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  • È stato appena siglato tra il Commissario Straordinario Ricostruzione Sisma 2016, Guido Castelli e il Presidente di Fondazione Inarcassa, Andrea De Maio un protocollo d'intesa che ha la finalità di soddisfare la domanda di esperti nel campo della prevenzione del rischio sismico e assicurare il supporto necessario alle attività tecniche di ricostruzione dei territori di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria interessati dagli eventi sismici del 2016-2017. Nel dettaglio, l’accordo odierno è destinato alla realizzazione di un Piano Formativo, rivolto agli architetti e ingegneri liberi professionisti, che mette in evidenza: - Inquadramento dell’area del cratere (Ordinanze Commissariali; prezziario; gestione materie e discariche); - Demolizioni e tecniche innovative per la sicurezza dei cantieri e la ricostruzione; - Progetto e direzione lavori nei cantieri dalla fase di demolizione e ricostruzione; - Tecniche innovative per la ricostruzione ed il monitoraggio strutturale e geotecnico; - Costruzione di edifici in legno; messa in sicurezza dei beni culturali.   Leggi il comunicato stampa    
  • Ancora bandi e procedure indette dalla Pubblica amministrazione per la richiesta di prestazioni professionali a titolo gratuito. Questa volta è la delibera adottata dalla Giunta del Comune di Lecce a destare preoccupazione per una evidente violazione della legge sull'equo compenso e dell'art. 36 della Costituzione. La delibera, infatti, è stata adottata per la definizione di una short list da cui individuare professionisti cui proporre prestazioni e consulenze a titolo gratuito. Contro l'iniziativa della Giunta comunale sono scesi in campo, al fianco degli Ordini provinciali di Lecce nel ricorso proposto al Tar, la Fondazione Inarcassa e i Consigli Nazionali dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali, degli Architetti PPC, degli Avvocati, dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, degli Ingegneri, dei Geologi, dei Geometri e Geometri Laureati, dei Periti Industriali e Periti Industriali Laureati.  Si tratta di un comportamento "fortemente lesivo della dignità del lavoro dei Professionisti ed in palese contrasto con la Legge sull’Equo compenso e con l’art. 36 della Costituzione”, si legge nel comunicato stampa congiunto. Pertanto, è fondamentale che si arrivi "al ritiro o quanto meno alla sospensione dell’efficacia della delibera o alla rettifica prevedendo che i compensi per le prestazioni professionali siano calcolati ai sensi della normativa vigente in materia”. Leggi il comunicato
    • equo compenso
  • La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha trasmesso alle Camere il Piano strutturale di bilancio di medio termine 2025-2029, in cui viene confermata la posizione di Fondazione Inarcassa sull'Equo Compenso: "Non costituisce un ostacolo all’accesso al mercato, bensì una garanzia per il mantenimento di standard qualitativi elevati per i servizi professionali e retribuzione adeguata per i professionisti autonomi anche nei rapporti contrattuali in cui il committente si trovi in posizione dominante." "La previsione del Piano non fa altro che confermare una volontà chiara, espressa in modo trasversale da parte della Politica con l’approvazione della Legge 49/23, coerente e coordinata con l’attuale Codice dei Contratti" ha commentato il Presidente, Andrea De Maio.   Leggi il comunicato stampa Leggi il Piano Strutturale (Equo Compenso pag. 121)
    • equo compenso
  • Equo compenso
    Un nuovo bando di gara indetto dalla Corte dei Conti, in quanto stazione appaltante, applica correttamente la normativa sull’equo compenso e conferma le posizioni della Fondazione Inarcassa. La Pubblica Amministrazione applica infatti il ribasso del corrispettivo, calcolato secondo il decreto “parametri”, alla sola componente delle spese ed oneri accessori. Sull’equo compenso finalmente registriamo buoni passi in avanti anche da parte della Pubblica Amministrazione. Questa volta è la Corte dei conti che nella gara di affidamento dell’intervento di riqualificazione di un immobile finalizzato alla realizzazione di un Polo logistico, applica il ribasso del corrispettivo, calcolato secondo il decreto “parametri”, alla sola componente delle spese ed oneri accessori. Una buona notizia, dunque, che arriva in un momento nel quale il dibattito politico resta ancora molto acceso, nonostante una normativa di riferimento chiara e, a nostro avviso, non soggetta a particolari rilievi interpretativi. La posizione della Fondazione Inarcassa al riguardo è ampiamente nota. Il ribasso applicabile alla sola componente delle spese e accessori rappresenta un compromesso accettabile che premia il lavoro degli architetti e ingegneri liberi professionisti nell’ambito dei servizi resi nei confronti della Pubblica Amministrazione. Non sono accettabili quelle posizioni - purtroppo ancora resistenti nel panorama dei lavori pubblici - che mortificano il lavoro dei professionisti e pretendono di escludere l’applicazione dell’equo compenso nella determinazione del calcolo dei corrispettivi nei bandi di affidamento dei servizi di architettura e ingegneria. Sul piano giurisprudenziale, inoltre, non vanno trascurate le sentenze più recenti del 2024 che segnano un indirizzo importante della giustizia amministrativa e inquadrano il tema dell’equo compenso nella sua cornice più ampia rispetto ai rapporti con la Pubblica Amministrazione. Le sentenze del Tar Veneto e del Tar Lazio, infatti, a distanza di pochi mesi l’una dall’altra, sottolineano il valore della legge n. 49/2023, che “ha riscritto le regole in materia di corrispettivo per le prestazioni professionali, garantendo la percezione di un compenso proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto”. Va altresì sottolineato che il bando della Corte dei conti non è affatto un esperimento isolato nel panorama della pubblica amministrazione. Nell’ambito dell’attività di contrasto ai bandi irregolari, la Fondazione Inarcassa non manca mai di rilevare, a mo’ di esempio virtuoso, nei confronti delle stazioni appaltanti che disapplicano la norma sull’equo compenso, quei bandi di gara che interpretano correttamente la normativa di riferimento. Si fa riferimento, in particolare, alla procedura indetta dall’Agenzia del Demanio nel mese di settembre 2023 che espressamente prevede che “i compensi stabiliti per le prestazioni d’opera intellettuale attinenti ai servizi di ingegneria e architettura […] sono stati considerati inderogabili e non ribassabili”. Così come il bando indetto ad ottobre 2023 dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti concernente un appalto integrato nel quale è prevista l’esclusione dal ribasso d’asta per la parte riguardante i servizi di architettura ed ingegneria. Infine, altre due stazioni appaltanti che a seguito di un’azione di contrasto promossa dalla Fondazione Inarcassa, hanno rettificato i propri bandi di gara applicando, quindi, correttamente l’equo compenso. L’auspicio, dunque, è che la gara indetta dalla Corte dei conti non resti l’ultimo esempio virtuoso; anzi, che diventi un modello per le altre pubbliche amministrazioni nell’ambito degli affidamenti dei servizi di architetti e ingegneria.   Qui la documentazione di gara del bando indetto dalla corte dei Conti: https://www.corteconti.it/HOME/Organizzazione/AmministrazioneTrasparente/BandiGaraContratti/DettaglioBandoGara?Id=09fc6344-a8cc-4b29-8bb7-6051c40cf85f  
    • equo compenso
  • "La presenza di accordi bilaterali Italia-Nigeria ci ha agevolato durante la nostra esperienza, di ben quattro anni, nel paese africano. E' fondamentale avere dei referenti locali per comprendere le dinamiche professionali del posto, in particolare la centralità del progetto: in molti paesi, compresa la Nigeria, il primo interlocutore del committente, infatti, è l'impresa". Ci spiega così l'ing. Cristiano Cavallo la sua esperienza in Africa, protagonista dell'edizione di agosto del format ArchiTalking.
    • architalking
  • Il prossimo 6 febbraio 2025, a partire dalle ore 16, si terrà la Giornata della Libera Professione, promossa da Inarcassa, Fondazione Inarcassa, Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Consiglio Nazionale degli Architetti PPC, AIDIA, ALA-Assoarchitetti, Federarchitetti e Inarsid. Questo evento rappresenta un’importante occasione di confronto sulle principali sfide e opportunità per il futuro della libera professione, ponendo al centro il contributo strategico che ingegneri e architetti italiani offrono al progresso economico, sociale e culturale del Paese. La figura del professionista tecnico, capace di coniugare competenze specialistiche e visione multidisciplinare, è cruciale per affrontare alcune delle questioni più rilevanti del nostro tempo: dalla sostenibilità ambientale alla digitalizzazione delle infrastrutture, dalla sicurezza del territorio alla valorizzazione del patrimonio storico-artistico. Tuttavia, nonostante il loro ruolo determinante, ingegneri e architetti sono spesso ostacolati da difficoltà economiche, normative e burocratiche che ne limitano il pieno potenziale. Tra le criticità più urgenti vi è l’applicazione non uniforme della normativa sull’equo compenso, che continua a generare squilibri nel riconoscimento economico delle prestazioni professionali, compromettendo la sostenibilità soprattutto per i piccoli studi. Altrettanto preoccupante è il rallentamento del settore edilizio, con una contrazione stimata del 6,2% per il 2025, aggravata dalla fine degli incentivi legati al Superbonus. A queste sfide si sommano i limiti posti alle aggregazioni professionali, che penalizzano la competitività nei mercati nazionali e internazionali, e una crescente disaffezione dei giovani verso la libera professione, con un ricambio generazionale sempre più carente. Un tema particolarmente rilevante è inoltre quello della disparità di genere. Nonostante i progressi compiuti, le professioniste continuano a percepire redditi inferiori rispetto ai colleghi uomini e trovano ostacoli nell’accesso ai ruoli di leadership. Affrontare queste disuguaglianze è una priorità per costruire un settore realmente inclusivo e competitivo. La Giornata della Libera Professione sarà il luogo in cui queste questioni potranno essere affrontate con un approccio costruttivo, mettendo a confronto esperienze, proposte e strategie per superare le difficoltà e valorizzare le competenze dei liberi professionisti. Tra le iniziative auspicate vi sono un’applicazione rigorosa dell’equo compenso, l’introduzione di incentivi per favorire la creazione di studi multidisciplinari, politiche di sostegno per la parità di genere e misure specifiche per attrarre i giovani verso questa carriera, garantendo un ricambio generazionale sostenibile. L’evento intende non solo promuovere il dialogo tra professionisti, istituzioni e rappresentanti di categoria, ma anche riaffermare il ruolo centrale degli ingegneri e degli architetti italiani, il cui lavoro rappresenta il cuore pulsante del “made in Italy” e un motore imprescindibile per il progresso del Paese. Scarica qui la locandina
  • ArchiTalkIng, luglio: intervista a Franco Cavallaro
    Franco Cavallaro, ingegnere, ha maturato un’esperienza quarantennale nel management della pianificazione territoriale e dello sviluppo dei contratti per la realizzazione di infrastrutture e trasformazioni urbane. Vanta una importante esperienza all'estero, in particolare nel territorio africano dove ha operato in Tunisia, Kenya, Egitto e Mozambico.  Quali sono le competenze e le professionalità maggiormente richieste nei paesi in cui ha lavorato e come differiscono rispetto alle richieste del mercato italiano? "Nella nostra esperienza - spiega l'ing. Cavallaro -  abbiamo visto che nei paesi africani, anche grazie ai programmi di cooperazione tra le loro Università e le nostre, alcune competenze tecniche sono disponibili. Ma come è ben noto il progetto è qualcosa di più della somma di competenze tecniche, e loro stentano nei processi di sintesi, e sconoscono completamente l’approccio del PM. La conseguenza di tale loro deficit consiste nella loro modesta capacità di rispettare tempi e costi aprendo la strada a possibili partenariati misti in cui si mettano insieme le loro legittime aspettative di partecipare al processo progettuale ed esecutivo con la regia delle nostre organizzazioni". I settori di maggiore prospettiva, oltre a quello industriale, riguardano il ciclo dell’acqua e l’energia, e l’ambito dello sviluppo urbano. L'ing. Franco Cavallaro è il protagonista di Architalking di luglio.
    • architalking
  • Le nostre proposte correttive al Codice dei contratti
    Mese molto caldo quello di luglio sul fronte delle iniziative promosse dalla Fondazione Inarcassa sul Codice dei contratti pubblici, dal Manifesto con CNI e CNAPPC che raccoglie le principali proposte di modifica, fino alla consultazione lanciata dal MIT sul cosiddetto “correttivo”. Il mese di luglio si è aperto con diverse iniziative intraprese dalla Fondazione Inarcassa sul tema del Codice dei contratti pubblici. Tanti i temi all’ordine del giorno sui quali Fondazione ha voluto far sentire alle Istituzioni la voce dei 175 mila architetti e ingegneri liberi professionisti. Il 1° luglio, su iniziativa del Ministro Salvini, Fondazione Inarcassa è stata convocata per partecipare al tavolo sul “correttivo” al Codice, aperto agli stakeholder più rappresentativi della filiera. Un’occasione “istituzionale” molto importante che ha consentito anche a Fondazione Inarcassa di rappresentare le principali criticità del Codice che impattano negativamente sulla vita professionale degli architetti e ingegneri liberi professionisti. Innanzitutto, il tema dei requisiti minimi di partecipazione alle gare, poiché l’attuale previsione codicistica, di fatto, limita la concorrenza. E poi il tema dell’equo compenso su cui - paradossalmente - sembra non sufficiente una legge dello Stato volta a chiarire, una volta per tutte, che anche i liberi professionisti nei rapporti con la PA hanno diritto ad un compenso equo e giusto proporzionato al lavoro svolto. Sulla base dei principi affermati dalla Legge 49/2023, Fondazione Inarcassa non solo ha chiesto alle istituzioni di agire in difesa dell’equo compenso, ma ha, inoltre, posto il tema - altrettanto urgente – dell’aggiornamento del decreto “parametri”. Non sono mancati, quindi, spunti e riflessioni critiche sull’appalto integrato. L’attuale legislazione, ha ricordato il Presidente De Maio al Ministro Salvini, è schiacciata sulla posizione delle imprese a svantaggio dei liberi professionisti che, invece, rappresentano l’elemento di garanzia degli interessi della Pubblica Amministrazione. Questi e altri temi – l’accordo quadro, su tutti, ad esempio, – sono stati, successivamente, oggetto di ulteriore approfondimento da parte della Fondazione Inarcassa nell’ambito della consultazione promossa dallo stesso MIT sul cosiddetto “correttivo”. La consultazione si è conclusa lunedì 22/07 ed ora tocca al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti tirare le somme e fare sintesi delle diverse posizioni che sono state rappresentate dagli stakeholders partecipanti. Su molti dei temi evidenziati in sede ministeriale la Fondazione Inarcassa ha costruito un’ampia convergenza, in particolar modo con i Consigli Nazionali degli Architetti e Ingegneri. L’11 luglio scorso, sulle pagine del Corriere della Sera è stato pubblicato il Manifesto, sottoscritto da Fondazione Inarcassa, Consiglio Nazionale Ingegneri e Consiglio Nazionale Architetti PPC, che raccoglie le principali proposte di modifica al Codice dei contratti pubblici. La pubblicazione del Manifesto - anticipata dal Presidente De Maio durante il format TV “Largo Chigi”, cui hanno partecipato, oltre al giornalista di La Presse, Tommaso Tetro, anche l’Onorevole Marco Simiani, Capogruppo PD in Commissione Ambiente della Camera – è stata una importante occasione per rappresentare unitariamente sei proposte migliorative al Codice dei contratti pubblici, su cui chiedere al Ministro Salvini un intervento urgente “per correggere le criticità che mettono a rischio la qualità della progettazione, la sicurezza delle opere, delle maestranze e limitano l’accesso al mercato delle future generazioni di professionisti”. Temi già ampiamente trattati e dettagliati in un editoriale, a firma del Presidente De Maio pubblicato il 01/07 sulla rivista Formiche.net, con il quale informando un’ampia platea di lettori si è redatto un primo bilancio del D.lgs. 36/2023 ad un anno circa dalla sua entrata in vigore e si sono condivise alcune proposte costruttive finalizzate alla crescita del Paese. Leggi qui l’editoriale su Formiche.net a firma del Presidente Guarda qui la puntata di “Largo Chigi” del 10 luglio Leggi qui il Manifesto di Fondazione Inarcassa, Consiglio Nazionale degli Ingegneri e Consiglio Nazionale degli Architetti PPC  
  • Il TAR Catania accoglie le ragioni della Fondazione Inarcassa
    Fondazione Inarcassa e Ordine degli Architetti PPC di Enna ottengono un ottimo risultato di fronte al giudice amministrativo Catanese che conferma l’illegittimità degli affidamenti dei servizi di ingegneria e architettura alle Università italiane. Il 28 giugno scorso è stata emessa la sentenza relativa al ricorso Aal TAR Catania contro il Comune di Enna per l’affidamento diretto di un servizio di architettura e ingegneria all’Università Kore di cui alla determina n. 2703 del 29 dicembre 2023 avente ad oggetto la progettazione esecutiva del “Parco Urbano” di Enna Bassa, per un compenso pari a 122 mila euro.  L’azione è stata intrapresa congiuntamente dalla Fondazione Inarcassa e l’Ordine degli Architetti PPC di Enna che già il 3 gennaio scorso aveva richiesto l’annullamento della suddetta determina richiamando, per l’appunto, l’illegittimità degli affidamenti dei servizi della progettazione all’Università Kore, soggetto che, tra l’altro, non rientra tra i prestatori di servizi di architettura e ingegneria, ai sensi dell’art. 66 del D.Lgs. 36/2023. Il 6 febbraio scorso, la Fondazione Inarcassa ha, quindi, condiviso la richiesta di annullamento e, per il tramite dello Studio legale Rotigliano, ha proceduto al deposito del ricorso, successivamente accolto da parte del tribunale amministrativo di Catania. Infatti, il Giudice ha, innanzitutto, rilevato che lo statuto della Università Kore non prevede la possibilità di partecipare a gare di appalto, come richiesto, invece, dall'all. II.12 del Codice. Inoltre, il Tribunale amministrativo ha rilevato la mancanza, all'interno della Università Kore, di un organigramma che facesse espressa indicazione dei professionisti incaricati di eseguire il servizio, requisito, questo, parimenti previsto dall'all. II.12; Infine, il Giudice ha evidenziato la mancata verifica da parte del Comune di Enna circa i requisiti di capacità tecnico-professionale ed economico-finanziari. Il TAR Catania ha, quindi, condannato il Comune di Enna e l’Università Kore, in solido tra loro, al pagamento delle spese di lite. Leggi qui il comunicato stampa congiunto Fondazione Inarcassa-Ordine degli Architetti PPC di Enna