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  • Notizie

    Dissesto idrogeologico, Fondazione Inarcassa rilancia: centralità dei tecnici e prevenzione strutturale

    Difesa del suolo, governance del territorio e prevenzione strutturale sono stati i temi al centro della terza Giornata nazionale della prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico, che si è tenuta ieri all’Acquario Romano. L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Inarcassa, dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI) e dal Consiglio Nazionale dei Geologi (CNG), ha riunito rappresentanti delle istituzioni e delle professioni tecniche con l’obiettivo di delineare una strategia condivisa per affrontare la crescente fragilità del territorio italiano. Il confronto ha evidenziato la necessità di superare una gestione ancora troppo spesso legata all’emergenza, orientando le politiche verso una visione sistemica fondata sulla prevenzione e su un assetto di governance più efficace. Ad aprire i lavori sono stati i vertici delle categorie tecniche. Angelo Domenico Perrini, Presidente del CNI, ha richiamato l’attenzione sull’impossibilità di mantenere un approccio “intermittente” a un problema che mostra segnali di costante aggravamento. Nella stessa direzione si è mosso Roberto Troncarelli, Presidente del CNG, che ha invitato a non considerare più l’imprevedibilità dei fenomeni naturali come un alibi, sottolineando la necessità di rafforzare il coordinamento tra competenze tecniche e decisionali. Il confronto ha visto poi l’intervento del Vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, che ha posto l’accento sulla complessità del patrimonio infrastrutturale nazionale, composto da oltre 21 mila tra ponti, viadotti e gallerie. Il ministro ha ribadito l’impegno del Governo nel valorizzare le competenze tecniche e ha sottolineato l’importanza di un maggiore coinvolgimento di ingegneri, architetti e geologi nei processi decisionali. «Non possiamo promettere miracoli, ma stiamo spendendo fino all’ultimo centesimo dei soldi delle vostre tasse per provare a prevenire e a mitigare il dissesto del nostro territorio». Ha inoltre aggiunto che «tutte le professioni tecniche possono e devono essere coinvolte nei collegi consultivi tecnici», indicando nella valorizzazione delle competenze un passaggio chiave per migliorare l’efficacia dell’azione pubblica. A questo indirizzo si è collegato l’intervento del Presidente della Fondazione Inarcassa, Andrea De Maio, che ha posto al centro il ruolo dei professionisti tecnici: «Noi professionisti dell’area tecnica siamo la prima barriera contro i rischi». De Maio ha evidenziato come il contributo delle competenze sia determinante non solo nella realizzazione degli interventi, ma anche nella diffusione di una maggiore consapevolezza collettiva. Ha inoltre richiamato l’attenzione su uno squilibrio strutturale del sistema: «oggi investiamo in prevenzione circa un settimo di quanto spendiamo per le emergenze». Nel corso della mattinata è intervenuto anche il Ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, con un videomessaggio incentrato sul tema dell’innovazione tecnologica. Il ministro ha ricordato che «la programmazione degli interventi per il 2026 vale oltre 300 milioni» e ha sottolineato il valore strategico del Sistema integrato di monitoraggio (SIM), capace di integrare dati satellitari e rilievi morfologici per supportare modelli previsionali avanzati. Strumenti che, ha evidenziato, devono essere accompagnati da una governance efficace per garantire la reale attuazione degli interventi. I contributi tecnici hanno rafforzato questa impostazione. Eros Mannino, Capo del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, ha evidenziato il cambiamento del rischio, sempre meno legato alla stagionalità, mentre Paola Pagliara, Direttrice dell’Ufficio Previsione e Prevenzione della Protezione Civile, ha richiamato il ruolo centrale dei sistemi di allerta e della prevenzione non strutturale. Maria Alessandra Gallone, Presidente dell’Ispra, ha definito la prevenzione «una grande questione civile» e ha sottolineato la necessità di una collaborazione stabile tra ricerca e istituzioni. A completare il quadro dei contributi istituzionali anche Filippo Cappotto, Vicepresidente del CNG. Le tavole rotonde della mattinata, moderate da Gianluca Semprini, hanno approfondito i principali nodi tecnici. La prima, dedicata ai modelli previsionali, ha visto gli interventi di Francesca Bozzano, Emanuela Piervitali e Alessandro Trigila, che hanno analizzato l’impatto dei cambiamenti climatici sull’evoluzione dei fenomeni franosi. La seconda ha affrontato le criticità del governo del territorio con i contributi di Costantino Azzena, Marina Colaizzi, Alessio Colombi, Luigi Ferrara e Giuseppe Travia, mettendo in evidenza la fragilità degli enti locali, spesso privi di adeguate risorse tecniche. I lavori della mattinata si sono conclusi con la presenza del presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, Massimo Sessa, e sono proseguiti nel pomeriggio con ulteriori interventi tecnici, tra cui quelli di Carlo Cassaniti, Felice Monaco e Mauro Uniformi, che hanno ribadito il contributo del sistema professionale e previdenziale. Il confronto si è poi spostato sul tema della governance e delle riforme, con la partecipazione del sottosegretario Alessandro Morelli e dei Parlamentari Pino Bicchielli, Mauro Rotelli ed Elena Sironi, che hanno evidenziato la necessità di rafforzare il coordinamento tra le amministrazioni e semplificare le procedure per rendere più efficace l’utilizzo delle risorse disponibili. Nel corso della giornata è stato presentato il Libro bianco sul dissesto idrogeologico e le infrastrutture di trasporto, documento tecnico che fornisce un quadro aggiornato delle criticità e delle possibili linee di intervento. Le conclusioni sono state affidate a Domenico Condelli del CNI, che ha richiamato l’urgenza di rendere strutturale la collaborazione tra istituzioni e professionisti. Il messaggio emerso con chiarezza è quello della necessità di un cambio di passo: il rafforzamento della prevenzione, la semplificazione della governance e la valorizzazione delle competenze tecniche rappresentano condizioni imprescindibili per affrontare in modo efficace il dissesto idrogeologico e garantire una reale resilienza del territorio nazionale. Vai al comunicato stampa

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    Presentazione delle candidature per il Consiglio Direttivo della Fondazione Inarcassa

    È aperta la procedura per la presentazione delle candidature finalizzate all’elezione dei 4 (quattro) componenti del Consiglio Direttivo della Fondazione Inarcassa per il mandato 2026–2029, che saranno nominati dal Comitato Nazionale dei Delegati di Inarcassa. Possono presentare la propria candidatura gli associati Inarcassa in possesso dei requisiti previsti dallo Statuto e dalla normativa vigente. Modalità di presentazione Per candidarsi è necessario: accedere all’area dedicata tramite il proprio codice fiscale; compilare e sottoscrivere il modulo MOD 01/EL – Presentazione candidatura e dichiarazione sostitutiva; inviare la candidatura tramite PEC, all’indirizzo elezionifondazione@legalmail.it allegando il modulo firmato e un documento di identità in corso di validità. Le candidature devono essere presentate esclusivamente secondo le modalità indicate; eventuali irregolarità o invii incompleti comporteranno l’esclusione. Scadenza Il termine perentorio per la presentazione delle candidature è fissato alle: ore 12:00 del 26 maggio 2026. Le candidature inviate oltre tale termine non saranno considerate ammissibili. Come candidarsi Per accedere alla procedura e presentare la candidatura, è possibile consultare il seguente link: https://fondazioneinarcassa.it/it/candidatura/ Referente per informazioni Per eventuali chiarimenti è possibile contattare: Dott. Gianfranco Carcione Segretario Generale della Fondazione Inarcassa g.carcione@fondazioneinarcassa.it

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    Con il ‘Piano Casa’ recepite le istanze della Fondazione Inarcassa: occasione unica per mettere a sistema strumenti e soluzioni insieme alle Istituzioni

    Con il ‘Piano Casa’ presentato dal governo, sono state recepite le istanze rappresentate dalla Fondazione Inarcassa e dall’ecosistema costituito dai professionisti: affrontare l’emergenza abitativa con strumenti certi, intervenire con la rigenerazione urbana, lavorare sul contenimento del consumo di suolo e promuovere l’apertura a modelli di partneriato pubblico-privato. “La bozza di decreto del ‘Piano Casa’ accoglie una visione che sosteniamo da tempo – dichiara Andrea De Maio, Presidente della Fondazione Inarcassa, punto di riferimento degli oltre 175.000 ingegneri e architetti liberi professionisti iscritti ad Inarcassa. Le nuove politiche abitative devono puntare sul recupero e la valorizzazione dell’ingente patrimonio edilizio esistente, spesso sottoutilizzato o degradato – spiega De Maio. L’introduzione di programmi infrastrutturali di edilizia integrata, che abbinano edilizia convenzionata e libero mercato, è la scelta giusta per garantire sostenibilità economica degli investimenti e per attrarre capitali privati, ormai imprescindibili”. Il ‘Piano Casa’ consente di porre al centro del dibattito e dell’azione concreta un’opportunità unica: il tema della sicurezza e della qualità del costruito diventano decisivi, tanto da poter rafforzare l’efficacia degli interventi previsti nella fase attuativa. Come ricordato dal Presidente della Fondazione Inarcassa, De Maio, “un tetto, da solo, non basta: serve una casa sicura. Per questo chiediamo al governo di valutare l’istituzione del Fascicolo del Fabbricato, a partire dal patrimonio edilizio pubblico: il Fascicolo rappresenta uno strumento di conoscenza fondamentale per programmare ed eseguire interventi efficaci e mirati, ottimizzando le risorse pubbliche. Così come – continua De Maio - è essenziale prevedere l’obbligo di verifica sismica per gli immobili da destinare a finalità sociali, garantendo la piena sicurezza dei cittadini e la durata del valore, nel tempo, degli investimenti condotti”. Con questo decreto, una volta divenuto legge, si apre una fase nuova per le politiche abitative del Paese: il ruolo della progettazione e delle competenze tecniche saranno ancora più determinanti perché devono tradurre gli obiettivi del Piano Casa in interventi duraturi, efficaci e integrati nello spazio urbano che muta nel tempo. Saper far fronte all’evoluzione delle esigenze di uno spazio urbano di grandi dimensioni o di una cittadina, costituisce un valore aggiunto per tutti gli attori coinvolti, a partire dai cittadini. In tal senso, diventa centrale rendere più attrattivo il partneriato pubblico-privato, con incentivi e premialità fiscali legati alla qualità progettuale e al raggiungimento di elevati standard di sicurezza e sostenibilità. “Costruire le case di domani, più sicure, sostenibili e a misura di chi le abiterà, è una sfida che risponde a bisogni che vanno al di là della città del futuro perché mette in rete competenze e risposte fondamentali dei professionisti e per chi lavora ed abita lo spazio urbano. “Fondazione Inarcassa continuerà a mettere a disposizione conoscenze, strumenti e professionalità, collaborando con le istituzioni per l’ambizioso obiettivo comune: non rispondere solo all’emergenza ma mettere a sistema tutte le soluzioni utili a migliorare il nostro modo di vivere e di abitare”. Vai al comunicato stampa

  • Eventi

    Premio AIDIA "Idee per un mondo che cambia" – Seconda Edizione

    L’Associazione Italiana Donne Ingegneri e Architetti (AIDIA) lancia la Seconda Edizione del Premio “Idee per un mondo che cambia”, un’iniziativa volta a valorizzare il contributo delle donne nei campi dell’Ingegneria e dell’Architettura e a promuovere esperienze capaci di generare un impatto concreto e positivo nella società. Il Premio è dedicato a progetti, interventi e percorsi professionali già realizzati che si distinguano per innovazione, qualità progettuale e responsabilità sociale, ambientale e culturale. Un’occasione per dare visibilità a idee e azioni che migliorano la qualità della vita e contribuiscono alla trasformazione dei territori, delle organizzazioni e delle comunità. L’iniziativa si inserisce nel quadro dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, con particolare riferimento all’Obiettivo 5 – Parità di genere, promuovendo l’empowerment femminile come leva strategica per uno sviluppo sostenibile, equo e inclusivo. CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE Il Premio sarà presentato ufficialmente il 13 maggio 2026 a Roma alle ore 10.30, presso il Consiglio Nazionale degli Ingegneri. La conferenza stampa rappresenterà un momento di confronto e condivisione sui temi della parità di genere, dell’innovazione e del ruolo delle professioniste nei processi di cambiamento contemporanei. AIDIA invita professioniste, istituzioni, stakeholder e rappresentanti del mondo tecnico e accademico a partecipare, per conoscere da vicino l’iniziativa e contribuire alla diffusione di una cultura progettuale più inclusiva e sostenibile. CATEGORIE Le candidature potranno essere presentate nelle seguenti categorie: • Rigenerazione e riqualificazione • Miglioramento dell’ambiente • Sistemi digitali • Leadership manageriale femminile È inoltre previsto un Premio Speciale Fondazione Inarcassa dedicato alle libere professioniste. PREMI Per ciascuna categoria sarà assegnato un premio di € 1.500,00, così come per il Premio Speciale. Alle vincitrici sarà inoltre riconosciuta l’iscrizione gratuita per un anno ad AIDIA. La cerimonia di premiazione si terrà a Roma il 27 novembre 2026, presso la Casa dell’Architettura. PARTECIPAZIONE La partecipazione al Premio è gratuita ed è aperta a laureate in Ingegneria o Architettura, sia in forma singola che in gruppo (con capogruppo donna). Le candidature dovranno essere inviate entro le ore 23:59 del 15 settembre 2026 all’indirizzo: aidiapremio@gmail.com Tutti i dettagli e il bando completo sono disponibili sul sito: www.aidia-italia.it CONTATTI aidiapremio@gmail.com www.aidia-italia.it

  • Notizie

    Professioni tecniche in allarme: "Norme recenti ci marginalizzano e indeboliscono le tutele per i cittadini"

    Fondazione Inarcassa, sindacati e associazioni di categoria denunciano l'indebolimento del ruolo dei professionisti iscritti agli albi a causa di nuovi provvedimenti come il Conto Termico 3.0 e l'istituzione degli esperti assicurativi catastrofali. Una forte presa di posizione relativa a provvedimenti normativi che stanno progressivamente erodendo il ruolo e le competenze degli iscritti agli albi professionali: Conto Termico 3.0: Le nuove regole condizionano l'accesso agli incentivi alla redazione di diagnosi energetiche da parte di soggetti con certificazioni "volontarie". Questo, di fatto, esclude architetti e ingegneri regolarmente iscritti ai propri albi, le cui competenze sono già riconosciute dalla normativa primaria; ciò "svuota di valore il titolo di studio e l'abilitazione professionale" a vantaggio di certificazioni di terze parti. Esperti Assicurativi Catastrofali: La recente istituzione di questo nuovo ruolo presso CONSAP (introdotta con la Legge n. 59/2026) affida in via esclusiva a questi esperti l'accertamento e la stima dei danni agli immobili. Viene così creata un'abilitazione autonoma, esterna al sistema degli ordini professionali, che si sovrappone a compiti tipici dei professionisti tecnici, i quali sarebbero addirittura costretti a iscriversi a questo nuovo elenco per poter svolgere attività peritali. Entrambi i provvedimenti, seppur diversi, rivelano una tendenza a creare "riserve di attività" parallele a quelle già regolamentate. Ciò non solo altera la concorrenza sul mercato, ma indebolisce le tutele fondamentali per i committenti derivanti dalla formazione continua, dall'obbligo di assicurazione professionale e dal rispetto dei codici deontologici. In gioco non c'è solo il futuro delle professioni, ma la tenuta di un sistema che garantisce la collettività in settori cruciali come la transizione energetica, la sicurezza del patrimonio edilizio e la gestione delle emergenze. Per queste ragioni, Fondazione Inarcassa, Confprofessioni, Confedertecnica, Aidia, Ala Assoarchitetti & Ingegneri, Federarchitetti, Federazione Nazionale Asso Ingegneri Architetti, Fidaf, Inarsind, ANTEC e Singeop chiedono l'apertura di un tavolo di confronto con le forze politiche per correggere queste storture e riaffermare la centralità delle professioni tecniche regolamentate, nell'interesse della sicurezza dei cittadini e della qualità delle prestazioni. Vai al comunicato stampa

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  • Dissesto idrogeologico, Fondazione Inarcassa rilancia: centralità dei tecnici e prevenzione strutturale
    Difesa del suolo, governance del territorio e prevenzione strutturale sono stati i temi al centro della terza Giornata nazionale della prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico, che si è tenuta ieri all’Acquario Romano. L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Inarcassa, dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI) e dal Consiglio Nazionale dei Geologi (CNG), ha riunito rappresentanti delle istituzioni e delle professioni tecniche con l’obiettivo di delineare una strategia condivisa per affrontare la crescente fragilità del territorio italiano. Il confronto ha evidenziato la necessità di superare una gestione ancora troppo spesso legata all’emergenza, orientando le politiche verso una visione sistemica fondata sulla prevenzione e su un assetto di governance più efficace. Ad aprire i lavori sono stati i vertici delle categorie tecniche. Angelo Domenico Perrini, Presidente del CNI, ha richiamato l’attenzione sull’impossibilità di mantenere un approccio “intermittente” a un problema che mostra segnali di costante aggravamento. Nella stessa direzione si è mosso Roberto Troncarelli, Presidente del CNG, che ha invitato a non considerare più l’imprevedibilità dei fenomeni naturali come un alibi, sottolineando la necessità di rafforzare il coordinamento tra competenze tecniche e decisionali. Il confronto ha visto poi l’intervento del Vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, che ha posto l’accento sulla complessità del patrimonio infrastrutturale nazionale, composto da oltre 21 mila tra ponti, viadotti e gallerie. Il ministro ha ribadito l’impegno del Governo nel valorizzare le competenze tecniche e ha sottolineato l’importanza di un maggiore coinvolgimento di ingegneri, architetti e geologi nei processi decisionali. «Non possiamo promettere miracoli, ma stiamo spendendo fino all’ultimo centesimo dei soldi delle vostre tasse per provare a prevenire e a mitigare il dissesto del nostro territorio». Ha inoltre aggiunto che «tutte le professioni tecniche possono e devono essere coinvolte nei collegi consultivi tecnici», indicando nella valorizzazione delle competenze un passaggio chiave per migliorare l’efficacia dell’azione pubblica. A questo indirizzo si è collegato l’intervento del Presidente della Fondazione Inarcassa, Andrea De Maio, che ha posto al centro il ruolo dei professionisti tecnici: «Noi professionisti dell’area tecnica siamo la prima barriera contro i rischi». De Maio ha evidenziato come il contributo delle competenze sia determinante non solo nella realizzazione degli interventi, ma anche nella diffusione di una maggiore consapevolezza collettiva. Ha inoltre richiamato l’attenzione su uno squilibrio strutturale del sistema: «oggi investiamo in prevenzione circa un settimo di quanto spendiamo per le emergenze».  Nel corso della mattinata è intervenuto anche il Ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, con un videomessaggio incentrato sul tema dell’innovazione tecnologica. Il ministro ha ricordato che «la programmazione degli interventi per il 2026 vale oltre 300 milioni» e ha sottolineato il valore strategico del Sistema integrato di monitoraggio (SIM), capace di integrare dati satellitari e rilievi morfologici per supportare modelli previsionali avanzati. Strumenti che, ha evidenziato, devono essere accompagnati da una governance efficace per garantire la reale attuazione degli interventi. I contributi tecnici hanno rafforzato questa impostazione. Eros Mannino, Capo del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, ha evidenziato il cambiamento del rischio, sempre meno legato alla stagionalità, mentre Paola Pagliara, Direttrice dell’Ufficio Previsione e Prevenzione della Protezione Civile, ha richiamato il ruolo centrale dei sistemi di allerta e della prevenzione non strutturale. Maria Alessandra Gallone, Presidente dell’Ispra, ha definito la prevenzione «una grande questione civile» e ha sottolineato la necessità di una collaborazione stabile tra ricerca e istituzioni. A completare il quadro dei contributi istituzionali anche Filippo Cappotto, Vicepresidente del CNG. Le tavole rotonde della mattinata, moderate da Gianluca Semprini, hanno approfondito i principali nodi tecnici. La prima, dedicata ai modelli previsionali, ha visto gli interventi di Francesca Bozzano, Emanuela Piervitali e Alessandro Trigila, che hanno analizzato l’impatto dei cambiamenti climatici sull’evoluzione dei fenomeni franosi. La seconda ha affrontato le criticità del governo del territorio con i contributi di Costantino Azzena, Marina Colaizzi, Alessio Colombi, Luigi Ferrara e Giuseppe Travia, mettendo in evidenza la fragilità degli enti locali, spesso privi di adeguate risorse tecniche. I lavori della mattinata si sono conclusi con la presenza del presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, Massimo Sessa, e sono proseguiti nel pomeriggio con ulteriori interventi tecnici, tra cui quelli di Carlo Cassaniti, Felice Monaco e Mauro Uniformi, che hanno ribadito il contributo del sistema professionale e previdenziale. Il confronto si è poi spostato sul tema della governance e delle riforme, con la partecipazione del sottosegretario Alessandro Morelli e dei Parlamentari Pino Bicchielli, Mauro Rotelli ed Elena Sironi, che hanno evidenziato la necessità di rafforzare il coordinamento tra le amministrazioni e semplificare le procedure per rendere più efficace l’utilizzo delle risorse disponibili. Nel corso della giornata è stato presentato il Libro bianco sul dissesto idrogeologico e le infrastrutture di trasporto, documento tecnico che fornisce un quadro aggiornato delle criticità e delle possibili linee di intervento. Le conclusioni sono state affidate a Domenico Condelli del CNI, che ha richiamato l’urgenza di rendere strutturale la collaborazione tra istituzioni e professionisti. Il messaggio emerso con chiarezza è quello della necessità di un cambio di passo: il rafforzamento della prevenzione, la semplificazione della governance e la valorizzazione delle competenze tecniche rappresentano condizioni imprescindibili per affrontare in modo efficace il dissesto idrogeologico e garantire una reale resilienza del territorio nazionale. Vai al comunicato stampa                        
  • È aperta la procedura per la presentazione delle candidature finalizzate all’elezione dei 4 (quattro) componenti del Consiglio Direttivo della Fondazione Inarcassa per il mandato 2026–2029, che saranno nominati dal Comitato Nazionale dei Delegati di Inarcassa. Possono presentare la propria candidatura gli associati Inarcassa in possesso dei requisiti previsti dallo Statuto e dalla normativa vigente. Modalità di presentazione Per candidarsi è necessario: accedere all’area dedicata tramite il proprio codice fiscale; compilare e sottoscrivere il modulo MOD 01/EL – Presentazione candidatura e dichiarazione sostitutiva; inviare la candidatura tramite PEC, all’indirizzo elezionifondazione@legalmail.it allegando il modulo firmato e un documento di identità in corso di validità.    Le candidature devono essere presentate esclusivamente secondo le modalità indicate; eventuali irregolarità o invii incompleti comporteranno l’esclusione.  Scadenza Il termine perentorio per la presentazione delle candidature è fissato alle: ore 12:00 del 26 maggio 2026.  Le candidature inviate oltre tale termine non saranno considerate ammissibili.  Come candidarsi Per accedere alla procedura e presentare la candidatura, è possibile consultare il seguente link: https://fondazioneinarcassa.it/it/candidatura/  Referente per informazioni Per eventuali chiarimenti è possibile contattare: Dott. Gianfranco Carcione Segretario Generale della Fondazione Inarcassa g.carcione@fondazioneinarcassa.it    
  • Con il ‘Piano Casa’ recepite le istanze della Fondazione Inarcassa: occasione unica per mettere a sistema strumenti e soluzioni insieme alle Istituzioni
    Con il ‘Piano Casa’ presentato dal governo, sono state recepite le istanze rappresentate dalla Fondazione Inarcassa e dall’ecosistema costituito dai professionisti: affrontare l’emergenza abitativa con strumenti certi, intervenire con la rigenerazione urbana, lavorare sul contenimento del consumo di suolo e promuovere l’apertura a modelli di partneriato pubblico-privato. “La bozza di decreto del ‘Piano Casa’ accoglie una visione che sosteniamo da tempo – dichiara Andrea De Maio, Presidente della Fondazione Inarcassa, punto di riferimento degli oltre 175.000 ingegneri e architetti liberi professionisti iscritti ad Inarcassa. Le nuove politiche abitative devono puntare sul recupero e la valorizzazione dell’ingente patrimonio edilizio esistente, spesso sottoutilizzato o degradato – spiega De Maio. L’introduzione di programmi infrastrutturali di edilizia integrata, che abbinano edilizia convenzionata e libero mercato, è la scelta giusta per garantire sostenibilità economica degli investimenti e per attrarre capitali privati, ormai imprescindibili”. Il ‘Piano Casa’ consente di porre al centro del dibattito e dell’azione concreta un’opportunità unica: il tema della sicurezza e della qualità del costruito diventano decisivi, tanto da poter rafforzare l’efficacia degli interventi previsti nella fase attuativa. Come ricordato dal Presidente della Fondazione Inarcassa, De Maio, “un tetto, da solo, non basta: serve una casa sicura. Per questo chiediamo al governo di valutare l’istituzione del Fascicolo del Fabbricato, a partire dal patrimonio edilizio pubblico: il Fascicolo rappresenta uno strumento di conoscenza fondamentale per programmare ed eseguire interventi efficaci e mirati, ottimizzando le risorse pubbliche. Così come – continua De Maio - è essenziale prevedere l’obbligo di verifica sismica per gli immobili da destinare a finalità sociali, garantendo la piena sicurezza dei cittadini e la durata del valore, nel tempo, degli investimenti condotti”. Con questo decreto, una volta divenuto legge, si apre una fase nuova per le politiche abitative del Paese: il ruolo della progettazione e delle competenze tecniche saranno ancora più determinanti perché devono tradurre gli obiettivi del Piano Casa in interventi duraturi, efficaci e integrati nello spazio urbano che muta nel tempo. Saper far fronte all’evoluzione delle esigenze di uno spazio urbano di grandi dimensioni o di una cittadina, costituisce un valore aggiunto per tutti gli attori coinvolti, a partire dai cittadini. In tal senso, diventa centrale rendere più attrattivo il partneriato pubblico-privato, con incentivi e premialità fiscali legati alla qualità progettuale e al raggiungimento di elevati standard di sicurezza e sostenibilità. “Costruire le case di domani, più sicure, sostenibili e a misura di chi le abiterà, è una sfida che risponde a bisogni che vanno al di là della città del futuro perché mette in rete competenze e risposte fondamentali dei professionisti e per chi lavora ed abita lo spazio urbano. “Fondazione Inarcassa continuerà a mettere a disposizione conoscenze, strumenti e professionalità, collaborando con le istituzioni per l’ambizioso obiettivo comune: non rispondere solo all’emergenza ma mettere a sistema tutte le soluzioni utili a migliorare il nostro modo di vivere e di abitare”. Vai al comunicato stampa
  • Professioni tecniche in allarme: "Norme recenti ci marginalizzano e indeboliscono le tutele per i cittadini"
    Fondazione Inarcassa, sindacati e associazioni di categoria denunciano l'indebolimento del ruolo dei professionisti iscritti agli albi a causa di nuovi provvedimenti come il Conto Termico 3.0 e l'istituzione degli esperti assicurativi catastrofali. Una forte presa di posizione relativa a provvedimenti normativi che stanno progressivamente erodendo il ruolo e le competenze degli iscritti agli albi professionali: Conto Termico 3.0: Le nuove regole condizionano l'accesso agli incentivi alla redazione di diagnosi energetiche da parte di soggetti con certificazioni "volontarie". Questo, di fatto, esclude architetti e ingegneri regolarmente iscritti ai propri albi, le cui competenze sono già riconosciute dalla normativa primaria; ciò "svuota di valore il titolo di studio e l'abilitazione professionale" a vantaggio di certificazioni di terze parti.   Esperti Assicurativi Catastrofali: La recente istituzione di questo nuovo ruolo presso CONSAP (introdotta con la Legge n. 59/2026) affida in via esclusiva a questi esperti l'accertamento e la stima dei danni agli immobili. Viene così creata un'abilitazione autonoma, esterna al sistema degli ordini professionali, che si sovrappone a compiti tipici dei professionisti tecnici, i quali sarebbero addirittura costretti a iscriversi a questo nuovo elenco per poter svolgere attività peritali. Entrambi i provvedimenti, seppur diversi, rivelano una tendenza a creare "riserve di attività" parallele a quelle già regolamentate. Ciò non solo altera la concorrenza sul mercato, ma indebolisce le tutele fondamentali per i committenti derivanti dalla formazione continua, dall'obbligo di assicurazione professionale e dal rispetto dei codici deontologici. In gioco non c'è solo il futuro delle professioni, ma la tenuta di un sistema che garantisce la collettività in settori cruciali come la transizione energetica, la sicurezza del patrimonio edilizio e la gestione delle emergenze. Per queste ragioni, Fondazione Inarcassa, Confprofessioni, Confedertecnica, Aidia, Ala Assoarchitetti & Ingegneri, Federarchitetti, Federazione Nazionale Asso Ingegneri Architetti, Fidaf, Inarsind, ANTEC e Singeop chiedono l'apertura di un tavolo di confronto con le forze politiche per correggere queste storture e riaffermare la centralità delle professioni tecniche regolamentate, nell'interesse della sicurezza dei cittadini e della qualità delle prestazioni. Vai al comunicato stampa
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Architalking aprile 2026 - Facchinelli Daboit Saviane

Composto da Gianluca Facchinelli, Celeste Da Boit e Giada Saviane, lo studio ha sedi a Belluno e Trento e si dedica alla progettazione e realizzazione di opere pubbliche e private, ponendo particolare attenzione agli spazi condivisi. Nel 2025 hanno vinto il premio del CNAPPC come Giovane Talento dell'Architettura Italiana con la Scuola Secondaria di Primo Grado a Puos d'Alpago.