Difesa del suolo, governance del territorio e prevenzione strutturale sono stati i temi al centro della terza Giornata nazionale della prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico, che si è tenuta ieri all’Acquario Romano. L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Inarcassa, dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI) e dal Consiglio Nazionale dei Geologi (CNG), ha riunito rappresentanti delle istituzioni e delle professioni tecniche con l’obiettivo di delineare una strategia condivisa per affrontare la crescente fragilità del territorio italiano. Il confronto ha evidenziato la necessità di superare una gestione ancora troppo spesso legata all’emergenza, orientando le politiche verso una visione sistemica fondata sulla prevenzione e su un assetto di governance più efficace. Ad aprire i lavori sono stati i vertici delle categorie tecniche. Angelo Domenico Perrini, Presidente del CNI, ha richiamato l’attenzione sull’impossibilità di mantenere un approccio “intermittente” a un problema che mostra segnali di costante aggravamento. Nella stessa direzione si è mosso Roberto Troncarelli, Presidente del CNG, che ha invitato a non considerare più l’imprevedibilità dei fenomeni naturali come un alibi, sottolineando la necessità di rafforzare il coordinamento tra competenze tecniche e decisionali. Il confronto ha visto poi l’intervento del Vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, che ha posto l’accento sulla complessità del patrimonio infrastrutturale nazionale, composto da oltre 21 mila tra ponti, viadotti e gallerie. Il ministro ha ribadito l’impegno del Governo nel valorizzare le competenze tecniche e ha sottolineato l’importanza di un maggiore coinvolgimento di ingegneri, architetti e geologi nei processi decisionali. «Non possiamo promettere miracoli, ma stiamo spendendo fino all’ultimo centesimo dei soldi delle vostre tasse per provare a prevenire e a mitigare il dissesto del nostro territorio». Ha inoltre aggiunto che «tutte le professioni tecniche possono e devono essere coinvolte nei collegi consultivi tecnici», indicando nella valorizzazione delle competenze un passaggio chiave per migliorare l’efficacia dell’azione pubblica. A questo indirizzo si è collegato l’intervento del Presidente della Fondazione Inarcassa, Andrea De Maio, che ha posto al centro il ruolo dei professionisti tecnici: «Noi professionisti dell’area tecnica siamo la prima barriera contro i rischi». De Maio ha evidenziato come il contributo delle competenze sia determinante non solo nella realizzazione degli interventi, ma anche nella diffusione di una maggiore consapevolezza collettiva. Ha inoltre richiamato l’attenzione su uno squilibrio strutturale del sistema: «oggi investiamo in prevenzione circa un settimo di quanto spendiamo per le emergenze». Nel corso della mattinata è intervenuto anche il Ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, con un videomessaggio incentrato sul tema dell’innovazione tecnologica. Il ministro ha ricordato che «la programmazione degli interventi per il 2026 vale oltre 300 milioni» e ha sottolineato il valore strategico del Sistema integrato di monitoraggio (SIM), capace di integrare dati satellitari e rilievi morfologici per supportare modelli previsionali avanzati. Strumenti che, ha evidenziato, devono essere accompagnati da una governance efficace per garantire la reale attuazione degli interventi. I contributi tecnici hanno rafforzato questa impostazione. Eros Mannino, Capo del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, ha evidenziato il cambiamento del rischio, sempre meno legato alla stagionalità, mentre Paola Pagliara, Direttrice dell’Ufficio Previsione e Prevenzione della Protezione Civile, ha richiamato il ruolo centrale dei sistemi di allerta e della prevenzione non strutturale. Maria Alessandra Gallone, Presidente dell’Ispra, ha definito la prevenzione «una grande questione civile» e ha sottolineato la necessità di una collaborazione stabile tra ricerca e istituzioni. A completare il quadro dei contributi istituzionali anche Filippo Cappotto, Vicepresidente del CNG. Le tavole rotonde della mattinata, moderate da Gianluca Semprini, hanno approfondito i principali nodi tecnici. La prima, dedicata ai modelli previsionali, ha visto gli interventi di Francesca Bozzano, Emanuela Piervitali e Alessandro Trigila, che hanno analizzato l’impatto dei cambiamenti climatici sull’evoluzione dei fenomeni franosi. La seconda ha affrontato le criticità del governo del territorio con i contributi di Costantino Azzena, Marina Colaizzi, Alessio Colombi, Luigi Ferrara e Giuseppe Travia, mettendo in evidenza la fragilità degli enti locali, spesso privi di adeguate risorse tecniche. I lavori della mattinata si sono conclusi con la presenza del presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, Massimo Sessa, e sono proseguiti nel pomeriggio con ulteriori interventi tecnici, tra cui quelli di Carlo Cassaniti, Felice Monaco e Mauro Uniformi, che hanno ribadito il contributo del sistema professionale e previdenziale. Il confronto si è poi spostato sul tema della governance e delle riforme, con la partecipazione del sottosegretario Alessandro Morelli e dei Parlamentari Pino Bicchielli, Mauro Rotelli ed Elena Sironi, che hanno evidenziato la necessità di rafforzare il coordinamento tra le amministrazioni e semplificare le procedure per rendere più efficace l’utilizzo delle risorse disponibili. Nel corso della giornata è stato presentato il Libro bianco sul dissesto idrogeologico e le infrastrutture di trasporto, documento tecnico che fornisce un quadro aggiornato delle criticità e delle possibili linee di intervento. Le conclusioni sono state affidate a Domenico Condelli del CNI, che ha richiamato l’urgenza di rendere strutturale la collaborazione tra istituzioni e professionisti. Il messaggio emerso con chiarezza è quello della necessità di un cambio di passo: il rafforzamento della prevenzione, la semplificazione della governance e la valorizzazione delle competenze tecniche rappresentano condizioni imprescindibili per affrontare in modo efficace il dissesto idrogeologico e garantire una reale resilienza del territorio nazionale. Vai al comunicato stampa