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  • In un mercato dei servizi professionali in continua evoluzione, caratterizzato da dinamiche sempre più complesse e da una crescente concorrenza – anche da parte di soggetti esteri – risulta essenziale per l’Italia favorire strumenti di aggregazione tra liberi professionisti che garantiscano qualità, competitività, sostenibilità e tutela del lavoro. Le Società tra Professionisti (StP), introdotte nell’ordinamento con la Legge di Stabilità 2012 con l’intento di consentire la collaborazione strutturata tra professionisti iscritti agli Ordini, rappresentano il modello giuridico più coerente con i principi di autonomia, responsabilità personale e continuità previdenziale su cui si fonda la libera professione tecnica. Tuttavia, a oltre un decennio dalla loro istituzione, la diffusione delle StP rimane marginale, a causa di un quadro normativo incompleto, di disallineamenti fiscali e civilistici e di una sostanziale disparità di trattamento rispetto ad altre forme societarie come le Società di Ingegneria. Tale situazione ha generato un doppio effetto negativo: da un lato, ha disincentivato l’aggregazione tra professionisti, favorendo l’atomizzazione della professione e la precarizzazione dei soggetti più fragili (giovani, donne, neoiscritti); dall’altro, ha indebolito la tenuta del sistema previdenziale privato, fondato sulla partecipazione attiva degli iscritti agli Ordini professionali. Per questo motivo, la Fondazione Inarcassa ha avanzato una serie di proposte concrete, mirate a eliminare le penalizzazioni fiscali e incentivare la costituzione e la trasformazione in StP, garantire certezza del diritto e pieno riconoscimento della responsabilità limitata nelle StP di capitali, favorire investimenti e processi aggregativi attraverso misure analoghe a quelle previste per le start-up innovative, e ristabilire l’equità concorrenziale tra le diverse forme societarie che operano nel medesimo mercato. L’adeguamento normativo delle StP non è soltanto una questione tecnica, ma una scelta strategica per il futuro del lavoro autonomo, per la valorizzazione del capitale umano e professionale nazionale e per la salvaguardia di un sistema previdenziale che si regge sulla partecipazione attiva e qualificata dei liberi professionisti italiani. Di questi argomenti si è discusso nel corso del tavolo di lavoro "Tra aggregazione e fiscalità, quale futuro per le professioni?", promosso dalla Fondazione Inarcassa, che si è tenuto lo scorso 21 ottobre, presso il CNEL. "Sebbene le nostre categorie siano in possesso di competenze elevate e di responsabilità rilevanti per la tutela dell’interesse pubblico - ha spiegato il Presidente della Fondazione, ing. Andrea De Maio - basti pensare alla sicurezza degli edifici, alla rigenerazione urbana, alla transizione energetica e digitale, rischiano di affrontare, di qui ai prossimi anni, una crisi di sistema che ne mette a rischio il futuro. Oggi, parlare di aggregazione e di fiscalità non può prescindere da una presa d’atto: il modello individuale e frammentato della professione sta mostrando tutti i suoi limiti e la libera professione, così come strutturata, non garantisce più continuità, redditività, né attrattività per i giovani". "Abbiamo condotto un’indagine presso i nostri iscritti - ha proseguito De Maio - che conferma il forte interesse dei colleghi verso l’aggregazione, ma anche che vi sono barriere, di natura fiscale e giuridica che la ostacolano. Uno studio europeo da noi commissionato a GEIE - CBE dimostra come il concetto di autonomia patrimoniale perfetta delle StP sia già consolidato in altri Paesi UE, mentre in Italia resta ancora incerto. Chiediamo quindi equità fiscale tra soggetti individuali e aggregati con la modifica normativa che permetta ai soci delle StP di accedere al regime fiscale agevolato (forfettario), rimuovendo l’attuale causa di esclusione prevista dalla legge 190/2014. Inoltre, chiediamo il riconoscimento dell’autonomia patrimoniale perfetta alle StP, attraverso una modifica del Codice Civile, per chiarire che anche le StP costituite in forma di Società di Capitale godono della piena autonomia patrimoniale. Questo - ha concluso il Presidente - permetterebbe di tutelare i soci, favorire gli investimenti e ridurre il divario rispetto alle società di ingegneria, oggi più tutelate e competitive". "Parlare oggi di competitività delle professioni - ha spiegato Sandra Savino, Sottosegretario al Ministero dell'Economia e delle Finanze intervenuta all'evento - significa parlare del futuro dell’economia reale italiana. Le professioni tecniche rappresentano la spina dorsale di un paese che vuole crescere con responsabilità, innovazione e qualità. Aggregarsi oggi non è solo una scelta di efficienza ma un vero strumento di competitività e in questa direzione la Legge di Bilancio 2026 prevede una serie di strumenti e priorità strategici. Le disparità fiscali e normative ancora oggi penalizzano le forme di aggregazione professionale; il ministero guarda con attenzione il lavoro della Fondazione Inarcassa, sia in vista dei prossimi passaggi della Legge di Bilancio, sia in funzione dei prossimi interventi normativi. Sul fronte della fiscalità stiamo valutando forme di incentivo e regimi agevolati che possano favorire le reti di studio e le società tra professioni, riconoscendone il ruolo economico e sociale". "La vita delle professioni oggi è in forte trasformazione, per affrontarla occorre un cambiamento culturale". Così ha commentato Erika Stefani della 2° Commissione Giustizia al Senato (Lega) che ha proseguito: "il libero professionista per essere competitivo oggi ha bisogno di aggregarsi ma per farlo è necessario che cambi il modo in cui guarda alla professione senza perdere il rapporto diretto con i propri clienti". Secondo Vito De Palma, della VI Commissione Finanze alla Camera (FI) "quando parliamo di STP parliamo di un modello giuridico che è a mio avviso il futuro del lavoro autonomo. Le stp oggi, a distanza di 10 anni dalla loro creazione, sono un decimo delle società di ingegneria: troppi vincoli, poca chiarezza e una fiscalità che premia l’individualità invece dell’aggregazione. È urgente correggere l’esclusione delle STP dal regime fortettario: è un principio di equità che va di pari passo con la competitività. Se renderemo il modello della STP uno strumento semplice, sicuro e conveniente, daremo ai nostri professionisti delle opportunità di crescita". All'evento è intervenuto anche Mario Turco - componente 6ª Commissione Finanze: "quella della professione è oggi un’attività individuale e dobbiamo favorire il passaggio alle forme aggregate per far fronte al principale problema che è la concorrenza. Innanzitutto, abbiamo necessità di uniformare gli ordinamenti normativi e fiscali che oggi favoriscono le forme giuridiche societarie, lontane dalle prospettive del nostro paese. Come forza politica vorremmo l’allineamento del regime fiscale anche per incentivare l’ingresso dei giovani nelle STP, riconoscendo loro le stesse agevolazioni che ci sono per i lavoratori autonomi. Per fronteggiare la concorrenza internazionale, tema che diventerà sempre più stringente da qui a 5 anni, è fondamentale ci sia anche una equiparazione sul tema delle agevolazioni sugli investimenti, sulla governance e sulla burocrazia contabile, favorendone la semplificazione". Scarica il programma completo Per rivedere l'evento clicca qui Leggi il comunicato stampa Scarica la rassegna stampa Andrea DE MAIO Presidente Fondazione Inarcassa   Erika STEFANI 2° Commissione Giustizia - Senato (Lega); Bruna GOZZI - Vice Presidente Fondazione Inarcassa Paola CARELLO avvocato Consiglio Nazionale Forense; Vito DE PALMA VI Commissione Finanze – Camera (FI); Erika STEFANI 2° Commissione Giustizia - Senato (Lega); Bruna GOZZI - Vice Presidente Fondazione Inarcassa
  • Le opportunità di finanziamento messe a disposizione dall’Unione Europea stanno assumendo un ruolo sempre più strategico per architetti e ingegneri. Accedere ai fondi comunitari significa poter sviluppare progetti innovativi e rafforzare la competitività professionale, ma richiede competenze specifiche e una conoscenza aggiornata delle politiche europee e dei programmi di investimento in corso. Per supportare i professionisti in questo percorso, Fondazione Inarcassa, in collaborazione con Coopération Bancaire pour l’Europe – GEIE di Bruxelles, promuove l’evento formativo “Fondazione Inarcassa e CBE: come cogliere tutte le opportunità di finanziamento dall’Europa”, in programma mercoledì 8 ottobre 2025 dalle ore 15:30 alle 17:30. L’iniziativa rientra nell’ambito della convenzione stipulata con il CBE-GEIE e accompagna la diffusione della newsletter mensile “Opportunità dall’Europa”, già avviata dalla Fondazione per fornire agli iscritti un orientamento chiaro e strutturato tra bandi e occasioni offerte dall’Unione Europea. Durante il webinar saranno inoltre presentati i risultati del sondaggio attualmente in corso, volto a rilevare il livello di preparazione e l’interesse dei professionisti sugli strumenti della progettazione europea, insieme a un approfondimento sulle priorità della Commissione Europea, sul Quadro Finanziario Pluriennale e sui principali programmi di finanziamento comunitario. L’apertura dei lavori sarà affidata all’ing. Andrea De Maio, Presidente della Fondazione Inarcassa. Seguiranno gli interventi del dott. Alessandro Previtali, Business Development Manager – EU Affairs, e del dott. Fabrizio di Marcantonio, EU Project Manager – EU Affairs, che guideranno i partecipanti nell’analisi delle opportunità di finanziamento e degli strumenti operativi messi a disposizione dall’Unione Europea. Per consultare il programma completo e iscriversi al webinar è possibile accedere al seguente link: https://fondazioneinarcassa.it/it/fondazione-inarcassa-cbe-come-cogliere-opportunita-di-finanziamento-dalleuropa
  • Maurizio Boi, Amministratore delegato di Tecnolav Engineering srl e di TE.x srl. È autore del libro “Ingegneria elevato (n), Ingegneria del futuro o futuro dell’Ingegneria?”  Dell'aggregazione professionale ha fatto il punto di forza della sua attività, attraverso la costituzione di un consorzio (ECL Leonardo). "Nel 1994 inizia una nuova era a seguito dell'approvazione della legge Merloni sui lavori pubblici. Una legge che ha disposto nuove regole per l'acquisizione e per la progettazione delle commesse pubbliche. Il cambiamento fu radicale e la nostra intuizione - spiega l'ing. Boi - fu quella di ripensare il modello organizzativo degli studi d'ingegneria costituendo team di progettazione multidisciplinari. Furono anni difficili dedicati ad acquisire le qualificazioni e a riorganizzare lo studio professionale in forma imprenditoriale, necessaria per operare all'estero. Nel 1998 viene quindi costituita Tecnolav una delle prime società d'ingegneria italiane come forma giuridica. Con questa nuova forma societaria abbiamo iniziato a vincere gare di tutti i tipi: dalle strade alle ferrovie, alle metropolitane, ai teatri, alle riqualificazioni urbane e ambientali, agli ospedali. In pochi anni abbiamo progettato e diretto più 1000 opere pubbliche. Questa fu una vera e propria svolta. Nel 2015 iniziano però le nuove sfide. L'affiatamento del gruppo è sempre stato per noi un valore importante. Ma questo non era più sufficiente perché, il passo dei cambiamenti in campo tecnologico accelerava in maniera esponenziale, e la gestione della continua variabilità del mercato era diventata sempre più difficile. Divenne indispensabile adattarsi con molta rapidità a questi cambiamenti, ma il sistema organizzativo in essere era troppo rigido per risolvere problematiche tecnologiche sempre più complesse. Venne quindi costituita TE.x, la Startup che realizza la piattaforma collaborativa SCORE, acronimo di “Smart Collaborative Engineering”, dove un Core Team di sole 50 persone, per lo più project manager, gestisce una piattaforma di circa 1500 tra ingegneri, architetti e tecnici di ogni specializzazione provenienti da 40 paesi del globo. Questi tecnici vengono ingaggiati all'occorrenza in base alla loro specializzazione ed esperienza, cercando di realizzare il team ideale progetto per progetto. Una volta finito il progetto il team si scioglie. Questo è il modello organizzativo delle organizzazioni esponenziali adatto per gestire e competere a livello internazionale: la Cognitive Collaboration". Maurizio Boi è il protagonista di ArchiTalkIng di questo mese
  • Le recenti modifiche normative in materia di Ecobonus, Sismabonus e Superbonus introdotte dalla Circolare 8/E del 19 giugno 2025 dell’Agenzia delle Entrate stanno ridefinendo profondamente il lavoro di professionisti e tecnici del settore edilizio. Nuovi adempimenti, criteri più stringenti e l’adeguamento ai portali ENEA aggiornati rappresentano sfide operative che richiedono un tempestivo aggiornamento. Per rispondere a queste esigenze, Fondazione Inarcassa e ISNOVA, in collaborazione con ENEA e TeamSystem Logical Soft, promuovono il webinar tecnico gratuito “Bonus edilizi 2025: tutte le novità spiegate da ENEA”, in programma mercoledì 23 luglio 2025 alle ore 15:00. L’incontro, in modalità streaming, avrà una durata di 150 minuti ed è riservato esclusivamente agli iscritti alla Fondazione Inarcassa. Durante il webinar verranno analizzate le principali novità introdotte dalla nuova disciplina, tra cui le percentuali di detrazione aggiornate, i requisiti tecnici richiesti, i limiti di spesa e le modalità di trasmissione delle pratiche attraverso i portali ENEA. Il focus sarà anche sugli aspetti più operativi, con l’illustrazione di casi frequenti ed esempi pratici pensati per agevolare l’attività quotidiana dei professionisti coinvolti nella gestione degli interventi edilizi agevolati. L’apertura dei lavori sarà affidata all’arch. Bruna Gozzi, Vicepresidente della Fondazione Inarcassa. Seguiranno gli interventi dell’ing. Elena Allegrini di ENEA, dell’ing. Annachiara Castagna e dell’ing. Simone Tirinato di TeamSystem Logical Soft. La moderazione dell’incontro sarà curata dall’ing. Alberto Boriani di ISNOVA. Per consultare il programma completo e iscriversi al webinar è possibile accedere al seguente link: https://fondazioneinarcassa.it/it/bonus-edilizi-2025-tutte-novita-spiegate-da-enea
  • ArchiTalkIng, luglio: intervista a Franco Cavallaro
    Franco Cavallaro, ingegnere, ha maturato un’esperienza quarantennale nel management della pianificazione territoriale e dello sviluppo dei contratti per la realizzazione di infrastrutture e trasformazioni urbane. Vanta una importante esperienza all'estero, in particolare nel territorio africano dove ha operato in Tunisia, Kenya, Egitto e Mozambico.  Quali sono le competenze e le professionalità maggiormente richieste nei paesi in cui ha lavorato e come differiscono rispetto alle richieste del mercato italiano? "Nella nostra esperienza - spiega l'ing. Cavallaro -  abbiamo visto che nei paesi africani, anche grazie ai programmi di cooperazione tra le loro Università e le nostre, alcune competenze tecniche sono disponibili. Ma come è ben noto il progetto è qualcosa di più della somma di competenze tecniche, e loro stentano nei processi di sintesi, e sconoscono completamente l’approccio del PM. La conseguenza di tale loro deficit consiste nella loro modesta capacità di rispettare tempi e costi aprendo la strada a possibili partenariati misti in cui si mettano insieme le loro legittime aspettative di partecipare al processo progettuale ed esecutivo con la regia delle nostre organizzazioni". I settori di maggiore prospettiva, oltre a quello industriale, riguardano il ciclo dell’acqua e l’energia, e l’ambito dello sviluppo urbano. L'ing. Franco Cavallaro è il protagonista di Architalking di luglio.
    • architalking
  • Inserito più volte tra i migliori 100 architetti italiani grazie ai lavori realizzati sia in Italia che all’estero, Carlo Magnoli è presidente della Magnoli & Partners, studio di progettazione che contribuisce a progettare la transizione energetica e a promuovere la realizzazione di comunità resilienti e sostenibili. È lui il protagonista dell’edizione di febbraio di ArchiTalkIng, il nuovo format di Fondazione Inarcassa volto a valorizzare l’attività dei liberi professionisti iscritti a Inarcassa.  Con lui abbiamo parlato di sviluppo urbano sostenibile: “Purtroppo, in questa fase dello sviluppo della nostra società, l’ambiente costruito dall’uomo sta danneggiando l’ambiente naturale e sta pregiudicando la capacità delle future generazioni di vivere sul pianeta. L’ambiente costruito, antropizzato – ci ha spiegato l’arch. Magnoli - va inserito nell’ambiente naturale con un inevitabile rapporto di interdipendenza. Ogni contesto su cui insistono le nostre città ha dunque alcune esigenze prioritarie: ridurre i consumi, ridurre l’inquinamento, diminuire le immissioni di CO2 in atmosfera, consentire una qualità della vita urbana più sana, abbassare le spese di gestione pubblica e privata e combattere la povertà energetica diminuendo il peso economico per l’energia sostenuto oggi dalle famiglie. Questi sono di fatto nuovi driver progettuali. Rispetto alla sua esperienza all’estero, abbiamo chiesto all’arch. Magnoli quali siano le principali differenze con i professionisti italiani. Secondo l’architetto “Il tema è esattamente quello della crescita dimensionale. Nella mia esperienza non ho rilevato grossi gap qualitativi (anzi), mentre sono evidenti i gap quantitativi: in Italia siamo tanti (e non troppi) ma quasi tutti “troppo piccoli” per gestire commesse rilevanti. Ho lavorato all’estero in cordate auto-generate, spesso poco solide perché improvvisate, ma era l’unico modo per competere su un mercato dominato da grandi società di ingegneria, con referenze importanti e esperienze pregresse quasi ineguagliabili”. Nel video l'intervista integrale  
  • In attesa che si completino i decreti attuativi della delega fiscale approvata in via definitiva ad agosto scorso, “possiamo incoraggiare sin da subito le aggregazioni professionali estendendo il regime forfettario anche ai liberi professionisti soci delle StP”. Questo è uno dei passaggi centrali del comunicato stampa lanciato dalla Fondazione Inarcassa e ripreso dalle agenzie il 1° dicembre scorso.  Quello delle aggregazioni professionali è un tema sul quale la Fondazione continua a dedicare molta attenzione perché resta un efficace strumento di “crescita e sviluppo della libera professione”, ha sottolineato il Presidente, Andrea De Maio. Già a luglio 2022, la Fondazione Inarcassa ha promosso una ricerca dettagliata sul tema incaricando lo Studio Andersen ad approfondire le ragioni che da più di un decennio frenano la crescita, in particolare, delle società tra professionisti. Dall’analisi della ricerca condotta per conto della Fondazione Inarcassa, si apprende che le StP stanno assumendo un ruolo marginale rispetto, ad esempio, alle società di ingegneria. Basti pensare che il numero delle società̀ tra professionisti tecnici è minimale: solo 851 nel 2022. L’occasione per ritornare sul tema è stata una recente dichiarazione rilasciata dall’Onorevole Andrea De Bertoldi che ha confermato la volontà del Governo, e in particolare del Viceministro all’Economia, Maurizio Leo, “ad inserire nella delega fiscale la neutralità fiscale delle aggregazioni professionali, che costituiscono un necessario sviluppo della libera professione, e a prevedere la riduzione della tassazione per le Casse di previdenza che intendano investire nell'economia reale. Smentisco al riguardo” ha proseguito l’Onorevole De Bertoldi, “quelle voci che mettevano in dubbio la reale volontà del Governo di trasferire nei decreti attuativi tali prospettive". Un impegno concreto, dunque, che la Fondazione Inarcassa ha sinceramente apprezzato considerato che il tema è di grande interesse e attualità per gli architetti e ingegneri liberi professionisti. Il comunicato stampa della Fondazione, condiviso dallo stesso Onorevole De Bertoldi, ha voluto, innanzitutto, rilanciare una proposta concreta in grado di potenziare lo strumento delle StP volta ad estendere il regime forfettario anche ai liberi professionisti soci delle StP. “Occorre abolire la causa di esclusione per l’accesso al regime forfettario delle aggregazioni professionali, contenuta all’art. 1, comma 57, lettera d) della Legge n. 190/2014”, ha sottolineato il Presidente De Maio. Qui per approfondire.
  • Il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica revoca l’avviso pubblico per l’affidamento di un incarico di consulenza a titolo gratuito. Nella diffida notificata all’Amministrazione i richiami al nuovo Codice dei contratti pubblici e alla recente legge sull’equo compenso.   Nell’ambito dell’attività di contrasto ai bandi irregolari promossa dalla Fondazione Inarcassa, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha fatto marcia indietro e ha ritirato un avviso pubblico per l’affidamento di un incarico di consulenza a titolo gratuito. Malgrado la complessità dell’incarico - analisi chimico-fisiche finalizzate alla sicurezza degli impianti di produzione/stoccaggio/trattamento idrocarburi – il Ministero non aveva previsto alcun compenso per il professionista che sarebbe stato selezionato. La revoca della manifestazione di interesse – motivata per “sopravvenute esigenze organizzative e mutate ragioni di interesse pubblico" - arriva dopo la diffida notificata dallo Studio legale per conto della Fondazione Inarcassa al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.  Sono due gli elementi normativi che hanno caratterizzato l’impianto della diffida. Innanzitutto, l’art. 8, comma 2 del nuovo Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023), secondo cui “le prestazioni d’opera intellettuale non possono essere rese dai professionisti gratuitamente, salvo che in casi eccezionali e previa adeguata motivazione”. Eppure, nell’avviso pubblico pubblicato dal Ministero non erano indicati “casi eccezionali” né “adeguate motivazioni” che legittimassero la gratuità degli incarichi. In secondo luogo, la recente legge in materia di equo compenso non offre alcun tipo di giustificazione per gli affidamenti degli incarichi a titolo gratuito e impone, allo stesso tempo, anche alle pubbliche amministrazioni di calcolare i compensi professionali in modo proporzionato in base alla quantità e qualità del lavoro svolto. L’art. 2 della legge n. 49 del 2023 chiarisce, infatti, che le nuove disposizioni in materia di equo compenso si applicano anche alle prestazioni rese dai professionisti in favore della pubblica amministrazione. Qui per approfondire.      
    • equo compenso
  • L’11 maggio scorso, su invito della VI Commissione Finanze della Camera, la Fondazione Inarcassa ha trasmesso un proprio contributo in forma scritta di analisi e proposte sul tema delle società tra professionisti nell’ambito dell’istruttoria legislativa sulle proposte di legge recanti delega al Governo per la riforma fiscale (C. 1038 Governo; C. 75 Marattin). A supporto della memoria, è stata, inoltre, trasmessa all’attenzione degli Onorevoli componenti la VI Commissione Finanze, la ricerca promossa dalla Fondazione Inarcassa e realizzata da Andersen Tax and Legal nel 2022 “Studio in materia di società tra professionisti. Principali criticità e proposte correttive de iure condendo”. Il disegno di legge "Delega al Governo per la riforma fiscale" all’esame della VI Commissione Finanze della Camera (C. 1038), è stato approvato il 17 marzo scorso dal Consiglio dei ministri. Di interesse è l’art. 5, comma 1, lettera f), che, nell’ambito dei principi e criteri direttivi per la revisione del sistema di imposizione sui redditi delle persone fisiche per i redditi di lavoro autonomo prevede “la neutralità fiscale delle operazioni di aggregazione e riorganizzazione degli studi professionali, comprese quelle riguardanti il passaggio da associazioni professionali a società tra professionisti”. La Fondazione Inarcassa insiste da tempo sul tema della valorizzazione delle conformazioni societarie di professionisti, in particolare delle società tra professionisti (StP), a partire dalle misure di incentivazione fiscale. La delega fiscale è oggi il veicolo legislativo più idoneo per sollecitare l’attenzione del legislatore sul tema delle società tra professionisti. Infatti, malgrado sia trascorso più di un decennio dall’introduzione delle Stp nel nostro ordinamento (art. 10 della legge n. 183 del 2011), la loro diffusione è stata minima per una serie di ragioni ampiamente illustrate nello studio promosso dalla Fondazione Inarcassa e realizzato da Andersen Tax and Legal nel 2022. Tra queste, vale la pena certamente sottolineare le limitazioni di accesso delle StP alle agevolazioni introdotte dal regime forfettario. La misura introdotta dalla Legge di Bilancio 2023 (articolo 1, comma 54 della Legge 29 dicembre 2022, n. 197) che innalza a 85 mila euro la soglia di ricavi e compensi che consente di applicare un’imposta forfettaria del 15 per cento, sta producendo forti ripercussioni, in termini disgregativi, su tutto il tessuto professionale. È evidente che le agevolazioni del regime forfettario favoriscono le forme individuali di esercizio della libera professione e, al contempo, allontanano i professionisti dai modelli aggregativi. Ne deriva un processo di atomizzazione del tessuto professionale che mal si concilia, invece, con l’efficienza dei servizi tecnici, un mercato sempre più aperto a logiche concorrenziali e di competizione, anche internazionale. La proposta della Fondazione Inarcassa sottoposta all’attenzione della Commissione Finanze che conduce, in sede referente, l’esame del provvedimento n. 1038, è volta, in ragione di una maggiore equità fiscale tra i professionisti che svolgono l’attività in forma individuale e i professionisti che svolgono l’attività in forma associata, ad estendere la platea dei soggetti beneficiari del regime forfettario anche alle forme aggregate tra professionisti costituite da un numero di professionisti non superiori a cinque al fine di incentivare e promuovere i processi aggregativi ed evitare, dunque, una eccessiva atomizzazione del tessuto professionale. La proposta della Fondazione ha trovato parzialmente spazio nell’emendamento 5.160 al disegno di legge n. 1038 presentato dall’on. Centemero che prevede “l'estensione del regime forfetario di cui all'articolo 1, commi da 54 a 89, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, alle associazioni professionali, società tra professionisti, società di persone e imprese familiari, composte al massimo da tre professionisti di età non superiore a 35 anni, esercenti professioni regolamentate e soggetti a controllo ministeriale, che abbiano dichiarato ricavi o percepito singolarmente compensi non superiori a euro 85.000 annui”. La Fondazione Inarcassa è, quindi, impegnata ad avviare una interlocuzione costruttiva con l’On. Centemero, anche al fine di dare più specifici dettagli di una ulteriore proposta finalizzata, nel quadro di una omogeneità previdenziale, a consentire ai contribuenti in regime forfettario di dedurre, oltre i contributi previdenziali obbligatori, anche quelli versati in forma facoltativa e volontaria. Si segnala che gli emendamenti al disegno di legge n. 1038 saranno sottoposti a votazione in commissione finanze della Camera a partire presumibilmente dal 20 giugno p.v.
  • La Fondazione Inarcassa ha partecipato al talk “Largo Chigi, vista sulla politica” il 3 maggio scorso. Ospiti degli Utopia Studios, il Presidente della Fondazione Inarcassa e l’Onorevole Andrea Tremaglia, componente della Commissione Bilancio, che hanno affrontato i principali temi in agenda di interesse degli architetti e ingegneri liberi professionisti. Tra questi, il nuovo Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023) e i profili di interesse nell’ambito della progettazione; la legge 21 aprile 2023, n. 49, in materia di equo compenso per le prestazioni professionali; le misure di agevolazione per la formazione delle società tra professionisti contenute nella delega al governo per la riforma fiscale. Leggi qui il Comunicato Stampa