Taranto – Non un semplice appuntamento di settore, ma un passaggio politico e culturale che segna una direzione precisa per il futuro delle città italiane. La seconda Giornata sulla Rigenerazione Urbana RE/URB, promossa da Fondazione Inarcassa, ha posto Taranto al centro di un confronto nazionale che ha unito istituzioni, accademia, professioni tecniche e rappresentanza politica in un’unica trama narrativa. Una giornata costruita con una progressione chiara: definizione del contesto, elaborazione di una visione, individuazione di strumenti operativi e scelte normative.
Ha moderato i lavori la Professoressa Sabina Addamiano, docente dell’Università Roma Tre, che ha così introdotto l’incontro. «L’obiettivo è contribuire alla definizione di un’agenda concreta per il futuro delle città italiane», ha dichiarato, fissando tre coordinate essenziali: visione strategica, competenza tecnica, responsabilità istituzionale. Non una formula retorica, ma una chiave di lettura che ha trovato riscontro in ogni intervento.
Il primo blocco, dedicato ai saluti istituzionali, è stato aperto da Don Antonio Panico, in rappresentanza dell’Arcivescovo Ciro Miniero, con una lettura che ha attraversato l’intera giornata: quella della rigenerazione come processo di rinascita. «Tutto ciò che è rigenerazione simboleggia la rinascita», ha affermato, collegando la trasformazione urbana alla ricostruzione del tessuto umano e sociale.
La professoressa Annamaria Bonomo, giurista dell’Università degli Studi di Bari e delegata del direttore del Dipartimento Jonico dell’Università di Bari Paolo Pardolesi, ha mostrato come la rigenerazione possa tradursi in strumenti concreti di partecipazione e governance. Le esperienze maturate sul territorio, dalla Carta del Mar Piccolo ai percorsi condivisi sui beni comuni, hanno rappresentato esempi tangibili di un modello che unisce ricerca e azione.
Il discorso ha trovato conferma nelle parole dell’assessore Giovanni Patronelli, intervenuto in rappresentanza del sindaco Pietro Bitetti. «Abbiamo un’occasione importante per cambiare Taranto», ha dichiarato, riportando il tema sul piano della responsabilità amministrativa. La Città Vecchia emerge così come luogo al tempo stesso simbolico e concreto di una trasformazione indifferibile.
La stessa idea di responsabilità condivisa è stata ripresa da Luca Maiorano, rappresentante della Provincia di Taranto guidata da Gianfranco Palmisano, che ha insistito sulla partecipazione come elemento fondante della rigenerazione. Un passaggio che ha aperto la strada alla riflessione dell’Assessore Regionale Marina Leuzzi, la quale ha ampliato ulteriormente il quadro. La rigenerazione urbana, ha spiegato, non è mera sola riqualificazione edilizia, ma si configura come un processo complesso, capace di sussumere politiche sociali, economiche e territoriali.
Questa progressione ha trovato una prima sintesi nell’intervento dell’Arch. Paolo Bruni, presidente dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Taranto. Il suo intervento ha segnato un punto di svolta: «La stagione dell’espansione edilizia indiscriminata è finita», ha affermato, indicando con chiarezza la necessità di un cambio di paradigma per l’assetto del territorio. La rigenerazione non rappresenta più una scelta, ma una condizione necessaria per garantire qualità urbana, sicurezza e coesione sociale.
Nel suo intervento il Presidente Ing. Andrea De Maio, ha sottolineato la volontà di Fondazione Inarcassa di favorire i processi di rigenerazione urbana, con il dibattito odierno e attraverso iniziative come la sottoscrizione di protocolli aperti, messi a disposizione delle Istituzioni territoriali perché diventino lievito dei processi di rigenerazione, innescandoli con modelli virtuosi che supportino scelte politiche responsabili, partecipate con gli stakeholder e condivise con la popolazione.
Su queste basi si è innestato il panel di inquadramento, in cui la riflessione ha assunto una dimensione sistemica. In apertura del panel si è imposto con forza il contributo dell’Arch. Bruna Gozzi, vicepresidente di Fondazione Inarcassa, che ha raccolto le sollecitazioni emerse dai saluti istituzionali e le ha rielaborate in una visione nazionale. Gozzi ha evidenziato la necessità di considerare non solo le metropoli e le grandi città, ma anche le aree interne, mettendo in luce una questione spesso marginale nel dibattito pubblico. «I piccoli borghi e i territori delle aree interne sono un presidio importantissimo per il mantenimento del territorio» ha dichiarato, collegando il tema della rigenerazione alla prevenzione del dissesto, alla tutela del paesaggio, alla coesione sociale. Il suo intervento ha introdotto un elemento decisivo: la necessità di anticipare le crisi. «La rigenerazione deve anticipare le emergenze» ha sottolineato, indicando nel radicamento territoriale dei professionisti una risorsa strategica. In questa prospettiva la figura del tecnico assume un ruolo che va oltre la progettazione: diventa presidio sociale, osservatore delle trasformazioni, interprete delle esigenze delle comunità.
Le riflessioni di Gozzi hanno trovato un’eco immediata negli interventi successivi. La Prof.ssa Domenica Costantino, Presidente del Centro Interdipartimentale del Politecnico di Bari, ha richiamato il ruolo degli Atenei nella formazione di una nuova coscienza civica. Dopo di lei, la Prof.ssa Giovanna Mangialardi ha posto l’accento sulle infrastrutture sociali, mettendo in guardia dai rischi di interventi calati dall’alto, che non tengono conto delle dinamiche comunitarie. Il Prof. Paolo La Greca ha contestualizzato il dibattito sul piano normativo, evidenziando la necessità di attrarre capitali privati all’interno di una regia pubblica chiara. La stessa Annamaria Bonomo ha completato il quadro, sottolineando l’equilibrio tra Pubblica Amministrazione e partecipazione dei cittadini ai processi di governance.
Il passaggio al panel tecnico ha rappresentato una naturale evoluzione delle riflessioni teoriche, che hanno assunto una dimensione operativa. L’architetto Federica Cevasco ha illustrato un approccio progettuale centrato sulla qualità dello spazio e sulle relazioni sociali alla luce di due concetti chiave adottati dallo Studio AMDL Circle: Reinventing heritage e Architectural revitalization. L’architetto Gian Carlo Magnoli Bocchi, titolare dello Studio Magnoli & Associati, ha presentato l’«indice di trasformabilità», strumento di analisi multivariata per valutare la fattibilità degli interventi in un’area data mettendoli in ordine di priorità. L’ingegner Maurizio Erbicella ha infine riportato l’attenzione sulle dinamiche demografiche, evidenziando la necessità di politiche differenziate tra territori che tengano conto non solo dell’invecchiamento della popolazione, ma anche della dimensione multiculturale e della “restanza”, ovvero della capacità di un territorio di indurre chi vi è nato a restarvi.
Il confronto si è quindi spostato sul piano politico, ove le questioni emerse nel corso della mattinata hanno trovato una prima risposta. Il Viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Edoardo Rixi ha definito il quadro delle urgenze e delle risorse disponibili. «Circa 6,5 miliardi di euro devono tradursi in interventi efficaci, misurabili e duraturi» ha dichiarato, collegando rigenerazione urbana e sviluppo infrastrutturale per la competitività del Paese.
A partire da questa base, il dibattito si è sviluppato lungo direttrici complementari. Il Vicepresidente della Camera Fabio Rampelli ha richiamato il valore della bellezza come diritto sociale e come elemento imprescindibile delle politiche urbane. L’On. Pino Bicchielli ha posto l’accento su un approccio alla rigenerazione orientato alla prevenzione, indicando la necessità di superare approcci emergenziali al dissesto idrogeologico e al rischio sismico. Il Sen. Andrea De Priamo ha evidenziato il legame tra recupero urbano e sicurezza, mentre il Sen. Nicola Irto ha ribadito l’urgenza di un quadro normativo nazionale capace di superare la frammentazione esistente. Sul piano operativo, l’On. Erica Mazzetti ha sottolineato il ruolo dei professionisti per una progettazione di qualità e del partenariato pubblico-privato, mentre l’On. Patty L’Abbate ha proposto una visione integrata di urbanistica, energia e gestione delle risorse in un’ottica di sviluppo sostenibile. Il confronto ha registrato un’ampia convergenza istituzionale, confermando la centralità del tema nel dibattito nazionale.
La conclusione dei lavori è stata effettuata dal Presidente di Fondazione Inarcassa Andrea De Maio, che ha ripreso i temi principali emersi nel corso della giornata e li ha collocati all’interno di un quadro complessivo. «L’Italia parla di rigenerazione da un decennio, ma resta bloccata da una paralisi operativa» ha dichiarato, richiamando l’urgenza di interventi concreti. De Maio ha ribadito il ruolo di ingegneri e architetti nel supportare le politiche pubbliche, affermando: «Come Fondazione Inarcassa, mettiamo le nostre competenze a disposizione della politica» per evitare consumo del suolo e attuare interventi coerenti con gli approcci europeo e nazionale: «Recuperare l’esistente è l’unica via per garantire sicurezza e coesione del Paese».
Il Manifesto della Rigenerazione Urbana presentato da Fondazione Inarcassa a conclusione dei lavori rappresenta la sintesi operativa dell’intero confronto. Il documento individua sei priorità: una legge quadro nazionale per superare la frammentazione normativa, una cabina di regìa unica per coordinare fondi e interventi, una ribadita centralità della qualità progettuale, una politica premiale stabile e pluriennale, la semplificazione e digitalizzazione delle procedure e il rafforzamento del partenariato pubblico-privato.
Nel confronto sviluppato a Taranto è emerso con chiarezza il ruolo di Fondazione Inarcassa, che si è posta non solo come soggetto promotore di una riflessione qualificata sulla rigenerazione urbana, ma anche come attore capace di costruire connessioni tra livelli strategici e operativi diversi, di tradurre il sapere tecnico in proposte politiche e di offrire una visione coerente e strutturata in un contesto ancora frammentato.
La giornata si è quindi conclusa con un messaggio chiaro: la rigenerazione urbana non riguarda soltanto la trasformazione fisica delle città, ma interpella la capacità del Paese di ripensare sé stesso. In questo processo il contributo della Fondazione, indica una traiettoria chiara: orientamento alla prevenzione, qualità progettuale e responsabilità condivisa sono i fondamenti di una nuova politica della rigenerazione urbana.
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Da sinistra: Ing. Lorenzo Daniele De Fabrizio, Consigliere Fondazione Inarcassa; Ing. Andrea De Maio, Presidente Fondazione Inarcassa; On. Erica Mazzetti, Commissione Ambiente della Camera; Arch. Marina Martinotti, Presidente Ordine Architetti di Vercelli; Arch. Beniamino Visone, Consigliere Fondazione Inarcassa; Arch. Bruna Gozzi, Vicepresidente Fondazione Inarcassa; Prof.ssa Sabina Addamiano, Università degli Studi Roma Tre.

Da sinistra: Ing. Lorenzo Daniele De Fabrizio, Consigliere Fondazione Inarcassa; Ing. Andrea De Maio, Presidente Fondazione Inarcassa; On. Erica Mazzetti, Commissione Ambiente della Camera; Arch. Marina Martinotti, Presidente Ordine Architetti di Vercelli; Arch. Beniamino Visone, Consigliere Fondazione Inarcassa; Arch. Bruna Gozzi, Vicepresidente Fondazione Inarcassa; Prof.ssa Sabina Addamiano, Università degli Studi Roma Tre.

On. Erica Mazzetti, Commissione Ambiente della Camera.

Seconda Giornata sulla Rigenerazione Urbana - Taranto, 27 marzo 2026

Prof.ssa Sabina Addamiano, moderatrice dell'evento.

Don Antonio Panico, in rappresentanza dell’Arcivescovo Metropolita di Taranto S.E.R. Mons. Ciro Miniero.

Don Antonio Panico, in rappresentanza dell’Arcivescovo Metropolita di Taranto S.E.R. Mons. Ciro Miniero.

Annamaria Bonomo, giurista dell’Università degli Studi di Bari.

Da sinistra: Arch. Gian Carlo Magnoli Bocchi, studio Magnoli & Associati; Arch. Bruna Gozzi, Vicepresidente Fondazione Inarcassa; On. Patty L'Abbate, Commissione Ambiente della Camera; Ing. Maurizio Erbicella, studio Erbicella; On. Erica Mazzetti, Commissione Ambiente della Camera; Ing. Andrea De Maio, Presidente Fondazione Inarcassa; Marina Leuzzi, Assessore all'Urbanistica e alla Casa della Regione Puglia.

Prof.ssa Annamaria Bonomo, giurista dell’Università degli Studi di Bari.
Prof.ssa Annamaria Bonomo, giurista dell’Università degli Studi di Bari.

Giovanni Patronelli, Assessore con deleghe Urbanistica, Demanio marittimo, Riqualificazione urbana per i quartieri, le coste ed il litorale. Mobilità.

Luca Maiorano, Presidente Provincia di Taranto.

Luca Maiorano, Presidente Provincia di Taranto.

Marina Leuzzi, Assessore all'Urbanistica e alla Casa della Regione Puglia.

Marina Leuzzi, Assessore all'Urbanistica e alla Casa della Regione Puglia.

Paolo Bruni, Presidente Ordine Architetti PPC di Taranto.

Andrea De Maio, Presidente Fondazione Inarcassa.

Andrea De Maio, Presidente Fondazione Inarcassa.

Da sinistra: Annamaria Bonomo, giurista dell’Università degli Studi di Bari; Giovanna Mangialardi, Urbanista Politecnico di Bari, Bruna Gozzi, Vicepresidente Fondazione Inarcassa, Sabina Addamiano, moderatrice dell'evento.

Da sinistra: Annamaria Bonomo, giurista dell’Università degli Studi di Bari; Giovanna Mangialardi, Urbanista Politecnico di Bari, Bruna Gozzi, Vicepresidente Fondazione Inarcassa, Sabina Addamiano, moderatrice dell'evento.

Bruna Gozzi, Vicepresidente Fondazione Inarcassa.

Bruna Gozzi, Vicepresidente Fondazione Inarcassa.

Seconda Giornata sulla Rigenerazione Urbana - Taranto, 27 marzo 2026.

Bruna Gozzi, Vicepresidente Fondazione Inarcassa.

Domenica Costantino, Presidente del Centro Interdipartimentale del Politecnico di Bari.

Giovanna Mangialardi, Urbanista Politecnico di Bari.

Paolo La Greca, Presidente CeNSU, Universitò degli Studi di Catania.

Annamaria Bonomo, Giurista, Università degli Studi di Bari.

Da sinistra: Federica Cevasco, Architetto, Studio AMDL Circle; Gian Carlo Magnoli Bocchi, Architetto, Studio Magnoli & Associati; Maurizio Erbicella, Ingegnere, Studio Erbicella; Sabina Addamiano, moderatrice dell'evento.

Gian Carlo Magnoli Bocchi, Architetto, Studio Magnoli & Associati.

Gian Carlo Magnoli Bocchi, Architetto, Studio Magnoli & Associati.

On. Pino Bicchielli, Presidente Commissione Parlamentare di Inchiesta Rischio Idrogeologico e Sismico, Commissione Cultura della Camera.

On. Erica Mazzetti, Commissione Ambiente della Camera.

Sen. Andrea De Priamo, Commissione Ambiente del Senato.

Sen. Nicola Irto, Commissione Ambiente del Senato.

On. Patty L'Abbate, Commissione Ambiente della Camera.

On. Patty L'Abbate, Commissione Ambiente della Camera.

On. Fabio Rampelli, Vicepresidente della Camera.

Andrea De Maio, Presidente Fondazione Inarcassa.

Andrea De Maio, Presidente della Fondazione Inarcassa.