Fondazione Inarcassa interviene sul bando pubblicato dall’Agenzia del Demanio per l’affidamento di servizi di ingegneria e architettura, attraverso accordi quadro triennali, per un valore complessivo stimato di 262,8 milioni di euro. Nel comunicato stampa del 25 agosto, la Fondazione contesta l’impostazione della procedura, che rischia di limitare l’accesso dei liberi professionisti e delle piccole e medie strutture professionali, e chiede l’apertura di un confronto con l’Agenzia del Demanio. Il nodo principale riguarda la dimensione e la distribuzione dei lotti. La gara è suddivisa in quattro lotti, ma un solo maxi-lotto, del valore di 216 milioni di euro, rappresenta circa l’82% dell’intero bando. Secondo Fondazione Inarcassa, una concentrazione economica di queste dimensioni rischia di favorire le strutture organizzate su scala industriale e di ridurre le possibilità di partecipazione degli studi professionali di minori dimensioni. La Fondazione pone inoltre una questione più generale: l’utilizzo degli accordi quadro per i servizi di natura intellettuale. Si tratta di uno strumento nato per prestazioni standardizzate e ripetitive che, secondo la posizione espressa nel comunicato, presenta criticità quando viene applicato ai servizi di ingegneria e architettura, per i quali sono necessarie soluzioni uniche, su misura e strettamente connesse al territorio. «Il recente bando dell’Agenzia del Demanio conferma le criticità che come Fondazione Inarcassa denunciamo da tempo in sede nazionale ed europea: l'applicazione degli accordi quadro ai servizi di ingegneria e architettura si rivela spesso impropria e penalizzante per i liberi professionisti», dichiara il Presidente della Fondazione Inarcassa, arch. Felice De Luca. Per la Fondazione, il tema riguarda quindi l’effettiva apertura del mercato dei servizi professionali. Procedure formalmente aperte alle PMI e ai liberi professionisti, ma caratterizzate da maxi-lotti di dimensione nazionale, rischiano di limitare una reale e sana concorrenza e di incidere sul patrimonio professionale e tecnico del Paese, costituito in gran parte da piccole e medie strutture. Ulteriori criticità riguardano la definizione delle prestazioni oggetto dell’affidamento. Dall’analisi della documentazione di gara, Fondazione Inarcassa rileva la carenza di informazioni essenziali su luoghi, tempi e oggetti edilizi o urbanistici. L’assenza di questi elementi rende più complessa per gli operatori la formulazione dell’offerta e la valutazione degli impegni richiesti nell’arco dei tre anni. Alla luce di queste criticità, Fondazione Inarcassa chiede l’apertura di un canale di interlocuzione con l’Agenzia del Demanio per modificare il bando e avviare procedure coerenti con gli obiettivi nazionali ed europei. In subordine, ne chiede il ritiro, affinché sia garantito un reale coinvolgimento degli ingegneri e degli architetti liberi professionisti, nel rispetto dell’autonomia professionale, dell’equo compenso e della corretta individuazione delle responsabilità. Leggi il comunicato stampa integrale con l’analisi del bando e la posizione di Fondazione Inarcassa.