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  • 7ª GIORNATA NAZIONALE DELLA PREVENZIONE SISMICA

    7ª GIORNATA NAZIONALE DELLA PREVENZIONE SISMICA

    Si è tenuta lo scorso 17 dicembre a Roma la settima edizione della Giornata Nazionale della Prevenzione sismica. L’annuale appuntamento, che ha registrato un grande successo anche in questa edizione, è stato organizzato da Fondazione Inarcassa, dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri e dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. Lo scopo della giornata è stato quello di fare il punto sulla prevenzione del rischio sismico in Italia, rafforzando al tempo stesso il dibattito pubblico sui temi della prevenzione, ma si è proposto anche di essere un think tank utile a costruire un'agenda politica stabile di proposte finalizzate alla salvaguardia delle vite umane e alla messa in sicurezza del patrimonio edilizio.

    L'evento di quest'anno, inoltre, è stato scelto dal ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, per annunciare il nuovo Piano nazionale per la prevenzione sismica, un "un programma che parte con la dotazione di 250 milioni di euro, destinato a durare almeno 10 anni, con l’obiettivo di replicare questa cifra ogni anno".

    "Siamo molto soddisfatti per la grande riuscita dell'evento - ha commentato il presidente della Fondazione Inarcassa, Andrea De Maio - ed in particolare che il ministro Musumeci abbia scelto proprio la VII GNPS per dare l’annuncio del Piano Nazionale di Prevenzione sismica. Il piano sarà un'importante occasione per la messa in sicurezza di diversi edifici pubblici e per i professionisti di svolgere la loro funzione sociale, mettendo a disposizione le loro competenze al servizio della collettività".

    Durante l’evento è stato presentato anche uno studio sui costi indiretti dei terremoti e lo stato del patrimonio edilizio italiano. In particolare l’analisi ha preso in esame 3 sismi distruttivi - Valle del Belice, Friuli Venezia Giulia e Irpinia -  e per ciascuno ha analizzato 4 parametri: effetti sul PIL, sull’occupazione, sulla demografia e sui beni culturali.

    Alla Giornata Nazionale delle Prevenzione Sismica hanno partecipato anche il presidente di Inarcassa Giuseppe Santoro, il presidente del consiglio nazionale ingegneri Angelo Domenico Perrini e il presidente del consiglio nazionale architetti PPC Massimo Crusi.

    L'evento è stato aperto con il punto sullo status attuale delle politiche di prevenzione sismica in Italia e ha visto protagonisti, oltre al ministro, il senatore Guido Castelli, commissario straordinario ricostruzione sisma 2016, secondo cui "è necessaria la conoscenza del patrimonio immobiliare in Italia, oggi ancora frammentata, come fattore di modernizzazione del Paese". Sono intervenuti, inoltre, l’ingegnere Paola Pagliara, direttrice dell’ufficio attività tecnico-scientifiche per la previsione dei rischi protezione civile e il dottor Luigi Ferrara, capo del dipartimento di Casa Italia. 

    Nella seconda parte della Giornata si è tenuta una tavola rotonda tecnica con testimonial che sono espressione dei territori recentemente colpiti dagli eventi sismici per raccontare la loro esperienza sulle politiche di prevenzione sismica, evidenziandone criticità e possibili soluzioni. Il dibattito ha visto la partecipazione di parlamentari particolarmente attivi sul tema della prevenzione sismica: il senatore Raffaella Paita, Componente V Commissione Bilancio del Senato e l’onorevole Erica Mazzetti, Componente VIII Commissione ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera che ha sottolineato la necessità di "approfondire il tema del monitoraggio degli edifici per intervenire precisamente dove necessario. Dobbiamo dare gli strumenti per fare un salto di qualità in avanti".

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    Guarda l'intervista al sen. Nello Musumeci, ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare

    Guarda l'intervista all'ing. Andrea De Maio, presidente Fondazione Inarcassa

    Guarda l'intervista all'arch. Giuseppe Santoro, presidente Inarcassa

    Guarda l'intervista all'ing. Angelo Domenico Perrini, presidente del Consiglio nazionale ingegneri

    Guarda l'intervista all'arch. Massimo Crusi, presidente del Consiglio nazionale architetti PPC

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  • Giornata Nazionale della Prevenzione Sismica

  • ArchiTalkIng, dicembre: intervista a Francesca Federzoni

    Francesca Federzoni è un ingegnere che si occupa da quasi 30 anni di progettazione integrata. Dal 2011 è presidente di Politecnica, progetto collettivo nato a Modena nel 1972 e oggi società che conta su 300 professionisti, 46 soci e 30 milioni di fatturato in oltre 50 Paesi al mondo.

    "Politecnica - ci ha spiegato l'ing. Federzoni - nasce come società di progettazione integrata, anzi direi che il progetto integrato è la nostra specificità; chi cresce professionalmente in Politecnica vive quotidianamente l’integrazione delle competenze in team multidisciplinari. E se in un recente passato la multidisciplinarietà era costituita dalle branche più classiche dell’ingegneria e dell’architettura (strutture, impianti, urbanistica, composizione architettonica, …) oggi la complessità della realtà ci ha portato ad integrare i gruppi di lavoro con competenze trasversali come economisti, sociologhi, esperti di comunicazione".

    La società Politecnica ha ottenuto la certificazione UNI/Pdr 125:2022 sulla parità di genere, requisito previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza PNRR che misura le opportunità di crescita e inclusione offerte dall’azienda, l’equità remunerativa, la tutela alla genitorialità e la conciliazione vita lavoro: "Il nostro settore per sopravvivere - ha continuato Federzoni - deve essere fortemente rinnovato e diventare attrattivo per donne e giovani generazioni. Il problema ha un grande nemico nella percentuale femminile di laureate nelle materie STEM". "La certificazione non è la soluzione di tutti mali, ma sicuramente avere una parte terza a cui render conto delle proprie scelte, aiuta a mettersi in discussione, senza la paura di essere giudicati, ma con la voglia di migliorare". "Spesso la discriminazione non è palese, ma si annida nelle sfumature, non sempre facili da cogliere".

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  • AUDIZIONE COMMISSIONE AMBIENTE, LEGGE QUADRO RICOSTRUZIONE POST-CALAMITÀ

    Lo scorso 21 gennaio Fondazione Inarcassa è stata audita presso la VIII Commissione Ambiente, Transizione Ecologica, Energia, Lavori Pubblici, Comunicazioni, Innovazione Tecnologica del Senato, per evidenziare alcuni aspetti importanti sul disegno di legge n. 1294, Legge quadro in materia di ricostruzione post-calamità.

    "Restiamo convinti che l’esame di questo disegno di legge possa rappresentare una ottima opportunità per imprimere un cambio di paradigma e di prospettiva rispetto al tema della ricostruzione, affinché esso vada affrontato con metodo diverso da quello dell’emergenza tout court, tenendo altresì conto dell’importanza delle politiche di prevenzione, secondo un approccio sinergico tra prevenzione e ri-costruzione post evento" ha affermato il Presidente di Fondazione Inarcassa, Andrea De Maio.

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  • Codice dei contratti pubblici, le proposte della Fondazione Inarcassa accolte nel “Correttivo”

    Correttivo al Codice dei contratti pubblici: pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo 31 dicembre 2024, n. 209.

    È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 31 dicembre scorso (n. 305, Suppl. Ordinario n. 45) il Decreto Legislativo 31 dicembre 2024, n. 209 recante “Disposizioni integrative e correttive al codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36”. (c.d. Dlgs Correttivo Codice Appalti). Il “Correttivo”, approvato in via definitiva dal Consiglio dei ministri nella riunione del 23 dicembre scorso, tiene conto dei pareri resi dal Consiglio di Stato, dalla Conferenza unificata e dalle Commissioni parlamentari competenti per materia. La Fondazione Inarcassa è stata audita sul provvedimento (“Schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive al Codice dei contratti pubblici di cui al decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36; A.G. n. 226) presso le Commissioni Ambiente e Lavori Pubblici della Camera e del Senato. Le due audizioni, tenutesi alla fine del mese di novembre scorso, hanno rappresentano un valido strumento, infatti, per segnalare al legislatore alcune criticità che insistono sulle procedure di affidamento dei servizi di ingegneria ed architettura.

    Il “Correttivo” accoglie diverse proposte formulate dalla Fondazione Inarcassa nel corso delle audizioni parlamentari, a partire dall’art. 100 del Codice in materia di requisiti capacità economica-finanziaria e tecnica-professionale. La proposta della Fondazione Inarcassa, accolta nel “Correttivo”, è sempre stata finalizzata, coerentemente al principio del favor partecipationis, ad ampliare l’accesso al mercato della progettazione al fine di favorire, in particolare, la crescita delle nuove generazioni di architetti e ingegneri liberi professionisti. L’art. 32 del D.Lgs. 209/2024 modifica l’art. 100 del Codice dei contratti pubblici per quanto riguarda il periodo di riferimento sul quale valutare il possesso del requisito relativo al fatturato globale, dagli attuali ultimi 3, ai migliori 3 degli ultimi 5 anni, nonché il periodo di valutazione dei requisiti di capacità tecnica e professionale dagli attuali 3 a 10 anni.

    Sull’equo compenso, la soluzione (65% prezzo fisso; 35% ribassabile) adottata dal Legislatore, di cui all’art. 14, commi 15-bis, 15-ter e 15-quater del “Correttivo”, premia la capacità degli stakeholder della filiera della progettazione di fare sintesi rispetto agli “interessi” della Pubblica Amministrazione circa la tenuta e stabilità dei conti pubblici. Un risultato importante che premia, altresì, lo sforzo della Fondazione Inarcassa di interloquire ad ogni livello istituzionale per rappresentare in maniera diffusa gli interessi della categoria degli architetti e ingegneri liberi professionisti, nella piena consapevolezza che d’ora in poi occorrerà, da un lato, vigilare sulla concreta interpretazione e applicazione della novella normativa, e, dall’altro, sollecitare il legislatore in funzione dell’aggiornamento del decreto “parametri”, considerato che diverse prestazioni professionali, alcune delle quali legate al PNRR, non sono in esso contemplate.

    Sull’accordo quadro, la modifica introdotta dal “Correttivo” è, a nostro giudizio, insufficiente per limitare gli effetti di un istituto che, in applicazione ai servizi di architettura e ingegneria, determina un innalzamento dei requisiti di partecipazione e, di conseguenza, la graduale espulsione dal mercato della progettazione delle realtà medio-piccole. Al riguardo, la proposta della Fondazione Inarcassa, chiaramente espressa in audizione, è finalizzata a vietare l’utilizzo dell’accordo quadro per i servizi di natura intellettuale, considerata la complessità e specificità da sviluppare in più livelli progettuali. Il progetto è un prodotto dell’intelletto e non il frutto di un processo industriale.

    Su altri temi - appalto integrato e ruolo della PA nei servizi della progettazione, su tutti - per i quali si rimanda alle memorie depositate in Commissione Ambiente di Camera e Senato per maggiori approfondimenti, il “Correttivo” non offre, a nostro avviso, soluzioni di modifica valide. Sull’appalto integrato, che ha già dimostrato in passato molteplici criticità in termini di legalità, incremento dei costi e dei tempi realizzativi, la Fondazione Inarcassa propone di limitarne il ricorso ai soli appalti di lavori di valore superiore alla soglia europea.

    Sul ruolo della P.A. occorre, invece, un deciso cambio di passo: la P.A. deve limitarsi all’attività di programmazione e controllo dei tempi realizzativi, senza interferire nell’attività di progettazione che, invece, deve essere affidata alla competenza, flessibilità ed efficienza dei liberi professionisti.  

    Consulta qui il “Correttivo”

    Leggi la memoria depositata alla Camera e al Senato

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