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  • Fondazione Inarcassa apre le iscrizioni ai nuovi corsi B1 e B2 di inglese e spagnolo professionale per il mercato internazionale
    La Fondazione Inarcassa annuncia l’apertura delle iscrizioni ai nuovi corsi FAD “Business English Level B1 e B2” ed “Español Professional Level B1 e B2”, rivolti ad architetti e ingegneri liberi professionisti. L’iniziativa completa l’offerta formativa linguistica della Fondazione e introduce livelli intermedi e avanzati finalizzati a un utilizzo professionale delle lingue nei contesti tecnici internazionali. L’attivazione dei nuovi corsi risponde a una crescente esigenza di rafforzamento delle competenze linguistiche, in un contesto caratterizzato da una progressiva apertura dei mercati e da un ampliamento delle opportunità professionali in ambito europeo e internazionale. La conoscenza delle lingue straniere costituisce un elemento essenziale per l’accesso a incarichi qualificati, la partecipazione a procedure di gara e il confronto con interlocutori esteri. Con l’introduzione dei livelli B1 e B2, il percorso formativo assume una struttura organica e progressiva e consente lo sviluppo di un grado di autonomia linguistica coerente con le esigenze della pratica professionale. I contenuti didattici sono orientati all’impiego della lingua nelle principali attività tecniche, con riferimento alla gestione del progetto, alla comunicazione professionale e alla redazione di documentazione specialistica. L’iniziativa si inserisce nel quadro delle attività promosse dalla Fondazione Inarcassa a sostegno dell’internazionalizzazione della professione. In tale ambito rientrano anche le azioni informative realizzate in collegamento con CBE – Cooperation Bancaire pour l'Europe, finalizzate alla diffusione delle opportunità offerte dai programmi di finanziamento dell’Unione Europea e al rafforzamento della presenza dei professionisti italiani nei progetti europei. I corsi sono erogati in modalità FAD asincrona, con accesso flessibile e possibilità di organizzare in autonomia tempi e modalità di fruizione. Per gli ingegneri e gli architetti registrati sulla piattaforma della Fondazione Inarcassa che completano il corso e conseguono l’attestato finale, è stata presentata richiesta ai Consigli Nazionali competenti per il riconoscimento di 8 CFP per ciascun livello. La partecipazione è gratuita ed è riservata ai liberi professionisti iscritti a Inarcassa in forma esclusiva. Per iscriversi ai corsi e consultare l’offerta formativa completa, è possibile accedere direttamente alla sezione FAD della Fondazione Inarcassa: https://fondazioneinarcassa.it/it/corsi-fad
  • Rigenerazione urbana a Taranto, il Manifesto di Fondazione Inarcassa guida il confronto nazionale tra istituzioni e professionisti
    Taranto – Non un semplice appuntamento di settore, ma un passaggio politico e culturale che segna una direzione precisa per il futuro delle città italiane. La seconda Giornata sulla Rigenerazione Urbana RE/URB, promossa da Fondazione Inarcassa, ha posto Taranto al centro di un confronto nazionale che ha unito istituzioni, accademia, professioni tecniche e rappresentanza politica in un’unica trama narrativa. Una giornata costruita con una progressione chiara: definizione del contesto, elaborazione di una visione, individuazione di strumenti operativi e scelte normative. Ha moderato i lavori la Professoressa Sabina Addamiano, docente dell’Università Roma Tre, che ha così introdotto l’incontro. «L’obiettivo è contribuire alla definizione di un’agenda concreta per il futuro delle città italiane», ha dichiarato, fissando tre coordinate essenziali: visione strategica, competenza tecnica, responsabilità istituzionale. Non una formula retorica, ma una chiave di lettura che ha trovato riscontro in ogni intervento. Il primo blocco, dedicato ai saluti istituzionali, è stato aperto da Don Antonio Panico, in rappresentanza dell’Arcivescovo Ciro Miniero, con una lettura che ha attraversato l’intera giornata: quella della rigenerazione come processo di rinascita. «Tutto ciò che è rigenerazione simboleggia la rinascita», ha affermato, collegando la trasformazione urbana alla ricostruzione del tessuto umano e sociale. La professoressa Annamaria Bonomo, giurista dell’Università degli Studi di Bari e delegata del direttore del Dipartimento Jonico dell’Università di Bari Paolo Pardolesi, ha mostrato come la rigenerazione possa tradursi in strumenti concreti di partecipazione e governance. Le esperienze maturate sul territorio, dalla Carta del Mar Piccolo ai percorsi condivisi sui beni comuni, hanno rappresentato esempi tangibili di un modello che unisce ricerca e azione. Il discorso ha trovato conferma nelle parole dell’assessore Giovanni Patronelli, intervenuto in rappresentanza del sindaco Pietro Bitetti. «Abbiamo un’occasione importante per cambiare Taranto», ha dichiarato, riportando il tema sul piano della responsabilità amministrativa. La Città Vecchia emerge così come luogo al tempo stesso simbolico e concreto di una trasformazione indifferibile. La stessa idea di responsabilità condivisa è stata ripresa da Luca Maiorano, rappresentante della Provincia di Taranto guidata da Gianfranco Palmisano, che ha insistito sulla partecipazione come elemento fondante della rigenerazione. Un passaggio che ha aperto la strada alla riflessione dell’Assessore Regionale Marina Leuzzi, la quale ha ampliato ulteriormente il quadro. La rigenerazione urbana, ha spiegato, non è mera sola riqualificazione edilizia, ma si configura come un processo complesso, capace di sussumere politiche sociali, economiche e territoriali. Questa progressione ha trovato una prima sintesi nell’intervento dell’Arch. Paolo Bruni, presidente dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Taranto. Il suo intervento ha segnato un punto di svolta: «La stagione dell’espansione edilizia indiscriminata è finita», ha affermato, indicando con chiarezza la necessità di un cambio di paradigma per l’assetto del territorio. La rigenerazione non rappresenta più una scelta, ma una condizione necessaria per garantire qualità urbana, sicurezza e coesione sociale. Nel suo intervento il Presidente Ing. Andrea De Maio, ha sottolineato la volontà di Fondazione Inarcassa di favorire i processi di rigenerazione urbana, con il dibattito odierno e attraverso iniziative come la sottoscrizione di protocolli aperti, messi a disposizione delle Istituzioni territoriali perché diventino lievito dei processi di rigenerazione, innescandoli con modelli virtuosi che supportino scelte politiche responsabili, partecipate con gli stakeholder e condivise con la popolazione. Su queste basi si è innestato il panel di inquadramento, in cui la riflessione ha assunto una dimensione sistemica. In apertura del panel si è imposto con forza il contributo dell’Arch. Bruna Gozzi, vicepresidente di Fondazione Inarcassa, che ha raccolto le sollecitazioni emerse dai saluti istituzionali e le ha rielaborate in una visione nazionale. Gozzi ha evidenziato la necessità di considerare non solo le metropoli e le grandi città, ma anche le aree interne, mettendo in luce una questione spesso marginale nel dibattito pubblico. «I piccoli borghi e i territori delle aree interne sono un presidio importantissimo per il mantenimento del territorio» ha dichiarato, collegando il tema della rigenerazione alla prevenzione del dissesto, alla tutela del paesaggio, alla coesione sociale. Il suo intervento ha introdotto un elemento decisivo: la necessità di anticipare le crisi. «La rigenerazione deve anticipare le emergenze» ha sottolineato, indicando nel radicamento territoriale dei professionisti una risorsa strategica. In questa prospettiva la figura del tecnico assume un ruolo che va oltre la progettazione: diventa presidio sociale, osservatore delle trasformazioni, interprete delle esigenze delle comunità. Le riflessioni di Gozzi hanno trovato un’eco immediata negli interventi successivi. La Prof.ssa Domenica Costantino, Presidente del Centro Interdipartimentale del Politecnico di Bari, ha richiamato il ruolo degli Atenei nella formazione di una nuova coscienza civica. Dopo di lei, la Prof.ssa Giovanna Mangialardi ha posto l’accento sulle infrastrutture sociali, mettendo in guardia dai rischi di interventi calati dall’alto, che non tengono conto delle dinamiche comunitarie. Il Prof. Paolo La Greca ha contestualizzato il dibattito sul piano normativo, evidenziando la necessità di attrarre capitali privati all’interno di una regia pubblica chiara. La stessa Annamaria Bonomo ha completato il quadro, sottolineando l’equilibrio tra Pubblica Amministrazione e partecipazione dei cittadini ai processi di governance. Il passaggio al panel tecnico ha rappresentato una naturale evoluzione delle riflessioni teoriche, che hanno assunto una dimensione operativa. L’architetto Federica Cevasco ha illustrato un approccio progettuale centrato sulla qualità dello spazio e sulle relazioni sociali alla luce di due concetti chiave adottati dallo Studio AMDL Circle: Reinventing heritage e Architectural revitalization. L’architetto Gian Carlo Magnoli Bocchi, titolare dello Studio Magnoli & Associati, ha presentato l’«indice di trasformabilità», strumento di analisi multivariata per valutare la fattibilità degli interventi in un’area data mettendoli in ordine di priorità. L’ingegner Maurizio Erbicella ha infine riportato l’attenzione sulle dinamiche demografiche, evidenziando la necessità di politiche differenziate tra territori che tengano conto non solo dell’invecchiamento della popolazione, ma anche della dimensione multiculturale e della “restanza”, ovvero della capacità di un territorio di indurre chi vi è nato a restarvi. Il confronto si è quindi spostato sul piano politico, ove le questioni emerse nel corso della mattinata hanno trovato una prima risposta. Il Viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Edoardo Rixi ha definito il quadro delle urgenze e delle risorse disponibili. «Circa 6,5 miliardi di euro devono tradursi in interventi efficaci, misurabili e duraturi» ha dichiarato, collegando rigenerazione urbana e sviluppo infrastrutturale per la competitività del Paese. A partire da questa base, il dibattito si è sviluppato lungo direttrici complementari. Il Vicepresidente della Camera Fabio Rampelli ha richiamato il valore della bellezza come diritto sociale e come elemento imprescindibile delle politiche urbane. L’On. Pino Bicchielli ha posto l’accento su un approccio alla rigenerazione orientato alla prevenzione, indicando la necessità di superare approcci emergenziali al dissesto idrogeologico e al rischio sismico. Il Sen. Andrea De Priamo ha evidenziato il legame tra recupero urbano e sicurezza, mentre il Sen. Nicola Irto ha ribadito l’urgenza di un quadro normativo nazionale capace di superare la frammentazione esistente. Sul piano operativo, l’On. Erica Mazzetti ha sottolineato il ruolo dei professionisti per una progettazione di qualità e del partenariato pubblico-privato, mentre l’On. Patty L’Abbate ha proposto una visione integrata di urbanistica, energia e gestione delle risorse in un’ottica di sviluppo sostenibile. Il confronto ha registrato un’ampia convergenza istituzionale, confermando la centralità del tema nel dibattito nazionale. La conclusione dei lavori è stata effettuata dal Presidente di Fondazione Inarcassa Andrea De Maio, che ha ripreso i temi principali emersi nel corso della giornata e li ha collocati all’interno di un quadro complessivo. «L’Italia parla di rigenerazione da un decennio, ma resta bloccata da una paralisi operativa» ha dichiarato, richiamando l’urgenza di interventi concreti. De Maio ha ribadito il ruolo di ingegneri e architetti nel supportare le politiche pubbliche, affermando: «Come Fondazione Inarcassa, mettiamo le nostre competenze a disposizione della politica» per evitare consumo del suolo e attuare interventi coerenti con gli approcci europeo e nazionale: «Recuperare l’esistente è l’unica via per garantire sicurezza e coesione del Paese». Il Manifesto della Rigenerazione Urbana presentato da Fondazione Inarcassa a conclusione dei lavori rappresenta la sintesi operativa dell’intero confronto. Il documento individua sei priorità: una legge quadro nazionale per superare la frammentazione normativa, una cabina di regìa unica per coordinare fondi e interventi, una ribadita centralità della qualità progettuale, una politica premiale stabile e pluriennale, la semplificazione e digitalizzazione delle procedure e il rafforzamento del partenariato pubblico-privato. Nel confronto sviluppato a Taranto è emerso con chiarezza il ruolo di Fondazione Inarcassa, che si è posta non solo come soggetto promotore di una riflessione qualificata sulla rigenerazione urbana, ma anche come attore capace di costruire connessioni tra livelli strategici e operativi diversi, di tradurre il sapere tecnico in proposte politiche e di offrire una visione coerente e strutturata in un contesto ancora frammentato. La giornata si è quindi conclusa con un messaggio chiaro: la rigenerazione urbana non riguarda soltanto la trasformazione fisica delle città, ma interpella la capacità del Paese di ripensare sé stesso. In questo processo il contributo della Fondazione, indica una traiettoria chiara: orientamento alla prevenzione, qualità progettuale e responsabilità condivisa sono i fondamenti di una nuova politica della rigenerazione urbana. Scarica il razionale Scarica il programma completo Scarica lo studio Rigenerazione Urbana 2026 - Fondazione Inarcassa / Westminster Scarica il comunicato stampa Scarica il Manifesto della Rigenerazione Urbana Scarica le slide della Dott.ssa Giovanna Mangialardi Scarica le slide dell’Arch. Federica Cevasco Scarica le slide dell’Arch. Gian Carlo Magnoli Bocchi Scarica le slide dell’Ing. Maurizio Erbicella Consulta la pagina dedicata all’evento Scopri tutte le edizioni della Giornata sulla Rigenerazione Urbana – RE/URB       Da sinistra: Ing. Lorenzo Daniele De Fabrizio, Consigliere Fondazione Inarcassa; Ing. Andrea De Maio, Presidente Fondazione Inarcassa; On. Erica Mazzetti, Commissione Ambiente della Camera; Arch. Marina Martinotti, Presidente Ordine Architetti di Vercelli; Arch. Beniamino Visone, Consigliere Fondazione Inarcassa; Arch. Bruna Gozzi, Vicepresidente Fondazione Inarcassa; Prof.ssa Sabina Addamiano, Università degli Studi Roma Tre.  Da sinistra: Ing. Lorenzo Daniele De Fabrizio, Consigliere Fondazione Inarcassa; Ing. Andrea De Maio, Presidente Fondazione Inarcassa; On. Erica Mazzetti, Commissione Ambiente della Camera; Arch. Marina Martinotti, Presidente Ordine Architetti di Vercelli; Arch. Beniamino Visone, Consigliere Fondazione Inarcassa; Arch. Bruna Gozzi, Vicepresidente Fondazione Inarcassa; Prof.ssa Sabina Addamiano, Università degli Studi Roma Tre.  On. Erica Mazzetti, Commissione Ambiente della Camera. Seconda Giornata sulla Rigenerazione Urbana - Taranto, 27 marzo 2026 Prof.ssa Sabina Addamiano, moderatrice dell'evento. Don Antonio Panico, in rappresentanza dell’Arcivescovo Metropolita di Taranto S.E.R. Mons. Ciro Miniero. Don Antonio Panico, in rappresentanza dell’Arcivescovo Metropolita di Taranto S.E.R. Mons. Ciro Miniero. Annamaria Bonomo, giurista dell’Università degli Studi di Bari. Da sinistra: Arch. Gian Carlo Magnoli Bocchi, studio Magnoli & Associati; Arch. Bruna Gozzi, Vicepresidente Fondazione Inarcassa; On. Patty L'Abbate, Commissione Ambiente della Camera; Ing. Maurizio Erbicella, studio Erbicella; On. Erica Mazzetti, Commissione Ambiente della Camera; Ing. Andrea De Maio, Presidente Fondazione Inarcassa; Marina Leuzzi, Assessore all'Urbanistica e alla Casa della Regione Puglia. Prof.ssa Annamaria Bonomo, giurista dell’Università degli Studi di Bari. Prof.ssa Annamaria Bonomo, giurista dell’Università degli Studi di Bari. Giovanni Patronelli, Assessore con deleghe Urbanistica, Demanio marittimo, Riqualificazione urbana per i quartieri, le coste ed il litorale. Mobilità. Luca Maiorano, Presidente Provincia di Taranto.  Luca Maiorano, Presidente Provincia di Taranto.  Marina Leuzzi, Assessore all'Urbanistica e alla Casa della Regione Puglia. Marina Leuzzi, Assessore all'Urbanistica e alla Casa della Regione Puglia. Paolo Bruni, Presidente Ordine Architetti PPC di Taranto. Andrea De Maio, Presidente Fondazione Inarcassa. Andrea De Maio, Presidente Fondazione Inarcassa. Da sinistra: Annamaria Bonomo, giurista dell’Università degli Studi di Bari; Giovanna Mangialardi, Urbanista Politecnico di Bari, Bruna Gozzi, Vicepresidente Fondazione Inarcassa, Sabina Addamiano, moderatrice dell'evento. Da sinistra: Annamaria Bonomo, giurista dell’Università degli Studi di Bari; Giovanna Mangialardi, Urbanista Politecnico di Bari, Bruna Gozzi, Vicepresidente Fondazione Inarcassa, Sabina Addamiano, moderatrice dell'evento. Bruna Gozzi, Vicepresidente Fondazione Inarcassa. Bruna Gozzi, Vicepresidente Fondazione Inarcassa. Seconda Giornata sulla Rigenerazione Urbana - Taranto, 27 marzo 2026. Bruna Gozzi, Vicepresidente Fondazione Inarcassa. Domenica Costantino, Presidente del Centro Interdipartimentale del Politecnico di Bari. Giovanna Mangialardi, Urbanista Politecnico di Bari. Paolo La Greca, Presidente CeNSU, Universitò degli Studi di Catania. Annamaria Bonomo, Giurista, Università degli Studi di Bari. Da sinistra: Federica Cevasco, Architetto, Studio AMDL Circle; Gian Carlo Magnoli Bocchi, Architetto, Studio Magnoli & Associati; Maurizio Erbicella, Ingegnere, Studio Erbicella; Sabina Addamiano, moderatrice dell'evento. Gian Carlo Magnoli Bocchi, Architetto, Studio Magnoli & Associati. Gian Carlo Magnoli Bocchi, Architetto, Studio Magnoli & Associati. On. Pino Bicchielli, Presidente Commissione Parlamentare di Inchiesta Rischio Idrogeologico e Sismico, Commissione Cultura della Camera. On. Erica Mazzetti, Commissione Ambiente della Camera. Sen. Andrea De Priamo, Commissione Ambiente del Senato. Sen. Nicola Irto, Commissione Ambiente del Senato. On. Patty L'Abbate, Commissione Ambiente della Camera. On. Patty L'Abbate, Commissione Ambiente della Camera. On. Fabio Rampelli, Vicepresidente della Camera. Andrea De Maio, Presidente Fondazione Inarcassa. Andrea De Maio, Presidente della Fondazione Inarcassa.
  • 2ª Giornata sulla Rigenerazione Urbana – Taranto, 27 marzo 2026
    La 2ª Giornata sulla Rigenerazione Urbana – RE/URB, promossa dalla Fondazione Inarcassa, si terrà il 27 marzo 2026, dalle ore 10.00 alle ore 13.00, presso la Sala Conferenze del Dipartimento Jonico dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, a Taranto. L’iniziativa si inserisce in un percorso di approfondimento avviato a livello nazionale per favorire il dialogo tra istituzioni, professionisti, università e decisori pubblici sui temi della rigenerazione urbana e del governo del territorio. La rigenerazione urbana rappresenta oggi una delle principali sfide per il futuro delle città italiane. Non riguarda soltanto il recupero del patrimonio edilizio o la riqualificazione di aree dismesse, ma implica una visione più ampia dello sviluppo urbano, orientata alla qualità dello spazio pubblico, alla sostenibilità ambientale e alla coesione sociale. In questo contesto, la qualità della progettazione e il contributo delle competenze tecniche assumono un ruolo centrale per accompagnare processi di trasformazione capaci di generare valore duraturo per i territori e le comunità. Nell’edizione dello scorso anno, tenutasi a Torino – città protagonista negli anni di una significativa trasformazione post-industriale – è stato evidenziato, con il contributo di sociologi, urbanisti, architetti e ingegneri, il ruolo della rigenerazione urbana quale strumento capace di rafforzare il legame tra persone e luoghi attraverso un approccio inclusivo e sostenibile. Nel solco di quella riflessione si colloca l’appuntamento di quest’anno, ospitato a Taranto, contesto particolarmente significativo per osservare dinamiche che interessano molte città italiane: dalla transizione economica alla fragilità ambientale, dalle criticità sociali alla ricerca di nuovi modelli di sviluppo. La giornata offrirà un’occasione di approfondimento sui temi della pianificazione urbana, della qualità del progetto e del quadro normativo che disciplina i processi di rigenerazione delle città, anche alla luce delle iniziative legislative attualmente in esame in Parlamento. Dopo i consueti saluti istituzionali e introduttivi, seguiranno gli interventi del panel di inquadramento, tecnico e politico, dedicati rispettivamente all’analisi del contesto urbanistico e normativo, al contributo delle competenze professionali e al confronto istituzionale sulle prospettive delle politiche pubbliche in materia.  L’incontro mira a favorire un dialogo tra i diversi livelli istituzionali e il sistema delle professioni, contribuendo alla definizione di politiche territoriali più efficaci e orientate alla qualità dell’ambiente urbano, alla sostenibilità e alla valorizzazione dei territori. Per ingegneri e architetti partecipanti è stata presentata richiesta ai Consigli Nazionali competenti per il riconoscimento di 3 Crediti Formativi Professionali (CFP). Si precisa che l’evento si terrà esclusivamente in presenza e non sarà disponibile in modalità webinar. Le iscrizioni per l’evento in presenza sono aperte e disponibili fino a esaurimento posti. Scarica il programma completo Leggi lo studio "Rigenerazione Urbana 2026" di Westminster Consulta la pagina dedicata all’evento Scopri tutte le edizioni della Giornata sulla Rigenerazione Urbana – RE/URB
  • 8ª Giornata Nazionale della Prevenzione Sismica: aperte le iscrizioni al webinar conclusivo del ciclo formativo
    Si conclude con un appuntamento di particolare rilievo tecnico il ciclo di incontri co‑organizzato dalla Fondazione Inarcassa, dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri e dal Consiglio Nazionale degli Architetti PPC, dedicato alla prevenzione e alla riduzione del rischio sismico. Il terzo e ultimo webinar, intitolato “Legno per uso strutturale: nuove costruzioni ed interventi sull’esistente”, è in programma venerdì 27 febbraio 2026, dalle 15.30 alle 18.30, e rappresenta la fase conclusiva del percorso di approfondimento avviato in occasione dell’Ottava Giornata Nazionale della Prevenzione Sismica. L’iniziativa conferma l’impegno della Fondazione nel rafforzare la cultura della prevenzione e nel mettere a disposizione dei professionisti strumenti tecnici aggiornati per la progettazione e la riqualificazione del patrimonio edilizio. L’incontro è dedicato all’analisi del ruolo del legno strutturale sia nelle nuove realizzazioni sia, soprattutto, negli interventi sul patrimonio edilizio esistente, con particolare attenzione alle strategie di miglioramento e adeguamento sismico, ai criteri di valutazione delle strutture e al quadro normativo di riferimento. I lavori si apriranno con i saluti istituzionali del Senatore Guido Castelli, Commissario Straordinario per la Ricostruzione Sisma 2016, introdotti dal professore Mauro Dolce, Presidente ReLUIS e del Comitato Tecnico Scientifico dell’8ª GNPS. L’introduzione scientifica sarà affidata ai professori Roberto Scotta e Maurizio Piazza, che delineeranno finalità e impostazione dell’incontro con particolare attenzione al contributo del legno strutturale negli interventi sul patrimonio edilizio esistente. Nel corso del webinar, il professore Ivan Giongo illustrerà i criteri per la valutazione delle costruzioni in legno e le principali tecniche di intervento applicabili nei diversi contesti edilizi, mentre il professore Roberto Scotta approfondirà le soluzioni progettuali e i sistemi costruttivi più idonei per il retrofit sismico. Le conclusioni saranno affidate al professore Massimo Fragiacomo, che esaminerà il comportamento sismico delle strutture in legno alla luce dei nuovi Eurocodici, con particolare attenzione agli aspetti normativi e prestazionali di maggiore interesse per l’attività professionale. L’evento sarà trasmesso in streaming ed è accessibile previa registrazione. Le iscrizioni sono aperte a tutti gli ingegneri e architetti, indipendentemente dall’iscrizione a Inarcassa, e resteranno disponibili fino alle ore 15.00 di venerdì 27 febbraio 2026. Con questo appuntamento si conclude un percorso formativo di alto profilo tecnico, volto a rafforzare le competenze dei professionisti e a promuovere soluzioni progettuali innovative per la sicurezza sismica e la resilienza del costruito.  Per iscriversi al webinar e consultare il programma completo: https://fondazioneinarcassa.it/it/seminari/8a-gnps-legno-uso-strutturale-nuove-costruzioni-ed-interventi-sullesistente
  • La Vicepresidente della Fondazione Inarcassa, arch. Bruna Gozzi, è intervenuta in audizione sui disegni di legge nn. 1112 e 1711, recanti Misure per la promozione e la valorizzazione dell’architettura, attualmente all’esame della Commissione Cultura del Senato. Nel corso dell’intervento, la Vicepresidente ha sottolineato come i provvedimenti in discussione rappresentino un’importante opportunità per dotare l’ordinamento di una disciplina organica sul ruolo dell’architettura nei processi di trasformazione del territorio, sia con riferimento alle nuove costruzioni sia in una più ampia prospettiva di rigenerazione e riqualificazione dei centri urbani. Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo centrale dei concorsi di progettazione, da sviluppare in due fasi, quali strumenti fondamentali per garantire la qualità del progetto e della sua realizzazione, favorendo al contempo l’accesso dei giovani professionisti al mercato della progettazione. L'arch. Bruna Gozzi ha inoltre proposto di estendere la collaborazione con il Ministero della Cultura anche agli ordini professionali degli ingegneri, oltre a quelli degli architetti, al fine di assicurare un’azione congiunta e integrata tra tutte le categorie professionali coinvolte. In tale prospettiva, per il perseguimento della qualità nella progettazione, è essenziale fare riferimento a professionisti iscritti agli ordini professionali, soggetti a un aggiornamento formativo continuo e operanti nel rispetto di un codice deontologico a tutela del committente e della qualità professionale. Leggi il comunicato stampa Guarda l'intervento completo
  • Frana di Niscemi: il Presidente della Fondazione Inarcassa De Maio ad Agorà su Rai 3
    "Il dissesto idrogeologico riguarda una parte significativa della popolazione e del territorio italiano e ha un alto impatto economico. Il 94% dei comuni italiani è a rischio frane, alluvioni o erosione costiera, oltre 8 milioni di abitanti sono esposti a rischio alluvioni o frane. Dal 2010 la spesa per i danni da dissesto idrogeologico è triplicata, passando da 1 a oltre 3 miliardi di euro l'anno. Per ridurre in prospettiva questi costi è importante investire in prevenzione, in modo strutturale, con una programmazione strategica su un orizzonte temporale di almeno 20 anni". Così il Presidente della Fondazione Inarcassa, ing. Andrea De Maio è intervenuto alla puntata del 3 febbraio scorso ad Agorà, su Rai 3. "La prevenzione - ha proseguito De Maio - è tanto più efficace quanto maggiore è la conoscenza, essenziale per pianificare gli interventi, partendo da quelli più urgenti: a medio-lungo termine sarebbe utile procedere ad azioni di mappatura delle aree a maggiore rischio e all'istituzione dell'’Anagrafe del Fabbricato, un fascicolo digitale che raccolga tutte le informazioni di un edificio, ne descriva lo stato di salute cioè l'esposizione al rischio idrogeologico e strutturale, come già oggi avviene con la certificazione energetica".  
  • Rischio sismico e miglioramento delle prestazioni energetiche in vista del recepimento della Direttiva Green: come integrare le due esigenze  Dalla VIII Giornata Nazionale della Prevenzione Simica un confronto sul tema con proposte concrete: la prima mappatura del territorio italiano per integrare rischio sismico, idrogeologico, climatico e consumo energetico  La VIII Giornata Nazionale della Prevenzione sismica 2025, promossa da Fondazione Inarcassa e dai Consigli Nazionali degli Ingegneri e degli Architetti PPC e svoltasi lo scorso 10 dicembre a Palazzo Wedekind, ha posto al centro del dibattito l’indispensabile integrazione tra la sicurezza strutturale e l’efficientamento energetico e lo ha fatto portando al tavolo del confronto esperti, accademici, professionisti e istituzioni. Dalla giornata di confronto è emerso che il rischio sismico sugli edifici residenziali del territorio italiano pesa circa 4 miliardi di euro all’anno, con le regioni Lombardia, Piemonte e Sicilia che hanno il patrimonio immobiliare maggiormente esposto.  All’evento, moderato dal giornalista Roberto Inciocchi, hanno partecipato l’ing. Massimo Garbari (Presidente Inarcassa), l’ing. Andrea De Maio (Presidente Fondazione Inarcassa), l’ing. Domenico Perrini (Presidente CNI), l’arch. Massimo Crusi (Presidente CNAPPC), l’ing. Prof. Mauro Dolce (Presidente Reluis, Presidente CTS), il Prof. Giulio Zuccaro (Centro di ricerche “Plinius”), il sen. Guido Castelli (Commissario Sisma 2016), il Cons. Luigi Ferrara (Capo Dipartimento Casa Italia), l’ing. Paola Pagliara (Dipartimento della Protezione Civile), l’ing. Gennaro De Vivo (Presidente Prima Sezione Consiglio Superiore Lavori Pubblici), l’ing. Maurizio Pollino (Responsabile del Laboratorio ENEA Analisi e Modelli per le Infrastrutture Critiche ed i Servizi Essenziali del Dipartimento Tecnologie Energetiche e Fonti Rinnovabili), la dott.ssa Milena Messori (Capo Ufficio Gruppo Banca europea per gli investimenti (BEI) in Italia) Piero Petrucco (Vicepresidente ANCE), il dott. Riccardo Rigillo (Capo di Gabinetto del Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare), l’On. Ruggero Razza (europarlamentare), l’On. Erica Mazzetti, l’On. Maurizio Lupi, la Senatrice Raffaella Paita. Il Vicepresidente esecutivo per la Coesione e le riforme della Commissione europea, Raffaele Fitto, e il Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, Tommaso Foti, hanno trasmesso un videomessaggio. Il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, il Presidente di ANCI e Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, hanno trasmesso un messaggio di saluti. Il tema affrontato durante la giornata, è cruciale per il futuro dell’edilizia, l’Italia infatti convive con il rischio sismico e negli anni ha attivato a vari livelli un’attenta mitigazione del rischio, tuttavia, com’è emerso durante l’iniziativa, gli interventi strutturali portati avanti grazie alla misura del Superbonus con la detrazione delle spese al 110%, ha rivelato che buona parte degli interventi condotti sul patrimonio pubblico e privato non ha interessato la riduzione del rischio sismico bensì solo i miglioramenti delle prestazioni energetiche. La Politica, com’è stato subito portato all’attenzione del dibattito, si trova ora di fronte alla necessità di far fronte al recepimento della Direttiva Green, che prevede un taglio delle emissioni del 55% per gli edifici pubblici entro il 2027 e per quelli privati al 2030, ma per farlo è auspicabile che preveda l'integrazione tra le politiche di efficientamento energetico con quelle di riduzione del rischio sismico. L’incontro ha dato modo di presentare e discutere del nuovo modello di mappatura del territorio italiano, messo a punto dall’analisi del Dipartimento Casa Italia in collaborazione con PLINIVS APS, progetto coordinato dal professor Giulio Zuccaro. La mappatura ha messo in rilievo e posto all’attenzione dei decisori pubblici presenti all’evento, come poter guidare gli interventi, rendendo gli investimenti mirati e integrare così le due principali esigenze: efficienza energetica e riduzione rischio sismico. La mappatura è in grado infatti di monitorare pericolosità, esposizione e vulnerabilità degli edifici, utilizzando dati provenienti da INGV e ISTAT, generando così mappe di rischio su celle di territorio della grandezza di 1 km quadrato. Una dimensione di dettaglio che consente di organizzare e mirare agli interventi in modo preciso. Lo scopo del modello, presentato nel corso della giornata, è quello di stimare in modo puntuale il rischio, costituendo una base di conoscenza finalizzata a creare una piattaforma operativa che definisca con sempre maggior precisione gli obiettivi prioritari e indirizzare così gli investimenti, anche quelli relativi al PNRR.  Hanno concesso il patrocinio all’iniziativa: Inarcassa, ANCI, ReLuis, Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, ISI, Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, ENEA (comunicazione pervenuta il 10 dicembre). Il Dipartimento Casa Italia ha concesso l’utilizzo del logo sugli stampati. La VIII GNPS ha dato modo ai professionisti, sia presenti in sala sia collegati online, di acquisire i crediti formativi.  Consulta i materiali dell'evento Roberto INCIOCCHI – Giornalista RAI Roberto INCIOCCHI – Giornalista RAI Massimo GARBARI – Presidente Inarcassa Massimo GARBARI – Presidente Inarcassa Andrea DE MAIO – Presidente Fondazione Inarcassa Andrea DE MAIO – Presidente Fondazione Inarcassa Andrea DE MAIO – Presidente Fondazione Inarcassa Andrea DE MAIO – Presidente Fondazione Inarcassa Angelo Domenico PERRINI – Presidente Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI) Massimo CRUSI – Presidente Consiglio Nazionale Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC) Raffaella PAITA – Componente 5ª Commissione Bilancio del Senato Mauro DOLCE – Presidente Comitato Tecnico Scientifico 8a GNPS Da sinistra: Raffaella PAITA – Componente 5ª Commissione Bilancio del Senato; Roberto INCIOCCHI – Giornalista RAI Giulio ZUCCARO – Responsabile Scientifico Centro Ricerche Plinius Giulio ZUCCARO – Responsabile Scientifico Centro Ricerche Plinius Erica MAZZETTI – Componente VIII Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera Erica MAZZETTI – Componente VIII Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera Erica MAZZETTI – Componente VIII Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera Riccardo RIGILLO – Capo Gabinetto Ministro della Protezione Civile e le Politiche del Mare Guido CASTELLI – Commissario Straordinario Ricostruzione Sisma 2016 Raffaele FITTO – Commissario Europeo per la Coesione e per le riforme Luigi FERRARA – Consigliere PCM - Capo Dipartimento Casa Italia Milena Messori – Capo Ufficio Gruppo Banca europea per gli investimenti (BEI) in Italia Maurizio LUPI – Componente II Commissione Giustizia della Camera dei Deputati Ruggero RAZZA – Membro del Parlamento Europeo, Commissione per i bilanci Maurizio LUPI – Componente II Commissione Giustizia della Camera dei Deputati Paola PAGLIARA – Direttore dell'Ufficio Previsione e prevenzione rischio sismico, Dipartimento della Protezione Civile Piero PETRUCCO – Vicepresidente ANCE Gennaro DE VIVO – Presidente Prima Sezione Consiglio Superiore Lavori Pubblici Gennaro DE VIVO – Presidente Prima Sezione Consiglio Superiore Lavori Pubblici Maurizio POLLINO – Responsabile del Laboratorio ENEA Analisi e Modelli per le Infrastrutture Critiche ed i Servizi Essenziali del Dipartimento Tecnologie Energetiche e fonti Rinnovabili Da sinistra: Elio MASCIOVECCHIO – Vicepresidente Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI); Massimo CRUSI, Presidente Consiglio Nazionale Architetti PPC (CNAPPC); Andrea DE MAIO, Presidente Fondazione Inarcassa; Roberto INCIOCCHI, Giornalista RAI.  In alto: Tommaso FOTI, Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione. Da sinistra: Elio MASCIOVECCHIO – Vicepresidente Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI); Massimo CRUSI, Presidente Consiglio Nazionale Architetti PPC (CNAPPC); Andrea DE MAIO, Presidente Fondazione Inarcassa; Roberto INCIOCCHI, Giornalista RAI.  Da sinistra: Elio MASCIOVECCHIO – Vicepresidente Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI); Massimo CRUSI, Presidente Consiglio Nazionale Architetti PPC (CNAPPC); Andrea DE MAIO, Presidente Fondazione Inarcassa; Roberto INCIOCCHI, Giornalista RAI.  Da sinistra: Elio MASCIOVECCHIO – Vicepresidente Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI); Massimo CRUSI, Presidente Consiglio Nazionale Architetti PPC (CNAPPC); Andrea DE MAIO, Presidente Fondazione Inarcassa; Roberto INCIOCCHI, Giornalista RAI.  Da sinistra: Elio MASCIOVECCHIO – Vicepresidente Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI); Massimo CRUSI, Presidente Consiglio Nazionale Architetti PPC (CNAPPC); Andrea DE MAIO, Presidente Fondazione Inarcassa; Roberto INCIOCCHI, Giornalista RAI.
  • In un mercato dei servizi professionali in continua evoluzione, caratterizzato da dinamiche sempre più complesse e da una crescente concorrenza – anche da parte di soggetti esteri – risulta essenziale per l’Italia favorire strumenti di aggregazione tra liberi professionisti che garantiscano qualità, competitività, sostenibilità e tutela del lavoro. Le Società tra Professionisti (StP), introdotte nell’ordinamento con la Legge di Stabilità 2012 con l’intento di consentire la collaborazione strutturata tra professionisti iscritti agli Ordini, rappresentano il modello giuridico più coerente con i principi di autonomia, responsabilità personale e continuità previdenziale su cui si fonda la libera professione tecnica. Tuttavia, a oltre un decennio dalla loro istituzione, la diffusione delle StP rimane marginale, a causa di un quadro normativo incompleto, di disallineamenti fiscali e civilistici e di una sostanziale disparità di trattamento rispetto ad altre forme societarie come le Società di Ingegneria. Tale situazione ha generato un doppio effetto negativo: da un lato, ha disincentivato l’aggregazione tra professionisti, favorendo l’atomizzazione della professione e la precarizzazione dei soggetti più fragili (giovani, donne, neoiscritti); dall’altro, ha indebolito la tenuta del sistema previdenziale privato, fondato sulla partecipazione attiva degli iscritti agli Ordini professionali. Per questo motivo, la Fondazione Inarcassa ha avanzato una serie di proposte concrete, mirate a eliminare le penalizzazioni fiscali e incentivare la costituzione e la trasformazione in StP, garantire certezza del diritto e pieno riconoscimento della responsabilità limitata nelle StP di capitali, favorire investimenti e processi aggregativi attraverso misure analoghe a quelle previste per le start-up innovative, e ristabilire l’equità concorrenziale tra le diverse forme societarie che operano nel medesimo mercato. L’adeguamento normativo delle StP non è soltanto una questione tecnica, ma una scelta strategica per il futuro del lavoro autonomo, per la valorizzazione del capitale umano e professionale nazionale e per la salvaguardia di un sistema previdenziale che si regge sulla partecipazione attiva e qualificata dei liberi professionisti italiani. Di questi argomenti si è discusso nel corso del tavolo di lavoro "Tra aggregazione e fiscalità, quale futuro per le professioni?", promosso dalla Fondazione Inarcassa, che si è tenuto lo scorso 21 ottobre, presso il CNEL. "Sebbene le nostre categorie siano in possesso di competenze elevate e di responsabilità rilevanti per la tutela dell’interesse pubblico - ha spiegato il Presidente della Fondazione, ing. Andrea De Maio - basti pensare alla sicurezza degli edifici, alla rigenerazione urbana, alla transizione energetica e digitale, rischiano di affrontare, di qui ai prossimi anni, una crisi di sistema che ne mette a rischio il futuro. Oggi, parlare di aggregazione e di fiscalità non può prescindere da una presa d’atto: il modello individuale e frammentato della professione sta mostrando tutti i suoi limiti e la libera professione, così come strutturata, non garantisce più continuità, redditività, né attrattività per i giovani". "Abbiamo condotto un’indagine presso i nostri iscritti - ha proseguito De Maio - che conferma il forte interesse dei colleghi verso l’aggregazione, ma anche che vi sono barriere, di natura fiscale e giuridica che la ostacolano. Uno studio europeo da noi commissionato a GEIE - CBE dimostra come il concetto di autonomia patrimoniale perfetta delle StP sia già consolidato in altri Paesi UE, mentre in Italia resta ancora incerto. Chiediamo quindi equità fiscale tra soggetti individuali e aggregati con la modifica normativa che permetta ai soci delle StP di accedere al regime fiscale agevolato (forfettario), rimuovendo l’attuale causa di esclusione prevista dalla legge 190/2014. Inoltre, chiediamo il riconoscimento dell’autonomia patrimoniale perfetta alle StP, attraverso una modifica del Codice Civile, per chiarire che anche le StP costituite in forma di Società di Capitale godono della piena autonomia patrimoniale. Questo - ha concluso il Presidente - permetterebbe di tutelare i soci, favorire gli investimenti e ridurre il divario rispetto alle società di ingegneria, oggi più tutelate e competitive". "Parlare oggi di competitività delle professioni - ha spiegato Sandra Savino, Sottosegretario al Ministero dell'Economia e delle Finanze intervenuta all'evento - significa parlare del futuro dell’economia reale italiana. Le professioni tecniche rappresentano la spina dorsale di un paese che vuole crescere con responsabilità, innovazione e qualità. Aggregarsi oggi non è solo una scelta di efficienza ma un vero strumento di competitività e in questa direzione la Legge di Bilancio 2026 prevede una serie di strumenti e priorità strategici. Le disparità fiscali e normative ancora oggi penalizzano le forme di aggregazione professionale; il ministero guarda con attenzione il lavoro della Fondazione Inarcassa, sia in vista dei prossimi passaggi della Legge di Bilancio, sia in funzione dei prossimi interventi normativi. Sul fronte della fiscalità stiamo valutando forme di incentivo e regimi agevolati che possano favorire le reti di studio e le società tra professioni, riconoscendone il ruolo economico e sociale". "La vita delle professioni oggi è in forte trasformazione, per affrontarla occorre un cambiamento culturale". Così ha commentato Erika Stefani della 2° Commissione Giustizia al Senato (Lega) che ha proseguito: "il libero professionista per essere competitivo oggi ha bisogno di aggregarsi ma per farlo è necessario che cambi il modo in cui guarda alla professione senza perdere il rapporto diretto con i propri clienti". Secondo Vito De Palma, della VI Commissione Finanze alla Camera (FI) "quando parliamo di STP parliamo di un modello giuridico che è a mio avviso il futuro del lavoro autonomo. Le stp oggi, a distanza di 10 anni dalla loro creazione, sono un decimo delle società di ingegneria: troppi vincoli, poca chiarezza e una fiscalità che premia l’individualità invece dell’aggregazione. È urgente correggere l’esclusione delle STP dal regime fortettario: è un principio di equità che va di pari passo con la competitività. Se renderemo il modello della STP uno strumento semplice, sicuro e conveniente, daremo ai nostri professionisti delle opportunità di crescita". All'evento è intervenuto anche Mario Turco - componente 6ª Commissione Finanze: "quella della professione è oggi un’attività individuale e dobbiamo favorire il passaggio alle forme aggregate per far fronte al principale problema che è la concorrenza. Innanzitutto, abbiamo necessità di uniformare gli ordinamenti normativi e fiscali che oggi favoriscono le forme giuridiche societarie, lontane dalle prospettive del nostro paese. Come forza politica vorremmo l’allineamento del regime fiscale anche per incentivare l’ingresso dei giovani nelle STP, riconoscendo loro le stesse agevolazioni che ci sono per i lavoratori autonomi. Per fronteggiare la concorrenza internazionale, tema che diventerà sempre più stringente da qui a 5 anni, è fondamentale ci sia anche una equiparazione sul tema delle agevolazioni sugli investimenti, sulla governance e sulla burocrazia contabile, favorendone la semplificazione". Scarica il programma completo Per rivedere l'evento clicca qui Leggi il comunicato stampa Scarica la rassegna stampa Andrea DE MAIO Presidente Fondazione Inarcassa   Erika STEFANI 2° Commissione Giustizia - Senato (Lega); Bruna GOZZI - Vice Presidente Fondazione Inarcassa Paola CARELLO avvocato Consiglio Nazionale Forense; Vito DE PALMA VI Commissione Finanze – Camera (FI); Erika STEFANI 2° Commissione Giustizia - Senato (Lega); Bruna GOZZI - Vice Presidente Fondazione Inarcassa