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    Roma, 11 ottobre 2017       All’attenzione del Dott. Raffaele Cantone Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione p.c. Dott. Michele Corradino Componente del Consiglio dell’Autorità    Egregio Presidente,   La recente sentenza del Consiglio di Stato, che legittima la gara indetta dal Comune di Catanzaro per la redazione del Piano strutturale della Città nella quale era stato stabilito un compenso simbolico di un euro, apre una frattura profonda nel mondo delle libere professioni. Gli architetti e ingegneri liberi professionisti iscritti a Inarcassa, circa 170 mila unità in tutta Italia, ogni giorno, nonostante le difficoltà oggettive di una macchina burocratica pesante e farraginosa, sono al servizio dei cittadini con le proprie competenze e capacità professionali per mettere al riparo il nostro Paese dalle conseguenze di una incuria del territorio di cui, purtroppo, ne vediamo sempre più spesso i segni evidenti.  Il massimo organo di giustizia amministrativa ci mette di fronte ad una sentenza che pone al centro due questioni, una politica, l’altra di diritto, che si intrecciano profondamente nel tessuto sociale e occupazionale di un Paese sempre più fragile. La sentenza n. 4614 del 3 ottobre della Quinta Sezione del Consiglio di Stato, riformando la pronuncia di primo grado (TAR Calabria, Catanzaro, sez. I, n. 2435/2016), ha affermato un principio, per nulla condivisibile, in virtù del quale la normativa europea e nazionale che disciplina gli appalti pubblici non osterebbe alla possibilità che una stazione appaltante metta a gara un servizio professionale, senza prevedere alcuna remunerazione in favore del prestatore del servizio. Si tratta di un inaspettato arretramento delle soglie di tutela che l’ordinamento giuridico, sia pure a fatica, aveva però costruito negli ultimi anni a tutela della dignità e del decoro del libero professionista.  Già il ​nuovo ​Codice degli Appalti, all’art. 24, vieta alle stazioni appaltanti sia di subordinare la corresponsione dei compensi per l’attività di progettazione al finanziamento dell’opera, sia di prevedere quale corrispettivo forme di sponsorizzazione o di rimborso. Inoltre, con l’intervento correttivo dello scorso aprile, proprio su sollecitazione di ANAC, si è reso obbligatorio il riferimento al c.d. decreto parametri quale criterio per la determinazione dell’importo da porre a base dell’affidamento (d.m. 17/06/16). Da questo punto di vista, la gratuità della prestazione è la più grave delle violazioni della norma codicistica che vincola al decreto parametri. Oltretutto, la sentenza del Consiglio di Stato reca un pregiudizio dei più elementari principi di tutela della dignità umana e professionale, dei quali l’art. 36 della Costituzione (“Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa”), pacificamente applicabile anche alle libere professioni, è espressione.  Il maggior danno arrecato dalla sentenza si avvertirà sul piano giurisprudenziale, con ripercussioni gravissime per l’intero Paese. Basti solo pensare all’aspetto previdenziale. Se si consente, infatti, alle pubbliche amministrazioni di bandire gare con compensi pari a un euro, come potranno i liberi professionisti versare i contributi alle casse di previdenza? Come potranno, inoltre, investire parte del proprio fatturato in aggiornamento e formazione?  Non solo. La sentenza del Consiglio di stato offre, inoltre, lo spunto per avviare una riflessione anche sulla qualità delle prestazioni. Non corrispondere, infatti, adeguati compensi ai professionisti avrà inevitabili ripercussioni sulla sicurezza dei cittadini e delle opere, nonché sulla tutela del paesaggio. Ciò che preoccupa, insomma, è la tenuta sociale del Paese. La sentenza, a nostro avviso, rischia di spalancare le porte al male cronico italiano, la corruzione, contro cui tanto sta facendo l’ANAC, e mettere definitivamente in soffitta il dibattitto che negli ultimi mesi si è riacceso attorno al tema dell’equo compenso. Non sono mancate, a tal proposito, le osservazioni da parte di Inarcassa e la sua Fondazione, che abbiamo l’onore di rappresentare, da sempre attente agli sviluppi della disciplina in materia di equa retribuzione per i liberi professionisti. Ma occorre fare di più, da parte di tutte le istituzioni. Innanzitutto, il Parlamento e il Governo devono sin da subito tracciare un percorso legislativo che inquadri perfettamente il tema della giusta retribuzione individuando le possibili e concrete soluzioni. Ci consenta, infine, di rivolgere ad ANAC l’invito a restare vigile e offrire il proprio contributo per restituire dignità del lavoro, adeguatamente retribuito, ai liberi professionisti architetti e ingegneri, che non può di certo essere a titolo gratuito. Tutto ciò al fine di evitare quella commistione tra pubblico e privato che anziché essere rivolta al pagamento delle prestazioni è solo in grado di generare malaffare e corruzione e paralizzare l’Italia di fronte alle innovazioni.    Disponibili fin da subito ad offrire il contributo di Inarcassa e la sua Fondazione sui temi sopra esposti, Le rivolgiamo cordiali saluti,   Il Presidente della Fondazione Inarcassa                                                          Il Presidente di Inarcassa ing. Egidio Comodo                                                                                         Arch. Giuseppe Santoro        
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     “È inconcepibile che il massimo organo di giustizia amministrativa dello Stato abbia dato ragione al Comune di Catanzaro. Le prestazioni professionali tecniche, al pari di ogni altro lavoro, devono essere compensate per l’effettiva quantità e qualità del lavoro svolto.” Egidio Comodo, Presidente di Fondazione Inarcassa, commenta con preoccupazione la sentenza 4614/2017 del 3 ottobre con la quale il Consiglio di Stato ha ribaltato il pronunciamento del Tar Calabria dichiarando, quindi, legittima la gara bandita dal Comune di Catanzaro per la redazione del piano strutturale della città nella quale era stato stabilito un compenso simbolico di 1 euro. “La nostra Carta Costituzionale, all’articolo 36, non potrebbe essere più chiara: il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa. Rispetto ai contratti pubblici, il ​nuovo ​Codice ha ​tradotto e rafforzato questi principi vietando alle stazioni appaltanti sia di subordinare la corresponsione dei compensi per l’attività di progettazione al finanziamento dell’opera, sia di prevedere quale corrispettivo forme di sponsorizzazione o di rimborso. Inoltre, con l’intervento correttivo dello scorso aprile, su sollecitazione di ANAC, si è reso obbligatorio il riferimento al decreto parametri quale criterio per la determinazione dell’importo da porre a base dell’affidamento. Questa sentenza, al contrario, mette ancora una volta in discussione l’equo compenso, terreno di numerose battaglie, anche sul fronte del dibattito parlamentare, uno strumento che sarebbe invece un reale argine anche alla corruzione, cronico male del nostro Paese, nonché indispensabile forma di tutela dei diritti alla sicurezza e alla salute, della tutela dell’ambiente e del paesaggio, tutti fondamentali valori costituzionali.”   “Si tratta di questioni prima di tutto di dignità e onestà – prosegue il Presidente Comodo – Lo diciamo a gran voce non solo per tutelare i 170.000 architetti e ingegneri che ogni giorno, nonostante le oggettive difficoltà e cavilli burocratici, si dedicano al proprio lavoro con la massima professionalità possibile, ma soprattutto per il futuro del nostro Paese: chiediamo ancora una volta alla classe politica, alla nostra classe dirigente un sistema che garantisca la qualità delle prestazioni, delle opere e della sicurezza dei nostri concittadini. Non intervenire a seguito di quanto sentenziato dal Consiglio di Stato significherebbe dichiarare la definitiva condanna a morte delle libere professioni”.   CLICCA QUI PER SCARICARE LA SENTENZA:
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    Nei giorni scorsi in commissione lavoro del Senato è stato disposto l'abbinamento del disegno di legge 2918 - a firma dei Sen. Fucksia e Quagliarello - al ddl sull'equo compenso per le professioni regolamentate, proposto dall'ex ministro del Lavoro Maurizio Sacconi e attualmente all'esame della commissione, che lo ha adottato come testo base.  Fondazione Inarcassa, nell'incontro al Nazareno dedicato all'equo compenso e convocato dall'On Gribaudo (responsabile lavoro del PD), ha avuto modo di confrontarsi con alcuni parlamentari del pd e altre casse previdenziali su questo tema, di vitale importanza per i liberi professionisti.     Scarica QUI la memoria depositata da Fondazione all'incontro.  
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    Come favorire i professionisti nella conoscenza delle opportunità rinvenibili nei mercati internazionali al fine di rendere più competitiva la loro offerta professionale. Questo il tema della tavola rotonda che si è tenuta nel pomeriggio di giovedì 21 settembre presso Sala dell’Istituto Santa Maria in Aquiro di Palazzo senatorio - e promossa dal Senatore Francesco Giacobbe e dall’Osservatorio Internazionale, nato in seno all’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli esperti Contabili di Roma. L’appuntamento, introdotto e moderato dal Presidente dell’Osservatorio Internazionale, Filippo Maria Invitti, è stato il preciso segnale della concretezza dell’impegno con cui professionisti e istituzioni intendono fondere le proprie energie nella direzione di supportare le imprese italiane nei loro progetti di internazionalizzazione. "Obiettivo della conferenza - dichiara il Senatore Giacobbe - è quello di far comprendere quanto possa essere utile, nei tempi attuali, un consulente globale per le imprese, capace di agevolare la loro penetrazione in mercati stranieri, soprattutto per quanto riguarda la legislazione commerciale e fiscale e di come le Istituzioni possano trarne vantaggio interagendo con i Professionisti e facendo squadra". “Siamo molto entusiasti di aver avuto l’opportunità di partecipare a questo dibattito - dichiara Egidio Comodo, Presidente Fondazione Inarcassa. La Fondazione tiene molto al tema dell’internazionalizzazione della professione, proprio quest’anno abbiamo inaugurato un dipartimento totalmente dedicato a queste attività e il prossimo novembre inaugureremo, a Dubai, un desk totalmente gratuito per supportare architetti e ingegneri iscritti nella AAM Tower, a Dubai Medi City. Inoltre abbiamo firmato un protocollo d’intesa con Assocamerestero, proprio per incrementare la conoscenza delle possibilità di intraprendere esperienze lavorative all’estero. Speriamo quindi di continuare a collaborare con tutti i professionisti , associazioni e le istituzioni per  sviluppare network nei mercati internazionali”. ”E’ evidente la soddisfazione dei commercialisti nel promuovere iniziative di confronto e di stimolo a lavorare congiuntamente con gli altri professionisti e con le Istituzioni” – dichiara Mario Civetta, Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Roma. “Svolgiamo un ruolo di primissimo piano riconosciuto e apprezzato per il concreto e fattivo contributo garantito al rilancio dell'economia dal cosiddetto Sistema Paese”. “La collaborazione tra SIMEST e i dottori commercialisti è fondamentale per il sostegno all’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese italiane - afferma Salvatore Rebecchini, Presidente di SIMEST - oggi il 40 % dei finanziamenti agevolati che eroghiamo per le operazioni sull’estero sono proprio originati dai professionisti che assistono le PMI.” Tra gli altri sono stati invitati a intervenire Nicola LENER, Direttore Centrale per l’internazionalizzazione del sistema Paese e delle autonomie territoriali del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale; Alessandro DECIO, Amministratore Delegato SACE; Antonino LASPINA,  Direttore Ufficio di Coordinamento Marketing ICE–Agenzia.     
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    “L’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del ddl sull’equo compenso per gli avvocati rappresenta una presa di coscienza che il Governo non poteva più ignorare. Adesso non resta che estenderlo anche alle altre professioni, prima fra tutte quella di ingegneri e architetti, perché i principi di tutela posti alla base sono esattamente gli stessi. Lo chiediamo da oltre un anno.” Con queste parole, Egidio Comodo, Presidente di Fondazione Inarcassa, commenta la norma voluta dal Guardasigilli, Andrea Orlando. “Si tratta - spiega Comodo - di un passo importante che speriamo a brevissimo possa coinvolgere anche le prestazioni di ingegneri e architetti e, in generale, tutti i liberi professionisti che nello svolgimento quotidiano della loro attività affrontano gli stessi identici problemi. Come si fa dunque a non ritenere vessatorie per chiunque svolga la libera professione quelle clausole che - ad esempio - riservano al cliente la facoltà di modificare unilateralmente le condizioni del contratto, di pretendere prestazioni aggiuntive a titolo gratuito, di ottenere termini di pagamento superiori ai sessanta giorni dalla fatturazione o addirittura di rifiutare la stipula per iscritto del contratto? Si tratta quindi di un testo fondamentale i cui principi vanno subito estesi a tutta la categoria dei liberi professionisti che scontano uno squilibrio nei rapporti contrattuali soprattutto verso i clienti cosiddetti ‘forti’”. Anche per la professione di ingegnere e architetto, infatti, vi è il pericolo che una concorrenza distorta, determinata da un lato dall’abuso dei clienti forti e dall’altro lato dall’elevato numero di professionisti operanti sul territorio italiano, possa tradursi nell’offerta di prestazioni professionali al ribasso, con un evidente pericolo di un peggioramento della loro qualità. “La guerra al ribasso dei prezzi delle prestazioni professionali - conclude Comodo - ostacola soprattutto i giovani che, come ha sottolineato il Ministro Orlando, ‘sono fortemente sottoposti a una vera e propria forma di caporalato intellettuale’. In questo senso un plauso va al lavoro avviato dall'On. Chiara Gribaudo e dal Prof. Tommaso Nannicini che hanno condiviso questo obiettivo.”   Scarica la RASSEGNA CARTACEA RASSEGNA ONLINE Ansa.it: http://www.ansa.it/professioni/notizie/casse_previdenza/2017/08/08/ingegneriarchitettiserve-equo-compenso_202f4b14-456e-405e-ac3f-648c7b89bcf3.html ​ Adnkronos.com: http://www.adnkronos.com/lavoro/professionisti/2017/08/14/ingegneri-architetti-chiedono-equo-compenso-per-tutti-professionisti_NT6KXPo2QnNCj5tnnDFQVK.html?refresh_ce​   ​Lavoripubblici.it: ​ http://www.lavoripubblici.it/news/2017/08/PROFESSIONE/19005/Equo-compenso-per-avvocati-lo-chiedono-anche-ingegneri-e-architetti   Miowelfare.it: http://www.miowelfare.it/news/estendere-lequo-compenso-ingegneri-e-architetti​   ​Ediltecnico.it: https://www.ediltecnico.it/57788/equo-compenso-ok-avvocati-quando-ingegneri-architetti/   Notizie.yahoo.com: https://it.notizie.yahoo.com/equo-compenso-lo-chiedono-anche-ingegneri-e-architetti-143021109.html   Casaeclima.com: http://www.casaeclima.com/ar_32272__equo-compenso-per-avvocati-lo-chiedono-anche-ingegneri-architetti.html    
  • dubai ima
    Il Dipartimento di Internazionalizzazione della Fondazione Inarcassa è orgoglioso di presentare DESTINAZIONE EMIRATI ARABI UNITI, il nuovo strumento operativo per agevolare i professionisti e le aziende che vogliono sviluppare la propria attività a livello internazionale. Una pubblicazione mensile con contenuti originali ed esclusivi, che ha l’obiettivo di aggiornare architetti e ingegneri sulle opportunità offerte dal mercato degli Emirati Arabi e - in particolare - da Dubai, capitale dell’architettura d’avanguardia.   Scarica la NEWSLETTER N. 3 Scarica la NEWSLETTER N. 2 Scarica la NEWSLETTER N. 1  
  • vincitore
    Si è concluso con la proclamazione dei risultati il Concorso di Progettazione in due fasi per la Nuova Scuola Primaria Panoramica di Riccione, che ha visto il progetto del raggruppamento temporaneo con capogruppo l’arch. Daniele Durante di Roma prevalere tra le 195 proposte presentate in primo grado. Molti gli aspetti positivi di questa competizione: prima di tutto la possibilità di scegliere tra numerosissime proposte quella con la maggiore qualità sotto gli aspetti compositivi, funzionali, di sostenibilità e di dialogo con il contesto, che contribuirà a rigenerare e riqualificare non solo l’area di progetto ma anche le zone circostanti, proponendosi come un moderno civic center di riferimento per i cittadini; in secondo luogo la competenza e la grande disponibilità della Commissione giudicatrice, che ha lavorato con dedizione e professionalità nel non facile compito di selezionare le migliori proposte ricevute; infine l’estrema velocità della procedura. Questa, infatti, è stata portata a termine in soli 131 giorni attraverso un percorso lineare, dalle tempistiche certe e perfettamente rispettate, facendone un esempio unico in Italia e assolutamente competitivo con le altre procedure di affidamento della progettazione previste dal Codice dei Contratti, che prevedono la scelta del progettista ma non del progetto. “Tutto questo non sarebbe stato possibile senza il sostegno dell’amministrazione comunale – ha commentato l’arch. Andrea Tomasi, Presidente della Fondazione Inarcassa durante la fase di avvio della procedura - che ha creduto fortemente nelle validità e nella virtuosità del percorso concorsuale e ha individuato nell’innovativa procedura informatica la più adeguata alle proprie esigenze”. La progettazione e la gestione della procedura, inoltre, sono state affidate a personale altamente qualificato, consentendo di portare a termine il Concorso in brevissimo tempo. La figura professionale del Coordinatore o progettista di Concorso, infatti, è risultata essere essenziale come interfaccia tra il Committente e i Partecipanti, nella organizzazione, gestione e conduzione della procedura. “La straordinaria riuscita del Concorso spero diventi un esempio virtuoso anche per altre amministrazioni – ha spiegato l’ing. Egidio Comodo – neopresidente della Fondazione. Lo è sicuramente per noi che stiamo portando avanti iniziative simili con alcune PA che si sono rese disponibili”. CLICCA QUI per scaricare i progetti vincitori. (nella foto, una tavola del progetto vincitore)  
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    1° Workshop Internazionale di Dubai Dal 14 al 17 novembre 2017   Poche settimane fa ti abbiamo chiesto quanto fossi internazionale: è tempo di dimostrarlo! A te che hai risposto al nostro sondaggio “Quanto sei internazionale” manifestando il tuo interesse, la Fondazione vuole offrire il vantaggio di poter accedere per primo ai 100 posti disponibili per partecipare al workshop formativo che si terrà a Dubai il prossimo novembre.  La Fondazione Inarcassa infatti sta organizzando il suo primo viaggio di lavoro, nell’ambito delle attività del dipartimento per l’internazionalizzazione. Questa sarà l’occasione per entrare in contatto con istituzioni e operatori esteri, avere conoscenza diretta del mercato e raccogliere informazioni circa reali opportunità di lavoro oltre confine. Per accedere all’offerta a te* riservata dovrai confermare la tua partecipazione inviando il modulo compilato che trovi nel link. Per conoscere il programma del Workshop, clicca QUI. Per avere tutte le informazioni sul viaggio, clicca QUI. Per scaricare il modulo richiesta di prenotazione, clicca QUI.     Per informazioni sul workshop: Elena Valente email: international@fondazionearching.it 06.85274209  Per informazioni sul viaggio: Lucilla Meoni email: operativo@ultraviaggi.it 06.45554085     *Per partecipare devi essere iscritto a Inarcassa al momento dell’adesione  
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    E’ alta l’attenzione della Fondazione Inarcassa sull’esame di conversione in legge del decreto legge 50/2017, la c.d. manovrina che all’art. 1, comma 1, lett. c) contiene l’estensione dell'ambito applicativo dello split payment, introdotta dalla legge di stabilità del 2015, vale a dire del meccanismo di versamento dell'IVA direttamente all’erario dovuta per le operazioni effettuate nei confronti della pubblica amministrazione anche da parte dei liberi professionisti. Con una nota di approfondimento normativo trasmessa al Presidente del Consiglio, Gentiloni, al Segretario del Pd, Renzi, e a molti parlamentari, tra cui il Presidente della Commissione Finanze della Camera, Bernardo, e al Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera, Mazziotti Di Celso, la Fondazione ha voluto ribadire l’assoluta contrarietà alla proposta di modifica del comma 1, lett. c) dell'art.1 del decreto legge 50/2017 , anche alla luce della grave crisi economica nella quale versano le categorie interessate. E’ una misura, a giudizio della Fondazione, gravemente dannosa per tutti i lavoratori autonomi che svolgono servizi professionali a favore della pubblica amministrazione. E’ un’inutile vessazione nei confronti non solo degli architetti e ingegneri, bensì per tutta la platea dei professionisti italiani.  Da parte del governo, l’estensione dello split payment rappresenterebbe un deterrente all’evasione sull’Iva. “Ma quale evasione può mettere in atto il professionista se per una data prestazione è già "registrato" fiscalmente con la ritenuta d'acconto nella misura del 20% ?” commenta il Presidente della Fondazione, Arch. Andrea Tomasi, che prosegue: “E poi, c’è da considerare la chiara e univoca identificazione fiscale dei liberi professionisti attraverso, oltre ai consueti elementi quali: partita IVA, codice fiscale, iscrizione a enti previdenziali e assicurativi, anche tramite l’obbligatorio utilizzo della fatturazione elettronica unitamente all’obbligo di comunicazione trimestrale dei dati delle fatture emesse e ricevute, introdotto con l’art. 4, comma 1 del cd. decreto fiscale”.  Le ragioni a sostegno del nostro più convinto “no” sono assolutamente valide oggi come lo erano già nel 2015, quando durante il governo Renzi fu caldeggiata l’ipotesi di inserire la misura nella legge di stabilità. Allora, grazie al fattivo contributo di alcuni parlamentari, fu scongiurato il tentativo di estendere del regime di split payment alle prestazioni di servizi assoggettate a ritenute alla fonte a titolo di imposta sul reddito. Oggi, dunque, non possiamo che proseguire lungo il cammino tracciato nel 2015 cercando di coinvolgere tutti coloro, tra le fila del Governo e del Parlamento, si rendano disponibili a sostenere la nostra proposta di modifica del comma 1, lett. c) dell'art.1 del decreto legge 50/2017, anche attraverso un emendamento soppressivo al disegno di legge di conversione attualmente all’esame della Commissione bilancio della Camera dei Deputati.