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    E’ alta l’attenzione della Fondazione Inarcassa sull’esame di conversione in legge del decreto legge 50/2017, la c.d. manovrina che all’art. 1, comma 1, lett. c) contiene l’estensione dell'ambito applicativo dello split payment, introdotta dalla legge di stabilità del 2015, vale a dire del meccanismo di versamento dell'IVA direttamente all’erario dovuta per le operazioni effettuate nei confronti della pubblica amministrazione anche da parte dei liberi professionisti. Con una nota di approfondimento normativo trasmessa al Presidente del Consiglio, Gentiloni, al Segretario del Pd, Renzi, e a molti parlamentari, tra cui il Presidente della Commissione Finanze della Camera, Bernardo, e al Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera, Mazziotti Di Celso, la Fondazione ha voluto ribadire l’assoluta contrarietà alla proposta di modifica del comma 1, lett. c) dell'art.1 del decreto legge 50/2017 , anche alla luce della grave crisi economica nella quale versano le categorie interessate. E’ una misura, a giudizio della Fondazione, gravemente dannosa per tutti i lavoratori autonomi che svolgono servizi professionali a favore della pubblica amministrazione. E’ un’inutile vessazione nei confronti non solo degli architetti e ingegneri, bensì per tutta la platea dei professionisti italiani.  Da parte del governo, l’estensione dello split payment rappresenterebbe un deterrente all’evasione sull’Iva. “Ma quale evasione può mettere in atto il professionista se per una data prestazione è già "registrato" fiscalmente con la ritenuta d'acconto nella misura del 20% ?” commenta il Presidente della Fondazione, Arch. Andrea Tomasi, che prosegue: “E poi, c’è da considerare la chiara e univoca identificazione fiscale dei liberi professionisti attraverso, oltre ai consueti elementi quali: partita IVA, codice fiscale, iscrizione a enti previdenziali e assicurativi, anche tramite l’obbligatorio utilizzo della fatturazione elettronica unitamente all’obbligo di comunicazione trimestrale dei dati delle fatture emesse e ricevute, introdotto con l’art. 4, comma 1 del cd. decreto fiscale”.  Le ragioni a sostegno del nostro più convinto “no” sono assolutamente valide oggi come lo erano già nel 2015, quando durante il governo Renzi fu caldeggiata l’ipotesi di inserire la misura nella legge di stabilità. Allora, grazie al fattivo contributo di alcuni parlamentari, fu scongiurato il tentativo di estendere del regime di split payment alle prestazioni di servizi assoggettate a ritenute alla fonte a titolo di imposta sul reddito. Oggi, dunque, non possiamo che proseguire lungo il cammino tracciato nel 2015 cercando di coinvolgere tutti coloro, tra le fila del Governo e del Parlamento, si rendano disponibili a sostenere la nostra proposta di modifica del comma 1, lett. c) dell'art.1 del decreto legge 50/2017, anche attraverso un emendamento soppressivo al disegno di legge di conversione attualmente all’esame della Commissione bilancio della Camera dei Deputati.  
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    E' in dirittura di arrivo in Gazzetta Ufficiale il decreto legge recante la cd. manovrina di primavera, approvata nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri. “Non possiamo che ribadire la nostra piena contrarietà allo split payment per i professionisti. Infatti, come dichiarato ieri anche dall’On. Zanetti, ed evidenziato nei giorni scorsi dall’On. Mandelli, questo meccanismo creerà notevoli problemi di liquidità ai lavoratori autonomi e, se confermato, sarà solo un’inutile vessazione.” Con queste parole Andrea Tomasi, Presidente di Fondazione Inarcassa (braccio operativo sui temi della professione creato da Inarcassa), commenta l’estensione della disciplina dello split payment alle fatture emesse dai professionisti, prevista dalla bozza di decreto legge recante la cd. manovrina di primavera, approvata nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri e non ancora pubblicata in Gazzetta Ufficiale. “Già nel 2015, quando il meccanismo della scissione dei pagamenti dell'Iva fu introdotto dalla Legge di Stabilità, Fondazione Inarcassa fu tra i primi a rendersi conto dell’ingente danno che avrebbe comportato per la categoria degli architetti e ingegneri liberi professionisti. Allora, grazie all’emendamento presentato dagli Onorevoli Mazziotti Di Celso, Librandi e Nesi, il governo Renzi accettò l’esclusione dei professionisti dallo split payment” – prosegue Tomasi. “Da tempo, Fondazione Inarcassa lamenta il forte impatto che la crisi economica e la contrazione dei consumi hanno avuto sul lavoro indipendente. I professionisti sono già soggetti alla ritenuta d’acconto Irpef nella misura del 20% - che assicura la tracciabilità dei compensi ricevuti, rendendo concretamente impossibile, insieme all’obbligo di fatturazione elettronica e alla nuova trasmissione trimestrale IVA, l’evasione fiscale; il mancato incasso dell’Iva da parte di quest’ultimi si tradurrebbe in una situazione insostenibile, con il ricorso a fonti di finanziamento bancario e conseguente aumento degli oneri. In questo quadro di restringimento strutturale dei redditi professionali, riteniamo fondamentale che il Governo rifletta bene riguardo l’opportunità di confermare l’estensione agli autonomi della scissione dei pagamenti, e auspichiamo che il Presidente Gentiloni e il Ministro Padoan tornino sui loro passi, mostrando buon senso e rinunciando a far cassa sui liberi professionisti” – conclude Tomasi.
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    A Roma la Fondazione Inarcassa incontra il ministro per la Semplificazione, Marianna Madia, che annuncia: “Apriremo un’istruttoria per monitorare l’utilizzo del part time nella PA". ROMA, 12 APRILE 2017 – “È ingiusto nei confronti di tutti i colleghi che svolgono la sola libera professione che un pubblico dipendente, che già gode di tutte le garanzie giustamente destinate al lavoro subordinato, possa oggi svolgere altri lavori oltre a quello per il quale è stato assunto. E’ ingiusto consentire ad alcuni di avere due o più lavori oggi che molti di lavoro non ne hanno. Crediamo vada difeso il concetto di una testa, un lavoro. C’è poi da considerare che il secondo lavoro viene spesso svolto a discapito di quello principale”. È stata questa la chiara presa di posizione di Andrea Tomasi, presidente della Fondazione Inarcassa, che questa mattina ha incontrato Marianna Madia, ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione in un tavolo di lavoro a porte chiuse organizzato da Consenso-Hdrà. “Apriremo un'istruttoria a stretto giro - ha risposto la Madia - per monitorare le problematiche da voi esposte in merito all'utilizzo del part-time nella pubblica amministrazione e per valutare eventuali interventi conseguenti". “Porre rimedio allo stato di estrema debolezza che coinvolge tutta la categoria – ha spiegato Tomasi nell’incontro con il ministro - è il principale compito della Fondazione. Riteniamo poi corretto il principio secondo il quale, al dipendente della pubblica amministrazione, non deve essere affidato nessun incarico che vada in conflitto di interesse con l’amministrazione stessa. Ma come può non esserci conflitto di interesse, laddove venga svolto un incarico professionale, controllato da altri dipendenti pubblici che un giorno potrebbero trovarsi a posizioni invertite? E ancora. Come può sentirsi tutelato un libero professionista che si trova a competere con chi, al pomeriggio è un concorrente e al mattino è un tecnico istruttore? Torniamo a chiedere quindi il rispetto del divieto al doppio lavoro libero professionale per tutti coloro che risultino dipendenti della pubblica amministrazione, siano essi full time o part-time. Lo chiediamo per il futuro degli architetti e degli ingegneri liberi professionisti, così come per il futuro di tutti i cittadini che vogliono essere parte importante e protagonista, dell’Italia di domani. Tra i più importanti temi c’è poi quello della reale semplificazione delle procedure amministrative, visto che, nonostante se ne parli da decenni, per ora ha significato solo un trasferimento di oneri e responsabilità dal pubblico al privato”. “Stiamo facendo molto, ma sono processo lunghi che vanno monitorati costantemente", ha spiegato il ministro Madia. "Potremo definire un percorso che preveda una verifica periodica di tutti i provvedimenti in cantiere". Scarica la RASSEGNA STAMPA
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    Aiutaci ad aiutarti: dedica pochi minuti a rispondere al questionario anonimo realizzato dalla Fondazione Inarcassa per scoprire se svolgi, hai svolto o ti piacerebbe fare esperienze all’estero. Come sai, la Fondazione Architetti Ingegneri liberi professionisti iscritti Inarcassa ha da poco avviato un dipartimento volto ad aiutare l’internazionalizzazione della professione e sta mettendo in campo diversi strumenti di ricerca, formazione e di relazioni per supportare architetti e ingegneri che esercitano la libera professione in forma esclusiva. È un percorso entusiasmante ma non privo di difficoltà, di ordine pratico ma anche culturale e linguistico.  Per questo ti chiediamo solo pochi minuti per poter definire le attività che la Fondazione sta creando per l’internazionalizzazione e poter trasformare questo “viaggio” in un’importante esperienza e, perché no, nel futuro della tua professione.   PARTECIPA AL SONDAGGIO    INGEGNERI             ARCHITETTI                  Hai tempo fino al 10 aprile per rispondere!   SE VUOI ESSERE SEMPRE INFORMATO SULLE ATTIVITA’ DELLA FONDAZIONE ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER  SE NON SEI ANCORA ISCRITTO ALLA FONDAZIONE, ISCRIVITI QUI
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    E’ ora disponibile la versione “Free” del Corso FAD “Fondi e Finanziamenti Europei 2014/2020. Opportunità Nazionali ed Internazionali” tenuto dalla Dott.ssa Silvia Ciotti ricercatore, formatore e consulente Senior presso EuroCrime Srl. Sarà possibile visionare l’intero corso della durata di 12 ore divise in moduli da 15 minuti ciascuno e scaricare il relativo materiale durevole.   Si ricorda che, nello specifico, il Corso prevede la trattazione dei seguenti temi: La strategia europea 2014/2020 e i fondi europei Principi fondamentali di progettazione europea. La definizione di PMI Scrivere un progetto europeo. Il Project Cycle Management e il Logical Framework Approach Il Project Cycle Management e il Logical Framework Approach Il Project Management. La gestione operativa e finanziaria del progetto Le call europee. Come individuarle, come analizzarle Il procurement europeo, TED e le gare di appalto europee   Per scaricare le slides del corso, clicca QUI. Per accedere al corso clicca QUI.
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    La Fondazione Architetti e Ingegneri Liberi Professionisti Iscritti Inarcassa, ha sottoscritto una convenzione con l’Azienda Centro Copie Berchet. L’Azienda Centro Copie Berchet è un service che opera nel settore della stampa 2D e 3D e della comunicazione per gli studi di progettazione e architettura, attraverso l’utilizzo di tecnologie emergenti ed innovative, per la realizzazione di stampe digitali di alta qualità. Il servizio offerto comprende l’intero processo, dal ricevimento dei file al loro controllo, alla stampa, ordinamento, confezionamento, fino alla consegna su tutto il territorio nazionale (sede e cantieri, organi di certificazione, enti ecc.), se necessario anche all’estero. L’Azienda è dotata anche di un reparto grafico che si occupa di stampa di piccolo e grande formato per la comunicazione ed il marketing e per la stampa ed allestimento di mostre, congressi ed eventi e per quanto necessario per l’allestimento di cantieri (banner, adesivi, reti mesh per recinzioni ecc.). La convenzione sarà rivolta agli iscritti alla Fondazione, ai quali sarà richiesto di esibire la tessera d’iscrizione alla Fondazione valida per l’anno solare in corso, scaricabile nell’area profilo del portale della Fondazione. Si tratterà di un rapporto individuale tra l’iscritto alla Fondazione e l’Azienda. Per approfondire le specifiche della convenzione si rimanda alla pagina CONVENZIONI.
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    Con la "lettera aperta" pubblicata sul Corriere della Sera di oggi, sabato 18 marzo 2017, la Fondazione chiede chiarimenti al Ministro Delrio circa l'inspiegabile modifica al Decreto Sismabonus (variazione dell’art. 3 del decreto n. 58 del 2017) che mette nuovamente in discussione le competenze professionali. Ecco il testo della lettera aperta.   LETTERA APERTA AL MINISTRO GRAZIANO DELRIO   Ill.mo Signor Ministro, dal 24 agosto 2016 il Centro Italia è stato investito da oltre 45 mila scosse di terremoto che hanno reso inagibili più di 200 mila immobili. Una catastrofe per la quale il Governo si era impegnato ad assicurare una ricostruzione sicura con regole certe.  Eppure, recentemente, Lei stesso ha emanato un decreto a variazione dell’art. 3 del decreto n. 58 del 2017, modificando l’originaria previsione normativa che riservava a ingegneri e architetti iscritti ai rispettivi Ordini tutte le attività tecniche connesse al cosiddetto “sisma Bonus”, ed estendendo così - molto più genericamente - tali attività a qualunque professionista iscritto ai rispettivi Ordini o Collegi. Noi architetti e ingegneri liberi professionisti iscritti a Inarcassa lamentiamo da anni, da molti anni, la terribile confusione esistente sulle competenze professionali delle figure tecniche che affollano il mondo delle costruzioni. Un caos che, purtroppo ancora una volta, viene ulteriormente alimentato anziché essere risolto.  Bisogna essere consapevoli che i primi a farne le spese sono i cittadini.  Sulla specifica attività inerente alle prestazioni tecniche in ambito sismico riteniamo che non possa più essere tollerato nessun tipo di confusione, soprattutto quando a essere in gioco è la pubblica incolumità. Migliorare la sicurezza statica o adeguare alla normativa vigente gli edifici esistenti in zona sismica richiede necessariamente valutazioni complesse sulle strutture e sulla loro risposta alle azioni sismiche. Solo ingegneri e architetti con laurea magistrale possiedono le competenze tecniche necessarie a svolgere tali valutazioni.  È quindi necessario definire compiti e obblighi in forma chiara e precisa. Per questo motivo ci permettiamo di richiederLe che vengano definite nel concreto e con puntualità le attività relative al “sisma Bonus” che possono rientrare nelle competenze di geometri, periti edili, dottori in agraria, periti agrari e laureati triennali. Siamo certi che, ben comprendendo l’importanza delle questioni da noi sollevate, vorrà dedicare alla presente lettera la giusta attenzione e fornire alla categoria e ai cittadini tutti conseguente riscontro. Si porgono distinti ossequi. arch. Andrea Tomasi Presidente Fondazione Inarcassa      
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    “I temi dell’industria 4.0 interessano da vicino i professionisti ingegneri e architetti. Basti pensare che degli oltre 160000 iscritti Inarcassa, circa il 50% ha meno di 40 anni e ha voglia, e forse bisogno, di innovarsi”. Così Andrea Tomasi, Presidente Fondazione Ingegneri e Architetti Liberi Professionisti iscritti a Inarcassa, intervenuto all’“Italy4Industry”, convegno organizzato da EYU e tenutosi presso la Camera dei Deputati, per presentare i risultati dell’indagine conoscitiva dalla Commissione Parlamentare per le Attività Produttive sull’”Industria 4.0 in Europa” e la normativa contenuta nella Legge di Bilancio 2017. Il documento ha individuato cinque pilastri sui quali costruire una strategia Industria 4.0: la creazione di una governance per il Sistema Paese; la realizzazione di infrastrutture abilitanti tra cui la banda ultralarga; la progettazione di una formazione mirata alle competenze digitali; il rafforzamento della ricerca e l’open innovation. “I giovani professionisti – ha spiegato Tomasi - sono costantemente impegnati nell’acquisizione dei nuovi linguaggi informatici, spesso complessi. Sono molto coinvolti nei fastlab e nell’autocostruzione e comprendono che l’innovazione può permettere loro di esprimersi con nuove modalità rispetto al tradizionale svolgimento della professione, e quindi anche di emergere tra i colleghi”. “Per questo oggi chiediamo al Governo e al Parlamento un’attenzione specifica per la nostra categoria - ha concluso Tomasi – affinchè i futuri investimenti nell’innovazione vengano anche dedicati alle iniziative del nostro settore. Il professionista non può più essere interpretato come mero supporto dell’imprenditore ma diventa lui stesso impresa, grazie proprio agli strumenti messi a disposizione dall’innovazione”.   SCARICA LA LOCANDINA