà a breve approvato dal Comitato della bilateralità.
Leggi tutto
 
 
Commissione UE: ok a split payment
Via libera della Commissione UE allo “split payment” limitatamente al triennio 2015-2017, non rinnovabile e con l’obbligo dello Stato italiano di presentare uno specifico rapporto sui tempi medi di rimborso dei crediti IVA vantati dalle imprese.
 
ANCE: “Il via libera alla misura sullo split payment concesso da Bruxelles rappresenta un passo indietro rispetto all’attenzione dimostrata negli ultimi anni sul tema della liquidità delle imprese e dei pagamenti della Pubblica Amministrazione”, dichiara il Presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti, a seguito dell’ok della Commissione Europea in merito alla misura introdotta dal Governo italiano, che comporta il pagamento dell’Iva non più alle imprese, ma all’erario che poi dovrà restituirla. “Questo meccanismo non tiene conto dei ritardi stratosferici che ci sono già nei pagamenti della pa e nei rimborsi dell’Iva contro i quali, noi come Ance insieme a tutta la filiera, ci stiamo battendo da tempo“, in questo senso secondo Buzzetti, “lo split payment è una misura anti-Pmi: sottrae risorse dovute alle imprese, pari a 1,3 miliardi di euro all’anno solo nelle costruzioni, danneggiando così ulteriormente un settore già fortemente piegato dalla crisi e dal credit crunch”.
Né, secondo il Presidente Ance, è attraverso questa misura che si potrà conseguire l’obiettivo di combattere l’evasione: “In questo modo si rischia di far pagare il conto della lotta all’evasione alle migliaia di imprese oneste che dovranno aspettare mesi prima di vedersi rimborsare l’importo dovuto”. “Anche la promessa fatta dal Governo di un’accelerazione dei rimborsi IVA, portandoli nell’arco massimo di un semestre, è un risultato tutto ancora da conseguire, dal momento che oggi avvengono anche dopo un anno”, sottolinea il Presidente Buzzetti che chiede al governo un rimborso immediato dell’Iva.”
 
RICORDIAMO CHE NOI PROFESSINISTI, ASSOGGETTATI ALLA RITENUTA D’ACCONTO, SIAMO ESENTATI DALLO SPLIT PAYMENT E QUESTO PER LA POSITIVA AZIONE FATTA DALLA FONDAZIONE IN SEDE DI APPROVAZIONE DELLA LEGGE DI STABILITA’
 
 
 
 
Fisco Oggi: risposta a quesiti
Credito di imposta prima casa
Contribuenti minimi e modello Intra
Spese odontoiatriche sostenute all’estero
Locazione immobile ereditato e bonus 50%
Locazione immobile in comproprietà
730 precompilato non predisposto
Con un ruolo che non lascia dubbi è superfluo l’invito al confronto
Surroga mutuo cointestato

Servizio Pronto Europa – Newsletter del 26 Giugno 2015

Inviato da admin il

● 2 Bandi del Programma di Ricerca Europeo HORIZON 2020 – Veicoli Verdi (Sfida: Trasporto Intelligente, Verde e integrato). Scadenza per la presentazione dei progetti di entrambi i bandi: 15 Ottobre 2015.
I due bandi sono i seguenti:
GV-6-2015: Controllo di Trazione con ottimizzazione delle emissioni per Veicoli Pesanti.
Le proposte dovrebbero concentrarsi sui metodi per l’ottimizzazione della propulsione, tenendo in considerazione i requisiti specifici di trasporto. Questo può essere raggiunto utilizzando le informazioni fornite dalla nuova generazione di sistemi di navigazione e di sensori per le emissioni, collegati a Sistemi Di Diagnosi/Misurazione A Bordo in combinazione con sistemi elettronici.
Tipo di progetti da presentare: Azioni di Innovazione (progettazione di prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati). Cofinanziamento UE: 70% a fondo perduto.
GV-8-2015: Migliorare le performance dei veicoli elettrici e la loro integrazione nel sistema e nella rete di trasporto.
Lo scopo è quello di revisionare completamente l’architettura del trasporto elettrico, al fine di ridurne la complessità, il numero delle componenti e delle interconnessioni, migliorando l’efficienza energetica, la funzionalità e la modularità.
Tipo di progetti da presentare: Azioni di Ricerca e Innovazione. Cofinanziamento UE: 100% a fondo perduto.
Il budget totale allocato per questi due bandi ammonta a 30.000.000 euro.
Link: http://ec.europa.eu/research/participants/portal/desktop/en/opportunities/h2020/calls/h2020-gv-2015.html
● Giornata Informativa sul Programma Europeo HORIZON 2020 in materia di “Energia Sicura, Pulita ed Efficiente”, valido per il periodo 2016-2017. Segue: Evento di Incontri Bilaterali sul tema delle Tecnologie Energetiche – 14/16 Settembre 2015 Bruxelles.
Gli eventi hanno come scopo quello di presentare le tematiche specifiche dei bandi in uscita nei prossimi due anni sulla materia della Energia e saranno rivolti ad aziende, università e ricercatori europei. La finalità è quella di creare le opportunità per far incontrare possibili partecipanti ai bandi di interesse, dando loro modo di incontrarsi e creare partenariati, in particolare sulle seguenti tematiche: Efficienza Energetica, Energia a Basse Emissioni Inquinanti, Smart Cities and Communities.
La partecipazione ai due eventi è gratuita, ma è necessaria la registrazione sui siti web ufficiali.
Sarà possibile seguire la Giornata Informativa anche via web.
Links:
- http://ec.europa.eu/research/index.cfm?pg=events&eventcode=0B56FA95-AFE0-D63B-DD0527FE301EC26C
- https://www.b2match.eu/energycall2016
● Ministero dello Sviluppo Economico – Nuovo Bando Efficienza Energetica 2015 per le Imprese situate in Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Presentazione domande a partire dal 30 Giugno 2015 e fino esaurimento delle risorse.
Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.134 del 12 giugno 2015, il decreto che mette a disposizione 120 milioni di euro a valere sul POI “Energie rinnovabili ed efficienza energetica” FESR 2007/2013, al fine di sostenere la crescita e il rilancio competitivo delle imprese. Lo scopo è quello di attuare investimenti utili per un uso più razionale e sostenibile dell’energia all’interno dei processi produttivi. I progetti finanziabili consistono in programmi integrati d’investimento finalizzati alla riduzione e alla razionalizzazione dell’uso dell’energia primaria pari almeno al 10% dei consumi, all’interno di unità produttive esistenti almeno da un anno. Si devono prevedere spese ammissibili non inferiori a 30.000,00 euro. Le agevolazioni sono concesse nelle seguenti forme alternative e con diverse caratteristiche: contributo in conto impianti oppure finanziamento agevolato.
La domanda di agevolazioni e la documentazione indicata devono essere presentate a partire dal 30 giugno 2015 attraverso l’apposita procedura informatica.
Link:
http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/incentivi/energia/bando-efficienza-energetica
● 346 milioni di euro destinati al un Nuovo Programma Regionale UE-Regione Caraibica, valido fino al 2020.
I finanziamenti per i Caraibi annunciati il giorno 11 Giugno 2015 fanno parte di un pacchetto globale di quasi 700 milioni di euro a favore dell’America latina e dei Caraibi, reso pubblico dall’Unione europea in occasione del vertice dei capi di Stato e di governo UE-CELAC (Comunità degli Stati latinoamericani e caraibici).
I fondi destinati alla regione caraibica permetteranno di affrontare le sfide che si pongono nei tre settori prioritari già individuati nella strategia comune relativa al partenariato Caraibi-UE del 2012:
- cooperazione e integrazione economica regionali – 102 milioni di euro;
- cambiamenti climatici, ambiente, gestione delle catastrofi e energia sostenibile – 61,5 milioni di euro (migliorare la resilienza regionale agli effetti dei cambiamenti climatici e delle catastrofi naturali, migliorare la capacità regionale per un uso sostenibile delle risorse naturali, promuovere l’efficienza energetica e le energie rinnovabili);
- criminalità e sicurezza – 44 milioni di euro.
I bandi saranno consultabili nell’ambito della Politica di Sviluppo e di Cooperazione Internazionale dell’UE.
Link: http://europa.eu/rapid/press-release_IP-15-5163_it.htm

 

Incontri web, il terzo appuntamento

Inviato da admin il

Cara/o collega,
dopo aver affrontato nel corso degli appuntamenti precedenti il tema dell’incompatibilità dei pubblici dipendenti nell’attività libero professionale e quello delle procedure di affidamento degli incarichi professionali spesso disattese dalle Amministrazioni e RUP, tratteremo ora il tema legato ai contenuti e alle procedure di gestione del contratto tra libero professionista e Pubblica Amministrazione.
Di questo, parleremo per la seconda volta con l’Avv. Arturo Cancrini di Roma.
CONTENUTI E PROCEDURE DI GESTIONE DEL CONTRATTO TRA LIBERO PROFESSIONISTA E PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Gli appuntamenti:
08 luglio 2015 dalle ore 15.30 alle 17.30
Incontro web e chat con l’Avv. Arturo Cancrini esperto di diritto amministrativo e contrattualistica pubblica.
 
Clicca QUI ed iscriviti all’evento live che si terrà in diretta streaming.
Scrivi all’indirizzo info@fondazionearching.it per partecipare di persona all’evento ( i posti sono limitati e saranno assegnati in ordine di prenotazione) che si svolgerà presso la nostra sede, Sala Convegni A, Pal. A, Via Salaria, 229, Roma. Nel caso di presenza a Roma, presso la sede, è stata presentata al CNAPPC e al CNI richiesta di concessione di n. 2 c.f.p.
 
- dal 9 luglio “ OPEN BLOG”
- 27 luglio 2015 dalle ore 15.00 alle 18.00
intervento del coordinatore per l’approfondimento e discussione dei documenti inviati.
 
Partecipa anche tu, il conoscere bene le regole è fondamentale per difendere i nostri spazi professionali: vale per te e per tutta la nostra categoria. Dobbiamo far comprendere alle Pubbliche Amministrazioni che siamo attenti e preparati conoscitori della specifica materia.
Tutti avranno accesso liberamente alla visualizzazione dell’evento, mentre solo i professionisti iscritti ad Inarcassa che si registreranno all’incontro web, tramite accesso al sito della Fondazione potranno partecipare attivamente alla chat e al successivo Blog. È, quindi, necessario essere registrati.
Se sei già socio della Fondazione sarà sufficiente accedere con Username Inarcassa on line ( IN….) e PSW della Fondazione, altrimenti potrai registrarti all’evento.
N.B.: i professionisti che hanno effettuato la registrazione per i precedenti incontri web potranno accedere utilizzando le credenziali ricevute in precedenza.

 

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