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  • Con la pubblicazione della Relazione Illustrativa del Bando Tipo ANAC n. 2/2026 si completa il quadro interpretativo delle disposizioni che disciplinano l'affidamento dei servizi di architettura e ingegneria. Il documento dell'ANAC fornisce chiarimenti su alcuni dei principali profili applicativi del Bando Tipo e offre alle stazioni appaltanti e agli operatori economici un riferimento per l'applicazione delle nuove regole.Tra i temi affrontati figurano i requisiti di capacità economico-finanziaria, l'equo compenso, la metodologia BIM, i criteri di qualificazione degli operatori economici, l'avvalimento, il subappalto specialistico, la digitalizzazione delle procedure e il ricorso all'intelligenza artificiale nelle gare pubbliche. Si tratta di aspetti destinati a incidere sull'organizzazione delle procedure di affidamento e sull'attività di professionisti e stazioni appaltanti, con riflessi diretti sul mercato dei servizi tecnici.I chiarimenti contenuti nella Relazione Illustrativa favoriscono un'applicazione più uniforme delle disposizioni del Bando Tipo e contribuiscono a ridurre le principali incertezze interpretative emerse nella fase iniziale di applicazione della disciplina. Allo stesso tempo, alcuni profili richiederanno un'attenta verifica sul piano applicativo, anche alla luce dell'evoluzione della prassi amministrativa e degli orientamenti della giurisprudenza.In questo contesto, la Fondazione Inarcassa dedica un approfondimento ai contenuti della Relazione Illustrativa e analizza le ricadute delle nuove indicazioni per architetti, ingegneri, stazioni appaltanti e operatori economici. L'analisi si concentra sia sulle opportunità introdotte dai chiarimenti dell'ANAC, sia sui temi che meritano particolare attenzione nella fase di prima applicazione del Bando Tipo.Nel comunicato stampa, il Presidente Felice De Luca e il Consigliere Arrigo Lagazzo, delegato al contrasto dei bandi irregolari, illustrano la posizione della Fondazione sui principali chiarimenti introdotti dall'ANAC, con particolare riferimento ai nuovi strumenti di accesso al mercato, all'evoluzione dell'equo compenso, ai requisiti di partecipazione e agli effetti delle nuove disposizioni sulla qualità della progettazione e sulla concorrenza nel settore dei servizi di architettura e ingegneria.Leggi il comunicato stampa completo.

  • Fondazione Inarcassa interviene sul bando pubblicato dall’Agenzia del Demanio per l’affidamento di servizi di ingegneria e architettura, attraverso accordi quadro triennali, per un valore complessivo stimato di 262,8 milioni di euro. Nel comunicato stampa del 25 agosto, la Fondazione contesta l’impostazione della procedura, che rischia di limitare l’accesso dei liberi professionisti e delle piccole e medie strutture professionali, e chiede l’apertura di un confronto con l’Agenzia del Demanio.Il nodo principale riguarda la dimensione e la distribuzione dei lotti. La gara è suddivisa in quattro lotti, ma un solo maxi-lotto, del valore di 216 milioni di euro, rappresenta circa l’82% dell’intero bando. Secondo Fondazione Inarcassa, una concentrazione economica di queste dimensioni rischia di favorire le strutture organizzate su scala industriale e di ridurre le possibilità di partecipazione degli studi professionali di minori dimensioni.La Fondazione pone inoltre una questione più generale: l’utilizzo degli accordi quadro per i servizi di natura intellettuale. Si tratta di uno strumento nato per prestazioni standardizzate e ripetitive che, secondo la posizione espressa nel comunicato, presenta criticità quando viene applicato ai servizi di ingegneria e architettura, per i quali sono necessarie soluzioni uniche, su misura e strettamente connesse al territorio.«Il recente bando dell’Agenzia del Demanio conferma le criticità che come Fondazione Inarcassa denunciamo da tempo in sede nazionale ed europea: l'applicazione degli accordi quadro ai servizi di ingegneria e architettura si rivela spesso impropria e penalizzante per i liberi professionisti», dichiara il Presidente della Fondazione Inarcassa, arch. Felice De Luca.Per la Fondazione, il tema riguarda quindi l’effettiva apertura del mercato dei servizi professionali. Procedure formalmente aperte alle PMI e ai liberi professionisti, ma caratterizzate da maxi-lotti di dimensione nazionale, rischiano di limitare una reale e sana concorrenza e di incidere sul patrimonio professionale e tecnico del Paese, costituito in gran parte da piccole e medie strutture.Ulteriori criticità riguardano la definizione delle prestazioni oggetto dell’affidamento. Dall’analisi della documentazione di gara, Fondazione Inarcassa rileva la carenza di informazioni essenziali su luoghi, tempi e oggetti edilizi o urbanistici. L’assenza di questi elementi rende più complessa per gli operatori la formulazione dell’offerta e la valutazione degli impegni richiesti nell’arco dei tre anni.Alla luce di queste criticità, Fondazione Inarcassa chiede l’apertura di un canale di interlocuzione con l’Agenzia del Demanio per modificare il bando e avviare procedure coerenti con gli obiettivi nazionali ed europei. In subordine, ne chiede il ritiro, affinché sia garantito un reale coinvolgimento degli ingegneri e degli architetti liberi professionisti, nel rispetto dell’autonomia professionale, dell’equo compenso e della corretta individuazione delle responsabilità.Leggi il comunicato stampa integrale con l’analisi del bando e la posizione di Fondazione Inarcassa.

  • Su L’Economista, inserto economico de Il Riformista in edicola il 4 settembre 2026, il Presidente di Fondazione Inarcassa, Felice De Luca, interviene sui temi al centro del nuovo mandato: appalti, accordi quadro, equo compenso, aggregazione degli studi professionali e revisione europea delle Direttive Appalti.Una riflessione sul futuro delle professioni tecniche e sulla necessità di garantire ad architetti e ingegneri liberi professionisti maggiore accesso al mercato, condizioni economiche adeguate e una competizione fondata sulla qualità.Al centro dell’intervista anche il tema dell’aggregazione professionale, da sostenere con strumenti concreti, incentivi utili e percorsi di crescita capaci di rafforzare gli studi senza snaturare l’esercizio della libera professione.Guarda al futuro il Presidente De Luca, indicando una strada chiara: strutture professionali più forti, competenze organizzative, innovazione e intelligenza artificiale per dare ai professionisti tecnici più capacità di incidere sul mercato e contribuire allo sviluppo del Paese.Leggi l'articolo

  • Compensi adeguati, formazione qualificata, valorizzazione delle competenze e maggiore efficienza del sistema giudiziario: sono questi gli obiettivi che guidano da anni l'azione di Fondazione Inarcassa a sostegno dei Consulenti Tecnici d'Ufficio (CTU), figure essenziali per il corretto funzionamento della giustizia.Il Consulente Tecnico d'Ufficio rappresenta uno degli snodi più importanti dell'attività giudiziaria. Attraverso le proprie competenze specialistiche, il CTU supporta il giudice nell'accertamento di questioni tecniche complesse, contribuisce alla definizione delle controversie e favorisce la qualità delle decisioni adottate. Una consulenza svolta con competenza, indipendenza e rigore costituisce un elemento determinante per l'efficienza dei procedimenti e per la riduzione dei tempi della giustizia.Proprio per la rilevanza pubblica di questo ruolo, Fondazione Inarcassa ha sviluppato negli ultimi anni una costante attività istituzionale finalizzata a rafforzare la figura del CTU, promuoverne la qualificazione professionale e ottenere un riconoscimento economico coerente con le responsabilità assunte.Un percorso avviato prima della riformaL'attenzione verso i CTU si inserisce in un impegno più ampio che Fondazione Inarcassa ha assunto già prima dell'avvio delle più recenti riforme. Nelle linee programmatiche della consiliatura 2023-2026, la Fondazione aveva individuato tra le proprie priorità l'estensione dei principi dell'equo compenso anche ai Consulenti Tecnici d'Ufficio e la necessità di superare un sistema tariffario non più adeguato alla complessità delle prestazioni richieste.Un primo importante risultato è arrivato con il Decreto del Ministero della Giustizia n. 109 del 4 agosto 2023, che ha introdotto nuove regole per l'iscrizione e il mantenimento negli Albi dei CTU. Il provvedimento ha disciplinato requisiti fondamentali quali assicurazione professionale, regolarità contributiva e previdenziale, aggiornamento professionale continuo e specializzazione nelle materie di competenza, con l'obiettivo di accrescere la qualità e l'affidabilità dell'intero sistema.La riforma ha inoltre favorito una maggiore valorizzazione delle competenze certificate e dell'esperienza professionale e ha avviato il progressivo superamento di un modello basato prevalentemente sulla conoscenza diretta tra professionista e magistrato. Particolarmente significativa risulta la possibilità di costituire elenchi specialistici per i Tribunali delle Imprese, fondati su competenze documentate e specifiche esperienze professionali.Accanto alla revisione dei requisiti di accesso, il processo di modernizzazione ha interessato anche le procedure di iscrizione agli Albi, oggi più uniformi e accessibili grazie al Portale Nazionale dei consulenti tecnici e dei periti.Formazione: competenze tecniche e conoscenza delle procedureNel corso dell'audizione presso la Commissione Giustizia del Senato dell'8 maggio 2025, il Presidente pro tempore di Fondazione Inarcassa ha ribadito la necessità di investire sulla formazione dei CTU quale elemento essenziale per migliorare la qualità delle consulenze e l'efficienza complessiva del sistema giudiziario.La posizione della Fondazione è chiara: la specializzazione tecnica del consulente deriva principalmente dal percorso universitario, dall'aggiornamento professionale e dall'esperienza maturata sul campo. Per questa ragione, la formazione propedeutica all'iscrizione negli Albi dovrebbe concentrarsi soprattutto sugli aspetti giuridici e procedurali necessari per operare correttamente nel processo ed evitare errori che possano compromettere la validità della consulenza tecnica.La Fondazione ha inoltre evidenziato la necessità di percorsi formativi equilibrati e compatibili con l'attività professionale, che riconoscano le competenze tecniche già possedute da architetti e ingegneri. Tra le proposte avanzate figura anche il coinvolgimento del CTU nella fase di formulazione dei quesiti tecnici, con l'obiettivo di ridurre le ambiguità interpretative e accelerare le operazioni peritali.Il nodo dei compensiIl tema del riconoscimento economico continua a rappresentare uno dei principali ambiti di intervento della Fondazione.Per oltre vent'anni i compensi dei CTU sono rimasti ancorati a parametri economici definiti all'inizio degli anni Duemila, non più coerenti con il livello di responsabilità, competenza e impegno richiesto ai professionisti chiamati a collaborare con l'autorità giudiziaria.Sul tema Fondazione Inarcassa ha sviluppato una costante attività di proposta istituzionale, con quattro principali richieste:la rimodulazione dei limiti percentuali previsti dalla normativa vigente;l'aggiornamento degli importi delle vacazioni;l'adozione di criteri ispirati ai principi dell'equo compenso;tempi più rapidi per la liquidazione delle prestazioni professionali.Un passaggio importante si è registrato con la sentenza n. 16 del 2025 della Corte Costituzionale, che ha dichiarato illegittima la previsione di un compenso inferiore per le vacazioni successive alla prima. La pronuncia ha eliminato la distinzione economica tra la prima e le successive vacazioni e ha riportato l'attenzione sull'inadeguatezza di un sistema tariffario rimasto sostanzialmente immutato per oltre vent'anni.La Fondazione ha inoltre sostenuto la necessità di parametrare il compenso dell'esperto stimatore nelle procedure esecutive immobiliari al valore di stima dell'immobile e non al prezzo finale di vendita, affinché non ricadano sul professionista gli effetti derivanti da fattori estranei alla propria attività.Dalle proposte alla riformaL'impegno della Fondazione non si è limitato alle attività di rappresentanza. Nel maggio 2025 è stato elaborato uno specifico Position Paper dedicato alla professionalizzazione e alla valorizzazione dei CTU, che contiene proposte di revisione della disciplina e del sistema dei compensi.L'attività istituzionale ha incluso inoltre proposte di revisione tariffaria, iniziative formative, approfondimenti specialistici e contributi al processo di riorganizzazione degli Albi, con l'obiettivo di rafforzare qualità, trasparenza e professionalità nell'esercizio dell'attività peritale.Le istanze presentate nel corso dell'audizione parlamentare dell'8 maggio 2025 hanno contribuito a mantenere alta l'attenzione sul tema, con particolare riferimento alla necessità di intervenire contestualmente su formazione e compensi, i due pilastri considerati indispensabili per una riforma efficace della figura del Consulente Tecnico d'Ufficio.Nello stesso contesto si inserisce l'annuncio del Viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto relativo a una proposta di rivalutazione dei compensi dei CTU pari a circa il 61%, accolta positivamente dalla Fondazione quale segnale di attenzione verso la categoria e verso il riconoscimento del valore delle prestazioni professionali rese al servizio della giustizia.Formazione e supporto ai professionistiAccanto all'attività istituzionale, Fondazione Inarcassa ha promosso numerose iniziative di aggiornamento dedicate ai professionisti interessati all'attività peritale. Gli appuntamenti hanno approfondito temi quali iscrizione all'Albo nazionale, consulenza tecnica civile e penale, procedure operative, mediazione e conciliazione delle controversie.L'impegno sul fronte formativo proseguirà anche nei prossimi anni. Tra le iniziative già programmate figura, infatti, un corso specialistico dedicato ai CTU, previsto nell'ambito delle attività formative della Fondazione, con l'obiettivo di accompagnare i professionisti nell'acquisizione delle competenze richieste dal nuovo quadro normativo e ordinamentale.Un impegno che continuaL'azione di Fondazione Inarcassa nasce da una convinzione precisa: rafforzare il ruolo del Consulente Tecnico d'Ufficio significa migliorare la qualità della giustizia, favorire decisioni più solide e valorizzare le competenze tecniche che architetti e ingegneri mettono quotidianamente a disposizione della collettività.Per questo la Fondazione continua a operare attraverso proposte normative, attività formative, confronti istituzionali e iniziative di supporto alla professione, con l'obiettivo di costruire un sistema che riconosca pienamente il valore del contributo tecnico fornito dai CTU al servizio della giustizia.Tutte le attività, le proposte, gli incontri istituzionali e le iniziative dedicate ai Consulenti Tecnici d'Ufficio sono raccolte nell'Agenda istituzionale CTU di Fondazione Inarcassa.Consulta l’Agenda istituzionale CTU di Fondazione Inarcassa

  • Dal 16 al 18 settembre Fondazione Inarcassa sarà a RemTech Expo, l’Hub Tecnologico Ambientale dedicato al risanamento, alla rigenerazione e allo sviluppo sostenibile dei territori, nel Padiglione 6 - stand B15.Per architetti e ingegneri liberi professionisti, RemTech rappresenta un’occasione di dialogo con istituzioni, imprese, enti, università e mondo della ricerca, in un ambito in cui le competenze tecniche sono decisive per costruire risposte concrete alle sfide ambientali e territoriali.La registrazione è gratuita fino alla mezzanotte del 15 settembre.Le registrazioni effettuate in loco durante la manifestazione saranno soggette a una fee di segreteria di 15 euro, con ticket valido per 3 giorni.Scopri di più: https://remtechexpo.com/ 

  • Si avvicina la scadenza per presentare la candidatura alla seconda edizione del Premio AIDIA “Idee per un mondo che cambia”: fino al 12 ottobre 2026 le professioniste dell’Ingegneria e dell’Architettura potranno partecipare all’iniziativa promossa dall’Associazione Italiana Donne Ingegneri e Architetti (AIDIA) e sostenuta da Fondazione Inarcassa.Il Premio punta a valorizzare il contributo delle donne nei settori dell’Ingegneria e dell’Architettura e a dare visibilità a progetti, interventi e percorsi professionali capaci di produrre un impatto positivo e concreto sulla società. Dopo la presentazione ufficiale dello scorso 13 maggio presso il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, l’iniziativa ha proseguito il proprio percorso sul territorio nazionale con momenti di confronto e approfondimento dedicati alla competenza femminile, all’innovazione e alla trasformazione sostenibile.Il concorso è rivolto alle laureate in Ingegneria o Architettura, che possono partecipare singolarmente oppure in gruppo, con capogruppo donna. Quattro le categorie previste: Rigenerazione e riqualificazione, Miglioramento dell’ambiente, Sistemi digitali e Leadership manageriale femminile. A queste si affianca il Premio Speciale Fondazione Inarcassa, dedicato alle libere professioniste.A valutare le candidature sarà una Commissione giudicatrice composta da otto personalità del mondo professionale, accademico, della ricerca e delle istituzioni. Tra i componenti, il Presidente della Fondazione Inarcassa, Arch. Felice De Luca, insieme ai vertici nazionali di AIDIA e a rappresentanti di ENEA, CNR, Consiglio Nazionale degli Ingegneri e Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. Per ciascuna delle quattro categorie e per il Premio Speciale Fondazione Inarcassa è previsto un premio di 1.500 euro. Alle vincitrici sarà inoltre riconosciuta l’iscrizione gratuita ad AIDIA per un anno. La cerimonia di premiazione si terrà il 27 novembre 2026 a Roma, presso la Casa dell’Architettura – Acquario Romano.La partecipazione è gratuita e le candidature potranno essere presentate entro la mezzanotte del 12 ottobre 2026.Consulta il comunicato stampa per approfondire il Premio AIDIA 2026, conoscere la composizione completa della Commissione giudicatrice e tutte le modalità di partecipazione.Scarica il comunicato stampa aggiornato con la nuova scadenza del 21 ottobre 2026. del 21 ottobre 2026.

  • Si è svolto il 9 settembre a Roma un incontro tra l’Agenzia del Demanio, il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, Inarcassa e Fondazione Inarcassa che ha istituito un tavolo tecnico permanente sui principali ambiti legati alla progettazione e alla trasformazione del patrimonio immobiliare pubblico. L'iniziativa, nata anche su impulso della Fondazione Inarcassa che in più occasioni (l'ultimo con il comunicato stampa dello scorso 25 agosto relativo al bando da 262 milioni dell'Agenzia del Demanio) aveva sollecitato l'apertura di un canale di dialogo con l'Agenzia affinché fossero riviste alcune procedure che, di fatto, costituiscono un’evidente limitazione dell’accessibilità dei liberi professionisti, vuole promuovere un confronto sui temi strategici dei servizi di ingegneria e architettura e della valorizzazione del patrimonio pubblico. L’obiettivo del tavolo, che avrà una configurazione aperta, così da portare nel confronto anche altre rappresentanze professionali, istituzioni, enti e soggetti qualificati sui temi di volta in volta proposti, è consolidare un dialogo costante tra l’Agenzia del Demanio e il mondo delle professioni tecniche per garantire la qualità della progettazione, la sostenibilità ambientale e l'efficienza energetica. Il tavolo sarà uno spazio di confronto e analisi: si occuperà anche di sicurezza e miglioramento sismico, digitalizzazione e BIM, evoluzione del mercato dei servizi di ingegneria e architettura per la valorizzazione delle competenze professionali della pluralità dei soggetti che operano nel settore. "Da tempo caldeggiavano la creazione di un momento di confronto con l'Agenzia - ha dichiarato il Presidente della Fondazione Inarcassa, Felice De Luca - perché strumenti nati per prestazioni standardizzate come gli accordi quadro non rappresentino più, di fatto, uno sbarramento d'accesso ai liberi professionisti a favore di gruppi strutturati in multinazionali. Faremo sì che questo nuovo canale di dialogo diventi l'occasione per valorizzare la qualità dei servizi di architettura e ingegneria e per assicurarci che tutte le procedure siano caratterizzate dal rispetto dell’autonomia professionale, dell’equo compenso e della corretta individuazione delle responsabilità". Leggi il comunicato