Dal 23 ottobre 2026 entra in vigore il Decreto Legislativo 7 ottobre 2026, n. 179, che adegua l’ordinamento italiano alle disposizioni dell’AI Act europeo. Il provvedimento interessa anche architetti e ingegneri liberi professionisti e definisce un nuovo quadro di riferimento per l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale, con effetti sull’esercizio della professione, sulla formazione e sull’equo compenso.
Per le professioni tecniche, l’Intelligenza Artificiale offre possibilità di applicazione che interessano già diverse fasi dell’attività. Modellazione complessa, calcolo strutturale, analisi predittiva dei dati, verifiche tecniche e sicurezza sono alcuni degli ambiti nei quali i sistemi avanzati possono aumentare l’efficienza dei processi e supportare la qualità del progetto.
L’automazione delle attività ripetitive o ad alta intensità computazionale può ridurre i tempi di alcune operazioni e lasciare maggiore spazio all’analisi, alla valutazione delle alternative e alle scelte progettuali. Le nuove tecnologie possono inoltre contribuire alla precisione delle analisi, alla sostenibilità delle soluzioni e alla sicurezza, con il necessario controllo da parte del professionista.
Il D.Lgs. n. 179/2026 colloca l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale in una prospettiva di garanzia antropocentrica, con attenzione all’uso corretto, trasparente e responsabile dei sistemi di IA. La competenza dell’architetto e dell’ingegnere conserva quindi un ruolo determinante nelle scelte progettuali e nelle valutazioni tecniche che caratterizzano la prestazione professionale.
L’adozione dell’Intelligenza Artificiale modifica anche l’organizzazione degli studi. Tecnologie e piattaforme evolvono rapidamente e richiedono competenze adeguate, attenzione alla sicurezza digitale e tutela delle informazioni e della proprietà intellettuale. Allo stesso tempo, la qualità e l’affidabilità dei dati e dei risultati prodotti dai sistemi di IA richiedono capacità di analisi e verifica.
La formazione acquista, di conseguenza, un peso specifico nell’evoluzione della libera professione. Alle competenze tecniche si affiancano la conoscenza dei profili giuridici e deontologici, l’etica dei dati, la sicurezza digitale e la capacità di comprendere potenzialità e limiti degli strumenti. Fondazione Inarcassa conferma il proprio impegno nella formazione e nell’aggiornamento di architetti e ingegneri, con l’obiettivo di favorire un utilizzo consapevole delle nuove tecnologie a tutela della qualità delle prestazioni.
Tra le disposizioni di diretto interesse per i liberi professionisti, l’articolo 49 del D.Lgs. n. 179/2026 interviene sui parametri professionali ai fini della modulazione dell’equo compenso in relazione all’utilizzo di sistemi di Intelligenza Artificiale. Una previsione sulla quale Fondazione Inarcassa ha richiamato l’attenzione per le ricadute sui servizi di architettura e ingegneria.
D.LGS. 179/2026 E INTELLIGENZA ARTIFICIALE: 5 DOMANDE E RISPOSTE
1. Quando entra in vigore il D.Lgs. n. 179/2026?
Il Decreto Legislativo 7 ottobre 2026, n. 179 entra in vigore il 23 ottobre 2026 e adegua l’ordinamento italiano alle disposizioni dell’AI Act europeo.
2. Il D.Lgs. n. 179/2026 interessa architetti e ingegneri liberi professionisti?
Sì. Il decreto contiene disposizioni che interessano l’esercizio delle attività professionali e l’utilizzo dei sistemi di Intelligenza Artificiale, con effetti anche per il settore dell’architettura e dell’ingegneria.
3. Quale ruolo conserva il professionista nell’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale?
Il professionista conserva la responsabilità delle scelte progettuali e della qualità della prestazione. L’impiego dell’IA richiede la verifica critica dei risultati, la valutazione della loro affidabilità e il controllo delle attività svolte con il supporto di questi sistemi.
4. Il D.Lgs. n. 179/2026 interviene sull’equo compenso?
Sì. L’articolo 49 introduce disposizioni sulla modulazione dell’equo compenso in relazione all’utilizzo di sistemi di Intelligenza Artificiale. Il tema assume particolare rilevanza per la valorizzazione delle prestazioni professionali di architetti e ingegneri.
5. Quale ruolo assume la formazione professionale sull’Intelligenza Artificiale?
La formazione consente di acquisire le conoscenze tecniche, giuridiche e deontologiche necessarie per comprendere il funzionamento, le potenzialità e i limiti dei sistemi di IA e per utilizzarli con consapevolezza nell’attività professionale.