News

191 Risultati
Seleziona ordinamento risultati
  • fondazione rinnova
    Il sito della Fondazione si rinnova nella grafica e si riorganizza nei contenuti. È nell’ottica di una semplificazione della navigazione e con l’obiettivo di favorire un più immediato accesso ai servizi che la Fondazione indossa una nuova veste grafica. Una piattaforma estremamente tecnologica e di facile impiego andrà a sostituire il vecchio sito per un maggior contatto con gli iscritti. Una trasformazione significativa, che il nuovo sito web, più moderno e profondamente rinnovato non solo nel nuovo aspetto accattivante, attua anche nei contenuti. Questo restyling rappresenta, infatti, un primo passo nel progetto di trasformazione della Fondazione, in vista di un progressivo sviluppo dei servizi e delle informazioni. A breve, i nostri iscritti avranno a disposizione, tra le tante nuove proposte: nuove funzionalità di pagamento, il MAV sostituirà il pagamento tramite bonifico bancario e un implemento dei servizi offerti. Noi non ci fermeremo qui: l’evoluzione è appena iniziata. 
  • shutterstock_241682110.jpg
    Nell’ambito del servizio di analisi e selezione dei Finanziamenti Europei, segnaliamo: Titolo: Progetto pilota per lo sviluppo di Alleanze delle Abilità Settoriali nei seguenti ambiti: Industria automobilistica; Sanità e assistenza sociale; Turismo e ristorazione; Tecnologie per il risparmio energetico, compresa la costruzione sostenibile; Industria aeronautica. Le Alleanze devono sviluppare e fornire nuovi o aggiornati programmi di studio e formazione a specificità settoriale e, possibilmente, nuove qualifiche professionali. Ente erogatore: Commissione Europea – DG Istruzione e Cultura Beneficiari: gli organismi che possono beneficiare della sovvenzione sono: istituti di formazione professionale, istituti di istruzione, incluso le università, servizi di orientamento e di counseling, enti di qualificazione, accreditamento o certificatori; Enti o centri di ricerca, organismi per le competenze, agenzie e osservatori economici, sociali o del lavoro; Imprese, PMI e industrie manifatturiere; Organizzazioni del commercio, incluso le Camere di commercio; Parti sociali; Organizzazioni e enti, pubblici o privati, nazionali, regionali e locali; Organismi culturali e creativi. Finanziamento: il contributo finanziario della Commissione non può superare il 75% del costo totale ammissibile dell’azione, per un massimo di 400.000 euro. Scadenza: 16 agosto 2012. Link  
  • IMG_3197-620x300.jpg
    Il presidente della Fondazione Architetti, Ingegneri e Liberi Professionisti iscritti a Inarcassa,Andrea Tomasi è intervenuto oggi alla sessione pomeridiana di #PRIORITALIA, il grande evento che, in questi giorni a Roma, raccoglie centinaia di manager, quadri e dirigenti, oltre a “semplici” cittadini, chiamati da Federmanager e Manageritalia, per discutere del futuro della politica e della formazione delle nuove classi dirigenti. E’ entrata nel vivo questa prima edizione di #PRIORITALIA, una tre giorni di studio e di confronto ideata partendo dalla consapevolezza che, nell’attuale momento di incredibile accelerazione della discontinuità, la classe manageriale debba assumersi una più ampia responsabilità di impegno “civico” al servizio del Paese. E’ questo che ha spinto Federmanager e Manageritalia a riflettere intorno a temi, modalità, obiettivi e output attesi di un evento che dovrà porsi come un momento fondativo e di cambiamento sostanziale da cui ripartire con un nuovo modello di rappresentanza del management. L’edizione 2012, la prima, si focalizza sulle prossime elezioni e su come contribuire alla formazione di una nuova classe dirigente che, partendo da competenze specifiche, possa favorire la “buona politica”, una politica che deve tornare ad essere il luogo delle decisioni e delle competenze, degli indirizzi strategici da mettere a disposizione del Paese per dargli una chiara e ferma direzione di rotta e far sì che essa sia mantenuta. I manager, in qualità di soggetti sociali, autorevoli e responsabili, che esprimono visione e capacità di indurre nuova progettualità al servizio del Paese, a #PRIORITALIA stanno lavorando con un obiettivo molto concreto: mettere a disposizione le loro competenze per favorire la definizione di un nuovo progetto di “buona politica” partendo dalle persone, da una “comunità” del management fondata sul senso di responsabilità e di impegno civico al servizio del Paese.   In questa seconda giornata di lavori, durante la sessione pomeridiana dal titolo ”Definire i confini del politico ideale”, è intervenuto anche Andrea Tomasi, presidente della Fondazione Architetti, Ingegneri e Liberi Professionisti iscritti a Inarcassa che ha parlato di politica quale luogo in cui le idee si formano, si consolidano, grazie all’efficienza, alla competenza e all’onestà di chi la fa, ma non solo. Il politico – ha detto Tomasi – deve essere dotato di lungimiranza, di “visioni”, intese come capacità di “volare alto”, di credere in pensieri virtuosi e in ideali forti. E’ solo con questo spirito che la politica potrà contribuire a migliorare la società. Nel suo intervento, inoltre, il Presidente Tomasi si è soffermato su un concetto particolarmente importante per il cambiamento all’interno del sistema politico attuale: “Il politico deve essere professionale ma non professionista” – ha detto Tomasi – “non deve continuare ad esercitare la sua professione ma deve dedicarsi in toto alla nuova responsbilità a cui è stato chiamato”.   Domani, sabato 4 agosto, terza giornata di lavoro.   Per approfondire   Il programma 2-5 agosto 2012 Hotel Melià Aurelia Antica, Via Aldobrandeschi 223 Roma ———————————— ♦ 4 agosto mattina (9,30 – 13,00) Panel 3. Soddisfare le nuove esigenze di partecipazione ♦ 4 agosto pomeriggio (15,00 – 19,00) Panel 4. Assumere responsabilità adeguate al ruolo manageriale ♦ 5 agosto mattina (10,00 – 13,00) Chiusura del lavori   Programma completo (PDF)   Segui #PRIORITALIA in streaming
  • Fond_vierge_porteur_de_projet_IT_2012.jpg
    Quarta edizione della “Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti” che si terrà dal 17 al 25 novembre 2012. Questo evento è supportato dal programma europeo Life+ e mira ad organizzare numerose azioni in tutta Europa in una settimana, al fine di far crescere la consapevolezza sulla necessità della riduzione dei rifiuti. I soggetti che possono candidarsi per organizzare un evento nell’arco della settimana devono rientrare in una delle seguenti categorie: enti pubblici e pubbliche autorità, associazioni e ONG, imprese, enti che si occupano di formazione, altro (ospedali, case di riposo, centri culturali etc.). Link: http://www.ewwr.eu/pre-home
  • euro_01.jpg
    Bando ENT/CIP/11/C/N02C00: Rafforzare l’impegno nella eco-innovazione – Rete di operatori pubblici e privati.  Bando per la presentazione di progetti nel settore delle soluzioni eco-innovative, attraverso la creazione di reti trans-nazionali di soggetti pubblici e privati che operano nel settore dell’ambiente. I settori di riferimento sono: trasporti, trattamento delle acque di scarico, riciclo e riutilizzo dei rifiuti, componenti chimiche, prodotti biologici, prodotti per l’assistenza, componenti energeticamente efficienti. Finanziamento: il budget allocato per questo bando è di 2 milioni di euro. Il cofinanziamento della UE copre al massimo il 95% delle spese totali ammissibili. Il bando è finanziato dal programma CIP. Scadenza: 20 ottobre 2012. Link: http://ec.europa.eu/environment/funding/gpp_12.htm
  • innovazione.jpg
    Tredicesimo Forum sulla Eco-Innovazione – Sviluppare nuovi mercati per la eco-innovazione, focus speciale sull’acqua. 26-27 novembre 2012 Lisbona, Portogallo. Il forum sottolineerà le principali sfide ed opportunità nel settore della ricerca, innovazione e sviluppo e mira a promuovere la collaborazione internazionale sulla eco-innovazione, con speciale attenzione alla gestione ed al riutilizzo della risorsa idrica. Link: http://ec.europa.eu/environment/ecoinnovation2012/2nd_forum/
  • img-450x300-CMI-Industry-at-pollutec-france-2012.jpg

    POLLUTEC 2012

    POLLUTEC – Salone Internazionale delle apparecchiature, delle tecnologie e dei servizi per l’ambiente Green Days – Brokerage Event 28-29 novembre 2012  Lione (Francia) Il Salone Internazionale POLLUTEC, giunto all’edizione 2012, è l’evento fieristico leader nel settore ambientale a livello internazionale, e presenta per quattro giorni a Lione tutte le attrezzature, le tecnologie e i servizi per il trattamento di qualsiasi inquinamento e più in generale per la salvaguardia dell’ambiente e l’attuazione di uno sviluppo sostenibile. All’interno del Salone, la rete imprenditoriale europea Enterprise Europe Network organizza un evento di brokeraggio tra aziende, centri di ricerca e università, volto a favorire collaborazioni tecnologiche e commerciali nei settori ambiente e energia. Gli incontri bilaterali si svolgeranno nell’ambito dei Green Days, manifestazione internazionale organizzata dalla Regione Rhône-Alpes nell’ambito del Salone Pollutec. VAI ALLA SEZIONE RISERVATA AI SOCI PER MAGGIORI INFORMAZIONI.  
  • head3-620x300.jpg
    L’intervento del Presidente della Fondazione, arch. Andrea Tomasi a “IL MESTIERE DEL COSTRUIRE”. Roma ‐ MAXXI ‐ 28 novembre 2012. La Fondazione nasce quale atto concreto, positivo, del Comitato Nazionale dei Delegati ‐ l’organo di governo di Inarcassa ‐ per dare, in un momento di enorme difficoltà, una risposta sostanziale, tangibile, al palese malessere, (ma meglio sarebbe definirlo, mi si perdonerà la facile citazione, il grido di dolore) degli architetti e degli ingegneri italiani che vivono esclusivamente di libera professione. In sintesi, quelli iscritti a Inarcassa. Sono oltre 160.000, un numero veramente rilevante, enorme. Già questo numero ci dà la misura di quanto effettiva sia la difficoltà di accesso alla nostra professione: senza addentrarsi nelle statistiche, basti pensare che ci sono più architetti in Italia che negli Stati Uniti; in Italia c’è un architetto ogni 400 abitanti, in Francia uno ogni 2.500, in Inghilterra uno ogni 5.000. Già prima dell’attuale crisi globale, che si è riverberata con particolare negatività sul nostro Paese, la situazione generale del nostro essere liberi professionisti era critica, ma oggi è veramente drammatica. E dico questo con un certo imbarazzo. Alla nostra natura, infatti, non sono propri i pubblici lamenti, le lagnanze, né tantomeno manifestazioni eclatanti: gli architetti e gli ingegneri che vivono di sola libera professione hanno sempre operato, anche nei momenti di difficoltà, silenziosamente, cercando di superare attraverso il proprio lavoro le crisi e i periodi difficili degli ultimi quarant’anni. Oggi, purtroppo la situazione è veramente molto grave: oltre 160.000 architetti e ingegneri che vivono solo di libera professione non ce la fanno più ed è giunto il momento di evidenziarlo pubblicamente. Come tutte le altre realtà economiche, anche noi infatti attendiamo quelle risorse capaci di far ripartire il motore del lavoro e dello sviluppo, consapevoli che proprio il nostro mondo, quello del mestiere di costruire, (ma oggi forse meglio sarebbe parafrasare con il mestiere di ricostruire) è sempre stato fondamentale pilastro della nostra economia oltre che, come ci è stato appena ricordato, della nostra storia. Ma il nostro non è un semplice “battere cassa”, vi sono attività che Governo e Parlamento possono mettere in campo, non tanto ‐o non solo‐ per aiutare noi, ma per cercare di riscoprire e ridare alle Amministrazioni appaltanti quel ruolo di “principe” auspicato nell’augurio finale dal prof. Daverio. Anche qui potremmo dire: modifichiamo i princìpi per riscoprire i principi. In primis, vi è senz’altro necessità di una completa revisione del D.Lgs. 163 del 2006, meglio noto come Codice degli Appalti, per gli aspetti che riguardano l’affidamento degli incarichi professionali (mi si perdonerà, ma io persevero a chiamarli così, anche se, oggi, la definizione corretta dovrebbe essere: appalto di servizi di ingegneria) . Il vulnus del 163 sta proprio in questo: nell’aver fatto, per la normativa di affidamento degli incarichi professionali, un sostanziale “copia/incolla” delle modalità previste per gli appalti dei lavori. Ma chi mai, per scegliere un avvocato che lo difenda in giudizio o un medico che lo guarisca, lo selezionerebbe su basi essenzialmente economiche o, peggio, col criterio del prezzo più basso? Certamente non il principe, ma neppure il tanto abusato “buon padre di famiglia”. Noi tutti conosciamo bene la genesi di questo, che origina da lontano, dal 1992, con la Direttiva Servizi; forse non tutti abbiamo presente che, nel tempo, molti altri Stati membri hanno però calibrato differentemente le modalità di affidamento degli incarichi professionali rispetto all’appalto dei servizi più diversi, come quelli di pulizia, di mensa, e così via. Quindi, come ormai spesso accade, nel nome di un mal compreso diktat europeo assumiamo acriticamente norme e comportamenti che si rivelano poi assolutamente controproducenti rispetto ai risultati che ci prefiggiamo. Un esempio su tutti: ‐ nel 2003, con grande enfasi mediatica, sono state di fatto depotenziate le tariffe professionali, eliminando il vincolo del rispetto dei minimi tabellari; ‐ nel 2012, con altrettanta enfasi, si sono addirittura cancellate le tariffe, non solo, se ne è vietata anche la semplice citazione. Questo per poi, solo qualche mese dopo, reintrodurle, se non altro per determinare il valore del lavoro professionale. Cambia solo il nome sono diventate “parametri”. Tutta questa attività è stata fatta dai vari governi richiamandosi ai valori messianici della libera concorrenza e della necessità di liberalizzazione del mercato professionale richiesteci dall’Europa comunitaria. Peccato, però, che, se andiamo a vedere lo Stato di riferimento per eccellenza delle qualità comunitarie, la Germania, veniamo a sapere che lì non solo le tariffe professionali esistono ancora, ma sono minimi tariffari inderogabili e che, recentemente, esse sono state complessivamente riviste, riadeguandole ai nuovi costi ed ai nuovi servizi che la complessità dell’agire professionale oggi richiede. Ma questo ha una sua precisa e logica motivazione: i governanti tedeschi ‐ma non solo loro hanno ben valutato e compreso che l’attività professionale è una attività intellettuale che si sviluppa per il 90% dal lavoro di persone, non di capitali e non di merci e che, quindi, essa deve essere garantita al pari di quanto universalmente previsto per il lavoro dipendente. Tutto ciò senza tralasciare il fatto che i Tedeschi, pur in condizioni più favorevoli delle nostre, hanno verificato l’assoluta inesistenza di un mercato propriamente detto, posta la innegabile sproporzione esistente tra Domanda ed Offerta. Ma in Italia la situazione è ben più drammatica. Come la storia dimostra (pensiamo solo alla citazione, seppur d’epoca molto lontana, richiamataci dal prof. Daverio ) gli architetti e gli ingegneri non si sono mai dimostrati tetragoni al confronto: si sono tradizionalmente cimentati nella competizione, ma hanno messo in gioco le proprie idee, non i compensi. Liberalizziamo le idee, non i compensi. Abbiamo vissuto sulla nostra pelle, come tutti gli Italiani, (forse noi un po’ di più?) i diversi decreti che si sono succeduti; e fra questi anche quello della revisione della spesa pubblica, la nota spending review. In tutta onestà, come architetti e ingegneri che vivono di sola libera professione, coltivavamo la speranza che, nella riorganizzazione della spesa pubblica, venisse finalmente e definitivamente eliminata una voce rilevante e assolutamente ingiustificata. Mi riferisco all’incentivo che viene corrisposto agli uffici tecnici pubblici per le attività professionali interne. In primo luogo è oggettivamente difficile comprendere perché, per svolgere solo e unicamente il proprio lavoro, proprio quello e solo quello per cui si è stati assunti, e nel normale orario quotidiano, si possa percepire un incentivo. Un incentivo non irrilevante: il 2% del valore dei lavori da eseguirsi. Questo incentivo del 2%, ultima tariffa garantita rimasta nel mondo professionale, vale ogni anno più di 500 milioni di Euro. Non desti stupore come, in un momento di riordino della spesa pubblica noi, forse ingenuamente, sperassimo potesse costituire una consistente voce di risparmio. Ma così non è stato. Sul tema della P.A., più in generale, noi speriamo che, nell’auspicata prosecuzione del riordino, ci si convinca della necessità che il pubblico svolga i compiti ad esso esclusivamente demandati, evitando, quindi, di fare ciò che fa ‐molte volte meglio‐ il privato. In particolare è incomprensibile che le pubbliche amministrazioni si dotino di uffici tecnici per progettare e dirigere opere, perché ciò inevitabilmente comporta la creazione di strutture rigide e sempre costosissime, e questo a prescindere dalla mole del lavoro realmente svolto. Noi riteniamo che il pubblico debba essere ben strutturato, veloce ed efficiente nell’attività di programmazione delle opere, attività che oggi costituisce il vero tallone d’Achille dei Lavori Pubblici, così come nell’azione di controllo, lasciando tutto il resto all’ambito privato. Infine, ultimo tema, ma non certo per importanza, è quello dell’enorme confusione di ruoli che contraddistingue il nostro mondo, il nostro modo di essere professionisti. Dopo tanti, tanti anni di dibattito sulle professioni ordinistiche e sulle loro regole, la nuova recente legislazione è stata, almeno per noi, fortemente deludente: la portata delle novità introdotte, onestamente, non richiedeva cotanta gestazione. Noi ci aspettavamo un atto di chiarezza: la netta e palese distinzione tra coloro che svolgono la professione di architetto e di ingegnere in prima persona, assumendosene tutte le responsabilità ed i rischi che ne conseguono, e coloro che, numero non irrilevante, rimangono iscritti agli Ordini con le motivazioni più diverse: per ragioni culturali, o affettive, per giusto orgoglio, per non precludersi una qualche opportunità, perché la quota non ha costi proibitivi… tutti soggetti, insomma che nella vita fanno altro. Vi sono molti modi di essere ingegnere o architetto, tutti di pari dignità, ma per una serie di ragioni, non ultimo anche di ordine fiscale e previdenziale, è opportuno vi sia una distinzione tra i diversi modi di fare l’architetto o l’ingegnere. All’interno di questa confusione di ruoli, infine ve ne è una ulteriore, ben più grave e inaccettabile: quella che vede pubblici dipendenti esercitare atti di libera professione. Qualche mese fa è stata sollevato un caso mediatico circa il lavoro libero professionale svolto da pubblici dipendenti in assenza della debita preventiva autorizzazione. Ma il problema non è la mancata autorizzazione al dipendente pubblico per svolgere un secondo ‐ o un terzo‐ lavoro, il vero tema è che è assolutamente inammissibile che il pubblico dipendente, che già gode di tutte le garanzie giustamente destinate al lavoro subordinato, possa svolgere altri lavori oltre a quello per il quale è stato assunto. E questo è inaccettabile, al di là di qualsiasi altra considerazione, perché, com’è ben noto, il secondo lavoro viene spesso svolto in pesanti situazioni di conflitto d’interesse malamente mascherate. Questo presupposto di incompatibilità trova applicazione anche per tutti i soggetti in parttime: è incomprensibile che venga concesso il part‐time al pubblico dipendente, architetto o ingegnere, per poi consentirgli poi di fare il libero professionista, ponendolo quindi nella condizione di essere al mattino controllore ed al pomeriggio al lavoro nel proprio studio. Tanti uffici pubblici pullulano di “turnisti” che fanno atti di libera professione in posizione di assoluto privilegio. Questo è veramente insopportabile, questo è veramente scandaloso. Al pubblico dipendente deve essere, come peraltro le norme generali prevedono, assolutamente vietata qualsiasi attività all’esterno dell’Ente di appartenenza; il part‐time, quando concesso, deve prevedere il divieto assoluto all’esercizio professionale. Su tutto questo, ma evidentemente non solo, la Fondazione si impegnerà a fondo. Per fare ciò, però, abbiamo bisogno del sostegno dei colleghi, che invitiamo ad iscriversi numerosi, come invitiamo ad aderire tutti coloro, Enti e Società, che hanno a cuore il nostro mondo. Grazie.  
  • green_infrastructure_EU.jpg
    La Commissione Europea ha adottato il 6 maggio scorso una nuova strategia per promuovere il ricorso alle infrastrutture verdi e far sì che il miglioramento dei processi naturali diventi parte integrante della pianificazione territoriale. Le infrastrutture verdi sono uno strumento di comprovata efficacia, che si serve della natura per ottenere benefici ecologici, economici e sociali. Ad esempio, per difendersi dalle alluvioni invece di costruire nuove infrastrutture si possono sfruttare le soluzioni offerte dalle zone umide naturali, che assorbono l’acqua in eccesso provocata da piogge intense. La nuova strategia europea è sicuramente di grande interesse per gli Architetti e gli Ingegneri, soprattutto liberi professionisti. Informazioni complete sulla nuova strategia e le competenti istituzioni della Comunità Europea sono disponibili nella parte riservata di questo sito.  
  • bandiera_eu_con_scritta_life-620x300.jpg
    Come anticipato,  la Direzione Generale Ambiente della Commissione Europea ha pubblicato il nuovo bando LIFE+, aperto a soggetti pubblici e privati che operano nel settore dell’ambiente (interventi per la conservazione e la protezione dell’ambiente attraverso utilizzi, metodi, strategie e processi sostenibili e innovativi delle risorse naturali ed interventi di informazione e comunicazione sulle tematiche ambientali). Beneficiari: Le proposte progettuali devono essere presentate da enti con personalità giuridica che siano stabiliti negli Stati Membri UE; es. ONG, enti privati non commerciali, industrie produttive e commerciali, autorità locali etc. Le proposte progettuali possono essere presentate da parte di un singolo soggetto oppure da parte di un partenariato di soggetti (almeno due). Scadenza: Le proposte progettuali devono essere presentate entro il 25 giugno 2013 presso il Ministero dell’Ambiente, utilizzando l’apposito strumento eProposal accessibile sul sito della Direzione Generale Ambiente della CE.