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  • Il disegno di legge delega al governo per la riforma fiscale, approvato dal Consiglio dei ministri nella riunione n. 25, offre l’occasione per mettere a punto alcune proposte di modifica all’impianto normativo di riferimento per il lavoro autonomo e le aggregazioni professionali. Il testo del disegno di legge delega esaminato dal Consiglio dei ministri il 16 marzo scorso presenta, infatti, alcune rilevanti novità di interesse per la platea degli architetti e ingegneri liberi professionisti. Non sono certamente sfuggiti i principi e criteri direttivi per la revisione del sistema di imposizione sui redditi di lavoro autonomo richiamati nel provvedimento. Tra questi, infatti, è compresa la neutralità fiscale delle operazioni di aggregazione e riorganizzazione degli studi professionali, comprese quelle riguardanti il passaggio da associazioni professionali a società tra professionisti. Il tema dell’equità e parità fiscale tra i liberi professionisti che svolgono la libera professione in forma individuale e i liberi professionisti che, invece, svolgono l’attività in forma associata, è al centro dell’agenda della Fondazione Inarcassa. Nel mese di luglio scorso, la Fondazione ha promosso uno studio di analisi e proposte dettagliate di riforma del contesto normativo e fiscale entro cui si muovono le società tra professionisti. Considerata la crescente domanda di aggregazione professionale che arriva da ampie fasce della popolazione degli architetti e ingegneri liberi professionisti, la Fondazione Inarcassa, anche sulla scorta delle esperienze dirette degli iscritti, ha rilevato l’effetto dirompente che l’innalzamento, fino a 85 mila euro, del limite di reddito professionale ai fini dell’accesso al regime forfettario, ha avuto sulla scarsa crescita delle aggregazioni professionali.    Gli evidenti vantaggi del regime forfettario hanno, infatti, frenato le aggregazioni tra professionisti e, di conseguenza, favorito le forme individuali di esercizio della libera professione. A tal proposito, si richiama l’art. 1, comma 57, lett. d) della legge 23 dicembre 2014, n. 190 secondo cui non possono avvalersi del regime forfettario “gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che partecipano, contemporaneamente all’esercizio dell’attività, a società di persone, ad associazioni o a imprese familiari di cui all’articolo 5 del testo unico di cui al d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, ovvero che controllano direttamente o indirettamente società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni”. A differenza delle società di ingegneria che negli ultimi anni hanno registrato una crescita costante, le società tra professionisti hanno avuto più difficoltà ad imporsi nel mercato delle aggregazioni professionali, nonostante esse rappresentino uno strumento di più agevole applicazione e meglio rispondono alle esigenze del mercato dei servizi tecnici di piccole e medie dimensioni per la possibilità di condividere spese e costi, integrare competenze e conoscenze specialistiche, effettuare investimenti nella dotazione di strumenti informatici e per la facilità di accedere al mercato del credito. Basti considerare che, come rilevato nello studio promosso dalla Fondazione Inarcassa, nel 2018, il numero complessivo delle società tra professionisti di natura tecnica è stato pari a 298 unità; mentre, nello stesso anno, le società di ingegneria hanno raggiunto le 7.188 unità. Ne consegue, dunque, che la riforma del regime forfettario, promossa dall’ultima legge di Bilancio, rischia di favorire ulteriormente un processo di atomizzazione del tessuto professionale che mal si concilia con le caratteristiche ed esigenze del mercato dei servizi dell’area tecnica.  È noto, infatti, che per rispondere alla crescente competizione del mercato dei servizi tecnici, per creare efficienza e qualità della progettazione, l’aggregazione delle competenze multidisciplinari tra i professionisti è un fattore vincente e più incisivo. Già durante i lavori che hanno impegnato il Parlamento sull’ultima legge di Bilancio, la Fondazione Inarcassa ha formulato una precisa modifica all’impianto normativo di riferimento volta, innanzitutto, ad eliminare la causa di esclusione delle società di professionisti dall’ingresso nel regime forfettario, di cui alla legge n. 190 del 2014. Si tratta di una proposta che può garantire una maggiore equità fiscale tra professionisti che svolgono l’attività in forma individuale e i professionisti che svolgono l’attività in forma associata. Inoltre, essa avrebbe anche il merito di ridurre il rischio che il regime forfetario possa avere un effetto distorsivo del mercato dei servizi tecnici in termini di incentivo implicito alla non aggregazione delle attività professionali. La proposta della Fondazione Inarcassa si è rafforzata anche in vista delle successive interlocuzioni con il MEF. L’impegno del governo a lavorare su una riforma fiscale di ampio respiro ha tenuto conto, almeno nei principi e criteri direttivi che disegnano la legge delega, delle esigenze del lavoro autonomo e della necessità di favorire la formazione di aggregazioni professionali. Come anticipato in una nota diffusa agli organi di stampa all’indomani dell’approvazione del disegno di legge delega al governo per la riforma fiscale, la Fondazione Inarcassa sarà impegnata a portare all’attenzione del Parlamento la proposta di equità e parità fiscale e incentivazione delle aggregazioni professionali, contestualmente all’avvio dell’esame del disegno di legge recante la delega al Governo per la riforma fiscale (C. 1038) e aumenterà il livello di attenzione sugli interventi normativi di dettaglio che saranno adottati, in funzione dei principi e criteri direttivi fissati nella delega, attraverso i decreti delegati che il Governo dovrà emanare entro 24 mesi dall’approvazione della legge delega. Leggi qui il comunicato della Fondazione Inarcassa
    • riforma
  • Fietta, Fondazione Inarcassa: “Il c.d. DL Cessione credito ha dato un colpo definitivo ai bonus edilizi, lasciando con il cerino in mano molti liberi professionisti. L’ottovolante delle norme che hanno accompagnato il Superbonus 110% chiude i battenti. A rischio gli interventi di adeguamento antisismico e efficientamento energetico degli immobili”.   Clicca qui per scaricare il Comunicato
  • Approfondimento tecnico sulle novità della Legge di Bilancio 202 Questo incontro on-line si svolgerà venerdì 13 gennaio 2023 alle ore 10.00. La durata è di 120 minuti. É approvata la Legge di Bilancio 2023: cosa cambia per i professionisti delle riqualificazioni con i Bonus Fiscali? Ne parliamo con gli esperti del settore.  Dopo la Legge di Bilancio 2022 che ha esteso la durata degli incentivi fiscali, il Superbonus cambia nuovamente nel 2023 con la nuova Finanziaria.  Ecobonus e Sismabonus confermati fino al 2024, il Bonus Facciate scompare e si estende il Bonus Barriere Architettoniche.   CLICCA QUI PER SCARICARE IL PROGRAMMA.   Clicca qui per iscriverti              
  • In attesa che si completino le procedure per la formazione del nuovo governo, già si intravedono interessanti novità sotto il profilo dell’attività parlamentare. Nel corso della prima seduta della Camera e del Senato, che hanno dato inizio alla XIX Legislatura, tra il 13 e il 14 ottobre scorsi, sono state annunciate alcune interessanti proposte di legge per la categoria degli architetti e ingegneri liberi professionisti che in parte ricalcano le proposte della scorsa legislatura. A luglio scorso, nei giorni più accessi della crisi di governo, la Fondazione Inarcassa aveva pubblicamente espresso il timore che tutto il lavoro fatto nelle sedi parlamentari sui più importanti temi di interesse della categoria, non avrebbe, purtroppo, portato ai risultati sperati. La legge sull’equo compenso e la riforma fiscale che avrebbe incluso anche gli incentivi per la formazione delle società tra professionisti, sono stati tra i dossier più penalizzati a causa dell’interruzione improvvisa della scorsa legislatura. Il disegno di legge in materia di equo compenso, nonostante gli sforzi di molti parlamentari della XVIII legislatura che hanno sostenuto le osservazioni, talvolta anche critiche, delle organizzazioni di rappresentanza degli interessi della categoria, tra cui Fondazione Inarcassa, e gli inviti all’approvazione in via definitiva del provvedimento, è ritornato ai nastri di partenza, nonostante mancasse solo l’ultimo passaggio nell’Aula del Senato. Nelle scorse settimane, la Fondazione Inarcassa ha lanciato, sulle colonne dei principali quotidiani italiani, il manifesto programmatico degli architetti e ingegneri liberi professionisti per tracciare le grandi priorità di cui ha bisogno il Paese. Tra queste, la legge sull’equo compenso e la riforma fiscale che valorizzi le aggregazioni professionali e multidisciplinari dei liberi professionisti anche attraverso opportuni incentivi che estendano il regime forfettario alle società tra professionisti. Possiamo dirci per il momento soddisfatti per quest’inizio di nuova legislatura. E’ un segnale molto positivo che i suggerimenti e le proposte avanzate dalla Fondazione Inarcassa siano stati sin da subito raccolti dalle più importanti forze politiche. In materia di equo compenso sono state depositate alla Camera ben tre proposte di legge: una a firma dell’on. Meloni, recante disposizioni in materia di equo compenso delle prestazioni professionali» (C.338); le altre due a firma dell’On. Costa (C. 73) e dell’On. Morrone (C. 271). Sulla riforma fiscale, l’on. Marattin ha presentato due proposte di legge: la prima in materia di disciplina dell'imposta sul reddito applicabile alle società tra professionisti e alle società tra avvocati» (C. 76); l‘altra, è la delega al governo per la riforma fiscale (C. 75).  L’esame delle proposte di legge di cui sopra non è ancora iniziato, ma siamo fiduciosi che parta al più presto.  
  • Incentivi e bonus relativi all’efficientamento energetico, messa in sicurezza del patrimonio edilizio privato, investimenti per ammodernamento del patrimonio pubblico. Ma anche innovazione, digitalizzazione e sostenibilità. Sono questi i temi sui quali sarà focalizzato il SAIE, la Fiera delle Costruzioni, che ritorna a BolognaFiere dal 19 al 22 ottobre 2022 con un format rinnovato.   Accanto alle aree espositive e ai momenti di formazione, grazie alla collaborazione di aziende, associazioni ed opinion leader, la manifestazione propone un format “dinamico”, improntato al fornire risposte alle esigenze del mercato. Per fare ciò sono in programma numerose iniziative speciali e aree dimostrative che consentono di raccontare in maniera concreta progetti reali, permettendo così ad espositori e visitatori di vivere un’esperienza unica e “immersiva”.   Fondazione Inarcassa sarà presente con un suo stand nel padiglione 26 stand 99C Richiedi il tuo biglietto omaggio valido per tutti gli operatori del settore.   Il 21 ottobre alle ore 15 sarà presentata la Quinta Giornata della prevenzione Sismica con un evento formativo dedicato che si terrà nella sala Concerto. Il Convegno, dal titolo "BONUS FISCALI COME OPPORTUNITA' PER LA PREVENZIONE SISMICA: Tecniche innovative combinate per interventi di rinforzo strutturale e di efficientamento energetico", vedrà tra i relatori i più importanti esponenti accademici del settore, nonché rappresentanti istituzionali e del mondo delle professioni e darà diritto a n. 2 cfp ai professionisti presenti che si sono registrati. Se sei Architetto ti puoi accreditare qui all'evento del 21 ottobre. Se sei Ingegnere ti puoi accreditare accedendo al sito dell'Ordine degli Ingegneri di Bologna. Qui il link  
  • Come più volte segnalato da Fondazione Inarcassa, la concreta attuazione del sistema compensativo previsto dall’art. 26 del D.L. n. 50/2022 (il c.d. “Decreto Aiuti”) impatta sugli incarichi in essere dei direttori dei lavori nell’ambito delle commesse pubbliche imponendogli l’erogazione di prestazioni di natura tecnico-contabile ulteriori non previste nei relativi incarichi professionali. Tale aumento di attività e responsabilità per i professionisti, deve essere accompagnato, necessariamente, da un commisurato adeguamento del compenso professionale. Di conseguenza, come analizzato nel parere legale richiesto allo Studio Legale Brugnoletti&Associati, disponibile al seguente link, al quale si rinvia per ogni approfondimento, i professionisti possono richiedere tale adeguamento ricorrendo: a) al comma 12 dell’art. 106 del Codice dei contratti pubblici, qualora l’entità della modifica sia contenuta entro il 20% del valore del contratto; b) al comma 1, lett. c) del medesimo art. 106, laddove il valore della modifica sia superiore al 20%, ma, comunque, contenuta entro il 50% del valore del contratto. A fronte della richiesta, i RUP devono accordare l’aggiornamento degli onorari al fine di salvaguardare, in primis, la qualità delle prestazioni professionali affidate garantendo, contemporaneamente, l’equità del compenso dei professionisti e l’equilibrio economico dell’incarico.
  • Il 5 luglio p.v. la Fondazione Inarcassa presenterà i risultati dello studio, realizzato da Andersen Tax and Legal, sulle aggregazioni tra professionisti, tema di particolare attualità alla luce delle proposte di legge in corso di esame in Parlamento in materia fiscale. La ricerca analizza il contesto normativo e i profili fiscali che hanno limitato la diffusione delle società tra professionisti (STP), in particolare per le professioni tecniche, mentre il mercato dei servizi legati alla progettazione, sempre più competitivo sul piano internazionale, richiede competenze nuove e traversali che impongono una necessaria riqualificazione ed incentivazione delle STP soprattutto sotto il profilo fiscale. Interverranno esponenti politici esperti in materia e saranno presenti i Delegati Inarcassa - quali rappresentanti provinciali degli architetti e ingegneri liberi professionisti iscritti ad Inarcassa eletti in tutta Italia.  Corso FAD, rivedi il convegno in modalità asincrona con rilascio dei crediti.   Scarica qui il programma dell'evento  Clicca qui per scaricare la documentazione Clicca qui per scaricare la presentazione dello studio Clicca qui per la video intervista del Presidente