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  • “Le professioni in Italia: da De Gasperi alle sfide del nostro tempo”: è il titolo del convegno promosso lo scorso 21 maggio dalla Fondazione De Gasperi con il supporto della Fondazione Inarcassa, nell’ambito delle iniziative per il 70° anniversario della scomparsa di Alcide De Gasperi. Cuore dell’iniziativa il lavoro di ricerca scientifica promosso dalla Fondazione De Gasperi, su richiesta della stessa Fondazione Inarcassa che ha preso le mosse dal pensiero dello statista, per il quale le libere professioni rappresentavano un argine ai totalitarismi e una base essenziale per la democrazia. Ad aprire i lavori la vicepresidente del Senato, Anna Rossomando, che ha ribadito l'importanza dei corpi intermedi come garanti del legame tra Stato e società civile. A seguire, padre Paolo Benanti, presidente della Commissione governativa sull’intelligenza artificiale per l’informazione, ha posto l’attenzione sulle sfide poste dalle nuove tecnologie alle libere professioni, in particolare sul piano della sussidiarietà. “Il processo di trasformazione tecnologica – ha spiegato – è alieno ad alcune architetture di costruzione sociale che caratterizzano il nostro spazio pubblico”. Nel suo intervento, il deputato Andrea De Bertoldi ha ricordato Alcide De Gasperi come una figura “anomala” nel panorama politico italiano, capace di essere non solo riformista ma autentico riformatore, unendo liberalismo e dottrina sociale della Chiesa in una visione della comunità in cui le professioni libere avevano un ruolo centrale. Anche la direttrice della Fondazione De Gasperi, Martina Bacigalupi, ha sottolineato l’attualità del pensiero degasperiano, ricordando come “oggi più che mai sia necessario riscoprire il ruolo delle professioni come pilastri di una democrazia solida e partecipata”. Lo studio curato e presentato da Matteo Orlandini, membro del Comitato scientifico della Fondazione, ha ricostruito l’evoluzione delle professioni tecniche e la loro centralità nella ricostruzione del Paese, con un approfondimento su esperienze emblematiche come Ina-Casa e Cassa del Mezzogiorno. Nel corso del suo intervento, il presidente della Fondazione Inarcassa, Andrea De Maio, ha ribadito come “De Gasperi credesse nella centralità delle libere professioni come antidoto ai regimi autoritari, portatrici di interessi legittimi orientati al bene comune”. Secondo De Maio, questa visione è ancora oggi di grande attualità e va sostenuta attraverso alcuni principi chiave: aggregazione, sussidiarietà e applicazione concreta dell’equo compenso. Solo così – ha concluso – “si potrà davvero valorizzare il ruolo sociale dei professionisti come motore dello sviluppo del Paese”. Il momento conclusivo del convegno è stato rappresentato dalla tavola rotonda che ha riunito i vertici dei Consigli nazionali di Ingegneri, Architetti, Avvocati, Notai e Commercialisti. Un confronto a più voci che ha offerto una riflessione corale sulle sfide attuali e future delle professioni, nella prospettiva di una società fondata sulla centralità della persona, sul pluralismo e sul ruolo attivo dei corpi intermedi, come immaginato da De Gasperi. Scarica l'executive summary Ing. Andrea De Maio - Presidente Fondazione Inarcassa Sen. Anna Rossomando - Vice Presidente del Senato, Commissione Giustizia On. Andrea De Bertoldi - VI Commissione Finanze, Camera dei deputati Dott. Matteo Orlandini - Comitato scientifico della Fondazione De Gasperi, Autore della ricerca “Le professioni in Italia: da De Gasperi alle sfide del nostro tempo” Dott. Luigi Gianniti - Comitato Scientifico della Fondazione De Gasperi Da sinistra: Dr.ssa Martina Bacigalupi - Direttrice Fondazione De Gasperi; Ing. Andrea De Maio - Presidente Fondazione Inarcassa;  Dott. Luigi Gianniti - Consigliere parlamentare e direttore del Servizio Studi del Senato;  Dott. Matteo Orlandini - Comitato scientifico della Fondazione De Gasperi, Autore della ricerca “Le professioni in Italia: da De Gasperi alle sfide del nostro tempo” Da sinistra: Dr.ssa Martina Bacigalupi - Direttrice Fondazione De Gasperi; Ing. Andrea De Maio - Presidente Fondazione Inarcassa;  Dott. Luigi Gianniti - Consigliere parlamentare e direttore del Servizio Studi del Senato;  Dott. Matteo Orlandini - Comitato scientifico della Fondazione De Gasperi, Autore della ricerca “Le professioni in Italia: da De Gasperi alle sfide del nostro tempo”
  • Lo studio Schiattarella Associati inizia la sua attività nel 1970, muovendosi in direzione opposta a quanto accadeva in quegli anni nel mondo dell'architettura in Italia, indagando il rapporto tra geometria e casualità, pieni e vuoti, staticità e dinamicità degli spazi. Quello di Amedeo Schiattarella è un metodo di ricerca che rimane ancora oggi uno degli elementi caratterizzanti della intera produzione del suo studio: il progetto nasce a partire dalla ridefinizione dei contenuti e dalla loro riorganizzazione in un programma progettuale che costituisce la struttura logica delle scelte architettoniche. La dinamicità anti-geometrica caratterizza i progetti a partire dal 1974, come l'Agenzia Thomas Cook in Via Veneto, un anno dopo in un progetto per Latina Assicurazioni e nei concorsi per In/Arch SIR nel 1976 e, successivamente, con il monumento funebre al Cimitero Flaminio di Roma (1978). Dalla ricerca condotta sulle opere di Richard Neutra, che nel 1993 si concluderà nella pubblicazione della omonima monografia, acquisisce la consapevolezza del ruolo fondante, in architettura, del “vuoto”, della pausa, del silenzio tra i suoni che conferisce senso, equilibrio ed unità a tutta la composizione. Il concetto di "vuoto", di intercapedine che si crea tra volumi o superfici, quell'"assenza" del costruito, che rappresenta l'essenza stessa dell'architettura, diventa il punto focale su cui lo Studio progetta i suoi progetti. La struttura complessa e articolata dei racconti di Italo Calvino costituisce il precedente culturale a cui fa riferimento per costruire le logiche progettuali dei numerosi progetti di musei fatti in Corea del Sud. L'arch. Amedeo Schiattarella è il protagonista di ArchiTalkIng di maggio
  • La Fondazione Inarcassa è lieta di annunciare l’apertura delle iscrizioni ai nuovi corsi FAD di lingua spagnola e inglese business, specificamente progettati per architetti e ingegneri. L’iniziativa mira a potenziare le competenze linguistiche professionali, con particolare attenzione alle applicazioni concrete nel contesto lavorativo internazionale. Nell'ottica di un costante miglioramento dei servizi offerti ai propri iscritti, la Fondazione propone le nuove opportunità formative attraverso una piattaforma e-learning completamente rinnovata, progettata per garantire un’esperienza didattica sempre più efficace, accessibile e rispondente alle esigenze dei professionisti. I corsi attivati sono: Inglese per Architetti e Ingegneri – Livello A1 (Business English Level A1) Inglese per Architetti e Ingegneri – Livello A2 (Business English Level A2) Spagnolo per Architetti e Ingegneri – Livello A1 (Español Profesional Nivel A1) Spagnolo per Architetti e Ingegneri – Livello A2 (Español Profesional Nivel A2) Nei prossimi mesi saranno attivati ulteriori livelli per entrambe le lingue, con l’obiettivo di ampliare e consolidare l’efficacia del percorso formativo. Per i percorsi di lingua spagnola è prevista, inoltre, la possibilità di richiedere gratuitamente la certificazione linguistica conforme al Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue (QCER), che attesta formalmente le competenze linguistiche acquisite. Le iscrizioni sono aperte dal 1° giugno al 31 dicembre 2025, con completamento previsto entro sei mesi dalla data di iscrizione e comunque non oltre il 31 maggio 2026. Per tutti gli ingegneri e gli architetti registrati sulla piattaforma della Fondazione Inarcassa che completeranno il corso e scaricheranno l’attestato finale, è stata presentata richiesta ai Consigli Nazionali competenti per il riconoscimento di 8 CFP per ogni livello completato. Per iscriverti e consultare i programmi dei corsi, ti invitiamo ad accedere al seguente link: https://fondazioneinarcassa.it/it/fad
  • Fino al 21 maggio 2025 saranno aperte iscrizioni alla XIII Edizione del Premio Internazionale Dedalo Minosse alla Committenza di Architettura. Fondazione Inarcassa, in qualità di partner primario dell’iniziativa, parteciperà con i suoi rappresentanti al Comitato Scientifico ed ai lavori della Giuria. Il Premio - promosso da ALA Assoarchitetti & Ingegneri con la Regione del Veneto e il Comune di Vicenza - è dedicato ai committenti che, in sintonia con i progettisti incaricati, abbiano realizzato negli ultimi cinque anni opere di qualità, con attenzione alla sostenibilità, al Design for All, alla valorizzazione dell'ambiente e del patrimonio architettonico, all’innovazione e all’uso di energie rinnovabili. Si intende, così, porre l’attenzione sul processo progettuale e costruttivo e sulle figure che determinano il successo dell'opera: l'architetto e il committente, con al loro fianco gli esecutori (le imprese) e i decisori (le pubbliche amministrazioni). Sono candidabili i committenti pubblici e privati, italiani e stranieri. Le candidature possono essere presentate dai committenti stessi, dai progettisti, dalle imprese realizzatrici o fornitrici delle opere e/o dei prodotti e dai soggetti coinvolti nel processo del costruire. Una sezione del Premio è dedicata ai committenti che abbiano investito in giovani professionisti under 40 e in professionisti italiani. Per candidarti clicca qui
  • Giovanni Vaccarini Architetti – SINCRETICA srl architecture è un laboratorio di sperimentazione e ricerca sul progetto. Nasce nel 1993 come studio professionale evolvendo nel tempo come società di progettazione con sede principale a Pescara, Italia e con branch operative a Ginevra e Riyadh (KSA). "Durante queste fasi di di crescita e di evoluzione - spiega l'arch. Vaccarini - due aspetti cardine sono rimasti invariati all'interno della filosofia del nostro lavoro. Il primo è quello di pensare lo studio come un vero e proprio laboratorio artigianale e, come mi piace definirlo, un laboratorio di artigiani digitali, ed il secondo quello di pensare l'ascolto. La capacità di ascolto è uno strumento formidabile per l'ideazione e per lo sviluppo del progetto. Non è soltanto l'ascolto del committente o dei vari portatori di interesse che intorno al tavolo partecipano al divenire dell'architettura, ma è anche l'ascolto della città, l'ascolto del territorio e l'ascolto del paesaggio".  "Uno degli strumenti cardine del lavoro artigianale del nostro studio - ci racconta Vaccarini - è il BIM, uno strumento digitale che permette poi la gestione del progetto attraverso un modello. Il BIM è uno strumento che ci consente di iniziare a pensare l'architettura come una specie di meccano dove le architetture vengono montate, poi smontate e riciclate, un po' come accade nell'industria automobilistica". l'arch. Giovanni Vaccarini è il protagonista di ArchiTalking di questo mese.
  • La Fondazione Inarcassa, con il patrocinio della Fondazione Città della Scienza, l’organizzazione dell’Associazione Ingegneri@Napoli ed il supporto dell’Associazione Ingegneri Napoli Nord, ha promosso la quinta edizione del Premio Nazionale dedicato a Marco Senese, esempio illuminato di libero professionista del quale si vuole ricordare il grande impegno profuso per il progresso della figura del professionista Ingegnere e del ruolo culturale e sociale della stessa. Il premio, conferito in sua memoria, è stato assegnato lo scorso 31 marzo 2025 nel corso del Memorial Day “Per gli Ingegneri … per l’Ingegneria”, presso la Biblioteca Storica del Collegio di Ingegneria dell’Università degli Studi Napoli Federico II. L’iniziativa è finalizzata a far emergere esperienze lavorative particolarmente significative per contenuti tecnologici e/o aspetti professionali, capaci di incidere positivamente sullo sviluppo dei settori in cui l’Ing. Marco Senese è stato maggiormente impegnato, ovvero la sicurezza sui luoghi di lavoro e la prevenzione incendi, la formazione dell’ingegnere, il progetto d’ingegneria e l’innovazione per lo sviluppo dell’ingegneria. I premi sono stati assegnati a due liberi professionisti che si sono particolarmente distinti negli ambiti tematici succitati, selezionati tra ingegneri ed architetti formalmente iscritti ad Inarcassa e regolarmente associati alla Fondazione Inarcassa. I vincitori dei premi della quinta edizione del concorso sono: Ing. Antonio Perillo (San Giuseppe Vesuviano – NA), che ha concorso con la riqualificazione funzionale, energetica ed adeguamento sismico degli immobili “ex Orsoline” e “mercato commestibili - galleria Malies” Progetto BENLlab; Arch. Tiziana Monterisi (Adorno Micca – BI), che ha presentato il progetto “Torri Risorsa quartiere Moncucco-Barona a Milano”.
  • Fondazione Inarcassa è lieta di annunciare la sua nuova convenzione con la Biennale di Venezia 2025, che offrirà ai liberi professionisti iscritti un’opportunità esclusiva di partecipare alla 19ª Mostra Internazionale di Architettura, in programma dal 10 maggio al 23 novembre 2025. L'inaugurazione ufficiale avverrà il 10 maggio, con una pre-apertura l'8 e 9 maggio. La Mostra, intitolata "Intelligens. Natural. Artificial. Collective.", curata da Carlo Ratti, esplorerà le risposte che l’architettura e l’ingegneria possono dare di fronte ai cambiamenti climatici globali. Il progetto di Ratti punta a esplorare come l'architettura possa adattarsi a un mondo che sta cambiando rapidamente, affrontando le sfide del riscaldamento globale e dei disastri climatici con soluzioni progettuali innovative. La Mostra mette in evidenza l’importanza di integrare l’intelligenza naturale, artificiale e collettiva per ideare soluzioni sostenibili, utilizzando la capacità di collaborazione tra diverse discipline per costruire un futuro resiliente. L'architettura diventa, quindi, un attore centrale nel rispondere alle esigenze ambientali e sociali, con un focus particolare sull’adattamento ai mutamenti del nostro ambiente. Il titolo stesso della Mostra, "Intelligens. Natural. Artificial. Collective.", riflette l'intenzione di Ratti di spingere l'architettura oltre la semplice progettazione, verso un'integrazione tra scienze naturali, tecnologie digitali e intelligenza collettiva. A partire da questa visione, la Mostra offre agli architetti e agli ingegneri l’opportunità di aggiornarsi sulle nuove soluzioni progettuali e sulle tecnologie emergenti, attraverso un programma che promuove l'inclusività e la collaborazione internazionale per rispondere alle sfide globali. Queste iniziative sono destinate a trasformare l’ambiente costruito, rendendolo più sostenibile e adattivo rispetto ai cambiamenti climatici. Pietrangelo Buttafuoco, Presidente della Biennale di Venezia, ha commentato che la Mostra è un'opportunità cruciale per una riflessione globale sul futuro prossimo, riunendo pensieri e competenze diverse. Secondo Buttafuoco, la visione di Carlo Ratti esprime la centralità dell’intelligenza collettiva come strumento fondamentale per affrontare le sfide globali. L’approccio reticolare della Mostra favorisce il dialogo tra architetti, ingegneri, scienziati e filosofi, creando un terreno fertile per sviluppare soluzioni pratiche ed eleganti per l’ambiente costruito. Carlo Ratti, curatore della Mostra, ha sottolineato come l’architettura abbia sempre risposto alle difficoltà poste dal clima. Tuttavia, oggi il cambiamento climatico sta accelerando e rende necessario un nuovo approccio. Ratti ha spiegato che, mentre per decenni l’architettura si è concentrata sulla mitigazione dei danni climatici, ora è giunto il momento di passare all’adattamento: progettare in un mondo che cambia rapidamente. In questo contesto, l'architettura deve fare ricorso a tutte le forme di intelligenza disponibile per sviluppare soluzioni integrate e dinamiche, in grado di rispondere alle sfide di un futuro incerto. Grazie alla convenzione con la Biennale di Venezia 2025, i liberi professionisti iscritti a Fondazione Inarcassa potranno usufruire di numerosi vantaggi esclusivi. Tra questi, sarà possibile acquistare biglietti a prezzi vantaggiosi per l’ingresso alla Mostra, partecipare a visite guidate personalizzate con tariffe agevolate e accedere con priorità ai Meetings on Architecture, in cui sarà possibile confrontarsi con esperti del settore. Fondazione Inarcassa invita gli architetti e ingegneri a visitare la pagina dedicata alla convenzione per maggiori dettagli sui benefici riservati e le modalità di partecipazione. Per ulteriori informazioni ufficiali, si rimanda al sito ufficiale della Biennale Architettura di Venezia 2025.
  • Il 10 marzo scorso, Torino ha accolto il convegno "Re/Urb, Giornata sulla Rigenerazione Urbana", organizzato dalla Fondazione Inarcassa presso il Centro Congressi Lingotto. L'evento ha offerto una piattaforma importante per discutere le sfide e le opportunità legate alla rigenerazione urbana, non solo in termini di sviluppo economico, ma anche come strumento per il miglioramento sociale e culturale delle città italiane. Andrea De Maio, Presidente della Fondazione Inarcassa, ha aperto i lavori con un intervento che ha posto l’accento sull’esigenza di un quadro normativo più solido e coordinato per favorire la rigenerazione urbana. "Chiediamo al Governo di adottare norme che favoriscano il diffondersi di processi di rigenerazione urbana, prevedendo una mappatura nazionale delle aree urbane da rigenerare e un programma di investimenti mirato, così da pianificare interventi efficaci e coordinati; anche puntando su strumenti come il project financing e il partenariato pubblico-privato che favoriscano gli investimenti di capitali privati". De Maio ha poi messo in evidenza l’esempio di Torino, pioniera nell’elaborazione di un piano strategico di rigenerazione urbana già negli anni ‘90. Tommaso Foti, Ministro per gli Affari Europei, il PNRR e le Politiche di Coesione, ha sottolineato l'importanza di un intervento legislativo efficace per facilitare l'attuazione dei progetti. “Mi auguro che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti possa esprimere i pareri necessari per consentire l’approvazione di un disegno di legge sulla rigenerazione urbana, come auspicato in passato. La rigenerazione urbana non riguarda solo il recupero edilizio, ma anche la riqualificazione e la ricucitura del territorio, intervenendo su specifiche aree urbane e locali. È necessario individuare strumenti normativi e finanziari adeguati, prevedendo anche sgravi fiscali e agevolazioni per incentivare gli investimenti nelle aree da riqualificare.” Paolo Mazzoleni, Assessore all’Urbanistica della Città di Torino, ha illustrato il ruolo chiave della città nella rigenerazione urbana, ricordando come Torino si sia distinta con il Piano regolatore generale “Gregotti Cagnardi” del 1995 e con gli interventi nei quartieri Spina e Quadrilatero Romano. “Questi ultimi anni sono stati di stagnazione, ma adesso stiamo lavorando a un nuovo piano regolatore”, ha dichiarato Mazzoleni, confermando la volontà della città di rilanciare lo sviluppo attraverso nuove politiche di rigenerazione. Marco Gallo, Assessore all’Urbanistica della Regione Piemonte, ha ribadito l’importanza della rigenerazione come priorità per il territorio regionale. “La rigenerazione urbana è uno dei punti cardine nel nostro territorio, poiché contribuisce al miglioramento del paesaggio e si inserisce in un discorso di riqualificazione territoriale. La Regione continuerà a sostenere questo processo attraverso finanziamenti mirati e con una strategia di sviluppo sostenibile.” Il convegno è proseguito con un Panel di Inquadramento introdotto da Bruna Gozzi, Vice Presidente della Fondazione Inarcassa, al quale hanno partecipato esperti del settore, tra cui Alessandro Bertinetto, Professore Ordinario di Estetica all’Università di Torino, Ilda Curti, Professoressa a Contratto all'Università di Torino, e Niccolò Morelli, Ricercatore in Sociologia all'Università di Genova. Gli interventi hanno offerto spunti teorici e metodologici sull’approccio alla rigenerazione urbana, evidenziando l'importanza di un approccio integrato che vada oltre la semplice riqualificazione edilizia. Nel pomeriggio, il Panel Politico ha discusso le politiche pubbliche in materia di rigenerazione urbana, con un focus particolare sulle opportunità offerte dal PNRR. La Senatrice Anna Rossomando, Vice Presidente del Senato, ha ricordato che la rigenerazione urbana deve essere supportata da un’adeguata legislazione che garantisca un utilizzo omogeneo dei fondi pubblici. “Il PNRR ci offre una grande opportunità per riprogettare le città, ma fornisce anche delle indicazioni molto precise sull’utilizzo dei fondi. Per questo abbiamo bisogno di una legge di principi che dia un indirizzo generale alle regioni per rendere il più omogenei possibili i comportamenti, tenendo conto delle diverse risorse a disposizione nei territori”. Sono intervenuti anche il Senatore Nicola Irto, membro della Commissione Ambiente, l'Onorevole Erica Mazzetti, membro della stessa commissione, e il Senatore Roberto Rosso, Segretario della Commissione Industria, per sostenere l’importanza di un impegno continuo e coordinato per sostenere la rigenerazione urbana in Italia. La giornata si è conclusa con un Panel Tecnico, che ha approfondito gli aspetti pratici della rigenerazione urbana. Alfonso Femia, Architetto e fondatore di Atelier(s) Alfonso Femia, ha sottolineato come la rigenerazione non debba limitarsi al recupero edilizio, ma debba includere anche la ricucitura e la valorizzazione del territorio. Sabina Carucci, Ingegnere e associata OICE, ha presentato i risultati di una ricerca sui modelli di rigenerazione urbana, evidenziando l'importanza della cooperazione tra pubblico e privato per il successo delle iniziative. Infine, Carolina Giaimo, Vice Presidente dell'Istituto Nazionale di Urbanistica, ha enfatizzato come un quadro normativo integrato e una pianificazione strategica siano essenziali per promuovere la sostenibilità a lungo termine dei progetti di rigenerazione. La giornata ha messo in luce come la rigenerazione urbana non rappresenti solo un’opportunità di recupero edilizio, ma un processo complesso che abbraccia dimensioni sociali, culturali ed economiche. È emerso che la rigenerazione deve essere intesa come un'opportunità per trasformare le città in spazi più vivibili, sostenibili e inclusivi. L’impegno congiunto di tutti gli attori coinvolti – dalle istituzioni pubbliche agli operatori privati – è cruciale per costruire città più resilienti, in grado di rispondere alle sfide future e di favorire un'integrazione sociale che metta al centro le esigenze delle comunità locali. Questo approccio integrato, che coinvolge tutti gli aspetti della vita urbana, rappresenta la chiave per un futuro più equo e sostenibile per le generazioni a venire. Scarica il programma Scarica il comunicato Scarica il rapporto a cura di Westminster, Osservatorio Specializzato delle Istituzioni Scarica il rapporto a cura di Westminster - Allegato 1 Scarica il rapporto a cura di Westminster - Allegato 2 ----- Guarda l'intervista dell'Ing. Andrea De Maio, Presidente della Fondazione Inarcassa Guarda l'intervista della Sen. Anna Rossomando, Vice Presidente del Senato, Commissione Giustizia Guarda l'intervista del Sen. Nicola Irto, Commissione Ambiente ----- Per ulteriori dettagli, è possibile leggere la notizia completa. ----- -----
  • Il 10 marzo prossimo Torino ospiterà "Re/Urb, Giornata sulla Rigenerazione Urbana", evento organizzato dalla Fondazione Inarcassa, presso il Centro Congressi Lingotto, nella Sala Londra, a partire dalle ore 13.30. La Fondazione promuove una giornata di confronto e dibattito sul tema della rigenerazione urbana, con l’obiettivo di mettere in relazione e coinvolgere i vari attori sociali e istituzionali fondamentali nei processi di trasformazione delle nostre città, sia sotto il profilo edilizio che dell’abitare i luoghi e gli spazi pubblici. Torino, che ospita questa iniziativa, è un esempio di città che ha saputo ripensare i propri spazi pubblici e privati, interpretando con successo il processo di trasformazione post-industriale e adattandolo a una nuova prospettiva di rigenerazione urbana e recupero dei territori. La Giornata sulla Rigenerazione Urbana rappresenta un’occasione importante per sviluppare un confronto con il mondo della professione e gli esperti in ambito urbanistico, oltre a fare il punto sul quadro normativo di riferimento, anche alla luce dei disegni di legge in materia di rigenerazione urbana attualmente in esame al Parlamento. Dopo i consueti saluti istituzionali e introduttivi, seguiranno gli interventi del panel politico e tecnico. Clicca qui per scaricare il programma. Si precisa che l'evento si terrà esclusivamente in presenza e non sarà disponibile in modalità webinar. Le iscrizioni all'evento saranno aperte nei prossimi giorni e rimarranno disponibili fino a esaurimento posti. Per tutti gli Ingegneri e gli Architetti che prenderanno parte all'evento è stata presentata richiesta ai Consigli Nazionali competenti per il riconoscimento di n. 4 CFP. Per ulteriori dettagli, è possibile leggere la notizia completa. 
  • Massimo Iosa Ghini, architetto e designer, inizia la sua carriera professionale nel 1985 e da allora lavora sulle diverse scale del progetto: dal product design all’architettura, dalla comunicazione all’interior design, realizzando mobili, edifici commerciali, musei, uffici, allestimenti, stazioni ferroviarie e metropolitane. Con il suo studio Iosa Ghini Associati, fondato nel 1990 con sedi a Bologna e Milano, sviluppa progetti in tutto il mondo per importanti gruppi internazionali. Protagonista della storia del design e dell’architettura, ha subito l'influenza del gruppo Memphis e del movimento Bolidismo. "Certo - ha spiegato l'architetto - mi hanno condizionato e tuttora le vivo come presenze ricche di significato e ancora parzialmente da scoprire. Penso che l'architetto, il designer, abbia questa missione, una missione interiore. L'idea è veramente quella di pensare, durante il progetto, al risultato finale, cioè al luogo o all'oggetto che poi qualcuno prenderà in mano, qualcuno utilizzerà. Questo credo sia il nostro ruolo principale, l'idea di fondo che in tutti noi". Lavora da tempo con importanti gruppi internazionali, dai nomi affermati in tutto il mondo per il Made in Italy. Come sono percepiti, i professionisti italiani nel panorama internazionale? "L'idea è che noi italiani siamo in grado di avere una visione che non è conforme. Questa non conformità è chiaramente un'arma a doppio taglio, ma ci dà la la capacità di vedere al di fuori del prevedibile. Ecco, questo credo che sia un aspetto che ci viene riconosciuto e che spesso, appunto l'industria o anche il mondo delle costruzioni, dell'architettura, cerca".
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