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    Fondazione Inarcassa: risultati, attività e prospettive del mandato 2023-2026

    Con la conclusione del mandato 2023-2026, Fondazione Inarcassa traccia il bilancio di un triennio caratterizzato da una significativa attività istituzionale, scientifica, formativa e culturale, sviluppata con l'obiettivo di rafforzare la tutela, la rappresentanza e la valorizzazione degli architetti e degli ingegneri liberi professionisti. In questi tre anni la Fondazione ha consolidato il proprio ruolo di interlocutore qualificato nei confronti delle istituzioni nazionali ed europee, contribuendo al confronto sulle principali riforme che hanno interessato il settore delle professioni tecniche, l'edilizia, gli appalti pubblici e le politiche di sviluppo del territorio. Sono stati coinvolti oltre 165 interlocutori istituzionali, realizzate 13 audizioni parlamentari e 10 consultazioni promosse da Ministeri, Autorità indipendenti e Commissione europea. A supporto di questa attività sono stati elaborati 19 position paper e 3 manifesti programmatici dedicati a temi strategici quali equo compenso, prevenzione sismica, rigenerazione urbana, fiscalità, responsabilità professionale, Società tra Professionisti, CTU, Piano Casa e revisione delle Direttive europee sugli appalti. L'azione della Fondazione si è concentrata su questioni centrali per l'esercizio della professione: dalla difesa dell'equo compenso alla revisione del Codice dei Contratti Pubblici, dalla valorizzazione delle Società tra Professionisti alla fiscalità, dalla responsabilità professionale ai Consulenti Tecnici d'Ufficio, fino ai temi della prevenzione sismica, della rigenerazione urbana, delle politiche abitative e della disciplina europea degli appalti. Un'attività che ha consentito di portare all'attenzione del legislatore il contributo tecnico e l'esperienza maturata quotidianamente dai professionisti sul territorio. Parallelamente all'attività di rappresentanza, la Fondazione ha investito nella produzione di contenuti scientifici e di approfondimento, rafforzando il proprio ruolo di centro studi al servizio della professione. Nel corso del mandato sono stati pubblicati sette volumi tematici, due studi scientifici e due pareri giuridici dedicati ai principali temi che interessano il futuro dell'architettura, dell'ingegneria e della libera professione. Tra questi, gli studi sulle Società tra Professionisti, sulla fiscalità del lavoro professionale, sulla responsabilità civile, sull'evoluzione delle professioni in Italia e sul confronto tra i modelli professionali europei. Particolare rilevanza hanno assunto le ricerche dedicate alla prevenzione sismica e alla rigenerazione urbana. Lo studio sui costi indiretti dei terremoti ha analizzato gli effetti prodotti dai principali eventi sismici sulla demografia, sull'occupazione, sul patrimonio culturale e sull'economia dei territori colpiti, mentre la ricerca dedicata alla rigenerazione urbana e al consumo di suolo ha fornito elementi di analisi e proposte utili al dibattito nazionale sul futuro delle città e del patrimonio costruito. Attraverso queste attività la Fondazione ha consolidato il proprio ruolo di interlocutore tecnico-scientifico a supporto delle istituzioni e delle professioni. Un capitolo importante del mandato è stato dedicato alla promozione della cultura dell'architettura e dell'ingegneria. Accanto alle iniziative storiche sostenute dalla Fondazione, come il Premio Internazionale Dedalo Minosse e il Premio Senese, sono stati promossi nuovi momenti di approfondimento e confronto sui temi della qualità del progetto, della sostenibilità, dell'innovazione e della trasformazione urbana. Significativa, in questo ambito, la realizzazione della mostra “Terremoti d'Italia”, ospitata presso Città della Scienza a Napoli, nata con l'obiettivo di promuovere una maggiore consapevolezza sui temi della sicurezza e della prevenzione sismica. Attraverso un percorso divulgativo rivolto in particolare al mondo della scuola e alle nuove generazioni, la mostra ha valorizzato il contributo delle professioni tecniche nella tutela del territorio e nella riduzione del rischio, favorendo una riflessione sul rapporto tra conoscenza, prevenzione e resilienza delle comunità. Nello stesso quadro si inseriscono le iniziative promosse nell'ambito della Giornata Nazionale della Prevenzione Sismica, della Giornata della Rigenerazione Urbana RE/URB, della Giornata Nazionale per la Prevenzione e Mitigazione del Dissesto Idrogeologico e della Giornata Nazionale della Libera Professione, appuntamenti che hanno contribuito a portare all'attenzione delle istituzioni e dell'opinione pubblica temi di interesse generale nei quali il contributo di architetti e ingegneri riveste un ruolo essenziale. Grande attenzione è stata dedicata alla formazione professionale continua. Nel corso del mandato sono state erogate 262 ore di formazione accreditata tra webinar e corsi FAD, rilasciate 97.476 certificazioni formative e attribuiti 396.569 CFP. L'offerta formativa si è progressivamente ampliata includendo percorsi dedicati a prevenzione sismica, appalti pubblici, rigenerazione urbana, responsabilità professionale, internazionalizzazione, CTU, energia e innovazione, accompagnati dall'introduzione di una nuova piattaforma digitale per la formazione e dall'acquisizione dei corsi di lingua inglese e spagnola sviluppati dalla Fondazione. Sul piano dei servizi, il mandato ha visto un significativo rafforzamento del sistema delle convenzioni riservate agli iscritti. Sono state ampliate le opportunità dedicate alla digitalizzazione degli studi professionali, alla formazione specialistica, alle certificazioni professionali, ai software tecnici, alle coperture assicurative, alla mobilità, alla connettività e ai servizi per l'esercizio della professione. Un sistema che rappresenta oggi uno strumento concreto di supporto agli iscritti, contribuendo a ridurre i costi operativi degli studi professionali e ad agevolare l'accesso a servizi qualificati a condizioni vantaggiose. Particolarmente rilevante è stato il consolidamento delle convenzioni assicurative professionali, che interessano una platea di oltre 40.000 polizze attive, mantenendo invariati i premi nonostante il contesto inflattivo degli ultimi anni. Il rapporto con gli iscritti e con il territorio è stato ulteriormente rafforzato attraverso una presenza capillare su scala nazionale. La Fondazione ha organizzato 65 seminari in 57 città italiane, oltre a convegni, mostre, giornate nazionali ed eventi dedicati ai temi della prevenzione, della sicurezza, della rigenerazione urbana e della libera professione. Parallelamente, il numero degli iscritti alla Fondazione è cresciuto del 46%, passando da circa 39.700 a oltre 57.800 professionisti. I risultati conseguiti nel corso del triennio sono stati possibili grazie al lavoro del Consiglio Direttivo, al supporto del Consiglio di Amministrazione e dei Delegati di Inarcassa, alla collaborazione dei Consigli Nazionali e degli Ordini territoriali, al contributo degli architetti e degli ingegneri che hanno partecipato alle attività della Fondazione e all'impegno quotidiano della struttura composta da dipendenti e collaboratori. A tutti loro va il più sincero ringraziamento per la competenza, la disponibilità e il contributo offerto al raggiungimento degli obiettivi del mandato e alla crescita della Fondazione al servizio della professione. Scarica la Relazione di Fine Mandato e approfondisci obiettivi, attività e risultati del triennio Scarica “Il Mandato in Numeri” e consulta i risultati del triennio attraverso dati, grafici e indicatori chiave

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    Ingegneri e architetti in Europa: un confronto tra regole, tutele e prospettive professionali

    Come vengono tutelati ingegneri e architetti nei principali Paesi europei? Quali sono le differenze in termini di compensi, accesso al mercato, responsabilità professionale e pari opportunità? A queste domande risponde il nuovo studio "La disciplina delle professioni di architetto e ingegnere in Europa (focus su Italia, Spagna, Francia e Germania)" promosso da Fondazione Inarcassa, che mette a confronto i modelli adottati in Italia, Francia, Germania e Spagna, offrendo una fotografia aggiornata delle professioni tecniche nel contesto europeo. L’indagine evidenzia come i quattro Paesi condividano obiettivi comuni – qualità delle prestazioni, tutela dell’interesse pubblico, sicurezza e trasparenza – ma perseguano tali finalità attraverso assetti normativi e organizzativi profondamente diversi. Se da un lato l’Italia si distingue per una forte regolamentazione e per l’introduzione dell’equo compenso, dall’altro emergono alcune criticità che riguardano l’accesso al mercato, la valorizzazione economica delle prestazioni e il regime delle responsabilità professionali. Uno degli aspetti più rilevanti analizzati dalla ricerca riguarda proprio la responsabilità civile di ingegneri e architetti. Dal confronto internazionale emerge che Spagna, Francia e Germania adottano sistemi generalmente più equilibrati, nei quali le responsabilità sono maggiormente correlate al ruolo effettivamente svolto dal professionista e accompagnate da limiti temporali certi e da una più netta distinzione tra attività progettuale ed esecutiva. In Italia, invece, il quadro risulta più oneroso, con una più ampia applicazione della responsabilità solidale e una maggiore esposizione al rischio legata all’incertezza dei termini entro cui possono essere avanzate le richieste risarcitorie. Ampio spazio è dedicato anche al tema del gender pay gap, una delle questioni più attuali e trasversali per il futuro delle professioni tecniche. Lo studio evidenzia come, in tutti i Paesi esaminati, le donne continuino a essere meno rappresentate nelle posizioni apicali, negli incarichi più remunerativi e nelle opportunità professionali che garantiscono maggiore autonomia e continuità lavorativa. In Italia il divario appare particolarmente significativo: le ingegnere dichiarano redditi medi pari al 56% di quelli dei colleghi uomini, mentre per le architette la quota raggiunge il 60%. Un dato che conferma come il gap non riguardi soltanto la dimensione retributiva, ma anche l’accesso alle opportunità economiche, agli incarichi di maggiore rilievo e ai processi decisionali. Il confronto europeo mette inoltre in luce un ulteriore elemento di riflessione: nonostante la progressiva liberalizzazione dei mercati professionali, tutti i Paesi analizzati continuano a mantenere strumenti di riferimento per la determinazione dei compensi. Tuttavia, gli onorari medi italiani risultano generalmente inferiori rispetto a quelli registrati in Francia e Germania, soprattutto negli incarichi di maggiore complessità e valore economico. Una differenza che, secondo lo studio, può incidere sulla valorizzazione delle competenze professionali e sulla sostenibilità economica dell’attività tecnica nel medio e lungo periodo. Alla luce delle criticità emerse, Fondazione Inarcassa avanza una serie di proposte volte a rendere il sistema italiano più equilibrato, sostenibile e coerente con le migliori esperienze europee, in particolare sul fronte della responsabilità professionale e della tutela dell’attività libero-professionale. Nel suo complesso, la ricerca non si limita a descrivere lo stato dell’arte, ma offre una chiave di lettura utile per comprendere le trasformazioni in atto nel settore e individuare possibili percorsi di evoluzione. Un contributo che intende alimentare il dibattito sulle professioni tecniche, fornendo elementi concreti per rafforzarne competitività, qualità e sostenibilità nel contesto europeo. Scarica lo studio "La disciplina delle professioni di architetto e ingegnere in Europa (focus su Italia, Spagna, Francia e Germania)" Scarica il rapporto sul Gender Gap Scarica il quadro sinottico dei criteri di determinazione degli onorari professionali in Spagna Scarica il quadro sinottico dei criteri di determinazione degli onorari professionali in Francia Scarica il quadro sinottico delle tariffe HOAI per architetti e ingegneri in Germania Scarica il confronto degli onorari professionali in Francia, Germania e Spagna

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    Fondazione Inarcassa e Licia Colò insieme per promuovere la prevenzione sismica e del dissesto idrogeologico

    La sicurezza del territorio e la prevenzione dei rischi naturali sono al centro della nuova campagna nazionale promossa da Fondazione Inarcassa, realizzata con la partecipazione di Licia Colò, da anni impegnata nella divulgazione dei temi ambientali e della sostenibilità. L'iniziativa si inserisce nel percorso che la Fondazione porta avanti per promuovere una maggiore consapevolezza sui temi della prevenzione, attraverso attività di formazione, divulgazione scientifica e confronto istituzionale. La campagna amplia questo impegno e lo porta direttamente al grande pubblico, con una programmazione sulle principali emittenti radiofoniche nazionali e sui canali social della Fondazione, per richiamare l'attenzione sul valore della prevenzione quale strumento essenziale per la tutela delle persone, del patrimonio edilizio e dell'ambiente. In un Paese caratterizzato da un'elevata esposizione al rischio sismico e al dissesto idrogeologico, la riduzione della vulnerabilità del territorio richiede una crescente attenzione alla manutenzione del patrimonio costruito, alla qualità della progettazione e alla diffusione di una cultura della sicurezza fondata sulla conoscenza e sulla pianificazione. In questo contesto, il contributo di architetti e ingegneri assume un ruolo centrale nel promuovere interventi capaci di ridurre i rischi e aumentare la resilienza delle comunità. La scelta di coinvolgere Licia Colò risponde alla volontà di estendere questi temi oltre il perimetro delle professioni tecniche, coinvolgendo direttamente i cittadini e favorendo una riflessione condivisa sull'importanza della prevenzione come investimento per il futuro del Paese. Nel comunicato stampa completo sono disponibili le dichiarazioni del Presidente di Fondazione Inarcassa Andrea De Maio, il contributo della testimonial Licia Colò, gli obiettivi dell'iniziativa e tutti i dettagli della campagna nazionale. Vai al comunicato stampa Visita la landing page dedicata Guarda il video di Licia Colò per la prevenzione del rischio sismico Guarda il video di Licia Colò per la prevenzione del dissesto idrogeologico

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    Responsabilità del CTU e del perito d'asta: il Giudice Giulio Borella analizza gli orientamenti della Cassazione

    Prosegue il percorso di approfondimento promosso da Fondazione Inarcassa sui temi della consulenza tecnica d'ufficio e delle perizie giudiziarie. A seguito del webinar "Attività del CTU e del perito d'asta: metodologie operative, gestione dell'incarico e qualità della prestazione tecnica", svoltosi lo scorso 19 giugno, la Fondazione rende disponibile un documento tecnico di approfondimento dedicato ai principali profili di responsabilità civile del consulente tecnico d'ufficio e dell'esperto stimatore. Il contributo, redatto dal Dott. Giulio Borella, Giudice presso il Tribunale di Rovigo, analizza l'evoluzione della giurisprudenza della Corte di Cassazione in materia di responsabilità professionale del CTU e dell'esperto stimatore, offrendo un inquadramento sistematico degli orientamenti più significativi e delle relative implicazioni operative per i professionisti. Attraverso l'esame delle principali pronunce giurisprudenziali, il documento approfondisce i temi della diligenza professionale, della colpa grave, del nesso di causalità, dei criteri di imputazione della responsabilità e delle cautele richieste nello svolgimento degli incarichi giudiziari. Un contributo che rappresenta uno strumento di studio e consultazione per architetti e ingegneri chiamati a operare nell'ambito delle consulenze tecniche e delle procedure esecutive. La pubblicazione si inserisce nel più ampio programma di aggiornamento professionale promosso da Fondazione Inarcassa e anticipa il nuovo corso di formazione a distanza (FAD) dedicato all'attività del consulente tecnico d'ufficio e del perito d'asta, che sarà avviato nel prossimo autunno. Il percorso formativo vedrà come docenti il Dott. Giulio Borella e l'Arch. Michela Marchi, con l'obiettivo di approfondire, attraverso un taglio teorico e operativo, gli aspetti giuridici, metodologici e professionali che caratterizzano tali incarichi. Scarica la relazione tecnica "La responsabilità civile del CTU e dell'esperto stimatore negli orientamenti della Cassazione: analisi ragionata" a cura del Dott. Giulio Borella, Giudice nel Tribunale di Rovigo Vai alla pagina del webinar dedicato e accedi alla registrazione e alle slide

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    Società tra Professionisti e fiscalità: due studi della Fondazione Inarcassa per il futuro della libera professione

    Roma, 25 giugno 2026 – Le prospettive di sviluppo della libera professione, l'evoluzione delle Società tra Professionisti (STP) e la riforma della fiscalità del lavoro autonomo sono state al centro dell'incontro promosso dalla Fondazione Inarcassa, ospitato presso la Sala Cristallo dell'Hotel Nazionale di Roma. L'iniziativa ha rappresentato l'occasione per presentare due nuovi volumi della Collana Editoriale della Fondazione: il Volume 7, dedicato alle Società tra Professionisti: quadro normativo, modelli europei e scenari di sviluppo, e il Volume 8, dedicato a La tassazione del reddito derivante dall'esercizio di attività professionali in forma individuale e collettiva – Focus e modelli. Due studi che analizzano il quadro normativo e fiscale delle professioni tecniche, approfondiscono le principali criticità del sistema e individuano possibili linee di evoluzione a sostegno della libera professione. All'incontro hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, professionisti ed esperti del settore. I lavori si sono aperti con l'intervento di Andrea De Maio, Presidente della Fondazione Inarcassa, che ha ribadito il ruolo della Fondazione quale luogo di studio, analisi e proposta sui temi strategici per architetti e ingegneri. L'attività di ricerca, ha evidenziato, rappresenta uno strumento essenziale per elaborare contributi qualificati a supporto del legislatore e per rafforzare il ruolo dei liberi professionisti nel sistema economico nazionale, con particolare riferimento agli ambiti normativo e fiscale. Al dibattito hanno preso parte l'On. Saverio Congedo, Commissione Finanze, e l'Avv. Erika Stefani, Commissione Giustizia, che hanno condiviso una riflessione sulle prospettive di evoluzione della libera professione e sulle priorità di riforma del settore. Le Società tra Professionisti sono emerse come uno degli strumenti più efficaci per accompagnare la trasformazione del mercato dei servizi tecnici. Lo studio evidenzia tuttavia la permanenza di criticità regolatorie e fiscali che ne limitano la diffusione e individua alcune priorità di intervento, tra cui il superamento delle incertezze normative, il riconoscimento dell'autonomia patrimoniale delle STP, una maggiore equiparazione tra esercizio individuale e associato della professione e la rimozione delle disparità fiscali che ancora caratterizzano il settore. Nel suo intervento, l'On. Saverio Congedo ha richiamato l'attenzione sulla necessità di sostenere modelli organizzativi più evoluti, come le STP, evidenziando l'urgenza di intervenire sui nodi fiscali che oggi penalizzano i professionisti che investono e innovano. Ha inoltre sottolineato l'importanza di un dialogo strutturato e continuo con le categorie professionali, ritenuto essenziale per costruire riforme efficaci e aderenti alle esigenze reali del settore. L'Avv. Erika Stefani ha posto l'accento sul valore strategico del contributo dei professionisti alla crescita economica del Paese, evidenziando come le proposte contenute negli studi rappresentino una base concreta per avviare un percorso di riforma orientato alla semplificazione, all'equità e alla competitività del sistema. Ha inoltre richiamato la necessità di rendere il quadro normativo più chiaro e coerente, così da favorire lo sviluppo delle professioni in un contesto di mercato sempre più complesso. L'approfondimento tecnico è stato affidato al Dott. Antonio Cacciapaglia, dello Studio Associato Cacciapaglia Liguori, che ha illustrato i contenuti delle due ricerche, soffermandosi in particolare sulle criticità del sistema fiscale applicato al lavoro autonomo. Tra gli aspetti centrali emersi dall'analisi figurano la necessità di un impianto più moderno e la piena valorizzazione degli investimenti in innovazione, formazione e sostenibilità, elementi ormai determinanti per la competitività delle professioni. Nel corso dell'incontro è emerso come il mercato dei servizi tecnici attraversi una fase di profonda trasformazione, caratterizzata da una crescente competizione, anche internazionale, e da un costante aumento della complessità delle competenze richieste. In questo scenario, l'aggregazione professionale rappresenta una leva strategica per migliorare qualità, efficienza organizzativa e capacità di investimento. Le analisi sviluppate nei due studi delineano una serie di proposte articolate su più livelli. Per le Società tra Professionisti vengono evidenziati il superamento delle incertezze normative, il riconoscimento dell'autonomia patrimoniale, una maggiore equiparazione tra attività professionale individuale e associata e la rimozione delle disparità fiscali. Sul fronte della fiscalità del lavoro autonomo, gli studi propongono misure quali la deducibilità fino al 100% degli investimenti tecnologici, incentivi alla formazione continua, una maggiore deducibilità delle spese di mobilità, il sostegno agli investimenti nelle società professionali e una complessiva semplificazione del sistema tributario. La moderazione dell'incontro è stata affidata al giornalista Andrea Picardi. Nelle conclusioni, Andrea De Maio ha ribadito la necessità di dare continuità al confronto tra istituzioni e mondo professionale, sottolineando come il percorso di ricerca avviato dalla Fondazione Inarcassa rappresenti un contributo concreto alla definizione di proposte utili ad accompagnare l'evoluzione della libera professione. L'iniziativa conferma il ruolo della Fondazione Inarcassa quale punto di riferimento nell'attività di analisi e proposta sui temi che interessano il mondo delle professioni, con una visione orientata a innovazione, aggregazione professionale e modernizzazione del sistema fiscale, elementi sempre più determinanti per sostenere la competitività dei professionisti e la crescita del sistema Paese. Per approfondire i temi affrontati nel corso dell'iniziativa è possibile consultare i materiali messi a disposizione dalla Fondazione Inarcassa. Scarica lo studio "Società tra Professionisti: quadro normativo, modelli europei e scenari di sviluppo (Volume 7)" Scarica lo studio "La tassazione del reddito derivante dall'esercizio di attività professionali in forma individuale e collettiva – Focus e modelli (Volume 8)" Consulta tutti i volumi della Collana Editoriale Fondazione Inarcassa Scarica la locandina e consulta il programma dell'evento Accedi alle registrazioni e alle slide del webinar di approfondimento Accedi allo Sportello Aggregazione e Fiscalità, dedicato al supporto dei professionisti sui temi delle Società tra Professionisti, dell'aggregazione professionale e della fiscalità Leggi l'articolo di presentazione dell'iniziativa

I nostri numeri

58.000+

Iscritti Fondazione Inarcassa

Il nostro contributo al mondo professionale

650+

Contrasto ai bandi irregolari

Azioni promosse e notificate alle stazioni appaltanti

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Eventi formativi

Webinar e Corsi FAD gratuiti per gli iscritti

I nostri temi

Sosteniamo i professionisti

  • Legislazione

    La Fondazione è attiva nel dibattito sulla semplificazione delle procedure nel Codice dei contratti pubblici.

  • Cultura

    La Fondazione si impegna nel mantenimento del patrimonio edilizio e nella promozione dell'innovazione tecnologica e culturale.

  • Compenso

    Garantire una remunerazione equa per i servizi professionali, anche dopo le politiche di liberalizzazione del mercato.

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  • Fondazione Inarcassa: risultati, attività e prospettive del mandato 2023-2026
    Con la conclusione del mandato 2023-2026, Fondazione Inarcassa traccia il bilancio di un triennio caratterizzato da una significativa attività istituzionale, scientifica, formativa e culturale, sviluppata con l'obiettivo di rafforzare la tutela, la rappresentanza e la valorizzazione degli architetti e degli ingegneri liberi professionisti. In questi tre anni la Fondazione ha consolidato il proprio ruolo di interlocutore qualificato nei confronti delle istituzioni nazionali ed europee, contribuendo al confronto sulle principali riforme che hanno interessato il settore delle professioni tecniche, l'edilizia, gli appalti pubblici e le politiche di sviluppo del territorio. Sono stati coinvolti oltre 165 interlocutori istituzionali, realizzate 13 audizioni parlamentari e 10 consultazioni promosse da Ministeri, Autorità indipendenti e Commissione europea. A supporto di questa attività sono stati elaborati 19 position paper e 3 manifesti programmatici dedicati a temi strategici quali equo compenso, prevenzione sismica, rigenerazione urbana, fiscalità, responsabilità professionale, Società tra Professionisti, CTU, Piano Casa e revisione delle Direttive europee sugli appalti. L'azione della Fondazione si è concentrata su questioni centrali per l'esercizio della professione: dalla difesa dell'equo compenso alla revisione del Codice dei Contratti Pubblici, dalla valorizzazione delle Società tra Professionisti alla fiscalità, dalla responsabilità professionale ai Consulenti Tecnici d'Ufficio, fino ai temi della prevenzione sismica, della rigenerazione urbana, delle politiche abitative e della disciplina europea degli appalti. Un'attività che ha consentito di portare all'attenzione del legislatore il contributo tecnico e l'esperienza maturata quotidianamente dai professionisti sul territorio. Parallelamente all'attività di rappresentanza, la Fondazione ha investito nella produzione di contenuti scientifici e di approfondimento, rafforzando il proprio ruolo di centro studi al servizio della professione. Nel corso del mandato sono stati pubblicati sette volumi tematici, due studi scientifici e due pareri giuridici dedicati ai principali temi che interessano il futuro dell'architettura, dell'ingegneria e della libera professione. Tra questi, gli studi sulle Società tra Professionisti, sulla fiscalità del lavoro professionale, sulla responsabilità civile, sull'evoluzione delle professioni in Italia e sul confronto tra i modelli professionali europei. Particolare rilevanza hanno assunto le ricerche dedicate alla prevenzione sismica e alla rigenerazione urbana. Lo studio sui costi indiretti dei terremoti ha analizzato gli effetti prodotti dai principali eventi sismici sulla demografia, sull'occupazione, sul patrimonio culturale e sull'economia dei territori colpiti, mentre la ricerca dedicata alla rigenerazione urbana e al consumo di suolo ha fornito elementi di analisi e proposte utili al dibattito nazionale sul futuro delle città e del patrimonio costruito. Attraverso queste attività la Fondazione ha consolidato il proprio ruolo di interlocutore tecnico-scientifico a supporto delle istituzioni e delle professioni. Un capitolo importante del mandato è stato dedicato alla promozione della cultura dell'architettura e dell'ingegneria. Accanto alle iniziative storiche sostenute dalla Fondazione, come il Premio Internazionale Dedalo Minosse e il Premio Senese, sono stati promossi nuovi momenti di approfondimento e confronto sui temi della qualità del progetto, della sostenibilità, dell'innovazione e della trasformazione urbana. Significativa, in questo ambito, la realizzazione della mostra “Terremoti d'Italia”, ospitata presso Città della Scienza a Napoli, nata con l'obiettivo di promuovere una maggiore consapevolezza sui temi della sicurezza e della prevenzione sismica. Attraverso un percorso divulgativo rivolto in particolare al mondo della scuola e alle nuove generazioni, la mostra ha valorizzato il contributo delle professioni tecniche nella tutela del territorio e nella riduzione del rischio, favorendo una riflessione sul rapporto tra conoscenza, prevenzione e resilienza delle comunità. Nello stesso quadro si inseriscono le iniziative promosse nell'ambito della Giornata Nazionale della Prevenzione Sismica, della Giornata della Rigenerazione Urbana RE/URB, della Giornata Nazionale per la Prevenzione e Mitigazione del Dissesto Idrogeologico e della Giornata Nazionale della Libera Professione, appuntamenti che hanno contribuito a portare all'attenzione delle istituzioni e dell'opinione pubblica temi di interesse generale nei quali il contributo di architetti e ingegneri riveste un ruolo essenziale. Grande attenzione è stata dedicata alla formazione professionale continua. Nel corso del mandato sono state erogate 262 ore di formazione accreditata tra webinar e corsi FAD, rilasciate 97.476 certificazioni formative e attribuiti 396.569 CFP. L'offerta formativa si è progressivamente ampliata includendo percorsi dedicati a prevenzione sismica, appalti pubblici, rigenerazione urbana, responsabilità professionale, internazionalizzazione, CTU, energia e innovazione, accompagnati dall'introduzione di una nuova piattaforma digitale per la formazione e dall'acquisizione dei corsi di lingua inglese e spagnola sviluppati dalla Fondazione. Sul piano dei servizi, il mandato ha visto un significativo rafforzamento del sistema delle convenzioni riservate agli iscritti. Sono state ampliate le opportunità dedicate alla digitalizzazione degli studi professionali, alla formazione specialistica, alle certificazioni professionali, ai software tecnici, alle coperture assicurative, alla mobilità, alla connettività e ai servizi per l'esercizio della professione. Un sistema che rappresenta oggi uno strumento concreto di supporto agli iscritti, contribuendo a ridurre i costi operativi degli studi professionali e ad agevolare l'accesso a servizi qualificati a condizioni vantaggiose. Particolarmente rilevante è stato il consolidamento delle convenzioni assicurative professionali, che interessano una platea di oltre 40.000 polizze attive, mantenendo invariati i premi nonostante il contesto inflattivo degli ultimi anni. Il rapporto con gli iscritti e con il territorio è stato ulteriormente rafforzato attraverso una presenza capillare su scala nazionale. La Fondazione ha organizzato 65 seminari in 57 città italiane, oltre a convegni, mostre, giornate nazionali ed eventi dedicati ai temi della prevenzione, della sicurezza, della rigenerazione urbana e della libera professione. Parallelamente, il numero degli iscritti alla Fondazione è cresciuto del 46%, passando da circa 39.700 a oltre 57.800 professionisti. I risultati conseguiti nel corso del triennio sono stati possibili grazie al lavoro del Consiglio Direttivo, al supporto del Consiglio di Amministrazione e dei Delegati di Inarcassa, alla collaborazione dei Consigli Nazionali e degli Ordini territoriali, al contributo degli architetti e degli ingegneri che hanno partecipato alle attività della Fondazione e all'impegno quotidiano della struttura composta da dipendenti e collaboratori. A tutti loro va il più sincero ringraziamento per la competenza, la disponibilità e il contributo offerto al raggiungimento degli obiettivi del mandato e alla crescita della Fondazione al servizio della professione. Scarica la Relazione di Fine Mandato e approfondisci obiettivi, attività e risultati del triennio Scarica “Il Mandato in Numeri” e consulta i risultati del triennio attraverso dati, grafici e indicatori chiave
  • Ingegneri e architetti in Europa: un confronto tra regole, tutele e prospettive professionali
    Come vengono tutelati ingegneri e architetti nei principali Paesi europei? Quali sono le differenze in termini di compensi, accesso al mercato, responsabilità professionale e pari opportunità? A queste domande risponde il nuovo studio "La disciplina delle professioni di architetto e ingegnere in Europa (focus su Italia, Spagna, Francia e Germania)" promosso da Fondazione Inarcassa, che mette a confronto i modelli adottati in Italia, Francia, Germania e Spagna, offrendo una fotografia aggiornata delle professioni tecniche nel contesto europeo. L’indagine evidenzia come i quattro Paesi condividano obiettivi comuni – qualità delle prestazioni, tutela dell’interesse pubblico, sicurezza e trasparenza – ma perseguano tali finalità attraverso assetti normativi e organizzativi profondamente diversi. Se da un lato l’Italia si distingue per una forte regolamentazione e per l’introduzione dell’equo compenso, dall’altro emergono alcune criticità che riguardano l’accesso al mercato, la valorizzazione economica delle prestazioni e il regime delle responsabilità professionali. Uno degli aspetti più rilevanti analizzati dalla ricerca riguarda proprio la responsabilità civile di ingegneri e architetti. Dal confronto internazionale emerge che Spagna, Francia e Germania adottano sistemi generalmente più equilibrati, nei quali le responsabilità sono maggiormente correlate al ruolo effettivamente svolto dal professionista e accompagnate da limiti temporali certi e da una più netta distinzione tra attività progettuale ed esecutiva. In Italia, invece, il quadro risulta più oneroso, con una più ampia applicazione della responsabilità solidale e una maggiore esposizione al rischio legata all’incertezza dei termini entro cui possono essere avanzate le richieste risarcitorie. Ampio spazio è dedicato anche al tema del gender pay gap, una delle questioni più attuali e trasversali per il futuro delle professioni tecniche. Lo studio evidenzia come, in tutti i Paesi esaminati, le donne continuino a essere meno rappresentate nelle posizioni apicali, negli incarichi più remunerativi e nelle opportunità professionali che garantiscono maggiore autonomia e continuità lavorativa. In Italia il divario appare particolarmente significativo: le ingegnere dichiarano redditi medi pari al 56% di quelli dei colleghi uomini, mentre per le architette la quota raggiunge il 60%. Un dato che conferma come il gap non riguardi soltanto la dimensione retributiva, ma anche l’accesso alle opportunità economiche, agli incarichi di maggiore rilievo e ai processi decisionali. Il confronto europeo mette inoltre in luce un ulteriore elemento di riflessione: nonostante la progressiva liberalizzazione dei mercati professionali, tutti i Paesi analizzati continuano a mantenere strumenti di riferimento per la determinazione dei compensi. Tuttavia, gli onorari medi italiani risultano generalmente inferiori rispetto a quelli registrati in Francia e Germania, soprattutto negli incarichi di maggiore complessità e valore economico. Una differenza che, secondo lo studio, può incidere sulla valorizzazione delle competenze professionali e sulla sostenibilità economica dell’attività tecnica nel medio e lungo periodo. Alla luce delle criticità emerse, Fondazione Inarcassa avanza una serie di proposte volte a rendere il sistema italiano più equilibrato, sostenibile e coerente con le migliori esperienze europee, in particolare sul fronte della responsabilità professionale e della tutela dell’attività libero-professionale. Nel suo complesso, la ricerca non si limita a descrivere lo stato dell’arte, ma offre una chiave di lettura utile per comprendere le trasformazioni in atto nel settore e individuare possibili percorsi di evoluzione. Un contributo che intende alimentare il dibattito sulle professioni tecniche, fornendo elementi concreti per rafforzarne competitività, qualità e sostenibilità nel contesto europeo. Scarica lo studio "La disciplina delle professioni di architetto e ingegnere in Europa (focus su Italia, Spagna, Francia e Germania)" Scarica il rapporto sul Gender Gap Scarica il quadro sinottico dei criteri di determinazione degli onorari professionali in Spagna Scarica il quadro sinottico dei criteri di determinazione degli onorari professionali in Francia Scarica il quadro sinottico delle tariffe HOAI per architetti e ingegneri in Germania Scarica il confronto degli onorari professionali in Francia, Germania e Spagna  
  • Fondazione Inarcassa e Licia Colò: due video dedicati alla prevenzione sismica e al rischio idrogeologico
    La sicurezza del territorio e la prevenzione dei rischi naturali sono al centro della nuova campagna nazionale promossa da Fondazione Inarcassa, realizzata con la partecipazione di Licia Colò, da anni impegnata nella divulgazione dei temi ambientali e della sostenibilità. L'iniziativa si inserisce nel percorso che la Fondazione porta avanti per promuovere una maggiore consapevolezza sui temi della prevenzione, attraverso attività di formazione, divulgazione scientifica e confronto istituzionale. La campagna amplia questo impegno e lo porta direttamente al grande pubblico, con una programmazione sulle principali emittenti radiofoniche nazionali e sui canali social della Fondazione, per richiamare l'attenzione sul valore della prevenzione quale strumento essenziale per la tutela delle persone, del patrimonio edilizio e dell'ambiente. In un Paese caratterizzato da un'elevata esposizione al rischio sismico e al dissesto idrogeologico, la riduzione della vulnerabilità del territorio richiede una crescente attenzione alla manutenzione del patrimonio costruito, alla qualità della progettazione e alla diffusione di una cultura della sicurezza fondata sulla conoscenza e sulla pianificazione. In questo contesto, il contributo di architetti e ingegneri assume un ruolo centrale nel promuovere interventi capaci di ridurre i rischi e aumentare la resilienza delle comunità. La scelta di coinvolgere Licia Colò risponde alla volontà di estendere questi temi oltre il perimetro delle professioni tecniche, coinvolgendo direttamente i cittadini e favorendo una riflessione condivisa sull'importanza della prevenzione come investimento per il futuro del Paese. Nel comunicato stampa completo sono disponibili le dichiarazioni del Presidente di Fondazione Inarcassa Andrea De Maio, il contributo della testimonial Licia Colò, gli obiettivi dell'iniziativa e tutti i dettagli della campagna nazionale. Vai al comunicato stampa Visita la landing page dedicata Guarda il video di Licia Colò per la prevenzione del rischio sismico Guarda il video di Licia Colò per la prevenzione del dissesto idrogeologico  
  • Dalle istituzioni nazionali a quelle europee, FondazioneInarcassa ha portato avanti un percorso di rappresentanza degli interessi di architetti e ingegneri liberi professionisti sui temi più critici legati alla revisione delle Direttive UE Appalti. Accordi quadro, appalti integrati, tutela della concorrenza, valorizzazione della libera professione e qualità della progettazione sono stati al centro di un lavoro avviato durante il mandato e sviluppato con continuità attraverso audizioni, consultazioni pubbliche, incontri istituzionali e documenti di proposta. Un lavoro continuo per portare la voce delle professioni tecniche nei luoghi in cui si definiscono le regole del futuro.  
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Architalking giugno 2026 - Luisa Bocchietto

Si laurea in Architettura e in Design, successivamente fonda il proprio studio a Biella. Nel campo del design ha lavorato per numerose aziende del settore del mobile realizzando progetti di direzione artistica e di prodotto. È stata Presidente Nazionale dell’ADI – Associazione per il Disegno Industriale - ed è componente del Consiglio Italiano del Design.