Comunicati stampa

145 Risultati
  • Il ministero dell’Ambiente revoca il bando di gara per affidamenti a titolo gratuito

    Il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica revoca l’avviso pubblico per l’affidamento di un incarico di consulenza a titolo gratuito. Nella diffida notificata all’Amministrazione i richiami al nuovo Codice dei contratti pubblici e alla recente legge sull’equo compenso.  

    Nell’ambito dell’attività di contrasto ai bandi irregolari promossa dalla Fondazione Inarcassa, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha fatto marcia indietro e ha ritirato un avviso pubblico per l’affidamento di un incarico di consulenza a titolo gratuito.

    Malgrado la complessità dell’incarico - analisi chimico-fisiche finalizzate alla sicurezza degli impianti di produzione/stoccaggio/trattamento idrocarburi – il Ministero non aveva previsto alcun compenso per il professionista che sarebbe stato selezionato. La revoca della manifestazione di interesse – motivata per “sopravvenute esigenze organizzative e mutate ragioni di interesse pubblico" - arriva dopo la diffida notificata dallo Studio legale per conto della Fondazione Inarcassa al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. 

    Sono due gli elementi normativi che hanno caratterizzato l’impianto della diffida. Innanzitutto, l’art. 8, comma 2 del nuovo Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023), secondo cui “le prestazioni d’opera intellettuale non possono essere rese dai professionisti gratuitamente, salvo che in casi eccezionali e previa adeguata motivazione”. Eppure, nell’avviso pubblico pubblicato dal Ministero non erano indicati “casi eccezionali” né “adeguate motivazioni” che legittimassero la gratuità degli incarichi. In secondo luogo, la recente legge in materia di equo compenso non offre alcun tipo di giustificazione per gli affidamenti degli incarichi a titolo gratuito e impone, allo stesso tempo, anche alle pubbliche amministrazioni di calcolare i compensi professionali in modo proporzionato in base alla quantità e qualità del lavoro svolto. L’art. 2 della legge n. 49 del 2023 chiarisce, infatti, che le nuove disposizioni in materia di equo compenso si applicano anche alle prestazioni rese dai professionisti in favore della pubblica amministrazione. Qui per approfondire.

     

     

     

    Etichette
    Off
  • SESTA GIORNATA NAZIONALE DELLA PREVENZIONE SISMICA

    La prevenzione prima di tutto!

    Il prossimo 9 novembre torna l’appuntamento annuale con il tema della prevenzione del rischio sismico promosso da Fondazione Inarcassa, Consiglio Nazionale Ingegneri e Consiglio Nazionale Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori. Un lavoro continuo di supporto alle Istituzioni nel processo di razionalizzazione dei bonus fiscali per la messa in sicurezza del patrimonio edilizio e la salvaguardia delle vite umane. La sesta giornata nazionale della prevenzione sismica, mette al centro del dibattito pubblico il tema dell’importanza fondamentale delle verifiche sismiche preventive non solo per le finalità canoniche che tutti conosciamo: di accertamento delle condizioni strutturali degli immobili e mappatura dello stato del patrimonio edilizio, ma anche quale strumento di selezione qualitativa degli investimenti, nell’ambito dell’utilizzo degli incentivi fiscali nell’edilizia.

    L’evento con inizio alle ore 10,00 sarà trasmesso in modalità streaming.

    SCARICA LA LOCANDINA

    Per tutti gli Ingegneri e gli Architetti registrati alla Fondazione Inarcassa che si iscriveranno all’evento tramite il nostro sito è stata presentata richiesta ai Consigli Nazionali competenti per il riconoscimento di n. 3 CFP (per gli ingegneri in modalità Convegno).

    N.B: Effettuare preliminarmente ACCESSO o REGISTRAZIONE al sito tramite la colonna di destra e successiva iscrizione al seminario tramite questa pagina.

     

    Ing. Andrea De Maio - Presidente Fondazione Inarcassa
    Concluso
  • RIFORMA CARTABIA (D.M.109/23) ALBO CTU - CHIARIMENTO PROCEDURE NUOVE ISCRIZIONI E MANTENIMENTO ISCRIZIONI ESISTENTI

    Conosci le ricadute della Riforma Cartabia (D.M. 109/2023) sulle procedure di NUOVE ISCRIZIONI all’albo dei CTU e sul MANTENIMENTO DELLE ISCRIZIONI esistenti?

    In attuazione dell’art. 4, comma 2, del decreto legislativo per la riforma del processo civile, D.Lgs. 10 ottobre 2022 n. 149, è stato emanato il 4 agosto 2023 il decreto del Ministro della Giustizia n. 109 che definisce e regolamenta l’iscrizione delle nuove iscrizioni all’albo dei CTU e il mantenimento delle loro iscrizioni esistenti.


    In considerazione del significativo ruolo che i CTU assumono nella dimensione pubblica, al servizio della collettività, per il buon andamento della pubblica amministrazione, e, più specificamente, del sistema giudiziario, la Fondazione Inarcassa sin dal 2021 ha segnalato al legislatore alcune specifiche proposte migliorative. Alcune di esse, sono state accolte nel decreto 109/2023: regolarità con gli obblighi di formazione professionale continua, regolarità con gli obblighi contributivi e previdenziali, competenza tecnica nelle materie oggetto della categoria di interesse degli albi.


    Le novità introdotte dal decreto ministeriale riguardano due ambiti: il primo, interessa i professionisti che vorranno formulare la richiesta di prima iscrizione; il secondo, invece, coloro che intenderanno mantenere viva l’iscrizione al proprio albo di competenza.


    Ai fini delle nuove iscrizioni, i professionisti dovranno soddisfare i seguenti requisiti:
    a) iscrizione nei rispettivi ordini o collegi professionali;
    b) regolarità con gli obblighi formativi e previdenziali;
    c) avere una condotta morale specchiata;
    d) almeno 5 anni di esperienza nelle materie oggetto della categoria di interesse, o in alternativa:
    1) possedere adeguati titoli di specializzazione purché il professionista sia iscritto da almeno 5 anni nei rispettivi ordini, collegi o associazioni professionali;
    2) adeguato curriculum scientifico;
    3) certificazione UNI relativa all’attività professionale svolta, rilasciata da un organismo di certificazione accreditato.
    I professionisti che, invece, sono già iscritti manterranno la loro iscrizione fino alle future revisioni dell’albo, quando anch’essi saranno chiamati ad attestare di essere in regola con gli obblighi di formazione professionale continua e previdenziali. 

    Leggi la nota completa

    Off
  • “La disciplina dell’equo compenso è in vigore da soli 4 mesi, eppure già registriamo il tentativo di indebolire la portata di una norma che nasce per riequilibrare il potere contrattuale dei professionisti rispetto a P.A., banche, assicurazioni e grandi imprese. Abbiamo convintamente chiesto e sostenuto questo provvedimento perché argina lo scempio del lavoro professionale gratuito e delle gare con valore a base d’asta di un euro, consolidando un principio di civiltà giuridica che tutela l’interesse collettivo alla qualità delle prestazioni professionali. Va proprio in questa direzione la delibera Anac n. 343 del 20 luglio scorso che contesta l’operato di una Stazione appaltante per non aver tenuto conto delle novità apportate dalla legge 49/2023 sull’equo compenso”, dichiara il Presidente della Fondazione Inarcassa, ing. Andrea De Maio.