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    10 Luglio 2013 Centro Congressi Torino Incontra Via Nino Costa 8, Torino  Sala Giolitti h. 9.30 La Camera di commercio di Torino, in collaborazione con Unioncamere Piemonte, organizza una giornata informativa sul Programma comunitario CIP- Eco- Innovation, dedicato alla diffusione in Europa di tecnologie, modalità di gestione, processi, prodotti e servizi innovativi che contribuiscano a ridurre l’impatto ambientale e ad ottimizzare l’uso delle risorse. L’evento vedrà la presentazione da parte del Ministero dell’Ambiente – in qualità di National Contact Point (NCP) del programma – del bando Eco-innovation 2013, con le relative caratteristiche, e da un pre-screening progettuale rivolto alle aziende interessate a partecipare alla Call 2013. La partecipazione è gratuita previa registrazione entro il 9 luglio 2013 on-line su: www.promopoint.to.camcom.it/ecoinnovation2013 Nel pomeriggio è prevista la possibilità di colloqui individuali su appuntamento con il referente NCP, al quale potranno essere presentate le proprie idee progettuali. Dato il tempo limitato, verranno prese in considerazione solo le prime 8 proposte pervenute  già strutturate e dirette ai temi del bando. A quanti richiederanno un appuntamento all’indirizzo innovazione.tecnologica@to.camcom.it verrà inviata la scheda di sintesi dell’idea progettuale da compilare e restituire secondo le modalità specificate nell’invio. Scarica il Programma EcoInnovation  
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    Illegittimo l’affidamento diretto di un appalto pubblico, senza previa gara, mediante il quale due enti pubblici istituiscono tra loro un contratto che non abbia il fine di garantire l’adempimento di una funzione di servizio pubblico comune agli enti medesimi, non sia retto unicamente da considerazioni ed esigenze connesse al perseguimento di obiettivi d’interesse pubblico, oppure sia tale da porre un prestatore privato in una situazione privilegiata rispetto ai suoi concorrenti. A distanza di 8 mesi dalla pronuncia della Corte Europea (Sentenza 19 dicembre 2012, causa C-159/11), arriva la sentenza del Consiglio di Stato (Sentenza n. 3849 del 15 luglio 2013) in merito la legittimità di un contratto stipulato tra due Enti pubblici con il quale veniva affidato l’incarico di studio e valutazione della vulnerabilità sismica di strutture ospedaliere, da eseguirsi alla luce delle recenti normative nazionali emanate in materia di sicurezza delle strutture ed in particolare degli edifici strategici, con un corrispettivo di 200.000 euro al netto di Iva. I giudici di Palazzo Spada hanno confermato una precedente pronuncia del Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia (sentenza Sez. Staccata di Lecce, Sezione II n. 00416/2010) che aveva accolto il ricorso presentato da Ordini, Associazioni professionali e imprese di ingegneria che avevano ritenuto che il contratto stipulato tra i due enti sostanziasse un affidamento diretto di un appalto pubblico di servizio ricadente nel perimetro di applicazione delle norme sull’evidenza pubblica comunitaria ed interna, ed in particolare di un contratto avente ad oggetto prestazioni qualificabili come servizi di ingegneria. Il Tar aveva, infatti, disatteso le difese degli enti resistenti volte a sostenere la legittimità del contratto, in quanto avente ad oggetto attività di ricerca scientifica e consulenza tecnica esercitabile dalle università nei confronti di enti pubblici in virtù di contratti o convenzioni e quindi riconducibile allo schema degli accordi tra pubbliche amministrazioni ai sensi dell’art. 15 l. n. 241/1990. Il Consiglio di Stato ha affermato che qualora un’amministrazione si ponga rispetto all’accordo come operatore economico, prestatore di servizi e verso un corrispettivo anche non implicante il riconoscimento di un utile economico ma solo il rimborso dei costi, non è possibile parlare di una cooperazione tra enti pubblici per il perseguimento di funzioni di servizio pubblico comune, ma di uno scambio tra i medesimi. Secondo i giudici del CdS, il contratto oggetto della disputa “non contiene una” disciplina” di attività comuni agli enti, ma compone un contrasto di interessi tra l’ente pubblico che, da un lato, grazie all’attività scientifica da essa istituzionalmente svolta, offre prestazioni di ricerca e consulenza deducibili in contratti di appalto pubblico di servizi e l’ente che, conformandosi a precetti normativi, domanda tali prestazioni, in quanto strumentali allo svolgimento dei propri compiti di interesse pubblico. Il tutto secondo la logica dello scambio economico suggellata dalla previsione di un corrispettivo, calcolato secondo il criterio del costo necessario alla produzione del servizio e dunque in perfetta aderenza allo schema tipico dei contratti di diritto comune ex art. 1321 cod. civ. Ne consegue che lo strumento impiegato è estraneo alla logica del coordinamento di convergenti attività di interesse pubblico di più enti pubblici, ma vede uno di questi fare ricorso a prestazioni astrattamente reperibili presso privati”. Il commento dell’OICE. Particolare soddisfazione viene espressa dal vice presidente vicario OICE, Luigi Iperti: “Il Consiglio di Stato, chiarisce con estrema precisione che se una determinata attività può essere svolta da soggetti operanti sul mercato non può essere oggetto di accordi tra amministrazioni laddove sia previsto un corrispettivo a favore di una delle amministrazioni e se l’attività non sia oggetto di interesse comune. Siamo particolarmente soddisfatti che si sia finalmente affermato un principio sacrosanto e cioè che, soprattutto in tempi come questi, la logica della concorrenza e del mercato debba sempre prevalere nell’interesse pubblico al contenimento della spesa pubblica e alla migliore qualità, frutto necessariamente di un confronto concorrenziale”. Importante, per l’OICE, è la ridefinizione dei limiti degli accordi fra Amministrazioni: “La norma della legge 241/90 – ha continuato Luigi Iperti – può essere utilizzata soltanto quando vi sia un interesse realmente in comune fra due amministrazioni e non sia previsto un corrispettivo; questo dicono sia il Tar, sia la Corte di giustizia, sia il Consiglio di Stato; in tutti gli altri casi occorre fare ricorso al mercato ed esperire una gara pubblica, sia sotto sia sopra soglia comunitaria. Sulla base di questo principio è nostro auspicio che sia dato un taglio netto alla pratica degli affidamenti diretti e in house che, spesso, prevedono prezzi del tutto fuori mercato e senza alcuna garanzia qualitativa. L’OICE, dopo questa importante vittoria non mancherà di monitorare che la sentenza sia rispettata su tutto il territorio nazionale”. Visualizza la sentenza.  
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    Abbattere e ricostruire un intero isolato di Modena Ovest con l’obiettivo di costruire in altezza 250 nuovi appartamenti, liberando spazi verdi per 9 mila metri quadrati e creando strutture per la socialità come residenze protette con servizi per anziani, nido di quartiere e sale comunitarie. E’ questo l’obiettivo di un progetto pilota di edilizia low cost che promette di fare da apripista per il settore e che è stato presentato nel corso del convegno Sostituire per vivere. La cultura del nuovo abitare, svoltosi a Roma lo scorso 7 novembre e organizzato da Aniem, l’associazione nazionale delle imprese di costruzioni e dalla Fondazione. Moderati da Andrea Pancani, sono intervenuti: Dino Piacentini, Presidente Aniem; Andrea Tomasi, presidente Fondazione Architetti e ingegneri liberi professionisti iscritti Inarcassa; Mario Lucenti, Direttore Confimi Impresa Modena ed Enrico Puccini, Politiche Abitative del Comune di Roma. “Si tratta di offrire una diversa qualità di vita alle famiglie e mutare il rapporto con il proprio habitat”, ha spiegato Dino Piacentini, Presidente Aniem.  “Grazie a questo intervento, per esempio, il costo energetico sarà più che dimezzato e il valore dell’immobile quasi raddoppiato: da 1300 euro a 2300 al metro quadro. “In tutto questo, i vecchi proprietari, pagando una quota di 30-40 mila euro riavranno l’equivalente del loro vecchio alloggio molto migliorato”. “Ovviamente serve una risposta dal territorio”, precisa Piacentini, “ come accordi con gli enti pubblici per accogliere l’iniziativa, incentivi per le riqualificazioni, credito agevolato, bonus energetici erogati con crediti stabili e affidabili. Ma soprattutto tempi rapidi e certi per le autorizzazioni e le pratiche”. “Quello di Modena è un progetto sperimentale con una forte componente sociale – ha dichiarato Andrea Tomasi, presidente della Fondazione - che può essere definito un primo tassello importante di un processo più ampio di riqualificazione urbana e di miglioramento della qualità del vivere la città che viene comunemente definita rigenerazione urbana.  
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    Massiccia partecipazione all’incontro dibattito dal titolo “Strumenti e modalità di supporto all’esercizio della libera professione di architetti e ingegneri” il 12 novembre scorso a Viterbo. Architetti e ingegneri insieme per discutere di lavoro libero professionale. Opportunità di confronto e discussione che coincide con la presentazione, per la prima volta a Viterbo, della Fondazione Architetti e Ingegneri liberi professionisti, costituita per iniziativa di Inarcassa (Cassa nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli ingegneri ed architetti liberi professionisti), destinata alla tutela, promozione, sviluppo e sostegno degli ingegneri ed architetti che svolgono la libera professione in forma esclusiva. Nella sala Cunicchio della Camera di commercio, gremita di oltre 100 professionisti, si è illustrato un piano d’interventi che coinvolgerà l’intero territorio nazionale sugli “Strumenti e modalità di supporto all’esercizio della libera professione di architetti e ingegneri”. Presenti al tavolo dei relatori: Arch. Andrea Tomasi, presidente della Fondazione Ingegneri e Architetti liberi professionisti, Arch. Paola Muratorio, Presidente del Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Ingegneri ed Architetti Liberi Professionisti, e moderatore l’Arch. Tommaso Ajena, Libero professionista della provincia di Viterbo. Gli architetti e gli ingegneri, che vivono, solo ed esclusivamente, di lavoro libero professionale, chiedono al governo: la riqualificazione strutturale, energetica e architettonica del patrimonio edilizio esistente, la completa ristrutturazione delle infrastrutture urbane ed extraurbane, il riuso o la sostituzione del costruito esistente dismesso, la demolizione del costruito abusivo, il recupero e la valorizzazione del paesaggio. Non solo. Tra gli interventi necessari si elencano anche la reale razionalizzazione dell’uso delle fonti non rinnovabili, l’incentivazione degli investimenti privati, la razionalizzazione degli iter autorizzativi e lo snellimento delle procedure. “L’obiettivo della Fondazione  – ha spiegato nel corso dell’incontro Andrea Tomasi – è proprio quello di creare una presenza della categoria di coloro che vivono di sola libera professione; nata nel 2012 dalla considerazione che “non c’è previdenza se non c’è lavoro, quindi alla Fondazione il compito di occuparsi a 360° di tutte le tematiche del lavoro dell’architetto e dell’ingegnere. In questo breve periodo le attività messe in campo sono numerose, ultimo nel tempo la sottoscrizione di un protocollo d’intesa con la Città della Scienza, la scorsa settimana, per bandire un concorso di progettazione finalizzato alla completa ricostruzione del Science Center dolosamente bruciato nella primavera di quest’anno; uno stimolo, questo, che oltre a costituire un concreto e significativo aiuto per questa importante struttura internazionale, consentirà anche di dimostrare la capacità professionale degli architetti e degli ingegneri italiani. “L’obiettivo che si è prefissato Inarcassa – ha aggiunto l’architetto Paola Muratorio, Presidente di Inarcassa -  è quello di stare vicino ai propri associati. Con questa Fondazione vogliamo pensare al futuro di tutti i liberi professionisti, soprattutto quelli più giovani e cercare di dare un contributo concreto in questo momento di fortissima crisi per la nostra categoria. E’ importante che il Governo individui le direttrici portanti per la ripresa dell’economia del nostro Paese, direttrici che dovranno contemplare il mondo delle infrastrutture e il mondo delle costruzioni. Tutte le risorse dovranno essere concentrate su questi obiettivi. Purtroppo la concorrenza selvaggia basata sul prezzo e non sulla qualità, come in altri paesi europei intelligentemente è stato fatto, hanno determinato situazioni insostenibili e in certa misura allarmanti. Si pensi che in Italia vi sono un totale di 1.500 milioni di euro di opere non realizzate perché i progetti erano sbagliati. Fondazione si sta facendo conoscere e punta a creare su tutto il territorio nazionale delle sezioni di lavoro e Viterbo ne è il primo esempio. Le immagini.  
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    E’ online il nuovo Participant Portal del Programma Horizon 2020 in materia di ricerca e innovazione con i nuovi bandi aperti e in uscita nei prossimi mesi. Per approfondire accedi alla parte riservata del sito.  
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    Incontri bilaterali Business-to-Business (B2B) nel settore commerciale del legno e dell’arredamento Data: Valencia (Spagna), 11-14 febbraio 2014. Partecipazione gratuita con obbligo di registrazione entro il 31 gennaio. Link: http://www.b2match.eu/fimma-maderalia2014 http://www.b2match.eu/light-bath2014  
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    La Fondazione Architetti Ingegneri Liberi Professionisti iscritti Inarcassa ha deliberato la concessione del Patrocinio alla “Quinta giornata nazionale per la sicurezza nei cantieri” prevista a Roma il 27 marzo 2014 ed organizzata da Federarchitetti. Scarica il programma.  
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    Evento Informativo sul bando 2014 di prossima pubblicazione del Programma Congiunto AAL (Ambient Assisted Living) nel settore della domotica 16-17 aprile 2014, Bruxelles. Possibilità di seguire via internet l’evento. Info su:  http://www.aal-europe.eu/aal-jp-call-2014-info-day-and-consortium-building/
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    Auditorium ANCE via Giuseppe Antonio Guattani 16 Roma / 19 giugno 2014 h. 17.00 IN/ARCH e Limes avviano con questo incontro una prima riflessione sul legame tra architettura nostrana, presenza delle grandi imprese italiane nel mondo e trasformazione del modello del distretto industriale. Dopo aver iniziato a indagare sul ruolo dell’architettura nel sistema produttivo del nostro paese, con la partecipazione di IN/ARCH alla Biennale di Architettura 2012 e l’organizzazione della mostra “Le quattro stagioni del Made in Italy, da Adriano Olivetti alla green economy”, è adesso palpabile l’esigenza di approfondire e sviluppare il cammino della nostra architettura oltre i confini nazionali. Nella sfida globale della delocalizzazione delle attività produttive. Una competizione che aziende e imprese italiane affrontano senza rinunciare alla qualità del progetto architettonico Made in Italy. Un biglietto da visita questo impreziosito dal talento e dalla storia della nostra cultura. E ormai esibito non soltanto da grandi studi o firme d’autore ma anche da giovani professionisti e studi meno affermati. Il dialogo tra impresa e cultura, auspicato da Adriano Olivetti, è oggi più attuale che mai. Riprenderlo e svilupparlo ancora è il nostro obiettivo principale per affermare il prodotto italiano nel nuovo ciclo economico dominato dalla globalizzazione dei mercati. Scarica il programma