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  • Il TAR Catania accoglie le ragioni della Fondazione Inarcassa
    Fondazione Inarcassa e Ordine degli Architetti PPC di Enna ottengono un ottimo risultato di fronte al giudice amministrativo Catanese che conferma l’illegittimità degli affidamenti dei servizi di ingegneria e architettura alle Università italiane. Il 28 giugno scorso è stata emessa la sentenza relativa al ricorso Aal TAR Catania contro il Comune di Enna per l’affidamento diretto di un servizio di architettura e ingegneria all’Università Kore di cui alla determina n. 2703 del 29 dicembre 2023 avente ad oggetto la progettazione esecutiva del “Parco Urbano” di Enna Bassa, per un compenso pari a 122 mila euro.  L’azione è stata intrapresa congiuntamente dalla Fondazione Inarcassa e l’Ordine degli Architetti PPC di Enna che già il 3 gennaio scorso aveva richiesto l’annullamento della suddetta determina richiamando, per l’appunto, l’illegittimità degli affidamenti dei servizi della progettazione all’Università Kore, soggetto che, tra l’altro, non rientra tra i prestatori di servizi di architettura e ingegneria, ai sensi dell’art. 66 del D.Lgs. 36/2023. Il 6 febbraio scorso, la Fondazione Inarcassa ha, quindi, condiviso la richiesta di annullamento e, per il tramite dello Studio legale Rotigliano, ha proceduto al deposito del ricorso, successivamente accolto da parte del tribunale amministrativo di Catania. Infatti, il Giudice ha, innanzitutto, rilevato che lo statuto della Università Kore non prevede la possibilità di partecipare a gare di appalto, come richiesto, invece, dall'all. II.12 del Codice. Inoltre, il Tribunale amministrativo ha rilevato la mancanza, all'interno della Università Kore, di un organigramma che facesse espressa indicazione dei professionisti incaricati di eseguire il servizio, requisito, questo, parimenti previsto dall'all. II.12; Infine, il Giudice ha evidenziato la mancata verifica da parte del Comune di Enna circa i requisiti di capacità tecnico-professionale ed economico-finanziari. Il TAR Catania ha, quindi, condannato il Comune di Enna e l’Università Kore, in solido tra loro, al pagamento delle spese di lite. Leggi qui il comunicato stampa congiunto Fondazione Inarcassa-Ordine degli Architetti PPC di Enna
  • Equo compenso, è partita la Call to action
    “Unisciti a noi per difendere l'Equo Compenso”…..è l’appello rivolto agli iscritti della Fondazione Inarcassa per partecipare attivamente alla campagna social promossa per difendere l’equo compenso contro gli attacchi che negli ultimi mesi cercano di indebolire la portata della legge n. 49 del 2023. L’obiettivo è, attraverso una capillare azione promossa sui principali canali social, fare fronte comune contro i recenti tentativi di indebolire la norma sull’equo compenso e, in particolare, il suo coordinamento con le relative misure introdotte dal nuovo Codice dei contratti pubblici, il D.Lgs. n. 36/2023, che individua, quali criteri di aggiudicazione dei servizi di architettura e ingegneria quello del minor prezzo e quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa. È, del resto, proprio il nuovo Codice, all’art. 8, comma 2, a spazzare via ogni dubbio al riguardo, laddove è chiarito che “Le prestazioni d’opera intellettuale non possono essere rese dai professionisti gratuitamente, salvo che in casi eccezionali e previa adeguata motivazione. Salvo i predetti casi eccezionali, la pubblica amministrazione garantisce comunque l’applicazione del principio dell’equo compenso”. L’iniziativa nasce, dunque, dall’esigenza di dare forza ai principali soggetti destinatari della legge sull’equo compenso. Partendo dai risultati del convegno realizzato dalla Fondazione Inarcassa il 22 maggio scorso a Roma, che ha coinvolto i principali stakeholder e attori istituzionali, la mobilitazione, ora, si sposta sulle principali piattaforme social, il cui effetto dovrà essere quello di fare da cassa di risonanza alle tante voci che chiedono di difendere i traguardi finora conquistati ad un anno dall’entrata in vigore della legge n. 49/2023.   Ecco i passaggi centrali della campagna social: condividere i post social della Fondazione Inarcassa per rafforzarne i contenuti anche attraverso l’utilizzo di specifici hastag: #EquoCompenso2024 #GiuLeManiDallEquoCompenso #SeValgoUnEuro;   Creare contenuti: post, video brevi, storie e altro materiale che esprima l'importanza dell'Equo Compenso.   Taggare gli account della Fondazione Inarcassa nei contenuti per creare una rete più ampia e visibile.   Coinvolgere la rete di contatti, partendo dai colleghi con i quali condividere l’importanza di promuovere azioni comuni a tutela della legge sull’equo compenso.   Ad un anno dall’entrata in vigore della legge n.49/2023, Fondazione Inarcassa ha rilanciato con forza il tema del riconoscimento dell’Equo Compenso per il lavoro svolto. Ti invitiamo ad unirti a noi sui social media e a partecipare attivamente condividendo i nostri post e aiutandoci a diffondere il messaggio usando gli hashtag #EquoCompenso #EquoCompenso2024 #GiuLeManiDallEquoCompenso #SeValgoUnEuro. Qui di seguito il link ai nostri profili social ed alcuni contenuti pronti per essere condivisi: Il Manifesto: perché difendere l’Equo Compenso?Instagram, Facebook, LinkedIn, X Equo Compenso: i traguardi importanti Instagram, Facebook, LinkedIn, X Perché si parla di Equo Compenso? Instagram, Facebook, LinkedIn, X L’intervista al Presidente Andrea De Maio su Il Sole 24 Ore Instagram, Facebook, LinkedIn, X L’intervista al Presidente Andrea De Maio su The Watcher Post Instagram, Facebook, LinkedIn, X
    • articolo
  • Si è tenuto lo scorso 22 maggio, nella cornice di Palazzo Ferrajoli, a Roma, il convegno organizzato e promosso dalla Fondazione Inarcassa per fare un primo bilancio sulle prospettive future e sulle criticità – che, purtroppo, ancora permangono - ad un anno dalla Legge n. 49/2023 in materia di equo compenso per le prestazioni professionali.   Un momento di dibattito e approfondimento, dunque, che ha visto la partecipazione del Viceministro della Giustizia, il Senatore Francesco Paolo Sisto, del Vicepresidente di Inarcassa, Massimo Garbari, e coinvolto il Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti PPC, Massimo Crusi,  il Consigliere del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Sandro Catta, il Presidente del Consiglio Nazionale Forense, Francesco Greco, il Presidente del Consiglio dell'Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali, Mauro Uniformi e il Presidente del Consiglio Nazionale Geometri, Maurizio Savoncelli. L'iniziativa, inoltre, è stata condivisa dal Consiglio Nazionale dei Geologi. Nel corso dell’ultimo anno, non sono mancati i dubbi interpretativi, sollevati da parte di taluni soggetti istituzionali, circa un – presunto – coordinamento tra la Legge sull’equo compenso, n. 49/2023, e le disposizioni in materia del Codice dei contrati pubblici, il d.lgs. 36/2023. La posizione della Fondazione Inarcassa è sempre stata molto chiara al riguardo. La legge sull’equo compenso è perfettamente compatibile con il nuovo Codice dei contratti pubblici e, pertanto, non occorrono ulteriori specificazioni o correttivi alla norma. L’art. 8 comma 2 del nuovo Codice è assolutamente chiaro: “Le prestazioni d'opera intellettuale non possono essere rese dai professionisti gratuitamente, salvo che in casi eccezionali e previa adeguata motivazione. Salvo i predetti casi eccezionali, la pubblica amministrazione garantisce comunque l'applicazione del principio dell'equo compenso”. Perché allora promuovere un dibattito su un tema - l’equo compenso - sul quale i principali attori in campo, associazioni di categoria, Consigli Nazionali e, soprattutto i rappresentanti delle Istituzioni, salvo poche eccezioni, hanno mostrato particolare attenzione e condivisione circa la sua finalità e ampia applicazione interpretativa? In primo luogo, per ribadire che occorre unità tra le libere professioni per proteggere il lavoro e assicurare il pieno rispetto del principio dell’equo compenso, come prescritto dalla nostra Carta costituzionale all’articolo 36. Lo ha ricordato il Presidente della Fondazione Inarcassa, Andrea De Maio, in apertura dei lavori che è arrivato “il momento di agire insieme per un futuro dove la dignità e il valore del lavoro siano pienamente riconosciuti e tutelati”. Parole sulle quali si è soffermato anche il Viceministro della Giustizia, il Senatore Francesco Paolo Sisto, che ha ricordato la ratio della legge sull’equo compenso, un provvedimento nato “per tutelare il mercato, così come i liberi professionisti: perché essere sottopagati danneggia in primis la qualità del lavoro e, quindi, la concorrenza”. In secondo luogo, per sottolineare la straordinaria portata innovativa di una legge, la n. 49/2023, che ha restituito piena dignità e consapevolezza alle libere professioni, nonostante i “tentativi volti a disfare quello che con tanta fatica si è costruito”, ha sottolineato il Vicepresidente di Inarcassa, Massimo Garbari, il quale non ha mancato di ricordare che “c'è ancora molto da fare” ma questa è una legge “che aiuta soprattutto i più giovani”.  E questo perché la legge sull’equo compenso soddisfa un principio di civiltà, vale a dire ricevere un compenso equo per il lavoro svolto”, ha ricordato nelle battute precedenti Tullio Patassini, Consigliere economico del Presidente della Commissione Attività produttive l’on. Alberto Gusmeroli. Clicca qui per l'intervista realizzata dal Sole24ore
    • equo compenso
  • In ottemperanza all’articolo 83, comma 3 del D.Lgs. 36/2023, l’Anac a gennaio scorso ha lanciato una nuova consultazione pubblica aperta a tutti gli Stakeholder interessati sullo schema di bando tipo n. 2/2023 - "Procedura aperta per l’affidamento di contratti pubblici di servizi di architettura e ingegneria di importo pari o superiore alle soglie di rilevanza europea con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo". Alla consultazione, terminata il 1° marzo scorso, ha partecipato anche la Fondazione Inarcassa che ha posto il punto di vista degli architetti e ingegneri liberi professionisti all’attenzione dell’Anac su alcune questioni considerate dalla stessa Autorità “problematiche a causa di vuoti normativi, assenza di coordinamento normativo e difficoltà interpretative”. Per facilitare il lavoro degli stakeholder, l’Anac ha fornito ai soggetti partecipanti due o più soluzioni interpretative ai temi e alle questioni poste in consultazione. Cosi ad esempio, su un tema molto complesso e spinoso dal punto di vista interpretativo, come quello dell’equo compenso e in particolare il coordinamento tra la legge n. 49/2023 e le disposizioni in materia di equo compenso all’interno del nuovo Codice, l’Anac ha fornito tre possibili soluzioni sulle quali interrogare gli stakeholder: 1) Necessità di svolgere gare a prezzo fisso; 2) Possibile ribasso limitato alle spese generali; 3) Non applicabilità della disciplina dell’equo compenso alle procedure di evidenza pubblica. Al riguardo, la posizione della Fondazione Inarcassa è molto chiara: l’equo compenso è sempre applicabile e il compenso non può essere oggetto di ribasso. La soluzione n. 2, sulla quale si stanno orientando molte stazioni appaltanti, appare di evidente compromesso rispetto, invece, alla opzione n. 3 che la Fondazione Inarcassa ha bocciato tout court in quanto contrasta con la legge n. 49/2023 in materia di equo compenso.  Altro tema sul quale si è pronunciata la Fondazione Inarcassa nel formulario messo in consultazione è quello relativo all’oggetto dell’appalto, importo e suddivisione in lotti. Nelle more dell’aggiornamento del DM Giustizia del 17 giugno 2016, la Fondazione ha chiesto che per le prestazioni in esso non contemplate (ad esempio, la relazione DNSH) si dovrebbe prevedere il calcolo a vacazione. Nel caso in cui la stazione appaltante preveda, invece, il ribasso delle spese generali, dovrebbe motivare la scelta, atteso che si tratta di spese che il professionista sostiene per il procedimento de quo e per il mantenimento dell’attività (spese di partecipazione alla gara, cauzioni, polizze assicurative, licenze applicativi software ecc… ). Inoltre, conformemente al principio europeo della concorrenza, andrebbe imposta la suddivisione in lotti funzionali in tutti le procedure con accordo quadro. C’è stato anche lo spazio per ribadire, in merito ai requisiti generali, che nel caso di affidamento di incarichi al personale dipendente della PA andrebbe acquisita l’autorizzazione rilasciata dall’Amministrazione di appartenenza a garanzia della serietà dell’offerta. Per quanto riguarda, invece, i requisiti finanziari e tecnici, la Fondazione ha confermato la richiesta di una revisione dell’art. 100 del Codice in quanto disposizione limitativa della concorrenza ed in contraddizione con i principi di accesso al mercato e di massima partecipazione alle gare. Pertanto, come richiesto anche in altri contesti, la Fondazione Inarcassa propone, a tal proposito, di estendere il periodo di riferimento sul quale valutare il possesso del requisito relativo al fatturato globale, dagli attuali ultimi 3, ai migliori 3 degli ultimi 5 anni, come peraltro avveniva prima dell’entrata in vigore del nuovo Codice; estendere dagli attuali 3 a 10 anni il periodo di valutazione dei requisiti di capacità tecnica e professionale; specificare che la locuzione “contratti analoghi”, di cui al comma 11, non si riferisce all’importo dei servizi espletati, parametro non oggettivo e non rappresentativo del valore e dell’importanza dell’opera per cui si è svolto il servizio. Nel complesso, il giudizio della Fondazione Inarcassa sullo schema di bando tipo resta positivo. Ciò nonostante, restano ancora diverse criticità, alcune sopra argomentate e altre, comunque, oggetto di altrettanta attenzione da parte della Fondazione Inarcassa. È evidente che la consultazione promossa dall’Anac non esaurisce le future interlocuzioni che la Fondazione Inarcassa continuerà ad avere anche con il legislatore di primo livello sulle criticità che ancora oggi riscontriamo nel nuovo Codice sul quale è auspicabile un “correttivo” in tempi brevi.
  • anac2
    L’Anac accoglie integralmente una delle proposte formulate da Fondazione Inarcassa nell’ambito della Consultazione pubblica sul bando tipo recante il disciplinare di gara per procedure svolte interamente con sistemi informatici. L’Anac, sulla scorta di una giurisprudenza ormai consolidata, già richiamata da Fondazione Inarcassa nella formulazione della proposta, sancisce l’illegittimità della clausola che impone all’aggiudicatario il pagamento del corrispettivo dovuto dalla stazione appaltante per i servizi di committenza e le altre prestazioni correlate allo svolgimento di gara. Quest’importo pari ad almeno l'1 per cento del servizio posto a base di gara graverebbe non poco sul prestatore di servizi erodendo il suo reddito imponibile.   Scarica il Comunicato Anac.    
  • audizione fondazione
    Fondazione Inarcassa è stata audita il 3 giugno in Commissione Giustizia della Camera nell'ambito dell'esame delle proposte di legge in materia di equo compenso e di clausole vessatorie nelle convenzioni relative allo svolgimento di attività professionali in favore delle banche, delle assicurazioni e delle imprese di maggiori dimensioni (A.C. 301 e abb.)  Qui è disponibile la registrazione dell'audizione di Fondazione Qui è disponibile il documento con i temi trattati dalla Fondazione
  • contributi-agenzia-entrate
    L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il Provvedimento recante le regole per richiedere e ottenere il nuovo contributo a fondo perduto previsto dal recente Dl Sostegni. Il nuovo bonus a fondo perduto potrà essere richiesto compilando online un modulo da presentare a partire dal 30 marzo 2021 e non oltre il 28 maggio 2021, sempre via web. Il nuovo contributo a fondo perduto può essere richiesto dai soggetti titolari di partita Iva residenti o stabiliti nel Territorio dello Stato, che nel secondo periodo di imposta precedente al periodo di entrata in vigore del decreto (per la gran parte dei soggetti si tratta dell’anno 2019) abbiano conseguito un ammontare di ricavi o di compensi non superiore a 10 milioni di euro. L’importo del contributo riconosciuto non può in ogni caso superare 150.000 euro. Link: Provvedimento 23 marzo Guida sul Contributo a fondo perduto del Decreto Sostegni Comunicato stampa  
  • sisma
    Pubblicati nella Gazzetta Ufficiale di ieri i seguenti provvedimenti del Commissario Straordinario per la ricostruzione post-sisma  del 2016: PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI - IL COMMISSARIO STRAORDINARIO DEL GOVERNO AI FINI DELLA RICOSTRUZIONE NEI TERRITORI INTERESSATI DAGLI EVENTI SISMICI VERIFICATISI A FAR DATA DAL 24 AGOSTO 2016, ORDINANZA 17 settembre 2020 Organizzazione della struttura centrale del Commissario straordinario del Governo per la ricostruzione nei territori delle Regioni di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016. (Ordinanza n. 106/2020) PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI - IL COMMISSARIO STRAORDINARIO DEL GOVERNO AI FINI DELLA RICOSTRUZIONE NEI TERRITORI INTERESSATI DAGLI EVENTI SISMICI VERIFICATISI A FAR DATA DAL 24 AGOSTO 2016, ORDINANZA 22 agosto 2020  Linee guida sui Programmi straordinari di ricostruzione, indirizzi per la pianificazione e ulteriori disposizioni di accelerazione della ricostruzione privata. (Ordinanza n. 107/2020). PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI - IL COMMISSARIO STRAORDINARIO DEL GOVERNO AI FINI DELLA RICOSTRUZIONE NEI TERRITORI INTERESSATI DAGLI EVENTI SISMICI VERIFICATISI A FAR DATA DAL 24 AGOSTO 2016, ORDINANZA 10 ottobre 2020 Disciplina dei compensi dei professionisti in attuazione dell'articolo 34, comma 5, del decreto-legge n. 189/2016, come modificato dall'articolo 57 del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104 e ulteriori disposizioni. (Ordinanza n. 108/2020) PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI - IL COMMISSARIO STRAORDINARIO DEL GOVERNO AI FINI DELLA RICOSTRUZIONE NEI TERRITORI INTERESSATI DAGLI EVENTI SISMICI VERIFICATISI A FAR DATA DAL 24 AGOSTO 2016, ORDINANZA 23 dicembre 2020  Approvazione elenco unico dei programmi delle opere pubbliche nonché disposizioni organizzative e definizione delle procedure di semplificazione e accelerazione della ricostruzione pubblica. (Ordinanza n. 109/2020).
  • webinar
    Stessa formula, contenuti più tecnici: parte il nuovo ciclo di appuntamenti webinar “Obiettivo Superbonus” in collaborazione con Isnova. L’11 marzo si terrà il corso “Soluzioni integrate di efficientamento sismico ed energetico”, seguito dal webinar “Gli interventi nelle zone colpite da eventi sismici del centro Italia” il 25 marzo. L’ultimo appuntamento avrà luogo l’8 aprile sul tema “Massimali, computi e parcelle”. I tre eventi in collaborazione con Fondazione, saranno preceduti dall’incontro dal titolo “Speciale Emilia Romagna: il Superbonus con la nuova DGR” che si svolgerà il 25 febbraio.  Per iscriverti ai corsi clicca qui!