Si è svolta il 9 ottobre la tavola rotonda dal titolo “Architetti e Ingegneri, un valore per lo sviluppo del Paese. Criticità e proposte”, dedicata alle prospettive della libera professione e alle principali dinamiche che influenzano il mercato dei servizi di architettura e ingegneria. Promossa da Fondazione Inarcassa, l'iniziativa ha visto la partecipazione del Presidente Felice De Luca e del Segretario Generale Gianfranco Carcione, insieme ai rappresentanti dei Consigli Nazionali delle professioni tecniche: Cristiano Guarneri, Segretario Nazionale del CNAPPC per il quinquennio 2026-2031, e Alberto Romagnoli, Consigliere del CNI delegato alla Comunicazione, al Territorio e all'Ambiente. Hanno inoltre portato il proprio contributo l'europarlamentare Brando Benifei, con un videomessaggio, i deputati Erica Mazzetti, Agostino Santillo e Roberto Traversi, nonché gli esperti Giuseppe De Carlo e Marco Dugato, professore di Diritto amministrativo all'Università di Bologna. Il dibattito è stato moderato da Giuseppe Latour, giornalista de Il Sole 24 Ore. Nel corso dei lavori è emersa la centralità della progettazione nei processi di trasformazione del territorio. Il dibattito su infrastrutture, rigenerazione urbana, sicurezza e transizione energetica tende spesso a concentrarsi sulle opere e sulla loro realizzazione, mentre la sicurezza, l'efficienza e il valore degli interventi dipendono innanzitutto dal progetto e dalle competenze che ne sono alla base. Con oltre 400 mila professionisti iscritti ai rispettivi Ordini, architetti e ingegneri rappresentano un patrimonio essenziale per il Paese e svolgono un ruolo determinante nei processi che incidono sulla trasformazione del territorio e sull'evoluzione del sistema produttivo. Uno dei temi affrontati ha riguardato il ricorso agli accordi quadro per l'affidamento delle prestazioni professionali. I partecipanti ne hanno riconosciuto l'utilità in termini di semplificazione e rapidità amministrativa, ma hanno sottolineato l'importanza di garantire un equilibrio tra efficienza delle procedure, concorrenza e valorizzazione delle competenze. La velocità degli affidamenti non deve ridurre le opportunità di accesso al mercato né comprimere il valore delle attività intellettuali. Ampio spazio è stato dedicato all'aggregazione tra professionisti. La crescente complessità delle commesse richiede capacità sempre più articolate, anche negli ambiti della digitalizzazione, del BIM, della sostenibilità ambientale e dell'adattamento climatico. La crescita degli studi e delle società tra professionisti può favorire investimenti in formazione, tecnologie e internazionalizzazione, oltre a rafforzare la capacità di competere e gestire incarichi complessi. Un altro tema centrale ha riguardato l'accesso delle nuove generazioni alla professione. È stata evidenziata l'importanza di ampliare le opportunità dei giovani negli affidamenti pubblici, favorire la collaborazione intergenerazionale e prevedere strumenti a sostegno dell'avvio dell'attività. Un maggiore coinvolgimento delle nuove generazioni può favorire il ricambio e contribuire alla crescita del mercato professionale. L'incontro ha inoltre richiamato il valore delle competenze femminili, componente essenziale per la crescita e la competitività del comparto. La discussione si è estesa al quadro europeo degli appalti pubblici, con particolare riferimento ai criteri utilizzati per l'affidamento dei servizi. Il valore delle prestazioni non può essere ricondotto alla sola componente economica, ma deve tenere conto della preparazione tecnica e dei benefici che il progetto è in grado di produrre per la collettività. Il percorso di revisione della normativa europea ha aperto un ulteriore fronte di riflessione. Diversi relatori hanno espresso il timore che la futura disciplina destinata a sostituire le attuali direttive possa rappresentare, per i servizi di architettura e ingegneria, un passo indietro rispetto alle garanzie oggi riconosciute alle prestazioni intellettuali. Il rischio riguarda una possibile standardizzazione dei servizi e una prevalenza degli aspetti economici rispetto alla qualità della progettazione. Da qui l'importanza di una partecipazione attiva di architetti e ingegneri al dibattito europeo, affinché la futura disciplina riconosca la specificità delle loro attività e il ruolo del progetto nella realizzazione di opere pubbliche efficienti, sostenibili e sicure. Dal confronto è emersa con chiarezza una convinzione condivisa: sicurezza del territorio, transizione energetica, resilienza delle infrastrutture e trasformazione digitale richiedono il contributo determinante di architetti e ingegneri. Valorizzare la progettazione, sostenere la crescita professionale, favorire l'ingresso dei giovani e promuovere la qualità delle prestazioni significa investire non soltanto nelle professioni tecniche, ma nella qualità delle opere, nell'efficienza della spesa pubblica e nel futuro del Paese.