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  • Come rendere la libera professione più competitiva, sostenibile e capace di affrontare le sfide del futuro? A questa domanda intende rispondere Fondazione Inarcassa, che il prossimo 25 giugno 2026 (ore 9.45 – 11.00), presso la Sala Cristallo dell’Hotel Nazionale a Roma, presenterà i risultati di due importanti studi dedicati a:Società tra Professionisti: quadro normativo, modelli europei e scenari di sviluppoFiscalità del lavoro autonomo: analisi e prospettive di riformaUn appuntamento che si inserisce nel percorso di analisi e proposta che la Fondazione porta avanti a sostegno dell’intera platea degli architetti e ingegneri liberi professionisti.Un mercato che cambia: più competizione, più complessitàIl mondo dei servizi tecnici è oggi attraversato da profonde trasformazioni. La competizione si è ampliata, coinvolgendo anche operatori internazionali, e richiede competenze sempre più integrate e multidisciplinari. In questo scenario, la libera professione individuale mostra crescenti fragilità, mentre l’aggregazione tra professionisti emerge come leva strategica per migliorare qualità, efficienza e capacità di investimento. Eppure, proprio strumenti pensati per favorire l’aggregazione – come le Società tra Professionisti (STP) – risultano ancora poco diffusi. I dati evidenziano una netta sproporzione rispetto ad altre forme organizzative, segnale di criticità normative e fiscali che ne limitano la crescita.STP: uno strumento strategico ancora poco utilizzatoLo studio promosso da Fondazione Inarcassa analizza le principali cause che hanno frenato lo sviluppo delle STP, tra cui:incertezze normative e giurisprudenziali;disparità di trattamento fiscale rispetto ad altre forme societarie;rigidità degli strumenti rispetto alle esigenze della professione;effetti disincentivanti del regime forfettario.Tra le proposte avanzate:rimozione delle barriere fiscali che penalizzano i soci delle STP;riconoscimento pieno dell’autonomia patrimoniale per le società di capitali tra professionisti;maggiore equiparazione tra attività svolta in forma individuale e associata.L’obiettivo è rendere le STP uno strumento realmente competitivo e accessibile, in grado di sostenere crescita, innovazione e inclusione.Fiscalità: una leva decisiva per la competitivitàParallelamente, il secondo studio affronta il tema della fiscalità del lavoro autonomo, evidenziando come l’attuale sistema non rispecchi più le esigenze dei professionisti.Oggi, infatti, risultano limitate o parzialmente riconosciute:le spese per tecnologie e strumenti digitali;i costi per la formazione obbligatoria e continua;le spese per la mobilità, essenziali per molte attività professionali.Fondazione Inarcassa propone quindi un pacchetto organico di interventi, tra cui:deducibilità fino al 100% degli investimenti tecnologici;incentivi alla formazione, inclusa quella interna agli studi;maggiore deducibilità delle spese di mobilità, con attenzione alla sostenibilità ambientale;introduzione di incentivi agli investimenti nelle società professionali;semplificazione del sistema fiscale e riduzione della pressione complessiva.Investire su innovazione, giovani e crescitaLe misure proposte non riguardano solo i professionisti, ma hanno un impatto più ampio sull’intero sistema economico.Favorire investimenti in tecnologia e formazione significa infatti:aumentare la produttività e la qualità dei servizi;sostenere la digitalizzazione del settore;creare nuove opportunità occupazionali;rendere la professione più attrattiva per i giovani;attivare un circolo virtuoso di crescita economica.Un confronto per il futuro della professioneL’evento del 25 giugno rappresenta un’importante occasione di confronto tra istituzioni, professionisti ed esperti, con l’obiettivo di tradurre le analisi in proposte concrete di policy.“Insieme per far crescere la professione, valorizzare il talento, generare futuro”: è questo il messaggio che guida l’iniziativa e che sintetizza la visione di Fondazione Inarcassa.Una visione che punta su innovazione, aggregazione e riforma del sistema fiscale come leve fondamentali per rilanciare la libera professione e rafforzarne il ruolo nello sviluppo del Paese.L'iniziativa si terrà il 25 giugno 2026, dalle ore 09.45 alle 11.00, presso la Sala Cristallo dell'Hotel Nazionale, Piazza Montecitorio, 131, Roma.La partecipazione è gratuita con registrazione obbligatoria.I posti sono limitati. Si consiglia di effettuare la registrazione entro il 24 giugno. Iscriviti all'evento in presenzaScarica il razionaleScarica la locandina

  • La tutela del patrimonio culturale e la diffusione della cultura della prevenzione sismica si rafforzano attraverso una nuova collaborazione tra Fondazione Inarcassa e Parco Archeologico di Pompei.L'accordo, sottoscritto dal Presidente di Fondazione Inarcassa Andrea De Maio e dal Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel, avvia un percorso di cooperazione finalizzato allo sviluppo di attività formative e scientifiche dedicate alla conservazione, alla sicurezza e alla valorizzazione dei beni culturali.L'intesa rappresenta un importante passo avanti nella costruzione di un dialogo sempre più stretto tra istituzioni culturali e professioni tecniche, con l'obiettivo di promuovere competenze specialistiche e favorire la diffusione delle migliori pratiche nel campo della prevenzione e della mitigazione del rischio sismico.«Siamo estremamente orgogliosi di siglare questa alleanza con il Parco Archeologico di Pompei, un'istituzione di prestigio globale», ha dichiarato Andrea De Maio, Presidente di Fondazione Inarcassa. «Mettere le competenze multidisciplinari di ingegneri e architetti liberi professionisti al servizio della salvaguardia di patrimoni culturali dal valore inestimabile rappresenta un dovere e un'opportunità straordinaria».Attraverso il coinvolgimento di architetti, ingegneri, esperti del mondo accademico e professionale, il protocollo punta a sviluppare iniziative che avranno come riferimento uno dei siti archeologici più importanti e studiati al mondo, trasformando Pompei in un luogo privilegiato di confronto, ricerca e formazione.L'accordo conferma l'impegno di Fondazione Inarcassa nel promuovere la qualificazione professionale e la cultura della prevenzione, temi che da anni rappresentano una delle direttrici strategiche dell'attività istituzionale della Fondazione.Nel comunicato stampa completo le dichiarazioni di Andrea De Maio, Gabriel Zuchtriegel e Vincenzo Calvanese, oltre ai dettagli sulle attività formative e scientifiche previste dal protocollo.Vai al comunicato stampa 

  • Un primo passo concreto verso una riforma attesa da anni dal mondo delle professioni tecniche. È con favore che Fondazione Inarcassa accoglie la proposta di legge sulla responsabilità civile presentata alla Camera dei Deputati dall'On. Andrea de Bertoldi, deputato della Lega e primo firmatario del provvedimento, risultato di un percorso di studio, approfondimento e confronto istituzionale che ha visto la Fondazione impegnata in prima linea negli ultimi quattro anni.La responsabilità professionale rappresenta infatti uno dei temi più rilevanti per architetti e ingegneri liberi professionisti. L'evoluzione del quadro normativo, l'aumento delle responsabilità e la crescente complessità delle prestazioni richieste rendono sempre più necessario un sistema capace di garantire un equilibrio tra rischi assunti, tutele riconosciute e valore economico delle attività professionali.«La proposta di legge rappresenta un primo importante risultato di un percorso che Fondazione Inarcassa ha promosso e sostenuto negli ultimi anni», afferma Andrea De Maio, Presidente di Fondazione Inarcassa. «L'obiettivo resta quello di costruire un sistema più equo, capace di garantire adeguate tutele ai professionisti e di valorizzare il ruolo di architetti e ingegneri nello sviluppo del Paese».Per Fondazione Inarcassa si tratta di un passaggio significativo che conferma il valore del dialogo tra istituzioni e corpi intermedi nella definizione di soluzioni concrete per il mondo delle professioni. Un risultato che testimonia l'importanza dell'attività di rappresentanza e proposta svolta dalla Fondazione a tutela degli architetti e degli ingegneri liberi professionisti.Il percorso di riforma, tuttavia, non può considerarsi concluso. Restano aperti alcuni temi strategici che Fondazione Inarcassa considera prioritari per garantire una maggiore sostenibilità dell'attività professionale, a partire dalla necessità di rafforzare il principio di proporzionalità tra responsabilità assunte e compensi percepiti.Accanto alla riforma della responsabilità civile emerge inoltre un'altra questione centrale per il futuro delle professioni tecniche: la valorizzazione economica delle prestazioni professionali. Le prime evidenze emerse da una ricerca comparativa europea promossa da Fondazione Inarcassa delineano infatti uno scenario che merita particolare attenzione e che apre una riflessione sul posizionamento competitivo dei professionisti italiani nel contesto europeo.Responsabilità professionale, equo compenso, tutela del patrimonio personale, attrattività della professione e ricambio generazionale sono temi strettamente collegati tra loro. Affrontarli in modo organico significa contribuire a costruire condizioni più favorevoli per lo sviluppo della libera professione e per la crescita dell'intero sistema delle professioni tecniche.Nel comunicato stampa completo le dichiarazioni del Presidente di Fondazione Inarcassa Andrea De Maio e dell'On. Andrea de Bertoldi, i contenuti della proposta di legge, le ulteriori proposte avanzate dalla Fondazione e i dati della ricerca comparativa europea sugli onorari professionali che evidenziano il divario tra l'Italia e gli altri principali Paesi dell'Unione Europea.Vai al comunicato stampa      

  • Roma, 23 giugno 2026 – Il ruolo del design nell'evoluzione delle professioni tecniche, le sfide poste dalla transizione ecologica e dalla digitalizzazione e il contributo della progettazione allo sviluppo economico, sociale e ambientale sono stati al centro dell'evento "Design per una professione che cambia", promosso dalla Fondazione Inarcassa presso il MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo di Roma, nell'ambito della Giornata Mondiale del Design Industriale promossa dalla World Design Organization (WDO).L'iniziativa ha riunito rappresentanti delle istituzioni, degli ordini professionali, del mondo del design e dell'impresa con l'obiettivo di approfondire il ruolo sempre più strategico della progettazione nei processi di innovazione e di trasformazione del Paese. Dal confronto è emersa una visione condivisa: il design costituisce oggi una competenza trasversale, capace di integrare innovazione, sostenibilità, cultura tecnica e responsabilità sociale e di offrire nuovi strumenti ad architetti e ingegneri per affrontare la crescente complessità del mercato.I lavori si sono aperti con i saluti istituzionali di Massimo Garbari, Presidente di Inarcassa, Andrea De Maio, Presidente della Fondazione Inarcassa, Salvatore La Mendola, Vicepresidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC), e Federico Mollicone, Presidente della VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati. La moderazione è stata affidata a Luisa Bocchietto, architetto, designer e Senatore della World Design Organization, che ha richiamato il significato della Giornata Mondiale del Design Industriale, dedicata quest'anno al tema della resilienza.Bocchietto ha collocato il design all'interno di un nuovo paradigma culturale, nel quale la qualità della progettazione si misura anche attraverso la tutela delle risorse naturali e l'impatto delle scelte progettuali sulle generazioni future. «Al centro dobbiamo mettere il pianeta, le risorse che abbiamo e la responsabilità di trasmetterle alle generazioni future», ha affermato, ricordando come il design assuma oggi una responsabilità etica, oltre che tecnica.Il quadro istituzionale ha posto al centro il tema dell'evoluzione delle professioni tecniche. Per Massimo Garbari, Presidente di Inarcassa, architetti e ingegneri operano oggi in uno scenario profondamente diverso rispetto al passato, caratterizzato da innovazione tecnologica, sostenibilità e trasformazione dei modelli organizzativi. «Oggi non siamo più solo progettisti, siamo interpreti del cambiamento. Siamo chiamati a guidare la transizione ecologica, a garantire qualità, sicurezza e innovazione», ha dichiarato. Garbari ha inoltre richiamato la necessità di rafforzare la competitività della libera professione attraverso modelli organizzativi più strutturati, ricordando come le società tra professionisti registrino risultati economici sensibilmente superiori rispetto all'attività svolta in forma individuale. Una riflessione sintetizzata nell'affermazione: «Rafforzare le professioni tecniche significa rafforzare l'Italia».Il valore strategico del design per l'evoluzione della libera professione ha trovato continuità nell'intervento di Andrea De Maio, Presidente della Fondazione Inarcassa, che ha ribadito la missione della Fondazione quale luogo di confronto, crescita culturale e sostegno ai professionisti. «Promuovere la libera professione significa diffondere la cultura tecnica e supportare i colleghi nell'intercettare le grandi transizioni del mercato», ha osservato, definendo il design «una delle frontiere più prossime e strategiche» per architetti e ingegneri. De Maio ha inoltre ricordato che l'80% della sostenibilità di un prodotto o di un'opera si determina nella fase progettuale, principio che conferma la centralità del progetto nella costruzione di modelli di sviluppo sostenibili.Una riflessione analoga ha caratterizzato l'intervento di Salvatore La Mendola, Vicepresidente del CNAPPC, che ha definito il design «uno strumento per il cambiamento», indispensabile per affrontare le sfide della rigenerazione urbana, della resilienza dei territori e della crisi climatica.A completare il quadro istituzionale è stato Federico Mollicone, Presidente della VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati, che ha richiamato il contributo del design alla competitività del Made in Italy e allo sviluppo del sistema produttivo nazionale. Un settore che genera quattro miliardi di euro di valore aggiunto e occupa 76 mila addetti. «Il designer è un progettista dotato di senso estetico che lavora per la Comunità», ha affermato, riconoscendo al design una funzione strategica per la crescita economica, culturale e sociale del Paese.Su queste premesse si è sviluppato il primo panel, dedicato al rapporto tra design, resilienza ed eccellenza produttiva, che ha approfondito il contributo della progettazione nei processi di innovazione, inclusione e competitività.Il primo panel ha proposto tre esperienze accomunate dalla capacità del design di trasformare bisogni, innovazione e ricerca in soluzioni concrete per le persone, le imprese e il mercato.Danilo Ragona, experience designer, imprenditore e fondatore di Able to Enjoy, ha portato la testimonianza di un percorso professionale nato da un'esperienza personale e sviluppatosi fino a diventare un progetto imprenditoriale dedicato alla mobilità inclusiva. Il design, nella sua visione, supera la funzione tecnica dell'ausilio e restituisce centralità alla persona attraverso prodotti capaci di coniugare funzionalità, estetica e personalizzazione. «Volevo cambiare il linguaggio del mondo della disabilità e non chiamarlo più ausilio medicale, ma farlo diventare un oggetto con tutte le sue caratteristiche di personalizzazione», ha affermato. Una filosofia progettuale che considera la ricerca continua e il confronto con contesti differenti strumenti essenziali per generare innovazione.Una prospettiva complementare è emersa dall'intervento di Giovanna Talocci, designer e fondatrice di Talocci Design, che ha ripercorso un'esperienza professionale caratterizzata dalla costante ricerca di soluzioni innovative e dall'introduzione di nuovi materiali nei settori del bagno e del wellness. Il valore del progetto, ha spiegato, risiede nella capacità di anticipare i cambiamenti e di realizzare prodotti destinati a durare nel tempo. «Se tu fai un prodotto bello, intelligente, funzionale è senza tempo e resiste. La sostenibilità nel campo del design è anche non creare rifiuti», ha osservato, indicando nella qualità progettuale uno degli strumenti più efficaci per ridurre l'impatto ambientale.Il dialogo tra progetto, impresa e manifattura ha trovato espressione nell'intervento di Sergio Buttiglieri, già style director di Sanlorenzo, che ha illustrato l'evoluzione del settore della nautica di alta gamma attraverso il contributo del design. L'incontro tra competenze progettuali, cultura imprenditoriale e manifattura specializzata ha consentito al comparto di rafforzare la competitività internazionale e di valorizzare il patrimonio del Made in Italy. «Non bastano i soldi per fare delle aziende di qualità», ha osservato. Il vero elemento distintivo resta la qualità del progetto, sostenuta dal patrimonio di competenze artigianali che caratterizza la produzione italiana: «Quando vedo la qualità del design e la qualità artigianale sono orgoglioso perché qualcosa in più sappiamo dare».Il secondo panel ha approfondito il rapporto tra progetto, territorio e sostenibilità, mostrando come il design possa contribuire alla valorizzazione delle risorse naturali, allo sviluppo delle comunità e all'innovazione dei processi produttivi.Roberto Marcatti, architetto, designer e fondatore di RMA Studio, ha presentato alcune esperienze dedicate alla valorizzazione dell'acqua, del paesaggio e delle produzioni agroalimentari. Il progetto, ha sottolineato, assume un valore strategico quando rafforza il legame tra identità locali, cultura e sviluppo. «Il tema è proprio quello di avere una coscienza sociale, un progetto attento alle risorse», ha affermato, richiamando il valore dell'acqua quale patrimonio essenziale per il futuro dei territori. «Se manca l'acqua non c'è agricoltura e se non c'è agricoltura la gente non mangia», ha aggiunto, evidenziando la responsabilità che la progettazione assume nella tutela dell'ambiente e delle comunità.L'intervento di Tiziana Monterisi, architetto, imprenditrice, fondatrice e CEO di Ricehouse, ha posto al centro il tema dell'economia circolare applicata all'edilizia. L'esperienza dell'azienda dimostra come gli scarti della filiera del riso possano trasformarsi in materiali ad alte prestazioni per il settore delle costruzioni e dell'arredo. «Il design non si può fare senza il processo», ha osservato, richiamando la necessità di considerare l'intero ciclo di vita del prodotto. Da questa impostazione derivano materiali capaci di contribuire attivamente alla riduzione dell'impatto ambientale: «La sedia è un piccolo serbatoio di CO₂ che resta sequestrata all'interno dell'oggetto per l'intera sua vita».A chiudere il confronto è stato Davide Vercelli, ingegnere e designer, che ha proposto una riflessione sull'evoluzione del design come disciplina orientata ai sistemi e ai processi. Attraverso l'analisi del ciclo di vita dei prodotti (Life Cycle Assessment - LCA), Vercelli ha evidenziato la necessità di integrare la sostenibilità fin dalle prime fasi della progettazione. «Il significato odierno del design è quello di un redesign dei processi e dei sistemi e della promozione di paradigmi diversi», ha dichiarato, ricordando come la sostenibilità coincida anche con la capacità di prolungare la vita utile dei prodotti e di orientare le scelte progettuali verso modelli produttivi più responsabili.Nelle conclusioni, Andrea De Maio, Presidente della Fondazione Inarcassa, ha richiamato il valore del dialogo sviluppato nel corso della giornata e la necessità di consolidare il confronto tra professioni, istituzioni, imprese e mondo della progettazione. «Lavoriamo su progetti comuni, temi comuni e visioni comuni», ha affermato, indicando nella collaborazione tra competenze diverse la condizione necessaria per accompagnare l'evoluzione della libera professione.L'incontro ha confermato come il design rappresenti oggi una competenza strategica per architetti e ingegneri, capace di integrare innovazione, sostenibilità, cultura tecnica e responsabilità sociale. In questa prospettiva, la Fondazione Inarcassa prosegue il proprio impegno nel promuovere occasioni di confronto e approfondimento dedicate ai temi che accompagnano l'evoluzione delle professioni tecniche, con l'obiettivo di rafforzarne il contributo allo sviluppo economico, sociale e ambientale del Paese.Scarica la locandina e consulta il programma dell'eventoLeggi l'articolo di presentazione dell'eventoScarica le slide di Danilo RagonaScarica le slide di Giovanna TalocciScarica le slide di Roberto MarcattiScarica le slide di Tiziana MonterisiScarica le slide di Davide Vercelli         

  • Roma, 25 giugno 2026 – Le prospettive di sviluppo della libera professione, l'evoluzione delle Società tra Professionisti (STP) e la riforma della fiscalità del lavoro autonomo sono state al centro dell'incontro promosso dalla Fondazione Inarcassa, ospitato presso la Sala Cristallo dell'Hotel Nazionale di Roma. L'iniziativa ha rappresentato l'occasione per presentare due nuovi volumi della Collana Editoriale della Fondazione: il Volume 7, dedicato alle Società tra Professionisti: quadro normativo, modelli europei e scenari di sviluppo, e il Volume 8, dedicato a La tassazione del reddito derivante dall'esercizio di attività professionali in forma individuale e collettiva – Focus e modelli. Due studi che analizzano il quadro normativo e fiscale delle professioni tecniche, approfondiscono le principali criticità del sistema e individuano possibili linee di evoluzione a sostegno della libera professione.All'incontro hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, professionisti ed esperti del settore. I lavori si sono aperti con l'intervento di Andrea De Maio, Presidente della Fondazione Inarcassa, che ha ribadito il ruolo della Fondazione quale luogo di studio, analisi e proposta sui temi strategici per architetti e ingegneri. L'attività di ricerca, ha evidenziato, rappresenta uno strumento essenziale per elaborare contributi qualificati a supporto del legislatore e per rafforzare il ruolo dei liberi professionisti nel sistema economico nazionale, con particolare riferimento agli ambiti normativo e fiscale.Al dibattito hanno preso parte l'On. Saverio Congedo, Commissione Finanze, e l'Avv. Erika Stefani, Commissione Giustizia, che hanno condiviso una riflessione sulle prospettive di evoluzione della libera professione e sulle priorità di riforma del settore.Le Società tra Professionisti sono emerse come uno degli strumenti più efficaci per accompagnare la trasformazione del mercato dei servizi tecnici. Lo studio evidenzia tuttavia la permanenza di criticità regolatorie e fiscali che ne limitano la diffusione e individua alcune priorità di intervento, tra cui il superamento delle incertezze normative, il riconoscimento dell'autonomia patrimoniale delle STP, una maggiore equiparazione tra esercizio individuale e associato della professione e la rimozione delle disparità fiscali che ancora caratterizzano il settore.Nel suo intervento, l'On. Saverio Congedo ha richiamato l'attenzione sulla necessità di sostenere modelli organizzativi più evoluti, come le STP, evidenziando l'urgenza di intervenire sui nodi fiscali che oggi penalizzano i professionisti che investono e innovano. Ha inoltre sottolineato l'importanza di un dialogo strutturato e continuo con le categorie professionali, ritenuto essenziale per costruire riforme efficaci e aderenti alle esigenze reali del settore.L'Avv. Erika Stefani ha posto l'accento sul valore strategico del contributo dei professionisti alla crescita economica del Paese, evidenziando come le proposte contenute negli studi rappresentino una base concreta per avviare un percorso di riforma orientato alla semplificazione, all'equità e alla competitività del sistema. Ha inoltre richiamato la necessità di rendere il quadro normativo più chiaro e coerente, così da favorire lo sviluppo delle professioni in un contesto di mercato sempre più complesso.L'approfondimento tecnico è stato affidato al Dott. Antonio Cacciapaglia, dello Studio Associato Cacciapaglia Liguori, che ha illustrato i contenuti delle due ricerche, soffermandosi in particolare sulle criticità del sistema fiscale applicato al lavoro autonomo. Tra gli aspetti centrali emersi dall'analisi figurano la necessità di un impianto più moderno e la piena valorizzazione degli investimenti in innovazione, formazione e sostenibilità, elementi ormai determinanti per la competitività delle professioni.Nel corso dell'incontro è emerso come il mercato dei servizi tecnici attraversi una fase di profonda trasformazione, caratterizzata da una crescente competizione, anche internazionale, e da un costante aumento della complessità delle competenze richieste. In questo scenario, l'aggregazione professionale rappresenta una leva strategica per migliorare qualità, efficienza organizzativa e capacità di investimento.Le analisi sviluppate nei due studi delineano una serie di proposte articolate su più livelli. Per le Società tra Professionisti vengono evidenziati il superamento delle incertezze normative, il riconoscimento dell'autonomia patrimoniale, una maggiore equiparazione tra attività professionale individuale e associata e la rimozione delle disparità fiscali. Sul fronte della fiscalità del lavoro autonomo, gli studi propongono misure quali la deducibilità fino al 100% degli investimenti tecnologici, incentivi alla formazione continua, una maggiore deducibilità delle spese di mobilità, il sostegno agli investimenti nelle società professionali e una complessiva semplificazione del sistema tributario.La moderazione dell'incontro è stata affidata al giornalista Andrea Picardi.Nelle conclusioni, Andrea De Maio ha ribadito la necessità di dare continuità al confronto tra istituzioni e mondo professionale, sottolineando come il percorso di ricerca avviato dalla Fondazione Inarcassa rappresenti un contributo concreto alla definizione di proposte utili ad accompagnare l'evoluzione della libera professione.L'iniziativa conferma il ruolo della Fondazione Inarcassa quale punto di riferimento nell'attività di analisi e proposta sui temi che interessano il mondo delle professioni, con una visione orientata a innovazione, aggregazione professionale e modernizzazione del sistema fiscale, elementi sempre più determinanti per sostenere la competitività dei professionisti e la crescita del sistema Paese.Per approfondire i temi affrontati nel corso dell'iniziativa è possibile consultare i materiali messi a disposizione dalla Fondazione Inarcassa.Scarica lo studio "Società tra Professionisti: quadro normativo, modelli europei e scenari di sviluppo (Volume 7)" Scarica lo studio "La tassazione del reddito derivante dall'esercizio di attività professionali in forma individuale e collettiva – Focus e modelli (Volume 8)"Consulta tutti i volumi della Collana Editoriale Fondazione InarcassaScarica la locandina e consulta il programma dell'eventoAccedi alle registrazioni e alle slide del webinar di approfondimentoAccedi allo Sportello Aggregazione e Fiscalità, dedicato al supporto dei professionisti sui temi delle Società tra Professionisti, dell'aggregazione professionale e della fiscalitàLeggi l'articolo di presentazione dell'iniziativa      

  • La sicurezza del territorio e la prevenzione dei rischi naturali sono al centro della nuova campagna nazionale promossa da Fondazione Inarcassa, realizzata con la partecipazione di Licia Colò, da anni impegnata nella divulgazione dei temi ambientali e della sostenibilità.L'iniziativa si inserisce nel percorso che la Fondazione porta avanti per promuovere una maggiore consapevolezza sui temi della prevenzione, attraverso attività di formazione, divulgazione scientifica e confronto istituzionale. La campagna amplia questo impegno e lo porta direttamente al grande pubblico, con una programmazione sulle principali emittenti radiofoniche nazionali e sui canali social della Fondazione, per richiamare l'attenzione sul valore della prevenzione quale strumento essenziale per la tutela delle persone, del patrimonio edilizio e dell'ambiente.In un Paese caratterizzato da un'elevata esposizione al rischio sismico e al dissesto idrogeologico, la riduzione della vulnerabilità del territorio richiede una crescente attenzione alla manutenzione del patrimonio costruito, alla qualità della progettazione e alla diffusione di una cultura della sicurezza fondata sulla conoscenza e sulla pianificazione. In questo contesto, il contributo di architetti e ingegneri assume un ruolo centrale nel promuovere interventi capaci di ridurre i rischi e aumentare la resilienza delle comunità.La scelta di coinvolgere Licia Colò risponde alla volontà di estendere questi temi oltre il perimetro delle professioni tecniche, coinvolgendo direttamente i cittadini e favorendo una riflessione condivisa sull'importanza della prevenzione come investimento per il futuro del Paese.Nel comunicato stampa completo sono disponibili le dichiarazioni del Presidente di Fondazione Inarcassa Andrea De Maio, il contributo della testimonial Licia Colò, gli obiettivi dell'iniziativa e tutti i dettagli della campagna nazionale.Vai al comunicato stampaVisita la landing page dedicataGuarda il video di Licia Colò per la prevenzione del rischio sismicoGuarda il video di Licia Colò per la prevenzione del dissesto idrogeologico 

  • Prosegue il percorso di approfondimento promosso da Fondazione Inarcassa sui temi della consulenza tecnica d'ufficio e delle perizie giudiziarie. A seguito del webinar "Attività del CTU e del perito d'asta: metodologie operative, gestione dell'incarico e qualità della prestazione tecnica", svoltosi lo scorso 19 giugno, la Fondazione rende disponibile un documento tecnico di approfondimento dedicato ai principali profili di responsabilità civile del consulente tecnico d'ufficio e dell'esperto stimatore.Il contributo, redatto dal Dott. Giulio Borella, Giudice presso il Tribunale di Rovigo, analizza l'evoluzione della giurisprudenza della Corte di Cassazione in materia di responsabilità professionale del CTU e dell'esperto stimatore, offrendo un inquadramento sistematico degli orientamenti più significativi e delle relative implicazioni operative per i professionisti.Attraverso l'esame delle principali pronunce giurisprudenziali, il documento approfondisce i temi della diligenza professionale, della colpa grave, del nesso di causalità, dei criteri di imputazione della responsabilità e delle cautele richieste nello svolgimento degli incarichi giudiziari. Un contributo che rappresenta uno strumento di studio e consultazione per architetti e ingegneri chiamati a operare nell'ambito delle consulenze tecniche e delle procedure esecutive.La pubblicazione si inserisce nel più ampio programma di aggiornamento professionale promosso da Fondazione Inarcassa e anticipa il nuovo corso di formazione a distanza (FAD) dedicato all'attività del consulente tecnico d'ufficio e del perito d'asta, che sarà avviato nel prossimo autunno. Il percorso formativo vedrà come docenti il Dott. Giulio Borella e l'Arch. Michela Marchi, con l'obiettivo di approfondire, attraverso un taglio teorico e operativo, gli aspetti giuridici, metodologici e professionali che caratterizzano tali incarichi.Scarica la relazione tecnica "La responsabilità civile del CTU e dell'esperto stimatore negli orientamenti della Cassazione: analisi ragionata" a cura del Dott. Giulio Borella, Giudice nel Tribunale di RovigoVai alla pagina del webinar dedicato e accedi alla registrazione e alle slide

  • Dalle istituzioni nazionali a quelle europee, FondazioneInarcassa ha portato avanti un percorso di rappresentanza degli interessi di architetti e ingegneri liberi professionisti sui temi più critici legati alla revisione delle Direttive UE Appalti.Accordi quadro, appalti integrati, tutela della concorrenza, valorizzazione della libera professione e qualità della progettazione sono stati al centro di un lavoro avviato durante il mandato e sviluppato con continuità attraverso audizioni, consultazioni pubbliche, incontri istituzionali e documenti di proposta.Un lavoro continuo per portare la voce delle professioni tecniche nei luoghi in cui si definiscono le regole del futuro. 

  • Con la conclusione del mandato 2023-2026, Fondazione Inarcassa traccia il bilancio di un triennio caratterizzato da una significativa attività istituzionale, scientifica, formativa e culturale, sviluppata con l'obiettivo di rafforzare la tutela, la rappresentanza e la valorizzazione degli architetti e degli ingegneri liberi professionisti.In questi tre anni la Fondazione ha consolidato il proprio ruolo di interlocutore qualificato nei confronti delle istituzioni nazionali ed europee, contribuendo al confronto sulle principali riforme che hanno interessato il settore delle professioni tecniche, l'edilizia, gli appalti pubblici e le politiche di sviluppo del territorio. Sono stati coinvolti oltre 165 interlocutori istituzionali, realizzate 13 audizioni parlamentari e 10 consultazioni promosse da Ministeri, Autorità indipendenti e Commissione europea. A supporto di questa attività sono stati elaborati 19 position paper e 3 manifesti programmatici dedicati a temi strategici quali equo compenso, prevenzione sismica, rigenerazione urbana, fiscalità, responsabilità professionale, Società tra Professionisti, CTU, Piano Casa e revisione delle Direttive europee sugli appalti.L'azione della Fondazione si è concentrata su questioni centrali per l'esercizio della professione: dalla difesa dell'equo compenso alla revisione del Codice dei Contratti Pubblici, dalla valorizzazione delle Società tra Professionisti alla fiscalità, dalla responsabilità professionale ai Consulenti Tecnici d'Ufficio, fino ai temi della prevenzione sismica, della rigenerazione urbana, delle politiche abitative e della disciplina europea degli appalti. Un'attività che ha consentito di portare all'attenzione del legislatore il contributo tecnico e l'esperienza maturata quotidianamente dai professionisti sul territorio.Parallelamente all'attività di rappresentanza, la Fondazione ha investito nella produzione di contenuti scientifici e di approfondimento, rafforzando il proprio ruolo di centro studi al servizio della professione. Nel corso del mandato sono stati pubblicati sette volumi tematici, due studi scientifici e due pareri giuridici dedicati ai principali temi che interessano il futuro dell'architettura, dell'ingegneria e della libera professione. Tra questi, gli studi sulle Società tra Professionisti, sulla fiscalità del lavoro professionale, sulla responsabilità civile, sull'evoluzione delle professioni in Italia e sul confronto tra i modelli professionali europei.Particolare rilevanza hanno assunto le ricerche dedicate alla prevenzione sismica e alla rigenerazione urbana. Lo studio sui costi indiretti dei terremoti ha analizzato gli effetti prodotti dai principali eventi sismici sulla demografia, sull'occupazione, sul patrimonio culturale e sull'economia dei territori colpiti, mentre la ricerca dedicata alla rigenerazione urbana e al consumo di suolo ha fornito elementi di analisi e proposte utili al dibattito nazionale sul futuro delle città e del patrimonio costruito. Attraverso queste attività la Fondazione ha consolidato il proprio ruolo di interlocutore tecnico-scientifico a supporto delle istituzioni e delle professioni.Un capitolo importante del mandato è stato dedicato alla promozione della cultura dell'architettura e dell'ingegneria. Accanto alle iniziative storiche sostenute dalla Fondazione, come il Premio Internazionale Dedalo Minosse e il Premio Senese, sono stati promossi nuovi momenti di approfondimento e confronto sui temi della qualità del progetto, della sostenibilità, dell'innovazione e della trasformazione urbana. Significativa, in questo ambito, la realizzazione della mostra “Terremoti d'Italia”, ospitata presso Città della Scienza a Napoli, nata con l'obiettivo di promuovere una maggiore consapevolezza sui temi della sicurezza e della prevenzione sismica. Attraverso un percorso divulgativo rivolto in particolare al mondo della scuola e alle nuove generazioni, la mostra ha valorizzato il contributo delle professioni tecniche nella tutela del territorio e nella riduzione del rischio, favorendo una riflessione sul rapporto tra conoscenza, prevenzione e resilienza delle comunità.Nello stesso quadro si inseriscono le iniziative promosse nell'ambito della Giornata Nazionale della Prevenzione Sismica, della Giornata della Rigenerazione Urbana RE/URB, della Giornata Nazionale per la Prevenzione e Mitigazione del Dissesto Idrogeologico e della Giornata Nazionale della Libera Professione, appuntamenti che hanno contribuito a portare all'attenzione delle istituzioni e dell'opinione pubblica temi di interesse generale nei quali il contributo di architetti e ingegneri riveste un ruolo essenziale.Grande attenzione è stata dedicata alla formazione professionale continua. Nel corso del mandato sono state erogate 262 ore di formazione accreditata tra webinar e corsi FAD, rilasciate 97.476 certificazioni formative e attribuiti 396.569 CFP. L'offerta formativa si è progressivamente ampliata includendo percorsi dedicati a prevenzione sismica, appalti pubblici, rigenerazione urbana, responsabilità professionale, internazionalizzazione, CTU, energia e innovazione, accompagnati dall'introduzione di una nuova piattaforma digitale per la formazione e dall'acquisizione dei corsi di lingua inglese e spagnola sviluppati dalla Fondazione.Sul piano dei servizi, il mandato ha visto un significativo rafforzamento del sistema delle convenzioni riservate agli iscritti. Sono state ampliate le opportunità dedicate alla digitalizzazione degli studi professionali, alla formazione specialistica, alle certificazioni professionali, ai software tecnici, alle coperture assicurative, alla mobilità, alla connettività e ai servizi per l'esercizio della professione. Un sistema che rappresenta oggi uno strumento concreto di supporto agli iscritti, contribuendo a ridurre i costi operativi degli studi professionali e ad agevolare l'accesso a servizi qualificati a condizioni vantaggiose. Particolarmente rilevante è stato il consolidamento delle convenzioni assicurative professionali, che interessano una platea di oltre 40.000 polizze attive, mantenendo invariati i premi nonostante il contesto inflattivo degli ultimi anni.Il rapporto con gli iscritti e con il territorio è stato ulteriormente rafforzato attraverso una presenza capillare su scala nazionale. La Fondazione ha organizzato 65 seminari in 57 città italiane, oltre a convegni, mostre, giornate nazionali ed eventi dedicati ai temi della prevenzione, della sicurezza, della rigenerazione urbana e della libera professione. Parallelamente, il numero degli iscritti alla Fondazione è cresciuto del 46%, passando da circa 39.700 a oltre 57.800 professionisti.I risultati conseguiti nel corso del triennio sono stati possibili grazie al lavoro del Consiglio Direttivo, al supporto del Consiglio di Amministrazione e dei Delegati di Inarcassa, alla collaborazione dei Consigli Nazionali e degli Ordini territoriali, al contributo degli architetti e degli ingegneri che hanno partecipato alle attività della Fondazione e all'impegno quotidiano della struttura composta da dipendenti e collaboratori.A tutti loro va il più sincero ringraziamento per la competenza, la disponibilità e il contributo offerto al raggiungimento degli obiettivi del mandato e alla crescita della Fondazione al servizio della professione.Scarica la Relazione di Fine Mandato e approfondisci obiettivi, attività e risultati del triennioScarica “Il Mandato in Numeri” e consulta i risultati del triennio attraverso dati, grafici e indicatori chiave

  • Come vengono tutelati ingegneri e architetti nei principali Paesi europei? Quali sono le differenze in termini di compensi, accesso al mercato, responsabilità professionale e pari opportunità? A queste domande risponde il nuovo studio "La disciplina delle professioni di architetto e ingegnere in Europa (focus su Italia, Spagna, Francia e Germania)" promosso da Fondazione Inarcassa, che mette a confronto i modelli adottati in Italia, Francia, Germania e Spagna, offrendo una fotografia aggiornata delle professioni tecniche nel contesto europeo.L’indagine evidenzia come i quattro Paesi condividano obiettivi comuni – qualità delle prestazioni, tutela dell’interesse pubblico, sicurezza e trasparenza – ma perseguano tali finalità attraverso assetti normativi e organizzativi profondamente diversi. Se da un lato l’Italia si distingue per una forte regolamentazione e per l’introduzione dell’equo compenso, dall’altro emergono alcune criticità che riguardano l’accesso al mercato, la valorizzazione economica delle prestazioni e il regime delle responsabilità professionali.Uno degli aspetti più rilevanti analizzati dalla ricerca riguarda proprio la responsabilità civile di ingegneri e architetti. Dal confronto internazionale emerge che Spagna, Francia e Germania adottano sistemi generalmente più equilibrati, nei quali le responsabilità sono maggiormente correlate al ruolo effettivamente svolto dal professionista e accompagnate da limiti temporali certi e da una più netta distinzione tra attività progettuale ed esecutiva. In Italia, invece, il quadro risulta più oneroso, con una più ampia applicazione della responsabilità solidale e una maggiore esposizione al rischio legata all’incertezza dei termini entro cui possono essere avanzate le richieste risarcitorie.Ampio spazio è dedicato anche al tema del gender pay gap, una delle questioni più attuali e trasversali per il futuro delle professioni tecniche. Lo studio evidenzia come, in tutti i Paesi esaminati, le donne continuino a essere meno rappresentate nelle posizioni apicali, negli incarichi più remunerativi e nelle opportunità professionali che garantiscono maggiore autonomia e continuità lavorativa. In Italia il divario appare particolarmente significativo: le ingegnere dichiarano redditi medi pari al 56% di quelli dei colleghi uomini, mentre per le architette la quota raggiunge il 60%. Un dato che conferma come il gap non riguardi soltanto la dimensione retributiva, ma anche l’accesso alle opportunità economiche, agli incarichi di maggiore rilievo e ai processi decisionali.Il confronto europeo mette inoltre in luce un ulteriore elemento di riflessione: nonostante la progressiva liberalizzazione dei mercati professionali, tutti i Paesi analizzati continuano a mantenere strumenti di riferimento per la determinazione dei compensi. Tuttavia, gli onorari medi italiani risultano generalmente inferiori rispetto a quelli registrati in Francia e Germania, soprattutto negli incarichi di maggiore complessità e valore economico. Una differenza che, secondo lo studio, può incidere sulla valorizzazione delle competenze professionali e sulla sostenibilità economica dell’attività tecnica nel medio e lungo periodo.Alla luce delle criticità emerse, Fondazione Inarcassa avanza una serie di proposte volte a rendere il sistema italiano più equilibrato, sostenibile e coerente con le migliori esperienze europee, in particolare sul fronte della responsabilità professionale e della tutela dell’attività libero-professionale.Nel suo complesso, la ricerca non si limita a descrivere lo stato dell’arte, ma offre una chiave di lettura utile per comprendere le trasformazioni in atto nel settore e individuare possibili percorsi di evoluzione. Un contributo che intende alimentare il dibattito sulle professioni tecniche, fornendo elementi concreti per rafforzarne competitività, qualità e sostenibilità nel contesto europeo.Scarica lo studio "La disciplina delle professioni di architetto e ingegnere in Europa (focus su Italia, Spagna, Francia e Germania)"Scarica il rapporto sul Gender GapScarica il quadro sinottico dei criteri di determinazione degli onorari professionali in SpagnaScarica il quadro sinottico dei criteri di determinazione degli onorari professionali in FranciaScarica il quadro sinottico delle tariffe HOAI per architetti e ingegneri in GermaniaScarica il confronto degli onorari professionali in Francia, Germania e Spagna