Sintesi di monitoraggio legislativo del 19 Giugno 2015

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NOTA POLITICA
I risultati delle elezioni amministrative, da ultimo la vittoria a Venezia, e le nuove inchieste di Mafia Capitale sembrano aver ridato forza a tutte le opposizioni, decise ad incalzare il Governo.
Le amministrative del prossimo anno, con dieci milioni di italiani alle urne, impongono già ora decisioni sugli schieramenti da mettere in campo. Renzi dovrà decidere se continuare con l’idea del “partito della nazione” aprendosi ad un rapporto organico con l centro o guardare a sinistra. Allo stesso modo Alfano dovrà scegliere se costruire un’intesa con il Partito di maggioranza o contribuire alla ricostruzione di un centro destra. Così Berlusconi, che dovrà scegliere tra la ricostituzione di un fronte moderato o consegnarsi a Salvini.
Scelte che il segretario del PD dovrà fare anche in vista del congresso del partito nel 2017: in questa ottica va anche letta la messa in discussione del meccanismo delle primarie fatta da Renzi, deciso a nominare lui il suo gruppo dirigente. Per ora il Premier si è messo a studiare i nuovi organigrammi del gruppo della Camera e del partito e i rimpastino dell’esecutivo, per avviare la cd “fase 2”. Capogruppo alla Camera è Ettore Rosato, affiancato da Matteo Mauri, che fa parte della minoranza “buona”. Enzo Amendola prenderà l’incarico di viceministro al Ministero degli affari esteri. Al Governo si dovranno occupare altre due caselle: il posto di viceministro dello sviluppo economico (liberato da De Vincenti attuale sottosegretario alla presidenza del Consiglio), che spetta a Scelta Civica; e il Ministero degli affari regionali, destinato al Nuovo Centro Destra. Possibile anche la nomina di un sottosegretario ad hoc per l’immigrazione.
Su tutti i punti deboli Renzi vuole ripartire con la linea dura, ma non troppo. La riforma della scuola è in un limbo, così come lo scoglio della riforma costituzionale, ferma ormai da diversi mesi. L’inchiesta Mafia Capitale sta creando un nuovo attrito all’interno del PD, con il presidente Orfini che “fa quadrato” intorno al sindaco Marino, e il Premier che sta pensando già al cambio della guardia, magari dopo l’estate, per portare Roma alle elezioni il prossimo anno insieme a Milano, Torino e Napoli.
 
 
 
 
DALLE ISTITUZIONI
Senato– S1678 – Delega appalti: approvazione
 
Con 184 voti favorevoli e l’astensione di SEL e Movimento 5 Stelle il Senato ha approvato il ddl delega per il recepimento delle direttive che riordinano la normativa degli appalti. La parola passa ora alla Camera.
Il testo contiene i criteri che Governo dovrà seguire nella redazione, entro il 18 febbraio 2016, di un nuovo Codice degli appalti in linea con le norme europee:
divieto di introdurre, o di mantenere negli atti di recepimento, livelli di regolazione superiori a quelli minimi richiesti dalle direttive europee;
razionalizzazione del quadro normativo in materia di appalti pubblici e di concessioni, finalizzato a un maggior livello di certezza del diritto e di semplificazione dei procedimenti;
trasparenza e pubblicità delle procedure di gara;
riduzione degli oneri documentali a carico dei soggetti partecipanti e la semplificazione delle procedure di verifica da parte delle stazioni appaltanti;
contenimento dei tempi e la piena verificabilità dei flussi finanziari, anche attraverso adeguate forme di centralizzazione delle committenze e di riduzione del numero delle stazioni appaltanti;
razionalizzazione ed estensione delle forme di partenariato pubblico privato;
revisione del sistema vigente di qualificazione degli operatori economici;
razionalizzazione dei metodi di risoluzione delle controversie alternativi al rimedio giurisdizionale, anche in materia di esecuzione del contratto;
miglioramento delle condizioni di accesso, per le piccole e medie imprese e le imprese di nuova costituzione, al mercato degli appalti pubblici e delle concessioni;
individuazione, per le procedure di affidamento, di modalità volte a garantire i livelli minimi di concorrenzialità, trasparenza e parità di trattamento;
trasparenza, nella eventuale partecipazione dei portatori qualificati di interessi, ai processi decisionali finalizzati alla programmazione e all’aggiudicazione di appalti pubblici e concessioni;
divieto di affidamento dei contratti attraverso procedure derogatorie;
sostituzione del criterio del massimo ribasso con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, anche nei servizi ad alta intensità di manodopera;
valorizzazione di esigenze di sostenibilità ambientale e di clausole sociali;
lprevisione di forme di dibattito pubblico nei territori interessati da opere infrastrutturali che hanno impatto sull’ambiente e procedura di acquisizione di consensi tecnici per realizzare un’opera semplice, vincolante e non modificabile;
valorizzazione della fase progettuale e contenimento delle varianti in corso d’opera;
rafforzamento dei poteri di vigilanza e indirizzo dell’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), che elaborerà contratti-tipo e bandi-tipo e istituirà un albo nazionale dei commissari di gara;
istituzione, presso il Ministero delle infrastrutture, di un albo nazionale per il ruolo di responsabile dei lavori;
divieto di attribuire la direzione dei lavori a soggetto collegato con il contraente generale;
obbligo per la stazione appaltante di procedere al pagamento diretto anche su richiesta del subappaltatore;
per gli affidamenti di importo superiore alle soglie comunitarie, livello di aggregazione almeno regionale o di provincia autonoma e, per gli affidamenti di importo superiore a 100.000 euro e inferiore alle soglie comunitarie, aggiudicati dai comuni, livelli di aggregazione subprovinciali;
in relazione agli appalti assegnati, obbligo del ricorso a conti dedicati per regolare i flussi dei pagamenti verso tutti i prestatori d’opera;
previsione di un sistema amministrativo di penalità e premialità, sotto la direzione dell’ANAC, per la denuncia obbligatoria delle richieste estorsive e corruttive;
per l’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura e di tutti i servizi di natura tecnica, esclusione del solo criterio del prezzo o del costo per l’affidamento dei servizi di natura tecnica;
possibilità per i partecipanti alle gare di utilizzare il documento di gara unico europeo o analogo documento predisposto dal Ministero delle infrastrutture;
riduzione del costo delle procedure arbitrali;
verifiche effettive della stazione appaltante sull’esecuzione delle prestazioni.
 
Ddl appalti: commenti
 
FONDAZIONE INARCASSA: “Accogliamo con grande soddisfazione l’approvazione da parte del Senato della delega per la riforma del codice degli appalti. Il testo, licenziato in prima lettura, accoglie infatti molte delle osservazioni che la Fondazione ha indicato come priorità nel corso dell’audizione in Commissione Lavori Pubblici, tra cui il miglioramento delle condizioni di accesso al mercato dei servizi di architettura e di ingegneria ai giovani professionisti, la radicale limitazione all’appalto integrato, il riferimento alla promozione della qualità architettonica e a quella tecnica.”
 
Con queste parole, Andrea Tomasi, Presidente di Fondazione Inarcassa, commenta l’approvazione del provvedimento a Palazzo Madama.
“Il nostro plauso – continua Tomasi – va, in particolare, alle nuove regole in materia di progettazione che, promuovendo la qualità architettonica e tecnico-funzionale, restituiscono centralità alla fase progettuale, e decretano lo stop all’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura e di tutti i servizi di natura tecnica con il criterio del prezzo più basso o massimo ribasso d’asta.
In questo la categoria si vede finalmente riconoscere appieno la propria professionalità e il proprio lavoro come prodotto di natura intellettuale. La Commissione Lavori pubblici, presieduta dal Presidente Matteoli, e in particolare il Senatore Esposito, relatore del provvedimento, hanno condotto in maniera esemplare il dialogo con tutti gli stakeholders del mercato, ascoltandoli con decine di audizioni e riuscendo a contemperare le diverse esigenze nell’interesse generale. Ci auguriamo che il metodo di lavoro possa rimanere lo stesso anche per la seconda lettura a Montecitorio e in fase di attuazione della delega. Auspichiamo, infine, che Parlamento e Governo possano al più presto – magari già nelle successive fasi dell’iter legislativo – intervenire dividendo in maniera netta i compiti dei dipendenti pubblici e quelli di libero professionisti e società di ingegneria, tema questo cruciale purtroppo ancora irrisolto per l’eliminazione della confusione dei ruoli tra controllato e controllore.”
 
ANCE: “Siamo soddisfatti che molte nostre proposte siano state accolte nel testo di legge, approvato oggi al Senato in prima lettura. In particolare penso al divieto di derogare alle regole ordinarie, una battaglia che l’Ance porta avanti con convinzione da anni”, commenta il Presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti. Positiva anche la creazione di un albo nazionale obbligatorio dei commissari di gara presso l’Anac e il divieto di accorpamento artificioso dei lavori per consentire un equo accesso alle imprese.
Restano però alcune perplessità che “speriamo vengano chiarite nel corso dell’iter parlamentare” aggiunge Buzzetti, che spiega: “attenzione a non penalizzare le nostre imprese, nel confronto con i concorrenti europei, per esempio con limiti eccessivi alla capacità di progettare ed eseguire”. Inoltre, secondo Buzzetti, va ripristinato un rapporto equilibrato tra l’impresa e l’amministrazione. “Proprio il nuovo codice sarà tema di discussione domani a Napoli in un incontro con il Ministro Delrio e il Presidente Anac Cantone – conclude Buzzetti – perché negli anni abbiamo perso la capacità di realizzare le opere utili per il Paese e ora è il momento di ripartire.”
 
Architetti: Svolta nei Lavori Pubblici all’insegna della trasparenza, rispetto delle regole e della libera concorrenza”. E’ il primo commento del Consiglio nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori dopo l’approvazione da parte del Senato della legge delega sul Codice degli Appalti. “Diamo atto al senatore Stefano Esposito, relatore del ddl Delega presso la commissione Lavori Pubblici del Senato e al viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Riccardo Nencini di aver recepito le proposte degli architetti italiani che da tempo si battono per riportare i lavori pubblici al rispetto di quei principi di semplificazione, legalità  e certezza nella esecuzione fino ad oggi  perduti a causa di norme spesso sbagliate.” “Come ha sottolineato il senatore Luigi Zanda, questo provvedimento rafforza il processo di coesione politica dell’Europa e ci avvicina ancora di più ai grandi paesi del Continente. Ma non solo: per il nostro Paese è un segnale fortissimo. Con il  principio che nelle gare si vince sulla base di criteri di qualità del progetto, avremo finalmente  buone architetture pubbliche, realizzate bene e al giusto costo, e avremo anche inferto un colpo molto serio alle mafie, che sugli appalti pubblici hanno costruito le fondamenta della loro economia illegale. Avremmo anche finalmente la possibilità di assicurare ai cittadini italiani opere utili e belle”
 
Sindacati: “Esprimiamo grande soddisfazione perché al Senato è stato approvato il testo di legge delega su appalti e concessioni, che ha confermato  quanto presentato in Aula dai Relatori dall’VIII Commissione, a cui va il nostro ringraziamento. Il provvedimento, infatti, è il frutto di un lungo e articolato confronto tra sindacato e vari livelli istituzionali e politici”. E’ quanto dichiarano i segretari confederali di Cgil, Cisl, Uil,  Franco Martini, Luigi Sbarra, Tiziana Bocchi. “Cgil, Cisl e Uil – proseguono i dirigenti sindacali – auspicano ora che tale metodo prosegua anche alla Camera e che il testo venga confermato e rafforzato nei suoi contenuti. Si tratta, infatti, di un provvedimento che può far fare un deciso passo avanti verso la legalità e verso la maggior tutela dei lavoratori impegnati in un settore nel quale – come tanti fatti di cronaca ci hanno mostrato – la corruzione e la mancanza di regole precise ha portato a gravi distorsioni e irregolarità. Inoltre, valutiamo positivamente  anche la riduzione delle stazioni appaltanti, così come le misure ivi contenute volte a favorire una maggiore trasparenza nelle pratiche di subappalto”. “Il Paese ha bisogno di autentiche riforme per tornare a crescere, per sconfiggere il malaffare e per dare servizi veramente efficienti ai cittadini”. Conlcudono Martini, Sbarra, Bocchi.
 
 
Appalti: dimensioni del ricorso e degli altri atti difensivi
Con il decreto n. 40 del 25 maggio 2015, il Presidente del Consiglio di Stato ha dettato specifici limiti dimensionali per i ricorsi e gli altri atti difensivi in materia di appalti pubblici.
L’atto introduttivo, il ricorso incidentale, i motivi aggiunti, gli atti di impugnazione della pronuncia di primo grado, l’atto di costituzione e ogni altro atto difensivo per cui non sia diversamente disposto, dovranno essere contenuti entro il limite massimo di 30 pagine.
Se la controversia presenta questioni tecniche, giuridiche o di fatto particolarmente complesse ovvero attiene ad interessi di particolare rilievo, anche economico, il suddetto limite massimo di pagine è elevato a 50.
grado o di impugnazione inizi a decorrere trascorsi trenta giorni dalla pubblicazione del Il decreto si applica alle controversie il cui termine di proposizione del ricorso di primo decreto medesimo sulla Gazzetta Ufficiale. (GU n. 128 del 5.6.2015)
 
Bando efficienza energetica
Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.134 del 12 giugno 2015, il Decreto ministeriale 24 aprile 2015 che mette a disposizione 120 milioni di euro a valere sul POI “Energie rinnovabili ed efficienza energetica” FESR 2007/2013, destinati alle imprese di qualsiasi dimensione con unità produttive localizzate nei territori delle regioni Calabria, Campania, Puglia e Sicilia che vogliono realizzare investimenti nel settore dell’efficienza energetica.
I progetti finanziabili, analogamente a quanto previsto nel bando precedente, consistono in programmi integrati d’investimento finalizzati alla riduzione e alla razionalizzazione dell’uso dell’energia primaria all’interno di unità produttive esistenti e devono prevedere spese ammissibili non inferiori a euro 30.000,00. La domanda di agevolazioni e la documentazione indicata, firmate digitalmente, devono essere presentate, pena l’invalidità, a partire dalle ore 10.00 del 30 giugno 2015 attraverso un’apposita procedura informatica accessibile dal sito del MiSE. Le imprese possono iniziare la fase di compilazione della domanda e dei relativi allegati a partire dal 22 giugno 2015.
Per eventuali richieste di informazioni e/o di chiarimenti è attiva la casella di posta elettronica:info.bandoefficienzaenergetica@mise.gov.it.
 
CIPE: Linee guida grandi opere
Registrata in data 12 giugno 2015 dalla Corte dei Conti la Delibera 15/2015 del CIPE Linee Guida CCASGO per il monitoraggio finanziario delle grandi opere (MGO).
Protocollo tipo
 
CIPE: Nuovo Manuale utente CUP
Pubblicato il Manuale del Sistema Codice Unico di Progetto (CUP) – utente “Generatore”  – edizione giugno 2015.
 
CIPE: a che punto è la delibera?
Attraverso questa funzionalità del sito è possibile seguire in tempo reale l’iter procedurale delle delibere del CIPE dalla data di seduta del Comitato alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale. Le delibere del CIPE sono provvedimenti di rilevanza economica strategica che, come tali, hanno effetti sulla finanza pubblica. Per questa ragione sono sottoposte ad un complesso iter di perfezionamento che coinvolge diversi attori istituzionali.
 
Agenzia Demanio: rigenerazione del patrimonio immobiliare pubblico
L’Agenzia del Demanio è intervenuta alla conferenza “Opportunità per lo sviluppo socio-economico dei territori” organizzata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per gli Affari regionali, le Autonomie e lo Sport (DARAS), che si è tenuta al Politecnico di Bari, per presentare lo Studio-Linee Guida “Strategie e strumenti per la valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico”.
Lo studio, che è stato realizzato dal DARAS in stretta collaborazione con l’Agenzia del Demanio, fornisce un quadro completo dei metodi e degli strumenti legislativi in vigore per incrementare il valore economico, finanziario e sociale degli immobili pubblici e per innescare politiche efficaci di rigenerazione urbana.
Studio EPAS sulla valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico 2015
 
Agenzia Demanio: valorizzazione fari – consultazione
Undici fari italiani da valorizzare partendo da un’idea imprenditoriale innovativa e sostenibile, che sappia conciliare le esigenze di recupero del patrimonio, tutela ambientale e sviluppo economico dei territori. Questa è Valore Paese – Fari, l’iniziativa promossa dall’Agenzia del Demanio che coinvolge i beni dello Stato localizzati in Sicilia, Calabria, Campania, Puglia e Toscana.
La prima fase di Valore Paese Fari prevede una consultazione pubblica online, destinata a chiunque abbia idee e proposte: pubbliche amministrazioni, cittadini, associazioni, operatori di mercato, imprenditori interessati e possibili futuri concessionari. Aperta fino al 10 agosto 2015, la consultazione pubblica punta a informare, raccogliere idee, proposte, suggerimenti e a verificare l’interesse da parte del territorio e del mercato.
Al termine della consultazione, saranno analizzate le risposte ricevute e sarà pubblicato un rapporto conclusivo che permetterà di delineare gli scenari di valorizzazione da proporre nei bandi di gara in programma per l’autunno 2015. I bandi per la concessione dei fari, fino a 50 anni, saranno aggiudicati sulla base della miglior proposta, sia in termini di progetto imprenditoriale che di sostenibilità economico-finanziaria
Per maggiori informazioni sui Fari e la Consultazione Pubblica clicca qui
 
 
DALLA RETE
 
CNI: servizi di ingegneria in ripresa
Solidi segnali di ripresa per i bandi per i servizi di ingegneria. Il primo trimestre del 2015 conferma l’inversione di tendenza già registrata nel 2014. Le stazioni appaltanti, infatti, hanno pubblicato bandi per un importo a base d’asta complessivo superiore al miliardo e cento milioni di euro, contro i 968 milioni di euro del primo trimestre del 2014, periodo in cui si è registrato il valore più basso degli ultimi anni. I segnali positivi valgono a maggior ragione per i servizi di ingegneria: nei primi tre mesi dell’anno in corso l’incremento è del 48,5%.
E’ quanto emerge dalla consueta analisi effettuata dal Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri. Il documento mostra anche come molti adempimenti normativi stabiliti dalla Determinazione Anac il 25 febbraio 2015 vengano ampiamente disattesi, in particolare il cosiddetto “decreto parametri”.
Per fare un esempio, nei primi tre mesi del 2015 solo il 45,2% dei bandi di gara per servizi di ingegneria indicava chiaramente il DM.143/2013 quale norma di riferimento per il calcolo del corrispettivo posto a base di gara. Circa la metà dei bandi (49,3%), poi, non chiariva la modalità di calcolo, mentre il restante 5,5% ha fatto erroneamente riferimento ad altre norme previgenti (tariffe del DM 4/4/2001 in primis). Diverse anomalie si registrano anche sul terreno dei requisiti richiesti ai partecipanti, sia in termini di fatturato che di personale tecnico richiesto.
Il documento mostra come, sebbene i liberi professionisti si siano aggiudicati nel primo trimestre del 2015 oltre il 71,4% delle gare, a queste corrisponde solo il 27,5% degli importi, avendo potuto accedere solo alle gare di minore entità. L’importo medio di aggiudicazione delle gare loro affidate si aggira, infatti, intorno ai 35mila euro, contro i circa 250mila euro delle gare affidate alle società o ai raggruppamenti tra società e liberi professionisti.
Tutte le gare, comunque, seguitano ad essere aggiudicate con ribassi molto consistenti che arrivano anche al 62,4%. Il valore medio dei ribassi per i servizi di ingegneria senza esecuzione è pari al 32,1%, mentre quello relativo alle gare in cui è prevista anche l’esecuzione dei lavori è pari al 21,9% e nel settore ITC scende all’11,8%. Inoltre, la norma che obbliga le stazioni appaltanti ad utilizzare unicamente il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa per l’affidamento degli incarichi per importi superiori ai 100mila euro viene ampiamente disattesa. Nel trimestre in esame, il 15% dei bandi, con importo a base d’asta superiore ai 100mila euro, non segue la normativa, indicando come criterio di selezione delle offerte quello del prezzo più basso.
“A fronte di segnali certamente positivi evidenziati dal nostro rapporto – ha commentato Luigi Ronsivalle, Presidente del Centro Studi CNI – si deve rimarcare come ancora vengano disattesi, da parte di molte, troppe stazioni appaltanti, alcuni adempimenti normativi riguardanti la determinazione del corrispettivo a base di gara e i requisiti richiesti ai partecipanti, in contrasto anche con le recenti determinazioni dell’ANAC”.
“Questo atteggiamento – prosegue Ronsivalle – correlato al persistente ricorso all’aggiudicazione con il criterio del prezzo più basso anziché quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa, dimostra la scarsa considerazione che ancora si ha per la progettazione. La tanto sbandierata ”centralità del progetto” che doveva costituire il cardine di tutto l’impianto normativo del codice degli appalti pubblici, non sembra rappresentare la principale preoccupazione delle stazioni appaltanti. Ribassi eccessivi, criteri di aggiudicazione non sempre idonei ad assicurare un adeguato rapporto qualità/prezzo, l’esclusione, di fatto, dei liberi professionisti dalle gare di maggiore entità, non portano a favorire quella qualità del progetto che dovrebbe garantire un iter di realizzazione dell’opera pubblica privo, o quasi, di imprevisti e di varianti in corso d’opera”.
“Tutto ciò – conclude Ronsivalle – rappresenta una concausa non irrilevante della pessima situazione delle opere pubbliche del nostro Paese dove si registrano spesso sprechi, ritardi, opere incompiute, opere di dubbia utilità, costi eccessivi, talvolta persino raddoppiati rispetto a quelli previsti. Per metter ordine a tutto ciò occorrerebbe probabilmente qualche revisione del quadro legislativo, ma sarebbero prima di ogni cosa indispensabili la perfetta conoscenza e il rigoroso rispetto delle norme esistenti”.
 
OICE: osservatorio gare. Maggio recupera, ma nei primi cinque mesi del 2015 si registra un -4,15 rispetto al 2014. Comunicato
Il Sole 24 ore, Alessandro Lerbini, Appalti, timidi segnali di ripresa
 
ANAC: Obblighi informativi stazioni appaltanti e controlli a campione
Pubblicato il Comunicato del Presidente del 4 giugno 2015 ‘Obblighi informativi nei confronti dell’Autorità Nazionale Anticorruzione e controlli a campione (art. 9 del decreto legge 12 settembre 2014, n. 133, coordinato con la legge di conversione 11 novembre 2014, n. 164)’.
L’Autorità anticorruzione ha finora individuato una lista di 194 interventi attivati utilizzando le deroghe al codice appalti previste dal decreto Sblocca Italia concesse per interventi caratterizzati dall’estrema urgenza. I 194 appalti sommano un valore a base d’asta di oltre 53,6 milioni di euro, per un valore medio di circa 270mila euro. Gli appalti variano da un minimo di 2.379 euro a un massimo di 4,6 milioni di euro circa.
Su questa lista l’Autorità farà dei controlli a campione, per verificarne la correttezza della procedura, in base a criteri non ancora noti.
 
Invitalia: Grandi Progetti, sito investimenti nel Sud
Fornire informazioni aggiornate sui Grandi Progetti per lo sviluppo del Mezzogiorno promossi con il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR): questo l’obiettivo di Grandi Progetti, il sito realizzato e curato da Invitalia all’interno del “Supporto al processo di attuazione dei Grandi Progetti nell’ambito della programmazione 2007-2013”, finanziato dal PON Governance e Assistenza Tecnica 2007-2013. Il portale raccoglie 58 Grandi Progetti, proposti nel corso del ciclo di programmazione 2007-2013 e localizzati in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna. Un Grande Progetto è un investimento infrastrutturale caratterizzato dalla indivisibilità tecnica ed economica dei lavori, il cui costo complessivo supera i 50 milioni di euro. L’utilizzo di risorse comunitarie per il finanziamento di questi investimenti è subordinato a una specifica approvazione da parte della Commissione Europea.
Scopri il sito “Grandi Progetti”
 
 
ENEA: Efficienza energetica – 4° Rapporto Nazionale
Grazie alle politiche nazionali per l’efficienza energetica l’Italia ha risparmiato 7,55 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti (Mtep) all’anno, pari a oltre 2 miliardi di euro di minori importazioni di gas naturale e petrolio, evitando la produzione di 18 milioni di tonnellate di CO2. Inoltre, grazie al solo meccanismo delle detrazioni fiscali, i cosiddetti ‘ecobonus’, oltre 2 milioni di famiglie hanno investito 22 miliardi di euro per riqualificare energeticamente le proprie abitazioni dal 2007 al 2013, con un indotto di 40 mila occupati in media l’anno. È quanto emerge dal 4° “Rapporto sull’Efficienza Energetica” (RAEE) dell’ENEA, strumento di monitoraggio e valutazione a supporto delle politiche adottate in Italia nell’intero settore .
Rapporto Annuale Efficienza Energetica 2015
Executive Summary
Estratto Capitolo 6 – efficienza energetica nel mercato immobiliare
 
 
Consiglio di Stato: Regioni, no interferenza professionisti iscritti all’albo
Con la sentenza n. 2944 del Consiglio di Stato si impone alle Regioni di non interferire con le attività professionali riservate agli iscritti agli Albi. Depositata il 15 giugno 2015, la sentenza è stata resa a seguito del ricorso congiunto di Agrotecnici e Medici Veterinari.   La vicenda nasce dall’applicazione della Misura 114 “Consulenza Aziendale” del PSR 2007-2013 in tutte le Regioni italiane, molte delle quali hanno imposto regole proprie senza distinguere fra gli iscritti agli Albi e i non iscritti.   Tra queste Regioni anche l’Emilia-Romagna che, nel 2007, aveva approvato una delibera con la quale si obbligavano i liberi professionisti iscritti all’Albo, al pari dei non iscritti, a dimostrare requisiti ulteriori all’iscrizione, come la pregressa esperienza nel settore, l’aggiornamento specifico, etc., per poter operare nell’ambito della Consulenza Aziendale.    Il Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati e la FNOVI (Federazione Nazionale degli Ordini dei Veterinari Italiani), insieme a tutti gli Ordini provinciali dei Veterinari e i Collegi provinciali degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati, hanno quindi impugnato presso il TAR Bologna la Delibera regionale sulla Misura 114, ottenendo la sentenza n. 3474/2008 che accoglie il ricorso ed annulla la deliberazione regionale in materia di consulenza aziendale.   La pronuncia del Consiglio di Stato n. 2944/2015 respinge il ricorso della Regione, confermando pertanto la precedente sentenza del TAR Bologna, favorevole alle tesi sostenute dagli Albi professionali ricorrenti. Nell’esaminare la controversia, il Consiglio di Stato ha sentenziato: “Si configura quindi discriminatoria, indipendentemente dalla tipologia delle prestazioni da rendere, l’imposizione anche al professionista abilitato del biennio di esperienza professionale, unitamente ad un ulteriore percorso formativo, al pari di chi non versa in situazione differenziata perché in possesso del solo titolo di studio per svolgere l’attività di consulenza”. “Va osservato che proprio l’istituzione degli albi professionali è finalizzata a garantire il grado di professionalità e di corredo di cognizioni per l’espletamento di prestazioni e di servizi nelle materie di competenza. L’introduzione di ulteriori condizioni e requisiti viene, quindi, a sovrapporsi e sostituirsi -con scelta a livello di provvedimento amministrativo- al valore abilitante dell’iscrizione”. “Tantomeno la Regione può, con proprie valutazioni di merito volte a dequotare i criteri e le modalità di iscrizione all’albo professionale, sostituirsi al valore abilitante dell’iscrizione stessa agli effetti del titolo allo svolgimento delle attività riservate ai soli soggetti inseriti nell’albo professionale”. (Fonte: Confprofessioni)
 
 
CNCE: Durc on–line, chiarimenti
La Commissione nazionale paritetica per le casse edili fornisce alcuni primi chiarimenti operativi per le Casse Edili alla luce della pubblicazione del D.M. 30 gennaio 2015 che, come noto, ha dato attuazione all’art. 4 dell D.L. n. 34/2014, recante importanti novità in tema di semplificazione del Durc.
Tali chiarimenti, anche alla luce della circolare del Ministero del Lavoro, contenente alcune prime istruzioni e pubblicata nei giorni scorsi, anticipano il documento contenente le Regole per le Casse Edili che sarà a breve approvato dal Comitato della bilateralità.
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Commissione UE: ok a split payment
Via libera della Commissione UE allo “split payment” limitatamente al triennio 2015-2017, non rinnovabile e con l’obbligo dello Stato italiano di presentare uno specifico rapporto sui tempi medi di rimborso dei crediti IVA vantati dalle imprese.
 
ANCE: “Il via libera alla misura sullo split payment concesso da Bruxelles rappresenta un passo indietro rispetto all’attenzione dimostrata negli ultimi anni sul tema della liquidità delle imprese e dei pagamenti della Pubblica Amministrazione”, dichiara il Presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti, a seguito dell’ok della Commissione Europea in merito alla misura introdotta dal Governo italiano, che comporta il pagamento dell’Iva non più alle imprese, ma all’erario che poi dovrà restituirla. “Questo meccanismo non tiene conto dei ritardi stratosferici che ci sono già nei pagamenti della pa e nei rimborsi dell’Iva contro i quali, noi come Ance insieme a tutta la filiera, ci stiamo battendo da tempo“, in questo senso secondo Buzzetti, “lo split payment è una misura anti-Pmi: sottrae risorse dovute alle imprese, pari a 1,3 miliardi di euro all’anno solo nelle costruzioni, danneggiando così ulteriormente un settore già fortemente piegato dalla crisi e dal credit crunch”.
Né, secondo il Presidente Ance, è attraverso questa misura che si potrà conseguire l’obiettivo di combattere l’evasione: “In questo modo si rischia di far pagare il conto della lotta all’evasione alle migliaia di imprese oneste che dovranno aspettare mesi prima di vedersi rimborsare l’importo dovuto”. “Anche la promessa fatta dal Governo di un’accelerazione dei rimborsi IVA, portandoli nell’arco massimo di un semestre, è un risultato tutto ancora da conseguire, dal momento che oggi avvengono anche dopo un anno”, sottolinea il Presidente Buzzetti che chiede al governo un rimborso immediato dell’Iva.”
 
RICORDIAMO CHE NOI PROFESSINISTI, ASSOGGETTATI ALLA RITENUTA D’ACCONTO, SIAMO ESENTATI DALLO SPLIT PAYMENT E QUESTO PER LA POSITIVA AZIONE FATTA DALLA FONDAZIONE IN SEDE DI APPROVAZIONE DELLA LEGGE DI STABILITA’
 
 
 
 
Fisco Oggi: risposta a quesiti
Credito di imposta prima casa
Contribuenti minimi e modello Intra
Spese odontoiatriche sostenute all’estero
Locazione immobile ereditato e bonus 50%
Locazione immobile in comproprietà
730 precompilato non predisposto
Con un ruolo che non lascia dubbi è superfluo l’invito al confronto
Surroga mutuo cointestato

 

Finalmente! L’intervento del Fondo sulle operazioni di microcredito

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Dopo tanto parlare di equiparazione alle piccole-medio imprese ecco finalmente un concreto supporto rivolto alla categoria dei giovani professionisti.
I soggetti beneficiari che possono ottenere la garanzia sono esclusivamente le imprese già costituite o i professionisti già titolari di partita IVA, in entrambi i casi da non più di 5 anni. Professionisti e imprese non possono avere più di 5 dipendenti, ovvero 10 nel caso di Società di persone, SRL semplificate, cooperative. Ulteriori limitazioni riguardano l’attivo patrimoniale (massimo 300.000 euro), i ricavi lordi (fino a 200.000 euro) e livello di indebitamento (non superiore a 100.000 euro).
Per essere ammissibili al Fondo i professionisti, inoltre, devono essere iscritti agli ordini professionali o aderire alle associazioni professionali iscritte nell’elenco tenuto dal Ministero dello sviluppo economico ai sensi della legge 4/2013. Professionisti e imprese devono operare nei settori ammissibili in base alle Disposizioni operative del Fondo.
(Clicca QUI per accedere alla NEWS DEL MINISTERO dello SVILUPPO ECONOMICO  - Direzione Generale per gli Incentivi alle Imprese e saperne di più).

 

Bandi-tipo per appalti di servizi e forniture, il contributo della Fondazione all’AVCP

L’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture, con la determinazione n.4/2012, ha dato una prima attuazione a quanto previsto dall’art.64, comma 4–bis, in coordinato disposto con l’art.46, comma 1-bis, del Codice, fornendo alle stazioni appaltanti le prime indicazioni per la redazione dei bandi di gara in ordine all’individuazione delle cause tassative di esclusione.

Sintesi di monitoraggio legislativo del 19 Giugno 2015

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 NOTA POLITICA
I risultati delle elezioni amministrative, da ultimo la vittoria a Venezia, e le nuove inchieste di Mafia Capitale sembrano aver ridato forza a tutte le opposizioni, decise ad incalzare il Governo.
Le amministrative del prossimo anno, con dieci milioni di italiani alle urne, impongono già ora decisioni sugli schieramenti da mettere in campo. Renzi dovrà decidere se continuare con l’idea del “partito della nazione” aprendosi ad un rapporto organico con l centro o guardare a sinistra. Allo stesso modo Alfano dovrà scegliere se costruire un’intesa con il Partito di maggioranza o contribuire alla ricostruzione di un centro destra. Così Berlusconi, che dovrà scegliere tra la ricostituzione di un fronte moderato o consegnarsi a Salvini.
Scelte che il segretario del PD dovrà fare anche in vista del congresso del partito nel 2017: in questa ottica va anche letta la messa in discussione del meccanismo delle primarie fatta da Renzi, deciso a nominare lui il suo gruppo dirigente. Per ora il Premier si è messo a studiare i nuovi organigrammi del gruppo della Camera e del partito e i rimpastino dell’esecutivo, per avviare la cd “fase 2”. Capogruppo alla Camera è Ettore Rosato, affiancato da Matteo Mauri, che fa parte della minoranza “buona”. Enzo Amendola prenderà l’incarico di viceministro al Ministero degli affari esteri. Al Governo si dovranno occupare altre due caselle: il posto di viceministro dello sviluppo economico (liberato da De Vincenti attuale sottosegretario alla presidenza del Consiglio), che spetta a Scelta Civica; e il Ministero degli affari regionali, destinato al Nuovo Centro Destra. Possibile anche la nomina di un sottosegretario ad hoc per l’immigrazione.
Su tutti i punti deboli Renzi vuole ripartire con la linea dura, ma non troppo. La riforma della scuola è in un limbo, così come lo scoglio della riforma costituzionale, ferma ormai da diversi mesi. L’inchiesta Mafia Capitale sta creando un nuovo attrito all’interno del PD, con il presidente Orfini che “fa quadrato” intorno al sindaco Marino, e il Premier che sta pensando già al cambio della guardia, magari dopo l’estate, per portare Roma alle elezioni il prossimo anno insieme a Milano, Torino e Napoli.
 
 
 
 
DALLE ISTITUZIONI
Senato– S1678 – Delega appalti: approvazione
 
Con 184 voti favorevoli e l’astensione di SEL e Movimento 5 Stelle il Senato ha approvato il ddl delega per il recepimento delle direttive che riordinano la normativa degli appalti. La parola passa ora alla Camera.
Il testo contiene i criteri che Governo dovrà seguire nella redazione, entro il 18 febbraio 2016, di un nuovo Codice degli appalti in linea con le norme europee:
divieto di introdurre, o di mantenere negli atti di recepimento, livelli di regolazione superiori a quelli minimi richiesti dalle direttive europee;
razionalizzazione del quadro normativo in materia di appalti pubblici e di concessioni, finalizzato a un maggior livello di certezza del diritto e di semplificazione dei procedimenti;
trasparenza e pubblicità delle procedure di gara;
riduzione degli oneri documentali a carico dei soggetti partecipanti e la semplificazione delle procedure di verifica da parte delle stazioni appaltanti;
contenimento dei tempi e la piena verificabilità dei flussi finanziari, anche attraverso adeguate forme di centralizzazione delle committenze e di riduzione del numero delle stazioni appaltanti;
razionalizzazione ed estensione delle forme di partenariato pubblico privato;
revisione del sistema vigente di qualificazione degli operatori economici;
razionalizzazione dei metodi di risoluzione delle controversie alternativi al rimedio giurisdizionale, anche in materia di esecuzione del contratto;
miglioramento delle condizioni di accesso, per le piccole e medie imprese e le imprese di nuova costituzione, al mercato degli appalti pubblici e delle concessioni;
individuazione, per le procedure di affidamento, di modalità volte a garantire i livelli minimi di concorrenzialità, trasparenza e parità di trattamento;
trasparenza, nella eventuale partecipazione dei portatori qualificati di interessi, ai processi decisionali finalizzati alla programmazione e all’aggiudicazione di appalti pubblici e concessioni;
divieto di affidamento dei contratti attraverso procedure derogatorie;
sostituzione del criterio del massimo ribasso con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, anche nei servizi ad alta intensità di manodopera;
valorizzazione di esigenze di sostenibilità ambientale e di clausole sociali;
lprevisione di forme di dibattito pubblico nei territori interessati da opere infrastrutturali che hanno impatto sull’ambiente e procedura di acquisizione di consensi tecnici per realizzare un’opera semplice, vincolante e non modificabile;
valorizzazione della fase progettuale e contenimento delle varianti in corso d’opera;
rafforzamento dei poteri di vigilanza e indirizzo dell’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), che elaborerà contratti-tipo e bandi-tipo e istituirà un albo nazionale dei commissari di gara;
istituzione, presso il Ministero delle infrastrutture, di un albo nazionale per il ruolo di responsabile dei lavori;
divieto di attribuire la direzione dei lavori a soggetto collegato con il contraente generale;
obbligo per la stazione appaltante di procedere al pagamento diretto anche su richiesta del subappaltatore;
per gli affidamenti di importo superiore alle soglie comunitarie, livello di aggregazione almeno regionale o di provincia autonoma e, per gli affidamenti di importo superiore a 100.000 euro e inferiore alle soglie comunitarie, aggiudicati dai comuni, livelli di aggregazione subprovinciali;
in relazione agli appalti assegnati, obbligo del ricorso a conti dedicati per regolare i flussi dei pagamenti verso tutti i prestatori d’opera;
previsione di un sistema amministrativo di penalità e premialità, sotto la direzione dell’ANAC, per la denuncia obbligatoria delle richieste estorsive e corruttive;
per l’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura e di tutti i servizi di natura tecnica, esclusione del solo criterio del prezzo o del costo per l’affidamento dei servizi di natura tecnica;
possibilità per i partecipanti alle gare di utilizzare il documento di gara unico europeo o analogo documento predisposto dal Ministero delle infrastrutture;
riduzione del costo delle procedure arbitrali;
verifiche effettive della stazione appaltante sull’esecuzione delle prestazioni.
 
Ddl appalti: commenti
 
FONDAZIONE INARCASSA: “Accogliamo con grande soddisfazione l’approvazione da parte del Senato della delega per la riforma del codice degli appalti. Il testo, licenziato in prima lettura, accoglie infatti molte delle osservazioni che la Fondazione ha indicato come priorità nel corso dell’audizione in Commissione Lavori Pubblici, tra cui il miglioramento delle condizioni di accesso al mercato dei servizi di architettura e di ingegneria ai giovani professionisti, la radicale limitazione all’appalto integrato, il riferimento alla promozione della qualità architettonica e a quella tecnica.”
 
Con queste parole, Andrea Tomasi, Presidente di Fondazione Inarcassa, commenta l’approvazione del provvedimento a Palazzo Madama.
“Il nostro plauso – continua Tomasi – va, in particolare, alle nuove regole in materia di progettazione che, promuovendo la qualità architettonica e tecnico-funzionale, restituiscono centralità alla fase progettuale, e decretano lo stop all’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura e di tutti i servizi di natura tecnica con il criterio del prezzo più basso o massimo ribasso d’asta.
In questo la categoria si vede finalmente riconoscere appieno la propria professionalità e il proprio lavoro come prodotto di natura intellettuale. La Commissione Lavori pubblici, presieduta dal Presidente Matteoli, e in particolare il Senatore Esposito, relatore del provvedimento, hanno condotto in maniera esemplare il dialogo con tutti gli stakeholders del mercato, ascoltandoli con decine di audizioni e riuscendo a contemperare le diverse esigenze nell’interesse generale. Ci auguriamo che il metodo di lavoro possa rimanere lo stesso anche per la seconda lettura a Montecitorio e in fase di attuazione della delega. Auspichiamo, infine, che Parlamento e Governo possano al più presto – magari già nelle successive fasi dell’iter legislativo – intervenire dividendo in maniera netta i compiti dei dipendenti pubblici e quelli di libero professionisti e società di ingegneria, tema questo cruciale purtroppo ancora irrisolto per l’eliminazione della confusione dei ruoli tra controllato e controllore.”
 
ANCE: “Siamo soddisfatti che molte nostre proposte siano state accolte nel testo di legge, approvato oggi al Senato in prima lettura. In particolare penso al divieto di derogare alle regole ordinarie, una battaglia che l’Ance porta avanti con convinzione da anni”, commenta il Presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti. Positiva anche la creazione di un albo nazionale obbligatorio dei commissari di gara presso l’Anac e il divieto di accorpamento artificioso dei lavori per consentire un equo accesso alle imprese.
Restano però alcune perplessità che “speriamo vengano chiarite nel corso dell’iter parlamentare” aggiunge Buzzetti, che spiega: “attenzione a non penalizzare le nostre imprese, nel confronto con i concorrenti europei, per esempio con limiti eccessivi alla capacità di progettare ed eseguire”. Inoltre, secondo Buzzetti, va ripristinato un rapporto equilibrato tra l’impresa e l’amministrazione. “Proprio il nuovo codice sarà tema di discussione domani a Napoli in un incontro con il Ministro Delrio e il Presidente Anac Cantone – conclude Buzzetti – perché negli anni abbiamo perso la capacità di realizzare le opere utili per il Paese e ora è il momento di ripartire.”
 
Architetti: Svolta nei Lavori Pubblici all’insegna della trasparenza, rispetto delle regole e della libera concorrenza”. E’ il primo commento del Consiglio nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori dopo l’approvazione da parte del Senato della legge delega sul Codice degli Appalti. “Diamo atto al senatore Stefano Esposito, relatore del ddl Delega presso la commissione Lavori Pubblici del Senato e al viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Riccardo Nencini di aver recepito le proposte degli architetti italiani che da tempo si battono per riportare i lavori pubblici al rispetto di quei principi di semplificazione, legalità  e certezza nella esecuzione fino ad oggi  perduti a causa di norme spesso sbagliate.” “Come ha sottolineato il senatore Luigi Zanda, questo provvedimento rafforza il processo di coesione politica dell’Europa e ci avvicina ancora di più ai grandi paesi del Continente. Ma non solo: per il nostro Paese è un segnale fortissimo. Con il  principio che nelle gare si vince sulla base di criteri di qualità del progetto, avremo finalmente  buone architetture pubbliche, realizzate bene e al giusto costo, e avremo anche inferto un colpo molto serio alle mafie, che sugli appalti pubblici hanno costruito le fondamenta della loro economia illegale. Avremmo anche finalmente la possibilità di assicurare ai cittadini italiani opere utili e belle”
 
Sindacati: “Esprimiamo grande soddisfazione perché al Senato è stato approvato il testo di legge delega su appalti e concessioni, che ha confermato  quanto presentato in Aula dai Relatori dall’VIII Commissione, a cui va il nostro ringraziamento. Il provvedimento, infatti, è il frutto di un lungo e articolato confronto tra sindacato e vari livelli istituzionali e politici”. E’ quanto dichiarano i segretari confederali di Cgil, Cisl, Uil,  Franco Martini, Luigi Sbarra, Tiziana Bocchi. “Cgil, Cisl e Uil – proseguono i dirigenti sindacali – auspicano ora che tale metodo prosegua anche alla Camera e che il testo venga confermato e rafforzato nei suoi contenuti. Si tratta, infatti, di un provvedimento che può far fare un deciso passo avanti verso la legalità e verso la maggior tutela dei lavoratori impegnati in un settore nel quale – come tanti fatti di cronaca ci hanno mostrato – la corruzione e la mancanza di regole precise ha portato a gravi distorsioni e irregolarità. Inoltre, valutiamo positivamente  anche la riduzione delle stazioni appaltanti, così come le misure ivi contenute volte a favorire una maggiore trasparenza nelle pratiche di subappalto”. “Il Paese ha bisogno di autentiche riforme per tornare a crescere, per sconfiggere il malaffare e per dare servizi veramente efficienti ai cittadini”. Conlcudono Martini, Sbarra, Bocchi.
 
 
Appalti: dimensioni del ricorso e degli altri atti difensivi
Con il decreto n. 40 del 25 maggio 2015, il Presidente del Consiglio di Stato ha dettato specifici limiti dimensionali per i ricorsi e gli altri atti difensivi in materia di appalti pubblici.
L’atto introduttivo, il ricorso incidentale, i motivi aggiunti, gli atti di impugnazione della pronuncia di primo grado, l’atto di costituzione e ogni altro atto difensivo per cui non sia diversamente disposto, dovranno essere contenuti entro il limite massimo di 30 pagine.
Se la controversia presenta questioni tecniche, giuridiche o di fatto particolarmente complesse ovvero attiene ad interessi di particolare rilievo, anche economico, il suddetto limite massimo di pagine è elevato a 50.
grado o di impugnazione inizi a decorrere trascorsi trenta giorni dalla pubblicazione del Il decreto si applica alle controversie il cui termine di proposizione del ricorso di primo decreto medesimo sulla Gazzetta Ufficiale. (GU n. 128 del 5.6.2015)
 
Bando efficienza energetica
Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.134 del 12 giugno 2015, il Decreto ministeriale 24 aprile 2015 che mette a disposizione 120 milioni di euro a valere sul POI “Energie rinnovabili ed efficienza energetica” FESR 2007/2013, destinati alle imprese di qualsiasi dimensione con unità produttive localizzate nei territori delle regioni Calabria, Campania, Puglia e Sicilia che vogliono realizzare investimenti nel settore dell’efficienza energetica.
I progetti finanziabili, analogamente a quanto previsto nel bando precedente, consistono in programmi integrati d’investimento finalizzati alla riduzione e alla razionalizzazione dell’uso dell’energia primaria all’interno di unità produttive esistenti e devono prevedere spese ammissibili non inferiori a euro 30.000,00. La domanda di agevolazioni e la documentazione indicata, firmate digitalmente, devono essere presentate, pena l’invalidità, a partire dalle ore 10.00 del 30 giugno 2015 attraverso un’apposita procedura informatica accessibile dal sito del MiSE. Le imprese possono iniziare la fase di compilazione della domanda e dei relativi allegati a partire dal 22 giugno 2015.
Per eventuali richieste di informazioni e/o di chiarimenti è attiva la casella di posta elettronica:info.bandoefficienzaenergetica@mise.gov.it.
 
CIPE: Linee guida grandi opere
Registrata in data 12 giugno 2015 dalla Corte dei Conti la Delibera 15/2015 del CIPE Linee Guida CCASGO per il monitoraggio finanziario delle grandi opere (MGO).
Protocollo tipo
 
CIPE: Nuovo Manuale utente CUP
Pubblicato il Manuale del Sistema Codice Unico di Progetto (CUP) – utente “Generatore”  – edizione giugno 2015.
 
CIPE: a che punto è la delibera?
Attraverso questa funzionalità del sito è possibile seguire in tempo reale l’iter procedurale delle delibere del CIPE dalla data di seduta del Comitato alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale. Le delibere del CIPE sono provvedimenti di rilevanza economica strategica che, come tali, hanno effetti sulla finanza pubblica. Per questa ragione sono sottoposte ad un complesso iter di perfezionamento che coinvolge diversi attori istituzionali.
 
Agenzia Demanio: rigenerazione del patrimonio immobiliare pubblico
L’Agenzia del Demanio è intervenuta alla conferenza “Opportunità per lo sviluppo socio-economico dei territori” organizzata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per gli Affari regionali, le Autonomie e lo Sport (DARAS), che si è tenuta al Politecnico di Bari, per presentare lo Studio-Linee Guida “Strategie e strumenti per la valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico”.
Lo studio, che è stato realizzato dal DARAS in stretta collaborazione con l’Agenzia del Demanio, fornisce un quadro completo dei metodi e degli strumenti legislativi in vigore per incrementare il valore economico, finanziario e sociale degli immobili pubblici e per innescare politiche efficaci di rigenerazione urbana.
Studio EPAS sulla valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico 2015
 
Agenzia Demanio: valorizzazione fari – consultazione
Undici fari italiani da valorizzare partendo da un’idea imprenditoriale innovativa e sostenibile, che sappia conciliare le esigenze di recupero del patrimonio, tutela ambientale e sviluppo economico dei territori. Questa è Valore Paese – Fari, l’iniziativa promossa dall’Agenzia del Demanio che coinvolge i beni dello Stato localizzati in Sicilia, Calabria, Campania, Puglia e Toscana.
La prima fase di Valore Paese Fari prevede una consultazione pubblica online, destinata a chiunque abbia idee e proposte: pubbliche amministrazioni, cittadini, associazioni, operatori di mercato, imprenditori interessati e possibili futuri concessionari. Aperta fino al 10 agosto 2015, la consultazione pubblica punta a informare, raccogliere idee, proposte, suggerimenti e a verificare l’interesse da parte del territorio e del mercato.
Al termine della consultazione, saranno analizzate le risposte ricevute e sarà pubblicato un rapporto conclusivo che permetterà di delineare gli scenari di valorizzazione da proporre nei bandi di gara in programma per l’autunno 2015. I bandi per la concessione dei fari, fino a 50 anni, saranno aggiudicati sulla base della miglior proposta, sia in termini di progetto imprenditoriale che di sostenibilità economico-finanziaria
Per maggiori informazioni sui Fari e la Consultazione Pubblica clicca qui
 
 
DALLA RETE
 
CNI: servizi di ingegneria in ripresa
Solidi segnali di ripresa per i bandi per i servizi di ingegneria. Il primo trimestre del 2015 conferma l’inversione di tendenza già registrata nel 2014. Le stazioni appaltanti, infatti, hanno pubblicato bandi per un importo a base d’asta complessivo superiore al miliardo e cento milioni di euro, contro i 968 milioni di euro del primo trimestre del 2014, periodo in cui si è registrato il valore più basso degli ultimi anni. I segnali positivi valgono a maggior ragione per i servizi di ingegneria: nei primi tre mesi dell’anno in corso l’incremento è del 48,5%.
E’ quanto emerge dalla consueta analisi effettuata dal Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri. Il documento mostra anche come molti adempimenti normativi stabiliti dalla Determinazione Anac il 25 febbraio 2015 vengano ampiamente disattesi, in particolare il cosiddetto “decreto parametri”.
Per fare un esempio, nei primi tre mesi del 2015 solo il 45,2% dei bandi di gara per servizi di ingegneria indicava chiaramente il DM.143/2013 quale norma di riferimento per il calcolo del corrispettivo posto a base di gara. Circa la metà dei bandi (49,3%), poi, non chiariva la modalità di calcolo, mentre il restante 5,5% ha fatto erroneamente riferimento ad altre norme previgenti (tariffe del DM 4/4/2001 in primis). Diverse anomalie si registrano anche sul terreno dei requisiti richiesti ai partecipanti, sia in termini di fatturato che di personale tecnico richiesto.
Il documento mostra come, sebbene i liberi professionisti si siano aggiudicati nel primo trimestre del 2015 oltre il 71,4% delle gare, a queste corrisponde solo il 27,5% degli importi, avendo potuto accedere solo alle gare di minore entità. L’importo medio di aggiudicazione delle gare loro affidate si aggira, infatti, intorno ai 35mila euro, contro i circa 250mila euro delle gare affidate alle società o ai raggruppamenti tra società e liberi professionisti.
Tutte le gare, comunque, seguitano ad essere aggiudicate con ribassi molto consistenti che arrivano anche al 62,4%. Il valore medio dei ribassi per i servizi di ingegneria senza esecuzione è pari al 32,1%, mentre quello relativo alle gare in cui è prevista anche l’esecuzione dei lavori è pari al 21,9% e nel settore ITC scende all’11,8%. Inoltre, la norma che obbliga le stazioni appaltanti ad utilizzare unicamente il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa per l’affidamento degli incarichi per importi superiori ai 100mila euro viene ampiamente disattesa. Nel trimestre in esame, il 15% dei bandi, con importo a base d’asta superiore ai 100mila euro, non segue la normativa, indicando come criterio di selezione delle offerte quello del prezzo più basso.
“A fronte di segnali certamente positivi evidenziati dal nostro rapporto – ha commentato Luigi Ronsivalle, Presidente del Centro Studi CNI – si deve rimarcare come ancora vengano disattesi, da parte di molte, troppe stazioni appaltanti, alcuni adempimenti normativi riguardanti la determinazione del corrispettivo a base di gara e i requisiti richiesti ai partecipanti, in contrasto anche con le recenti determinazioni dell’ANAC”.
“Questo atteggiamento – prosegue Ronsivalle – correlato al persistente ricorso all’aggiudicazione con il criterio del prezzo più basso anziché quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa, dimostra la scarsa considerazione che ancora si ha per la progettazione. La tanto sbandierata ”centralità del progetto” che doveva costituire il cardine di tutto l’impianto normativo del codice degli appalti pubblici, non sembra rappresentare la principale preoccupazione delle stazioni appaltanti. Ribassi eccessivi, criteri di aggiudicazione non sempre idonei ad assicurare un adeguato rapporto qualità/prezzo, l’esclusione, di fatto, dei liberi professionisti dalle gare di maggiore entità, non portano a favorire quella qualità del progetto che dovrebbe garantire un iter di realizzazione dell’opera pubblica privo, o quasi, di imprevisti e di varianti in corso d’opera”.
“Tutto ciò – conclude Ronsivalle – rappresenta una concausa non irrilevante della pessima situazione delle opere pubbliche del nostro Paese dove si registrano spesso sprechi, ritardi, opere incompiute, opere di dubbia utilità, costi eccessivi, talvolta persino raddoppiati rispetto a quelli previsti. Per metter ordine a tutto ciò occorrerebbe probabilmente qualche revisione del quadro legislativo, ma sarebbero prima di ogni cosa indispensabili la perfetta conoscenza e il rigoroso rispetto delle norme esistenti”.
 
OICE: osservatorio gare. Maggio recupera, ma nei primi cinque mesi del 2015 si registra un -4,15 rispetto al 2014. Comunicato
Il Sole 24 ore, Alessandro Lerbini, Appalti, timidi segnali di ripresa
 
ANAC: Obblighi informativi stazioni appaltanti e controlli a campione
Pubblicato il Comunicato del Presidente del 4 giugno 2015 ‘Obblighi informativi nei confronti dell’Autorità Nazionale Anticorruzione e controlli a campione (art. 9 del decreto legge 12 settembre 2014, n. 133, coordinato con la legge di conversione 11 novembre 2014, n. 164)’.
L’Autorità anticorruzione ha finora individuato una lista di 194 interventi attivati utilizzando le deroghe al codice appalti previste dal decreto Sblocca Italia concesse per interventi caratterizzati dall’estrema urgenza. I 194 appalti sommano un valore a base d’asta di oltre 53,6 milioni di euro, per un valore medio di circa 270mila euro. Gli appalti variano da un minimo di 2.379 euro a un massimo di 4,6 milioni di euro circa.
Su questa lista l’Autorità farà dei controlli a campione, per verificarne la correttezza della procedura, in base a criteri non ancora noti.
 
Invitalia: Grandi Progetti, sito investimenti nel Sud
Fornire informazioni aggiornate sui Grandi Progetti per lo sviluppo del Mezzogiorno promossi con il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR): questo l’obiettivo di Grandi Progetti, il sito realizzato e curato da Invitalia all’interno del “Supporto al processo di attuazione dei Grandi Progetti nell’ambito della programmazione 2007-2013”, finanziato dal PON Governance e Assistenza Tecnica 2007-2013. Il portale raccoglie 58 Grandi Progetti, proposti nel corso del ciclo di programmazione 2007-2013 e localizzati in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna. Un Grande Progetto è un investimento infrastrutturale caratterizzato dalla indivisibilità tecnica ed economica dei lavori, il cui costo complessivo supera i 50 milioni di euro. L’utilizzo di risorse comunitarie per il finanziamento di questi investimenti è subordinato a una specifica approvazione da parte della Commissione Europea.
Scopri il sito “Grandi Progetti”
 
 
ENEA: Efficienza energetica – 4° Rapporto Nazionale
Grazie alle politiche nazionali per l’efficienza energetica l’Italia ha risparmiato 7,55 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti (Mtep) all’anno, pari a oltre 2 miliardi di euro di minori importazioni di gas naturale e petrolio, evitando la produzione di 18 milioni di tonnellate di CO2. Inoltre, grazie al solo meccanismo delle detrazioni fiscali, i cosiddetti ‘ecobonus’, oltre 2 milioni di famiglie hanno investito 22 miliardi di euro per riqualificare energeticamente le proprie abitazioni dal 2007 al 2013, con un indotto di 40 mila occupati in media l’anno. È quanto emerge dal 4° “Rapporto sull’Efficienza Energetica” (RAEE) dell’ENEA, strumento di monitoraggio e valutazione a supporto delle politiche adottate in Italia nell’intero settore .
Rapporto Annuale Efficienza Energetica 2015
Executive Summary
Estratto Capitolo 6 – efficienza energetica nel mercato immobiliare
 
 
Consiglio di Stato: Regioni, no interferenza professionisti iscritti all’albo
Con la sentenza n. 2944 del Consiglio di Stato si impone alle Regioni di non interferire con le attività professionali riservate agli iscritti agli Albi. Depositata il 15 giugno 2015, la sentenza è stata resa a seguito del ricorso congiunto di Agrotecnici e Medici Veterinari.   La vicenda nasce dall’applicazione della Misura 114 “Consulenza Aziendale” del PSR 2007-2013 in tutte le Regioni italiane, molte delle quali hanno imposto regole proprie senza distinguere fra gli iscritti agli Albi e i non iscritti.   Tra queste Regioni anche l’Emilia-Romagna che, nel 2007, aveva approvato una delibera con la quale si obbligavano i liberi professionisti iscritti all’Albo, al pari dei non iscritti, a dimostrare requisiti ulteriori all’iscrizione, come la pregressa esperienza nel settore, l’aggiornamento specifico, etc., per poter operare nell’ambito della Consulenza Aziendale.    Il Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati e la FNOVI (Federazione Nazionale degli Ordini dei Veterinari Italiani), insieme a tutti gli Ordini provinciali dei Veterinari e i Collegi provinciali degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati, hanno quindi impugnato presso il TAR Bologna la Delibera regionale sulla Misura 114, ottenendo la sentenza n. 3474/2008 che accoglie il ricorso ed annulla la deliberazione regionale in materia di consulenza aziendale.   La pronuncia del Consiglio di Stato n. 2944/2015 respinge il ricorso della Regione, confermando pertanto la precedente sentenza del TAR Bologna, favorevole alle tesi sostenute dagli Albi professionali ricorrenti. Nell’esaminare la controversia, il Consiglio di Stato ha sentenziato: “Si configura quindi discriminatoria, indipendentemente dalla tipologia delle prestazioni da rendere, l’imposizione anche al professionista abilitato del biennio di esperienza professionale, unitamente ad un ulteriore percorso formativo, al pari di chi non versa in situazione differenziata perché in possesso del solo titolo di studio per svolgere l’attività di consulenza”. “Va osservato che proprio l’istituzione degli albi professionali è finalizzata a garantire il grado di professionalità e di corredo di cognizioni per l’espletamento di prestazioni e di servizi nelle materie di competenza. L’introduzione di ulteriori condizioni e requisiti viene, quindi, a sovrapporsi e sostituirsi -con scelta a livello di provvedimento amministrativo- al valore abilitante dell’iscrizione”. “Tantomeno la Regione può, con proprie valutazioni di merito volte a dequotare i criteri e le modalità di iscrizione all’albo professionale, sostituirsi al valore abilitante dell’iscrizione stessa agli effetti del titolo allo svolgimento delle attività riservate ai soli soggetti inseriti nell’albo professionale”. (Fonte: Confprofessioni)
 
 
CNCE: Durc on–line, chiarimenti
La Commissione nazionale paritetica per le casse edili fornisce alcuni primi chiarimenti operativi per le Casse Edili alla luce della pubblicazione del D.M. 30 gennaio 2015 che, come noto, ha dato attuazione all’art. 4 dell D.L. n. 34/2014, recante importanti novità in tema di semplificazione del Durc.
Tali chiarimenti, anche alla luce della circolare del Ministero del Lavoro, contenente alcune prime istruzioni e pubblicata nei giorni scorsi, anticipano il documento contenente le Regole per le Casse Edili che sarà a breve approvato dal Comitato della bilateralità.
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Commissione UE: ok a split payment
Via libera della Commissione UE allo “split payment” limitatamente al triennio 2015-2017, non rinnovabile e con l’obbligo dello Stato italiano di presentare uno specifico rapporto sui tempi medi di rimborso dei crediti IVA vantati dalle imprese.
 
ANCE: “Il via libera alla misura sullo split payment concesso da Bruxelles rappresenta un passo indietro rispetto all’attenzione dimostrata negli ultimi anni sul tema della liquidità delle imprese e dei pagamenti della Pubblica Amministrazione”, dichiara il Presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti, a seguito dell’ok della Commissione Europea in merito alla misura introdotta dal Governo italiano, che comporta il pagamento dell’Iva non più alle imprese, ma all’erario che poi dovrà restituirla. “Questo meccanismo non tiene conto dei ritardi stratosferici che ci sono già nei pagamenti della pa e nei rimborsi dell’Iva contro i quali, noi come Ance insieme a tutta la filiera, ci stiamo battendo da tempo“, in questo senso secondo Buzzetti, “lo split payment è una misura anti-Pmi: sottrae risorse dovute alle imprese, pari a 1,3 miliardi di euro all’anno solo nelle costruzioni, danneggiando così ulteriormente un settore già fortemente piegato dalla crisi e dal credit crunch”.
Né, secondo il Presidente Ance, è attraverso questa misura che si potrà conseguire l’obiettivo di combattere l’evasione: “In questo modo si rischia di far pagare il conto della lotta all’evasione alle migliaia di imprese oneste che dovranno aspettare mesi prima di vedersi rimborsare l’importo dovuto”. “Anche la promessa fatta dal Governo di un’accelerazione dei rimborsi IVA, portandoli nell’arco massimo di un semestre, è un risultato tutto ancora da conseguire, dal momento che oggi avvengono anche dopo un anno”, sottolinea il Presidente Buzzetti che chiede al governo un rimborso immediato dell’Iva.”
 
RICORDIAMO CHE NOI PROFESSINISTI, ASSOGGETTATI ALLA RITENUTA D’ACCONTO, SIAMO ESENTATI DALLO SPLIT PAYMENT E QUESTO PER LA POSITIVA AZIONE FATTA DALLA FONDAZIONE IN SEDE DI APPROVAZIONE DELLA LEGGE DI STABILITA’
 
 
 
 
Fisco Oggi: risposta a quesiti
Credito di imposta prima casa
Contribuenti minimi e modello Intra
Spese odontoiatriche sostenute all’estero
Locazione immobile ereditato e bonus 50%
Locazione immobile in comproprietà
730 precompilato non predisposto
Con un ruolo che non lascia dubbi è superfluo l’invito al confronto
Surroga mutuo cointestato

Servizio Pronto Europa – Newsletter del 26 Giugno 2015

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● 2 Bandi del Programma di Ricerca Europeo HORIZON 2020 – Veicoli Verdi (Sfida: Trasporto Intelligente, Verde e integrato). Scadenza per la presentazione dei progetti di entrambi i bandi: 15 Ottobre 2015.
I due bandi sono i seguenti:
GV-6-2015: Controllo di Trazione con ottimizzazione delle emissioni per Veicoli Pesanti.
Le proposte dovrebbero concentrarsi sui metodi per l’ottimizzazione della propulsione, tenendo in considerazione i requisiti specifici di trasporto. Questo può essere raggiunto utilizzando le informazioni fornite dalla nuova generazione di sistemi di navigazione e di sensori per le emissioni, collegati a Sistemi Di Diagnosi/Misurazione A Bordo in combinazione con sistemi elettronici.
Tipo di progetti da presentare: Azioni di Innovazione (progettazione di prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati). Cofinanziamento UE: 70% a fondo perduto.
GV-8-2015: Migliorare le performance dei veicoli elettrici e la loro integrazione nel sistema e nella rete di trasporto.
Lo scopo è quello di revisionare completamente l’architettura del trasporto elettrico, al fine di ridurne la complessità, il numero delle componenti e delle interconnessioni, migliorando l’efficienza energetica, la funzionalità e la modularità.
Tipo di progetti da presentare: Azioni di Ricerca e Innovazione. Cofinanziamento UE: 100% a fondo perduto.
Il budget totale allocato per questi due bandi ammonta a 30.000.000 euro.
Link: http://ec.europa.eu/research/participants/portal/desktop/en/opportunities/h2020/calls/h2020-gv-2015.html
● Giornata Informativa sul Programma Europeo HORIZON 2020 in materia di “Energia Sicura, Pulita ed Efficiente”, valido per il periodo 2016-2017. Segue: Evento di Incontri Bilaterali sul tema delle Tecnologie Energetiche – 14/16 Settembre 2015 Bruxelles.
Gli eventi hanno come scopo quello di presentare le tematiche specifiche dei bandi in uscita nei prossimi due anni sulla materia della Energia e saranno rivolti ad aziende, università e ricercatori europei. La finalità è quella di creare le opportunità per far incontrare possibili partecipanti ai bandi di interesse, dando loro modo di incontrarsi e creare partenariati, in particolare sulle seguenti tematiche: Efficienza Energetica, Energia a Basse Emissioni Inquinanti, Smart Cities and Communities.
La partecipazione ai due eventi è gratuita, ma è necessaria la registrazione sui siti web ufficiali.
Sarà possibile seguire la Giornata Informativa anche via web.
Links:
- http://ec.europa.eu/research/index.cfm?pg=events&eventcode=0B56FA95-AFE0-D63B-DD0527FE301EC26C
- https://www.b2match.eu/energycall2016
● Ministero dello Sviluppo Economico – Nuovo Bando Efficienza Energetica 2015 per le Imprese situate in Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Presentazione domande a partire dal 30 Giugno 2015 e fino esaurimento delle risorse.
Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.134 del 12 giugno 2015, il decreto che mette a disposizione 120 milioni di euro a valere sul POI “Energie rinnovabili ed efficienza energetica” FESR 2007/2013, al fine di sostenere la crescita e il rilancio competitivo delle imprese. Lo scopo è quello di attuare investimenti utili per un uso più razionale e sostenibile dell’energia all’interno dei processi produttivi. I progetti finanziabili consistono in programmi integrati d’investimento finalizzati alla riduzione e alla razionalizzazione dell’uso dell’energia primaria pari almeno al 10% dei consumi, all’interno di unità produttive esistenti almeno da un anno. Si devono prevedere spese ammissibili non inferiori a 30.000,00 euro. Le agevolazioni sono concesse nelle seguenti forme alternative e con diverse caratteristiche: contributo in conto impianti oppure finanziamento agevolato.
La domanda di agevolazioni e la documentazione indicata devono essere presentate a partire dal 30 giugno 2015 attraverso l’apposita procedura informatica.
Link:
http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/incentivi/energia/bando-efficienza-energetica
● 346 milioni di euro destinati al un Nuovo Programma Regionale UE-Regione Caraibica, valido fino al 2020.
I finanziamenti per i Caraibi annunciati il giorno 11 Giugno 2015 fanno parte di un pacchetto globale di quasi 700 milioni di euro a favore dell’America latina e dei Caraibi, reso pubblico dall’Unione europea in occasione del vertice dei capi di Stato e di governo UE-CELAC (Comunità degli Stati latinoamericani e caraibici).
I fondi destinati alla regione caraibica permetteranno di affrontare le sfide che si pongono nei tre settori prioritari già individuati nella strategia comune relativa al partenariato Caraibi-UE del 2012:
- cooperazione e integrazione economica regionali – 102 milioni di euro;
- cambiamenti climatici, ambiente, gestione delle catastrofi e energia sostenibile – 61,5 milioni di euro (migliorare la resilienza regionale agli effetti dei cambiamenti climatici e delle catastrofi naturali, migliorare la capacità regionale per un uso sostenibile delle risorse naturali, promuovere l’efficienza energetica e le energie rinnovabili);
- criminalità e sicurezza – 44 milioni di euro.
I bandi saranno consultabili nell’ambito della Politica di Sviluppo e di Cooperazione Internazionale dell’UE.
Link: http://europa.eu/rapid/press-release_IP-15-5163_it.htm

 

Incontri web, il terzo appuntamento

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Cara/o collega,
dopo aver affrontato nel corso degli appuntamenti precedenti il tema dell’incompatibilità dei pubblici dipendenti nell’attività libero professionale e quello delle procedure di affidamento degli incarichi professionali spesso disattese dalle Amministrazioni e RUP, tratteremo ora il tema legato ai contenuti e alle procedure di gestione del contratto tra libero professionista e Pubblica Amministrazione.
Di questo, parleremo per la seconda volta con l’Avv. Arturo Cancrini di Roma.
CONTENUTI E PROCEDURE DI GESTIONE DEL CONTRATTO TRA LIBERO PROFESSIONISTA E PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Gli appuntamenti:
08 luglio 2015 dalle ore 15.30 alle 17.30
Incontro web e chat con l’Avv. Arturo Cancrini esperto di diritto amministrativo e contrattualistica pubblica.
 
Clicca QUI ed iscriviti all’evento live che si terrà in diretta streaming.
Scrivi all’indirizzo info@fondazionearching.it per partecipare di persona all’evento ( i posti sono limitati e saranno assegnati in ordine di prenotazione) che si svolgerà presso la nostra sede, Sala Convegni A, Pal. A, Via Salaria, 229, Roma. Nel caso di presenza a Roma, presso la sede, è stata presentata al CNAPPC e al CNI richiesta di concessione di n. 2 c.f.p.
 
- dal 9 luglio “ OPEN BLOG”
- 27 luglio 2015 dalle ore 15.00 alle 18.00
intervento del coordinatore per l’approfondimento e discussione dei documenti inviati.
 
Partecipa anche tu, il conoscere bene le regole è fondamentale per difendere i nostri spazi professionali: vale per te e per tutta la nostra categoria. Dobbiamo far comprendere alle Pubbliche Amministrazioni che siamo attenti e preparati conoscitori della specifica materia.
Tutti avranno accesso liberamente alla visualizzazione dell’evento, mentre solo i professionisti iscritti ad Inarcassa che si registreranno all’incontro web, tramite accesso al sito della Fondazione potranno partecipare attivamente alla chat e al successivo Blog. È, quindi, necessario essere registrati.
Se sei già socio della Fondazione sarà sufficiente accedere con Username Inarcassa on line ( IN….) e PSW della Fondazione, altrimenti potrai registrarti all’evento.
N.B.: i professionisti che hanno effettuato la registrazione per i precedenti incontri web potranno accedere utilizzando le credenziali ricevute in precedenza.

 

Sintesi di monitoraggio legislativo 19 giugno – 3 luglio

Inviato da admin il

NOTA POLITICA
Il Consiglio Europeo di scena il 25 e 26 giugno a Bruxelles si è rivelato uno dei più tesi degli ultimi anni, evidenziando appieno la delicatezza del momento storico che attraversa il progetto europeo. Sul tavolo i dossier Grecia ed emergenza migranti, gli snodi attraverso cui si dipanerà, nel bene o nel male, il futuro politico dell’Unione Europea. L’importanza del summit è emersa appieno nella serata di giovedì 25 giugno, quando i capi di Stato e di Governo dei paesi Ue hanno aperto il confronto sul tema immigrazione. Nell’occasione, il Premier italiano Renzi si è letteralmente scagliato contro alcuni dei presenti per l’incapacità dell’Europa di adottare un piano di redistribuzione dei circa 40 mila richiedenti asilo sbarcati in Italia e in Grecia nelle settimane precedenti. È da inizio anno, difatti, che Roma e Atene sostengono quasi per intero il peso dell’ondata migratoria che ha scaricato sulle coste meridionali del continente migliaia di persone in fuga dalle guerre e dalla povertà in Africa e Medio Oriente.
 
Per rispondere all’emergenza, la Commissione Europea aveva promesso l’attivazione di un sistema di redistribuzione dei migranti su base obbligatoria fra gli Stati, una soluzione presto rivelatasi alla base delle tensioni emerse durante il vertice di Bruxelles. Il Premier Renzi, nell’occasione, ha finito per rivolgere accuse durissime al blocco dell’Est – Polonia, Lettonia, Repubblica Ceca e Slovacchia – reo di voler diluire il piano proposto dalla Commissione: “Se questa è la vostra idea di Europa, potete tenervela. Solidarietà, o non perdiamo tempo. Se non siete d’accordo sui 40 mila da accogliere non siete degni di chiamarvi Europa”. Frattanto, prendeva corpo anche un inedito scontro istituzionale ai massimi livelli fra Jean Claude Juncker e il Presidente del Consiglio Europeo, il polacco Donald Tusk, schieratosi apertamente con la fronda guidata da Varsavia e per la volontarietà dell’accoglienza. Nella notte poi il compromesso, con la decisione di redistribuire i 40 mila richiedenti asilo nel corso dei prossimi 2 anni e di stabilire entro fine luglio l’entità delle quote in base alle dimensioni economiche e di popolazione dei singoli paesi.
 
Un altro fronte potenzialmente esplosivo è quello legato alla crisi della Grecia, anche per le ripercussioni che potrebbe avere sugli altri paesi di Eurolandia. Secondo l’agenzia di rating statunitense Standard & Poor’s, l’eventuale uscita di Atene dalla zona euro costerebbe all’Italia 11 miliardi di euro in maggiori tassi d’interesse sul debito. Il nostro paese, stima l’agenzia, fronteggerebbe l’aumento “più grande in assoluto” all’interno dell’Eurozona che, nel complesso, vedrebbe levitare i costi legati al pagamento degli interessi fino a 30 miliardi di euro. In vista del referendum ellenico di questa domenica (gli elettori greci saranno chiamati ad approvare o respingere il piano di aiuti e di riforme presentato dai creditori internazionali al Governo Tsipras), il Premier Renzi ha definito la tornata come un voto sull’appartenenza o meno alla valuta comune, pur sminuendo eventuali rischi legati a un’uscita di Atene dall’Eurozona grazie alla riforme strutturali del suo Governo. Del medesimo avviso il Ministro Padoan, che ha definito improbabile un incremento dei costi legati al rifinanziamento del debito e ricordato che l’economia italiana è oggi molto più solida rispetto al 2011, anno cruciale per la crisi dei debiti sovrani europei. L’auspicio del Presidente Mattarella è che l’accordo che seguirà la consultazione di domenica saprà essere “bilanciato” e permettere alla Grecia di dare soluzione ai propri problemi economici senza essere costretta ad abbandonare l’unione monetaria o persino l’Unione Europea.
 
La dialettica politica interna risente naturalmente delle vicende in atto a livello europeo e mediterraneo, a partire dall’emergenza immigrazione e dal rischio terrorismo. La scorsa settimana, prima di volare a Bruxelles, il Premier Renzi ha infatti tentato di raggiungere una mediazione con i vertici delle Regioni italiane per determinare in che modo ripartire i migranti nel territorio nazionale. L’emergenza immigrazione, entrata con prepotenza nel dibattito politico italiano erodendo parte della popolarità di cui godeva l’esecutivo Renzi, ha finito per portare a una polarizzazione delle posizioni che scandiscono la dialettica Stato-enti locali e riproporre una contrapposizione mai sopita fra Nord e Sud del paese. Le regioni meridionali, in prima linea di fronte all’emergenza, esortano da tempo le più ricche controparti settentrionali a un maggiore impegno in materia di accoglienza. Devono però fare i conti con la ferma opposizione della Lega Nord e, ultimamente, anche di Forza Italia, che in più di un’occasione hanno minacciato di respingere eventuali nuovi arrivi. Luca Zaia, governatore leghista del Veneto rieletto trionfalmente alle scorse regionali, ha sintetizzato l’esito fallimentare del vertice dicendo che “è giusto ribellarsi” e non rispondere al telefono quando chiamato dal Governo.
 
Sul fronte politico-giudiziario, si registrano infine la sentenza della Corte Costituzionale relativa al blocco dei contratti per il pubblico impiego e quella del Tribunale di Napoli sulla sospensione del Governatore campano De Luca.
La Consulta ha giudicato illegittimo il blocco dei contratti in vigore dal 2009, pur esentando il Governo dall’obbligo di risarcire i dipendenti statali degli adeguamenti non riconosciuti negli ultimi sette anni. A partire dal prossimo anno l’esecutivo dovrà dunque reperire le risorse necessarie a sbloccare gli aumenti dei contratti per circa 3,5 milioni di lavoratori pubblici, con un costo per le casse dello Stato ipotizzato in circa 13 miliardi di euro. È stato così schivato il pericolo di una sentenza dagli effetti retroattivi che, secondo le stime ufficiali, avrebbe avuto un impatto potenzialmente esplosivo sulla tenuta del bilancio pubblico con ben 35 miliardi di euro.
Il Tribunale di Napoli ha invece accolto il ricorso d’urgenza del neo-Governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca congelando l’efficacia della sospensione disposta in base alla Legge Severino. La sentenza permetterà all’ex-sindaco di Salerno di prendere parte al primo Consiglio Regionale e nominare i membri della Giunta. Il giudice ha spiegato che la sospensione avrebbe determinato “la necessità di ricorrere a nuove elezioni con la conseguente vanificazione dell’intero risultato elettorale, con indubbia lesione anche delle posizioni soggettive dei rimanenti eletti in Consiglio”. De Luca è emerso vincitore alle ultime elezioni regionali campane nonostante fosse stato inserito in una lista di candidati “impresentabili” dalla Commissione parlamentare anti-mafia a causa di una precedente condanna per abuso d’ufficio.
La Legge Severino, che porta il nome del Ministro della Giustizia del Governo Monti, fu votata ad ampia maggioranza alla fine del 2012 e riguarda candidati e membri del Parlamento italiano, di quello europeo, del Governo e delle istituzioni ed enti locali. Prevede tre tipi di provvedimenti: sospensione, decadenza e incandidabilità. Raffaele Cantone, Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, ha detto che la legge dovrà essere rivista alla luce del fatto che “a meno di 3 anni dalla sua entrata in vigore si riscontrano problematiche e dubbi applicativi”. La vicenda ha alimentato la polemica fra il Governo e l’opposizione di centrodestra per la decadenza da senatore di Silvio Berlusconi dopo la sentenza di condanna per evasione fiscale.
 
SINTESI DI MONITORAGGIO LEGISLATIVO E REGOLATORIO
LAVORI PUBBLICI
Delega appalti: la Commissione lavori pubblici della Camera ha avviato l’esame
La delega appalti, dopo l’approvazione pressoché unanime a Palazzo Madama, è approdata a Montecitorio, dove martedì 23 giugno è stata assegnata in sede referente alla Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici.
Sono stati nominati relatori del provvedimento l’On. Raffaella Mariani, del Partito Democratico e l’On. Angelo Cera, di Area popolare.
E’ opportuno evidenziare, poiché di diretto interesse per i professionisti del settore, quanto dichiarato negli ultimi giorni dall’On. Mariani, in merito all’ipotesi di mutare la destinazione dell’incentivo attualmente diretto all’attività di progettazione interna alla pubblica amministrazione, configurandolo come premio per l’efficienza nella programmazione. In particolare, l’On. Mariani ha proposto di mantenere il premio economico, attribuendolo a «quei tecnici capaci di raggiungere gli obiettivi programmati, con un recupero di efficienza per le amministrazioni».
Il 2 luglio la Commissione ha avviato l’esame del provvedimento. L’orientamento dei Commissari sembra essere quello di non procedere a un nuovo ciclo di audizioni, come avvenuto in Senato, ma di chiedere ai soggetti interessati contributi scritti.
Le uniche audizioni che verranno svolte sono quelle del Ministro Delrio, calendarizzata per giovedì 9 luglio e, verosimilmente, del Presidente Cantone.
Approvata la riforma della scuola in Senato
Giovedì 25 giugno l’Assemblea di Palazzo Madama ha approvato, rinnovando la fiducia al Governo, il maxiemendamento interamente sostitutivo del disegno di legge (A.S. 1934) di riforma del sistema nazionale di istruzione.
Il provvedimento torna alla Camera dei Deputati per l’approvazione definitiva.
Rispetto al testo iniziale, approvato in Consiglio dei Ministri, il disegno di legge innalza di 200 milioni di euro, portandoli a 40 per il 2015 e a 50 annui per il periodo 2016 al 2018, i contributi stanziati per il finanziamento dei mutui trentennali stipulati dalle Regioni per gli interventi straordinari di ristrutturazione, messa in sicurezza ed efficientamento energetico delle scuole pubbliche.
Gli interventi potranno essere cofinanziati degli enti locali proprietari e le risorse potranno anche arrivare da fondi non spesi per vecchi programmi di edilizia scolastica e recuperati dalle regioni.
Il testo, inoltre, dispone la realizzazione di nuove scuole innovative con i fondi Inail (fino a 300 milioni), prevedendo a tal fine un concorso per la selezione dei progetti, con scadenze attuative fissate dopo l’entrata in vigore della legge. È stato precisato che sarà lo Stato a pagare gli interessi sul capitale investito dall’Inail.
Ancora, per tutte le opere urgenti previste dall’art. 9 del decreto Sblocca Italia arriva una nuova scorciatoia procedurale (oltre alle deroghe già previste). La semplificazione consiste nel silenzio assenso di 45 giorni per tutti «i pareri, i visti e i nulla osta» legati agli interventi. Le amministrazioni interessate potranno pronunciarsi, anche tramite conferenza di servizi; ma, superati 45 giorni dalla richiesta, i pareri (o i visti o i nulla osta) «si intendono acquisiti con esito positivo».
Infine, il disegno di legge proroga di due mesi l’obbligo per i comuni non capoluogo di affidare gli appalti in forma aggregata. Si tratta della previsione del codice appalti che il cd. decreto Pa (convertito con la legge n. 90/2014) aveva reso esecutivo a partire dal prossimo 1° settembre.
Il comma 167 del maxiemendamento ha prorogato il termine di due mesi fissando l’entrata in vigore al 1° novembre di quest’anno. E’ opportuno precisare che la misura non riguarda solo le scuole ma si applica a tutte le acquisizioni di lavori, beni e servizi. Dal 1° novembre, dunque, l’ente locale non potrà più fare l’appalto in proprio ma dovrà scegliere fra tre opzioni “aggregative”: unione di comuni; accordo consortile tra i comuni; ricorso a un soggetto aggregatore. Diversamente, l’Anac non rilascerà il Codice identificativo di gara necessario per il bando.
Pubblicato regolamento ANAC su componimento controversie
E’ stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 27 giugno il regolamento 27 maggio 2015 dell’Autorità Nazionale Anticorruzione recante “Regolamento sull’esercizio della funzione di componimento delle controversie insorte durante lo svolgimento delle procedure di gara per le quali l’Autorità può formulare una ipotesi di soluzione.
Al nuovo Regolamento è allegato il modulo che deve essere utilizzato per la presentazione dell’istanza di parere per la soluzione delle controversie e che deve essere indirizzato all’indirizzo protocollo@pec.anticorruzione.it.
MIT: aggiornata l’anagrafe delle opere incompiute
Il 1° luglio è stato pubblicato l’aggiornamento dell’Anagrafe delle Opere pubbliche Incompiute di interesse nazionale. L’elenco, doveva essere compilato sull’apposito sistema entro il 30 giugno 2015 dalle Regioni e dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e si riferisce alle opere incompiute al 31 dicembre 2014. Manca attualmente l’elenco delle opere della Regione Siciliana, in corso di stesura, mentre la Provincia autonoma di Trento segnala di non avere opere incompiute. A oggi risultano 649 le opere pubbliche che non sono state completate, numero che varierà con i risultati della Sicilia.
“Ora dobbiamo andare oltre la stesura dell’elenco – dichiara in merito il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio – e istituire a cura del Ministero un’apposita task force che, così come avvenuto con l’Agenzia della Coesione per i Fondi europei, segua punto per punto le opere meritevoli di essere completate”.
Gli elenchi (in pdf o sulle pagine web) sono stati caricati dalle amministrazioni titolari dei procedimenti sull’apposito sito tramite il SIMOI – Sistema informatico di monitoraggio delle opere incompiute e sono pubblicati alla pagina del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti https://www.serviziocontrattipubblici.it/simoi.aspx
E’ il terzo anno di pubblicazione dell’Anagrafe delle Opere Incompiute: vengono segnalati nei tabulati per ogni opera la stazione appaltante, le risorse, la percentuale di lavori compiuti e le cause rilevanti dell’interruzione quali: interruzione temporanea, interruzione dovuta a cause ostative (come contenziosi o fallimenti), collaudo non eseguito per mancanza di requisiti, mancanza di risorse.
CIPE: Open CUP
Il Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica, in collaborazione l’Agenzia per la coesione territoriale – DPS, ha iniziato la realizzazione del progetto OpenCUP.
L’iniziativa prevede la pubblicazione di un portale web che consentirà la visualizzazione delle informazioni riguardanti le decisioni di investimento pubblico programmate sul territorio nazionale – per questa prima fase limitatamente ai lavori pubblici – finanziate con risorse pubbliche (comunitarie, nazionali, regionali, etc.) o private.
In questo spazio ogni cittadino, istituzione o ente potrà conoscere, con l’ausilio di mappe, filtri e infografiche, quali e quanti interventi di sviluppo sono stati programmati sul territorio, in quali settori, da quali soggetti, in quali date e con quali costi e finanziamenti previsti, nonché scaricare i relativi dati in formato Open Data.
Il progetto intende anche fornire ai cittadini uno strumento utile per un’azione di controllo sugli investimenti pubblici, in termini di accountability, e promuoverne il coinvolgimento nella definizione delle scelte pubbliche, grazie anche alla possibilità – tramite il CUP – di una lettura integrata delle informazioni disponibili in diverse banche dati pubbliche.
Ambiente: modello unico ambientale
E’ in vigore dal 30 giugno il modello unico nazionale per la richiesta di AUA (Autorizzazione unica ambientale) al quale sono tenute ad adeguarsi le Regioni sulla base delle specifiche discipline locali di settore. Attraverso l’AUA possono richiedersi al Suap fino a 7 titoli abilitativi per interventi su impianti produttivi che non hanno dimensioni tali da richiedere l’AIA.
ANCE-Federcostruzioni: più concorrenza per rilanciare il mercato
Una maggiore concorrenza e un mercato più aperto sono le condizioni essenziali per rilanciare l’economia e far ripartire le opere pubbliche nel nostro Paese. Un battaglia fondamentale che vede unite l’Autorità Garante della concorrenza e del mercato, Federcostruzioni e Ance, e che è stata il tema centrale del convegno “Regole, concorrenza e mercato”, che si è tenuto alla Camera dei deputati.
“L’Italia è molto indietro su questo fronte – ha sottolineato il presidente di Federcostruzioni, Rudy Girardi – e per questo ha urgente bisogno di mercati trasparenti e concorrenza. Solo liberalizzando le concessioni dei servizi pubblici si muoverebbero 70-80 miliardi ogni anno.” Al centro del dibattito, in particolare, tutti i mercati esclusi alla concorrenza, come i servizi pubblici locali, alcuni ambiti dei lavori pubblici a cominciare dalle concessioni autostradali.
Un punto su cui ha insistito il presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti, ricordando l’importanza della legislazione europea in questa materia, che è da sempre orientata a mettere la gara al centro di tutti gli interventi che devono essere realizzati dai concessionari. A entrare nel vivo della questione è stata la relazione del professor Marco D’Alberti, ordinario di diritto amministrativo alla Sapienza, che ha fatto una ricognizione a tutto campo dei numerosi settori dell’economia che necessitano ancora di una vera liberalizzazione.
Gli effetti negativi della mancata concorrenza nel settore delle infrastrutture sono stati illustrati dal vicepresidente di Federcostruzioni, Roberto Mascellani, che ha evidenziato la scarsa competitività dell’Italia proprio per la presenza di “numerosi comparti dei servizi e delle infrastrutture a rete che beneficiano di ampi margini di protezione, con effetti negativi sulla performance economica”.
Ragioni condivise dal presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del mercato, Giovanni Pitruzzella, che ha proposto alle associazioni imprenditoriali una stretta collaborazione per contrastare l’eccessivo ricorso all’in house da parte delle amministrazioni pubbliche. E a questo proposito la vicepresidente del Senato, Linda Lanzillotta, ha invocato la creazione di “un alto commissario, dotato di poteri ispettivi, che renda effettive le norme sulla concorrenza, che troppo spesso rimangono lettera morta”.
DURC on line: circolari di ANAC e INPS
ANAC: Dal 1° luglio la verifica della regolarità contributiva ai fini dalla partecipazione alle procedure di affidamento delle concessioni e degli appalti, ai sensi dell’art. 38, d.lgs. n. 163/2006, non potrà più avvenire attraverso il sistema AVCpass, ma esclusivamente attraverso la nuova procedura di acquisizione del DURC nelle modalità previste dal decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali 30 gennaio 2015 (G.U. n. 125 del 1 giugno 2015), così come specificate dallo stesso Ministero con circ. n. 19/2015.
INPS: Dal 1 luglio 2015  la verifica della regolarità contributiva nei confronti dell’INPS, dell’INAIL e delle Casse Edili, avviene con modalità esclusivamente telematiche ed in tempo reale indicando esclusivamente il codice fiscale del soggetto da verificare. L’esito positivo della verifica di regolarità genera un documento denominato “Durc On Line”. Per avvalersi della procedura l’utente deve essere in possesso di utenza e password/PIN, il servizio è infatti riservato agli utenti registrati. Circolare n. 126 del 26-06-2015 –
INAIL: L’Inail illustra i profili più strettamente operativi del nuovo servizio “Durc On Line”, operativo dal 1 luglio 2015, nonché gli aspetti di specifica competenza riguardanti in particolare i nuovi requisiti di regolarità contributiva per premi assicurativi ed accessori.
Circolare n. 61 del 26.06.2015
ANAC: casellario contratti pubblici
Con un comunicato del Presidente l’A.N.AC. ha chiarito che in caso di interdittiva antimafia è sempre necessaria la straordinaria gestione dell’impresa. Inoltre, ha sottolineato la necessità di pubblicare sul Casellario informatico anche il provvedimento prefettizio di commissariamento.
PROFESSIONE
RPT: risposta ad OICE su società ingegneria
Dura presa di posizione della Rete delle Professioni Tecniche nei confronti di OICE (Associazione delle organizzazioni di ingegneria, di architettura e di consulenza tecnico-economica)  sul tema del riconoscimento giuridico delle società di ingegneria.
Nel corso dell’audizione tenutasi alla Camera dei Deputati nell’ambito dell’esame del disegno di legge sulla concorrenza, OICE ha esposto il proprio punto di vista in merito all’articolo 31 del provvedimento sottolineando come esso chiarisca gli effetti del riconoscimento giuridico delle società di ingegneria, superando la Sentenza del TAR di Torino del 17 dicembre 2013 che inibiva loro la possibilità di operare nel settore privato.
Immediata è arrivata la reazione della Rete delle Professioni Tecniche nella persona del proprio Coordinatore, Armando Zambrano. “Quanto affermato dall’Oice in occasione dell’audizione è davvero sorprendente. Esso rende chiaro a tutti come l’intervento contenuto nell’articolo 31 – non sollecitato dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che nella sua segnalazione non faceva in alcun modo menzione al provvedimento – miri di fatto a superare una specifica sentenza, quella del TAR di Torino, che ha ribadito quello che tutti sanno: le società di ingegneria non possono operare nel settore privato”.
“L’articolo 31 – ha continuato Zambrano – si configura come un vero e proprio intervento “ad personam”, anzi “ad societatem”, che mira a risolvere per via legislativa una questione che riguarda interessi di ben individuabili realtà societarie”. “Se l’articolo 31 venisse approvato – ha proseguito poi il Coordinatore della Rete – ad essere colpite sarebbero in primo luogo proprio le migliaia di società di ingegneria che fino ad oggi, correttamente, seguendo il dettato normativo, si sono astenute dall’operare nel settore privato. L’azione dell’Oice va, in primo luogo, proprio contro quelle società di ingegneria che in questi anni hanno agito correttamente. D’altronde  l’Oice rappresenta il mondo delle società di ingegneria solo in maniera residuale. I suoi associati rappresentano a stento poco più del 5% delle società di ingegneria operanti in Italia”.
“Molto sorprendente – conclude Zambrano – è anche il fatto che un Deputato della Repubblica, l’On. Bonomo, si presti a difendere gli interessi particolari di una compagine societaria i cui ambiti di operatività hanno formato oggetto di apposito pronunciamento da parte di un Tribunale della Repubblica”.
Vale la pena di ricordare che lo scorso 19 giugno, in occasione della propria audizione presso la Camera dei Deputati, la Rete delle Professioni Tecniche aveva espressamente chiesto lo stralcio dell’intero articolo 31 del ddl sulla concorrenza, in quanto ripropone una modifica normativa palesemente distorsiva del mercato, oltre a determinare un vero e proprio colpo di spugna sull’attività in ambito privato delle società di ingegneria, che opererebbero fuori dalle regole etiche e professionali stabilite dalla legge italiana e dall’Europa.
DPS: Edilizia scolastica, bando professionisti
La Società Studiare Sviluppo s.r.l, beneficiaria dell’intervento di affiancamento straordinario alle autorità di gestione dei programmi operativi regionali dell’obiettivo convergenza in ritardo di attuazione, finanziato nell’ambito del PON GAT 2007-2013 (CUP: G81I12000390006) intende avvalersi del supporto di professionalità da reperire sul mercato per la realizzazione del citato intervento.
In particolare, la selezione in oggetto ha a oggetto l’individuazione di esperti junior per attività di assistenza e supporto sul campo agli interventi selezionati dai Programmi Regionali delle Regioni Obiettivo Convergenza con riguardo all’edilizia scolastica.
L’avviso scade il 9 luglio 2015. Testo Avviso
 
Architetti: riuso e sostituzione edilizia nelle periferie
“La ripresa del comparto delle costruzioni passa attraverso la rigenerazione delle nostre città che si realizza con l’agevolazione dei programmi di sostituzione edilizia nelle periferie e con l’ introduzione  di semplificazioni amministrative. Abbiamo di fronte a  noi un Paese da “rifare”: 4 milioni di edifici a rischio terremoto; quasi 2 milioni costruiti a ridosso dei letti dei fiumi; 8 milioni di  edifici da efficientare; quasi 6 mila borghi abbandonati per i quali va  trovato un nuovo destino; il problema delle incompiute da affrontare in modo definitivo; territori da risanare dalle ferite dell’abusivismo.” Così Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio Nazionale degli  Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.
“Per fare ciò serve introdurre, ma serve farlo presto,  nuovi strumenti  normativi – e ci rivolgiamo al  presidente Matteo Renzi che sembra aver colto l’urgenza di affrontare finalmente la crisi del settore – in grado di realizzare un piano strategico che affronti in modo articolato i temi del riuso, dell’efficientamento energetico e della  rigenerazione degli spazi pubblici”.
“Serve, allora, una campagna di sostituzione edilizia nelle periferie, sostenuta da adeguate incentivazione, che sbloccherebbe sicuramente investimenti, pubblici e privati, e senz’altro produrrebbe  il rilancio del settore,  incidendo in modo determinante alla riqualificazione delle città. Solo così  salvaguarderemo il territorio e miglioreremo la qualità  della vita nelle città italiane, ma soprattutto solo così potremo  agganciare veramente la ripresa”.
 “La crisi delle costruzioni – conclude il presidente degli architetti italiani – sta travolgendo, sempre più, aziende e professionalità fondamentali per il settore, ma che lo sono anche per la tenuta della nostra economia. La comunità degli architetti sta pagando un prezzo altissimo: non chiediamo assistenzialismo, ma l’introduzione di provvedimenti affinché il mercato dell’edilizia torni ad essere efficiente e competitivo”. 
Urban-Promogiovani: settima edizione
Al via la settima edizione di Urban-promogiovani, il concorso internazionale – promosso all’interno di Urbanpromo, l’evento di marketing urbano e territoriale organizzato da Inu e Urbit – aperto agli studenti universitari di tutto il mondo della progettazione urbana e della pianificazione, con l’obiettivo di condividere idee e conoscenze sul fronte della rigenerazione urbana. Per partecipare a Urban-promogiovani7 gli studenti dovranno presentare una proposta progettuale dedicata alla rigenerazione di un’area urbana con un approccio integrato, relazionata ad alcuni dei temi guida dell’edizione 2015 di Urbanpromo: trasformazione urbana, marketing urbano, smart city, energia sostenibile, social housing. 
I concorrenti dovranno presentare il materiale entro il 30 settembre, secondo le modalità previste dal bando(www.inu.it). I progetti in concorso saranno pubblicati nella Gallery online di Urbanpromo 2015 dal 5 ottobre, valutati da una giuria internazionale e votati, fino al 30 ottobre, dagli appassionati che visiteranno il sito web di Urbanpromo. Saranno premiati i due progetti più votati dai visitatori del sito e altri due scelti dalla giuria internazionale.
Professioni e professionisti – esercizio in forma societaria
Con la sent. n. 13144 del 23.6.2015 le Sezioni Unite hanno affermato, componendo un contrasto giurisprudenziale, il principio secondo il quale la prescrizione presuntiva triennale del diritto ‘dei professionisti, per il compenso dell’opera prestata e per il rimborso delle spese correlative’ (art. 2956, n. 2, c.c.) si giustifica sulla particolare natura del rapporto di prestazione d’opera intellettuale, sicché, nel regime previsto dal legislatore del 1942, nel quale il contratto d’opera professionale è caratterizzato dalla personalità della prestazione, non è opponibile alle società che esercitino attività di tipo professionale.
Ingegneria dell’ambiente
E’ stato pubblicato il Numero 2/2015 (Volume 2) della Rivista “Ingegneria dell’Ambiente”.
FISCO
Agenzia entrate: rimborsi IVA, modelli
Disponibili, sul sito internet www.agenziaentrate.it, i nuovi schemi di polizza fideiussoria e fideiussione bancaria da utilizzare per i rimborsi dell’Iva superiori ai 15 mila euro, in alternativa alla cauzione in titoli di Stato o garantiti dallo Stato.
Con il provvedimento del direttore dell’Agenzia, infatti, vengono approvati i modelli che sostituiscono lo schema di fideiussione approvato con il provvedimento delle Entrate del 10 giugno 2004.
Infine, in linea con la semplificazione dei rimborsi e la contrazione delle tempistiche e dei costi per l’esecuzione dei rimborsi, si riduce da 120 a 60 giorni il periodo presuntivo sul quale vengono calcolati gli interessi per il ritardo nell’assegnazione dei rimborsi in procedura ordinaria (annuali e trimestrali).
Agenzia entrate: Studi di settore, il contribuente spiega l’anomalia
Pronto il software con il quale dal 4 luglio i contribuenti che hanno ricevuto una segnalazione di anomalie riscontrate sulla base dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore dichiarati per le annualità 2011, 2012 e 2013, possono rispondere evidenziando errori nella comunicazione o le motivazioni che hanno determinato l’irregolarità.
Studi di settore. Il Fisco segnala, il contribuente spiega l’anomalia
LAVORO
In vigore dal 25 giugno due decreti attuativi del Jobs Act
Il decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 80, recante misure per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro, è volto a sostenere le cure parentali e a tutelare in particolare le madri lavoratrici.
Il provvedimento interviene, innanzitutto, sul congedo obbligatorio di maternità, al fine di rendere più flessibile la possibilità di fruirne in casi particolari come quelli di parto prematuro o di ricovero del neonato; prevede un’estensione massima dell’arco temporale di fruibilità del congedo parentale dagli attuali 8 anni di vita del bambino a 12.; porta dai 3 ai 6 anni di età quello parzialmente retribuito (30%), stabilendo che per le famiglie meno abbienti tale beneficio può arrivare sino ad 8 anni. Analoga previsione viene introdotta per i casi di adozione o di affidamento.
In materia di congedi di paternità, viene estesa a tutte le categorie di lavoratori padri, non più solo ai lavoratori dipendenti, la possibilità di usufruire del congedo nei casi in cui la madre sia impossibilitata a fruirne per motivi naturali o contingenti.
Il legislatore, inoltre, ha introdotto disposizioni finalizzate a tutelare la genitorialità in caso di adozioni e affidamenti prevedendo estensioni di tutele già previste per i genitori naturali. Importante l’estensione dell’istituto della automaticità delle prestazioni (ovvero l’erogazione dell’indennità di maternità anche in caso di mancato versamento dei relativi contributi) anche ai lavoratori e alle lavoratrici iscritti alla gestione separata di cui alla legge n. 335/95 non iscritti ad altre forme obbligatorie.
Il provvedimento contiene anche due disposizioni innovative in materia di telelavoro e di donne vittime di violenza di genere.
Il decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81 reca la disciplina organica dei contratti di lavoro e la revisione della normativa in tema di mansioni.
Per quanto riguarda i contratti di collaborazione a progetto (Co. Co. Pro.) si prevede che non potranno più esserne attivati (quelli già in essere potranno proseguire fino alla loro scadenza). Comunque, a partire dal 1° gennaio 2016, ai rapporti di collaborazione personali che si concretizzino in prestazioni di lavoro continuative ed etero-organizzate dal datore di lavoro saranno applicate le norme del lavoro subordinato. Restano salve le collaborazioni regolamentate da accordi collettivi, stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, che prevedono discipline specifiche relative al trattamento economico e normativo in ragione delle particolari esigenze produttive ed organizzative del relativo settore e poche altri tipi di collaborazioni.
Con l’intento di espandere le tutele del lavoro subordinato, il decreto legislativo prevede, con effetto dal 1° gennaio 2016, un meccanismo di stabilizzazione dei collaboratori e dei lavoratori autonomi che hanno prestato attività lavorativa a favore dell’impresa. Rientra nel quadro della promozione del lavoro subordinato e del contrasto all’elusione anche l’abrogazione delle disposizioni sul lavoro a progetto e dell’associazione in partecipazione con apporto di lavoro dell’associato persona fisica.
Il provvedimento dispone che il lavoratore possa essere assegnato a qualunque mansione del livello di inquadramento, purché rientranti nella medesima categoria e non più soltanto a mansioni «equivalenti», che implicano cioè l’utilizzo della medesima professionalità.
Viene altresì disciplinata la possibilità di accordi individuali, “in sede protetta”, tra datore di lavoro e lavoratore che possano prevedere la modifica anche del livello di inquadramento e della retribuzione al fine della conservazione dell’occupazione, dell’acquisizione di una diversa professionalità o del miglioramento delle condizioni di vita.
Il decreto delegato, pur con qualche novità, conferma alcune tipologie contrattuali: contratto a tempo determinato; Contratto di somministrazione; Lavoro accessorio (voucher); Apprendistato; Part-time.

 

Servizio Pronto Europa – Newsletter del 10 luglio 2015

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● Bando del Meccanismo Europeo per Collegare l’Europa (CEF) – Progetti di Interesse Comune nel settore delle Infrastrutture Energetiche Trans-europee, specificamente per l’Elettricità e il Gas (CEF Energy 2015 Call 2). Scadenza per la presentazione dei progetti: 30 Settembre 2015.
Il bando è gestito dalla Agenzia Esecutiva dell’Innovazione e delle Reti (Inea) e supporta i progetti che abbiano i seguenti obiettivi: 1. Far terminare l’isolamento energetico dell’Europa; 2. Eliminare i colli di bottiglia della rete energetica; 3. Completare il mercato interno europeo della energia.
Possono presentare proposte progettuali organizzazioni internazionali, enti pubblici, privati e imprese congiunte che abbiano ottenuto l’accordo da parte dello Stato europeo di appartenenza. Il budget indicativo per questo bando ammonta a 550 milioni di euro
Link:
https://ec.europa.eu/inea/en/connecting-europe-facility/cef-energy/apply-funding/cef-energy-second-call-proposals-2015
● Giornata Informativa sulle opportunità di finanziamento del Programma di Ricerca Europeo Horizon 2020 in merito ai bandi 2016-2017 sul tema “Smart, Green & Integrated Transport” – 18 Settembre 2015, Roma (Regione Lazio)
Nel corso della giornata informativa – organizzata da APRE per conto del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ed in collaborazione con la Commissione Europea – verrà presentato il nuovo piano di lavoro 2016-2017 del tema Trasporti. Enfasi sarà riservata al rapporto tra il quadro dei finanziamenti europei ed il contesto nazionale.
Nella prima sessione, infatti, verrà presentato il nuovo Piano di Lavoro e le sue principali tipologie d’azione, a sostegno dell’industria e delle piccole e medie imprese. Un intervento sarà dedicato alla partecipazione italiana nel precedente bando 2014-2015, seguito da un caso di successo italiano. Si parlerà inoltre dell’iniziativa Shift2Rail dedicata al trasporto ferroviario. Infine, verrà discusso il ruolo dei Punti di Contatto Nazionale di H2020 a sostegno dei proponenti italiani.
Nella seconda sessione, si tratterà del peso dei trasporti nel Piano Nazionale della Ricerca ed, in ultimo, la Regione Lazio approfondirà il ruolo dell’aerospazio nella Smart Specialization regionale.
La partecipazione è gratuita, previa registrazione.
Link: http://www.apre.it/eventi/2015/i-semestre/infoday-trasporti/
● La Commissione europea ha approvato il Programma Operativo Nazionale Italiano (PON) per le Imprese e la Competitività, valido per il periodo 2014-2020.
La Commissione europea ha approvato il Programma Operativo Nazionale (PON) Imprese e Competitività 2014-2020, dotato di un budget complessivo di oltre 2,4 miliardi di euro, di cui 1,7 miliardi provenienti dal Fondo europeo per lo sviluppo regionale (FESR) e 643 milioni di cofinanziamento nazionale.
Il Programma intende accrescere gli investimenti nei settori chiave nelle Regioni meno sviluppate (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia) e in quelle in transizione (Abruzzo, Molise, Sardegna), attraverso interventi per la salvaguardia del tessuto produttivo esistente e per la riqualificazione dei modelli di specializzazione produttiva. Gli Obiettivi Tematici sono i seguenti: 1. Rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l’innovazione; 2. Migliorare l’accesso e l’utilizzo delle tecnologie ICT, nonché l’impiego e la qualità delle medesime; 3. Promuovere la competitività delle piccole e medie imprese; 4. Sostenere la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori.
Nel periodo di programmazione 2014-2020 l’Autorità di gestione del PON è il Ministero dello Sviluppo Economico – Direzione Generale per gli Incentivi alle Imprese.
Link:
http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/per-i-media/notizie/2032960-fondi-ue-la-commissione-europea-approva-pon-imprese-e-competitivita-2014-2020
● Bando Make A Change/UBI Banca: “Il più bel lavoro del mondo – Coltiva l’Idea Giusta! 2015”. La scadenza per la presentazione dei progetti è il 31 Agosto 2015
Si tratta di una competizione promossa annualmente dall’Associazione “Make a Change”, in partnership con un’azienda sempre diversa. UBI Banca è il Partner della sua V Edizione. Il Concorso cerca, seleziona e supporta idee imprenditoriali, finalizzate allo sviluppo ed avvio di una impresa a scopo sociale/ambientale sul territorio italiano. Il bando 2015 “Coltiva l’idea giusta!” è rivolto alle idee imprenditoriali che, attraverso la produzione e/o trasformazione e/o commercio di prodotti agricoli, contribuiscono al miglioramento della società, da un punto di vista sociale e ambientale. Esempi di attività: Promuovere una filiera corta (da produttore a consumatore) come valorizzazione del made in Italy; Utilizzare metodologie di produzione pro-ambiente (ripopolazione/cicli virtuosi, prodotti biologici, …); Produzione delle Biomasse e/o riutilizzo di scarti a fini energetici; Promozione di bonifiche e riqualificazione di aree depresse o non utilizzate (anche terreni confiscati alla criminalità); Promuovere l’educazione ambientale e alimentare, la salvaguardia della biodiversità, attraverso l’organizzazione di fattorie sociali e didattiche; etc.
La partecipazione è rivolta a: 1. Persone fisiche con idee progettuali finalizzate alla costituzione di nuove imprese; 2. Imprese già costituite da non oltre 48 mesi; 3. Imprese esistenti da oltre 48 mesi con nuove attività a scopo sociale/ambientale da sviluppare.
Disponibili varie agevolazioni per il progetto vincitore.
Link: http://www.makeachange.it/il-piu-bel-lavoro-del-mondo/

 

Sintesi di monitoraggio legislativo 3-17 luglio 2015

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NOTA POLITICA
Il monito lanciato questa settimana dal Presidente della Repubblica Mattarella sulle regole europee di bilancio ha riproposto il dibattito sugli effetti delle politiche di austerità e le prospettive del processo di integrazione continentale. Secondo Mattarella, l’assenza di investimenti strategici e un’interpretazione particolarmente restrittiva delle regole di bilancio europee rischiano infatti di lasciare dietro di sé un continente stremato e pericolosamente lacero.
Le parole del Capo dello Stato coincidono con una fase storica complessa, in cui l’Unione Europea è alle prese con diverse sfide all’interno e all’esterno dei suoi confini. In quest’ottica, la gestione dei negoziati per il piano di salvataggio di Atene non ha fatto che acuire una crisi di fiducia che serpeggiava già da tempo in seno all’Unione a causa delle scelte e delle politiche perseguite da alcuni dei suoi Stati Membri. In Italia ciò si lega a un mutamento di percezione sempre più evidente nei confronti dell’Europa.
Il Paese, un tempo uno dei sostenitori più forti del processo di integrazione europea, ha visto crescere dentro di sé un’ostilità sempre più diffusa verso l’idea di Europa o, quantomeno, della sua particolare declinazione sperimentata negli ultimi anni. Al contrario, per i lunghi decenni intercorsi fra il Secondo dopoguerra e la fine della Guerra fredda, il sistema politico-italiano si era basato sull’assunto del ‘vincolo esterno’, rappresentato prima dalla Banca d’Italia e poi da Bruxelles, per tenere sotto controllo, con un certo grado di successo almeno fino agli anni Ottanta, la crescita eccessiva della spesa pubblica. L’adozione dell’euro e quindi la crisi dei debiti sovrani hanno invece finito per convincere gran parte della popolazione italiana che le cause dei problemi economici attuali sarebbero da rintracciare nella perdita di sovranità monetaria patita alla fine degli anni Novanta e nelle regole di bilancio europee successivamente adottate.
Al netto dell’impatto innegabile avuto dall’euro sul livello dei prezzi, o dei margini di manovra più risicati in fatto di gestione della politica fiscale, questa lettura rischia però di tralasciare un fatto: ossia che nel corso degli ultimi vent’anni l’Italia non è stata in grado di implementare con successo riforme economiche e istituzionali capaci di portare avanti la modernizzazione del Paese che le consentissero di affrontare con successo le sfide del Ventunesimo secolo. Benché utile a ricordare i rischi che assenza di investimenti e politiche di austerità rappresentano oggi per il progetto europeo, l’appello del Presidente Mattarella non deve scadere a semplice alibi per eludere il bisogno di dare attuazione di riforme improrogabili.
Nell’attuare la sua agenda politica prima della pausa estiva, il Governo Renzi dovrà inoltre tenere conto di due ulteriori ostacoli: la crisi politica nella Regione Sicilia – a causa della presunta intercettazione che coinvolgerebbe il Governatore Rosario Crocetta, reo di non aver reagito ad una presunta frase che sarebbe stata pronunciata dal suo medico personale Tutino riferendosi alla figlia del magistrato ucciso dalla Mafia Borsellino (“Va fermata, fatta fuori come suo padre”) – e la sentenza della Corte di Giustizia Ue che ha condannato l’Italia a una multa di 20 milioni di euro per il mancato adeguamento alle regole europee sul sistema di raccolta e gestione dei rifiuti in Campania.
In attesa di conoscere appieno le ripercussioni della sentenza e soprattutto dello scandalo sull’azione di governo, l’esecutivo Renzi sembrava comunque esser riuscito a lasciarsi alle spalle uno dei momenti più complessi e travagliati fra quelli intercorsi dal suo insediamento a Palazzo Chigi, coinciso con le elezioni regionali e comunali di fine maggio, passato per il dibattito sull’emergenza migranti e infine acuito dal riesplodere della crisi greca.
L’approvazione della riforma della scuola ha dato l’impressione di aver riconsegnato in maniera salda l’iniziativa politica all’esecutivo dopo una fase di stanca seguita al “campanello d’allarme” delle ultime Regionali in cui il Governo Renzi era parso meno brillante e sicuro. Approvata con 277 sì, 173 no e 4 astensioni, la ‘Buona Scuola’ ha confermato le perduranti divisioni interne al partito del Premier (39 deputati Pd non hanno partecipato al voto, fra cui Bersani, Cuperlo e Speranza); ciononostante, ha registrato il convergere di quattro voti forzisti sulla riforma del Governo: numericamente quasi irrilevanti, da un punto di vista simbolico i verdiniani che hanno detto sì alla riforma scolastica potrebbero infatti aver rappresentato la prima, timida avanguardia di quel “soccorso azzurro” tanto spesso evocato dopo il venir meno del Patto del Nazareno e stanti le continue tensioni fra le diverse correnti del Pd. Per un intervento più consistente, rilevano diversi osservatori, servirà però altro tempo poiché, pur vivendo a tutti gli effetti come un separato in casa all’interno di Forza Italia, Verdini sarebbe tuttora impegnato in trattative intense col fronte renziano per fare luce sul destino suo e dei restanti ‘fuoriusciti’.
 
SINTESI DI MONITORAGGIO LEGISLATIVO E REGOLATORIO
LAVORI PUBBLICI
Delega appalti: le audizioni di Delrio e Cantone
La Commissione lavori pubblici alla Camera ha audito il Ministro Delrio e il Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone, nell’ambito dell’esame del disegno di legge di delega per il recepimento delle direttive appalti e concessioni.
Delrio, la cui audizione si è svolta giovedì 9 luglio, ha affermato che il nuovo codice «sarà una rivoluzione della normalità: norme semplici danno risultati migliori di quelle complicate che verificano ogni particolare». Il Ministro ha proseguito enunciando la sua ricetta per dare vita a una nuova stagione di opere: semplificare le procedure ordinarie, non consentire di bypassarle e dare centralità al progetto. «Il problema – infatti – è che i costi delle opere lievitano per mancanza di progetti o per progetti fatti male o in fase preliminare: bisogna fare buoni progetti che siano cioè definiti e inseriti in piani economici».
Concludendo, il titolare delle Infrastrutture, ha evidenziato l’altissimo potenziale politico-sociale del nuovo codice, che rappresenta un modo per sostenere la domanda interna con investimenti pubblici i quali, dunque, andranno incrementati.
Il Presidente della Commissione Lavori Pubblici, l’On. Ermete Realacci ha convenuto col Ministro, annunciando l’intenzione di apportare miglioramenti selettivi al testo per quanto riguarda stretta su deroghe e varianti in corso d’opera, centralità e qualità della progettazione.
Anche il Presidente Cantone, ascoltato in Commissione mercoledì 15 luglio, ha evidenziato l’importanza del recupero della centralità del progetto nel processo di realizzazione delle opere previsto dalla delega, con i limiti all’appalto integrato e la scelta di puntare su progetti esecutivi.
I cantieri, ha affermato, andrebbero affidati «con uno stadio di progettazione più avanzato possibile».
Sul tema dell’incentivo del 2% (calcolato sul valore delle opere) riconosciuto ai progettisti interni alla Pa, ha proposto una “razionalizzazione” e “moralizzazione” della misura. Pur dichiarandosi non favorevole al bonus, infatti, ha riconosciuto che lo stesso ha una ragion d’essere nella misura in cui può essere uno stimolo per premiare le migliori energie professionali interne alle amministrazioni pubbliche. Tuttavia, esso certamente «va limitato». Ad esempio, stabilendo dei tetti relativi alle retribuzioni, o al valore delle opere. «Una cosa è il 2% su un’opera di un milione, un’altra è la stessa percentuale su un opera da decine o centinaia di milioni». Infine, è importante garantire che l’incentivo sia riconosciuto solo a chi progetta davvero, non «a chi si limita a firmare due carte».
I deputati intervenuti sul punto, gli Onorevoli Iannuzzi (PD), Mannino (SEL) e Pellegrino (SEL), hanno espresso una posizione più netta, dichiarandosi tutti favorevoli all’abrogazione dell’incentivo del 2%.
Anche la relatrice del provvedimento, l’On. Mariani (PD), ha annunciato nelle scorse settimane l’intenzione di intervenire in materia, rilevando come l’incentivo si sia ormai «trasformato in un contentino per gli uffici tecnici, oltre che in una sorta di espropriazione di quote di mercato per i professionisti». Meglio cambiare l’impostazione, dunque, magari cambiando la destinazinoe del bonus, che potrebbe «essere attribuito a quei tecnici capaci di raggiungere gli obiettivi programmati, con un recupero di efficienza per le amministrazioni».
Centralizzazione appalti
Il tema della centralizzazione della committenza sarà con ogni probabilità tra i profili della delega appalti su cui interverrà la Camera.
Il criterio di delega di cui alla lettera v) del testo all’esame della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici al momento prescrive l’obbligo per i comuni non capoluogo di provincia di ricorrere a un livello di aggregazione almeno regionale (o di provincia autonoma) per gli affidamenti di importo superiore alle soglie di rilevanza comunitaria.
In occasione del convegno sul tema organizzato da Anci e svoltosi lo scorso 7 luglio, è stato lo stesso relatore del provvedimento al Senato, il Sen. Stefano Esposito, ad ammettere la necessità di rivedere la disposizione.
Ancora più netta Antonella Manzione, capo dell’ufficio legislativo di Palazzo Chigi, secondo la quale l’assetto normativo attuale dei soggetti aggregatori regionali e dei piccoli appalti dei Comuni non funziona. Il Capo del DAGL ha affermato che «c’è da discutere su quale sia la soglia ottimale oltre la quale affidare le competenze alle Regioni. Siamo sicuri che queste siano in grado di gestire tutti gli appalti sopra soglia? Mi chiedo se è stata fatta una quantificazione della loro capacità di gestione immediata delle procedure che gli potrebbero arrivare con la riforma». Allo stesso modo, andrà fatta una riflessione sulla questione degli appalti di importo minimo. «Non siamo stati neppure in grado di rispondere alla richiesta dei piccoli Comuni di fare appalti sotto i 40mila euro. Su questo dovremmo intervenire».
Nel corso del convegno sono emerse le incertezze delle Regioni che, secondo le previsioni della riforma appalti, dovranno gestire tutte le gare sopra la soglia comunitaria: un impatto giudicato impossibile da assorbire. In particolare, ha espresso preoccupazione Ivana Malvaso dellaCentrale di committenza della Regione Toscana, anche alla luce dei tagli continui che le Regioni stanno subendo. Ciò nonostante si chiede al primo livello substatale di governo di «prendersi carico di un numero di gare parecchio rilevante».
Per quanto riguarda i comuni, Alberto Barbiero del tavolo tecnico dell’Anci ha sollevato l’opportunità di cambiare, «oltre al Codice appalti anche il Testo unico sugli enti locali – perché le prerogative di programmazione sono rimaste in capo ai Comuni, creando una separazione tra due livelli contigui: la programmazione e le gare. Allo stesso modo bisognerebbe ridefinire il ruolo del responsabile unico del procedimento in caso di ricorso alle centrali di committenza».
Guglielmina Olivieri Pennesi, responsabile dell’Ufficio lavori pubblici di Anci, ha rilevato l’esigenza di individuare una soglia più bassa dei 40.000 euro attualmente previsti (già 20.000 sarebbe sufficiente), al di sotto della quale i Comuni sotto i 10.000 abitanti possono appaltare da soli.
Intanto, con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale n. 162 del 15 luglio 2015 della riforma scolastica, è legge la proroga a 1° novembre 2015 dell’obbligo per i comuni non capoluogo di provincia di centralizzare gli appalti, passando necessariamente da soggetti aggregatori, da Consip o ricorrendo ad accordi consortili per appaltare beni e servizi.
La disposizione è contenuta all’art. 1, comma 169 della legge n. 107 del 13 luglio 2015.
La buona scuola
La legge 13 luglio 2015, n. 107, pubblicata in Gazzetta ufficiale il 15 luglio 2015 e recante Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti innalza di 200 milioni di euro, portandoli a 40 per il 2015 e a 50 annui per il periodo 2016 al 2018, i contributi stanziati per il finanziamento dei mutui trentennali stipulati dalle Regioni per gli interventi straordinari di ristrutturazione, messa in sicurezza ed efficientamento energetico delle scuole pubbliche.
Il testo, inoltre, dispone la realizzazione di nuove scuole innovative con i fondi Inail (fino a 300 milioni), prevedendo a tal fine un concorso per la selezione dei progetti, con scadenze attuative fissate dopo l’entrata in vigore della legge. È stato precisato che sarà lo Stato a pagare gli interessi sul capitale investito dall’Inail.
Ancora, per tutte le opere urgenti previste dall’art. 9 del decreto Sblocca Italia arriva una nuova scorciatoia procedurale (oltre alle deroghe già previste). La semplificazione consiste nel silenzio assenso di 45 giorni per tutti «i pareri, i visti e i nulla osta» legati agli interventi. Le amministrazioni interessate potranno pronunciar-si, anche tramite conferenza di servizi; ma, superati 45 giorni dalla richiesta, i pareri (o i visti o i nulla osta) «si intendono acquisiti con esito positivo».
In merito alle misure della legge sulla progettazione delle scuole, Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori ha dichiarato:
«Finalmente anche nel nostro Paese, per la prima volta, si fa ricorso obbligatoriamente al concorso di progettazione per costruire scuole innovative dal punto di vista architettonico, tecnologico, dell’efficienza energetica e della sicurezza antisismica».
«Va dato atto al Governo di aver fatto proprie le proposte e le sollecitazioni degli architetti italiani che da tempo si battono affinché il concorso di architettura sia lo strumento normale per la progettazione di una nuova generazione di scuole che siano belle oltre che funzionali e che garantiscano innanzitutto i necessari standard di sicurezza anche per evitare le tragedie che, troppo numerose, si sono succedute in questi anni».
“Ora – conclude – lo strumento normativo c’è: ci auguriamo che esso sia di esempio per la progettazione di tutte le opere pubbliche”.
Andrea Tomasi, presidente della Fondazione, valutando con soddisfazione la previsione normativa, contenuta dei commi 155 – 156 – 157 dell’art. 1 della Legge 107/2015, di ricorso a procedure concorsuali per garantire finalmente qualità al patrimonio edilizio scolastico, rileva: “spiace dover rilevare che anche in questo caso, purtroppo, proseguendo una deleteria, storica, prassi, nella norma non si prevede alcuna garanzia per il conferimento dell’incarico per le successive fasi ai progetti vincitori. Il dettato normativo, infatti, una volta di più recita: “gli entri locali proprietari …. possono affidare i successivi livelli di progettazione …..” Ribadiamo che questa previsione umilia il nostro lavoro. Si deve finalmente comprendere che i concorsi di progettazione sono una modalità per assegnare gli incarichi professionali e non certo esercitazioni accademiche i cui risultati sono lasciati alla libera decisione, ex post, degli enti banditori. L’impegno e la professionalità devono trovare corretto e coerente riscontro come dimostrato in occasione del concorso per la ricostruzione della Città della Scienza a Napoli. “
Per il testo della legge cliccare qui.
Mercato di ingegneria in affanno, -1 mld nel 2015
Nel periodo aprile-giugno 2015 gli importi complessivamente posti a base d’asta per i servizi di ingegneria ed architettura sono stati pari a circa 1,6 miliardi di euro, oltre un miliardo in meno rispetto allo stesso periodo del 2014.
E’ quanto emerge dal monitoraggio sui bandi di progettazione del Centro studi del Consiglio nazionale degli ingegneri (Cni), in cui risulta anche il calo degli appalti integrati (-27%).
L’analisi, relativa al trimestre successivo alla Determinazione dell’Anac, che ha definito gli adempimenti che le stazioni appaltanti devono rispettare, dimostra come tali obblighi siano ancora ampiamente disattesi: ed esempio, soltanto il 52% dei bandi per i servizi di ingegneria fanno riferimento al cosiddetto “Decreto parametri” per stabilire il corrispettivo da porre a base d’asta, mentre nel 44,1% dei casi non sono chiare le modalità di calcolo degli importi.
Qualche segnale positivo non manca: la percentuale dei bandi che – disattendendo l’indicazione dell’Anac – richiede un fatturato superiore al doppio dell’importo a base d’asta è scesa dal 43,1% del I trimestre 2015 al 27,7% del II.
Il Centro studi del Cni, infine, mette in risalto come i partecipanti alle gare per i servizi di ingegneria, nel periodo aprile-giugno, si siano visti chiedere la presenza in organico di circa 5-6 elementi: valore elevato, se si pensa che nell’edilizia e nelle costruzioni gran parte delle imprese hanno meno di 5 dipendenti. Ciò, però, puntualizza il dossier, esclude i liberi professionisti dalle gare di progettazione più remunerative.
PROFESSIONE
Disegno di legge concorrenza
La commissione Giustizia della Camera, nella seduta di giovedì 9 luglio, ha espresso parere favorevole al disegno di legge annuale in materia di concorrenza inserendo tra le condizioni la soppressione dell’art. 31, norma di interpretazione autentica con cui il legislatore estende alle società di ingegneria costituite in forma di società di capitali o cooperative la disciplina della legge n. 266 del 1997, consentendo così di affermare la validità dei contratti conclusi, a decorrere dall’11 agosto 1997, tra tali società di ingegneria e i privati.
Al riguardo il Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori aveva inviato a tutti i componenti delle commissioni Finanze e Attività produttive della Camera dei deputati, che stanno esaminando il testo in sede referente, un appello contro il tentativo, attraverso l’articolo 31, di permettere alle società di ingegneria di operare fuori dalle regole sul mercato privato.
«Il problema – hanno evidenziato gli architetti italiani – non è la forma societaria, ma che vi siano regole uguali per tutti: le società di ingegneria, ad esempio, non hanno alcun codice etico, mentre i 153 mila architetti italiani e le società tra professionisti rispettano il codice deontologico approvato dal ministero della Giustizia e se evadono il fisco vengono, giustamente, radiati dall’Albo; rispettano le molte regole della riforma delle professioni e delle direttive comunitarie, cosa che non è prevista, invece, per le società di ingegneria. Vien da chiedersi, condonando passato e futuro, contro le leggi che lo stesso Parlamento ha promulgato, di chi si faccia l’interesse, ma viene anche da chiedersi – ha proseguito il Consiglio nazionale – perché le società di ingegneria non vogliono iscriversi agli Albi e rispettare le medesime regole. Chiediamo quindi ai deputati del Parlamento italiano di prendersi il tempo per leggere il Codice deontologico degli architetti italiani: forse così capiranno perché votare contro l’art.31».
Il testo del disegno di legge sarà comunque ampiamente riscritto: sono infatti stati presentati più di 1300 emendamenti, molte delle quali riferite a disposizioni in materia di concorrenza delle professioni.
Con riferimento all’art. 31, sono molte le proposte di modifica che chiedono lo stralcio della disposizione.
Al riguardo, si potrà capire qual è l’orientamento del Governo già lunedì 20 luglio, giornata in cui è atteso il pacchetto degli emendamenti dell’esecutivo; dal giovedì successivo dovrebbero iniziare le votazioni.
Provincia di Trento: formazione di ingegneri e architetti nella
La Provincia di Trento investe sulla formazione di ingegneri e architetti da inserire nella “task force” della protezione civile per il rilievo dei danni e dell’agibilità delle costruzioni e delle infrastrutture in caso di calamità, sia sul territorio provinciale che nazionale. Lo fa con una convenzione siglata con gli ordini professionali e approvata il 13 luglio dalla Giunta, che stabilisce lo stanziamento di 20.000 euro per il 2015 per attività di formazione, propedeutica in futuro anche all’iscrizione nell’elenco provinciale del Nucleo tecnico nazionale per la valutazione di agibilità nell’emergenza post-sismica. L’accordo prevede la redazione da parte degli ordini professionali di elenchi di professionisti idonei all’impiego, che a titolo volontario e gratuito presteranno la loro attività di protezione civile, anche con un preavviso breve. I costi relativi al vitto, all’alloggio, al trasporto e all’assicurazione durante le emergenze saranno a carico della Provincia.
«Tutto questo – ha spiegato l’assessore Tiziano Mellarini – sulla base della grande disponibilità sempre riscontrata fra i professionisti per le attività legate all’immediato post emergenza, in particolare per il ripristino della normalità nei luoghi colpiti da sisma o altre calamità». Un analogo schema di convenzione sarà redatto con l’ordine dei geologi».
Ingegneri: la formazione universitaria è poco professionalizzante
L’offerta formativa delle varie facoltà d’ingegneria non sempre fornisce tutte le competenze attinenti al profilo professionale. E’ questa la fotografia scattata dal Centro Studi del Consiglio Nazionale Ingegneri (CNI) nel rapporto “Esercizio della professione di ingegnere e formazione universitaria: un rapporto da rinsaldare”.
Secondo lo studio nel corso del tempo si è verificato uno scollamento tra sistema formativo e sistema ordinistico: è stata infatti riscontrata un’elevata difformità di contenuti nei percorsi formativi della stessa classe di laurea tra un’università e l’altra e, in generale, le varie offerte formative non sono state in grado di trasmettere le competenze specializzanti per profilo professionale.
Per scaricare il rapporto clicca qui.
Pubblicati in Gazzetta Ufficiale tre nuovi decreti sull’efficienza energetica degli edifici
Sulla Gazzetta ufficiale n. 162 del 15 luglio 2015 sono stati pubblicati i tre decreti del Ministero dello Sviluppo Economico che riscrivono le norme sull’efficienza energetica degli edifici, ponendo quali pilastri della nuova normativa l’Attestato di prestazione energetica (APE) 2015, la metodologia di calcolo delle prestazioni energetiche e gli esempi per la compilazione della relazione tecnica del progetto.
Il primo decreto modifica il DM 26 giugno 2009 e introduce le nuove linee guida nazionali per l’Attestazione della Prestazione Energetica degli edifici (APE 2015). Per evitare la frammentazione a livello locale delle regole sulla certificazione energetica degli edifici, il nuovo modello di APE sarà uguale per tutto il territorio nazionale.
Col secondo decreto sono definite le nuove modalità di calcolo della prestazione energetica e vengono rafforzati i requisiti minimi di efficienza per gli edifici nuovi e per quelli ristrutturati, ottimizzando il rapporto costi/benefici degli interventi, in modo da arrivare a realizzare gli Edifici a Energia Quasi Zero previsti dalla Direttiva 2010/31/UE.
Il terzo decreto introduce degli schemi di riferimento per la compilazione della relazione tecnica di progetto ai fini dell’applicazione delle prescrizioni e dei requisiti minimi di prestazione energetica negli edifici. Gli schemi sono diversi in base alle diverse tipologie di opere eseguite: nuove costruzioni, ristrutturazioni importanti, riqualificazioni energetiche.
Interventi Dipartimento pari opportunità estensione alle professioniste
E’ stato registrato dalla Corte dei conti il decreto di approvazione dell’Atto aggiuntivo alla Convenzione stipulata il 14 marzo 2013 tra il Dipartimento per le pari opportunità, il Ministero dello sviluppo economico e il Ministero dell’economia e delle finanze, per l’estensione anche alle professioniste – iscritte agli ordini professionali o aderenti alle associazioni professionali iscritte nell’elenco tenuto dal Ministero dello sviluppo economico – della possibilità di accedere agli interventi della Sezione speciale “Presidenza del Consiglio dei ministri-Dipartimento per le pari opportunità” del Fondo di garanzia per le PMI.
L’estensione alle professioniste consegue all’entrata in vigore del decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze del 27 dicembre 2013, recante “Disposizioni per il rafforzamento del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese”, adottato ai sensi dell’articolo 1, comma 5-bis, del decreto-legge n. 69/2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 98/2013, che ha previsto la possibilità di accedere agli interventi del Fondo per i professionisti indicati nel medesimo decreto-legge.
A seguito dell’emanazione il 6 luglio 2015 di apposita circolare da parte del Gestore del Fondo, la Sezione speciale è pertanto attualmente operativa anche per le professioniste.
Sezione speciale “Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari opportunità” del Fondo di Garanzia per le PMI
Adepp: approfondimento
FISCO
Consiglio dei Ministri: secondo esame preliminare dei decreti attuativi della delega fiscale
Venerdì 17 luglio si è riunito il Consiglio dei ministri, che ha svolto il secondo esame preliminare di tre schemi di decreti legislativi attuativi della legge di riforma fiscale (legge 11 marzo 2014 n. 23) che delega il Governo ad introdurre disposizioni per un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita. I provvedimenti hanno recepito gran parte delle indicazioni contenute nei pareri delle Commissioni parlamentari e ora tornano alle Camere per l’acquisizione dei pareri definitivi.
In particolare, si tratta dei seguenti provvedimenti:
- Decreto legislativo sull’internazionalizzazione delle imprese;
- Decreto legislativo di trasmissione telematica delle operazioni IVA e di controllo delle cessioni di beni effettuate attraverso distributori elettronici (fatturazione elettronica);
- Decreto legislativo riguardante disposizioni sulla certezza del diritto nei rapporti tra fisco e contribuente.
La descrizione delle principali misure contenute e dei rilievi formulati dalle Commissioni parlamentari e accolti dal Governo, è disponibile qui.
Agenzia entrate: comunicazioni preventive partite Iva
L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione delle partite Iva le informazioni inviate dai loro clienti da cui risultano non dichiarati ricavi e le possibili anomalie nella dichiarazione dei redditi dovute alla mancata indicazione di compensi che sono stati invece certificati dai sostituti d’imposta nei modelli 770. Grazie a queste segnalazioni che viaggeranno via posta elettronica certificata, il contribuente potrà rimediare per tempo a un eventuale errore commesso avvalendosi del nuovo ravvedimento e beneficiando, così, di una significativa riduzione delle sanzioni. Ciò anche nel caso in cui la violazione sia già stata constatata o siano iniziati accessi, ispezioni o verifiche. Il provvedimento firmato dal direttore dell’Agenzia – che segue a stretto giro quello sulle anomalie nei dati dichiarati ai fini degli studi di settore – stabilisce le modalità con cui le Entrate mettono a disposizione dei contribuenti, in maniera preventiva, le informazioni utili ad adempiere correttamente ai propri doveri fiscali e ad evitare, quindi, controlli.
 
Agenzia entrate: chiarimenti voluntary disclosure
Dopo le prime indicazioni contenute nella circolare n. 10/E dello scorso marzo, l’Agenzia fornisce con la Circolare del 16/07/2015 n. 27 /E ulteriori precisazioni per l’applicazione delle misure introdotte dalla legge n. 186/2014 in materia di emersione e rientro di capitali illecitamente detenuti all’estero.

A cura di

UTOPIA

Giornata Informativa Europea sul nuovo bando Eco-Innovation – 27 Maggio 2013 Bruxelles

E’ aperta la registrazione alla Giornata Informativa di presentazione del nuovo bando Eco-Innovation che sarà reso pubblico fra qualche giorno e che riguarda la presentazione di progetti innovativi nel capo ambientale e dell’efficienza energetica, soprattutto nel settore industriale.

 

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