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  • Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha promosso un concorso di progettazione per l’ampliamento della "Città Giudiziaria" di Piazzale Clodio e della Porta del Parco di Monte Mario a Roma.  L’esame della documentazione di gara si è concentrata, in particolar modo, sulla determinazione del calcolo del compenso professionale che, di fatto, è risultato sottostimato.  Per quanto riguarda, infatti, il calcolo relativo al PFTE sono state prese in considerazione le aliquote contenute nel decreto "parametri" vigenti all’epoca del d.lgs. n. 50/2016. La stazione appaltante non ha, quindi, tenuto conto delle novità introdotte dal nuovo Codice dei contratti pubblici per quanto concerne, in particolare, la riduzione dei livelli di progettazione, da tre a due. Pertanto, la procedura del MIT è risultata in contrasto con l’articolo 41, c. 15 del d.lgs. n. 36/2023 nel cui richiamo all’allegato I.13 (Determinazione dei parametri per la progettazione) si stabilisce che “le aliquote relative alla progettazione preliminare sono integralmente attribuite al progetto di fattibilità tecnico- economica (PFTE)”. Ciò ha determinato l’incongruità della base d’asta, che è risultata ampiamente sottostimata. Nella diffida notificata al Ministero, Fondazione Inarcassa ha evidenziato la violazione della legge sull’equo compenso e ha riportato il calcolo corretto - allineato alle misure attualmente vigenti - da corrispondere al professionista. Infatti, a seguito delle dovute verifiche, il Ministero, che si ringrazia della preziosa collaborazione, ha rettificato la procedura di gara nella parte relativa alla determinazione del compenso professionale, incrementato di oltre 1.820.237 euro. Un risultato, dunque, molto importante ottenuto grazie alla disponibilità e attenzione del Ministero verso le istanze del mondo professionale. 
  • 2ª Giornata sulla Rigenerazione Urbana – Taranto, 27 marzo 2026
    La 2ª Giornata sulla Rigenerazione Urbana – RE/URB, promossa dalla Fondazione Inarcassa, si terrà il 27 marzo 2026, dalle ore 10.00 alle ore 13.00, presso la Sala Conferenze del Dipartimento Jonico dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, a Taranto. L’iniziativa si inserisce in un percorso di approfondimento avviato a livello nazionale per favorire il dialogo tra istituzioni, professionisti, università e decisori pubblici sui temi della rigenerazione urbana e del governo del territorio. La rigenerazione urbana rappresenta oggi una delle principali sfide per il futuro delle città italiane. Non riguarda soltanto il recupero del patrimonio edilizio o la riqualificazione di aree dismesse, ma implica una visione più ampia dello sviluppo urbano, orientata alla qualità dello spazio pubblico, alla sostenibilità ambientale e alla coesione sociale. In questo contesto, la qualità della progettazione e il contributo delle competenze tecniche assumono un ruolo centrale per accompagnare processi di trasformazione capaci di generare valore duraturo per i territori e le comunità. Nell’edizione dello scorso anno, tenutasi a Torino – città protagonista negli anni di una significativa trasformazione post-industriale – è stato evidenziato, con il contributo di sociologi, urbanisti, architetti e ingegneri, il ruolo della rigenerazione urbana quale strumento capace di rafforzare il legame tra persone e luoghi attraverso un approccio inclusivo e sostenibile. Nel solco di quella riflessione si colloca l’appuntamento di quest’anno, ospitato a Taranto, contesto particolarmente significativo per osservare dinamiche che interessano molte città italiane: dalla transizione economica alla fragilità ambientale, dalle criticità sociali alla ricerca di nuovi modelli di sviluppo. La giornata offrirà un’occasione di approfondimento sui temi della pianificazione urbana, della qualità del progetto e del quadro normativo che disciplina i processi di rigenerazione delle città, anche alla luce delle iniziative legislative attualmente in esame in Parlamento. Dopo i consueti saluti istituzionali e introduttivi, seguiranno gli interventi del panel di inquadramento, tecnico e politico, dedicati rispettivamente all’analisi del contesto urbanistico e normativo, al contributo delle competenze professionali e al confronto istituzionale sulle prospettive delle politiche pubbliche in materia.  L’incontro mira a favorire un dialogo tra i diversi livelli istituzionali e il sistema delle professioni, contribuendo alla definizione di politiche territoriali più efficaci e orientate alla qualità dell’ambiente urbano, alla sostenibilità e alla valorizzazione dei territori. Per ingegneri e architetti partecipanti è stata presentata richiesta ai Consigli Nazionali competenti per il riconoscimento di 3 Crediti Formativi Professionali (CFP). Si precisa che l’evento si terrà esclusivamente in presenza e non sarà disponibile in modalità webinar. Le iscrizioni per l’evento in presenza sono aperte e disponibili fino a esaurimento posti. Scarica il programma completo Leggi lo studio "Rigenerazione Urbana 2026" di Westminster Consulta la pagina dedicata all’evento Scopri tutte le edizioni della Giornata sulla Rigenerazione Urbana – RE/URB
  • Nuovi CAM Edilizia 2026: il webinar della Fondazione Inarcassa sulle novità normative in vigore dal 2 febbraio
    La conoscenza aggiornata del quadro normativo ambientale rappresenta oggi un elemento sempre più centrale nell’attività dei professionisti tecnici. L’evoluzione delle politiche europee e nazionali in materia di sostenibilità, insieme al crescente ruolo del procurement pubblico come leva di transizione ecologica, rende indispensabile per architetti e ingegneri comprendere in modo puntuale gli strumenti normativi che regolano progettazione, realizzazione e gestione degli interventi edilizi. In questo contesto, la Fondazione Inarcassa promuove il webinar formativo “Nuovi CAM Edilizia: cosa è cambiato dal 2 febbraio 2026”, in programma mercoledì 25 marzo 2026, dalle ore 15:00 alle 18:00. L’incontro è dedicato all’analisi del Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica del 24 novembre 2025, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 281 del 3 dicembre 2025, che introduce i nuovi Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l’edilizia e ridefinisce il quadro di riferimento per l’affidamento dei servizi di progettazione e per l’esecuzione dei lavori relativi agli interventi edilizi. Dal 2 febbraio 2026 i nuovi CAM edilizia si applicano a tutti gli appalti pubblici relativi a edifici, infrastrutture e manufatti, con implicazioni dirette per progettisti, imprese e stazioni appaltanti. Il provvedimento rappresenta quindi un passaggio significativo nel processo di integrazione dei criteri ambientali nelle politiche di acquisto pubblico e richiede ai professionisti un aggiornamento puntuale sulle nuove disposizioni e sulle modalità operative di applicazione. L’apertura dei lavori è dedicata ai saluti istituzionali dell’ing. Andrea De Maio, Presidente della Fondazione Inarcassa. A seguire interviene l’arch. Giuseppe Vincenzo Pulvirenti, che sviluppa la relazione tecnica del webinar e guida i partecipanti nell’analisi del nuovo quadro normativo e delle principali implicazioni applicative per l’attività professionale. Il programma entra nel merito della struttura e dei contenuti del DM 24 novembre 2025, con un confronto con il precedente decreto CAM edilizia 2022, con l’obiettivo di evidenziare le principali innovazioni introdotte. L’approfondimento riguarda inoltre le indicazioni operative per le stazioni appaltanti, i criteri previsti per l’affidamento dei servizi di progettazione e per l’esecuzione dei lavori, nonché il ruolo delle relazioni CAM nelle diverse fasi del processo progettuale e realizzativo. Una parte dell’incontro è dedicata ai principi di Life Cycle Assessment (LCA) e Life Cycle Costing (LCC) applicati agli edifici, alle specifiche tecniche relative al cantiere e alle prestazioni ambientali richieste durante l’esecuzione degli interventi. L’analisi affronta inoltre l’applicazione dei Criteri Ambientali Minimi nelle procedure di gara, con riferimento ai criteri premianti e agli aspetti operativi che incidono sull’attività professionale.  La sessione conclusiva è dedicata al confronto con il docente e offre ai partecipanti la possibilità di presentare quesiti e discutere casi applicativi legati alla propria esperienza professionale. Il webinar di aggiornamento, della durata di 3 ore, costituisce aggiornamento del corso FAD “Criteri Ambientali Minimi e DNSH” (8 ore) e consente, al momento, di soddisfare il requisito necessario per sostenere l’esame di certificazione come Esperto CAM in progettazione sostenibile, rilasciata da un organismo accreditato per lo specifico schema e riconosciuto da Accredia ai sensi della norma internazionale ISO/IEC 17024. Per consultare il programma completo e iscriversi al webinar, è possibile accedere al seguente link: https://fondazioneinarcassa.it/it/seminari/nuovi-cam-edilizia-2026-cosa-cambia-dal-2-febbraio
  • 8ª Giornata Nazionale della Prevenzione Sismica: aperte le iscrizioni al webinar conclusivo del ciclo formativo
    Si conclude con un appuntamento di particolare rilievo tecnico il ciclo di incontri co‑organizzato dalla Fondazione Inarcassa, dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri e dal Consiglio Nazionale degli Architetti PPC, dedicato alla prevenzione e alla riduzione del rischio sismico. Il terzo e ultimo webinar, intitolato “Legno per uso strutturale: nuove costruzioni ed interventi sull’esistente”, è in programma venerdì 27 febbraio 2026, dalle 15.30 alle 18.30, e rappresenta la fase conclusiva del percorso di approfondimento avviato in occasione dell’Ottava Giornata Nazionale della Prevenzione Sismica. L’iniziativa conferma l’impegno della Fondazione nel rafforzare la cultura della prevenzione e nel mettere a disposizione dei professionisti strumenti tecnici aggiornati per la progettazione e la riqualificazione del patrimonio edilizio. L’incontro è dedicato all’analisi del ruolo del legno strutturale sia nelle nuove realizzazioni sia, soprattutto, negli interventi sul patrimonio edilizio esistente, con particolare attenzione alle strategie di miglioramento e adeguamento sismico, ai criteri di valutazione delle strutture e al quadro normativo di riferimento. I lavori si apriranno con i saluti istituzionali del Senatore Guido Castelli, Commissario Straordinario per la Ricostruzione Sisma 2016, introdotti dal professore Mauro Dolce, Presidente ReLUIS e del Comitato Tecnico Scientifico dell’8ª GNPS. L’introduzione scientifica sarà affidata ai professori Roberto Scotta e Maurizio Piazza, che delineeranno finalità e impostazione dell’incontro con particolare attenzione al contributo del legno strutturale negli interventi sul patrimonio edilizio esistente. Nel corso del webinar, il professore Ivan Giongo illustrerà i criteri per la valutazione delle costruzioni in legno e le principali tecniche di intervento applicabili nei diversi contesti edilizi, mentre il professore Roberto Scotta approfondirà le soluzioni progettuali e i sistemi costruttivi più idonei per il retrofit sismico. Le conclusioni saranno affidate al professore Massimo Fragiacomo, che esaminerà il comportamento sismico delle strutture in legno alla luce dei nuovi Eurocodici, con particolare attenzione agli aspetti normativi e prestazionali di maggiore interesse per l’attività professionale. L’evento sarà trasmesso in streaming ed è accessibile previa registrazione. Le iscrizioni sono aperte a tutti gli ingegneri e architetti, indipendentemente dall’iscrizione a Inarcassa, e resteranno disponibili fino alle ore 15.00 di venerdì 27 febbraio 2026. Con questo appuntamento si conclude un percorso formativo di alto profilo tecnico, volto a rafforzare le competenze dei professionisti e a promuovere soluzioni progettuali innovative per la sicurezza sismica e la resilienza del costruito.  Per iscriversi al webinar e consultare il programma completo: https://fondazioneinarcassa.it/it/seminari/8a-gnps-legno-uso-strutturale-nuove-costruzioni-ed-interventi-sullesistente
  • Frana di Niscemi: il Presidente della Fondazione Inarcassa De Maio ad Agorà su Rai 3
    "Il dissesto idrogeologico riguarda una parte significativa della popolazione e del territorio italiano e ha un alto impatto economico. Il 94% dei comuni italiani è a rischio frane, alluvioni o erosione costiera, oltre 8 milioni di abitanti sono esposti a rischio alluvioni o frane. Dal 2010 la spesa per i danni da dissesto idrogeologico è triplicata, passando da 1 a oltre 3 miliardi di euro l'anno. Per ridurre in prospettiva questi costi è importante investire in prevenzione, in modo strutturale, con una programmazione strategica su un orizzonte temporale di almeno 20 anni". Così il Presidente della Fondazione Inarcassa, ing. Andrea De Maio è intervenuto alla puntata del 3 febbraio scorso ad Agorà, su Rai 3. "La prevenzione - ha proseguito De Maio - è tanto più efficace quanto maggiore è la conoscenza, essenziale per pianificare gli interventi, partendo da quelli più urgenti: a medio-lungo termine sarebbe utile procedere ad azioni di mappatura delle aree a maggiore rischio e all'istituzione dell'’Anagrafe del Fabbricato, un fascicolo digitale che raccolga tutte le informazioni di un edificio, ne descriva lo stato di salute cioè l'esposizione al rischio idrogeologico e strutturale, come già oggi avviene con la certificazione energetica".  
  • La prevenzione del rischio sismico rappresenta una priorità di interesse pubblico, in quanto coinvolge direttamente la sicurezza delle persone, la tutela del patrimonio edilizio e la qualità delle politiche di governo del territorio. In un Paese caratterizzato da un’elevata esposizione sismica e da un patrimonio costruito in larga parte antecedente all’introduzione delle moderne normative tecniche, il rafforzamento delle competenze professionali costituisce un presupposto essenziale per l’efficacia delle strategie di prevenzione. In questo contesto prende avvio un ciclo di tre webinar formativi dedicati all’approfondimento dei principali temi connessi alla riduzione del rischio sismico, concepito a completamento del programma dell’Ottava Giornata Nazionale della Prevenzione Sismica. L’iniziativa intende tradurre i principi generali della prevenzione in contenuti tecnico-operativi a supporto dell’attività progettuale e decisionale. I tre eventi sono co-organizzati dalla Fondazione Inarcassa, dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri e dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. Le iscrizioni sono aperte a tutti gli ingegneri e gli architetti, con l’obiettivo di favorire un coinvolgimento ampio e trasversale della comunità professionale. Gli incontri si svolgeranno in modalità streaming nelle giornate di venerdì 30 gennaio, 13 febbraio e 27 febbraio 2026 e affronteranno temi centrali per l’evoluzione delle politiche di prevenzione e per l’operatività tecnica, secondo un approccio integrato che coniuga sicurezza strutturale, sostenibilità ambientale e valutazione economica degli interventi. Il primo webinar, “Interventi combinati di retrofit antisismico ed efficientamento energetico”, in programma venerdì 30 gennaio, dalle ore 15.30 alle ore 18.30, si concentra sull’analisi delle strategie integrate di miglioramento sismico e riqualificazione energetica degli edifici esistenti. Il programma approfondisce le implicazioni metodologiche, economiche e ambientali delle scelte progettuali, con particolare attenzione agli investimenti richiesti per la decarbonizzazione del settore edilizio e all’impiego dell’approccio Life Cycle Thinking come strumento di supporto ai processi decisionali. La parte conclusiva è riservata alla presentazione di casi studio relativi a edifici in calcestruzzo armato e in muratura. Il secondo appuntamento, “Materiali e tecnologie innovative per il retrofit antisismico”, in programma venerdì 13 febbraio, propone una ricognizione dei materiali e delle tecnologie innovative per il miglioramento del comportamento sismico degli edifici esistenti, con una panoramica sulle soluzioni attualmente disponibili, dagli esoscheletri strutturali ai sistemi di isolamento e dissipazione, fino all’impiego di materiali avanzati. Il terzo e ultimo webinar, “Legno per uso strutturale: nuove costruzioni ed interventi sull’esistente”, in programma venerdì 27 febbraio, affronta il tema dell’impiego del legno strutturale sia nelle nuove costruzioni sia negli interventi sull’edilizia esistente. L’incontro esamina la valutazione delle strutture esistenti, le principali tecniche di intervento e il comportamento sismico delle strutture lignee, con un focus sulle novità introdotte dai nuovi Eurocodici. L’apertura del ciclo di webinar è affidata ai saluti istituzionali dell’Ing. Andrea De Maio, Presidente della Fondazione Inarcassa; per il primo appuntamento sono inoltre previsti gli interventi dell’Ing. Angelo Domenico Perrini, Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, e dell’Arch. Massimo Crusi, Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. Il ciclo formativo si colloca nel solco delle attività avviate con la Giornata Nazionale della Prevenzione Sismica e contribuisce a rafforzare il confronto tra istituzioni, professionisti ed esperti sui temi della prevenzione, con l’obiettivo di sostenere la definizione di politiche strutturali orientate alla riduzione del rischio e alla messa in sicurezza del patrimonio edilizio. Nel suo complesso, l’iniziativa rappresenta un contributo qualificato alla formazione tecnica della comunità professionale e un supporto al più ampio processo di costruzione di politiche efficaci di prevenzione del rischio sismico. Per iscriversi al TERZO webinar e consultare il programma completo, è possibile accedere al link seguente: https://fondazioneinarcassa.it/it/seminari/8a-gnps-legno-uso-strutturale-nuove-costruzioni-ed-interventi-sullesistente
  • fondazione audizione
    Di seguito il video  dell'audizione della Fondazione Inarcassa dinanzi la 8a Commissione Lavori pubblici, comunicazioni del Senato, nell'ambito dell'esame del disegno di legge delega al Governo in materia di contratti pubblici (A.S. 2330).   Clicca qui per rivedere dal minuto 1.41.23 l'intervento del Presidente della Fondazione Inarcassa, l'ing. Franco Fietta.
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    Seminario web   Mercoledì 24 novembre, dalle ore 14:30 alle 18.00.   A distanza di alcuni mesi dall’introduzione del Superbonus 110% il webinar vuole rispondere ai quesiti di maggior interesse posti dai professionisti, a partire dagli effetti della nuova CILA semplificata. Tra i relatori, un tecnico esperto di ENEA per approfondire le tematiche relative ai controlli e agli aspetti di natura civilistica e assicurativa.  Clicca qui per rivedere il seminario
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    Riportiamo di seguito i dettagli in merito alle ultime risposte dell’Agenzia delle Entrate agli interpelli relativi al Superbonus ed alle detrazioni IVA per revamping centrale elettrica: Interpello n. 697 – Acquisto case antisismiche – L’istante è una famiglia che ha acquistato una unità immobiliare zona sismica 3.  L’istante ha comprato l’immobile da una società, la quale non aveva presentato asseverazioni obbligatorie previste per l'acquisto delle case antisismiche in quanto alla data di acquisto la zona sismica non rientrava tra quelle ammesse alle detrazioni. L’istante chiede di conoscere se possa usufruire delle detrazioni previste per l’acquisto di case antisismiche anche ex post, e se possa usufruire delle detrazioni spettanti per l'acquisto dell'unità immobiliare antisismica secondo le previsioni del c.d decreto Rilancio e, quindi, dal Superbonus. Risposta – L’AdE ha chiarito che affinché gli acquirenti persone fisiche delle unità immobiliari possano beneficiare del Superbonus per l'acquisto di Case antisismiche, è necessario che i requisiti sussistano nel periodo di vigenza della norma, quindi, risulta applicabile esclusivamente alle spese sostenute successivamente alla data di entrata in vigore del decreto Rilancio e fino al periodo di vigenza della detrazione (30 giugno 2022). Nel caso prospettato l’AdE ha stabilito che l’istante possa beneficiare della detrazione relativa al Superbonus Interpello n.685 – Lavori di rimozione, demolizione e riposizionamento degli elementi decorativi della facciata –  L’istante è un condominio e intende procedere alla coibentazione a cappotto della facciata e del tetto dell’edificio secondo quanto stabilito dalla normativa di cui al Superbonus. L'edificio in oggetto è caratterizzato, sulla facciata, da elementi architettonici peculiari e, tuttavia, non presenta alcun valore storico e culturale e non è sottoposto a vincoli storico-artistici e paesaggistici. Inoltre, l’istante specifica che l'isolamento termico della facciata presuppone, sul piano tecnico, dei lavori di rimozione e sostituzione dei suddetti elementi estetici (con elementi a misura isolanti) che incidono in modo significativo, anche sul piano economico, sulla realizzazione del cappotto termico esterno. Ciò premesso, l’istante chiede se i lavori che intende effettuare possano beneficiare delle agevolazioni di cui al Superbonus. Risposta – L’AdE afferma che per quanto concerne la possibilità di fruire del Superbonus per le spese di rimozione, demolizione e riposizionamento degli elementi del decoro architettonico, sono escluse dal beneficio fiscale tutte le spese prive di immediata correlazione con i lavori eseguiti. Conseguentemente, qualora il tecnico abilitato attesti che la rimozione (o demolizione) degli elementi decorativi della facciata isolante, nonché il successivo riposizionamento degli stessi sono interventi correlati ai lavori di coibentazione della facciata le relative spese possono essere ammesse alla detrazione nei limiti complessivi stabiliti dalla norma. Interpello n. 684 – Interventi di demolizione e ricostruzione con incremento di volume –  L’istante è comproprietario di un edificio che a seguito dello smottamento del terreno su cui era costruito, è stato demolito nel 2011 ed è stata certificata dall'amministrazione comunale che, successivamente, ha anche rilasciato il permesso di costruzione. I lavori di ricostruzione devono ancora iniziare, il permesso rilasciato dal comune è tutt’ora valido e l’istante non dispone di alcuna certificazione energetica dell’edificio demolito. Ciò premesso, l’istante chiede se gli interventi di riduzione di rischio sismico e di efficientamento energetico siano incentivabili ai sensi della normativa recante disposizioni in materia di agevolazioni di cui al Superbonus. Risposta – L’AdE ritiene che, laddove l'intervento di ricostruzione che si intende effettuare rientri tra quelli di ristrutturazione edilizia, e vengano effettuati interventi rientranti nel Superbonus, l'Istante potrà fruire delle citate agevolazioni nei limiti sopra riportati, nel rispetto di ogni altra condizione richiesta dalla normativa e fermo restando l'effettuazione di ogni adempimento richiesto. Interpello n. 680 – Isolamento del tetto di una villetta a schiera -sottotetto non riscaldato –  L'Istante, proprietario di una villetta a schiera, intende effettuare un intervento di isolamento termico (cd. cappotto termico) sui tre lati della unità immobiliare e intende isolare anche il tetto della villetta. Tuttavia, il menzionato tetto non delimita una superficie riscaldata dell'abitazione, in quanto vi è un locale sottotetto attualmente non abitabile che non costituisce un ambiente riscaldato. Ciò posto, l’istante chiede se gli interventi che vuole effettuare possano beneficiare delle detrazioni di cui al Superbonus. Risposta – L’AdE informa che, potranno rientrare nel Superbonus anche gli interventi di coibentazione del tetto, a condizione che il requisito dell'incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda, sia raggiunto con la coibentazione delle superfici che, nella situazione ante intervento, delimitano il volume riscaldato verso l'esterno, vani freddi o terreno. Ai fini del computo della superficie disperdente lorda, quindi, non rientra la superficie del tetto quando il sottotetto non è riscaldato. Interpello n. 674 –  Interventi di riduzione del rischio sismico su un edificio collabente F/2 - ambito temporale previsto per l'avvio delle procedure autorizzatorie ovvero per il rilascio del titolo abilitativo – L'Istante rappresenta che sta ristrutturando un edificio collabente F/2, dove i lavori sono stati iniziati nel 2016 ma non ancora conclusi, il cui scopo è quello di demolire e ricostruire l’edificio (lavori eseguiti parzialmente) e, al contempo, risanare un’altra parte dell’edificio (lavoro non ancora iniziato). Alla luce di ciò, l’istante chiede se, considerato che i lavori sono iniziati prima dell’esistenza delle agevolazioni di cui al Superbonus, possa accedere alle detrazioni previste dalla normativa per effettuare interventi antisismici che ancora non sono stati effettuati. Risposta – L’AdE afferma che, dalla documentazione integrativa presentata, emerge che l'Istante ha ottenuto il permesso a costruire in data antecedente al 1° gennaio 2017, per questa ragione non può fruire del Superbonus per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 per gli interventi antisismici descritti nell'istanza. Resta fermo il chiaro disposto temporale previsto per l'avvio delle procedure autorizzatorie ovvero, per il rilascio del titolo abilitativo, cui è subordinata la spettanza di tale agevolazione. Interpello n. 672 – Installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di building automation per impianti di condizionamento e acqua calda sanitaria – L’istante è proprietario di un appartamento all'interno di un edificio composto da tre appartamenti, ognuno intestato ad un soggetto diverso e rappresenta che i lavori che si intendono effettuare per accedere al Superbonus sono costituiti dalla coibentazione delle strutture opache, dal cambio dei serramenti, dalla nuova installazione di impianto fotovoltaico con accumulo e dalla installazione di sistemi BACS. Chiede, tra le altre cose, se anche la misura relativa all'intervento di installazione di impianti fotovoltaici con relativi sistemi di accumulo è stata prorogata al 30 giugno 2022; se sostituendo il vecchio generatore (G2), installato nel 2016, con uno nuovo sempre a condensazione (G3) possa continuare a beneficiare della detrazione al 65 per cento (ecobonus) sul vecchio e iniziare a fruire della detrazione del 110 per cento su quello nuovo; quale sia il massimale per la rimozione e smaltimento dell'amianto; per i sistemi di sistemi di building automation (BACS), quali sono i servizi che occorre tenere sotto controllo con questi sistemi, se sia necessario controllare anche il consumo di gas e quali sono i massimali per l'installazione di questi sistemi. Risposta – L’AdE afferma che la detrazione del 110 per cento spetta anche per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022, indipendentemente se, alla data del 30 giugno 2022, abbiano effettuato o meno interventi per il 60 per cento di quelli complessivi. Fa presente che il secondo quesito è stato chiarito dalla circolare n. 30/E del 2020, par. 4.5.3 secondo cui in assenza di specifiche preclusioni, si ritiene che sia possibile fruire del Superbonus o dell'ecobonus nel caso prospettato, nel rispetto di ogni limite e condizione previsti dalla normativa agevolativa di riferimento. Sull’amianto, precisa che il Superbonus spetta anche per gli altri eventuali costi strettamente collegati alla 7 realizzazione degli interventi agevolabili, a condizione, tuttavia, che l'intervento a cui si riferiscono sia effettivamente realizzato. Sui BACS, è agevolata l'installazione dei sistemi di building automation per gli impianti di condizionamento estivo, di riscaldamento invernale e di produzione di acqua calda sanitaria, a condizione che ricorrano le condizioni previste dal decreto e nei limiti di 15.000 euro.
  • risposteinterpelli2
    Riportiamo di seguito i dettagli: Interpello n. 630 – Interventi limitati alla singola unità strutturale e non eseguiti sulla base di un "progetto unitario" - L'istante residente in Italia è comproprietario di un fabbricato, costituito da due unità immobiliari di categoria A/3, confinante con altri edifici ed intende effettuare interventi di consolidamento sismico dell'edificio. Considerato che l'unità immobiliare oggetto di ristrutturazione è sita in un centro storico, l'istante chiede se può fruire del Superbonus, sebbene gli interventi siano limitati alla singola unità strutturale e non vengano eseguiti sulla base di un "progetto unitario", che coinvolga tutti gli edifici contigui all'immobile. Risposta. – L’Ade ritiene che essendo l’istante comproprietario di un edificio sito in un centro storico, spetterà al professionista incaricato, sulla base dei chiarimenti forniti dalla Commissione Consultiva, valutare se gli interventi antisismici prospettati possiedano i requisiti per essere considerati "interventi di riparazioni o locali, ed ogni valutazione in merito alla possibilità di redigere progetti di intervento su una porzione di edificio in autonomia rispetto all'edificio considerato nella sua interezza. Al ricorrere di tali presupposti e nel rispetto di tutte le ulteriori condizioni, limiti e adempimenti previsti dalla normativa di riferimento, l’AdE afferma che l'Istante per i suddetti interventi finalizzati alla riduzione del rischio sismico sulle parti strutturali dell'edificio in cui sono situate le due unità immobiliari A/3, avrà diritto a fruire delle agevolazioni di cui al Superbonus. Interpello n. 624 – Sismabonus acquisti in caso di variazione della zona sismica del comune in cui sorge l'unità immobiliare, dalla classe 4 alla classe 3, intervenuta dopo il rilascio del permesso di costruire – L’istante ha acquistato un’unità immobiliare a fine abitativo. Attualmente in costruzione con un permesso rilasciato dal Comune per la "realizzazione di un nuovo complesso residenziale plurifamiliare mediante demolizione di fabbricati esistenti e ricostruzione con ampliamento ai sensi della legge regionale" e chiede se possa validamente fruire del Supersismabonus acquisti. Risposta. – L’Ade afferma per usufruire dell’agevolazione è fondamentale che venga rispettata la condizione che gli immobili siano alienati dall'impresa costruttrice entro 18 mesi dal termine dei lavori e che l’asseverazione di ciò sia presentata dall'impresa a partire dalla data di produzione effetti della riclassificazione sismica regionale ed entro la data di stipula del rogito dell'immobile. Ciò posto, l’istante nel presupposto che siano rispettati tutti i requisiti normativamente previsti non oggetto di interpello, può beneficiare del Sismabonus acquisti applicando la maggiore aliquota prevista. Interpello n. 620 – Imputazione a uno o più condomini dell’intera spesa riferita all’intervento deliberato – L’istante è la pubblica amministrazione e afferma che a seguito dell'alienazione del patrimonio immobiliare si sono venute a verificare situazioni di proprietà condominiale ) con i privati acquirenti di unità abitative, insieme agli alloggi di proprietà dell'amministrazione istante non ancora venduti. Alcuni di questi condomini intenderebbero usufruire dell'agevolazione cd. Superbonus 110 per cento per interventi sulle parti comuni. Considerato che l'amministrazione in commento non può usufruire del Superbonus e non dispone dei fondi necessari per la copertura delle relative spese di competenza, non darà il proprio assenso in assemblea ai lavori prospettati, tuttavia, non si opporrà , in caso di valida deliberazione dell'assemblea all'esecuzione degli interventi e, in particolare, all'accollo di tutte le spese ad uno o ad alcuni condomini, purché questi ultimi esprimano parere favorevole al riguardo. Iò cnsiderato, l’istante chiede all’AdE se una procedura di questo tipo può ritenersi corretta. Risposta. – L’Ade ritiene che , gli altri condomini, diversi dall'Istante, potranno sostenere interamente le spese previste per gli interventi prospettati e beneficiare, quindi, dell'agevolazione fiscale, esprimendo parere favorevole a seguito di delibera valida del condominio ai sensi della disciplina di cui al Superbonus. Interpello n. 615 - Ambito applicativo agevolativo a favore di un ente ecclesiastico civilmente riconosciuto, quale onlus parziale – L’istante è un ente religioso iscritto al registro delle Onlus e intende effettuare interventi di adeguamento sismico e di riqualificazione energetica sugli immobili impiegati nelle attività svolte nell'esclusivo perseguimento di finalità sociale della Onlus stessa. Per questo chiede se possa beneficiare delle detrazioni di cui al Superbonus e se l’Ade può confermare che non sia necessario stipulare un contratto di comodato né la stesura di una dichiarazione sostitutiva di atto notorio per la parte di utilizzo dei beni immobili da parte del ramo di attività della Onlus parziale per usufruire della cessione del credito o dello sconto in fattura di cui al Superbonus. Risposta. – L’Ade afferma che considerato che l'Ente Istante è iscritto nell'anagrafe delle Onlus e che utilizza gli immobili oggetto di intervento nell'ambito del ramo Onlus per il perseguimento delle proprie finalità sociali, potrà usufruire dei benefici previsti dal Superbonus. Interpello n. 614 – Installazione di impianti solari fotovoltaici – L’istante intende realizzare un intervento di riqualificazione energetica su un edificio unifamiliare detenuto in comodato d'uso registrato. Nello specifico, vorrebbe realizzare come intervento "trainato" un impianto fotovoltaico "a servizio dell'abitazione con l'impianto e le relative apparecchiature realizzate all'interno dell'unità immobiliare, mentre la posa dei soli pannelli solari, sarebbe effettuata sulla falda del tetto dell'edificio adiacente all'edificio oggetto dell'intervento. Ciò posto, l'Istante chiede se è possibile beneficiare del Superbonus "per l'impianto con i pannelli solari installati sull'altra falda del tetto. Risposta. – L’Ade ritiene che purché sussistano tutti i requisiti previsti per la fruizione della normativa agevolativa e, in particolare, che venga effettivamente realizzato un intervento trainante sull'edificio che verrà servito dall'impianto fotovoltaico; l'Istante possa fruire del Superbonus per tale intervento anche quando l'installazione, come nel caso in esame, è effettuata su un edificio diverso da quello oggetto degli interventi agevolati su cui detiene la comproprietà dell'area necessaria all'installazione stessa.