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  • Mostra Terremoti d’Italia: al via i webinar della Fondazione Inarcassa su prevenzione sismica e patrimonio
    Prende avvio il ciclo di webinar istituzionali collegato alla mostra “Terremoti d’Italia”, ospitata presso la Città della Scienza nell’area dei Campi Flegrei. L’iniziativa, promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile, è organizzata dalla Fondazione Inarcassa, dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli e dal Dipartimento di Strutture dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Il percorso formativo coinvolge tecnici, professionisti e rappresentanti istituzionali e si concentra sulle strategie di riduzione del rischio sismico e di tutela del patrimonio costruito e culturale. Le iscrizioni sono aperte a tutti gli ingegneri ed architetti, indipendentemente dall'iscrizione alla Fondazione Inarcassa.  Il primo appuntamento è in programma il 6 maggio e porta il titolo “Terremoti d'Italia – Gli interventi per la riduzione della vulnerabilità degli edifici privati dei Campi Flegrei”. Il seminario si colloca nel quadro delle attività previste dalla mostra e richiama l’attenzione sulla necessità di interventi di prevenzione strutturale in un’area caratterizzata da elevata esposizione al rischio sismico e bradisismico. Il tema centrale riguarda il Piano Straordinario di analisi della vulnerabilità previsto dal Decreto Legge 140/2023, che introduce strumenti operativi per la valutazione degli edifici privati attraverso la scheda CARTIS-Edificio e definisce un sistema di misure e contributi pubblici destinati alla riduzione del rischio. Il percorso punta a favorire interventi sugli immobili privati con soluzioni di rafforzamento locale e miglioramento sismico, finalizzate a limitare danni strutturali, inagibilità e conseguenze sulle persone. Nel corso dei lavori intervengono rappresentanti del sistema della protezione civile, della Regione Campania e del Consorzio ReLUIS, insieme ai principali ordini professionali. Le relazioni tecniche affrontano la valutazione della vulnerabilità del patrimonio edilizio privato nei Campi Flegrei, gli interventi su strutture in calcestruzzo armato e in muratura, e i risultati delle attività di microzonazione sismica di livello 3 nell’area del bradisismo. Il programma si articola inoltre in una serie di interventi istituzionali e contributi tecnici che illustrano il quadro operativo del piano e le ricadute applicative sul territorio. Il secondo appuntamento si svolge il 7 maggio con il titolo “Terremoti d'Italia – Beni culturali ed eventi sismici: tutela, sicurezza, intervento”. Il confronto riunisce mondo accademico, istituzioni e professioni tecniche e si concentra sulla gestione del rischio sismico applicato al patrimonio culturale e archeologico. Il dibattito prende avvio dai saluti istituzionali e dagli interventi di apertura, con la partecipazione di rappresentanti del Parco Archeologico di Pompei e di ICOMOS Italia, insieme a esponenti della Presidenza del Consiglio dei Ministri e delle strutture impegnate nei processi di ricostruzione post-sisma. Il programma approfondisce la gestione della vulnerabilità nei contesti archeologici e monumentali, con particolare riferimento ai siti dei Campi Flegrei e di Pompei, oltre alle esperienze maturate nella ricostruzione post-sisma dell’Italia centrale e nella tutela del patrimonio ecclesiastico. Le relazioni tecniche illustrano studi e interventi su scala nazionale, con focus sulla conoscenza del rischio, sulle strategie di consolidamento strutturale e sulle soluzioni adottate nei principali scenari emergenziali degli ultimi anni. L’obiettivo è delineare un quadro operativo che concili sicurezza, conservazione e compatibilità degli interventi. Il ciclo di incontri rappresenta un momento di confronto tecnico e istituzionale sui temi della prevenzione sismica e della tutela del patrimonio, in un contesto nazionale caratterizzato da elevata esposizione al rischio. Per consultare i programmi e procedere all’iscrizione è possibile accedere alle pagine dedicate sul sito della Fondazione Inarcassa: 6 maggio – Terremoti d'Italia: interventi per la riduzione della vulnerabilità degli edifici privati dei Campi Flegrei  7 maggio – Terremoti d'Italia: beni culturali ed eventi sismici, tutela, sicurezza, intervento La registrazione a uno dei due appuntamenti consente l’accesso automatico anche all’altro, senza necessità di una seconda iscrizione.
  • FLASH NEWS + WHATSAPP
    Nuovi strumenti di informazione e partecipazione per la comunità professionale La Fondazione Inarcassa prosegue il proprio impegno nel rafforzare il dialogo e il coinvolgimento della comunità degli architetti e degli ingegneri liberi professionisti, investendo in nuovi strumenti di informazione e partecipazione attiva. È ora disponibile sul sito istituzionale Flash News, una nuova sezione dedicata al monitoraggio dei principali temi di interesse per la professione. Flash News offre aggiornamenti costanti sulle novità normative, istituzionali e di contesto che incidono sulle attività professionali, consentendo una consultazione rapida ed efficace. La sezione è visibile direttamente in homepage attraverso un box a scorrimento verticale, che raccoglie le notizie più recenti. Accanto all’informazione, la Fondazione rafforza anche gli strumenti di ascolto e confronto con la propria comunità. Nasce così “Partecipa”, uno spazio dedicato alla raccolta di contributi, idee, segnalazioni e proposte da parte degli architetti e degli ingegneri liberi professionisti, su specifici temi legislativi e provvedimenti di interesse per la categoria. La prima consultazione aperta riguarda lo Schema di Disegno di Legge – Delega al Governo per il Codice dell’Edilizia e delle Costruzioni. Gli iscritti sono invitati a prendere visione del documento allegato (bollinato), disponibile al link dedicato, e a trasmettere eventuali osservazioni o proposte all’indirizzo: partecipa@fondazioneinarcassa.it Le competenze, le esperienze e le idee dei professionisti rappresentano una risorsa fondamentale per orientare le attività di analisi, proposta e rappresentanza della Fondazione. Per rendere il dialogo ancora più diretto e tempestivo, è stato inoltre attivato il canale WhatsApp ufficiale della Fondazione Inarcassa, pensato per condividere rapidamente aggiornamenti su attività, eventi e iniziative, segnalare novità normative e dare evidenza a opportunità di interesse per la professione, inclusi bandi e iniziative. Per ricevere gli aggiornamenti è sufficiente accedere al link dedicato (da mobile) e cliccare sul pulsante “Segui”. Con questi nuovi strumenti, la Fondazione Inarcassa rinnova il proprio impegno a favore di un’informazione qualificata e di una partecipazione consapevole e attiva della comunità professionale.
  • Fondazione Inarcassa inaugura a Napoli la mostra “Terremoti d’Italia” per promuovere la cultura della prevenzione sismica
    È stata inaugurata oggi, negli spazi della Città della Scienza, la mostra “Terremoti d’Italia”, iniziativa che riporta al centro dell’attenzione il tema della prevenzione sismica, con un approccio che intreccia conoscenza scientifica, responsabilità istituzionale e ruolo delle professioni tecniche. L’esposizione, visitabile gratuitamente fino al 9 maggio, propone un percorso articolato che consente di approfondire il fenomeno sismico e le strategie di mitigazione del rischio attraverso strumenti divulgativi e dispositivi esperienziali. L’iniziativa, promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della Protezione Civile, è organizzata da Fondazione Inarcassa, dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli e dal Dipartimento di Strutture dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Nel corso dell’inaugurazione, l’intervento introduttivo del presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Napoli, Andrea Prota, ha richiamato il lavoro organizzativo che ha reso possibile la tappa partenopea della mostra, evidenziando la collaborazione tra istituzioni, mondo accademico e sistema professionale, nonché l’ampia partecipazione del mondo scolastico. Il confronto tra i rappresentanti istituzionali ha restituito un quadro coerente, nel quale la prevenzione si configura come processo continuo che coinvolge pianificazione territoriale, informazione e qualità della progettazione. In questa prospettiva, Claudia Pecoraro, Assessore della Regione Campania, ha sottolineato il legame tra politiche ambientali e protezione civile: «Ambiente e protezione civile camminano insieme», richiamando la necessità di fondare le scelte pubbliche sulla conoscenza dei fenomeni naturali e sulla responsabilità nella gestione del territorio. Un’analoga attenzione al tema della consapevolezza è emersa nelle parole di Edoardo Cosenza, Assessore alla Protezione Civile del Comune di Napoli, che ha posto l’accento sul percorso compiuto negli ultimi anni: «Io credo che questo evento dimostri che la sensibilizzazione ha avuto successo», sottolineando il ruolo di informazione, trasparenza e diffusione delle conoscenze nella costruzione di un rapporto più maturo tra cittadini e rischio. Il valore della mostra come strumento concreto di divulgazione è stato evidenziato da Italo Giulivo, Direttore Generale della Protezione Civile della Regione Campania: «Questa mostra più di tante parole fa vedere come è evoluta la conoscenza, cosa si può fare sui fabbricati e quali sono le forze in gioco quando si parla di terremoti». Un’impostazione che consente di tradurre contenuti tecnici complessi in elementi comprensibili anche al di fuori degli ambiti specialistici. Il tema della prevenzione è stato ricondotto alla dimensione tecnica e progettuale da Fabio Ciciliano, Capo del Dipartimento della Protezione Civile, che ha ribadito un principio ormai consolidato: «L’unica soluzione possibile è conoscere il territorio, conoscere i rischi e mettere in campo le principali azioni di prevenzione». Da qui l’affermazione, netta, che sintetizza il senso dell’intervento: «I terremoti non fanno morti, i morti li fa l’uomo che costruisce male», accompagnata dalla considerazione che «la prevenzione ha costi molto inferiori rispetto alla gestione dell’emergenza». In questo contesto si inserisce l’intervento del Presidente di Fondazione Inarcassa, Andrea De Maio, che ha richiamato il ruolo dei liberi professionisti nella costruzione di una strategia di prevenzione strutturata. «Come Fondazione Inarcassa abbiamo creduto in questa iniziativa perché riteniamo che diffondere la cultura della prevenzione sismica sia molto importante», ha dichiarato, definendo la mostra «un vero e proprio connubio di esperienza, conoscenza e buone pratiche operative». De Maio ha collocato l’iniziativa nel percorso più ampio portato avanti dalla Fondazione: «Da anni Fondazione Inarcassa è impegnata sul fronte della prevenzione sismica», attraverso attività che includono formazione tecnica, partecipazione ai tavoli istituzionali e proposte normative orientate a rafforzare le politiche di prevenzione. Particolare rilievo ha assunto il riferimento alle nuove generazioni: «Auspichiamo che questa mostra possa far comprendere l’importanza della prevenzione, soprattutto ai giovani», ricordando che «sono, come li definiva don Luigi Sturzo, i cittadini e decisori del domani». Un passaggio che introduce un elemento di responsabilità diffusa: «Devono diventare i primi ambasciatori della prevenzione nelle loro famiglie e tra i loro amici».  Il Presidente ha inoltre ribadito il contributo della categoria: «Come liberi professionisti siamo pronti a intervenire con le nostre conoscenze e competenze, mettendole a disposizione del Paese», con l’obiettivo di contribuire a «un’Italia più sicura e resiliente». A questo si affianca una visione strategica: «La prevenzione non è un costo, ma il più grande investimento su cui il nostro Paese deve puntare», accompagnata dall’esigenza di tradurre la consapevolezza in azione concreta attraverso il contributo coordinato di istituzioni, università e professionisti. Il contributo scientifico è stato affidato a Emidio Nigro, Direttore del Dipartimento di Strutture dell’Università Federico II, che ha richiamato il ruolo della ricerca nello sviluppo delle metodologie di analisi e intervento, dalla valutazione della pericolosità sismica alle tecniche di consolidamento. A chiudere, Riccardo Villari, Presidente della Fondazione IDIS – Città della Scienza, ha ribadito il valore della divulgazione: «Educare in maniera concreta e visibile rappresenta un passaggio essenziale», sottolineando come la conoscenza rappresenti il primo livello di prevenzione. La mostra si inserisce così in un percorso nazionale che riguarda direttamente il mondo delle professioni tecniche. Per architetti e ingegneri liberi professionisti rappresenta un’occasione di aggiornamento e confronto sui temi della sicurezza sismica, oltre che uno strumento utile per rafforzare il dialogo con cittadini e istituzioni. In questo quadro, la prevenzione assume una dimensione che supera l’ambito tecnico per configurarsi come responsabilità civile e professionale, fondata su competenze, aggiornamento continuo e capacità di incidere nelle scelte che riguardano la sicurezza del territorio. Scarica il comunicato stampa Consulta i dettagli ufficiali dell’iniziativa Guarda il servizio della TGR Campania Vai al servizio di VideoInformazioni Approfondisci il servizio video sull’inaugurazione     Inaugurazione, Mostra Terremoti d'Italia   Mostra Terremoti d'Italia   Mostra Terremoti d'Italia   Mostra Terremoti d'Italia   Mostra Terremoti d'Italia   Da sinistra: Fabio Ciciliano, Capo Dipartimento Protezione Civile; Riccardo Villari, Presidente Fondazione IDIS Città della Scienza; Andrea Prota, Presidente Ordine Ingegneri Napoli; Andrea De Maio, Presidente Fondazione Inarcassa.   Da sinistra: Andrea Prota, Presidente Ordine Ingegneri Napoli; Andrea De Maio, Presidente Fondazione Inarcassa.   Andrea De Maio, Presidente Fondazione Inarcassa   Emidio Nigro, Dipartimento DIST, Università degli Studi di Napoli Federico II   Italo Giulivo, Direttore Generale Protezione Civile Regione Campania   Edoardo Cosenza, Assessore Protezione Civile Comune di Napoli   Claudia Pecoraro, Assessore Ambiente, Politiche Abitative, Pari Opportunità Regione Campania   Da sinistra: Edoardo Cosenza, Assessore Protezione Civile Comune di Napoli; Claudia Pecoraro, Assessore Ambiente, Politiche Abitative, Pari Opportunità Regione Campania; Fabio Ciciliano, Capo Dipartimento Protezione Civile.   Fabio Ciciliano, Capo Dipartimento Protezione Civile   Da sinistra: Claudia Pecoraro, Assessore Ambiente, Politiche Abitative, Pari Opportunità Regione Campania; Fabio Ciciliano, Capo Dipartimento Protezione Civile.   Mostra Terremoti d'Italia La Stanza Sismica, Mostra Terremoti d'Italia La Stanza Sismica, Mostra Terremoti d'Italia La Stanza Sismica, Mostra Terremoti d'Italia I Dispositivi Antisismici, Mostra Terremoti d'Italia Mostra Terremoti d'Italia Sismoscopio di Zhang Heng, Mostra Terremoti d'Italia   La Stanza Sismica, Mostra Terremoti d'Italia Le scuole provano la Stanza Sismica, Mostra Terremoti d'Italia   Mostra Terremoti d'Italia   Mostra Terremoti d'Italia   Mostra Terremoti d'Italia   Mostra Terremoti d'Italia   Mostra Terremoti d'Italia   Mostra Terremoti d'Italia   Mostra Terremoti d'Italia
  • Nuovi CAM Edilizia: al via il ciclo di webinar della Fondazione Inarcassa su progettazione sostenibile e appalti pubblici
    Prende avvio lunedì 27 aprile il nuovo ciclo formativo promosso dalla Fondazione Inarcassa e dedicato all’analisi del Decreto Ministeriale 24 novembre 2025 sui Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l’edilizia. L’iniziativa rientra nel percorso di aggiornamento rivolto ai professionisti tecnici, in un contesto normativo sempre più orientato all’integrazione dei criteri ambientali nelle procedure di progettazione e negli appalti pubblici. Il programma, articolato in quattro appuntamenti dal 27 aprile al 19 maggio, è affidato all’arch. Giuseppe Vincenzo Pulvirenti, esperto di progettazione sostenibile. Il primo webinar, “Criteri Ambientali Minimi e LCA”, è in programma lunedì 27 aprile. L’incontro si apre con i saluti istituzionali dell’ing. Andrea De Maio, Presidente della Fondazione Inarcassa. A seguire, l’Architetto Pulvirenti introduce il nuovo CAM Edilizia previsto dal D.M. 24 novembre 2025. Il primo modulo affronta gli strumenti e i contenuti del decreto, la premessa e l’ambito di applicazione, insieme alle indicazioni generali rivolte alla stazione appaltante e all’ente concedente. Il secondo modulo è dedicato al Life Cycle Assessment (LCA): vengono illustrati i principi del metodo, le normative di riferimento e l’applicazione secondo le norme UNI e il nuovo CAM Edilizia 2025, con un approfondimento introduttivo su Carbon Footprint e Water Footprint. Il ciclo prosegue lunedì 5 maggio con l’appuntamento dedicato ai Criteri Ambientali Minimi e ai protocolli di certificazione. La prima parte esamina i criteri per l’affidamento del servizio di progettazione di interventi edilizi, con particolare attenzione alle clausole contrattuali e alle specifiche tecniche territoriali, urbanistiche e relative agli edifici e ai manufatti. La seconda parte è riservata ai principali protocolli di sostenibilità, con un’analisi dei sistemi LEED, BREEAM e WELL. Il terzo incontro, previsto martedì 13 maggio, approfondisce il rapporto tra Criteri Ambientali Minimi ed ESG, con un focus sulle specifiche tecniche per i prodotti da costruzione, sui criteri premianti e sull’integrazione tra CAM, sostenibilità economico‑finanziaria, EU Taxonomy e rating ESG. Il ciclo si conclude lunedì 19 maggio con la lezione dedicata ai Criteri Ambientali Minimi e alla gestione del cantiere sostenibile, che affronta i criteri per l’affidamento dei lavori, le modalità di gestione sostenibile del cantiere, le verifiche documentali e la gestione dei rifiuti. Ciascun incontro è strutturato come modulo autonomo e può quindi essere seguito anche singolarmente; la partecipazione a ogni singolo webinar consente il riconoscimento di 3 CFP. La frequenza completa del percorso formativo, pari a 8 ore complessive, consente inoltre – allo stato attuale – di soddisfare il requisito formativo necessario ai fini dell’accesso all’esame di certificazione come Esperto CAM in progettazione sostenibile (nel settore di riferimento edilizia), unitamente al possesso del titolo di studio e a un’esperienza professionale di almeno tre anni. Per consultare il programma completo e iscriversi al PRIMO WEBINAR, è possibile accedere al seguente link: https://fondazioneinarcassa.it/it/seminari/nuovi-cam-edilizia-lezione-1-criteri-ambientali-minimi-lca
  • Fondazione Inarcassa conferma il proprio impegno nella promozione della cultura della prevenzione sismica sostenendo la tappa napoletana della mostra itinerante “Terremoti d’Italia”. L’esposizione sarà ospitata dal 20 aprile al 9 maggio presso Città della Scienza e si rivolge a cittadini e studenti con l’obiettivo di favorire una maggiore consapevolezza dei rischi naturali e dei comportamenti da adottare. L’iniziativa, promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, è organizzata da Fondazione Inarcassa, dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli e dal Dipartimento di Strutture per l’Ingegneria e l’Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. L’inaugurazione è prevista per lunedì 20 aprile alle ore 10:00, alla presenza del Capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano. Il percorso espositivo propone contenuti informativi e strumenti interattivi finalizzati a illustrare le caratteristiche del fenomeno sismico, la vulnerabilità del territorio e le principali misure di prevenzione. La visita si sviluppa attraverso documenti, immagini e installazioni, con il supporto dei volontari dell’associazione Lares Italia, che accompagnano il pubblico fornendo indicazioni sui comportamenti da adottare nelle diverse fasi di un evento sismico. Tra gli elementi centrali della mostra figurano i simulatori sismici. La “Stanza sismica” consente di riprodurre in sicurezza gli effetti di eventi significativi, tra cui il terremoto del 23 novembre 1980 e quello del 13 marzo 2025 registrato nell’area dei Campi Flegrei. Il simulatore “Città sismica” permette invece di osservare il comportamento di edifici realizzati con differenti tecniche costruttive, evidenziando il contributo delle soluzioni antisismiche alla riduzione della vulnerabilità. La mostra include inoltre un approfondimento sull’evoluzione degli strumenti di rilevazione sismica, dai primi dispositivi storici ai sistemi di monitoraggio contemporanei, tra cui la Rete Accelerometrica Nazionale. Durante il percorso, sono fornite anche informazioni sulle buone pratiche di protezione civile, in coerenza con la campagna nazionale Io non rischio: buone pratiche di protezione civile. “Terremoti d’Italia” è accessibile gratuitamente. Le scuole possono partecipare su prenotazione nelle fasce orarie mattutine, mentre l’accesso per il pubblico è previsto nel pomeriggio dei giorni feriali e il sabato, con visite guidate della durata di circa un’ora. Non è richiesta prenotazione per i singoli visitatori. Per maggiori dettagli relativi agli orari si rimanda al comunicato stampa.  Scarica il comunicato stampa Scarica la locandina  
  • La Fondazione Inarcassa, in collaborazione con Coopération Bancaire pour l'Europe – EEIG (CBE-GEIE), ha avviato il percorso formativo “Progettare in Europa: logiche, bandi e strumenti operativi”, rivolto ai professionisti che intendono acquisire una conoscenza progressiva e strutturata della progettazione europea. Il percorso offre una lettura chiara della logica con cui l’Unione europea trasforma le proprie priorità politiche in programmi e strumenti concreti, fino alla definizione degli elementi necessari per impostare una proposta progettuale coerente.   La Lezione 1, “Conoscere e progettare in chiave europea”, si è tenuto giovedì 9 aprile ha offerto un quadro introduttivo delle priorità politiche dell’Unione europea e presentato il programma Erasmus+, assunto come riferimento centrale per iniziative orientate alla formazione, alla cooperazione e allo sviluppo di competenze. L’incontro ha fornito ai partecipanti un primo orientamento strategico utile per interpretare il sistema dei finanziamenti europei e per avvicinarsi alla progettazione con maggiore consapevolezza.   La Lezione 2 del 14 aprile – “Partenariati di cooperazione: la porta d’accesso alla progettazione europea” ,ha costituito un approfondimento tecnico dedicato alle opportunità offerte dal programma Erasmus+ e al ruolo dei Partenariati di cooperazione quali principali strumenti di accesso alla progettazione europea. L’incontro ha presentato un’analisi strutturata delle azioni KA220 e KA210, dei relativi requisiti e delle differenze operative che caratterizzano le due tipologie di partenariato, con particolare attenzione agli elementi che orientano la definizione di una proposta progettuale efficace.   La Lezione 3 del 22 aprile– “Strumenti operativi per progettare in chiave europea” propone un approfondimento tecnico sugli elementi fondamentali per la costruzione di una proposta nell’ambito dei Partenariati di cooperazione del programma Erasmus+. L’incontro presenta in modo organico le principali fasi del processo progettuale, con particolare attenzione all’analisi dei bisogni, alla definizione degli obiettivi, alla composizione del partenariato e alla strutturazione delle attività, in linea con i criteri valutativi e i requisiti delle azioni europee. Seguiranno altri due webinar – 14 aprile e 22 aprile – dedicati rispettivamente all’analisi delle call sui partenariati di cooperazione e agli strumenti metodologici per trasformare un bisogno in un progetto strutturato.   La registrazione dell’evento è disponibile su richiesta all’indirizzo: info@fondazioneinarcassa.it   Al termine del percorso, 50 discenti potranno partecipare al Modulo 2 del Project Lab, che si svolgerà in presenza a Firenze il 28 maggio 2026 dalle 10 alle 18   Adesione al Modulo 2 – Informazioni operative Per garantire un processo trasparente e ordinato, si precisa quanto segue: 1. Requisiti di partecipazione Possono accedere al Modulo 2 esclusivamente i professionisti iscritti a Inarcassa e alla Fondazione Inarcassa che abbiano completato tutti e tre i webinar del Modulo 1 e completato il test di autovalutazione che sarà somministrato al termine del ciclo formativo. 2. Versamento della caparra È richiesto il versamento di una caparra di € 50, da effettuarsi entro il 28 aprile 2026 a favore di: Fondazione Inarcassa IBAN: IT09E0569603211000008307X66 La caparra sarà interamente restituita: ai partecipanti presenti a Firenze; a coloro che, pur avendo inviato regolare richiesta, non saranno ammessi per esaurimento dei posti disponibili. La caparra sarà restituita nei giorni successivi all'evento, salvo che in caso di rinuncia da parte del partecipante.   3. Modulo di adesione e prelazione Le adesioni al Modulo 2 devono pervenire esclusivamente compilando il FORMAT DI ADESIONE a questo link. Le adesioni saranno registrate in ordine cronologico di ricezione e daranno diritto alla prelazione fino al raggiungimento del numero massimo di 50 partecipanti.   4. Accettazione del disclaimer copyright La partecipazione comporta l’accettazione del disclaimer generale sul copyright presente nella pagina dedicata ai corsi della Fondazione.   5. Verifica dei requisiti La Fondazione si riserva di verificare i requisiti per la partecipazione a partire dal 27 aprile ed entro il 18 maggio 2026, dandone tempestiva comunicazione agli interessati.   Per prepararti all'evento leggi i due numeri speciali della Newsletter CBE: Il progetto europeo Il sistema dei programmi di finanziamento UE  
  • Fondazione Inarcassa apre le iscrizioni ai nuovi corsi B1 e B2 di inglese e spagnolo professionale per il mercato internazionale
    La Fondazione Inarcassa annuncia l’apertura delle iscrizioni ai nuovi corsi FAD “Business English Level B1 e B2” ed “Español Professional Level B1 e B2”, rivolti ad architetti e ingegneri liberi professionisti. L’iniziativa completa l’offerta formativa linguistica della Fondazione e introduce livelli intermedi e avanzati finalizzati a un utilizzo professionale delle lingue nei contesti tecnici internazionali. L’attivazione dei nuovi corsi risponde a una crescente esigenza di rafforzamento delle competenze linguistiche, in un contesto caratterizzato da una progressiva apertura dei mercati e da un ampliamento delle opportunità professionali in ambito europeo e internazionale. La conoscenza delle lingue straniere costituisce un elemento essenziale per l’accesso a incarichi qualificati, la partecipazione a procedure di gara e il confronto con interlocutori esteri. Con l’introduzione dei livelli B1 e B2, il percorso formativo assume una struttura organica e progressiva e consente lo sviluppo di un grado di autonomia linguistica coerente con le esigenze della pratica professionale. I contenuti didattici sono orientati all’impiego della lingua nelle principali attività tecniche, con riferimento alla gestione del progetto, alla comunicazione professionale e alla redazione di documentazione specialistica. L’iniziativa si inserisce nel quadro delle attività promosse dalla Fondazione Inarcassa a sostegno dell’internazionalizzazione della professione. In tale ambito rientrano anche le azioni informative realizzate in collegamento con CBE – Cooperation Bancaire pour l'Europe, finalizzate alla diffusione delle opportunità offerte dai programmi di finanziamento dell’Unione Europea e al rafforzamento della presenza dei professionisti italiani nei progetti europei. I corsi sono erogati in modalità FAD asincrona, con accesso flessibile e possibilità di organizzare in autonomia tempi e modalità di fruizione. Per gli ingegneri e gli architetti registrati sulla piattaforma della Fondazione Inarcassa che completano il corso e conseguono l’attestato finale, è stata presentata richiesta ai Consigli Nazionali competenti per il riconoscimento di 8 CFP per ciascun livello. La partecipazione è gratuita ed è riservata ai liberi professionisti iscritti a Inarcassa in forma esclusiva. Per iscriversi ai corsi e consultare l’offerta formativa completa, è possibile accedere direttamente alla sezione FAD della Fondazione Inarcassa: https://fondazioneinarcassa.it/it/corsi-fad
  • Rigenerazione urbana a Taranto, il Manifesto di Fondazione Inarcassa guida il confronto nazionale tra istituzioni e professionisti
    Taranto – Non un semplice appuntamento di settore, ma un passaggio politico e culturale che segna una direzione precisa per il futuro delle città italiane. La seconda Giornata sulla Rigenerazione Urbana RE/URB, promossa da Fondazione Inarcassa, ha posto Taranto al centro di un confronto nazionale che ha unito istituzioni, accademia, professioni tecniche e rappresentanza politica in un’unica trama narrativa. Una giornata costruita con una progressione chiara: definizione del contesto, elaborazione di una visione, individuazione di strumenti operativi e scelte normative. Ha moderato i lavori la Professoressa Sabina Addamiano, docente dell’Università Roma Tre, che ha così introdotto l’incontro. «L’obiettivo è contribuire alla definizione di un’agenda concreta per il futuro delle città italiane», ha dichiarato, fissando tre coordinate essenziali: visione strategica, competenza tecnica, responsabilità istituzionale. Non una formula retorica, ma una chiave di lettura che ha trovato riscontro in ogni intervento. Il primo blocco, dedicato ai saluti istituzionali, è stato aperto da Don Antonio Panico, in rappresentanza dell’Arcivescovo Ciro Miniero, con una lettura che ha attraversato l’intera giornata: quella della rigenerazione come processo di rinascita. «Tutto ciò che è rigenerazione simboleggia la rinascita», ha affermato, collegando la trasformazione urbana alla ricostruzione del tessuto umano e sociale. La professoressa Annamaria Bonomo, giurista dell’Università degli Studi di Bari e delegata del direttore del Dipartimento Jonico dell’Università di Bari Paolo Pardolesi, ha mostrato come la rigenerazione possa tradursi in strumenti concreti di partecipazione e governance. Le esperienze maturate sul territorio, dalla Carta del Mar Piccolo ai percorsi condivisi sui beni comuni, hanno rappresentato esempi tangibili di un modello che unisce ricerca e azione. Il discorso ha trovato conferma nelle parole dell’assessore Giovanni Patronelli, intervenuto in rappresentanza del sindaco Pietro Bitetti. «Abbiamo un’occasione importante per cambiare Taranto», ha dichiarato, riportando il tema sul piano della responsabilità amministrativa. La Città Vecchia emerge così come luogo al tempo stesso simbolico e concreto di una trasformazione indifferibile. La stessa idea di responsabilità condivisa è stata ripresa da Luca Maiorano, rappresentante della Provincia di Taranto guidata da Gianfranco Palmisano, che ha insistito sulla partecipazione come elemento fondante della rigenerazione. Un passaggio che ha aperto la strada alla riflessione dell’Assessore Regionale Marina Leuzzi, la quale ha ampliato ulteriormente il quadro. La rigenerazione urbana, ha spiegato, non è mera sola riqualificazione edilizia, ma si configura come un processo complesso, capace di sussumere politiche sociali, economiche e territoriali. Questa progressione ha trovato una prima sintesi nell’intervento dell’Arch. Paolo Bruni, presidente dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Taranto. Il suo intervento ha segnato un punto di svolta: «La stagione dell’espansione edilizia indiscriminata è finita», ha affermato, indicando con chiarezza la necessità di un cambio di paradigma per l’assetto del territorio. La rigenerazione non rappresenta più una scelta, ma una condizione necessaria per garantire qualità urbana, sicurezza e coesione sociale. Nel suo intervento il Presidente Ing. Andrea De Maio, ha sottolineato la volontà di Fondazione Inarcassa di favorire i processi di rigenerazione urbana, con il dibattito odierno e attraverso iniziative come la sottoscrizione di protocolli aperti, messi a disposizione delle Istituzioni territoriali perché diventino lievito dei processi di rigenerazione, innescandoli con modelli virtuosi che supportino scelte politiche responsabili, partecipate con gli stakeholder e condivise con la popolazione. Su queste basi si è innestato il panel di inquadramento, in cui la riflessione ha assunto una dimensione sistemica. In apertura del panel si è imposto con forza il contributo dell’Arch. Bruna Gozzi, vicepresidente di Fondazione Inarcassa, che ha raccolto le sollecitazioni emerse dai saluti istituzionali e le ha rielaborate in una visione nazionale. Gozzi ha evidenziato la necessità di considerare non solo le metropoli e le grandi città, ma anche le aree interne, mettendo in luce una questione spesso marginale nel dibattito pubblico. «I piccoli borghi e i territori delle aree interne sono un presidio importantissimo per il mantenimento del territorio» ha dichiarato, collegando il tema della rigenerazione alla prevenzione del dissesto, alla tutela del paesaggio, alla coesione sociale. Il suo intervento ha introdotto un elemento decisivo: la necessità di anticipare le crisi. «La rigenerazione deve anticipare le emergenze» ha sottolineato, indicando nel radicamento territoriale dei professionisti una risorsa strategica. In questa prospettiva la figura del tecnico assume un ruolo che va oltre la progettazione: diventa presidio sociale, osservatore delle trasformazioni, interprete delle esigenze delle comunità. Le riflessioni di Gozzi hanno trovato un’eco immediata negli interventi successivi. La Prof.ssa Domenica Costantino, Presidente del Centro Interdipartimentale del Politecnico di Bari, ha richiamato il ruolo degli Atenei nella formazione di una nuova coscienza civica. Dopo di lei, la Prof.ssa Giovanna Mangialardi ha posto l’accento sulle infrastrutture sociali, mettendo in guardia dai rischi di interventi calati dall’alto, che non tengono conto delle dinamiche comunitarie. Il Prof. Paolo La Greca ha contestualizzato il dibattito sul piano normativo, evidenziando la necessità di attrarre capitali privati all’interno di una regia pubblica chiara. La stessa Annamaria Bonomo ha completato il quadro, sottolineando l’equilibrio tra Pubblica Amministrazione e partecipazione dei cittadini ai processi di governance. Il passaggio al panel tecnico ha rappresentato una naturale evoluzione delle riflessioni teoriche, che hanno assunto una dimensione operativa. L’architetto Federica Cevasco ha illustrato un approccio progettuale centrato sulla qualità dello spazio e sulle relazioni sociali alla luce di due concetti chiave adottati dallo Studio AMDL Circle: Reinventing heritage e Architectural revitalization. L’architetto Gian Carlo Magnoli Bocchi, titolare dello Studio Magnoli & Associati, ha presentato l’«indice di trasformabilità», strumento di analisi multivariata per valutare la fattibilità degli interventi in un’area data mettendoli in ordine di priorità. L’ingegner Maurizio Erbicella ha infine riportato l’attenzione sulle dinamiche demografiche, evidenziando la necessità di politiche differenziate tra territori che tengano conto non solo dell’invecchiamento della popolazione, ma anche della dimensione multiculturale e della “restanza”, ovvero della capacità di un territorio di indurre chi vi è nato a restarvi. Il confronto si è quindi spostato sul piano politico, ove le questioni emerse nel corso della mattinata hanno trovato una prima risposta. Il Viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Edoardo Rixi ha definito il quadro delle urgenze e delle risorse disponibili. «Circa 6,5 miliardi di euro devono tradursi in interventi efficaci, misurabili e duraturi» ha dichiarato, collegando rigenerazione urbana e sviluppo infrastrutturale per la competitività del Paese. A partire da questa base, il dibattito si è sviluppato lungo direttrici complementari. Il Vicepresidente della Camera Fabio Rampelli ha richiamato il valore della bellezza come diritto sociale e come elemento imprescindibile delle politiche urbane. L’On. Pino Bicchielli ha posto l’accento su un approccio alla rigenerazione orientato alla prevenzione, indicando la necessità di superare approcci emergenziali al dissesto idrogeologico e al rischio sismico. Il Sen. Andrea De Priamo ha evidenziato il legame tra recupero urbano e sicurezza, mentre il Sen. Nicola Irto ha ribadito l’urgenza di un quadro normativo nazionale capace di superare la frammentazione esistente. Sul piano operativo, l’On. Erica Mazzetti ha sottolineato il ruolo dei professionisti per una progettazione di qualità e del partenariato pubblico-privato, mentre l’On. Patty L’Abbate ha proposto una visione integrata di urbanistica, energia e gestione delle risorse in un’ottica di sviluppo sostenibile. Il confronto ha registrato un’ampia convergenza istituzionale, confermando la centralità del tema nel dibattito nazionale. La conclusione dei lavori è stata effettuata dal Presidente di Fondazione Inarcassa Andrea De Maio, che ha ripreso i temi principali emersi nel corso della giornata e li ha collocati all’interno di un quadro complessivo. «L’Italia parla di rigenerazione da un decennio, ma resta bloccata da una paralisi operativa» ha dichiarato, richiamando l’urgenza di interventi concreti. De Maio ha ribadito il ruolo di ingegneri e architetti nel supportare le politiche pubbliche, affermando: «Come Fondazione Inarcassa, mettiamo le nostre competenze a disposizione della politica» per evitare consumo del suolo e attuare interventi coerenti con gli approcci europeo e nazionale: «Recuperare l’esistente è l’unica via per garantire sicurezza e coesione del Paese». Il Manifesto della Rigenerazione Urbana presentato da Fondazione Inarcassa a conclusione dei lavori rappresenta la sintesi operativa dell’intero confronto. Il documento individua sei priorità: una legge quadro nazionale per superare la frammentazione normativa, una cabina di regìa unica per coordinare fondi e interventi, una ribadita centralità della qualità progettuale, una politica premiale stabile e pluriennale, la semplificazione e digitalizzazione delle procedure e il rafforzamento del partenariato pubblico-privato. Nel confronto sviluppato a Taranto è emerso con chiarezza il ruolo di Fondazione Inarcassa, che si è posta non solo come soggetto promotore di una riflessione qualificata sulla rigenerazione urbana, ma anche come attore capace di costruire connessioni tra livelli strategici e operativi diversi, di tradurre il sapere tecnico in proposte politiche e di offrire una visione coerente e strutturata in un contesto ancora frammentato. La giornata si è quindi conclusa con un messaggio chiaro: la rigenerazione urbana non riguarda soltanto la trasformazione fisica delle città, ma interpella la capacità del Paese di ripensare sé stesso. In questo processo il contributo della Fondazione, indica una traiettoria chiara: orientamento alla prevenzione, qualità progettuale e responsabilità condivisa sono i fondamenti di una nuova politica della rigenerazione urbana. Scarica il razionale Scarica il programma completo Scarica lo studio Rigenerazione Urbana 2026 - Fondazione Inarcassa / Westminster Scarica il comunicato stampa Scarica il Manifesto della Rigenerazione Urbana Scarica la rassegna stampa Scarica le slide della Dott.ssa Giovanna Mangialardi Scarica le slide dell’Arch. Federica Cevasco Scarica le slide dell’Arch. Gian Carlo Magnoli Bocchi Scarica le slide dell’Ing. Maurizio Erbicella Consulta la pagina dedicata all’evento Scopri tutte le edizioni della Giornata sulla Rigenerazione Urbana – RE/URB         On. Erica Mazzetti, Commissione Ambiente della Camera. Seconda Giornata sulla Rigenerazione Urbana - Taranto, 27 marzo 2026 Prof.ssa Sabina Addamiano, moderatrice dell'evento. Don Antonio Panico, in rappresentanza dell’Arcivescovo Metropolita di Taranto S.E.R. Mons. Ciro Miniero. Don Antonio Panico, in rappresentanza dell’Arcivescovo Metropolita di Taranto S.E.R. Mons. Ciro Miniero. Annamaria Bonomo, giurista dell’Università degli Studi di Bari. Da sinistra: Arch. Gian Carlo Magnoli Bocchi, studio Magnoli & Associati; Arch. Bruna Gozzi, Vicepresidente Fondazione Inarcassa; On. Patty L'Abbate, Commissione Ambiente della Camera; Ing. Maurizio Erbicella, studio Erbicella; On. Erica Mazzetti, Commissione Ambiente della Camera; Ing. Andrea De Maio, Presidente Fondazione Inarcassa; Marina Leuzzi, Assessore all'Urbanistica e alla Casa della Regione Puglia. Prof.ssa Annamaria Bonomo, giurista dell’Università degli Studi di Bari. Prof.ssa Annamaria Bonomo, giurista dell’Università degli Studi di Bari. Giovanni Patronelli, Assessore con deleghe Urbanistica, Demanio marittimo, Riqualificazione urbana per i quartieri, le coste ed il litorale. Mobilità. Luca Maiorano, Consigliere Provincia di Taranto.  Luca Maiorano, Consigliere Provincia di Taranto.  Marina Leuzzi, Assessore all'Urbanistica e alla Casa della Regione Puglia. Marina Leuzzi, Assessore all'Urbanistica e alla Casa della Regione Puglia. Paolo Bruni, Presidente Ordine Architetti PPC di Taranto. Andrea De Maio, Presidente Fondazione Inarcassa. Andrea De Maio, Presidente Fondazione Inarcassa. Da sinistra: Annamaria Bonomo, giurista dell’Università degli Studi di Bari; Giovanna Mangialardi, Urbanista Politecnico di Bari, Bruna Gozzi, Vicepresidente Fondazione Inarcassa, Sabina Addamiano, moderatrice dell'evento. Da sinistra: Annamaria Bonomo, giurista dell’Università degli Studi di Bari; Giovanna Mangialardi, Urbanista Politecnico di Bari, Bruna Gozzi, Vicepresidente Fondazione Inarcassa, Sabina Addamiano, moderatrice dell'evento. Bruna Gozzi, Vicepresidente Fondazione Inarcassa. Bruna Gozzi, Vicepresidente Fondazione Inarcassa. Seconda Giornata sulla Rigenerazione Urbana - Taranto, 27 marzo 2026. Bruna Gozzi, Vicepresidente Fondazione Inarcassa. Domenica Costantino, Presidente del Centro Interdipartimentale del Politecnico di Bari. Giovanna Mangialardi, Urbanista Politecnico di Bari. Paolo La Greca, Presidente CeNSU, Università degli Studi di Catania. Annamaria Bonomo, Giurista, Università degli Studi di Bari. Da sinistra: Federica Cevasco, Architetto, Studio AMDL Circle; Gian Carlo Magnoli Bocchi, Architetto, Studio Magnoli & Associati; Maurizio Erbicella, Ingegnere, Studio Erbicella; Sabina Addamiano, moderatrice dell'evento. Gian Carlo Magnoli Bocchi, Architetto, Studio Magnoli & Associati. Gian Carlo Magnoli Bocchi, Architetto, Studio Magnoli & Associati. On. Pino Bicchielli, Presidente Commissione Parlamentare di Inchiesta Rischio Idrogeologico e Sismico, Commissione Cultura della Camera. On. Erica Mazzetti, Commissione Ambiente della Camera. Sen. Andrea De Priamo, Commissione Ambiente del Senato. Sen. Nicola Irto, Commissione Ambiente del Senato. On. Patty L'Abbate, Commissione Ambiente della Camera. On. Patty L'Abbate, Commissione Ambiente della Camera. On. Fabio Rampelli, Vicepresidente della Camera. Andrea De Maio, Presidente Fondazione Inarcassa. Andrea De Maio, Presidente della Fondazione Inarcassa.
  • Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha promosso un concorso di progettazione per l’ampliamento della "Città Giudiziaria" di Piazzale Clodio e della Porta del Parco di Monte Mario a Roma.  L’esame della documentazione di gara si è concentrata, in particolar modo, sulla determinazione del calcolo del compenso professionale che, di fatto, è risultato sottostimato.  Per quanto riguarda, infatti, il calcolo relativo al PFTE sono state prese in considerazione le aliquote contenute nel decreto "parametri" vigenti all’epoca del d.lgs. n. 50/2016. La stazione appaltante non ha, quindi, tenuto conto delle novità introdotte dal nuovo Codice dei contratti pubblici per quanto concerne, in particolare, la riduzione dei livelli di progettazione, da tre a due. Pertanto, la procedura del MIT è risultata in contrasto con l’articolo 41, c. 15 del d.lgs. n. 36/2023 nel cui richiamo all’allegato I.13 (Determinazione dei parametri per la progettazione) si stabilisce che “le aliquote relative alla progettazione preliminare sono integralmente attribuite al progetto di fattibilità tecnico- economica (PFTE)”. Ciò ha determinato l’incongruità della base d’asta, che è risultata ampiamente sottostimata. Nella diffida notificata al Ministero, Fondazione Inarcassa ha evidenziato la violazione della legge sull’equo compenso e ha riportato il calcolo corretto - allineato alle misure attualmente vigenti - da corrispondere al professionista. Infatti, a seguito delle dovute verifiche, il Ministero, che si ringrazia della preziosa collaborazione, ha rettificato la procedura di gara nella parte relativa alla determinazione del compenso professionale, incrementato di oltre 1.820.237 euro. Un risultato, dunque, molto importante ottenuto grazie alla disponibilità e attenzione del Ministero verso le istanze del mondo professionale. 
  • 2ª Giornata sulla Rigenerazione Urbana – Taranto, 27 marzo 2026
    La 2ª Giornata sulla Rigenerazione Urbana – RE/URB, promossa dalla Fondazione Inarcassa, si terrà il 27 marzo 2026, dalle ore 10.00 alle ore 13.00, presso la Sala Conferenze del Dipartimento Jonico dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, a Taranto. L’iniziativa si inserisce in un percorso di approfondimento avviato a livello nazionale per favorire il dialogo tra istituzioni, professionisti, università e decisori pubblici sui temi della rigenerazione urbana e del governo del territorio. La rigenerazione urbana rappresenta oggi una delle principali sfide per il futuro delle città italiane. Non riguarda soltanto il recupero del patrimonio edilizio o la riqualificazione di aree dismesse, ma implica una visione più ampia dello sviluppo urbano, orientata alla qualità dello spazio pubblico, alla sostenibilità ambientale e alla coesione sociale. In questo contesto, la qualità della progettazione e il contributo delle competenze tecniche assumono un ruolo centrale per accompagnare processi di trasformazione capaci di generare valore duraturo per i territori e le comunità. Nell’edizione dello scorso anno, tenutasi a Torino – città protagonista negli anni di una significativa trasformazione post-industriale – è stato evidenziato, con il contributo di sociologi, urbanisti, architetti e ingegneri, il ruolo della rigenerazione urbana quale strumento capace di rafforzare il legame tra persone e luoghi attraverso un approccio inclusivo e sostenibile. Nel solco di quella riflessione si colloca l’appuntamento di quest’anno, ospitato a Taranto, contesto particolarmente significativo per osservare dinamiche che interessano molte città italiane: dalla transizione economica alla fragilità ambientale, dalle criticità sociali alla ricerca di nuovi modelli di sviluppo. La giornata offrirà un’occasione di approfondimento sui temi della pianificazione urbana, della qualità del progetto e del quadro normativo che disciplina i processi di rigenerazione delle città, anche alla luce delle iniziative legislative attualmente in esame in Parlamento. Dopo i consueti saluti istituzionali e introduttivi, seguiranno gli interventi del panel di inquadramento, tecnico e politico, dedicati rispettivamente all’analisi del contesto urbanistico e normativo, al contributo delle competenze professionali e al confronto istituzionale sulle prospettive delle politiche pubbliche in materia.  L’incontro mira a favorire un dialogo tra i diversi livelli istituzionali e il sistema delle professioni, contribuendo alla definizione di politiche territoriali più efficaci e orientate alla qualità dell’ambiente urbano, alla sostenibilità e alla valorizzazione dei territori. Per ingegneri e architetti partecipanti è stata presentata richiesta ai Consigli Nazionali competenti per il riconoscimento di 3 Crediti Formativi Professionali (CFP). Si precisa che l’evento si terrà esclusivamente in presenza e non sarà disponibile in modalità webinar. Le iscrizioni per l’evento in presenza sono aperte e disponibili fino a esaurimento posti. Scarica il programma completo Leggi lo studio "Rigenerazione Urbana 2026" di Westminster Consulta la pagina dedicata all’evento Scopri tutte le edizioni della Giornata sulla Rigenerazione Urbana – RE/URB