Rubrica di aggiornamento sull’attività di contrasto ai bandi irregolari n. 5/2026.

Come ogni mese si rassegnano i principali profili di illegittimità segnalati alle Stazioni Appaltanti, aventi l’effetto di ledere la dignità morale e professionale dei professionisti del settore.

Le azioni di contrasto.

Nel mese di maggio 9 sono state le amministrazioni diffidate; 6 gli esposti all’ANAC.; 1 la procedura annullata in autotutela.

Si fa riferimento, nello specifico, al Comune di Roccapiemonte, al Comune di Santi Cosma e Damiano, al Comune di Castelvetrano, al Comune di Torre del Greco, alla Heratech S.r.l., alla Società di Committenza Regionale Piemonte S.r.l., al Comune di Jesi, alla Provincia di Latina e al Comune di Bareggio.

Per ciò che riguarda le irregolarità riscontrate:

  • Il Comune di Roccapiemonte ha bandito una procedura aperta, nella quale erano state omesse dal calcolo del compenso alcune voci del d.m. parametri, rendendo la base incongrua e non rispettosa dell’equo compenso. In assenza di un riscontro da parte dell’Amministrazione si è proceduto con l’esposto all’ANAC;

  • il Comune di Santi Cosma e Damiano ha pubblicato una manifestazione di interesse, nella quale non era indicata la base d’asta e, inoltre, il servizio sarebbe stato remunerato solo in caso di finanziamento dell’opera. In assenza di un riscontro da parte dell’Amministrazione si è proceduto con l’esposto all’ANAC;

  • il Comune di Castelvetrano ha pubblicato una manifestazione di interesse, nella quale non era stata indicata la base d’asta e i requisiti di partecipazione erano illegittimi e restrittivi della partecipazione alla procedura. In assenza di un riscontro da parte dell’Amministrazione si è proceduto con l’esposto all’ANAC;

  • il Comune di Torre del Greco ha bandito una procedura aperta per l’affidamento di un accordo quadro, nella quale non era riportato il calcolo del compenso, veniva, comunque, violato l’equo compenso e, infine, non erano compiutamente individuate le attività che il professionista avrebbe dovuto svolgere. Dopo l’inoltro della diffida è stata avviata una interlocuzione con la Stazione Appaltante che ha portato ad una parziale rettifica della legge di gara. Si sta attualmente valutando un ulteriore intervento, al fine di indurre il Comune a modificare l’intera legge di gara nelle parti ritenute non legittime;

  • la Heratech S.r.l. ha pubblicato una procedura aperta per l’affidamento di un accordo quadro, nella quale, anche in questo caso, non era riportato il calcolo del compenso, veniva, comunque, violato l’equo compenso e, infine, non erano compiutamente individuate le attività che il professionista avrebbe dovuto svolgere. A seguito di un riscontro negativo, si è proceduto con l’esposto all’ANAC;

  • la Società di Committenza Regionale Piemonte S.r.l. ha bandito una procedura aperta, nella quale la base d’asta, calcolata non tenendo conto di numerose voci del d.m. parametri, era incongrua e lesiva dell’equo compenso. A seguito di un riscontro negativo, si è proceduto con l’esposto all’ANAC;

  • il Comune di Jesi ha pubblicato una procedura aperta, nella quale, essendo state omesse nel calcolo del compenso alcune prestazioni, la base d’asta era incongrua e lesiva dell’equo compenso. A seguito di un riscontro negativo, si è proceduto con l’esposto all’ANAC;

  • la Provincia di Latina ha bandito una procedura aperta, nella quale la base d’asta era stata stimata in modo incongruo e non rispettoso dell’equo compenso. Dopo l’inoltro della diffida, l’Amministrazione ha annullato in autotutela la procedura;

  • infine, il Comune di Bareggio ha bandito un concorso di progettazione, nel quale i calcoli relativi al PFTE, PE e DL erano incongrui e lesivi dell’equo compenso. Si attende che scada il termine concesso prima di adire l’ANAC.