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  • nuovo direttivo
    Questo Direttivo, insediatosi nell’ultimo trimestre del 2020, intende realizzare il proprio programma secondo gli indirizzi ricevuti dal Comitato Nazionale dei Delegati nella riunione del 14 e 15 ottobre 2020 e completando le attività istituzionali già avviate dal precedente Consiglio Direttivo. Significativo anche dal punto di vista economico l’impegno rinviato a quest’anno relativo all’Expo di Dubai. Il punto di partenza sono gli obiettivi statutari, ormai imprescindibili per la tutela, promozione, sviluppo e sostegno della figura dell’architetto e dell’ingegnere che esercita la libera professione in forma esclusiva.  Il primo e di gran lunga più importante obiettivo è relativo all’attività di lobbying svolta nelle sue diverse linee di azione, con particolare riguardo agli effetti dei ribassi selvaggi nei servizi di progettazione, al lavoro abusivo o irregolare (prestazioni occasionali e in nero) e ai problemi di concorrenza sleale, di prevenzione della corruzione e dei conflitti di interesse, che ci obbligano a spingere sempre più per sostenere nelle sedi opportune l'esclusività del lavoro professionale di ingegneri e architetti. La contrazione nel tempo del mercato dei servizi di architettura e ingegneria impone di rafforzare, nei confronti del decisore pubblico, l’azione sul tema del doppio lavoro. La Fondazione Inarcassa, già con le precedenti gestioni, ha avviato una interlocuzione con il Ministero della Pubblica Amministrazione volta a ricercare un equilibrio tra il settore pubblico e quello privato, nel rispetto delle esperienze e delle competenze dei liberi professionisti. La Fondazione insisterà per garantire: da un lato ai dipendenti pubblici la possibilità di essere meglio valorizzati nell’ambito delle strutture in cui operano; dal lato dei liberi professionisti, invece, deve essere consentito di operare sul mercato dei servizi professionali mettendo a disposizione dei committenti le proprie competenze ed organizzazione, sempre in linea con i continui aggiornamenti professionali imposti dalla normativa e dalle tecnologie in evoluzione. In questo senso vogliamo contrastare l’abuso delle prestazioni occasionali e del part-time, ribadendo che, per esercitare la libera professione di ingegnere ed architetto in qualsiasi ambito sia necessario avere la p.IVA e l’assicurazione RC professionale, ma anche che gli ingegneri e architetti dipendenti non possono svolgere part-time, attività professionale fuori dal proprio ufficio. La pandemia da Covid-19 ha imposto una riflessione anche nell’applicazione della modalità di lavoro agile nel pubblico impiego. Infatti, il c.d Smart Working nella Pubblica amministrazione richiede un intervento normativo efficace che escluda, da un lato, il rischio paralisi della macchina amministrativa e burocratica (si pensi alle richieste di accesso alle pratiche edilizie) e, dall’altro, eviti che una simile situazione di emergenza possa tradursi in un ingiustificato vantaggio a favore dei dipendenti pubblici. Altrettanto inopportuna in termini concorrenziali è considerata l’iniziativa, assolutamente ultronea, promossa dallo Stato attraverso la creazione della struttura di progettazione promossa dell’Agenzia del Demanio e della Struttura di Missione Investitalia. Serve maggiore efficienza nel lavoro dei professionisti, il mondo della nostra professione si articola in campi sempre più ampi e con specializzazioni sempre più definite e settoriali, dove le competenze dei singoli devono collaborare tra loro per una qualità ed efficacia superiore dei progetti. Vogliamo definire analisi e studi sulle aggregazioni professionali e sulle sinergie che ne possono derivare; valutare le forme societarie già possibili e partendo da queste proporre modelli evolutivi che possano anche essere specifici per il nostro mondo. Dobbiamo anche fronteggiare, ove presenti, le spinte disgregative delle norme fiscali sul forfetario, ampliandone i benefici a forme più strutturate di lavoro. Di pari passo, serve operare per avere un fisco che non penalizzi, ma invece favorisca i liberi professionisti che intendono evolvere e strutturarsi, mantenendo i vantaggi per i giovani ed i più deboli. La Fondazione intende definire un campo di intervento per proporre modifiche al regime fiscale per i liberi professionisti andando a premiare le forme aggregate di svolgimento della professione, questo senza togliere il supporto a giovani e fasce deboli del nostro mondo professionale. La rivisitazione del regime forfettario è necessaria affinché non rappresenti un limite per la crescita delle società tra professionisti. Abbiamo, poi, avviato una interlocuzione con il Segretario della Commissione Finanze e Tesoro del Senato e con alcuni esponenti della Commissione Giustizia del Senato per rappresentare l’esigenza di estendere i contributi a fondo perduto di cui al c.d. decreto “Rilancio” anche ai liberi professionisti iscritti alle casse private. Interessanti sviluppi possono venire dall’estensione dell’utilizzo della moneta fiscale. Nella consapevolezza delle dinamiche che si instaurano naturalmente in un mercato in forte squilibrio, dove la domanda di servizi professionali è stata frenata, in rapporto ad una offerta di professionisti che è sempre cresciuta nel tempo, servono correttivi che impediscano modelli di concorrenza basate sul crollo dei prezzi, invece che sul livello qualitativo del prodotto. Quello dell’equo compenso è un tema sul quale Fondazione è impegnata da diversi anni e su cui ha avviato diverse interlocuzioni, sia al livello istituzionale che con gli stakeholder di riferimento, per promuovere una legge nazionale che non consenta più prestazioni sottopagate, se non gratuite, ai liberi professionisti. In particolare, la Fondazione monitora con particolare attenzione lo stato di avanzamento dei lavori parlamentari delle diverse proposte di legge attualmente all’esame delle Camere. Allo stesso tempo, la Fondazione, alla luce di una significativa sentenza della Corte di Giustizia europea, ha rafforzato collaborazioni e contatti per promuovere una proposta di legge che incoraggi il ritorno delle tariffe professionali, attesa l’organizzazione ordinistica vigente in Italia. Un tema del momento è quello relativo ai Bonus fiscali con particolare riguardo al Superbonus 110%. La Fondazione a più riprese ha rappresentato al governo e al parlamento l’opportunità di prorogare i termini di accesso al superbonus e continua ad essere attiva presso le istituzioni per proporre gli opportuni snellimenti delle procedure di accesso alla misura. Dopo la legge di Bilancio 2021, ulteriori segnali positivi possono venire dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza su cui la Fondazione spinge per una più ampia proroga dei termini e per un piano specifico sulla sicurezza sismica. La Fondazione è stata audita in Commissione Parlamentare di Vigilanza sull’Anagrafe Tributaria sull'applicazione delle misure per l'efficientamento energetico e riduzione del rischio sismico previsti dal DL “Rilancio”; più recentemente, ha partecipato alla consultazione promossa dal MISE sulla Strategia per la riqualificazione energetica del parco immobiliare nazionale (“Strepin 2020”). Le proposte di Fondazione hanno interessato diversi ambiti: maggiore premialità per l’utilizzo combinato di “riqualificazione energetica” en “miglioramento/adeguamento sismico”, semplificazione delle procedure di accesso ai bonus, obbligatorietà per tutti gli edifici pubblici della diagnosi energetica, detraibilità delle spese di diagnosi sismica degli immobili a prescindere che si dia seguito ai lavori. Strettamente connesso al superbonus e, quindi, alla sicurezza del patrimonio edilizio, è il tema del fascicolo del fabbricato, lo strumento che consente di raccogliere tutte le informazioni su un immobile, compreso lo stato di agibilità e di sicurezza. In considerazione della fragilità del patrimonio abitativo italiano, la Fondazione intende rappresentare al decisore pubblico la necessità di rendere obbligatorio il fascicolo del fabbricato anche promuovendo i lavori di un tavolo istituzionale sul tema. In considerazione della difficile situazione internazionale a seguito delle limitazioni alla mobilità dovuti alla pandemia di COVID-19, l’attività di internazionalizzazione ha subito un rallentamento fisiologico. In ogni caso dobbiamo prendere atto del numero limitato di colleghi che hanno manifestato interesse per le iniziative proposte, sulla scorta delle indicazioni del CND. Le operazioni di internazionalizzazione sono possibili con strutture solide ed organizzate che possano affrontare la forte concorrenza internazionale. Questo porta a definire come propedeutica e prioritaria la necessità di supportare dapprima la strutturazione degli studi professionali e solo successivamente intervenire per offrire opportunità di internazionalizzazione, anche attraverso il Consorzio già ideato. Al momento possiamo definire nuove modalità di operatività virtuale, anche sfruttando maggiormente i contatti on-line, per molti aspetti più efficienti e ormai adeguatamente evolute, che fra l’altro permetteranno, a costo zero per gli iscritti, di prendere consapevolezza delle opportunità professionali all’estero. In questo ambito la Fondazione intende esplorare la possibilità di operazioni a livello comunitario per offrire ai propri iscritti nuovi servizi nell’ambito dei progetti finanziati dall’Unione Europea. L’evento più importante previsto per il prossimo esercizio è la partecipazione della Fondazione ad Expo Dubai 2021. È stata formulata una proposta di partecipazione alle attività del padiglione italiano all’Expo in collaborazione con l'Associazione Italiana di Architettura e Critica. Il progetto propone la realizzazione di un "LABORATORIO INTERATTIVO", che affronterà i temi della "RIGENERAZIONE URBANA" dal punto di vista della ricerca più avanzata nell'ambito dell'Urban Planning, dell'Architettura e dell'Ingegneria italiane. L’attività di contrasto ai bandi irregolari promossa dalla Fondazione ha segnato, anche nel 2020, malgrado la pandemia legata al Covid 19, un trend stabile per quanto riguarda il numero delle segnalazioni ricevute e elaborate. Crescono, invece, di anno in anno i riscontri positivi da parte delle pubbliche amministrazioni che si impegnano a rettificare o annullare le procedure di gara sulle quali la Fondazione ha ravvisato talune criticità e, più specificamente, violazioni della normativa relativa agli affidamenti dei servizi di architettura e ingegneria. Per tutto il 2020, e fino a febbraio 2021, sono state notificate 104 diffide alle stazioni appaltanti; in 80 casi, l’azione di contrasto è proseguita con l’invio di una istanza di parere all’Anac. L’azione di contrasto ha portato a 9 casi di annullamento e 17 casi di rettifica dei bandi irregolari. Gli obiettivi raggiunti dimostrano la fiducia dei professionisti verso il servizio gratuitamente offerto dalla Fondazione. È stata, pertanto, rinnovata la collaborazione con lo studio legale dell’avv. Rotigliano, professionista nel settore dei lavori pubblici. Nel 2021 l’offerta del servizio rivolta agli iscritti, pur mantenendo invariata la richiesta economica, comprende anche interventi specifici ad adiuvandum per il supporto diretto delle iniziative di impugnazione dei bandi e delle procedure di gara dinanzi al tribunale amministrativo promosse dagli ordini professionali territoriali. Per l’anno 2021, l’obiettivo è, quindi, garantire ed ampliare il servizio di assistenza e di contrasto ai bandi irregolari. I concorsi di progettazione sono stati migliorati ed ora sono riconosciuti a livello nazionale grazie al modello generato dalla Fondazione, prima con quello di Città della Scienza a Napoli e poi con i successivi. La Fondazione intende proseguire in questo percorso, valutando una possibile evoluzione che consenta percorsi più rapidi. Supporteremo quindi significativi concorsi, eventualmente garantendo i relativi premi. La diffusione di questo modello aiuterà le interazioni tra liberi professionisti, accelerando il processo di crescita dei più giovani. Nel 2021 è prevista l’organizzazione della 4° Giornata Nazionale della Prevenzione Sismica, il cui programma deve ancora essere definito in collaborazione con i Consigli Nazionali di riferimento delle nostre professioni, compatibilmente all’evoluzione della situazione sanitaria legata alla diffusione del Covid 19. Lo scopo della giornata è stato, nei tre anni trascorsi, quello di migliorare le condizioni generali di sicurezza del patrimonio immobiliare del nostro Paese, attraverso la divulgazione di una maggiore consapevolezza da parte dei cittadini della pratica della prevenzione sismica. In parallelo si è voluto diffondere e rafforzare l’immagine dell’ingegnere e dell’architetto libero professionista, quale consulente fiduciario del cittadino nell’ambito estremamente complesso ed importante della sicurezza sismica. Un’evoluzione potrebbe essere sviluppata anche in relazione alla presenza del Superbonus ed alle altre forme di Bonus fiscale. Per favorire l’accrescimento della professionalità e della qualità della prestazione tecnica, negli ultimi anni, la Fondazione ha messo a disposizione dei propri iscritti numerosi corsi di formazione professionale in modalità frontale, webinar e a distanza da seguire su apposita piattaforma e-learning. L’attività di formazione resterà nell’ambito delle iniziative della Fondazione in campi specifici.
  • piano nazionale
    "Fondazione Inarcassa lancia un pacchetto di proposte migliorative al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e annuncia al presidente del consiglio incaricato Mario Draghi la massima disponibilità a collaborare sui principali dossier di interesse del paese: infrastrutture, efficientamento energetico, mobilità, riqualificazione edilizia e semplificazione. L’esperienza e il know how degli architetti e ingegneri liberi professionisti sono a disposizione della programmazione e progettazione del futuro del paese. Con la sua riforma la P.A. deve potenziare le sue capacità di programmazione e di controllo e non di progettazione, direzione lavori e collaudi, spazi che devono essere riservati ai più competenti ed esperti liberi professionisti. Il PNRR rappresenta una straordinaria opportunità di rimettere ordine tra le grandi sfide e priorità del paese. I fondi europei non andranno semplicemente spesi  ma investiti in un progetto complessivo di vitale importanza per il futuro di questo paese". "Scarica qui il documento della Fondazione Inarcassa. Consulta qui il PNRR approvato dal governo".
  • cantiere2
    Il MIT ha pubblicato l’Avviso pubblico per la manifestazione d’interesse per la Costituzione dell’Elenco dei soggetti qualificati per la nomina a Presidente del Collegio Consultivo Tecnico di cui all’articolo 6 del Decreto Semplificazioni. L’articolo 6 del cd. Decreto Semplificazioni (Dl 16 luglio 2020 n. 76) prevede, per i lavori diretti alla realizzazione delle opere pubbliche di importo pari o superiore alle  soglie di cui all'articolo 35 del Codice dei contratti pubblici (d.lgs n. 50/2016), la costituzione presso ogni stazione appaltante di un Collegio Consultivo Tecnico, prima dell’avvio di lavori e, non oltre 10 giorni da tale data. I componenti del Collegio Consultivo Tecnico sono scelti dalle parti di comune accordo ed il componente, con funzioni di Presidente, è scelto dai componenti di nomina di parte. Nel caso in cui le parti non trovino accordo sulla nomina del Presidente sono chiamati a provvedere il MIT, le Regioni, le Province Autonome di Trento e Bolzano o le città metropolitane per le opere di rispettivo interesse. L’Avviso è finalizzato a sollecitare l’invio di manifestazioni d'interesse al fine di favorire la partecipazione e la consultazione del maggior numero di curricula nell’ambito della procedura di nomina di competenza del MIT, qualora le parti non trovino un accordo sulla nomina del Presidente. Possono presentare la candidatura ingegneri, architetti, giuristi ed economisti in possesso di comprovata esperienza e qualificazione professionale, nel settore degli appalti, delle concessioni e degli investimenti pubblici anche in relazione alla specifica conoscenza di metodi e strumenti elettronici quali quelli di modellazione per l’edilizia e le infrastrutture (BIM) maturata attraverso il conseguimento di un dottorato di ricerca, ovvero dimostrata da una pratica professionale di almeno cinque anni nel settore di riferimento. I soggetti interessati, possono presentare la manifestazione d’interesse utilizzando il modulo allegato all’Avviso, da inviare sottoscritto digitalmente, corredato del curriculum vitae e della documentazione comprovante i requisiti richiesti, esclusivamente mediante PEC all’indirizzo: dip.infrastrutture@pec.mit.gov.it.
  • adepp europa
    “Professioni in Europa” è la newsletter che AdEPP realizza per le Casse di previdenza associate e per i loro iscritti, con l'obiettivo di approfondire la conoscenza delle politiche dell'Unione europea, con particolare riferimento alle libere professioni e alla previdenza. In ogni numero, oltre ad una sezione notizie, sono presentati gli approfondimenti tematici sui programmi di finanziamento d’interesse delle professioni, gestiti direttamente dalla Commissione europea.  Inoltre, periodicamente, sono segnalate le Consultazioni pubbliche e le richieste di pareri agli stakeholders e alla cittadinanza da parte delle istituzioni europee, con le relative scadenze. In ogni numero, infine, è presente la sezione dedicata al Monitoraggio dei bandi regionali e nazionali dei Fondi SIE 2014-2020, dove si riportano sia i bandi già segnalati nei numeri precedenti, e non ancora scaduti, sia i bandi che sono stati pubblicati di recente, con relativi collegamenti ipertestuali. In particolare, sono evidenziati i bandi specificamente rivolti ai professionisti e quelli dedicati all’internazionalizzazione. Leggi il numero 49, luglio 2021 Leggi il numero 48, giugno 2021 Leggi il numero 47, maggio 2021 Leggi il numero 46, aprile 2021 Leggi il numero 45, marzo 2021 Leggi il numero 44, febbraio 2021 Leggi il numero 43, gennaio 2021
  • tutela2
    Sebbene il legislatore, con la legge di Bilancio 2021, abbia tentato di “tener buone” le Rc già esistenti anche per le asseverazioni, l’articolato complessivo della norma va in tutt’altra direzione. Infatti, il comma esordisce spiegando che l’obbligo assicurativo è rispettato quando i soggetti «abbiano già sottoscritto una Rc ai sensi di legge». Poi, però, specifica che questa non deve contenere «esclusioni» rispetto all’asseverazione, impone (per i contratti di tipo claims made) la retroattività di 5 anni per le asseverazioni effettuate in passato e l’ultrattività di 5 anni in caso di cessazione dell’attività, ma soprattutto richiede un massimale specifico con un minimo di 500.000 € per le asseverazioni. Sebbene la norma abbia creato un diffuso quadro di incertezza, la Fondazione Inarcassa – in collaborazione con gli attuali assicuratori Assigeco/Lloyd’s – ha individuato le soluzioni più oppotune, già implementate a sistema. Ora, in relazione alla tematica delle asseverazioni, tutti gli Assicurati in convenzione possono accedere al dominio web dedicato: https://fondazione.assigeco.it Dopo aver scelto il prodotto “Polizza RC professionale All Risks della Responsabilità Civile Professionale degli Ingegneri e degli Architetti Liberi Professionisti” il sistema rileverà la polizza in corso ed evidenzierà due opzioni: - aumento massimale; - emissione appendice SUPERBONUS 110. L’emissione dell’appendice, per il periodo di Assicurazione in corso, consentirà di indicare l’importo dei lavori complessivi ed emettere automaticamente un’appendice gratuita con il massimale specifico per le attività di cui al comma 14 dell’art. 119 del D.L. 34/2020. N.B.: considerato che la norma vigente impone un massimale specifico pari al 100% dell’importo dei lavori con un minimo di euro cinquecentomila, nel caso in cui il sistema rilevi che il massimale già sottoscritto non abbia la capienza necessaria è possibile procedere all’adeguamento del medesimo e successivamente all’emissione dell’appendice Superbonus 110. Per chi svolge le attività di asseverazione collegate al Superbonus è necessario optare per un massimale annuo di almeno un milione di euro. Nel caso in cui il professionista accetti nuove commesse per le attività di cui al comma 14 dell’art. 119 del D.L. 34/2020 - oltre quelle individuate nell’appendice – è sufficiente chiedere l’annullamento della prima appendice ed una nuova emissione del documento aggiornato, eventualmente anche negli importi di massimale. Anche questa operazione è gratuita se i due massimali (RC e appendice) risultino capienti. In alternativa alla creazione di un appendice, resta fatta salva la possibilità per il professionista di stipulare un contratto assicurativo stand alone, con massimale esclusivo per il Superbonus, vincolato alla durata dei lavori (max 48 mesi). Per quesiti che attengono alle Polizze RC e Tutela Legale scrivere a rcprofessionale@fondazioneinarcassa.it    
  • cv2

    PIATTAFORMA WORK

    La piattaforma per i professionisti registrati alla Fondazione che ti permette di tenere sempre aggiornato il tuo CV e visualizzare, tramite il filtro per categorie, tutti i lavori svolti anche ai fini della partecipazione ai bandi di gara per gli appalti pubblici. Guarda il video per scoprirne le funzionalità.         
  • contrasto bandi
    Il bando oggetto di attenzione è stato indetto dal Comune di Sulmona e ha per oggetto un appalto integrato che prevede la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori di miglioramento sismico dell’edificio nel quale ha sede l’istituto scolastico “Ovidio” nell’ambito del progetto “Scuole d’Abruzzo”. Già nel mese di dicembre scorso, nell’ambito dell’attività di contrasto ai bandi irregolari promossa da Fondazione Inarcassa, era stata notificata una diffida al Comune di Sulmona per segnalare alcune criticità riscontrate nel bando di gara. Innanzitutto, il compenso per la prestazione richiesta era assolutamente esiguo: circa lo 0,6% rispetto al valore complessivo dei lavori da realizzare, superiore ai 3 milioni di euro. In secondo luogo, al bando non è stato allegato il calcolo dei corrispettivi redatto secondo il DM del 17 giugno 2016 (c.d. “decreto parametri”) in violazione di quanto espressamente previsto dalle Linee Guida Anac n. 1 sui servizi di architettura e ingegneria. In riferimento al primo punto, nella diffida sono stati forniti tutti i dettagli circa la violazione del principio dell’equo compenso attraverso il costante richiamo alla più recente giurisprudenza. Il Tar Sicilia parla di annullamento del bando allorquando “è individuato il prezzo posto a base d’asta in maniera del tutto incongrua” (Tar Palermo, sez. III, n. 909/2008); il Tar Aosta parla di legittimo ricorso al giudice “ogni qualvolta si intenda far eliminare una condizione sicuramente lesiva del proprio interesse a partecipare alla gara stessa” (Tar Aosta, sez. I n. 37/2009) . Una giurisprudenza solida, dunque, che poggia su un orientamento del legislatore che sta progressivamente rafforzandosi nell’ambito della disciplina della materia sull’equo compenso, come mostra la portata dell’art. 19-quaterdecies del decreto legge 148/2017 (c.d. “decreto fiscale”) che ha introdotto il principio a favore di tutti i liberi professionisti. Si consideri, inoltre, e ciò sempre ai fini della determinazione del compenso, che nel disciplinare si parla di progetto esecutivo redatto ma non approvato a causa delle mancate di autorizzazioni da parte della Soprintendenza  e dell’ufficio del genio civile.  Alla diffida, il Comune di Sulmona ha fornito riscontro pubblicando una rettifica del bando di gara che accoglie solo parzialmente le doglianze mosse dalla Fondazione Inarcassa. Se l’Amministrazione ha provveduto, da un lato, ad allegare alla documentazione di gara il calcolo dei corrispettivi, dall’altro però, la remunerazione per la prestazione richiesta continua ad essere insufficiente e non congrua. Parallelamente, e in autonomia, anche l’Ordine degli architetti dell’Aquila aveva avviato un’azione di contrasto al bando di gara. Nei primi giorni del nuovo anno, l’Ordine ha comunicato alla Fondazione Inarcaassa di procedere all’impugnazione del bando di gara presso il TAR dell’Aquila. Fondazione Inarcassa sosterrà con grande convinzione l’azione dell’Ordine e parteciperà al ricorso al Tar attraverso un intervento ad adiuvandum.  Probabilmente non è un caso che si tratti di un appalto integrato, dove la figura del professionista viene considerata secondaria ed “accessoria”. La Fondazione si continua ad opporre con forza anche nella sua attività di lobbying normativo affinché questa modalità di appalto sia nuovamente impedita.
  • cipertura2
    Sebbene il legislatore, con la legge di Bilancio 2021, abbia tentato di “tener buone” le Rc già esistenti anche per le asseverazioni, l’articolato complessivo della norma va in tutt’altra direzione. Infatti, il comma esordisce spiegando che l’obbligo assicurativo è rispettato quando i soggetti «abbiano già sottoscritto una Rc ai sensi di legge». Poi, però, specifica che questa non deve contenere «esclusioni» rispetto all’asseverazione, impone (per i contratti di tipo claims made) la retroattività di 5 anni per le asseverazioni effettuate in passato e l’ultrattività di 5 anni in caso di cessazione dell’attività, ma soprattutto richiede un massimale specifico con un minimo di 500.000 € per le asseverazioni. Il mercato, conseguentemente, deve ora in pochi giorni adeguarsi e le compagnie assicurative si stanno dividendo tra coloro che offrono soluzioni stand alone e coloro che offrono coperture specifiche per l’intera attività di asseverazione. La norma, comunque, ha creato un diffuso quadro di incertezza oltre a maggior costi per i professionisti. Pertanto la Fondazione Inarcassa ha aperto un canale di dialogo con gli attuali assicuratori in convenzione (Assigeco/Lloyd’s) per lo studio e la realizzazione di un prodotto che vada incontro alle esigenze di copertura degli associati in termini di semplicità e costi. L’obiettivo è quello di garantire agli associati, nel giro di un paio di settimane al massimo, un’unica copertura assicurativa compliance sotto tutti i profili, asseverazioni incluse.
  • webinar covid 2
    Servizi tecnici, sotto i 75.000 euro affidamento diretto svincolato dal criterio dell'offerta più vantaggiosa. Luci e ombre. Nell'affidamento diretto, per importi inferiori i 75.000 euro, non si pone un problema di criterio di aggiudicazione. Lo ha chiarito il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con il parere n. 757/2020. Il servizio di supporto giuridico del MIT ha fornito un importante chiarimento in tema di affidamenti di servizi di architettura e ingegneria che avrebbe dovuto essere espresso, probabilmente, nella recente circolare ministeriale del 18 novembre 2020 che, invece, contiene una semplice ricognizione delle novità previste dal cosiddetto decreto Semplificazioni (d.l. n. 76/2020 e legge di conversione n. 120/2020). Quindi i servizi di architettura e ingegneria devono essere affidati, obbligatoriamente, con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa solamente nel caso di importi pari o superiori a 75.000 euro con l'utilizzo, quindi, della procedura negoziata. Nel quesito, la stazione appaltante istante ha posto la questione della corretta interpretazione delle norme contenute nei provvedimenti citati con particolare riferimento agli importi e ai criteri di aggiudicazione da utilizzare per gli affidamenti di servizi tecnici. È stato chiesto quali siano le procedure applicabili a seguito dell'entrata in vigore della conversione in legge del d.l. Semplificazioni, per l'affidamento dei servizi in oggetto e, più nel dettaglio, se “fino a 75mila euro” sia possibile utilizzare l'affidamento diretto; per importi compresi tra i 75.000 euro fino ai 100.000, la procedura negoziata con 5 operatori economici con il “criterio del prezzo più basso”; e, infine, se sopra i 100.000 euro e fino alla soglia comunitaria la procedura negoziata con 5 operatori economici ma con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa. Il servizio di consulenza, premesse le deroghe specifiche previste dalla recente legislazione (al co. 2 dell'art. 36 e co. 2 dell'art. 157 del Codice) ha puntualizzato che, in relazione all'affidamento dei servizi tecnici di ingegneria e architettura le prescrizioni prevedono in realtà due sole fattispecie, in particolare il Rup: a) fino a 75.000 euro potrà procedere mediante affidamento diretto (da notare che il parere, in realtà, si esprime in termini perentori); b) fino a 214.000 euro per le amministrazioni aggiudicatrici sub-centrali e fino a 139.000 euro per le amministrazioni aggiudicatrici centrali dovrà procedere mediante procedura negoziata previa consultazione di almeno 5 operatori ove esistenti. Secondo il MIT, e questo effettivamente rappresenta uno degli aspetti non chiari, alla luce del richiamo nel co. 3 dell'art. 1 dei criteri di aggiudicazione attualmente in vigore ai sensi dell'art. 95 del Codice, il multicriterio (offerta economicamente più vantaggiosa) “basato sul miglior rapporto qualità/prezzo” deve essere applicato solamente “per gli affidamenti di importi pari o superiori a 75mila euro, ravvisandosi, al di sotto del predetto limite di valore, un'ipotesi di affidamento diretto, per il quale non vengono in considerazione criteri di aggiudicazione”. Nel caso di affidamento diretto, si legge nel parere (e quindi nell'ambito dei 75.000 euro) i RUP sono tenuti a indicare nella determina semplificata, nel caso in cui si proceda con atto unico, le ragioni poste a fondamento dell'individuazione dell'affidatario. Quanto agli affidamenti di servizi di architettura e ingegneria per importi pari o superiori ai “75mila euro, dovrà essere utilizzato il criterio dell'OEPV basato sul miglior rapporto qualità/prezzo in quanto, l'articolo 1 comma 3 della legge 120/2020 fa espressamente salvo quanto disposto dall'articolo 95, comma 3 del Codice”. Pertanto, il multicriterio, a differenza della norma codicistica (art. 95, co. 3, lett. b)), risulta obbligatorio, in applicazione delle norme emergenziali solamente nel caso di affidamenti, dei servizi tecnici, per importi pari o superiori ai 75.000 euro. Dichiarazione del presidente della Fondazione, ing. Franco Fietta: “Questa misura si inserisce correttamente all’interno di una serie di semplificazioni burocratiche che tutti auspicano, anche se altre erano quelle più urgenti e attese. Pensiamo solo allo spropositato numero di adempimenti di nuova ideazione previsti all’interno del Superbonus 110%. Inoltre la scelta di escludere ogni forma di valutazione qualitativa apre sempre più le porte a ribassi selvaggi, che in una fase di crisi come l’attuale porterà a compensi inadeguati e necessariamente a prestazioni conseguenti, questo a discapito della qualità non solo del servizio, ma anche del manufatto. È una visione ottusa quella di risparmiare sui servizi di progettazione, compromettendo la qualità di tutto il processo edilizio".
  • striscia b
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