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  • I Criteri Ambientali Minimi (CAM) rappresentano oggi uno strumento essenziale per integrare la sostenibilità ambientale nei processi di progettazione e realizzazione delle opere pubbliche. Per architetti e ingegneri, la conoscenza e l’applicazione dei CAM costituiscono un ambito di competenza strategico, capace di orientare la professione verso modelli innovativi, responsabili e coerenti con gli obiettivi della transizione ecologica. Nel quadro del proprio impegno a favore della formazione continua e della competitività dei professionisti, la Fondazione Inarcassa promuove il webinar formativo “CAM: Criteri Ambientali Minimi – Affrontare le sfide, cogliere le opportunità”, in programma giovedì 13 novembre dalle ore 14:30 alle 18:00. L’iniziativa offrirà un quadro operativo e aggiornato sull’applicazione dei CAM negli appalti pubblici, con approfondimenti dedicati ai riferimenti normativi, alle responsabilità professionali e alle modalità più efficaci per integrare i criteri ambientali nei processi di progettazione. L’apertura dei lavori sarà affidata all’Avv. Gianfranco Carcione, Segretario Generale della Fondazione Inarcassa, che introdurrà i temi centrali dell’incontro e il valore della sostenibilità come leva per la crescita delle competenze professionali.  Seguiranno gli interventi dell’Arch. Nunzia Coppola, Coordinatore della Commissione Ambiente, Transizione Ecologica e Criteri Ambientali Minimi dell’Ordine degli Architetti PPC di Napoli e Provincia, che illustrerà le strategie del Green Public Procurement e il ruolo dei CAM nel miglioramento della qualità progettuale, del Dott. Luca Ceschini, Account Executive di Assigeco S.r.l., che presenterà le modalità operative per garantire la conformità ai requisiti ambientali, e dell’Avv. Anna Berra dello Studio BC, che analizzerà le responsabilità civili e penali dei tecnici nel quadro della normativa vigente. I lavori si concluderanno con l’intervento dell’Arch. Giuseppe V. Pulvirenti, Project Manager di Habitech, dedicato alle prospettive di crescita professionale legate alla figura dell’esperto CAM e ai principali protocolli di sostenibilità, tra cui BREEAM, LEED, Envision e il protocollo ACCREDIA per la certificazione delle competenze dei liberi professionisti. Il webinar rappresenta un’importante occasione di aggiornamento per architetti e ingegneri che intendono consolidare le proprie competenze in materia di sostenibilità e rafforzare la competitività nel settore della progettazione pubblica. Per consultare il programma completo e iscriversi al webinar, è possibile accedere al link seguente: https://fondazioneinarcassa.it/it/cam-criteri-ambientali-minimi-affrontare-sfide-cogliere-opportunita
  • La crescente attenzione verso la responsabilità professionale dei tecnici e le più recenti evoluzioni normative nel settore edilizio rendono oggi indispensabile un costante aggiornamento per architetti e ingegneri liberi professionisti. Le implicazioni penali legate al Superbonus 110% e le modifiche introdotte dalla riforma Cartabia rappresentano due ambiti di particolare rilevanza per i professionisti impegnati nella progettazione, nella direzione dei lavori e nella consulenza tecnica. Per approfondire questi temi, Fondazione Inarcassa promuove il webinar formativo “Responsabilità penali nel Superbonus 110% e novità introdotte dalla riforma Cartabia”, in programma venerdì 7 novembre 2025, dalle ore 15:00 alle 18:00. L’evento offrirà ai partecipanti un quadro chiaro e aggiornato delle più significative pronunce della Suprema Corte di Cassazione e delle novità legislative che interessano direttamente l’attività dei professionisti tecnici. Nel primo modulo, a cura del Dott. Giulio Borella, saranno analizzate alcune sentenze penali della Corte di Cassazione (Cass. 40485/2022, 42012/2022, 12364/2023, 28064/2024), che hanno fornito le prime coordinate interpretative in tema di responsabilità connessa al Superbonus 110%. Il Superbonus, introdotto il 19 maggio 2020 dal Governo Conte, nasce come misura di incentivazione edilizia ed economica volta alla riqualificazione energetica e alla ristrutturazione del patrimonio edilizio. Al centro di questo meccanismo si colloca la figura del tecnico, chiamato a svolgere un ruolo determinante nelle attività di due diligence: dall’analisi dello stato legittimo e delle tolleranze costruttive, alla gestione delle pratiche di regolarizzazione degli immobili, fino alla redazione del computo metrico e all’asseverazione della congruità delle spese, sulla base dei prezziari ministeriali. Negli ultimi anni, i controlli amministrativi e fiscali hanno portato all’apertura di procedimenti penali nei confronti di committenti, imprese e professionisti, nei quali la Corte di Cassazione ha chiarito diversi aspetti della responsabilità penale del tecnico. Durante il webinar, dopo una breve introduzione sui principi fondamentali del diritto penale, verranno presentati i contenuti delle principali pronunce, con una sintesi ragionata degli orientamenti giurisprudenziali emersi. Il secondo modulo, affidato all’Arch. Michela Marchi, sarà dedicato alla riforma Cartabia (D.Lgs. n. 149/2022) e alle sue ricadute sul processo di esecuzione forzata, in particolare per quanto riguarda i compiti e le responsabilità dell’esperto e del custode giudiziario. Le modifiche introdotte dal decreto, seppur circoscritte, hanno avuto conseguenze significative, dando origine a nuovi casi di contenzioso e richieste risarcitorie nei confronti degli organi della procedura. Nel corso dell’incontro sarà analizzato un caso reale, utile a comprendere i presupposti giuridici delle azioni e le misure di tutela per i professionisti coinvolti. L’iniziativa si inserisce nel percorso di formazione continua promosso da Fondazione Inarcassa, volto a fornire agli iscritti strumenti aggiornati per affrontare con competenza e consapevolezza le responsabilità tecniche e giuridiche che caratterizzano l’attività professionale nel settore edilizio. Per consultare il programma completo e iscriversi al webinar, è possibile accedere al link seguente: https://fondazioneinarcassa.it/it/responsabilita-penali-nel-superbonus-110-novita-introdotte-dalla-riforma-cartabia
  • In un mercato dei servizi professionali in continua evoluzione, caratterizzato da dinamiche sempre più complesse e da una crescente concorrenza – anche da parte di soggetti esteri – risulta essenziale per l’Italia favorire strumenti di aggregazione tra liberi professionisti che garantiscano qualità, competitività, sostenibilità e tutela del lavoro. Le Società tra Professionisti (StP), introdotte nell’ordinamento con la Legge di Stabilità 2012 con l’intento di consentire la collaborazione strutturata tra professionisti iscritti agli Ordini, rappresentano il modello giuridico più coerente con i principi di autonomia, responsabilità personale e continuità previdenziale su cui si fonda la libera professione tecnica. Tuttavia, a oltre un decennio dalla loro istituzione, la diffusione delle StP rimane marginale, a causa di un quadro normativo incompleto, di disallineamenti fiscali e civilistici e di una sostanziale disparità di trattamento rispetto ad altre forme societarie come le Società di Ingegneria. Tale situazione ha generato un doppio effetto negativo: da un lato, ha disincentivato l’aggregazione tra professionisti, favorendo l’atomizzazione della professione e la precarizzazione dei soggetti più fragili (giovani, donne, neoiscritti); dall’altro, ha indebolito la tenuta del sistema previdenziale privato, fondato sulla partecipazione attiva degli iscritti agli Ordini professionali. Per questo motivo, la Fondazione Inarcassa ha avanzato una serie di proposte concrete, mirate a eliminare le penalizzazioni fiscali e incentivare la costituzione e la trasformazione in StP, garantire certezza del diritto e pieno riconoscimento della responsabilità limitata nelle StP di capitali, favorire investimenti e processi aggregativi attraverso misure analoghe a quelle previste per le start-up innovative, e ristabilire l’equità concorrenziale tra le diverse forme societarie che operano nel medesimo mercato. L’adeguamento normativo delle StP non è soltanto una questione tecnica, ma una scelta strategica per il futuro del lavoro autonomo, per la valorizzazione del capitale umano e professionale nazionale e per la salvaguardia di un sistema previdenziale che si regge sulla partecipazione attiva e qualificata dei liberi professionisti italiani. Di questi argomenti si è discusso nel corso del tavolo di lavoro "Tra aggregazione e fiscalità, quale futuro per le professioni?", promosso dalla Fondazione Inarcassa, che si è tenuto lo scorso 21 ottobre, presso il CNEL. "Sebbene le nostre categorie siano in possesso di competenze elevate e di responsabilità rilevanti per la tutela dell’interesse pubblico - ha spiegato il Presidente della Fondazione, ing. Andrea De Maio - basti pensare alla sicurezza degli edifici, alla rigenerazione urbana, alla transizione energetica e digitale, rischiano di affrontare, di qui ai prossimi anni, una crisi di sistema che ne mette a rischio il futuro. Oggi, parlare di aggregazione e di fiscalità non può prescindere da una presa d’atto: il modello individuale e frammentato della professione sta mostrando tutti i suoi limiti e la libera professione, così come strutturata, non garantisce più continuità, redditività, né attrattività per i giovani". "Abbiamo condotto un’indagine presso i nostri iscritti - ha proseguito De Maio - che conferma il forte interesse dei colleghi verso l’aggregazione, ma anche che vi sono barriere, di natura fiscale e giuridica che la ostacolano. Uno studio europeo da noi commissionato a GEIE - CBE dimostra come il concetto di autonomia patrimoniale perfetta delle StP sia già consolidato in altri Paesi UE, mentre in Italia resta ancora incerto. Chiediamo quindi equità fiscale tra soggetti individuali e aggregati con la modifica normativa che permetta ai soci delle StP di accedere al regime fiscale agevolato (forfettario), rimuovendo l’attuale causa di esclusione prevista dalla legge 190/2014. Inoltre, chiediamo il riconoscimento dell’autonomia patrimoniale perfetta alle StP, attraverso una modifica del Codice Civile, per chiarire che anche le StP costituite in forma di Società di Capitale godono della piena autonomia patrimoniale. Questo - ha concluso il Presidente - permetterebbe di tutelare i soci, favorire gli investimenti e ridurre il divario rispetto alle società di ingegneria, oggi più tutelate e competitive". "Parlare oggi di competitività delle professioni - ha spiegato Sandra Savino, Sottosegretario al Ministero dell'Economia e delle Finanze intervenuta all'evento - significa parlare del futuro dell’economia reale italiana. Le professioni tecniche rappresentano la spina dorsale di un paese che vuole crescere con responsabilità, innovazione e qualità. Aggregarsi oggi non è solo una scelta di efficienza ma un vero strumento di competitività e in questa direzione la Legge di Bilancio 2026 prevede una serie di strumenti e priorità strategici. Le disparità fiscali e normative ancora oggi penalizzano le forme di aggregazione professionale; il ministero guarda con attenzione il lavoro della Fondazione Inarcassa, sia in vista dei prossimi passaggi della Legge di Bilancio, sia in funzione dei prossimi interventi normativi. Sul fronte della fiscalità stiamo valutando forme di incentivo e regimi agevolati che possano favorire le reti di studio e le società tra professioni, riconoscendone il ruolo economico e sociale". "La vita delle professioni oggi è in forte trasformazione, per affrontarla occorre un cambiamento culturale". Così ha commentato Erika Stefani della 2° Commissione Giustizia al Senato (Lega) che ha proseguito: "il libero professionista per essere competitivo oggi ha bisogno di aggregarsi ma per farlo è necessario che cambi il modo in cui guarda alla professione senza perdere il rapporto diretto con i propri clienti". Secondo Vito De Palma, della VI Commissione Finanze alla Camera (FI) "quando parliamo di STP parliamo di un modello giuridico che è a mio avviso il futuro del lavoro autonomo. Le stp oggi, a distanza di 10 anni dalla loro creazione, sono un decimo delle società di ingegneria: troppi vincoli, poca chiarezza e una fiscalità che premia l’individualità invece dell’aggregazione. È urgente correggere l’esclusione delle STP dal regime fortettario: è un principio di equità che va di pari passo con la competitività. Se renderemo il modello della STP uno strumento semplice, sicuro e conveniente, daremo ai nostri professionisti delle opportunità di crescita". All'evento è intervenuto anche Mario Turco - componente 6ª Commissione Finanze: "quella della professione è oggi un’attività individuale e dobbiamo favorire il passaggio alle forme aggregate per far fronte al principale problema che è la concorrenza. Innanzitutto, abbiamo necessità di uniformare gli ordinamenti normativi e fiscali che oggi favoriscono le forme giuridiche societarie, lontane dalle prospettive del nostro paese. Come forza politica vorremmo l’allineamento del regime fiscale anche per incentivare l’ingresso dei giovani nelle STP, riconoscendo loro le stesse agevolazioni che ci sono per i lavoratori autonomi. Per fronteggiare la concorrenza internazionale, tema che diventerà sempre più stringente da qui a 5 anni, è fondamentale ci sia anche una equiparazione sul tema delle agevolazioni sugli investimenti, sulla governance e sulla burocrazia contabile, favorendone la semplificazione". Scarica il programma completo Per rivedere l'evento clicca qui Leggi il comunicato stampa Scarica la rassegna stampa Andrea DE MAIO Presidente Fondazione Inarcassa   Erika STEFANI 2° Commissione Giustizia - Senato (Lega); Bruna GOZZI - Vice Presidente Fondazione Inarcassa Paola CARELLO avvocato Consiglio Nazionale Forense; Vito DE PALMA VI Commissione Finanze – Camera (FI); Erika STEFANI 2° Commissione Giustizia - Senato (Lega); Bruna GOZZI - Vice Presidente Fondazione Inarcassa
  • Le opportunità di finanziamento messe a disposizione dall’Unione Europea stanno assumendo un ruolo sempre più strategico per architetti e ingegneri. Accedere ai fondi comunitari significa poter sviluppare progetti innovativi e rafforzare la competitività professionale, ma richiede competenze specifiche e una conoscenza aggiornata delle politiche europee e dei programmi di investimento in corso. Per supportare i professionisti in questo percorso, Fondazione Inarcassa, in collaborazione con Coopération Bancaire pour l’Europe – GEIE di Bruxelles, promuove l’evento formativo “Fondazione Inarcassa e CBE: come cogliere tutte le opportunità di finanziamento dall’Europa”, in programma mercoledì 8 ottobre 2025 dalle ore 15:30 alle 17:30. L’iniziativa rientra nell’ambito della convenzione stipulata con il CBE-GEIE e accompagna la diffusione della newsletter mensile “Opportunità dall’Europa”, già avviata dalla Fondazione per fornire agli iscritti un orientamento chiaro e strutturato tra bandi e occasioni offerte dall’Unione Europea. Durante il webinar saranno inoltre presentati i risultati del sondaggio attualmente in corso, volto a rilevare il livello di preparazione e l’interesse dei professionisti sugli strumenti della progettazione europea, insieme a un approfondimento sulle priorità della Commissione Europea, sul Quadro Finanziario Pluriennale e sui principali programmi di finanziamento comunitario. L’apertura dei lavori sarà affidata all’ing. Andrea De Maio, Presidente della Fondazione Inarcassa. Seguiranno gli interventi del dott. Alessandro Previtali, Business Development Manager – EU Affairs, e del dott. Fabrizio di Marcantonio, EU Project Manager – EU Affairs, che guideranno i partecipanti nell’analisi delle opportunità di finanziamento e degli strumenti operativi messi a disposizione dall’Unione Europea. Per consultare il programma completo e iscriversi al webinar è possibile accedere al seguente link: https://fondazioneinarcassa.it/it/fondazione-inarcassa-cbe-come-cogliere-opportunita-di-finanziamento-dalleuropa
  • Maurizio Boi, Amministratore delegato di Tecnolav Engineering srl e di TE.x srl. È autore del libro “Ingegneria elevato (n), Ingegneria del futuro o futuro dell’Ingegneria?”  Dell'aggregazione professionale ha fatto il punto di forza della sua attività, attraverso la costituzione di un consorzio (ECL Leonardo). "Nel 1994 inizia una nuova era a seguito dell'approvazione della legge Merloni sui lavori pubblici. Una legge che ha disposto nuove regole per l'acquisizione e per la progettazione delle commesse pubbliche. Il cambiamento fu radicale e la nostra intuizione - spiega l'ing. Boi - fu quella di ripensare il modello organizzativo degli studi d'ingegneria costituendo team di progettazione multidisciplinari. Furono anni difficili dedicati ad acquisire le qualificazioni e a riorganizzare lo studio professionale in forma imprenditoriale, necessaria per operare all'estero. Nel 1998 viene quindi costituita Tecnolav una delle prime società d'ingegneria italiane come forma giuridica. Con questa nuova forma societaria abbiamo iniziato a vincere gare di tutti i tipi: dalle strade alle ferrovie, alle metropolitane, ai teatri, alle riqualificazioni urbane e ambientali, agli ospedali. In pochi anni abbiamo progettato e diretto più 1000 opere pubbliche. Questa fu una vera e propria svolta. Nel 2015 iniziano però le nuove sfide. L'affiatamento del gruppo è sempre stato per noi un valore importante. Ma questo non era più sufficiente perché, il passo dei cambiamenti in campo tecnologico accelerava in maniera esponenziale, e la gestione della continua variabilità del mercato era diventata sempre più difficile. Divenne indispensabile adattarsi con molta rapidità a questi cambiamenti, ma il sistema organizzativo in essere era troppo rigido per risolvere problematiche tecnologiche sempre più complesse. Venne quindi costituita TE.x, la Startup che realizza la piattaforma collaborativa SCORE, acronimo di “Smart Collaborative Engineering”, dove un Core Team di sole 50 persone, per lo più project manager, gestisce una piattaforma di circa 1500 tra ingegneri, architetti e tecnici di ogni specializzazione provenienti da 40 paesi del globo. Questi tecnici vengono ingaggiati all'occorrenza in base alla loro specializzazione ed esperienza, cercando di realizzare il team ideale progetto per progetto. Una volta finito il progetto il team si scioglie. Questo è il modello organizzativo delle organizzazioni esponenziali adatto per gestire e competere a livello internazionale: la Cognitive Collaboration". Maurizio Boi è il protagonista di ArchiTalkIng di questo mese
  • Un sistema normativo squilibrato mette a rischio la sostenibilità della libera professione tecnica. È quanto emerge dallo studio che la Fondazione Inarcassa ha consegnato il 9 luglio, a Roma, al Viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto nel corso di un incontro dedicato alle criticità che gravano su ingegneri e architetti. Il documento, elaborato su base tecnico-giuridica, evidenzia una situazione in cui i professionisti dell’area tecnica subiscono responsabilità civili eccessive, affrontano oneri assicurativi sempre più gravosi e ricevono compensi non proporzionati alla complessità degli incarichi. La mancata distinzione tra responsabilità progettuali e vizi esecutivi obbliga i progettisti a rispondere solidalmente anche per difetti non di loro competenza. Il quadro è aggravato dall’incertezza sui termini di prescrizione e dalla frequente assimilazione giurisprudenziale al ruolo dell’appaltatore, con responsabilità decennali non direttamente legate alla progettazione. Secondo la Fondazione, questa situazione compromette l’equilibrio economico della professione e ne ostacola il ricambio generazionale. Lo studio propone tre direttrici d’intervento: revisione del principio di responsabilità solidale, estensione delle tutele dell’equo compenso a tutti i committenti, pubblici e privati, e obbligo di coperture assicurative postume a carico delle imprese esecutrici. Il Presidente della Fondazione Inarcassa, ing. Andrea De Maio, ha sottolineato che la combinazione di responsabilità sproporzionate e compensi non adeguati rende sempre più fragile l’accesso alla libera professione tecnica. L’incontro con il Viceministro è stato definito costruttivo, ma ora la priorità – secondo Fondazione Inarcassa – è tradurre le proposte in atti concreti. Scarica il comunicato stampa Scarica e leggi lo studio "Profili giuridici della responsabilità civile professionale di architetti e ingegneri"
  • La Fondazione Inarcassa è lieta di annunciare l'avvio del nuovo ciclo di webinar dal titolo "Consulenti Tecnici D'Ufficio: novità e prospettive a seguito del D.M. 4/8/2023, n. 109" che si terrà il 16 e il 23 maggio 2025, dalle ore 15:00 alle ore 18:00. L'iniziativa ha l'obiettivo di offrire un'analisi approfondita delle principali novità normative che riguardano i Consulenti Tecnici d'Ufficio (CTU), con particolare attenzione al nuovo Elenco Nazionale dei CTU, al ruolo del consulente tecnico e alle competenze necessarie per la gestione delle controversie.  Il primo modulo, che si terrà il 16 maggio 2025, sarà dedicato alla transazione della lite, all'iscrizione all'albo nazionale dei CTU e alle modalità operative per lo svolgimento dell'attività peritale. Durante il webinar, interverranno esperti del settore, tra cui l'avvocato Paola Carello, l'architetto Michela Marchi, CTU ed esperto stimatore del Tribunale di Vicenza e il dottore Giulio Borella, giudice presso il Tribunale di Rovigo. I relatori offriranno un'analisi completa sul ruolo del CTU all'interno del processo giuridico. Il secondo modulo, in programma per il 23 maggio, si concentrerà sulla consulenza tecnica in ambito civile e penale, con un approfondimento sulla conciliazione delle controversie e sulle strategie negoziali. Interverranno il Presidente della Fondazione Inarcassa, ingegnere Andrea De Maio, l'avvocato Fiammetta Modena, Capo della Segreteria del Viceministro Senatore Francesco Paolo Sisto, già Senatrice XVIII Legislatura, la dottoressa Camilla Menegoni, Sostituto Procuratore presso il Tribunale di Vicenza, e l'ingegnere Alessandro Paternò Raddusa, che approfondiranno rispettivamente le criticità degli onorari dei CTU, l'evoluzione normativa in materia di CTU, la consulenza penale e la conciliazione delle controversie. Per maggiori informazioni e per procedere con la registrazione al primo webinar, si invita a consultare la pagina di iscrizione, dove è disponibile il programma dettagliato del primo modulo e tutte le indicazioni necessarie per l'accesso all'evento.
  • Successivamente alla partecipazione del Presidente e del Consigliere arch. Martinelli al 4° tavolo di lavoro del “piano casa” promosso dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, la Fondazione Inarcassa è stata invitata a partecipare alla consultazione telematica lanciata volta a raccogliere da parte degli operatori del settore i contributi per il riordino e la semplificazione della disciplina in materia di edilizia e costruzioni. Su questo tema, già lo scorso anno, la Fondazione Inarcassa nell’ambito della partecipazione al Comitato Tecnico Scientifico dell'Intergruppo parlamentare "Progetto Italia. Lavori pubblici, edilizia e urbanistica", ha elaborato un documento di proposte nel quale, tra le diverse misure, ha fatto confluire anche la questione relativa alla responsabilità solidale del professionista. Tema quest’ultimo su cui la Fondazione Inarcassa ha, peraltro, promosso un approfondimento di carattere tecnico legislativo, in dirittura d’arrivo, al fine di sollecitare il legislatore a adottare una normativa chiara in materia di responsabilità civile professionale degli architetti e ingegneri in qualità di professionisti adibiti alla progettazione e alla direzione dei lavori nell’ambito di un contratto di appalto, sia pubblico che privato. In materia di equo compenso, il confronto con le istituzioni, e in particolar modo con il MIT, prosegue da parte della Fondazione Inarcassa per chiedere l’aggiornamento del decreto parametri. Se, come è stato ampiamente ribadito, non occorrono strumenti di coordinamento tra la legge n. 49/2023 ai fini della corretta applicazione dell’equo compenso nell’ambito degli affidamenti dei servizi di architettura e ingegneria, anche a seguito del “Correttivo” del Codice dei Contrati pubblici, l’attenzione deve essere ora rivolta verso l’aggiornamento del decreto parametri rispetto ad una serie di prestazioni professionali che non sono state mai valorizzate, alcune delle quali in funzione dei risultati attesi del PNRR. Infine, al centro degli incontri con alcuni esponenti del gruppo di Forza Italia, cui hanno partecipato il Presidente e il Segretario Generale, il tema dell’aggregazione delle competenze multidisciplinari tra i professionisti quale risposta efficace alla crescente competizione del mercato della progettazione, e della valorizzazione delle società tra professionisti (StP), partendo dalle misure di incentivazione fiscale. L’agenda della Fondazione Inarcassa: AGENDA EVENTI
  • ArchiTalkIng, luglio: intervista a Franco Cavallaro
    Franco Cavallaro, ingegnere, ha maturato un’esperienza quarantennale nel management della pianificazione territoriale e dello sviluppo dei contratti per la realizzazione di infrastrutture e trasformazioni urbane. Vanta una importante esperienza all'estero, in particolare nel territorio africano dove ha operato in Tunisia, Kenya, Egitto e Mozambico.  Quali sono le competenze e le professionalità maggiormente richieste nei paesi in cui ha lavorato e come differiscono rispetto alle richieste del mercato italiano? "Nella nostra esperienza - spiega l'ing. Cavallaro -  abbiamo visto che nei paesi africani, anche grazie ai programmi di cooperazione tra le loro Università e le nostre, alcune competenze tecniche sono disponibili. Ma come è ben noto il progetto è qualcosa di più della somma di competenze tecniche, e loro stentano nei processi di sintesi, e sconoscono completamente l’approccio del PM. La conseguenza di tale loro deficit consiste nella loro modesta capacità di rispettare tempi e costi aprendo la strada a possibili partenariati misti in cui si mettano insieme le loro legittime aspettative di partecipare al processo progettuale ed esecutivo con la regia delle nostre organizzazioni". I settori di maggiore prospettiva, oltre a quello industriale, riguardano il ciclo dell’acqua e l’energia, e l’ambito dello sviluppo urbano. L'ing. Franco Cavallaro è il protagonista di Architalking di luglio.
    • architalking
  • Inserito più volte tra i migliori 100 architetti italiani grazie ai lavori realizzati sia in Italia che all’estero, Carlo Magnoli è presidente della Magnoli & Partners, studio di progettazione che contribuisce a progettare la transizione energetica e a promuovere la realizzazione di comunità resilienti e sostenibili. È lui il protagonista dell’edizione di febbraio di ArchiTalkIng, il nuovo format di Fondazione Inarcassa volto a valorizzare l’attività dei liberi professionisti iscritti a Inarcassa.  Con lui abbiamo parlato di sviluppo urbano sostenibile: “Purtroppo, in questa fase dello sviluppo della nostra società, l’ambiente costruito dall’uomo sta danneggiando l’ambiente naturale e sta pregiudicando la capacità delle future generazioni di vivere sul pianeta. L’ambiente costruito, antropizzato – ci ha spiegato l’arch. Magnoli - va inserito nell’ambiente naturale con un inevitabile rapporto di interdipendenza. Ogni contesto su cui insistono le nostre città ha dunque alcune esigenze prioritarie: ridurre i consumi, ridurre l’inquinamento, diminuire le immissioni di CO2 in atmosfera, consentire una qualità della vita urbana più sana, abbassare le spese di gestione pubblica e privata e combattere la povertà energetica diminuendo il peso economico per l’energia sostenuto oggi dalle famiglie. Questi sono di fatto nuovi driver progettuali. Rispetto alla sua esperienza all’estero, abbiamo chiesto all’arch. Magnoli quali siano le principali differenze con i professionisti italiani. Secondo l’architetto “Il tema è esattamente quello della crescita dimensionale. Nella mia esperienza non ho rilevato grossi gap qualitativi (anzi), mentre sono evidenti i gap quantitativi: in Italia siamo tanti (e non troppi) ma quasi tutti “troppo piccoli” per gestire commesse rilevanti. Ho lavorato all’estero in cordate auto-generate, spesso poco solide perché improvvisate, ma era l’unico modo per competere su un mercato dominato da grandi società di ingegneria, con referenze importanti e esperienze pregresse quasi ineguagliabili”. Nel video l'intervista integrale