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  • vademecum bandi
    In collaborazione con lo studio legale dell’avv. Rotigliano, che da anni assiste la Fondazione Inarcassa nell’attività di contrasto ai bandi irregolari, da oggi è disponibile sul nostro sito una guida pratica per consentire al professionista di potersi orientare, in autonomia, nel panorama complesso, e talvolta farraginoso, delle procedure di affidamento di gara dei servizi di architettura e ingegneria. Siamo ben consapevoli, infatti, che gli architetti e ingegneri liberi professionisti si trovano, per ovvie necessità, a doversi confrontare con un complesso di norme e disposizioni tecnico-normative e giurisprudenziali di non sempre facile lettura e interpretazione. Il Codice dei contratti pubblici, in costante evoluzione, resta lo strumento normativo indispensabile col quale il legislatore prova a rendere più snello il Paese sul piano delle procedure degli affidamenti delle gare.    Ciò nonostante, persistono le illegittimità nelle procedure di gara degli affidamenti dei servizi di architettura e ingegneria. I soggetti penalizzati sono gli architetti e ingegneri liberi professionisti che vedono il loro compenso al ribasso e, dunque, non calcolato sulla base del DM “parametri”, o restano esclusi, ingiustamente, dalle procedure di gara. Fondazione Inarcassa accompagna da anni i suoi iscritti, architetti e ingegneri liberi professionisti, nell’attività di contrasto ai bandi irregolari. Riscontriamo un apprezzamento generale che ci gratifica e ci spinge a migliorarci per continuare a sostenere i liberi professionisti nel loro lavoro di tutti i giorni.  Il vademecum vuole, quindi, essere di supporto ai professionisti per consentire loro, in prima battuta, di verificare che la gara alla quale partecipano sia rispettosa o meno della normativa di settore. In relazione alle procedure maggiormente utilizzate per l’affidamento dei servizi di architettura ed ingegneria (manifestazione di interesse, procedura ristretta, procedura negoziata e procedura aperta) sono indicate e descritte anche le maggiori criticità e illegittimità riscontrate all’interno delle stesse. Infine, un breve cenno al tema relativo alla proposizione di un ricorso giurisdizionale dinanzi al TAR. Buona lettura! Leggi la GUIDA PRATICA
  • musei
      In questo periodo, la buona notizia è che la risposta del mondo culturale è ampia e creativa. Di seguito riportiamo 10 proposte per visitare da casa alcuni tra i musei più belli: tour virtuali e collezioni online:     1. Pinacoteca di Brera - Milano    2. Galleria degli Uffizi - Firenze    3. Musei Vaticani - Roma    4. Museo Archeologico - Atene    5. Prado - Madrid    6. Louvre - Parigi    7. British Museum - Londra    8. Metropolitan Museum - New York    9. Hermitage - San Pietroburgo   10. National Gallery of art - Washington    Non rinunciamo alle cose belle!
  • regione lazio2
    La strada che porta ad una legge nazionale in materia di equo compenso è ancora in salita, ma cresce la consapevolezza, soprattutto al livello regionale, che occorre intervenire in maniera più decisa di quanto sia stato fatto in passato per restituire piena dignità ai liberi professionisti. Questa volta è la Regione Lazio che ritorna sull’equo compenso con una delibera (n. 22 del 2020) adottata dalla Giunta. L’atto, adottato a gennaio scorso, è conseguente alla legge regionale del Lazio del 12 aprile 2019, n. 6 recante “Disposizioni in materia di equo compenso e di tutela delle prestazioni professionali” al cui art. 2 c. 2, prevede, infatti, che “la Giunta regionale adotta atti di indirizzo nei confronti delle strutture competenti regionali, degli enti strumentali e delle società controllate”. La delibera ha proprio lo scopo di specificare meglio taluni indirizzi in materia di “procedure di acquisizione di servizi professionali affinché sia evitato il ricorso a criteri di valutazione delle offerte potenzialmente idonei ad alterare l’equilibrio tra le prestazioni professionali da effettuare e il compenso stabilito nonché l’inserimento di clausole contrattuali di contenuto vessatorio” da impartire agli uffici regionali. Sono due i punti più significativi della delibera. Innanzitutto, è specificato che gli importi dei compensi professionali, devono essere determinati sulla base dei parametri stabiliti dai decreti ministeriali adottati per le specifiche professionalità. Inoltre, la delibera impone l’utilizzo alle amministrazioni regionali di formule che scoraggino i ribassi eccessivi e vietano ogni tipo di clausola vessatoria. Sono questi i passaggi sottolineati da Fondazione Inarcassa in un comunicato diffuso presso gli organi di stampa a poche ore dall’adozione della delibera da parte della Giunta regionale del Lazio. E’ indubbiamente un passo in avanti, significativo sul piano dell’ordinamento regionale, che deve rappresentare uno stimolo, nuovo, per il legislatore nazionale affinché in tempi rapidi si possa arrivare ad una legge nazionale che espliciti in modo chiaro la norma di principio sull’equo compenso contenuta nell’art. 19 quaterdecies del D.L. 16.10.2017, n. 148. Leggi il Comunicato Stampa
  • equo compenso
    L’art. 70 del maxi emendamento 1.9000 presentato dal Governo in Senato, interamente sostitutivo della prima sezione del disegno di legge di Bilancio 2020, introduce lo sconto in fattura sopra i 200 mila euro e abroga l'art. 10 del D.L. 30 aprile 2019, n. 34, convertito dalla L. 28 giugno 2019, n. 58 (c.d. decreto crescita). Il provvedimento è ora atteso alla Camera per il via libera definitivo.  Qui la posizione di Fondazione Inarcassa.
  • shutterstock_112840870.jpg
    L’azione di contrasto ai bandi irregolari promossa dalla Fondazione Inarcassa continua ad offrire un sostegno concreto al lavoro degli architetti e ingegneri liberi professionisti. Dall’inizio dell’anno ad oggi, sono state notificate 84 diffide alle stazioni appaltanti le quali, in 30 casi, hanno dato ampia disponibilità ad accogliere le ragioni mosse dalla Fondazione. In 13 casi, infatti, le amministrazioni hanno provveduto ad annullare le procedure di gara, mentre in 17 casi sono stati rettificati i bandi nelle parti ritenute illegittime. Nella maggior parte dei casi, le illegittimità riscontrate si riferiscono al compenso spettante al professionista. Sono molti i casi in cui le stazioni appaltanti nella determinazione dell'importo a base d'asta nelle gare di aggiudicazione dei servizi di architettura e ingegneria sottostimano il compenso spettante al professionista a causa di una errata applicazione del decreto parametri. In altri casi, le azioni di contrasto si concentrano sulle cause – illegittime – di esclusione dalle procedure di gara per i requisiti richiesti dalle stazioni appaltanti ai fini della partecipazione. Interessante è il dato sulla distribuzione geografica delle azioni di contrasto. Su 84 azioni avviate nel 2019, 12 si collocano in regione Campania, 11 in Lombardia, 8 in Puglia. Nelle restanti regioni, le azioni di contrasto si attestano su numeri inferiori.  E’ altrettanto interessante, nonché virtuoso, il caso della regione Sicilia che nel corso del 2019 ha raccolto solo 6 segnalazioni a fronte, invece, delle 32 accumulate nel biennio 2017-2019, da quando, cioè, è stata consolidata la partnership con lo studio legale dell’avv. Rotigliano; seguono Lombardia e Puglia rispettivamente con 28 e 21 azioni di contrasto. Invitiamo, dunque, gli architetti e ingegneri a segnalarci nuovi bandi “irregolari” al seguente indirizzo e-mail: segnalazionebandi@fondazioneinarcassa.it. Clicca qui per maggiori informazioni.
  • leonardo matera
    In occasione dell’anniversario dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, la Fondazione Inarcassa promuove una serie di appuntamenti per approfondire le sue affascinanti teorie e celebrarne il valore universalmente riconosciuto. Il primo appuntamento è fissato per il 3 ottobre a Matera, presso la Chiesa del Cristo Flagellato. Scarica il programma
  • sentenza corte europea
    Fondazione Inarcassa e l’Ordine degli Architetti PPC di Roma commentano la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 4 luglio scorso, che prende in esame la disciplina degli onorari minimi e massimi per i servizi di progettazione di architetti e ingegneri. Per approfondire: Comunicato Stampa Fondazione Inarcassa Articolo ItaliaOggi
  • sentenza corte europea
    Sulla sentenza del 4 luglio scorso della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, Fondazione Inarcassa e l’Ordine degli Architetti di Roma hanno avviato un confronto per discutere delle implicazioni che il caso tedesco, su cui hanno ragionato i giudici europei, potrà avere anche sul modello ordinistico italiano e, in particolare, sui compensi determinati per i servizi di progettazione di architetti e ingegneri. La Corte di Giustizia dell’Unione Europea, nella causa C-377/17, promossa dalla Commissione Europea nei confronti della Repubblica Federale tedesca, pur sostenendo l’incompatibilità tra la disciplina che regola gli onorari degli architetti e ingegneri rispetto agli obblighi derivanti dalla direttiva servizi del 2006 /2006/123/CE) , ha precisato taluni punti che vale la pena sottolineare e che si ritiene possano essere di supporto ad un’analisi complessiva del modello di tariffazione delle professioni regolamentate in Europa. Innanzitutto, la Corte sostiene che la disciplina normativa delle tariffe in Germania è effettivamente non discriminatoria, dal momento che si applica a tutti gli operatori; in secondo luogo, la Corte riconosce che “l’esistenza delle tariffe minime per le prestazioni di progettazione è atta, in linea di principio, in considerazione delle caratteristiche del mercato tedesco, a contribuire a garantire un elevato livello di qualità delle prestazioni di progettazione e, di conseguenza, a realizzare gli obiettivi perseguiti dalla Repubblica federale di Germania”. Quest’ultimo è il punto da cui Fondazione Inarcassa e l’Ordine degli Architetti di Roma intendono ripartire per sottolineare che il sistema delle tariffe legato alle prestazioni rese dagli architetti e ingegneri non è incompatibile tout court con la disciplina europea che ricaviamo dalla direttiva servizi del 2006. E’ vero che la Corte infligge una condanna alla Repubblica Federale tedesca, ma ciò in quanto la normativa nazionale tedesca, così come è strutturata ora, non è idonea a garantire adeguati livelli di qualità delle prestazioni rese dai professionisti.  Occorre ritornare a riflettere sull’opportunità di dotare anche il nostro Paese di un sistema tariffario, sinonimo di garanzia della qualità delle prestazioni, e invitare, quindi, il legislatore ad ampliare la sfera interpretativa dell’equo compenso, su cui molto si sta facendo anche a livello regionale, senza escludere di fissare una tariffa al di sotto della quale il professionista, in relazione ad una prestazione resa, non deve essere pagato. Qui è disponibile il comunicato congiunto Fondazione Inarcassa e Ordine degli architetti di Roma Qui è disponibile il testo della sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea    Qui è disponibile l'articolo della rivista ItaliaOggi          
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    Recentemente, l’Autorità Anticorruzione ha comunicato l’esito di quattro richieste di parere consultivo segnalate tra i mesi di marzo e di maggio scorsi. Le indicazioni fornite dall’Anac descrivono in maniera puntuale la normativa di riferimento, che riteniamo possano essere di supporto ai professionisti. In materia di equo compenso, l’Anac, nelle Linee Guida n. 1 “Indirizzi generali sull’affidamento dei servizi attinenti all’architettura e ingegneria”, recentemente aggiornate, chiarisce che “al professionista non possono essere richieste prestazioni ulteriori rispetto a quelle a base di gara, che non sono state considerate ai fini della determinazione dell’importo a base di gara”. Si tratta di una precisazione fondamentale e di grande supporto all’attività di contrasto ai bandi irregolari perché conferma i principi che hanno animato la Fondazione negli ultimi anni sul tema dell’equo compenso. Infatti, l’aggiornamento delle Linee Guida n. 1 s’inserisce in quadro già piuttosto chiaro di definizione dell’equo compenso. Infatti, l’Anac aveva già chiarito che “al fine di determinare l’importo del corrispettivo da porre a base di gara per l’affidamento dei servizi di ingegneria ed architettura e gli altri servizi tecnici, occorre fare riferimento ai criteri fissati dal decreto del Ministero della giustizia 17 giugno 2016” e che “per motivi di trasparenza e correttezza è obbligatorio riportare nella documentazione di gara il procedimento adottato per il calcolo dei compensi posti a base di gara, inteso come elenco dettagliato delle prestazioni e dei relativi corrispettivi. Ciò permette ai potenziali concorrenti di verificare la congruità dell’importo fissato, l’assenza di eventuali errori di impostazione o calcolo”. Nei pareri proposti, l’Anac affronta, inoltre, le questioni relative allo svolgimento delle indagini di mercato per l’affidamento di incarichi tecnici e i criteri di aggiudicazione. Di particolare interesse è il riferimento che l’Anac offre su un’azione di contrasto promossa dalla Fondazione Inarcassa contro il decreto adottato dal Presidente della Provincia di Pistoia, col quale è stato approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per l’ampliamento e la ristrutturazione di un polo scolastico, donato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia. L’Anac, a tal proposito, ribadisce che “la donazione di progetti di opere pubbliche in favore dell’amministrazione aggiudicatrice da parte di soggetti terzi, si configura come ipotesi non prevista nella disciplina di settore”. In tal modo, l’Autorità conferma quanto la Fondazione aveva già messo in evidenza nella diffida trasmessa all’Amministrazione provinciale.   Parere consultivo Anac - Agenzia Demanio direzione Marche Parere consultivo Anac - Comune Milano Parere consultivo Anac - Mibac Parere consultivo Anac - Provincia Pistoia