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  • Il 10 marzo prossimo Torino ospiterà "Re/Urb, Giornata sulla Rigenerazione Urbana", evento organizzato dalla Fondazione Inarcassa, presso il Centro Congressi Lingotto, nella Sala Londra, a partire dalle ore 13.30. La Fondazione promuove una giornata di confronto e dibattito sul tema della rigenerazione urbana, con l’obiettivo di mettere in relazione e coinvolgere i vari attori sociali e istituzionali fondamentali nei processi di trasformazione delle nostre città, sia sotto il profilo edilizio che dell’abitare i luoghi e gli spazi pubblici. Torino, che ospita questa iniziativa, è un esempio di città che ha saputo ripensare i propri spazi pubblici e privati, interpretando con successo il processo di trasformazione post-industriale e adattandolo a una nuova prospettiva di rigenerazione urbana e recupero dei territori. La Giornata sulla Rigenerazione Urbana rappresenta un’occasione importante per sviluppare un confronto con il mondo della professione e gli esperti in ambito urbanistico, oltre a fare il punto sul quadro normativo di riferimento, anche alla luce dei disegni di legge in materia di rigenerazione urbana attualmente in esame al Parlamento. Dopo i consueti saluti istituzionali e introduttivi, seguiranno gli interventi del panel politico e tecnico. Clicca qui per scaricare il programma. Si precisa che l'evento si terrà esclusivamente in presenza e non sarà disponibile in modalità webinar. Le iscrizioni all'evento saranno aperte nei prossimi giorni e rimarranno disponibili fino a esaurimento posti. Per tutti gli Ingegneri e gli Architetti che prenderanno parte all'evento è stata presentata richiesta ai Consigli Nazionali competenti per il riconoscimento di n. 4 CFP. Per ulteriori dettagli, è possibile leggere la notizia completa. 
  • Correttivo al Codice dei contratti pubblici: pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo 31 dicembre 2024, n. 209. È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 31 dicembre scorso (n. 305, Suppl. Ordinario n. 45) il Decreto Legislativo 31 dicembre 2024, n. 209 recante “Disposizioni integrative e correttive al codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36”. (c.d. Dlgs Correttivo Codice Appalti). Il “Correttivo”, approvato in via definitiva dal Consiglio dei ministri nella riunione del 23 dicembre scorso, tiene conto dei pareri resi dal Consiglio di Stato, dalla Conferenza unificata e dalle Commissioni parlamentari competenti per materia. La Fondazione Inarcassa è stata audita sul provvedimento (“Schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive al Codice dei contratti pubblici di cui al decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36; A.G. n. 226) presso le Commissioni Ambiente e Lavori Pubblici della Camera e del Senato. Le due audizioni, tenutesi alla fine del mese di novembre scorso, hanno rappresentano un valido strumento, infatti, per segnalare al legislatore alcune criticità che insistono sulle procedure di affidamento dei servizi di ingegneria ed architettura. Il “Correttivo” accoglie diverse proposte formulate dalla Fondazione Inarcassa nel corso delle audizioni parlamentari, a partire dall’art. 100 del Codice in materia di requisiti capacità economica-finanziaria e tecnica-professionale. La proposta della Fondazione Inarcassa, accolta nel “Correttivo”, è sempre stata finalizzata, coerentemente al principio del favor partecipationis, ad ampliare l’accesso al mercato della progettazione al fine di favorire, in particolare, la crescita delle nuove generazioni di architetti e ingegneri liberi professionisti. L’art. 32 del D.Lgs. 209/2024 modifica l’art. 100 del Codice dei contratti pubblici per quanto riguarda il periodo di riferimento sul quale valutare il possesso del requisito relativo al fatturato globale, dagli attuali ultimi 3, ai migliori 3 degli ultimi 5 anni, nonché il periodo di valutazione dei requisiti di capacità tecnica e professionale dagli attuali 3 a 10 anni. Sull’equo compenso, la soluzione (65% prezzo fisso; 35% ribassabile) adottata dal Legislatore, di cui all’art. 14, commi 15-bis, 15-ter e 15-quater del “Correttivo”, premia la capacità degli stakeholder della filiera della progettazione di fare sintesi rispetto agli “interessi” della Pubblica Amministrazione circa la tenuta e stabilità dei conti pubblici. Un risultato importante che premia, altresì, lo sforzo della Fondazione Inarcassa di interloquire ad ogni livello istituzionale per rappresentare in maniera diffusa gli interessi della categoria degli architetti e ingegneri liberi professionisti, nella piena consapevolezza che d’ora in poi occorrerà, da un lato, vigilare sulla concreta interpretazione e applicazione della novella normativa, e, dall’altro, sollecitare il legislatore in funzione dell’aggiornamento del decreto “parametri”, considerato che diverse prestazioni professionali, alcune delle quali legate al PNRR, non sono in esso contemplate. Sull’accordo quadro, la modifica introdotta dal “Correttivo” è, a nostro giudizio, insufficiente per limitare gli effetti di un istituto che, in applicazione ai servizi di architettura e ingegneria, determina un innalzamento dei requisiti di partecipazione e, di conseguenza, la graduale espulsione dal mercato della progettazione delle realtà medio-piccole. Al riguardo, la proposta della Fondazione Inarcassa, chiaramente espressa in audizione, è finalizzata a vietare l’utilizzo dell’accordo quadro per i servizi di natura intellettuale, considerata la complessità e specificità da sviluppare in più livelli progettuali. Il progetto è un prodotto dell’intelletto e non il frutto di un processo industriale. Su altri temi - appalto integrato e ruolo della PA nei servizi della progettazione, su tutti - per i quali si rimanda alle memorie depositate in Commissione Ambiente di Camera e Senato per maggiori approfondimenti, il “Correttivo” non offre, a nostro avviso, soluzioni di modifica valide. Sull’appalto integrato, che ha già dimostrato in passato molteplici criticità in termini di legalità, incremento dei costi e dei tempi realizzativi, la Fondazione Inarcassa propone di limitarne il ricorso ai soli appalti di lavori di valore superiore alla soglia europea. Sul ruolo della P.A. occorre, invece, un deciso cambio di passo: la P.A. deve limitarsi all’attività di programmazione e controllo dei tempi realizzativi, senza interferire nell’attività di progettazione che, invece, deve essere affidata alla competenza, flessibilità ed efficienza dei liberi professionisti.   Consulta qui il “Correttivo” Leggi la memoria depositata alla Camera e al Senato
    • audizione
  • Lo scorso 21 gennaio Fondazione Inarcassa è stata audita presso la VIII Commissione Ambiente, Transizione Ecologica, Energia, Lavori Pubblici, Comunicazioni, Innovazione Tecnologica del Senato, per evidenziare alcuni aspetti importanti sul disegno di legge n. 1294, Legge quadro in materia di ricostruzione post-calamità. "Restiamo convinti che l’esame di questo disegno di legge possa rappresentare una ottima opportunità per imprimere un cambio di paradigma e di prospettiva rispetto al tema della ricostruzione, affinché esso vada affrontato con metodo diverso da quello dell’emergenza tout court, tenendo altresì conto dell’importanza delle politiche di prevenzione, secondo un approccio sinergico tra prevenzione e ri-costruzione post evento" ha affermato il Presidente di Fondazione Inarcassa, Andrea De Maio. Guarda l'audizione
    • audizione
  • 7ª GIORNATA NAZIONALE DELLA PREVENZIONE SISMICA
    Si è tenuta lo scorso 17 dicembre a Roma la settima edizione della Giornata Nazionale della Prevenzione sismica. L’annuale appuntamento, che ha registrato un grande successo anche in questa edizione, è stato organizzato da Fondazione Inarcassa, dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri e dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. Lo scopo della giornata è stato quello di fare il punto sulla prevenzione del rischio sismico in Italia, rafforzando al tempo stesso il dibattito pubblico sui temi della prevenzione, ma si è proposto anche di essere un think tank utile a costruire un'agenda politica stabile di proposte finalizzate alla salvaguardia delle vite umane e alla messa in sicurezza del patrimonio edilizio. L'evento di quest'anno, inoltre, è stato scelto dal ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, per annunciare il nuovo Piano nazionale per la prevenzione sismica, un "un programma che parte con la dotazione di 250 milioni di euro, destinato a durare almeno 10 anni, con l’obiettivo di replicare questa cifra ogni anno". "Siamo molto soddisfatti per la grande riuscita dell'evento - ha commentato il presidente della Fondazione Inarcassa, Andrea De Maio - ed in particolare che il ministro Musumeci abbia scelto proprio la VII GNPS per dare l’annuncio del Piano Nazionale di Prevenzione sismica. Il piano sarà un'importante occasione per la messa in sicurezza di diversi edifici pubblici e per i professionisti di svolgere la loro funzione sociale, mettendo a disposizione le loro competenze al servizio della collettività". Durante l’evento è stato presentato anche uno studio sui costi indiretti dei terremoti e lo stato del patrimonio edilizio italiano. In particolare l’analisi ha preso in esame 3 sismi distruttivi - Valle del Belice, Friuli Venezia Giulia e Irpinia -  e per ciascuno ha analizzato 4 parametri: effetti sul PIL, sull’occupazione, sulla demografia e sui beni culturali. Alla Giornata Nazionale delle Prevenzione Sismica hanno partecipato anche il presidente di Inarcassa Giuseppe Santoro, il presidente del consiglio nazionale ingegneri Angelo Domenico Perrini e il presidente del consiglio nazionale architetti PPC Massimo Crusi. L'evento è stato aperto con il punto sullo status attuale delle politiche di prevenzione sismica in Italia e ha visto protagonisti, oltre al ministro, il senatore Guido Castelli, commissario straordinario ricostruzione sisma 2016, secondo cui "è necessaria la conoscenza del patrimonio immobiliare in Italia, oggi ancora frammentata, come fattore di modernizzazione del Paese". Sono intervenuti, inoltre, l’ingegnere Paola Pagliara, direttrice dell’ufficio attività tecnico-scientifiche per la previsione dei rischi protezione civile e il dottor Luigi Ferrara, capo del dipartimento di Casa Italia.  Nella seconda parte della Giornata si è tenuta una tavola rotonda tecnica con testimonial che sono espressione dei territori recentemente colpiti dagli eventi sismici per raccontare la loro esperienza sulle politiche di prevenzione sismica, evidenziandone criticità e possibili soluzioni. Il dibattito ha visto la partecipazione di parlamentari particolarmente attivi sul tema della prevenzione sismica: il senatore Raffaella Paita, Componente V Commissione Bilancio del Senato e l’onorevole Erica Mazzetti, Componente VIII Commissione ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera che ha sottolineato la necessità di "approfondire il tema del monitoraggio degli edifici per intervenire precisamente dove necessario. Dobbiamo dare gli strumenti per fare un salto di qualità in avanti". Scarica il programma Scarica il comunicato Scarica lo studio Scarica la rassegna stampa ------ Guarda l'intervista al sen. Nello Musumeci, ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Guarda l'intervista all'ing. Andrea De Maio, presidente Fondazione Inarcassa Guarda l'intervista all'arch. Giuseppe Santoro, presidente Inarcassa Guarda l'intervista all'ing. Angelo Domenico Perrini, presidente del Consiglio nazionale ingegneri Guarda l'intervista all'arch. Massimo Crusi, presidente del Consiglio nazionale architetti PPC
  • Correttivo al Codice dei Contratti: audizioni
    Fondazione Inarcassa ha partecipato alle audizioni in Commissione ambiente di Camera e Senato sullo schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive al Codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36. “Continuiamo ad esprimere una posizione fortemente contraria sull’appalto integrato, un istituto che non riduce i costi né i tempi realizzativi, come peraltro confermato da Anac nel 2021. Inoltre, l’appalto integrato lede il principio di terzietà del progettista, a garanzia della pubblica amministrazione. L’altro tema critico riguarda l’accordo quadro, un istituto cui ricorrono talune stazioni appaltanti medio-grandi che, per evitare le gare accorpano in un unico grande appalto l’affidamento di tanti incarichi professionali tra loro diversi, non omogenei, non standardizzabili e non ripetitivi. Il progetto è un prodotto dell’intelletto e non il frutto di un processo industriale”. Il progetto è un prodotto dell’intelletto e non il frutto di un processo industriale. "Apprezziamo molto che il correttivo abbia recepito la nostra richiesta di revisione dell’art. 100, ampliando i periodi di riferimento sui quali valutare i requisiti di capacità economica-finanziaria e tecnica-professionale dei professionisti. Lamentiamo però l’assenza - nella novella normativa - di una previsione analoga, sui requisiti dei tecnici della P.A. che possono svolgere progettazione interna alle amministrazioni aggiudicatrici. Premesso che, a nostro avviso, i tecnici della P.A. dovrebbero occuparsi solo di attività di pianificazione e programmazione delle opere pubbliche, con controllo dei tempi di realizzazione, lasciando il mercato ai liberi professionisti e alle loro strutture aggregate per l’esecuzione dei servizi di ingegneria ed architettura, ad ogni modo, qualora i soggetti interni alla P.A, volessero, nel loro ruolo, svolgere servizi di ingegneria e architettura, secondo noi, dovrebbero dimostrare (a soggetti terzi idonei ad un’attività di controllo) gli stessi requisiti richiesti ai professionisti esterni per lo svolgimento di servizi analoghi", ha sostenuto il Presidente di Fondazione Inarcassa, l'ing. Andrea De Maio.  Clicca qui per rivedere al minuto 1:22:58 l'intervento del Presidente di Fondazione Inarcassa, l'Ing. Andrea De Maio in Commissione Ambiente del Senato. Clicca qui per rivedere al minuto 1:15:50 l'intervento del Presidente di Fondazione Inarcassa, l'Ing. Andrea De Maio in Commissione Ambiente della Camera. Leggi il comunicato.
    • audizione
  • Sul disegno di legge in materia di rigenerazione urbana, all’esame della Commissione Ambiente del Senato, lo scorso 30 ottobre sono stati depositati 571 emendamenti, non ancora sottoposti a votazione. Alcuni di essi risultano di particolare interesse della categoria degli architetti e ingegneri liberi professionisti. Ecco quali. È scaduto il 30 ottobre scorso il termine ultimo per la presentazione degli emendamenti al testo unificato in materia di rigenerazione urbana proposto dal Senatore Roberto Rosso all’esame della Commissione Ambiente del Senato (A.S. 29 e abb.) Al disegno di legge, che, recita l’art. 1, “individua nella rigenerazione urbana lo strumento finalizzato al recupero del patrimonio costruito per migliorarne la qualità, l'efficienza energetica e idrica, la sicurezza sismica e la dotazione tecnologica, nonché alla promozione di politiche urbane integrate e sostenibili, in modo da perseguire la coesione sociale, la tutela dell'ambiente e del paesaggio e la salvaguardia delle funzioni ecosistemiche del suolo”, sono stati presentati 571 emendamenti, alcuni dei quali di particolare interesse della categoria degli architetti e ingegneri liberi professionisti. La Fondazione Inarcassa ha seguito con particolare attenzione il lavoro della Commissione Ambiente del Senato per i diversi e ampi aspetti – sicurezza sismica e recupero del patrimonio edilizio, su tutti – su cui interviene il disegno di legge. Non va trascurato l’impegno che, parallelamente ai lavori della Commissione Ambiente del Senato, la Fondazione Inarcassa ha portato avanti, negli ultimi mesi, in altre sedi istituzionali, tra cui, ad esempio, al MIT nell’ambito del cosiddetto “Piano Casa” il cui obiettivo è stato, per l’appunto, offrire una risposta all’emergenza abitativa anche attraverso il recupero del patrimonio immobiliare esistente e la riconversione degli edifici aventi altra destinazione pubblica, destinazione ad edilizia residenziale pubblica sociale delle unità immobiliari private rimaste invendute. Il disegno di legge in materia di rigenerazione urbana ha una visione e una finalità certamente ambiziosa poiché comprende non solo gli aspetti materiali e fisici degli interventi edilizi ma declina un programma interdisciplinare destinato alla collettività che non può prescindere dal coinvolgimento dei cittadini nel complesso processo di trasformazione. Il Piano di rigenerazione, inteso come programma di azioni immateriali per rendere vivibili e sicuri i luoghi pubblici, non può prescindere dalla consapevolezza che occorre un impegno volto ad assicurare un equilibrio tra sviluppo economico, crescita del territorio e qualità della vita. Alcune proposte emendative presentate in Commissione Ambiente del Senato sembrano, infatti, rispondere all’esigenza di migliorare il testo del disegno di legge considerato che alcune questioni sono solamente accennate nella relazione illustrativa ma non risultano approfondite nello sviluppo degli articoli che si “limitano” a definire gli aspetti edilizi, fiscali e amministrativi, ma non quelli destinati all’innovazione sociale e alla partecipazione della comunità, alle opportunità e alle proposte di rivitalizzazione degli ambiti urbani, alla realizzazione di servizi, alla riqualificazione degli spazi pubblici e al recupero del paesaggio e dell’ambiente. A questo proposito, non sfuggono alla nostra attenzione quelle proposte presentate emendative volte a promuovere processi e azioni per realizzare nuove tipologie di residenze che favoriscono la coabitazione per incentivare le relazioni sociali e garantire supporto al welfare delle famiglie e delle persone disagiate; promuovere le politiche di tutela e valorizzazione dei centri storici e del paesaggio nell’ambito dei programmi di rigenerazione urbana adottati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti; assicurare che i processi di coprogettazione siano partecipati esclusivamente da soggetti che possono vantare risorse materiali ed umane specializzati negli interventi di rigenerazione urbana; disciplinare gli interventi ricompresi nella programmazione comunale di rigenerazione urbana mediante il ricorso allo strumento del concorso di progettazione in due fasi; prevedere l’obbligo della cessione degli standard per garantire una dotazione e un patrimonio comune per i cittadini; definire, infine, la procedura del percorso di partecipazione. Le proposte emendative depositate in Commissione Ambiente del Senato non sono state ancora sottoposte a votazione. Al momento, infatti, il disegno di legge non risulta ancora calendarizzato, probabilmente per la fitta agenda parlamentare di fine anno - Camera e Senato sono impegnate sulla manovra di bilancio – e per il contestuale esame di provvedimenti, come il c.d. “Salva Milano” (approvato pochi giorni fa in prima lettura alla Camera, A.C. 1272) che, comunque, incide sulla materia della rigenerazione urbana.
  • A seguito dell’ultimo tragico evento sismico, la Fondazione di Inarcassa, ancora una volta, chiede con fermezza che venga intrapresa su tutto il Paese, un’azione sistematica di messa in sicurezza, non solo dal punto di vista sismico ma anche idrogeologico e a favore della qualità della vita. Ciò che si auspica è un piano di revisione complessiva che renda efficiente il nostro territorio.   In un’intervista rilasciata al Tgcom24, Andrea Tomasi, Presidente della Fondazione Architetti e Ingegneri Liberi Professionisti iscritti a Inarcassa, spiega come sia inconcepibile ed inaccettabile che nella società attuale, gli edifici strategici come scuole e ospedali, non rispondano a norme antisismiche. Norme che esistono, sono aggiornate, operano nel pieno della loro efficacia, ma che evidentemente non vengono sempre applicate. Non è più possibile attendere gli eventi e piangerne gli effetti. “L’Italia è un Paese a rischio sismico: si intraprenda un’azione diagnostica e sistematica che interessi tutto il territorio nazionale e si applichi la normativa vigente”.    Sul tragico terremoto che ha martoriato il Centro Italia, ma nel contempo ha risollevato la drammaticità di problemi sociali ancora irrisolti, è intervenuto Andrea Tomasi, presidente della Fondazione Architetti e Ingegneri Liberi professionisti iscritti a Inarcassa. In un’intervista a Tgcom24, il presidente Tomasi ricorda come già tre anni fa, in un Manifesto pubblico, la Fondazione chiedeva al futuro Governo, un impegno prioritario ed imprescindibile, quello di garantire una ricostruzione sistematica di tutto il territorio nazionale, con particolare attenzione agli edifici strategici come scuole e ospedali. Un piano molto complesso che sicuramente prevede un impegno a lungo termine ma che rappresenta una revisione complessiva ed efficace con l’obiettivo di rendere non solo sicuro ma anche efficiente il territorio, ovvero capace di investire ma soprattutto di difendere, il grande patrimonio che esso rappresenta. Di fronte a questo ultimo terribile evento sismico, la Fondazione, pur monitorando l’evolversi della situazione, crede prioritario ed imprescindibile, riportare all’attenzione pubblica la necessità di ricostruire adeguatamente il patrimonio andato distrutto, ma accanto a questo, dare finalmente concretezza a quello che da bisogno è diventata un’emergenza: intraprendere un’azione diagnostica per la messa in sicurezza che interessi l’intero territorio nazionale. “Finché non verrà intrapresa questa azione non potremo fare altro che piangere altre vittime.  E se è vero, come è stato detto che il terremoto negli ultimi cinquant’anni ha causato un costo di 140 miliardi di euro, aggiungo che ha soprattutto causato migliaia di vittime. Non si può consegnare un bene comune come la sicurezza all’imprevedibile, l’Italia è un Paese a rischio sismico, da società moderna non possiamo attendere gli eventi e piangerne gli effetti. Come architetti e ingegneri liberi professionisti chiediamo  a gran voce che si inizi finalmente a porre mano realmente al nostro territorio e al nostro patrimonio per consentirne la messa in sicurezza e la riqualificazione. Oggi, quindi,  necessita l’attivazione di un’azione preventiva articolata e seria, unica risposta concreta e responsabile che il Paese richiede”.   LINK Vedi l’INTERVISTA al presidente Andrea Tomasi su Tgcom24 Vedi l'INTERVISTA al presidente Andrea Tomasi su SkyTg24 Vedi l'INTERVISTA al presidente Andrea Tomasi su Rainews24 Leggi l’ARTICOLO di Francesco Occorsio su La Repubblica. “Mancano i decreti attuativi la ricostruzione partirà senza riforma degli appalti” Ascolta l'INTERVENTO del presidente Andrea Tomasi a Radio Radicale. “Terremoto: piani nazionali e rottamazione edilizia. Focus con Elisabetta Zamparutti e Andrea Tomasi”    
  •     Si è tenuto il 12 ottobre scorso l’evento promosso dalla Fondazione Inarcassa alla Fiera del Saie di Bologna per fare il punto sulle politiche di sicurezza e prevenzione dei rischi del patrimonio edilizio. Insieme al Viceministro alle Infrastrutture, Galeazzo Bignami, agli Onorevoli Erica Mazzetti e Arturo Scotto, al Capo di Dipartimento Casa Italia, Luigi Ferrara, all’ing. Giovanni Kissingler, in rappresentanza dell’OICE, e ai Presidente degli Ordini degli Architetti PPC e degli Ingegneri di Bologna, la Fondazione Inarcassa ha portato al centro del dibattito pubblico – in uno dei consessi più importanti per l’edilizia italiana – il tema della prevenzione dei rischi del patrimonio immobiliare con le relative proposte da mettere in campo. Tra queste, il fascicolo del fabbricato è lo strumento più adatto per raccogliere informazioni e conoscenze sullo stato di salute degli immobili e avviare una concreta politica di prevenzione.   Oltre il 74% degli immobili italiani ha più̀ di quarant’anni, percentuale che sale all’85% per le grandi città, circa 4 milioni di fabbricati residenziali, più o meno il 40% di tutto il costruito, nel nostro Paese sono stati realizzati prima degli anni ’60. Questo significa che è fondamentale "operare un censimento degli edifici e digitalizzare le informazioni per la sicurezza e la prevenzione del patrimonio immobiliare", ha ricordato il Presidente della Fondazione Inarcassa, Andrea De Maio. È fondamentale, quindi, che "gradualmente si renda obbligatorio il fascicolo del fabbricato", ha continuato De Maio. “L’alluvione del 2024 non ha niente a che fare con quella del 2023, i danni non sono stati causati da lavori che hanno ceduto. Semplicemente e drammaticamente il reticolo dell’ Emilia Romagna è fragile e la Regione non ha fatto quanto necessario” evidenzia il viceministro Galeazzo Bignami, intervenuto all'evento, “È evidente che c’è un problema manutentivo profondo ed è questo il motivo per cui il Governo ha chiesto più volte alla Regione, senza avere risposta, una radiografia di tutto il reticolo idrografico: per programmare interventi puntuali. Dobbiamo superare la logica del rimborso dei danni e passare a una logica di prevenzione. E fare prevenzione significa mettere in sicurezza con opere idrauliche e sistemi integrati tutto il territorio, ma le opere di sicurezza idraulica non servono se non viene fatta manutenzione e pulizia, come dimostra quanto avvenuto a Boncellino dove i tronchi hanno causato l’alluvione. Non ha senso spendere miliardi per mettere in sicurezza se poi non viene fatta manutenzione. “Per tutelare il nostro patrimonio, renderlo più sicuro e più efficiente, anche a livello energetico, serve un grande censimento immobiliare” ha aggiunto De Maio. “In questo senso l’introduzione della graduale obbligatorietà del Fascicolo del fabbricato, partendo dagli edifici di nuova costruzione e da quelli interessati da ristrutturazioni rilevanti, da estendere progressivamente a quelli più datati, migliorerebbe non solo la conoscenza dello stato di salute dei nostri immobili, digitalizzando e rendendo sempre disponibili informazioni come la vulnerabilità sismica, la classe energetica e il piano di manutenzione, ma accelererebbe quel processo di informatizzazione del Catasto, rappresentando allo stesso tempo uno strumento di prevenzione capace di certificare il livello di sicurezza degli edifici e aiutare la programmazione degli interventi necessari”. Leggi il comunicato stampa Scarica la locandina dell'evento Scarica la rassegna stampa *** Guarda l'intervista a Galeazzo Bignami, viceministro Infrastrutture e Trasporti Guarda l'intervista a Erica Mazzetti, Camera dei deputati Guarda l'intervista a Andrea De Maio, Fondazione Inarcassa e Daniele Ricciardi, Assorup Guarda l'intervista a Luigi Ferrara, Casa Italia Guarda l'intervista a Massimiliano Manuzzi, Legacoop Guarda l'intervista a Andrea Gnudi - Ordine degli Ingegneri di Bologna Guarda l'intervista a Marco Filippucci, Ordine degli architetti di Bologna Guarda l'intervista a Fabrizio Mauceri, Esperto assicurativo
  • È stato appena siglato tra il Commissario Straordinario Ricostruzione Sisma 2016, Guido Castelli e il Presidente di Fondazione Inarcassa, Andrea De Maio un protocollo d'intesa che ha la finalità di soddisfare la domanda di esperti nel campo della prevenzione del rischio sismico e assicurare il supporto necessario alle attività tecniche di ricostruzione dei territori di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria interessati dagli eventi sismici del 2016-2017. Nel dettaglio, l’accordo odierno è destinato alla realizzazione di un Piano Formativo, rivolto agli architetti e ingegneri liberi professionisti, che mette in evidenza: - Inquadramento dell’area del cratere (Ordinanze Commissariali; prezziario; gestione materie e discariche); - Demolizioni e tecniche innovative per la sicurezza dei cantieri e la ricostruzione; - Progetto e direzione lavori nei cantieri dalla fase di demolizione e ricostruzione; - Tecniche innovative per la ricostruzione ed il monitoraggio strutturale e geotecnico; - Costruzione di edifici in legno; messa in sicurezza dei beni culturali.   Leggi il comunicato stampa    
  • Le nostre proposte correttive al Codice dei contratti
    Mese molto caldo quello di luglio sul fronte delle iniziative promosse dalla Fondazione Inarcassa sul Codice dei contratti pubblici, dal Manifesto con CNI e CNAPPC che raccoglie le principali proposte di modifica, fino alla consultazione lanciata dal MIT sul cosiddetto “correttivo”. Il mese di luglio si è aperto con diverse iniziative intraprese dalla Fondazione Inarcassa sul tema del Codice dei contratti pubblici. Tanti i temi all’ordine del giorno sui quali Fondazione ha voluto far sentire alle Istituzioni la voce dei 175 mila architetti e ingegneri liberi professionisti. Il 1° luglio, su iniziativa del Ministro Salvini, Fondazione Inarcassa è stata convocata per partecipare al tavolo sul “correttivo” al Codice, aperto agli stakeholder più rappresentativi della filiera. Un’occasione “istituzionale” molto importante che ha consentito anche a Fondazione Inarcassa di rappresentare le principali criticità del Codice che impattano negativamente sulla vita professionale degli architetti e ingegneri liberi professionisti. Innanzitutto, il tema dei requisiti minimi di partecipazione alle gare, poiché l’attuale previsione codicistica, di fatto, limita la concorrenza. E poi il tema dell’equo compenso su cui - paradossalmente - sembra non sufficiente una legge dello Stato volta a chiarire, una volta per tutte, che anche i liberi professionisti nei rapporti con la PA hanno diritto ad un compenso equo e giusto proporzionato al lavoro svolto. Sulla base dei principi affermati dalla Legge 49/2023, Fondazione Inarcassa non solo ha chiesto alle istituzioni di agire in difesa dell’equo compenso, ma ha, inoltre, posto il tema - altrettanto urgente – dell’aggiornamento del decreto “parametri”. Non sono mancati, quindi, spunti e riflessioni critiche sull’appalto integrato. L’attuale legislazione, ha ricordato il Presidente De Maio al Ministro Salvini, è schiacciata sulla posizione delle imprese a svantaggio dei liberi professionisti che, invece, rappresentano l’elemento di garanzia degli interessi della Pubblica Amministrazione. Questi e altri temi – l’accordo quadro, su tutti, ad esempio, – sono stati, successivamente, oggetto di ulteriore approfondimento da parte della Fondazione Inarcassa nell’ambito della consultazione promossa dallo stesso MIT sul cosiddetto “correttivo”. La consultazione si è conclusa lunedì 22/07 ed ora tocca al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti tirare le somme e fare sintesi delle diverse posizioni che sono state rappresentate dagli stakeholders partecipanti. Su molti dei temi evidenziati in sede ministeriale la Fondazione Inarcassa ha costruito un’ampia convergenza, in particolar modo con i Consigli Nazionali degli Architetti e Ingegneri. L’11 luglio scorso, sulle pagine del Corriere della Sera è stato pubblicato il Manifesto, sottoscritto da Fondazione Inarcassa, Consiglio Nazionale Ingegneri e Consiglio Nazionale Architetti PPC, che raccoglie le principali proposte di modifica al Codice dei contratti pubblici. La pubblicazione del Manifesto - anticipata dal Presidente De Maio durante il format TV “Largo Chigi”, cui hanno partecipato, oltre al giornalista di La Presse, Tommaso Tetro, anche l’Onorevole Marco Simiani, Capogruppo PD in Commissione Ambiente della Camera – è stata una importante occasione per rappresentare unitariamente sei proposte migliorative al Codice dei contratti pubblici, su cui chiedere al Ministro Salvini un intervento urgente “per correggere le criticità che mettono a rischio la qualità della progettazione, la sicurezza delle opere, delle maestranze e limitano l’accesso al mercato delle future generazioni di professionisti”. Temi già ampiamente trattati e dettagliati in un editoriale, a firma del Presidente De Maio pubblicato il 01/07 sulla rivista Formiche.net, con il quale informando un’ampia platea di lettori si è redatto un primo bilancio del D.lgs. 36/2023 ad un anno circa dalla sua entrata in vigore e si sono condivise alcune proposte costruttive finalizzate alla crescita del Paese. Leggi qui l’editoriale su Formiche.net a firma del Presidente Guarda qui la puntata di “Largo Chigi” del 10 luglio Leggi qui il Manifesto di Fondazione Inarcassa, Consiglio Nazionale degli Ingegneri e Consiglio Nazionale degli Architetti PPC